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ASCESA, CADUTA E RINASCITA DEI FRATELLI DI LIBIA

di

Rm AL-BRK

Accolti da re Idrs nella fuga da Nasser, braccati da Gheddafi, riabilitati da Sayf al-Islm con la benedizione di Londra e proiettati alla ribalta dalla primavera araba: oggi gli eredi di al-Bann sono nel governo di Tripoli. Ma con il popolo non c sintonia.

1. OI NON SIETE N FRATELLI, N MUSULMANI: questa frase, pronunciata da asan al-Bann, fondatore dei Fratelli musulmani, rappresenta forse uno dei principali punti di svolta nella storia del movimento. Resosi conto che la situazione in Egitto stava cominciando a prendere una pericolosa piega, al-Bann ritenne di doversi sfilare da unorganizzazione che, a suo avviso, aveva deviato dalla retta via. Lidillio con la monarchia (nellaprile 1936 i Fratelli accoglievano il convoglio del re Frq in tutte le tappe che attraversava, dichiarandogli fedelt) si interruppe quando apparve chiaro che la Fratellanza intendeva acquisire posizioni di comando, esercitando pressioni per la nomina di ministri ad essa vicini (in tal senso, forse il governo di Muaf al-Nas Pasha rappresenta un passo cruciale per la scalata al potere). Si pass quindi alla fase pi violenta e sanguinosa della storia dei Fratelli musulmani, caratterizzata dalla nascita dellomonima organizzazione segreta cui fu attribuita lescalation di violenza di quel periodo. Nel 1947 tale organizzazione cominci a prendere di mira gli stranieri in Egitto e i loro alleati, tra cui re Frq, colpendo negozi di ebrei e locali inglesi, fino a costringere questi ultimi a cercare il dialogo con al-Bann, in una serie di incontri segreti. Inoltre fece saltare in aria posti di polizia al centro del Cairo; in reazione a tutto ci, lapparato di sicurezza lanci una campagna darresti. Il giudice Amad al-aznadr pag con la vita la colpa di aver pronunciato sentenze contro la Fratellanza. Lo stesso accade a fine dicembre 1948, quando il governatore militare del paese, al-Nuqr4 Pasha, pochi giorni dopo aver ordinato lo scioglimento del movimento, fu ucciso. Tali episodi e le pressioni esterne influenzarono negativamente asan al-Bann, che sent di aver perso il controllo della sua creatura. Guardando agli eventi paralleli dellattivit politica e militare dei Fratelli musulmani al Cairo, fu chiaro fin dallinizio il loro obiettivo primario: ampliare la

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sfera dazione e conquistare il potere. La loro attivit non si limit allEgitto: sostennero i movimenti rivoluzionari del mondo arabo, avallarono luccisione del monarca yemenita Yay amd, nellaprile del 1948, inviando una loro delegazione per benedire i golpisti. Tutto ci spinse il governo egiziano a intensificare il controllo poliziesco sul gruppo e a metterne al bando lattivit politica. Per i Fratelli musulmani la Libia era un paese sconosciuto, economicamente povero e alle prese con i postumi delloccupazione coloniale. Ai loro occhi, era preferibile fissare solide basi in Egitto e sviluppare cellule in Yemen, Giordania, Palestina e Siria. Tuttavia, il famoso episodio di al-Man4iyya (localit di Alessandria in cui i Fratelli furono accusati del tentato assassinio di Nasser, nel 1954) rappresenta un punto di svolta nellattivit dellorganizzazione in Libia, che proprio in quellanno otteneva lindipendenza. Furono arrestati alcuni membri coinvolti nellepisodio, altri si diedero alla fuga; tra costoro figuravano tre insegnanti egiziani che giunsero nella citt di Adabiya, nellEst della Libia. L, attraverso la loro attivit didattica, vennero a contatto con i giovani del posto e giocarono un ruolo preminente nella formazione della prima cellula dei Fratelli in Libia. Il gruppo cominci ad attirare llite sociale, professori universitari, studenti e imam. Costoro vedevano nelladesione al gruppo un modo per darsi una formazione politica e intellettuale, partecipando a incontri e seminari che facilitavano la comunicazione con i professori universitari, in unatmosfera pi rilassata rispetto a quella delle aule. 2. Alla fine degli anni Cinquanta, lattivit dei Fratelli si era estesa sotto la leadership dei tre pionieri. Re Idrs rifiut la loro estradizione, per cui essi e i loro seguaci trovarono spazi per far propaganda nelle citt della costa orientale. Per la societ libica essenzialmente conservatrice, regolata da tradizioni e consuetudini di un islam quotidianamente vissuto, mediato dalla figura di un monarca che aveva fondato il movimento senussita fu irritata da quel tipo di propaganda, sicch il gruppo non godette di un vasto appoggio popolare. Allinizio degli anni Sessanta, il gruppo costitu un suo partito che nelle intenzioni doveva essere un omologo di quelli fondati nella regione, ma che nei fatti si scontr con il divieto di svolgere attivit politica. Successivamente, re Idrs autorizz tale attivit, ma sotto stretta sorveglianza, concedendo al partito di partecipare alle elezioni, anche se lopinione pubblica stentava ad abbracciare un movimento diviso tra obiettivi didattici e ambizioni politiche. Nonostante fosse abbastanza rappresentato in bar, scuole e universit, non ebbe chance di successo nelle sedi istituzionali, specialmente in parlamento e fu fronteggiato dal re con saggezza. Negli anni Settanta inizi una nuova fase parallela al movimento degli Ufficiali unionisti, nota come Rivoluzione del primo settembre (awrat al-fti). Il regime del colonnello Gheddafi, che si considerava campione del nazionalismo e braccio del presidente Nasser nel Maghreb, fin da subito tratt con spietatezza la Fratellanza, alla stregua di quanto accaduto in Egitto, dove il movimento aveva subto un brutale ridimensionamento. A restringere ulteriormente i margini di

