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una

casa
per la
famiglia k
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2/2013
PRODURRE QUESTO GIORNALE COSTA 0,75 EURO QUELLO CHE DATE IN PI IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE
QUALSIASI RICHIESTA AL DI L DELLOFFERTA LIBERA NON AUTORIZZATA
INCHIESTA: PIAZZA mALPIGHI, ALDROvANDI E SAN FRANCESCO, ECCO COmE LE
vOGLIAmO. IL REPORTAGE DEL LABORATORIO DI GIORNALISmO SOCIALE
Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora
2
13
Piazza Grande
Giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora
TeNDeRe uN gIoRNALe megLIo Che TeNDeRe uNA mANo
COMITATO EDITORIALE Jacopo Fiorentino, mauro Sarti
DIRETTORE EDITORIALE Leonardo Tancredi
direttore resPonsaBile Bruno Pizzica
stamPa Industrie grafche galeati
Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n6474
redazione
Via Corazza 7/8 40128 Bologna, tel. 051 342328, fax 051 3370669
www.piazzagrande.it | redazione@piazzagrande.it
CaPoredattore Laura Pasotti
Consulenza editoriale Agenda (www.agendanet.it)
ProGetto GrafiCo Fabio Bolognini
distriBuzione
Redazione Piazza grande
in redazione
eva Brugnettini, erika Casali, Alice Facchini, Francesca mezzadri,
Salvatore Pio, mauro Sarti, Igor Sartoni, Donato ungaro.
Hanno CollaBorato a questo numero
mariangela Celiberti, gruppo fotografco Bandiera gialla, Paola
giglio, giorgia gruppioni, Carlo gubitosa, Alessandro Kostis, elena
marchese, Jonathan mastellani, Francesco mele, gianluca morozzi,
Serena Panico, Andrea Prandini, Carmine Roccia, Viviana Santoro,
Davide Sorci, giovanni Stinco, marco Tarozzi, Alessandro Tolomelli,
Laura Vallortigara, Alain Verdial.
gerenza
In copertIna
Q
ueSTA VoLTA LeNFASI eLeTToRALe SemBRA eSSeRe DI BuoN AuSPICIo. SoLo NeL-
Le uLTIme TRe SeTTImANe SI SoNo SuSSeguITI IN CITT FoRTI APPeLLI DeLLA PoLITI-
CA PeR ChIeDeRe LA ChIuSuRA DeL CIe DI BoLogNA. FINo A Che ANChe IL SINDACo VIR-
gINIo meRoLA hA PReSo IL BuS e SI INFILATo Su PeR VIA mATTeI, PoCo PRImA DeL CARLINo, PeR
uRLARe IL Suo SCoNCeRTo: QueSTo uN Luogo DISumANo. e VA ChIuSo. oRmAI TuTTI Lo DI-
CoNo, mA NeSSuNo Lo FA. TANTo meNo ADeSSo, Che IL goVeRNo VeCChIo NoN C PI e IL LA-
VoReTTo SPoRCo SPeTTeR AL NuoVo CAPo DeLLA SCIALuPPA. oRA Che NeSSuNo SI PReNDe PI
LA ReSPoNSABILIT DeLLA LoRo NASCITA (ePPuRe I DeCReTI Che LI hANNo FATTo PARTIRe PoRTA-
VANo Le FIRme DI TuRCo e NAPoLITANo PRImA, e DI BoSSI e FINI PoI), mANCA ANChe IL RoTTAmA-
ToRe. ChI SAR DISPoSTo A FARSI AVANTI PeR CANCeLLARe DeFINITIVAmeNTe DALLA NoSTRA mAP-
PA geNeTICA QueI FANTomATICI CeNTRI DI IDeNTIFICAzIoNe e eSPuLSIoNe PeR gLI ImmIgRATI?
CeRTo, IL TemA NoN PARTICoLARmeNTe APPeTIBILe IN VISTA DeLLe uRNe. PARLARe DI ImmIgRAzIoNe,
DI DIRITTI, DI PARTeCIPAzIoNe, FA FARe SemPRe BeLLA FIguRA Se SI ReSTA SuL geNeRALe, uN Po PI SCo-
moDo eNTRARe NeL meRITo DeI PRoBLemI e CeRCARe CoNCReTe SoLuzIoNI. mA Se ChIuDoNo I CIe,
DoPo, Che SuCCeDeR? SI PoTReBBeRo DomANDARe mIgLIAIA, mILIoNI, DI TeRRoRIzzATI eLeTToRI?
DeFINITIVA LA RISPoSTA: NuLLA, PRoPRIo NuLLA. FoRSe VALe PeNA RICoRDARe Che TuTTe Le PI SeRIe RI-
CeRChe IN CAmPo CRImINoLogICo INDICANo Come moLTo BASSo IL TASSo DI CRImINALIT DeLLA PoPo-
LAzIoNe ImmIgRATA RISPeTTo A QueLLA AuToCToNA, e Che moLTo DoVuTo A uNA QueSTIoNe DI PeR-
CezIoNe DeLLA ReALT e DA uN uTILIzzo SPeSSo DISToRTo DeLLA NoTIzIA DA PARTe DI moLTI meDIA. IL
PRoBLemA VeRo SAReBBe INVeCe QueLLo DI meTTeRe IN CAmPo, uNA VoLTA PeR TuTTe, uNA VeRA PoLI-
TICA VoLTA ALLINCLuSIoNe, ALLA CoNDIVISIoNe e ALLA RICeRCA DeLLe PARI oPPoRTuNIT. RoBA LoNTA-
NA ANNI LuCe DALLA CuLTuRA DeL NoSTRo PICCoLo PAeSe Che mANDA, S, I SuoI FIgLI ALLeSTeRo, mA
Che PeR I FIgLI DegLI ALTRI Che VeNgoNo DA NoI, NoN DISPoSTo A FARe IL BeNCh mINImo SFoRzo.
LA VeRIT, Come DuRANTe LA gueRRA, uNA DeLLe PRIme VITTIme DI ogNI CAmPAgNA eLeTToRALe. eCCo,
NoI VoTeRemo PeR ChI I CIe LI VuoLe FARe ChIuDeRe DAVVeRo, SIA PeR QueLLI Che Lo DICoNo DA TemPo,
Che PeR QueLLI ARRIVATI oRA SuL FILo DeLLeNTuSIASmo eLeTToRALe. PeRCh VogLIAmo eSSeRe geNe-
RoSI e CReDeRe A ChI PARLA guARDANDoCI NegLI oCChI . LImPoRTANTe IL RISuLTATo. LImPoRTANTe
CANCeLLARe QueLLoBBRoBRIo Che PeR TRoPPo TemPo hA TRoVATo SPAzIo ACCANTo ALLe NoSTRe
CASe. TuTTo QueLLo Che ARRIVeR DoPo, Lo STARemo A VeDeRe: Come SI DICe, SI Pu SoLo mIgLIoRARe.
(redazione@piazzagrande.it)
editoriale/
Il voto utile
p mAuRo SARTI
il volto in prima pagina quel-
lo di a. che vive con il marito
e i fgli in uno degli apparta-
menti messi a disposizione
dallistituzione per linclusio-
ne sociale serra zanetti e ge-
stito da Piazza Grande.
Prima di arrivare in questa
casa a. e la sua famiglia han-
no subito uno sfratto e sono
stati ospitati temporanea-
mente allalbergo popolare
del Pallone. la foto di Vittorio Valentini del gruppo fotograf-
co di Bandiera Gialla (www.bandieragialla.it).
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conoscere Piazza Grande e i suoi temi a chi ti sta intorno.
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10/2012
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Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora
ALTRO
MERCATO 11/2012
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Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora
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BOLOGNA
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Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora
un pranzo per i senza fssa dimora nel
salotto della ristorazione bolognese, il
Diana. Sono 80 gli homeless che hanno
pranzato tra lampadari di cristallo e
orologi in stile liberty, serviti da camerieri
in livrea che hanno lavorato nel loro
giorno di riposo. Nata da unidea di
Roberto morgantini, liniziativa ha visto
come ospiti il sindaco Virginio merola,
Alessandro Bergonzoni e gianni morandi.
Sullonda di questa iniziativa, altri
ristoranti hanno aderito: quaranta locali,
una volta al mese, preparano dei pasti
che vengono distribuiti ai senzatetto.
Bergonzoni
e Morandi
al Diana
con gli homeless
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M
i chiamo Ruma, ho 19
anni e sono la fglia
pi grande della fami-
glia K.... Inizia cos il diario di Ruma.
In questo mese attraverso i suoi occhi
abbiamo scoperto uno strano mondo,
fatto di famiglie che fanno le famiglie
anche se una casa non ce lhanno, di
bambini che scappano dagli autobus per
sfuggire ai controllori, di mamme che li-
tigano con altre mamme per usare luni-
co microonde a disposizione e di pap
che fanno interviste alla tv. un mondo in
cui i dormitori hanno tanti posti e accol-
gono famiglie, uomini e donne che una
casa non ce lhanno e forse alcuni non
ricordano neanche di averla mai avuta.
La prima volta che Ruma si resa conto
di quanta gente leggesse i suoi post ha
sorriso stupita e ha iniziato a crederci.
La campagna di raccolta fondi per la
famiglia K lanciata da Piazza grande a
dicembre durata 32 giorni al termine
dei quali sono stati raccolti 7.700 euro,
Attualmente una
persona senza di-
mora viene inserita
in un lungo percor-
so assistenziale che
da risposta ai principali problemi mate-
riali: un posto letto in dormitorio e un
pasto caldo in una mensa nella maggior
parte dei casi, lunghe attese e scarse ri-
sorse per progetti pi a lungo termine.
una persona inserita in questo sistema
spesso peggiora la propria vita relazio-
nale, diventa dipendente dal circuito as-
sistenziale e a lungo termine fnisce con
lidentifcarsi con lessere una persona
senza dimora.
gli studi confermano che le perso-
ne senza dimora hanno un orizzon-
te temporale molto ridotto: la gior-
nata e il presente sono scanditi dagli
orari dei servizi di accoglienza e non
c posto per le aspettative future
e la realizzazione di progetti di vita.
La politica del sostegno abitativo, invece,
1.700 in pi rispetto allobiettivo inizia-
le. ma a cosa serviranno questi soldi?
La famiglia K. ha iniziato a cercare una
casa, con i soldi della campagna con-
tano di pagare un anno di afftto e h.,
il padre di Ruma, inizier un percorso
fnanziato dal Comune di Bologna f-
nalizzato allinserimento lavorativo.
La fne della campagna a favore della fa-
miglia K non rappresenta lultima pagina
del diario di Ruma, lepilogo di un roman-
zo familiare fuori dal comune, ma lini-
zio di un progetto strutturato di sostegno
abitativo a una famiglia senza dimora.
una casa alla famiglia K si inserisce
nel pi ampio progetto Tutti a Casa
di Piazza grande che ha come obiettivo
linserimento abitativo di persone e fa-
miglie senza dimora.
Il principio fondamentale di Tutti a
casa la de-istituzionalizzazione delle
persone senza dimora attraverso un ra-
pido inserimento in una casa e un ade-
guato sostegno psicologico e sociale.
p SeReNA PANICo
la famiglia k
avr presto una casa
Successo per la campagna di raccolta fondi lanciata
dallassociazione: raccolti 7.700 euro in poco pi
di un mese. ora Ruma e la sua famiglia potranno
lasciare il dormitorio in cui vivono da dicembre
mira a inserire la persona senza dimora
in un appartamento e a co-progettare un
percorso di miglioramento delle proprie
condizioni di vita lavorando contempo-
raneamente dal punto di vista mate-
riale e relazionale. I dati sulle citt che
adottano gi questo modello dimostra-
no come le persone inserite in appar-
tamento percepiscono la loro vita come
migliorata, si sentono inquilini e non
pi persone senza dimora e instaurano
una relazione di fducia con gli operato-
ri di riferimento. Inoltre i dati economi-
ci sottolineano che inserire le persone
in appartamenti costa meno in termini
di spesa pubblica rispetto al dormitorio.
