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Il predominio degli Assiri e la civilt dei Fenici e degli Ebrei Laffermazione degli Assiri Un popolo semitico, gli Assiri,

che gi durante il II millennio si erano imposti nellalto Tigri e verso il 1100 a.C. danno lavvio a una violenta azione di conquista che li porter alla creazione di un vasto Impero assiro, destinato a vivere per cinque secoli. Quando mossero alla conquista dellAsia Minore e della Mesopotamia durante lXI secolo, gli Assiri dimostrarono di aver portato alla perfezione soltanto larte guerresca e la tecnica dello sterminio sistematico, applicato con spietata ferocia in nome del fanatismo religioso che li spingeva a imporre dovunque il culto del loro dio Assur. Inizialmente, per, la loro violenza espansionistica non ebbe successo, perch i popoli dellAsia Minore e della Mesopotamia non vollero accettare la supremazia di una stirpe che eccelleva solo per la violenza. Solo intorno al 900 a.C. essi possono con maggiore efficacia riprendere la conquista. Lo stato assiro raggiunse per la sua massima estensione solo con Sargon II (721705), che distrusse il regno dIsraele, ne deport la popolazione per disperdere ogni eventuale centro di rivolta, e riconferm in modo drastico il predominio assiro su Babilonia. Ma i rapporti degli Assiri con la regione babilonese rimasero incerti. Nel 612 a.C. limpero assiro croller sotto la spinta dei Babilonesi. Il secondo impero babilonese e la decadenza egiziana Sulle rovine dellImpero nasceva cos, sia pure per breve tempo, il secondo Impero babilonese destinato a vivere dal 625 al 539 a.C. LImpero realizz un mezzo secolo di splendore sotto la guida del celebre sovrano Nabucodonosor, che ridiede nuova fama a Babilonia per la magnificenza delle opere pubbliche; egli condusse inoltre unenergica politica estera che lo port ad occupare il regno ebraico di Giuda, la cui capitale Gerusalemme venne distrutta mentre la popolazione era costretta a trasferirsi nella regione babilonese. Questa espansione verso il Mediterraneo riattizz il contrasto con lEgitto, ormai in piena decadenza, e i faraoni dovettero permettere che Babilonia si impadronisse della Palestina e della Siria. Sotto i successori di Nabucodonosor il potere regio si indebol; di questo approfittarono i Persiani i quali, dopo aver sottomesso la popolazione affine dei Medi, nel 539 occuparono Babilonia e la regione mesopotamica, gettando le basi del loro immenso Impero. LEgitto and in decadenza anche per lautonomia dei vari governatori e fu sottomesso da Cambise di Persia nel 525 a.C.

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Civilt fenicia Il Libano e la Palestina erano fin dal III millennio abitati da popoli di stirpe semitica. Furono questi i popoli dei Fenici e degli Ebrei che, pur senza mai raggiungere una potenza politica e militare lontanamente confrontabile con quella degli imperi di cui si finora parlato, seppero edificare, gli uni in campo marinaro e commerciale e gli altri sul terreno dellesperienza religiosa, qualcosa di originale e di duraturo, destinato a influenzare attraverso i tempi gli sviluppi delle civilt mediterranee. I Fenici avevano fondato fiorenti citt i costiere, divenute da tempo importanti scali commerciali e centri attivissimi, come Ugarit, Sidone, Tiro, distribuite lungo la costa e per lo pi fronteggiate da un isolotto dove la popolazione si rifugiava in caso di pericolo. Sostituendosi ai Cretesi, i Fenici di Sidone imposero un autentico monopolio commerciale, prima sul Mediterraneo orientale e poi anche su quello occidentale. Le maggiori citt fenicie, anche sotto le successive dominazioni dei Persiani, di Alessandro Magno e dei Romani, riusciranno costantemente a svolgere un ruolo notevolissimo in campo marittimo e commerciale. Essi non realizzarono mai una vera e propria unit politica e che gli interessi marittimi e commerciali li resero spesso indifferenti e poco sensibili agli eventi politici dellentroterra. Le citt fenicie erano solitamente rette da un re, i cui poteri erano per alquanto limitati dal sacerdote del dio principale della citt e da un consiglio ristretto di anziani, che rappresentavano le famiglie pi cospicue. Pur senza trascurare lagricoltura, essi diedero un forte sviluppo allartigianato e, come si visto, ai commerci; furono grandi produttori ed esportatori di lana, che tinteggiavano con la porpora estratta da una conchiglia, il murex, pescata lungo le coste mediterranee