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Il Doppio e la Coscienza Solare (da Introduzione alla Magia Vol.

II)
Il principio e la fine stanno in questo: nellaccorgersi che nelluomo sono compresi due uomini distinti (dico uomo come insieme delluomo, come corpo, come tutto). Questi due uomini corrispondono a due stati che si alternano, come attivit radiante e ombra, passivit ricettiva. Quando luno splende, laltro passa a vita e a luce crepuscolari. La legge della variazione in rapporto diretto col succedersi del giorno e della notte; quindi col Sole e con la Luna. Lo stato della coscienza desta, oggettiva, del pensiero chiaro e determinato sulle persone e sulle cose che ci circondano, sulle impressioni che riceviamo, quale ci abituale da svegli, costituisce lo stato solare del primo uomo che dir esteriore, e che normalmente per tutto 11 giorno resta in relazione col Sole. Nel giorno, dunque, siamo in rapporto col Sole a mezzo di questo uomo. Con laltro, invece, con quello interno, siamo in relazione con la Luna. Esso nel giorno privo di vita propria. Ha la funzione ricettiva e riflettente lunare. Resta nella penombra e si limita a produrre le immagini delle cose e delle idee ( Il Sole di giorno rivela il mondo esterno. Come realt, noi consideriamo allora le cose corrispondenti alle impressioni trasmesseci dai sensi fisici, le quali si impongono allanima a tal segno, da far quasi dimenticare a questa il senso della propria realt, della realt interiore. Si vedr pi sotto come questo rapporto si inverta quando si sia passati per certe esperienze.)Questo, di giorno. Di notte, la polarit si inverte. Il Sole prende sede nelluomo interiore e nel mondo interiore, la Luna nelluomo esteriore e nel mondo esteriore. Si desta un focolare interno di attivit. Giorno Luce nella realt esteriore. Ombra nella realt interiore. Luce visibile: Natura. Lesterno domina linterno: direzione centripeta: percezione (sensoriale). Notte Luce nella realt interiore. Ombra nella realt esteriore. Luce invisibile: Io. Linterno domina lesterno: direzione centrifuga: radiazione.

Questa conoscenza sorge dalla pratica. Lunghi anni di pertinace attesa sugli aspri passi dalta

montagna del sonno e della notte. Per questa via, si giunge a sorprendere i due che sono nelluno. La
coscienza impietrata vede formarsi e staccarsi un altro come un fumo che si innalza

dallacqua. Le sensazioni profonde, non paragonabili a nulla, che preludiano a questo fenomeno
possono essere cos indicate: Nellattesa calma, non impaziente, attenta, sul mio corpo, presso al mio corpo a tutta prima cominciai ad avvertire qualche cosa come liquefazione-fluidit-leggerezza che veniva su dalle gambe e dalle braccia, ma che veniva interrotta da scariche-sobbalzi improvvisi (localizzati specialmente un p pi su dei ginocchi e, in una fase seguente, alle rni): proprio come se agisse una forza o una volont violenta e non mia: il fenomeno allora si interrompeva e dovevo rassegnarmi al sonno. Tutto qui, per un lungo periodo. Allaltezza del torace, la coscienza svaniva. Vi si accompagnava spesso sensazioni di lampi fra gli occhi. Talvolta ho avuto limpressione di lampi veri

e propri, tali da illuminare per un istante la stanza in cui mi trovavo. ( Fenomeno analogo, e

constatato oggettivamente anche da altri che nulla sapevano presenti nella stessa stanza, ci stato riferito esser accaduto a persona del nostro gruppo, alleseguire il rito solare della sera. Chi si avvicina a queste esperienze pu forse capire a che cosa allude il PERNETY (Dict. mytho-herm., Paris, 1758, p. 175), parlando di quella fulminazione, che una depurazione graduale dei metalli: La si chiama cos perch i metalli divengono lucenti e gettano di tempo in tempo delle chiarit come dei lampi mentre li si purificano [purificare, nel linguaggio ermetico, spesso sinonimo di separare]; e si forma, al disopra, una pellicola rossastra che, quando scompare, lascia vedere a intervalli piccole luci abbaglianti ) Con fermezza, calma e concentrazione moltiplicate, non perdendo lena, giunsi alla fine
ad un nuovo stato. Il senso della fluidit si trasform in quello di una specie di leggera vertigineebbrezza, paragonabile allimpressione che si ha fissando a lungo una rapida corrente. Anche i sobbalzi si modificarono, prendendo un carattere emotivo, cio quello di stati improvvisi di ansia e di angoscia, un po come sono conosciuti da molti in bruschi risvegli in piena notte. Questi stati, da nulla preceduti, interrompevano di nuovo il fenomeno. Dovevo rimandare alla sera successiva lesperienza, il tentativo di una nuova conquista. Cos, per molto tempo ancora. Ma ad un tratto, nella sensazione sgomentante di un istante, scorsi l altro che felinamente sgusciava fuor dal mio corpo, mentre io

