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LAGRICOLTURA TOSCANA ATTRAVERSO LA RETE REGIONALE DI CONTABILITA

Rapporto del secondo anno di ricerca

Firenze, 1998

LAGRICOLTURA TOSCANA ATTRAVERSO LA RETE REGIONALE DI CONTABILITA

Rapporto del secondo anno di ricerca

a cura di: Gianni Franchini Luigi Alfonso Giancani Dario Olivieri Lucia Tudini

Firenze, 1998

INDICE
PRESENTAZIONE.................................................................................................................................................7 1. IL CAMPIONE BIENNALE COSTANTE 1996-97 DELLA RETE DI INFORMAZIONE CONTABILE AGRICOLA .......................................................................................................................................................9

1.1. Le modalit di selezione del campione rappresentativo di aziende relativo al 1996 e 1997 ........... 9 1.2. Il piano di elaborazione e gli indicatori economici del campione biennale costante 1996-97 ...... 11 1.3. L'Annata agraria 1997 in Toscana ............................................................................................. 12 1.3.1. Landamento climatico .................................................................................................... 12 1.3.2. I risultati economici ......................................................................................................... 12 1.4. Il campione costante RICA 1996-97 .......................................................................................... 14 1.4.1. I dati strutturali ed economici .......................................................................................... 14 1.4.2. Lanalisi per tipo di coltura.............................................................................................. 17 1.4.3. Lanalisi per tipo di allevamento...................................................................................... 20
2. L'UTILIZZAZIONE DELLA RETE CONTABILE COME SISTEMA DI MONITORAGGIO DELLE AZIENDE AGRICOLE, UNA ANALISI DIMOSTRATIVA..............................................................................23

2.1. I risultati dello studio................................................................................................................. 26 2.2. Le aziende specializzate nei seminativi...................................................................................... 28 2.3. Le aziende specializzate in ortofloricoltura ................................................................................ 29 2.4. Le aziende specializzate nella viticoltura ................................................................................... 30 2.5. Le aziende specializzate nel vivaismo ........................................................................................ 31 2.6. Le aziende specializzate nelle altre colture permanenti .............................................................. 31 2.7. Le aziende specializzate nell'allevamento bovino ....................................................................... 32 2.8. Le aziende con ovicaprini .......................................................................................................... 33 2.9. Le aziende con policoltura ......................................................................................................... 34 2.10. Le aziende con poliallevamento ............................................................................................... 35 2.11. Le aziende miste coltivazioni ed allevamento........................................................................... 35 2.12. Conclusioni e prospettive......................................................................................................... 36
3. LA FILIERA VITIVINICOLA ...........................................................................................................................45

3.1. Le associate del Grevepesa......................................................................................................... 45 3.2. La cooperativa Castelli del Grevepesa........................................................................................ 58 3.3. Una visione di insieme............................................................................................................... 67
4. LA FILIERA DEL LATTE FRESCO .................................................................................................................69

4.1. Le associate al Latte Maremma ................................................................................................. 69 4.2. La cooperativa Latte Maremma ................................................................................................. 81 4.3. Una visione di insieme............................................................................................................... 90
5. LA FILIERA DEL POMODORO TRASFORMATO..........................................................................................95

5.1. Le aziende agricole integrate al consorzio cooperativo Conserve Italia ...................................... 95 5.2. Il rapporto di integrazione ....................................................................................................... 108
APPENDICE METODOLOGICA .......................................................................................................................117

PRESENTAZIONE

A conclusione del secondo anno di ricerca, stato possibile un esame sufficientemente ampio delle problematiche che il progetto intendeva affrontare, al fine di individuare una metodologia di lavoro necessaria per impostare una rete regionale di monitoraggio delle aziende agricole ed agroindustriali. La costituzione di gruppi aziendali sulla base della motivazione e del coinvolgimento degli imprenditori agricoli ad un approfondimento della discussione delle problematiche di filiera interessanti congiuntamente la produzione agricola, la trasformazione e la commercializzazione associata dei prodotti, apparso l'elemento determinante per il successo della ricerca. L'avviamento del lavoro avvenuto secondo un programma triennale: nel 1995 con la costituzione, per iniziativa dell'Ufficio Regionale di Contabilit Agraria dell'INEA, di un primo gruppo rilevazione contabile di aziende viticole del Chianti Classico associate alla Cooperativa "Castelli del Grevepesa"; nel 1996, grazie al finanziamento dell'ARSIA, stato possibile, secondo il programma triennale concordato: costituire un gruppo di rilevazione contabile ed elaborare i bilanci della produzione foraggiero zootecnica di un gruppo di aziende specializzate nella produzione lattiera associate al "Consorzio produttori Latte Maremma" di Grosseto; costituire un gruppo di rilevazione contabile di aziende produttrici di pomodoro da industria, associate allo stabilimento cooperativo di Albinia (GR) del gruppo "Conserve Italia"; per questo gruppo di aziende l'inizio della rilevazione contabile iniziata nel 1997;

nel 1997, secondo il programma triennale finanziato dallARSIA, si potuto disporre delle rilevazioni contabili per i tre gruppi di aziende, e si proceduto ad approfondire la conoscenza delle problematiche produttive delle cooperative di trasformazione, "Castelli del Grevepesa", "Consorzio produttori Latte Maremma", comprendendo anche il consorzio "Conserve Italia".

Inoltre proseguita lattivit di analisi ed approfondimento dei risultati contabili delle aziende della RICA, con uno studio sul campione costante 1996-97 e una analisi dei risultati aziendali nello stesso biennio suddivisi per i principali orientamenti tecnico-economici.

Alessandro Pacciani Direttore Osservatorio di Economia Agraria per la Toscana

Maria Grazia Mammuccini Amministratore ARSIA

1.

IL CAMPIONE BIENNALE COSTANTE 1996-97 DELLA RETE DI INFORMAZIONE CONTABILE AGRICOLA

Gianni Franchini, Dario Olivieri, Lucia Tudini *

Pur essendo frutto di una riflessione comune, il lavoro da attribuirsi a G. Franchini per i paragrafi 1.1 e 1.2, a D. Olivieri per i

Operativamente si proceduto nel modo seguente: a) Eliminazione delle aziende inferiori a 4 UDE (108.691) dall'universo censito in Toscana nel 1990 (143.922); si ottengono perci n. 35.231 aziende che costituiscono la base per tutte le successive analisi. b) c) d) e) Individuazione del numero di aziende censite ripartito per ogni provincia e calcolo della relativa percentuale al fine di rapportare il dato ottenuto a 570. Individuazione della superficie agricola utilizzata dalle aziende ripartita per ogni provincia e calcolo della relativa percentuale al fine di rapportare il dato ottenuto a 570. Individuazione della dimensione economica raggiunta dalle aziende ripartita per ogni provincia e calcolo della relativa percentuale al fine di rapportare il dato ottenuto a 570. Calcolo della media delle percentuali relative ai tre parametri di cui ai punti b), c) e d) con l'attribuzione a ciascuno dello stesso peso e individuazione del campione numerico di aziende da rilevare in ogni provincia. f) Definizione delle principali tipologie aziendali da rilevare a livello provinciale mediante l'analisi degli orientamenti tecnico-economici prevalenti e delle classi di dimensione economica presenti. g) h) Integrazione fra i dati elaborati al punto e) con quelli derivanti dall'analisi al punto f). Individuazione a livello di singola provincia delle aziende diretto-coltivatrici e di quelle con salariati o con altra forma di conduzione seguendo il criterio, sopra esposto, di mediare le percentuali ottenute dalla ponderazione dei parametri numerosit, ampiezza e dimensione economica. i) Definizione dei soggetti coinvolti nella rilevazione aziendali e ripartizione del numero di aziende per provincia. Occorre rilevare che la partecipazione delle aziende alla Rete avviene su base volontaria; pertanto questo pu creare delle distorsioni fra il campione teorico e quello reale. L'aspetto forse pi eclatante di tale distorsione pu essere attribuito alla "caduta" delle aziende assistite dai tecnici di base delle OO.PP. che ha provocato una diminuzione consistente delle piccole e medie aziende rilevate e la loro parziale sostituzione con imprese di elevata dimensione, entrate per la prima volta a far parte della Rete. Questo ha comportato uno slittamento verso le classi di superficie e di dimensione economica pi elevate del campione reale di aziende rispetto a quello teorico, mentre risulta abbastanza coincidente la numerosit delle aziende a livello provinciale e la loro ripartizione fra le varie tipologie di OTE.

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Il nuovo assetto organizzativo ha determinato, come conseguenza positiva, un minor grado di turn-over delle aziende presenti nella Rete, con un campione costante che dal 95 al97 si attestato ad un livello di circa l85%.

1.2. Il piano di elaborazione e gli indicatori economici del campione biennale costante 1996-97

La RICA rappresenta una fonte di informazioni indispensabile per comprendere la realt dellagricoltura, mediante la elaborazione e lo studio dei dati rilevati a livello aziendale. La utilizzazione di una metodologia unica permette di effettuare confronti sia spaziali che temporali, in modo da poter seguire le variazioni dei principali parametri strutturali ed economici del settore. Valorizzare e divulgare le informazioni che annualmente vengono rilevate attraverso la Rete regionale di contabilit agraria, risulta utile per far conoscere, sia agli operatori pubblici che privati, la complessa realt economica che caratterizza lagricoltura toscana. Landamento dellagricoltura regionale, nel biennio 1996-97, viene esaminato attraverso lo studio di un gruppo di aziende rilevate nella Rete. Per permettere la omogeneit dei termini di confronto, stato individuato un campione costante, costituito da 479 aziende presenti in entrambi gli anni del biennio considerato3. La banca dati della RICA contiene un notevole numero di variabili e consente un'ampia scelta di elaborazioni. Nel selezionare i dati dal campione 1996 e 1997 si cercato di esaminare il settore agricolo secondo angolazioni diverse, adottando pi tipi di stratificazione e includendo tutte le aziende rilevate, anche se in alcuni casi si ha una numerosit molto limitata. I dati sono stati elaborati in modo da disporre di informazioni confrontabili per quanto attiene i principali parametri economici, tecnici e strutturali a livello generale, per indirizzo produttivo, per coltura ed allevamento4. Infine, per analizzare i processi produttivi si sono individuati i settori pi caratteristici dell'agricoltura toscana, distinguendo nell'ambito della viticoltura la produzione di vino comune e di qualit. Le elaborazioni prodotte rappresentano solamente una parte dei possibili criteri di stratificazione e di utilizzazione dei dati aziendali, per cui il campione suscettibile di ulteriori studi ed approfondimenti.

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Lanalisi relativa al biennio 1995-96 stata pubblicata nel 2 Rapporto dellOsservatorio Agro-industriale per la Toscana dellINEA, Strutture e dinamiche nel sistema agro-industriale toscano, Firenze 1998. Le fonti di riferimento sono le elaborazioni sul campione biennale costante 1996-97 effettuate dallUfficio INEA della Toscana sulla Banca dati RICA.

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1.3. L'Annata agraria 1997 in Toscana

1.3.1. Landamento climatico

Prima di esaminare i dati del campione biennale, si fornisce una sintesi dellandamento dellannata agraria 1997 in Toscana, utile per inquadrare i risultati generali e settoriali. L'annata agraria 1996-97 stata caratterizzata da temperature massime inferiori alla media nell'ultima decade di dicembre del 1996 e durante il mese di aprile del 1997; al contrario queste hanno superato i valori medi poliennali nella prima parte del mese di giugno. Le temperature minime sono state in generale di poco inferiori ai valori del poliennio, anche se si sono verificati notevoli abbassamenti termici in alcuni periodi (dicembre '96 e fine marzo-aprile '97). Diversificato risultato l'andamento delle precipitazioni nelle diverse localit, in particolare fra la zona litoranea e quella interna, per ci che riguarda sia la quantit di pioggia che la sua distribuzione. Dopo una prolungata fase siccitosa nell'autunno 1996, che ha interessato soprattutto l'area della Maremma grossetana, il periodo di dicembre-febbraio ha mostrato precipitazioni superiori alla media in tutta la regione, creando difficolt nell'effettuazione delle semine, che in alcune localit sono state possibili solo a fine gennaio. Sembrava che la gelata di aprile avesse irrimediabilmente compromesso alcune produzioni (ortaggi e colture arboree), invece il favorevole andamento climatico dei mesi di maggio, giugno e luglio ha fatto s che la fioritura prima e l'allegagione poi si siano potute svolgere in modo regolare. In particolare la vite ha presentato una ripresa produttiva a tutto vantaggio della qualit.
1.3.2. I risultati economici

Nel 1997 la superficie coltivata in Toscana di oltre 781 mila ettari, con un incremento dell1,3% rispetto allanno precedente, dovuto soprattutto al rientro in coltura di superfici a setaside volontario (circa 10.500 ettari). Il valore della produzione vendibile in termini reali nel complesso in diminuzione a causa dell'andamento climatico sfavorevole, mentre a prezzi correnti risulta in lieve crescita. Tenendo presente che si verificato un trascurabile incremento del costo dei fattori produttivi e che linflazione su base annua scesa a livelli minimi, si pu stimare che i redditi degli agricoltori non dovrebbero aver subito sostanziali mutamenti rispetto alla precedente annata. Secondo le stime dell'INEA regionale e dell'Ufficio di statistica della Regione Toscana, si registra una riduzione della produzione lorda vendibile a prezzi costanti e quindi in termini reali

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del 3,8%, mentre a prezzi correnti aumentata dell'1,0% (tab.1.1). In sintesi, sotto il profilo quantitativo le produzioni hanno registrato diminuzioni, talvolta anche sensibili, a causa delle avversit meteorologiche (gelate, precipitazioni abbondanti nel periodo delle semine, siccit). In termini di valore, invece, vi stato un incremento dovuto allaumento dei prezzi che ha interessato il grano duro, gli ortaggi, le piante industriali e tutte le colture arboree.
Tab.1.1 - Variazione percentuale del valore delle produzioni agricole in Toscana 1997/96
Produzioni Cereali Leguminose da granella Ortaggi Colture industriali Foraggi Fiori e piante ornamentali TOTALE COLTURE ERBACEE Vino Olio Frutta fresca Vivai TOTALE COLTURE ARBOREE Bovini Ovini Suini Latte vaccino Pollame e conigli TOTALE ALLEVAMENTI PLV REGIONALE a prezzi costanti -5,7 -10,0 -2,7 -4,7 -5,0 1,0 -2,7 -15,0 -15,0 -11,6 5,0 -8,0 -1,0 -1,0 1,0 0,0 0,0 0,1 -3,8 a prezzi correnti -3,4 -14,5 -3,6 0,2 4,5 3,5 -1,0 -1,0 -8,2 0,1 12,4 2,6 0,9 -1,8 2,0 0,0 1,7 1,4 1,0

Fonte: Ufficio INEA regionale e Regione Toscana

Tra i vari comparti, i cereali, pur avendo incrementato la superficie seminata, registrano in generale rese minori con prezzi in diminuzione (mais -23%, frumento tenero -3,2%); fa eccezione il frumento duro che ha presentato un notevole incremento di prezzo (+28%). Nelle colture industriali continua lespansione della barbabietola, del girasole, del colza e del tabacco (questultimo soprattutto nella Valtiberina). Le rese, invece, hanno subito una contrazione, particolarmente accentuata nella barbabietola e nel tabacco. I prezzi risultano tutti in aumento. La patata e le colture orticole presentano un calo sia in termini di superficie che di produzione. I prezzi di alcune specie (cipolla, pomodoro, cocomero, popone e peperone) sono aumentati notevolmente. Le produzioni arboree hanno registrato una lieve diminuzione di superficie, con contrazione quantitativa in tutte le colture a causa prevalentemente delle avversit climatiche. Luva, tuttavia,

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grazie al favorevole andamento climatico verificatosi da maggio in poi, ha presentato una ripresa produttiva a tutto vantaggio della qualit. Anche lolivo ha avuto un calo di produzione, in particolare nelle zone interne, ma con buone rese in olio. Il livello dei prezzi ha compensato le perdite quantitative, tanto che la produzione vendibile del settore aumenta complessivamente del 2,6%. Il settore zootecnico ha manifestato risultati produttivi diversificati: la consistenza dei bovini risulta stazionaria, con prezzi in ripresa ma ancora inferiori alle quotazioni precedenti la Bse; gli ovini sono in flessione; i suini presentano un aumento sia nelle consistenze che in valore; il pollame e i conigli risultano in lieve aumento di valore. La produzione di latte ed i prezzi sono rimasti invariati.
1.4. Il campione costante RICA 1996-97

1.4.1. I dati strutturali ed economici

Le aziende del campione biennale costante, distribuite su tutto il territorio regionale, sono localizzate prevalentemente in collina (51,6%) e pianura (45,7%) e solo in misura ridotta in montagna (2,7%)5. Il campione dispone complessivamente di una superficie utilizzata di circa 18 mila ettari, pari al 2,3% della SAU regionale. Lanalisi dei dati aggregati permette di individuare le seguenti variazioni di tipo strutturale, alcune delle quali confermano gli andamenti del biennio precedente, mentre altre indicano una inversione di tendenza (tab.1.2).
Tab.1.2 - Gli indicatori strutturali del campione biennale costante 1996-97
Campo osservazione 479 aziende Superficie Totale SAU SAU in affitto Bestiame Manodopera Capitale fondiario Ha Ha Ha UBA ULT Valori 1996 56,5 37,0 8,3 9,1 2,7 855.582 181.453 240.490 per 1997 57,8 38,1 9,6 8,9 2,5 902.657 179.558 241.880 azienda 97/96 2,3 3,0 15,7 -2,2 -7,4 5,5 -1,0 0,6 Indici 1996 0,22 0,25 0,07 23.147 4.909 6.506 per 1997 0,25 0,23 0,07 23.672 4.709 6.343 SAU 97/96 13,6 -8,0 0,0 2,3 -4,1 -2,5 312.668 66.311 87.886 Indici 1996 20,6 13,5 3,0 3,3 360.825 71.776 96.688 per 1997 23,1 15,2 3,8 3,6 15,4 8,2 10,0 ULT 97/96 12,1 12,6 26,7 9,1

000 Capitale di esercizio 000 Investimenti fondiari 000

Fonte: elaborazione su Banca dati RICA Toscana

La distribuzione tra le zone altimetriche viene determinata in base alla effettiva altitudine delle aziende: pianura fino a 200 metri, collina da 200 a 600 metri e montagna oltre 600 metri. Le aziende sono cos ripartite: Massa n. 23, Lucca n. 25, Pistoia n. 38, Firenze n. 67, Prato n. 3, Livorno n. 23, Pisa n. 51, Arezzo n. 66, Siena n. 85, Grosseto n. 98.

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Risultano confermate le seguenti dinamiche: la superficie totale e la SAU aumentano rispettivamente del 2,3% e 3,0%; il patrimonio zootecnico subisce una ulteriore contrazione, seppure in maniera pi lieve, con una riduzione del numero di UBA del 2,2%; un leggero spostamento delle aziende verso classi di maggiore dimensione fisica ed economica (classi di ampiezza e di UDE); un incremento di superficie a seminativo (5,8%); una sensibile diminuzione della superficie complessiva a set aside (-32%), dovuta sia al rientro in coltura di parte della superficie a set aside volontario che alla diminuzione della percentuale di superficie da destinare a riposo obbligatorio. La SAU in affitto presenta, invece, una variazione in controtendenza, con un aumento di oltre il 15%. Per la manodopera utilizzata si osserva una forte contrazione in termini di Unit di Lavoro Totale (-7,4%). Sebbene tale dinamica interessi tutte le tipologie di lavoro impiegate, viene confermato il ricorso a forme di utilizzazione pi flessibili delle forze di lavoro; infatti la contrazione interessa in misura pi marcata sia la manodopera familiare impiegata regolarmente (-10%) che la salariata fissa (-7%), mentre le altre forme presentano riduzioni molto minori (familiari part-time e avventizi). La produzione totale realizzata durante il 1997 nelle attivit delle 479 aziende ammonta ad oltre 105 miliardi di lire, valore che rappresenta circa il 4% della produzione agricola regionale. I prodotti delle colture costituiscono la parte preponderante della produzione totale del campione (82%), mentre gli allevamenti incidono in misura minore (12%); le altre entrate aziendali, quali lagriturismo e i noleggi attivi, nonch i contributi di carattere generale, concorrono a formare il restante 6%. Un elemento da sottolineare rappresentato dallincidenza dei premi e delle sovvenzioni specifici per alcune tipologie di colture ed allevamenti che raggiungono il 12% della PL e che quindi contribuiscono notevolmente alla formazione del valore della produzione totale. Analizzando landamento degli indicatori pi esplicitamente economici si pu rilevare un contenuto incremento di Produzione Vendibile a livello aziendale (0,6%), correlato ad un aumento dei redditi, dovuto alla contrazione dei prezzi di alcuni fattori produttivi diretti e al minor impiego della manodopera (tab.1.3). I risultati economici per SAU e per ULT mostrano tra loro un andamento contrapposto; le variazioni negative in termini di superficie sono da attribuire allaumento della SAU, mentre la variazione positiva della produttivit del lavoro dipende anche dalla riduzione delle ULT.

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Tab.1.3 - Gli indicatori economici del campione biennale costante 1996-97


Campo osservazione 479 aziende PLV Reddito Lordo Reddito Netto Prodotto Netto Reddito di lavoro 000 000 000 000 000 Valori 1996 212.444 152.363 84.819 122.432 89.063 per 1997 213.669 154.184 87.080 126.230 90.880 azienda 97/96 0,6 1,2 2,7 3,1 2,0 Indici 1996 5.747 4.122 2.295 3.312 2.410 per 1997 5.603 4.043 2.284 3.310 2.383 SAU 97/96 -2,5 -1,9 -0,5 -0,1 -1,1 Indici 1996 77.637 55.680 30.997 44.742 32.548 per 1997 85.411 61.633 34.809 50.459 36.328 ULT 97/96 10,0 10,7 12,3 12,8 11,6

Fonte: elaborazione su Banca dati RICA Toscana

I dati del campione costante sono stati ulteriormente elaborati in modo da selezionare un sotto-campione costituito da 427 aziende che permangono in entrambi gli anni nella stessa classe di Ordinamento Tecnico Economico. Con riferimento alle aziende con tipologia costante si possono constatare ulteriori indicazioni: maggiore incremento di superficie totale (2,8%), di SAU (3,8%) e di SAU in affitto (17,3%); una minor contrazione di UBA (-1,3%) e di UL (-7,0%); un incremento pi contenuto di PV (0,1%) e di tutti i redditi.

Tale analisi conferma che le aziende, che nel corso del biennio hanno cambiato OTE, riescono ad adeguarsi alle sollecitazioni del mercato e a realizzare, in media, redditi superiori: in queste aziende il reddito di lavoro aumenta del 5% a fronte di un 2% delle aziende con indirizzo produttivo costante. Lesame degli indirizzi produttivi costanti evidenzia che i dati economici rilevati a livello generale sono determinati dai buoni risultati conseguiti in alcuni comparti (seminativi, bovini, ortofloricolo e policoltura), cui si contrappone landamento negativo di altri settori, tra i quali larboreo e il frutticolo (tabb.1.4 e 1.5).

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Tab.1.4 - I dati strutturali ed economici per OTE produzioni vegetali campione 1996-97
Valori 1996 Arboreo - 124 aziende Superficie totale SAU Manodopera PLV Reddito Lordo Reddito di lavoro Ortofloricoltura - 35 Superficie totale SAU Manodopera PLV Reddito Lordo Reddito di lavoro Seminativi - 133 aziende Superficie totale SAU Manodopera PLV Reddito Lordo Reddito di lavoro Ha Ha ULT 000 000 000 Ha Ha ULT 000 000 000 Ha Ha ULT 000 000 000 per 1997 azienda 97/96 -0,2 0,2 -7,6 -5,5 -5,4 -5,5 Indici 1996 1,9 1,0 0,1 13.726 10.264 7.375 per 1997 1,9 1,0 0,1 12.937 9.692 6.951 SAU 97/96 Indici 1996 per 1997 ULT 97/96 8,0 8,4 0,0 2,2 2,4 2,2 25,5 25,0 0,0 29,1 30,2 29,7 13,4 14,2 0,0 15,7 19,1 32,5

58,0 57,9 30,5 30,6 4,1 3,8 418.808 395.637 313.175 296.399 225.041 212.562 2,0 2,0 1,8 1,8 2,7 2,2 207.064 213.871 119.197 124.173 73.843 76.629 64,7 69,0 51,3 55,1 2,0 1,8 137.890 150.054 93.721 104.994 35.894 44.762

0,0 14,2 15,4 0,0 7,5 8,1 0,0 1,0 1,0 -5,7 102.950 105.209 -5,6 76.984 78.819 -5,8 55.319 56.525 0,0 0,0 -20,0 3,3 4,2 3,8 0,0 0,0 0,0 1,2 4,2 16,0 0,7 0,7 1,0 77.057 44.358 27.480 33,1 26,2 1,0 70.552 47.953 18.365 0,9 0,9 1,0 99.462 57.747 35.637 37,5 30,0 1,0 81.601 57.097 24.342

0,0 1,1 1,1 0,0 1,0 1,0 -20,0 1,5 1,2 3,3 112.291 115.982 4,2 64.640 67.339 3,8 40.045 41.556 6,7 7,5 -5,9 8,8 12,0 24,7 1,3 1,0 0,0 2.689 1.828 700 1,3 1,0 0,0 2.722 1.905 812

Fonte: elaborazione su Banca dati RICA Toscana

Tab.1.5 - I dati strutturali ed economici per OTE produzioni animali


Valori 1996 Bovino - 15 aziende Superficie totale SAU Consistenza bestiame Manodopera PLV Reddito Lordo Reddito di lavoro Ovino - 12 aziende Superficie totale SAU Consistenza bestiame Manodopera PLV Reddito Lordo Reddito di lavoro Ha Ha UBA ULT 000 000 000 Ha Ha UBA ULT 000 000 000 per 1997 azienda 97/96 0,0 0,0 -2,1 0,0 10,1 19,3 63,1 1,0 1,1 0,5 6,8 0,0 0,0 -3,2 Indici 1996 1,2 1,0 1,4 0,1 4.759 2.950 724 1,3 1,0 0,9 0,1 2.743 2.188 820 per 1997 1,2 1,0 1,3 0,1 5.239 3.520 1.181 1,3 1,0 0,9 0,1 2.711 2.164 785 SAU 97/96 0,0 0,0 -2,1 0,0 10,1 19,3 63,1 0,0 0,0 0,0 0,0 -1,2 -1,1 -4,3 Indici 1996 9,5 7,7 10,6 1,0 36.672 22.734 5.580 21,2 16,1 14,2 1,0 44.138 35.207 13.192 per 1997 9,6 7,8 10,5 1,0 40.790 27.412 9.198 20,0 15,2 13,3 1,0 41.307 32.979 11.955 ULT 97/96 1,1 1,1 -1,1 0,0 11,2 20,6 64,8 -5,4 -5,3 -5,9 0,0 -6,4 -6,3 -9,4

25,6 25,6 20,7 20,7 28,4 27,9 2,7 2,7 98.354 108.257 60.971 72.751 14.966 24.413 36,3 27,6 24,3 1,7 75.660 60.350 22.613 36,6 27,9 24,4 1,8 75.627 60.380 21.887

Fonte: elaborazione su Banca dati RICA Toscana

1.4.2. Lanalisi per tipo di coltura

Nel biennio 1996/97, la superficie agricola utilizzata delle aziende in esame ha presentato un aumento di circa il 3,2%. A livello generale la produzione lorda complessiva non foraggera aumenta (+0,7%), mentre le spese specifiche, relative allinsieme delle colture praticate, subiscono una notevole contrazione

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(-8,6%). Per le principali colture erbacee ed arboree regionali, si osservano buoni risultati, anche se variazioni a volte significative si riscontrano a livello di singola coltura. Le colture che si esaminano in dettaglio sono state selezionate in quanto rappresentano produzioni significative e caratteristiche: complessivamente costituiscono il 33% della SAU del campione ed il 65% della produzione lorda vegetale. Il rapporto tra produzione e superficie mostra il peso di ciascuna coltura sul campione complessivo, e misura la produttivit del fattore produttivo terra (fig.1.1). Emerge chiaramente lincidenza delle produzioni viticole di qualit che contribuiscono con il 33% alla formazione del valore della produzione nel campione, a fronte di una superficie utilizzata del 6%. E da tenere presente che, sui valori della produzione delle colture, incidono in maniera sensibile i contributi comunitari, che rappresentano in media il 13% del totale.
Fig.1.1 - Produzione e SAU delle colture erbacee ed arboree nel 1997 (valori percentuali)
35 30 25 20 15 10 5 Vite comune Grano tenero Barbabietola Grano duro Pomodoro Vite DOC Girasole Olivo Mais % SAU 0

% Produzione Lorda

Fonte: elaborazione su Banca dati RICA Toscana

Grano duro, Grano tenero e Mais - Per le tre colture esaminate si riscontrata una forte contrazione delle rese, molto accentuata per il grano tenero ed il mais (tab.1.6). A tale andamento si contrappone un ampliamento delle superfici a grano duro e mais; da precisare che laumento della superficie a grano duro favorito dagli interventi comunitari, che per questa coltura prevedono un particolare regime di incoraggiamento. Nel comparto cerealicolo il grano duro presenta buoni risultati economici, con un incremento di margine lordo per quintale di prodotto di

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oltre il 19%. Nellinsieme le tre colture rappresentano il 17% della produzione vegetale del campione costante e della superficie utilizzata.
Tab.1.6 - I dati strutturali ed economici delle colture cerealicole
Grano duro 1996 Osservazioni SAU Media Resa Prezzo di vendita Produzione lorda Spese specifiche Margine Lordo n. Ha ql/Ha lire/ql lire/ql lire/ql lire/ql 173 18,3 36 32.605 66.775 16.571 50.204 1997 173 20,7 33 37.488 75.710 15.816 59.894 97/96 0,0 13,2 -7,5 15,0 13,4 -4,6 19,3 1996 121 7,4 39 31.404 42.897 11.200 31.698 Grano tenero 1997 106 6,0 33 30.715 46.141 16.394 29.747 97/96 -12,4 -19,6 -16,4 -2,2 7,6 46,4 -6,2 1996 92 5,2 74 31.520 42.471 13.757 28.714 Mais 1997 84 6,2 63 28.137 42.311 14.001 28.311 97/96 -8,7 19,3 -15,7 -10,7 -0,4 1,8 -1,4

Fonte: elaborazione su Banca dati RICA Toscana

Barbabietola da zucchero - La superficie complessivamente investita nella coltura risulta notevolmente aumentata (13,2%), mentre le rese presentano una contrazione compensata dallaumento del grado zuccherino che ha inciso positivamente sul prezzo di vendita. Laumento delle spese specifiche determinano un risultato economico, in termini di margine lordo, in leggero calo (tab.1.7).
Tab.1.7 - I dati strutturali ed economici delle colture industriali
Barbabietola 1996 Osservazioni SAU Media Resa Prezzo di vendita Produzione lorda Spese specifiche Margine Lordo n. Ha ql/Ha lire/ql lire/ql lire/ql lire/ql 42 8,7 440 10.216 11.644 3.830 7.815 1997 40 10,3 401 10.720 11.570 3.906 7.663 97/96 -4,8 18,8 -8,7 4,9 -0,6 2,0 -1,9 1996 73 9,3 20 31.511 81.901 22.765 59.136 Girasole 1997 94 9,1 17 36.420 86.488 22.053 64.435 97/96 28,8 -2,0 -11,7 15,6 5,6 -3,1 9,0 1996 18 3,2 483 21.248 22.968 10.210 12.758 Pomodoro 1997 17 3,6 566 19.451 20.500 7.068 13.432 97/96 -5,6 12,4 17,1 -8,5 -10,7 -30,8 5,3

Fonte: elaborazione su Banca dati RICA Toscana

Girasole - Nel settore si osserva un forte incremento di aziende produttrici e di superficie investita, ma con rese unitarie in sensibile flessione (-11,7). Il margine lordo presenta una crescita, sia per laumento del prezzo di vendita che per la riduzione delle spese specifiche (tab.1.7). Pomodoro - Si rileva una maggiore superficie investita (6%), con buone rese. Il prezzo di vendita generalmente in diminuzione, anche se si registrano valori diversificati in base alla qualit e al tenore zuccherino della polpa (tab.1.7).

