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Evoluzione Evoluzione

Piante

Eubatteri

Animali

Eucarioti Piante
verdi

Funghi
Archaea

Tutto il
resto

Virus

I Regni
Evoluzione delle piante
Era Periodo Phyticera Eventi
Cenozoico Neogene Cenofitico

Paleogene

Mesozoico Cretaceo
Evoluzione delle piante a
Giurassico Mesofitico
fiore (144-80 Ma)

Triassico

Paleozoico Permiano Grande espansione delle


Carbonifero Paleofitico piante a seme (290-250
Ma)

Devoniano

Evoluzione delle piante


Siluriano
vascolari (430-410 Ma)
Ordoviciano
Cambriano
Proterofitico

Precambriano Prime piante


Archeofitico
Sintesi evolutiva
Sintesi evolutiva

•La vita nasce nel mare, ma quando le condizioni di vita


cambiano (predazione) gli organismi cercano nuovi habitat da
colonizzare
Sintesi evolutiva

•La vita nasce nel mare, ma quando le condizioni di vita


cambiano (predazione) gli organismi cercano nuovi habitat da
colonizzare
•470-430 Ma (Ordoviciano-Siluriano) cambiamenti geoclimatici
necessari per la colonizzazione: emersione placche continentali,
cambiamenti climatici, formazione suolo.
Sintesi evolutiva

•La vita nasce nel mare, ma quando le condizioni di vita


cambiano (predazione) gli organismi cercano nuovi habitat da
colonizzare
•470-430 Ma (Ordoviciano-Siluriano) cambiamenti geoclimatici
necessari per la colonizzazione: emersione placche continentali,
cambiamenti climatici, formazione suolo.
•Stesso periodo prime evidenze fossili di adattamenti ad una
vita non acquatica: protezione dal disseccamento, elementi di
trasporto, elementi di supporto, modalità sessuali
Sintesi evolutiva

•La vita nasce nel mare, ma quando le condizioni di vita


cambiano (predazione) gli organismi cercano nuovi habitat da
colonizzare
•470-430 Ma (Ordoviciano-Siluriano) cambiamenti geoclimatici
necessari per la colonizzazione: emersione placche continentali,
cambiamenti climatici, formazione suolo.
•Stesso periodo prime evidenze fossili di adattamenti ad una
vita non acquatica: protezione dal disseccamento, elementi di
trasporto, elementi di supporto, modalità sessuali
•400 Ma prime piante colonizzatrici: prima piante non vascolari
(briofite) seguite dalla nascita delle Eutracheofite, il 99%
delle piante odierne (Prima Rivoluzione)
Sintesi evolutiva
Sintesi evolutiva

•Sono felci, licopodi ed equiseti, di tipo erbaceo alte max 1


metro, che però in 100 Ma invadono il mondo.
Sintesi evolutiva

•Sono felci, licopodi ed equiseti, di tipo erbaceo alte max 1


metro, che però in 100 Ma invadono il mondo.
•“Invenzione” di radici, cortecce, legno, ecc.
Sintesi evolutiva

•Sono felci, licopodi ed equiseti, di tipo erbaceo alte max 1


metro, che però in 100 Ma invadono il mondo.
•“Invenzione” di radici, cortecce, legno, ecc.
•Grandi cambiamenti climatici dovuti a spostamento
Polo Sud rispetto a Gondwana, calo CO2, tre glaciazioni
Sintesi evolutiva

•Sono felci, licopodi ed equiseti, di tipo erbaceo alte max 1


metro, che però in 100 Ma invadono il mondo.
•“Invenzione” di radici, cortecce, legno, ecc.
•Grandi cambiamenti climatici dovuti a spostamento
Polo Sud rispetto a Gondwana, calo CO2, tre glaciazioni
•Nel giro di 20 Ma prime forme arboree, dopo 50 Ma
prime formazioni forestali, e intorno a 300 Ma mega
ecosistemi forestali
Sintesi evolutiva

•Sono felci, licopodi ed equiseti, di tipo erbaceo alte max 1


metro, che però in 100 Ma invadono il mondo.
•“Invenzione” di radici, cortecce, legno, ecc.
•Grandi cambiamenti climatici dovuti a spostamento
Polo Sud rispetto a Gondwana, calo CO2, tre glaciazioni
•Nel giro di 20 Ma prime forme arboree, dopo 50 Ma
prime formazioni forestali, e intorno a 300 Ma mega
ecosistemi forestali
•Intorno a 300 Ma formazione supercontinente Pangea
con modificazioni climatiche drammatiche
Sintesi evolutiva
Sintesi evolutiva

