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GENNAIO 2013

EUROPA

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CRESCITA ED EQUIT SOCIALE


Intervista alleuroparlamentare del PD, Vicepresidente del Gruppo dellAlleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo, Patrizia Toia
Occorre riconoscere che esistono e, se possibile, si sono acuite le tensioni tra interesse italiano e interessi europei. Il Governo Monti spesso stato visto come una longa manus dellEuropa per costringerci a politiche di lacrime e sangue. Qualcuno ha parlato anche di sospensione della democrazia. Altri, come il Pd, hanno cercato di appoggiare no in fondo questa esperienza, anche se non condivisa in pieno. Le chiediamo: dopo le prossime elezioni, sar possibile per il nostro Paese ritrovare una sua sovranit politica, cercando di modicare o attenuare le politiche di rigore, spingendo verso una ripresa economica e soprattutto verso una maggiore equit sociale? Parto dalla ne nel rispondere a questa domanda che fondamentale perch pone laccento sullesigenza di politiche europee che non siano percepite e vissute come una imposizione in contrasto con le politiche nazionali e perch pone laccento sul contenuto delle politiche europee che, non scritto da nessuna parte, debbano essere obbligatoriamente politiche di rigore. Sul primo punto, la linea del Pd quella di costruire un autorevole governo italiano che si metta anche alla guida dellEuropa per indirizzarne le scelte e denirne le priorit. chiaro che a volte vi siano contrasti tra linteresse nazionale e quello europeo, ma noi dobbiamo trovare il modo di comporre questi interessi facendo s che le scelte europee siano positive per il nostro e gli altri stati membri. unutopia? No, unesigenza assoluta perch non c possibilit di soluzione dei problemi italiani, se non allinterno dellEuropa e delle soluzioni europee. In questo senso non dobbiamo pi parlare di cessione di sovranit, ma riconoscere che c bisogno di una sovranit pi alta di quella nazionale per tutelare lintera comunit europea e per dare pi forza alla politica dei diversi Paesi nel quadro dellunit europea. Naturalmente, perch questo si realizzi, occorre cambiare radicalmente le politiche europee sin qui fatte, abbandonare la logica miope e dannosa dei tagli e del contenimento della spesa per nalizzare il rigore alla crescita e allequit sociale. Questa ricetta, che molto sostenuta dai progressisti, cio da tutto larco delle forze europee di centro sinistra, oggi per fortuna condivisa da un arco anche pi ampio di forze politiche ed economiche. La stessa Germania sta rendendosi conto che il rigore imposto come unica soluzione sta arrivando a far pagare un prezzo alla loro stessa economia e tutti gli istituti economici internazionali, compreso il FMI, lOCSE e non solo, denunciano questi limiti e questi effetti dannosi. Per quanto riguarda il nostro gruppo europeo dei Socialisti e Democratici ha fatto fare uno studio da tre organismi indipendenti e il risultato che hanno dimostrato che il rigore causa recessione. Uno dei problemi pi importanti in Italia il lavoro. La sua mancanza e la sua precariet. A livello europeo cosa si potr fare per affrontare questo delicato problema in modo che abbia positive ricadute anche sul nostro Paese? Quali iniziative esistono a livello europeo per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro (soprattutto da parte di donne e giovani), per ridurre la disoccupazione, per creare nuova occupazione attraverso la formazione e la ricerca? Il lavoro centrale e, purtroppo, da diritto sta diventando una speranza. Noi dobbiamo fare di questa questione una di quelle centrali della nostra proposta politica: su questo la volont del Pd e del segretario Bersani si espressa molto chiaramente. La visione del Pd assume il lavoro come parametro di tutte le politiche, avendo a cuore del progetto la dignit del lavoratore, da rimettere al centro della democrazia, in Italia e in Europa. A livello europeo stato approvato il patto per la crescita e loccupazione convenuto dai capi di Stato o di governo in occasione del Consiglio europeo di giugno 2012, che costituisce parte integrante della risposta dellUnione europea alla crisi economica e nanziaria, e ha lo scopo di completare e rafforzare quanto gi intrapreso per la stabilit nanziaria e lunione economica e monetaria. I punti fondamentali di questo patto si concentrano sullattuazione della Strategia Europa 2020, sul rafforzamento del mercato unico, sullo sviluppo del Connecting Europe Facility, legato al digitale, ai trasporti e allenergia, sulla creazione di una vera Unione dellInnovazione. A livello europeo, oltre alla riforma avviata per trasformare EURES in una vera e propria piattaforma di assunzione e collocamento, stata presentata una comunicazione sulla riorganizzazione dellistruzione e un pacchetto sulloccupazione giovanile, basato sulliniziativa Opportunit per i giovani e contenente proposte relative a una garanzia per i giovani. Tra gli obiettivi del Pd in Europa vi sono tre punti cruciali: inclusione, lotta alla povert e reddito minimo europeo. Ci vuole spiegare sinteticamente tali iniziative? La premessa che il Pd vuole rimettere lEuropa al centro perch noi siamo lEuropa, nel senso che da l viene la sola possibilit di salvare lItalia: le sorti dellintegrazione politica coincidono largamente col nostro destino. Non c futuro per lItalia se non dentro la ripresa e il rilancio del progetto europeo. E per quanto riguarda il reddito minimo garantito, ad esempio, lItalia il solo Paese europeo a non averlo, insieme a Grecia e Bulgaria. Si tratta di qualcosa di molto diverso dal sussidio di disoccupazione perch riguarda anche i giovani, chi cio, nel mondo del lavoro non ancora entrato. una forma di reddito di base universale e incondizionata, versata a tutti i cittadini semplicemente perch sono cittadini, che si accompagna poi ad altri interventi di sostegno al reddito. Linclusione poi nel DNA della politica europea che vede la necessit, allinterno di libere istituzioni e di una libera economia, del raggiungimento di una giustizia sociale attraverso la formazione, il lavoro, le pari opportunit, la partecipazione. Per quanto riguarda la povert non possiamo dimenticare che ottanta milioni di europei, il 16% della popolazione, vivono in povert. LEuropa vuole rafforzare la Piattaforma europea contro la povert e lemarginazione sociale e vuole salvare dalla povert almeno 20 milioni di persone entro il 2020. Per quanto riguarda il Pd, nel programma evidente che parlare di uguaglianza signica guardare la societ con gli occhi degli ultimi, cio di coloro che per vivere faticano il doppio perch sono partiti da pi indietro o da pi lontano o perch sono persone con Ugo Perugini disabilit
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Lascensore sociale si bloccato! Serve un aiuto!