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Vite per uva da vino - Rappresenta la coltura pi diffusa: presente nel 60% delle aziende rilevate, e viene praticata sul 7% della superficie del gruppo. La superficie vitata, che risulta destinata quasi totalmente alla produzione di uve di qualit (84%), presenta nel biennio un incremento sia in termini complessivi che di superficie media per azienda. A fronte di rese in diminuzione si assiste ad un ulteriore incremento di prezzo per tutti i tipi di vino (9% vino DOC e 2,5% vino comune), che determinano elevati margini lordi (tab.1.8).
Tab.1.8 - I dati strutturali ed economici delle colture arboree
Vite DOC 1996 Osservazioni SAU Media Resa Prezzo prodotto trasformato lorda Produzione Spese specifiche Margine Lordo n. Ha ql/Ha lire/ql lire/ql lire/ql lire/ql 134 11,2 68 551.419 159.195 30.681 128.514 1997 136 11,4 61 600.720 234.177 25.929 208.248 97/96 1,5 1,5 -9,7 8,9 47,1 -15,2 62,1 1996 182 1,6 78 224.005 87.715 10.809 76.906 Vite comune 1997 180 1,7 65 229.519 126.899 15.241 111.659 97/96 -1,1 0,8 -16,7 44,7 41,0 45,0 1996 284 4,5 15 177.700 19.703 157.997 Olivo 1997 284 4,5 12 200.722 21.415 179.307 97/96 0,0 0,0 -17,6 3,0 13,0 8,7 13,5

2,5 1.611.016 1.660.126

Fonte: elaborazione su Banca dati RICA Toscana

Olivo per olio - Presente nel 59% delle aziende del campione costante, interessa il 5% della SAU, con una superficie media ad azienda di 4,5 ettari (tab.1.8). A fronte di una contrazione della produzione di olive (-17%), si registrano buone rese in olio, con prezzi di vendita elevati. Il margine lordo risulta in aumento rispetto al 1996 (13%).
1.4.3. Lanalisi per tipo di allevamento

Dai dati elaborati sulle 179 aziende con allevamenti, si rileva che il settore zootecnico costituisce il 12% della produzione agricola del campione. Nel biennio, la consistenza di bestiame, pari a 4.259 UBA nel 1997, risulta diminuita di circa il 2%, mentre la produzione vendibile del comparto aumenta del 2,4%. La ripartizione fra i principali allevamenti del valore della produzione mostra la netta prevalenza dei bovini (68%), seguiti dagli ovini (20%) e dal settore suinicolo (10%), mentre gli altri allevamenti incidono in maniera molto ridotta (2%). Il margine lordo degli allevamenti risulta in crescita sia in termini assoluti (1,4%) che per unit di bestiame (4,5%). Tale incremento interessa il settore bovino e suinicolo, mentre gli allevamenti ovini subiscono una contrazione (tab.1.9). Bovino misto - Nel comparto, costituito complessivamente da 2.541 UBA nel 1997, diminuiscono sia le osservazioni che la consistenza media degli allevamenti. A tale andamento si

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contrappone una maggiore specializzazione produttiva, anche a seguito dei miglioramenti apportati nella selezione dei capi. Il valore della produzione lorda del settore aumenta, soprattutto per i buoni risultati degli allevamenti da carne. Nel complesso il margine lordo per UBA aumenta dell11%.
Tab.1.9 - I dati strutturali ed economici degli allevamenti
Bovino misto 1996 Osservazioni UBA Medie Latte: Resa prezzo vendita Produzione Lorda di cui latte Spese Specifiche Margine Lordo n. n. Ql/capo latte lire/ql 000/UBA % 000/UBA 000/UBA 110 24,6 32,2 78.673 2.591 53 1.305 1.286 1997 109 23,3 34,5 74.214 2.849 48 1.418 1.431 97/96 -0,9 -5,2 7,5 -5,7 10,0 -9,4 8,7 11,3 1996 59 16,4 0,9 153.362 2.257 52 692 1.565 Ovino misto 1997 60 15,8 1,0 150.829 2.226 50 750 1.476 97/96 1,7 -3,5 8,5 -1,7 -1,4 -4,0 8,4 -5,7 1.845 1.106 738 1996 42 14,2 1.744 893 851 -19,3 15,2 Suini 1997 43 14,3 -5,5 97/96 2,4 0,9

Fonte: elaborazione su Banca dati RICA Toscana

Ovino misto - Il settore, che comprende gli allevamenti da carne e da latte, presenta una situazione stazionaria nel numero di aziende, ma una riduzione dei capi allevati. Lincidenza della produzione lorda di latte sul totale del settore (pari al 50%) diminuisce, anche a causa della diminuzione del prezzo del latte. Il margine lordo per UBA del settore diminuisce del 5,7%. Suini - Sono in leggero aumento come numero di aziende e come UBA medie; anche il valore della produzione e del margine lordo aumenta notevolmente, anche a causa del favorevole andamento dei prezzi.

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2.

L'UTILIZZAZIONE DELLA RETE CONTABILE COME SISTEMA DI MONITORAGGIO DELLE AZIENDE AGRICOLE, UNA ANALISI DIMOSTRATIVA

Luigi Alfonso Giancani

La rete contabile RICA dellINEA costituisce la pi estesa e sistematica rilevazione di informazioni sulle aziende agricole e potrebbe costituire la fonte principale e pi completa di informazioni sull'agricoltura regionale e nazionale, e pi precisamente su: i risultati economici delle aziende (finalit fondamentale della rete contabile) i costi di produzione l'utilizzazione del lavoro e la sua remunerazione le produzioni ed i relativi prezzi di mercato alle aziende l'utilizzazione del suolo, dei mezzi tecnici e delle macchine gli investimenti.

La principale critica che generalmente viene rivolta all'utilizzazione della rete contabile riguarda la sua rappresentativit statistica ed il difficile confronto con i censimenti generali dell'agricoltura, con la conseguenza che le analisi economiche realizzate a partire dalle informazioni contabili della rete subiscono alcune limitazioni che possono essere cos riassunte per la Toscana:

incompleta descrizione dei settori produttivi, ed in particolare degli allevamenti suinicoli e avicunicoli6; imperfetta calibratura del peso delle varie tipologie aziendali, cio dei diversi indirizzi produttivi (Orientamenti Tecnico Economici od OTE secondo la terminologia adottata dalla RICA) per province7.

Ne risulta ancora l'impossibilit di trasformare le analisi microeconomiche in analisi territoriali macroeconomiche per la persistente assenza di un quadro di riferimento aggiornato. Gli unici dati disponibili risalgono al 1990 e devono ormai essere considerati poco attendibili a

6 7

Fino al 1997 incluso. In assenza di una ponderazione delle tipologie aziendali e della distribuzione territoriale, per provincie e zone altimetriche, le rispettive analisi, nonch l'elaborazione complessiva toscana assumono carattere dimostrativo, essendo soggette ad un margine di errore non quantificato.

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causa delle notevoli variazioni delle produzioni aziendali intervenute successivamente ed accelerate dalla riforma della PAC8. Questo studio, realizzato con finalit principalmente divulgative, non intende risolvere i nodi che attualmente limitano l'interpretazione dei dati, ma, tenendo in buon conto le attuali limitazioni, vuole suggerire:

una lettura per ordinamenti produttivi delle aziende agricole, ritenendo che le informazioni disponibili contribuiscono comunque ad accrescere la conoscenza dei risultati economici e produttivi dell'agricoltura toscana e delle possibili prospettive a medio termine;

un esempio di possibili elaborazioni a livello provinciale e regionale, utilizzabili per le decisioni di politica agraria, qualora si riuscisse a migliorare la rappresentativit delle aziende della rete.

La metodologia utilizzata molto semplice, per ogni azienda della RICA (531 nel 1996 e 576 nel 1997) stato calcolato il reddito netto per ora di lavoro (familiare ed extra familiare) che viene assunto come indicatore di efficienza aziendale9; le aziende sono state quindi classificate nelle seguenti classi di remunerazione del lavoro: A) oltre le 30.000 lire/ora; B) da 15 a 30.000 lire /ora; C) da 10 a 15.000 lire /ora; D) da 5 a 10.000 lire/ora; E) da 0 a 5.000 lire /ora; F) aziende con reddito da lavoro negativo. Sono state considerate "efficienti" le aziende nella quali si perviene ad un reddito netto di almeno 10.000 lire/ora; questo valore stato inoltre assunto per il calcolo della redditivit degli investimenti nelle relative tabelle10.
8

10

Ad esempi si segnala la contrazione degli allevamenti, l'espianto dei vigneti, la variazione delle superfici dei seminativi per l'applicazione del set aside, che hanno modificato la composizione della produzione lorda vendibile e quindi gli orientamenti tecnico economici. La scelta del reddito orario da lavoro tiene conto della prevalenza di aziende a conduzione familiare; i capitali investiti, che sono stati valutati, secondo la metodologia della RICA in base ai valori medi di mercato, sono remunerati, al tasso reale del 2% per gli investimenti fondiari e del 5% per il capitale di esercizio. Sono state realizzate numerose tavole illustrative, riportate nel floppy disk allegato, in base ai seguenti criteri: per ogni anno (1996 e 1997) sono state realizzate due serie di elaborazioni: - la prima utilizzando i risultati della contabilit della rete, che includono nella produzione lorda vendibile i contributi pubblici in conto esercizio effettivamente percepiti (tabb.1.x.x. per il 1996 e tabb.3.x.x. per il 1997) - la seconda ricalcolando i risultati di bilancio in assenza dei contributi, comprendendo anche il reddito da lavoro (tabb.2.x.x. per il 1996 e tabb.4.x.x. per il 1997). Le tavole realizzate esaminano, in valore assoluto e percentuale la ripartizione nelle sei classi di reddito orario da lavoro delle aziende, suddivise: - per Orientamento Tecnico Economico (tabb..x.x.1). - per Provincia e rispettive classi di altimetria (tabb..x.x.2).

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Nella scelta dell'obiettivo aziendale potevamo operare in due direzioni:


in un obiettivo di breve periodo, individuabile nel valore aggiunto, che consente di ottimizzare le scelte produttive nell'ambito dell'ordinamento produttivo esistente, oppure in un obiettivo di lungo periodo quale il reddito netto da lavoro.

Si preferito utilizzare il secondo in quanto ci consente di confrontare i vari ordinamenti produttivi, tenendo conto delle differenti impieghi di capitale. Inoltre, cos operando, si possono evidenziare:

gli orientamenti tecnico economici che pervengono alla migliore valorizzazione complessiva dei fattori produttivi, la differenziazione dei risultati produttivi complessivi all'interno di ciascun OTE e delle motivazioni che la determinano.

L'elevata diversificazione dei risultati all'interno di ciascun ordinamento produttivo, solo in parte risulta riferibile a diverse condizioni ambientali e pedologiche evidenziabili da maggiori livelli di produttivit del terreno, o dalle diverse dimensioni aziendali, mentre in gran parte deriva dalla diversa efficienza dell'organizzazione aziendale, confermato dalle analisi condotte su gruppi omogenei nella viticoltura, nel pomodoro da industria e nel latte bovino. Esistono quindi ampi spazi di miglioramento dei risultati economici attraverso l'utilizzazione delle informazioni contabili nella consulenza tecnica. La scelta di analizzare le aziende per OTE invece che per prodotto deriva: 1. 2. 3. dalla constatazione dell'obiettivo imprenditoriale riferibile all'intera azienda e raramente alla singola coltivazione, dalla presenza di costi fissi e congiunti la cui ripartizione tra le colture risulta sempre controversa, dalla realizzazione delle produzioni in una pluralit di orientamenti produttivi che conseguono complessivamente risultati economici molto differenziati,

Gli aspetti tecnico economici descritti nelle tabelle sono stati i seguenti, distinti, per ogni riga, per classe di reddito orario da lavoro, in valore assoluto e percentuale: - tabb.x.1.x. Numero delle aziende. - tabb.x.2.x. Superficie agricola totale. - tabb.x.3.x. Superficie agricola utilizzata. - tabb.x.4.x. Produzione lorda vendibile. - tabb.x.5.x. Produzione lorda vendibile degli allevamenti. - tabb.x.6.x. Capitali investiti (fondiario e di esercizio). - tabb.x.7.x. Debiti. - tabb.x.8.x. Impiego del lavoro (in ore). - tabb.x.9.x. Redditivit del capitale investito. - tabb.x.10.x. Contributi pubblici in conto esercizio. - tabb.x.11.x. Nuovi investimenti. - tabb.x.12.x. Valore aggiunto.

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4. 5.

dalla diversa attribuzione di costi congiunti al variare della OTE nella quale si realizzano le singole produzioni11, infine le OTE costituiscono dei modelli di azienda che tengono conto delle differenti situazioni ambientali e socioeconomiche, nonch della diversa specializzazione professionale degli agricoltori.

Le analisi svolte e le tavole realizzate cercano di fornire una risposta ai seguenti quesiti: 1. 2. 3. 4. 5. quanta parte della produzione (per ogni OTE) in "mani forti", cio in aziende che consentono una remunerazione dei fattori produttivi quali Orientamenti tecnico economici consentono una maggiore presenza di aziende efficienti quali diverse caratteristiche strutturali presentano le aziende migliori di ciascun ordinamento produttivo quanta parte di questa efficienza deriva dal mercato e quanto invece dal sistema dei contributi quali Orientamenti Tecnico Economici risultano maggiormente condizionati dal sistema dei contributi Inoltre le tavole provinciali e per zona altimetrica forniscono, a titolo esclusivamente dimostrativo, una esemplificazione della possibilit, attraverso una pi attenta scelta territoriale e strutturale delle aziende della rete, di estendere ed articolare queste analisi alle diverse realt regionali e di distinguere le diverse esigenze socio economiche su base territoriale Risultano infine evidenti le possibilit di utilizzo della rete per simulazione degli scenari di diverse azioni di politica agricola comunitaria o di variazione dei prezzi.
2.1. I risultati dello studio

Il 39% delle 572 aziende contabilizzate dalla RICA nel 1997 (tab.2.1) ha conseguito una soddisfacente valorizzazione del lavoro e dei capitali impiegati (37% su 531 aziende nel 1996), al contrario il 17% delle aziende ha conseguito un reddito di lavoro negativo (tab.3.1.1 nel floppy disk allegato)12. Il 39% di aziende "efficienti" garantiscono:
11 12

il 51% delle ore lavorate il 72% della PLV

Si possono, pere esempio, ottenere diverse attribuzioni di costi fissi nel caso di produzioni ad esempio di frumento o di olive congiuntamente ad allevamenti o vigneti od in aziende specializzate. Il 15% nel 1996. Tab. 1.1.1 nel floppy disk allegato.

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consegue: utilizza:

il 77% del valore aggiunto, il 60% dei contributi comunitari il 56% della superficie agricola utilizzata, il 57% dei capitali investiti il 43% dei nuovi investimenti

impiegano:

Al contrario il 17% costituito dalle aziende pi deboli nonostante gli interventi comunitari il 12% delle ore lavorate il 5% della produzione lorda vendibile il 4% del valore aggiunto l'8,5% dei premi comunitari il 10% della superficie agricola utilizzata il 12,6% dei capitali investiti il 46% dei nuovi investimenti.

Ricalcolando la redditivit del lavoro senza tener conto dei contributi pubblici in conto esercizio, si riduce il numero delle aziende efficienti al 28% con una forte riduzione delle superfici coltivate (dal 56 al 30%), e del lavoro (dal 51 al 40%); al contrario le aziende pi deboli salgono al 36%, interessando il 42% della SAU ed 27% del lavoro. Accettando la rappresentativit delle aziende della RICA a livello regionale, se ne potrebbero trarre rapidamente alcune brevi considerazioni riguardo ai principali benefici del sistema contributivo comunitario: in primo luogo sull'occupazione, mantenendone circa l'11% in condizioni di sufficiente redditivit. in secondo luogo sulla conservazione della coltivazione dei terreni del 26% della SAU. infine facendo conseguire al 19% delle aziende una accettabile redditivit.

Nel 1997 le aziende della rete hanno percepito (tab.3.10.1 nel floppy disk allegato) complessivamente 14.091 milioni pari a:

24,6 milioni di lire per azienda; 443.500 lire per ettaro di SAU; 4.390 lire per ogni ora lavorata.

Ripartendo i contributi sulle sole quote cui viene effettivamente garantita una sufficiente redditivit, si ottiene:

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129,6 milioni per ogni azienda, che da inefficiente senza contributi raggiunge l'efficienza grazie ai contributi; 1.706.000 lire per ettaro13, 39.900 lire per ora di lavoro14.

Queste brevi cifre sono sufficienti per confermare come l'unico vantaggio dell'attuale politica comunitaria risulti essere la certezza della spesa in sede comunitaria, mentre si consolida un intervento dispersivo "a pioggia", realizzato attraverso l'interazione di molteplici regolamenti che interferiscono con l'attivit produttiva. Il sistema dei premi e delle quote ha determinato un complesso di norme, spesso di difficile interpretazione, che modifica le scelte imprenditoriali in un complesso ed aleatorio meccanismo di ottimizzazione, che, alla variabilit delle stagioni ed alla ritrovata incertezza sui prezzi (dopo anni di stabilit), ha aggiunto l'incertezza sulla durata dei provvedimenti, troppo breve per scelte strategiche di medio-lungo periodo. I nuovi investimenti, nel gruppo di aziende della rete, hanno segnato un tasso del 6,1% nel 1997 rispetto ai capitali ammortizzabili15, pari ad una durata media di oltre 16 anni (tab.2.4). Livelli consistenti di investimenti sono stati realizzati nel settore vitivinicolo (19%) e delle colture permanenti (22%), all'opposto i livelli pi modesti si collocano nell'allevamento bovino (2%), nell'ortofloricolo (2.2%) e nel vivaistico (2.8%).
2.2. Le aziende specializzate nei seminativi

Le aziende di questo gruppo beneficiano del maggior intervento comunitario in rapporto alla produzione lorda vendibile (oltre il 25%)16; questo elevato valore rende questo gruppo il pi sensibile alla variazione delle politiche comunitarie, con elevate ripercussioni sull'ambiente con il rischio dell'abbandono di vasti territori, e la perdita di gran parte dell'occupazione: nel caso peggiore l'area dell'inefficienza si estenderebbe all'85% della superficie coltivata e delle ore lavorate. Il rischio ambientale e paesaggistico risulterebbe molto elevato nelle aree nelle quali esistono ben poche alternative produttive ed in particolare nella zona delle "crete", che comprende gran parte della Toscana centrale.

13 14 15

16

Per ogni ettaro in pi coltivato in condizioni di efficienza economica raggiunta grazie alle quote. Per ogni ora lavorata in condizioni di efficienza economica raggiunta grazie alle quote. Si sono considerati per il capitale fondiario i soli investimenti (miglioramenti e piantagioni), per il capitale di esercizio si considerato il valore al netto del bestiame. Tabelle da 2.1 a 2.11.

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Nel 1997 le aziende efficienti (34% del totale), coltivando il 55% della SAU ed utilizzando il 43% del lavoro ed il 49% dei capitali hanno ottenuto il 60% della PLV e, grazie al contenimento dei costi variabili, il 65% del valore aggiunto. Le aziende autosufficienti, cio quelle in grado di remunerare i capitali ed il lavoro anche in assenza dei contributi (solo il 14% delle aziende), hanno utilizzato il 15% della SAU e del lavoro, il 14% dei capitali, ed hanno ottenuto il 31% della PLV ed il 42% del valore aggiunto17. I maggiori livelli di efficienza si raggiungono con una elevata produttivit del lavoro (oltre 40.000 lire di PLV per ogni ora lavorata) e della terra e, ovviamente, nei terreni pi fertili ed irrigui, (2,5-3 milioni per ettaro di PLV, con un andamento pi incerto del precedente); la dimensione media di 123 ha di SAU e 4.300 ore annue mediamente occupate. Queste aziende raggiungono il pi elevato rapporto tra capitali e lavoro a causa dell'elevata incidenza del valore del fondo agli attuali prezzi: 271.000 lire per ora lavorata. I nuovi investimenti, nel complesso raggiungono l'8,5% del capitale rinnovabile, ma si concentrano per il 72% nelle aziende meno efficienti e solo il 4.6% dalle aziende autosufficienti (tab.3.11.1 e 4.11.1 nel floppy disk allegato). Le aziende con remunerazione negativa del lavoro sono oltre il 18% nonostante i contributi, interessando il 10% della SAU, il 7% della PLV ed il 13% delle ore lavorate; venendo meno i contributi comunitari le percentuali salirebbero al 58,5 % delle aziende, al 60.5% della SAU ed al 52% del lavoro.
2.3. Le aziende specializzate in ortofloricoltura

Il gruppo costituito in prevalenza da aziende floricole in serra (31 su 42) 18. Queste aziende beneficiano degli interventi comunitari in misura trascurabile (0,24%), ma il basso livello di investimento denuncia una fase di debolezza del settore. Le aziende efficienti (38% del totale) garantiscono il 63% della produzione ed il 65% del valore aggiunto, utilizzando il 40% del lavoro ed il 46% dei capitali. L'efficienza raggiunta con una elevata produttivit degli impianti, oltre 100 milioni per ha (10.000 lire/mq) con le aziende migliori che sfiorano i 500 milioni, un altrettanto elevata produttivit del lavoro (oltre 40.000 lire/ora e fin oltre 100.000). Al contrario l'impiego di capitale per ora lavorata risulta il minore fra gli orientamenti colturali, con sole 70.000 lire di investimento per ora lavorata per collocarsi fra le aziende efficienti (109.000 nelle migliori). La
17 18

Calcolati al netto dei contributi in conto esercizio. Tabelle da 2.1 a 2.11.

29

dimensione media in termini di ore lavorate risulta poco variata tra le varie classi di efficienza oscillando tra le 5.000 e le 7.000 ore annue; in termini di superficie risultano premiate le ampiezza minori. I nuovi investimenti sono tra i pi bassi dell'agricoltura toscana con un modesto 2,2%, insufficiente a garantire il rinnovo periodico degli impianti, per oltre il 70% concentrati fra le aziende efficienti: si denotano livelli maggiori di rinnovo degli impianti nel gruppo delle migliori (circa 6%) e nel gruppo intermedio tra l'efficienza e l'inefficienza (3,3%). Le aziende con remunerazione negativa del lavoro sono solo il 12% del totale ed interessano il 4% della PLV ed il 12% del lavoro; tuttavia l'ampiezza del gruppo non influenzata dalle politiche contributive comunitarie, ed il relativamente alto livello di investimento (3,5%) potrebbe evidenziare una ristrutturazione produttiva.
2.4. Le aziende specializzate nella viticoltura

L'attuale favorevole andamento dei prezzi delle uve e del vino consente dopo lunghi anni di grave crisi una elevata remunerazione del lavoro e dei capitali, con una limitato aiuto comunitario che si esprime attraverso il blocco dei nuovi impianti ed il riequilibrio dell'offerta alla domanda, mentre i contributi in conto esercizio sfiorano appena il 6%19. L'area dell'efficienza si estende ad oltre i tre quarti delle aziende della rete, al 90% della SAU e del lavoro ed al 95% della PLV. I livelli di efficienza si raggiungono con una elevata valorizzazione delle produzione quantitativa e qualitativa tale da oltrepassare i 10 milioni per ettaro di SAU, una sufficiente produttivit del lavoro (oltre le 27.000 lire/ora). Il rapporto tra capitale e lavoro, pur raggiungendo valori vedi tra i pi elevati, non risulta cos esasperato come nei seminativi con un livello ottimale di 140-230 mila lire per ora lavorata. Queste aziende raggiungono le maggiori dimensioni in termini di lavoro con mediamente 9.500 - 12.000 ore annue con una estensione intorno ai 40-60 ettari di SAU. L'alto livello di redditivit agli attuali prezzi, testimoniato dalle aziende con oltre 15.000 lire di reddito da lavoro per ora lavorata., che sono quasi i due terzi del totale ed impiegano l'80% delle ore lavorate; questo risultato di gran lunga il migliore dell'agricoltura toscana. Le aziende con remunerazione negativa si distinguono per la bassa valorizzazione della terra con soli 6,5 milioni per ha di SAU, imputabile alla vetust degli impianti testimoniata

19

Tabelle da 2.1 a 2.11.

30

dall'elevatissimo investimento in corso 112% del capitale rinnovabile, con effetti depressivi sulla produttivit del lavoro e del capitale. Il livello medio elevatissimo dei nuovi investimenti 22% denota la forte attesa dei produttori in termini di ritorno economico, in un settore le cui aree di crisi sono determinate prevalentemente dalla vetust degli impianti.
2.5. Le aziende specializzate nel vivaismo

Questo settore produttivo risulta marginalmente interessato nei risultati economici dagli interventi comunitari che risultano limitati a meno del 6% della produzione lorda vendibile20. I risultati economici in termini di aziende efficienti sono tra i migliori con il 47% delle ore lavorate nelle aziende efficienti (40% delle aziende), le quali garantiscono il 58% della PLV, grazie al razionale uso dei capitali (46% del capitale impiegato) ed al controllo dei costi variabili ottengono il 62% del valore aggiunto. Il raggiungimento dei livelli di efficienza avviene attraverso un'elevata produttivit del lavoro (oltre 27.000 lire per ora lavorata) e della terra oltre 13 milioni ettaro di produzione lorda vendibile. L'impiego del capitale per ora lavorata risulta nella media, con un livello minimo necessario ma non sufficiente (come dimostrato dai valori delle altre aziende) di 160.000 lire/ora. Non sembrano emergere economie di scala sia dal punto di vista del lavoro sia della superficie, con le aziende pi efficienti di dimensioni mediamente inferiori. I nuovi investimenti sono mediamente limitati (2,7%), ma concentrati nelle aziende pi redditizie, nelle quali sfiorano il 12%. Le aziende con remunerazione negativa del lavoro sono limitate al 12% del totale, interessano il 6% della PLV, il 9% del lavoro ed il 4,5% del valore aggiunto.
2.6. Le aziende specializzate nelle altre colture permanenti

Le aziende di questo gruppo raccolgono destinazioni produttive diverse, dall'olivicoltura (codice OTE 3300) alla frutticoltura (codice OTE 32xx) che beneficiano di un livello di sussidi alla produzione limitato al 10% circa della PLV21. Il settore risulta in crisi, dimostrata dall'esigua percentuale del lavoro collocata in aziende efficienti (24%) e dall'assenza di aziende nelle fascia pi elevata di redditivit del lavoro e,

20 21

Tabelle da 2.1 a 2.11. Tabelle da 2.1 a 2.11.

31

limitatamente alle cinque aziende olivicole presenti nella rete, anche nella classe intermedia di efficienza; infine le tre aziende specializzate nella frutticoltura in guscio presentano tutte risultati insoddisfacenti. Le aziende efficienti (18% del totale) ottengono mediamente il 46% della PLV (43% le ortofrutticole fresche ed il 74% le olivicole), il lavoro impiegato risulta rispettivamente del 21% e del 50%. L'efficienza dipende strettamente dalla produttivit del lavoro con almeno 32-35.000 lire di PLV per ora lavorata ed una produttivit della terra che si ponga come obiettivo aziendale i 1617 milioni per ettaro. in queste condizioni l'investimento di capitale deve essere equilibrato, oscillando tra le 100 e le 150.000 lire di investimento per ogni ora annua di lavoro; le economie di scale non influenzano sensibilmente la redditivit di queste aziende la cui dimensione compresa tra le 4.000 e le 7.000 ore annue di lavoro. I nuovi investimenti risultano tra i pi elevati con un tasso medio del 22%, in gran parte concentrati nelle aziende meno efficienti della frutticoltura fresca e le pi efficienti dell'olivicoltura; difficile l'interpretazione del fenomeno che richiederebbe una verifica in campagna potendosi attribuire in parte al rinnovo di vecchi impianti frutticoli, sia di vecchi vigneti non estirpati.
2.7. Le aziende specializzate nell'allevamento bovino

Il settore attraversa una profonda crisi, ingessato dalla politica delle quote, che ostacola le ristrutturazioni e pone limiti agli incrementi di produttivit22. Su 16 aziende della rete solo una raggiunge parametri appena accettabili di remunerazione dei fattori produttivi con un reddito orario da lavoro compreso tra le 10 e le 15.000 lire/ora. Il sostegno comunitario alla produzione risulta contenuto in meno del 6% della produzione lorda vendibile La produzione realizzata in condizioni di accettabile efficienza limitata al 6% delle aziende, nelle quali si realizza il 10% della PLV, ed interessa il 16% della SAU il 6% del lavoro ed il 9% del valore aggiunto. Nessuna azienda supera la soglia delle 15.000 lire ora di reddito da lavoro. Il raggiungimento di una modesta efficienza si ottiene con l'indirizzo da latte in aziende nelle quali siano presenti almeno 42 UBA e si raggiunga una produttivit del bestiame di almeno 4,1 milioni per UBA; devono altres essere raggiunti:

22

una sufficiente produttivit del lavoro (28.000 lire di PLV per ora lavorata),

Tabelle da 2.1 a 2.11.

32

il razionale impiego di capitali (139.000 lire di investimento per ora di lavoro), ed una bassa produttivit della terra (3,3 milioni di PLV per ettaro); cio devono essere disponibili sufficienti superfici coltivate per la produzione di mangimi aziendali riducendo la quota di quelli necessariamente acquistati.

Il livello dei nuovi investimenti il minore tra i settori limitato ad un 2% che non consente il rinnovo degli impianti. Sarebbe opportuno sviluppare la rilevazione in aziende medio grandi al fine di evidenziare l'eventuale redditivit collegata alle maggiori dimensioni dell'allevamento.
2.8. Le aziende con ovicaprini

Il settore indirettamente penalizzato dal sistema dei contributi sui seminativi che ha provocato un generalizzato incremento dei prezzi degli affitti per il pascolo, il contributo diretto, leggermente superiore alla media (14% della PLV) 23. Settore una volta redditizio, attraversa una fase di grande difficolt, testimoniato dal fatto che nessuna azienda riesce a superare la soglia delle 15.000 lire ora di reddito da lavoro. La produzione realizzata nelle condizioni di accettabile efficienza (16% delle aziende) pari al 23%, occupa il 15% del lavoro impiegando il 18% dei capitali e fornendo il 69% del valore aggiunto. Il settore fortemente influenzato dai contributi al punto che, in assenza di questi, solo il 7% della PLV sarebbe ottenuto in aziende che superano la soglia minima di reddito orario del lavoro (10.000 L/ora), utilizzando appena il 4% del lavoro e della SAU; tuttavia in questo scenario il settore trarrebbe vantaggio, sul piano dei costi, dalla enorme disponibilit di pascoli derivante dall'abbandono dei seminativi. Il raggiungimento dell'efficienza si ottiene in allevamenti di medie dimensioni (28 UBA pari a circa 280 capi ovini adulti) con bestiame selezionato e sufficientemente produttivo (3.9 milioni di PLV per UBA pari a 390.000 lire di PLV a capo adulto), puntando sulla produttivit del lavoro (26.000 lire di PLV per ora lavorata) e della terra (2,9 milioni di PLV per ha di SAU); in queste condizioni il fabbisogno di capitale per ora di lavoro annua risulta di 140.000 lire, leggermente inferiore alla media, ma occorre tener conto della assenza di aziende ai livelli maggiori di ampiezza e, forse, di redditivit. I nuovi investimenti sono contenuti nel 5% dei capitali ammortizzabili, ma superano il 9% nelle aziende efficienti, che sembrano quindi confidare in una ripresa del settore.
23

Tabelle da 2.1 a 2.11.

33

Anche in questo caso sarebbe opportuno aumentare il numero delle aziende rilevate di medio grandi dimensioni per valutarne la redditivit. Un approfondimento appare necessario data l'importanza economica della filiera del latte ovino e la presenza in Toscana di numerosi impianti di trasformazione, cooperativi ed industriali, cui legata la produzione del pecorino toscano DOP.
2.9. Le aziende con policoltura

Appartengono a questo gruppo 72 aziende che, a differenza delle precedenti, sono caratterizzate da una elevata diversificazione colturale tra seminativi e coltivazioni permanenti fa le quali la vite, che nella situazione attuale contribuisce a migliorarne i risultati24. I contributi concorrono mediamente per il 14% della PLV, nelle aziende che raggiungono i migliori risultati si attestano intorno al 12-13%, mentre al peggiorare dei risultati l'incidenza dei contributi aumenta fino 25-26% per la maggiore presenza di seminativi, confermato dal ridotto livello della PLV per ettaro coltivato. Le aziende efficienti (32%) ottengono il 65% della PLV ed il 69% del valore aggiunto impiegando il 53% della SAU, il 40% del lavoro ed il 50% dei capitali; in assenza di contributi risulterebbero ancora efficienti il 25% delle aziende sul 39% della SAU, con una pi limitata variazione delle produzioni, e del lavoro. I nuovi investimenti sono abbastanza elevati superando il 7% e per il 60% realizzati da aziende efficienti. La chiave del successo deriva dalla buona produttivit del lavoro, almeno 34.000 lire di PLV per ora lavorata, e, congiuntamente della terra che deve oltrepassare i 4 milioni per ettaro. poco significativo il rapporto tra capitale e lavoro a causa dell'eterogeneit del gruppo, ma con valori compresi tra 130 e 283.000 lire di investimento per ora lavorata. Le aziende pi efficienti risultano decisamente pi grandi sia in termini di occupazione (10.000 ore/anno), il doppio della media, sia di superficie (121 ha di SAU) il quadruplo della media; si ottengono cos una elevata produttivit del lavoro che richiede per un'alta intensit di capitali investiti per ora occupata (283.000 lire). Infine gli investimenti, con un tasso del 7.1% dei capitali ammortizzabili, e del 10% nelle pi efficienti, testimoniano un certo ottimismo da parte dei produttori.

24

Tabelle da 2.1 a 2.11.

34

2.10. Le aziende con poliallevamento

Questo gruppo rappresentato da 9 aziende nel 1997 e 14 nel 1996, caratterizzate tutte dalla precariet della redditivit del lavoro con solo il 10% delle ore lavorate (5% nel 1996) tra le 10 e le 15.000 lire ora, percentuale che si annulla totalmente nel caso venissero meno i contributi comunitari25. Il raggiungimento di una accettabile efficienza avviene con superfici aziendali di oltre 60 ha di SAU con 4.500 ore annue di lavoro, con una sufficiente produttivit del lavoro, mentre la produttivit della terra sembra inversamente correlata, l'intensit dei capitali risulta contenuta in 140.000 lire di investimento per ora occupata, tuttavia l'esiguit dei casi aziendali esaminati, tra loro eterogenei, con una sola azienda oltre la soglia di efficienza, rendono poco significativi i risultati e gli eventuali approfondimenti.
2.11. Le aziende miste coltivazioni ed allevamento

Questo ampio e diversificato gruppo risulta il pi importante ai fini delle produzioni zootecniche fra le aziende appartenenti alla Rete; il 30% delle 63 aziende presenti raggiunge risultati economicamente soddisfacenti, realizzando il 54% della PLV ed il 59% del valore aggiunto, coltivando il 46% della SAU, con il 35% delle ore lavorate ed il 42% dei capitali investiti26. Il grado di dipendenza dai contributi comunitari elevato, pur beneficiandone solo per il 15% della PLV; infatti risultano "autosufficienti" solo il 14% delle aziende le quali producono il 27% della PLV utilizzando il 15% della SAU e del lavoro. I maggiori livelli di efficienza sono raggiunti da aziende con elevato numero di capi allevati, (75-90 UBA) di medie dimensioni (40-80 ha di SAU e 4250 ore di lavoro) nelle quali la produzione lorda vendibile risulta composta per il 47% dagli allevamenti, il 25% dalle coltivazioni ed il 18% dai contributi comunitari. Gli obiettivi gestionali sono raggiunti con una produttivit del lavoro pari a 80.000 lire di PLV per ora lavorata, su livelli di produttivit della terra superiori a 3 milioni per ettaro, con un investimento di 290.000 lire per ora annua lavorata. Il livello di investimento buono con una media del 5,5% e punte del 9-11% nelle aziende pi efficienti.

