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Cenni storici

Letimo solenne, consacrato da due radici del greco classico: usare il logos, la ragione discorsiva, per interpretare la grafia umana, anzi per interpretare la persona umana lo scrivente a partire dalla sua grafia. Lo reputava gi possibile Aristotele, se ne parla nel Corpus Iuris Civilis Giustinino, vi si dedicavano i monaci medievali e gli alchimisti rinascimentali in modo pi o meno proibito ed esoterico, era divertimento non disdegnato anche da Goethe nei salotti illuministi e romantici. Ma solo tra fine Ottocento ed inizio Novecento diviene a poco a poco il pi possibile scienza, con grandi nomi come Crpieux Jamin in Francia, Saudek in Inghilterra, Pulver in Svizzera, Klages in Germania, padre Moretti in Italia. Essi formulano teorie e le verificano, sperimentano, si confrontano con diagnosi mediche e psichiatriche, con reattivi di intelligenza, con test proiettivi. La Grafologia tedesca e quella francese trovano ben presto correlazioni con la Psicologia del Profondo che proprio in quegli anni si va sviluppando: servendosi di Freud, Jung, Adler ed altri si impara a vedere dallesame del grafismo non solo il comportamento della persona ma anche il suo inconscio, il Super-Io, i meccanismi di difesa, le pulsioni, le motivazioni e compensazioni, lattitudine intro o estrovertita, il gioco delle funzioni. Oggi il grafologo studia una precisa tecnica ed insieme si apre al discorso pi lieve del simbolo, per riuscire a ricavare da una scrittura il ritratto di una persona, evidenziandone i punti di forza e le linee di fragilit. Ci pu essere utile per fornire al singolo un valido strumento di autoconoscenza; pu servire in sede di consulenza aziendale per la migliore gestione delle risorse umane (assunzioni, trasferimenti, promozioni); in grado di aiutare in scelte scolastiche e professionali evidenziando le attitudini, la volont, il tipo di intelligenza; di ausilio alla coppia; pu affiancare il lavoro di quipes medicopsicologiche anche nel delicato compito di diagnosi di (psico)patologie. La Grafologia giudiziaria poi al servizio di giudici, avvocati, notai e dalla polizia per leffettuazione di perizie di autenticit su testamenti, assegni, lettere anonime, documenti di controversa attribuzione.

La Grafologia
Guardate e confrontate queste due scritture:

Figura 1: Uomo, 65 anni, laurea

Figura 2: Uomo, 38 anni, laurea

Credo che nessuno se la sentirebbe di negare che queste due persone siano profondamente diverse. Chiunque ricaverebbe dalla scrittura di Figura 1 un senso di grande forza, veemenza, esagerazione. Specie se confrontata con la scrittura di Figura 2, che appare invece pi equilibrata. Questo , in nuce, il lavoro del grafologo. Una definizione della Grafologia potrebbe essere: la disciplina che studia le corrispondenze (psicologiche) dei modi in cui si esplica la grafia di una persona.1. Dico grafia e non calligrafia, che in realt significa bella scrittura per sottolineare come quello che noi facciamo, scrivendo a mano, sia un esprimersi due volte: da una parte c il significato espresso dalle parole, che tutti sanno leggere. Ma dallaltro c il messaggio trasmesso dalla forma delle parole: pi grandi, pi piccole, angolose o morbide, veloci o lente, variabili o costanti, Il grafologo linterprete di tutte queste sfumature che, come abbiamo visto negli esempi precedenti, tutti sanno cogliere ad un certo livello, ma che richiedono studio e passione per essere compresi appieno. Daltra parte, che la scrittura sia qualcosa di personalissimo non mai stato messo in dubbio: in tutto il mondo la firma tuttora il mezzo attraverso il quale si attesta la propria identit. Alla domanda, ma la Grafologia una scienza?, la risposta dovrebbe essere un cauto non ancora, e probabilmente mai. Ma ovviamente tutto dipende dalla definizione di scienza. Quando si studia un oggetto complicato, sfuggente e ricco talvolta fino alla contraddittoriet come luomo non si pu pretendere di essere scientifici se si vuole dire qualcosa di sensato altrimenti si rischia di impoverire e restringere troppo il campo di indagine. Questo non vuol dire che la Grafologia sia tutto un discorso campato per aria: anchessa ha un metodo e degli strumenti (statistici, psicologici, ), ed in particolare quelli propri alle cosiddette scienze umane come la Psicologia del Profondo, che tanto le affine. Per questi motivi il vero grafologo non pu limitarsi allo studio della tecnica grafologica, che rimane pur sempre la base indispensabile: egli deve avere una preparazione umana (umanistica) che gli permetta di affrontare il problema della comprensione di una persona(lit) non dico in modo non parziale, ma quantomeno il pi aperto ed in ascolto possibile. Noi ora ci concentreremo tuttavia sulla parte prettamente grafologica.

