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$TRIJTTI]UIE]ITO

CAPITA LI$TA
OABRIELA URIBE
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Quaderno di Educazione Popolare

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CAPITALI$TA
OABRIELA URIBE
II4ARTA HARNECKER

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Strumenti di lnformazione e Didattica Popolare

Questo quaderno, prodotto dello sfozo dei lavoratori di Quimant, dedicato a tutti i lavoratori cileni.

ARGOMENTI TRATTATI

INTRODUZIONE

Parte Prima

it,

IL VALORE NELLO SCAMBIO MERCANTILE SEMPLICE


1. LA DIVISIONE DEL LAVORO

DEI MZZ\ Dl

E LA PROPRIETA' PRIVATA PRODUZIONE: NATURA DELL'ECONOMIA

;,

BASATA SULLO SCAMBIO.

ll lavoro di autosussistenza nei popoli primitivi. La divisione del Iavoro e lo scambio di mercato nelle grandi citt moderne. ll concetto di scambio merantile, di merce e di scambio mercantile semplice.
2.

IL

RUOLO CHE GIOCANO

PREZZI DEI PRODOTTI NEL-

L'ECONOMIA.

I prezzi non si possono spiegare n con la qualit, n con la utilit n con la domanda e I'offerta.
IL .COSTO DI PRODUZIONE.

I fattori che entrano nella produzione di una merce e il calcolo del costo di produzione.
VALORE E LAVORO'SOCIALMENTE NECESSARIO'

Edizione originale - Cile Quimant 1972 Prima edizione italiana - ottobre 1974 @ BCD s.r.l. Milano - v. M. Bandello 16

ll lavoro come fonte di ogni valore. La legge del valore: legge che determina lo scambio di mercato. La misur el valore: il tempo lavoro socialmente necessario.'ll concetto di valore.

Parte Seconda
IL PLUSVALORE NELL'ECONOMIA CAPITALISTA
.I. IMPOSSIBILITA' .DI OTTENFRE PLUSVALORE ATTRAVERSO
LO $CAM'BIO.

lNTRODUZIONE

2, LA FORZA-LAVORO COME MERCE E IL SUO

VALORE.

ll capitalismo rappresenta un passo in avanti molto importante nello sviluppo della societ rispetto ai sistemi sociali precedenti. Cio lo fa apparire come

Condizioni necessarie perch la forza-lavoro diventi merce. Modo in cui si calcola la forza-lavoro.
3. LA FORMAZIONE DEL
PLUSVALORE.

La forza-lavoro e la creazione di valore. ll concetto di plusvalore. Tempo di lavoro necessario e tempo di lavoro exira.
4, IL CAPITALE
CO,ME FATTORE PRODUTTIVO.

ll concetto di capitale. Capitale costante e capitale variabile.


5. IL PLUSVALORE ASSOLUTO E IL PLUSVALORE
RELATIVO.

Modi diversi in cui i capitalisti riescono a ottenere ogni volta maggiori guadagni.
CONCLUSIONI
RIASSUNTO

l'unico sistema capace di dare all'uomo il suo benessere completo. Tuttavia basta osservare la realt del sistema capitalista per rendersi conto che non cos. Se pensiamo allo straordinario aumento della ca' pacit produttiva avvenuto sotto questo sistema si dovrebbe arrivare a concludere che miseria e privazioni siano state abolite. Ma non stato questo il risultato, neanche negli Stati Uniti che sono il paese pi avanzato e ricco del mondo. Negli Stati Uniti, come in ogni altro paese capitalista esiste la fame in mezzo all'abbondanza, la povert in mezzo alla ricchezza. Deve esistere qualcosa di fondamentalmente sbagliato in un sistema economico in cui esistono tall contraddizioni. Effettivamente qualcosa sbagliato. ll sistema capitalista inefficiente e distruttivo, irrazionale e in-

QUESTIONARIO

inefficiente e distruttivo, perch anche quando funziona nel modo migliore, un quarto delle sue capacit produttive rimane non utilizzata. E inefficiente e distruttivo perch entra periodicamente in crisi, in inflazione o in deflazione. E quando arriva la crisi non si paralizza solo un quarto della capacit produttiva ma pi della met. Gli adulti ricordano la crisi del 1930, durante la quale il paese fu investito dalla miseria pi profonda. Tutti siamo gi abituati all'inflazione e alla disoccupazione periodica.

giusto.

ll sistema capitalista inefficiente e distruttivo per4

F
ch non riesce a dare un lavoro a tutti gli uomni e a tutte le donne che lo desiderano e allo stesso tempo permette che migliaia di persone, fisicamente e mentalmente sane, vivano senza avere mai lavorato. incapace di sviluppare le risorse del paese, di utilizzare tutto il potenziale umano, incapace di risolvere Ia contraddizione tra il fatto che esistano terre abbandonate e contadini senza terre. inefficiente e distruttivo perch destina molti uomini e molto materiale nella produzione dei pi inutili prodotti di lusso trascurando la produzione dei beni pi elementari per la vita del popolo. inefficiente e distruttivo perch nella sua sete di aumentare i suoi guadagni, invece di soddisfare le necessit umane deve distruggere i raccolti e molti beni in generale per far salire la domanda degli stessi e quindi i loro prezzi. Anche se puo sembrare incredibile, in Brasile si arrivati a bruciare interi raccolti di caffe. ln altri paesi si versato il latte nei fiumi o si lasciata marcire la frutta sugli alberi per poter guadagnare di pi vendendo a prezzi pi alti. Ma lo sperpero pi grande del capitalismo costituito dalla guerra. Poich I'economia capitalista funziona con molte difficolt in condizioni di pace, i capitalisti riescono a dare nuovo impulso all'attivit economica con la politica degli armamenti e la guerra. ln guerra, e solo ln guerra, il capitalismo riesce a dare lavoro ai suoi milioni di disoccupati, a utilizzare i macchinari, i materiali e a far lavorare a pieno ritmo I'economia. Ma qual' il prezzo di questa attivit? La distruzione pi spaventosa. La distruzione delle speranze o dei sogni di milioni di esseri umani, la distruzione di migliaia di scuole, ospdali, ferrovie, ponti, miniere, impianti elettrici, la distruzione di migliaia di chilornetri quadrati di raccolti e di boschi. Piu un paese capitalista sviluppato, pi questi mali si acutizzano.
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Questa inefficienza e distruzione non un semplice errore che pu essere corretto, ma fa parte della natura stessa del sistema capitalista. Questi mali scompariranno soltanto quando il sistema capitalista sar distrutto in tutto il mondo. Ma perch questo sia possibile, perch gli uomini siano in grado di distruggere questo sistema per rimpiazzarlo con un altro che superi effettivamente queste contraddizioni, non basta fare I'elenco delle contraddizioni che troviamo nel sistema capitalista. necessario conoscere le loro cause profonde. ln questo Quaderno di Educazione Popolare ci proponiamo di studiare il meccanismo fondamentale che spiega perch nella societ capitalista esiste un piccolo gruppo di persone che possiede grandi ricchezze e passa una vita facile, mentre la grande maggioranza dei lavoratori vive in una situazione molto difficile avendo in molti casi appena di che mangiare.l Da dove proviene la ricchezza di questo ristretto gruppo? Da dove viene la povert della maggioranza? Per rispondere a queste domande dobbiamo fare un lungo giro incominciando dallo studio di un sistema economico molto semplice, per arrivare poi al complesso sistema capitalista. Scoprire le vere cause, la u chiave " dello sfruttamento capitalista non un compito facile. Ma abbiamo uno strumento importante per poterlo fare: la teoria marxista della societ. Dobbiamo dunque avere pazienza e costanza in questo studio che ci permetter di comprendere la societ per trasformarla.2

I Altri aspetti e contraddizioni del sistema capitalista di produzione verranno affrontati nei prossimi Quaderni di Educazione Popolare. . 2 Gran parte

di

Latinoamericana, Santiago, 1970.

di questa introduzione stata tratta dal libro Huberman: " Principi elementari del Socialismo ". Stampa

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Parte

Prima

IL VALORE NELLO SCAMBIO MERCANTILE SEMPLICE

1.LA DIVISIONE DEL LAVORO E LA

PRIVATA DEI MZZI Dl PRODUZIONE: NATURA DELL'ECONOMIA BASATA SULLO SCAMBIO.