Tutti a Casa la nostra scommessa,
noi ci crediamo!
(redazione@piazzagrande.it)
Il
28 febbraio scadr la proroga
dellemergenza Nord Africa. ma an-
cora per i 348 profughi accolti in pro-
vincia di Bologna (200 solo sotto le Due
Torri), non c nessuna certezza.
Dopo aver affdato la gestione della fase
transitoria alle Prefetture, il governo non
ha ancora deciso se prorogare nuova-
mente i programmi di accoglienza, con-
cedere un titolo di viaggio e una buonu-
scita a chi lo richieder oppure caricare
sulle spalle degli enti locali lassistenza
dei migranti.
Associazioni e gestori dei centri di acco-
glienza temono che i migranti fniranno
in strada, senza casa e senza impiego.
A Bologna sono due i centri che accol-
gono i profughi. Il Centro San Felice,
ai Prati di Caprara, gestito dalla Croce
Rossa, e Villa Aldini, gestito dal Consor-
zio Indaco.
Il nostro lavoro doveva fnire con il
2012 spiega michele Camurati della
Croce Rossa Ci hanno detto di conti-
nuare fno a fne febbraio e cos stiamo
facendo. Qui ai Prati i migranti sono ar-
rabbiati e frustrati. Chiedono di andar-
sene, di avere un titolo di viaggio vali-
do anche per i Paesi extra Schengen,
soprattutto chiedono di essere accom-
pagnati nel loro viaggio con una buona
uscita di 1000 euro. Per ora per non
c ancora nulla di certo, ho presentato
le loro richieste alla Prefettura, sar poi
il ministero a decidere. Altro problema:
il 28 febbraio resteranno tutti senza un
tetto sulla testa, rischiando di diventare
homeless e di portare al collasso il Pia-
no freddo del Comune.
A Villa Aldini, invece, i profughi sono 37.
La situazione di estrema incertezza
dice Luciano Serio, coordinatore Imma-
f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f
Profughi, ancora nessuna certezza
q|
qui sotto, uno dei disegni di luca
magi che illustrano la campagna di rac-
colta fondi per la famiglia K
Liniziativa fa parte di Tutti a Casa, il progetto di Piazza Grande
sullinserimento abitativo di persone senza fssa dimora
ginatevi come possono stare i migranti,
hanno paura per il loro futuro.
Per 5 di loro si sta ragionando su un
percorso lavorativo e abitativo. Per le
tre coppie ospitate, 2 con bambini e una
in attesa, il Consorzio pensa a percorsi
speciali in collaborazione con il Comu-
ne. Per tutti gli altri per diffcile in-
tervenire conclude Serio Non ci resta
che attendere, consapevoli che se las-
sistenza scadr il 28 febbraio avremmo
quasi 200 persone senza casa in pi in
citt.
(www.redattoresociale.it)
A fne febbraio potrebbero esserci 200 persone in pi senza casa
p gIoVANNI STINCo
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Di
nuovo in centro. lampio e complesso progetto per una
nuova pedonalit a Bologna, che sta impegnando il Comu-
ne dallo scorso anno e che concluder la sua fase proget-
tuale alla fne del 2013. I cittadini ormai conoscono una par-
te importante del piano che riguarda le misure di pedonalizzazione durante i weekend,
i famosi T-Days, e alcuni avranno gi avuto modo di notare i lavori che sono stati fatti in
piazza minghetti, piazza San Domenico, piazza Verdi e nel Cortile del Pozzo. Pochi for-
se sanno che questo progetto riguarda anche altre piazze, Aldrovandi, San Francesco e
malpighi, e che lobiettivo ambizioso del Comune quello di rinnovare lo spazio pub-
blico del centro per migliorare la qualit urbana coinvolgendo direttamente chi vive a
Bologna. A questo scopo, Piazza grande tra i soggetti chiamati in causa. Il progetto, che
nasce dalla collaborazione con urban Center e i quartieri San Vitale e Saragozza, ha gi
promosso due passeggiate nelle tre piazze guidate da eugenio Riccomini e da giuliano
gresleri, unanalisi dellAssociazione Re:habitat, e con Iperbole 2020, una raccolta di
pensieri aperta ai cittadini sul web. Come spiegano gli assessori allurbanistica, Patrizia
gabellini, e alla mobilit, Andrea Colombo: La collaborazione con Piazza grande rientra
nello stesso flone di lavoro: coinvolgere soggetti differenti per riuscire a raccogliere le
esigenze e i punti di vista pi diversi, anche di chi ha solitamente pi diffcolt a far sen-
tire la propria voce. e la voce di chi lavora, passeggia, vive in quelle strade, stata rac-
colta dai partecipanti al Laboratorio di giornalismo sociale, organizzato anche questan-
no dalla redazione di Piazza grande. Linchiesta del mese, dedicata alle tre piazze,
stata realizzata da loro con foto, video e interviste: tutto il materiale prodotto che non
leggerete in queste pagine a disposizione su piazzagrande.it, sulla pagina Facebook di
Piazza grande il giornale di strada e sul blog fatto in collaborazione con lurban Center
(http://dinuovoincentro.tumblr.com). Sappiamo che la citt molto pi del suo centro
sostengono Colombo e gabellini - ma anche che dal centro necessario partire per mi-
gliorare Bologna nel suo insieme. Il piano intende riqualifcare il centro della citt e cre-
are le condizioni che lo rendano pi sicuro, confortevole e piacevole per chi vi risiede, vi
lavora o vi accede temporaneamente. Se lintento questo, non bisogner lasciare fuori
dallindagine i senza dimora, gli studenti, i fuori sede, gli immigrati, i lavoratori precari
che fanno parte di questa citt e che non sempre riescono a trovare i loro spazi, anche
fsici, di cittadinanza. Non potranno neanche essere tralasciati i diritti di chi vive in que-
sti spazi, cos come le richieste di luoghi di aggregazione e produzione culturale da parte
dei giovani, le esigenze di chi svantaggiato da handicap fsici. Di nuovo in centro si
propone di riqualifcare quegli spazi che rappresentano cerniere dal punto di vista fun-
zionale, ovvero luoghi di interscambio fra le diverse modalit di accesso al centro e che
con la loro eterogeneit e contraddizioni, rappresentano la complessit stessa della citt.
Il tema dello spazio pubblico e della sua riconfgurazione particolarmente delicato in
quanto coinvolge interessi particolari e interessi di carattere generale che il Comune ha
il compito prioritario di tutelare, facendo tesoro delle diverse voci e posizioni, anche di
quelle pi deboli, spiegano gli assessori. Di nuovo in centro quindi, e a partire da qui
per non lasciare fuori niente e nessuno. Crediamo infatti che la vivibilit, labitabilit e
linnovazione siano le qualit da riconquistare per Bologna. Si tratta di una sfda ambi-
ziosa che ha bisogno del contributo di tutti per produrre le trasformazioni necessarie.
Noi di Piazza grande ci abbiamo provato cos. (redazione@piazzagrande.it) f
InchIesta
Bologna
Rinnovare lo spazio pubblico del centro per migliorare la qualit urbana. lobiettivo
di Di nuovo in centro, il progetto per la nuova pedonalit del Comune. Noi di Piazza
grande abbiamo chiesto a chi vive, lavora o frequenta piazza Aldrovandi, malpighi e
San Francesco come vorrebbe cambiarle. ecco cosa ci hanno raccontato
p FRANCeSCA mezzADRI
piazze
a
tre
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InchIesta
C
he si attraversi piazza malpighi
di giorno o la si percorra la sera,
risulta evidente che
essa viene utilizzata princi-
palmente come parcheggio
e come fermata degli auto-
bus: nessuno sembra sape-
re che la statua dellImma-
colata al centro della piazza
opera di guido Reni del
1638, le funzioni di agor
si sono ormai perse e luni-
co simbolo che sembra an-
cora capace di aggregare le
persone , come dimostra
il suo gruppo su Facebo-
ok, il grande platano custo-
dito nel cortile privato al ci-
vico 16.
Anomala nella forma e nel-
la funzione, perch, come raccontano
emanuela e Laura, manca un punto di
riferimento centrale, un edifcio signif-
cativo calamitante e
rappresentativo a livel-
lo identitario e nessu-
no si siederebbe mai
in piazza malpighi con
una birra e una chitar-
ra.
matteo, che abitava a
due passi dalla piaz-
za, si trasferito sen-
za troppa tristezza per-
ch: come pensare
a quanto ci si possa af-
fezionare a via marconi
o via delle Lame. For-
se sarebbe pi giusto
chiamarla per quello
che , slargo malpighi.
Anche gli affreschi sotto i portici vicino
E se lo chiamassimo
slargo Malpighi?
alla chiesa sono trascurati: Dovrebbero
essere valorizzati di pi, dice la signo-
ra Anna del Caf Tocado, che continua:
Piazza malpighi non mai stata valoriz-
zata, il traffco la danneggia. Lattenzione
sempre stata su piazza maggiore e piaz-
za Santo Stefano. Come ripensare allora
questarea urbana e come sottrarla allin-
differenza e alla disaffezione, oltre che
allincuria? Pedonalizzandola si potreb-
bero fare mercatini, eventi e iniziative or-
ganizzate dallamministrazione, suggeri-
sce Anna, che non sola, anche Claudia,
appassionata darte e fotografa, propo-
ne di creare uno spazio espositivo, libe-
ro e gratuito, c maria, che vorrebbe la
restituzione di uno spazio vuoto, fruibile
dalle persone e diversi giovani che met-
terebbero altri alberi, a far compagnia
al gigante, orti pensili, e anche murales
colorati sotto il portico per reinterpretare
gli affreschi sotto i portici sono trascurati. e in pochi sanno che
la statua dellImmacolata che la sovrasta di guido Reni. ma
forse il problema pi evidente di piazza malpighi il traffco
quegli affreschi di cui non ci si sapu-
ti prender cura. Si aggiunge a loro an-
che maurizio, titolare del ristorante San
Franzisco: Certo che sono favorevole a
una pedonalizzazione. ho provato a fare
qualcosa ma ci vuole unassociazione di
quartiere e non c perch siamo quattro
gatti. Le voci fuori dal coro riguardo una
possibile pedonalizzazione provengono
da via Porta Nova, la strada alla destra
del San Franzisco.
La pedonalizzazione stata imposta dal
comune. dannosa, non ci si pu pi
muovere. Chi parla il signor giordani,
proprietario della tabaccheria della via
che aggiunge: In questo modo viene vie-
tato lingresso al centro a chi usa lauto-
bus perch magari ha diffcolt motorie,
tipo gli anziani e su una possibile so-
luzione quale il dirottamento delle linee
del trasporto pubblico sui viali incalza:
Linquinamento qui non va bene ma sui
viali si? Le idee sono nobili, ma si scon-
trano con la realt. Antonio, titolare del
negozio di calzature della via, aggiunge:
Non bisogna pedonalizzare e basta, bi-
sogna riuscire a chiudere il centro con in-
telligenza. Semplice via o vera e propria
piazza? Laccordo di queste voci cos con-
trastanti decider il nuovo volto di que-
sto pezzo di citt.
(redazione@piazzagrande.it)
p DAVIDe SoRCI
in mezzo alla frenesia di piazza malpighi c qualcuno che non sta solo ad aspettare per non perdere la corsa
del prossimo bus; c chi questa piazza la vive come luogo di lavoro, spazio dove poter guadagnare qual-
cosa per provare a cambiare un po la sua vita.
sulla sinistra, qualche metro prima di entrare nella chiesa francescana dallingresso che si affaccia su piazza
malpighi, si trova un ragazzo che indossa una pettorina gialla con su scritto piazza grande.
si chiama g., ed un venditore del giornale che state leggendo.
sto cercando una tenda, perch sono di fuori - intende dire che dorme fuori, che non ha una casa. si ca-
pisce bene che non italiano: vengo dalla romania, 3 mesi che sono in questa condizione. sono venuto
qua per trovare lavoro, ho chiesto se qualcuno aveva un posto ma serve materiale per lavorare, se uso que-
sti soldi non abbiamo nemmeno da mangiare.
