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1) EMERGENZA STUPRI-parte 2

In questi giorni l’attenzione dei media è focalizzata sull’emergenza stupri. Gli adoratori del basso ventre
contrariamente a quanto si pensi, non hanno alcuna precisa collocazione geografica. Ciò che accomuna
italiani e stranieri, giovani e vegliardi, è la comune percezione che la donna sia un oggetto di piacere. Con
siffatte premesse, nulla di strano che stupri e violenze siano all’ordine del giorno. Ma dove individuare le
cause oggettive che hanno generato tale allucinazione collettiva? Troppo comodo scaricare le responsabilità
eslusivamente sull’opera diseducativa dei media. E’ vero che l’industria dello spettacolo pur di far cassetta ha
sollecitato oltremodo l’immaginario erotico maschile, ma è altrettanto vero che le donne stesse non abbiano
fatto nulla per demitizzare l’immagine falsa e distorta che le è stata cucita addosso. Un solo esempio. Perché
certi madri permettono alle figlie minorenni di vestire alla stregua di navigate lolite da bordello? Ma gli
esempio di sesso ostentato da parte delle donne potrebbero continuare a lungo. Come pretendere che in una
società di single dove il sesso usa e getta è prassi ordinaria e il valore della castità retaggio d’altri tempi, i
maschi dominino gli istinti? E poi, come dicono i seguaci di Darwin, l’uomo non è forse una bestia
senz’anima? Si è mai visto uno scambio di fiori quando Lilli e il Vagabondo si incontrano?
Gianni Toffali

http://www.lavocedidoncamillo.com/

2)Surreale cena per ringraziare i giornalisti della morte di Eluana

Un ricco catering nella


sua villa seicentesca – quella dove nonni, genitori e poi i figli hanno
studiato da avvocati – camerieri in guanti bianchi, i migliori vini
friulani: Eluana attendeva ancora sepoltura, ieri sera, quando nelle
campagne fuori Udine l'avvocato Campeis, il legale udinese della
famiglia Englaro, ha imbandito la sua tavola per i giornalisti.

«So
già che mi mancherete molto; con questa cena vi voglio ringraziare per
la vicinanza e la collaborazione che ci avete dato...».

C'erano quasi
tutti i colleghi della carta stampata, accolti con raffinatezza nel
lusso di Villa Campeis.
C'era finalmente Daniele Renzulli, figura
storica del socialismo friulano, dicono il protagonista occulto
dell'intera vicenda, e anche lui come gli altri ha alzato il calice:
impresa giunta a buon fine.

La festa è andata avanti fin quasi


all'alba, poi tutti a letto, sazi, ma qualcuno anche turbato: «Ci siamo
andati – racconta il collega di un grande quotidiano milanese –:
effettivamente era qualcosa di surreale».

Al mattino, viso stanco e


occhiaie per tutti: bisogna correre a Paluzza, oggi si seppellisce
Eluana.