PROPRIETA'

Nei luoghi piir sperduti della America Latina si incontrano ancora gruppi di uomini, la maggior parte dei quali indigeni, che ricavano ci (,he serve loro per vivere attraverso il loro lavoro: fantto il pane' con il grano che hanno seminato loro stessi, si vestono con tele tessute a mano e con la lana dei loro animali, costruiscono le case con il legno degli alberi dei boschi e I'argilla che trovano nella zona,.ecc. Questo completamente diverso da ci che accade nelle grandi citt moderne latino-americane. Qui i lavoiatori, per soddisfare le proprie necessit, devono comprare una serie di oggetti che non producono loro: viveri, vestiti ecc. Questi oggetti sono stati prodotti dal lavoro di molti altri uomini. Nelle grandi citt esiste una grande divisione del lavoro. Ogni uomo ha il suo lavoro specifico: I'operaio metallurgico, l'operaio tessile, edile, ecc. Per questi lavori gli opera ricevono un salario con il quale acquistano i prodotti che servono loro per vivere. E poich questi beni sono slati prodotti da altri lavoratori, in queste grandi citti i lavoratori di un setlore o di un ramo della produzione dipendono dai lavoratori degli altri settori. Per riassumere, oltre a una grande {livisione del lavoro esiste allo stesso tempo una grarrde interdipen' denza tra i lavoratori dei diversi rami della produzione. Pirl si sviluppa la divisione del lavoro pi aumenta l'interdipendenza dei distinti settori della produzione.

Ebbene, come si realizza il rapporto ira i diversi settori della produzione? Poich si tratta di centri di produzione isolati uno dall'altro, in quanto appartengono a padroni diversi, per potere entrare in rapporto fra di loro debbono ricorrere al mercato, cio devono mettere in vendita i loro prodotti sperando che gli interessati li comprino. Una fabbrica di tessuti, ad esempio, non ha alcun rapporto con una fabbrica di confezioni. Perch entrambi i centri di produzione entrino in rapporto, il proprietario della fabbrica di tessuti li vender sul mercato e il proprietario della fabbrica di confezioni dovr comprare questi tessuti per fabbricare i suoi
vestiti.

Perci, quando esiste la propriet privata dei mezzi di produzione,3 I'unico tipo di rapporto tra i diversi centri di produzione isolati avviene attraverso lo scambio dei prodotti sul mercato.

Si chiama SCAMBIO MERCANTILE I'acquisto la vendita dei prodotti sul mercato.

Si chiamano MERCE gli oggetti che si scambiano sul mercato.

Loscambio mercantile deriva dal fatto che gli acquirenti fanno riferimento al mercato per comprare i prodotti che servono per vivere, per soddisfare le proprie necessit alimentari, di vestiario, di utensili ecc' I produttori di ciascuna di queste rnerci vanno al mercato perch sanno che queste hanno una determinata utilit per gli acquirenti. Nessun produttore produce una merce senza pensare prima quale utilit possa ravere per gli altri. Pertanto, affinch un prodotto diventi una merce,
3 Per mezzi di produzione intendiamo gli elementi materiali che rendono possibile il lavoro: la materia gtezza o prima, gll
strumenti, le macchine,

i locali'

ecc.

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cio affinch valga la pena immettere un prodotto sul mercato, questo deve essere un oggetto utile, deve avere una determinata utilit per la persona che lo acquister. Se l'oggetto non soddisfa nessuna necessit umana nessuno vorr comprarlo. Nessuno ad esempio comprerebbe della spazzatura. lnfine dobbiamo chiarire che non basta che un oggetto sia utile perch sia considerato merce. L'aria, lacqua del mare ecc. sono oggetti utili per non sono merci perch non si vendono sul mercato' Per la stessa ragione non una merce neanche un golf che la madre ha fatto per il suo bambino. rL'obiettivo di questo Quaderno quello di capire come si produce lo sfruttamento nel sistema capitalista che un sistema che funziona mediante lo scambio mercantile. Per facilitare lo studio di questo sistema cominceremo ad analizzare la forma pi semplice nella quale pu presentarsi lo scambio mercantile. Questo il tipo di scambio che esiste tra produt' tori indipendenti che sono proprietari dei mezzi di produzione con cui queste stesse persone lavorano individualmente e vendono per proprio conto i prodotti sul mercato. Un esempio: il contadino proprietario di un appezzamento di terra, che lavorandola ricava un certo quantitativo di grano che porta direttamente al mercato per ottenere vendendolo ci che gli permette di comprare altri oggetti di cui ha bisogno, per esempio una sedia prodotta da un falegname nella sua bottega. Questa forma di scambio si chiama mercantile semplice.
2. IL RUOLO CHE GIOCANO I PREZZI DEI PRODOTTI

NELL'ECONOMIA.

Si chiama SCAMBIO
duzione.
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MERCANTILE SEMPLICE I'acquisto e la vendila di merci prodotte dal la' voro individuale del proprietario dei mezzi di pro'

Nello scambio mercantile semplice i produttori si presentano sul mercato come proprietari dei propri i:rodotti e non li vendono se non possono scambiarli on oggetti utili prodotti da altri produttori' Perempio il nostro contadino che va al mercato col suo grano lo vende per ottenere prodotti come lo zucchro, il th, i fiammiferi ecc. che gli servono per vivere. Ebbene come proprietari individuali delle loro merci hanno fini individuali e cercano sempre di vendere al prezzo pi alto Possibile. la possono i proprietari individuali soddisfare i toro dsideri di vndre la merce al prezzo pi alto possibile fissando i prezzi secondo la loro volont? Per rispondere a questa domanda cerchiamo di vedere da che cosa dipendono i prezzi. Da che cosa dipende che un oggetto costi un determinato pezzo e un altro abbia invece un prezzo diverso? Vediamo cosa succede se il contadino va a comprare un paio di scarpe al mercato. ll venditore gli offre vari iipi Oi scarpe a prezzi diversi. Se gli chiediamo perch un pai di scarpe vale pi dell'altro, ci risponder che sono di qualit migliore e che perci durano di pi. Ma si possono spiegare i ptezzi con la migliore qualit e la maggiore durata delle cose? Verifichiamo se questo vero facendo il paragone tra un paio di scarpe e un altro oggetto per esempio un piaito. Questo oggetto costa senz'altro meno di
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un paio di scarpe e, senza dubbio, se di ferro o di legno puo durare molto di pi delle scarpe. Si pu dunque dire che il prezzo dipende dalla utilit di una cosa? Con il seguente esempio ci risulter chiaro che neanche questa pu essere una spiegazione: il pane molto pi utile e necessario all'uomo dei diamanti e senza dubbio questi sono molto pi cari. D'altra parte la medesima cosa pu avere un'utilit differente per ciascun acquirente. Lo stesso paio di pantaloni sar molto pi utile a un operaio che ne ha un solo paio, che a un professionista che ne ha sette. dunque difficile determinare quale l'utilit che un determinato prodotto pu avere. Se questo non possibile, si pu per determinare facilmente quante persone vorrebbero comprare un determinato oggetto e quante altre vorrebbero venderlo. Non si puo determinare quante volte pi utile il pane delle scarpe, ma si pu determinare quante persone in una giornata hanno comprato scarpe del N. 40. Se ce ne sono dieci paia e le richiedono 20 persone ci significa che la domanda maggiore delI'offerta. Se al contrario vi sono 20 paia di scarpe e solo dieci acquirenti I'offerta sar maggiore della domanda. Sar forse mediante il rapporto tra domanda e of. ferta che si fissano i prezzi sul mercato? Forse che le cipolle non aumentano di prezzo quando scarseggiano? Forse che la frutta non pi cara quando una primizia e dopo invece diminuisce? Non possiamo negare che la domanda e l'offerta abbiano un'influenza sui prezzi, ma questo pu spiegare il prezzo di una merce? Se fosse cos due cose che hanno la stessa domanda dovrebbero avere anche Io stesso prezzo. Per esempio se esistono 100 Kg di zucchero sul
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mercato e se la domanda di 50, e se d'altra parte esistono 10 paia di scarpe e la domanda solo di 5 chiaro che in entrambi i casi Ia domanda la met dell'offerta, ma non per questo le scarpe hanno lo stesso prezzo di un chilo di zucchero. La legge della domanda e dell'offerta potr spiegare le piccole variazioni dei prezzi: perch un chilo i zucchero costa oggi uno scudo in pi rispetto ad alcuni giorni fa, perch le scarpe costano meno a fine stagone. Ma non ci spiegher perch lo zucchero vale un certo numero di scudi e le scarpe un altro molto maggiore. Perci i tegge della domanda e dell'offerta NON pu spiegarci perch una merce vale pi di un'altra, perch posso comperare diversi chili di zucchero con gli stessi soldi con i quali potrei comprare solo un paio di scarpe.