I quattro elementi costitutivi


Il punto di partenza del grafologo uguale a quello dello scrivente: un foglio bianco.2 Chi scrive mette nero su bianco qualcosa: unespressione che nel linguaggio comune denota impegno e presa di posizione. Per il grafologo il bianco, lo Spazio, il primo (e pi importante) dei quattro elementi costitutivi del grafismo. Esso ha un duplice significato. Da una parte lo spazio a disposizione, ovvero il margine di libert che la persona ha per agire: l pu scrivere/vivere. l che lo scrivente mette il nero, che lo rappresenta e che gli permette di rivendicare la sua presenza nello spazio. Grazie a questo passo si spiega il secondo significato: lo spazio, il bianco, tutto ci che al di fuori dellIo dello scrivente che si tratti degli altri o, pi significativamente, dellinconscio.

La parentesi intorno a psicologiche vuol mettere in guardia dal fatto che alcune scuole di Grafologia hanno ritenuto e pare tuttora ritengano che anche la fisicit della persona ricavabile dalla scrittura. Le analisi di personalit si fanno preferibilmente su un foglio bianco, non rigato, in modo da lasciare alla persona la massima libert (o da costringerla ad essa).
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In Figura 1 vediamo la scrittura dello scopritore dellinconscio, Freud. Si noti con che energia, slancio e forza il bianco viene tartassato dal nero: una foga indagatrice che non sembra andare molto per il sottile. Appropriata alla visione terrifica dellinconscio che Freud aveva: portatore di istanze da tenere a freno, potentissime. Qualcosa, insomma, da affrontare ben armati e ben difesi. In Figura 2 invece la scrittura di Jung. Il respiro di questa grafia assai diverso: lequilibrio e la misura non affondano/squassano il bianco, ma si pongono anzi in dialogo con esso. E si vede come linconscio arricchisca il nero, chiaro e luminoso per Jung il mondo dellinconscio s infinito e pericoloso, ma deve essere pian piano saggiamente integrato nella personalit. Il secondo elemento costitutivo la Forma. La scrittura , non bisogna mai dimenticarlo, strumento di comunicazione; in quanto tale codificata in forme convenzionali per poter essere letta da tutti. Lo studio della Forma chiarisce al grafologo il vestito che la persona indossa (sceglie di indossare) nel comunicare: un completo giacca e cravatta per far bella figura; jeans bucati ma confortevoli per correre meglio; maniche corte anche con la neve dinverno; o magari contraddizioni come un borsetta di Chanel insieme ad una camicetta logora e sporca.

Figura 3: Uomo, 40 anni, laurea

Figura 4: Donna, 50 anni, studi superiori

La Figura 3 ci mostra una forma pesante, curata, quasi immobile e tutta costruita: poca spontaneit, molta rappresentazione. Una bella maschera ornata, dietro alla quale pochi riescono a vedere. La Figura 4 invece segnata da una grande libert e trasparenza: la forma, ricreata ed agile, al servizio della danza nello spazio. Vestiti leggeri che non impacciano i movimenti spesso non convenzionali ma sempre con stile.

