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CHAARIA UN OSPEDALE IN KENIA

STORIA E REALTA’ ATTUALE

Uniter 22.01.2009
www.uniter-arese.it
Dr. MAX ALBANO

Il Kenya è una nazione dell’Africa centro orientale confinante con


Somalia, Etiopia, Sudan, Uganda, Tanzania; si affaccia ad est
sull’Oceano Indiano, ad ovest sul Lago Vittoria. Ha una superficie
di 580.000 Km. ed una popolazione di circa 20.000.000 di
abitanti.

Chaaria dista circa 400 Km da Nairobi, nella Diocesi di Meru,su


un altopiano a cavallo dell’Equatore.
Da Nairobi a Meru la strada è asfaltata, da Meru a Chaaria si
percorre uno sterrato molto polveroso nella stagione secca,
fangoso, scivoloso a volte impossibile nella stagione delle piogge.
Questo aspetto condiziona molto l’attività dell’Ospedale, perché
modifica sostanzialmente l’afflusso dei malati che spesso arrivano
da molto lontano, a piedi, in bicicletta, con i pulmini locali, i
“matatu”.
La presenza di Religiosi del Cottolengo in Africa risale alla fine
del XIX secolo: molti Frati e Suore donarono la vita per
evangelizzare ed aiutare concretamente la popolazione locale, due
aspetti mai disgiunti. Vi furono però molte interruzioni alla loro
presenza legate alle guerre e disordini locali.
Dal 1963, a Tuuro, nella Diocesi di Meru, le Suore del Cottolengo
svilupparono una grande opera nei confronti di bambini con esiti
di poliomielite: arrivarono ad avere fino a 250 ospiti.
Nel 1972 un chirurgo ortopedico di Torino, Prof. Operti, iniziò ad
operare le malformazioni dei ricoverati; si sviluppò, di
conseguenza anche un’officina per la costruzione di protesi, ausili,
carrozzine ecc. L’attività chirurgica fu sospesa nel 1998, quando
grazie alla vaccinazione antipolio, si ridussero i soggetti malati.
Da allora furono invece ricoverati ragazzi e ragazze affette da
patologie fisiche e mentali: i BUONI FIGLI.
Bisogna tener presente che nella società africana, il debole,
l’handicappato non ha uno spazio sociale, viene emarginato, ha
poca assistenza dalla famiglia.
Nel 1983 Fr. Ludovico, infermiere di grande esperienza, si
trasferisce a Chaaria per aprire un altro centro per i Buoni Figli.
La struttura viene inaugurata il 1° Agosto 1984.
Fr. Ludovico inizia un’attività di Dispensario per la popolazione
locale: centinaia di persone si rivolgono per un consiglio sanitario,
per avere medicine e cure.
Il terreno della Missione viene dissodato, coltivato; vengono
piantati alberi da frutto, allevati animali per rendere il centro
autosufficiente dal punto di vista alimentare. Fr. Ludovico ha ora
circa 90 anni, vive a Chaaria serenamente, vuole ancora dare il suo
aiuto nel refettorio,è una figura gentile e discreta.
Attualmente vi sono 52 Buoni Figli ospitati a Chaaria: vengono
accuditi con cura, se necessario trattati dai fisioterapisti, seguiti
con attività ricreative, eseguono piccoli lavori artigianali, Hanno
spazi adeguati e dignitosi.
Da qualche anno, per incarico della Diocesi di Meru, vengono
ospitati a Chaaria alcuni orfanelli di età inferiore all’anno.
Se ne occupa Suor Oliva, africana da trent’anni. Sono quattro o
cinque esserini con storie spesso drammatiche che, in seguito,
saranno ospitati in un Orfanotrofio Diocesano.
In genere i volontari presenti vengono emotivamente molto
coinvolti da questi bambini sempre bellissimi, così sfortunati.
Verrebbe voglia di nasconderli in valigia e portarseli tutti a casa.
Ovviamente non si può fare: è comunque una grande gioia, l’anno
successivo andare a visitare l’Orfanotrofio Diocesano, rivederli
cresciuti, in buona salute, allegri che magari cantano canzoncine
in italiano imparate da altri volontari: non capita a tutti di essere
accolti, nel mezzo della savana africana da “Bella Ciao”.
Nella Missione abitano, oltre ai Frati ed alle Suore, novizi,
postulanti che studiano e pregano con il desiderio di diventare
anch’essi Frati.
Nel 1997 viene inviato a Chaaria Fr. Beppe Gaido specialista in
Malattie Tropicali: è il primo medico in pianta stabile nella
Missione.
La presenza di un Medico bianco richiama sempre più gente al
Dispensario, casi sempre più gravi richiedono l’apertura di
qualche posto letto; l’evoluzione dell’Ospedale non è preordinata,
pianificata: segue e cavalca l’onda della richiesta.
Si apre una Maternità, per garantire parti in ambiente più sicuro,
una Volontaria insegna a praticare il Taglio Cesareo, per evitare
viaggi disperati (su una strada brutta ed insicura) alle mamme con
parti difficili.
Si attiva un servizio trasfusionale (le anemie da malaria, nei
bambini soprattutto, sono gravissime) si soccorrono i feriti o
traumatizzati, si inizia a fare della Chirurgia.
Inoltre cure dentarie, ambulatori vaccinali con la Mobil Clinic,
ambulatori per TBC, HIV.