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V
3. IL COSTO DI PRODUZIONE.

ha bisogno di ricevere per il suo lavoro almeno una quantit di denaro sufficiente per comprare quelle merci che lei non produce e che le servono per vivere.

Fin qui abbiamo visto che i prezzi non possono essere spiegati in ultima analisi n con la qualit n con la utilit n con la domanda e l'offerta. Cosa determina dunque i Prezzi? Se chiediamo a un venditore di sedie di abbassarci il prezzo cosa ci risponde? Che non pu abbassarlo perch a lui la sedia costata di pi di quanto gli offriamo noi. Significa dunque che il pezzo delle merci deter minato dai costi di produzione? Per rispondere a questa domanda facciamo un esempio concreto: quello di una sarta che produce in casa sua vestiti per poi venderli. Qual il costo di produzione dei suoi vestiti? La sarta deve spendere dei sold per comprare il tessuto, il filo e ibottoni; per I'affitto della stanza dove lavora, per la luce, per il riscaldamento e anche per riparare la macchina che si deteriora con l'uso. * Se la macchina da cucire costa 500 scudi e si guasta dopo 500 vestiti la sarta dovr calcolare come spesa, per ogni vestito che fa, uno scudo per poter rimpiazzare la macchina quando questa si sar guastata. E dunque la somma di queste spese ci che determina ll prezzo di un prodotto? No, perch se cos fosse vorrebbe dire che non si pagherebbe niente per il lavoro della sarta e che essa morrebbe di fame. Se la sarta impiega un giorno intero per fare un vestito,
(.) Scudi (escudos): moneta nazionale cilena. Abbreviata
con E'"
'14

Per potersi mantenere, dunque, deve vendere i prodotti del suo lavoro (i vestiti) e ottenere con questo i soldi coi quali comprare i prodotti che sono il risultato del lavoro di altri uomini. Cos il prezzo del vestito dovr avere i seguenti elementi:
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.TESSUTo I roru*,, \ BoTToNl I pnrrulr ) s-Frlo ( MEzzt Dt \ 1 -USURA N4ACCHINA I T PFODUZIONE DA CUCIFE I 1 .LETTR;C;TA I STRUTENTI 1 -RISCALDAMENTO I Dl LAVORO ) 2-AFFITTO DEL LOCALE )
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I
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65. LAVOBO DELI.A


SARTA
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F'BZA.LAV.Ro

Ebbene, la sarta cercher di vendere il vestito a un prezzo maggiore di quanto costa la sua produzione e riuscir a farlo se la domanda di vestiti maggiore dell'offerta. Ma se ci accade, tutte le sarte si metteranno a are vestiti, e ci sar quindi sul mercato maggior offerta che domanda di vestiti, e con ci i prezzi si abbasseranno. Vediamo dunque che esistono variazioni di prezzi
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che dipendono dalla variazione fra domanda e l'offerta ma vediamo anche che queste variazioni non si allontanano molto dal prezzo di produzione degli oggetti. Possiamo dunque dire che ll ptezzo determinato dal costo di produzione degli oggetti? Nel caso del vestito sembra che sia cos, secondo i nostri calcoli. Ma che succede se indaghiamo sul prezzo degli altri elementi che la sarta deve comprare per produrre il vestito come il tessuto, Ia macchina da cucire, i bottoni ecc.? Se analizziamo ciascuno di essi e incominciamo per esempio col tessuto, dobbiamo prendere in considerazione gli stessi elementi di prima, cio i mezzi di produzione (in questo caso la lana, il logorio dei telai, I'affitto dei locali, ecc.) e una certa quantit di lavoro (in questo caso il lavoro del tessitore). Se ora facciamo di nuovo la stessa analisi e ci chiediamo da cosa sia determinato per esempio il prezzo della lana dobbiamo considerare gli stessi elementi: i mezzi di produzione e una certa quantit di lavoro finch arriviamo in ultimo a vedere che questa " catena " termina con il lavoro realizzato dal pastore che tiene le pecore. La stessa cosa succede con tutti gli altri fattori materiali che teniamo presenti nel costo di produzione del vestito. Nel caso della macchina da cucire per esempio arriviamo fino al lavoro del minatore che estrae il ferro dalle miniere. Perci vediamo che calcolando il prezzo delle merci secondo il costo di produzione ci che facciamo misurare il lavoro che stato incorporato nelle merci, poich tutte possono essere in ultima analisi ridotte al lavoro che realizzano gli uomini sulla natura.

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4. VALORE E LAVORO SOCIALMENTE NECESSARIO.

La nostra analisi ci ha fatto scoprire dietro al costo di produzione il lavoro umano. Ogni merce ha dunque incorporato del lavoro umano. Questa caratteristica comune a tutte le merci l'elemento che le rende scambiabili e comparabili fra di loro. Chiameremo valore di una merce la quantit di lavoro che ha incorporata. Precedentemente abbiamo visto come il prezzo d una merce pu variare secondo I'offerta e la domanda, ma abbiamo anche visto che la domanda e I'offerta non spiegano il livello intorno al quale i prezzi
si alzano o si abbassano. Adesso possiamo vedere che

la quantit di lavoro incorporata nelle merci, cio il suo valore, ci che determ.ina il livello intorno al quale variano i prezzi. Chiameremo LEGGE DEL VALORE la legge che regola lo scambio delle merci. Essa spiega che questo scambio regolato in ultima analisi dalla quantit di
doppio rispetto ad un'altra, perch ha incorporato un lavoro doppio. Abbiamo affermato che il valore di una merce determinato dalla quantit di lavoro che stato in essa incorporato. Ma dawero il lavoro individuale quello che calcoliamo nella produzione di una merce, cio il tempo che impiega ogni singolo individuo per realizzare il lavoro che trasforma la materia prima in prodotto? No, perch se cos fosse esisterebbero tanti valori quante sone le differenti quantit di tempo che i sin1B