25 26

Tabelle da 2.1 a 2.11. Tabelle da 2.1 a 2.11.

35

2.12. Conclusioni e prospettive

Questo metodo di approccio allo studio dell'agricoltura mostra interessanti possibilit di approfondimento anche se limitato ad una parte delle grandi possibilit di utilizzazione della Rete come sistema di monitoraggio delle aziende agricole. Si tentata anche una simulazione dell'impatto delle politiche comunitarie di sostegno dei redditi, attraverso una valutazione puramente contabile che non tiene conto della parziale compensazione derivante da adattamento degli ordinamenti produttivi, obiettivo che sar possibile valutare con l'applicazione della programmazione quadratica positiva secondo la metodologia che l'INEA ha gi realizzato in altre regioni. Allo stato attuale permangono alcune limitazioni alla pi ampia e sistematica utilizzazione delle informazioni della rete per il monitoraggio delle aziende, ma risulta possibile migliorare notevolmente la qualit delle elaborazioni. L'intervento pi ambizioso riguarderebbe il bilanciamento degli orientamenti tecnico economici prima a livello regionale e successivamente provinciale, attraverso il calcolo, con metodologie statistiche da sviluppare, di una matrice di coefficienti di correzione da applicare per ogni orientamento tecnico economico per passare da una serie di analisi microeconomiche ad una analisi macroeconomica. Questo obiettivo risulta raggiungibile in occasione dei censimenti nazionali, ma occorrerebbe: procedere alla valutazione della rappresentativit della rete; conservare la rappresentativit del campione nel decennio, che comporta: limitare la sostituzione delle aziende nel campione, effettuarla con altre di analoghe caratteristiche, verificare gli scostamenti periodicamente, (ogni due-tre anni).

Un obiettivo meno ambizioso consisterebbe nel limitare l'analisi agli orientamenti tecnico economico cos come proposto in questo primo studio, e tentare la costruzione di modelli, ma integrandola: con l'applicazione ad un campione costante triennale, con l'applicazione della programmazione quadratica positiva per simulare gli adattamenti degli orientamenti produttivi e di bilancio.

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Tab.2.1 - Risultati economici delle aziende della RICA nel 1997: percentuali di efficienza27 in presenza o meno dei contributi comunitari in conto esercizio, per Orientamento Tecnico Economico28
Aziende efficienti nel sistema dei contributi comunitari N.AZ. N.AZ. SAU PLV LAVO V. CAPIT NUOVI N.AZ. totale RO AGG. ALI INV. 176 34 55 60 43 65 49 28 14 42 103 50 22 16 19 72 9 63 572 30 39 38 76 40 18 6 16 32 34 90 40 14 16 19 53 24 46 56 63 95 58 46 10 23 65 21 54 72 40 89 47 24 6 15 40 10 35 51 65 96 62 54 9 69 69 25 59 77 46 88 46 22 8 18 50 15 42 57 72 48 5 18 0 1 60 0 47 43 38 68 38 18 6 5 25 0 14 28 SAU Aziende autosufficienti PLV LAVO V. CAPIT NUOVI RO AGG. ALI INV. 15 31 15 42 14 5 34 85 39 14 16 4 39 0 15 30 64 93 59 50 11 7 57 0 27 64 40 83 46 24 6 4 34 0 15 40 66 94 64 60 9 11 62 0 37 72 46 85 45 22 8 5 36 0 15 41 72 48 20 18 0 0 57 0 12 36

Aziende specializzate nei seminativi Aziende specializzate in orto floricoltura Aziende specializzate nella viticoltura Aziende specializzate nel vivaismo Aziende specializzate nelle altre coltivazioni permanenti Aziende specializzate nei bovini Aziende con ovicaprini Aziende con policoltura Aziende con poliallevamento Aziende miste coltivazioni allevamento TOTALE

Fonte: Ns. elaborazioni su dati RICA INEA

27 28

Lefficienza della conduzione aziendale definita come remunerazione oraria del lavoro superiore a 10.000 lire ora al netto della remunerazione del capitale investito (2% per il capitale fondiario e 5% per il capitale di esercizio). Nella prima colonna dei dati riportato il numero complessivo di aziende in banca dati cui si riferiscono le elaborazioni di ogni OTE; nelle successive le percentuali rispettivamente di aziende, di Superficie Agricola Utilizzata, di Produzione Lorda Vendibile, di ore lavorate, di valore aggiunto, di capitali investiti e di nuovi investimenti in aziende "efficienti nel sistema dei contributi comunitari" ed in aziende "autosufficienti", cio che manterrebbero le condizioni di efficienza nella remunerazione del lavoro e del capitale anche in assenza di contributi comunitari diretti in conto esercizio.

37

Tab.2.2 - Risultati economici delle aziende della RICA nel 1996: percentuali di efficienza29 in presenza o meno dei contributi comunitari in conto esercizio, per Orientamento Tecnico Economico30
Aziende efficienti nel sistema dei contributi comunitari Aziende autosufficienti N.AZ N.AZ. SAU PLV LAVO V. CAPIT NUOVI N.AZ. SAU PLV LAVO V. CAPIT NUOVI totale RO AGG. ALI INV. RO AGG. ALI INV. 152 29 59 55 35 56 51 42 7 15 14 7 20 8 1 41 87 51 23 26 20 61 14 55 531 44 76 35 22 15 20 33 7 24 37 28 84 41 15 22 49 41 10 33 52 64 90 54 33 30 26 61 7 44 68 38 81 37 21 16 18 38 5 23 44 64 93 58 37 36 27 68 11 47 73 45 78 37 19 18 20 44 5 34 34 80 79 84 6 2 0 49 27 51 55 44 67 25 22 12 10 21 0 9 24 28 79 35 15 12 8 32 0 12 25 64 88 50 34 16 15 54 0 19 59 38 76 33 21 10 9 28 0 8 33 64 91 54 39 16 20 64 0 26 68 45 74 32 19 12 10 35 0 10 34 80 78 84 6 2 0 43 0 32 40

Aziende specializzate nei seminativi Aziende specializzate in orto floricoltura Aziende specializzate nella viticoltura Aziende specializzate nel vivaismo Aziende specializzate nelle altre coltivazioni permanenti Aziende specializzate nei bovini Aziende con ovicaprini Aziende con policoltura Aziende con poliallevamento Aziende miste coltivazioni allevamento TOTALE

Fonte: Ns. elaborazioni su dati RICA INEA

29 30

L'efficienza della conduzione aziendale definita come remunerazione oraria del lavoro superiore a 10.000 lire ora al netto della remunerazione del capitale investito (2% per il capitale fondiario e 5% per il capitale di esercizio). Nella prima colonna dei dati riportato il numero complessivo di aziende in banca dati cui si riferiscono le elaborazioni di ogni OTE; nelle successive le percentuali rispettivamente di aziende, di Superficie Agricola Utilizzata, di Produzione Lorda Vendibile, di ore lavorate, di valore aggiunto, di capitali investiti e di nuovi investimenti in aziende "efficienti nel sistema dei contributi comunitari" ed in aziende "autosufficienti", cio che manterrebbero le condizioni di efficienza nella remunerazione del lavoro e del capitale anche in assenza di contributi comunitari diretti in conto esercizio.

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Tab.2.3 - Variazione dei risultati economici delle aziende della RICA nel 1996-97: differenze nelle percentuali di efficienza31 in presenza o meno dei contributi comunitari in conto esercizio, per Orientamento Tecnico Economico32
aziende efficienti nel sistema dei contributi comunitari N.AZ. SAU PLV LAVO V. CAPIT NUOVI N.AZ. RO AGG. ALI INV. 5 -4 5 8 8 -2 -14 7 -6 0 5 -4 -9 -4 -1 -7 7 3 6 6 -1 -1 -6 -30 12 14 12 5 -1 5 4 13 -20 -3 4 14 11 4 1 7 9 2 -10 -4 2 6 12 7 2 3 4 17 -27 42 1 14 12 4 1 10 10 3 -10 -2 5 9 8 23 -8 -31 -79 12 -2 1 12 -27 -4 -12 -6 1 13 -4 -5 -5 4 0 5 4 SAU aziende autosufficienti PLV LAVO V. CAPIT NUOVI RO AGG. ALI INV. 0 17 9 22 6 4 6 7 5 -1 4 -4 7 0 3 5 -1 5 9 16 -5 -8 2 0 7 4 1 7 13 2 -4 -5 6 0 7 6 2 3 10 20 -7 -9 -3 0 10 3 1 11 13 3 -3 -5 1 0 4 6 -8 -30 -63 12 -2 0 14 0 -20 -4

Aziende specializzate nei seminativi Aziende specializzate in orto floricoltura Aziende specializzate nella viticoltura Aziende specializzate nel vivaismo Aziende specializzate nelle altre coltivazioni permanenti Aziende specializzate nei bovini Aziende con ovicaprini Aziende con policoltura Aziende con poliallevamento Aziende miste coltivazioni allevamento TOTALE

Fonte: Ns. elaborazioni su dati RICA INEA

31 32

L'efficienza della conduzione aziendale definita come remunerazione oraria del lavoro superiore a 10.000 lire ora al netto della remunerazione del capitale investito (2% per il capitale fondiario e 5% per il capitale di esercizio). Nelle colonne sono riportate le differenze tra le percentuali rispettivamente di aziende, di Superficie Agricola Utilizzata, di Produzione Lorda Vendibile, di ore lavorate, di valore aggiunto, di capitali investiti e di nuovi investimenti in aziende "efficienti nel sistema dei contributi comunitari" ed in aziende "autosufficienti", cio che manterrebbero le condizioni di efficienza nella remunerazione del lavoro e del capitale anche in assenza di contributi comunitari diretti in conto esercizio.

39

Tab.2.4 - Percentuale di nuovi investimenti sui capitali reintegrabili33 per Orientamento Tecnico Economico e classe di redditivit del lavoro34. Anno 1997.
TOTALE Aziende specializzate nei seminativi Aziende specializzate in orto floricoltura Aziende specializzate nella viticoltura Aziende specializzate nel vivaismo Aziende specializzate nelle altre coltivazioni permanenti Aziende specializzate nei bovini Aziende con ovicaprini Aziende con policoltura Aziende con poliallevamento Aziende miste coltivazioni allevamento TOTALE 8.49% 2.21% 19.33% 2.76% 21.95% 1.97% 4.85% 7.10% 5.56% 5.58% 6.08% F 20.50% 3.53% 112.15% 2.89% 25.65% 2.11% 0.97% 6.51% 11.47% 3.88% 3.52% E 6.44% 0.00% 4.37% 0.46% 6.76% 1.47% 4.98% 5.70% 3.14% 5.97% 6.76% D 7.79% 0.46% 1.68% 3.15% 2.15% 2.04% 3.53% 5.84% 4.86% 7.11% 6.74% C 5.80% 3.32% 39.56% 3.37% 33.22% 3.18% 9.04% 5.79% 13.31% 4.17% 7.47% 8.82% 6.26% 10.70% 5.87% 7.62% 10.14% B 8.37% 0.00% 9.71% 0.00% 2.55% A 1.23% 5.72% 8.09% 11.91%

Fonte: Ns. elaborazioni su dati RICA INEA

Tab.2.5 - Incidenza dei contributi in conto esercizio sulla Produzione lorda vendibile per Orientamento Tecnico Economico e classe di redditivit del lavoro. Anno 1997.
TOTALE Aziende specializzate nei seminativi Aziende specializzate in orto floricoltura Aziende specializzate nella viticoltura Aziende specializzate nel vivaismo Aziende specializzate nelle altre coltivazioni permanenti Aziende specializzate nei bovini Aziende con ovicaprini Aziende con policoltura Aziende con poliallevamento Aziende miste coltivazioni allevamento TOTALE 25.22% 0.24% 5.52% 5.82% 10.37% 6.00% 14.32% 14.04% 14.20% 15.25% 11.85% F 27.09% 1.88% 7.25% 9.83% 16.66% 7.34% 4.10% 26.20% 25.42% 30.06% 19.88% E 26.27% 0.86% 13.85% 11.48% 15.83% 4.00% 17.98% 17.25% 10.84% 17.51% 18.30% D 25.78% 0.19% 9.98% 10.16% 7.11% 6.98% 10.39% 13.34% 10.32% 16.33% 14.92% C 28.97% 0.09% 10.26% 2.16% 9.01% 5.43% 15.08% 12.99% 18.87% 10.90% 14.43% 12.77% 10.42% 17.81% 7.67% 13.12% 12.47% B 22.28% 0.00% 7.47% 2.74% 0.00% A 22.43% 0.00% 3.86% 4.23%

Fonte: Ns. elaborazioni su dati RICA INEA

33 34

Terreni e bestiame esclusi. Le classi di redditivit del lavoro sono cos definite: Inefficienti: F: redditivit negativa; Efficienti: C: Da 10 a 15.000 L/ora;

E: da 0 fino a 5.000 L/ora; B: da 15 a 30.000 L/ora;

D: da 5 a 10.000 L/ora; A: oltre 30.000 L/ora.

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Tab.2.6 - Produzione Lorda Vendibile per ora lavorata, suddivisa per Orientamento Tecnico Economico e classe di redditivit del lavoro35; migliaia di lire. Anno 1997.
TOTALE Aziende specializzate nei seminativi Aziende specializzate in orto floricoltura Aziende specializzate nella viticoltura Aziende specializzate nel vivaismo Aziende specializzate nelle altre coltivazioni permanenti Aziende specializzate nei bovini Aziende con ovicaprini Aziende con policoltura Aziende con poliallevamento Aziende miste coltivazioni allevamento TOTALE 39 34 55 26 17 17 17 31 15 26 37 F 21 11 25 18 12 10 7 14 17 12 16 E 25 21 39 13 11 12 13 13 11 17 19 D 35 24 19 27 22 29 20 23 19 25 26 C 38 39 27 28 32 28 26 38 30 37 34 46 44 62 80 34 82 B 49 46 45 39 35 A 101 96 76 63

Fonte: Ns. elaborazioni su dati RICA INEA

Tab.2.7 - Produzione lorda vendibile per ettaro di Superficie Agricola Utilizzata, per Orientamento Tecnico Economico e classe di redditivit del lavoro; migliaia di lire. Anno 1997.
TOTALE Aziende specializzate nei seminativi Aziende specializzate in orto floricoltura Aziende specializzate nella viticoltura Aziende specializzate nel vivaismo Aziende specializzate nelle altre coltivazioni permanenti Aziende specializzate nei bovini Aziende con ovicaprini Aziende con policoltura Aziende con poliallevamento Aziende miste coltivazioni allevamento TOTALE 2.799 91.056 12.923 11.000 4.905 4.916 2.437 4.878 2.503 2.947 5.425 F 1.888 13.908 6.450 8.712 3.650 3.023 2.168 2.446 3.107 1.612 2.642 E 2.359 57.809 7.364 7.235 1.672 7.588 2.110 3.549 2.529 2.149 2.963 D 2.912 91.552 6.564 7.793 19.088 5.544 2.661 4.319 2.595 3.796 4.370 C 2.340 101.422 10.037 14.108 17.325 3.301 2.898 4.063 2.121 2.999 3.979 5.701 8.021 3.318 9.314 6.524 6.832 B 3.996 169.719 11.132 21.029 15.916 A 3.515 483.290 15.625 13.273

Fonte: Ns. elaborazioni su dati RICA INEA

35

Le classi di redditivit del lavoro sono cos definite: Inefficienti: F: redditivit negativa; Efficienti: C: Da 10 a 15.000 L/ora;

E: da 0 fino a 5.000 L/ora; B: da 15 a 30.000 L/ora;

D: da 5 a 10.000 L/ora; A: oltre 30.000 L/ora.

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Tab.2.8 - Capitali investiti per ogni ora annua di lavoro, per Orientamento Tecnico Economico e classe di redditivit del lavoro36; migliaia di lire. Anno 1997.
TOTALE Aziende specializzate nei seminativi Aziende specializzate in orto floricoltura Aziende specializzate nella viticoltura Aziende specializzate nel vivaismo Aziende specializzate nelle altre coltivazioni permanenti Aziende specializzate nei bovini Aziende con ovicaprini Aziende con policoltura Aziende con poliallevamento Aziende miste coltivazioni allevamento TOTALE 271 69 212 162 132 108 128 164 98 171 190 F 287 71 388 222 154 91 89 156 147 75 201 E 222 69 227 89 103 79 120 92 79 136 145 D 244 53 121 199 54 162 134 150 108 159 163 C 285 71 136 158 99 139 160 224 138 220 196 146 194 290 255 130 283 B 248 73 207 162 145 A 440 109 227 212

Fonte: Ns. elaborazioni su dati RICA INEA

Tab.2.9 - Ampiezza aziendale espressa in ore annue lavorate, per Orientamento Tecnico Economico e classe di redditivit del lavoro. Anno 1997.
TOTALE Aziende specializzate nei seminativi Aziende specializzate in orto floricoltura Aziende specializzate nella viticoltura Aziende specializzate nel vivaismo Aziende specializzate nelle altre coltivazioni permanenti Aziende specializzate nei bovini Aziende con ovicaprini Aziende con policoltura Aziende con poliallevamento Aziende miste coltivazioni allevamento TOTALE 4.315 6.114 8.244 5.906 4.858 6.157 4.502 5.434 4.794 5.142 5.612 F 3.069 6.274 3.177 4.353 4.337 5.330 6.020 3.765 4.800 4.337 3.901 E 4.232 5.678 4.821 5.173 5.168 6.679 4.711 4.625 5.089 5.038 4.810 D 3.674 6.007 4.045 5.725 4.440 6.373 4.091 5.516 4.200 4.856 4.741 C 5.371 7.099 4.747 8.057 6.643 6.300 4.193 5.875 4.500 6.444 5.978 5.338 7.614 4.250 8.749 6.045 10.053 B 6.787 5.348 9.499 6.110 6.056 A 4.303 6.015 11.797 2.257

Fonte: Ns. elaborazioni su dati RICA INEA

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Le classi di redditivit del lavoro sono cos definite: Inefficienti: F: redditivit negativa; Efficienti: C: Da 10 a 15.000 L/ora;

E: da 0 fino a 5.000 L/ora; B: da 15 a 30.000 L/ora;

D: da 5 a 10.000 L/ora; A: oltre 30.000 L/ora.

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Tab.2.10 - Ampiezza aziendale espressa in ettari di Superficie Agraria Utilizzata, per Orientamento Tecnico Economico e classe di redditivit del lavoro37. Anno 1997.
TOTALE Aziende specializzate nei seminativi Aziende specializzate in orto floricoltura Aziende specializzate nella viticoltura Aziende specializzate nel vivaismo Aziende specializzate nelle altre coltivazioni permanenti Aziende specializzate nei bovini Aziende con ovicaprini Aziende con policoltura Aziende con poliallevamento Aziende miste coltivazioni allevamento TOTALE 60 2.3 35 14 17 21 31 35 29 46 38 F 34 5.1 12 9 14 18 18 22 26 33 23 E 44 2.1 26 9 35 11 30 17 22 40 31 D 44 1.6 12 20 5 33 31 29 30 32 28 C 88 2.7 13 16 12 53 37 55 63 80 51 43 42 80 75 31 121 B 82 1.5 39 11 14 A 123 1.2 57 11

Fonte: Ns. elaborazioni su dati RICA INEA

Tab.2.11 - Aziende zootecniche: produttivit ed ampiezza degli allevamenti, per Orientamento Tecnico Economico e classe di redditivit del lavoro. Anno 1997.
TOTALE PRODUZIONE LORDA VENDIBILE PER UBA Aziende specializzate nei bovini produzione latte prod. latte con all. bovino solo ingrasso latte e carne Aziende con ovicaprini ovine specializzate bovini, caprini e ovini N. UBA PER AZIENDA Aziende specializzate nei bovini produzione latte prod. latte con all. bovino solo ingrasso latte e carne Aziende con ovicaprini ovine specializzate bovini, caprini e ovini Aziende miste coltivazioni allevamento PLV ANIMALE/PLV TOTALE Aziende miste coltivazioni allevamento 64 49 66 64 77 43 47 27.5 22.5 28.6 10.1 30.9 25.0 25.2 24.5 53.285 5.7 33.039 21.9 10.1 22.0 5.7 32.9 20.0 17.5 25.0 34.496 37.8 34.4 35.1 33.1 53.646 86.1483 75.192 88.67 27.6 27.6 19.6 22.0 22.5 19.1 43.3 42.3 42.0 42.3 3.800 4.750 3.846 3.934 3.402 2.981 3.156 2.593 6.961 2.654 3.934 2.641 6.961 2.985 3.143 3.529 2.604 4.208 2.361 2.436 2.203 3.901 3.901 2.784 3.733 4.750 3.755 4.407 4.133 4.362 4.133 F E D C B A

Fonte: Ns. elaborazioni su dati RICA INEA

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Le classi di redditivit del lavoro sono cos definite: Inefficienti: F: redditivit negativa; Efficienti: C: Da 10 a 15.000 L/ora;

E: da 0 fino a 5.000 L/ora; B: da 15 a 30.000 L/ora;

D: da 5 a 10.000 L/ora; A: oltre 30.000 L/ora.

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44

3.

LA FILIERA VITIVINICOLA

Luigi Alfonso Giancani

3.1. Le associate del Grevepesa Patrizio Baldini, Mario Bonato, Dario Olivieri, Lucia Tudini *

Per il terzo anno consecutivo lufficio INEA della Toscana presenta i risultati tecnicoeconomici di un campione di aziende viticole inserite nella propria Rete dInformazione ed associate alla Cooperativa di trasformazione e commercializzazione Castelli del Grevepesa. I dati contabili sono stati rilevati presso le aziende direttamente dal personale dellINEA, che ha provveduto ad elaborare i Bilanci e le Schede tecnico-economiche dei processi produttivi, utilizzando il software predisposto dallIstituto stesso e denominato PEGASO (Pacchetto di Economia e Gestione Aziendale per Strutture Operative). Si proceduto poi a consegnare a ciascun agricoltore il Bilancio dellazienda e lanalisi dei processi produttivi delle colture praticate, esaminando e commentando i risultati ottenuti. La collaborazione e linteresse degli agricoltori e della Cooperativa hanno contribuito in maniera determinante alla realizzazione dellindagine. Il gruppo composto da 10 aziende, delle quali 8 sono in contabilit dal 1995. I risultati contabili vengono esaminati sia a livello aziendale che per il settore viticolo. Le informazioni elaborate permettono di effettuare una valutazione del rapporto di integrazione produttiva, nonch confronti temporali tra i dati provvisori dellesercizio 1997 (tabb.3.5 e 3.6) e quelli del biennio 1995/96, ricalcolati in base alleffettivo valore delluva liquidato dalla Cantina (tabb.3.7 e 3.8). Le aziende contabilizzate hanno prodotto mediamente, nel triennio 1995-97, 6.352 quintali di uva su una superficie a vite di 127 ettari: valori che incidono rispettivamente per il 19% sul totale di uva conferita e per il 20% sulla superficie di produzione della Cantina (tab.3.1).

Il lavoro dovuto ad una stretta collaborazione tra i vari autori: P. Baldini e M. Bonato hanno provveduto alla fase di rilevazione ed elaborazione dei dati aziendali; da attribuire a D. Olivieri e L. Tudini la stesura del paragrafo 3.1 e la organizzazione delle informazioni rilevate.

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Tab.3.1 - Uva conferita e superficie di produzione campione aziende 1995-1997


Aziende 1995 1996 1997 media n. 9 10 10 ql 6.597 7.570 4.891 6.352 Uva conferita % produzione Cantina 18% 21% 17% 19% Ha 109 134 138 127 SAU a vite % superficie Cantina 17% 21% 21% 20%

Nellinsieme la superficie aziendale di 651 ettari, di cui il 47% a bosco (tab.3.2). La SAU (311 ettari) rappresenta il 48% della Superficie totale ed ripartita nel seguente modo: 44% vigneti, 21% oliveti, 17% terreni a riposo e 18% altre colture (tab.3.3). Rispetto allanno precedente si rileva una sensibile contrazione delle superfici a riposo (-38%).
Tab.3.2 - Ripartizione della superficie totale aziende campione nel 1996 e 1997
19 96 Bosco SAU Altre superfici Superficie totale ha 307 306 32 645 % 47,5 47,5 5,0 100,0 ha 304 311 36 651 19 97 % 46,7 47,8 5,5 100,0 variazione 97-96 % -1,0% 1,3% 12,5%

Tab.3.3 - Ripartizione della SAU aziende campione nel 1996 e 1997


19 96 Vite Olivo Terreni a riposo Altre colture Totale SAU - di cui produttiva Ha 134 62 84 26 306 222 % 43,7 20,3 27,5 8,5 100,0 72,5 Ha 138 64 52 57 311 259 19 97 % 44,4 20,6 16,7 18,3 100,0 83,3 variazione 97-96 % 3 3 -38 119 1,6 16,7

Lesame dellintensit del fattore lavoro (SAU/UL) mostra che ciascuna Unit di Lavoro viene impiegata mediamente su 12,8 ettari. E necessario rilevare che tale valore si determina rapportando le Unit Totali (24,3) sulla Superficie Utilizzata, che include anche le superfici a riposo. Per avere quindi un dato delleffettiva intensit di manodopera si considera solamente la superficie produttiva pari a 259 ettari. In tal caso i valori aziendali risultano fra loro pi omogenei e la superficie media utilizzata da ciascuna Unit di Lavoro si riduce a 10,6 ettari, valore che risulta superiore rispetto allanno precedente (8 ettari), soprattutto per il rientro in coltura di parte della superficie a riposo.

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Rispetto al 1996 il valore della Produzione totale risulta in diminuzione del 4% (2.530 milioni di lire nel 1996 e 2.422 nel 1997); anche il valore della PLV presenta una contrazione pari a -12%. Da ci si pu evincere un incremento della gestione extracaratteristica (tra cui agriturismo e contributi non specifici per le colture), che nel biennio ha raddoppiato il suo valore (tab.3.4).
Tab.3.4 - Produzione Totale e Lorda Vendibile per UL e SAU nel 1996 e 1997
1996 PT PLV Gestione extracaratteristica PT/UL PLV/UL PT/SAU PLV/SAU milioni di lire 2.530 2.353 177 99 92 8,3 7,7 1997 milioni di lire 2.422 2.068 354 99 85 7,8 6,6 Variazione 97-96 % -4,3 -12,1 100,0 0,0 -7,6 -6,0 -14,3

Nel 1997 la produttivit del lavoro, calcolata in base alla Produzione Lorda Vendibile (PLV/UL), si colloca, con una media di 85 milioni di lire, su valori superiori a quelli osservabili in altre zone della regione, pur risultando abbastanza eterogenea tra le aziende. Per confrontare ulteriormente i risultati economici si ritiene utile considerare il valore complessivo della Produzione Totale (PT), che comprende anche i redditi ricavati dallattivit extra-caratteristica. Se si esamina la Produzione Totale in rapporto alle Unit di Lavoro, la produttivit raggiunge i 99 milioni di lire. Sebbene la PT sia diminuita rispetto al 1996, in termini medi per UL risulta invariata a seguito della contrazione del totale delle unit di lavoro impiegate, che passano da 25,5 a 24,3. Considerando, inoltre, la Produzione Totale in rapporto alla SAU e alla superficie produttiva, si ottiene che ogni ettaro produce rispettivamente un valore medio di 7,8 e 9,3 milioni di lire. Lanalisi del capitale evidenzia che linvestimento necessario per occupare una Unit di Lavoro in media di 518 milioni di lire, valore sul quale gravano anche le immobilizzazioni relative allagriturismo. Sulla valutazione del capitale fondiario, di 17,5 milioni per ettaro di superficie totale, incide il basso valore dei terreni a bosco che, come gi detto, complessivamente rappresentano circa la met della superficie totale aziendale. Per un esame pi approfondito del capitale si considerano la sua produttivit e redditivit, valutate rispettivamente in termini di Produzione Totale e Valore Aggiunto: per ogni 100 lire di capitale investito si ottengono 19 lire di PT e 15 di VA.

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Il settore viticolo presenta differenze tra le aziende derivanti prevalentemente dallacclivit, dalla tipologia dei terreni coltivati, dal tipo e dallet degli impianti (tabb.3.5-3.8). Con una media di 36 quintali, la produzione di uva ad ettaro varia sensibilmente e risulta in forte decremento rispetto al 1996 (-33%). La bassa produttivit di alcuni terreni viene spesso compensata dalla maggior qualit delle uve che percepiscono una remunerazione pi elevata. I dati sui valori della produzione e sui costi confermano la notevole eterogeneit delle aziende. Se il valore delluva conferita viene stimato mediamente in 338 mila lire a quintale, si possono osservare punte di 442 mila lire e valori inferiori alle 254 mila lire. Tale stima legata allandamento del mercato del vino che continua a presentare una domanda abbastanza sostenuta, confermata dal fatto che, rispetto al biennio 1995-96, si registrerebbe un incremento del valore di liquidazione delle uve pari al 27%. Il costo medio per produrre un quintale di uva (costo di produzione 2) di 281 mila lire ed aumentato notevolmente rispetto al 1995/96 (167 mila lire a quintale), a seguito anche delle minori rese ottenute. In alcune zone, dove le operazioni colturali risultano pi difficoltose, il costo di produzione raggiunge valori notevolmente superiori. Gli ammortamenti per ettaro di vigneto si assestano mediamente su un valore di 1,5 milioni di lire senza particolari diversit tra le aziende. Lutilizzazione delle macchine risulta abbastanza omogenea e mediamente di circa 34 ore per ettaro a vite. La manodopera complessiva (salariati fissi, avventizi e manodopera familiare) viene impiegata su ogni ettaro di vigneto per 231 ore, con differenze tra le varie aziende in funzione della tipologia dei terreni e del tipo di conduzione. Al termine di un triennio di rilevazione contabile, si cercato di svolgere una diversa analisi dei dati aziendali, in modo da esaminare i risultati medi triennali, meno soggetti alle oscillazioni contingenti. Le avversit atmosferiche che hanno caratterizzato la primavera 1997, hanno interessato a macchia di leopardo il territorio, e provocato danni talora ingenti in alcune realt aziendali, e trascurabili in altre, rendendo molto disomogenei i risultati produttivi ed i costi di produzione. Si cos preferito utilizzare i valori medi biennali (1995-96), che comprendono il saldo definitivo sui conferimenti. Lapprofondimento svolto ha inteso rispondere ad alcuni quesiti rimasti aperti dopo le precedenti annate e che sono risultati di particolare interesse per le discussioni tra gli operatori sul confronto dei risultati ottenuti: il primo quesito riguarda levidenziazione dei fattori di successo delle singole aziende; il secondo, la politica della qualit in rapporto con i costi di produzione; il terzo, da noi provocatoriamente inserito, riguarda il confronto con altre aziende viticole che, differentemente dal gruppo finora esaminato, anzich svilupparsi

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allinterno di un rapporto di integrazione produttiva, hanno scelto di affrontare direttamente il mercato attraverso la trasformazione, limbottigliamento e la commercializzazione del vino attraverso una propria rete di vendita. Per rispondere ai primi due quesiti occorreva trovare un risultato economico che potesse fungere da obiettivo di gestione per lintero gruppo di aziende, caratterizzato dalla contemporanea presenza di aziende con prevalenza di lavoro familiare e da altre con prevalenza di lavoro subordinato. Si individuato come risultato della gestione viticola il reddito netto per quintale di uva prodotta, che comprende linsieme della remunerazione del capitale e del lavoro dellimprenditore e dei suoi familiari. Si cos calcolato per ogni azienda il reddito netto per quintale medio del 1995 e 1996; le aziende sono state cos ordinate per valori crescenti di reddito, come illustrato dalla fig.3.1, dove sono riportati anche i valori del 1997 che evidenziano lelevata eterogeneit dei valori, come precedentemente illustrato. Nei successivi grafici, dove le aziende sono state ordinate, da sinistra a destra, per valori crescenti di reddito netto per quintale, si sono rilevati: le rese di uva (fig.3.2) limpiego di manodopera, familiare e salariata (fig.3.3) il valore di liquidazione delle uve a saldo (fig.3.4) il costo di produzione 2, comprendente la remunerazione di tutti i fattori (fig.3.5) il confronto tra il valore di liquidazione e il costo di produzione delluva nel 1995/96 (fig.3.6) e nel 1997 (fig.3.7). La lettura dei grafici permette di evidenziare come, in linea generale, il raggiungimento dei migliori risultati economici venga determinato da un livello adeguato di produttivit della terra (individuato in almeno 50 ql/ha di uve) e del lavoro (non oltre 250 ore per ettaro), nonch da una adeguata valorizzazione delle uve (almeno 250.000 lire il ql). Riguardo al valore delle uve, occorre tuttavia ricordare come molte aziende producano anche uve per vino i.g.t. o da tavola, che spuntano prezzi inferiori rispetto al Chianti Classico. Risultano interessanti dal punto di vista della discussione i casi delle aziende 8146 e 8135, produttrici delle uve di maggiore pregio commerciale (ben oltre le 300.000 l/ql) che per pervengono a risultati economici contrapposti, la prima con risultati insoddisfacenti derivanti dalla bassa produttivit della terra (solo 31 ql/ha), a causa di condizioni ambientali difficili, la seconda con risultati tra i migliori seppure con il pi alto impiego di lavoro (394 ore/ha). Le indicazioni che si possono trarre da questa analisi possono essere cos riassunte:

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risulta fondamentale il raggiungimento di valori adeguati di produttivit della terra, a causa dellelevato costo degli impianti; in questo senso occorre impostare i reimpianti, localizzati in quelle condizioni ambientali e pedologiche che consentano una soddisfacente produttivit; inoltre laddove la produttivit risulta compromessa, occorre rapidamente provvedere al reimpianto;

limpiego del lavoro deve essere tenuto sotto controllo, ma non a scapito della qualit del prodotto, come il caso dellazienda 8135 potrebbe suggerire; al riguardo per occorre valutare meglio e con maggiori informazioni, il rapporto tra qualit del prodotto e lavoro impiegato, ma questo richiede lentrare nel merito delle tecniche produttive, argomento che esula dagli obiettivi del nostro studio, ma che potrebbe essere in futuro affrontato;

occorre proseguire nella politica di qualit e di valorizzazione del vino e quindi delle uve, con progetti per le uve che non fruiscono della DOCG.

