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Politecnico di Milano Dipartimento di Meccanica

I passi di unanalisi FEM


Mario Guagliano

I PASSI SONO 3
1. MODELLING (Idealizzazione) (ipotesi su vincoli/carichi) 2. ANALISI (statica/dinamica, lineare/nonlineare) (Hardware/Software) 3. POSTPROCESSING (deformata, tensore sforzi/von Mises) (Verifiche dei risultati)

I passi di unanalisi FEM

I PASSI DI UNANALISI FEM


CONCETTUALMENTE

ANALISI DEL COMPONENTE MECCANICO REALE INDIVIDUAZIONE DEGLI OBIETTIVI DELLANALISI SCHEMATIZZAZIONE DEL COMPONENTE E SEMPLIFICAZIONI GEOMETRICHE SCHEMATIZZAZIONE DELLE CONDIZIONI AL CONTORNO
OPERATIVAMENTE

DI ELEMENTO DIMENSIONE DEGLI ELEMENTI (ANALISI DI CONVERGENZA) CONDIZIONI AL CONTORNO (CARICHI MECCANICI, TERMICI, ECC. E VINCOLI) MODELLAZIONE DEL MATERIALE TIPO DI ANALISI ANALISI E INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI
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TIPO

Esempio CAMERA IPERBARICA

SCOPO DELLANALISI FEM

verifica giunzione mantello/fondo verifica della tenuta della porta


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Esempio CAMERA IPERBARICA

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DEFINIZIONE DELLA MESH


modello geometrico scelta tipo di elemento dimensione elementi condizioni al contorno

MODELLARE COMPORTAMENTO DELLA STRUTTURA

MODELLARE LA GEOMETRIA

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TIPI DI ELEMENTI
STRUTTURE REALI CONTINUE e 3D N DISCRETO DI ELEMENTI FINITI FAMIGLIA (SOLIDI, PIANI, SHELL, ECC.) DOF NUMERO DI NODI/FUNZIONI DI FORMA FORMULAZIONE INTEGRAZIONE

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TIPI DI ELEMENTI
Es. TRAVE STRUTTURE REALI 3D

ASTA (truss o rod) BEAM (trave) SHELL (gusci) PIANI (sforzo piano, deformazione piana, assialsimmetrici) ELEMENTI RIGIDI ALTRI 3D SOLIDI (esaedro, cunei, tetraedri)

1D ROD 2D AXYSIMMETRIC
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SHELL

3D SOLIDI BRICK

INTEGRAZIONE
ANALISI STATICA

[K] {u} = {F}


ANALISI

[K] la matrice di rigidezza della struttura {u} il vettore degli spostamenti nodali {F} il vettore delle forze nodali u, F nodali , , ecc. agli elementi

CALCOLO DI VARIABILI

FEM utilizza metodi numerici (Algoritmo di Gauss) per integrare le grandezze caratteristiche sul volume di ogni elemento Punti in cui viene eseguito il calcolo numerico sono chiamati punti di integrazione o punti di Gauss Esempio Punti di integrazione in un elemento 2D sforzo piano a 4 nodi
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NUMERO DI NODI E FUNZIONI DI FORMA

ANALISI STATICA

[K] {u} = {F}

{u} il vettore degli spostamenti nodali di un elemento

Negli altri punti dellelemento gli spostamenti sono calcolati interpolando gli spostamenti nodali Lordine di interpolazione (lineare o quadratico) dipende dalle funzioni di forma dellelemento (ovvero dal numero di nodi dellelemento)

interpolazione lineare interpolazione quadratica elementi del primo ordine elementi del secondo ordine
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ELEMENTI 1D ASTA

punto di integrazione ASTA/rod/truss (spar, strut) a 2 nodi

o 3 DOF traslazionali modellare strutture reticolari con elementi snelli incernierati agli estremi supportano solo carichi assiali non ci sono errori di discretizzazione, distorsione (utilizzati per modellare bulloni o collegamenti in modelli assialsimmetrici)
AREA SEZIONE TRASVERSALE