lavoro incorporato in esse. Se una merce ha un valore

minati oggetti. Cio esisterebbero tanti valori quanti sono i gradi di rendimento individuale nel lavoro. Se una sarta fa un vestito in dodici ore, un'altra in sedici e una lerza in dicotto esisterebbero tre valori per i vestiti. Per vediamo cosa succede se queste sarte vanno a vendere i loro vestiti sul mercato. Quella che ha lavorato diciotto ore cercher di venderli a un prezzo che le permetta di pagarsi queste diciotto ore. Le altre, vedendo che lei riesce a vendere a un prezzo cos alto, cercheranno di vendere allo stesso prezzo, guadagnando molto di pi con meno lavoro. Senza dubbio allora sul mercato succeder che molte altre sarte, attratte dall'alto prezzo dei vestiti, si metteranno a farne anche loro, ma siccome vi saranno troppi prodotti di questo tipo sul mercato si vedranno obbligate ad abbassare i prezzi. Supponendo che la domanda e I'offerta siano uguali, cio supponendo che vengano prodotti tanti vestiti necessari alla societ, a che prezzo saranno venduti? A.l prezzo che risulta dal maggior numero di ore lavorative impiegate o dal prezzo determinato dal minor numero di ore lavorative? ll valore non calcolato tenendo conto della quantit di iavoro maggiore, n tenendo conto di quella pi bassa, ma calcolando una quantit di lavoro
medio.

goli individui impiegano nella produzione di

deter-

Ma come si calcola una quantit di lavoro medio? Facciamo un esempio. ln una societ c' bisogno di 1000 camicie. Queste vengono prodotte da un totale di 110 sarte, che impiegano tempi diversi per produrle. Vi un gruppo piccolo di giovani sarte che con macchine da cucire elettriche impiega due ore per produrre ogni ca.micia. Un altro gruppo con macchine meno moderne riesce a produrre una camicia in quattro ore. Per ultimo un gruppo numeroso di sarte pi anziane che lavorano con macchine antiquate e
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Vmetodi di lavoro poco funzionali, impiegano sei ore per ogni camicia. Secondo il riquadro, la produzione di 1000 camicie necessarie per la societ si avuta in 3g00 ore. Se dividiamo queste 3800 ore per il numero di camicie che sono state fatte (3800:1000) otteniamo un tempo di lavoro medio di 3,8 ore per camicia, cio 3 ore e 48 minuti. Questo sar il tempo, socialmente necessario per la produzione delle camicie.
NI'M.RO DI QUANTTTA PRODUZIO. SARTE PER, DI CAMICE NE TOTALE PER SAR,TA DI CAMICE GRLPPO

PER

{AflICIA

TEMPO DI
L.VORO PER CAMICIA

TOTALE
ORE LAVO-

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500 6

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1,800

PRODUZIONE SOCIALE 1 OOO CAMICIE IN 3.800 ORE

1 CAMICIA IN 3 ORE E 48 MINUTI.

Da quanto si e detto sembrerebbe che il tempo di lavoro socialmente necessario potrebbe essere inteso cos: il tempo di lavoro che si impiega per produrre un oggetto in relazione alla tecnologia media, alle attitudini medie dei lavoratori e alle condlzioni di lavoro medie esistenti nella societ. Senza dubbio se interpretiamo il tempo socialmente necessario in questo modo vuol dire che accettiamo che tutto il lavoro che si realizza nella societ risulta sempre necessario. Ma sappiamo che non cos e che spesse volte si produce di piu di quanto ha bisogno la societ. Questo lo sanno meglio di tutti i pic20

6 oBr,
P[.R CAI,IICIA

i loro prodotti che non riescono a vendere perch l'insieme degli agricoltori ha prodotto pi di quanto il pubblico avesse bisogno. Per esempio solo 50 persone desideravano comprare una lattuga a testa mentre se ne offrivano 100 sul mercato: 50 rimangono perci invendute. Ci vuol dire che il tempo impiegato per produrre queste 50 lattughe un tempo di lavoro superfluo. Marx spiega questo problema nel u Capitale " in questo modo. " Supponiamo (...) che ogni pezza di tessuto che va al mercato non includa pi del tempo di lavoro socialmente necessario. Malgrado ci pu succedere che la somma totale delle pezze di tessuto che arrivano sul mercato contenga del tempo di lavoro superfluo. Se lo stomaco del mercato non in grado di assimilare la quantit totale di tessuto che vi arriva a prezzo normale, (...) avremo con ci la prova che stato trasformato nella forma di lavoro tessile una quantit eccessiva del tempo totale lavorativo della societ. ll risultato sar lo stesso che se qualunq.ue tessitore avesse immesso nel suo prodotto individuale pi del tempo lavorativo socialmente nenessario. Qui vale il detto: Presi insieme, insieme impiccati. "a Pertanto, per definire il tempo socialmente necessario bisogna considerare: a) le condizioni sociali medie di produzione. b) il bisogno che la societ ha di questo prodotto.
con
Chiameremo TEMPO Dl LAVORO SOCIALMENTE NECESSARIO il tempo di lavoro che si impiega per produrre un oggetto quando si utilizza una tecnologia media, le attitudini medie e le condizioni medie di lavoro della societ, tenendo
a Marx:

coli agricoltori intorno alle grandi citt che coltivano ortaggl. Molte volte essi vanno al mercato

sempre presente questo prodotto.

il

bisogno che la societ ha di

Senza dubbio tutti questi aspetti cambiano col tempo e provocano variazioni nel tempo di lavoro socialmente necessario. Via via che si perfezionano le macchine, i sistemi lavorativi, ecc. aumenta il rendimento lavorativo, cio si producono pi merci in minor tempo. Se questi progressi avvengono nella maggior parte della produzione sociale, il tempo lavorativo socialmente necessario diminuisce. Ci significa che le merci prodotte hanno una minore quantit di lavoro incorporato e perci il loro valore minore. Man mano che aumenta il progresso tecnico e questo si generalizza a tutta la societ avviene una diminuzione del tempo lavorativo socialmente necessario e conseguentemente una diminuzione generale del valore delle merci che causa una diminuzione dei prezzi. Adesso possiamo definire con maggior precisione il concetto di valore:

Chiarneremo VALORE la quantita di lavoro socialmente necessario incorporato in una merce.

ll

Capitale, Libro 1. Cap.

3.

23 22

Parte Seconda

IL PLUSVALORE

NELL'ECONOMIA CAPITALISTA

l.IMPOSSIBILITA' DI OTTENERE PLUSVALORE ATTRAVERSO LO SCAMBIO.

