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Ha ragione laltro e anchio Questo per me ha molta importanza davvero.

La mia idea che ci che vogliamo pensare di qualsiasi cosa e in qualsiasi campo, sia una nostra responsabilit di cui ci assumiamo la paternit: abbiamo selezionato le notizie, rendendole per noi informazioni, in un certo modo, abbiamo indirizzato in quel modo che abbiamo privilegiato lattenzione della nostra ricerca, abbiamo aggiunto emozioni, pensieri, ricordi, intenzioni che ci appartengono. Il tutto nellambito di regole condivise, di un contesto logico e culturale accessibile. Questo il nostro prodotto ma il fatto che sia nostro non lo rende in s necessariamente condivisibile. E fin qui ci siamo, tutti scuotiamo la testa assentendo con convinzione, ovvio. Se andiamo avanti in questo ragionamento, e se possiamo liberarci seriamente del fardello della verit, andremo a constatare un semplicissimo fatto: che laltro il mio competitore, il mio avversario, il mio contraddittore, ha necessariamente ragione. Anche lui, certo. E ci non comporta il fatto che io debba avere torto, anzi, la sua ragione che mi d il diritto e la forza per sostenere il mio punto di vista. Se, infatti, lui avesse del tutto torto, se fosse un errore assoluto, direbbe Benedetto Croce che sarebbe verit. Allora, la questione si sposta: non che lui, come chiunque, ha le sue ragioni, no lui ha ragione. E come potrei io contrastare il suo pensiero se prima non ho compreso fino in fondo perch lui ha ragione? Come potrei articolare il mio pensiero in opposizione al suo se non li riconosco come pensieri dello stesso rango? Mi spiego con un esempio: nelle riunioni di equipe ben fatte, in cui si debba prendere una decisione, si applica il criterio della concurrence: ciascuno difender fino alla morte il suo punto di vista affinch gli altri possano individuarne i punti deboli che, per definizione, a lui non sembrano tali, in modo da rafforzare, nel dibattito, lidea iniziale trasformandola con la critica di tutti in una proposta vincente. Quale sar poi, la decisione che tutti prenderanno, sar la decisione che ciascuno tenuto a difendere fino alla morte. Anche se la scelta del gruppo sar ricaduta su un progetto diverso da 1

quello che aveva presentato. Perch il presupposto che attraverso il dibattito serrato e la confrontazione fra tutti i progetti si potr evidenziare al meglio lobiettivo, questo s comune, dellintera equipe. Che quello da perseguire. Gi mi sento lobiezione: gi, e allora si finisce per legittimare qualsiasi abominio, qualsiasi crudelt. Ecco, il punto davvero importante proprio questo: il fatto che io riesca a comprendere fino in fondo perch, in vista di quale obiettivo lorrore stato perpetrato, comprenderne la logica stretta non mi obbliga per nulla ad approvarlo. Molto pi semplicemente, non mi sembra utile nascondersi dietro le frasi fatte gesto inumano, raptus, follia omicida, barbarie perch in questo modo tradiremmo il principio primo che ci lega: sono una persona umana e tutto ci che umano mi riguarda. Solo comprendendo fino in fondo perch mai e come quellatto che mi appare insensato persegua nei fatti un obiettivo preciso e pieno di logica chiara, posso distaccarmene perch non condivido lobiettivo, non perch non ne abbia per nulla. Qui si fonda la mia responsabilit di persona, qui si gioca la mia libert: se non so fino in fondo il perch dellaltro, come posso scegliere il mio pensiero? Posso condividere lobiettivo e proporre modalit differenti per ottenerlo, posso non condividerlo ma apprezzare la perfezione della tecnologia utilizzata. Come si diceva altre volte, non che non saprei come andare a uccidere le vecchiette che non voglio farlo n aiutare altri a farlo. Ma non per questo vado a negare che Tot Riina uno dei pi grandi imprenditori in Italia. Senza per nulla sentirmi mafiosa. Stacchiamo il come dal che, liberiamo il contenuto dalla tecnica, la tecnica dellaffresco dal contenuto che va a rappresentare. Meglio, ovviamente, se Leonardo da Vinci ci regala dipinti di cui possiamo accettare liberamente e gustare appieno ci che rappresentano ma deliziarsi davanti alla Vergine delle Rocce non significa aderire alla religione. Interessantissimo, da questo punto di vista, quando Chaim Potock narra in un suo romanzo su Asher Lev che lartista ebreo, per rappresentare appieno il dolore e la sofferenza umana sceglier una Crocifissione. Questa libert autentica, coraggio sereno di raccontarsi senza compiacenze.

Perch la libert non la si pu dare, appartiene a ciascuno di noi, noi possiamo solo contribuire a strozzarla. poi evidente che tecnica e contenuto si vincolano in una trattativa che deve creare innovazione senza perdere il contatto con la lingua e il codice. La musica deve ripetere e riprendere il ritmo del respiro umano ma distaccarsene quel tanto che crei stupore, incanto, meraviglia. Ma non deve distaccarsene troppo, lasciandoci soli e confusi, privi del nostro contesto. Magritte intitolava il suo quadro Cest une pipe e laltro, identico Ce nest pas une pipe, Braque a una signora che gli chiedeva riferendosi alla donna raffigurata nel suo dipinto Perch, maestro, la donna ha un braccio diverso dallaltro?, rispondeva tranquillo Perch, signora, un quadro.