3) LETTERA APERTA A TUTTI I MASS MEDIA

PEPPINO ENGLARO
Peppino Englaro, padre della povera Eluana, la cui triste vicenda ha fatto il giro del mondo,
continua a sollevare polveroni anche dopo la terribile uccisione della figlia, perché, mentre da una
parte invoca ripetutamente il silenzio (preteso da parte di chi non la pensa come lui), adesso
continua a tenere accesi i riflettori sul libro di memorie che ha scritto.
Tutti i media lo hanno trattato con molto rispetto e comprensione, come se il fatto di essere
padre di una disabile potesse giustificare qualunque comportamento, anzi molti lo hanno osannato
come portabandiera di future battaglie all’insegna del motto “Diritto alla morte per tutti i
consenzienti”.. Il fatto che la Magistratura abbia prevaricato sulla legge formulando una sentenza
così terrificante, ha lasciato la gente ammutolita, imbarazzata perfino nell’esprimere un qualunque
giudizio secondo coscienza, quando avrebbe voluto urlare con raccapriccio la propria indignazione.
Davanti a un caso di tale portata che investe la persona come soggetto di diritto, la vita, la
legge e quant’altro, ciascuno di noi ha il sacrosanto dovere di formulare dei giudizi, non sulla
persona di Peppino Englaro, che solo Dio potrà giudicare, come per ciascuno di noi, ma
certamente sulle sue azioni, sul suo concreto operato, come se fosse compiuto da uno sconosciuto,
chiamiamolo Gigi, e questo perché abbiamo il diritto e dovere di distinguere il bene dal male,
facendo leva su quel “senso comune” oggi così calpestato ma di importanza basilare, che ci
permette, alla luce della ragione non offuscata da ideologie, di distinguere le azioni buone da quelle
malvagie, ciò che giova da ciò che danneggia la persona e la società in cui viviamo. 1[1]
• Impegnarsi in maniera scandalosa nel tentativo di condannare a una morte atroce per fame e
sete la propria figlia disabile e farlo passare per progresso e civiltà, addirittura come
espressione mai provata della volontà della paziente, è lodevole o aberrante?
• Accanirsi in questi propositi, nonostante gli inviti pressanti a desistere da parte di persone
che hanno visto morire della stessa morte atroce un loro parente, a maggior ragione perché
la disabile non gravava sulle spalle della famiglia, è lodevole o aberrante?
• Definire “violenza sul corpo della figlia” le cure materne di ammirevoli suore che hanno
lavato Eluana, l’hanno profumata, accarezzata e imboccata come si fa solitamente con i
bambini e con i malati, è lodevole o aberrante?
• Strumentalizzare una simile tragedia familiare, farne un caso nazionale allo scopo di
orientare l’opinione pubblica verso la legalizzazione dell’eutanasia, è lodevole o aberrante?
Come è possibile che sia potuto accadere tutto questo, davanti al silenzio di coloro che avevano il
dovere di intervenire immediatamente, ai primi sentori di una sentenza così disumana e illegale?
Ecco la spiegazione:
• dopo che è stata legalizzata l’uccisione del bambino sin dal grembo materno;
• dopo che famosi bioeticisti quali Peter Singer vanno insegnando nelle università d’America,
con affermazioni gratuite e dogmatiche, che non tutti gli uomini sono persone da tutelare,
ma solo quelli che riescono a parlare, a ragionare, a relazionarsi;
• dopo che anche in Italia il prof. Umberto Veronesi suggerisce all’umanità di ritirarsi a
morire in solitudine come gli elefanti, una volta assolto al compito della procreazione;
• dopo l’incalzare di tanto relativismo in Europa, a tal punto da voler eliminare, sull’esempio
di Spagna e Inghilterra, i nomi di mamma e papà, annullando perfino i rapporti di parentela
all’anagrafe per gettarci tutti in un unico calderone anonimo telecomandato dallo Stato;
• dopo che, forzando le ben visibili leggi della natura, l’Unione Europea vuole imporre la
sostituzione dei due sessi “maschile e femminile” di biblica memoria, con ben cinque o più
tipologie di sessualità, in ossequio alle peggiori perversioni che mai siano esistite sul volto
della terra;
• dopo che si sta caparbiamente tentando e ritentando di impiantare embrioni umani in uteri di
scimmie mescolando DNA umano con quello animale, nella speranza di ottenere un nuovo
ibrido detto “umanzè” in segno di totale disprezzo per l’uomo e la sua trascendenza;

1
• dopo aver constatato che questo “perverso delirio di onnipotenza” è anche la conseguenza
del fatto di aver imposto per oltre un secolo a tutti gli studenti liceali un pazzo come
Nietzsche con i suoi libri, e altri pazzi del genere dove il concetto di “verità”, di “legge
naturale” e di “bene comune” viene considerato come fondamentalista, repressivo e
antidemocratico;
• dopo tutto questo e altre aberrazioni diaboliche che stanno avanzando al di sopra di ogni
nostra immaginazione, ci meravigliamo che possano accadere fatti del genere? 2[2]
I processi di Norimberga nel 1945 hanno stabilito che è sbagliato ubbidire a ordini
provenienti da chi detiene il potere, vedi Hitler, quando essi sono contrari alla morale, perché esiste
di fatto una “legge superiore”, una “legge naturale” che considera l’ottemperanza di quegli ordini
come un crimine, tant’è vero che era sorto a quel tempo un Movimento di esperti per segnalare in
concreto le implicanze di tale legge naturale per l’essere umano. Questa benefica reazione ha
prodotto tre anni più tardi (1948) la “Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo”, cioè un
insieme di diritti innati e inalienabili per ogni essere umano, costituendo così una sorta di
intoccabile “modello comune a tutti i membri della famiglia umana” e non qualcosa che può
essere cambiato a piacimento dalla politica di turno. 3[3]
Invece, in Italia, cosa è accaduto? In barba alla dichiarazione dei diritti dell’uomo, in barba
alla nostra Costituzione tanto difesa dal Presidente della Repubblica, in barba alla Convenzione
ONU dei disabili firmata dall’ex ministro Ferrero il 30.3.2007 che vieta di togliere ai disabili cibo e
bevanda, in barba al codice deontologico dei medici che giurano di guarire il malato e non di farlo
morire, in barba al comune sentire della gente ecc. ecc. Cosa è accaduto in Italia? Si è ripetuto
quel comando che Hitler aveva dato nei confronti di alcuni prigionieri ritenuti non esseri umani:
“Fateli morire di fame e di sete”, ma con una terribile aggravante perché questo stesso comando in
Italia non è stato dato da un criminale, bensì da un padre, Gigi, nei confronti della figlia disabile,
avvallato da certa Magistratura e supportato dal silenzio dei nostri politici.
Cara Italia, queste cose si pagano prima o poi! Non prendiamocela con Dio se dovesse
capitarci un secondo tsunami o calamità del genere, prendiamocela con noi stessi, con la nostra
cecità e arroganza, con la nostra perversione per la quale una volta almeno si domandava perdono a
Dio Onnipotente, adesso invece la si vuole elevare a legge inconfutabile, a modello indiscusso di
riferimento per tutti, pena la galera per gli obiettori.
Peccato che dovranno forse pagarle anche quei pochi eroi che credono nel valore della vita
umana dal concepimento alla morte naturale, che credono all’esistenza di una comune natura umana
conoscibile mediante la ragione, natura umana che va difesa in quanto tale e non per la sua
efficienza, quei pochi eroi che hanno l’umiltà di piegare le ginocchia davanti a quel Dio che ha
creato l’uomo a “Sua immagine e somiglianza” consapevoli che la vita non è solo un “bengodi” ma
è fatta anche di sofferenza, quel Dio davanti al quale tutti dovremo, prima o poi, rendere conto delle
nostre azioni, delle nostre gravi omissioni, dei nostri delitti, ma anche dei nostri sforzi sinceri
compiuti nella difesa dell’uomo, della sua vita, della sua dignità e della sua trascendenza
soprannaturale che ci distingue da tutte le altre creature dell’universo.