Lo scambio in una societ capitalista molto diverso dallo scambio che abbiamo appena analizzalo cio lo scambio mercantile semplice, Nell'economia capitalista cio che interessa al capitalista che la vendita dei suoi prodotti gli fornisca una quantit di denaro maggiore di quella da lui utilizzata per la produzione di questi oggetti. Se egli non riesce a ottenere questa maggiore quantit la produzione non ha pi significato. Questo non avviene per il piccolo produttore indipendente che produce per scambiare la sua merce con altre di uguale valore: quelle che lui non produce ma delle quali ha bisogno per vivere. Se nello scambio mercantile semplice si trattava di vendere merci (M) per ottenere denaro (D) col quale comprare altre merci di uguale valore (M), nello scambio capitalista si tratta di avere denaro che permetta di comprare merci che a loro volta permettano di ottenere pi denaro. (D+d) Cos la formula dello scambio mercantile semplice
sar:

M-+D->M

E la formula dello scambio capitalista sar: D-+M-+D*d


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Ebbene la prima domanda che si pone : da dove estrae il capitalista questa maggior quantit d denaro? Potr provenire da una maggiore aUmento dei prezzi cio dalla vendita delle merci al di sopra del loro valore? Se i capitalisti fossero un gruppo che vendesse soltanto e non dovesse comprare niente forse la cosa potrebbe spiegarsi cos. Ma la realt differente: il capitalista mentre vende i suoi prodotti, deve anche comprarne altri per poter produrre. Deve comperare materie prime e strumenti di lavoro da altri capitalisti che li producono. Se anche questi alzassero i prezzi si avrebbe una specie di compensazione tra tutti i capitalisti della societ. Quello che guadagnerebbero come venditori lo perderebbero come acquirenti. Perci il guadagno che il capitalista ottiene non pu essere spiegato con lo scambio cio dicendo che vende i suoi prodotti a un prezzo pi alto di quello che valgono. Come spiegare dunque che i capitalisti vendendo i prodotti al loro valore riescano ad ottenere un certo margine di guadagno? Questo problema pu essere solo risolto se fra le merci che il capitalista dev comprare per produrre esiste una nnerce speciale che abbia la particolarit di produrre pi valore quando usata dal capitalista di quanto egli la paghi sul mercato. Quali sono le merci che il capitalista compra per produrre? Sono: le materie prime, gli strumenti di lavoro, la forza-lavoros ecc. Quale di queste produce valore quanto utilizzata? Se l'origine del valore , come gi abbiamo visto,
5 La forza-lavoro I'energia che il lavoratore consuma rante la giornata lavorativa. Vedere QEP n. 1.

il lavoro umano, allora questa merce speciale pu essere solo la orza-lavoro umana. I'unica merce capace di creare valore, e perci l'unica che puo produrre valore in pi. Prima di analizzare le condizioni precise in cui la orza-lavoro produce pi valore per il capitalista, vediamo in quali condizioni la orzalavoro si trasforma in merce.

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2. LA FORZA-LAVORO COME MERCE E IL SUO VALORE.

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I
La forza-lavoro non era una merce n nell'epoca schiavista n in quella feudale: i lavoratori non vendevano la loro orza-lavoro. Nel primo caso tutto il loro essere apparteneva al padrone; nel secondo esisteva un determinato tipo di rapporto di dipendenza che obbligava il servo a fornire una determinata quantit di lavoro per il signore. Dunque, quali sono le condizioni necessarie perch una forza-lavoro diventi una merce? Primo: L'esistenza del lavoratore che non obbligato a lavorare per un determinato padrone, che possa andare da un posto all'altro offrendo la sua forza-lavoro. Lo schiavo, il contadino legato alla propria terra non potevano vendere Ia loro lorza-lavoro, non erano liberi di offrirla sul mercato del laSecondo: l'esistenza del lavoratore che non possegga i mezzi di produzione utilizzati in quel momento dalla societ, e che perci non possa lavorare per conto proprio. Un piccolo calzolaio che fabbrica scarpe, per esempio, ha alcuni mezzi di produzione molto semplici (macchina da cucire, coltello per.tagliare il cuoio, pannello per la verniciatura, cuoio, vernice, ecc.) ma con questi mezzi di produzione non pu competere con le grandi fabbriche di scarpe moderne. lmpiega tre giorni per produrre un paio di scarpe, mentre la fabbrica moderna ne produce venti in tre giorni. Le fabbriche abbassano i prezzi delle scarpe, e il nostro
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voro.

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pitalisti. Di conseguenza nel regime di produzione capitalista I'operaio vende la propria forza-lavoro e il capitalista acquista questa merce che si offre sul mercato. Come tutte le merci la lorza-lavoto si vende a un determinato prezzo, che il salario che il capitalista paga all'operaio. Queslo prezzo della forza-lavoro determinato dal suo valore. Analizziamo da che cosa dipende il valore di questa merce chiamata forza-lavoro. Se il valore di una merce dipende dal tempo lavoro socialmente necessario per produrla, come applicare questa legge del valore alla lorza-lavoro? Sembra difficile applicarla alla forza-lavoro poich non viene prodotta in fabbrica, ma risulta dalla riproduzione naturale degli esseri umani. Tuttavia un attento studio del funzionamento del sistema capitalista ci fa capire che la merce " forza-lavoro ) non un'eccezione n un tipo diverso di merce in rapporto a questa legge del valore. L'operaio deve lavorare per il capitalista per il tempo indicato nel contratto di lavoro. Ebbene, lavorando, agendo sui prodotti della natura, I'operaio spreca una certa quantit della sua forza muscolare, nervosa, intellettuale, cio' una certa quantit di energia. Per conservare la sua forza-lavoro deve recuperare ogni giorno I'energia spesa. E per questo dovr mangiare una certa quantit di cibo, avere un posto dove dormire, di che' vestirsi, cio deve consumare una determinata quantit di beni di consumo: cibo, abiti, alloggio, ecc. ll valore di questi beni che gli fanno
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calzolaio non pu abbassarli molto altrimenti lavorerebbe in perdita. Prima o poi costretto a abbandonare la sua bottega e a arruolarsi nel grande esercito di lavoratori che vendono la propria torza-lavoro a coloro che posseggono i mezzi di produzione: i ca-

recuperare l'energia consumata, che la riproducono continuamente, deve essere compreso nel valore della forza-lavoro. D'altra parte necessario che questa orza-lavoro giunga continuamente sul mercato, e per questo necessario assicurare che gli operai abbiano figli affinch non manchino mai nuovi operai. ll lavoratore deve perci avere i mezzi sufficienti per mantenere una famiglia. Se un operaio ha moglie e cinque figl e il salario che riceve gli basta per comprare i mezzi di sussistenza solo per lui, evidente che dovr dividere questi mezzi con tutta la sua famiglia e non potra cos recuperare tutta la sua energia consumata. Pertanto il mantenimento della famiglia deve essere obbligatoriamente compreso nel valore della iorza-lavoro. lnoltre per tutto quello che abbiamo detto prima, I'operaio ha bisogni che corrispondono al suo grado di cultura e al livello generale dello sviluppo del suo paese che devono anche essi essere presi in considerazione. Questa una delle ragioni che spiegano le variazioni dei salari nei diversi paesi. L'operaio europeo o nordamericano guadagna molto di pi dell'operaio latino-americano. Per ultimo, nel caso degli operai specializzati necessario calcolare il valore dei beni che I'operaio consuma durante l perfodo del suoi studi di specializzazione (alimentazione, vestiti, alloggio, librl, mez' zi di istruzione, ecc.). Cosi si spiega I'esistenza dl salari molto alti per operai specializzatl. Per riassumere, per determinare il valore della forza-lavoro dobbiamo sommare il valore di tutti questi beni che la mantengono e che la riproducono continuamente. ln altre parole, dobbiamo tenere conto del tcmpo di lavoro socialmente necessario per produrre i benl che I'operaio consuma per mantenersi in quanto operaio.
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lL VALORE DELLA FORZA-LAVORO uguale al valore di tuiti i prodotti che sono necessari per la sua conservazione e riproduzione in una determinata societ. Cio uguale al tempo di lavoro necessario per produrre questi beni di
consumo.

ln questo valore si devono considerare punti:

seguenti

a) bisogn fondamentali per lui e la sua famiglia b) bisogni culturali c) grado di specializzazione. Quando esiste una offerta di lavoro uguale alla domanda, il capitalista obbligato a pagare la orzalavoro pi o meno secondo il suo valore. Senza dubbio in America Latina ci non succede perch in generale si paga la forza-lavoro meno di quello che

vale. Ci dovuto al fatto che esiste una grande disoccupazione6 e quindi il numero di. lavoratori che cercano lavoro sempre maggiore della quantit di lavori offerti sul mercato. Essendo maggiore I'offerta di questa merce che la sua domanda, i capitalisti pagano un prezze minore del valore della forzalavoro. Pagano dunque ( salari di fame " che non riescong a far fronte alle neeessita degli operai.