INPUT UTENTE OBBLIGATORI

MATERIALE

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Esempi

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ELEMENTI 1D BEAM
punto di integrazione BEAM/TRAVE a 2 (3) nodi
3

DOF traslazionali e 3 DOF rotazionali modellare strutture con elementi snelli (modello di calcolo travi) non ci sono errori di discretizzazione, distorsione facili errori di posizionamento e di rappresentazione nei collegamenti tra elementi hanno sistemi di riferimento locali con unasse lungo lo sviluppo dellelemento trave

1D BEAM

INPUT UTENTE OBBLIGATORI


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SEZIONE (caratteristiche geometriche e inerziali) MATERIALE


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Esempi

1D BEAM

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ELEMENTI 2D PIANI

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ELEMENTI 2D PIANI
SFORZO PIANO/PLANE STRESS DEFORMAZIONE PIANA/PLANE STRAIN ASSIALSIMMETRICI/AXYSIMMETRIC g.d.l. traslazionali a ogni nodo v el. sforzo piano assumono sforzo fuori piano nullo, adatti per modellare strutture sottili v el. deform. piana assumono deform. fuori piano nulla, adatti per modellare strutture spesse v el. assials. adatti per modellare strutture con simmetria assials. e carichi assials. v sezione trasversale costante v (numerazione dei nodi dellelemento in senso orario)
SPESSORE
v 2

a 3, 4, 6, 8 nodi

INPUT UTENTE OBBLIGATORI


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MATERIALE

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ELEMENTI 2D PIANI
ESEMPI

Elementi a 4 nodi 4 punti di integrazione

Elementi a 8 nodi 9 punti di integrazione

INTEGRAZIONE INTEGRAZIONE

PIENA

RIDOTTA

Numeri di punti di Gauss richiesti per integrare i termini polinomiali nella matrice di rigidezza di un elemento

Significativo effetto sullaccuratezza dei risultati

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Esempi ELEMENTI 2D PIANI

PLANE STRESS PLANE STRAIN

AXYSIMMETRIC
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ELEMENTI SHELL
SHELL (PLATE)/GUSCIO (LASTRA) a 3, 4, 6, 8 nodi DOF traslazionali e 3 DOF rotazionali utili per modellare strutture in parete sottile con larga estensione in confronto ad un ridotto spessore (modello di calcolo guscio) sforzi nella direzione dello spessore trascurabili mesh relativamente semplici riferite alla superficie media (sovrastima sforzi) variazione degli sforzi attraverso lo spessore lineare formulazione thin e thick, effetto del taglio trasversale trascurato o incluso possibili errori di modellazione legati alla dimensione degli elementi (el. a 4 nodi) possibili errori di modellazione nellunione di elementi con spessore differenti SPESSORE MATERIALE
19 3

INPUT UTENTE OBBLIGATORI


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ELEMENTI SHELL

v definizione OFFSET rispetto alla superficie di riferimento

v definizione NORMALE
RISULTATI FLESSIONALE + MEMBRANALE

v punti di integrazione lungo lo spessore


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TOP BOTTOM

MEMBRANALE

SUPERFICIE MEDIA
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ELEMENTI SHELL

sforzo membranale

sforzo membranale

FE sforzo membranale

errori di discretizzazione

Materiale non efficace

errori di discretizzazione

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Esempi

ELEMENTI SHELL

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Esempi ELEMENTI SHELL

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SHELL VERSUS 2D/3D


STRUTTURE PIANE CARICATE NEL PIANO ANALOGHI RISULTATI ELEMENTI 2D ELEMENTI SHELL

STRUTTURE CON CONCENTRAZIONE DI SFORZO DI TIPO STRUTTURALE ES. GIUNZIONI FONDO/MANTELLO ELEMENTI SHELL STRUTTURE CON ELEVATI GRADIENTI DI SFORZO DOVUTI A VARIAZIONI GEOMETRICHE ES. APERTURE IN RECIPIENTI IN PRESSIONE ELEMENTI 3D