subito piombavo nella plumbea incoscienza del sonno. Ho ragione di pensare che questa apparizione
doveva gi essere accaduta altre volte, senza per che me ne fosse rimasto un ricordo definito. Un dettaglio curioso: una frase piuttosto insignificante che avevo letto in un libro di alchimia, ad un tratto si present nella mia memoria, e cominci a tornare e ritornare con insistenza, senza alcun motivo, come una idea fissa: FELICI GLI ATTEONI CHE GIUNGONO A VEDERE LA DIANA TUTTA NUDA . Questa frase adesso mi dava una sensazione strana, inquietante, non scevra di una certa sensualit, onde mi meravigliavo assai. Ora, il mattino che ricordai lapparizione di cui ho detto, mi balen un senso, che si pu riassumere con queste due parole: Ho capito . Ma lo strano si , che ci che avevo capito, mi sfuggiva del tutto... Ad ogni modo a brevissima distanza potrei quasi dire: di seguito sopraggiunse unaltra esperienza; tale che malgrado ogni mio fermo proposito, per una paura che mi prese nel corpo e contro cui la volont non poteva davvero nulla, fui costretto questa volta a sospendere anzi, peggio, a passare un periodo di notti bianche, fra stanchezza, fra terrore e desiderio di avviarmi verso il sonno. Ecco le sensazioni: trovarsi di colpo, sospeso nel

VUOTO precipitare poi senso di esser portato via nello spazio come un razzo, senza poter far nulla. Chi mi ha invitato a stendere queste note, mi ha fatto conoscere un libro, in cui sono dette cose
che concordano con le mie esperienze e che mi hanno servito per comprenderle meglio .( Si tratta di

R. STEINER, Das Initiaten-Bewusstsein (Warheit u. Irrtum in der geistigen Forschung) PhilosophischAnthroposophischer Verlag, Dornach, 1927.Con l riserve dovute al carattere ibrido proprio alle concezioni steineriane, questo libro vale la pena di essere scorso. uscito anche in italiano presso leditore Laterza.) Lultima esperienza, per es., molto bene descritta cos: stato in cui non vi pi
terra, n vi sono piedi per camminare ma daltra parte non ancora ali per librarsi, per dirigersi. Cosi mi sentivo portato via nello spazio. -

Qui faccio punto; il che forse non mi sar perdonato dagli avidi del visionarismo sensazionale tipoSvedenborg, Leadbeater e compagnia. Perch, veramente, era sulla via di un sabba che

venivo portato: in un mondo fantomatico ed allucinante, abissale ed orgiastico... Nel libro cui ho
accennato, si dice che questa la via falsa, quella della mistica nebulosa e della demonologia, quella dei medium e degli stregoni, quella di coloro su cui dominano, nel sonno astrale, le forze elementari e di morte della pallida luna. Per mio conto. presto trassi da tali esperienze un senso crescente di sconfitta e di inganno; ed avendone inoltre lanimo alquanto scosso, e sopravvenendo disturbi vari, e non lievi, nella vita di veglia, smisi di nuovo. Con la nuova ripresa, posso proseguire quello che stavo dicendo circa i due uomini . Luomo che al limite del Sonno appare come un animale di rapina , si distacca e fugge, luomo lunare, quello chiuso dentro il nostro essere visibile e cosciente, dominato, durante tutto il giorno e il relativo stato di veglia, dalle forze invisibili della Luna. La coscienza ordinaria non segue questo uomo nel distacco di ogni notte: noi dormiamo, questo tutto. Ma colui che invece di sorpresa, per cosi dire riesce a seguirlo senza per avere la necessaria preparazione, ossia senza mutare latteggiamento proprio alla sua coscienza diurna (questo fu appunto il mio caso. al principio), costui cade sotto le influenze elementari della luna, e sfugge al cambiamento di polarit, di influsso solare e di influsso lunare sui due uomini, che interviene nello stato di sonno. E perch accade questo? Appunto perch la coscienza nostra abituale quella delluomo esteriore, che si porta sul mondo fisico esteriore. Cosf se nello stato di sonno la coscienza, per via della sua abitudine resta l. invece dellinflusso solare, cui legato il senso dellauto-coscienza e dellarealt, essa ricever il letale, larvale influsso lunare, con le conseguenze che ho detto: perch,

