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Il primo modello topico della psiche secondo Freud e la formazione del sogno

Sistemi del ricordo

Tmn

Tmn'

Tmn''

Inconscio
Desiderio infantile rimosso

Preconscio

Conscio M

Censura

P
Estremit percettiva

Residui diurni

Estremit motoria

1 2 3
Sogno

D i r e z i o n e D i r e z i o n e

p r o g r e s s i v a r e g r e s s i v a

L'apparato psichico costituito da sistemi: i sistemi Tmn o sistemi del ricordo, l'inconscio, il preconscio e il conscio. L'energia si trasmette in questo apparato secondo una direzione indicata come direzione progressiva: parte da stimoli, che vengono percepiti dall'estremit percettiva (P), e tende a scaricarsi in motilit, quando giunge all'estremit motoria (M). a) L'estremit percettiva (P) percepisce gli stimoli (esterni o interni) senza conservarne nulla; b) I sistemi Tmn conservano le tracce mnestiche delle percezioni e costituiscono quindi ci che chiamiamo memoria. Il primo elemento Tmn fissa le percezioni che devono essere associate assieme (ad es. i vari dati sensibili relativi ad uno stesso oggetto percepito) utilizzando semplicemente il criterio della simultaneit (= le percezioni si sono verificate simultaneamente); gli altri elementi Tmn associano tra loro le percezioni secondo criteri via via pi complessi (affinit, analogia, ecc.). c) Gli stimoli cos percepiti ed associati risiedono quindi nell'inconscio; non ne abbiamo ancora coscienza. d) Gli stimoli inconsci, per diventare coscienti, devono passare attraverso il preconscio. Ma tra inconscio e preconscio sussiste la barriera della censura che lascia passare solo gli stimoli che sottostanno a determinate condizioni, cio che sono giudicati accettabili da parte dell'Io. Gli stimoli inconsci rifiutati dall'Io sono rimossi e permangono nell'inconscio. e) Gli stimoli che sono passati nel preconscio possono ora diventare consci, cio affiorare alla coscienza, se sono sufficientemente intensi, cio se riescono ad attirare su di loro l'attenzione della coscienza. f) Gli stimoli ormai diventati consci possono ora scaricarsi verso l'estremit motoria (M), dando luogo ad azioni, parole, ecc.

Formazione del Sogno


Nel sogno bisogna distinguere il contenuto manifesto (= la scena onirica, cos come viene vissuta dal soggetto) dai pensieri onirici latenti (=l'insieme dei pensieri che hanno dato luogo alla scena onirica). Il lavoro onirico, che avviene durante il sonno, il processo in base al quale i pensieri onirici latenti si trasformano nel contenuto manifesto del sogno. Il lavoro d'interpretazione del sogno deve procedere in senso opposto: dal contenuto manifesto del sogno dobbiamo risalire ai pensieri onirici latenti.

Funzione del sogno


La funzione del sogno quella di proteggere il sonno del soggetto (cio di permettergli di continuare a dormire). Gli stimoli che possono disturbare il sonno del soggetto sono di due tipi: 1. stimoli di natura esterna: sono presenti solo in certi casi e consistono in impressioni sensoriali notturne che sollecitano continuamente gli organi di senso del dormiente (ad es. sete, dolore, suono della sveglia, ecc..)

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2. stimoli di natura interna: sono sempre presenti e costituiscono i veri e propri pensieri onirici latenti. Questi pensieri sono costituiti da: a) residui diurni, cio frammenti di pensieri coscienti, o meglio preconsci, connessi a preoccupazioni della vita che il soggetto ha normalmente da sveglio e che rimangono attivi nel preconscio durante la notte; b) un desiderio inconscio che la coscienza ha rifiutato e respinto (cio rimosso [= respinto nell'inconscio] ) spesso da molto tempo (si tratta sovente di un desiderio infantile).

Come reazione allo stimolo psichico, il sogno ha il valore di una risoluzione di questo stimolo, cos che esso venga eliminato e il sonno possa continuare. La parte pi importante dei pensieri onirici latenti quella che proviene dal desiderio inconscio: questo impulso inconscio, che non pu aspirare ad altro che al proprio soddisfacimento, che fornisce l'energia psichica necessaria per sognare. Per questo Freud pu dire che: ogni sogno l'appagamento (mascherato) di un desiderio rimosso. Questa definizione deve essere chiarita: nel normale stato di veglia l'appagamento di questo desiderio rimosso, che si scaricherebbe verso l'estremit motoria (M) dando luogo ad azioni, parole, ecc., sarebbe impossibile perch viene impedita dalla censura (dato che il desiderio inaccettabile per la coscienza, la censura ne impedisce l'appagamento); per, durante il sonno, l'estremit motoria (M) inibita e, di conseguenza, anche minore la forza della censura. Il desiderio rimosso pu quindi trovare un suo appagamento almeno in forma allucinatoria, cio come fantasia (sogno). Tuttavia, la censura continua ad esercitare almeno in parte la sua azione e quindi questo appagamento allucinatorio del desiderio deve subire una serie di deformazioni per sottostare alle condizioni della censura e poter passare nel preconscio producendo il sogno; in questo senso si pu dire che l'appagamento del desiderio rimosso "mascherato". questo processo di mascheramento o protezione che costituisce appunto il lavoro onirico, in cui i pensieri onirici latenti (residui diurni + desiderio rimosso) si trasformano in contenuto manifesto ( cio nel sogno vero e proprio).

Fasi del lavoro onirico


Le fasi del lavoro onirico sono illustrate dai numeri che compaiono nello schema: 1. il desiderio rimosso trova una via di espressione (per superare la censura) traslandosi sui residui diurni (= pensieri preconsci). Tende quindi a soddisfarsi mediante l'azione, cio a scaricarsi verso l'estremit motoria, ma questa via gli preclusa a causa dello stato di sonno. quindi costretto a prendere una direzione regressiva verso l'estremit percettiva (P), accontentandosi di un soddisfacimento allucinatorio che sottostia alle condizioni della censura. 2. in questo cammino regressivo, i pensieri onirici latenti (desiderio rimosso + residui diurni), subendo l'attrazione dei gruppi mnestici (Tmn), vengono trasformati in una somma di immagini sensoriali e di scene visive (che erano nella nostra memoria). Ci costituisce la cosiddetta rappresentazione plastica, in cui tutto il pensiero viene espresso per mezzo di immagini (solo il pensiero grezzo pu essere espresso, il pensiero astratto viene ricondotto al concreto). Oltre a questa, i pensieri onirici latenti subiscono altre due deformazioni: la condensazione (= gli elementi dei pensieri onirici latenti che hanno un qualsiasi punto di contatto vengono condensati in nuove unit) e lo spostamento (= le rappresentazioni visive possono essere separate dagli affetti a loro collegati, gli affetti possono essere spostati da un pensiero ad un altro). 3. a questo punto i pensieri onirici latenti riprendono il loro moto progressivo verso il preconscio e sono in grado di passare la censura in quanto il desiderio rimosso, cos deformato, risulta irriconoscibile. Questo passaggio nel preconscio origina il sogno propriamente detto che per sottost ad un'ultima deformazione: l'elaborazione secondaria. Quando infatti ricordiamo il sogno lo trattiamo come siamo abituati a trattare i in genere i nostri contenuti percettivi: cerchiamo di colmare lacune, di inserire connessioni che servono a dare al sogno una certa logicit e coerenza; questa attivit razionalizzante ci rende spesso responsabili di madornali fraintendimenti, deformando ulteriormente il sogno.

Lavoro di interpretazione del sogno


Questo lavoro consiste nel disfare il prodotto del lavoro onirico, nell'invertire il processo di mascheramento per rivelare l'originale desiderio rimosso sottostante. Ci possibile attraverso la tecnica associativa che Freud sintetizza in tre regole: 1) non ci si preoccupi di ci che il sogno sembra dire, sia esso intelligibile o confuso, perch questo non in alcun caso il materiale inconscio da noi cercato; 2) si limiti il lavoro ad associare le prime idee che vengono in mente per ogni elemento del sogno, senza riflettere su di esse, senza esaminarle per vedere se contengono qualcosa di adatto, senza preoccuparci di quanto ci portino lontano dall'elemento onirico; 3) si aspetti finch il materiale inconscio nascosto e cercato si presenti da s. In questo lavoro si incontrano sempre delle resistenze e il raggiungimento del contenuto onirico latente pu risultare pi o meno difficile e pu richiedere catene di associazioni pi o meno lunghe.

Freud: Teoria generale delle Nevrosi


(dall Introduzione alla Psicoanalisi e dai Tre saggi sulla teoria sessuale)
1. Il senso dei sintomi
Come per i sogni, anche per i sintomi nevrotici possibile scoprire un senso che si collega sempre alle esperienze del malato. Prendiamo come esempio la nevrosi ossessiva; essa si manifesta in questi modi: gli ammalati sono assorbiti da pensieri per i quali in effetti non hanno interesse, e sono indotti. ad azioni il cui compimento non procura loro alcuna gioia, ma la cui omissione riesce loro assolutamente impossibile. Sono descritti due esempi di analisi di un sintomo ossessivo. La prima paziente era una signora vicina ai trent'anni che soffriva delle pi gravi manifestazioni ossessive. Correva dalla sua camera in una camera attigua, l si metteva in un certo posto presso il tavolo che era al centro, suonava alla cameriera, le dava un incarico qualsiasi o la lasciava andare senza dirle niente e quindi correva nuovamente indietro. L'azione ossessiva sembrava essere una rappresentazione, una ripetizione di una scena significativa: quella della sua prima notte di nozze. La seconda paziente era una ragazza diciannovenne. Essa aveva sviluppato il seguente cerimoniale del coricarsi: il grande orologio della sua camera viene fermato, tutti gli altri orologi vengono allontanati dalla stanza ed essa non tollera nemmeno il suo piccolo orologio da polso dentro il comodino. La paziente impar gradualmente a comprendere che aveva bandito l'orologio dal suo equipaggiamento notturno perch simbolo del genitale femminile.
2.

