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SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

REGIONE SICILIANA
AZIENDA UNITA’ SANITARIA LOCALE N. i
Sede Legale Viale della Vittoria ex Ospedale Psichiatrico Tel (0922) 401643 Agrigento
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Partita IVA Codice Fiscale: 01938330840


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“Piano Aziendale per il contenimento delle liste d’attesa”

In ottemperanza al DECRETO 2 luglio 2008.”Piano regionale di contenimento dei tempi delle liste
di attesa per il triennio 2006-2008, ai sensi dell’art. 1, comma 280, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266 “Legge finanziaria 2006”. Pubblicato sulla GURS parte I del 25 luglio 2008 questa Azienda
Sanitaria Locale n. i di Agrigento elabora il proprio “Piano Aziendale per il contenimento delle liste
d’attesa”

Premessa

L’ASL1 di Agrigento è una struttura sanitaria il cui ambito territoriale coincide con quello della
Provincia di Agrigento (eccetto le isole di Lampedusa e Linosa), che è sita nella parte centro-
meridionale della Regione Siciliana. Comprende un territorio suddiviso in 42 comuni con una
popolazione, di circa 470.000 abitanti.

2. L’Azienda è articolata territorialmente, ai sensi della L.R. n.30193, e successive modifiche ed


integrazioni, e del piano Sanitario Regionale vigente, in Distretti Sanitari corrispondenti a quelli
delle ex Unità Sanitarie Locali individuate con L. R.le n.87/80 e successive modifiche ed
integrazioni

3. lI territorio provinciale è suddiviso nei: seguenti 7 Distretti:


a) Distretto Sanitario di Sciacca, comprendente i Comuni di Sambuca di Sicilia, Menfi,
Caltabellotta, Sciacca, Montevago e 5. Margherita Belice;
b) Distretto Sanitario di Ribera, comprendente i Comuni di Ribera, Villafranca, Lucca, Burgio,
Montallegro, Calamonaci e Cattolica Eraclea;
c) Distretto Sanitario di Bivona, comprendente i Comuni di S.Stefano Quisquina, Bivona,
Alessandria della Rocca, Cianciana e S. Biagio Platani;
d) Distretto Sanitario di Casteltermini, comprendente i Comuni di Casteltermini. Cammarata e San
Giovanni Gemini;;
e) Distretto Sanitariodi Agrigento, comprendente i Comuni di Siculiana, Porto Empedocle,
Aragona, Joppolo Giancaxio, Agrigento, Favara, Raffadali, S.Elisabetta, S.Angelo Muxaro,
Realmonte e Comitini;
f.) Distretto Sanitario di Canicattì, comprendente i Comuni di Canicattì, Castrofilippo, Grotte,
Camastra, Ravanusa, Racalmuto, Campobello di Licata e Naro;
g) Distretto Sanitario di Licata, comprendente i Comuni di Palma di Montechiaro e Licata.

3. Nell’ambito del medesimo territorio provinciale, insistono, in quanto non costituiti in azienda
ospedaliera, i seguenti Presidi Ospedalieri,:
a) Presso il Distretto Sanitario di Ribera, il RO. Fratelli Parlapiano;
b) Presso il Distretto Sanitario di Canicattì, Il RO. Barone Lombardo;
c) Presso il Distretto Sanitario di Licata, il P0. San Giacomo d’Altopasso.
“Omissis”
La Missione Strategica dell’Azienda è “Garantire la salvaguardia della salute dei cittadini attraverso
l’erogazione dei livelli essenziali ed uniformi di assistenza fissati dalla Regione integrando gli stessi
con gli interventi concertati a livello territoriale con gli enti locali, nonché le quote di partecipazione
ai servizi integrati per le spese sociali di rilievo sanitario, assicurando gli aspetti organizzativi e
gestionali dei programmi generali da svolgere per raggiungere gli obiettivi definiti dalla Regione”

Efficacia, efficienza, trasparenza, appropriatezza - anche temporale - e qualità delle prestazioni


sono poste al centro delle strategie di intervento delI’ASL 1 di Agrigento Tali principi sono
perseguibili con una puntuale conoscenza dei tempi d’attesa, prevedendo fra l’altro il monitoraggio
del fenomeno e l’ottimizzazione della loro gestione, in un contesto volto ad orientare l’assistenza
verso il miglioramento continuo della qualità.