•Si passa da clima freddo e secco a caldo e secco


Sintesi evolutiva

•Si passa da clima freddo e secco a caldo e secco


•In questo nuovo ambiente si ha (290-250 Ma - Permiano) la
Seconda Rivoluzione: la nacita delle Spermatofite, le
piante a seme, in particolare le piante a seme nudo o
Gimnosperme
Sintesi evolutiva

•Si passa da clima freddo e secco a caldo e secco


•In questo nuovo ambiente si ha (290-250 Ma - Permiano) la
Seconda Rivoluzione: la nacita delle Spermatofite, le
piante a seme, in particolare le piante a seme nudo o
Gimnosperme
•Evoluzione delle difese chimiche.
Sintesi evolutiva

•Si passa da clima freddo e secco a caldo e secco


•In questo nuovo ambiente si ha (290-250 Ma - Permiano) la
Seconda Rivoluzione: la nacita delle Spermatofite, le
piante a seme, in particolare le piante a seme nudo o
Gimnosperme
•Evoluzione delle difese chimiche.
•Nel Triassico (248-206 Ma) si evolvono e distribuiscono le
Conifere, nel primo Giurassico (206- 180 Ma) le piante a seme
dominano il mondo, e le foreste erano simili a quelle odierne
Sintesi evolutiva

•Si passa da clima freddo e secco a caldo e secco


•In questo nuovo ambiente si ha (290-250 Ma - Permiano) la
Seconda Rivoluzione: la nacita delle Spermatofite, le
piante a seme, in particolare le piante a seme nudo o
Gimnosperme
•Evoluzione delle difese chimiche.
•Nel Triassico (248-206 Ma) si evolvono e distribuiscono le
Conifere, nel primo Giurassico (206- 180 Ma) le piante a seme
dominano il mondo, e le foreste erano simili a quelle odierne
•Nel primo Cretaceo (ca. 140 Ma) si osserva la Terza
Rivoluzione: la nascita delle Angiosperme o piante a seme
nascosto o piante a fiore
Sintesi evolutiva
Sintesi evolutiva

•Nascono tardi, partono come piantine erbacee e dai tropici, ma


nel giro di poco (80 Ma) dominano quasi tutti gli habitat del
mondo e diventano le più numerose in biomassa e numero di
taxa
Sintesi evolutiva

•Nascono tardi, partono come piantine erbacee e dai tropici, ma


nel giro di poco (80 Ma) dominano quasi tutti gli habitat del
mondo e diventano le più numerose in biomassa e numero di
taxa

•Dicotiledoni e monocotiledoni si seguono molto rapidamente e


per ultime arrivano le “erbe”
Le specie vegetali conosciute oggi nel
mondo

non vascolarri
Vascolari a spore
Gimnosperme
Angiosperme
Le specie vegetali conosciute oggi nel
mondo

non vascolarri
Vascolari a spore
7% Gimnosperme
4% Angiosperme
3%

87%
Evoluzione delle difese
Evoluzione delle difese
Evoluzione delle difese

•Dalle difese meccaniche: cutina, subrina, cere, cortecce,


spine, ecc. alle difese chimiche
Evoluzione delle difese

•Dalle difese meccaniche: cutina, subrina, cere, cortecce,


spine, ecc. alle difese chimiche
•Le prime briofite e gimnosperme iniziano a produrre tannini
condensati, glicosidi cianogenici, ormoni giovanili ed
ecdisoni, e le prime Conifere (Araucaria, Podocarpus,
Cupressus arizonica, Pinus strobus, ecc.) iniziarono ad
immettere nell’ambiente terpenoidi
Evoluzione delle difese

•Dalle difese meccaniche: cutina, subrina, cere, cortecce,


spine, ecc. alle difese chimiche
•Le prime briofite e gimnosperme iniziano a produrre tannini
condensati, glicosidi cianogenici, ormoni giovanili ed
ecdisoni, e le prime Conifere (Araucaria, Podocarpus,
Cupressus arizonica, Pinus strobus, ecc.) iniziarono ad
immettere nell’ambiente terpenoidi
•Le Angiosperme portano alla maggior diversificazione in
risposta all’escalation
Evoluzione delle difese