Il terzo elemento il Movimento. Possiamo gestire il nostro tempo a disposizione, nella vita, in tanti modi: preparando un piano di massima degli obiettivi e seguendolo tranquilli; saltando da una cosa allaltra correndo senza concludere nulla; impegnandoci senza sosta per raggiungere un obiettivo al di fuori della nostra portata; rinunciando fin dallinizio ad ogni aspirazione; aspettando loccasione improvvisa e sfruttandola; passando la vita a cercare una perfezione irraggiungibile nelle cose pi banali perdendo di vista il vero obiettivo;

Figura 5: Donna, 40 anni, laurea (Hillary Clinton)

Figura 6: Uomo, 45 anni, laurea (Bill Clinton)

In Figura 5 il movimento rapido, propulsivo, lanciato verso lazione. Una camminata decisa che non ammette pause e sa sempre riprendersi dalle difficolt. La Figura 6 parla invece di un continuo trattenersi, timore di agire impulsivamente. Ma pi come paura ingiustificata e bloccante che come prudenza. Un passo alla volta, indeciso, che tasta il terreno prima di appoggiarsi.

Lultimo degli elementi costitutivi il Tratto, ovvero il segmento di traccia dinchiostro lasciato dalla penna. allo stesso tempo la materia con cui costruiamo il nostro Io al lavoro nel mondo, e ci che ci lasciamo alle nostre spalle dopo il nostro passaggio. Pu essere acciaio, freddo ma solido; oppure calda lana. Pu essere elastico e garantire resistenza, oppure spezzarsi al primo colpo. Pu servire a costruire monumenti in marmo oppure catapecchie che crollano quando si alza il vento.

Figura 7: Uomo, 40 anni, laurea

Figura 8: Uomo, 45 anni, laurea

In Figura 7 riportato un tratto debole, poco resistente e poco consistente, sopraffatto dal bianco. Una casa dalle pareti di vetro. Totalmente diverso dal tratto della Figura 8: caldo, resistente ed elastico, sa danzare e seguire il Movimento, senza rigidit ed al contrario creando una Forma originale e spontanea. Questi elementi sono ci di cui ogni scrittura fatta. Il compito del grafologo di descrivere le interazioni di questi quattro elementi. Egli lo fa in due modi: simbolicamente e tecnicamente.

Simbologia spaziale
Entrambi i modi sono guidati dalla simbologia spaziale. Essa associa le direzioni dei quattro punti cardinali alle loro valenze simboliche archetipiche, ed aiuta ad interpretare le caratteristiche delle scritture in quanto privilegianti o meno una delle direzioni. Riassumendo molto brevemente: Lalto rappresenta lascesa, gli ideali, il mondo della conquista spesso intellettuale. Il punto dal quale si osserva; Il basso la miniera, ricca ma pericolosa, listintualit, ci che sotterraneo e nascosto; La sinistra lorigine, il punto di partenza dal quale ci si dovrebbe affrancare con serenit; La destra lobiettivo, il futuro, la meta da raggiungere.

Ogni scrittura non pu far altro che fare delle scelte nel rapportarsi con questi archetipi.

Questo tipo di discorso, che puramente spaziale e che quindi considera in modo diretto solamente il primo degli elementi costitutivi (lo Spazio) pu (e deve) per essere approfondito sapendo che la scrittura anche Forma. In particolare, quando impariamo a scrivere ci viene insegnato che la scrittura divisa in tre aree, che in Grafologia si chiamano zone: quella centrale che contiene le a, le e, le r, tutte le pance delle lettere come la d, eccetera che viene chiamata zona media. Ci sono poi due aree, una sotto ed una sopra quella centrale, che contengono le aste queste vengono chiamate rispettivamente zona inferiore e zona superiore. (Figura 9).

Figura 9: Le tre zone della scrittura

Ad esempio, la g una lettera che contiene una pancia in zona media ed un allungo in zona inferiore, mentre la h ha un allungo in zona superiore. La simbologia delle zone molto potente, anche se molto difficile da descrivere completamente. Semplificando molto, la zona media (che deve sempre essere presente affinch ci possano essere le altre) viene normalmente intesa come il punto di partenza dellesplorazione, dellalto o del basso che sia. Ed anche il punto di ritorno, il campo base sicuro e tranquillizzante al quale si riportano tutte le esperienze che si sono vissute l fuori, e dove si prendono ordini o si decidono strategie. La zona superiore racconta di salite verso lalto, conquiste di cose nuove, superamento di limiti, scoperta dellignoto. O di conquista di un punto di osservazione privilegiato, che permette di vedere di pi e pi lontano. La zona inferiore dualmente la (spesso pericolosa) discesa nelle viscere della terra, alla ricerca dei tesori delle miniere. Non si tratta pi della splendente ed evidente luminosit del sole, cui ci si avvicina con la zona superiore, ma piuttosto dello scavare faticoso tra fango e terra, a tentoni, senza vedere dove si va: ma tra tanti detriti ogni tanto possibile trovare (per puro caso) qualche preziosissima e bellissima pietra.