La fissazione al trauma; l'inconscio

Ne deduciamo che ogni nevrotico fissato ad un periodo del proprio passato. L'analogia pi vicina al comportamento dei malati nervosi offerta da alcune malattie prodotte dalla guerra, le nevrosi traumatiche. Queste offrono chiari indizi che alla loro base vi una fissazione al momento dell'incidente traumatico. Nei loro sogni questi ammalati ripetono regolarmente la situazione traumatica. Non tutte le nevrosi insorgono per da un trauma. Inoltre, il senso dei sintomi sconosciuto al nevrotico, inconscio (si dimentica lo scopo del sintomo). Non solo, ma esiste anche un rapporto di intercambiabilit fra questa inconsapevolezza e la possibilit di esistenza dei sintomi stessi. Processi consci non danno luogo a sintomi; non appena i processi inconsci in giuoco sono diventati consci, il sintomo scompare. Compito del trattamento psicoanalitico di rendere cosciente tutto ci che inconscio in modo patogeno. In altre parole: riempire tutte le lacune mnestiche dell'ammalato, abolire le sue amnesie.

3. Resistenza e rimozione
Quando lo psicoanalista si accinge a far guarire un ammalato, a liberarlo dai suoi sintomi morbosi, gli viene opposta una resistenza violenta, tenace e persistente per tutta la durata del trattamento. Al processo patogeno che ci viene dimostrato dalla resistenza stato dato il nome di rimozione. Da qui Freud traccia il primo modello topico della psiche, distinguendovi tre sistemi: inconscio preconscio conscio.
rimosso A B INCONSCIO censura CONSCIO PRECONSCIO

Ogni processo psichico prima inconscio. Se, nel suo sforzo di passare nel preconscio, respinto dalla censura allora si dice che rimosso (A). Se passa nel preconscio, diventa cosciente solo se sufficientemente intenso da attrarre su di s lattenzione della coscienza (B). La rimozione la condizione preliminare per la formazione del sintomo. Il sintomo un sostituto di qualcosa che fu impedito dalla rimozione. Capiamo quindi che i sintomi nevrotici sono lappagamento sostitutivo di un desiderio sessuale. O meglio, i sintomi sono formati dal rimosso e dalla forza rimovente quindi il loro scopo contemporaneamente: appagare il desiderio (come vuole il rimosso) e difendersi dallappagamento del desiderio (come vuole la forza rimovente).
4.

La teoria delle pulsioni

La dinamica psichica viene spiegata da Freud con la teoria delle pulsioni. La pulsione un processo dinamico consistente in una spinta che fa tendere lorganismo verso una meta (attraverso modalit comportamentali non prefissate, come nellistinto, ma individuate grazie a meccanismi cognitivi). Le caratteristiche della pulsione sono: 1) la fonte (cio la zona corporea dove ha luogo leccitamento somatico che la pulsione rappresenta); 2) la spinta (cio lenergia o la somma di forze); 3) loggetto (cio il mezzo per cui viene raggiunta la meta); 4) la meta (che sempre il soddisfacimento, cio la soppressione della stimolazione). Dopo aver enunciato le quattro propriet strutturali della pulsione, Freud passa a porre la seguente opposizione nel campo pulsionale: 1) pulsioni dell'Io o di autoconservazione e 2) pulsioni sessuali, la cui energia psichica designata con il nome di libido. 1) Le prime corrispondono per Freud ai grandi bisogni o alle grandi funzioni indispensabili alla conservazione dell'individuo, di cui il modello costituito dalla fame e dalla funzione di alimentazione. A differenza pulsioni sessuali, esse si presentano sempre con un oggetto fisso. 2) Per quanto riguarda le pulsioni sessuali, si pu enunciare quanto segue: esse sono molteplici, traggono origine da svariate fonti organiche,
si comportano dapprima con reciproca autonomia e soltanto in seguito pervengono contemporaneamente a una sintesi pi o meno completa. La meta cui mira ciascuna di queste pulsioni, il conseguimento del piacere d'organo, e soltanto dopo che stata raggiunta la loro sintesi, esse si pongono al servizio della funzione riproduttiva, diventando con ci universalmente riconoscibili come pulsioni sessuaIi".

Freud opera qui una distinzione tra pulsioni parziali (dimensione pregenitale) e organizzazione genitale, su cui torneremo quando affronteremo lo sviluppo psicosessuale. Comunque nel brano appena letto, Freud ha enunciato una serie di caratteristiche delle pulsioni sessuali: 1) il loro carattere molteplice mostra che la sessualit umana non affatto univoca, ma che essa attraversa in modi differenti tutto il corpo. 2) L'origine di queste molteplici pulsioni deriva da fonti somatiche diverse (per esempio, la pulsione orale ha la sua fonte nella zona labiale). Ritorna qui il concetto di fonte inteso come una delle propriet della pulsione. 3) Inizialmente sono autonome, e solo in un secondo tempo pervengono ad una sintesi pi o meno compiuta. In questo senso il concetto di parziale non pensato solo in relazione alla sintesi finale, ossia a quella genitale. L'autonomia delle pulsioni parziali contemporaneamente genetica

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e strutturale. Quest'ultimo concetto molto importante. Infatti, dire che l'autonomia delle pulsioni parziali genetica e strutturale significa questo- a) che la loro origine (piano genetico) non dipende dalla totalit in cui andranno a iscriversi (la parte non deriva dal tutto); b) la parte ha una sua configurazione strutturale indipendentemente dalla struttura tipica della sintesi genitale. Infatti, le pulsioni parziali hanno gi le loro mete, i loro oggetti, le loro fonti e la loro spinta. 4) La meta il piacere d'organo. Si tratta del soddisfacimento a cui mira la pulsione e che Freud considera come una delle sue propriet. 5) Con la sintesi si pongono al servizio della funzione riproduttiva. Dunque, con la sintesi si entra nel dominio genitale che rappresenta il luogo di unificazione delle pulsioni parziali (anche se questa unificazione non mai totale). Infine per quanto riguarda il rapporto tra i due tipi di pulsioni, le pulsioni sessuali si appoggiano inizialmente a quelle di conservazione, che rappresentano le funzioni vitali: il soddisfacimento erotico orale si appoggia alla nutrizione, mentre il soddisfacimento erotico anale si appoggia alla defecazione o ritenzione, ecc. Questo significa, come vedremo pi avanti, che le pulsioni sessuali seguono inizialmente le vie aperte dalle pulsioni di autoconservazione. Tornando alla distinzione tra sistema inconscio e sistema preconscio-conscio possiamo rilevare che: 1) nel sistema inconscio le pulsioni sessuali circolano libere, obbedendo al principio di piacere o processo primario, secondo il quale la tensione rappresentata dalla pulsione tenderebbe a defluire il pi velocemente possibile verso la motilit (cio verso lesterno, verso la coscienza) per cercare di raggiungere la scarica immediata e totale, cio il piacere assoluto che consiste nellannullamento della tensione; 2) nel sistema preconscio-conscio si situano invece le pulsioni dellIo che, obbedendo al principio di realt o processo secondario, legano lenergia pulsionale impedendo la scarica totale delle pulsioni sessuali e permettendo invece una scarica mediata, che tiene conto delle esigenze della realt. Sono queste pulsioni dellIo che operano la rimozione nei confronti delle pulsioni sessuali, quando queste risultano inaccettabili alla coscienza. Dato che la scarica immediata e totale delle pulsioni sessuali quindi impossibile, quali sono i possibili destini delle pulsioni sessuali? Esse possono: 1) subire la rimozione totale da parte delle pulsioni dellIo; 2) ottenere una scarica mediata e controllata dallattivit intellettuale, che procura un piacere temperato ( quella che Freud chiama sublimazione delle pulsioni sessuali); 3) ottenere una scarica mediata e parziale, cio ottenere un appagamento o piacere sostitutivo, grazie alla deformazione che subiscono a causa delle pulsioni dellIo (possono cambiare meta, oggetto, ecc.), come infatti avviene nei sintomi nevrotici. 5.

Le fasi dello sviluppo sessuale

Le pulsioni sessuali di cui i sintomi nevrotici sono soddisfacimenti sostitutivi sono presenti fin dai primissimi anni di vita. La ricerca psicoanalitica stata costretta a occuparsi anche della vita sessuale del bambino, e ci perch nell'analisi dei sintomi i ricordi e le associazioni dei pazienti riconducevano regolarmente fino ai primi anni dell'infanzia. Nello sviluppo sessuale o libidico del bambino dobbiamo operare innanzitutto la distinzione tra l'organizzazione pregenitale della libido e l'organizzazione genitale infantile A quest'ultima segue il periodo di latenza e infine la pubert, in cui ha luogo l'organizzazione genitale adulta.

a)

Lorganizzazione pregenitale

Come abbiamo gi accennato, pregenitale indica quel momento dell'organizzazione sessuale in cui la sintesi della zona genitale non si ancora realizzata e in cui dominano le pulsioni parziali autoerotiche. Le due organizzazioni pregenitali sono quella orale e anale.

1. La fase orale
Rappresenta la prima fase nello sviluppo della libido, e va dai primissimi mesi di vita fino al secondo anno di et. Essa caratterizzata dal dominio della bocca come zona erogena, ossia come zona capace di produrre eccitamento sessuale. In questa fase il nutrimento e l'attivit sessuale sono sovrapposte, indistinte e hanno lo stesso oggetto, il seno. Freud usa il concetto di appoggio per indicare il fatto che, allinizio, le pulsioni sessuali si appoggiano alle funzioni vitali.
La prima e la pi importante attivit del bambino, il poppare dal petto della madre (o dai suoi surrogati), deve gi avergli fatto conoscere questo piacere. Noi diremmo che le labbra del bambino si sono comportate come una zona erogena, e lo stimolamento per l'afflusso di latte caldo stata la causa della sensazione di piacere. Da principio, il soddisfacimento della zona erogena era associato al soddisfacimento del bisogno di nutrizione. L'attivit sessuale si appoggia in primo luogo a una delle funzioni che servono alla conservazione della vita, e solo in seguito se ne rende indipendente. Chi veda un bambino abbandonare il petto della madre, ne veda le guance arrossate e come egli piombi nel sonno con un sorriso beato, dovr dire che questa immagine rimane esemplare per l'espressione dei soddisfacimento sessuale nel seguito della vita

Tuttavia, l'eccitazione sessuale associata all'attivit del succhiare appare chiaramente solo quando la suzione si sgancia dall'oggetto che soddisfa il bisogno fisiologico della fame. Infatti, il bambino con il dito in bocca a rivelare il carattere erotico di tale attivit. In questo modo la suzione diventa indipendente e ha come oggetto una parte del corpo stesso (dito, piede). Il soddisfacimento in questo caso, dice Freud, autoerotico.
Il bisogno di ripetere il soddisfacimento sessuale viene diviso dal bisogno dell'assunzione di cibo; questa scissione inevitabile quando spuntano i denti e il nutrimento non viene pi esclusivamente succhiato ma masticato. Il bambino per succhiare non si serve di un oggetto estraneo, bens piuttosto di un punto della propria pelle, perch questo per lui pi comodo, perch ci lo rende indipendente dal mondo esterno che egli non ancora capace di dominare, e perch in tal modo si crea, per cosi dlire, una seconda zona erogena sebbene dminor valore. Il minor valore di questa seconda zona sar poi l'occasione di cercare le parti corrispondenti, le labbra, di un'altra persona ("Peccato che io non possa baciarmi, sembra dire)" .