Qui siamo io, mia moglie e mia figlia, dormiamo tutti e tre fuori. se potessi trovare i soldi per tornare a casa
non tornerei mai qui, per il biglietto costa 280 e quei soldi non li abbiamo - e aggiunge: Con i giornali
non riesco a guadagnare molto... la notte del 24 dicembre 2012 ed circa mezzanotte e un quarto.
rispondono tutti la stessa cosa, sono pochi quelli che mi aiutano racconta g. - adesso dormo nel parco,
non ho nemmeno una tenda. Ho chiesto anche al padre della basilica e mi ha detto di andare da Decathlon
che li ci sono tende con posti per pi persone, ma costano 100. Ho provato al dormitorio ma tutti i posti
sono occupati. se io avessi un lavoro, a casa mia, ci tornerei subito ma anche per questo che sono venuto
qui dalla romania, perch siamo poveri.
E ancora: Una casa in affitto costa 500, come faccio io? In lontananza si scorge unaltra venditrice del
giornale: lei mia moglie.
(redazione@piazzagrande.it)
in piazza io ci lavoro
q|
sotto, due studi per piaz-
za malpighi pedonale realiz-
zati da Pietro ramina
p JoNAThAN mASTeLLANI, DAVIDe SoRCI e LAuRA VALLoRTIgARA
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InchIesta
C
chi occasionalmente di
passaggio. Chi distrattamen-
te attraversa la piazza per
dirigersi al lavoro. Chi rallenta la pro-
pria corsa in bicicletta e saluta la Basi-
lica, ammirata da tanti nasi allins. e
poi i soliti volti che abitualmente si fer-
mano per un caff o colorano la piazza
con gessetti colorati. Piazza San France-
sco cos, raccoglie
un po il tempo di
chi, come Davide,
non tarda a consi-
derarla un privi-
legiato luogo dag-
gregazione in cui
potersi esprimere
liberamente. una
piazza trasversale,
quindi, che riesce
a cambiare volto a
seconda di chi lat-
traversa e magari
decide di sostare per terra a gambe in-
crociate, sopratutto verso sera. Certo le
panchine non mancano ma, come ricor-
da Francesca, in alcune ore della gior-
nata sono completamente allombra e
lestate non ancora arrivata. mentre lei
propone un posto al sole c chi tiene
docchio suo fglio che gioca e corre nel-
lo stesso piccolo giardinetto dove anche
qualche cane di passaggio: Ci sono
pi cani che cristiani - conferma Dome-
nico, gestore di Tecnocopie - e nessuno
tira su gli escrementi. In effetti Patrizia
allude a una raccolta frme per la cre-
azione di un giardino apposito per cani
dato che il primo sgambatoio disponibi-
le lontano dalla piazza. e sono poi in
molti a ricordare con piacere lattacco
verde promosso lo scorso 25 Aprile dal
guerrilla gardening nel piccolo appez-
zamento che ora sembra accogliere solo
piante malate, come denuncia mar-
co, senza dimora del Pratello. Con una
bacchetta magica probabilmente esau-
direbbe il desiderio di molti: tinteggia-
re di verde la piazza che, con un po di
fantasia, immagina simile al parco la-
birintico di Pinocchio a Collodi. Pensa
anche a una possibile pista per tappi-
ni con cui poter giocare, confermando
che di giorno la piazza osserva enrico
Carlo, gestore del bar De marchi - vis-
suta da bambini e donne con gelato.
ed sopratutto per facilitare la sicurez-
za dei fgli che le voci di molti residen-
ti si uniscono in nome della chiusura
al traffco, unipotesi appoggiata anche
dai gestori dei locali che gi pregustano
la possibilit di mettere i tavolini fuo-
ri. un po fuori dal coro si schierano
i venditori ambulanti del mercato dei
fori del marted mattina: abbandona-
no lidea della pedonalizzazione perch
lacquirente necessita di un mezzo per
spostarsi facilmente con merce spesso
ingombrante e rigettano anche lipote-
si di costruire una fontana che potrebbe
ostruire la viabilit. pur vero che loro
vivono la piazza solo una volta a set-
timana mentre c chi, come la giova-
ne residente Chiara, osserva quello che
chiama il mortorio diurno della piaz-
za, che invece si popola di studenti ap-
p VIVIANA SANToRo
pena cala il sole, diventando a tutti gli
effetti la piazza del Pratello. ma anche
se a parlare siano residenti o passanti,
giovani o anziani, limpressione di chi
la vive sempre la stessa: piazza San
Francesco bellissima di per s perch
- sintetizza Federico - una delle poche
piazze libere di Bologna; perci biso-
gna lasciare alle persone stesse - ripren-
de Davide - la possibilit di intervenire
e usare lo spazio senza vincoli in un
microcosmo dove, conclude il musicista
Francesco, c posto per tutti.
(redazione@piazzagrande.it)
Privilegiato luogo di aggregazione, uno spazio trasversale che
riesce a cambiare volto a seconda di chi lattraversa
L
a citt un organismo che si tra-
sforma. Lesigenza di modifcarne
gli spazi e adattarli a nuove esi-
genze le propria. Altrettanto fsiologico
dovrebbe essere il fatto che chi la citt
la vive e vi abita partecipi al suo muta-
mento. Tra loro anche i ciclisti, presenza
vivace e numerosa che ogni giorno attra-
versa centro e periferia per andare a la-
voro, scuola, universit o uscire per bere
una birra.
Come si pu riqualifcare tenen-
do in considerazione le esigenze di
una mobilit pi sostenibile, a porta-
ta delle due ruote? Lo abbiamo chie-
sto a Bibi Bellini, portavoce della
Consulta della bicicletta di Bologna.
Come riqualifcare piazza malpi-
ghi, piazza san francesco e piaz-
za aldrovandi in modo sostenibile?
Tutte e tre le piazze in questione han-
no caratteristiche e vocazioni diverse.
Aldrovandi per esempio vede la presen-
za di mercatini che potrebbero essere
la base di partenza per la Cyclelogistic,
cio la spesa e il trasporto di merci in bi-
cicletta, comune in molte citt europee.
Il futuro vedr infatti botteghe cittadine
polifunzionali in cui si potr entrare in
bici. In piazza Aldrovandi, per permet-
tere un cambiamento del genere, si po-
trebbe restringere la carreggiata della
strada, installare rastrelliere speciali per
le cargo-bike, mettere pompe pubbliche.
e per le altre piazze in cui non c
questa vocazione commerciale?
San Francesco la naturale estensione
di via del Pratello. Vista la sua funzio-
ne sociale come posto di ritrovo dovreb-
be essere pedonalizzata e diventare uno
spazio condiviso da pedoni e ciclisti. ma
va migliorata anche la pedonalizzazione
del Pratello, che, pur essendo zona pe-
donale, vede la circolazione di auto dei
residenti e motocicli. Piazza malpighi in-
vece uno stradone traffcato da mezzi
privati e pubblici. Si potrebbe pensare di
farne un hub di interscambio tra mezzi
pubblici, car sharing e bike sharing.
Cosa si pu fare per rendere so-
stenibile la mobilit di Bologna?
Diffondere la cultura di una mobilit
diversa, non basta mettere pi bici in
centro perch le persone le utilizzino. In
questi ultimi anni mancata una piani-
fcazione sulla mobilit sostenibile, ma
adesso pare che ci si stia muovendo nel
una citt a misura Di Bici
verso giusto. Bologna sta investendo sul-
la necessit di aumentare il trasporto su
due ruote (attualmente al 7,5%), ma
bisogna investire sul trasporto pubblico
e sulla comunicazione. Bologna una
citt che si presta a essere attraversa-
ta in bici. Non c bisogno per esempio
di costruire piste ciclabili in centro. La
soluzione ideale sarebbe una ciclabili-
t diffusa con la proibizione per le auto
di entrare nelle mura cittadine. A medio
termine comunque, per rendere la vita
dei ciclisti meno pericolosa, si dovreb-
bero far rispettare i limiti di velocit,
che in centro sono fssati a 30 km orari
e che nessuno rispetta mai. Bisognereb-
be fare delle sanzioni e rendere diffcile
la velocit con interventi infrastrutturali.
(redazione@piazzagrande.it)
q|
sotto, scorci di piazza san francesco
f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f
San Francesco,
un posto per tutti
p PAoLA gIgLIo
012345678910111213141516
InchIesta InchIesta
P
asseggiando sotto i suoi portici,
sovrastati da palazzi signorili e
osservati da una fla di alberi ora
spogli, si ha limpressione di trovarsi in
unepoca lontana.
Piazza Aldrovandi, uno scorcio di Bologna
che agli occhi di qualcuno non sembra
neanche una piazza. In una grigia matti-
nata invernale, non si pu non essere at-
tratti dai colori del suo storico mercato.
Tra i negozi e le bancarelle che si sus-
seguono, c anche quello di Yasir,
pakistano, in Italia da 16 anni, che-
gestisce unattivit di frutta e verdura.
In piazza sembrano conoscerlo tutti. I
clienti approfttano dei minuti in fla
per parlare: Il quartiere molto unito
- spiegano - qui al mercato veniamo per
fare la spesa ma anche per incontrare
gente.
Sono molti gli studenti fuori sede ad abi-
tare nella zona, qui riescono a trovare
un ambiente familiare che li fa sentire
pi vicini a casa. una studentessa sici-
liana, ormai cliente fssa, passa dal ne-
gozio pi per scherzare con Yasir che per
fare la spesa: La piazza bella - raccon-
ta - al mercato si pu comprare di tutto e
incontri sempre qualcuno che conosci.
Il mercato il cuore di piazza Aldrovan-
di, il centro di un melting pot di cul-
ture e generazioni. Frequentiamo la
piazza da ventanni - prosegue unaltra
cliente di circa sessantanni - un pun-
to di ritrovo fondamentale. Negli anni,
per, aumentata linsicurezza. Sotto
al portico, la sera, spesso i ragazzi fan-
no rumore al bar o scrivono sui muri.
Quello della vita notturna sembra essere
un problema comune, dopo le 19 sono in
molti ad avere paura di passeggiare sot-
to al portico. Questa una piazza bel-
la, ma dimenticata, racconta Antonio,
che ha una macelleria sotto i portici da
quasi 25 anni. La piazza era molto pi
viva. Concorda mario, che ha in piazza
tre diversi negozi. Sono qui dal 1988.
una volta arrivavano gli autobus dai pa-
esi. ora il centro chiuso nel fne setti-
mana, noi negozianti non abbiamo spa-
zio, e unattivit ogni tanto muore.
un declino confermato anche da Ales-
sandro, da 15 anni titolare di una libre-
ria. Il suo negozio lunico che mostra in
p mARIANgeLA CeLIBeRTI e gIoRgIA gRuPPIoNI
Aldrovandi, una piazza
con il mercato al centro
vetrina gli adesivi dellurban Center per
il progetto di riqualifcazione.
La principale diffcolt nellavere un
negozio in piazza Aldrovandi, secondo
i commercianti, sono i T-Days, che im-
pediscono il traffco automobilistico il
sabato e la domenica. molti clienti, so-
stengono, non riuscendo a raggiungere
la piazza in macchina, si dirigono a fare
la spesa altrove: Cos si perdono circa
il 50% degli acquirenti del weekend,
lamentano i commercianti. Tutti i ne-
gozianti della piazza sono contrari alla
pedonalizzazione del centro, spiega
Alessandro, titolare di un negozio di ab-
bigliamento. Io non sono contro, in una
citt piccola come Bologna possono es-
serci spazi dedicati ai pedoni: per biso-
gna che il Comune li mantenga sempre
pulitissimi, che si organizzi con parcheg-
gi e navette.