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ELEMENTI 3D SOLIDI
TETRAHEDRAL BRICK /MATTONE (HEXAHEDRAL) 4, 6, 8, 10, 15 20 nodi WEDGE /CUNEO TETRAHEDRAL/TETRAEDRO 3 g.d.l. traslazionali a ogni nodo formulazione non richiede semplificazioni della geometria WEDGE adatte per geometrie complesse derivanti da modellatori solidi visualizzazione 2D (wire frame) poco utile risultati non accurati con tetraedri in presenza di gradienti degli sforzi INPUT UTENTE OBBLIGATORI
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MATERIALE

BRICK
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Esempi ELEMENTI 3D SOLIDI

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REALIZZAZIONE MESH

MODELLO GEOMETRICO CARTACEO SUDDIVISIONE IN PARTI O BLOCCHI GENERAZIONE COORDINATE NODALI GENERAZIONE ELEMENTI SISTEMI CAD o MODELLATORI SOLIDI MODELLO GEOMETRICO SUDDIVISIONE IN PARTI O BLOCCHI (GENERAZIONE COORDINATE NODALI) MESHATURA FREE GENERAZIONE ELEMENTI MESHATURA MANUALE MESHATURA LOCAL FREE
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REALIZZAZIONE MESH
Es. BARRETTA INTAGLIATA CARICATA ASSIALMENTE CON FORO CENTRALE

FREE 1 OPERAZIONE

MAPPED 2 OPERAZIONI ..ALCUNE OPERAZIONI

Warnings o Errori di distorsione


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FREE MESH
Permette di ottenere velocemente la mesh (si pu indicare solo la dimensione approssimativa degli elementi) I vantaggi e gli svantaggi sono principalmente legati ai modelli solidi (elementi TET). Parametri di qualit: -Pulizia delle superfici -Mesh zone transizione -Posizione nodo intermedio
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REALIZZAZIONE MESH
Tipo

di elemento

ANALISI DI CONVERGENZA

Disposizione Dimensione

elementi

elementi
Coarse mesh 14 elementi Normal mesh 112 elementi

Errori nel calcolo dei gradienti Errori di modellazione geometrica


Fine mesh 448 elementi Very fine mesh 1792 elementi RISULTATI

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REALIZZAZIONE MESH
Tipo di elemento Dimensione elementi Disposizione elementi

Warnings o Errori legati alla distorsione degli elementi Errori legati al calcolo delle grandezze caratteristiche

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MESH DESIGN
Densit mesh dipende dalla complessit della distribuzione degli sforzi In presenza di elevati gradienti di sforzo localizzati consigliato lutilizzo di discretizzazioni con densit di elementi differenti Mesh ottimizzata richiede un processo iterativo N iterazioni Abilit dellanalista Mesh iniziale accurata

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MESH DESIGN
Alcuni software commerciali prevedono lutilizzo di schemi iterativi pressoch automatici h-type: si aumenta il numero di elementi, suddividendo gli elementi esistenti r-type: i nodi sono ricollocati per ridurre la dimensione degli elementi p-type: si aumenta lordine delle funzioni di forma degli elementi Tali metodi generalmente richiedono che la mesh sia generata con un modellatore geometrico Tali metodi possono essere utilizzati nei processi di meshatura manuale o mappata ad eccetto del p-type per il quale necessario aggiungere nodi interni agli spigoli per aumentare la funzione di forma (elementi usuali hanno al massimo funzioni di forma del 2 ordine) P-ELEMENTS Elementi speciali nei quali lordine del polinomio viene aumentato senza nodi addizionali Es. PRO-MECHANICA
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TECNICHE DI MODELLAZIONE
SUB-STRUCTURING