•Dalle difese meccaniche: cutina, subrina, cere, cortecce,


spine, ecc. alle difese chimiche
•Le prime briofite e gimnosperme iniziano a produrre tannini
condensati, glicosidi cianogenici, ormoni giovanili ed
ecdisoni, e le prime Conifere (Araucaria, Podocarpus,
Cupressus arizonica, Pinus strobus, ecc.) iniziarono ad
immettere nell’ambiente terpenoidi
•Le Angiosperme portano alla maggior diversificazione in
risposta all’escalation
•Nelle Dicotiledoni la composizione degli OE si segrega in
senso evolutivo.
Evoluzione delle difese
Evoluzione delle difese

•Nelle più antiche dicotiledoni (Magnolidae) le essenze sono


caratterizzate soprattutto da derivati dell’acido cinnamico:
safrolo, eugenolo ed aldeide cinnamica. Illicium verum,
Canananga odorata, Cinnnamomum spp., Laurus nobilis,
Myristica fragrans
Evoluzione delle difese

•Nelle più antiche dicotiledoni (Magnolidae) le essenze sono


caratterizzate soprattutto da derivati dell’acido cinnamico:
safrolo, eugenolo ed aldeide cinnamica. Illicium verum,
Canananga odorata, Cinnnamomum spp., Laurus nobilis,
Myristica fragrans
•Nelle più più moderne si riducono i derivati del cinnamato d
aumentano i terpenoidi: prima nelle Rosidae (Myrtus spp.;
Rosa spp. ; Citrus spp. Pimpinella, Anethum, Angelica,
Foeniculum e poi nelle Asteridae Melissa, Lavandula,
Rosmarinus, Thymus, Mentha e Matricaria, Artemisia
absinthium, Achillea, Calendula
Funzione ecologica
Funzione ecologica degli OE
Funzione ecologica degli OE
Gli OE non sono (solo) prodotti di scarto perché:
Funzione ecologica degli OE
Gli OE non sono (solo) prodotti di scarto perché:
•sono sintetizzati e raccolti ancora nel periodo giovanile della
pianta, mentre questo processo rallenta e si ferma nelle piante
mature.
Funzione ecologica degli OE
Gli OE non sono (solo) prodotti di scarto perché:
•sono sintetizzati e raccolti ancora nel periodo giovanile della
pianta, mentre questo processo rallenta e si ferma nelle piante
mature.
•sono prodotti ad un costo non indifferente in termini di DNA,
enzimi, fotosintase ed energia. Sembrerebbe quindi ovvio un
vantaggio selettivo per le piante che producono OE
Funzione ecologica degli OE
Gli OE non sono (solo) prodotti di scarto perché:
•sono sintetizzati e raccolti ancora nel periodo giovanile della
pianta, mentre questo processo rallenta e si ferma nelle piante
mature.
•sono prodotti ad un costo non indifferente in termini di DNA,
enzimi, fotosintase ed energia. Sembrerebbe quindi ovvio un
vantaggio selettivo per le piante che producono OE
Quale ruolo?
Funzione ecologica degli OE
Gli OE non sono (solo) prodotti di scarto perché:
•sono sintetizzati e raccolti ancora nel periodo giovanile della
pianta, mentre questo processo rallenta e si ferma nelle piante
mature.
•sono prodotti ad un costo non indifferente in termini di DNA,
enzimi, fotosintase ed energia. Sembrerebbe quindi ovvio un
vantaggio selettivo per le piante che producono OE
Quale ruolo?
Attrazione degli impollinatori. Attività contro i patogeni.
Funzione ecologica degli OE
Gli OE non sono (solo) prodotti di scarto perché:
•sono sintetizzati e raccolti ancora nel periodo giovanile della
pianta, mentre questo processo rallenta e si ferma nelle piante
mature.
•sono prodotti ad un costo non indifferente in termini di DNA,
enzimi, fotosintase ed energia. Sembrerebbe quindi ovvio un
vantaggio selettivo per le piante che producono OE
Quale ruolo?
Attrazione degli impollinatori. Attività contro i patogeni.
Competizione pianta-pianta. Mediazione di cicli nutritivi.
Funzione ecologica degli OE
Gli OE non sono (solo) prodotti di scarto perché:
•sono sintetizzati e raccolti ancora nel periodo giovanile della
pianta, mentre questo processo rallenta e si ferma nelle piante
mature.
•sono prodotti ad un costo non indifferente in termini di DNA,
enzimi, fotosintase ed energia. Sembrerebbe quindi ovvio un
vantaggio selettivo per le piante che producono OE
Quale ruolo?
Attrazione degli impollinatori. Attività contro i patogeni.
Competizione pianta-pianta. Mediazione di cicli nutritivi.

