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"ReF - Recensioni Filosofiche / ISSN 1826-4654". L'International Standard Serial Number della rivista : ISSN 1826-4654.

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Jonas, Hans, Ricerche filosofiche e ipotesi metafisiche


a cura di Alessandra Campo, Mimesis, Milano-Udine, 2011, pp. 282, euro 22, ISBN 978-88-5750-551-0.

Recensione di Gianfranco Cord 23/10/2012 La divisione in tre parti del volume Ricerche filosofiche e ipotesi metafisiche di Hans Jonas rispecchia fedelmente la composizione dei contenuti presenti nel libro. La prima e la terza parte si corrispondono infatti specularmente e possono anche essere interpretate come due descrizioni di due particolari realt di fatto. Discorso diverso, invece, per la seconda parte che rappresenta lautentico momento analitico di questopera pubblicata da Hans Jonas nel 1992, un anno prima della sua morte (Prefazione, p. 7). Le due descrizioni riguardano lorganismo e Dio. Dice Hans Jonas: Uninterpretazione filosofica rinnovata del testo biologico pu recuperare la

dimensione interiore quella a noi pi nota per la comprensione delle cose organiche e cos dare nuovamente allunit psicofisica quel posto nella totalit teoretica che aveva perso attraverso la separazione del polo mentale da quello materiale a partire da Descartes. Il profitto per la comprensione dellorganico sar allora anche un profitto per la comprensione dellumano (p. 33). In definitiva il filosofo tedesco individua cos nel metabolismo (p. 36) la sede della commistione tra la materia e lo spirito; tra il meccanico e il trascendente; tra loggettivit e la soggettivit; tra la vita e la morte. Specificando un aspetto cos contraddittorio ma al tempo stesso cos aperto alla libert (p. 35), Jonas arriva a questo punto ad affermare che una interpretazione puramente meccanicistica della vita, ossia una interpretazione secondo i meri concetti dellesteriorit, non pu bastare (p. 38). E questo lo scopo di questa prima parte del libro: offrire una visione alternativa a quella cartesiana, deterministica, materialistica - non solo tipica della biologia scientifica ma anche della intera tradizione filosofica occidentale (p. 33). Identico intento presente nella terza Parte del volume che applica a Dio gli assiomi di questo nuovo modo di vedere le cose: Dobbiamo riconoscere a Dio un divenire quantomeno per il semplice fatto che egli affetto da ci che accade nel mondo, e affetto significa alterato, modificato nella sua condizione (p. 203). Il rapporto divinit-Terra, creatore-creato, teologia-biologia dunque quello di una reciproca implicazione. Anche in questo caso, qualcosa di apparentemente estraneo entra nel contesto meccaniscistico e causale della natura e ne diventa parte integrante e fondamentale. E se relativamente allorganismo il guadagno era una enorme libert (p.35), in questa circostanza, dopo essersi dato completamente nel mondo in divenire, Dio non ha pi niente da dare: ora sta alluomo dargli qualcosa (p. 209). Cerchiamo di tradurre. Jonas afferma qui che Dio non pu pi aiutare gli esseri umani dal momento che ha messo in moto la loro genesi; sono gli uomini, invece, che debbono (da quel momento in poi) aiutare lui. Si tratta di unassunzione di responsabilit che, naturalmente, costituisce un concetto molto caro a Jonas e che ritorner anche nel corso della seconda parte (quella teoretica) di questo volume. Il pensatore di Mnchengladbach, insomma, ha tratteggiato sino a questo punto un percorso allinterno del quale scienza, ontologia e teologia si incontrano lungo la stessa direttrice e sullo stesso piano. Lelemento spirituale (necessario) immediatamente presente e contemplato insieme allelemento fisico, corporeo (e quindi contingente). Anche Dio egualmente e nello stesso istante - immanente e soprasensibile ad un tempo. In definitiva, lapproccio sino ad ora prospettato quello che presuppone un legame a doppio filo tra letica da una parte e la metafisica dallaltra. Ma come pu essere realizzato tutto questo? A tale domanda risponde la seconda parte (quella pi propriamente speculativa) del testo. Jonas parte da una constatazione: Lessere, invece di una condizione data, divenuto una possibilit costantemente assegnata come compito, che va sempre strappata al suo contrario costantemente presente, il non-essere, dal quale, infine, inevitabilmente viene inghiottito (p. 36). In che modo accaduto tutto ci? Il punto dinizio fondamentale che la vita dice si! a se stessa. Nella misura in cui essa attaccata a se stessa, essa rivela di riconoscersi un valore. Ma ci si attacca solo a ci che pu essere anche tolto. Allorganismo, che possiede lessere soltanto in prestito, esso pu essere tolto e gli effettivamente tolto se non se ne riappropria in ogni momento (p. 102). Lessere afferma costantemente se stesso di contro al non-essere e - nel compiere questa operazione - si prospetta come un valore (p. 102): il valore di una positivit pienamente realizzata nei confronti del proprio perenne contrario (negativit completamente irrealizzata). Da tutto

