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PRINCIPI DI TECNICA URBANISTICA

I parametri urbanistici Il dimensionamento del piano Il disegno del piano

I PARAMETRI URBANISTICI

Superficie territoriale la superficie complessiva di un territorio interessato da un intervento o da una destinazione duso. Densit edilizia territoriale il rapporto tra volume edilizio costruibile e la superficie su cui esso insiste (mc/mq). Indice di cubatura territoriale la massima volumetria utilizzabile per ogni metro quadro di area a disposizione (mc/mq)

Superficie fondiaria e territoriale

Urbanizzazione primaria e secondaria

Gli indici di cubatura e di copertura

La distanza dai confini

La distanza dai fabbricati

La distanza stradale

Ai fini dell'applicazione del Nuovo Codice della Strada si definisce "strada" l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali. Le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, nei seguenti tipi: A - Autostrade; B - Strade extraurbane principali; C - Strade extraurbane secondarie; D - Strade urbane di scorrimento (principali); E - Strade urbane di quartiere (secondarie); F - Strade locali; F-bis. Itinerari ciclopedonali.

A - Autostrada: strada extraurbana o urbana a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia (3,5 ml), priva di intersezioni a raso e di accessi privati, dotata di recinzione e di sistemi di assistenza all'utente lungo l'intero tracciato e contraddistinta da appositi segnali di inizio e fine. Deve essere attrezzata con apposite aree di servizio ed aree di parcheggio, entrambe con accessi dotati di corsie di decelerazione e di accelerazione. B - Strada extraurbana principale: strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia e banchina pavimentata a destra, priva di intersezioni a raso, con accessi alle propriet laterali coordinati, contraddistinta dagli appositi segnali di inizio e fine. Deve essere attrezzata con apposite aree di servizio, che comprendano spazi per la sosta, con accessi dotati di corsie di decelerazione e di accelerazione. C - Strada extraurbana secondaria: strada ad unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e banchine. D - Strada urbana di scorrimento (principale): strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate. E - Strada urbana di quartiere (secondaria): strada ad unica carreggiata con almeno due corsie, banchine pavimentate e marciapiedi; per la sosta sono previste aree attrezzate con apposita corsia di manovra, esterna alla carreggiata. F - Strada locale: strada urbana od extraurbana non facente parte degli altri tipi di strade. F-bis. Itinerario ciclopedonale: strada locale, urbana, extraurbana o vicinale, destinata prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile e caratterizzata da una sicurezza intrinseca a tutela dell'utenza debole della strada. Lo scopo di tali percorsi separare il traffico ciclabile da quello motorizzato e da quello pedonale, che hanno velocit diverse, per migliorare la sicurezza stradale e facilitare lo scorrimento dei veicoli. Dal punto di vista della collocazione e delle caratteristiche si distinguono: 1. percorsi ciclabili urbani 2. percorsi ciclabili extraurbani

LA VERIFICA DEGLI STANDARDS


Lo STANDARD il rapporto ottimale tra la quantit di aree da riservare ai servizi e alle attrezzature collettive (esistenti + di progetto) ed il numero di abitanti previsti in totale in un territorio. Il rapporto espresso in metri quadri per abitante Nel PRG tali attrezzature appaiono come Zone F Il DM 2 aprile 1968 n. 1444 ha introdotto lobbligo, nella redazione del Piano Regolatore Generale, di rispettare i valori minimi fissati per gli Standard al fine di garantire la costruzione di assetti urbani socialmente adeguati Le Zone Omogenee sono la base per lapplicazione degli Standard: ad ogni tipo di zona corrispondono quantit minime di aree in riferimento al tipo di uso del suolo previsto

Gli Standard di quartiere


DM 2 aprile 1968 n.1444
Il decreto stabilisce che in tutti gli insediamenti residenziali per ogni abitante debba essere assicurata una dotazione minima inderogabile di 18 mq per i servizi pubblici di quartiere che vanno cos ripartiti: 9 mq di verde e aree attrezzate per il gioco o lo sport 4,5 mq per listruzione (fino alle scuole dellobbligo) 2 mq di aree per attrezzature collettive 2,5 mq di aree per parcheggi pubblici

Gli Standard Urbani


DM 2 aprile 1968 n.1444
Il decreto stabilisce inoltre che con riferimento alla popolazione del territorio servito debbano essere previsti inoltre 17,5 mq per attrezzature di interesse generale che vanno cos ripartiti: 15 mq di parchi pubblici e territoriali 1,5 mq per listruzione superiore allobbligo (escluse le universit) 1 mq di aree per attrezzature sanitarie ed ospedaliere

IL DISEGNO DI PIANO

Edifici gradonati contenuti in un inviluppo radiale conico

Unit edilizie curvilinee ad andamento lungo le linee di quota

Edifici a schema poligonale con giacitura che segue lorografia del luogo

Ricostruzione di una orditura urbana continua a maglia

Tessuto continuo costituito da spazi e volumi di piccola dimensione

Edifici a torre disposti a corona su unarea ridotta

LO ZONING