Come si passa dal rapporto con un oggetto esterno (il seno) all'uso di una parte del proprio corpo come "oggetto"? Dobbiamo pensare che l'attivit autoerotica emerge non appena il seno assente (per svezzamento o per altre ragioni contingenti), e questo coincide perlopi con il momento in cui il bambino si va costruendo un'immagine unitaria della madre. Fino al momento dello svezzamento, infatti, il bambino non possiede una rappresentazione unitaria della persona che gli fornisce il soddisfacimento; inizialmente il lattante entra in rapporto con una parte di essa, il seno, che costituisce, appunto, un oggetto parziale.
Quando inizialmente il soddisfacimento sessuale era ancora collegato all'assunzione di cibo, la pulsione sessuale aveva un oggetto sessuale al di fuori del proprio corpo nel petto della madre. Pi tardi lo ha perduto, forse proprio nel momento in cui il bambino poteva formarsi la rappresentazione complessiva della persona alla quale apparteneva l'organo che gli forniva il soddisfacimento. Allora la pulsione sessuale divento di regola autoerotica.

Notiamo due punti molto importanti per la comprensione dei concetto di autoerotismo in Freud. In primo luogo, l'autoerotismo non una condizione originaria, ma consegue al rapporto con il seno come oggetto esterno al soggetto. Su questo punto Freud stato pi volte equivocato. Si sempre detto, infatti, che l'autoerotismo, in quanto assenza di oggetto, costituisce un momento originario della vita sessuale. Dal brano letto si comprende chiaramente che per Freud l'attivit autoerotica secondaria al rapporto con il seno. In secondo luogo, esso segna un passaggio: quello della perdita dell'oggetto, e precisamente dell'oggetto parziale (seno); in questo momento di perdita che la sessualit orale si manifesta indipendentemente dall'attivit nutritiva (si pensi, appunto, al bambino con il dito in bocca).

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2. La fase anale
Si tratta della seconda fase pregenitale dello sviluppo libidico, anch'essa autoerotica. Freud la colloca tra i due e i quattro anni.
"La zona anale , analogamente alla zona labiale, appropriata per la sua posizione a mediare un appoggio della sessualit ad altre funzioni del corpo" . Infatti, si tratta di quel momento dello sviluppo infantile in cui il bambino assume il controllo sfinterico; la ritenzione e l'evacuazione delle

feci sono ora sottoposte al controllo volontario. In questa fase si stabilisce anche l'opposizione attivit-passivit, fondamentale per il resto dello sviluppo psichico. Ricordiamo che l'attivit coincide con il sadismo e trova il suo appoggio nella muscolatura sfinterica, mentre la passivit coincide con l'erotismo anale, e poggia sulla mucosa dello sfintere. "I bambini che utilizzano l'eccitabilit erogena della zona anale si tradiscono nella ritenzione
delle masse fecali, finch queste, con il loro accumularsi eccitano violente contrazioni muscolari e nel loro passaggio attraverso l'ano possono esercitare un forte stimolo sulla mucosa. Si ha qui naturalmente, accanto alla sensazione dolorosa, quella di volutt. Uno dei pi evidenti segni premonitori di eccentricit o nervosismo in et pi matura che un lattante si rifiuti ostinatamente di vuotare l'intestino quando messo sul vaso, dunque quando lo vuole la persona che ne ha cura, e riservi perci al suo capriccio questa funzione. Naturalmente ci che gli importa non di sporcare il letto; si preoccupa soltanto di non lasciarsi sfuggire il piacere che accompagna la defecazione. Gli educatori. dunque, hanno ancora una volta una giusta intuizione, quando chiamano cattivi quei bambini che si riservano queste funzioni".

Si noti che ritenzione ed evacuazione costituiscono delle vere e proprie attivit masturbatorie, e come tali destinate a produrre un piacere sessuale. Inoltre, Freud considera come vere e proprie manifestazioni erotiche il fatto che un bambino possa evacuare nel momento in cui entra in rapporto con qualcuno."Evidentemente [il contenuto intestinale] trattato come una parte del proprio corpo, rappresenta il primo regalo, con la cui
alienazione pu essere espressa la docilit, con il cui rifiuto pu essere espressa la sfida del piccolo essere verso il suo ambiente. Come regalo assume poi il significato di bambino, che, secondo una delle teorie sessuali infantili, viene acquisito mangiando e partorito attraverso l'intestino.

L'attivit sessuale anale, dunque. risulta decisamente sovradeterminata, cio ha pi sensi. In primo luogo ha un valore erotico di per s, come abbiamo detto a proposito della ritenzione e dell'evacuazione. Questo valore decisamente intrapsichico. In secondo luogo, queste manifestazioni erotiche veicolano almeno tre valori simbolici. 1) Rappresentano il dono d'amore che il piccolo offre alle persone del suo entourage. 2) Possono assumere un valore aggressivo; in questo caso la ritenzione delle feci rappresenterebbe il mezzo attraverso cui il bimbo esprime la propria aggressivit nei confronti dell'altro. Questi due valori hanno un senso intersoggettivo, in quanto investono il rapporto con gli altri hanno una grande importanza nella vita del soggetto. 3) Costituisce la risposta che il piccolo uomo d al problema della nascita, ossia: da dove vengono i bambini? Troviamo qui le teorie sessuali infantili: mangiare e defecare sono, per il bambino, all'origine della nascita. come se dicesse: dunque, anch'io sono capace di generare.

b)

Lorganizzazione genitale infantile

Freud effettua una distinzione tra l'organizzazione genitale infantile e l'organizzazione genitale propriamente detta che si instaura nella pubert. Ci che differenzia queste due organizzazioni il fatto che in quella infantile "per entrarnbi i sessi c' un soo genitale degno di essere preso in considerazione quello maschile. Non siamo dunque in presenza di un primato dei genitali, bens di un primato del fallo. questa la ragione per cui Freud preferisce talvolta qualificarla come fase di organizzazione fallica, piuttosto che come vera e propria organizzazione genitale (il primato genitale, infatti, si raggiunge solo con la pubert). Il passaggio dall'organizzazione pregenitale (autoerotica) a quella genitale infantile (fallica) estremamente complesso e mette in gioco molti elementi tra loro correlati e decisivi per lo sviluppo ulteriore. Naturalmente anche qui troviamo aspetti autoerotici, ma strutturati in modo diverso. Partiamo da un brano di Freud in cui, per chiarire il posto del narcisismo nello sviluppo sessuale, chiarisce sinteticamente le tappe di tale sviluppo.
"Il narcisismo consiste nel fatto che l'individuo nel corso del suo sviluppo, mentre unifica le pulsioni sessuali gi agenti autoeroticamente al fine di procurarsi un oggetto d'amore, assume. anzitutto s stesso, vale a dire il proprio corpo come oggetto d'amore, prima di passare alla scelta oggettuale di una persona estranea. Che tale fase di transizione venga attraversata tra l'autoerotismo e la scelta oggettuale probabilmente inevitabile nella normalit dei casi. In questa assunzione di s a oggetto d'amore la funzione degli organi genitali pu gi risultare prevalente. La via ulteriore seguita dallo sviluppo porta alla scelta di un oggetto dotato di organi genitali simili ai propri, dunque alla scelta oggettuale omosessuale, e, attraverso questa, alla eterosessualit".

Basandoci su questo brano possiamo ricavare il seguente schema dello sviluppo sessuale infantile:
Fallica

3. Il Narcisismo (narcisismo primario)


Tenendo presente il brano sopra riportato possiamo stabilire le seguenti caratteristiche della fase narcisistica. Carattere strutturale del narcisismo. La fase narcisistica inevitabile nella normalit dei casi. Questo significa che il narcisismo non indica qui una perversione, quanto piuttosto una tappa costitutiva nello sviluppo del soggetto. La collocazione dei narcisismo nello sviluppo psicosessuale. Freud considera il narcisismo come una fase che consegue all'autoerotismo. La differenza tra quest'ultimo e il narcisismo importante per comprendere lo sviluppo libidico. L'autoerotismo, come abbiamo visto, caratterizzato dal funzionamento parziale e anarchico delle pulsioni sessuali (organizzazione orale e anale), mentre nella fase narcisistica assistiamo ad un processo di unificazione di queste stesse pulsioni. Inoltre, nel periodo autoerotico non esiste

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nell'individuo "un'unit paragonabile all'Io; L'Io deve ancora evolversi". proprio la presenza di questa unit che l'lo a caratterizzare la fase narcisistica e a distinguerla da quella autoerotica. Dunque, il narcisismo richiede, per installarsi, un doppio movimento. Questi due movimenti non sono altro che le due facce di una stessa medaglia. Infatti, al primo movimento di unificazione delle pulsioni sessuali autoerotiche corrisponde simultaneamente il movimento di unificazione dell'Io, nonch il suo investimento da parte di queste stesse pulsioni. mentre unifica le pulsioni sessuali che l'individuo assume anzitutto s stesso, vale a dire il proprio corpo come oggetto d'amore dice Freud. Il fatto che il se stesso, cio l'lo, sia identificato da Freud con il proprio corpo colto nella sua unit non deve meravigliarci. Freud ha sempre sostenuto che l'lo innanzitutto un lo corporeo. La contemporaneit dunque tra i seguenti processi: unificazione delle pulsioni sessuali autoerotiche; unificazione dell'Io-corpo fino a quel momento inesistente e investimento di questo lo-corpo da parte delle pulsioni. Come nella fase autoerotica alla autonomia delle pulsioni parziali sessuali corrispondeva un corpo sostanzialmente in frammenti (il corpo, infatti, era vissuto in parti tra loro separate e perci investite come parti autonome: la bocca, il dito, l'ano, ecc.), cos nella fase narcisistica all'unificazione delle pulsioni sessuali corrisponde l'unificazione dell'Io-corpo. Questo lo-corporeo unificato diventa cos oggetto di investimento libidico, punto di convergenza delle pulsioni sessuali unificate, e come tale oggetto d'amore. questa la fase narcisistica propriamente detta, che Freud qualifica come narcisismo primario, e che si colloca tra l'autoerotismo e la scelta oggettuale. Il narcisismo secondario, invece, si manifesta dopo che la scelta oggettuale avvenuta e consiste in un disinvestimento libidico degli oggetti e in un reinvestimento dell'Io.
Ci formiamo cos il concetto di un investimento libidico originario dell'Io di cui una parte ceduta in seguito agli oggetti, ma che in sostanza persiste e ha con gli investimenti d'oggetto la stessa relazione che il corpo di un organismo arneboidale ha con gli pseudopodi che emette.