Cosa si pu immaginare, allora, per ri-
qualifcare questa parte della storia del-
la citt, che sembra quasi assopita? un
popi di verde e lasciare il passaggio
alle macchine, suggerisce Antonio. Lo
stesso verde proposto anche dal librario
Bella, ma dimenticata. unita ma con i problemi della movida
notturna. un melting pot di culture e generazioni
Lintervista impossibile
Buongiorno piazza Aldrovandi. Come si sente?.
Buongiorno Andrea. Oh, mi sento benone. Con solo mille anni sulle pietre sono una giovinetta per questa citt. Conosco strade che potrebbero dare del cinno al
Colosseo.
Mi racconta come nacque piazza Aldrovandi?.
Mia madre era un fossato. Insieme alle Mura del Mille, circondava tutta la Bologna di allora. Ebbe molte fglie: io e mia sorella gemella piazza Malpighi siamo
le pi grandi.
Oggi chi dice piazza Aldrovandi dice mercatini e bancarelle. Le daranno mica fastidio?.
Non diciamo sciocchezze, mi sempre piaciuto il mercato. Per gran parte della mia vita ho visto vendere e comprare legname, tant che mi chiamavano anche
Forum Lignarium, come mia sorella piazza Malpighi anche lei ricoperta di legname e fascine. In pi cerano botteghe di tutti i tipi ai miei lati, dal tagliapietre al
tappezziere, proprio come oggi (forse con meno tagliapietre). NellOttocento non vi era pi mercato del legname, furono anni tristi, ero vuota e sola. Per fortuna
si ebbe la bella idea di darmi diciassette splendidi fgliocci: parlo degli ippocastani che mi fanno compagnia da ormai pi di un secolo. Col tempo il mio centro si
torn a riempire, nel secondo dopoguerra nacquero le casette che ancora oggi vedi, rinnovate nel 1998.
Ha detto che la chiamavano piazza del legno, ma oltre a quello Lei ha cambiato numerosi nomi nella sua vita. Aveva forse qualcosa da nascondere? Non avr
avuto unaltra citt come amante!.
Non essere irriverente, giovanotto. Il mio primo nome, mantenuto per sei secoli, fu Seliciata di Strada Maggiore, dal selciato di cui, cosa rara in quella Bologna,
ero vestita. Anche per piazza Malpighi fu cos, detta Seliciata di San Francesco. Dal 1877 vengo chiamata Aldrovandi in onore del naturalista bolognese. Altri nomi
come appunto Forum Lignarium o anche Seliciata dei Servi dalla vicina chiesa di Santa Maria dei Servi sono soprannomi. Sai una cosa buffa? La prima idea
per rinominarmi fu Malpighi, poi fnito a mia sorella. Siamo proprio legate dal destino.
Niente amanti allora? Proprio una vita tranquilla la Sua. Tutta mercato e bottega, dico bene?.
Dici bene, ma vi forse qualcosa di male? Non ho conosciuto Papi o Imperatori ma anche io conosco tante storie. Storie piccine di gente modesta, ma mai storie
banali. Nessuna storia lo . Vieni a trovarmi, siediti allombra degli ippocastani e sar felice di raccontartele. (redazione@piazzagrande.it)
p ANDReA PRANDINI
Alessandro, in aggiunta alle panchine e
alla possibilit di organizzare eventi. Se
mi chiudono la piazza, devono riquali-
fcarla, ma sul serio: potrei pensare di
organizzare qualcosa con i ragazzi di
fanco, con il ristorante, per non devo-
no esserci problemi di ordine pubblico,
insiste il titolare del negozio dabbiglia-
mento.
Se fanno dei lavori e mi bloccano il
passaggio qui davanti, non di certo
una bella cosa, in un periodo di crisi
come questo. Non puoi renderla pedo-
nale e non risolvere i problemi che ci
sono: che scavino qui sotto e facciano
dei parcheggi. Tutto quello che c sulla
piazza, allora, non pu che rinascere.
(redazione@piazzagrande.it)
q|
sotto, uno scorcio di piaz-
za aldrovandi con il mercato e
le bancarelle con i libri usati.
foto di andrea Cuomo
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io la vorrei cos...
Da Twitter, Facebook e dal blog fatto insieme a urban Center
Bologna, ecco le proposte dei cittadini per riqualifcare le piazze
Tre piazze, un piano di riqualifcazione
e un progetto di dialogo con la cittadi-
nanza. Lintervento si inscrive nel pia-
no di pedonalizzazione del Comune che
prende il nome di Di Nuovo in centro.
Piazza grande ha voluto sentire pi voci
sul tema fra cui quelle di due collettivi
vivi e attivi sul territorio: No People mo-
ver e guerrilla gardening. Sergio Bra-
sini a parlare, del comitato No People
mover: Il piano di riqualifcazione delle
tre piazze noi lo vorremmo considerare e
valutare in quanto funzionale a un am-
pliamento del piano di pedonalizzazio-
ne del centro storico. Come singolo, ma
anche a nome del Comitato, mi sento di
dire che non c nessuna ragione parti-
colare per dichiararsi contrari a priori,
sebbene i progetti veri e propri ancora
non si siano visti. La cosa importante
che lintervento non si limiti a una for-
ma di abbellimento, ma incida sulla re-
ale fruizione di quegli spazi. Le mag-
giori perplessit riguardano le modalit
di dialogo con la cittadinanza. I progetti
partecipativi di cui si parlato sono spes-
so un paravento di comodo per lasciar
sfogare i cittadini, poi in fase realizzativa
prevalgono sempre le idee che arrivano
dallalto e le proposte dei cittadini resta-
no inascoltate. Noi non siamo un co-
mitato che dice di no a qualunque cosa,
ci tiene a precisare, ma vorremmo che
si evitasse lo spreco di risorse pubbliche.
mi chiedo se, considerando il fnanzia-
mento di 4,3 milioni di euro, questa ri-
S alla riqualifcazione, ma occhio alle priorit
InchIesta
ci proponiamo di dimostrare che il ver-
de pubblico unesigenza, anzi, di pi,
un diritto. Le nostre citt sono state de-
turpate dalla speculazione edilizia e pri-
ma di tagliare alberi per fare spazio ad
arredi urbani il Comune deve avere mo-
tivi di sicurezza. Riguardo alla riquali-
fcazione delle tre piazze, giulia sostie-
ne che un piano generale sulla mobilit
senzaltro prioritario rispetto a opera-
zioni pi di facciata come quella delle
piazze. In fondo si tratta di lavori con un
valore pi estetico che strutturale e mi
chiedo se non valesse la pena riqualif-
care i tanti spazi abbandonati da aprire
alla citt.. Insomma nessuna opposizio-
ne risoluta ma tante perplessit.
(redazione@piazzagrande.it)
qualifcazione si possa considerare dav-
vero come una priorit per la citt. A mio
avviso lincentivazione alluso dei mezzi
pubblici attraverso riduzioni e fasciazio-
ni un tema che meriterebbe altrettanta
se non maggiore attenzione.
Dubbi analoghi arrivano anche da giu-
lia Cecchelin di guerrila gardening. Con
tutte le questioni irrisolte senzaltro
discutibile il fatto che questo rifacimen-
to sia da mettere in cima alla lista del-
le priorit. Noi di guerrilla gardening
non vorremmo che si ripetesse quello
che stato fatto con piazza minghetti. In
una citt come Bologna, con la penuria
di verde che c, stato deforestato uno
spazio pubblico per realizzare a una spe-
cie di piazza darmi. Come movimento
Paula Jacques @jacques_paula
@UrbanCenterBo#piazzaaldrovandi
unisola di pace, di vita e di buon cibo!!!
#dinuovoincentro
Barbara Nazzari @sisyphustruggle
bevendo un bicchiere di vino al Bar de
Marchi avere davanti a s la bellezza
della piazza gremita di gente, non di
macchine #dinuovoincentro
Gaia Tomasi @echidigitali Forse pedonale impossibile, ma
sarebbe bello che #PiazzaAldrovandi fosse pi vivibile la
sera (no parcheggio selvaggio) #dinuovoincentro
Giacomo Pizzardi @PIZtweet
#Malpighi #SanFrancesco come siste-
ma unico di piazze, tra loro connesse
dal giardino della basilica aperto e sen-
za barriere #dinuovoincentro
Sarebbe interessante se piazza Malpighi potesse essere una
cerniera, un collegamento tra San Francesco e via del Pratello
con il resto del centro attraverso via Porta Nuova. La soluzione
dovrebbe prevedere un interramento dellintero traffco, man-
tenendo entrambi i sensi di marcia, con tanto di fermate degli
autobus, parcheggi per moto, biciclette e automobili. Un lavoro
importante per una riqualifcazione sensata di una piazza che
cos, non ha unidentit vera e propria.
La mia Aldrovandi
Il mio suggerimento parte dal mercatino esi-
stente. Come gi succede in molte citt euro-
pee dove esiste un mercato solo alimentare
molti giorni a settimana, anche Piazza Aldro-
vandi potrebbe diventare il mercato alimen-
tare fondendo i vari spazi utilizzati fno ad
ora per i mercati, tipo il mercato della terra,
genuino clandestino e gli stalli tradizionali.

@Rubo1988 Pzza Malpighi con traffco, parcheggi e fermate
bus interrati. Un senso alla citt! #bologna #dinuovoincentro
p IgoR SARToNI
f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f
http://dinuovoincentro.tumblr.com/
012345678910111213141516
InchIesta
Q
uello dellestate 2012 tra asses-
sore alla Cultura e Comitati an-
ti-rumore, stato solo lultimo
di una serie di confitti che hanno avuto
come scenario piazza Verdi, confermando
che questo luogo rappresenta una sceno-
grafa ideale per la produzione di specif-
ci confitti. Se in passato le lotte che han-
no avuto piazza Verdi come campo di
gioco erano per lo pi di matrice politi-
ca, ultimamente i confitti esprimono sol-
tanto il bisogno individuale di controllare
la qualit e la quantit del proprio, in-
dividuale, di minoranza, spazio e tempo
di vita. Piazza Verdi stata, , e sar un
luogo caratterizzato dalla coesistenza di
immaginari, bisogni, pratiche diverse e a
tratti contrapposte. Le differenti rappre-
sentazioni che sono alla base dei proces-
si di contesa di questo spazio sono state
oggetto di un percorso di indagine che
un gruppo di ricercatori delluniversit
di Bologna ha condotto dal 2007 al 2010
(Memorie di uno spazio pubblico. piazza
Verdi a Bologna, Clueb, Bologna, 2011).
mentre il gruppo stava per concludere
linchiesta, stato approvato un Piano di
riqualifcazione urbana dellarea. Per la
prima volta architetti e urbanisti del Co-
mune hanno deciso di mettere attorno a
un tavolo rappresentanti istituzionali, as-
sociazioni e comitati per discutere insie-
me la proposta di ristrutturazione. oggi,
con la chiusura al traffco di parte di via
zamboni, la nuova pavimentazione della
piazza e le opere accessorie, il progetto
di riqualifcazione dellarea condotto tra-
mite la logica dellurbanistica partecipata
(http://www.comune.bologna.it/piazza-
verdi) si concluso, ma possiamo osser-
vare che lobiettivo secondario di favorire
la mediazione sociale tra opposte istanze
dei cittadini attraverso un processo deci-
sionale condiviso non stato raggiunto.
molti commercianti lamentavano il proli-
ferare di piccoli negozi che sopravvivono
per lo pi grazie alla vendita di alcolici e
che hanno determinato la chiusura delle
botteghe di prossimit che caratterizza-
vano la zona fno agli anni Novanta; gli
operatori sociali denunciavano la man-
canza di un piano unitario e condiviso
Su piazza Verdi
manca una politica
tra le varie istituzioni in gra-
do di dare risposta agli user
del territorio con gravi proble-
matiche di disagio sociale; gli
studenti protestavano per la
mancanza di spazi fruibili; i
residenti rivendicavano il dirit-
to al riposo notturno e alla quiete diurna.