Le strutture sanitarie in Kenia vengono così classificate:

Dispensary gestito da Personale Infermieristico


Health Center che può avere fino ad 8 posti letto
Cottage H. and Maternity fino a 10 posti letto
General Hospital

Dal 15 Dicembre 2000 Chaaria è autorizzata dal Ministero


della Sanità del Kenia come COTTOLENGO MISSION
HOSPITAL.
In soli tre anni il Dispensario è diventato un Ospedale.
L’Ospedale è costituito da varie strutture ad un piano, collegate tra
loro da tettoie (per la stagione delle piogge).
Complessivamente vi sono 140 posti letto : due camere da 40
posti, una da 20 per i bambini, altre più piccole per le partorienti
ed altre situazioni (isolamento, casi particolari ecc.)
Dallo scorso anno, grazie alla donazione di un volontario Italiano,
tutti i letti sono dotati di zanzariera, fondamentale nell’evitare il
diffondersi della malaria nei periodi critici.

I ricoverati ricevono pigiama o camiciona, ciabatte, piatto tazza e


cucchiaio e naturalmente cibo che consiste principalmente nel
Kideri (zuppa di fagioli e granturco) o riso con verdure; due volte
la settimana carne. I bambini piccoli vengono alimentati con latte
od ochioru, una pappa a base di miglio, dall’aspetto poco
invitante,ma evidentemente gradita e nutriente.
Le principali attività dell’Ospedale di Chaaria
CHIRURGIA: la Sala Operatoria è piccola, molto calda, con una
porta che si apre direttamente su un corridoio di passaggio; solo la
pulizia maniacale e le rigorose norme igieniche permettono di non
avere problemi di infezioni post.operatorie.

Le attrezzature, letto operatorio, lampade scialitiche, aspiratori,


sono spartane ma permettono comunque di eseguire interventi
anche complessi. La mancanza di un apparecchio per la
ventilazione automatica impedisce di eseguire anestesia generali
con rilassamento dei muscoli. Gli interventi quindi sono
prevalentemente eseguiti in anestesia spinale o in sedazione
profonda: Sono in gran parte interventi ostetrico ginecologici,
urologici. E’ stato possibile operare anche tumori della mammella,
peritoniti da appendicite, da ulcera perforata, ernie strozzate.
Un caso molto drammatico ha riguardato una donna ferita
all’addome da una lunga freccia che, operata, si è salvata, al
contrario del suo feritore che si è suicidato con un potente veleno.
L’attività chirurgica è svolta in gran parte da Fr. Beppe che impara
e mette in pratica, fidando nell’aiuto della Provvidenza,
le tecniche ed i consigli che i Volontari Chirurghi gli insegnano.
MATERNITA’: e’ un’attività molto importante. La Sala Parto
consiste in una saletta con due lettini, divisi da una tenda
scorrevole

Vi si svolge la parte finale del travaglio ed il parto.