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azione politica dellorganizzazione intervennero forze ad essa ostili, con enorme soddisfazione del Colonnello: il partito Bat, attivo a Bengasi e Tripoli e il movimento comunista, forte nelle citt di al-Bayd e Cirene. Alla fine del decennio, con la nascita dei Comitati rivoluzionari, la Fratellanza in Libia era agonizzante, a causa di arresti, esecuzioni capitali ed esili. Gli anni Ottanta furono il periodo di maggior debolezza di tutta la storia del movimento in Libia: a parte larresto di suoi leader nelle grosse citt, si assistette alla nascita di altri movimenti islamici concorrenti e ancora pi oltranzisti, che ebbero tuttavia leffetto di sviare per un po lattenzione del regime. In quegli anni emerse il cosiddetto Gruppo libico combattente, organizzazione armata che veicolava le idee del salafismo jihadista, fondata da un gruppo di giovani libici che avevano partecipato alla guerra tra Afghanistan e Urss. Esso fu una spina nel fianco del regime del Colonnello, specialmente perch negli anni Ottanta la propaganda in Arabia Saudita era jihadista e concomitante con quella antisovietica in Cecenia: la maggior parte dei giovani vedeva nella fatw con cui lo 4ay alAlbn scomunicava Gheddafi una grossa occasione per lazione politica e per lespansione del Gruppo islamico combattente. La pericolosit della formazione stava in due elementi: primo, riusciva ad attirare vaste platee di giovani che vedevano nella lotta armata il miglior strumento per abbattere il regime di Gheddafi, in cui si cominciavano gi ad avvertire, oltre al peso di un asfissiante controllo poliziesco, i prodromi di una certa corruzione amministrativa, nonostante fosse ancora garantita una condizione di vita accettabile; secondo, effettuava operazioni armate in diversi siti civili e militari per abbattere il regime, che reagiva duramente con limpiccagione nelle pubbliche piazze e nelle universit di vari esponenti, tra cui i nove fondatori e svariati membri della Fratellanza. Negli anni Novanta Gheddafi esercit uninusitata tirannia per vanificare qualsiasi tentativo di destabilizzazione. La sua ira si indirizz persino contro chi pregava allalba nelle moschee. Il cittadino libico inizi a temere la propria ombra e a diffidare di chiunque. Non sussistevano dunque le condizioni ottimali per una ripresa delle attivit della Fratellanza. In precedenza, durante la fase dello scontro duro con il regime, questa aveva dato prova della sua forza, avvalendosi di una fitta rete di relazioni allinterno del paese e allestero, con cellule clandestine presenti in quasi tutte le citt. Tutto ci urt lorgoglio di Gheddafi, che adott la teoria del complotto esterno per rovesciare il suo regime, insinuando la presenza di un legame tra il gruppo, le organizzazioni massoniche e i servizi segreti internazionali. Il Colonnello riteneva di avere il popolo dalla sua parte in quello scontro, ma la popolazione appoggiava i Fratelli: a Bengasi, ad esempio, esponenti della Fratellanza ricercati trovavano accoglienza per ore o giorni presso le abitazioni private. Inizi cos una guerra di strada, del tutto sconosciuta ai mass media internazionali, con gli incroci presidiati da carri armati. Malgrado i numerosi arresti e le esecuzioni inscenate dal regime per sradicare lopposizione, in quel periodo il Gruppo combattente si rinvigor col ritorno