Non mi arrogo certo la pretesa di indica-
re scorciatoie a un problema cos com-
plesso, ma rilevo ancora alcune lacune
che emergono: innanzitutto la mancan-
za di una politica sulla piazza. Infatti, se
le progettualit, per quanto importanti
e necessarie, non sono sostenute da un
processo continuo di ampio respiro di
governo del territorio e da adeguate pre-
se di posizione politico/amministrative,
allora ogni progettualit rischia di esse-
re estemporanea e di non affrontare in
profondit le ragioni della confittualit
sociale. Queste considerazioni investono
anche un piano pi generale che riguar-
da la citt nel suo complesso. Se, infatti,
non si avr il coraggio e la pazienza di
defnire cosa si intende per bene comu-
La riqualifcazione terminata, ma lobiettivo di mediazio-
ne tra opposte istanze di cittadini non stato raggiunto
ne di fronte al diversifcarsi dei profli
degli abitanti che si affacciano sulla ri-
balta urbana e che manifestano orienta-
menti culturali ed esigenze sociali diffe-
renti; se lAmministrazione non sar in
grado di sostenere e di mettere in cam-
po strumenti e fgure capaci di una ef-
fcace mediazione di comunit in un
periodo storico, il nostro, in cui questa
fondamentale funzione della vita civile di
una polis non pi assolta dalle tradizio-
nali agenzie, allora dovremo abituarci a
constatare uno stallo tra una visione pri-
vatistica dello spazio pubblico e linsuff-
cienza degli interventi pubblici. In piazza
Verdi come in tutta la citt.
+ricercatore di Scienze delleducazione
allUniversit di Bologna
p DANILo mASo mASoTTI
seduto su una panchina di piazza minghetti, aspetto il mio amico Davide che ha appena telefonato che tarda un po. che due maroni, dico.
a, bisogna avere pazienza, mi dice marco, professione statua. prima di svolgere questa importante mansione era un politico italiano della destra
storica e sotto il suo secondo governo raggiunse per la prima volta in italia, il pareggio di bilancio. era il 1876. soccia! accendo liphone e riempio
lennesimo tempo morto della giornata leggendo cosa si dice nel gruppo Una Bologna peggior possibile?, la nuova piazza delle lamentele petro-
niane su facebook dove, comodamente dal pc di casa, dal lavoro, dallo smartphone o dal tablet possibile lamentarsi sulla citt. e non poco, vi-
sto che ai bolognesi piace. Molto pi che agire. Dicono qualcosa del restailing di questa piazza?, chiede Marco, scuro in volto, con la spalla scagaz-
zata dal solito piccione irriverente. purtroppo no, ci sono solo lamentele su piazza ikea, quella del cortile del pozzo di palazzo daccursio. Dicono
che i bambini correranno pericoli inauditi per gli spigoli vivi degli orrendi gradoni, che il pozzo stato deturpato e invaso da ragnatele impagliate e
riempito di fili elettrici. fermati, fermati. non me ne frega niente di piazza ikea, vorrei sapere cosa dicono di me, dellabbattimento degli alberi,
di questo cambiamento radicale, incalza la statua. guarda marco, per adesso ho solo trovato una pagina che si chiama piazza minghetti adesio-
ni per una denuncia del taglio degli alberi. Ci sono 14 mi piace. Solo?, nel volto di Marco, la delusione. A, se vuoi metto un mi piace anche io.
No, non importa. Dimmi che altro c?. Ho trovato la pagina Amici degli alberi di piazza Minghetti, sono in 266 mi piace, ma da dicembre nessu-
no scrive pi niente. anche l c un video su piazza ikea e qualcuno millanta che gli alberi che si trovavano qui sono stati tagliati per costruirla.
Senti Marco, scrivo qualcosa io e sentiamo cosa dicono, Va bene? Mi lamento del restailing di piazza MinghettiEcco.
sono le 10 di mattina, uno dei momenti di massima produttivit di contenuti su facebook. le risposte non tardano ad arrivare: - piazza minghetti la
trovo orrenda. prima aveva laspetto di un giardino, era accogliente, con quegli alberi secolari bellissimi. adesso mi sa di finto, tipo giardinetti tristi
di milano2. manca solo il laghetto artificiale. - mi turba che non ci siano pi le magnolie. - troppo cemento, pochi alberi, sempre pi grigio e poi quel-
la fermata degli autobus: grigia... e i fanali che dire.. crollano! - a me non dispiace. rimasto un bellissimo platano o forse due. credo ci fossero altre
emergenze in citt, ma questi lavori mi sa che sono stati a carico della banca, se non ricordo male. - io avrei sradicato tutti quegli inutili alberi. se
uno vuole il verde che vada a svernare nel periurbano. - meglio di piazza ikea, senza dubbio. - va bene cos, una gran bella piazza. il restau-
ro dei palazzi circostanti bellissimo, le panchine per umarelli ci sono comunque e le lamentele fanno parte della bolognesit. - piazza minghetti ora
fa cagare. Pochi alberi, tristezza infinita- ach. E adesso dove vado a fare la pip?. un continuo di pareri contrastanti. Si andr avanti cos fino a sera.
marco, in silenzio ascolta il f lusso di contenuti critici e lamentosi che riempiono la casella dei commenti del gruppo e mi fa: certo che a voi bolo-
gnesi non va mai bene niente. Dallautobus scende Davide. La prima cosa che dice : Ma che cazzo successo in sta piazza?. Era da un po che
non veniva in centro. va b, ciao marco. alla prossima. (redazione@piazzagrande.it)
mingHetti, se potesse parlare
q|
sotto, giovani in piazza Verdi
p ALeSSANDRo ToLomeLLI*
InchIesta
01234567891011213141516
p LeoNARDo TANCReDI
Il
2013 si apre con le elezioni. gli
italiani voteranno un Parlamen-
to che dovr affrontare proble-
mi di portata storica. Tra questi senza
dubbio il progressivo impoverimento
di milioni di cittadini. A Paolo Pezzana,
presidente della fo.PSD (federazione ita-
liana delle organizzazioni delle Persone
Senza Dimora) abbiamo chiesto di fare
proposte per il contrasto alla povert al
prossimo governo. Faccio una premes-
sa importante - dice - nelle liste elettora-
li presentate dai diversi schieramenti il
nostro mondo non rappresentato o lo
ancora meno di altre volte, non siamo
contenti dellattenzione riservata ai temi
della povert e della marginalit. Detto
questo, credo che chiunque vada al go-
verno debba porsi il problema dellice-
berg povert.
in che modo?
I punti che mi sento di indicare come
priorit politiche sono tre. Il primo un
reddito minimo che reintegri chi in po-
vert assoluta almeno fno al livello della
povert relativa. Si pu fare, penso alla
proposta delle Acli di un anno e mezzo
fa o alla social card, uno strumento che
gi c e che, per quanto ridicolo, ha una
serie di fondi, ma bisogna trasformarlo
da mezzo per comprare beni alimenta-
ri a unerogazione di reddito. Seconda
indicazione riguarda il problema allog-
gio, non mi aspetto che in 100 giorni si
possano recuperare 20 anni di politiche
abitative mancate, per cui la proposta
utilizzare al massimo i residui dei fondi
europei esistenti e la pianifcazione dei
fondi 2014-2020 che nel 2013 il governo
dovr fare. Il terzo tema la salute. Nella
riduzione sostanziale verso cui la sanit
pubblica sta andando incontro, il tema
delle cure ai non abbienti esploder in
maniera pi forte di quanto non stia gi
accadendo oggi. La nostra proposta
lesenzione per reddito che tenga conto
non soltanto dei parametri dellIsee per-
ch spesso le nostre persone non arriva-
no neanche a presentarlo, ma di una va-
lutazione fatta dai servizi sociali che ha
riguardo anche per linclusione sociale
della persona. Lultimo punto che tra-
sversale ai primi tre, riguarda la gover-
nance. Il governo precedente per ridurre
Povert, proposte per il nuovo governo
le spese ha soppresso la Commissione
di indagine sullesclusione sociale, ha ri-
dotto molti tavoli di consultazione con
le organizzazioni del terzo settore. Non
voglio dire che quegli organismi funzio-
nassero particolarmente bene e che va-
dano riattivati in quella forma ma non si
pu pensare unautoreferenzialit delle
istituzioni su questi temi.
Cosa far la fo.Psd per farsi sentire?
La fo.PSD ha unoccasione storica nel
2013: abbiamo frmato poche settimane
fa una convenzione con il ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali per rea-
lizzare le linee guida nazionali per il con-
trasto alla grave emarginazione, ovvero
un documento di orientamento con cui
il governo indica a Regioni e Comuni,
le pratiche migliori per fare contrasto
allemarginazione. La fo.PSD gestir la
segreteria tecnica di questo processo. Le
linee guida non sono uno strumento co-
gente, ma Regioni e Comuni che si di-
staccano devono motivarlo ed eventuali
risorse che devono transitare dal mini-
stero, saranno orientate su processi che
seguono le linee guida.
quale scenario tracci sulla povert?
mi sento un gufo per purtroppo trac-
cio uno scenario in peggioramento. La
povert estrema lesito di processi di
scivolamento, non si fnisce in strada da
un giorno allaltro ma progressivamen-
te, quindi la crisi generer ancora con
unonda lunga di emarginati. Dal centro
di ascolto Caritas di Torino mi dicono che
da loro non vanno pi le persone senza
dimora n italiane n straniere perch
si sentono in imbarazzo a stare dentro
a fle sempre pi composte da persone
ben vestite. La platea di chi si rivolge ai
nostri servizi si sta diversifcando giorno
per giorno. Anche noi dobbiamo ricon-
vertire e diversifcare il nostro sistema
dofferta. e abbiamo un decimo delle ri-
sorse necessarie per farlo.
(leonardotancredi@piazzagrande.it)
Reddito minimo, casa e salute. Sono le priorit che dovr affrontare il
nuovo esecutivo secondo la Federazione dei senzatetto
la democrazia dello sgabello
Piove a dirotto, oggi, a Bologna. sabato pomeriggio, ma sono pochissimi quelli che si avven-
turano sotto questo scroscio dacqua per fare il classico giretto in centro. Eppure, proprio
nel mezzo di piazza Maggiore, un gruppo di coraggiosi con uno sgabellino in mano sfda il tem-
po, e intavola una discussione con chiunque passi per di l. Ecco, inaspettatamente, che la gente
si avvicina, e anche se ha altro da fare si ferma, ascolta e dice la sua. Una ventina di persone,
alla fne. Allora non vero che quando piove, anche i matti vanno al coperto. Il gruppo dello
Sgabellino, o Popolo Sovrano, noto ai bolognesi: si tratta di unassemblea autogestita, che si ri-
unisce in piazza tutti i gioved mattina e i sabato pomeriggio. Chiunque pu salire sullo sgabel-
lo e dire quello che pensa, avendo cos la possibilit di confrontare tanti punti di vista diversi.
Non tanto importante lo sgabellino in s afferma uno degli organizzatori - Si tratta solo
di un piccolo strumento di supporto a una modalit assembleare: quella che ci interessa veramente. Se vogliamo ricostruire una societ, bene che ri-
cominciamo a parlarci. La piazza deve tornare ad assumere la sua funzione politica e civica. Ci sono quelli che vengono regolarmente, quelli che fanno
unapparizione ogni tanto, e quelli che invece sono solo di passaggio e si fermano un momento per ascoltare qualche parola, dire la loro e poi ripartire.
Questa modalit di discussione non labbiamo certo inventata noi, vecchia come il mare. Solo che quando le cose vanno bene, uno pu avere la tentazione di an-
dare a coltivarsi i cavoli propri. Ma quando le cose vanno male, viene spontaneo riunirsi in assemblea. In Italia assente la cultura della democrazia ribatte un
altro -: labitudine a scendere in piazza e protestare. Sotto il proflo della mancanza di democrazia, mi sembra che lItalia sia allavanguardia. Un ragazzo argentino
commenta: A Buenos Aires, nella crisi del 2001, tutti scendevano in piazza a protestare, con le pentole in mano. Se uno arriva in Europa, invece, la prima impressione
che ha che non ci sia una vera e propria crisi. La vita pubblica, nelle strade, scorre pacifca e imperturbata. Vi rubano dietro la schiena, ma nessuno sembra vedere.
