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Il Sindaco cessa dalla carica per impedimento permanente, dimissioni, decadenza, rimozione, morte e mozione di sfiducia. Lart.

4, comma 9 del D.Lgs. 156/2010 ribadendo nella sostanza quanto gi disposto dal T.U. degli enti locali allart. 52 (relativo alla mozione di sfiducia del Sindaco e del Presidente della Provincia) dispone che il Sindaco di Roma Capitale cessa dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti lAssemblea. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei Consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco, e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, la Giunta decade e si procede allo scioglimento dellAssemblea capitolina, con contestuale nomina di un commissario ai sensi dellarticolo 141 del D.Lgs. 267/2000.

silenzio-assenso (art. 20 L. 241/1990): nei casi in cui la legge attribuisce al silenzio il valore di accoglimento di una istanza. Gi dopo lemanazione della L. 241/1990 sul procedimento amministrativo si avuto un sostanziale ampliamento delle ipotesi di silenzio-assenso. La L. 80/2005 ha successivamente modificato larticolo 20 della L. 241/1990, generalizzando e rendendo di immediata applicazione la norma secondo la quale in tutti i casi in cui la pubblica amministrazione non d risposta entro il termine di cui allart. 2, commi 2 e 3, ad una istanza di rilascio di provvedimenti amministrativi il suo silenzio ha valore del provvedimento amministrativo di accoglimento, senza necessit di ulteriori istanze o diffide e fatta salva solamente lapplicazione dellarticolo 19. Viene, comunque, conferito alla P.A. il potere di agire in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21quinquies e 21nonies della L. 241/1990. I n parziale simmetria con larticolo 19, lart. 20, al comma 4, come modificato dalla L. 69/2009, prevede che il meccanismo del silenzio assenso non si applica negli atti e nei procedimenti concernenti il patrimonio culturale e paesaggistico, lambiente e, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza, limmigrazione, lasilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumit; n si applica agli atti imposti dalla normativa comunitaria, o ai casi in cui la legge qualifica il silenzio come rigetto dellistanza, e nemmeno agli atti e ai procedimenti che le stesse amministrazioni possono successivamente individuare. I noltre, al silenzio assenso si applicano le previsioni di cui allart. 2, comma 7 (sulla sospensione dei termini procedurali) e allart. 10bis (sul preavviso di rigetto) della legge sul procedimento (art. 20, comma 5, L. 241/1990), mentre, dal punto di vista processualistico, il D.L. 125/2010, conv. in L. 1-10-2010, n. 163, ha inserito nella disposizione in commento il comma 5bis, che attribuisce alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ogni controversia relativa allapplicazione dellart. 20;

La disciplina relativa alla figura del Segretario generale deriva dal combinato disposto dellarticolo 32 dello Statuto del Comune di Roma e dellarticolo 10 del nuovo regolamento sullordinamento degli uffici e dei servizi di Roma Capitale. Il Sindaco nomina il Segretario generale nel rispetto delle norme stabilite dalla legge e dallo Statuto secondo cui tale figura apicale viene scelta tra gli iscritti allAlbo nazionale dei segretari comunali e provinciali; della nomina viene data comunicazione al Consiglio comunale. Sempre nellambito delle previsioni statutarie stabilito che lincarico ha la stessa durata di quella del mandato del Sindaco che lo ha nominato; il Segretario generale continua, comunque, ad esercitare le proprie funzioni, dopo la cessazione del mandato, fino alla sua riconferma o alla nomina del nuovo Segretario Generale. Lincarico revocabile con provvedimento motivato del Sindaco previa deliberazione della Giunta comunale, per violazioni dei doveri dufficio. Per ci che concerne, in generale, le funzioni secondo larticolo 10 del nuovo regolamento sullordinamento degli uffici, e servizi il Segretario Generale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti del Sindaco, della Giunta e dellAssemblea Capitolina e pu, ove conferite con ordinanza del Sindaco, esercitare le funzioni attribuite dalla legge e dal regolamento al Direttore Generale. Compete, inoltre, al Segretario assicurare la diretta sovrintendenza sulle funzioni dirigenziali per assicurare lefficienza, lefficacia e la