Difesa da erbivori. Solvente per altri composti.


Funzione ecologica degli OE
Gli OE non sono (solo) prodotti di scarto perché:
•sono sintetizzati e raccolti ancora nel periodo giovanile della
pianta, mentre questo processo rallenta e si ferma nelle piante
mature.
•sono prodotti ad un costo non indifferente in termini di DNA,
enzimi, fotosintase ed energia. Sembrerebbe quindi ovvio un
vantaggio selettivo per le piante che producono OE
Quale ruolo?
Attrazione degli impollinatori. Attività contro i patogeni.
Competizione pianta-pianta. Mediazione di cicli nutritivi.

Difesa da erbivori. Solvente per altri composti.


NB: le resine hanno anche altri effetti non riconducibili agli OE
Funzione ecologica degli OE
Funzione ecologica degli OE
1. Attrazione degli impollinatori
Funzione ecologica degli OE
1. Attrazione degli impollinatori
• Ruolo importante in particolare nell'attrazione degli impollinatori notturni e
più primitivi (è probabile che l'odore sia un attraente per gli insetti più
antico del colore). Gli aromatici nella frutta svolgono invece attività di
attrazione per facilitare la dispersione dei semi
Funzione ecologica degli OE
1. Attrazione degli impollinatori
• Ruolo importante in particolare nell'attrazione degli impollinatori notturni e
più primitivi (è probabile che l'odore sia un attraente per gli insetti più
antico del colore). Gli aromatici nella frutta svolgono invece attività di
attrazione per facilitare la dispersione dei semi
2. Competizione pianta-pianta
Funzione ecologica degli OE
1. Attrazione degli impollinatori
• Ruolo importante in particolare nell'attrazione degli impollinatori notturni e
più primitivi (è probabile che l'odore sia un attraente per gli insetti più
antico del colore). Gli aromatici nella frutta svolgono invece attività di
attrazione per facilitare la dispersione dei semi
2. Competizione pianta-pianta
• I monoterpeni sono citotossici per i tessuti vegetali (processi di respirazione,
fotosintesi e permeabilità membrana cellulare) e fitotossici nel terreno
(inibizione/rallentamento germinazione). Metodo poco selettivo.
Funzione ecologica degli OE
1. Attrazione degli impollinatori
• Ruolo importante in particolare nell'attrazione degli impollinatori notturni e
più primitivi (è probabile che l'odore sia un attraente per gli insetti più
antico del colore). Gli aromatici nella frutta svolgono invece attività di
attrazione per facilitare la dispersione dei semi
2. Competizione pianta-pianta
• I monoterpeni sono citotossici per i tessuti vegetali (processi di respirazione,
fotosintesi e permeabilità membrana cellulare) e fitotossici nel terreno
(inibizione/rallentamento germinazione). Metodo poco selettivo.
3a. Difesa da erbivori: animali superiori
Funzione ecologica degli OE
1. Attrazione degli impollinatori
• Ruolo importante in particolare nell'attrazione degli impollinatori notturni e
più primitivi (è probabile che l'odore sia un attraente per gli insetti più
antico del colore). Gli aromatici nella frutta svolgono invece attività di
attrazione per facilitare la dispersione dei semi
2. Competizione pianta-pianta
• I monoterpeni sono citotossici per i tessuti vegetali (processi di respirazione,
fotosintesi e permeabilità membrana cellulare) e fitotossici nel terreno
(inibizione/rallentamento germinazione). Metodo poco selettivo.
3a. Difesa da erbivori: animali superiori
• E' ipotizzabile che gli OE possano, a concentrazioni elevate ed in alcuni casi,
esercitare un’influenza inibitoria sulla selezione del cibo ma quest’influenza
sembra molto ridotta se comparata alla corrispettiva azione d’alcaloidi e
tannini.
Funzione ecologica degli OE
Funzione ecologica degli OE
3b. Difesa da erbivori: insetti
Funzione ecologica degli OE
3b. Difesa da erbivori: insetti
• I monoterpenoidi sembrano giocare un ruolo importante anche nei
meccanismi di difesa dagli insetti (Mentha x piperita, Mentha
pulegium, Artemisia vulgaris, Citrus spp, Pseudotsuga menziesii,
terpinen-4-olo; linalolo, canfora, β-pinene acetato di bornile e
borneolo). Le erbacee tropicali, al contrario di quelle delle zone non
tropicali, hanno sviluppato alto contenuto in citrali, probabilmente
perché sono più frequentemente soggette a predazioni da parte
d’insetti. I terpeni sono spesso sintetizzati ex novo e rilasciati dopo
un attacco di insetti con lesioni
Funzione ecologica degli OE
3b. Difesa da erbivori: insetti