Quello che ci interessa qui il principio di questo discorso: gli investimenti libidici sono qualcosa di mobile. La libido originariamente investe quell'unit che lIo, per poi investire gli oggetti, ma pu anche essere ritirata da questi e riportata di nuovo sull'Io (da qui la metafora degli pseudopodi dell'organismo ameboidale). Comunque, ricordiamo che anche dopo l'investimento oggettuale, l'investimento libidico dell'Io permane, seppure sotto forma parziale. Narcisismo e attivit genitale. Freud ci dice che nel momento dell'assunzione di s a oggetto d'amore la funzione degli organi genitali pu gi risultare prevaIente. Il fatto che Freud dica pu merita di essere considerato. Infatti, per essere precisi la contemporaneit tra narcisismo e organizzazione genitale infantile (fase fallica) solo parziale, poich quest'ultima si colloca un po' pi in l della fase narcisistica. Questo ci impone di passare alla prossima tappa.

4. La fase fallica
Immediatamente dopo la fase narcisistica abbiamo la scelta oggettuale. Riprendiamo la parte finale del brano citato:
La via ulteriore seguita dallo sviluppo [subito dopo il narcisismo] porta alla scelta di un oggetto dotato di organi genitali simili ai propri, dunque alla scelta oggettuale omosessuale, e, attraverso questa, alla eterosessualit.

La scelta oggettuale, dunque, non n semplice n lineare e si scompone a sua volta in due momenti: 1) scelta di un partner dotato degli stessi organi genitali del soggetto (scelta oggettuale omosessuale); 2) scelta eterosessuale. Lasciamo da parte per il momento la scelta eterosessuale, e occupiamoci invece di ci che spinge l'individuo a scegliere un partner dotato dei suoi stessi organi sessuali. (Teniamo in considerazione che il momento omosessuale qui non ha niente di perverso e, come nel caso del narcisismo, designa una tappa necessaria dello sviluppo). Indubbiamente c' un rapporto di strettissima continuit, a tratti di sovrapposizione, tra il momento narcisistico e quello omosessuale. Infatti, come se il soggetto, nella relazione con il partner dello stesso sesso, collocasse quest'ultimo al posto di quell'immagine di s (l'Io-corporeo) investita nella fase narcisistica, come se continuasse ad amare se stesso, il che ci impone di usare l'espressione scelta oggettuale con molta cautela. Qual la ragione di questo passaggio strutturale dello sviluppo sessuale? Freud ci dice che la si pu cogliere negli omosessuali manifesti.
Noi supponiamo che coloro che in seguito diventeranno omosessuali manifesti non siano riusciti a liberarsi dall'esigenza che l'oggetto d'amore sia dotato di genitali eguali ai propri, e a questo proposito un considerevole influsso va ascritto alle teorie sessuali infantili che inizialmente attribuiscono ai due sessi gli stessi organi genitali.

Cos, la teoria sessuale infantile - di bambini e bambine - secondo cui tutti gli esseri umani sono dotati di un pene, costituisce una credenza che struttura il rapporto con l'altro. Infatti, che il partner di un maschietto sia un maschietto o una femminuccia non ha nessuna importanza, in quanto, per credenza, possiede i suoi stessi organi genitali. questo il tratto distintivo che separa l'organizzazione genitale infantile da quella adulta.
Essa consiste [la teoria infantile] nell'attribuire a tutti gli esseri umani, incluse le femmine, un pene, come quello che il maschietto conosce dal proprio corpo. Proprio nella costituzione sessuale che dobbiamo riconoscere come quella normale, gi nell'infanzia il pene la zona erogena principale, l'oggetto sessuale autoerotico pi importante. Logicamente quindi la stima in cui tenuto si rispecchia nell'incapacit di immaginare una persona a s simile che sia priva di questa fondamentale parte costitutiva. Quando il maschietto vede i genitali di una sorellina, ci che egli dice mostra che il suo pregiudizio gi abbastanza forte da falsarne la percezione; egli non osserva in qualche modo la mancanza del membro, ma dice invariabilmente, come per consolare e rettificare: Il per ancora piccolo; solo quando lei sar pi grande, crescer. Tutta questa teoria trova nella zona erogena

dell'organizzazione fallica un vero e proprio supporto.


Sia nel maschio che nella femmina essa [zona erogena] in relazione con la minzione (nel glande e nella clitoride), e nel primo inserita in un cappuccio mucoso sicch non possono mancarle stimolazioni, provocate da secrezioni atte a suscitare precocemente l'eccitamento sessuale".

Si noti che nella femminuccia la zona erogena il clitoride, che funziona da sostituto del pene. Questo piccolo organo anatomico funge dunque, da supporto reale alla credenza di possedere un organo genitale maschile. Esso consente alla bambina di pensare di possederlo, e al bambino di attribuirlo anche all'altro sesso, con la semplice convinzione che solo piccolo e che prima o poi crescer. Se il solo organo conosciuto dai due sessi il pene, allora l'opposizione caratterizzante questa fase la seguente: c' o non c' e la sua assenza rinvia alla castrazione. L'antinomia dominante qui , dunque, quella flico-castrato, poich manca una femminilit, antinomia che si risolve in quella di mascolinit-femminilit nella fase genitale propriamente detta (pubert).
"nello stadio (...) dell'organizzazione genitale infantile, c' una mascolinit, ma non una femminilit; i termini dell'antitesi sono il possesso di un genitale maschile da un lato e l'esser evirati dall'altro. Solo quando, nella pubert, lo sviluppo sessuale concluso, la polarit tra i sessi si identificher coi maschile da una parte e il femminile dall'altra.

nella fase fallica, dunque, che si manifesta il complesso di castrazione. La castrazione una delle fantasie primarie (fantasmi primari) dellessere umano. Infatti, la percezione da parte del bambino dellassenza del pene nella femminuccia associata allidea che un tempo essa era dotata di questorgano e che lo ha perduto per via dellevirazione. Il bambino ora teme che ci possa accadere anche a lui. Dato che la fase fallica quasi contemporanea a quella narcisistica, il bambino considera il fallo come una parte essenziale dellimmagine di s e la minaccia di castrazione mette radicalmente in pericolo questa immagine: lefficacia della minaccia deriva dalla congiunzione di questi due elementi: prevalenza del fallo e ferita narcisistica.
Il fantasma della castrazione pu apparire sotto diversi simboli: loggetto minacciato pu essere spostato (accecamento di Edipo, sradicamento dei denti, ecc.), latto pu essere deformato, sostituito con altre lesioni dellintegrit fisica (incidente, operazione chirurgica) e perfino dellintegrit psichica (follia come conseguenza della masturbazione).

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5. Il complesso edipico
La fase fallica e il complesso di castrazione ad essa correlato, assumono il loro senso grazie al complesso edipico che si colloca nello stesso periodo - tra i 3 e i 5 anni - e il cui tramonto segna l'avvio del periodo di latenza. Il modo in cui l'Edipo viene affrontato e risolto segna la scelta oggettuale del soggetto adulto: omosessuale o eterosessuale. Ricordiamoci, infatti, che all'omosessualit dovrebbe seguire l'eterosessualit. Tuttavia il condizionale d'obbligo, giacch la via eterosessuale pu anche non realizzarsi. Comunque, che la scelta sia eterosessuale o omosessuale, in qualsiasi caso essa passa attraverso il complesso di Edipo. In che consiste, allora, la relazione edipica? Nell'Edipo entra in gioco una relazione non pi duale bens triangolare. In realt, mentre la dimensione orale e anale lasciavano il soggetto in una relazione duale con la madre, il complesso di Edipo, invece, implica l'intervento di un terzo termine come necessario per la strutturazione soggettiva. In altre parole, il complesso di Edipo fa intervenire la funzione paterna nel suo carattere irriducibile, che introduce nella relazione madre-bambino la mediazione dell'interdizione, e dunque il registro della legge. Si tratta, dunque, del problema dell'incesto e dell'interdizione, connessa al fantasma di castrazione. sempre la figura paterna l'agente della castrazione, il che significa che quest'ultima si pu spiegare solo a partire dalla triangolarit edipica. L'Edipo implica varie combinazioni e precisamente quattro tendenze possibili: due di tipo semplice e due "complete".

a) LEdipo semplice
L'Edipo fu scoperto a partire dalla sua forma pi semplice, cos come lo troviamo nella tragedia di Sofocle. Tale forma pu essere di tipo positivo o negativo. Leggiamo cosa scrive Freud a proposito della forma positiva.
Il caso pi semplice si struttura per il bambino di sesso maschile, nel modo seguente: egli sviluppa assai precocemente un investimento oggettuale per la madre, investimento che prende origine dal seno materno e prefigura il modello di una scelta oggettuale del tipo per appoggio; del padre il maschietto si impossessa mediante identificazione. Le due relazioni per un certo periodo procedono parallelamente, fino a quando, per il rafforzarsi dei desideri sessuali riferiti alla madre e per la constatazione che il padre costituisce un impedimento alla loro realizzazione, si genera il complesso edipico. L'identificazione col padre assume ora una coloritura ostile, si orienta verso il desiderio di toglierlo di mezzo per sostituirsi a lui presso la madre. Da questo momento in poi il comportamento verso il padre ambivalente; sembra quasi che l'ambivalenza, gi contenuta nell'identificazione fin da principio, si faccia manifesta. L'impostazione ambivalente verso il padre e l'aspirazione oggettuale esclusivamente affettuosa riferita alla madre costituiscono per il maschietto il contenuto del complesso edipico nella sua forma semplice e positiva.