Gli indici globali


Il primo dei due modi di indagine, quello simbolico, avviene principalmente attraverso lo studio di due indici globali: lArmonia ed il Formniveau. Il primo un indice della riuscita integrazione della personalit, in s stessa e nellambiente esso valorizza qualit quali lequilibrio, la misura, la sobriet, la scioltezza, lordine (Figura 10). Il Formniveau invece prende in considerazione le capacit creative, innovative della persona valorizzando la forza e le componenti apportatrici di un (relativo) disequilibrio creativo (Figura 11). Entrambi questi indici sono valutati sinteticamente dal grafologo, grazie allesperienza ed allocchio allenato, e sono tra i pi difficili.

Figura 10: Uomo, 50 anni, laurea (C.S. Lewis)

Figura 11: Uomo, 50 anni, laurea

e quelli puntuali
Per tentare invece di descrivere tecnicamente le modalit degli elementi costitutivi si utilizzano le specie. Esse rappresentano caratteristiche atomiche delle scritture ad esempio, Grande, Inclinata, Le specie si raggruppano in famiglie, chiamate Generi. Per la Grafologia Francese, i Generi sono otto: Impostazione, Dimensione, Inclinazione, Forma, Continuit, Velocit, Direzione, Pressione. questa la parte pi facile del lavoro del grafologo, poich prettamente tecnica e descrittiva. Non si pensi per di poter tradurre univocamente una lista di specie in una lista di caratteristiche della personalit dello scrivente! Questo per due motivi. Innanzitutto nessun segno grafologico ha una interpretazione univoca: tutte le specie devono essere interpretate alla luce della visione dinsieme della scrittura la cosiddetta Impressione Generale e in continuo dialogo le une con le altre. Inoltre, della massima importanza gerarchizzare le specie in ordine di importanza, e questo richiede pratica.

Ma soprattutto si deve assolutamente capire che, a parte casi eccezionali, ogni persona psicologicamente una: non si pu pretendere di redigere un profilo che consiste di fatti sparsi, non legati tra loro. I singoli segni e le loro interpretazioni psicologiche, anche se esatte, devono comunque essere ricondotte ad una coesione che spieghi le dinamiche psicologiche della persona, poich questa tutta la sua ricchezza. Mostriamo tutto questo con un esempio: riprendiamo in considerazione la Figura 3, esempio della specie Grande. Il significato generale di questa specie legato ad una appunto grande dimensione (vera o percepita) del proprio Io. Essa inoltre tipicamente associata ad una certa tendenza allesteriorizzazione e quindi alla facilit di contatti e rapporti. Decliniamo ora questa specie nella scrittura. Essa in prevalenza trattenuta, regressiva e si mostra molto controllata. Si presenta inoltre ornata di gesti eccessivi. Sarebbe difficile accordare in questo caso il significato prima descritto per la Grande o meglio, esso va chiarito: qui lIo si costruisce una rappresentazione che vuol apparire grande e bella, ma che tuttaltro che spontanea. Lestroversione di cui parla la specie s presente, ma anchessa costruita e controllata: unaffabilit di superficie; delle belle maniere che vogliono da una parte piacere ed attirare, e che allo stesso tempo tengono lontano.

Figura 12 : Italo Calvino

Confrontiamo questo con la scrittura riportata in Figura 12. Anchessa Grande, ma qui lambiente grafico molto diverso: arioso, progressivo, ricombinato, lucente. Una spontaneit viva ma controllata in scioltezza. Non si potrebbe qui parlare di desiderio di apparire e di piacere: sebbene il risultato sia proprio quello, esso non ricercato. Succede e basta. Semmai qui la Grande indica leffettiva e confortevole consapevolezza della dimensione dellIo e, associata con la gentile curvilineit e col calore del tratto, pu parlare di capacit di contatto e di ascolto.