A fronte di una situazione complessivamente accettabile dell’azienda per quanto riguarda i tempi di
attesa, (ove valutata rispetto alle realtà regionali), appare opportuno sintetizzare lo stato dei
sistemi di prenotazione.

Alfine di fornire al cittadino un punto unico a cui rivolgersi per le prenotazioni delle visite
specialistiche e ridurre i tempi di attesa delle prestazioni entro tempi appropriati alle necessità di
cura degli assistiti realizzando un sistema che consenta di assegnare le priorità e scegliere gli
erogatori secondo una logica territoriale a cerchi concentrici, dando una risposta ai bisogni
diagnostici e assistenziali ponendo al centro le prestazioni a minore complessità che possano
ricevere risposte appropriate nel comune e/o distretto di residenza e definendo una strategia di
rete, in cui le richieste di diagnosi e cure più complesse vengano garantite da strutture a maggiore
complessità organizzativa e tecnologica, in Azienda è già operativo un centro unico di
prenotazione dotato di Call Center situato presso la sede centrale che dopo un periodo di
rodaggio, che ha consentito di testare le potenzialità del sistema, nonché l’accettazione da parte
dell’utenza di un sistema centralizzato, operando su due Distretti Sanitari pilota, ha consentito lo
sviluppo di una procedura, in fase di completa messa in opera, che pone in rete tutte le strutture
aziendali eroganti prestazioni sanitarie con gestione delle agende unitaria.

Tenendo presente che la problematica Liste d’attesa si riferisce al 1° accesso del cittadino alla
struttura, occorre garantire spazi tempo-uomo adeguati in modo tale che la richiesta canalizzata
presso un solo erogatore riceva la garanzia dell’erogazione e nei modi stabiliti dal presente Piano
ed utilizzando le seguenti modalità operative:

Vengono recepiti i tempi massimi d’attesa per le prestazioni ambulatoriali, previsti nel D.A. 2 luglio
2008 riferite alle prime visite ed alle prime prestazioni diagnostico terapeutiche, altresì si prevede
l’applicazione integrale delle linee guida diagnostico-terapeutiche, già emanate dalla Regione
Sicilia