Un successivo confronto allinterno del gruppo ha interessato (fig.3.8) la distribuzione delle aziende in rapporto al risultato aziendale, cio dal complesso delle attivit svolte; il confronto stato realizzato in base alla redditivit del capitale investito (al netto del costo del lavoro dellimprenditore e dei suoi familiari valutato in 18 mila lire/ora) e della redditivit del lavoro (al netto della remunerazione del capitale, valutata al tasso del 2% reale per il capitale fondiario, e del 5% reale per il capitale agrario). Tutte le aziende esaminate hanno raggiunto valori soddisfacenti in relazione allattuale situazione dellagricoltura toscana, soprattutto sotto laspetto della remunerazione del lavoro. Sette aziende su dieci hanno raggiunto risultati interessanti anche in confronto con il costo dei fattori, superando congiuntamente una redditivit del capitale del 5% ed una remunerazione del lavoro di oltre 15.000 lire ora (al netto degli oneri sociali e delle imposte fondiarie); 5 aziende superano rispettivamente il 10% e le 25.000 lire ora. Si proceduto ad un ulteriore confronto per il biennio 1995-96 tra il campione di aziende associate e un altro gruppo che provvede direttamente alla fase di trasformazione e commercializzazione del vino prodotto. Per effettuare il confronto stato necessario calcolare, nel gruppo delle aziende vitivinicole il valore di trasformazione, cio la valorizzazione del quintale di uva prodotta al netto dei costi di vinificazione ottenuto detraendo dal valore del vino i relativi costi di trasformazione (fig.3.9). Il valore di trasformazione calcolato include il valore aggiunto eventualmente prodotto acquistando da terzi uva o vino, e quindi include leffetto moltiplicatore dellimmagine di qualit dellazienda produttrice. Restano escluse dal calcolo del valore di trasformazione tutte le altre

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attivit, ed in particolare lagriturismo, i cui costi e ricavi, nella contabilit standard dellINEA non sono raccolti in una gestione separata ma contabilizzati, i ricavi nei proventi straordinari, ed i costi tra i costi generali ripartiti tra tutte le attivit economiche; la correzione stata cos operata rielaborando i bilanci. Permangono tuttavia alcune differenze tra i due gruppi in quanto il metodo contabile dellINEA non rileva il costo dellavviamento commerciale, cio gli investimenti per la realizzazione della rete commerciale e il rischio delle insolvenze sui crediti, cui sono sottoposte queste aziende. Ci comporta ancora delle possibili differenze sul confronto con il gruppo delle aziende associate alla cantina Castelli del Grevepesa, poich i predetti costi commerciali sono sostenuti dalla cooperativa e quindi il valore di liquidazione ottenuto risulta al netto dei costi commerciali, mentre il valore di trasformazione delle aziende vitivinicole calcolato al lordo. Ulteriori differenze riguardano la qualit dellimpegno imprenditoriale che risulta evidentemente maggiore nelle aziende che commercializzano direttamente il prodotto. Il grafico riporta in ascisse la valorizzazione delle uve (valore di liquidazione o di trasformazione) ed in ordinate il costo di produzione. La distribuzione delle aziende sul grafico rileva un miglior rapporto tra valore delle uve e costo di produzione delle stesse in alcune aziende vitivinicole rispetto al gruppo delle associate al Grevepesa, ma questa differenza risulta derivare pi da un maggior contenimento dei costi di produzione che dalla valorizzazione delle uve. La politica di valorizzazione qualitativa posta in essere dalla Castelli del Grevepesa risulta invece pervenire a valori spesso significativamente pi elevati, come risulta evidenziato dalle aziende 8135 e 8279, che congiuntamente al controllo dei costi di produzione pongono queste aziende tra le migliori in assoluto.

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Tab.3.5 - Parametri tecnici ed economici settore vite anno 1997 (provvisori) - valori ad ettaro di vite
Aziende / ---------------------385 8135 8143 8144 8146 8166 8189 8216 8279 8307 SAU a vite Ha 13,8 10,9 0,8 16,9 4,2 5,5 5,8 15,0 41,0 12,7 8,0 23,9 5,3 Prodotto principale Produzione Valore quantit valore Lorda Totale Aggiunto Ql 000L 000L 000L 35,5 11.974 13.530 11.909 14,9 5.792 5.971 5.867 0,4 0,5 0,4 0,5 57,8 61,7 11,3 37,9 21,8 39,8 24,3 31,3 29,9 27,5 18.750 24.414 2.863 11.101 9.637 13.884 7.675 8.619 9.339 9.337 20.232 26.052 4.313 12.521 11.071 15.919 9.201 9.291 10.878 9.337 19.012 24.017 2.603 10.278 9.921 13.777 7.870 8.480 9.484 7.397 Reddito Lordo 000L 9.730 5.951 0,6 18.207 20.417 28 9.804 7.513 11.029 4.911 6.942 7.972 3.564 Reddito Netto 000L 5.581 6.089 1,1 15.871 16.650 -2.941 2.129 1.427 6.721 2.845 2.884 3.229 810

Aziende

Costi variabili fissi 000L 3.800 1.272 0,3 2.025 5.635 4.285 2.717 3.559 4.891 4.289 2.350 2.905 5.773

---------------------385 8135 8143 8144 8146 8166 8189 8216 8279 8307

Ammortamento piantagioni 000L 000L 3.894 1.464 1.264 223 0,3 0,2 2.336 3.767 2.969 1.930 6.086 4.308 2.067 4.058 4.743 2.754 1.059 1.117 1.400 1.337 1.403 1.625 1.522 1.036 1.700 1.533

Costo di produzione 1 2 000L 9.212 2.191 0,2 5.008 11.470 8.129 12.322 11.316 10.708 6.765 7.942 9.089 8.825 000L 9.980 2.142 0,2 8.026 14.364 8.947 12.943 11.316 11.160 7.189 9.067 9.089 9.187

Manodopera Macchine a tempo a tempo familiare aziendali determ. indeterm. Hr Hr Hr Hr 165 23 43 34 81 67 58 7 0,5 2,9 1,4 0,2 67 300 215 43 150 211 228 256 89 183 0 0 0 224 0 12 0 0 59 0 168 161 45 34 0 25 24 63 0 20 41 51 38 30 28 32 33 30 34 43

Tab.3.6 - Parametri tecnici ed economici settore vite anno 1997 (provvisori) - valori a quintale di uva
Aziende ------- ------- / -------385 8135 8143 8144 8146 8166 8189 8216 8279 8307 Valore liquidazione lire 337.803 58.638 0,2 324.675 395.618 254.475 292.668 442.083 349.204 316.088 275.556 312.640 339.166 Produzione lorda lire 381.681 59.888 0,2 350.337 422.162 383.364 330.105 507.863 400.386 378.938 297.039 364.163 339.166 Valore aggiunto lire 335.961 67.150 0,2 329.212 389.184 231.364 270.970 455.065 346.488 324.161 271.080 317.528 268.697 Reddito netto lire 157.823 157.399 1,0 274.822 269.806 -261.378 56.141 65.452 169.039 117.167 92.203 108.105 29.416 Costo di produzione 1 2 lire lire 259.856 281.551 187.732 192.166 0,7 0,7 86.712 185.874 722.540 324.859 519.103 269.317 278.638 253.913 304.280 320.567 138.979 232.766 795.260 341.221 519.103 280.690 296.097 289.879 304.280 333.716

52

Tab.3.7 - Parametri tecnici ed economici settore vite 1995/96


Aziende / ---------------------385 8135 8143 8144 8146 8166 8189 8216 8279 8307 SAU Prodotto principale Produzione Valore a vite quantit valore Lorda Totale Aggiunto Ha Ql 000L 000L 000L 13,6 55 14.451 15.564 14.169 10,8 12 3.154 3.614 3.677 0,8 0,2 0,2 0,2 0,3 13,9 4,5 5,5 5,8 15,0 41,0 12,7 8,0 23,9 5,3 74 54 60 55 31 73 47 45 52 55 17.752 18.961 13.053 12.592 11.326 16.681 10.816 10.558 18.861 13.909 19.376 20.738 14.367 14.060 12.819 18.372 11.308 10.380 20.308 13.909 18.242 19.296 13.305 12.797 10.997 16.696 10.042 9.198 19.276 11.843 Reddito Lordo 000L 11.718 4.428 0,4 17.816 16.949 9.093 12.032 8.075 13.995 7.141 6.810 18.085 7.188 Reddito Netto 000L 8.989 4.909 0,6 15.453 13.604 5.821 4.920 447 10.789 4.985 3.603 13.278 4.636

Costi Aziende variabili fissi 000L 3.690 1.508 0,4 1.559 3.789 5.275 2.028 4.743 4.377 4.167 3.570 2.224 6.722

---------------------385 8135 8143 8144 8146 8166 8189 8216 8279 8307

Ammortamento piantagioni 000L 000L 3.942 1.485 1.840 249 0,5 0,2 2.364 3.346 3.272 7.112 7.628 3.207 2.157 3.208 4.807 2.551 1.282 1.083 1.367 1.297 1.885 1.446 1.522 1.023 1.700 1.500

Costo di produzione 1 2 000L 8.853 2.431 0,3 4.381 9.018 9.743 11.248 14.097 8.886 6.738 8.376 8.411 9.589 000L 9.661 1.962 0,2 8.192 11.928 10.643 11.869 14.097 9.338 7.246 9.376 8.411 9.951

Manodopera Macchine a tempo a tempo familiare aziendali determ. indeterm. Hr Hr Hr Hr 181 23 46 40 87 68 70 6 0,5 3,0 1,5 0,1 39 213 292 67 225 217 242 265 92 274 0 0 0 224 0 5 0 0 64 0 212 180 50 34 0 25 28 63 0 20 42 46 50 35 45 42 35 31 36 46

Tab.3.8 - Parametri tecnici ed economici settore vite 1995/96 - valori a quintale di uva
Aziende / ---------------------385 8135 8143 8144 8146 8166 8189 8216 8279 8307 Valore liquidazione lire 265.729 57.324 0,2 240.340 349.761 217.309 228.334 373.293 232.585 232.207 232.657 360.847 252.759 Produzione lorda lire 287.951 68.618 0,2 262.425 382.632 239.101 255.369 422.300 256.066 242.518 228.799 385.530 252.759 Valore aggiunto lire 263.705 58.747 0,2 247.026 354.061 221.231 232.379 361.641 232.890 215.332 202.661 368.767 215.198 Reddito netto lire 156.122 70.871 0,5 209.149 251.061 96.972 87.209 15.853 150.864 106.944 79.305 254.026 84.248 Costo di produzione 1 2 lire lire 153.373 167.336 111.281 102.376 0,7 0,6 59.493 166.377 161.995 206.963 461.757 123.164 144.464 184.749 160.907 174.251 111.450 219.995 176.899 218.181 461.757 129.406 155.371 206.799 160.907 180.829

53

Fig.3.1 - Reddito Netto per ql di uva


300.000 200.000 100.000 lire 0 -100.000 -200.000 8146 8216 8307 8144 8143 8189 8166 385 8135 8279 -300.000 1995-96 1997

Fig.3.2 - Rese di uva ad ettaro


80 70 60 quintali 50 40 30 20 10 8146 8216 8307 8144 8143 8189 8166 385 8135 8279 0 1995-96 1997

Fig.3.3 - Ore totali di manodopera ad ettaro


500 400 300 ore 1995-96 200 100 8146 8216 8307 8144 8143 8189 8166 385 8135 8279 0 1997

54

Fig.3.4 - Valore di liquidazione a quintale di uva


450.000 400.000 350.000 300.000 250.000 200.000 150.000 100.000 50.000 0

lire

1995-96 1997

8146

8216

8307

8144

8143

8189

8166

385

8135

Fig.3.5 - Costo di produzione 2 a quintale di uva


800.000 700.000 600.000 500.000 lire 400.000 300.000 200.000 100.000 8146 8216 8307 8144 8143 8189 8166 385 8135 8279 0 1995-96 1997

Fig.3.6 - Valore di liquidazione e costo di produzione 2 a quintale di uva nel 1995/96


500.000 400.000 300.000 lire Liquidazione 200.000 100.000 8146 8216 8307 8144 8143 8189 8166 385 8135 8279 0 Costo

8279

55

Fig.3.7 - Valore di liquidazione e costo di produzione 2 a quintale di uva nel 1997


800.000 700.000 600.000 500.000 lire 400.000 300.000 200.000 100.000 8146 8216 8307 8144 8143 8189 8166 385 8135 8279 0 Liquidazione Costo

Fig.3.8 - Redditivit del lavoro e degli investimenti nel 1996

60.000 8279

50.000 8166

40.000 Redditivit lavoro ad ora 385

5 8307

10 8135

30.000

15

20

25

30

8189 8144 8143 20.000

8146 8216 10.000

0 Redditivit investimenti in %

56

Fig.3.9 - Valore di liquidazione e Costo di produzione 2 a quintale di uva nelle aziende associate e in quelle indipendenti (media 1995/96)
500.000

450.000

8146

400.000

4007

350.000

Costo di produzione

300.000

250.000
8144 8216

8135

814 8143 8189 8166 409

200.000
8307

150.000

8279

8147

385

100.000

360

50.000

0 200.000 220.000 240.000 260.000 280.000 300.000 320.000 340.000 360.000 380.000

Valore di liquidazione

Legenda:

Aziende associate Aziende indipendenti

57

3.2. La cooperativa Castelli del Grevepesa

Negli anni '90 la cooperativa Castelli del Grevepesa ha realizzato con successo un processo di ristrutturazione e riqualificazione commerciale che le ha consentito di valorizzare la produzioni dei soci attraverso la differenziazione qualitativa e la realizzazione di un'ampia gamma di produzioni vinicole differenziate per qualit e prezzo. Sono cos diminuite a valori estremamente contenuti le vendite di vino sfuso, ed oggi la quasi totalit delle produzioni realizzato con prodotti imbottigliati con marchio proprio. I risultati delle politiche di qualificazione del prodotto si possono brevemente riassumere:

nella commercializzazione del vino imbottigliato e la netta diminuzione delle vendite di vino sfuso (dal 20% del fatturato 1991-92 al 9% del 1996/97); nella rigorosa selezione delle uve attraverso un regolamento che prevede un sistema di premi o decurtazioni fino al 25%, e, per le partite peggiori la destinazione a vino comune oppure il rifiuto del conferimento;

nella diversificazione produttiva, sia all'interno del chianti classico attraverso la valorizzazione di alcune prestigiose selezioni nella fascia pi alta di prezzo, sia con la produzione di altri vini, a diversa denominazione di origine, IGT e comuni.

Ne deriva una ampia gamma di prodotti distribuita su fasce di prezzo alquanto differenziate partendo dalle 4-5.000 lire di una bordolese IGT, le 7-8.000 del classico le 10-12.000 del Classico riserva, e del Nobile di Montepulciano, le 17-18.000 delle selezioni Classico fino alle oltre 30.000 del Brunello di Montalcino. In seguito a questa politica si realizzata una stabilizzazione del valore medio delle vendite che segue il prezzo medio dell'imbottigliato che ha presentato in questi anni una minore volatilit rispetto alle contrattazioni all'ingrosso, comunque in progressiva crescita dal 1991/92 al 1996/97. Il valore della produzione costantemente aumentato, grazie anche, a partire dal 1994 al favorevole andamento dei prezzi del vino, passando dai 9,9 miliardi del 1991-92 ai 25,3 del 1996-97, con una crescita media annua del 20,6%; analogamente il valore dei conferimenti cresciuto dai 3 miliardi del 1991-92 ai 12 del 1999-97 ad un tasso medio annuo del 32%. Il capitale investito cos passato dai 12,8 miliardi del 1991-92 ai 27,9 del 1996-97, con una crescita media annua del 16,9%. La significativa maggior crescita del valore dei conferimenti non esclusivamente indice della capacit della cooperativa di valorizzare i conferimenti in linea con l'andamento del mercato e delle aspettative dei soci, ma anche testimonianza del pericoloso "effetto leva" delle variazioni

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del prezzo del vino sul valore dei conferimenti dovuto ad una politica di bilancio, corretta dal punto di vista civilistico, che attraverso la rivalutazione del prezzo di mercato delle rimanenze tende a monetizzare nell'esercizio corrente gli effetti delle oscillazioni dei prezzi amplificandone la variazione sui conferimenti38; questo effetto leva risulta favorevole in periodi di crescita dei prezzi del vino ma estremamente pericoloso nel caso di una riduzione. Nel caso della Castelli del Grevepesa, prendendo a riferimento il bilancio del 1996/97 si desume che una diminuzione del 10% del valore medio del vino comporta:

sul conto economico, una riduzione dei ricavi di 2.189 milioni e delle rimanenze di 1.657 milioni, provoca una riduzione del valore della produzione di 3.846 milioni pari al 15% del valore della produzione, che stante la rigidit dei costi di trasformazione determinerebbe una riduzione di pari valore del conferimento dei soci con una riduzione percentuale del 31,8%;

sul patrimonio l'alta incidenza delle rimanenze sull'attivo patrimoniale (59,4%)39 che determinerebbe una svalutazione dell'attivo del 6% e del 7% dell'attivo corrente a fronte di un costante indebitamento;

l'indebitamento vedrebbe una contrazione del finanziamento dei soci in conto conferimento con la necessit di un maggior ricorso al finanziamento bancario in condizioni cicliche avverse.

Questa amplificazione degli effetti ciclici dei prezzi riguarda tutte le attivit di trasformazione dei prodotti e l'effetto leva risulta aumentato dalla maggiore incidenza delle rimanenze; nel caso delle cantine sociali la situazione assume maggior rilievo in seguito alla necessit di aumentare le scorte per consentire la vendita dell'imbottigliato ed ancora di maggior invecchiamento, azioni che comportano il passaggio ad un ciclo pluriennale di lavorazione, nel quale le scorte diventano vere e proprie immobilizzazioni. Risultano comunque possibili alcuni correttivi miranti ad attenuare il fenomeno: la valutazione delle scorte con criteri di estrema prudenza la costituzione di un fondo di accantonamento il finanziamento delle scorte oltre l'anno con passivit consolidate.

38

39

Ogni variazione del prezzo del vino comporta infatti un doppio effetto sul conto economico, variazione dei ricavi e variazione delle scorte che si sommano fra loro e determinano a causa della maggiore rigidit dei costi di trasformazione una variazione amplificata del valore di trasformazione riconosciuto ai soci. Il bilancio chiuso in data 31 agosto evidenzia il livello minimo annuale delle scorte della cantina sociale., destinato ad aumentare considerevolmente dopo la vendemmia per un importo pari al valore del conferimento dei soci che in costanza dei prezzi ammonta a 12 miliardi portando il valore delle scorte a fine vendemmia ad oltre 25 miliardi.

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Fig.3.10 - Castelli del Grevepesa: valore della produzione e dei conferimenti, lire milioni.
30.000 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 0 1992 1993 1994 1995 1996 1997 valore della produzione valore dei conferimenti

Fig.3.11 - Castelli del Grevepesa: prezzo minimo e massimo del Chianti Classico, valore unitario di liquidazione delle uve conferite (Chianti Classico e da tavola, migliaia di lire).
600 500 400 300 200 100 0 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 Chianti Cl. minimo Chianti Cl. massimo Uve Chianti cl. Uve per vino da tavola valore medio confrimenti

Questa rapida crescita, avvenuta attraverso una premiante politica commerciale, stata sostenuta inizialmente da un'attenta gestione finanziaria, ed un incremento del patrimonio netto dovuto in parte ai versamenti dei soci in conto capitale e, per la restante da contributi pubblici. Il contributo finanziario dei soci realizzato quasi esclusivamente attraverso il dilazionato pagamento dei conferimenti, che, attraverso questa fonte ha consentito una maggiore disponibilit di 4,3 miliardi con un incremento medio annuo del 34,8%. Patrimonio netto e conferimento dei soci finanziano cos il 36,8% delle attivit (31,9% nel 1992), cosicch l'indebitamento verso terzi risulta contenuto in rapporto al capitale; anche l'indebitamento verso le banche risultato contenuto in rapporto ai ricavi (47,5%). La rapida crescita ha per comportato un maggior indebitamento a breve, tale da evidenziare un margine di tesoreria (al netto cio delle scorte) negativo per oltre 12 miliardi, finanziato per oltre 10,5 miliardi con crediti bancari a breve, per cui si segnala la necessit di un parziale consolidamento del debito (i debiti bancari a lungo sono limitati a 3,4 miliardi) per migliorare la liquidit.

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Il conto economico sia in valori assoluti, che in rapporto ai conferimenti esprime con chiarezza i brillanti risultati conseguiti, con il valore del conferimento dei soci cresciuto dal 34,4% dei ricavi netti del 1992 al 55,2% del 1997. Tuttavia la situazione patrimoniale e finanziaria esprime la difficolt della cooperative, nel rapporto con i soci, di consolidare parte dei benefici attuali derivanti dal favorevole andamento dei prezzi del vino e dei brillanti risultati commerciali, tenuto conto della storica ciclicit dei prezzi del vino. La politica di valorizzazione delle produzioni dei soci ha ottenuto ottimi risultati, consentendo un elevato incremento del valore unitario dei conferimenti che dai valori minimi del 1993 (73.752 L./ql per il Chianti Classico e 43.211 L./ql per il tavola) hanno raggiunto valori medi quasi quadruplicati per il Classico e doppi per i vini da tavola (280.140 L./ql e 87.379 L./ql rispettivamente). Questi valori raggiunti dalle uve conferite possono consentire una buona remunerazione dei costi di produzione delle uve del Chianti per i vigneti in idonee condizioni di produttivit e di qualit e favorire il necessario processo di ristrutturazione degli impianti. Il conferimento dei soci per in lenta progressiva contrazione in relazione alla minore produttivit dei vigneti, conseguenza in parte delle scelte qualitative, ma soprattutto della vetust di molti impianti e del ritardo con cui procedono i reimpianti. La cooperativa segue con attenzione questa delicata fase, allo scopo di mantenere e sviluppare la produzioni assecondando i ritmi di sviluppo dell'attivit commerciale e le esigenze qualitative.
Fig.3.12 - Castelli del Grevepesa, Conferimento di uve dei soci, quintali
70.000 60.000 50.000 40.000 30.000 20.000 10.000 0 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 Media ultime tre vendemmie vendemmia corrente

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Tab.3.9 - Castelli del Grevepesa s.c.r.l.. Bilancio riclassificato (lire milioni). Attivo patrimoniale.
ATTIVO RICLASSIFICATO IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI NETTE In esercizio In corso Fondi ammortamento Immobilizzazioni lorde IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE Partecipazioni Titoli Crediti commerciali altri crediti IMMOBILIZZAZIONI NETTE RIMANENZE Materie prime, sussidiarie e di consumoc. lav., semilav., finiti e Prod. in merci Acconti CREDITI A BREVE Commerciali Altri crediti ATTIVITA' FIN CHE NON COST. IMMOBIL. RATEI E RISCONTI DISPONIBILITA' LIQUIDE Depositi bancari e postali Assegni, denaro e valori in cassa ATTIVO CORRENTE ATTIVO 2.430 19.0% 2.797 20.2% 4.105 26.4% 4.839 25.5% 4.712 21.3% 5.630 20.2% 2.115 16.6% 2.523 18.2% 3.786 24.4% 3.223 17.0% 3.846 17.4% 5.314 19.0% 315 0 116 295 262 33 0.9% 2.3% 2.1% 0.3% 2.5% 274 0 143 230 220 10 1.0% 2.0% 319 0 95 0.6% 6.9% 6.9% 0.0% 2.1% 1.616 0 170 339 330 9 0.9% 1.8% 1.7% 0.0% 8.5% 866 0 180 15 0 15 0.8% 3.9% 316 0 146 0.5% 5.3% 4.9% 0.4% 1.1% 5 0.0% 5 0.0% 36 0.2% 46 0.2% 24 0.1% 5 0.0% 5 0.0% 36 0.2% 46 0.2% 24 0.1% 201 0 201 0.7% 0.7% 0 0.0% 0 0.0% 1992 345 2.7% 1993 341 2.5% 1994 321 2.1% 1995 287 1.5% 1996 294 1.3% 1997 70 0.3%

2.433 19.1% 2.207 15.9% 2.646 17.0% 3.773 19.9% 3.607 16.3% 3.778 13.5% 2.433 19.1% 2.207 15.9% 2.646 17.0% 3.773 19.9% 3.607 16.3% 3.778 13.5% 83 0 0.5% 0.0% 0 0.0% 0 0.0% 0 0.0%

2.433 19.1% 2.207 15.9% 2.646 17.0% 3.773 19.9% 3.607 16.3% 3.778 13.5% 175 170 1.4% 1.3% 188 183 1.4% 1.3% 216 180 1.4% 1.2% 226 180 1.2% 0.9% 204 180 0.9% 0.8% 227 26 0.8% 0.1%

2.953 23.1% 2.736 19.7% 3.183 20.5% 4.286 22.6% 4.105 18.6% 4.075 14.6% 6.976 54.6% 7.959 57.4% 7.075 45.6% 9.321 49.2% 13.111 59.3% 16.568 59.4% 0.0% 0.0% 0.0% 0.0% 0 0.0% 6.976 54.6% 7.959 57.4% 7.075 45.6% 9.321 49.2% 13.111 59.3% 16.568 59.4%

1.7% 1.072 1.6% 1.065 0.1% 7

0.1% 1.485 0.0% 1.372 0.1% 113

9.817 76.9% 11.129 80.3% 12.347 79.5% 14.669 77.4% 18.018 81.4% 23.829 85.4% 12.770 100.0 13.865 100.0 15.530 100.0 18.955 100.0 22.123 100.0 27.904 100.0 % % % % % %

62

Tab.3.10 - Castelli del Grevepesa s.c.r.l.. Bilancio riclassificato (lire milioni). Passivo patrimoniale.
PASSIVO RICLASSIFICATO CAPITALE SOCIALE VERSATO capitale sociale sottoscritto RISERVE Riserve da rivalutazione Riserve da contributi E.E.P.P. Altre riserve - Azioni proprie in portafoglio UTILI O PERDITE ESERCIZI PRECEDENTI UTILI O PERDITE DI ESERCIZIO PATRIMONIO NETTO Fondi per rischi e oneri TFR di lavoro subordinato FONDI ACCANTONATI DEBITI CONSOLIDATI Debiti finanziari debiti verso banche debiti verso soci altri debiti finanziari Debiti diversi Debiti commerciali PASSIVITA' CONSOLIDATE TOTALE CAPITALI PERMANENTI Debiti finanziari debiti verso banche debiti verso soci altri debiti finanziari Debiti diversi Debiti commerciali Ratei e risconti PASSIVO CORRENTE PASSIVO 163 701 364 3.216 25.2% 2.671 19.3% 2.949 19.0% 2.828 14.9% 2.291 10.4% 3.780 13.5% 6.026 47.2% 5.700 41.1% 6.131 39.5% 7.342 38.7% 6.949 31.4% 8.438 30.2% 5.516 43.2% 6.716 48.4% 6.306 40.6% 9.303 49.1% 12.354 55.8% 16.068 57.6% 4.257 33.3% 5.932 42.8% 5.382 34.7% 7.151 37.7% 8.565 38.7% 10.460 37.5% 1.259 9.9% 0.0% 1.3% 5.5% 2.9% 784 0 169 886 394 5.7% 0.0% 1.2% 2.8% 924 0 344 400 5.9% 2.152 11.4% 3.789 17.1% 5.608 20.1% 0.0% 2.2% 2.6% 476 484 0.0% 2.5% 2.6% 272 670 7.1% 1.878 0.0% 1.2% 3.0% 320 894 8.5% 2.184 0.0% 1.1% 7.8% 3.2% 0.0% 0.0% 0.0% 2.810 22.0% 3.029 21.8% 3.182 20.5% 4.514 23.8% 4.658 21.1% 4.658 16.7% 132 121 253 1.0% 0.9% 2.0% 154 102 256 1.1% 0.7% 1.8% 176 118 294 1.1% 0.8% 1.9% 149 148 297 0.8% 0.8% 1.6% 288 152 440 1.3% 0.7% 2.0% 187 171 358 0.7% 0.6% 1.3% 1992 1.001 1993 1994 1995 1996 1997 6.6% 6.8%

7.8% 1.265

9.1% 1.406

9.1% 1.607

8.5% 1.742

7.9% 1.848 8.8% 1.890

2.021 15.8% 2.104 15.2% 2.049 13.2% 1.988 10.5% 1.954

1.809 14.2% 1.764 12.7% 1.776 11.4% 2.907 15.3% 2.916 13.2% 2.810 10.1% 399 1.106 304 0 0 0 0.0% 0.0% 3.1% 2.4% 399 259 0 0 0 0.0% 0.0% 2.9% 1.9% 399 266 0 0 0 0.0% 0.0% 0 0 0.0% 0.0% 0 0 0.0% 0.0% 0 0 0.0% 0.0% 2.6% 1.7% 399 238 2.1% 1.3% 399 238 1.8% 1.1% 399 122 1.4% 8.2% 0.4% 8.7% 1.106 8.0% 1.111 7.2% 2.270 12.0% 2.279 10.3% 2.289

2.963 23.2% 2.415 17.4% 2.655 17.1% 2.531 13.4% 1.851 2.963 23.2% 2.415 17.4% 2.655 17.1% 2.531 13.4% 1.851 2.963 23.2% 2.415 17.4% 2.655 17.1% 2.531 13.4% 1.851

8.4% 3.422 12.3% 8.4% 3.422 12.3% 8.4% 3.422 12.3%

6.4% 2.349 15.1% 1.350

6.744 52.8% 8.165 58.9% 9.399 60.5% 11.613 61.3% 15.174 68.6% 19.466 69.8% 12.770 100.0 13.865 100.0 15.530 100.0 18.955 100.0 22.123 100.0 27.904 100.0 % % % % % %

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Tab.3.11 - Castelli del Grevepesa s.c.r.l.. Bilancio riclassificato (lire milioni). Conto economico.
CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO RICAVI NETTI +/- VAR. DELLE RIMAN. SEMIL. E PRODOTTI +INCREMENTI IMMOB. MATERIALI PER LAV. + CONTRIBUTI IN CONTO ESERCIZIO VALORE DELLA PRODUZIONE 1992 1993 1994 1995 1996 1997

8.781 100% 9.099 100% 12.990 100% 14.066 100% 17.638 100% 21.887 100% 927 10.6% 944 10.4% -1.007 -7.8% 1.979 14.1% 3.790 21.5% 3.308 15.1% 0.0% 186 2.1% 157 0.0% 1.7% 113 0.0% 0.9% 132 0.0% 0.9% 191 0.0% 1.1% 120 0.0% 0.5%

9.894 112.7 10.200 112.1 12.096 93.1% 16.177 115.0 21.619 122.6 25.315 115.7 % % % % % 24.1% 3.973 30.6% 3.928 27.9% 4.808 27.3% 5.072 23.2% -0.4% -122 -0.9% -267 -1.9% 0.0% -149 -0.7% 22.9% 2.228 17.2% 3021 21.5% 3.757 21.3% 4.125 18.8%

- ACQUISTI NETTI 2.347 26.7% 2.193 +/- VAR. DELLE RIMAN. 45 0.5% -39 MATERIE PRIME - COSTI PER SERVIZI E GODIM. 2.102 23.9% 2.084 BENI DI TERZI VALORE AGGIUNTO 5.400 61.5% 5.962 OPERATIVO

65.5% 6.017 46.3% 9.495 67.5% 13.054 74.0% 16.267 74.3%

- COSTO DEL LAVORO 1.424 16.2% 1.428 15.7% 1.444 11.1% 1.707 12.1% 1.876 10.6% 2131 9.7% MARGINE OPERATIVO LORDO 3.976 45.3% 4.534 49.8% 4.573 35.2% 7.788 55.4% 11.178 63.4% 14.136 64.6% - AMMORTAMENTO IMMOB. MATERIALI - SVALUTAZIONE CIRCOLANTE - ACCANT. OPERATIVI PER RISCHI E ONERI MARGINE OPERATIVO NETTO +/- SALDO RICAVI E ONERI DIVERSI - AMMORTAMENTO IMMOB. IMMATERIALI UTILE CORRENTE ANTE GESTIONE FINANZIARIA + PROVENTI FINANZIARI - INTERESSI E ALTRI ONERI FINANZIARI UTILE CORRENTE 379 50 32 4.3% 0.6% 0.4% 371 80 45 4.1% 0.9% 0.5% 392 152 49 3.0% 1.2% 0.4% 493 66 21 3.5% 0.5% 0.1% 510 85 174 2.9% 0.5% 1.0% 48 580 2.6% 0.0% 0.2%

3.515 40.0% 4.038 44.4% 3.980 30.6% 7.208 51.2% 10.409 59.0% 13.508 61.7% -32 -0.4% 37 0.4% 114 39 1.3% 0.4% 54 44 0.4% 0.3% 86 49 0.6% 0.3% 106 30 0.6% 0.2% -25 -0.1% 36 0.2%