Curioso per noi è scoprire che le donne africane partoriscono in
silenzio, trattenendo qualsiasi lamento.
Viene anche usata per i raschiamenti a seguito di aborti spontanei
o provocati con metodi spesso molto pericolosi per le donne.
ATTIVITA’ ODONTOIATRICA: molti Dentisti Volontari
hanno, negli anni, passato periodi di “servizio” a Chaaria,
contribuendo ad arredare uno studio dentistico ed insegnando a
Fr. Beppe ed a Fr. Gottfried i rudimenti della professione, molto
richiesta ed altrove molto costosa.
L’Ospedale gestisce inoltre una grande attività ambulatoriale,
un servizio di ecografia, un laboratorio analisi, un servizio di
fisioterapia, ambulatori specifici per TBC. HIV. e
particolarmente importante un servizio trasfusionale al quale
collaborano tutti i volontari con entusiasmo, donando una sacca di
sangue.
Ogni giorno centinaia di persone arrivano con i “matatu”, in
bicicletta, a piedi, spesso da molto lontano, viaggiando, a volte,
per giorni interi con mezzi di fortuna: è lusinghiero per Chaaria,
ma costringe ad esaudire tutte le richieste, senza poter fare una
programmazione delle attività. Le urgenze, soprattutto i parti
cesarei, interrompono le sedute operatorie, i casi urgenti sono
frequenti; inoltre, proprio perché i pazienti abitano lontano, non
possono essere rinviati ad altra data: tutti i pazienti ambulatoriali,
siano 200 o 300 vengono visitati nel giorno stesso.
La sala d’aspetto è arredata con panche: chi arriva si siede
ordinatamente. Non ci sono litigi o contestazioni. Le persone
attendono con pazienza, anche a lungo, il loro turno.
Talvolta capita che per qualcuno sia troppo tardi e buio per
tornare a casa: una coperta ed una panca e la notte passa.

La Religione: Chaaria è una Missione Cattolica, ogni Domenica,


nei locale della lavanderia viene celebrata la Messa: La sala è
affollata dai Fratelli, le Suore, i ricoverati con i loro parenti, i
dipendenti; vi è comunque rispetto assoluto per tutte le altre
Religioni e Confessioni, dato che in Kenia vi sono Cattolici,
Protestanti, Mussulmani, Animisti. Non mi è mai capitato di
assistere a episodi di tensione causate da motivi religiosi.
Durante la Messa si ascoltano voci straordinarie cantare motivi
sacri accompagnati solo da un tamburello ed un altro strumento
locale.
ATTIVITA’ SVOLTE A CHAARIA

ANNO 2008 2007

RICOVERI 8225 7800

PARTI 1998 1543


(456 TC) (346 TC)
VISITE AMBULATORIALI 69000 65000
ECOGRAFIE 6250 5342

INTERVENTI ODONTOIATRICI 4000 4023


circa
INTERVENTI FISIOTERAPICI 1650 1500

Inoltre ambulatori specialisti per TBC, HIV/AIDS

ORGANICO SANITARIO

Medici 2
Clinical Officers 3
Infermieri 17
Fisioterapisti 3
Tecnici di Laboratorio 4
Tecnici di farmacia 1

PERSONALE NON SANITARIO

Ovviamente vi è altro personale non sanitario: inservienti, cuochi,


guardiani, lavandaie, segretarie, manutentori (falegnami e fabbri),
autisti, contadini (per i campi e gli animali).
Sono complessivamente impiegate circa 160 persone: questo
significa che 160 famiglie hanno uno stipendio sicuro, possono
avere una casa, cibo e scuola per i figli. Sono inoltre tutelate con
assicurazione per le malattie.
Di fatto quindi la Missione di Chaaria costituisce anche un
importante motore economico nell’area. La gestione del
personale è inoltre fatta con normative estremamente avanzate
nel campo della protezione sociale (congedi di maternità ecc.)
Ovviamente ogni mese si presenta il problema di pagare stipendi,
bollette elettriche, comperare medicine e presidi sanitari, gasolio
per i generatori e per le auto ambulanza, cibo ed altro.

I salari sono, paragonati ai nostri, modesti, ma indubbiamente i


costi complessivi di gestione dell’Ospedale sono imponenti.

CHI PAGA?

A) IL COTTOLENGO DI TORINO
B) I Pazienti sono chiamati a contribuire, versando tariffe molto
modeste a fronte delle prestazioni ricevute. Spesso le tariffe non
coprono neppure i costi vivi.

C) Il Governo Keniota fornisce i farmaci anti HIV.

D) L’ASSOCIAZIONE VOLONTARI COTTOLENGO


HOSPITAL su specifici progetti.