Viene denito ascensore sociale la possibilit delle classi meno abbienti di salire nelle classi superiori, come reddito e qualit della vita. Negli Usa, lascensore sociale funziona piuttosto bene. Riportiamo uno stralcio da un recente studio del Ministero del Tesoro di quel Paese che cita testualmente: Il 58% circa di coloro che nel 96 appartenevano alla fascia dei contribuenti meno abbienti, nei dieci anni successivi si spostato nella categoria a reddito pi alto. Quasi il 25% si spostato nella fascia a reddito medio o medio-alto, mentre il 5,3% andato a collocarsi addirittura nel settore pi alto.

In Italia le cose vanno molto peggio


Quante possibilit ha, oggi, il glio di un operaio di diventare medico, ingegnere o dirigente? Poche, una su cinque o sei, probabilmente meno di quelle offerte a un ragazzo nato nello steso tipo di famiglia negli anni Sessanta o Settanta: lascensore sociale si fermato. Oltretutto, restano alte la difcolt di chi ha tra i venti e i trentanni a conquistare autonomia, a vivere in una casa propria o a costruire una famiglia. La crisi economica sta portando con s conseguenze pesantissime, che non siamo an-

cora pienamente in grado di valutare se si pensa al futuro dei giovani sostiene Adriana Luciano, sociologa del lavoro Aziende e amministrazioni pubbliche stanno espellendo gli anziani, tra poco uscir chi era entrato negli anni Ottanta, come avviene anche nella nostra Universit, senza con ci essere in grado di accogliere davvero un numero sufciente di giovani. Il nostro Paese, e in particolare le citt industriali, non sono in grado di riconvertire completamente e rapidamente il proprio sistema in qualcosaltro, come il terziario avanzato di cui si parla tanto: lunica strada dunque innovare lindustria che c, offrendo cos ai giovani posti di lavoro dignitosi, contratti regolari, rispetto delle regole. Determinati a farcela a ogni costo sono, invece, i gli dei primi immigrati: Per loro la scuola riscatto, le famiglie sono spesso pi attente a seguirli negli studi, in loro non c rassegnazione, ma rabbia. Anche se non mancano casi di abbandono collegati alla crisi: molte famiglie tolgono i ragazzi dalle scuole perch hanno bisogno del loro guadagno, anche in nero, nelledilizia o come camerieri o inservienti. Remo Righi

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