La Grafologia infantile
Come gi detto, la Grafologia ha molte applicazioni. Ci concentreremo, a titolo di esempio, sulla Grafologia infantile. Ben prima di imparare a scrivere, il bambino scarabocchia e in un secondo tempo disegna. Poi, solitamente a scuola, avviene l'apprendimento dell'alfabeto, della lettura e scrittura. Il grafologo si accosta a queste prime forme di espressione e alla grafia del periodo scolare con interesse ed insieme con grande cautela. La Grafologia infantile non semplice come si potrebbe ingenuamente pensare agli inizi era infatti ritenuta impossibile: come studiare infatti una scrittura ancora in via di organizzazione? e come leggere i disegni, che possono esprimere soprattutto uno stato d'animo momentaneo? Eppure negli ultimi cinquant'anni, seguendo le tracce di autori come la de Gobineau e Ajuraguerra, i grafologi hanno iniziato anch'essi a portare un po' di luce nella comprensione del bambino, in dialogo con i contributi della Psicologia dell'Et Evolutiva. Il campo di studio vasto e vario. Si possono infatti osservare anche nella produzione del bambino e poi dell'adolescente quei quattro elementi costitutivi del grafismo (Spazio, Forma, Movimento, Tratto/Pressione) di cui parlavamo a proposito dell'adulto. Si pu valutare se le abilit grafiche corrispondono all'et anagrafica dello scrivente, anche per evidenziare eventuali problemi di disgrafia. utile rintracciare nelle scritture le specie grafologiche, non appena possibile e con gli opportuni adattamenti, sino a procedere verso qualche tentativo di tipologia. interessante e fecondo interrogare con l'occhio del grafologo i disegni. Va subito detto che il grafologo infantile sente l'importanza di lavorare su pi documenti, e non solo del periodo in cui richiesta la sua consulenza: grazie ad un confronto diacronico pu rintracciare infatti qualche costante della personalit senza sopravvalutare possibili momenti transitori del bambino ma anche, al contrario, pu cogliere eventualmente in qualche improvvisa diversit un segnale di allarme. L'abbondanza di documenti su cui lavorare pu essere utilmente eterogenea: particolarmente utile nel caso della Grafologia infantile richiedere non solo la scrittura le scritture di vari periodi ma anche vari disegni, possibilmente strutturati secondo le consegne dei test di cui faremo cenno.

Lo scarabocchio
Attorno all'anno di vita il bambino inizia giocosamente a fare scarabocchi, in tutte le occasioni possibili e con i pi vari materiali scrittori e supporti. Sino ai due anni prevale in lui il piacere di lasciare una traccia, muovendosi nel foglio con segni orizzontali o verticali spesso senza staccare la matita e senza coordinate spaziali (n alto n basso, n destra n sinistra). Fra i due e tre anni poi il bambino rappresenta nello scarabocchio emozioni intensamente vissute e non verbalizzabili: allora stacca bruscamente la matita, sparpaglia i segni che si fanno pi complessi con l'aggiunta di cerchi ed angoli. Dopo i tre anni lo scarabocchio assume una valenza pi sociale, diventa una complessa pre-scrittura che vuole comunicare qualcosa con le forme pi varie: archi, anelli, Ed anche, in concomitanza con quella che Freud chiama la fase fallica, compaiono tracciati verticali, croci, sbarre. Alla fine dei tre anni, dopo i primi tentativi di raffigurare la casa e il sole, s'inizia il disegno vero e proprio. Che cosa studia il grafologo negli scarabocchi? Sempre tenendo conto dell'et precisa del piccolo autore nelle varie espressioni grafiche, si studia innanzitutto lo spazio: se il bianco del foglio lo spazio vitale, rilevante osservare con quanta espansione o ritrazione sia vissuto, con quale senso della propria dimensione (la dimensione anche quantitativa del proprio nero), privilegiando quale zona del foglio (delle quali conosciamo il valore simbolico). Il movimento, sempre in rapporto all'et, pu poi essere pi o meno continuo o frammentato, esitante o vigoroso, e pu avere una direzione privilegiata. Il tratto pu essere pi leggero o appoggiato, luminoso e difeso o morbido e aperto al bianco; la pressione pu bucare il foglio, macchiarlo, sfiorarlo appena. La forma infine, variando attraverso le fasi evolutive,

pu comunque privilegiare le curve (pi accoglienti ed accondiscendenti) o gli angoli (pi chiusi ed aggressivi).

