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Esce in Italia “L’automatismo psicologico” un classico alle origini della psicoanalisi

psicologico” un classico alle origini della psicoanalisi L’UOMO CHE SCOPRÌ L’INCONSCIO Janet,
psicologico” un classico alle origini della psicoanalisi L’UOMO CHE SCOPRÌ L’INCONSCIO Janet,

L’UOMO CHE SCOPRÌ

L’INCONSCIO

Janet, loscienziatodell’ipnosi scomunicato da Freud

MASSIMO AMMANITI

È stato finalmente pubblicato in Italia il libro di Pierre Ja- net L’automatismo psicologico (Cortina, pagg. 519, eu- ro 37), la cui importanza è opportunamente sottolinea- ta nell’introduzione di Francesca Ortu. Il libro fu origi- nariamente pubblicato in Francia nel 1889, dopo esse-

re stato presentato alla Sorbonne come tesi di dottorato in filoso- fia. Infatti Pierre Janet iniziò la sua carriera come filosofo, coeta- neo di Henri Bergson, che lo avrebbe sostenuto successivamente

nel 1902 per l’assegnazione della cattedra di psicologia sperimen- tale presso il Collège de France, sottolineandone le capacità e il metodo rigoroso con cui aveva condotto le sue ricerche psicologi- che e i suoi esperimenti. I suoi lavori di psicologia dinamica erano stati apprezzati e citati da Freud e Jung con cui tuttavia si crearo-

no forti tensioni, sia per il riconoscimento della priorità delle sco- perte sia anche per il contrasto fra l’approccio positivistico di Ja- net e quello più spiritualista della psicoanalisi. Influenzato dal clima culturale che si respirava in Francia, in cui veniva dato ampio rilievo alla

scrizioni suggestive che lei avrebbe eseguito. Da queste

prime osservazioni Janet intra- prese un lavoro sistematico di ricerca in ospedale con nume-

rosipazienti,chefusuccessiva-

mente presentato nella sua tesi L’automatisme psychologique. Nel libro venivano ap- profonditi i fenomeni psicolo- gici definiti di automatismo to- tale, come ad esempio il son- nambulismo e la catalessia, ma anche quelli di automatismo parziale che occupano soltan- to una parte della mente, come le distrazioni o la presenza di stati psicologici simultanei ca- ratterizzati da immagini im- provvise, che irrompono nella mente mentre il pensiero è ri- volto altrove. Janet collegò questi fenomeni psicologici al- la rottura di due attività fonda- mentali della mente, quella creatrice che opera realizzan- do nuove sintesi, dando vita al- la coscienza personale e quella riproduttrice che riattiva «sin- tesi antiche che in passato ave- vano la loro ragion d’essere». In altri termini questi fenomeni

suggestione e all’ipnotismo anche con l’organizzazione di spettacolipubblici,Janetiniziò i suoi studi a Le Havre dove in- segnava filosofia, ipnotizzan- do una giovane donna, Léonie, non solo direttamente ma an- che a distanza, attraverso pre-

non solo direttamente ma an- che a distanza, attraverso pre- IL LIBRO “L’automatismo psicologico” di Pierre
non solo direttamente ma an- che a distanza, attraverso pre- IL LIBRO “L’automatismo psicologico” di Pierre

IL LIBRO

“L’automatismo

psicologico”

di Pierre

Janet (Cortina a cura di F. Ortu, pagg. 519 euro 37) Nelle foto

in alto

Janet e Freud

automatici e non controllabili

sonolegatiallariattivazionein-

consapevole di precedenti

esperienzearchiviatenellame-

moria ed associate ad un re-

stringimento della coscienza. Ben presto queste scoperte

sullopsichismosubconsciosa-

rebbero entrate in rotta di colli- sione con la psicoanalisi come avvenne nel 1913 in un Con-