3.446 39.2% 4.113 45.2% 3.990 30.7% 7.245 51.5% 10.485 59.4% 13.447 61.4%

34 461

0.4% 5.2%

4 782

0.0% 8.6%

8 498

0.1% 3.8%

19 596

0.1% 6 4.2% 1.043

0.0% 11 5.9% 1.229

0.1% 5.6%

3.019 34.4% 3.335 36.7% 3.500 26.9% 6.668 47.4% 9.448 53.6% 12.229 55.9%

+/- PLUS/MINUSVALENZE 0.0% 0.0% 0.0% 0.0% 0.0% 0.0% +/0.0% 0.0% 0.0% 0.0% 0.0% -150 -0.7% RIVALUTAZIONI/SVALUTAZIO NI +/- SALDO PROVENTI/ONERI 0.0% 0.0% 0.0% 0.0% 0.0% 0.0% STRAORDINARI RISULTATO ANTE IMPOSTE 3.019 34.4% 3.335 36.7% 3.500 26.9% 6.668 47.4% 9.448 53.6% 12.079 55.2% - IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO RISULTATO DELL'ESERCIZIO - VALORE DEL CONFERIMENTO DEI SOCI UTILE (PERDITA) ESERCIZIO 0.0% 0.0% 0.0% 0.0% 0.0% 0.0%

3.019 34.4% 3.335 36.7% 3.500 26.9% 6.668 47.4% 9.448 53.6% 12.079 55.2% 3.019 34.4% 3.335 36.7% 3.500 26.9% 6.668 47.4% 9.448 53.6% 12.079 55.2% 0 0.0% 0 0.0% 0 0.0% 0 0.0% 0 0.0% 0 0.0%

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Tab.3.12 - Castelli del Grevepesa s.c.r.l. Bilancio riclassificato (lire milioni). Dati riepilogativi ed indici.
1992 1993 1994 1995 1996 1997
DATI SIGNIFICATIVI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE, FINANZIARIA ED ECONOMICA PATRIMONIO NETTO 2.810 3.029 3.182 IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI LORDE 2.433 2.207 2.646 FONDI AMMORTAMENTO 0 0 0 CAPITALE CIRCOLANTE NETTO 3.073 2.964 2.948 MARGINE DI STRUTTURA 377 822 536 MARGINE DI TESORERIA -3.903 -4.995 -4.127 FATTURATO 8.781 9.099 12.990 RICAVI LORDI 8.967 9.256 13.103 RISULTATO DI ESERCIZIO 0 0 0 UTILE CORRENTE 3.019 3.335 3.500 CASH FLOW 416 410 436 INTERESSI E ALTRI ONERI FINANZIARI / FATTURATO 5.2% 8.6% 3.8% INDICI DI BILANCIO REDDITIVITA' R.O.E. R.O.I. R.O.A. LEVERAGE RISULTATO D'ESERCIZIO / MARGINE OPERATIVO NETTO R.O.S. TURNOVER DI DISTRIBUZIONE COOPERATIVA LEVERAGE SOCIALE LIQUIDITA' LIQUIDITA' IMMEDIATA LIQUIDITA' CORRENTE GIORNI DI CREDITO AI CLIENTI GIORNI DI CREDITO DAI FORNITORI GIORNI DI SCORTA MEDIA GIORNI DI CREDITO SULLE VENDITE STRUTTURA FINANZIARIA DEB. FIN. BREVE BANCARI/RICAVI NETTI % ONERI FINANZ. NETTI / MARGINE OPER. LORDO TOT. CAPITALI PERMANENTI / IMMOBILIZZAZIONI PATRIMONIO NETTO / IMMOBILIZZ. MATERIALI NETTE INDEBITAMENTO BANCARIO A BREVE / RICAVI LORDI

4.514 3.773 0 3.056 741 -6.265 14.066 14.198 0 6.668 542 4.2%

4.658 3.607 0 2.844 1.051 -10.267 17.638 17.829 0 9.448 540 5.9%

4.658 3.778 0 4.363 880 -12.205 21.887 22.007 0 12.229 616 5.6%

0.0% 27.5% 27.3% 4.5 0.0 39.6% 0.69 100.0% 3.1

0.0% 29.1% 29.7% 4.6 0.0 45.2% 0.66 100.0% 3.6

0.0% 25.6% 25.7% 4.9 0.0 30.8% 0.84 100.0% 3.8

0.0% 38.0% 38.3% 4.2 0.0 51.6% 0.74 100.0% 2.8

0.0% 47.1% 47.4% 4.7 0.0 59.5% 0.80 100.0% 2.6

0.0% 48.4% 48.2% 6.0 0.0 61.5% 0.78 98.8% 2.7

42.1% 145.6% 86.7 56.7 286.0 86.7

38.8% 136.3% 99.8 74.6 314.9 99.8

56.1% 131.4% 104.9 136.4 196.1 104.9

46.1% 126.3% 82.5 69.9 238.6 82.5

32.3% 118.7% 78.5 78.9 267.6 78.5

37.3% 122.4% 87.4 85.5 272.5 87.4

48.5% 10.7% 204.1% 1.15 47.5%

65.2% 17.2% 208.3% 1.37 64.1%

41.4% 10.7% 192.6% 1.20 41.1%

50.8% 7.4% 171.3% 1.20 50.4%

48.6% 9.3% 169.3% 1.29 48.0%

47.8% 8.6% 207.1% 1.23 47.5%

65

Tab. 3.13 - Castelli del Grevepesa s.c.r.l. Bilancio riclassificato. Conto economico per quintale di uve conferite40.
CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO LIRE PER QUINTALE DI UVE RICAVI NETTI +/- VAR. DELLE RIMAN. SEMIL. E PRODOTTI +INCREMENTI IMMOB. MATERIALI PER LAV. + CONTRIBUTI IN CONTO ESERCIZIO VALORE DELLA PRODUZIONE - ACQUISTI NETTI +/- VAR. DELLE RIMAN. MATERIE PRIME - COSTI PER SERVIZI E GODIM. BENI DI TERZI VALORE AGGIUNTO OPERATIVO - COSTO DEL LAVORO MARGINE OPERATIVO LORDO - AMMORTAMENTO IMMOB. MATERIALI - SVALUTAZIONE CIRCOLANTE - ACCANT. OPERATIVI PER RISCHI E ONERI MARGINE OPERATIVO NETTO +/- SALDO RICAVI E ONERI DIVERSI - AMMORTAMENTO IMMOB. IMMATERIALI UTILE CORRENTE ANTE GESTIONE FINANZIARIA + PROVENTI FINANZIARI - INTERESSI E ALTRI ONERI FINANZIARI UTILE CORRENTE +/- PLUS/MINUSVALENZE +/- RIVALUTAZIONI/SVALUTAZIONI +/- SALDO PROVENTI/ONERI STRAORDINARI RISULTATO ANTE IMPOSTE - IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO RISULTATO DELL'ESERCIZIO - VALORE DEL CONFERIMENTO DEI SOCI UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO

1992 290.137 30.629 0 6.146 326.912 77.548 1.487 69.453 178.424 47.051 131.373 12.523 1.652 1.057 116.141 -1.057 1.223 113.861 1.123 15.232 99.752 0 0 0 99.752 0 99.752 99.752 0

1993 185.937 19.291 0 3.208 208.436 44.814 -797 42.586 121.833 29.181 92.652 7.581 1.635 920 82.516 2.330 797 84.049 82 15.980 68.150 0 0 0 68.150 0 68.150 68.150 0

1994 313.420 -24.297 0 2.726 291.850 95.860 -2.944 53.757 145.177 34.841 110.336 9.458 3.667 1.182 96.029 1.303 1.062 96.270 193 12.016 84.447 0 0 0 84.447 0 84.447 84.447 0

1995 335.504 47.203 0 3.148 385.856 93.691 -6.369 72.057 226.476 40.716 185.760 11.759 1.574 501 171.926 2.051 1.169 172.809 453 14.216 159.046 0 0 0 159.046 0 159.046 159.046 0

1996 487.493 104.751 0 5.279 597.524 132.887 0 103.839 360.797 51.850 308.947 14.096 2.349 4.809 287.692 2.930 829 289.793 166 28.827 261.132 0 0 0 261.132 0 261.132 261.132 0

1997 587.350 88.772 0 3.220 679.342 136.110 -3.998 110.697 436.534 57.187 379.347 15.565 0 1.288 362.495 -671 966 360.858 295 32.981 328.172 0 -4.025 0 324.147 0 324.147 324.147 0

40

I valori sono riferiti al quintale di uve conferite nella vendemmia all'inizio di ciascun esercizio.

66

3.3. Una visione di insieme

La filiera vitivinicola risulta articolata in numerose sub filiere cui corrispondono segmenti di mercato, processi produttivi differenziati gi a partire dalla produzione viticola e legata alle condizioni geopedologiche ed ambientali alla tipologia degli impianti ed alla scelta dei vitigni. Nel corso della ricerca si sono evidenziate:

le differenziazioni di valore delle uve tra le diverse destinazioni vinicole, le variazioni qualitative delle uve anche in relazione all'andamento stagionale che ne modificano sia il valore che la destinazione produttiva, le variazioni ambientali del territorio esaminato, le differenti produttivit dei vigneti in relazione alle diversa vetust degli impianti, infine le variazioni del valore di mercato delle produzioni, cos ampie ed imprevedibili da sorprendere gli stessi operatori professionali,

Gli imprenditori del Chianti Classico sono risultati condizionati da un clima di costante incertezza per l'evoluzione del settore vitivinicolo derivante da:

la precariet dell'OCM del settore vitivinicolo, che, dopo il rinvio della riforma comunitaria, si trova in un regime di proroga; le ampie fluttuazioni dei prezzi che hanno caratterizzato il mercato delle uve e del vino Chianti Classico nei recenti anni.

Il clima di fondo abbastanza positivo per il favorevole andamento delle esportazioni che interessa i due terzi della produzione, e la diversificazione sui mercati esteri, comunitari ed extracomunitari. Le scelte produttive in relazione agli investimenti nel rinnovo degli impianti risultano particolarmente condizionate dal succedersi dei regolamenti comunitari e dalle alterne aspettative che questi provocano negli imprenditori riguardo alla disponibilit di finanziamenti agli investimenti. La viticoltura risulta, nelle aziende esaminate, la produzione trainante anche in quelle aziende che hanno diversificato verso l'agriturismo ma nelle quali rappresenta sempre una coltivazione "caratteristica" e come tale realizzata anche in situazioni ambientali difficili. Le strutture produttive e gli impianti risultano abbastanza omogenei dal punto di vista delle tecniche e degli investimenti, le maggiori differenze dei risultati derivano soprattutto dalla diversa et di impianto e dalle condizioni pedologiche ed ambientali.

67

Il confronto dei risultati economici tra aziende viticole integrate nella cooperativa Castelli del Grevepesa e altre aziende vitivinicole del Chianti Classico ha dimostrato la concorrenzialit dei risultati delle prime rispetto alle seconda. Sebbene tutte le uve siano destinabili alla produzione di Chianti Classico Docg, e vengano conferite alla cantina sociale Castelli del Grevepesa, le differenze dei prezzi medi tra i produttori sono risultate pi elevate del previsto in relazione alla politica di differenziazione e valorizzazione qualitativa messa in atto dalla cooperativa Castelli del Grevepesa. Le politiche di qualit, di prezzo e di penetrazione sui mercati sono risultate l'argomento di maggiore discussione ed interesse tra gli imprenditori agricoli ed hanno caratterizzato le strategie di investimento e di produzione della cooperativa Castelli del Grevepesa, che riuscita ad affermarsi come il maggiore produttore vinicolo del Chianti Classico ed a migliorare la propria immagine commerciale attraverso una rigorosa politica di valorizzazione delle produzioni.

68

4.

LA FILIERA DEL LATTE FRESCO Luigi Alfonso Giancani

4.1. Le associate al Latte Maremma

A partire dal 1996 lINEA della Toscana ha inserito nella propria Rete dInformazione un gruppo di dieci aziende zootecniche associate al Consorzio Produttori "Latte Maremma s.c.r.l., al fine di ottenere una serie di informazioni sul rapporto di integrazione produttiva, la cui valutazione richiede la disponibilit di dati comparabili nel medio periodo. Si deve osservare che il gruppo di aziende non costituisce un vero campione rappresentativo, in quanto la selezione stata effettuata in base alla disponibilit dei soci e non con criteri statistici. Anche se le aziende dal punto di vista strutturale presentano caratteristiche diverse, sono comunque accomunate dallindirizzo produttivo e dallappartenenza alla stessa Cooperativa di trasformazione. Successivamente stato elaborato il bilancio del settore foraggiero zootecnico, non previsto dalle procedure automatizzate del programma PEGASO, al fine di ottenere una complessiva valutazione della produzione lattiera e sono state realizzate le analisi comparate dei bilanci ed i grafici esplicativi della presente relazione. Nelle Tabelle e nei Grafici che seguono si possono confrontare i dati delle aziende contabilizzate, sia a livello globale di Bilancio che per il settore produttivo foraggiero zootecnico, sia in relazione ai costi di produzione del latte. Allo scopo di garantire lanonimato, senza per questo rinunciare alla significativit dei dati pubblicati ai fini delle analisi economiche,

le aziende sono state contraddistinte da un codice identificativo, a conoscenza solamente dei diretti interessati, le informazioni non riguardano valori assoluti riscontrabili, ma indici di confronto anonimi;

cosicch i bilanci riportati non sono espressi in valori assoluti, ma secondo i seguenti criteri: per il bilancio globale:

in percentuale rispetto alla media di gruppo, per consentire l'apprezzamento delle diverse dimensioni aziendali (tab.4.1),

Lubiano Franchini ha provveduto alla rilevazione dei dati, Patrizio Baldini e Dario Olivieri alla elaborazione degli stessi.

69

ed in percentuale sulla produzione lorda vendibile, per rilevare l'incidenza delle singole voci sul conto economico (tab.4.2),

per il bilancio del settore foraggiero zootecnico:


in percentuale rispetto alla media di gruppo, per consentire l'apprezzamento delle diverse dimensioni aziendali (tab.4.3), in valori monetari riferiti al quintale di latte prodotto (tab.4.4), ed in percentuale sulla produzione lorda totale, per rilevare l'incidenza delle singole voci sul conto economico (tab.4.5).

Infine sono stati aggiornati i risultati economici della produzione del latte nel 1996 tenendo conto del valore finale liquidato dalla cooperativa (tab.4.6), confrontabili (tab.4.7) con una sintesi dei provvisori. Nel gruppo avvenuta la sostituzione dell'azienda 8299 con la 8321 che presenta un allevamento dimezzato per numerosit delle vacche. La superficie aziendale si confermata di secondario interesse e di difficile valutazione, poich le aziende zootecniche acquisiscono terreni per la produzione o la semplice raccolta di foraggi e lettimi da altre aziende prive di allevamenti, con contratti che vanno dalla raccolta della paglia, alla vendita in piedi di foraggi, fino al contratto di coltivazione della foraggiera all'interno delle rotazioni di aziende cerealicole. Le dimensioni medie degli allevamenti si collocano intorno alle 30-35 vacche da latte, in un intervallo compreso tra le 20-25 vacche e le 60-70. La produzione lorda vendibile aziendale risultata mediamente di 200-250 milioni, per l'80% costituita da latte e utile lordo di stalla (con una variabilit compresa tra il 60 e l'80%), le aziende maggiormente specializzate hanno generalmente conseguito migliori risultati. Tutte le aziende risultano a conduzione familiare, con utilizzazione esclusiva dei familiari all'interno dell'azienda; in queste condizioni la valutazione globale dell'efficienza aziendale stata affidata alla remunerazione oraria del lavoro familiare nel settore foraggiero zootecnico al netto della remunerazione di tutti i fattori produttivi. Il capitale fondiario ed agrario, valutati a prezzi correnti, si considerato un tasso medio reale (cio al netto dell'inflazione), rispettivamente del 2% e del 5%, in relazione alla diversa rischiosit dell'investimento (pari cio al 5% ed all'8% con un'inflazione del 3%). L'impiego aziendale di lavoro risultato mediamente di 6.500 ore annue pari a circa 3 addetti, con una variabilit compresa tra le 4.000 e le 12.500 ore annue, la remunerazione oraria risultata mediamente di 10.960 L./ora, con una variazione compresa tra 3.949 L./ora e 15.228 L./ora.

70

Il capitale investito (al lordo dei debiti) risultato mediamente di 950 milioni (400-2.150), con investimenti fondiari di circa 600 milioni (0-1.750), ed agrari di 300-350 milioni (150-650) Il rendimento del capitale investito al netto della remunerazione del lavoro familiare (12.000 L./ora) risultato mediamente dell'1,57% con una ampia variazione compresa tra -19,1% e 4,05% (fig.4.5). Per una migliore analisi dei risultati aziendali le aziende sono state ordinate in ordine crescente di efficienza, da sinistra a destra. Le tre aziende che hanno conseguito risultati economici soddisfacenti (almeno 12.000 L./ora di remunerazione del lavoro) sono caratterizzate dal raggiungimento dei seguenti obiettivi produttivi:

una dimensione di oltre 30-35 vacche da latte; una produttivit di oltre 60 ql/capo; una produttivit del lavoro tale da contenere l'incidenza entro le 3 ore/ql di latte.

Questi valori confermano i risultati del 1996, nonostante la stagnazione del prezzo del prodotto e un leggero incremento dei costi di produzione. Dal punto di vista gestionale occorre mirare, a parit di impiego del lavoro,

sull'incremento della produttivit del bestiame attraverso la selezione dei riproduttori, sull'incremento delle vacche, nei limiti delle strutture aziendali.

La rigidit imposta dalla quote latte impedisce questi adeguamenti a livello aziendale e quindi risulta necessario un intervento pubblico mirato a:

aumentare le quote latte dei produttori per consentire l'incremento produttivo, favorendo l'acquisizione delle quote a livello regionale e nazionale; favorire la crescita dimensionale degli allevamenti che raggiungono soddisfacenti livelli di produttivit.

Tuttavia occorre rilevare come queste azioni comporterebbero la crescita complessiva delle produzioni dei conferenti e quindi dell'attivit del Consorzio Latte Maremma. Nell'eventualit che la produzione complessiva dei soci del Consorzio Latte Maremma resti stabile occorrer comunque intervenire per garantire lo scambio delle quote tra i soci.

71

Tab.4.1 - Risultati aziendali complessivi (media gruppo =100)


AZIENDA Unit Bestiame Adulto PRODUZIONE LATTE QL VACCHE LATTE N. PRODUZIONE LORDA VENDIBILE MANGIMI ALTRI CONSUMI TOTALE CONSUMI EXTRAZIENDALI SERVIZI SPESE VARIE VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI, ONERI SOCIALI, AFFITTI REDDITO OPERATIVO PROVENTI E ONERI DIVERSI REDDITO NETTO (risultato di esercizio) 8321 48 50 62 57 45 80 58 58 25 59 105 47 65 44 8 46 8305 57 57 60 59 56 65 59 84 52 58 72 55 148 43 11 44 8301 63 56 60 61 79 38 63 56 53 61 117 45 127 35 144 28 8306 101 57 101 87 105 95 101 50 67 84 88 83 60 86 33 90 8300 74 57 69 84 51 80 62 61 78 97 103 95 103 94 12 99 8303 197 189 197 153 212 133 181 226 108 139 136 141 106 145 0 153 MEDIA 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 8297 57 61 70 80 60 115 81 142 40 79 63 84 155 75 31 77 8302 97 109 109 77 37 106 64 90 51 86 51 96 86 97 27 101 8298 111 140 99 131 189 118 162 101 117 119 103 124 67 131 0 139 8304 195 224 173 211 166 172 168 132 409 216 163 231 83 250 733 222

Tab.4.2 - Risultati aziendali complessivi (produzione lorda vendibile =100)


AZIENDA Unit Bestiame Adulto (media =100) PRODUZIONE LATTE (MEDIA =100) VACCHE LATTE (MEDIA = 100) PRODUZIONE LORDA VENDIBILE MANGIMI ALTRI CONSUMI TOTALE CONSUMI EXTRAZIENDALI SERVIZI SPESE VARIE VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI, ONERI SOCIALI, AFFITTI REDDITO OPERATIVO PROVENTI E ONERI DIVERSI REDDITO NETTO (risultato di esercizio) 8321 48 50 62 100 14 16 30 4 3 63 25 39 6 33 0 32 8305 57 57 60 100 17 12 30 5 6 60 16 44 13 30 0 30 8301 63 56 60 100 23 7 30 3 5 61 26 35 11 24 -5 18 8306 101 57 101 100 22 12 34 2 5 59 14 45 4 42 -1 41 8300 74 57 69 100 11 11 22 3 6 70 16 53 7 47 0 46 8303 197 189 197 100 25 10 35 5 4 55 12 44 4 40 0 40 MEDIA 100 100 100 100 18 11 30 3 6 61 13 47 5 42 -2 40 8297 57 61 70 100 14 16 30 6 3 60 11 50 11 39 -1 38 8302 97 109 109 100 9 16 24 4 4 67 9 59 6 53 -1 52 8298 111 140 99 100 26 10 36 3 6 55 11 45 3 42 0 42 8304 195 224 173 100 14 9 24 2 12 62 10 52 2 50 -8 42

Le aziende sono ordinate da sinistra a destra per valori crescenti della remunerazione del lavoro familiare.

72

Tab.4.3 - Risultati economici della produzione del latte (media gruppo =100)
AZIENDA DATI GENERALI PRODUZIONE LATTE (MEDIA =100) VACCHE LATTE (MEDIA = 100) LATTE QL./VACCA PREZZO MEDIO LATTE L./QL DATI ECONOMICI PRODUZIONE LORDA TOTALE DI CUI PRODUZIONE LATTE CONSUMI MANGIMI ACQUISTATI LETTIMI MECCANIZZAZIONE ALTRI CONSUMI SERVIZI ALTRE SPESE VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI E ONERI SOCIALI AFFITTI PASSIVI REDDITO NETTO INTERESSI CAP. FOND. PROPRIETA INTERESSI CAPITALE ESERCIZIO TOTALE COSTI FISSI CALCOLATI REDDITO DEL LAVORO PRIMO COSTO COSTO TOTALE 1 ORE LAVORO FAMILIARE REMUNERAZIONE ORA LAV. FAM. COSTO LAVORO FAMILIARE COSTO TOTALE 2 reddito netto / ora lavoro familiare 8321 50 62 46.24 834 42 49 59 45 67 69 107 52 17 33 48 31 58 41 28 54 54 54 18 52 52 48.70 36 49 51 58 8305 57 60 55.30 859 56 58 58 56 60 58 76 79 46 55 72 52 80 240 40 77 74 75 25 66 68 68.90 36 69 68 58 8301 56 60 54.34 829 63 55 86 79 55 118 46 35 50 49 51 49 89 176 39 -13 58 31 42 82 71 70.46 60 70 71 56 8306 57 101 32.76 832 79 56 97 105 81 98 57 35 59 71 71 71 91 30 72 101 89 93 63 85 85 97.35 65 97 89 74 8300 57 69 48.07 820 69 56 63 51 130 73 41 34 130 66 90 62 63 114 59 84 82 83 49 74 77 64.05 77 64 73 92 8303 189 197 55.96 832 171 186 202 212 270 164 206 255 115 153 87 162 136 107 167 42 184 131 182 184 167 186.10 98 186 173 90 MEDIA 100 100 58.17 845 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100.00 100 100 100 100 8297 61 70 50.68 828 61 60 50 60 95 35 0 108 23 73 60 75 67 205 69 86 38 56 74 56 56 63.31 116 63 58 108 8302 109 109 58.28 828 82 107 61 37 86 70 154 95 90 96 75 100 131 49 100 95 81 86 106 70 73 82.89 128 83 76 121 8298 140 99 82.25 853 147 141 162 189 86 140 149 137 84 145 172 142 126 22 149 199 120 150 149 141 145 108.14 138 108 134 138 8304 224 173 75.34 876 229 232 161 166 69 174 164 170 385 259 276 257 159 17 277 275 220 241 292 190 205 210.10 139 210 207 132

73

Tab.4.4 - Risultati economici della produzione del latte (valori per Ql. di latte prodotto)
AZIENDA DATI GENERALI MEDIA GRUPPO =100 PRODUZIONE LATTE (MEDIA =100) VACCHE LATTE (MEDIA = 100) LATTE QL./VACCA PREZZO MEDIO LATTE L./QL DATI ECONOMICI PRODUZIONE LORDA TOTALE DI CUI PRODUZIONE LATTE CONSUMI MANGIMI ACQUISTATI LETTIMI MECCANIZZAZIONE ALTRI CONSUMI SERVIZI ALTRE SPESE VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI E ONERI SOCIALI AFFITTI PASSIVI REDDITO NETTO INTERESSI CAP. FOND. PROPRIETA INTERESSI CAPITALE ESERCIZIO TOTALE COSTI FISSI CALCOLATI REDDITO DEL LAVORO PRIMO COSTO COSTO TOTALE 1 ORE LAVORO FAMILIARE REMUNERAZIONE ORA LAV. FAM. COSTO LAVORO FAMILIARE COSTO TOTALE 2 PROFITTO (PERDITA) reddito netto / ora lavoro familiare 8321 8305 8301 8306 8300 8303 MEDIA 8297 8302 8298 8304

50 62 46.24 834 94 574 83 444 50 954 20 333 4 573 18 107 7 940 3 193 3 238 37 190 6 690 30 500 3 430 2 040 25 029 5 294 8 788 14 081 10 948 62 855 83 627 2.77 3 949 33 271 116 898 -22 323 9 027

57 60 55.30 859 108 680 85 864 43 464 21 972 3 515 13 110 4 867 4 198 7 411 53 607 8 717 44 890 4 102 10 256 30 531 6 554 10 455 17 009 13 522 69 431 95 158 3.40 3 980 40 774 135 932 -27 252 8 985

56 60 54.34 829 125 640 82 935 65 833 31 918 3 356 27 552 3 006 1 938 8 295 49 574 6 321 43 253 4 683 7 721 30 849 -1 129 8 389 7 260 23 589 88 470 102 050 3.57 6 603 42 872 144 922 -19 283 8 635

57 101 32.76 832 154 773 83 164 72 807 41 737 4 841 22 514 3 714 1 860 9 612 70 494 8 651 61 843 4 665 1 279 55 899 8 699 12 659 21 358 34 541 90 223 120 232 4.85 7 126 58 166 178 398 -23 625 11 532

57 69 48.07 820 133 662 82 036 46 883 20 098 7 628 16 532 2 624 1 783 20 844 64 153 10 809 53 344 3 193 4 864 45 287 7 183 11 512 18 695 26 592 77 566 107 070 3.15 8 444 37 789 144 859 -11 197 14 381

189 197 55.96 832 100 283 83 216 45 299 25 214 4 814 11 273 3 998 4 102 5 580 45 302 3 179 42 123 2 093 1 381 38 648 1 095 7 862 8 957 29 691 58 456 70 591 2.78 10 694 33 318 103 909 -3 627 13 920

100 100 58.17 845 111 013 84 499 42 547 22 524 3 377 12 970 3 676 3 049 9 210 56 207 6 933 49 274 2 918 2 446 43 910 4 893 8 067 12 960 30 950 60 170 80 063 2.82 10 961 33 883 113 946 -2 933 15 551

61 70 50.68 828 111 287 82 837 34 966 22 255 5 263 7 447 0 5 406 3 500 67 415 6 764 60 651 3 207 8 192 49 251 6 907 5 041 11 947 37 303 55 272 73 983 2.93 12 746 35 120 109 103 2 183 16 828

109 109 58.28 828 83 691 82 768 23 805 7 678 2 664 8 266 5 196 2 660 7 601 49 625 4 737 44 888 3 494 1 108 40 286 4 250 5 950 10 200 30 085 38 668 53 606 2.14 14 040 25 713 79 319 4 372 18 801

140 99 82.25 853 116 374 85 271 49 368 30 381 2 090 12 987 3 911 2 997 5 540 58 469 8 539 49 930 2 628 377 46 925 6 962 6 935 13 897 33 028 60 910 83 346 2.18 15 116 26 219 109 565 6 809 21 477

224 173 75.34 876 113 698 87 639 30 515 16 709 1 043 10 066 2 696 2 316 15 833 65 034 8 539 56 495 2 069 181 54 245 6 010 7 907 13 917 40 329 50 913 73 369 2.65 15 228 31 779 105 148 8 550 20 483

74

Tab.4.5 - Risultati economici della produzione del latte (produzione lorda totale =100)
AZIENDA DATI GENERALI MEDIA GRUPPO =100 PRODUZIONE LATTE (MEDIA =100) VACCHE LATTE (MEDIA = 100) LATTE QL./VACCA PREZZO MEDIO LATTE L./QL DATI ECONOMICI PRODUZIONE LORDA TOTALE DI CUI PRODUZIONE LATTE CONSUMI MANGIMI ACQUISTATI LETTIMI MECCANIZZAZIONE ALTRI CONSUMI SERVIZI ALTRE SPESE VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI E ONERI SOCIALI AFFITTI PASSIVI REDDITO NETTO INTERESSI CAP. FOND. PROPRIETA INTERESSI CAPITALE ESERCIZIO TOTALE COSTI FISSI CALCOLATI REDDITO DEL LAVORO PRIMO COSTO COSTO TOTALE 1 ORE LAVORO FAMILIARE REMUNERAZIONE ORA LAV. FAM. COSTO LAVORO FAMILIARE COSTO TOTALE 2 PROFITTO (PERDITA) reddito netto / ora lavoro familiare 8321 8305 8301 8306 8300 8303 MEDIA 8297 8302 8298 8304

50 62 46.24 834 100 88 54 21 5 19 8 3 3 39 7 32 4 2 26 6 9 15 12 66 88

57 60 55.30 859 100 79 40 20 3 12 4 4 7 49 8 41 4 9 28 6 10 16 12 64 88

56 60 54.34 829 100 66 52 25 3 22 2 2 7 39 5 34 4 6 25 -1 7 6 19 70 81

57 101 32.76 832 100 54 47 27 3 15 2 1 6 46 6 40 3 1 36 6 8 14 22 58 78

57 69 48.07 820 100 61 35 15 6 12 2 1 16 48 8 40 2 4 34 5 9 14 20 58 80

189 197 55.96 832 100 83 45 25 5 11 4 4 6 45 3 42 2 1 39 1 8 9 30 58 70

100 100 58.17 845 100 76 38 20 3 12 3 3 8 51 6 44 3 2 40 4 7 12 28 54 72

61 70 50.68 828 100 74 31 20 5 7 0 5 3 61 6 54 3 7 44 6 5 11 34 50 66

109 109 58.28 828 100 99 28 9 3 10 6 3 9 59 6 54 4 1 48 5 7 12 36 46 64

140 99 82.25 853 100 73 42 26 2 11 3 3 5 50 7 43 2 0 40 6 6 12 28 52 72

224 173 75.34 876 100 77 27 15 1 9 2 2 14 57 8 50 2 0 48 5 7 12 35 45 65

35 124 -24

38 125 -25

34 115 -15

38 115 -15

28 108 -8

33 104 -4

31 103 -3

32 98 2

31 95 5

23 94 6

28 92 8

75

Tab.4.6 - Risultati economici della produzione del latte 1996, dati definitivi (valori per Ql. di latte prodotto)
AZIENDA DATI GENERALI UNITA BESTIAME ADULTO PRODUZIONE LATTE QL VACCHE LATTE N. LATTE QL./VACCA PREZZO MEDIO LATTE L./QL DATI ECONOMICI PRODUZIONE LORDA TOTALE DI CUI PRODUZIONE LATTE CONSUMI MANGIMI ACQUISTATI LETTIMI MECCANIZZAZIONE ALTRI CONSUMI SERVIZI ALTRE SPESE VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI E ONERI SOCIALI AFFITTI PASSIVI REDDITO NETTO INTERESSI CAP. FOND. PROPRIETA INTERESSI CAPITALE ESERCIZIO TOTALE COSTI FISSI CALCOLATI REDDITO DEL LAVORO PRIMO COSTO COSTO TOTALE 1 ORE LAVORO FAMILIARE REMUNERAZIONE ORA LAV. FAM. COSTO LAVORO FAMILIARE COSTO TOTALE 2 PROFITTO (PERDITA) reddito netto / ora lavoro familiare 8305 27.02 860.77 18.50 46.53 86 940 95 739 86 940 42 288 20 261 2 472 17 662 1 893 1 626 9 370 42 455 9 057 33 398 5 160 10 493 17 745 7 905 12 245 20 150 -2 405 68 936 98 143 6.62 -363 79 394 177 538 -81 799 2 682 8297 31.68 1218.42 23.00 52.97 83 367 87 975 83 367 29 045 17 551 5 307 5 695 492 7 868 5 542 45 520 5 482 40 038 4 311 6 909 28 818 6 326 5 093 11 420 17 398 53 675 70 577 3.07 5 659 36 894 107 471 -19 496 9 373 8300 41.20 915.18 26.70 34.28 82 874 119 498 82 874 46 965 26 024 2 326 14 569 4 045 1 383 7 508 63 642 9 841 53 801 3 947 6 075 43 779 8 205 12 505 20 710 23 070 65 878 96 428 3.77 6 114 45 276 141 704 -22 207 11 603 8306 50.30 1274.87 24.90 51.20 81 663 127 014 81 663 46 785 21 071 3 516 15 926 6 272 1 177 18 248 60 805 6 718 54 087 3 239 1 819 49 030 7 117 10 835 17 952 31 077 71 267 95 937 4.58 6 789 54 933 150 869 -23 855 10 711 8299 44.16 1408.56 34.50 40.83 82 409 101 242 82 409 34 424 15 799 4 721 6 988 6 917 603 7 830 58 384 4 325 54 059 4 244 3 233 46 582 5 147 7 145 12 292 34 290 50 335 66 952 4.03 8 511 48 348 115 300 -14 058 11 562 8301 36.22 1276.68 23.20 55.03 83 167 87 060 83 167 34 066 18 941 4 386 7 496 3 242 872 7 592 44 530 1 585 42 946 3 964 3 503 35 479 -886 6 534 5 648 29 830 49 997 57 230 3.15 9 462 37 833 95 062 -8 002 11 253 MEDIA 51.11 2086.69 33.67 61.97 84 516 99 898 84 516 34 520 17 988 2 545 8 926 5 060 3 263 12 859 49 256 5 205 44 052 2 586 3 399 38 067 4 471 6 372 10 843 27 224 56 626 72 674 2.80 9 714 33 630 106 304 -6 406 13 583 8302 43.34 1973.10 32.80 60.16 83 417 80 140 83 417 25 606 13 848 2 699 7 075 1 984 3 401 3 696 47 437 3 834 43 603 3 237 1 021 39 345 3 922 5 337 9 259 30 085 36 961 50 054 2.69 11 200 32 234 82 288 -2 148 14 647 8304 90.86 4028.72 57.70 69.82 87 645 102 777 87 645 28 539 14 911 1 249 9 478 2 901 5 544 5 936 62 757 8 579 54 178 2 078 4 655 47 445 6 616 7 673 14 290 33 155 46 753 69 621 2.74 12 083 32 929 102 550 227 17 290 8303 95.28 5513.08 64.00 86.14 83 415 102 453 83 415 37 349 18 681 1 596 6 745 10 327 3 294 28 749 33 060 1 597 31 464 1 159 2 515 27 790 656 2 633 3 289 24 500 73 066 77 952 1.64 14 970 19 640 97 592 4 860 16 979 8298 51.08 2397.52 31.40 76.35 86 506 97 142 86 506 34 417 20 454 2 711 9 069 2 183 2 156 5 398 55 171 7 304 47 867 1 808 810 45 250 7 538 6 918 14 457 30 793 44 589 66 349 1.95 15 802 23 384 89 733 7 409 23 221

76

Tab.4.7 - Risultati economici della produzione del latte 1996, sommario dati provvisori per confronto (valori per Ql. di latte prodotto)
AZIENDA DATI ECONOMICI VALORE AGGIUNTO REDDITO NETTO REDDITO DEL LAVORO PRIMO COSTO COSTO TOTALE 1 REMUNERAZIONE ORA LAVORO FAMILIARE COSTO TOTALE 2 PROFITTO (PERDITA) reddito netto/ora lavoro familiare 8305 41 446 16 736 -3 414 69 936 98 143 -516 177 538 -82 809 2 529 8297 44 256 27 554 16 134 53 675 70 577 5 248 107 471 -20 760 8 962 8300 63 044 43 182 22 472 65 878 96 428 5 956 141 704 -22 804 11 445 8306 60 483 48 707 30 755 71 267 95 937 6 718 150 869 -24 178 10 640 8299 58 384 46 582 34 290 50 335 66 952 8 511 115 300 -14 058 11 562 8301 45 521 34 469 28 821 49 997 57 230 9 142 95 062 -9 012 10 933 MEDIA 48 980 37 790 26 948 56 626 72 674 9 615 106 304 -6 683 13 484 8302 46 595 38 503 29 244 36 961 50 054 10 887 82 288 -2 990 14 334 8304 61 898 46 586 32 296 46 753 69 621 11 769 102 550 -633 16 977 8303 34 108 28 837 25 548 73 066 77 952 15 610 97 592 5 908 17 619 8298 54 436 44 515 30 058 44 589 66 349 15 425 89 733 6 674 22 848

77

Fig.4.1 - Numero vacche per Unit Lavorativa.(aziende in ordine crescente di redditivit)


18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 8321 1996 1997

8305

8301

8306

8300

8303

8297

8302

8298

Fig.4.2 - Capitali per unit lavorativa. (valori in migliaia di lire, aziende in ordine crescente di redditivit)
2.500.000 2.000.000 1.500.000 1.000.000 500.000 0 8321 8305 8301 8306 8300 8303 8297 8302 8298 8304 8304 1996 1997

Fig.4.3 - Produttivit delle vacche (aziende in ordine crescente di redditivit)


90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 8321 1996 1997

8305

8301

8306

8300

8303

8297

8302

78

8298

8304

Fig.4.4 - Numerosit delle Vacche (aziende in ordine crescente di redditivit)


200 150 100 50 0 8321 8305 8301 8306 8300 8303 8297 8302 8298 8304 8,00% 1996 1997 10.000 5.000 0 MEDIA 8321 8305 8301 8306 8300 8303 8297 8302 8298 8304 1996 1997

Fig.4.5 - Remunerazione oraria netta del lavoro e redditivit del capitale investito
18.000 15.000 12.000 397 9.000 6.000 21 5 1 3.000 0 0,00% 6 0 98 2 4

-20,00%

-16,00%

-12,00%

-8,00%

-4,00%

4,00%

Fig.4.6 - Remunerazione oraria del lavoro (aziende in ordine crescente di redditivit).