6 Vedere QEP n, 3: Monopoli e Miseria. 31

3. LA FORMAZIONE DEL PLUSVALORE.

Abbiamo detto che il capitalista col denaro che ha compra al loro valore determinate merci che sono: i mezzi di produzione e la forza-lavoro. Con questi produce una serie di merci che vende sul mercato al loro valore. Tuttavia la quantit di denaro che ottiene in questa vendita maggiore di quanto spese in mezzi di produzione e in forza-lavoro. Abbiamo visto che questo maggiore valore non poteva risultare dalla vendita delle merci e che poteva solo derivare dalI'unica merce che produce valore: la forza-lavoro. Cio deve derivare dal processo di produzione delle

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La orza-lavoro, in ogni processo di produzione, trasforma la materia prima in prodotti impiegando determinati mezzi di produzione. Abbiamo detto che il valore di ogni merce deriva dalla quantit di lavoro incorporata. Ebbene, in un determinato processo di produzione (per esempio la produzione di tessuti) I'operaio aggiunge il suo lavoro (in questo caso la filatura) al lavoro che gi contenuto nei mezzi di produzione (nel cotone e nei macchinari). ln modo che il valore del prodotto, il tessuto, dato dal valore dei mezzi di produzione che I'operaio trasferisce a que' sto prodotto pi il nuovo valore che aggiunge nello stesso tempo, in questo caso il lavoro di filatura. Per prima cosa vediamo come si produce questo trasferimento di valore dei mezzi di produzione al prodotto o merce. Nel caso della materia prima non difficile capirlo, essa scompare nel processo produttivo poich to32

merci.

talmente trasformata in prodotto. ll cotone per esempio scompare per trasformarsi in tessuto. La forza-la' voro trasferisce perci in ogni processo produttivo tutto il valore delle materie prime nel prodotto. Con le macchine il problema diverso. Una macchina, ad esempio un telaio meccanico, pu essere usata in vari processi produttivi, vale a dire nella produzione di tessuti per vari anni. Ma non dura per sempre. Man mano che si usa si deteriora. Supponendo che duri dieci anni possiamo dire che ogni anno perde un decjmo del suo valore. Ci vuol dire che ogni anno la forza-lavoro trasferisce alla merce questa quantit di valore. Se la macchina vale 100.000 scudi, che significa
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che ha incorporato un lavoro corrispondente a questa cifra, ogni anno la forza lavoro trasferir alle merci prodotte 10.000 scudi (100.000:10:10.000 scudi). Se si producono 5000 metri di tessuto I'anno con questa macchina, in ogni metro saranno incorporati due scudi (10.000:5000:2 scudi), che la quantit di valore delle macchine che la forza lavoro ha trasmesso alla merce. Quindi la forza-lavoro trasferisce il valore delle macchine a poco a poco e non in un'unica volta come nel caso della materia prima. Vediamo dunque che i mezzi di produzione per s stessi non creano alcun valore nel processo produttivo. ll loro valore pu solo essere trasferito (conservato) al prodotto dalla forza-lavoro che contemporaneamente aggiunge nuovo valore ad essi. ln ogni processo di produzione il valore che si

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aggiunge ai mezzi di produzione deriva dal lavoro che li trasforma in una merce nuova. Da questo lavoro deriva I'unico valore che si crea in ogni processo produttivo. Questo accade sia nella produzione capitalista che nella piccola produzione indipendente. Ma in quest'ultimo caso, il produttore indipendente pu smettere di lavorare, di produrre merci, quando il valore che ha incorporato nelle stesse basta per scambiarle con le merci che gli servono per vivere, ossia che gli servono per mantenere la sua forza lavoro. Al contrario, nel regime capitalista, da questo valore creato nel processo di produzione deriva tanto il valore della forza lavoro quanto il guadagno del capitalista. Quindi nel regime capitalista di produzione ci deve essere qualcosa di molto specifico nel modo in cui il capitalista usa la forza-lavoro dell'operaio. Che cosa succede quando la forza-lavoro una merce? Quando il proprietario dei mezzi di produzione impone le condizioni di lavoro ai lavoratori che vendono la loro forza-lavoro, non possedendo i mezzi di produzione? ll capitalista e I'operaio si incontrano sul mercato del lavoro. L'operaio offre come merce la sua orzalavoro, il capitalista la compera per una determinata quantit di denaro, per farla lavorare per un determinato tempo al giorno. Supponiamo che il capitalista abbia comprato la forza-lavoro al suo valore, per esempio a 50 scudi al giorno di otto ore lavorative. Egli paga con ci il valore dei prodotti che I'operaio consuma per mantenersi quando lavora per otto ore al giorno. Supponiamo che lavorando per il capitalista I'operaio pro' duca ogni ora un valore di 10 scudi. Allora in 5 ore di lavoro, I'operaio crea una quantit di valore che corrisponde al alore di una forza-lavoro: 50 scudi. Contemporaneamente trasferisce alle mrci prodotte il valore dei mezzi di produzione. Quindi, in 5 ore
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di lavoro dell'operaio il capitalista recupera tutto il denaro che ha investito nella produzione: tanto nel salario come nei mezzi di produzione.T Ma I'operaio non smette di lavorare a questo punto: deve invece continuare per altre tre ore fino ad arrivare alle otto ore per le quali ha venduto la sua forza-lavoro. Tutto ci che egli produce in queste ultime tre ore rappresenta il profitto del capitalista. Quindi abbiamo scoperto che il capitalista ottiene i suoi profitti appropriandosi di tutto il lavoro che I'operaio esegue dopo aver creato o riprodotto gi un valore uguale al suo salario.
raio produce duranle tutto il tempo extra'in cui lavora dopo il tempo lavoralivo in cui ha riprodotto il valore della sua forza-lavoro.
La giornata lavorativa si divide allora in due tempi che assumono un significato molto differente.
Si chiama PLUSVALORE il vatore in pi che t'ope-

E,tF# Ut rAVfl frftA N0H PA&AY4 (C.4 PLUSVAI-DEE}

Si chiama TEMPO Dl LAVORO NECESSARTO O REMUNERATO il iempo lavorativo, durante il quale I'operaio riproduce il valore della sua forza
lavoro. REMUNERATO

Si chiama TEMPO DI LAVORO EXTRA o NoN il tempo lavorativo in cui I'operaio crea plusvalore per il capitalista.

ll capitalista, ulilizzandola, ottiene i suoi pro{itti. ln altre parole, nel regime capitalista la torza-lavoro una merce che usata sotto i rapporti di produzione capitalistici produce un valore maggiore, o plusvalore, il cui beneficiario il capitalista
1) Nella societ capitalista esistono da una parte un gruppo di persone che detengono i mezzi di proRiassumiamo ci che abbiamo scoperto fino ad ora:

Possiamo dunque concludere che la forza-lavoro ha una caratteristica speciale: nell'essere usata pu creare pi valore di quanto occorre per mantenerla, per riprodurre il suo valore. Cio, non solo crea valore, ma ha la capacit di produrre un valore in pi.
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smettere

Se I'operaio fosse un produttore

di lavorare in questo stesso momento.

indipendente potrebbe

duzione pi importanti: i capitalisti e dall'altra un altro gruppo totalmente sprovvisto di mezzi di produzione os che non possono produrre da soli i beni di cui hanno bisogno per vivere: i lavoratori. 2) Questa situaiione costringe i lavoratori a vendere come merce I'unico bene che posseggono: la loro forza-lavoro, per poter soprawivere.
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creativa di ogni valore e la usano per produrre pi valore di q-uello necessaro a compensare quanto la pagarono. cos che i capitalisti ottengono i loro protitti, usando questo maggior valore prodotto dai lavoratori. 4) I rapporti che s stabiliscono fra i capitalisti e gli operai sono rapporti disfruttamento, dovuti al fatto che i capitalisti, proprietari dei mezzi di produzione, si avvantaggiano dei frutti del lavoro dei lavoratori, che non posseggono questi mezzi di produzione.