regolarit dellazione amministrativa. I compiti in dettaglio sono fissati al comma 4 del citato art. 10 a norma del quale il Segretario Generale: a) partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni dellAssemblea Capitolina e della Giunta Capitolina e ne cura la verbalizzazione; b) roga tutti i contratti nei quali Roma Capitale parte ed autentica scritture private ed atti unilaterali nellinteresse dellAmministrazione stessa; c) esercita ogni altra funzione attribuitagli dallo Statuto, dai regolamenti o conferitagli dal Sindaco. Al Segretario Generale compete la risoluzione dei conflitti di competenza tra i dirigenti apicali. Lo stesso Regolamento, in conformit alla previsione statutaria (comma 3, art. 32) prevede la nomina di un ViceSegretario Generale. Tale nomina avviene ad opera del Sindaco, su proposta del Segretario Generale e sentita la Giunta Capitolina, tra i dirigenti di ruolo dellAmministrazione, con anzianit non inferiore a cinque anni. B) Il Segretario-Direttore Generale Secondo il disposto del comma 3 dellarticolo 10 del nuovo regolamento sullordinamento degli uffici e servizi di Roma Capitale in caso di conferimento delle funzioni di Direttore generale, il SegretarioDirettore Generale assicura lunitariet della funzione di direzione complessiva dellEnte, sovrintende alla regolazione organizzatoria e pianificatoria delle attivit, al fine di garantire la costante coniugazione della regolarit con lefficienza e lefficacia dellazione amministrativa. Il Segretario generale, inoltre, sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina lattivit gestionale ove il Direttoregenerale non sia stato nominato. C) Il Segretariato generale Il Segretariato generale articolato, con determinazione del Segretario generale, in strutture denominate direzioni, dotate di una speciale autonomia e responsabilit in ordine allesercizio dei compiti di supporto al Segretario Generale per le funzioni di cui al comma 4, ovvero, nel caso di cui al comma 3, per le funzioni organizzatorie e programmatorie, tenuto conto dellimpatto di tali funzioni sul complesso delle strutture dellEnte. Qualora al Segretario Generale siano conferite anche le funzioni di Direttore Generale, la struttura assume la denominazione di Segretariato-Direzione Generale.

Incompetenza assoluta: Lincompetenza assoluta, da cui discende lanullitdellatto, si determina quando lorgano amministrativo emana un atto in una materia sottratta alla competenza amministrativa e riservata ad un altro potere dello Stato. questo il caso dello straripamento di potere. Si ha anche quando lorgano amministrativo emana un atto riservato alla competenza di un settore dellamministrazione completamente diverso. Questo il caso del difetto di attribuzione. Infine quando lorgano amministrativo emana un atto relativo ad un oggetto che si trova nella circoscrizione territoriale di un altro organo amministrativo.

Secondo il D.P.R. 194/1996, le entrate di Province, Comuni, Citt metropolitane e Unioni di Comuni sono classificate sulla base dello schema seguente :

Art. 56. Requisiti della candidatura 1. Nessuno pu presentarsi come candidato a consigliere in pi di due province o in pi di due comuni o in pi di due circoscrizioni, quando le elezioni si svolgano nella stessa data. I consiglieri provinciali, comunali o di circoscrizione in carica non possono candidarsi, rispettivamente, alla medesima carica in altro consiglio provinciale, comunale o circoscrizionale. 2. Nessuno pu essere candidato alla carica di sindaco o di presidente della provincia in pi di un comune ovvero di una provincia.