Manca una sinistra forte, dice uno. Il male peggiore sono i giornali, continua un altro. I parlamentari italiani, dopo cinque anni di lavo-
ro, prendono gi la pensione, e noi intanto non arriviamo a fne mese. I luoghi comuni e le opinioni spicciole abbondano. Cambier qualco-
sa dopo il voto, rispetto a prima?, chiede uno. Io non lo chiamerei voto: se fosse davvero un voto, qualcosa dovrebbe cambiare. Invece non sar cos.
Ma c posto anche per rifessioni pi profonde. Siamo qui per predicare la rivoluzione, concludono quelli dello Sgabellino. Lobiettivo di ogni rivoluzione
generare un popolo. Come pu esserci democrazia, se non c un demos alle spalle?. Su questo, tutti daccordo. Ma come creare un popolo sovrano? Con che
modalit? Non stiamo aspettando certo che arrivi qualcuno con la bacchetta magica. E allora, chiaro che la loro rivoluzione parte proprio da qui, dal riunirsi
in una piazza per dare forza a un sentire comune che si perso negli anni, o che forse non c mai stato. (redazione@piazzagrande.it)
p ALICe FACChINI
q|
sotto, una piccola folla
si riunita intorno allo sga-
bellino in piazza maggiore
q|
sotto, un diffusore di
Piazza Grande. foto di mar-
tino lombezzi
01234567891011213141516
p DoNATo uNgARo

domenica mattina e piove; poca gente sullautobus che
sto guidando e, quando arrivo davanti allospedale mal-
pighi, un uomo diverso dagli altri passeggeri sale a bor-
do. Si siede conservando la diversa espressione umana che lo
differenzia dagli altri passeggeri. Arrivo al capolinea, davanti
allospedale Bellaria; il tempo di cambiare i cartelli con la
destinazione e scendo, per andare in bagno. entro nellatrio
del Bellaria e passo davanti alle macchinette del caff, notan-
do il mio passeggero salito al malpighi portarsi il bicchierino
alle labbra, con una certa soddisfazione. Non me ne curo pi
di tanto; e continuo per la mia strada. Risolte le mie piccolezze
umane, torno sullautobus; e il passeggero che un attimo pri-
ma era davanti alla macchinetta del caff gi al suo posto,
pronto per il viaggio di ritorno. Io lo guardo, con fare interro-
gativo; possibile che sia venuto fn qui, dal malpighi, solo per
prendere un caff alla macchinetta?
La domanda probabilmente traspare dal mio sguardo e lui, ap-
profttando dellesser soli a bordo del 36, mi spiega il perch
di quel viaggio. Qui il caff costa dieci centesimi meno, mi
dice. Io sorrido e metto in moto lautobus, mentre lui guarda
fuori dal fnestrino bagnato. Lo invidio, il mio passeggero, che
pu perdere mezzora per risparmiare dieci centesimi; e capi-
sco che se i soldi probabilmente non danno la felicit, sicura-
mente non concedono la libert: anzi, la sottraggono a coloro
che cedono alle tentazioni del consumismo.
La vera ricchezza non laver danari in tasca, ma avere il tem-
po di spenderli; oppure, avere la libert di spendere mezzora
per risparmiare dieci centesimi. Del resto, quando veniamo al
mondo, nasciamo senza un soldo, ma con una vita davanti; e
se fosse il tempo che ci resta da vivere, la nostra unica ricchez-
za? A cosa servono i soldi se non abbiamo il tempo di trarre da
loro il nostro e laltrui benefcio?
proprio diverso il mio passeggero; ma non per il modo di
vestire o per altri estetismi. diverso dentro; lui un uomo
ricco: per davvero.
(donatoungaro@piazzagrande.it)
Essere ricchi, dentro
non parlate al conDucente
D
alle poesie ai testi narrativi e te-
atrali, dai saggi critici alle can-
zoni, fno agli articoli e ai testi
introduttivi. Lintera opera di Roberto Ro-
versi sar raccolta on line. Larchivio sul
web, nato su iniziativa della famiglia e
portato avanti dalle edizioni Pendragon,
stato inaugurato nel giorno in cui il po-
eta, scomparso nel 2012, avrebbe com-
piuto novantanni.
Si tratta di un work in progress, come ha
raccontato Antonio
Bagnoli, editore e
nipote di Roversi,
che nellarco di due
anni vedr pubbli-
cati in Rete tutti i
testi che si trova-
no nellarchivio di
famiglia e presso
il Comune di Pie-
ve di Cento. Tutti i
materiali potranno
essere consultati e
scaricati gratuita-
mente.
Il primo a essere
pubblicato la rac-
colta poetica LIta-
lia sotto la neve. Nel sito ci sar una se-
zione dedicata alle interviste rilasciate da
Roversi, una sui testi critici a lui dedicati,
e poi alle canzoni (con i fle audio) scrit-
te per Lucio Dalla e altri artisti e anche
ai 232 cataloghi di vendita della libreria
antiquaria Palmanova che Roversi dires-
se dal 1948 al 2004. Roversi aveva fat-
to della sua stessa vita il manifesto del-
le sue scelte politiche e culturali. Dopo
aver dato alle stampe opere di narrativa,
poesia e teatro con mondadori, Rizzoli,
einaudi e Feltrinelli, a un certo punto de-
cise di non pubblicare pi con le grandi
sigle editoriali, ma di autoprodursi e dif-
fondere i suoi lavori attraverso la sua li-
breria. Il motivo? Lanciare un segnale di
attenzione verso un
problema che Ro-
versi aveva percepi-
to prima di tutti: il
controllo da parte
di pochi dei grandi
mezzi di comunica-
zione, anche in am-
bito culturale.
Il sito che raccoglie
la sua opera rispet-
ta questa sua idea
di attivit lettera-
ria, offrendo a tut-
ti la possibilit di
consultare, leggere,
ascoltare e scari-
care gratuitamente i
suoi testi. ogni giorno saranno pubblicati
nuovi articoli, saggi, rifessioni e appro-
fondimenti per rimanere costantemente
sollecitati dalla scrittura di uno dei mag-
giori intellettuali del nostro tempo.
(www.robertoroversi.it)
p CARmINe RoCCIA
u
n nuovo anno terminato, un altro
anno segnato dalla crisi economi-
ca, carico di drammi e povert. In molti
hanno creduto alla profezia dei maya e
con ansia hanno atteso il fatidico giorno
segnalato; il 21/12/2012, giorno previsto
per la fne del mondo.
Non accaduto nulla, il mondo ha conti-
nuato a girare con il solito ritmo di sem-
pre, gli uomini hanno continuato a vive-
re come ogni giorno, hanno perseverato
negli errori, nessuno si ravveduto.
Io non ho creduto nella profezia, ma
una piccola speranza lavevo, un mondo
che ha funzionato male, magari ricomin-
ciasse a essere migliore, ma nemmeno
questo accaduto. Intanto i media ci
bombardano di propaganda elettorale,
sugli schermi della tv i politici sflano
a turno e sembrano pagliacci che non
fanno ridere. Si, un ennesimo gover-
no caduto, bisogner farne un altro.
Sicuramente sar un altro governo inca-
pace di trovare una formula magica per
alleviare le sofferenze del popolo.
Il nuovo governo aumenter ulte-
riormente le tasse, per far quadra-
re un bilancio sbilanciato, lunica
formula che purtroppo conoscono!
I poveri, i disoccupati, i senzatetto conti-
nueranno a restare tali, dovranno conti-
nuare a sperare che un mondo fnisca,
ma non ci sar pi la profezia dei maya
a darci una speranza. Il sole sorger an-
cora, i giorni seguiranno le notti, gli uo-
mini vivranno, soffriranno e gioiranno, i
bambini nasceranno, i vecchi moriran-
no. La stirpe umana, che edifca case,
chiese, teatri, musei e citt, che fonda
stati e che li annienta, che crea civilt
e le distrugge, che procrea uomini e li
uccide, questa stirpe non si estinguer,
non avr fne, ma dovr pur capire per-
ch la vita scorra tra tante passioni e tan-
ta superfcialit, dovr pur porsi questa
domanda: Stiamo facendo il percorso
giusto?. o la verit sempre sullaltra
riva come ha sempre detto il saggio?
Amici di Pg vi auguro un buon anno e
che possiate avere sempre una piccola
speranza nelle vostre tasche.
(redazione@piazzagrande.it)
Un 2013 con la speranza in tasca
on line il sito che raccoglie tutta la produ-
zione del poeta scomparso nel 2012
Roberto Roversi,
lopera sul web
012345678910111213141516
B
ologna si sta preparando a ricor-
dare Lucio Dalla a un anno dalla
sua scomparsa. mentre si parla
di un grande concerto in piazza mag-
giore in un giorno di marzo ancora da
defnire, un appunta-
mento gi fssato:
una mostra fotograf-
ca dedicata a Dalla e
alla citt organizzata
dagli ufo (unione foto-
graf organizzati), las-
sociazione che mette
insieme molte frme
storiche della fotografa bolognese. Dal
28 febbraio al 15 marzo nella sala ma-
nica Lunga di Palazzo DAccursio saran-
no esposti gli scatti di Luciani Nadalini,
gianluca Perticoni, gianni Schicchi, Pa-
olo Righi, Andrea Samaritani e molti al-
tri fotograf che hanno aperto i loro ar-
chivi per contribuire a questa iniziativa.
Ci sembrava scontato mostrare Dalla
sul palco dice Luciano Nadalini, tra gli
ideatori della mostra ci saranno poche
foto di questo tipo, vogliamo raccontare
invece il rapporto di Dalla con la citt
e anche con noi fotogra-
f bolognesi. Il Comune
e la Regione sosterranno
la mostra, altri sponsor
privati e istituzionali,
come Aeroporto e In-
terporto, sono attesi. La
stessa associazione Ami-
ci di Piazza grande tra i
promotori. Ci saranno anche immagini
di Dalla e Piazza grande nei primi mesi
di vita del giornale dice Roberto mor-
gantini, vice presidente dellassociazio-
ne - scatti delle cene con i senza dimora
al ristorante di Napoleone, momenti di
vita dellartista ma lontano dai rifettori
del palcoscenico. (l.t.)
lucio Dalla
in mostra
senzatetto a
I fotograf bolognesi ricordano il
cantautore a un anno dalla scomparsa.
Dal 28 febbraio a Palazzo dAccursio
Ben Hur - Una storia di ordinaria perife-
ria lultima commedia scritta da gian-
ni Clementi, unopera comica ma, allo
stesso tempo, dal sapore tragicissimo.
Clementi riesce ad
affrontare il tema
dellimmigrazione
e del razzismo con
grande abilit, attra-
verso un racconto
disteso e estrema-
mente ilare, ma che
sa suscitare nel pub-
blico momenti di rifessione e partecipa-
zione.
In scena al Teatro Duse il 28 febbraio,
Ben Hur racconta la storia di Sergio, in-
terpretato Nicola Pistoia, che frma anche
la regia dello spettacolo, uomo che van-
ta un glorioso passato da stuntman nel
flm Salvate il soldato ryan, e che ora
si ritrova, infortunato e senza un soldo,
costretto a posare in veste da centurione
romano per i turisti che passano davanti
al Colosseo. La sorella di Sergio, maria,
interpretata dallattrice eleonora de Vito,
lavora in una chat
erotica per rimedia-
re qualche spiccio-
lo dopo la separa-
zione dal marito. A
rompere la routine
quotidiana dei due
fratelli, infne, arri-
va milan, un inge-
gnere bielorusso, interpretato da Paolo
Triestino, che si arrangia a fare qualun-
que cosa per mettere da parte un po di
soldi da mandare alla famiglia lontana,
perfno a sostituire Sergio nelle vesti di
centurione romano. Ben Hur - Una sto-
ria di ordinaria periferia, va in scena al
Teatro Duse il 28 febbraio alle ore 21.