Questa struttura, che Freud qualifica come la pi semplice, merita tuttavia un commento particolare. Da questo brano isoleremo alcuni punti. In primo luogo, per il bambino la madre sin dall'inizio oggetto di investimento libidico, seppure in modo parziale (si veda la fase orale). Forse gi da questo momento, o poco dopo, il padre un oggetto di identificazione, cio il bambino si impossessa immaginariamente di lui, anche se la relazione con il padre non si risolve tutta nel registro immaginario. In secondo luogo, la relazione libidica con la madre e quella di identificazione con il padre procedono in modo parallelo fino a quando il bambino non si vede sbarrata la strada dalla figura paterna. E in questo momento che il complesso edipico emerge L'identificazione con il padre diventa ora un voler assumere il suo posto presso la madre. Dunque, nellEdipo il rapporto del bambino con la madre non del tipo: amo mia mamma, ma amo mia mamma dal posto di mio padre. chiaro che il senso della relazione amorosa con la madre cambia completamente. E dal posto paterno che il bambino investe la madre come oggetto amoroso. Ora, l'identificazione con il padre costitutiva per il bambino, e ci per una duplice ragione. Da una parte gli consente di operare una scelta eterosessuale, dall'altra proprio la legge paterna che permette al bambino di uscire dalla relazione fusionale con la madre, grazie alla minaccia di castrazione, costituendosi come individuo separato da questa. In questo caso il padre assume un valore simbolico e non pi immaginario. In altri termini, il padre come terzo, assume una funzione normativa, la sola che permette al bambino di assumere il suo posto nell'ordine familiare. Se l'Edipo tramonta in modo normale, allora il soggetto pu in futuro investire su nuovi oggetti, abbandonando gli investimenti incestuosi. Per quanto riguarda la femminuccia, dice Freud, l'impostazione edipica... pu risolversi nel rafforzamento (o nella instaurazione) dell'identificazione
con la madre, destinata a consolidare il carattere femminile della bambina.

La forma negativa del complesso quella invertita, la quale sta alla base della scelta omosessuale: il bambino si identifica con la madre e mostra una tenerezza verso il padre. Lo stesso vale per la bambina: identificazione con il padre e amore per la madre.

b) LEdipo completo
Freud ha sempre messo in guardia contro queste eccessive semplificazioni. In effetti, la forma semplice, che abbiamo appena esposto ha pi un valore didattico, ma non d conto della vera realt del complesso edipico. La forma completa, invece, rappresenta bene la complessit dell'Edipo.
Si ha infatti l'impressione che il complesso edipico semplice non sia affatto il pi frequente, ma corrisponda piuttosto a una semplificazione o schematizzazione, che del resto sul piano pratico per lo pi abbastanza giustificata. Un'analisi pi approfondita scopre per in genere un complesso edipico pi completo, il quale di natura duplice, positiva e negativa ( ... ); il maschietto cio non manifesta soltanto una impostazione ambivalente verso il padre e una scelta oggettuale affettuosa verso la madre, ma si comporta contemporaneamente anche come una bimba, rivelando una impostazione di femminea tenerezza rivolta al padre e la sua corrispondente impostazione gelosa-ostile verso la madre".

Le tendenze semplici sono quelle negative e positive allo stato puro: identificazione con la madre e amore per il padre nel caso dell'omosessualit (tendenza negativa), oppure identificazione con il padre e investimento della madre nella eterosessualit (tendenza positiva). Tra questi due poli estremi, Freud pone due casi intermedi che danno luogo alla forma completa con una partecipazione varia delle due componenti. Cos, possiamo avere due tipi di forme complete: una con un'accentuazione dell'elemento maschile, l'altra con un'accentuazione dell'elemento femminile. La prevalenza che Freud attribuisce all'Edipo rispetto alla dimensione preedipica teorizzata dagli psicoanalisti post-freiudiani dimostrata da tre funzioni fondamentali che gli attribuisce: 1) come abbiamo gi visto, determina la scelta dell'oggetto amoroso, la quale, anche se avviene dono la pubert, si radica nella struttura edipica; 2) accesso alla dimensione genitale che il frutto pi dello sviluppo psichico che di quello biologico. Infatti, la genitalit non separabile dal primato del fallo e difficilmente esso pu essere considerato instaurato senza che sia risolta la crisi edipica mediante l'identificazione; 3) costitutivo della strutturazione soggettiva, in particolar modo delle diverse istanze (Super-io, come vedremo nella seconda topica).

c)

Il periodo di latenza

con il periodo di latenza, che va dai 5 o 6 anni fino alla pubert, che si conclude il periodo fallico. Ora, la caratteristica fondamentale della scelta oggettuale sessuale che essa avviene in due fasi, interrotte dal periodo di latenza.
"Si pu definire come un'occorrenza tipica il fatto che la scelta oggettuale avviene in due tempi, in due ondate. Il primo sopravvento inizia negli anni tra i due e i cinque e l'epoca di latenza lo fa tacere o recedere; esso contrassegnato dalla natura infantile delle sue mete sessuali. Il secondo sopravvento subentra con la pubert e determina la strutturazione definitiva della vita sessuale.

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Cos, la scelta oggettuale in due tempi determinata proprio dall'esistenza del periodo di latenza. Quest'ultimo svolge una funzione fondamentale, e a tre livelli. 1) nel periodo di latenza che vengono costruite quelle potenze psichiche che pi tardi si presentano come ostacoli alla pulsione sessuale e, quasi argini, ne costringeranno entro certi limiti la direzione (il disgusto, il sentimento del pudore, gli ideali estetici e morali) 2) in questo momento che la sublimazione si realizza: essa consiste nella deviazione dell'energia pulsionale verso scopi diversi rispetto a quelli sessuali; 3) qui che si colloca quell'amnesia infantile che ci impedisce di ricordare gli eventi della nostra infanzia.

d)

La pubert

Nella pubert si ha il passaggio all'organizzazione genitale vera e propria, cio a quella adulta.
Con la pubert subentrano i cambiamenti che debbono condurre la vita sessuale infantile alla sua definitiva strutturazione normale. Finora la pulsione sessuale era prevalentemente autoerotica, ora trova l'oggetto sessuale. Finora operava partendo da singole pulsioni e singole zone erogene che cercavano indipendentemente un dato piacere come unica meta sessuale, ora si d una nuova meta sessuale, al raggiungimento della quale collaborano tutte le pulsioni parziali, mentre le zone erogene si sottomettono al primato della zona genitale.

1 cambiamenti a cui Freud si riferisce sono quelli della definitiva crescita dei genitali esterni, ma anche la produzione di spermatozoi nel giovane uomo o la possibilit di generare un nuovo essere nella ragazza. L'apparato sessuale che si costituisce in questo periodo messo in moto da tre tipi di stimoli. 1) Stimoli provenienti dal mondo esterno, che eccitano le zone erogene di cui abbiamo parlato a proposito della sessualit infantile. 2) Stimoli provenienti dalla stessa struttura organica. 3) Stimoli provenienti dalla vita psichica, la quale trattiene le impressioni esterne e riceve gli eccitamenti interni. Attraverso queste tre vie si provoca uno stato di eccitazione sessuale che si manifesta attraverso sintomi psichici e somatici. 1 primi sono il. frutto.di un sentimento di tensione, mentre i secondi si mostrano nelle mutazioni dei genitali esterni (erezione dell'organo maschile, inumidirsi della vagina). La sintesi delle pulsioni parziali nella zona genitale implica alcune conseguenze di cui tener conto. In primo luogo, la sessualit da questo momento si connette alla riproduzione della specie.
La pulsione sessuale si pone adesso al servizio della funzione procreativa diventa per cos dire altruistica. Per riuscire. questa trasformazione deve svolgersi tenendo conto delle disposizioni originarie e di tutte le particolarit delle pulsioni .

Dunque, il modo in cui si realizzato lo sviluppo sessuale infantile fondamentale per il passaggio alla vita genitale. In secondo luogo, con il dominio della zona genitale non abbiamo la scomparsa delle zone erogene precedenti, ma un nuovo ordinamento. A partire da quest'ultimo, Freud introduce una scomposizione dell'atto sessuale e del piacere ad esso connesso. In una prima fase importante la funzione delle zone erogene pregenitali. Esse vengono completamente impiegate a produrre con
appropriata stimolazione un certo ammontare di piacere, dal quale deriva l'intensificazione della tensione, che a sua volta deve apportare la necessaria energia motoria per condurre a compimento l'atto sessuale.

Nella fase successiva entra in gioco la zona genitale.


"La penultima parte di tale atto di nuovo l'appropriata stimolazione di una zona erogena, la zona genitale stessa, nel glande del pene, mediante l'oggetto pi adatto, la mucosa vaginale, e con il piacere determinato da questo eccitamento si acquista, questa volta per via riflessa, l'energia motoria che procura l'emissione delle materie sessuali. Quest'ultimo piacere per intensit il pi alto, e nel suo meccanismo diverso da quelli precedenti. Esso provocato dalla scarica, in tutto e per tutto piacere di soddisfacimento e con esso temporaneamente scompare la tensione della libido".

Queste due fasi introducono una differenza fondamentale in seno al piacere sessuale, che Freud espone in questi termini.
Non mi sembra ingiustificato fissare con una definizione questa differenza nell'essenza del piacere per eccitamento delle zone erogene rispetto all'altro per svuotamento dei prodotti sessuali. Il primo piacere pu essere pertinentemente definito piacere preliminare in contrapposto al piacere finale, o piacere di soddisfacimento dell'atto sessuale. Allora il piacere preliminare lo stesso che poteva dare, sebbene in misura ridotta, la pulsione sessuale infantile; il piacere finale nuovo, dunque probabilmente legato a condizioni subentrate solo con la pubert. La formula per la nuova funzione delle zone erogene sarebbe allora: esse vengono adoperate per rendere possibile mediante il piacere preliminare, ottenibile da esse come nella vita infantile, la produzione del piacere di soddisfacimento, che maggiore .