TECNICA CON LA QUALE DIFFERENTI PARTI DI UNA STRUTTURA SONO ANALIZZATE SEPARATAMENTE E POI ASSEMBLATE PER FORMARE LA STRUTTURA COMPLETA TECNICA CON LA QUALE SI ANALIZZA UNA PICCOLA ZONA DELLA STRUTTURA A PARTIRE DAGLI SPOSTAMENTI CALCOLATI MEDIANTE UN MODELLO GLOBALE

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MESH DESIGN
REALIZZARE MESH CON DIFFERENTI DENSITA DI ELEMENTI

TIPICHE TRANSIZIONI PER RIDURRE IL NUMERO DI ELEMENTI

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CONDIZIONI AL CONTORNO

VINCOLI/CONSTRAINTS (BOUNDARY CONDITIONS) constraints impongono valori definiti alle variabili nodali

CARICHI/LOADS molteplicit di carichi e coppie concentrate e distribuite

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CONDIZIONI AL CONTORNO

VINCOLI/CONSTRAINTS I vincoli devono essere sufficienti per eliminare i moti di corpi rigidi

y x

Schema di calcolo della trave esistono solo reazioni vincolari in direzione Y Elementi finiti necessario definire un supporto in direzione X

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VINCOLI/CONSTRAINTS

spostamenti e/o rotazioni impedite derivanti dal collegamento della struttura al contesto circostante vincoli di simmetria multi-point constraints elementi spring/molla elementi gap elementi rigidi

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VINCOLI/CONSTRAINTS
y Spostamenti u, v, w e/o rotazioni impedite , ,
(sistema di coordinate cartesiane globale x, y, z) z

Il n di g.d.l dipende dal tipo di elemento

ASTA

2 g.d.l. o 3 g.d.l. u,v,w = 0

2D SP/DP 2 g.d.l. u,v = 0 2D Axy 2 g.d.l. a, r = 0

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VINCOLI/CONSTRAINTS

Il n di g.d.l dipende dal tipo di elemento

BEAM

6 g.d.l.

u,v,w, ,

, = 0

SHELL 6 g.d.l. u,v,w, , , = 0 SOLIDI 3 g.d.l. u,v,w = 0

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VINCOLI/CONSTRAINTS
SIMMETRIA PIANO XY w, , = 0
VINCOLI DI SIMMETRIA
y z y x

SIMMETRIA PIANO YZ u, , = 0

x

SIMMETRIA PIANO XZ v, , = 0

y x z

VINCOLI DI ANTISIMMETRIA
y x z z x y y

ANTISIMMETRIA PIANO XY u, v, = 0

ANTISIMMETRIA PIANO XZ u, w, = 0

ANTISIMMETRIA PIANO YZ v, w, = 0

x 41

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VINCOLI/CONSTRAINTS
CONSTRAINT EQUATION or MULTI POINT CONSTRAINTS

SLAVE

ui = C1+ C2uj+ C3vk + C4wl

MASTER

dove un, vn e wn sono gli spostamenti del nodo n nelle direzioni x, y, z e Ci una costante.

Anche le rotazioni possono essere inserite, in questo caso i coefficienti avranno una dimensione

Es. faccia PIANA


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VINCOLI/CONSTRAINTS
CONSTRAINT EQUATION or MULTI POINT CONSTRAINTS

LINEARE un metodo standard per introdurre transizioni di mesh per elementi con funzioni di forma del primo ordine Ogni DOF al nodo p interpolato linearmente a partire dai corrispondenti DOF dei nodi a e b

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VINCOLI/CONSTRAINTS
CONSTRAINT EQUATION or MULTI POINT CONSTRAINTS

QUADRATICO un metodo standard per introdurre transizioni di mesh per elementi del secondo ordine Ogni DOF al nodo p interpolato quadraticamente a partire dai corrispondenti DOF dei nodi a e b

