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Non riesco ad inquadrare bene cosa di ieri mi ha lasciato un po con lamaro in bocca.

Non voglio essere n drastico n bigotto ma mi dispiace avere la sensazione che gli incontri di programmazione finiscano per essere una riunione Pre-T fatta male. Si parla della nostra fede, svalutando il senso antico e le radici che la sorreggono, guardando al nuovo mondo e alle nostre esigenze. Ci aggiustiamo tutto, anche le cose pi evidenti, le rendiamo semplici perch non le comprendiamo e invece di sperimentarle le giudichiamo. Non un attacco che faccio verso nessuno ma una critica a me stesso perch incapace e codardo di lottare con il mio Dio. Critica che comunque rimane aperta alla comunit ! Non possiamo ridurre la nostra fede, il nostro credo ad una religione new-age pi comoda e calibrata. Sono chiamato alla conversione e per fare questo Ges mi ha dato e mi d degli strumenti indicandomi la strada con la sua vita, ma lo fa con amore e non mi obbliga. Anzi, quando cazzeggio con la new-age me lo fa fare. ( Un po come a Pietro quando in fine accetta la sua condizione e non gli chiede pi mi ami, ma semplicemente mi vuoi bene? ). Devo essere onesto: se non seguo il suo cammino, non ascolto o non faccio quello che mi chiede; perch non voglio, mi nascondo, ho paura, mi pesa, mi vergogno e non capisco. Quindi quando dico (parlando di fede e dei suoi strumenti): secondo me questa cosa cos, penso che il modo sia questo; forse sto sbagliando. Perch meglio se ci prego un po su e chiedo a lui cosa ne pensa. Perci possiamo lavorarci su, con i ragazzini cercando di non essere diretti e pesanti, ma giocando e testimoniando. Ma noi grandi, non prendiamoci in giro e non crediamo alle cazzate. Pertanto parlando della quaresima Ges mi chiede: Astinenza, digiuno, carit e preghiera. Non soltanto astinenza dalle cose superflue della vita o dalle cose che fondamentalmente mi alleggeriscono, ma astinenza da tutto ci che mi divide da Dio, astinenza dal peccato quindi una lotta contro il maligno. Digiuno nel vero senso della parola, quindi non solo dalle cose superflue ma proprio dal bisogno primario del cibo ( dove il corpo fa la sua parte in questa conversione). Il cibo ci d la vita, ci sostiene e non immaginiamo nemmeno di vivere nella fame, non conosciamo neanche lontanamente cosa vuol dire fame. Fare esperienza del digiuno come Cristo, che ci indica lo spirito e lo stile con cui viverlo, o ancora prima di lui Mos, che nel digiuno allo stremo delle forze prendeva nutrimento dalla parola di Dio sperimentare una purificazione che ci porta a fare esperienza piena della parola e della conversione. Non di solo pane vivr luomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Come per gli esercizi spirituali che iniziano dal silenzio esterno (dal corpo). Carit : tutto quanto detto sopra vivendolo nella semplicit e nella consolazione e con tale animo donare me e il mio superfluo facendo elemosina di quello che digiuno per chi ha fame. Preghiera: tanta. Questi sono gli strumenti che il Signore ci ha messo in mano ma li rinneghiamo perch siamo codardi.