• I monoterpenoidi sembrano giocare un ruolo importante anche nei
meccanismi di difesa dagli insetti (Mentha x piperita, Mentha
pulegium, Artemisia vulgaris, Citrus spp, Pseudotsuga menziesii,
terpinen-4-olo; linalolo, canfora, β-pinene acetato di bornile e
borneolo). Le erbacee tropicali, al contrario di quelle delle zone non
tropicali, hanno sviluppato alto contenuto in citrali, probabilmente
perché sono più frequentemente soggette a predazioni da parte
d’insetti. I terpeni sono spesso sintetizzati ex novo e rilasciati dopo
un attacco di insetti con lesioni
3c. Difesa da erbivori: azione ormonale
Funzione ecologica degli OE
3b. Difesa da erbivori: insetti
• I monoterpenoidi sembrano giocare un ruolo importante anche nei
meccanismi di difesa dagli insetti (Mentha x piperita, Mentha
pulegium, Artemisia vulgaris, Citrus spp, Pseudotsuga menziesii,
terpinen-4-olo; linalolo, canfora, β-pinene acetato di bornile e
borneolo). Le erbacee tropicali, al contrario di quelle delle zone non
tropicali, hanno sviluppato alto contenuto in citrali, probabilmente
perché sono più frequentemente soggette a predazioni da parte
d’insetti. I terpeni sono spesso sintetizzati ex novo e rilasciati dopo
un attacco di insetti con lesioni
3c. Difesa da erbivori: azione ormonale
• Composti che agiscono come ormoni giovanili sono stati scoperti in
piante come Abies balsamea e Cedrus deodara, e sembrano in grado
di di arrestare lo sviluppo di alcuni insetti
Funzione ecologica degli OE
Funzione ecologica degli OE
4. Attività contro patogeni
Funzione ecologica degli OE
4. Attività contro patogeni
• L'attività antimicrobica degli OE non è in discussione, e rimando la
discussione al capitolo sulle attività biologiche.
Funzione ecologica degli OE
4. Attività contro patogeni
• L'attività antimicrobica degli OE non è in discussione, e rimando la
discussione al capitolo sulle attività biologiche.
5. Mediazione di cicli vitali
Funzione ecologica degli OE
4. Attività contro patogeni
• L'attività antimicrobica degli OE non è in discussione, e rimando la
discussione al capitolo sulle attività biologiche.
5. Mediazione di cicli vitali
• Nei climi mediterranei gli OE giocano un ruolo importante nel ciclo
riproduttivo e nutritivo, mediando, ogni 15-25 anni, incendi che stimolano la
germinazione dei semi delle erbacee inibite dagli OE, e un aumento della
biodiversità. Come risultato della loro tossicità per i detrivori e funghi
cellulolitici, regolano il ritmo di decomposizione del deposito di foglie in climi
più umidi. I monoterpeni delle resine funzionano da riserva di carbonio nel
sottobosco di Conifere.
Funzione ecologica degli OE
4. Attività contro patogeni
• L'attività antimicrobica degli OE non è in discussione, e rimando la
discussione al capitolo sulle attività biologiche.
5. Mediazione di cicli vitali
• Nei climi mediterranei gli OE giocano un ruolo importante nel ciclo
riproduttivo e nutritivo, mediando, ogni 15-25 anni, incendi che stimolano la
germinazione dei semi delle erbacee inibite dagli OE, e un aumento della
biodiversità. Come risultato della loro tossicità per i detrivori e funghi
cellulolitici, regolano il ritmo di decomposizione del deposito di foglie in climi
più umidi. I monoterpeni delle resine funzionano da riserva di carbonio nel
sottobosco di Conifere.
6. Azione come solvente/vettori per composti
Funzione ecologica degli OE
4. Attività contro patogeni
• L'attività antimicrobica degli OE non è in discussione, e rimando la
discussione al capitolo sulle attività biologiche.
5. Mediazione di cicli vitali
• Nei climi mediterranei gli OE giocano un ruolo importante nel ciclo
riproduttivo e nutritivo, mediando, ogni 15-25 anni, incendi che stimolano la
germinazione dei semi delle erbacee inibite dagli OE, e un aumento della
biodiversità. Come risultato della loro tossicità per i detrivori e funghi
cellulolitici, regolano il ritmo di decomposizione del deposito di foglie in climi
più umidi. I monoterpeni delle resine funzionano da riserva di carbonio nel
sottobosco di Conifere.
6. Azione come solvente/vettori per composti
• L’OE di Myrica gale contiene monoterpeni (soprattutto α-pinene) molto volatili
e un sesquiterpene poco volatile ma molto antimicotico, il germacrone, che
viene trasportato e depositato sulla foglia dai monoterpeni. I monoterpeni
solubilizzano e servono da facilitatori per la dispersione delle resine
Botanica
Fisiologia ed anatomia
(A) Leaf