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VINCOLI/CONSTRAINTS
CONSTRAINT EQUATION or MULTI POINT CONSTRAINTS

CYCLIC SYMMETRY introduce vincoli per imporre simmetrie cicliche uguagliando gli spostamenti radiali, circonferenziali e assiali ai nodi a e b

a b

SETTORE ANALIZZATO
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VINCOLI/CONSTRAINTS
CONSTRAINT EQUATION or MULTI POINT CONSTRAINTS PIN schematizza una cerniera tra due nodi; spostamenti rotazioni libere TIE tutti i gradi di libert uguali tra i nodi SLIDER utilizzato per schematizzare il passaggio tra elementi differenti, E necessario in presenza di DOF attivi differenti introdurre dei vincoli cinematici es. beam-shell, beam-solid, shell-solid

uguali ai nodi e

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VINCOLI/CONSTRAINTS
ELEMENTI SPRING/MOLLA elemento monodimensionale accoppia una forza con relativo spostamento accoppia un momento con relativa rotazione pu essere lineare o non lineare

ELEMENTI GAP utile per simulare appoggio monolatero

ELEMENTI RIGIDI elemento monodimensionale nessuna richiesta relativa alla geometria elemento di collegamento rigido tra due nodi

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CARICHI/LOADS
DA RICORDARE
ANALISI LINEARE

SFORZI E DEFORMAZIONI SONO DIRETTAMENTE PROPORZIONALI AI CARICHI APPLICATI

CARICHI MECCANICI

DEVONO ESSERE CONVERTITI IN CARICHI NODALI


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CARICHI/LOADS

ANALISI LINEARE

applicare carichi unitari e determinare i risultati tramite semplici moltiplicazioni di fattori noti

Es. analisi di un recipienti in pressione da verificare sia in prova idraulica sia in condizioni di progetto

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CARICHI/LOADS
CARICO NODALE
elevata deformazione ed elevato sforzo nel nodo di applicazione rispetto ai nodi circostanti valore locale dello sforzo calcolato al nodo non ha significato reale

CARICHI DISTRIBUITI
infinito numero di combinazioni di carichi discreti nodali staticamente equivalenti al carico distribuito (in accordo con St. Venant) devono essere trasformati in carichi nodali Fi

[K] {u} = {F}


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stesso effetto remoto lontano dal punto di applicazione dei carichi

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CARICHI/LOADS
MODALITA DI APPLICAZIONE DEL CARICO PTOT applicato alla curva PTOT / n nodi = Pi

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CARICHI NODALI

CARICHI/LOADS
CARICO DISTRIBUITO

PIATTO SOLLECITATO A TRAZIONE

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CARICHI/LOADS
Mesh regolare caratterizzata da medesima lunghezza elementi Ptot = 1000 N Ptot/n elementi = Pel

100 N 200 N 200 N 200 N

200 N 100 N

200 N 200 N
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200 N

200 N

200 N 53

CARICHI/LOADS
MESH CON LUNGHEZZA ELEMENTI DIFFERENTI

LA = 382.40 mm LB = 255.730 mm LC = 171.170 mm LD = 114.366 mm LE = 76.481 mm D E


q = Ptot/Ltot = 50 N/mm

q Li = Pi
APPLICATO NELLA MEZZERIA DELLELEMENTO COMPETE PER AL NODO DI SX E PER AL NODO DI DX
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CARICHI/LOADS
ANALOGO RISULTATO

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CARICHI/LOADS
Come ricavare la distribuzione di forze equivalente cinematicamente?
TEORICO

analisi con spostamento imposto e si ricavano le reazioni vincolari ai nodi ovvero i carichi da applicare Tipo di elemento e funzione di forma distribuzioni dei carichi equivalenti cinematicamente
PRATICO

Software commerciali

carichi sulle curve e sui contorni per elementi 2D pressioni su shell e solidi 3D
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CARICHI/LOADS