25.000 20.000 15.000

79

Fig.4.7 - Primo costo di produzione (soli costi monetari, aziende in ordine crescente di redditivit)
100.000 90.000 80.000 70.000 60.000 50.000 40.000 30.000 20.000 10.000 0 MEDIA 8321 8305 8301 8306 8300 8303 8297 8302 8298 8304

1996 1997

Fig.4.8 - Costo di produzione 1 (costi monetari e calcolati, escluso lavoro familiare, aziende in ordine crescente di redditivit)
140.000 120.000 100.000 80.000 60.000 40.000 20.000 0 MEDIA 8321 8305 8301 8306 8300 8303 8297 8302 8298 8304

1996 1997

Fig.4.9 - Costo di produzione 2 o costo totale (aziende in ordine crescente di redditivit)


180.000 160.000 140.000 120.000 100.000 80.000 60.000 40.000 20.000 0 MEDIA 8321 8305 8301 8306 8300 8303 8297 8302 8298 8304 1996 1997

80

4.2. La cooperativa Latte Maremma

La cooperativa Latte Maremma riuscita in questi anni a consentire ai soci una produzione in lenta ma costante crescita (passando dai 181.000 ql del 1992 ai 191.000 del 1997), a garantirne la commercializzazione, nonostante lo sfavorevole andamento dei prezzi alla produzione dei recenti anni e l'accresciuta competizione da parte delle grandi aziende del settore nella distribuzione. Il valore dei ricavi netti ha cos realizzato un miglioramento del 33% nel quadriennio esaminato, migliorando il valore del conferimento dei soci (+18%), ad un prezzo medio aumentato dell'11% nel sessennio (da 68.542 a 76.406 lire il ql); la cooperativa ha garantito negli anni esaminati un prezzo di liquidazione sempre superiore al corrispondente prezzo regionale, anche se in flessione rispetto al 1995 in linea con l'andamento generale del prezzo del latte, con un valore di liquidazione. Il capitale investito analogamente cresciuto dai 10.7 miliardi del 1992 ai 15.6 miliardi del 1997 con un incremento del 45%. Gli investimenti realizzati hanno riguardato principalmente il rinnovo degli impianti, la rete commerciale e infine le scorte. Il finanziamento avvenuto in gran parte utilizzando la liquidit e i fornitori; mentre il maggior indebitamento verso le banche ha consentito di ridurre l'esposizione verso i soci la cui partecipazione al finanziamento della cooperativa si ridotto di 1,8 miliardi nel quadriennio, riducendone il peso dal 41% al 25% del capitale investito. Il patrimonio netto ha realizzato un sensibile incremento in seguito ad un contributo pubblico per oltre 900 milioni nel 1997, ma resta limitato al 10% del capitale investito. Questa situazione rivela una certa difficolt nel rapporto con i soci che reclamano migliori e pi concorrenziali modalit di pagamento, in un ottica di breve periodo, senza rendersi conto che la maggiore esposizione verso il sistema creditizio della cooperativa concorrer attraverso il maggior peso degli oneri finanziari a ridurre il valore di liquidazione dei conferimenti. La situazione finanziaria risulta complessivamente buona con un ricorso al credito bancario per il 10% dei ricavi ed una bassa incidenza degli oneri finanziari (1,1%); potrebbe comunque essere migliorata nella durata del debito bancario interamente a breve per 3.750 milioni che potrebbe essere riconvertito a lungo termine, approfittando delle opportunit dell'euro con mutui a tasso fisso, migliorando sensibilmente la liquidit.

81

In alternativa sarebbe opportuno un analogo intervento sul prestito dei soci magari ricorrendo alle opportunit offerte alle cooperative dalla L.59/91 ed attualmente rese interessanti per i soci dagli attuali rendimenti del risparmio.
Fig.4.10 - Latte Maremma, Conferimento di latte dei soci, quintali
195.000

190.000

185.000

180.000

175.000 1992

1993

1994

1995

1996

1997

Fig.4.11 - Latte Maremma, Valore unitario del Conferimento di latte dei soci, lire al quintale.
85.000

80.000

75.000

70.000

65.000 1992 1993 1994 1995 1996 1997

L'incremento del valore delle vendite realizzato soprattutto grazie al successo del latte qualit che registra un incremento del 49% nel triennio 94-97, e del latte pastorizzato (+13%), molto interessante seppure su modeste quantit il successo commerciale nelle mozzarelle (+31%) e nei formaggi freschi (+105%), che sebbene non prodotti dallo stabilimento contribuiscono ad accrescere il valore aggiunto aziendale; in forte diminuzione il latte a lunga conservazione (-31%) che subisce una sensibile riduzione del prezzo medio di vendita (-32%) e lo Yogurt.

82

La commercializzazione dei prodotti della cooperativa avviene prevalentemente attraverso la propria rete commerciale e rivolta verso dettaglianti e grande distribuzione esigua la quota realizzata tramite grossisti. I dettaglianti, che assorbono il 42% del venduto, in diminuzione rispetto al 47% del 1994, dimostrano una quota sensibilmente sovrappesata sulla ricotta (71%), sullo yogurt (69%) e sul latte di qualit (55%), e, al contrario ridotta per burro (29%) e formaggi freschi (35%). L'apprezzamento dei dettaglianti ha premiato soprattutto il latte di qualit (+95%), i formaggi freschi (+212%) e la mozzarella (+63%); in forte contrazione il latte a lunga conservazione (41%), in diminuzione lo yogurt ed il latte pastorizzato (-6%). La grande distribuzione con una quota cresciuta dal 39% del 1994 al 41% del 1997, ed un incremento del 14% delle vendite, privilegia il burro, la mozzarella ed i formaggi freschi con quote del 50-55%, mentre sembra apprezzare meno il latte qualit con una quota limitata al 32% ed un trend di crescita limitato al 4%, modeste le quote di yogurt e mozzarella; la dinamica degli acquisti premia la ricotta (+392%), i formaggi freschi (+59%), ed il latte pastorizzato (+25%), fortemente penalizzati lo yogurt (-50%) ed il latte a lunga conservazione (-25%). Le associazioni dei dettaglianti risultano in forte crescita con un incremento delle vendite del 57% ed una quota passata in pochi anni dal 9 al 13%. Risultano interessati prevalentemente al latte al burro ed alla ricotta, ma diversamente dalla grande distribuzione dimostra un maggior interesse per il latte fresco di qualit (+49%); i prodotti in maggior crescita risultano ancora i formaggi freschi e le mozzarelle, e il latte pastorizzato con un incremento del 70%. I grossisti infine assicurano appena il 4% delle vendite con un rallentamento netto degli acquisti del 9%; rappresentano un canale limitato di vendita con l'esclusione della panna fresca (16% della produzione). L'analisi della rete commerciale della cooperativa dimostra una grande diversificazione che consente una buona collocazione dei prodotti, che presentano con trend commerciali diversificati per canali distributivi, cosicch alle minori vendite di latte pastorizzato sul dettaglio tradizionale si oppone una crescita verso la grande distribuzione e i dettaglianti organizzati.

83

Tab.4.8 - Commercializzazione dei prodotti della Cooperativa Latte Maremma


Variazioni percentuali del valore delle vendite anno 1997 (1994 =100) Latte qualit Latte pastorizzato Latte lunga conservazione Yogurt Burro Panna Mozzarella Ricotta Altri freschi Commercializzazione 1994 Percentuale delle vendite per canale distributivo Latte qualit Latte pastorizzato Latte lunga conservazione Yogurt Burro Panna Mozzarella Ricotta Altri freschi Totale Commercializzazione 1997 Percentuale delle vendite per canale distributivo Latte qualit Latte pastorizzato Latte lunga conservazione Yogurt Burro Panna Mozzarella Ricotta Altri freschi Totale Variazioni percentuali 1996/97 Per prodotto e canale distributivo Latte qualit Latte pastorizzato Latte lunga conservazione Yogurt Burro Panna Mozzarella Ricotta Altri freschi Totale quintali 138.4 95.5 101.5 76.2 100.6 94.9 126.6 87.0 164.7 Comm. ingrosso 2% 5% 4% 3% 4% 16% 1% 2% 1% 5% Comm. ingrosso 3% 4% 3% 3% 3% 16% 2% 6% 2% 4% Totale 49% 13% -31% -26% 14% 8% 31% -2% 105% 9% valore 149.2 113.1 69.1 73.9 113.6 108.5 131.3 98.5 204.8 Grande distrib. 46% 37% 32% 28% 54% 32% 62% 2% 71% 39% Grande distrib. 32% 41% 37% 19% 54% 33% 51% 8% 55% 41% Comm. ingrosso 124% -10% -48% -26% -15% 8% 163% 195% 310% -6% prezzo 107.8 118.5 68.1 96.9 112.9 114.3 103.7 113.2 124.4 Assoc. dettagl. 10% 10% 7% 8% 11% 5% 4% 29% 5% 9% Assoc. dettagl. 10% 15% 11% 9% 14% 7% 6% 15% 8% 13% Grande distrib. 4% 25% -20% -50% 14% 12% 8% 392% 59% 14% Dettaglio 42% 48% 57% 61% 31% 47% 33% 67% 23% 47% Dettaglio 55% 40% 49% 69% 29% 44% 41% 71% 35% 42% Assoc. dettagl. 49% 70% 9% -17% 45% 52% 97% -49% 228% 57% Dettaglio 95% -6% -41% -16% 6% 2% 63% 4% 212% -3%

84

Tab.4.9 - Latte Maremma s.c.r.l.. Bilancio riclassificato (lire milioni). Attivo patrimoniale
ATTIVO RICLASSIFICATO IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI NETTE In esercizio In corso Fondi ammortamento Immobilizzazioni lorde IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE Partecipazioni Titoli Crediti commerciali altri crediti IMMOBILIZZAZIONI NETTE RIMANENZE Materie prime, sussidiarie e di consumo Prod. in c. lav., semilav., finiti e merci Acconti CREDITI A BREVE Commerciali Altri crediti ATTIVITA' FIN CHE NON COST. IMMOBIL. RATEI E RISCONTI DISPONIBILITA' LIQUIDE Depositi bancari e postali Assegni, denaro e valori in cassa ATTIVO CORRENTE ATTIVO 1992 16 1985 1985 0.1% 18.4% 18.4% 1993 0 2132 2132 0.0% 18.5% 18.5% 1994 0 2743 2743 0.0% 23.0% 23.0% 1995 0 3538 3538 0.0% 24.9% 24.9% 1996 0 3508 3508 0.0% 23.4% 23.4% 1997 0 3424 3424 0.0% 21.9% 21.9%

4097 6082 0

38.0% 56.5% 0.0%

4491 6623 0

38.9% 57.3% 0.0%

4987 7730 0

41.7% 64.7% 0.0%

5603 9141 30

39.5% 64.4% 0.2%

6235 9743 33

41.6% 65.1% 0.2%

6886 10310 15

44.1% 66.1% 0.1%

30 30 2001 438 438 18.6% 4.1% 4.1% 2132 493 107 386 18.5% 4.3% 0.9% 3.3% 2743 567 177 390 23.0% 4.7% 1.5% 3.3% 3568 681 223 458

0.2% 0.2% 25.1% 4.8% 1.6% 3.2% 3541 572 199 373 23.7% 3.8% 1.3% 2.5% 3439 688 255 433 22.0% 4.4% 1.6% 2.8%

5841 4650 1191 0

54.2% 43.2% 11.1%

6939 5971 968 0

60.1% 51.7% 8.4%

8057 6460 1597 0

67.4% 54.1% 13.4%

8906 7125 1781 0

62.7% 50.2% 12.5%

9475 6985 2490 0

63.3% 46.7% 16.6%

10505 7912 2593 0

67.3% 50.7% 16.6%

123 2366 2356 10 8768 10769

1.1% 22.0% 21.9% 0.1% 81.4% 100.0%

315 1675 1675 0 9422 11554

2.7% 14.5% 14.5% 0.0% 81.5% 100.0%

236 348 348 0 9208 11951

2.0% 2.9% 2.9% 0.0% 77.0% 100.0%

197 844 746 98 10628 14196

1.4% 5.9% 5.3% 0.7% 74.9% 100.0%

75 1308 1308 0 11430 14971

0.5% 8.7% 8.7% 0.0% 76.3% 100.0%

56 916 916 0 12165 15604

0.4% 5.9% 5.9% 0.0% 78.0% 100.0%

85

Tab.4.10 - Latte Maremma s.c.r.l.. Bilancio riclassificato (lire milioni). Passivo patrimoniale
PASSIVO RICLASSIFICATO CAPITALE SOCIALE VERSATO capitale sociale sottoscritto RISERVE Riserve da rivalutazione Riserve da contributi E.E.P.P. Altre riserve -Azioni proprie in portafoglio UTILI O PERDITE ESERCIZI PRECEDENTI UTILI O PERDITE DI ESERCIZIO PATRIMONIO NETTO Fondi per rischi e oneri T.F.R. di lavoro subordinato FONDI ACCANTONATI DEBITI CONSOLIDATI Debiti finanziari debiti verso banche debiti verso soci altri debiti finanziari Debiti diversi Debiti commerciali PASSIVITA' CONSOLIDATE TOTALE CAPITALI PERMANENTI Debiti finanziari debiti verso banche debiti verso soci altri debiti finanziari Debiti diversi Debiti commerciali Ratei e risconti PASSIVO CORRENTE PASSIVO 1992 193 193 321 190 131 1.8% 1.8% 3.0% 1.8% 1.2% 1993 195 195 500 364 136 1.7% 1.7% 4.3% 3.2% 1.2% 1994 195 195 504 364 140 1.6% 1.6% 4.2% 3.0% 1.2% 1995 174 174 507 364 143 1.2% 1.2% 3.6% 2.6% 1.0% 1996 163 163 510 364 146 1.1% 1.1% 3.4% 2.4% 1.0% 1997 161 161 1443 1296 147 1.0% 1.0% 9.2% 8.3% 0.9%

0 0 514 0 144 144 3151 3151 1187 1964

0.0% 0.0% 4.8% 0.0% 1.3% 1.3% 29.3% 29.3% 11.0% 18.2%

0 0 695 61 152 213 2286 2286 1227 1059

0.0% 0.0% 6.0% 0.5% 1.3% 1.8% 19.8% 19.8% 10.6% 9.2%

0 0 699 105 179 284 2248 2248 1093 1155

0.0% 0.0% 5.8% 0.9% 1.5% 2.4% 18.8% 18.8% 9.1% 9.7%

0 0 681 176 178 354 1821 1821 796 877 148

0.0% 0.0% 4.8% 1.2% 1.3% 2.5% 12.8% 12.8% 5.6% 6.2% 1.0%

0 0 673 235 161 396 1564 1564 798 766

0.0% 0.0% 4.5% 1.6% 1.1% 2.6% 10.4% 10.4% 0.0% 5.3% 5.1%

0 0 1604 196 174 370 1347 1347 776 571

0.0% 0.0% 10.3% 1.3% 1.1% 2.4% 8.6% 8.6% 0.0% 5.0% 3.7%

3295 3809 6012 2519 3493 0 584 235 128 6959 10768

30.6% 35.4% 55.8% 23.4% 32.4% 0.0% 5.4% 2.2% 1.2% 64.6% 100.0%

2499 3194 5093 2550 2543 0 556 2520 188 8357 11551

21.6% 27.7% 44.1% 22.1% 22.0% 0.0% 4.8% 21.8% 1.6% 72.3% 100.0%

2532 3231 5656 2950 2706 0 784 2270 9 8719 11950

21.2% 27.0% 47.3% 24.7% 22.6% 0.0% 6.6% 19.0% 0.1% 73.0% 100.0%

2175 2856 7496 4671 2825 0 784 3056 4 11340 14196

15.3% 20.1% 52.8% 32.9% 19.9% 0.0% 5.5% 21.5% 0.0% 79.9% 100.0%

1960 2633 7545 4701 2844 1172 3610 11 12338 14971

13.1% 17.6% 50.4% 31.4% 19.0% 0.0% 7.8% 24.1% 0.1% 82.4% 100.0%

1717 3321 6876 3750 3126 1140 4246 21 12283 15604

11.0% 21.3% 44.1% 24.0% 20.0% 0.0% 7.3% 27.2% 0.1% 78.7% 100.0%

86

Tab.4.11 - Latte Maremma s.c.r.l.. Bilancio riclassificato (lire milioni). Conto economico
CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO RICAVI NETTI +/- VAR. DELLE RIMAN. SEMIL. E PRODOTTI +INCREMENTI IMMOB. MATERIALI PER LAV. + CONTRIBUTI IN CONTO ESERCIZIO VALORE DELLA PRODUZIONE - ACQUISTI NETTI +/- VAR. DELLE RIMAN. MATERIE PRIME - COSTI PER SERVIZI E GODIM. BENI DI TERZI VALORE AGGIUNTO OPERATIVO - COSTO DEL LAVORO MARGINE OPERATIVO LORDO - AMMORTAMENTO IMMOB. MATERIALI - SVALUTAZIONE CIRCOLANTE - ACCANT. OPERATIVI PER RISCHI E ONERI MARGINE OPERATIVO NETTO +/- SALDO RICAVI E ONERI DIVERSI - AMMORTAMENTO IMMOB. IMMATERIALI UTILE CORRENTE ANTE GESTIONE FINANZIARIA + PROVENTI FINANZIARI - INTERESSI E ALTRI ONERI FINANZIARI UTILE CORRENTE +/- PLUS/MINUSVALENZE +/- RIVALUTAZIONI/SVALUTAZIONI +/- SALDO PROVENTI/ONERI STRAORDINARI RISULTATO ANTE IMPOSTE - IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO RISULTATO DELL'ESERCIZIO - VALORE DEL CONFERIMENTO DEI SOCI UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO 1992 27380 25 100.0% 0.1% 0.0% 0.0% 100.1% 24.3% 0.0% 15.4% 60.4% 5.4% 55.0% 1.6% 0.3% 0.0% 53.1% -6.3% 0.1% 46.7% 1993 31219 -52 100.0% -0.2% 0.0% 0.0% 99.8% 26.5% -0.3% 12.2% 61.5% 5.1% 56.5% 1.3% 0.0% 0.4% 54.8% -9.5% 0.1% 45.3% 1994 31916 5 100.0% 0.0% 0.0% 0.0% 100.0% 22.4% -0.2% 12.1% 65.7% 5.4% 60.3% 1.7% 0.0% 0.4% 58.3% -9.9% 0.0% 48.4% 1995 33311 100.0% 0.0% 0.0% 0.0% 100.0% 21.3% -0.3% 17.8% 61.2% 5.6% 55.6% 2.0% 0.0% 0.5% 53.2% -5.1% 0.0% 48.1% 1996 35658 100.0% 0.0% 0.0% 0.0% 100.0% 24.7% 0.3% 18.5% 56.5% 5.8% 50.7% 1.9% 0.0% 0.2% 48.5% -5.3% 0.0% 43.2% 1997 36351 100.0% 0.0% 0.0% 0.0% 100.0% 27.5% -0.3% 17.4% 55.5% 5.9% 49.6% 1.8% 0.0% 0.1% 47.7% -6.2% 0.0% 41.4%

27405 6647 0 4224 16534 1479 15055 443 81 1 14530 -1723 18 12789

31167 8264 -107 3799 19211 1586 17625 394 0 119 17112 -2954 18 14140

31921 7149 -70 3863 20979 1724 19255 528

33311 7097 -114 5940 20388 1866 18522 660

35658 8815 109 6586 20148 2075 18073 683

36351 9982 -116 6311 20174 2130 18044 671

129 18598 -3161 0 15437

155 17707 -1684 0 16023

85 17305 -1892

40 17333 -2266

15413

15067

24 422 12391 -1 0 24 12414 16 12398 12398 0

0.1% 1.5% 45.3% 0.0% 0.0% 0.1% 45.3% 0.1% 45.3% 45.3% 0.0%

22 496 13666

0.1% 1.6% 43.8% 0.0% 0.0% 0.0%

13 503 14947

0.0% 1.6% 46.8% 0.0% 0.0% 0.0%

12 508 15527

0.0% 1.5% 46.6% 0.0% 0.0% 0.0%

24 651 14786

0.1% 1.8% 41.5% 0.0% 0.0% 0.0%

12 414 14665

0.0% 1.1% 40.3% 0.0% 0.0% 0.0%

13666

43.8% 0.0%

14947

46.8% 0.0%

15527

46.6% 0.0%

14786

41.5% 0.0%

14665

40.3% 0.0%

13666 13666 0

43.8% 43.8% 0.0%

14947 14947 0

46.8% 46.8% 0.0%

15527 15527 0

46.6% 46.6% 0.0%

14786 14786 0

41.5% 41.5% 0.0%

14665 14665 0

40.3% 40.3% 0.0%

87

Tab.4.12 - Latte Maremma s.c.r.l.. Bilancio riclassificato (lire milioni). Dati riepilogativi ed indici.
1992 1993 1994 1995 1996 1997 DATI SIGNIFICATIVI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE, FINANZIARIA ED ECONOMICA PATRIMONIO NETTO 514 695 699 IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI LORDE 6082 6623 7730 FONDI AMMORTAMENTO 4097 4491 4987 CAPITALE CIRCOLANTE NETTO 1809 1065 489 MARGINE DI STRUTTURA -1471 -1437 -2044 MARGINE DI TESORERIA 1371 572 -78 FATTURATO 27380 31219 31916 RICAVI LORDI 27380 31219 31916 RISULTATO DI ESERCIZIO 0 0 0 UTILE CORRENTE 12391 13666 14947 CASH FLOW 461 412 528 INTERESSI E ALTRI ONERI FINANZIARI / 1.5% 1.6% 1.6% FATTURATO INDICI DI BILANCIO REDDITIVITA' R.O.E. R.O.I. LEVERAGE RISULTATO D'ESERCIZIO / MARGINE OPERATIVO NETTO R.O.S. TURNOVER DI DISTRIBUZIONE COOPERATIVA LEVERAGE SOCIALE LIQUIDITA' LIQUIDITA' IMMEDIATA LIQUIDITA' CORRENTE GIORNI DI CREDITO AI CLIENTI GIORNI DI CREDITO DAI FORNITORI GIORNI DI SCORTA MEDIA GIORNI DI CREDITO SULLE VENDITE STRUTTURA FINANZIARIA DEB. FIN. BREVE BANCARI/RICAVI NETTI % ONERI FINANZ. NETTI / MARGINE OPER. LORDO TOT. CAPITALI PERMANENTI / IMMOBILIZZAZIONI PATRIMONIO NETTO / IMMOBILIZZ. MATERIALI NETTE INDEBITAMENTO BANCARIO A BREVE / RICAVI LORDI

681 9141 5603 -712 -2857 -1393 33311 33311 0 15527 660 1.5%

673 9743 6235 -908 -2835 -1480 35658 35658 0 14786 683 1.8%

1604 10310 6886 -118 -1820 -806 36351 36351 0 14665 671 1.1%

0.0% 134.9% 21.0 0.0 53.1% 2.54 100.1% 1.8

0.0% 148.1% 16.6 0.0 54.8% 2.70 100.0% 2.7

0.0% 155.6% 17.1 0.0 58.3% 2.67 100.0% 2.6

0.0% 124.7% 20.8 0.0 53.2% 2.35 100.0% 3.2

0.0% 115.6% 22.2 0.0 48.5% 2.38 100.0% 3.5

0.0% 111.1% 9.7 0.0 47.7% 2.33 100.0% 2.8

119.7% 126.0% 61.1 7.8 5.8 61.1

106.8% 112.7% 68.9 75.2 5.7 68.9

99.1% 105.6% 72.9 74.2 6.4 72.9

87.7% 93.7% 77.0 84.4 7.4 77.0

88.0% 92.6% 70.5 84.4 5.8 70.5

93.4% 99.0% 78.4 93.8 6.8 78.4

9.2% 2.6% 190.4% 0.26 9.2%

8.2% 2.7% 149.8% 0.33 8.2%

9.2% 2.5% 117.8% 0.25 9.2%

14.0% 2.7% 80.0% 0.19 14.0%

13.2% 3.5% 74.4% 0.19 13.2%

10.3% 2.2% 96.6% 0.47 10.3%

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Tab.4.13 - Latte Maremma s.c.r.l. Bilancio riclassificato. Conto economico per quintale di latte conferito
CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO LIRE PER QUINTALE DI LATTE RICAVI NETTI +/- VAR. DELLE RIMAN. SEMIL. E PRODOTTI +INCREMENTI IMMOB. MATERIALI PER LAV. + CONTRIBUTI IN CONTO ESERCIZIO VALORE DELLA PRODUZIONE - ACQUISTI NETTI +/- VAR. DELLE RIMAN. MATERIE PRIME - COSTI PER SERVIZI E GODIM. BENI DI TERZI VALORE AGGIUNTO OPERATIVO - COSTO DEL LAVORO MARGINE OPERATIVO LORDO - AMMORTAMENTO IMMOB. MATERIALI - SVALUTAZIONE CIRCOLANTE - ACCANT. OPERATIVI PER RISCHI E ONERI MARGINE OPERATIVO NETTO +/- SALDO RICAVI E ONERI DIVERSI - AMMORTAMENTO IMMOB. IMMATERIALI UTILE CORRENTE ANTE GESTIONE FINANZIARIA + PROVENTI FINANZIARI - INTERESSI E ALTRI ONERI FINANZIARI UTILE CORRENTE +/- PLUS/MINUSVALENZE +/- RIVALUTAZIONI/SVALUTAZIONI +/- SAL4DO PROVENTI/ONERI STRAORDINARI RISULTATO ANTE IMPOSTE - IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO RISULTATO DELL'ESERCIZIO - VALORE DEL CONFERIMENTO DEI SOCI UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO 1992 151 369 138 0 0 151 507 36 748 0 23 352 91 407 8 177 83 231 2 449 448 6 80 328 -9 525 100 70 703 133 2 333 68 503 -6 0 133 68 630 88 68 542 68 542 0 1993 174 231 -290 0 0 173 941 46 121 -597 21 202 107 215 8 851 98 364 2 199 0 664 95 501 -16 486 100 78 914 123 2 768 76 269 0 0 0 76 269 0 76 269 76 269 0 1994 172 750 27 0 0 172 777 38 695 -379 20 909 113 552 9 331 104 221 2 858 0 698 100 665 -17 109 0 83 555 70 2 723 80 903 0 0 0 80 903 0 80 903 80 903 0 1995 177 969 0 0 0 177 969 37 917 -609 31 735 108 926 9 969 98 957 3 526 0 828 94 602 -8 997 0 85 605 64 2 714 82 955 0 0 0 82 955 0 82 955 82 955 0 1996 187 083 0 0 0 187 083 46 249 572 34 554 105 708 10 887 94 822 3 583 0 446 90 792 -9 927 0 80 866 126 3 416 77 576 0 0 0 77 576 0 77 576 77 576 0 1997 189 393 0 0 0 189 393 52 007 -604 32 881 105 109 11 098 94 011 3 496 0 208 90 307 -11 806 0 78 501 63 2 157 76 406 0 0 0 76 406 0 76 406 76 406 0

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4.3. Una visione di insieme

La situazione attuale della filiera del latte bovino fresco molto tesa intorno alla questione delle quote latte, determinate in sede comunitaria, che ingessano il settore e ne condizionano la ristrutturazione produttiva. Le incertezze riguardo alla scadenza del regime delle quote rendono aleatoria ogni valutazione degli imprenditori in merito alla convenienza alla compravendita delle quote ed all'equit del prezzo, non essendo possibile stabilire con sicurezza la durata del diritto relativo e conseguentemente determinarne il valore attuale. Le fluttuazioni della lira verde hanno dapprima sostenuto i prezzi, accresciuto la competitivit del prodotto nazionale, ed i redditi degli allevatori, ma la rivalutazione della lira, nell'ultimo anno, consentir forse il mantenimento degli attuali prezzi medi alla produzione. Il mercato del prodotto finito caratterizzato da una sempre maggiore competitivit che induce ad una concentrazione delle imprese, attraverso acquisizioni, fusioni ed accordi, in un mercato dominato dalla grande industria. e da un'alta concorrenza sul prezzo. Le politiche di qualit, seppure affrontate con coraggio dalle imprese di trattamento e confezionamento, trova dei limiti oggettivi nella comunque bassa caratterizzazione e valorizzazione del prodotto sul mercato al consumo. La caratteristiche fondamentali del settore latte risultano:

l'elevata intensit di capitali, la durata degli investimenti, l'elevata incidenza dei costi fissi, la rigidit della domanda, i ridotti margini, la specializzazione nella produzione lattiera che da sola rappresenta oltre l'80% della PLV, i ridotti margini economici, la scelta e la selezione continua del bestiame, la crescente professionalit richiesta, la continua presenza dell'allevatore in azienda.

e, limitatamente alle aziende agricole:

In questo difficile contesto della produzione lattiera regionale risulta necessario affrontare quegli interventi che possono agevolare la ristrutturazione del settore stabilizzando i livelli produttivi, ed in particolar modo favorire l'acquisto delle quote da parte degli allevatori.