3) I capitalisti comprano sul mercato questa merce che ha la speciale caratteristica di essere la fonte

I rapporti che si stabiliscono fra gli individui, dipendendo dal posto che occupano nel processo produttivo, posto che deriva dalla propriel o meno dei mezzi di produzione, sono chiamati RAPPORTI SOCIALI DI PRODUZIONE" 5) Di conseguenza chiaro che il concetto di PLUSVALORE il concetto chiave per spiegare lo sfruttamento proprio di un regime di produzione in cui il processo lavorativo si realizza sotto rapporti di produzione capitalisti.

tevano, perch liberandosi, gli schiavi o i servi avrebbero potuto produrre ci di cui avevano bisogno per vivere indipendentemente dai signori. Nel sistema capitalista la 'orza che obbliga l'operaio'* libero e sovrano " a sottometters allo sfruttarnento capitalistico molto pi efficace. una forza che dipende da necessit vitali. Se I'operaio non si sottomtte alle condizioni economiche imposte dal sistema, cio a offrire il suo lavoro ( volontariamente > al capitalista, muore di fame dato che non possiede i mezzi per produrre cio di cui necessita per vivere. Cos, in una situazione normale, senza dover ricorrere alla forza diretta o altre forme di pressione, il capitalista si impossessa del lavoro degli operai. Diciamo in una situazione normale, dato che sufficiente che gli operai, con le loro lotte, mettano seriamente in pericolo i profitti o la propriet dei mezzi di produzione dei capitalisti, perch essl rieorrano alla polizia o all'esercito per reprimere i lavoratori.

Dopo quanto si detto possiam renderci conto che Io sfruttamento degli operai nel sistema capitalista non si esercita nello stesso modo che nel regime schiavista o feudale. ln ogni sistema economicb in cui esiste la propriet privata dei mezzi di produzione, i proprietar di tali mezzi si impossessano del lavoro extra creato da coloro che non hanno questi mezzi. Ma il modo in cui se ne impossessano di-

il

popoio continua ad essere sfruttato.

ta, la privazione della libert o la sottomissione a una pressione esterna ci che obbliga gli schiavi o i servi a lavorare per il signore. Senza questo potere
diretto sugli uomini, i signori non avrebbero potuto impossessarsi del lavoro di coloro che essi sottomet38

verso. Nel regime schiavista e feudale la forza diret-

ln modo che di tutto il denaro che il capitalista investe nella produzione, solo quello che investito nella forza-lavoro aumenta di valore in questo processo. per questo che nel capitale totale 'cne it capitalista investe nella produzione distinguiamo due parti: una parte che investe nei mezzi di produzione e che non aumenta perch il suo valore soltanto trasferito ai

e che aumenta poich la forza-lavoro non solo crea valore ma crea pi valore o plusvalore.
Chiameremo CAPITALE COSTANTE it capitale investito nei mezzi di produzione, il cui valore non cambia nel processo produttivo. Chiameremo CAPTTALE VARIAB|LE il capitale investito nella forza-lavoro, che produce pi valore e per conseguenza fa variare il valore.
Dunque, senza il capitale costante non possibile la creazione di plusvalore, dato che la forza-lavoro pu dare i suoi frutti soltanto quando fa funzionare i mezzi di produzione. Ma per quanto il capitale costante sia la condizione materiale necessaria per ta creazione di plusvalore, questo creato soltanto dal

prodotti, e un'altra parte che investe nella forza-lavoro

lavoro. Quindi la quantit di capitale costante che esiste non influisce sul plusvalore. La stessa quantit di plusvalore pu esserci con capitali costanti molto differenti. Facciamo un paragone fra una industria di 20 operai con macchine e tecniche moderne, il che significa aver investito un capitale costante molto grande, e un'altra anch'essa di 20 operai, ma con macchinari pi arretrati e quindi con un capitale costante minore. Se in entrambe i capitalisti investono lo stesso capitale variabile che recuperano pagando i loro operai soltanto per 4 ore lavorative al giorno mentre essi ne realizzano 8, in entrambe le industrie
8 Vedere QEP n. 1: Sfruttati e Sfruttatori.

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nella produzione, solo quello che investito nella torza-lavoro aumenta di valore in questo processo. per questo che nel capitale totale che il capitalista investe nella produzione distinguiamo due parti: una parte che investe nei mezzi di produzione e che non aumenta perch il suo valore soltanto trasferito ai

ln modo che di tutto il denaro che il capitalista investe

e che aumenta poich la torza-lavoro non solo crea valore ma crea pi valore o plusvalore.
Chiameremo CAPITALE COSTANTE il capitale investito nei mezzi di produzionen il cui valore non cambia nel processo produttivo. Chiameremo CAPITALE VARIABILE il capitale investito nella forza-lavoro, che produce pi valore e per conseguenza fa variare il valore.
Dunque, senza il capitale costante non possibile la creazione di plusvalore, dato che la forza-lavoro pu dare i suoi frutti soltanto quando fa funzionare i mezzi di produzione. Ma per quanto il capitale costante sia la condizione materiale necessaria per la creazione di plusvalore, questo creato soltanto dal

prodotti, e un'altra parte che investe nella forza-lavoro

lavoro. Quindi la quantit di capitale costante che esiste non influisce sul plusvalore. La stessa quantit di plusvalore pu esserci con capitali costanti molto differenti. Facciamo un paragone fra una industria di 20 operai con macchine e tecniche moderne, il che significa aver investito un capitale costante molto grande, e un'altra anch'essa di 20 operai, ma con macchinari pi arretrati e quindi con un capitale costante minore. Se in entrambe i capitalisti investono lo stesso capitale variabile che recuperano pagando i loro operai soltanto per 4 ore lavorative al giorno mentre essi ne realizzano B, in entrambe le industrie
8 Vedere QEP n. 1: Sfruttati e Sfruttatori.

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plusvalore. Vediamo quindi che nonostante i capitali costanti siano diversi, il plusvalore lo stesso poich i capitalisti si impadroniscono della stessa quantit di valore creato dagli operai nelle 4 ore di lavoro non pagato. (Vedere lo schema) Quindi per sapere in quale misura i capitalisti sfruttano gli operai, ci che dobbiamo unicamente confrontare il capitale variabile (denaro che il capitalista investe per pagare la forza-lavoro) con il plusvalore (quantit di valore creaio dall'operaio di cui si impossessa il capitalista senza pagare nulla di esso).

i capitalisti otterranno lo stesso

5.

IL

PLUSVALORE ASSOLUTO

E IL

PLUSVALOBE

RELATIVO.

