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MAURIZIO CUCCHI

l nonsense, forma celebre di breve componimento poetico, si rivela, a ben vedere, molto meno adatto di quanto si potrebbe supporre a una lettura immediata, a una fruizione superficiale. I nonsense classici sono infatti microracconti del paradosso e dellassurdo, nei quali viene tranquillamente oltrepassato il confine della cosiddetta realt, secondo i criteri liberi di una fantasia che sgorga, spesso, proprio dal suono stesso delle parole, dal loro, anche misterioso, potere di associarsi creando bizzarre catene libere. E, come non bastasse, il nonsense porta insieme leleganza della scrittura colta e la libert totale che molto spesso appartiene allarte del popolo, nella quale come si vede benissimo nei canti popolari anonimi, il filo logico pu spesso essere interrotto senza problemi. Edward Lear era nato il 12 maggio 1812 in un sobborgo di Londra, ventesimo di ventun fratelli della stessa madre e inizi la sua carriera artistica nel campo delle arti figurative, del disegno, di cui diede lezioni anche alla regina Vittoria. Pubblic, rispettivamente nel 1846 e nel 1871, Il libro dei nonsense e poi i Nuovi nonsense, dove ogni testo era accompagnato da un suo disegno caricaturale. In Italia, questo genere cos squisitamente britannico, stato proposto e tradotto da Carlo Izzo (19011979) nel 1970, ed ora presente nei Millenni Einaudi. Unedizione fuori commercio e riservata ai clienti del rateale uscita poco prima delle feste natalizie. Izzo ci introduce benissimo nel mondo dei nonsense e del suo autore. Ci spiega che il genere era in sostanza gi presente avanti lettera, ad esempio in opere di John Skelton e Laurence Sterne. Il nonsense un componimento di cinque versi di ritmo giambico-anapestico, con rime secondo lo schema aabba. Una forma metrica chiamata limerick denominazione che sembra derivata da un coro conviviale di analoga struttura prosodica nel quale figurava il nome della citt irlandese di Limerick. Un genere, quello del nonsense, che ha avuto qualche fortuna nel secondo Novecento anche in Italia, in autori sperimentali come Toti Scialoja e Giulia Niccolai. Edward Lear non fu un personaggio particolarmente fortunato n tanto meno allegro, come spesso capita a chi si assume il compito di divertire gli altri. Era individuo, infatti, sostanzialmente malinconico, affetto da depressioni psichiche che egli definiva con la parola morbosit, e soffriva anche di epilessia. Come non bastasse port con s una forma di bronchite cronica e di asma che rendevano poco adatto a lui il clima inglese. E infatti viaggi molto, e molto fu in Italia, dove, a Sanremo, mor il 29 gennaio

Elegante e popolare la poesia dellassurdo nei libri di nonsense


Il genere letterario che divertiva la Londra vittoriana ritorna nei Millenni

Mani che disegnano, litografia del 1948, dellartista olandese MauritIius Cornelis Escher

1888, a quasi 76 anni, che per quei tempi e per la sua salute non erano pochissimi. Questi nonsense, questi microracconti cos volutamente incongruenti, senza limiti al possibile, dunque, si muovono in prevalenza su alcuni punti fissi. Spesso c un luogo geografico preciso, c un personaggio, che nella gran parte dei casi un vec-

chio (Old Man) o una signorina (Young Lady). Izzo, per poter conservare in qualche modo il gioco delle rime, era costretto a variare la geografia di Lear. Cos leggiamo, per esempio, di Viareggio, di Correggio, Rapallo o Rovigo, che nelloriginale certo non figurano. Nellinsieme viene a realizzarsi un gioco letterario, e in-

sieme un gioco di minime avventure, che sembra fatto apposta per essere imitato, per creare allinfinito possibili variazioni, e per allargare fino allinverosimile una dimensione reale che troppo spesso ci imbriglia nelle sue regole inviolabili e nei suoi schemi. E anche in questo, o soprattutto in questo, sicuramente il suo particolarissimo valore poetico.

freedom not
opere dalla collezione murderme di damien hirst pinacoteca agnelli lingotto via nizza 230 torino 10 novembre 2012 10 marzo 2013

genius