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La realt di integrazione esaminata interessa gran parte del latte vaccino della Toscana centro meridionale, con la provincia di Grosseto che da sola rappresentava, al Censimento del 1991, un terzo delle vacche da latte allevate nella regione. Le dieci aziende esaminate, tutte di tipo familiare, si collocano, senza alcuna pretesa di rappresentativit statistica, nei due gruppi dimensionali definiti dall'ISTAT: dai 20 ai 49 e dai 50 ai 99 capi allevati (123 e 11 aziende rispettivamente in provincia di Grosseto) nelle quali erano allevati nel 1991, il 38% dei capi della provincia di Grosseto, ed il 30% della Toscana. Per confronto nello stesso anno risultavano allevati in imprese di minori dimensioni la met dei capi da latte delle provincia di Grosseto e della Toscana, mentre gli allevamenti maggiori contribuivano per il 12% nella provincia di Grosseto ed il 20% in Toscana. Questa scelta dimensionale si dimostrata interessante poich, come risulta pi dettagliatamente descritto dall'analisi comparata aziendale, ha consentito di individuare la dimensione minima di capi (30-35 vacche), sotto la quale la gestione della produzione del latte risultata economicamente insoddisfacente nelle aziende a conduzione diretta. Al di sopra di queste dimensioni minime l'economicit della gestione si raggiunge a condizione di ottenere una produttivit media delle vacche di almeno 60 ql a capo e per anno per consentire un'adeguata produttivit dei capitali e del lavoro forniti dall'imprenditore. Operando all'interno di aziende sufficientemente omogenee, si posto come risultato dell'efficienza aziendale la remunerazione oraria del lavoro familiare al netto della remunerazione dei capitali (calcolata nel 2% reale per il capitale fondiario, ed il 5% reale per il capitale agrario) e degli ammortamenti, secondo la metodologia adottata per la RICA. La metodologia di valutazione dei beni strumentali adottata dalla RICA si basa sui valori di acquisto o di ricostruzione aggiornati all'anno corrente, differentemente dal metodo contabile tradizionale che opera in base ai valori storici di acquisto. Questa metodologia consente di omogeneizzare:

il criterio di valutazione dei valori dei capitali, la valutazione degli ammortamenti, e della remunerazione del capitale investito, di simulare i risultati di un investimento ai valori attuali, e quindi di fornire un giudizio sulla convenienza all'investimento alle attuali condizioni dei prezzi dei fattori produttivi.

ma soprattutto consente:

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Le valutazioni condotte hanno interessato complessivamente il settore foraggiero zootecnico, considerato come un unico processo produttivo, limitando la valutazione dei foraggi reimpiegati alla sola valutazione delle variazioni delle scorte. L'esiguit del campione (10 aziende) non consiglia di affrontare complesse analisi statistiche, tuttavia si ritiene che l'analisi svolta possa consentire gi alcune interessanti segnalazioni ed applicazioni sulla filiera locale. La possibilit di rilevare facilmente e rapidamente il numero delle vacche e la produzione di latte di ogni singolo produttore, il primo in base ad una rapida indagine all'interno della cooperativa o delle associazioni dei produttori, la seconda attraverso le dichiarazioni di produzione rilevati ai fini delle quote latte, consentirebbe di classificare le aziende in quattro gruppi per i quali si possono prevedere interventi diversificati a costi differenziati. Il primo, costituito dalle aziende che soddisfano entrambe le condizioni e quindi raggiungono una soddisfacente remunerazione dei capitali e del lavoro ai prezzi attuali e con le attuali tecnologie; da queste aziende ci si attenderebbe il mantenimento della produzione ed una tendenza all'acquisizione di quote latte in relazione ai progressi di produttivit. Il secondo, costituito dalle aziende che soddisfano la dimensione minima, ma non la produttivit; queste aziende potrebbero migliorare rapidamente i propri risultati e con un limitato investimento attraverso l'acquisto di bestiame a migliore genealogia ed adeguata produttivit, l'acquisto di quote latte, mantenendo le attuali superfici foraggiere, ricorrendo all'acquisto di cereali e mangimi per integrare le razioni alimentari, ottenendo cos una migliore produttivit degli attuali impianti e del lavoro. Il terzo gruppo sarebbe costituito dagli allevamenti che raggiungono una elevata produttivit ma con una bassa dimensione degli allevamenti; l'adeguamento presenta problematiche pi complesse e differenziate. Se la superficie aziendale risulta adeguata si deve attentamente valutare la convenienza all'ampliamento dell'allevamento, diversamente, ci si pu attendere la prosecuzione dell'attivit, ma non il rinnovo degli impianti o il ricambio generazionale e quindi si ipotizza una progressiva riduzione delle aziende in produzione. Il quarto infine, rappresentando le aziende di insufficiente dimensione e produttivit, ove pi difficili ed onerosi risultano gli interventi strutturali, sar molto probabilmente soggetto ad un accentuato abbandono. Potendo disporre su base territoriale delle informazioni individuali sul numero dei capi in produzione e delle produzioni, riferite, soprattutto agli allevatori che acquisiscono o cedono le quote, si potrebbero ottenere:

una mappatura del territorio con l'evidenziazione dei trend in atto, una previsione delle disponibilit di medio periodo per le aziende di trasformazione,

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una migliore programmazione degli interventi.

La situazione della filiera appare complessivamente fragile a causa della rigidit dei prezzi di mercato del prodotto finale e la concorrenza su questo mercato di grandi gruppi internazionali che operano sul segmento del latte a lunga conservazione offerto tramite la grande distribuzione e che presenta maggior comodit di acquisto e conservazione da parte del consumatore finale. I margini di manovra risultano stretti sia per la cooperativa che per gli agricoltori intorno alla difesa dei livelli produttivi attuali; difficile ipotizzare un'espansione delle produzioni lavorate, pi probabile invece una riduzione delle produzioni in seguito alla cessione delle quote da parte di molti produttori di piccole dimensioni. Ne discende la necessit di affrontare una programmazione degli interventi di ristrutturazione attraverso lo scambio o l'affitto delle quote tra i soci della cooperativa e l'eventuale acquisizione dall'esterno, con l'obiettivo di mantenere stabile la produzione dei soci.

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94

5.

LA FILIERA DEL POMODORO TRASFORMATO Luigi Alfonso Giancani

5.1. Le aziende agricole integrate al consorzio cooperativo Conserve Italia

A partire dal 1997 lINEA. della Toscana ha inserito nella propria Rete dInformazione un gruppo di dieci aziende integrate al gruppo cooperativo CONSERVE ITALIA, al fine di ottenere una serie di informazione sul rapporto di integrazione produttiva, la cui valutazione richiede la disponibilit di dati comparabili nel medio periodo. Il gruppo di aziende non costituisce un vero campione rappresentativo, in quanto la selezione stata effettuata in base alla disponibilit degli agricoltori e non con criteri statistici. Le differenze strutturali e, per alcune, di indirizzo produttivo, non sembrano comunque aver influito sensibilmente sui risultati economici della coltivazione del pomodoro; risultati che viceversa sembrano dipendere prevalentemente da una coerente organizzazione imprenditoriale dei fattori produttivi. Nelle Tabelle e nei Grafici che seguono si possono confrontare i dati delle aziende contabilizzate, sia a livello globale di Bilancio che per la coltivazione del pomodoro. Allo scopo di garantire lanonimato, senza per questo rinunciare alla significativit dei dati pubblicati ai fini delle analisi economiche, le aziende sono state contraddistinte da un codice identificativo, a conoscenza solamente dei diretti interessati, le informazioni non riguardano valori assoluti riscontrabili, ma indici di confronto anonimi; cosicch i bilanci riportati non sono espressi in valori assoluti, ma secondo i seguenti criteri: per la ripartizione colturale: in percentuale sulla superficie agricola utilizzata (tab.5.1); per il bilancio globale:

in percentuale rispetto alla media di gruppo, per consentire l'apprezzamento delle diverse dimensioni aziendali (tab.5.2), ed in percentuale sulla produzione lorda vendibile, per rilevare l'incidenza delle singole voci sul conto economico (tab.5.3),

Lubiano Franchini ha provveduto alla rilevazione dei dati, Patrizio Baldini e Dario Olivieri alla elaborazione degli stessi.

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per il bilancio colturale del pomodoro:


in valori monetari riferiti all'ettaro coltivato, per consentire il confronto tra l'incidenza dei costi tra le varie aziende (tab.5.4), in percentuale rispetto alla media di gruppo, per apprezzarne gli scostamenti (tab.5.5),

in valori monetari riferiti al quintale di pomodoro prodotto (tab.5.6), ed in percentuale sulla produzione lorda totale, per rilevare l'incidenza delle singole voci sul costo di produzione (tab.5.7).

Tutte le aziende risultano a conduzione familiare, con utilizzazione esclusiva dei familiari all'interno dell'azienda; in queste condizioni la valutazione globale dell'efficienza aziendale stata affidata alla remunerazione oraria del lavoro familiare nella produzione del pomodoro al netto della
remunerazione di tutti i fattori produttivi e delle imposte fondiarie.

Il capitale fondiario ed agrario, valutati a prezzi correnti, stato considerato investito ad un tasso medio reale (cio al netto dell'inflazione), rispettivamente del 2% e del 5%, in relazione alla diversa rischiosit dell'investimento (pari cio al 4% ed al 7% con un'inflazione del 2%). L'impiego aziendale di lavoro risultato mediamente di 3.900 ore annue (3.000 delle quali familiari) pari a ca. 2 addetti a tempo indeterminato, con una variabilit compresa tra le 1.363 e le 6.861 ore annue, la remunerazione oraria (al netto della remunerazione del capitale) risultata mediamente di 1.490 L./ora, con una variazione compresa tra -8.895 L./ora e 16.779 L./ora. Tuttavia solo in tre aziende si sono rilevati valori di oltre 12.000 L./ora che possono considerarsi soddisfacenti. Per facilitare una migliore analisi dei risultati aziendali, nelle tabelle e nei grafici che seguono, le aziende sono state ordinate in ordine crescente di efficienza (riferita al pomodoro), da sinistra a destra. L'esame delle informazioni contabili, diversamente da altre nostre rilevazioni, non ha portato, in questo primo anno, alla individuazioni, di un numero ridotto di fattori del successo nella coltivazione del pomodoro. Ne emerso invece un panorama composito che vede le chiavi del successo nella corretta e coerente organizzazione dei fattori produttivi aziendali ed in particolare delle scelte articolate sulla meccanizzazione delle operazioni colturali, della produttivit del lavoro e dei capitali investiti, non solo a livello di singola coltivazione ma del complesso aziendale. E' infatti risultata evidente una forte correlazione tra successo aziendale e successo nella coltivazione del pomodoro (fig.5.1), che si spiega con il fatto che una razionale meccanizzazione, equilibrata nelle scelte tra investimento in macchine aziendali e ricorso a contoterzisti, comporta:

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una diversa ripartizione dei costi fissi e variabili (le macchine in propriet determinano maggiori costi fissi e minori costi variabili); un maggiore capitale investito che deve trovare un'adeguata remunerazione attraverso le produzioni; una diversa produttivit del lavoro, familiare o di terzi.

La produttivit della coltivazione, sia in termini di prodotto che di ricavo, non sembra essere significativa come dimostra il confronto tra le tre aziende migliori (8311, 8314, 8312) e le aziende 8320, 8315 e 8313 (fig.5.2); queste ultime pur raggiungendo risultati produttivi (per quantit e valore) migliori (tab.5.4), a causa dei maggiori costi sostenuti, sia variabili che fissi, ottengono un reddito netto per ettaro ed una remunerazione del lavoro decisamente insufficiente. Il controllo dei costi risulta quindi la chiave del successo, e fra questi occorre ricordare, per la loro elevata incidenza (tab.5.7 e fig.5.5): il costo delle sementi e/o delle piante, il costo delle macchine, il costo del lavoro.

Oltre questi dati, l'analisi contabile non pu spingersi, poich risulta necessario analizzare e confrontare i diversi processi produttivi, che comportano un diverso impiego dei fattori produttivi, e il cui confronto entra in conflitto con la conservazione dell'anonimato dei produttori. A livello aziendale infine si registra un altrettanto scarsa significativit del livello di produzione raggiunta (fig.5.7), mentre si registra (fig.5.8) un modestissimo risultato economico con remunerazione del lavoro e del capitale decisamente insoddisfacenti, che pongono inquietanti interrogativi sullo sviluppo nel medio e lungo periodo dell'attivit produttiva.

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Tab.5.1 - Ripartizione colturale della superficie agricola utilizzata (in percentuale sulla SAU)
AZIENDA SAU ha % SAU IRRIGATA Frumento duro Mais Altri Cereali Barbabietola Girasole Pomodoro Altre Industriali Foraggere Ortive Riposo Vite Da Vino Olive Da Olio TOTALE ALLEVAMENTI (UBA) Bovino Carne Bovino Latte 8.9 40.6 3.8 0.3 2.5 100.0 6.4 3.2 1.2 100.0 2.8 5.7 100.0 13.6 13.5 4.8 16.5 35.6 28.0 21.0 5.7 11.3 28.5 1.9 3.4 2.1 1.9 100.0 0.2 100.0 45.3 11.0 12.2 8316 66.8 29.9 58.7 8320 12.5 56.0 25.6 8317 8.8 45.5 56.8 8319 53 11.3 45.3 8313 57.4 29.6 31.4 MEDIA 38.1 35.4 39.9 0.3 3.3 10.2 4.3 11.6 1.6 20.1 1.0 1.9 4.6 1.3 100.0 1.9 1.1 100.0 0.3 0.3 100.0 60.9 4.9 3.0 6.6 0.2 100.0 6.3 1.6 100.0 4.5 0.1 1.3 45.9 2.4 100.0 4.6 18.8 8315 54.0 74.1 20.0 1.9 9.6 13.3 24.3 16.5 7.0 21.1 36.8 12.1 18.8 8318 32.0 25.0 62.5 8311 56.8 31.3 37.9 8312 19.0 57.9 34.2 8314 20.7 19.3 19.3

Le aziende sono ordinate da sinistra a destra per valori crescenti della remunerazione del lavoro familiare.

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Tab.5.2 - Risultati aziendali complessivi (media gruppo =100)


AZIENDA SAU CAPITALE NETTO INIZIALE di cui fondiario di cui agrario ORE MANODOPERA di cui familiare PRODUZIONE LORDA VENDIBILE SEMENTI E PIANTE FERTILIZZANTI ANTIPARASSITARI E DISERBANTI ALTRI CONSUMI TOTALE CONSUMI EXTRAZIENDALI SERVIZI SPESE VARIE VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI, ONERI SOCIALI, AFFITTI REDDITO OPERATIVO PROVENTI E ONERI DIVERSI REDDITO NETTO (risultato di esercizio) INTERESSI CAPITALE FONDIARIO (2%) INTERESSI CAPITALE AGRARIO (5%) COSTO LAVORO FAMILIARE (12000 L/ORA) (PROFITTO / PERDITA) REMUNERAZIONE CAPITALE NETTO INIZIALE41 REMUNERAZIONE ORARIA NETTA DEL LAVORO FAMILIARE (AZIENDA)42 8316 175 185 198 108 176 100 158 161 187 250 198 192 0 234 145 113 158 255 114 537 32 8317 23 27 30 24 35 39 26 49 30 21 20 30 56 44 20 29 16 22 13 9 13 8320 33 41 30 89 42 54 37 56 43 40 34 43 22 47 35 69 21 55 5 6 5 8319 139 159 164 138 62 70 88 96 70 54 49 67 54 54 104 115 99 73 111 141 105 8315 142 159 164 197 170 208 155 78 48 31 234 124 126 190 170 195 159 76 197 146 207 8313 MEDIA 151 100 117 100 110 100 162 100 118 100 123 100 126 132 171 116 141 142 116 115 121 149 109 132 99 45 109 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 8318 84 64 55 88 80 88 95 192 109 62 67 110 63 93 90 69 99 138 81 56 86 8311 149 142 148 71 121 156 136 113 205 220 146 159 391 112 108 89 115 52 144 25 167 8314 54 54 54 47 135 81 112 51 69 165 60 73 19 53 144 112 157 165 153 0 183 8312 50 53 46 76 62 80 67 71 68 41 52 59 154 58 65 60 67 33 83 33 92

198 108 100 272 -1.32% -10.252

30 24 39 66 -3.46% -1.846

30 89 54 123 -4.32% -6.657

164 138 70 106 0.84% -377

164 197 208 175 0.09% 5.088

110 162 123 149 -0.37% 2.103

100 100 100 100 0.08% 3.813

55 88 88 68 0.03% 5.655

148 71 156 104 0.38% 6.528

54 47 81 -103 7.12% 22.390

46 76 80 38 0.95% 8.146

Tab.5.3 - Risultati aziendali complessivi (produzione lorda vendibile =100)


AZIENDA
41

8316

8317

8320

8319

8315

8313

MEDIA

8318

8311

8314

8312

42

Si determina il reddito dei capitali sottraendo al reddito netto il costo del lavoro familiare valutato al prezzo di L.12.000 l'ora. Il tasso di rendimento del capitale si ottiene dal confronto del reddito dei capitali con il valore del capitale netto stimato all'inizio dell'anno. Si determina sottraendo al reddito netto gli interessi calcolati sul capitale investito (fondiario e di esercizio stimati all'inizio dell'anno) e dividendo per il numero delle ore annue di lavoro familiare.

99

SAU CAPITALE NETTO INIZIALE (media gruppo =100) di cui fondiario di cui agrario ORE MANODOPERA di cui familiare PRODUZIONE LORDA VENDIBILE SEMENTI E PIANTE FERTILIZZANTI ANTIPARASSITARI E DISERBANTI ALTRI CONSUMI TOTALE CONSUMI EXTRAZIENDALI SERVIZI SPESE VARIE VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI, ONERI SOCIALI, AFFITTI REDDITO OPERATIVO PROVENTI E ONERI DIVERSI REDDITO NETTO (risultato di esercizio) INTERESSI CAPITALE FONDIARIO (2%) INTERESSI CAPITALE AGRARIO (5%) COSTO LAVORO FAMILIARE (12000 L/ORA) (PROFITTO / PERDITA)

175 185 198 108 176 100 100 9 8 6 14 37 0 9 54 12 42 21 21 -16 5

23 27 30 24 35 39 100 16 7 3 9 35 9 10 45 20 25 11 14 -2 12

33 41 30 89 42 54 100 13 7 4 10 35 2 8 55 32 23 19 4 -1 3

139 159 164 138 62 70 100 9 5 3 6 23 3 4 70 23 47 11 37 -8 29

142 159 164 197 170 208 100 4 2 1 17 24 3 7 65 22 43 6 37 -4 32

151 117 110 162 118 123 100 9 9 4 13 34 4 5 57 21 36 14 23 -2 21

100 100 100 100 100 100 100 8 6 4 11 30 4 6 59 17 42 13 29 -5 24

84 64 55 88 80 88 100 17 7 3 8 35 3 6 56 13 44 19 25 -3 22

149 142 148 71 121 156 100 7 10 7 12 36 12 5 47 11 36 5 31 -1 30

54 54 54 47 135 81 100 4 4 6 6 20 1 3 77 17 59 19 40 0 40

50 53 46 76 62 80 100 9 6 3 9 27 10 5 58 16 42 6 36 -2 34

14 4 15 -28

13 5 36 -42

9 14 34 -53

21 9 19 -20

12 7 32 -18

10 7 23 -19

11 6 24 -16

6 5 22 -12

12 3 27 -12

5 2 17 15

8 6 29 -9

100

AZIENDA SUPERFICIE HA. PRODUZIONE QL. PRODUZIONE QL./HA. PRODUZIONE LORDA TOTALE SEMENTI ACQUISTATE FERTILIZZANTI LETAME REIMPIEGATO ANTIPARASSITARI DISERBANTI NOLEGGI PASSIVI ASSICURAZIONI ACQUA COMB. ELETTRICITA MANODOPERA TEMPO DETER. IMPIEGO MACCHINE AZIENDALI ALTRE SPESE TOTALE COSTI VARIABILI REDDITO LORDO ONERI SOCIALI DEI FAMILIARI MANODOPERA TEMPO INDET. MACCHINE AZ AMMORT. MACC. AZ. ALTRE AMMORTAMENTO FABBRICATI AFFITTI PASSIVI SPESE GENERALI FOND IMPOSTE TOTALE COSTI FISSI REDDITO NETTO INTERESSI CAP. FOND. PROPRIETA INTERESSI CAPITALE ESERCIZIO TOTALE COSTI FISSI CALCOLATI PRIMO COSTO COSTO TOTALE 1 ORE LAVORO FAMILIARE REMUNERAZIONE ORA LAV. FAM. COSTO LAVORO FAMILIARE COSTO TOTALE 2 VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI, ONERI SOCIALI, AFFITTI REDDITO OPERATIVO PROVENTI E ONERI DIVERSI REDDITO NETTO (risultato di esercizio)

8316 9.0 4396.5 488.5 9 742 1 441 497 512 90

8317 1.9 771.0 416.7 8023 1686 655 376 16 1568 400 432 356 522 6 011 2 012 413 1137 164 349 171 2 234 -222 942 301 1 243 6 595 9 488 187.03 -L. 7 833 2 244 11 732 2 109 1 486 623 845 -222 0 -222

8320 3.5 2170.0 620.0 11317 1768 751 555 3

8319 3.0 1444.3 481.4 9860 1432 449 518 30

8315 2.5 1619.8 647.9 13285 1647 691 840 435 204 264 320 1456 1335 986 8 178 5 107 200 900 278 1384 68 453 3 283 1 824 1212 753 1 965 8 899 13 426 130 -L. 1 085 1 560 14 986 5 832 2 284 3 548 1 724 1 824 0 1 824

8313 6.3 3841.8 609.8 11999 1271 965 143 506 138

MEDIA 4.4 2408.1 548.5 10765.7 1363.6 628.1 98.3 475.2 89 497.1 32 133.8 847.1 879.5 652.9 5 697 5 069 499.1 1428.6 263.9 339.5 224.2 301.5 3 057 2 012 1103.2 655.1 1 758 6 721 10 512 170.419 L. 1 490 2 045 12 557 5 351 1 768 3 583 1 570 2 012 0 2 012

8318 6.0 3040.3 506.7 9249 1647 535 395 16

8311 4.0 2375.4 593.9 11922 406 574 677 91 2844

8314 3.9 2213.6 567.6 10754 1333 782 594 270

8312 4.0 2208.2 552.0 11506 1005 382 184 32 295 300 622 497 3317 8189 406 1465 225 151 246 251 2744 5445 876 819 1695 4 220 7756 224 L. 16 779 2682 10438 7713 1616 6097 652 5445 0 5445

1 937 1 021 621 6 119 3 623 229 1 042 368 134 1 149 2 922 701 1 335 387 1 722 7 497 10 763 115 -L. 8 895 1 377 12 140 4 043 1 176 2 867 2 166 701 0 701

999 777 4 853 6 464 1381 3195 312 299 627 201 6 015 449 986 1450 2 436 7 062 13 304 292.29 -L. 6 798 3 507 16 811 5 951 3 494 2 457 2 008 449 0 449

587 858 532 4 406 5 454 1002 1859 213 257 169 3 500 1 954 2028 663 2 691 5 577 10 597 193.67 -L. 3 805 2 324 12 921 5 659 2 116 3 543 1 589 1 954 0 1 954

1742 938 715 6 418 5 581 550 2125 351 249 18 211 3 504 2 077 1080 872 1 952 7 197 11 874 141.27 L. 885 1 695 13 569 6 761 2 374 4 387 2 310 2 077 0 2 077

255 922 717 635 5 122 4 127 293 914 178 216 1083 68 2 752 1 375 587 506 1 093 6 566 8 967 157.83 L. 1 787 1 894 10 861 4 803 1 130 3 673 2 298 1 375 0 1 375

980 535 6 107 5 815 193 892 365 119 200 313 2 082 3 733 1416 454 1 870 6 813 10 059 141 L. 13 213 1 692 11 751 5 137 1 011 4 126 393 3 733 0 3 733

383 1395 969 709 6 435 4 319 324 757 185 237 29 1 532 2 787 570 346 916 6 788 8 883 122.82 L. 15 234 1 474 10 357 5 500 994 4 506 1 719 2 787 0 2 787

101

AZIENDA SUPERFICIE HA. PRODUZIONE QL. PRODUZIONE QL./HA. PRODUZIONE LORDA TOTALE SEMENTI ACQUISTATE FERTILIZZANTI LETAME REIMPIEGATO ANTIPARASSITARI DISERBANTI NOLEGGI PASSIVI ASSICURAZIONI ACQUA COMB. ELETTRICITA MANODOPERA TEMPO DETER. IMPIEGO MACCHINE AZIENDALI ALTRE SPESE TOTALE COSTI VARIABILI REDDITO LORDO ONERI SOCIALI DEI FAMILIARI MANODOPERA TEMPO INDET. MACCHINE AZ AMMORT. MACC. AZ. ALTRE AMMORTAMENTO FABBRICATI AFFITTI PASSIVI SPESE GENERALI FOND IMPOSTE TOTALE COSTI FISSI REDDITO NETTO INTERESSI CAP. FOND. PROPRIETA INTERESSI CAPITALE ESERCIZIO TOTALE COSTI FISSI CALCOLATI PRIMO COSTO COSTO TOTALE 1 ORE LAVORO FAMILIARE REMUNERAZIONE ORA LAV. FAM. COSTO LAVORO FAMILIARE COSTO TOTALE 2 VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI, ONERI SOCIALI, AFFITTI REDDITO OPERATIVO PROVENTI E ONERI DIVERSI REDDITO NETTO (risultato di esercizio)

8316 204 183 89 90 106 79 0 108 101 0 0 0 229 116 95 107 71 46 73 139 39 0 381 96 35 121 59 98 112 102 67 -597 67 97 76 67 80 138 35 35

8317 42 32 76 75 124 104 0 79 18 315 0 299 51 40 80 106 40 83 80 62 103 0 57 73 -11 85 46 71 98 90 110 -526 110 93 39 84 17 54 -11 -11

8320 79 90 113 105 130 120 0 117 3 0 0 0 0 114 119 85 128 277 224 118 88 280 67 197 22 89 221 139 105 127 172 -456 172 134 111 198 69 128 22 22

8319 68 60 88 92 105 71 0 109 34 0 0 0 69 98 81 77 108 201 130 81 76 0 56 114 97 184 101 153 83 101 114 -255 114 103 106 120 99 101 97 97

8315 57 67 118 123 121 110 855 92 229 53 1000 0 172 152 151 144 101 40 63 105 408 30 150 107 91 110 115 112 132 128 76 -73 76 119 109 129 99 110 91 91

8313 143 160 111 111 93 154 145 106 155 0 0 0 206 107 110 113 110 110 149 133 73 8 70 115 103 98 133 111 107 113 83 59 83 108 126 134 122 147 103 103

MEDIA 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100 100

8318 136 126 92 86 121 85 0 83 18 0 0 191 109 82 97 90 81 59 64 67 64 483 23 90 68 53 77 62 98 85 93 120 93 86 90 64 103 146 68 68

8311 91 99 108 111 30 91 0 142 102 572 0 0 0 111 82 107 115 39 62 138 35 89 104 68 186 128 69 106 101 96 83 886 83 94 96 57 115 25 186 186

8314 89 92 103 100 98 125 0 125 303 0 0 286 165 110 109 113 85 65 53 70 70 0 10 50 138 52 53 52 101 85 72 1022 72 82 103 56 126 109 138 138

8312 91 92 101 107 74 61 0 39 36 59 0 224 0 71 76 58 162 81 103 85 44 110 83 90 271 79 125 96 63 74 131 1126 131 83 144 91 170 42 271 271

102

AZIENDA SUPERFICIE HA. PRODUZIONE QL. PRODUZIONE QL./HA. PRODUZIONE LORDA TOTALE SEMENTI ACQUISTATE FERTILIZZANTI LETAME REIMPIEGATO ANTIPARASSITARI DISERBANTI NOLEGGI PASSIVI ASSICURAZIONI ACQUA COMB. ELETTRICITA MANODOPERA TEMPO DETER. IMPIEGO MACCHINE AZIENDALI ALTRE SPESE TOTALE COSTI VARIABILI REDDITO LORDO ONERI SOCIALI DEI FAMILIARI MANODOPERA TEMPO INDET. MACCHINE AZ AMMORT. MACC. AZ. ALTRE AMMORTAMENTO FABBRICATI AFFITTI PASSIVI SPESE GENERALI FOND IMPOSTE TOTALE COSTI FISSI REDDITO NETTO INTERESSI CAP. FOND. PROPRIETA' INTERESSI CAPITALE ESERCIZIO TOTALE COSTI FISSI CALCOLATI PRIMO COSTO COSTO TOTALE 1 ORE LAVORO FAMILIARE REMUNERAZIONE ORA LAV. FAM. COSTO LAVORO FAMILIARE COSTO TOTALE 2 VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI, ONERI SOCIALI, AFFITTI REDDITO OPERATIVO PROVENTI E ONERI DIVERSI REDDITO NETTO (risultato di esercizio)

8316 9.00 4396.50 488.50 19 943 2 950 1 017 0 1 048 184 0 0 0 3 965 2 090 1 271 12 526 7 417 469 0 2 133 753 274 0 2 352 5 982 1 435 2 733 792 3 525 15 347 22 033 0.23 -8 895 2 820 24 852 8 276 2 407 5 869 4 434 1 435 0 1 435

8317 1.85 770.97 416.74 19 252 4 046 1 572 0 902 38 3 763 0 960 1 037 854 1 253 14 424 4 828 991 0 2 728 394 837 0 410 5 361 -533 2 260 722 2 983 15 825 22 767 0.45 -7 833 5 386 28 153 5 061 3 566 1 495 2 028 -533 0 -533

8320 3.50 2170.00 620.00 18 253 2 852 1 211 0 895 5 0 0 0 0 1 611 1 253 7 827 10 426 2 227 0 5 153 503 482 1 011 324 9 702 724 1 590 2 339 3 929 11 390 21 458 0.47 -6 798 5 657 27 115 9 598 5 635 3 963 3 239 724 0 724

8319 3.00 1444.32 481.44 20 480 2 974 933 0 1 076 62 0 0 0 1 219 1 782 1 105 9 152 11 329 2 081 0 3 861 442 534 0 351 7 270 4 059 4 212 1 377 5 589 11 584 22 011 0.40 -3 805 4 827 26 838 11 754 4 395 7 359 3 301 4 059 0 4 059

8315 2.50 1619.78 647.91 20 504 2 542 1 067 1 296 671 315 407 494 0 2 247 2 060 1 522 12 622 7 882 309 0 1 389 429 2 136 105 699 5 067 2 815 1 871 1 162 3 033 13 735 20 722 0.20 -1 085 2 408 23 130 9 001 3 525 5 476 2 661 2 815 0 2 815

8313 6.30 3841.80 609.81 19 677 2 084 1 582 234 830 226 0 0 0 2 857 1 538 1 172 10 525 9 152 902 0 3 485 576 408 30 346 5 746 3 406 1 771 1 430 3 201 11 802 19 472 0.23 885 2 780 22 252 11 087 3 893 7 194 3 788 3 406 0 3 406

MEDIA 4.41 2415.97 548.46 19 629 2 486 1 145 179 866 162 906 58 244 1 545 1 604 1 190 10 387 9 242 910 0 2 605 481 619 409 550 5 573 3 669 2 011 1 194 3 206 12 255 19 166 0.31 1 490 3 729 22 895 9 756 3 224 6 532 2 863 3 669 0 3 669

8318 6.00 3040.32 506.72 18 253 3 250 1 056 0 780 32 0 0 503 1 820 1 415 1 253 10 108 8 145 578 0 1 804 351 426 2 137 134 5 431 2 714 1 158 999 2 157 12 958 17 696 0.31 1 787 3 738 21 434 9 479 2 230 7 249 4 535 2 714 0 2 714

8311 4.00 2375.40 593.85 20 076 684 967 0 1 140 153 4 789 0 0 0 1 650 901 10 284 9 792 325 0 1 502 615 200 337 527 3 506 6 286 2 384 765 3 149 11 473 16 939 0.24 13 213 2 849 19 788 8 650 1 702 6 948 662 6 286 0 6 286

8314 3.90 2213.60 567.59 18 947 2 349 1 378 0 1 047 476 0 0 675 2 458 1 707 1 249 11 337 7 609 571 0 1 334 326 418 0 51 2 699 4 910 1 004 610 1 614 11 959 15 650 0.22 15 234 2 597 18 247 9 690 1 751 7 939 3 029 4 910 0 4 910

8312 4.00 2208.16 552.04 20 843 1 821 692 0 333 58 534 0 543 0 1 127 900 6 009 14 834 735 0 2 654 408 274 446 455 4 971 9 863 1 587 1 484 3 070 7 644 14 050 0.40 16 779 4 858 18 908 13 972 2 927 11 044 1 181 9 863 0 9 863

103

AZIENDA SUPERFICIE HA. PRODUZIONE QL. PRODUZIONE QL./HA. PRODUZIONE LORDA TOTALE SEMENTI ACQUISTATE FERTILIZZANTI LETAME REIMPIEGATO ANTIPARASSITARI DISERBANTI NOLEGGI PASSIVI ASSICURAZIONI ACQUA COMB. ELETTRICITA MANODOPERA TEMPO DETER. IMPIEGO MACCHINE AZIENDALI ALTRE SPESE TOTALE COSTI VARIABILI REDDITO LORDO ONERI SOCIALI DEI FAMILIARI MANODOPERA TEMPO INDET. MACCHINE AZ AMMORT. MACC. AZ. ALTRE AMMORTAMENTO FABBRICATI AFFITTI PASSIVI SPESE GENERALI FOND IMPOSTE TOTALE COSTI FISSI REDDITO NETTO INTERESSI CAP. FOND. PROPRIETA INTERESSI CAPITALE ESERCIZIO TOTALE COSTI FISSI CALCOLATI PRIMO COSTO COSTO TOTALE 1 ORE LAVORO FAMILIARE REMUNERAZIONE ORA LAV. FAM. COSTO LAVORO FAMILIARE COSTO TOTALE 2 VALORE AGGIUNTO AMMORTAMENTI PRODOTTO NETTO SALARI, ONERI SOCIALI, AFFITTI REDDITO OPERATIVO PROVENTI E ONERI DIVERSI REDDITO NETTO (risultato di esercizio)

8316 204 182 89 100 15 5 0 5 1 0 0 0 20 10 6 63 37 2 0 11 4 1 0 12 30 7 14 4 18 77 110 0 -45 14 125 42 12 29 22 7 0 7

8317 42 32 76 100 21 8 0 5 0 20 0 5 5 4 7 75 25 5 0 14 2 4 0 2 28 -3 12 4 15 82 118 0 -41 28 146 26 19 8 11 -3 0 -3

8320 79 90 113 100 16 7 0 5 0 0 0 0 0 9 7 43 57 12 0 28 3 3 6 2 53 4 9 13 22 62 118 0 -37 31 149 53 31 22 18 4 0 4

8319 68 60 88 100 15 5 0 5 0 0 0 0 6 9 5 45 55 10 0 19 2 3 0 2 35 20 21 7 27 57 107 0 -19 24 131 57 21 36 16 20 0 20

8315 57 67 118 100 12 5 6 3 2 2 2 0 11 10 7 62 38 2 0 7 2 10 1 3 25 14 9 6 15 67 101 0 -5 12 113 44 17 27 13 14 0 14

8313 143 159 111 100 11 8 1 4 1 0 0 0 15 8 6 53 47 5 0 18 3 2 0 2 29 17 9 7 16 60 99 0 4 14 113 56 20 37 19 17 0 17

MEDIA 100 100 100 100 13 6 1 4 1 5 0 1 8 8 6 53 47 5 0 13 2 3 2 3 28 19 10 6 16 62 98 0 8 19 117 50 16 33 15 19 0 19

8318 136 126 92 100 18 6 0 4 0 0 0 3 10 8 7 55 45 3 0 10 2 2 12 1 30 15 6 5 12 71 97 0 10 20 117 52 12 40 25 15 0 15

8311 91 98 108 100 3 5 0 6 1 24 0 0 0 8 4 51 49 2 0 7 3 1 2 3 17 31 12 4 16 57 84 0 66 14 99 43 8 35 3 31 0 31

8314 89 92 103 100 12 7 0 6 3 0 0 4 13 9 7 60 40 3 0 7 2 2 0 0 14 26 5 3 9 63 83 0 80 14 96 51 9 42 16 26 0 26

8312 91 91 101 100 9 3 0 2 0 3 0 3 0 5 4 29 71 4 0 13 2 1 2 2 24 47 8 7 15 37 67 0 81 23 91 67 14 53 6 47 0 47

104

Fig.5.1 - Remunerazione oraria del lavoro familiare nel pomodoro e in azienda43


25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 0 -5.000 -10.000 -15.000 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 LAVORO AZIENDA LAVORO POMODORO

Fig.5.2 - Produzione lorda totale per ettaro


14.000 12.000 10.000 8.000 6.000 4.000 2.000 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

Fig.5.3 - Costo di produzione di un quintale di pomodoro44


30.000 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

43 44

1= 8316, 2=8317, 3=8320, 4=8319, 5=8315, 6=8313, 7=MEDIA, 8=8318, 9=8311, 10=8314,11=8312. 1= 8316, 2=8317, 3=8320, 4=8319, 5=8315, 6=8313, 7=MEDIA, 8=8318, 9=8311, 10=8314,11=8312.