Per il Centro Culturale Nicolò Stenone di Verona


patrizia.stella@alice.it

4) QUESTO IL VERO VOLTO DEL BUGIARDINO, COMUNEMENTE CHIAMATA l'ARENA

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DA NOTARE POI CHE IL BUGIARDINO PUBBLICA OGNI GIORNO INSERZIONI DI PROSTITUTE E
TRANSESSUALI E PUBBLICITA' DI "NEGOZI" SEXY SHOP!
A CAPODANNO POI, HA "OMAGGIATO" I LETTORI DI UN INSERTO DI 20 PAGINE SUI SEGNI
ZODIACALI (GRANDE CRESCITA CULTURALE DEL POPOLINO)
PER NON PARLARE POI DEL FATTO CHE DA QUALCHE MESE IL DIRETTORE MAURIZIO CATTANEO,
NON PUBBLICA PIU ALCUN MIO ARTICOLO PERCHE' EVIDENTEMENTE TROPPO CLERICALE...mentre
nella rubrica dei lettori, da spazio all'ateo agnostico Turco, e alla signora disturbata dal cagnolino del
vicino....
GIANNI TOFFALI

LETTERA APERTA

IN PARTICOLARE ALLA REDAZIONE E DIREZIONE DEL QUOTIDIANO “L’ARENA

QUALE PROFESSIONALITA’???

Siamo molto amareggiati che il nostro quotidiano l’Arena abbia dato pochissimo spazio alla
conferenza stampa tenutasi lunedi’ 16 corr. a Palazzo Barbieri, su iniziativa del Consigliere Zelger,
dietro pressante richiesta di decine di Associazione “pro-life” in merito alla vicenda sul caso
“Eluana Englaro”, tanto più perché avvalorata da brevi ma incisive dichiarazioni rilasciate con
molta competenza da medici e avvocati a cui valeva la pena di dare il dovuto spazio per la
necessaria informazione da offrire alla gente che si chiede, sbigottita, cosa sta accadendo in Italia.
Avete perso un’ottima occasione di dare informazione su basi scientifiche e non sul solito bla bla.

Mentre avete accennato brevissimamente al fatto, mettendolo solo in chiave politica, vi siete
premurati, per contrario, a porre vicino alle nostre iniziative anche quelle della controparte, quasi
per neutralizzare le nostre. Bel modo di riportare la verità dei fatti e di metterci a tacere!!

Ci domandiamo quale obiettività e senso democratico usate e soprattutto quale professionalità


“super partes” è la vostra, manipolando in questo modo le notizie, cosa che non fa certo onore al
vostro giornale e alla vostra professione.

Nella speranza che serva per il futuro, porgo distinti saluti.

Per il Centro Culturale Nicolò Stenone


La segretaria Patrizia Stella
patrizia.stella@alice.it