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della maggior parte dei giovani dallAfghanistan. Nacque anche il Movimento salafita di centro. Il Colonnello si sent accerchiato da tre fazioni interne al paese e dallopposizione in esilio; temendo che si coalizzassero contro di lui, cominci una politica di rafforzamento dei poli estremi. Cos, alla fine degli anni Novanta la Libia vide proliferare confraternite sufi e movimenti salafiti, appoggiati da Gheddafi contro la Fratellanza. Per evitare che lideologia di questultima dominasse nelle moschee e sfruttando il pessimo rapporto tra Fratelli e salafiti, il Colonnello consegn a questi ultimi le chiavi delle moschee dellAssociazione della propaganda islamica in tutto il mondo. Le divergenze ideologiche tra Fratelli musulmani, Gruppo libico combattente e salafiti impedirono loro di coalizzarsi per abbattere il regime, ma la loro attivit clandestina non cess. 3. Il XXI secolo segna linizio del tramonto del regime di polizia di Gheddafi. Lepisodio di Lockerbie del 1988 inaugur una stagione difficile per il popolo libico, a causa dellembargo totale. Il tenore di vita si abbass e il popolo abbracci lopposizione, costringendo il regime a intavolare timide trattative con lOccidente: quello stesso Occidente contro cui il Colonnello aveva lanciato slogan e discorsi sprezzanti. Un regime che aveva sostenuto i movimenti di liberazione antistatunitensi cominciava cos a proiettare unimmagine contraddittoria: i nemici di ieri diventavano gli amici di oggi. Delegazioni occidentali arrivavano nella tenda di Sirte e Gheddafi girava le capitali europee per spezzare lembargo, giocando la carta dei bambini infettati dallAids per premere sullEuropa. Ma il regime restava inviso al suo popolo, che non intravedeva nessun barlume di speranza. Intanto i figli di Gheddafi crescevano, ognuno coltivando le proprie passioni: Hannibal partiva per la Svizzera, Sad si appassionava al calcio italiano, Sayf al-Islm, il pi vicino alleredit paterna, andava in Gran Bretagna. Proprio dal Regno Unito venne la pressione maggiore: Sayf, che frequentava llite inglese, non vedeva un futuro per il regime paterno e cominciava a cercare soluzioni per presentarsi al popolo come il Mahd, il riformatore messianico. Sullo sfondo, la crisi economica mondiale, con America ed Europa allaffannosa ricerca di escamotage per rimpatriare i dirigenti della Fratellanza fuggiti trentanni prima chiedendo asilo. Di fronte alle continue richieste di dar loro una chance di governo, lOccidente desiderava fortemente un rinnovamento di tale compagine. Linsieme di questi fattori esercitava una forte pressione su Sayf al-Islm, cui Londra propose una soluzione: sdoganare la Fratellanza agli occhi del padre, che ormai aveva delegato la gestione del paese al genero Abdallh al-Sans. Sayf si mise cos al lavoro per mettere il gruppo in buona luce di fronte al padre: nel 2005, i Fratelli avevano invitato le forze dellopposizione libica a una conferenza, da svolgersi a Londra, per chiedere unanimemente le dimissioni di Gheddafi e linstaurazione di un regime costituzionale. Ma a sorpresa, il giorno stesso dellapertura dei lavori inviarono una lettera a Gheddafi per informarlo di essersi ritirati dalla coalizione, le cui richieste erano giudicate eccessive. Cos Sayf al-Islm e i Fratelli, con la benedizione degli inglesi, riuscirono a far credere a Gheddafi che

