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di Gianfranco Ravasi: Come vite feconda (Salmo 128) (anche sullulivo) ( A. UN PENSIERO DAI SALMI...

PRIMA DELLA NOTTE, ANTICO TESTAMENTO - SALMI (I),AR CIVESCOVI E VESCOVI - CLERO, Card. Gianfranco Ravasi, CREAZIONE NELLA BIBBIA (LA ) )

dal sito: http://www.apostoline.it/riflessioni/salmi/Salmo128.htm I SALMI CANTI SUI SENTIERI DI DIO di GIANFRANCO RAVASI Come vite feconda (Salmo 128) Mille e mille sono le vocazioni tante quante sono le persone, create da Dio in u na gamma infinit di qualit, di tipi, di sentimenti, di fisionomie interiori ed est eriori. Esistono, per, alcune scelte fondamentali che ognuno vive poi con le sue caratteristiche personali. Una di queste strade della vita quella del matrimonio e della famiglia. E i Salmi la cantano in una pagina deliziosa, divenuta il can tico nuziale per eccellenza. Si tratta del Salmo 128 che ora leggiamo. Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie! Della fatica delle tue mani certamente mangerai; beato te: avrai ogni bene! La tua sposa come vite feconda nellintimit della tua casa, i tuoi figli come virgulti dolivo intorno alla tua mensa. Ecco come benedetto luomo che teme il Signore: Ti benedica il Signore da Sion! Possa tu vedere il bene di Gerusalemme per tutti i gio rni della tua vita! Possa tu vedere i figli dei tuoi figli! Pace su Israele! Due sono i quadretti che il salmo ci presenta. Essi affondano le loro radici nel la realt umana dellamore, della vita e del lavoro, cercando di scoprire in essi i segni dellamore divino e della benedizione. Il primo quadro contiene una beatitudin e (vv. 1-3) ed colmo di immagini vegetali classiche (la vite e lolivo); il secondo, invece, una benedizione (vv. 4-6) ed apre la famiglia alla pi ampia comunit famili are di ogni ebreo, quella di Gerusalemme e di Israele. Dopo una proclamazione iniziale di felicit del giusto (v.1) , si apre la porta di questa famiglia ideale. Appare subito il padre lavoratore, colmo di beni, che d a Dio non riceve solo il pane quotidiano, ma anche una mensa sovrabbondante. Ecc o poi avanzare la sposa e i figli che evocano simbolicamente i due alberi emblem atici di Israele, la vite e lolivo. La vite, infatti, lo stemma di Israele come comunit piantata e coltivata dal Signore e chiamata a produrre frutti nel dialogo dellalleanza. Qui limmagine applicata all a donna in quanto generatrice. Come una vigna lussureggiante, appesantita da gro ssi grappoli e dallabbondante fogliame, indizio di prosperit e di vita, cos la donn a feconda circondata dai suoi figli numerosi espressione di felicit e di benesser e. Nel Cantico lebbrezza dellamore comparata a quella del vino. Anche lolivo nella Bibbia emblema di Israele, del Signore stesso, della prosperit e della gioia, del la giustizia e dalla sapienza. Lolivo sopravvive al diluvio (Genesi 8,11) e second o la tradizione rabbinica non si concepisce unepoca della storia del nostro piane ta in cui non sia coltivato lolivo. Qui, invece, applicato ai figli numerosi e de nsi di linfa come un albero maestoso di ulivo. Gi il poeta greco Euripide nella Me dea (v.1908) affermava che i figli sono nella casa come piccoli germogli. Questo ritratto idilliaco presenta, perci, la sposa fresca, seducente, tenera e s oprattutto feconda secondo la tipica visione orientale, in particolare ai fini d i una continuazione immortale della famiglia e della memoria del patriarca. La sua f unzione squisitamente materna, la sua attivit essenzialmente familiare, i figli e la casa sono lo sbocco naturale e la radice stessa del suo esistere. La vite ricca di grappoli ne , quindi, la raffigurazione ideale, come i figli sani e vigorosi r iuniti attorno alla mensa sono da pensare come un oliveto denso di virgulti che promettono ruscelli di olio per i futuri raccolti. Alla scena mediterranea e naturale della vite e dellolivo subentra nella seconda part e del salmo unatmosfera pi spirituale e religiosa con la benedizione dei vv. 4-6, formulata secondo i canoni del benessere visto come premio del giusto. Bene e ma le sono gi giudicati qui sulla terra e la prosperit si effonde subito sul fedele c ome segno visibile della sua giustizia e della sua onest. La benedizione viene da

Sion, cio dal tempio, e non scende solo sul singolo fedele ma sullintera comunit i ncarnata da Gerusalemme. Il carme ci congeda col saluto ebraico di stampo messia nico shalom, pace e gioia, allusivo nei confronti del nome della citt santa, Geru salemme, citt della pace, ma destinato soprattutto ad ogni famiglia. C, quindi, una vocazione al matrimonio che Dio benedice e che diventa fonte di fel icit. Anche se la pi comune, essa non per tutti e devessere vissuta con intensit e s eriet, con amore e gioia. Possiamo concludere con dei bei pensieri sul matrimonio, che il poeta libanese K. Gibran ha scritto nella sua opera Il profeta: Sarete insieme in eterno; sarete insieme quando le bianche ali della morte disperd eranno i vostri giorni, sarete insieme anche nella silenziosa memoria di Dio. Ma lasciate che vi sia spazio nel vostro essere insieme, lasciate che i venti del paradiso danzino tra voi. Amatevi lun laltro ma non fate dellamore una catena: lasciate invece che vi sia un mare in movimento tra i lidi delle vostre anime. Cantate, ballate insieme e siat e gioiosi, ma lasciate che ognuno sia solo. Anche le corde di un liuto sono sole , eppure formano la stessa musica. Datevi i vostri cuori ma non per possederli, perch solo la mano della vita pu contenere i vostri cuori. State in piedi insieme, ma non troppo vicini, perch le colonne del tempio stanno separate e la quercia e il cipresso non crescono luna allombra dellaltro. (da SE VUOI)