Sei sulla pagina 1di 4

I.G.A.T.

Intervista a Claudio Naranjo

Pagina 1 di 4

Istituto di Psicoterapia della Gestalt e Analisi Transazionale Intervista a Claudio Naranjo


Bologna 25 settembre 2003, conferenza sulleducazione. Una parte dellintervista stata pubblicata sul settimanale "Soprattutto" del 31 ottobre 2003 Ho letto i suoi libri, quelli pubblicati in italiano, e in particolare La via del silenzio e delle parole, dove fa un collegamento tra meditazione e i diversi enneatipi. Questo discorso lo ha poi continuato e approfondito? Confesso di non avere investigato sistematicamente questo aspetto. Avrei potuto farlo di pi osservando le persone che frequentano i miei corsi, ma la forma nella quale insegno meditazione non individuale Non ho avuto tempo per fare esperimenti di questo genere, e per insegnare in modo diverso a meditazione alle a diverse persone: solo a poche persone do indicazioni personali al di l della base comune. E poi c da dire anche che ho molta fiducia nellinsegnamento tradizionale buddista e non ho voluto cambiare questo approccio universale con la pretesa di migliorarlo, come se la mia idea fosse pi efficace. Forse vero, per esempio, che per un due nellenneagramma necessario seguire in modo particolare il lasciarsi andare, ma anche se possibile che questo sia vero non ne sono sicuro e quindi potrei far perdere del tempo a una persona indirizzandola in questo senso. Forse Buddha aveva pi ragione di me, pensando che meglio per tutti cominciare con il vipassana, che semplicemente la consapevolezza dellistante, del qui e ora, e poi con la pacificazione della mente. La combinazione di vipassana e di shamata, della tensione con la trascendenza del pensiero, una proposta che vale per tutti. E poi ci vuole molta assunzione di responsabilit per fare esperimenti. Quindi non ha provato a prendere enneatipi diversi e a verificare la differenza? No, non lho considerato un mio compito. Cerco di fare del mio meglio, ma un interesse nella ricerca potrebbe interferire con il mio lavoro e con la priorit di assistenza. Faccio ci che mi sembra meglio per un gruppo nel suo insieme, mentre questo tipo di sperimenti andrebbero fatti individualmente. Nei gruppi sono

I.G.A.T. Intervista a Claudio Naranjo

Pagina 2 di 4

rappresentati tutti gli enneatipi, ma io do la stessa formula a tutti., non voglio interferire con la realt dei singoli, n voglio influire su eventuali aspettative che questa formula sia migliore. Quindi lei fa fare meditazioni basate sul metodo tradizionale buddista, usando vipassana e shamata nel suo libro cita il dogzen come una delle massime espressioni di approccio alla meditazione nel buddismo tibetano. Utilizza anche queste tecniche? Dogzen non propriamente una tecnica, la cosa principale mantenere un punto di vista, nella vacuit, o nellatteggiamento secondo cui le cose sono tutte sogno, illusione. Si dice a volte che la maturit del Dogzen, come nel mahamudra, la non meditazione: non si pu dire che un esercizio mentale, ma capire qualcosa che sta l, che gi presente. Quindi avere linsight che gi uno Buddha. No c differenza tra persone che sono Buddha e persone comuni, che non lo sono: lunica differenza che alcuni lo sanno, e gli altri no. Lei ha parlato di Reich e della bioenergetica: pu essere un buon aiuto, una buona premessa per dedicarsi alla meditazione? Lavorare sul corpo in questo modo pu essere utile oggi, soprattutto per luomo occidentale? In principio s, Reich ha scoperto la kundalini, ed valido dire che la interferenza alla libert interiore collegata a un karma pi denso a livello corporeo, legato cio al fenomeno della armatura fisica e alla rigidit del carattere, ma devo aggiungere che conosco persone che praticano bioenergetica anche ad alto livello e a volte parlano di liberare tutti i segmenti con una fronte aggrottata, come se non avessero liberato nulla. Sono poche le persone che si liberano veramente, che sciolgono larmatura, fanno anni e anni di lavoro, corsi su corsi, ripetendo sempre gli stessi processi: e succede anche in analisi. Io non ho incluso la bioenergetica nel mio mosaico, perch la ritengo antiquata oggi, penso che ci siano altri modi oggi, pi eclettici, di lavorare nel corpo in modo pi efficace Per esempio? La maggior parte di questi lavori non hanno nome, ci sono persone di talento particolare che usano un po di tutto, dalleutonia al rolfing. Il lavoro corporeo in realt richiede un proprio talento, non legato a una specifica idea o ideologia. Ha conosciuto personalmente Lowen? Abbiamo fatto un workshop insieme negli anni Sessanta. Mi erano interessati i suoi libri, ma quando lho conosciuto mi sembrato una prima donna intollerabile. E poi non ci siamo pi visti. A proposito di Reich e del suo discorso sulleducazione, circa la possibilit di fare