(redazione@piazzagrande.it)
al Duse, una storia
Di orDinaria periferia
p eLeNA mARCheSe
la citt del fumetto
Dal 21 al 24 febbraio il fumetto italiano e in-
ternazionale torna a Bologna con BilBolBul.
Il festival giunto alla settimana edizione e
la sua identit di rialzo, approfondimento e
divulgazione attorno alla cultura del fumet-
to, mi pare sia rispettata anche questanno
spiega Edo Chieregato di Hamelin - Se gi nel
2012 ci siamo trovati di fronte a unesplosione
di iniziative da parte di autori, editori, asso-
ciazioni, librerie, gallerie e locali, questanno
stato davvero complesso contenere la ric-
chezza di proposte e richieste di partecipazio-
ne. Sempre pi il festival percepito come manifestazione culturale di una
comunit, e questa una grande soddisfazione per noi. Mentre il cuore
pulsante del festival sar ancora una volta Sala Borsa, il protagonista di
questanno sar Vittorio Giardino: autore bolognese affermato in tutto il
mondo a cui dedicata la mostra antologica La quinta verit ospitata dal
Museo archeologico. Giardino oggi uno dei maestri della letteratura dise-
gnata, i protagonisti dei suoi racconti hanno conosciuto uno straordinario
successo, in Italia come allestero. I focus di questa edizione saranno tre:
Il fumetto e i generi letterari, sul ritorno alla narrazione di genere come
strumento dindagine della realt; Il fumetto e il web, sulla possibilit di
diffondere la propria opera sperimentando nuove forme di narrazione e Il
fumetto e ladolescenza, per dare attenzione ai traumi, alle perdite e alle
conquiste del crescere. Torna anche il concorso di Flashfumetto dedicato
ai giovani disegnatori, il tema Noi gli altri. I migliori fumetti saranno
esposti durante il festival, i vincitori delle due categorie saranno pubblicati
su Piazza Grande a partire dal mese di marzo. (www.bilbolbul.net)
q|
sot t o, l ant ol ogi ca
delledizione 2013 dedi-
cata a Vittorio Giardino
p mARIKA DI CRISTINA
Domenica di met dicembre. Attraverso, sul-
la bicicletta carica di disegni, la citt intiriz-
zita, intenta a rifarsi le piume dopo la gela-
ta notturna. Salutano la mia pedalata sorrisi
che si aprono bianchi sotto occhi scuri. Il ra-
gazzo flippino che rastrella le foglie secche
nel cortile di una villetta di via Alberti, il si-
gnore pakistano con la sciarpa attorno alle orecchie che vende il Resto del
Carlino al semaforo tra Masi e Mazzini, un giovane rom che si sta inflando
la tracolla della fsarmonica, seduto sui gradini di Santa Maria della Piet,
in San Vitale. Incomincio a impastare civette a pastello e a sfornare tarta-
rughe di Natale mentre sale dalla pianura lalito ghiacciato della nebbia.
Arrivano le prime visite: Freddy con il fauto nello zaino e il suo piccolo
cane, la bambina Martina che oggi ha due ciuff di capelli blu, Davide che
si licenziato dallultimo incarico come infermiere dopo aver scoperto gli
affari mafosi dei suoi superiori, e ora tornato a dormire in stazione. La
gente si accalca alla cassa dei negozi e si fermano a farmi gli auguri Pilo
che sta organizzando il suo prossimo viaggio verso il caldo sudamericano,
Giuditta che trascorrer il Natale a danzare in India e Eldi che invece torne-
r qualche giorno in Albania, contento di prendersi una pausa dal guazza-
buglio precario dei suoi lavori. Alla solita ora, nel primo pomeriggio, viene
a farmi il solletico la signora Maria che, con i suoi 75 anni, laltro giorno
caduta, ma il gesso che le han messo sul naso se l tolto da sola perch
altrimenti non riusciva a vedere la tv. E allora del t ecco Primo Gnani,
che invece ha superato gli 80, con i suoi racconti di quando era bambino e
andava dal pasticcere a comprare per pochi spiccioli le briciole che avan-
zavano sui vassoi delle paste.
Al momento di chiudere i colori nel cassone di legno sul portapacchi della
bici, Rashid e Mustaf si fermano a insegnarmi i nomi arabi degli anima-
li che ho disegnato -flun lelefante, bumun la civetta e sulakfaht la
tartaruga. Quando gli domando cosa faranno a Natale, loro che sono mu-
sulmani, mi rispondono: -Anche noi festeggiamo, coi nostri amici pakista-
ni, ucraini e rumeni. Facciamo festa anche a capodanno: il nostro sarebbe
stato a novembre, ma adesso siamo in Italia!
(redazione@piazzagrande.it)
p mARINA gIRARDI sulakfhat
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E
d eccoci qua di nuovo a rimpian-
gere degli altri punti buttati nel
water un po per sfortuna, un po
per errori individuali, un po per errori
di mercato, in questa stagione schizofre-
nica in cui spesso le cose buone fatte da
quelli che stanno davanti vengono vanif-
cate dalle caterve di castronerie di quelli
che stanno di dietro. Del portiere, tipo.
gi, poich il numero uno che sarebbe
Curci - ha giocato fn qua due mezze ore
con Catania e Palermo, si infortunato
da fermo entrambe le volte, e al momen-
to ha il record diffcilmente battibile di
zero gol subiti dal portiere teoricamen-
te titolare. Il numero dodici, che sarebbe
Agliardi, tra i pali fa la sua degnissima
fgura. ogni palla che spiove in area, pur-
troppo, uno psicodramma. Perch in
genere il buon Agliardi ci prova, a uscire.
ma rimane a met, non prende la palla
e lascia la porta sguarnita. Come con la
Juve, allultimo minuto. Come con lInter.
Come col Torino. e cos capita che il Bo-
logna va a milano con lInter per i quarti
di fnale di coppa Italia, va sotto di due
gol, virtualmente eliminato, ma quelli
che stanno davanti fanno le loro buonis-
sime cose: Diamanti infla una punizio-
ne perfetta nellangolino alto, gabbiadini
pareggia e porta tutti ai supplementari.
Siamo a pochi secondi dai calci di rigore,
dove potrebbe succedere di tutto, quan-
do una palla spiove in area. Agliardi esce
ma, non si capisce come n perch, cade
in pratica in ginocchio in mezzo allarea.
Lasciando Ranocchia liberissimo di col-
pire di testa, e di sbatterci fuori in modo
doloroso dalla coppa. Quelli davanti ave-
vano fatto buonissime cose in casa col
Chievo: Kone, doppio gilardino, gabbia-
dini, un bel quattro a zero tranquillo e
sontuoso. In casa del milan non aveva-
mo giocato una gran partita, anzi, ma ve-
dere il risultato sbloccato a met secon-
do tempo da un tiro di Pazzini deviato da
un piedi di Antonsson, con tanto di palla
che si impenna beffarda e va a inflar-
si proprio sotto la traversa, ecco, non
stato un bel vedere. Con la Roma capita
questo: Sorensen regala un pallone dopo
nove minuti, la Roma ringrazia e va in
p gIANLuCA moRozzI
errori individuali. Di mercato. Sfortuna. e altri punti buttati per i Rossobl.
Speriamo nel Pescara o nel Siena. e che febbraio sia propizio
cronaca Delle partite preceDenti
Una stagione schizofrenica
Un anno di sport, o presunto tale, che si apre con la poco convincente e
monca confessione di Lance Armstrong, bugiardo internazionale che rac-
conta le scorciatoie inflate per agguantare la gloria. Lui cos: non convin-
ce oggi come convinceva poco prima, anche se piaceva a tanti, a troppi, sta-
re a mollo in un bel clima da favola. Nessuno, senza doping, pu vincere
sette Tour di fla. Non in questo ciclismo: parole sue, che forse avremmo
dovuto o potuto far nostre molto prima. Soliti sospetti, invece: ma in assen-
za di prove, molto meglio far leva sul sentimento popolare, sulla maledetta
fame di eroi, sullepica applicata allo sport che smercia leggende inchinan-
dosi alla legge del business. Perch Armstrong, in questo sistema, stato
qualcosa pi di una semplice vittima. Lui era il perno intorno a cui girava tutto laffare, dunque stava in una posizio-
ne privilegiata. Pi deboli, semmai, erano i suoi cosiddetti fedelissimi, capaci comunque di vendere la testa del
capo per qualcosa pi di trenta denari, al momento opportuno.
Oggi abbiamo tra le mani una confessione calcolata. Per trasformarla in un vero cambiamento, per liberare lam-
biente da unaria viziata, Armstrong dovr spiegare molto altro, e coinvolgere (travolgere?) molte persone. Intanto la
sua storia la conferma di quanto interessi personali e collettivi possano stravolgere e inquinare i valori dello sport.
Questioni economiche, lotte di potere politico-sportivo, ragioni di Stato. Non c bisogno di riavvolgere il nastro
fno ai trattamenti imposti da Germania Est e Urss ai propri atleti, abbiamo esempi ben pi recenti e vicini a noi.
Sandro Donati, oggi consulente dellAgenzia mondiale antidoping e a lungo allenatore e dirigente del Coni, sempre
osteggiato allinterno del sistema in cui cercava di operare con trasparenza, descrive nel libro Lo sport del doping,
da leggere assolutamente, lattitudine e labitudine del sistema sportivo e del suo entourage a strumentalizzare
ogni parvenza di campioni dello sport per suonarci sopra la tromba e imbastirci affari Dirigenti, allenatori, medici
dello sport, giornalisti, sponsor e a volte politici vestono i panni del garantismo di comodo defnendo fango ogni
dubbio o indizio o prova contraria. Mentre il problema doping sta coinvolgendo in modo sempre pi grave il mon-
do amatoriale, meno tutelato dal punto di vista medico di quello professionistico, mentre ci facciamo domande sui
messaggi da trasmettere ai nostri fgli, nel Grande Circo dello sport lepica continua ad avere la meglio sulletica.
(redazione@piazzagrande.it)
TERZO TEMPO
p mARCo TARozzI
quando lepica vince sulletica
vantaggio. gilardino rimedia e pareggia,
ma sullazione successiva morleo si ad-
dormenta, i centrali si addormentano, il
portiere non esce, e osvaldo fa il classico
gol dellex, pure questanno. ma davanti
rimediano ancora: ci pensa gabbiadini,
che sta esplodendo in modo vistoso, da
quando titolare inamovibile. e quan-
do deve uscire gabbiadini per Pasqua-
to, proprio questultimo che ci porta
in vantaggio in mischia. A questo punto
bisognerebbe stringere i denti e portare
a casa il tre a due, ma poi c la soli-
ta palla in mezzo, Sorensen che non la
prende di testa, Agliardi che esce a met
come al solito e lascia la porta vuota, tre
a tre. A questo punto ci si mette anche
la sontuosa e sacrosanta sfga, perch
un grandioso Diamanti quasi disintegra
lincrocio dei pali con un sinistro terrif-
cante da fuori, e poi timbra la traversa al
novantunesimo con una punizione quasi
perfetta. e subito dopo prova a mandare
il gol motta con un colpo di genio, ma
motta non proprio un goleador e stroz-
za lurlo del DallAra l sul nascere. un tre
ricordando
arpad weisz
Lappello del gruppo W il cal-
cio ha riscosso il successo spe-
rato: il 15 gennaio, la partita di
calcio di Coppa Italia che svol-
ta a San Siro tra Inter e Bologna
stata dedicata ad Arpad Weisz,
storico allenatore di entrambe
le formazioni che alla fne degli
anni 30 venne espulso dallIta-
lia in quanto ebreo e deportato
ad Auschwitz dai nazisti nel 40,
dove mor assieme alla famiglia.