Le cause di ineleggibilit e incompatibilit, sia preesistenti alla elezione sia sopravvenute, comportano la decadenza dalla carica elettiva ricoperta (articolo 68, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267). Sono previsti sia modalit che tempi per rimuovere tali situazioni: in particolare, per le cause di ineleggibilit sopravvenuta alle elezioni e di incompatibilit sia preesistente che sopravvenuta, previsto (articolo 69 del decreto legislativo 267/2000) uno speciale procedimento da parte del consiglio di appartenenza, di contestazione allinteressato della situazione ostativa allesercizio del diritto allelettorato passivo: la mancata rimozione di tale situazione comporta la decadenza dallincarico pubblico (articolo 69, comma 5); alleletto che si trova in tale situazione deve, per, essere concesso un congruo tempo per la rimozione della causa (Corte di cassazione Sezioni civili: I Sezione, 12 novembre 1999, n. 12529). Tale procedimento non si applica in caso di sentenza definitiva che accerta lo stato di ineleggibilit o di incompatibilit non rimossa (Consiglio di Stato V Sezione, 26 giugno 1992, n. 599). Un caso particolare di decadenza dalla carica stabilito per i presidenti delle province ed i sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti che si candidano per la Camera dei deputati o per il Senato: laccettazione di tale candidatura comporta la decadenza dalla carica elettiva ricoperta (articolo 62 del decreto legislativo 267/2000, articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n.

361, articolo 5 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533).

La discrezionalit amministrativa consiste in una facolt di scelta da parte della P.A., fra pi comportamenti giuridicamente leciti per il soddisfacimento dellinteresse pubblico e per il perseguimento di un fine rispondente alla causa del potere esercitato. Il problema pi importante relativo alla discrezionalit della P.A. Riguarda i limiti di tale potere discrezionale ed i mezzi di tutela riconosciuti al privato per tutelarsi rispetto alle scelte discrezionali illegittime della P.A. I limiti della discrezionalit amministrativa I limiti della discrezionalit sono quei criteri a cui lattivit della P.A. deve sempre conformarsi, per poter essere ritenuta legittima. Essi riguardano: linteresse pubblico, da intendersi come interesse della collettivit, non coincidente con quello della P.A., n, tantomeno, con la somma degli interessi individuali. Tale interesse deve essere concreto, obiettivo e collettivo; la causa del potere, la quale, secondo VIR GA, come emerge dalla definizione di discrezionalit dallo stesso elaborata, costituisce vincolo fondamentale dellattivit discrezionale che deve sempre perseguire un fine rispondente alla causa del potere esercitato; i principi di logica, di imparzialit e ragionevolezza, i quali debbono sempre reggere lattivit amministrativa; il principio dellesatta e completa informazione, che si concreta nella necessit di una adeguata istruttoria compiuta attraverso uffici competenti ed agenti addetti che consegua un risultato esente da errori. La violazione dei suesposti limiti alla discrezionalit comporta lillegittimit dellatto amministrativo sotto il profilo delleccesso di potere.

Portata e contenuto della discrezionalit amministrativa Il potere discrezionale attribuito alla P.A. suscettibile di presentare una diversa ampiezza: a) la P.A. pu avere una discrezionalit piena: cio pu scegliere sia se e quando emanare latto, sia circa il contenuto dello stesso; b) la P.A. pu avere una discrezionalit parziale, cio: pu scegliere se emanare o meno latto, mentre il contenuto (in caso di emanazione) vincolato; oppure pu scegliere il contenuto da dare allatto, mentre la sua emanazione fissata dalla legge a precisi presupposti. Discrezionalit tecnica e discrezionalit mista Dalla discrezionalit amministrativa occorre tener distinta la cd. Discrezionalit tecnica: mentre nella discrezionalit amministrativa, infatti, la scelta deve avvenire in base alle norme non giuridiche dellopportunit, della logica e dellimparzialit, nella discrezionalit tecnica deve avvenire in base ai criteri della scienza e della tecnica.