I.G.A.T. Intervista a Claudio Naranjo

Pagina 3 di 4

emergere il bambino nella triade padre madre figlio, mi ha fatto pensare al discorso di Reich sui bambini del futuro. Egli era molto interessato a dare ai giovani uneducazione che tenesse conto della loro naturalit. Lei si ritrova in questo? Non ricordo il discorso di Reich sulleducazione dei bambini. Ma mi ritrovo molto nel suo atteggiamento di partigiano dellistintivit. E la sua idea che lantagonismo al piacere sessuale sia molto maggiore nei regimi totalitari una buona osservazione, lui ha vissuto al tempo del nazismo, quel che dice v ero. Lo spirito patriarcale uno spirito dominatore, non solo delle persone ma anche della natura. Lidea del dominio della natura esterna va di pari passo con quella del dominio della natura interna. Tornando alla meditazione, visto che lei parla soprattutto di tecniche buddiste, pensa che luomo di oggi, stressato e iperstimolato, possa riuscire facilmente a utilizzare un metodo come la vipassana, e in generale dei metodi di meditazione che presuppongono la capacit di estraniarsi dal mondo, di entrare dentro di s, o c bisogno prima di fare altro, di muovere il corpo e lenergia? un aiuto per molti. La parte emozionale e laspetto spirituale sono molto intrecciati. Alcuni dicono non posso meditare, ho troppo problemi emozionali, hanno bisogno di terapia prima di poter meditare. vero, ho conosciuto persone quando sono arrivato in California a met degli anni Sessanta, che avevano fallito nella terapia, non avevano avuto risultati, mentre la meditazione ha funzionato per loro pi della terapia. il punto di entrata insomma variabile. Ma io credo che il meglio sia combinare le due cose: il mio lavoro proprio combinare elementi di terapia e di meditazione, lavorare sui due fronti. Ha conosciuto Osho? Non personalmente Osho ha fatto un po questo, ha creato tecniche di meditazione che nella prima parte lavorano sul corpo e sullenergia e nella seconda consentono di andare dentro di s. Ho pubblicato un libro molti anni fa che si chiama Psicologia della meditazione in cui parlo di meditazioni concentrative, del lasciarsi andare e della dinamica. Credo che Osho abbia preso da l questo nome: non so se sia una coincidenza o no, per in un suo libro, in cui rivela le sue fonti di ispirazione, cita proprio me e Carl Rogers tra gli occidentali. Anche nella meditazione interpersonale, che alla base del mio lavoro: estendere la situazione meditativa nel contatto a due. Dei miei allievi di Berkeley nel 1971 erano andati in India a Poona e avevano insegnato questo, tanto che era diventato il pane quotidiano. Anche nelleducazione una grossa parte pu averla Linsegnamento della meditazione nelle scuole possibile? la meditazione?

I.G.A.T. Intervista a Claudio Naranjo

Pagina 4 di 4

Non necessariamente attraverso la parola. Linvito a capire che cosa succede qui e ora. Ha letto il potere di adesso di Eckart Tolle? Un grande libro, e con questo linguaggio si pu entrare nelle scuole. Si privilegia tanto il pensare, senza darci il permesso di semplicemente stare l, la coltivazione dello stare l. Ma i bambini sono in grado di capire, sono pi aperti dei grandi, sono naturalmente portati a essere nel qui e ora. Anche a esperienze di immaginazione creativa e di trance. Si pu lavorare con ,i bambini attraverso racconti, fiabe. In America hanno lavorato con lei anche Almaas e Faisal, che hanno portato gli enneatipi nel loro lavoro Io non ho completato la presentazione degli enneatipi in America, ho lavorato l un paio danni e fatto solo la parte pi psicologica, cos quando ho parlato delle idee sante, laspetto pi spirituale, non ho fatto in tempo neanche a presentare le virt, che adesso insegno normalmente, perch stavo esplorando uno sviluppo pi ampio in quel gruppo, senza fretta. Almaas poi ha scritto un libro su questo, Facets of unity, basato su delle cose che avevo detto io in modo non sistematico, Credo che non volesse per pi di tanto mostrare ci che aveva imparato da me, soprattutto allinizio voleva apparire diverso. Ricordo che mi aveva chiesto un parere, perch dopo aver studiato fisica aveva deciso di tornare in Quwait a lavorare e mi aveva chiesto che cosa fare l. Gli avevo detto di dire che aveva imparato da me una forma di sufismo californiano. E lui fece cos, e pare che ebbe successo, come mi ha detto lui stesso poi. Ma quando tornato in California ha cominciato a voler insegnare e ha preferito non dire che aveva imparato da me, ma da alcuni sufi del Quwait. E ha chiamato la sua scuola Ridhwan, con un termine arabo. Era molto interessato allessenza, e infatti poi ne ha tratto un approccio suo, originale.
fonte: www.alessandracallegari.it