Questa Associazione è una ONLUS, fondata nel 2004. Si occupa


di trovare fondi, identificare e coordinare progetti, assistere
logisticamente i volontari che si recano a Chaaria.
Si fa carico degli aspetti fiscali e legali relativi alla raccolta di
fondi, all’invio di materiali e denaro alle missioni, pubblicizza con
tempestività e trasparenza i bilanci, destinando ogni euro raccolto
nel rispetto assoluto delle indicazioni del donatore.
Di fatto affianca le gerarchie dell’Ordine Cottolenghino per il
buon funzionamento dell’ospedale di Chaaria e di altre strutture in
Africa ed in Equador.

E’ attualmente composta da circa 200 persone; molti di esse hanno


prestato servizio in Africa o a Tachina, (sede di una Casa di riposo
per anziani) in Equador, altre operano solamente
nell’Associazione.

VOLONTARIATO A CHAARIA
Chi sono i volontari?
Sono medici, infermieri, pensionati, commesse, insegnanti,
ingegneri, studenti, dentisti: non vi è alcuna preclusione.

Nel 2007 circa 60 volontari hanno trascorso periodi da tre


settimane in su lavorando a Chaaria. I più giovani hanno poco più
di 20 anni, il più anziano è un chirurgo tedesco di 73 anni, che con
la sorella, infermiera, da il suo aiuto un mese all’anno.
E’ ovviamente più facile trovare un ruolo al personale sanitario,
ma vi sono altre attività: assistere i Buoni Figli, collaborare con
Suor Oliva per gli orfanelli, dare una mano in stireria, in
falegnameria.
Il volontario si paga solo il viaggio aereo; viene accolto
all’aeroporto, accompagnato a Chaaria, alloggiato nella foresteria.
Si mangia nel refettorio con i Fratelli, si lavano ed asciugano con
loro i piatti, si vive cioè in comunità.

DOMANDE

Premettendo che, da qui in poi, esprimo solo delle mie opinioni,


credo che molti si pongano questi interrogativi.
1) Perché si fa Volontariato:
a) curiosità di quel mondo
b) curiosità dei posti, una specie di turismo collaborativo.
c) voglia di mettersi alla prova.
d) voglia di aiutare.
e) senso di colpa individuale o collettivo nei confronti di
persone così svantaggiate.
2) Com’è il mondo del Volontariato: una costellazione
a) grandi associazioni nazionali od internazionali, con
grande risonanza, appoggi internazionali, grandi costi di
gestione interna (personale, sedi, mezzi, costi di
pubblicità, forse sprechi): sono tuttavia le sole a poter
intervenire nelle emergenze estese, carestie, guerre,
epidemie.
b) piccole associazioni: hanno bassi o nulli costi di
gestione, facilità di accesso, grande incidenza su limitate
comunità locali; hanno una certa fragilità, perché spesso
dipendono da una o poche persone chiave.
In ogni caso bisogna sapere che il mondo della solidarietà
nasconde dei trabocchetti. Esiste il problema della
AFFIDABILITA. E’ prudente fidarsi di persone che si
conoscono, di Associazioni che lavorano con trasparenza di
bilancio.
3) E’ utile il Volontariato: è utile per il tempo che si opera sul
posto, è utile se lascia traccia, apportando nuove nozioni o
soluzioni. E’ utile soprattutto quando, tornati a casa, si
racconta, si testimonia, si coinvolge.
4) Cosa si prova: sicuramente uno shock culturale, meraviglia,
a volte rabbia, senso di impotenza, insofferenza, voglia di
scappare e voglia di non partire. Sicuramente lascia un
grande SENSO DELLA PROPORZIONE. Le cose che qui
in patria ci angustiano, i piccoli problemi che ingigantiamo
appaiono, da là, visti col binocolo rovesciato, a paragone con
l’essenzialità della vita, alle dimensioni della malattia, della
povertà, della morte, dell’eroismo delle persone che, da
decenni, vivono lontani dalla famiglia di origine, dalla patria,
lavorando duramente a volte esposti anche a grossi rischi.

LE FRASI CELEBRI
…..ho ricevuto più di quanto ho dato….è una frase che non
mi piace, ha un suono buonista un poco mieloso. Nel
Volontariato non vedo uno scambio, ma un’esigenza personale,
un mettersi in gioco.
…..ho la sensazione di aver versato una sola goccia d’acqua
nell’oceano…. tutti lo pensano con fondamento, ma la risposta
è stata data da Madre Teresa di Calcutta: l’oceano è fatto di
gocce.

Chi avesse curiosità, interesse ad altre informazioni, volesse


vedere una straordinaria galleria fotografica, capire come
collaborare o fare donazioni può visitare il sito:
http://chaariahospital.myblog.it