Upper epidermis
Leaf primordia (dermal tissue)
Cuticle
Shoot apex and Palisade
apical meristem parenchyma
(ground tissue)
Bundle sheath
Axillary bud
parenchyma
with meristem
Xylem Vascular
tissues
Mesophyll Phloem
Leaf Lower epidermis
(dermal tissue)
Node
Guard cell
Internode
Stomata
Spongy mesophyll
(ground tissue)
Lower epidermis

Cuticle
Vascular (B) Stem
tissue
Soil line Epidermis
(dermal tissue)
Cortex
Ground
(ground tissue)
Lower epidermis

Cuticle
Vascular (B) Stem
tissue
Soil line Epidermis
(dermal tissue)
Cortex
Ground
Pith tissues

Lateral Xylem Vascular


root Phloem tissues

Vascular
Taproot cambium

Root hairs
(C) Root Epidermis
Root apex with (dermal tissue)
apical meristem
Cortex
Root cap Ground
Pericycle
(internal tissues
meristem)
Endodermis
Phloem Vascular
Xylem tissues

Root hair
(dermal tissue)
Primary wall Middle lamella Simple pit Vascular
cambium
(A) Dermal tissue: epidermal cells (B) Ground tissue: parenchyma cells

Primary cell wall

Middle lamella

(C) Ground tissue: collenchyma cells (D) Ground tissue: sclerenchyma cells

Primary cell wall


Middle lamella

(C) Ground tissue: collenchyma cells (D) Ground tissue: sclerenchyma cells

Primary cell wall

Sclereids

Nucleus

Fibers

(E) Vascular tisssue: xylem and phloem


Bordered pits

Simple
Secondary
pits Sieve plate
walls

Nucleus

Companion
Sieve cell
areas

Primary walls Sieve plate

End wall perforation

Tracheids Vessel elements Sieve cell Sieve tube element


(gymnosperms) (angiosperms)

Xylem Phloem
Fisiologia ed anatomia delle
strutture secretorie
Sintesi dei terpeni
Sintesi dei terpeni

• I terpenoidi sono la classe più ampia di prodotti naturali, presenti sia


nel mondo vegetale sia in quello animale. Al momento conosciamo più di
40.000 strutture terpeniche
Sintesi dei terpeni

• I terpenoidi sono la classe più ampia di prodotti naturali, presenti sia


nel mondo vegetale sia in quello animale. Al momento conosciamo più di
40.000 strutture terpeniche
• Nonostante la loro enorme diversità si possono tutti far risalire ad un
“mattone comune” isoprenico. Nelle piante esistono due percorsi diversi
per arrivare a questo mattone, e questi percorsi sono segregati in parti
diverse della cellula.
Sintesi dei terpeni

• I terpenoidi sono la classe più ampia di prodotti naturali, presenti sia


nel mondo vegetale sia in quello animale. Al momento conosciamo più di
40.000 strutture terpeniche
• Nonostante la loro enorme diversità si possono tutti far risalire ad un
“mattone comune” isoprenico. Nelle piante esistono due percorsi diversi
per arrivare a questo mattone, e questi percorsi sono segregati in parti
diverse della cellula.
• Nei plastidi (nei leucoplasti e nei cloroplasti) si ha il percorso dello DXP,
che poi porta a monoterpeni e diterpeni
Sintesi dei terpeni