105

Fig.5.4 - Ripartizione del costo di produzione (in percentuale sul valore del prodotto)
160 140 120 100 80 60 40 20 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
COSTI FISSI COSTO LAVORO FAMILIARE COSTI VARIABILI

Fig.5.5 - Costo meccanizzazione, lavoro, sementi e piante (in percentuale sul valore del prodotto)45
160 140 120 100 80 60 40 20 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
SEMENTI E PIANTE MECCANIZZAZIONE LAVORO COSTO TOTALE

Fig.5.6 - Remunerazione oraria del lavoro


Remunerazione oraria del lavoro 20.000 15.000 Pomodoro 10.000 5.000 0 -15.000 -10.000 16 -5.000 20 -5.000 17 -10.000 0 19 13 18 15 5.000 12 11 14

10.000

15.000

20.000

25.000

Azienda

45

1= 8316, 2=8317, 3=8320, 4=8319, 5=8315, 6=8313, 7=MEDIA, 8=8318, 9=8311, 10=8314,11=8312.

106

Fig.5.7 - Produzione lorda vendibile (aziendale) per ettaro (in ordine di remunerazione crescente del lavoro familiare in azienda)46
200 180 160 140 120 100 80 60 40 20 0 1 2 3 PLV/SAU

10

11

Fig.5.8 - Remunerazione del lavoro e del capitale in azienda


24.000 21.000 18.000 15.000 12.000 9.000 6.000 3.000 0 0,00% -3.000 -6.000 -9.000 -12.000

-20,00%

-16,00%

-12,00%

-8,00%

-4,00%

4,00%

8,00%

46

1= 8316, 2=8320, 3=8317, 4=8319, 5=8313, 6=MEDIA, 7=8315, 8=8318, 9=8311, 10=8312,11=8314.

107

5.2. Il rapporto di integrazione Il rapporto di integrazione tra aziende agricole produttrici di pomodoro e lo stabilimento di Albinia ex CONAM si reso ancor pi complesso dopo la fusione per incorporazione del Conam nel consorzio nazionale Conserve Italia, al quale aderiscono le cooperative e le associazioni dei produttori precedentemente associate al Conam. Dal punto di vista formale il rapporto di integrazione non risulta modificato essendo, sia il Conam prima ed il Conserve Italia ora, entrambi consorzi di secondo grado tra cooperative, cosicch viene a mancare un rapporto contrattuale diretto tra agricoltori e stabilimento di trasformazione; anche le strategie industriali non risultano modificate, semmai rese irreversibili. Infatti il Conam operava all'interno del rapporto di integrazione con Conserve Italia, del quale era socio, affidando a quest'ultimo la commercializzazione dei prodotti e quindi anche gli orientamenti produttivi. Risulta invece pi lontana la prospettiva di dare vita ad una autonoma realt regionale con il compito di qualificare, semmai fosse stato possibile un prodotto tipico regionale; una prospettiva perseguita invano nel passato, in controtendenza rispetto all'attuale logica del mercato che vede invece l'affermarsi di grandi concentrazioni industriali a livello europeo, in una concorrenza aperta ai prodotti di paesi extracomunitari distribuiti dalle multinazionali dell'alimentare. Conserve Italia ha preso atto di questa tendenza del mercato, dando vita ad un sistema di imprese di dimensione europea, attraverso anche l'acquisizione di aziende e marchi nel settore dell'ortofrutta trasformata (come nel caso dell'acquisizione della Massalombarda), sia in Italia che all'estero. Risulta quindi particolarmente complessa una analisi di filiera all'interno del sistema di imprese del Conserve Italia a partire dalla produzione di pomodoro realizzata dallo stabilimento di Albinia; queste difficolt possono infatti riassumersi nelle seguenti:

la quota di produzione ripartita da Conserve Italia fra le cooperative e le associazioni dei produttori; i contratti con le aziende agricole risultano diversificati, sia nel prezzo sia nei termini di pagamento; la produzione realizzata dai singoli produttori conferita alle associazioni ed alle cooperative; parte della produzione. eccedente il contratto di produzione, venduta dai produttori singoli sul mercato ad altre aziende di trasformazione;

108

lo stabilimento di Albinia non ha autonomia commerciale; Conserve Italia commercializza la produzione di Albinia attraverso la sua rete internazionale e le societ controllate o collegate operanti sui vari mercati.

Questa notevole e forse eccessiva frammentazione della filiera impedisce un'analisi completa; tuttavia grazie alla collaborazione dei dirigenti del Conserve Italia si sono potute raccogliere interessanti indicazioni circa le produzioni realizzate ad Albinia, il loro peso nell'ambito del pomodoro trasformato all'interno delle produzioni del consorzio e la rete commerciale, canali distributivi in Italia ed all'estero nelle due annate 1994/95 e 1996/97, prima e dopo la fusione con Conserve Italia. Lo stabilimento di Albinia ha risentito positivamente del nuovo assetto attraverso un incremento delle quantit lavorate passate da 27.056 a 42.775 tonnellate con un incremento del 58% e delle giornate di lavoro degli addetti stagionali da 11.100 a 16.115 con un incremento del 45% ed un miglioramento della produttivit del lavoro da 24,4 a 26,5 ql per addetto al giorno. La commercializzazione dei prodotti registra il raddoppio del valore commerciale, trainato dalla produzione di polpe di pomodoro triplicate in quantit e valore; i prezzi medi registrano discreti incrementi (21%) per il concentrato, per le passate (+13%) ed il semiconcentrato (+11%), costanti invece i prezzi del pelato e della polpa. Le vendite sono realizzate sul mercato nazionale per l'80% della produzione, in crescita del 108%; le esportazioni assorbono il 20% con una crescita sempre sostenuta del 78%. La distribuzione dei prodotti sia in Italia che all'estero risulta molto diversificata; in Italia avviene prevalentemente attraverso le associazioni di dettaglianti per il 47%, e la grande distribuzione (27%), mentre la vendita ad altre industrie risulta in gran parte determinata dal semiconcentrato (100% della produzione), e, in misura limitata, dalla polpa (13%); il rapporto con il catering limitato ad una quota del 15% dei pelati. La commercializzazione sui mercati esteri indirizzata per i due terzi verso la Germania, ed un terzo verso gli altri paesi dell'UE, mentre sia in Francia che in Svizzera le esportazioni del pomodoro maremmano si sono pressoch annullate. Si esportano quasi esclusivamente il concentrato (82%) ed i pelati (51%), mentre la polpa (10% nel 1994-95) assorbita tutta dal mercato interno. La fusione con Conserve Italia dopo anni di travagliate vicissitudini economiche del CONAM, pone lo Stabilimento all'interno di un gruppo di rilevanza nazionale e comunitaria; La Conserve Italia, capogruppo, evidenzia un capitale investito di 456 miliardi ed un valore della produzione di 425, ma questi dati non tengono conto delle produzioni realizzate dalle controllate che assumono dimensioni economiche di tutto rilievo, fra queste si evidenziano:

109

la Massalombarda Colombani spa con un fatturato 1996-97 di 315 miliardi la Salfa spa con un fatturato di 97 miliardi la francese Otra S.A. con un fatturato di 384 milioni di franchi francesi la tedesca Warburg GmbH con un fatturato di 75 milioni di marchi l'inglese Mediterranean Growers Ltd, con un fatturato di 13 milioni di sterline

Il fatturato consolidato risultato di 837 miliardi di lire con un cash-flow di 46 miliardi. La situazione patrimoniale della capogruppo Conserve Italia finanziata per il 30% dal patrimonio netto (10,7% di riserve da contributi pubblici e 5,7% di capitale sociale) da finanziamento dei soci per il 10% , dalle banche per il 33%. Elevato invece il livello delle scorte che raggiungono i 120 miliardi di lire pari al 26% del capitale investito per una permanenza di 109 giorni rispetto ai 78 del 1995, che provoca un margine di tesoreria negativo per 53 miliardi.

110

Tab. 5.8 - Commercializzazione dei prodotti dello stabilimento di Albinia del consorzio cooperativo Conserva Italia
Variazioni percentuali delle vendite (1994/95=100) Variazioni percentuali Passata Polpa Pelati Concentrato Semiconcentrato Totale quintali 1996/97 valore prezzo

125.8 300.5 146.5 166.0 208.3

141.9 304.9 147.1 201.2 231.5 201.2

112.9 101.5 100.4 121.2 111.1

Altre Grande Assoc. Catering Estero Altre Ingrosso Grande Francia Germania Altri UE Svizzera Commercializzazione 1994/95 Italia industrie distrib. dettagl. industrie distrib. Percentuale delle vendite per canale distributivo Passata 9% 34% 57% 100% 0% Polpa 15% 25% 60% 60% 40% 37% 63% 90% 10% Pelati 26% 55% 19% 44% 56% 11% 45% 38% 6% 62% 38% Concentrato 36% 64% 14% 86% 6% 59% 31% 4% 14% 86% Semiconcentrato 100% 100% 0% Totale 78% 23% 26% 50% 2% 22% 18% 6% 76% 6% 54% 29% 10% Altre Grande Assoc. Catering Estero Altre Ingrosso Grande Francia Germania Altri UE Svizzera Commercializzazione 1996/97 Italia industrie distrib. dettagl. industrie distrib. Percentuale delle vendite per canale distributivo Passata 8% 37% 55% 60% 40% 100% 99% 1% Polpa 13% 29% 57% 58% 42% 100% 100% 0% Pelati 30% 55% 15% 32% 44% 24% 66% 32% 2% 49% 51% Concentrato 40% 60% 7% 86% 7% 69% 30% 1% 18% 82% Semiconcentrato 100% 100% 0% Totale 80% 24% 27% 47% 1% 20% 12% 77% 11% 0% 67% 32% 2% Variazioni percentuali 1996/97 Per prodotto e canale distributivo Passata Polpa Pelati Concentrato Semiconcentrato Totale Italia Altre Grande Assoc. Catering Estero Altre Ingrosso Grande Francia Germania Altri UE Svizzera industrie distrib. dettagl. industrie distrib. 24% 52% 35% 40% 192% 291% 220% -93% -92% -100% -88% 237% -93% 33% 15% -9% 100% 46% -14% -100% 194% 69% -33% 15% 189% 144% -4% -84% -100% 124% 85% -52% 160% 91% 131% 131% 108% 123% 118% 98% -9% 78% 18% 2158% -74% -100% 119% 92% -72%

111

Tab.5.9 - Conserve Italia s.c.r.l.. Bilancio riclassificato (lire milioni). Attivo patrimoniale.
ATTIVO RICLASSIFICATO IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI NETTE In esercizio In corso Fondi ammortamento Immobilizzazioni lorde IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE Partecipazioni Titoli Crediti commerciali altri crediti IMMOBILIZZAZIONI NETTE RIMANENZE Materie prime, sussidiarie e di consumo Prod. in c. lav., semilav., finiti e merci Acconti CREDITI A BREVE Commerciali Altri crediti ATTIVITA' FIN CHE NON COST. IMMOBIL. RATEI E RISCONTI DISPONIBILITA' LIQUIDE Depositi bancari e postali Assegni, denaro e valori in cassa ATTIVO CORRENTE ATTIVO 1992 119 13099 13098 0.1% 9.4% 9.4% 1993 1183 13056 13056 0.8% 8.9% 8.9% 1994 46273 98153 98153 11.4% 24.3% 24.3% 1995 29552 91581 89357 2224 139514 231095 44222 38666 1566 3990 3990 165355 86310 15770 70540 7.3% 22.5% 21.9% 0.5% 34.3% 56.8% 10.9% 9.5% 0.4% 1.0% 1.0% 40.6% 21.2% 3.9% 17.3% 1996 28935 113363 111326 2037 161346 274709 43049 38811 1493 2745 2745 185347 96937 15233 81704 7.2% 28.1% 27.6% 0.5% 40.0% 68.1% 10.7% 9.6% 0.4% 0.7% 0.7% 45.9% 24.0% 3.8% 20.3% 1997 30358 120649 118228 2421 174501 295150 57649 43180 123 14346 14346 208656 119064 18809 100019 236 112286 59887 52399 1234 6.7% 26.4% 25.9% 0.5% 38.3% 64.7% 12.6% 9.5% 0.0% 3.1% 3.1% 45.7% 26.1% 4.1% 21.9% 0.1% 24.6% 13.1% 11.5% 0.3%

15460 28559 16013 16013

11.1% 20.4% 11.5% 11.5% 0.0% 0.0%

17019 30075 20572 20572

11.6% 20.5% 14.0% 14.0% 0.0% 0.0%

127114 225267 24943 23189 1754

31.4% 55.7% 6.2% 5.7% 0.4% 0.0% 0.0%

29231 4305 4305

20.9% 3.1% 3.1%

34811 2501 2501

23.7% 1.7% 0.0% 1.7%

169369 7654 7654

41.9% 1.9% 0.0% 1.9%

100650 59288 41363 0

72.0% 42.4% 29.6%

103948 59229 44719 0

70.8% 40.3% 30.4%

115705 58562 57153 171

28.6% 14.5% 14.1% 0.0%

150257 68438 81819 189

36.9% 16.8% 20.1% 0.0%

108865 63394 45471 217

27.0% 15.7% 11.3% 0.1%

288 5228 5210 18 110471 139702

0.2% 3.7% 3.7% 0.0% 79.1% 100.0%

585 5054 5043 11 112088 146899

0.4% 3.4% 3.4% 0.0% 76.3% 100.0%

87953 23433 23410 24 234916 404285

21.8% 5.8% 5.8% 0.0% 58.1% 100.0%

2663 2386 2348 38 241805 407160

0.7% 0.6% 0.6% 0.0% 59.4% 100.0%

1366 10669 10618 51 218054 403401

0.3% 2.6% 2.6% 0.0% 54.1% 100.0%

1061 13872 13843 29 247517 456173

0.2% 3.0% 3.0% 0.0% 54.3% 100.0%

112

Tab.5.10 - Conserve Italia s.c.r.l.. Bilancio riclassificato (lire milioni). Passivo patrimoniale.
PASSIVO RICLASSIFICATO CAPITALE SOCIALE VERSATO capitale sociale sottoscritto RISERVE Riserve da rivalutazione Riserve da contributi E.E.P.P. Altre riserve - Azioni proprie in portafoglio UTILI O PERDITE ESERCIZI PRECEDENTI UTILI O PERDITE DI ESERCIZIO PATRIMONIO NETTO Fondi per rischi e oneri TFR di lavoro subordinato FONDI ACCANTONATI DEBITI CONSOLIDATI Debiti finanziari debiti verso banche debiti verso soci altri debiti finanziari Debiti diversi Debiti commerciali PASSIVITA' CONSOLIDATE TOTALE CAPITALI PERMANENTI Debiti finanziari debiti verso banche debiti verso soci altri debiti finanziari Debiti diversi Debiti commerciali Ratei e risconti PASSIVO CORRENTE PASSIVO 1992 7237 7737 20788 134 10031 10623 5.2% 5.5% 14.9% 0.1% 7.2% 7.6% 1993 15099 15099 20718 64 10031 10623 10.3% 10.3% 14.1% 0.0% 6.8% 7.2% 1994 9638 9638 102765 5799 43461 53505 2.4% 2.4% 25.4% 1.4% 10.8% 13.2% 1995 12998 12998 105052 5799 45095 54158 3.2% 3.2% 25.8% 1.4% 11.1% 13.3% 1996 15929 16868 109161 5799 49639 53723 3.9% 4.2% 27.1% 1.4% 12.3% 13.3% 1997 26012 26587 109272 5799 48903 54570 5.7% 5.8% 24.0% 1.3% 10.7% 12.0%

0.0% 0 28025 300 735 1035 8281 8281 8281 0.0% 20.1% 0.2% 0.5% 0.7% 5.9% 5.9% 5.9% 0 35817 1043 1099 2142 9791 9791 9697 94

0.0% 0.0% 24.4% 0.7% 0.7% 1.5% 6.7% 6.7% 6.6% 0.1% 1652 114055 278 6507 6785 71236 71236 39109 11996 20131

0.0% 0.4% 28.2% 0.1% 1.6% 1.7% 17.6% 17.6% 9.7% 3.0% 5.0% 310 118360 1701 5521 7222 70491 70397 61171 9226 94

0.0% 0.1% 29.1% 0.4% 1.4% 1.8% 17.3% 17.3% 15.0% 2.3% 0.0% 113 125203 1157 5714 6871 110966 110872 98085 10051 2736 94

0.0% 0.0% 31.0% 0.3% 1.4% 1.7% 27.5% 27.5% 24.3% 2.5% 0.7% 0.0% 0 135284 1403 5450 6853 131840 126679 91574 21396 13709 5161

0.0% 0.0% 29.7% 0.3% 1.2% 1.5% 28.9% 27.8% 20.1% 4.7% 3.0% 1.1%

9316 37341 44434 20485 23949 0 2694 54640 593 102361 139702

6.7% 26.7% 31.8% 14.7% 17.1% 0.0% 1.9% 39.1% 0.4% 73.3% 100.0%

11933 47750 64311 24484 39827 11407 22540 891 99149 146899

8.1% 32.5% 43.8% 16.7% 27.1% 0.0% 7.8% 15.3% 0.6% 67.5% 100.0%

78021 192076 147194 109972 28704 8518 15426 46308 3281 212209 404285

19.3% 47.5% 36.4% 27.2% 7.1% 2.1% 3.8% 11.5% 0.8% 52.5% 100.0%

77713 196073 134926 104351 26982 3593 16118 58513 1530 211087 407160

19.1% 48.2% 33.1% 25.6% 6.6% 0.9% 4.0% 14.4% 0.4% 51.8% 100.0%

117837 243040 77836 39800 25338 12698 17407 62621 2497 160361 403401

29.2% 60.2% 19.3% 9.9% 6.3% 3.1% 4.3% 15.5% 0.6% 39.8% 100.0%

138693 273977 81198 52613 25463 3122 14974 84394 1630 182196 456173

30.4% 60.1% 17.8% 11.5% 5.6% 0.7% 3.3% 18.5% 0.4% 39.9% 100.0%

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Tab.5.11 - Conserve Italia s.c.r.l.. Bilancio riclassificato (lire milioni). Conto economico.
CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO RICAVI NETTI +/- VAR. DELLE RIMAN. SEMIL. E PRODOTTI +INCREMENTI IMMOB. MATERIALI PER LAV. + CONTRIBUTI IN CONTO ESERCIZIO VALORE DELLA PRODUZIONE - ACQUISTI NETTI +/- VAR. DELLE RIMAN. MATERIE PRIME - COSTI PER SERVIZI E GODIM. BENI DI TERZI VALORE AGGIUNTO OPERATIVO - COSTO DEL LAVORO MARGINE OPERATIVO LORDO - AMMORTAMENTO IMMOB. MATERIALI - SVALUTAZIONE CIRCOLANTE - ACCANT. OPERATIVI PER RISCHI E ONERI MARGINE OPERATIVO NETTO +/- SALDO RICAVI E ONERI DIVERSI - AMMORTAMENTO IMMOB. IMMATERIALI UTILE CORRENTE ANTE GESTIONE FINANZIARIA + PROVENTI FINANZIARI - INTERESSI E ALTRI ONERI FINANZIARI UTILE CORRENTE +/- PLUS/MINUSVALENZE +/- RIVALUTAZIONI/SVALUTAZIONI +/- SALDO PROVENTI/ONERI STRAORDINARI RISULTATO ANTE IMPOSTE - IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO RISULTATO DELL'ESERCIZIO - VALORE DEL CONFERIMENTO DEI SOCI UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO 1992 346859 3712 100.0% 1.1% 0.0% 0.0% 101.1% 3.1% 0.0% 0.0% 97.9% 2.3% 95.6% 0.5% 0.2% 0.6% 94.3% -12.7% 0.0% 81.6% 1993 327569 -1805 100.0% -0.6% 0.0% 0.0% 99.4% 7.1% 0.0% 0.0% 92.4% 2.6% 89.7% 0.5% 0.2% 0.2% 88.8% -11.6% 0.0% 77.2% 1994 322007 5154 100.0% 1.6% 0.0% 0.0% 101.6% 10.9% 0.0% 0.0% 90.7% 2.6% 88.2% 0.4% 0.2% 0.0% 87.5% -12.7% 0.0% 74.8% 10596 400846 190827 547 66346 143126 53211 89915 13791 1763 512 73849 -65 2382 71402 1995 396772 -6522 100.0% -1.6% 0.0% 2.7% 101.0% 48.1% 0.1% 16.7% 36.1% 13.4% 22.7% 3.5% 0.4% 0.1% 18.6% 0.0% 0.6% 18.0% 11839 378086 164700 781 64750 147855 46676 101179 11476 540 119 89044 -1968 1969 85107 1996 356896 9351 100.0% 2.6% 0.0% 3.3% 105.9% 46.1% 0.2% 18.1% 41.4% 13.1% 28.3% 3.2% 0.2% 0.0% 24.9% -0.6% 0.6% 23.8% 1997 391082 18508 152 15757 425499 218517 -3383 71725 138640 52087 86553 14927 480 115 71031 1877 3227 69681 100.0% 4.7% 0.0% 4.0% 108.8% 55.9% -0.9% 18.3% 35.5% 13.3% 22.1% 3.8% 0.1% 0.0% 18.2% 0.5% 0.8% 17.8%

350571 10853

325764 23175

327161 34994

-1 339719 8016 331703 1683 677 2243 327100 -44010 40 283050

-1 302590 8620 293970 1560 735 743 290932 -37979 43 252910

1 292166 8256 283910 1231 714 91 281874 -40995 44 240835

1482 6513 278019 541 1393 279953

0.4% 1.9% 80.2% 0.2% 0.0% 0.4% 80.7% 0.0%

1612 6946 247576 -2251 939 246264 177 246087 246087 0

0.5% 2.1% 75.6% -0.7% 0.0% 0.3% 75.2% 0.1% 75.1% 75.1% 0.0%

2299 7262 235872 -3356 1352 233868 951 232917 231265 1652

0.7% 2.3% 73.3% -1.0% 0.0% 0.4% 72.6% 0.3% 72.3% 71.8% 0.5%

4731 19839 56294 114 -2800 1726 55334

1.2% 5.0% 14.2% 0.0% -0.7% 0.4% 13.9% 0.0%

4671 19620 70158 300 646 71104

1.3% 5.5% 19.7% 0.1% 0.0% 0.2% 19.9% 0.0%

2282 17229 54734 687 1067 56488

0.6% 4.4% 14.0% 0.2% 0.0% 0.3% 14.4% 0.0%

279953 279953 0

80.7% 80.7% 0.0%

55334 55024 310

13.9% 13.9% 0.1%

71104 70991 113

19.9% 19.9% 0.0%

56488 56448 40

14.4% 14.4% 0.0%

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Tab.5.12 - Conserve Italia s.c.r.l.. Bilancio riclassificato (lire milioni). Dati riepilogativi ed indici.
1992 1993 1994 1995 1996 1997

DATI SIGNIFICATIVI DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE, FINANZIARIA ED ECONOMICA 28025 35817 114055 PATRIMONIO NETTO 28559 30075 225267 IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI LORDE 15460 17019 127114 FONDI AMMORTAMENTO 8110 12939 22707 CAPITALE CIRCOLANTE NETTO 14926 22761 15902 MARGINE DI STRUTTURA 3805 10438 15053 MARGINE DI TESORERIA 346859 327569 322007 FATTURATO 346859 327569 322007 RICAVI LORDI 0 0 1652 RISULTATO DI ESERCIZIO 278019 247576 235872 UTILE CORRENTE 1723 1603 2927 CASH FLOW 1.9% 2.1% 2.3% INTERESSI E ALTRI ONERI FINANZIARI / FATTURATO INDICI DI BILANCIO REDDITIVITA' R.O.E. R.O.I. LEVERAGE RISULTATO D'ESERCIZIO / MARGINE OPERATIVO NETTO R.O.S. TURNOVER DI DISTRIBUZIONE COOPERATIVA LEVERAGE SOCIALE LIQUIDITA' LIQUIDITA' IMMEDIATA LIQUIDITA' CORRENTE GIORNI DI CREDITO AI CLIENTI GIORNI DI CREDITO DAI FORNITORI GIORNI DI SCORTA MEDIA GIORNI DI CREDITO SULLE VENDITE STRUTTURA FINANZIARIA DEB. FIN. BREVE BANCARI/RICAVI NETTI % ONERI FINANZ. NETTI / MARGINE OPER. LORDO TOT. CAPITALI PERMANENTI / IMMOBILIZZAZIONI PATRIMONIO NETTO / IMMOBILIZZ. MATERIALI NETTE INDEBITAMENTO BANCARIO A BREVE / RICAVI LORDI

118360 231095 139514 30718 26779 -55592 396772 407368 310 56294 16483 5.0%

125203 274709 161346 57693 11840 -39244 356896 368735 113 70158 13558 5.5%

135284 295150 174501 65321 14635 -53743 391082 406839 40 54734 18194 4.4%

0.0% 234.1% 203.7% 5.0 0.0 82.0% 2.48 100.7% 2.7 103.7% 107.9% 61.5 1812.6 4.5 61.5

0.0% 198.0% 173.3% 4.1 0.0 77.7% 2.23 99.4% 1.9 110.5% 113.1% 65.1 350.2 2.7 65.1

1.4% 69.7% 60.1% 3.5 0.0 75.5% 0.80 98.0% 2.6 107.1% 110.7% 65.5 476.4 8.6 65.5

0.3% 18.1% 18.7% 3.4 0.0 19.2% 0.97 97.7% 2.6 73.7% 114.6% 62.1 81.9 78.3 62.1

0.1% 22.1% 22.3% 3.2 0.0 25.2% 0.88 101.2% 2.5 75.5% 136.0% 63.9 98.3 97.8 63.9

0.0% 15.6% 15.8% 3.4 0.0 18.4% 0.86 103.1% 2.5 70.5% 135.9% 55.1 104.7 109.4 55.1

5.9% 1.5% 127.7% 2.14 5.9%

7.5% 1.8% 137.2% 2.74 7.5%

34.2% 1.7% 113.4% 1.16 34.2%

26.3% 16.8% 118.6% 1.29 25.6%

11.2% 14.8% 131.1% 1.10 10.8%

13.5% 17.3% 131.3% 1.12 12.9%

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APPENDICE METODOLOGICA

Capitale Agrario (KA): viene determinato come semisomma dei valori iniziali e finali delle macchine, scorte e anticipazioni colturali Capitale Fondiario (KF): rappresenta il valore di mercato del fondo, a cancello aperto, a prezzi correnti e viene determinato come semisomma dei valori iniziali e finali. Costo di produzione 1: comprende i costi variabili, fissi, gli interessi calcolati sul capitale fondiario (2%) ed agrario (5%). Costo di produzione 2: dato dal Costo di Produzione 1 pi la stima della remunerazione del lavoro familiare. Margine Lordo: si ottiene detraendo dalla Produzione Lorda della coltura o allevamento le Spese specifiche ed i reimpieghi. Ordinamento Tecnico-Economico (OTE): consente di classificare un'azienda agricola secondo la combinazione di attivit produttive e di raggruppare quelle che sono orientate verso gli stessi tipi di produzione. L'appartenenza di un'azienda ad una certa classificazione di OTE viene determinata sulla base della composizione percentuale dei RLS di ciascuna coltura ed allevamento rispetto alla somma dei RLS di tutte le attivit produttive aziendali. PLV/UL: rappresenta la produttivit complessiva del lavoro impiegato. Produzione Totale (PT): comprende il complesso dei raccolti e delle altre produzioni aziendali od utilit realizzate e le variazioni di inventario delle scorte. Produzione Vendibile (PV): composta dai prodotti suscettibili di vendita ed determinata detraendo dalla Produzione Totale il valore dei prodotti reimpiegati in azienda e quelli derivanti dalla gestione extra-caratteristica (agriturismo, contributi non specifici). Reddito di lavoro totale: si ottiene detraendo dal Reddito Netto la remunerazione dei capitali in propriet (2% capitale fondiario e 5% capitale di esercizio) e sommando i salari ed oneri sociali della manodopera fissa e avventizia. Reddito Lordo (RL): dato dalla differenza tra la Produzione Lorda ed i costi variabili (acquisto di mezzi tecnici, salari degli avventizi, noleggi ed altri servizi utilizzati). Reddito Netto (RN): si calcola sottraendo dal Reddito Lordo i costi fissi dell'azienda (ammortamenti, manutenzione, assicurazione indirette, imposte e tasse, canone di affitto, salari e oneri sociali manodopera fissa). Resa: quantit di prodotto riferita ad ettaro. SAU produttiva: data dalla SAU meno i terreni a riposo. SAU/UL: indica la disponibilit di superficie agricola utilizzata per unit lavorativa e fornisce una misura della intensit del fattore lavoro. Spese Specifiche: comprendono gli oneri sostenuti per l'acquisto di sementi, concimi, mezzi per la difesa, noleggi, acqua di irrigazione, mangimi, foraggi, spese veterinarie. Sono compresi i reimpieghi di sementi e letame, mentre sono escluse le spese per la gestione delle macchine ed i costi della manodopera.

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Superficie Agricola Utilizzata (SAU): corrisponde alla superficie totale dellazienda con esclusione di boschi, incolti, tare aziendali, orti familiari e parchi; sono invece compresi i terreni a riposo e i pioppeti non forestali. Superficie Totale (ST): comprende la SAU, i boschi e le altre superfici. Unit di Bestiame Adulto (UBA): coefficiente comunitario che consente di convertire i capi allevati in UBA, in base alle esigenze nutritive delle varie specie e categorie di bestiame. Ad es.: una vacca da latte = 1 UBA; una pecora = 0,1 UBA. Unit di Dimensione Economica (UDE): rappresenta la dimensione economica dell'azienda ed data dall'ammontare del Reddito Lordo Standard Totale (RLS) dell'azienda; una UDE corrisponde a 1.200 Ecu. Il Reddito Lordo Standard viene calcolato in base a condizioni di produzione e di costi specifici (per ettaro di coltura e capi di bestiame) medie del territorio in cui ricade l'azienda. Unit di Lavoro Totale (ULT): data dalla sommatoria delle seguenti voci: - ore di lavoro di ogni addetto familiare diviso 2.200; se un addetto supera 2.200 comunque pari ad una unit di lavoro; - numero dei salariati e degli impiegati a tempo indeterminato; per definizione ciascuno di tali addetti equivale ad una unit di lavoro; - ore di lavoro prestate dai salariati a tempo determinato diviso 2.200. Valore Aggiunto (VA): si ottiene detraendo dalla Produzione Vendibile le spese specifiche.

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Hanno collaborato alla realizzazione del Rapporto del secondo anno di ricerca:

Patrizio Baldini (INEA) Mario Bonato (INEA) Gianni Franchini (ARSIA) Lubiano e Manuela Franchini (Rilevatori INEA) Luigi Alfonso Giancani (INEA) Dario Olivieri (INEA) Raoul Pinzauti (Regione Toscana) Lucia Tudini (INEA)

Si ringraziano: Rag. Luigi DAgnolo (Cooperativa Castelli del Grevepesa) Dott. Enzo Rossi (Consorzio cooperativo Conserve Italia) Rag. Pier Luigi Sgherri (Cooperativa Latte Maremma) Le aziende agricole associate che hanno partecipato allindagine

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