Figura 13: Scarabocchio di un bambino di 15 mesi

Consideriamo la Figura 13: si pu ad esempio osservare che questo scarabocchio percorre in larghezza il foglio con linee curve e qualche spigolo, espandendosi seppure con linee non continue e smarginando soprattutto verso l'alto. Il movimento veloce, con qualche impuntatura. L'appoggio differenziato, il tratto comunque sempre deciso. La dimensione grande, ma lascia spazio al bianco. Il temperamento del bambino espansivo, va un po' dappertutto, con bisogno di muoversi, ma anche con qualche freno e discontinuit. Esplorativo, con volont e minore tenacia. Abbastanza conciliante, con qualche spigolosit

Qualche test del disegno


Il test stelle ed onde (U. AvLallemant) Il test permette di costatare le caratteristiche del bambino dai tre anni in avanti. La semplicissima consegna Disegna un cielo stellato al di sopra delle onde del mare, a matita, su di un foglio A5 con cornice. Come afferma l'autrice, quando il bambino rappresenta le stelle crea delle forme, quando disegna le onde produce un movimento, se rappresenta il cielo stellato sopra il mare lo distribuisce nello spazio (AvLallemant, Il test stelle ed onde). Nella valutazione dei disegni, si considerano armonia o disarmonia, ordine e regolarit; si valuta il simbolismo spaziale, il rapporto tra mare e cielo e l'eventuale dominanza di uno dei due, il simbolismo degli elementi ed anche degli elementi aggiunti, il tratto con cui il tutto e le parti sono disegnati.
Nel caso del disegno riportato in Figura 14 si possono notare stelle circolari, arrotolate ed annerite disegnate per con tratto leggero e a volte un po' sfibrato, lasciate un po' sullo sfondo da onde pi o meno angolose ripiegantisi all'indietro e tracciate con pressione in solco che buca il foglio. evidente il carico di emozioni ed anche la forza impiegata nel contrapporvisi da parte di questa bambina i cui genitori si stanno separando, mentre l'alto non luminoso e non fa da punto di riferimento o di attrazione.

Figura 14: Stelle ed onde di una bambina di quattro anni e mezzo

Il test dellalbero (R. Stora) In realt dei tre alberi, che vengono fatti disegnare successivamente. Il grafologo li interroga con i consueti parametri, in particolare tenendo conto che secondo l'autrice il primo disegno registra il comportamento in un ambiente sconosciuto; il secondo in un ambiente abituale (quello del quale il bambino vive, la famiglia); il terzo, detto l'albero del sogno o albero di fantasia, informa sulle tendenze rimaste insoddisfatte e sulla soluzione adottata dal soggetto per porvi rimedio. Solo nel caso dell'adulto (ricordiamo che questi test non sono riservati ai bambini, ma possono essere un sussidio all'esame della grafia di ogni et) si richiede anche un quarto albero che fornisce indicazioni sui conflitti vissuti nell'infanzia e non ancora risolti. Presentiamo i tre alberi di un bambino di seconda elementare, cui stata diagnosticata dai medici una psicosi infantile.

Figura 15

Il test del paesaggio (A. Arthus e F. Lefebure) Disegna un paesaggio in cui ci siano il Sole, dell'Acqua (sotto qualsiasi forma), una Casa ed un Serpente. Puoi aggiungere o meno qualsiasi altra cosa tu voglia. Questa la consegna del Test del Paesaggio (o dei Quattro Elementi), formulato dall'analista junghiano Andr Arthus, che, come appare in una sua lettera del 1973, se ne avvaleva insieme con altri test per decidere se prendere in analisi un paziente o dirottarlo verso altra terapia psicologica. Fanchette Lefebure, psicologa e grafologa, l'ha ulteriormente studiato ed amministrato a bambini, adolescenti, adulti, trovandolo rivelatore in particolare dei problemi inconsci che riguardano la curiosit (sessuale, intellettuale e spirituale) e di quelli che concernono le figure parentali problemi spesso rimossi, negati o avvertiti ma non espressi3. Come nella scrittura anche nel disegno trova infatti talvolta la sua espressione il non detto, in questo caso in rapporto con archetipi del pensiero umano come il Sole, l'Acqua, la Casa e il Serpente.