anche lontano dalla loro regione; si occuparono di ceramica e furono abilissimi nella fabbricazione di oggetti di lusso, vetrerie e gioielli. La necessit di trovare materie prime per le loro attivit artigianali e lesigenza di vendere dovunque i loro prodotti , li spinsero a ricercare rotte marittime in ogni direzione. I Fenici affrontarono viaggi avventurosi che li portarono a superare le Colonne dErcole. La pi geniale invenzione fenicia, che contribu a sveltire i rapporti sia commerciali sia culturali tra le genti, fu certamente lalfabeto, elaborato nella sua forma pressoch definitiva tra il 1500 e il 1000 a.C. Mentre gli Egiziani e i popoli mesopotamici si erano basati su dei segni che alludevano alloggetto che si voleva nominare, i Fenici ridussero genialmente lalfabeto alle consonanti che sono relativamente poche e che si limitano a rendere i suoni della voce umana. Pi tardi i Greci aggiunsero le vocali e lalfabeto divenne cos uno strumento che tutti potevano facilmente conoscere e usare, sia per tenere i conti e fare calcoli, sia per scrivere con estrema facilit cronache e simili. La divinit principale era chiamata El, che significa dio, creatore e signore di tutte le cose. Gerarchicamente a lui sottoposto era Baal, il signore, dio delluragano
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e della pioggia. In campo artistico i Fenici non crearono nulla di originale e spesso unirono e sovrapposero malamente motivi di origine egizia a motivi micenei, senza dar vita ad alcuna sintesi nuova. Vicende storiche del popolo ebraico. In Palestina si afferm un altro popolo semitico, quello degli Ebrei, la cui lunga e tormentata vicenda ci abbastanza nota attraverso la narrazione della Bibbia, il testo sacro di questo popolo il quale avverti in modo potente e originale il problema religioso e ispir tutta la sua vicenda storica allidea di una alleanza sacra stabilita con Dio. Da un punto di vista esclusivamente politico, il popolo ebraico, originariamente nomade, occupa solo un piccolo posto di fronte alle grandi vicende che si svolsero tra lEgitto, la Mesopotamia e lAsia Minore, e pertanto le testimonianze storiche dellantichit non ne fanno neanche menzione. Partito dalla Mesopotamia verso il 1900 a.C., esso fin, sotto la guida dei suoi patriarchi, col trasferirsi in Egitto al tempo di Giacobbe, detto anche Israele, verso il 1700 a.C. Dopo quattro secoli, gli Ebrei furono trattati come stranieri e nemici, e dovettero sopportare vere e proprie persecuzioni. Guidati allora da Mos, verso gli inizi del XIII secolo essi fuggirono, raggiunsero il Sinai, e dopo una lunga peregrinazione durante la quale Mos trasmise loro le Tavole della legge divina, tornarono alla terra dei Cananei o di Canaan. Sotto la guida di capi, eletti per le loro elevate qualit morali e religiose, i giudici, le dodici trib di Israele, che ormai avevano abbandonato il nomadismo per darsi allagricoltura, lottarono a lungo contro altri popoli semitici. Attraverso questa lunga lotta, che si protrasse con alterne vicende per un paio di secoli, gli Ebrei maturarono la convinzione che fosse necessario un rafforzamento della loro unit, e pertanto verso il 1020 a.C. fu creato il primo re, Saul, che guid il suo popolo per un ventennio. A lui successe David (1000-961), che diede vita a uno stato fortemente unitario e stabil la capitale a Gerusalemme. Il figlio e successore Salomone (901-922 a.C.) cerc, con un certo successo, di dare allo stato di Israele una struttura organizzativa ispirata ai modelli delle grandi monarchie orientali. Sulla collina di Sion venne in quel periodo innalzato il Tempio. Scopo della fastosa costruzione era quello di fissare un unico centro religioso, per evitare che le dodici trib di Israele allentassero tra loro quei vincoli etici e religiosi che li univano saldamente e che in definitiva erano la loro unica e vera forza nei confronti dei popoli circostanti. Ma alla morte di Salomone, avvenuta nel 922, una profonda crisi ruppe lunit ebraica; le trib stanziate pi a nord dettero vita al Regno di Israele con capitale Samaria, mentre quelle pi a sud crearono il Regno di Giuda con capitale Gerusalemme. Questi motivi interni, facilitarono la rovina del Regno di Israele, che verso la fine del secolo VIII fu conquistato da Sargon. Nabucodonosor fin addirittura col distruggere Gerusalemme, che gli si era ribellata, e col deportare gran parte della popolazione nella regione mesopotamica (cattivit babilonese).