Definì “metafisica” la teoria del medico viennese. Oggi si rivalutano i suoi studi sui traumi

gresso internazionale. Nella sessione dedicata alla psichia- tria Janet lesse un saggio critico sulla psicoanalisi che Jung avrebbe dovuto difendere. Nel suo intervento Janet si assunse il merito di aver introdotto il metodo catartico nella cura delle nevrosi, basato sul chiari- mento delle esperienze trau- matiche che le avevano provo-

mento delle esperienze trau- matiche che le avevano provo- cate, mentre la psicoanalisi lo aveva solo

cate, mentre la psicoanalisi lo aveva solo ulteriormente svi- luppato. Anche il metodo freu- diano dell’interpretazione dei sogni e la teoria dell’origine sessuale delle nevrosi veniva-

no frontalmente attaccate da Janet, si trattava di un «sistema metafisico» che non aveva an- cora raggiunto lo stadio della scientificità. Le reazioni degli psicoanali- sti non tardarono: Freud, pur avendo citato alcune ricerche

di Janet, criticò il suo lavoro e

addirittura Ernest Jones lo ac- cusò pubblicamente di diso- nestà, affermando che le sco- perte di Freud erano assoluta- mente indipendenti. Va anche ricordato che Janet dovette af- frontare anche altre polemi- che dopo la morte di Charcot: il climainFranciaeracambiatoe

si guardava con sempre mag-

giore sospetto l’ipnosi e le os-

servazioni nel campo dell’iste- ria, ritenute speculazioni in- consistenti, come ad esempio

la discussa metalloterapia di

Charcot. Fino alla recente rivalutazio-

nedellasuaoperaJaneterasco- nosciuto al grande pubblico, a differenzadiFreudmaanchedi Charcot. Probabilmente la sua

nedellasuaoperaJaneterasco-

nosciuto al grande pubblico, a differenzadiFreudmaanchedi Charcot. Probabilmente la sua ridotta notorietà è legata al suo carattere, era una persona piuttosto schiva e indipenden- te che non ebbe alcun maestro,

ad esempio Charcot o Ribot, e non creò una propria scuola. Quando morì nel 1947 la sua morte passò quasi inosservata, anche a causa di uno sciopero dei tipografi in quei giorni. Ma perché l’opera di Janet è tornata alla ribalta, studiata e

citata da psicologi e psichiatri? Negli ultimi anni la clinica e la ricerca hanno messo in luce l’importanza della dissociazio- ne, definita da Janet automati- smo, soprattutto nella patolo- gia psichica legata ai traumi. Si trattadiunadifesapsichicache viene messa in atto quando la

menteèsopraffattadauneven-

to traumatico e serve ad allon-

tanare automaticamente dalla

coscienzagliaffettieiricordile-

gatialtrauma.Quantunqueeli-

minate dalla coscienza queste

immaginimentalitraumatiche

tendono tuttavia a ricomparire

sottoformadiflashback,oppu-

re di incubi o sogni.

Ma la dissociazione non ri- guarda solo le patologie post- traumatiche,interessaancheil grande settore dei disturbi di personalità in cui possono comparire stati dissociativi, ad esempio il distacco da sé stessi o da quello che si sta vivendo o anche il ritiro in rifugi mentali lontani dalla realtà. E più di cento anni fa Janet aveva anti- cipato osservazioni che la ri- cerca clinica ha messo in luce negli ultimi anni: al disotto del funzionamento psichico co- sciente vi è un mondo subcon- scio caratterizzato da istinti ed emozioni più elementari che creanoun’alternanzadistatidi

coscienza diversi che compor- tano fenomeni di automati- smo psicologico non collegati

alla personalità. E per usare le parole di Janet deriverebbero

da uno stato di «miseria psico-

logica», legata ad un’impoten-

za ad assimilare e condensare

stati psicologici, a volte in mo-

do stabile, altre volte in modo transitorio. Ma forse questa miseria psicologica è speri- mentata da ognuno di noi, in-

fatti fin dalla nascita ricorria- mo ad automatismi psicologi-

ci quando ci troviamo ad af-

frontare situazioni difficili che

non sappiamo risolvere in al- tro modo.

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