SPOSTAMENTI VELOCITA ACCELERAZIONI


CARICHI TERMICI

APPLICATI AI NODI

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CARICHI/LOADS
Nelle analisi con differenti componenti di carico PUO ESSERE UTILE 1) utilizzare carichi unitari 2) analizzare i risultati relativi alle differenti componenti di carico per interpretare come la struttura lavora soggetta ai vari carichi (in analisi lineari elastiche vale il principio di sovrapposizione degli effetti) Es. analisi di strutture in ambito civile in presenza di differenti componenti: neve, sisma, vento, peso proprio ecc.
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ANALISI
DEFINITI INPUT UTENTE
MODELLO GEOMETRICO DISCRETIZZAZIONE TIPO DI ELEMENTI DIMENSIONI DEGLI ELEMENTI CONDIZIONI AL CONTORNO

}
ANALISI
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COMPUTER
TIPO DI ANALISI [K] {u} = {F} ANALISI STATICA . [M] {}+ [C] {u} + [K] {u} = {F(t)} ANALISI DINAMICA [C] {T}+ [K] {T} = {Q} TRASMISSIONE DEL CALORE BUCKLING ECC.
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ANALISI STATICA
PROCEDURE DI CONTROLLO
PRIMA DELLANALISI - controllo delle informazioni inserite dallutente da parte del programma - controllo da parte dellutente della consistenza di informazioni introdotte nel caso di utilizzo di software differenti (modellatore e solutore) DURANTE LANALISI controlli eseguiti dal software possono riportare due tipi di errore, fatali o warning DOPO LANALISI interpretazione dei risultati da parte dellutente

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ANALISI STATICA
[K] {u} = {F}
[K] la matrice di rigidezza della struttura {u} il vettore degli spostamenti nodali {F} il vettore delle forze nodali

ANALISI

RISOLUZIONE DI UN SISTEMA DI N EQUAZIONI LINEARI IN N INCOGNITE (ALGEBRA MATRICIALE) SERIE DI PASSI DEFINITI I passi di unanalisi FEM

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ANALISI STATICA
RISOLUZIONE DI UN SISTEMA DI N EQUAZIONI LINEARI IN N INCOGNITE (ALGEBRA MATRICIALE) k11 u1 + k12 u2 + k13 u3 = F1 k21 u1 + k22 u2 + k23 u3 = F2 k31 u1 + k32 u2 + k33 u3 = F3

[K] {u} = {F}

ALGORITMO DI ELIMINAZIONE GAUSSIANA 1 FASE: trasformare il sistema di equazioni in un sistema con matrice dei coefficienti triangolare superiore 2 FASE: determinazione delle incognite per sostituzione
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ANALISI STATICA
1 FASE dellalgoritmo di eliminazione Gaussiana Manipolazione delle equazioni per trasformare la matrice k11 u1 + k12 u2 + k13 u3 = F1 k21 u1 + k22 u2 + k23 u3 = F2 k31 u1 + k32 u2 + k33 u3 = F3 1 eq. 2 eq. 3 eq.

Normalizzo la 1 equazione (rendere il primo coefficiente unitario) 1 eq. 2 eq. u1 + (k12 / k11) u2 + (k13 / k11) u3 = (1 / k11) F1 k21 u1 + k22 u2 + k23 u3 = F2
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3passi di unanalisi FEM31 u1 + k32 u2 + k33 u3 = F3 k I eq.

ANALISI STATICA
Moltiplico la 1 eq. Per k21 1 eq k21 u1 + (k21 k12 / k11) u2 + (k21 k13 / k11) u3 = (k21 / k11) F1 2 eq k21 u1 + k22 u2 + k23 u3 = F2 3 eq k31 u1 + k32 u2 + k33 u3 = F3 2 eq - 1 eq (k22 - k21 k12 / k11) u2 + (k23- k21 k13 / k11) u3 = F2 - (k21 / k11) F1 kI22 u2 + kI23 u3= FI2

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ANALISI STATICA

Dopo la manipolazione delle equazioni ottengo 1 eq 2 eq 3 eq k11 u1 + k12 u2 + k13 u3 = F1 kI22 u2 + kI23 u3 = FI2 kI33 u3= FI3