Figura 16: Test di Arthus di un bambino di otto anni

Consideriamo la Figura 16: disegno verticale, fallico (secondo la terminologia freudiana), vivacizzato da colori brillanti. La costruzione della casa si pone come obiettivo centrale una casa luminosa rossa e gialla ma dal tetto aguzzo e porte e finestre ben serrate. Tuttavia la comunicazione garantita dal camino, che lascia uscire una calda traccia dell'affettivit sicura che regna all'interno. Il serpente un po' la minaccia, vorrebbe entrare apportando scompiglio. Sempre a sinistra si erge un monte aguzzo con neve e nuvola sormontante, mentre a destra fa da parallelo un sole un po' incombente ed ispido dai raggi scuri: non agevole la tensione costruttiva verso l'alto, ha i suoi scogli e le sue durezze, le sue minacce ed insidie. Ma la fontana verde a destra in basso, aguzza ma aperta, capace di far scorrere la giusta quantit di acqua dissetante, apporta un elemento di movimento e di rassicurazione. Il bambino, che ha imparato a scrivere in stampatello, sta ora facendo i suoi primi esperimenti di passaggio al corsivo. La scrittura (Figura 17) molto verticale, ristretta, crescente, con lo sforzo di una
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Lefebure F., Expression graphique et test des quatre lments.

pressione in solco che nel disegno si alleggerisce e con la normale difficolt a tenere il rigo. Ci sembra che il disegno fornisca qualche elemento in pi e con maggiore immediatezza.

Figura 17: Scrittura dellautore del paesaggio di Figura 16

La grafia infantile
I grafologi distinguono tre fasi: precalligrafica (dai 5/6 anni sino agli 8/9): quella dell'apprendimento del modello, con sforzo, tensione. La messa in pagina caotica, l'inclinazione e la direzione sono mal controllate, c' difficolt a tenere il rigo, la dimensione estremamente variabile, le lettere sono legate in modo maldestro, con incollamenti, saldature, buchi. calligrafica (dagli 8 anni sino agli 11): incomincia una certa scioltezza, anche nei legamenti. riprodotto il modello, ma con maggiore padronanza ed agilit, rispettando anche margini e rettilineit. Si possono incominciare a vedere soluzioni pi personali e veloci, ad indicare il cammino intrapreso verso l'autonomia. postcalligrafica (dopo gli 11 anni): l'equilibrio raggiunto subito messo in discussione dall'inizio dell'adolescenza ed anche la grafia diventa meno bella ed armoniosa. In questa sede ci basta mostrare come gi si presentino diverse ed eloquenti le grafie di bambini della medesima classe di quarta elementare:

Figura 18: Il confort sicuro e morbido di Marta

Figura 19: La concentrazione di Alessia

Figura 20: La voglia di riuscire di Cristiano (non ben avvalorata dalla pressione)

Figura 21: L'esibizionismo contestatario di William

Terminiamo questa rapida carrellata mostrando ancora una scrittura, questa volta di una dodicenne, ed insieme il suo disegno nel test dell'albero. Ancora vicina al modello calligrafico, arrotondata ed allargata, la scrittura (Figura 22) d una prima impressione di dolcezza e femminilit. Presenta nello stesso tempo scatti, saldature, sospensioni, lettere schiacciate ed altre ripassate, ritocchi, errori, che parlano di ansia un po' inibente. danzante sul rigo, variabile in inclinazione: non cos agevole il contatto con la realt ancora da sperimentarsi, di cui si sente fortemente attrazione ed insieme repulsione. Ben pi determinato appare il paesaggio (Figura 23). Elemento centrale il serpente, completamente risvegliato dal letargo e con tutta la curiosit e voglia di andare. La tenuta danzante del rigo della grafia qui resa dalle sinuose spire con cui egli avanza: gli elementi circolari sono ornamenti delle pelle, non molto di pi. quasi trionfale in un percorso che sormonta le due case (forse quella paterna e quella materna, dato che i genitori sono separati?), lontano dall'acqua, al di sopra, se il caso, dello scoglio delle montagne che sono pi sfondo che ostacolo. Resta per un sole dai raggi appuntiti, unico elemento che incombe sul serpente e vorrebbe schiacciarlo (regole?, doveri?, centralit di qualcosa di esternamente oggettivo e razionale?): in ogni caso con lui bisogna fare i conti, anche se il desiderio quello ansioso di annuvolarlo ed annerirlo e non certo di averlo come oppressivo punto di riferimento.