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La schiavit dur solo mezzo secolo, perch, quando i Persiani occuparono Babilonia nel 539, il re Ciro lasci che gli Ebrei tornassero in Palestina e ricostruissero il Tempio di Gerusalemme, sia pure in condizioni di sudditi del re di Persia. Gli Ebrei poterono allora godere di una certa autonomia, ma non tornarono pi allantica indipendenza; successivamente furono integrati nellimpero di Alessandro Magno, finch, nel I secolo a.C., furono definitivamente sottomessi dai Romani, i quali, distrutta Gerusalemme nel 70 d.C., li costrinsero a disperdersi per il mondo (diaspora). Gli Ebrei hanno vissuto una profonda e originale esperienze religiosa, come nessun altro popolo dellantichit. La religione ebraica stato il cemento che ha unito le dodici trib per tanti secoli, stata la forza ideale che ha animato ogni aspetto, anche culturale, della vita ebraica. Loriginalit della religione ebraica sta inizialmente nel fatto che gli Ebrei si distinguono da tutti gli altri popoli per aver adorato un solo Dio (monolatria) e nello stesso tempo nellaver rifiutato tutti gli altri di. Gli Ebrei invece, adorarono una sola divinit e riconobbero lesistenza di un solo Dio (monoteismo), Jawh, col quale Mos concluse lalleanza durante la fuga dallEgitto. Nella concezione ebraica, in questo simile ad altre, Dio garante della giustizia morale e dellordine del creato. Il popolo eletto, per, a differenza di tutti gli altri popoli antichi, non deve riconoscere o peggio ancora adorare altre divinit; in cambio gli Ebrei ritennero dapprima che Jawh proteggesse solo il suo popolo e si dimostrasse crudele, sterminatore e vendicativo con le altre genti. I profeti erano coloro attraverso cui Dio parlava: essi non esitarono a scagliarsi anche contro i sovrani, quando questi dimenticavano di essere i capi del popolo eletto da Dio per lasciarsi guidare solo da ragioni politiche e mondane. In tal modo il profetismo costitu la principale forza morale, lo stimolo religioso permanente che permise agli Ebrei di mantenere immune da commistioni la fede originaria. Fu indubbiamente merito dei profeti se attraverso i tempi il senso del divino presso il popolo di Israele si fece pi elevato, se Dio fu sentito non pi solo come la guida del popolo eletto, ma come forza spirituale, come Padre universale e misericordioso, che non poteva accontentarsi di semplici sacrifici e di atti esteriori di piet, ma esigeva purezza danimo e di intenzioni. Un altro aspetto fortemente originale dellebraismo, sempre presente nellispirazione dei profeti, fu laccentuazione del senso tutto individuale del rapporto tra luomo e Dio; per gli Ebrei Dio era nel cuore di ogni singolo fedele, e ognuno aveva pertanto il dovere di assumersi personalmente la sua responsabilit nel rapporto con gli altri uomini, dato che a lui solo, e non a una casta sacerdotale, spettava ascoltare la parola suggerita dal Signore.