• I terpenoidi sono la classe più ampia di prodotti naturali, presenti sia


nel mondo vegetale sia in quello animale. Al momento conosciamo più di
40.000 strutture terpeniche
• Nonostante la loro enorme diversità si possono tutti far risalire ad un
“mattone comune” isoprenico. Nelle piante esistono due percorsi diversi
per arrivare a questo mattone, e questi percorsi sono segregati in parti
diverse della cellula.
• Nei plastidi (nei leucoplasti e nei cloroplasti) si ha il percorso dello DXP,
che poi porta a monoterpeni e diterpeni
• Nel citosol e reticolo endoplasmatico si ha il percorso del mevalonato che
porta a sesquiterpeni e triterpeni
Sintesi dei terpeni

• I terpenoidi sono la classe più ampia di prodotti naturali, presenti sia


nel mondo vegetale sia in quello animale. Al momento conosciamo più di
40.000 strutture terpeniche
• Nonostante la loro enorme diversità si possono tutti far risalire ad un
“mattone comune” isoprenico. Nelle piante esistono due percorsi diversi
per arrivare a questo mattone, e questi percorsi sono segregati in parti
diverse della cellula.
• Nei plastidi (nei leucoplasti e nei cloroplasti) si ha il percorso dello DXP,
che poi porta a monoterpeni e diterpeni
• Nel citosol e reticolo endoplasmatico si ha il percorso del mevalonato che
porta a sesquiterpeni e triterpeni
• Le essenze sintetizzate vanno poi incontro ad ulteriori modificazioni
Vacuole Tonoplast Nucleus

Nuclear
Peroxisome envelope Nucleolus Chromatin

Ribosomes

Rough
Compound endoplasmic
middle reticulum
lamella
Smooth
endoplasmic
Mitochondrion reticulum

Primary cell wall

Plasma membrane

Middle lamella
Cell wall Golgi body
Primary cell wall Chloroplast

Intercellular
air space
Trasporto e stoccaggio dei terpeni
Trasporto e stoccaggio dei terpeni

•E’ probabile che il reticolo endoplasmatico funzioni anche come


strumento di trasporto dei terpenoidi sintetizzati verso gli spazi
intercellulari delle strutture secretorie
Trasporto e stoccaggio dei terpeni

•E’ probabile che il reticolo endoplasmatico funzioni anche come


strumento di trasporto dei terpenoidi sintetizzati verso gli spazi
intercellulari delle strutture secretorie

•Una volta sintetizzato e trasportato, l’olio essenziale si


raccoglie in una struttura secretoria.
Trasporto e stoccaggio dei terpeni

•E’ probabile che il reticolo endoplasmatico funzioni anche come


strumento di trasporto dei terpenoidi sintetizzati verso gli spazi
intercellulari delle strutture secretorie

•Una volta sintetizzato e trasportato, l’olio essenziale si


raccoglie in una struttura secretoria.

•Le strutture secretorie si possono dividere in endogene o


interne ed esogene o esterne
Strutture secretorie endogene

Zingiber, Myristica, Cinnamomum,


Cellule secretorie Piper

Schizogene Commiphora, Boswellia, Elemi,


Cavità o sacchi Acacia, Cupressus, Thuja,
lisigene o Eucalyptus, Melaleuca, Gossypium,
secretori schizolisigene Rutaceae fol.

Apiaceae, Picea, Pinus, Bursera,


Canali secretori Schizogeni Commiphora, Copaifera (lis.)

Cannabis, Humulus, Euphorbia,


Laticiferi Papaver, Hypericum
ABC svil. dotto ol. sch. Apiaceae. D cell ol. zenzero. EF gh schls. Barosma e
Citrus. cell. ol. Cinnamomum. H cell. res. jalap
Strutture secretorie esogene

Cellule epidermiche Rosa, Jasminum ed altri fiori

Geraniaceae, Lamiaceae,
Tricomi ghiandolari
Verbenaceae
(a) (b) Capitate Gland

Peltate Gland

Peltate Gland

50 µm
Capitate Gland 50 µm

(c) (d)

50 µm 20 µm
FIGURE 1
glandul
shows a
sagittata
and are
space th
from th
Service.