Figura 22

Figura 23

Glossario
armonia: propriet globale di una grafia che ne descrive il grado di integrazione ed equilibrio bianco: la parte di spazio non occupata dal nero calligrafia: grafia intenzionalmente bella, e quindi spesso non spontanea corpo centrale: tutta la lettera per a, c, e, la pancia per b, d, g, h, elementi costitutivi: le quattro componenti base di cui ogni grafia composta: spazio, forma, movimento e tratto forma: la componente statica (impressiva) della grafia, che struttura il bianco per poter comunicare in modo comprensibile formniveau: propriet globale di una grafia che ne descrive il grado di creativit, forza ed energia vitale genere: insieme di specie che descrivono diverse modalit di una stessa caratteristica della grafia (ad esempio la dimensione) grafia: il risultato dellatto scrittorio. Non solo, quindi, la traccia dinchiostro (nero), ma anche il suo rapporto col bianco, la sua pressione, Grafologia: lo studio delle corrispondenze tra grafia e personalit dello scrivente linea di base: la linea (immaginaria o stampata) sulla quale la base delle lettere si appoggia linea di cresta: la linea immaginaria individuata dal punto pi alto del corpo centrale delle lettere movimento: la componente dinamica (espressiva) della grafia, che anima il nero e costruisce la forma nello spazio nero: la traccia dinchiostro lasciata dallo scrivente spazio: la componente potenziale della grafia, il supporto dove lo scrivente mette il nero. Per estensione, il rapporto del nero con esso, e quindi con il bianco specie: propriet oggettiva e puntuale che descrive una grafia (ad esempio grande o piccola) tratto: la componente attuale (materica) della grafia, che fornisce la sostanza di cui il nero si compone zona inferiore: la parte di ogni riga di grafia al di sopra della linea di cresta zona media: la parte di ogni riga di grafia compresa tra la linea di base e la linea di cresta zona superiore: la parte di ogni riga di grafia al di sotto della linea di base

Bibliografia
Opere di carattere generale
Peugeot J., Lombard A., De Noblens M., Manuale di Grafologia, Masson, 1992 Urbani Paola, Manuale di Grafologia, Newton Compton Desurvire M., Quaderni di Grafologia (3 volumi), Jupiter, Pisa, 2003 Crpieux-Jamin Jules, ABC della Grafologia, Messaggero, Padova, 2001 Boille Nicole, Il gesto grafico, gesto creativo. Trattato di grafologia, Borla, Roma, 1998 Gille-Maisani J. Ch, Psicologia della scrittura, Liguori, 1990 In francese: Catherine C. e Jacqueline P., Trait de Graphologie, Expansion Scientifique Franaise, Parigi, 2002 Blanquefort d'Anglard Madeleine, Motivations et compensations, Masson, Parigi, 1994 Saint Morand H., L'criture et la typologie plantaire, Parigi, 1973 Simond A. M., La graphologie plantaire, A. Michel, Parigi, 1990

Grafologia infantile
Av Lallemant U., Segnali d'allarme. Grafologia e diagnosi psichica della personalit, Armando, Roma, 1997 AvLallemant U., Il test stelle ed onde, Otium ac negotium, Salerno, 1995 Lefebure F., Expression graphique et test des quatre lments Test du Paysage d'Andr Arthus, Masson, Paris, 1992

Riviste
Grafologie e sue applicazioni, Ce.S.Graf Il Giardino di Adone. Scrittura, simbolo, segno, Arigraf-Agif In francese: La Graphologie, Socit Franaise de Graphologie

Siti internet
Ce.S.Graf Centro Studi Grafologici. www.mondoweb.it/cesgraf Ce.S.Graf sede di Genova. www.village.it/ce.s.graf Arigraf www.arigraf.it, www.arigrafpisa.it