L'ultimo questione riguarda la differenziazione tra l'uomo e la donna. Tale differenziazione si colloca su due piani. Il primo concerne la zona direttiva nei due sessi. Nell'uomo data dalla zona genitale, mentre nella donna le cose sono pi complicate. Come abbiamo visto, durante linfanzia la zona erogena direttiva posta anche nella bambina sulla clitoride, che omologa alla zona genitale maschile dei glande. Questa tesi coerente con la universalizzazione del pene nell'infanzia, credenza sostenuta anche dalla femminuccia. Tuttavia, se nel ragazzo la pubert si accompagna ad una nuova ondata libidica, nella ragazza invece assistiamo ad una nuova rimozione che colpisce in modo elettivo la sessualit clitoridea. Ci che nella ragazza rimosso un pezzo di vita sessuale maschile. Quando il piacere clitorideo riprende, esso estende l'eccitamento alle altre parti femminili. Il secondo piano riguarda la risoluzione dell'Edipo. Infatti, lo scenario edipico ritorna con la pubert, dove "gli antichi oggetti familiari e incestuosi vengono riassunti e libidicamente reinvestiti; la scelta oggettuale infantile, come abbiamo pi volte detto, costitutiva della scelta oggettuale della pubert. Tuttavia, gli investimenti edipici devono essere superati: solo con "il distacco dall'autorit dei genitori il soggetto esce dall'infanzia, sciogliendo cos i nodi della primordiale dipendenza dalle figure genitoriali. Ora, la modalit di risoluzione dell'Edipo non la stessa nei due sessi. E il rapporto con il fallo e con la castrazione a fare la differenza. La minaccia di castrazione nel bambino determina l'uscita dal complesso edipico con la conseguente rinuncia all'investimento incestuoso. Tuttavia la scelta oggettuale sar pi semplice per il ragazzo che non far altro che rinnovare la scelta oggettuale infantile legata al ricordo della madre o di altre persone di sesso femminile. Nella bambina, invece, l'assenza dei pene, interpretata non come mancanza strutturale, ma come effetto di un'evirazione di cui la madre sarebbe responsabile determina l'invidia per il pene Questultima la spinge ad abbandonare la madre come oggetto d'amore e a ricercare nel padre quel pene di cui si sente mancante. Meglio: ci che ricercher nel padre l'equivalente simbolico del pene, cio il figlio. Per la bambina, infatti, il complesso edipico culmina nel desiderio di ottenere in dono un bambino dal padre e l'abbandono di tale desiderio non solo richiede molto tempo, ma avviene in modo incompleto giacch l'effetto solo dell'adattamento alla realt che impedisce la realizzazione di questi desideri i quali possono per conservarsi nell'inconscio (avere un pene e avere un bambino sono due desideri fortemente investiti nell'inconscio femminile). Cos, nella donna assistiamo ad un doppio passaggio: da una parte dovr abbandonare la madre come primo oggetto d'amore - abbandono connesso alla delusione per non averla dotata dei pene - dall'altra dovr rivolgersi al padre, e quindi all'altro sesso, che invece ce l'ha. In sintesi: a) nel maschio: il complesso di castrazione determina luscita dal complesso edipico; con linizio della fase di latenza lEdipo finito. b) nella femmina: il complesso di castrazione determina lentrata nel complesso edipico; la femmina rimane indefinitamente nel complesso edipico.

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6. Lo sviluppo libidico: fissazione e regressione. Le vie per la formazione dei sintomi.
Abbiamo visto che la funzione della libido percorre un lungo sviluppo prima di poter entrare al servizio della riproduzione. Un simile sviluppo comporta due pericoli: a) fissazione (= alcune componenti di una pulsione sessuale possono arrestarsi, cio fissarsi ad uno stadio precedente dello sviluppo libidico, a causa della costituzione sessuale del soggetto e delle sue esperienze infantili) e b) regressione (= alcune componenti di una pulsione sessuale che sono gi progredite possono ritornare, cio regredire, o ai primi oggetti investiti dalla libido che sono di natura incestuosa o ad unintera fase precedente dello sviluppo). La regressione favorita dalla fissazione (cio, si regredisce ad uno stadio al quale ci si fissati). Perch avvenga questa regressione inoltre necessario che si sia verificata una frustrazione esterna, cio che un ostacolo esterno abbia impedito il soddisfacimento libidico.Il tipo di regressione differente nellisteria e nella nevrosi ossessiva: 1) Nell'isteria vi una regressione della libido agli oggetti sessuali primari, cio incestuosi e la parte principale del meccanismo isterico spetta alla rimozione. 2) Nella nevrosi ossessiva, al contrario, il fatto pi appariscente e che determina le manifestazioni sintomatiche la regressione della libido allo stadio preliminare della fase anale. Una volta che regredita alle fissazioni passate, la pulsione sessuale le reinveste e cerca quindi una nuova via di soddisfacimento conforme a queste fissazioni. Ma questa nuova via di soddisfacimento preclusa da una frustrazione interna, cio entra in conflitto con le pulsioni dellIo (perch inaccettabile). La pulsione sessuale quindi rimossa e ottiene solo un soddisfacimento deformato, un sostituto del soddisfacimento, che appunto il sintomo nevrotico (la deformazione consiste in condensazione e spostamento, come nei sogni). Possiamo quindi intendere il sintomo nevrotico come unespressione di compromesso tra la pulsione sessuale e le pulsioni dellIo, compromesso che vissuto come penoso dal soggetto. Definizione completa di sintomo nevrotico = sostituto, mediante regressione, per il soddisfacimento frustrato (questo soddisfacimento vissuto come penoso). Lo schema seguente riassume quanto abbiamo detto sulla formazione dei sintomi nevrotici:
Censura

Organizzazione genitale adulta

Inconscio 2
4. Fase genitale

Preconscio

Conscio
frustrazione esterna

pulsione sessuale

3
Fase di Latenza

Organizzazione genitale infantile

regressione
LIBIDICO 3. Fase fallica

4
M
pulsioni dellIo frustrazione interna

Narcisismo primario

1
2. Fase anale

fissazioni

Organizzazione pregenitale

SVILUPPO

5
pulsione sessuale regredita alle fissazioni reinvestite

6
rimozione

1. Fase orale

compromesso

appagamento impossibile

7
Sintomo

D i r e z i o n e D i r e z i o n e

p r o g r e s s i v a r e g r e s s i v a appagamento sostitutivo

Legenda: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. Durante lo sviluppo libidico, a causa di: a) costituzione sessuale del soggetto e b) esperienze infantili, si sono determinate alcune fissazioni a certi periodi dello sviluppo. Nella fase genitale adulta si originano naturalmente delle pulsioni sessuali. Queste pulsioni, a causa di fattori esterni accidentali, subiscono una frustrazione esterna, cio non possono ottenere soddisfacimento; allora la pulsione sessuale frustrata regredisce alle fissazioni infantili, che vengono reinvestite. si originata quindi una pulsione sessuale regredita a queste fissazioni reinvestite. tale pulsione sessuale entra in conflitto con le pulsioni dellIo, subendo quindi una frustrazione interna, cio non pu ottenere il suo appagamento e viene rimossa. si origina quindi il sintomo nevrotico come appagamento sostitutivo della pulsione sessuale regredita e rimossa. Tale sintomo un espressione di compromesso tra pulsione sessuale e pulsioni dellIo: un appagamento vissuto come penoso.

da rilevare che tra le esperienze sessuali infantili che possono determinare le fissazioni ci sono tre eventi che ricorrono continuamente e non sembrano mancare quasi mai nella storia giovanile dei nevrotici; essi sono: 1) l'osservazione del rapporto sessuale tra i genitori, 2) la seduzione da parte di una persona adulta, e 3) la minaccia di evirazione. Poco importa se tali esperienze sono reali o sono solo frutto di fantasia (ad esempio, losservazione del rapporto tra i genitori pu essere solo una fantasia derivata dallosservazione del coito tra animali, o la seduzione di una persona adulta pu essere una fantasia derivata dal nostro desiderio verso quella persona); ci che conta la loro realt psichica. Per questo Freud chiama queste tre esperienze fantasmi primari.

7. La classificazione delle nevrosi: nevrosi di traslazione, nevrosi attuali e nevrosi narcisistiche


Le nevrosi di cui abbiamo parlato finora (isteria, nevrosi ossessiva) rientrano nella categoria delle nevrosi di traslazione, la pi frequente. Oltre a queste, Freud scopre altri tipi di nevrosi, ottenendo alla fine la seguente classificazione generale:

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Hanno origine nel presente. I sintomi non sono espressione simbolica ma risultano direttamente dallassenza o dallinadeguatezza del soddisfacimento sessuale La scarica sessuale attualmente insufficiente (ad esempio, avviene solo tramite masturbazione),; quindi incapace di risolvere la tensione libidica. Ci provoca fatica fisica, cefalee, dispepsia, costipazione, parestesie spinali. La scarica sessuale attualmente mancante: leccitamento sessuale si accumula e si trasforma direttamente in sintomi, senza mediazione psichica. I sintomi sono: attesa ansiosa cronica, attacchi dangoscia.

NEVROSI ATTUALI

NEVRASTENIA NEVROSI DANGOSCIA IPOCONDRIA


La libido traslata (transfert) su oggetti reali o immaginari. Nel trattamento psicoanalitico si prestano al trandfert.

Per la paura della castrazione, la libido si ritirata dagli oggetti e si diretta su determinati organi del proprio corpo. Ci si manifesta con disturbi organici e quindi con una preoccupazione costante per la propria salute.

ISTERIA DI
CONVERSIONE (ISTERIA)

DI TRASLAZIONE

La libido sprigionata dal materiale patogeno, a causa della rimozione viene convertita, cio viene sottratta alla sfera psichica per riapparire in uninnervazione somatica, scegliendo un certo organo in funzione di un simbolismo inconscio. Il punto di fissazione della libido nella fase edipica (fallica ma anche orale). La libido sprigionata dal materiale patogeno, a causa della rimozione viene liberata sotto forma di angoscia. Il punto di fissazione della libido nella fase edipica (fallica ma anche orale). Si manifesta con sintomi coatti. La causa sempre la difesa dalle pretese libidiche dellEdipo ma c una regressione alle fissazioni verificatesi nella fase anale. C ambivalenza; c tensione tra lIo e un Super-Io crudele (relazione sadomasochistica) che porta a formazioni reattive. Si manifesta con depressione e costanti autorimproveri. Tali rimproveri sono in realt destinati ad unaltra persona che per stata proiettata sul proprio Io (identificazione narcisistica) a causa del ritiro della libido sullIo. Pu manifestarsi come: 1) Delirio di grandezza (megalomania) che una conseguenza del narcisismo secondario (successivo alla scelta oggettuale); 2) Delirio di persecuzione che una difesa da impulsi omosessuali. Cio, per difendersi da un impulso omosessuale si ritorna al narcisismo: la libido viene ritirata sullIo e gli impulsi libidici, che cos convergono sullIo, si trasformano in angoscia. Il tratto pi tipico la dissociazione in parti reciprocamente indipendenti della vita psichica, lautismo e il distacco dalla realt, lallucinazione e il delirio. La causa sempre il ritiro della libido sullIo ma regredendo ancora pi indietro dello stadio del narcisismo primario (come invece avviene nella paranoia). La regressione porta fino allabbandono completo dellamore oggettuale e al ritorno allautoerotismo infantile (quando le pulsioni parziali non erano state ancora unificate nellIo corporeo: da qui la scissione). Qui riemerge il processo primario dellinconscio che determina la perdita del senso di realt; in seguito c il tentativo di ristabilire una relazione con il mondo, ma tramite lallucinazione e il delirio.