• L’inserimento sul WEB del programma CUP,


• la formazione del personale per l’accesso al programma da tutti gli sportelli dei poliambulatori e
dei PP.00. esistenti in azienda con continuo interscambio tra postazioni periferiche del CUP e Call
Center centralizzato al fine di consentire alla postazione di front line la possibilità di riorganizzare
gli appuntamenti in caso di assenza improvvisa dello specialista, le stesse sono annotate dagli
operatori del C.U.P. sia front line che del call center;
• La riduzione dei tempi di prenotazione tramite acquisto di lettori codici a barre con riduzione di
tempi di attesa allo sportello e degli errori di digitazione
• L’individuazione della richiesta di prestazione da parte dell’utente quale “Primo contatto del
paziente con il sistema, relativamente al problema di salute posto” per il rispetto dei tempi massimi
di attesa
• per le prestazioni che richiedono maggiore tempo di attesa, l’acquisizione periodica della
conferma e/o revoca della prestazione prenotata e/o prevedendo il pagamento anticipato dei ticket
entro 3 giorni lavorativi dalla data della prenotazione, gli utenti devono fornire al punto di
prenotazione i mezzi certi (telefonici fissi o cellulari) per essere rintracciati in caso di variazione
delle prenotazioni, le stesse sono annotate dagli operatori dei C.U.P.
• al fine di garantire la possibilità di scelta del paziente, l’istituzione in ogni poliambultorio di un
modello di liberatoria autografo che espressamente metta a conoscenza il paziente della lista
esistente e che per propria personale scelta preferisce prenotare la prestazione con un
determinato specialista invece che con un altro o in altra struttura che potrebbero erogare la
prestazione nei tempi previsti da citato DA.
• l’accesso alle prestazioni secondo criteri di priorità clinica utilizzando le indicazioni per l’adozione
del criterio di stratificazione delle agende per priorità cliniche, già definiti nell’Accordo integrativo
regionale con i medici di medicina generale,
• responsabilizzare i medici operanti sul territorio alla attribuzione sistematica della classe di
priorità sulle ricette all’atto della prescrizione, indicando anche la diagnosi o il sospetto diagnostico,
tale adempimento ha effetto immediato e dovrà essere curato per il tramite i coordinatori dei
distretti, che verificheranno a campione, in almeno il 10% di tutte le prescrizioni l’appropriatezza
dell’attribuzione delle classi di priorità;
• prevedere apposite fasce di prenotazione tramite Call Center e CUP per i singoli specialisti
utilizzando parte dell’orario esclusivamente per i primi contatti e/o le “urgenze”, fasce orarie per i
controlli brevi programmatj, fasce orarie per i controlli ordinari, fasce orarie per collaudi di protesi
ed ausili
• dopo avere stabilizzato la routine operativa di prenotazione dei CUP si prevede la possibilità di
apertura dei software a seguito di breve corso formativo anche ai medici di medicina generale dal
proprio ambulatorio al fine di consentire agli stessi di prenotare le prestazioni e/o le consulenze
necessarie utilizzando lo strumento con la metodica dei cerchi concentrici
• avviare un serio confronto sia a livello aziendale che distrettuale, con i MMG al fine di migliorare
la qualità prescrittiva utilizzando l’attribuzione della classe di priorità (A,B,C)
• impegnare i Medici di Medicina Generale affinché operino secondo principi di efficacia ed
appropriatezza nell’utilizzo delle risorse, in conformità a quanto previsto nella premessa
dell’accordo regionale di assistenza primaria.
• monitoraggio periodico trimestrale dei tempi di attesa, delle prestazioni al fine di operare
tempestivi aggiustamenti necessari;
• ricorrere a forme di incentivazione di programmi e progetti finalizzati all’abbattimento delle liste di
attesa come previsto dall’Accordo collettivo nazionale del 23/03/2005 dei medici specialisti
ambulatoriali;
• apertura anche di sabato nei presidi aperti soltanto fino il venerdì;
• revisione del tempario delle prestazioni specialistiche ambulatoriali, d’accordo con le
organizzazioni sindacali dei medici specialisti ambulatoriali;
• articolare gli orari di presenza degli specialisti in turni che garantiscono, per le prestazioni
correlate, l’esecuzione di prestazioni in successione con la presa in carico dell’assistito ed
evitandogli ogni ulteriore aggravio burocratico;
• Migliore utilizzo delle attrezzature evitando dei tempi morti in cui non vengano usate
• Riconversione di ore da una branca all’altra;
• Manutenzione costante delle attrezzature medicali;
• Acquisto di attrezzature medicali nelle branche che ne sono sfornite, compatibilmente con le
risorse economiche disponibili allo scopo;
• istituire tavoli tecnici con i rappresentanti sindacali dei medici di medicina generale, pediatri di
libera scelta, specialisti ambulatoriali interni, per la messa a punto di P.D.T. (protocofli diagnostici
terapeutici) per razionalizzare sia la richiesta di accertamenti diagnostici, sia la spesa, e monitorare
l’applicazione degli stessi.
• effettuare periodiche verifiche dell’attività prescrittiva di tutti gli operatori dei settore;
• pubblicizzazione tempestiva delle liste d’attesa al mese precedente sia in maniera capillare
presso i singoli ambulatori che attraverso i front office, che tramite il sito web dell’Azienda,
• istituzione di un tavolo paritetico permanente con convocazione almeno semestrale tra l’azienda,
gli organi istituzionali, le OO.SS. mediche e le organizzazioni di tutela dei cittadino al fine di
verificare le procedure inerenti le liste di attesa.
“Omissis”
• ogni evento di interruzione delle attività di erogazione sarà registrato con modalità che rendano
disponibili almeno le seguenti informazioni:
di quale prestazione si è sospesa l’erogazione (cosa è stato sospeso); dove; perché; per quanto
tempo (da quando a quando);
“Omissis”

Anche se l’erogazione delle prestazioni è stata interrotta, il servizio deve proseguire le


prenotazioni, calcolando i nuovi tempi in funzione della stima del tempo di interruzione. Nel caso
non sia temporaneamente possibile svolgere nemmeno le attività di prenotazione, l’azienda può
fare, per i nuovi utenti, dei pre-appuntamenti, ovvero indicare un periodo di massima nei quale si
stima potrà essere erogata la prestazione; la data precisa della prestazione può essere
successivamente comunicata dall’azienda, che contatta direttamente l’utente, oppure essere
ottenuta dall’utente mediante una telefonata ad un numero verde esistente, numero che dovrà
essere con certezza disponibile in un determinato orario.

In ogni caso, per il calcolo dei tempi di attesa per le prestazioni, i tempi vanno calcolati dal primo
momento (primo contatto) in cui il cittadino si è rivolto alla struttura per ottenere la prestazione.
“Omissis”

dicembre 2008