Art. 2 Reg. Dir. Acc. :

Il legislatore ha, per, posto, per i Comuni maggiori, una incompatibilit tra la carica di assessore e la funzione di consigliere comunale. E la ragione di detta incompatibilit insiste sulla diversit di ruolo tra Consiglio e Giunta; il primo riconosciuto come espressione di un potere di indirizzo e di controllo dell'attivit amministrativa; la seconda per legge l'organo di attuazione del programma esposto dal Sindaco e approvato dal Consiglio all'inizio della consiliatura. L'incompatibilit, se ha sempre creato problemi di insofferenza tra chi stato eletto consigliere e chi stato scelto come assessore, sin dall'entrata in vigore del nuovo ordinamento delle autonomie - 1990 - doveva rispondere a quella pi volte auspicata divisione di chi "chiamato" a controllare e di chi stato prescelto a collaborare con il vertice dell'amministrazione nella fase di attuazione del programma, peraltro condiviso dalla maggioranza elettorale che ha espresso il Sindaco.

Permessi brevi. A domanda del dipendente, previa valutazione del dirigente o del responsabile dell'unit organizzativa, possono essere concessi brevi permessi per un massimo di 36 ore annue, che dovranno essere recuperate entro il mese successivo da quello della fruizione ovvero con proporzionale riduzione della retribuzione.

La legge espressamente riconosce a ciascun contraente la possibilit di recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato con lobbligo di riconoscere allaltra parte un termine di preavviso stabilito dai Contratti collettivi di lavoro, dagli usi o secondo equit. Nel caso di mancato rispetto dellobbligo di preavviso in questione, il recedente deve corrispondere alla controparte unindennit, cd. indennit sostitutiva del preavviso, che equivale a quella quota di retribuzione che gli sarebbe spettata per il periodo di preavviso stesso. Tuttavia, come chiarito dalla Corte di Cassazione,l' indennit sostitutiva del preavviso non presenta affatto natura retributiva ma risarcitoria, poich viene corrisposta in seguito ad un inadempimento ( Cass. 28/5/1992, n. 6406). L indennit sostitutiva del preavviso, comunque, rientra nella base imponibile contributiva dal momento che nel periodo del preavviso non prestato sono riconosciuti al lavoratore i diritti e gli emolumenti che gli sarebbero spettati nel corso del rapporto di lavoro, compresi dunque i contributi previdenziali a suo favore, con la conseguenza che la somma in questione risulta assoggettata al regime contributivo ordinario per tutte le somme a carico dei lavoratori, nonch per lammontare a carico del datore. Va rimarcato che se lindennit sostitutiva di preavviso, sulla base di accordo preventivo tra le parti, venga erogata per assolvere ad una finalit diversa da quella propria dellistituto, ovvero al fine di indurre alla risoluzione concordata del rapporto di lavoro con la preventiva definizione di ogni possibile controversia (cd. esodo dei lavoratori) o per indurre alla rinuncia di altri diritti, tale somma, ovviamente, poich perde la sua natura di indennizzo per il mancato preavviso di licenziamento dovuto, viene esentata da contribuzione (INPS, Circ. 22/01/1982, n. 581; Circ. 19/07/1990, n. 170; Circ. 24/12/1997, n. 263).

Il lavoratore a tempo parziale ha gli stessi diritti e doveri nei riguardi del datore di lavoro di tutti i lavoratori subordinati. Inoltre, se il contratto individuale lo prevede, il lavoratore ha diritto di precedenza nel passaggio dal part-time a full-time rispetto alle nuove assunzioni a tempo pieno, avvenute nelle unit produttive site nello stesso ambito comunale e per le stesse mansioni o mansioni equivalenti. Anche il lavoratore a tempo

pieno ha comunque diritto di precedenza rispetto alla nuove assunzioni per ottenere il passaggio al part time. Per esercitare tale diritto e poter presentare domanda di trasformazione egli deve essere informato, anche con comunicazione scritta in luogo accessibile a tutti, dell'intenzione del datore di lavoro di procedere a nuove assunzioni par time. Il lavoratore affetto da patologie oncologiche ha il diritto di trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno quando il lavoratore lo richieda.