Hanno origine nellinfanzia. I sintomi sono espressione simbolica e sovradeterminata di un conflitto.

ISTERIA DANGOSCIA (NEVROSI FOBICA) NEVROSI


OSSESSIVA

PSICONEVROSI

La libido sottratta agli oggetti e reinvestita sullIo. Ci possibile perch la libido si fissata allo stadio del narcisismo primario. Il trattamento psicoanalitico molto difficile perch non si prestano al transfert.

MELANCONIA (PSICOSI MANIACODEPRESSIVA)

NARCISISTICHE (PSICOSI)

PARANOIA

SCHIZOFRENIA

Il punto pi rilevante di questa classificazione la scoperta delle nevrosi narcisistiche o psicosi, in cui, diversamente dalle nevrosi di traslazione, la libido abbandona linvestimento oggettuale e riconverge sullIo. Freud dice riconverge perch, nello sviluppo libidico, abbiamo gi assistito ad uno stadio iniziale autoerotico che raggiunge la sua strutturazione nel narcisismo primario dove la libido, prima di investire gli oggetti, era inizialmente diretta sullIo. Queste nevrosi hanno quindi il loro punto di fissazione in quello stadio. Freud apporta quindi delle correzioni alla sua iniziale teoria delle pulsioni: il termine pulsioni dellIo pu infatti ora risultare ambiguo perch, nel narcisismo, anche le pulsioni sessuali possono essere pulsioni dellIo. Quindi: a) quelle che abbiamo prima chiamato pulsioni dellIo o di autoconservazione sar pi opportuno denominarle interesse dellIo b) le pulsioni sessuali le chiameremo in generale libido, specificando che si pu trattare, a seconda dei casi, di libido diretta sugli oggetti (libido oggettuale) oppure di libido dellIo (libido narcisistica)

8. La traslazione (transfert) e la terapia analitica


La terapia psicoanalitica consiste nel rendere conscio ci che inconscio, cos si eliminano le rimozioni (che formano i sintomi) e il conflitto patogeno diventa un conflitto normale, di cui il paziente ha coscienza. Ma non sufficiente comunicare al malato ci che inconscio; bisogna , una volta trovata la rimozione, eliminare la resistenza che la sostiene. Questa resistenza prodotta dallIo (dalle pulsioni dellIo o interesse dellIo), bisogna quindi farla riconoscere allIo. Tutto questo funziona nelle nevrosi di traslazione (isteria, nevrosi fobica, nevrosi ossessiva) ma non in quelle narcisistiche. Nello schema precedente infatti abbiamo detto che le nevrosi di traslazione sono quelle effettivamente curabili nella terapia psicoanalitica. Ci perch in esse la libido traslata su oggetti (libido oggettuale) e quindi, durante la terapia, queste nevrosi danno sempre luogo ad una nuova traslazione della libido o transfert nei confronti del medico. Definiamo transfert ogni spostamento di schemi di sentimento, di pensieri e di comportamento, sperimentati originariamente in relazione a figure significative dellinfanzia, su una persona coinvolta in una relazione interpersonale attuale. Il transfert sempre presente in ogni relazione umana e nella terapia psicoanalitica si presenta con particolare intensit. fondamentale per la riuscita della terapia. Durante la terapia, il meccanismo della guarigione avviene in due fasi: 1. la libido viene tolta ai sintomi e concentrata nel transfert sul nuovo oggetto (il medico). Cos si rinnova il conflitto che ha prodotto la rimozione.

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2. il conflitto ormai reso cosciente; viene quindi condotta la lotta sul nuovo oggetto del transfert (il medico) finch la libido non viene liberata da esso. A questo punto la libido non pu pi essere rimossa perch lIo si rafforzato (il conflitto infatti diventato cosciente); quindi la libido non si sottrae pi allIo ma rimane a disposizione di esso. LIo si riappropria quindi pienamente della sua energia e diventa libero di agire e di godere della vita.

Le modificazioni della teoria dopo il 1920


9. La seconda topica: Io, Es e Super-Io
Dopo il 1920 Freud modific la sua concezione dell'apparato psichico. La testimonianza pi compiuta di questo spostamento la troviamo nel testo dei 1922 L'lo e l'Es. In questo testo alle tre stanze (inconscio, preconscio, conscio), che non vengono eliminate, si aggiungono tre istanze: 1. Es: termine tedesco che indica il pronome personale neutro alla terza persona (egli, esso, essa), e che rappresenta qui il polo pulsionale inconscio; 2. lo: rappresentante degli interessi della totalit della persona e mediatore fra le richieste pulsionali e la realt; 3. Super-lo (o Ideale dell'Io): derivato dall'interiorizzazione dei divieti parentali e rappresentante degli ideali personali del soggetto. Con questo spostamento si passa dall'ipotesi dinamica all'ipotesi strutturale. Questo significa che mentre nel primo caso i fenomeni psichici sono il prodotto di un conflitto tra i sistemi, nel secondo, invece, il conflitto messo in relazione sia con il posto che le istanze occupano nella struttura, sia con l'incastro che tra esse.si viene a determinare. Descriviamo meglio le tre istanze: 1. L'Es l'istanza psichica completamente inconscia, racchiude ci che Freud aveva denominato inconscio nella prima topica, quindi principalmente il rimosso. definito come il serbatoio delle pulsioni, che obbediscono unicamente al principio di piacere; non possiede nessuna forma di organizzazione ed unicamente rivolto al raggiungimento del soddisfacimento e della scarica. NellEs non valgono le leggi della logica, non vale il principio di non-contraddizione (pulsioni contrarie convivono senza annullarsi). LEs non conosce n bene, n male, non conosce giudizi di valore; tempo e spazio non sono forme dellEs, infatti i suoi contenuti risultano inalterabili dallo scorrere del tempo, come se fossero virtualmente immortali. possibile conoscere l'Es unicamente attraverso l'influenza che esercita sugli altri due sistemi, l'lo e il Super-io. 2. L'Io rappresenta l'agente esecutivo della mente, il nucleo organizzato e coerente dei processi psichici, la sede della consapevolezza, l'organo della percezione, del pensiero e della memoria, controlla le azioni e la motricit (acquisendo il controllo sulla muscolatura scheletrica), esperisce gli affetti Esso cerca di far valere il mondo esterno sull'Es e di sostituire il principio di piacere che domina nell'inconscio, con il principio di realt; separato dallEs dalla barriera della rimozione e la sua importanza funzionale sta nel fatto che controlla le vie di accesso alla motilit alfine di impedire l'appagamento pulsionale.
Ci siamo fatti l'idea che esista nella persona un nucleo organizzato e coerente di processi psichici che chiamiamo l'Io di quella persona. A tale lo legata la coscienza; esso domina le vie di accesso alla motilit, ossia alla scarica degli eccitamenti nel mondo esterno; l'Io quell'istanza psichica che esercita un controllo su tutti i processi parziali, l'istanza psichica che di notte va a dormire e che anche allora esercita la censura onirica. Provengono da questo Io anche le rimozioni mediante le quali alcune tendenze psichiche non soltanto sono escluse dalla coscienza, ma anche dagli altri modi di agire e di farsi valere. Ci che viene messo da parte mediante la rimozione si contrappone all'Io durante l'analisi, e compito dell'analisi eliminare le resistenze che l'Io manifesta a occuparsi del rimosso

In virt di queste funzioni che l'io svolge, Freud ne conclude che la rimozione e la resistenza a mantenere il rimosso provengono dall'Io (a causa delle imposizioni del Super-Io, come vedremo). Tuttavia egli afferma anche che la resistenza non riconosciuta dal soggetto e ci vuol dire che una parte dell'io, forse la pi essenziale, anch'essa inconscia.
Abbiamo trovato nell'Io stesso qualche cosa che pure inconscio. che si comporta precisamente alla maniera dei rimosso, e cio qualche cosa che esercita potenti effetti senza divenire in quanto tale cosciente, e che necessita, per essere reso cosciente, di un particolare lavoro.

Affermando che l'istanza che opera la censura e la rimozione - l'lo essa stessa inconscia Freud allarga il concetto di inconscio. Ma se una parte dell'Io inconscia questo non significa che lIo proviene esso stesso dall'inconscio? Infatti lIo si genera dallEs: si differenzia progressivamente dall'Es in virt dei rapporto tra quest'ultimo e la realt esterna, mediato dal sistema percezione-coscienza. facile rendersi conto che l'lo quella parte dell'Es che ha subto una modificazione per la diretta azione dei mondo
esterno grazie all'intervento del [sistema] P-C [percettivo-cosciente]: in certo qual modo una prosecuzione della differenziazione superficiale.

3. Il Super-Io unistanza relativamente indipendente dallIo alla quale appartengono tre funzioni fondamentali: lautosservazione, la coscienza morale, la funzione di ideale dellIo. Losservare unattivit preliminare al giudicare e al punire, che sono le funzioni proprie della coscienza morale; in questo senso il Super-Io come un giudice che sovrintende la nostra vita, la giudica, losserva, impone comandi e divieti. Come esponente dellideale dellIo, il Super-Io come lavvocato dellaspirazione alla perfezione, il veicolo della tradizione di tutti i giudizi di valore imperituri. Se consideriamo la genesi del Super-Io, capiamo in che senso Freud possa dire che esso listanza parentale interiorizzata e lerede del complesso edipico. Abbiamo visto come, nel complesso edipico, la relazione triangolare dia luogo ad una duplice identificazione con il padre e con la madre, e come si esprima in uninterdizione che si declina in molo diverso nel maschietto e nella femminuccia. Ora, queste forme assumono una grande importanza per la genesi del Super-lo. Si pu dunque supporre che l'esito pi comune della fase sessuale dominato dal complesso edipico sia il
costituirsi nell'Io di un lascito di queste due identificazioni in qualche modo fra loro congiunte. Questa alterazione dell'Io conserva la sua posizione particolare contrapponendosi al restante contenuto dell'io come ideale dell'Io, o Super-lo

In questo senso il Super-lo un residuo delle prime scelte (investimenti) oggettuali dell'Es e perci, come l'Io, una sua porzione inconscia. Esso si rivolge sostanzialmente all'Io e nei confronti di quest'ultimo assume una duplice posizione. Il suo rapporto con l'Io non si esaurisce nella
ammonizione: Cos come il padre devi essere", ma contiene anche il divieto: Cos [come il padre] non ti permesso essere; ci significa che non puoi fare tutto ci che egli fa: alcune cose rimangono una sua prerogativa". Questo doppio volto dell'Ideale dell'Io dipende dal fatto che esso si adoperato per la rimozione del complesso edipico, e addirittura deve la propria esistenza al crollo di quel complesso.