nella notte, il Sole tramonta per luomo esteriore, si accende invece nelluomo interiore il primo passa sotto .gli influssi della Luna. Ci, poi, mi fece capire perch la scuola del Kremmerz insiste sulla
necessit di isolare da svegli il corpo lunare dal corpo fisico, tanto da poter vivere e muoversi nel primo, e senza il secondo. logico che chi sia giunto a tanto, riceve il notturno cangiamento di polarit solarmente, nel senso della nascita interiore, invece di prendere il falso sentiero degli spettri e delle streghe ( Cfr. ERACLITO, fr. 26 (Diels): Luomo ottiene la luce per s nella notte morendo, e mentre vive raggiunge il morto [ossia colui che ottiene la luce per s nella notte] dormendo, spenti gli occhi. Destandosi, comprende il dormente ).Io non conoscevo quelle discipline, cos mi serv di guida la sola intuizione e il polso per certe reazioni istintive in me, di cui, per le esperienze fatte, avevo acquistata una intelligenza speciale. Insomma, fui indotto a questo: a raccogliere tutte le mie forze per

mantenere fermo, dentro il corpo fisico giacente, laltro essere che sentivo emergere, formarsi, liberarsi. Tentativi su tentativi, rinunce, prudenza, attesa. Alla fine, una notte si produsse il fenomeno
meraviglioso, il capovolgimento indescrivibile: fu la visione solare , sfolgorante e sfavillante, nel centro di me che era il centro di tutto; fu il sensocentrale e travolgente della realt assoluta spirituale e immortale, che sommergeva le cose cosiddette reali nel rapporto di riflessi di ombre traslucide... ( Nella tecnica messa istintivamente in opera da chi scrive per fissare

il volatile, si tratta di far sf che il cuore (il centro) delluomo interiore coincida col cuore
delluomo esteriore, il che conduce come ad un corto circuito che supera la soluzione di continuit. poi evidente che lo sforzo di contenersi dentro il corpo fisico richieda tuttavia che laltro corpo resti libero, pur dentro ad esso; ossia presuppone le esperienze anteriori gi dette, le quali garantiscono il distacco. Altrimenti si torna al semplice stato normale del sonno.)Ma tutto questo, inutile che tenti di descriverlo. Daltronde ho ben poco da aggiungere, trattandosi di una esperienza, che non so ancora dove possa condurmi. Dir soltanto questo. Quando sia la temperatura, sia la calma del mio spirito, lo rendono possibile, e la notte chiara, resto seduto ad immedesimarmi col cielo serale. Ad esso abbandono lo sguardo, con calma dolcezza, finch avverto in me la presa di contatto ormai a me familiare conunaltra forza. Da allora, lazzurro notturno nei miei occhi subisce una specie di trasfigurazione: si fa intenso, vivente, etereo, illuminato. Dallesterno sono

condotto allinterno. Sorge lentamente lo stato di luce in me, e si fissa al centro, radiante. Spazio e
tempo, da allora, in un certo modo cessano di esistere. In un senso come di lenta discesa, di strati che si depositano al fondo, torno alle cose ai primi raggi della luce fisica mattutina nei miei occhi. Accompagnano allora il sorgere del giorno, che si ripercuote nel mio essere con una sensazione di potenza e di gloria. Occorrerebbe che fossi poeta per descrivere. Aggiungo che nel giorno ho talvolta il senso vago e fuggitivo di visioni, ma non riesco ancora a fissarle nelh coscienza: si tratta per di cosa che sento del tutto diversa dalle visioni notturne del periodo passato. Altre volte accade che, pur stando calmo e non essendovi niente di anormale dintorno, mi sembra dimprovviso che si sia scatenato qualcosa come un ciclone, non so dove, e trasalisco di non essermene accorto.