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lorganizzazione si fosse attestata su posizioni riformiste, abbandonando i propositi golpisti. Nel 2009, sotto gli auspici di Washington, si celebr la cosiddetta riconciliazione e revisione: per la prima volta lo Stato libico (rappresentato da Sayf al-Islm), la Fratellanza (rappresentata da Al al-Sallb) e i gruppi combattenti (rappresentati da un ex detenuto in Gran Bretagna, Abd al-akm Bilha) si sedettero intorno a un tavolo, con lobiettivo di riformare la Libia. Il piano che dava a Sayf la presidenza, alla Fratellanza le istituzioni di governo e ai gruppi combattenti gli apparati di sicurezza piaceva a un popolo che aveva gi deciso di andare allo scontro con il regime. Ma la primavera araba sovvert gli schemi e acceler il cambiamento, senza tuttavia produrre gli esiti sperati: la Fratellanza rimase a guardare nelle prime ore della rivoluzione, quando i giovani di Bengasi ebbero la meglio sul dispositivo di sicurezza della citt, annunciando la fine di Gheddafi e denunciando i crimini di Sayf e di suo padre. Solo con la fine effettiva del regime i Fratelli hanno iniziato a instaurare un contatto diretto col popolo, ma la miscela di propaganda religiosa e politica in una societ islamica e i ripetuti appelli allislamizzazione della societ hanno complicato loro le cose. Un altro fattore negativo, quasi consustanziale al movimento, stato laver puntato sulllite della societ, mostrando un atteggiamento di superiorit che rende poco credibili le prese di posizione a difesa degli oppressi. Ma forse lostacolo maggiore costituito dalla struttura sociale libica, il cui carattere tribale appare sotto vari aspetti poco adatto a un progetto politico di riforma radicale. Lingresso nella vita politica, senza per rinunciare al ruolo principale per cui il movimento stato creato, cio la propaganda religiosa; lemergere di forti correnti liberali, che attirano i giovani grazie a discorsi di apertura; la recente alleanza con il Gruppo islamico combattente; lincapacit di trovare soluzioni praticabili e non teoriche ai problemi reali della societ: tali fattori hanno contribuito allallontanamento dei giovani dalla Fratellanza. Nellinedito clima di libert in cui per la prima volta si trova ad operare, la sfida maggiore per il movimento consiste nel mostrarsi capace di governare la Libia, specie dopo aver a lungo esercitato pressioni a livello internazionale per ottenere tale opportunit. Nel novembre 2011, la mattina stessa della sua nomina a responsabile generale dei Fratelli musulmani in Libia, ho incontrato Ba4r al-Kabti. Egli confida di proseguire nel solco tracciato da Egitto e Tunisia. Il piano dazione della Fratellanza nel mondo arabo chiaro: non entrer nellarena politica, a suo dire, ma sosterr qualsiasi partito di orientamento religioso. Al-Kabti, che ha vissuto in America come rifugiato politico per pi di trentanni, sottolinea che la Fratellanza di Libia non dipende dalla Guida suprema in Egitto, ma al contempo si dice convinto che essa trarr vantaggio da un coordinamento con gli altri movimenti islamici. Il fatto stesso che la Fratellanza sia stata fondata negli anni Quaranta da giovani formatisi in Egitto conferma secondo lui lesistenza di un rapporto storico, o almeno di una certa fedelt alla casa madre. Al-Kabti insiste sul fatto che la prospettiva del suo movimento basata su programmi politici, non su ideologie. Ci mi stato ribadito da Muammad

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awwn, presidente del partito Giustizia e costruzione, in un colloquio dello scorso novembre, a un anno esatto dallintervista ad al-Kabti. In quellarco di tempo stato fondato il suddetto partito e awwn, appartenente ai Fratelli, ne stato eletto presidente. singolare che Giustizia e costruzione continui a negare la sua dipendenza dalla Fratellanza, sebbene pi della met dei suoi membri fondatori provengano dallorganizzazione e questa non lesini il suo sostegno politico. Lattuale governo conta peraltro sei ministri di Giustizia e costruzione, per lo pi provenienti dalla Fratellanza. Questa pertanto si configura oggi, a tutti gli effetti, come un attore politico di rilievo nella Libia post-Gheddafi.