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Personalit e opere La figura di Rousseau occupa un posto a s nella cultura illuministica francese.

La sua filosofia infatti, pur maturata attraverso i contatti e le adesioni al programma dei filosofi parigini, si pone spesso in aperta polemica con questo, rivendicando una diversa valutazione del mondo delle passioni e dei sentimenti umani, ripensando in modo critico il valore del progresso, e proponendo un modello alternativo di societ civile, rivoluzionario rispetto alle concezioni illuministiche. Ci che accomuna Rousseau al suo tempo la convinzione della irrinunciabilit delluso della ragione, intesa come tentativo di trasformare la spontaneit dello stato di natura in conquista consapevole, e lintento pedagogico che trova in lui con lEmilio, la sua pi compiuta espressione. Rousseau nacque a Ginevra il 28 giugno del 1712. Fuggi in Savoia, dove si converte alla professione cattolica. Nel 1740 fu a Lione come precettore, e poi a Parigi; qui entr a contatto con la cultura illuministica, stringendo anche rapporti di amicizia con alcuni filosofi. La sua amicizia con gli ambienti filosofici illuministi si incrina a partire dal Discorso sulle scienze e sulle arti. Frattanto, nel 1756, si reca a Ginevra, accolto con grandi festeggiamenti, per abiurare il cattolicesimo e riconvertirsi al calvinismo. La vera e propria rottura con gli ambienti illuministici avviene poco dopo: nel 1757 Rousseau interrompe la collaborazione con lEnciclopedia. Stampa intanto le sue opere principali, che vengono condannate da cattolici e calvinisti. Gira per lEuropa per evitare il carcere. Pu tornare, infine, in Francia, dove muore nel 1778. Il valore del progresso e lo stato di natura Nel Discorso sulle scienze e le arti Rousseau assume una posizione polemica nei confronti dellottimismo condiviso dagli illuministi a riguardo del valore del progresso. Egli infatti sostiene che non solo le scienze e le arti non sono state e non sono fonte di progresso, ma anzi che esse sono la causa di ogni degenerazione e corruzione della societ, e poich esse hanno sempre origine dai vizi umani, non potranno che avere uninfluenza corruttrice sulla societ. Rousseau introduce il tema della contrapposizione fra lo stato di natura e lo stato civile, il primo incolto, ma libero e spontaneo, il secondo colto e raffinato, ma corruttore di costumi e della libert. questo il problema affrontato esplicitamente nel Discorso sullorigine dellineguaglianza. Rousseau parla dello stato di natura come di uno stato che non esiste pi, che forse non mai esistito e che non esister mai, e sul quale tuttavia necessario avere delle idee giuste per giudicare bene intorno al nostro stato presente. Lo stato di natura caratterizzato da un equilibrio perfetto tra i bisogni delluomo, i suoi desideri

Jean-Jacques Rousseau

e le risorse di cui dispone. Poich luomo , in tale situazione, dominato dalle sensazioni, egli desidera solo ci che i suoi sensi esigono, ossia il cibo, una femmina e del riposo, e per soddisfare queste sue fondamentali esigenze le risorse dellambiente circo stante sono certamente sufficienti. Pertanto luomo naturale felice nella sua limitatezza:. In questa situazione i rapporti tra gli uomini non sono certamente caratterizzati da uno stato di guerra permanente, perch essendo ogni uomo pienamente soddisfatto nei suoi bisogni e ne suoi desideri, non avrebbe nessun motivo di aggredire i suoi simili e, in secondo luogo, perch Rousseau riconosce alluomo un sentimento di piet e di compassione nei confronti dei suoi simili che si deve ritenere molto pi accentuato nello stato di natura che nello stato d ragione. Questo per non significa che luomo naturale sia portato a unirsi ai suoi simili con legami durevoli. Come avvenne, dunque, il passaggio dallinnocenza dello stato di natura alla corruzione della vita sociale? Non certo a causa del progredire delle scienze e delle arti, poich tale progredire riconosciuto qui, in modo ancora pi esplicito che nel primo Discorso, come fenomeno secondario di una corruzione della societ che proviene da altre cause. Queste sono di carattere politico ed economico: Il primo che, avendo cintato un terreno, pens di dire questo e mio e trov delle persone abbastanza stupide da credergli, fu il vero fondatore della societ civile. Cominci cos la societ civile, e da questo primo passo seguirono tutti gli altri: si stabilirono nuovi rapporti tra gli uomini, che modificarono il loro essere; facolt come la memoria e la fantasia si svilupparono rapidamente; la ragione divenne pi attiva; lamore di s, come sentimento assoluto, espressione non egoistica della propria individualit, capace di portare gli uomini a unirsi in vista dellinteresse comune, divenne amor proprio, cio egoistico desiderio di ottenere sempre il proprio interesse ad ogni costo e con ogni mezzo; nacquero il fasto, il lusso, lavarizia e tutti gli altri vizi, da cui luomo fu in breve soggiogato. Nacquero poi lo stato e le leggi, che non furono altro che strumenti per perpetuare quelli disuguaglianza tra gli uomini che il diritto di propriet aveva stabilito, Dallo stato nacquero gli stati, e dagli stati le guerre. Il progresso dellineguaglianza pass dunque per tre tappe fondamentali: 1. la prima fu il sorgere del diritto di propriet che distinse gli uomini in ricchi e poveri; 2. la seconda fu listituzione della magistratura, che port alla distinzione tra potenti e deboli; 3. la terza tappa, infine, fu il mutamento del potere legittimo in potere arbitrario, che distinse gli uomini in padroni e schiavi.

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