PIVOT

k11 k12 k13 kI12 kI13 kII13

]{ } { }
=
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u1 u2 u3

F1 FI2 FI3

Risolvo la 3 eq e sostituisco nelle altre eq. Ricavo le incognite u1, u2 e u3


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ANALISI STATICA
TIPICA SEQUENZA DELLE OPERAZIONI ESEGUITE DURANTE LANALISI UTENTE DEFINIZIONE DELLA MESH FORMAZIONE DEGLI ELEMENTI ASSEMBLAGGIO DEGLI ELEMENTI COMPUTER DEFINIZIONE DEI VINCOLI MATRIX FACTORISATION DEFINIZIONE DEI CARICHI CALCOLO DEGLI SPOSTAMENTI CALCOLO DEGLI SFORZI E DELLE DEFORMAZIONI NATURA MODULARE INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI DEL METODO FE UTENTE
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ANALISI STATICA
DIAGNOSTICA DEL SOFTWARE AVVISI DI WARNINGS O ERROR ininfluenti indicano alcuni effetti che devono essere presi in considerazione nellinterpretazione indicano che lanalisi non valida

Sono avvisi di errore che il software rileva prima di ricavare i risultati significativi non impedendone il calcolo; la soluzione arriva al termine
WARNINGS ERRORI

Sono errori fatali che il software rileva durante la soluzione; non si arriva al termine della soluzione e non si ottengono risultati
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ANALISI STATICA

Es. WARNINGS Carico applicato ad un nodo che non esiste Carico applicato ad un nodo vincolato Zone non connesse nel modello Densit del materiale stata definita nulla Distorsione dellelemente elevata Vincolo applicato a DOF non attivo Ecc,

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ANALISI STATICA
ERRORI NELLA GENERAZIONE DEGLI ELEMENTI E PROBLEMI NELLASSEMBLAGGIO eccessiva degli elementi - dipende dal tipo di elemento; elemento con funzioni di forma pi elevate possono accettare distorsioni maggiori - limitare la distorsione nelle zone di interesse o nelle zone con elevati gradienti di sforzo
distorsione

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ANALISI STATICA
ERRORI NELLA GENERAZIONE DEGLI ELEMENTI E PROBLEMI NELLASSEMBLAGGIO non corretta degli elementi (zone non connesse) - verificare la connettivit degli elementi; eseguire il merge dei nodi unione non corretta di differenti tipi di elementi; introdurre eventuali multi-point constraints
unione

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ANALISI STATICA
ERRORI legati al MAL CONDIZIONAMENTO DELLA MATRICE pivot nullo o pivot negativo sono spesso indici di errori nel modello, es. la struttura non ben vincolata e sono permessi dei moti di corpo rigido pivot molto piccolo in confronto agli altri, questo causa scarsa o addirittura perdita completa di accuratezza nel calcolo dei risultati

MATRICE SINGOLARE CAUSE Vincoli non sufficienti per prevenire i moti di corpo rigido Vincoli non sufficienti dovuti alla mancanza di connettivit degli elementi, possibili moti di corpo rigido Differenza molto elevata nella rigidezza degli elementi

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ANALISI STATICA

Es. ERRORI legato al mal condizionamento del sistema Elevata differenza di rigidezza tra parti dello stesso modello

Elementi 2D O 3D con rapidi cambiamenti di dimensioni

Elementi beam o shell hanno rigidezza flessionale proporzionale al cubo della lunghezza; facilmente si possono ottenere rigidezze molto diverse tra loro

Scelta delle propriet degli elementi rigidi di collegamento

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ANALISI STATICA
Es. ERROR The element has a high aspect ratio so that the lenght of one or more sides is very much greater than the lenght of the shortest side

Es. ERROR Il volume dellelemento definito negativo Es. ERROR Equation 717 Node 125-z PIVOT = 1E-09

Calcolo sequenziale, di consequenza lerrore che si commette comulativo; maggiore il numero degli elementi, maggiore il numero dei DOF e minore sar laccuratezza nei risultati
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FINE
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