Il D.Lgs 163/2006 ha introdotto una serie di novit riguardanti le modalit di svolgimento della gara in parte consistenti in una rinominazione di quelle vecchie, mediante lutilizzo della terminologia utilizzata a livello comunitario, ed in parte introducendone alcune assolutamente nuove. Lart. 54 del Codice individua le seguenti procedure di scelta: procedure aperte: sono quelle procedure in cui ogni operatore economico interessato pu presentare unofferta; procedure ristrette: sono quelle in cui ogni operatore economico pu chiedere di partecipare (presentando una richiesta di invito) ed in cui possono presentare unofferta solo gli operatori invitati dalle stazioni appaltanti; procedure negoziate, con o senza la previa pubblicazione di un bando: sono quelle procedure in cui le stazioni appaltanti consultano gli operatori economici da loro scelti e negoziano con uno o pi di essi le condizioni del contratto; dialogo competitivo: quella procedura applicabile nei casi di appalti particolarmente complessi. Con essa lamministrazione aggiudicatrice avvia un dialogo con i candidati ammessi a tale procedura, al fine di elaborare una o pi soluzioni atte a soddisfare le sue necessit e sulla base della quale o delle quali i candidati selezionati saranno invitati a presentare le offerte. Qualsiasi operatore pu chiedere di partecipare.

Davanti al Garante, l'interessato ha 3 strumenti, messi a disposizione dal Codice: 1. Reclamo circostanziato al Garante, per rappresentare una violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento di dati personali. Su reclamo il Garante: prescrive le misure per rendere il trattamento conforme alle disposizioni vigenti; dispone il blocco o vieta, in tutto o in parte, il trattamento che risulta illecito o non corretto o pregiudizievole per gli interessati; pu vietare in tutto o in parte il trattamento che si pone in contrasto con rilevanti interessi della collettivit. 2. Segnalazione, per sollecitare un controllo da parte del Garante. si fa se non possibile presentare un reclamo circostanziato; il Garante pu adottare i provvedimenti previsti per il reclamo; 3. Ricorso, per far valere gli specifici diritti dell'interessato di cui all'articolo 7 (consulta il testo vigente del Codice privacy) alternativo al ricorso al giudice ordinario; proposto nei confronti del titolare; Il Garante pu disporre misure cautelari in corso di procedimento, come il blocco provvisorio dei dati o la sospensione dei

trattamenti; ordinare al titolare, con decisione motivata, la cessazione del comportamento illegittimo, indicando le misure necessarie a tutela dei diritti dell'interessato e assegnando un termine per la loro adozione. La tutela davanti al Giudice Sono attribuite al giudice ordinario tutte le controversie sull'applicazione delle disposizioni del codice, comprese quelle inerenti ai provvedimenti del Garante in materia di protezione dei dati personali o alla loro mancata adozione l'azione si propone con ricorso al tribunale in composizione monocratica (giudice unico). Il tribunale decide con sentenza inappellabile.

Utente : qualsiasi persona fisica che utilizza un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico, per motivi privati o commerciali, senza esservi necessariamente abbonata;

Diffusione : il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;
pubblicit: far conoscere lazione amministrativa in relazione al rispetto dei principi di legittimit e correttezza, e garantire che gli atti amministrativi producano effetti legali al fine di favorire eventuali comportamenti conseguenti da parte degli interessati. Pu configurarsi anche come uno strumento della trasparenza poich funzionale a rendere conoscibile lattivit delle pubbliche amministrazioni; accessibilit: consentire la messa a disposizione degli stessi solo a soggetti determinati -anche per categorieal fine di garantire in maniera agevole la partecipazione alle attivit e ai procedimenti amministrativi.