Ricordiamoci, infatti, che nel complesso edipico, il padre, in quanto agente della castrazione, si pone come ostacolo alla realizzazione del godimento incestuoso. Ora, l'Io infantile si rafforza per effetto di quest'opera della rimozione, erigendo in se stesso il medesimo ostacolo, cio appunto il Super-Io. Il Super-lo conserver il carattere del padre, e quanto pi forte stato il complesso edipico, quanto pi rapidamente (sotto
l'influenza dell'autorit, dell'insegnamento religioso, dell'istruzione, della lettura) si compiuta la sua rimozione, tanto pi severo si far in seguito il Super-lo nell'esercitare il suo dominio sull'Io sotto forma di coscienza morale, o forse di inconscio senso di colpa .

La resistenza e la rimozione infatti voluta dal Super-Io e esercitata quindi dallIo nei confronti dellEs. Sempre il Super-Io responsabile della vergogna e del senso di colpa. Freud riassume con il seguente schema questa sua seconda topica psichica. Si noti in particolare come lo schema renda evidente il fatto che sia una parte dellIo che del Super-Io sono inconsce:

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La posizione dell'Io. Quello che emerge da questo discorso un lo che soggiace a un triplice
servaggio, e che quindi pena sotto le minacce di un triplice pericolo: il pericolo che incombe dal mondo esterno, dalla libido dell'Es e dal rigore del Super-lo. Nella sua veste di elemento confine, l'Io vorrebbe farsi mediatore fra il mondo e l'Es, rendendo l'Es docile nei confronti dei mondo e facendo, con la propria attivit muscolare, il mondo idoneo a soddisfare i desideri deIl'Es. Questa posizione mediana dell'Io, fa s che esso rappresenti l'istanza

attraverso cui il conflitto fra le altre istanze deve essere affrontato. Se lIo fallisce in questo suo compito, si genera langoscia , che pu essere di tre tipi: 1) angoscia reale (nei confronti del mondo esterno); 2) angoscia morale (nei confronti del Super-Io); 3) angoscia nevrotica (nei confronti dellEs). Per quanto riguarda la posizione del Super-lo rispetto all'Io essa dovuta ad un fattore che va considerato sotto due punti di vista. Da una parte il Super-lo la prima identificazione che si compiuta, e ci mentre l'Io era ancora debole. Dall'altra parte, esso l'erede del complesso edipico, e perci ha introdotto nell'Io oggetti di importanza incomparabile.In questo modo, come il bambino fu indotto costrittivamente ad obbedire ai propri genitori, cos l'Io soggetto all'imperativo categorico del proprio Super-lo, che non altro che il comando introiettato. Infine, come abbiamo visto, esso proviene dai primi investimenti oggettuali dell'Es e ci ha un altro significato per il Super-lo. Tale derivazione "mette il Super-lo in relazione con le acquisizioni filogenetiche dell'Es,
e ne fa la reincarnazione di anteriori configurazioni dell'Io, le quali hanno lasciato i loro sedimenti nell'Es. In tal modo il Super-Io resta permanentemente legato all'Es e pu presentarsi all'Io come rappresentante di quello.

Attraverso questa via, cio attraverso la mediazione del Super-lo, l'Es si introduce indirettamente nell'Io. Tuttavia, la via indiretta non l'unica strada che l'Es usa per introdursi nell'Io; vi anche una via diretta. Quest'ultima si esprime attraverso l'irruzione di elementi pulsionali che l'lo deve arginare in rapporto al soddisfacimento delle esigenze della realt esterna. Appare chiaro ormai che l'lo, pur nella sua posizione di servitore, svolge indubbiamente una funzione centrale nella struttura e nell'economia psichica in generale. Il compito della terapia psicanalitica sar quindi quello di rafforzare lIo: 1) rendendolo pi indipendente dal Super-Io, 2) ampliando il suo campo percettivo-cosciente, e soprattutto 3) permettendogli di annettersi progressivamente sempre maggiori zone dellEs.

10. La nuova teoria delle pulsioni: Eros e Thanatos


A partire sempre dal 1920, in Al di l del principio di piacere e nel IV capitolo del testo L'lo e I'Es (1922), Freud propone una nuova teoria delle pulsioni. L'opposizione che caratterizza il campo pulsionale ora non pi tra pulsioni sessuali e pulsioni dell'Io o di autoconservazione (interesse dellIo), bens tra pulsione di morte (Thanatos) e pulsioni di vita o sessuali (Eros), e la libido assimilata a queste ultime (dunque, malgrado tutte le variazioni, la libido conserva un nucleo invariante ed questo: essa riguarda la dimensione psichica della sessualit). Questa modificazione della prima teoria motivata dalle ricerche di Freud sul narcisismo (dove appunto avevamo visto che le pulsioni libidiche non sono solo oggettuali ma possono convergere sullIo) Tuttavia vi una parziale, corrispondenza tra la prima opposizione pulsionale e la pulsione di vita. Quest'ultima sembra sintetizzare alcuni elementi della precedente opposizione. Infatti, contiene parte delle pulsioni sessuali, quelle destinate a riprodurre la specie, e parte delle pulsioni di autoconservazione, cio quelle legate alla sopravvivenza dell'individuo. Da questo punto di vista, le pulsioni di vita mettono fine al carattere oppositivo dei due tipi di pulsione posti nel 1915. La pulsione di morte, invece, quella che spinge l'organismo a ridurre l'eccitazione. Inizialmente pu sembrare al servizio del principio di piacere - piacere Prima teoria pulsionale Seconda teoria pulsionale ricavato dall'azzeramento della tensione. Ma Freud vi vede l'espressione della morte Pulsioni dellIo (o di poich questo ritorno al grado zero dell'eccitazione, corrisponde alla tendenza autoconservazione) Pulsioni di VITA o dell'organismo a ritornare alla dimensione inorganica. La necessit di ammettere una libidiche (Eros) Pulsioni sessuali pulsione di morte derivata dalle ricerche che Freud nel frattempo ha condotto sul sadismo e sul masochismo. Leggiamo cosa scrive Freud su queste due pulsioni: Pulsioni di MORTE
Bisogna distinguere due specie di pulsioni, una delle quali, quella costituita dalle pulsioni sessuali o Eros, di gran lunga la pi appariscente e la pi facile da individuare. Essa comprende non soltanto la vera e propria pulsione sessuale disinibita, nonch i moti pulsionali inibiti nella meta e sublimati che da essa derivano, ma anche la pulsione di autoconservazione, che va attribuita all'lo, e che all'inizio del lavoro analitico avevamo contrapposto alle pulsioni sessuali oggettuali. Sulla base di considerazioni teoriche a cui la biologia ha fornito un supporto, abbiamo formulato l'ipotesi di una pulsione di morte, a cui compete il compito di ricondurre il vivente organico nello stato privo di vita .

(Thanatos)

Pur mantenendo il carattere di opposizione tra i due tipi di pulsione, Freud marca la possibilit di un impasto pulsionale tra questi due gruppi: in ogni parte della sostanza vivente sarebbero attive entrambe le pulsioni, sia pure in un impasto di proporzioni disuguali, sicch una certa sostanza potrebbe assumersi la rappresentanza principale dell'Eros. Anche se il modo in cui avviene l'impasto resta enigmatico, quel che certo, invece, il suo carattere funzionale alla vita. Esso consente, infatti, alle pulsioni di vita di neutralizzare le pulsioni di morte e a stornare sul mondo esterno gli impulsi distruttivi: in questo modo la pulsione di morte viene rivolta, come pulsione distruttiva, contro il mondo esterno e contro altri esseri viventi. Come esempio dell'impasto pulsionale si pensi all'aspetto sadico operante nelle pulsioni sessuali. Avendo postulato un impasto pulsionale necessario ammettere anche la possibilit di un loro completo disimpasto. Se l'aspetto sadico della pulsione sessuale costituisce l'esempio dell'impasto pulsionale, il sadismo diventato autonomo - dunque come forma perversa - rappresenta un modello di disimpasto pulsionale. A questo punto si impone una domanda: poich non possiamo cogliere queste due pulsioni in quanto tali, quali sono i dati che ci permettono di inferire la loro esistenza? Freud non ha dubbi:
Per la contrapposizione tra le due specie di pulsioni possiamo rifarci alla polarit di amore e odio. La polarit odio-amore testimonia non solo dell'opposizione tra le due specie di pulsioni, ma anche del loro impasto. Ebbene, l'osservazione clinica ci mostra non solo che l'odio invariabilmente l'inatteso accompagnatore dell'amore (ambivalenza), non solo che spesso esso precorre l'amore nelle relazioni fra gli uomini, ma anche che in alcune occasioni l'odio si trasforma in amore, e l'amore in odio. Quando questo tramutarsi sia pi che una semplice successione temporale, vale a dire pi che una mera sostituzione, viene evidentemente meno il fondamento per quella radicale distinzione fra pulsioni erotiche e pulsioni di morte, alla cui base dovrebbero stare processi fisiologici svolgentisi in direzioni opposte.

In sintesi, come le pulsioni libidiche possono: a) rivolgersi allesterno (libido oggettuale) o b) convergere sullIo (libido dellIo); cos le pulsioni di morte o distruttive possono a) rivolgersi allesterno (aggressivit e sadismo [quando si impasta con le pulsioni libidiche]) o b) convergere sullIo (aggressivit autodistruttiva e masochismo [quando si impasta con le pulsioni libidiche]). Le pulsioni di morte o aggressive spiegano in modo pi convincente la resistenza dellammalato (cio il bisogno di punizione di chi vuole continuare a soffrire nella sua nevrosi) e il senso di colpa. Durante la formazione del Super-Io infatti il bambino ha represso la pulsione aggressiva verso i genitori; questa pulsione, non trovando sfogo, stata assunta nel Super-Io e ora il Super-Io la rivolge contro lIo: da qui linconscio senso di colpa e la resistenza nella malattia (che sono tutti bisogni masochistici di punizione). Anche i sogni di punizione si possono spiegare con questa dinamica. Per concludere: lIo sempre sacrificato ai bisogni della societ, infatti deve: reprimere le pulsioni sessuali e reprimere le pulsioni aggressive.