Dopo ladesione alla raccolta fr-
me del sindaco di Milano, Giulia-
no Pisapia, e di quello di Bolo-
gna, Virginio Merola, anche le 2
societ sportive hanno acconsen-
tito a ricordare Weisz durante il
match. Cos, prima del fschio di
inizio, i giocatori delle 2 squadre
sono entrati in campo indossan-
do una maglia con la foto di Wei-
sz e la scritta No al razzismo
come impegno delle societ con-
tro la xenofobia e le discrimina-
zioni razziali.
Q|
sopra, alberto Guaraldi, Virginio
merola, Giuliano Pisapia, massimo
moratti e roberto morgantini
a tre spettacolare, ma con tanto di mani
mangiate.
ora: sto scrivendo questo pezzo a quat-
tro giorni dalla chiusura del mercato,
quel mercato che ha visto partire il capi-
tano Portanova tra mille polemiche. Non
so se arriver Viviano o un altro portie-
re, non so se arriver un difensore cen-
trale, non so se arriver qualcuno. Vorrei
solo che tutto quello di buono che fanno
davanti, tutto il lavoro che fa Perez, non
venisse vanifcato dalle vaccate di quel-
li che stanno dietro. Vabb, vediamo di
fare punti tra Pescara e Siena, e che feb-
braio sia un mese propizio.
(redazione@piazzagrande.it)
Q|
armstrong al tour de france nel 2004.
foto di denfabrikant
012345678910111213141516
e dalle testimonianze dei promotori, per
fare luce sia sugli elementi che ne hanno
reso possibile il successo, che sulle cri-
ticit e i piccoli e grandi problemi emer-
si. Il tutto arricchito con immagini, foto-
grafe e video. una proposta originale
quella ve-
nuta da
Conf abi -
tare, che,
con il pro-
getto Non-
ni adottano
st udent i ,
coniuga le
e s i g e n z e
e c o no mi -
che degli studenti con il bisogno di
compagnia degli anziani. mentre lespe-
rienza della piazzetta Centrotrecento
racconta di un processo partito dal bas-
so, dalla volont dei cittadini di parteci-
pare e prendersi cura dellambiente cir-
costante. La seconda inchiesta, Anziani
L
a mancanza di un reddito ade-
guato per far fronte alle picco-
le esigenze di ogni giorno e las-
senza di una rete familiare di supporto,
rappresentano per molti anziani fattori
di rischio, che, se non contrastati, posso-
no portare a vere e proprie situazioni di
isolamento e un profondo senso di ver-
gogna dato dalle cosiddette nuove po-
vert. partendo da questi presupposti
che lassociazione Bandieragialla, in col-
laborazione con Auser, nellambito del
progetto La citt fragile che ha visto la
partecipazione di numerosi partner (tra
cui Piazza grande) e fnanziato dal mini-
stero del Lavoro e delle Politiche Socia-
li, ha condotto una duplice inchiesta. La
prima, Citt invisibili, andata a inda-
gare sul rischio di emarginazione degli
anziani, trovando una possibile risposta
nei condomini solidali e nei progetti
di buon vicinato. Linchiesta si pro-
posta di conoscere pi da vicino queste
realt, partendo dallesperienza diretta
p FRANCeSCo meLe
Anziani fragili, limpegno
della societ civile
Due inchieste di Bandieragialla e Auser indagano sul rischio di emarginazione degli
anziani fragili e sugli effetti della crisi economica sulle fasce deboli della popolazione
Alle soglie dellanno nuovo ci siamo im-
pegnati a mettere nero su bianco i buoni
propositi green per rendere la nostra casa
pi razionale dal punto di vista energetico.
Partiamo da uno dei punti pi sensibili:
le fnestre. Installare degli infssi porte-
rebbe due vantaggi: da un lato, destate,
il sole non batterebbe direttamente sulla
fnestra, rendendo pi sopportabile lafa
estiva; daltra parte dinverno, una barrie-
ra (meglio sarebbe se si trattasse di scuri
di legno) consentirebbe di isolare ulte-
riormente lambiente interno da quello
esterno. Per non incorrere in una spesa
folle esiste unalternativa: tende alla bo-
lognese. Si tratta di un tessuto dal tipico
colore rosso scuro che si muove lungo un
asse verticale e che va posta allesterno
della fnestra. Lisolamento sar minore,
tuttavia potrebbe essere una prima solu-
zione. Inoltre avere le tende alle fnestre
riduce gli spifferi che entrano dallesterno.
unaltra questione quella dei termosi-
foni. Se posti sotto le fnestre, vedono la
loro azione temperata dal fatto che parte
dellaria calda fuoriesce dagli spifferi. un
trucco quello di mettere dei pannelli di
polistirolo nellintercapedine tra muro e
termo, pannelli che si trovano in tutti i
negozi di bricolage. Il calore cos dovreb-
be spandersi in maniera pi uniforme
nellambiente circostante, evitando di an-
dare solo ed esclusivamente verso lalto.
Questi sono solo un paio dei consigli che
si possono mettere in pratica per rendere
la casa pi calda dinverno e pi fresca
destate, risparmiando sia soldi delle bol-
lette e sia anidride carbonica della caldaia.
A proposito, la temperature delle abitazio-
ni non dovrebbe mai superare i 22 gradi!
gli altri buoni propositi per un 2013 pi
green sono consultabili sul nostro sito.
Che leffcienza energetica sia con voi.
(www.sottobosco.info)
sempreverdI
Buoni propositi per
una casa pi green
p ALeSSANDRo KoSTIS
invisibili, ha invece riguardato gli effet-
ti dellodierna crisi economica, che si fa
sentire pesante anche in una zona ric-
ca di risorse economiche e sociali come
quella bolognese, colpendo le fasce pi
deboli della popolazione, tra cui, ap-
punto, gli anzia-
ni. oggi lessere
poveri in Italia
comporta an-
che un profon-
do senso di ver-
gogna, non c
pi la dignit
del povero che
esisteva in Ita-
lia fno al Dopo-
guerra. Chi povero sfgato e basta.
In questa indagine si cercato di capire
attraverso il racconto di operatori sociali
e di studiosi (e con fatica anche quella
di un diretto interessato) come allimpo-
verimento degli anziani corrisponde an-
che un loro rendersi invisibili a certi tipi
di aiuti e servizi, come quello della di-
stribuzione del cibo appunto, perch si
vergognano della loro situazione. ora,
con la conclusione del progetto La cit-
ta fragile il prossimo obiettivo quello
di dar vita a nuove azioni mirate a pro-
seguire le attivit e gli importanti servi-
zi fno ad ora realizzati. Per innovare il
nostro welfare e far s che possa conti-
nuare a rispondere ai nuovi e crescenti
bisogni fondamentale ha sottolineato
il presidente del Quartiere Navile Danie-
le Ara prevedere risorse per promuo-
vere azioni mirate a prevenire il disagio
e contrastare il crescente fenomeno del-
la povert e dellemarginazione. In que-
sto senso prosegue Ara - progetti come
questo sono fondamentali perch, attra-
verso la coprogettazione e la sinergia tra
pubblico e privato sociale danno vita a
processi virtuosi che gli consentono di
durare nel tempo e innovarsi.
(www.auserbologna.it - www.bandiera-
gialla.it)
La scienza in tutte
le lingue del mondo
Fino al 10 febbraio a Bologna c Arte e scienza in piazza, manifestazione
di diffusione della cultura scientifca. Il flo conduttore delledizione 2013
sono le energie, affrontate secondo unaccezione amipa e olistica sia dal
punto di vista scientifco che umanistico, comprese quelle della mente. E
proprio alle energie dedicata la mostra Benzine. Le energie della tua
mente, cuore della manifestazione che si propone di attirare lattenzione
sul processo creativo e sulle potenzialit inesplorate che ciascun individuo
ha ed in grado di valorizzare. In una visione culturale ampia le benzine
sono le energie della nostra mente dice Marino Golinelli, presidente del-
la Fondazione omonima che organizza la manifestazione Energie che gi
tutti noi possediamo e potremo riattivare per poter guardare al futuro e spe-
rare in una ripresa dello sviluppo sociale ed economico del nostro Paese.
Grazie alla collaborazione con il Centro interculturale Zonarelli e con lIsti-
tuzione per linclusione sociale don Paolo Serra Zanetti, la mostra Benzi-
ne e quelle interattive del Science Center, Energia e vuoto e Energia
intelligente: smart people in smart cities saranno oggetti di visite guidate
in lingua straniera (inglese, russo, flippino, cinese, bangla, arabo, ucraino,
francese, polacco e spagnolo). Obiettivo della Fondazione, e della manife-
stazione, , continua Golinelli, fornire ai giovani e alla cittadinanza, indi-
rizzi e strumenti che consentano loro di crescere responsabilmente, civil-
mente e socialmente, favorendo il sorgere di una societ della conoscenza
in grado di crescere, innovare e restare competitiva in un mondo globaliz-
zato. (www.lascienzainpiazza.it)
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LETTORI DI PIAZZA GRANDE
Una casa per Inocente Izcar
E Hollywood la premia
I
nocente Izcar ha diciotto anni, abi-
ta in un appartamento nella citt ca-
liforniana di golden hills, vive della
sua passione (la pittura), e sta per diven-
tare una delle regine degli oscar di hol-
lywood grazie alla nomination dellau-
tobiografco inocente come miglior
cortometraggio
document ari o.
Basta dare unoc-
chiata al citato
flm per rendersi
conto che la vita
di questa ragaz-
za, per, non
mai stata sem-
plice, n tanto
meno innocente.
Ricorda a mala-
pena il giorno in cui abbandon il mes-
sico attraversando in modo illegale la
frontiera in cerca di una vita migliore.
Non ricorda nemmeno il momento in
cui suo padre stato espatriato accusa-
p ALAIN VeRDIAL RoDRIguez
to di violenza domestica, lasciando la fa-
miglia da sola e costretta a vivere senza
fssa dimora.
Cos dallet di nove anni, Inocente ha
vissuto tra alberghi e dormitori pubblici
della citt di San Diego, senza soldi ma
con il sogno di diventare pittrice. A 12
anni deci-
se di en-
trare per la
prima volta
allinterno
della Arts:
A reason
to survive,
fondazione
senza sco-
po di lucro
di San Die-
go che grazie allarte aiuta giovani in si-
tuazione di disagio sociale.
matt DArrigo, fondatore dellorganizza-
zione, racconta cos il suo primo incontro
con Inocente Izcar: Ricordo soprattut-
to il suo sorriso e la sua faccia
tutta dipinta, forse perch vo-
leva mostrare il suo talento e
non aveva altri modi per farlo,
o forse perch desiderava na-
scondere le diffcolt della sua
vita dietro a quei colori.
Dopo solo tre anni la Fonda-
zione chiede alla giovane di di-
pingere per la mostra annuale
ben 30 quadri in tre mesi. Fu
proprio in questa occasione
che il suo talento artstico vie-
ne scoperto da Sean Fine e dalla moglie
Andrea Nix, due registi di hollywood che
erano alla ricerca di un soggetto per il
loro documentario sui bambini home-
less.
Il risultato fu inocente, una pellicola di
40 minuti sulla vita di Inocente Izcar,
trasmessa in anteprima su mtv un anno
fa e ora fra i candidati agli oscar 2013
come miglior cortometraggio documen-
tario.
Dal messico alla California, da homeless a protagonista di un
flm sulla sua stessa vita. ecco la storia di Inocente Izcar
Il flm in concorso agli Oscar come miglior cortometraggio documentario
q|
sotto, inocente men-
tre dipinge e in basso un
primo piano della ragazza
Il flm ha reso Inocente unautentica star,
ma nonostante stia collezionando un ri-
conoscimento dietro laltro, lei continua
a conservare la sua umilt, vivendo ogni
giorno come unico e diverso.
Non mi interessa loscar e nemmeno la
vendita dei miei quadri in gallerie dar-
te. Quello che mi rende felice che fnal-
mente io e la mia famiglia abbiamo un
tetto sotto il quale poter dormire.
(redazione@piazzagrande.it)
RITAgLIA IL TAgLIANDo LuNgo LA LINeA TRATTeggIATA