ci nasce il legame e la connessione tra la metafisica e letica. Questo essere jonasiano connotato gi in un certo modo al suo stesso nascere. Possiede gi, di per se stesso, una direzione, un orientamento, un indirizzo dati. Non siamo di fronte cio ad un essere eticamente neutro; tutto al contrario: esso indica gi una strada: esso un compito (p. 36). In questo senso, letica per Jonas intrinseca e congenita. Ma, del pari, essa anche qualcosa di globale, strutturale e dialogico (in quanto la realt pensata dallo stesso Jonas come una relazione continua tra un s e un mondo che, originariamente, si costituiscono nello stesso momento). Siamo di fronte quindi a quella che universalmente nota come letica della responsabilit (dalla pubblicazione del fortunato Das Prinzip Verantwortung. Versuch einer Ethik fr die techologische Zivilisation, Suhrkamp, Frankfurt/M, 1979, trad. it. Il principio responsabilit. Un'etica per la civilt tecnologica, a cura di P.P. Portinaro, Einaudi, Torino, 1990) e che caratterizzata da una ferrea e lineare strutturazione delle tesi e delle argomentazioni sostenute a fronte di un fulcro concettuale di tipo (come abbiamo visto) organico e costitutivo. Il senso di questo costitutivo presto detto. Lo stesso Jonas esplicita il proprio pensiero con queste parole: In vista della fondazione di unetica del futuro sia noto in anticipo il mio credo metafisico: lessere, per come d testimonianza di se stesso, non informa soltanto su ci che ma anche su ci di cui siamo debitori rispetto ad esso. Anche letica ha un fondamento ontologico. Tale fondamento a pi strati: esso giace in primo luogo, per noi, nellessere delluomo, quindi nel fondamento dellessere in generale (p. 141). Ovvero: La capacit di avere responsabilit, tuttavia una capacit etica si basa sullabilit ontologica delluomo di scegliere fra le alternative dellagire, per mezzo del sapere e del volere. La responsabilit quindi complementare alla libert () Io sono responsabile con la mia azione in quanto tale (cos come con la sua omissione), a prescindere dal fatto che sia presente qualcuno che prima o poi me ne chieda ragione. La responsabilit sussiste, quindi, con o senza Dio, e naturalmente ancora prima, con o senza un tribunale terreno (pp. 141-2) . Insomma, a fronte di quella libert (p. 35) - che era propria dellorganismo naturale - ci sta ora questa responsabilit (p.141) la quale si erge egualmente attiva e vincolante in assenza come in presenza di quellessere supremo che , nello stesso tempo, fenomenico e ultraterreno nei riguardi delle cose della vita. La responsabilit (p. 141) tra due contraddizioni, in qualche modo. Il pregio della visione di Jonas - a questo punto possiamo dire - dunque quello della non-esclusione, del sincretismo, dellomogeneit tra fatti e valori, uomo e Dio, materia e spirito. Il difetto che, allinterno di tale similitudine e uniformit, non c pi spazio per le distinzioni, per le demarcazioni, forse per la chiarezza. Ancorare letica alla metafisica, infatti, pu voler dire consegnare un mondo gi perfettamente fornito di cause finali (p. 135) e di tendenze a lungo termine (p.135), ma pu anche voler dire spogliare lessere dei suoi attribuiti sostanziali o ancora decodificare soltanto in maniera unilaterale lesatto perimetro delle cose. Non dimentichiamoci infatti che lo stesso essere , per Jonas, sin dallinizio proclive in un certo modo e non in un altro. Ecco che letica della responsabilit, che dovrebbe includere tutto al suo interno, sembra invece escludere qualcosa (quasi suo malgrado). Immersa e generata da due situazioni contraddittorie (almeno, secondo lottica comune della tradizione filosofica occidentale) questa speculazione di Jonas dovrebbe riuscire ad emanciparsene ma, alla fine, propone solo il seguente postulato: la responsabilit vincola in s i suoi attuali detentori a rendere possibile lesistenza di detentori futuri (p. 147). In sostanza, letica del futuro (p. 139) indica unetica attuale, che si preoccupa del futuro, che per i nostri discendenti vuole proteggere dalle

conseguenze del nostro agire attuale (p.139). Una simile visione - che si basa come abbiamo visto su questo assunto: lessere ci con cui la responsabilit ogni volta e sempre ha da fare (p.143) si fonda probabilmente intorno ad un calcolo che non prevedibile (le conseguenze del nostro agire attuale, p. 143). Ma non solo: la base metafisica di questa concezione se da un lato garantisce un disegno unico ed originario, dallaltro, per, identifica il luogo del possibile discorso filosofico con la totalit del luogo celeste e secolare. Facendo in questo modo subito perdere alletica il suo specifico contenuto umano o anche divino (che, a seconda dei rispettivi punti di vista, essa possedeva naturalmente). E proprio tale punto di vista in Jonas alla fine risulta unidirezionale piuttosto che aperto alla differenza, alla molteplicit ed al dibattito.

Indice PREFAZIONE di Francesco Saverio Trincia AVVERTENZA DEL TRADUTTORE PREMESSA DELLAUTORE PRIMA PARTE TEORIA DELLORGANISMO E PECULIARITA DELLUOMO 1. 2. 3. 4. Evoluzione e libert Strumento, immagine e tomba. La transanimalit delluomo Mutamento e stabilit. Il mutamento della comprensibilit della storia Peso benedizione della mortalit

SECONDA PARTE DOTTRINA DELLESSERE E DOTTRINA ETICA 1. Da Copernico a Newton: gli inizi della moderna immagine del mondo 2. Sulla fondazione ontologica di unetica del futuro 3. Diritti, diritto ed etica: come rispondono allofferta delle pi recenti Tecniche riproduttive? TERZA PARTE RIFLESSIONI SU DIO: IMPOSSIBILE IMPEDIRLE A CHI SI PONE DOMANDE 1. Passato e verit. Una tarda aggiunta alle cosiddette prove dellesistenza di Dio 2. Il concetto di Dio dopo Auschwitz. Una voce ebraica 3. Materia, spirito e creazione. Repertamento cosmologico e supposizione cosmogonia POSTFAZIONE di Alessandra Campo POSTILLA BIBLIOGRAFICA

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