PLUSVALOBE
CAPITALE

2o,ooo

VARIABTLE

Eo2O,OOO

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SAC.GIO DI PLUSVALOR,E

(o ANCHE)
TEMPO DI LAVOR,O TEMPO DI LAVORO
EXTR,A O NON PAGATO

SAGGIO DI

SFE,UTTAMENTO

NECESSARIO O PAGATO

4n' 4n.

la torza-lavoio e ottiene un plusvalore di 20.000 scudi, per sapere in che misura sono sfruttati gli operai dobbiamo dividere il plusvalore per il capitale variabile. , ll grado di sfruttamento degli operai del 1000/0. Cio vuol dire che in ogni ora di iavoro dell'operaio ce n' mezza gratis per il capitalista. Si chiama SAGctO Dt SFRUTTAMENTO o SAGGIO Dl PLUSVALORE il rappo,rto che misura il grado di sfruttamento della forza-lavoro.
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per esempio, se . Cos, 20.000 scudi per in una industria il capitalista investe pagare

Abbiamo detto che ci che importa al capitalista di guadagnare ogni volta sempre di pi. Ora possiamo renderci conto che ci si ottiene solo attraverso I'aumento del plusvalore. Quando si produce maggior plusvalore, maggiori saranno i profitti del capitalista. Ma come si riesce a produrre pi plusvalore? ll primo modo che ebbe il capitalista per aumentare i suoi profitti, all'inizio del regime capitalista, di produzione, fu quello di prolungare al massimo la giornata lavorativa dell'operaio. ln questo modo, dopo che il lavoratore ha prodotto il valore equivalente al valore della sua forza-lavoro, continua a lavorare molte ore in pi, producendo unicamente plusvalore per il capitalista. Se in 4 ore produce il valore che corrisponde al valore della sua forza-lavoro e continua a lavorare per 4 ore in pi il saggio di sfruttamento sar del 1000/0. Ma se il capitalista riesce ad allungare la giornata lavorativa a 12 ore chiaro che produrr il doppio di plusvalore aumentando del doppio lo sfruttamento degli operai. 11 saggio di sfruttamento sar in questo caso del 20/o. Questo modo di ottenere maggior plusvalore molto conveniente per il capitalista, dato che egli non aumenta le sue spese n in macchine n in locali e riesce invece, senza maggiori spese ad aumentare i suoi guadagni attraverso un maggior sfruttamento della forza-lavoro. Questo fu il processo usato all'inizio del capitali45

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smo, quando gli operai lavoravano 16 o 18 ore al giorla giornata lavorativa. Esistono dei limiti fisici e storici che lo impediscono. Ficisi dato che il lavoratore se lavora per molto tempo, non pu riposare sufficientemente per recuperare nel modo dovuto le energie spese e quindi si produrr un esaurimento che si rifletter sul suo rendimento. Storici, perch nella misura in cui si sviluppa il capitalismo si sviluppa anche la classe operaia che s organizza e incomincia a opporre una resistenza combattiva allo sfruttamento capitalistico. Attraverso dure e difficlli lotte essa riesce a ottenere la riduzione della giornata lavorativa, costringendo i capitalisti a cercare altri modi per aumentare i loro profitti. Ora i capitalisti non possono aumentare i loro guadagni allungando la giornata lavorativa; al contrario, molte volte, sotto le pressioni degli operai, devono accorciarla Come possono, in queste condizioni, continuare ad ottenere pi guadagni, senza i quali non potrebbero continuare ad essere capitalisti? I capitalisti si rendono conto di poter aumentare I loro profitti se riescono a far rendere al massimo gli operai nel minor tempo che ora dura la giornata la' vorativa. Si fanno cos degli studi per vedere quali sono i movimenti assolutamente necessari per realizzare un determinato tipo di lavoro, cercando di eliminare tutti i movimenti superflui. lnoltre viene messa della musica, una illuminazione migliore, ecc.; non per ragioni umanitare ma perch ci contribuisce a una maggiore produzione. ll ritmo lavorativo viene cos aumentato enormemente e 'i capitalisti cercano perfino di far produrre agli operai pi di quanto producevano quando la giornata era pi lunga. Senza dubbio l'intenslficazione del lavoro ha un li-

no. Ma non si pu prolungare indefinitamente

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Come possono fare? ll singolo capitalista, quando introduce una macchina migliore, riesce a produrre a costi pi bassi dei suoi concorrenti. Un telaio moderno riesce a produrre molti pi metri di tela in un'ora di lavoro di quanto non facca un telaio vecchio; in questo modo, ogni metro di tela ha un prezzo minore poich include in s meno ore di lavoro. Questo capitalista, producendo a minor costi riesce ad ottenere un guadagno maggiore degli altri capitalisti che continuano a produrre con macchine vecchie e quindi a costi maggiori. Vediamo come ci si verifica con un esempio: Se un solo capitalista comincia a usare nella sua fabbrica dei telai moderni che producono della tela in un tempo minore rispetto a prima, ci influira molto poco sul tempo lavorativo socialmente necessario poich tutti gli altri capitalisti continueranno a produrre con dei telai vecchi che impiegano un tempo lavorativo maggiore. ll tempo lavorativo socialmente necessario risulta allora maggiore del tempo che il nostro capitalista impiega nel produrre la sua tela, e quindi il valore individuale della sua tela sara minore del valore sociale che essa ha. Dato che il prezzo dl vendita delle merci determinato dal valore sociale e non da quello individuale, cos accade che il prezzo della tela sul mercato sia superiore al costo di produzione del nostro capitalista. Di conseguenza, questo capitalista nel vendere la sua tela al prezzo di vendita del mercato ottiene un guadagno maggiore degli altri capitalisti.
4B

mite, perch arrva il momento in cui lavorare con una maggior intensit produce un esaurimento fisico e mentale e i capitalisti non possono continuare perci ad aumentare i loro profitti. Ancora una volta quindi i capitalisti cercano un altro modo di guadagnare ancora di pi.

Questo guadagno chiamato ( guadagno straordlnario " perch il capitalista singolo non pu continuare a ottenere in questo modo per molto tempo i suoi guadagni. Altri capitalisti desiderosi anche loro di guadagnare di pi cominciano a impiegare delle nuove macchine nelle loro fabbriche, con cio cominciano ad abbassare il valore sociale della merce di questo ramo della produzione. Cos, tutti i capitalisti si vedono obbligati a perfezionare continuamente il loro macchinario, e se non lo fanno non potranno competere con gli altri capitalisti del loro ramo. Se un capitalista resta indietro, se non riesce ad aumentare la produttivit del suo lavoro allo stesso ritmo degli altri, i suoi costi di produzione saranno pi alti. Allora, dato che deve vendere a un prezzo relativo al prezzo del mercato che diminuito, guadagner di meno fino al giorno in cui non guadagner pi niente e sar obbligato a chiudere la sua fabbrica. Nella storia dello sviluppo Cel capitalismo, arriva un momento in cui le macchine vengono usate nella maggior parte dei settori della produzione, rimpiazzando gli strumenti manuali di lavoro. Ci aumenta enormemente l rendimento del lavoro, e il valore deile merci diminuisce poich incorporano minor quantita di lavoro. Col diminuire del valore delle merci e specialmente quando diminuisce il valore dei beni dl consumo, come il vitto, il vestario, gli oggetti per la casa, diminuisce anche il valore della forza-lavoro, dato che, come abbiamo visto, il suo valore dipende dal valore dei beni che I'operaio necessita per vivere. Diminuendo il valore della forza-lavoro c' bisogno di meno tempo lavorativo dell'operaio per riprodurre il suo valore nel processo produttivo, cio si consuma meno tempo della giornata lavorativa in tempo lavorativo necessario o pagato. Prima, facendo'lavorare I'operaio 16 ore al giorno: 8 per produrre il valore corrispondente alla sua forzalavoro e B per produrre plusvalore per il capitalista,
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^Lso/

I'intensit lavorativa. Questo meccanismo consiste nel diminuire il tempo di lavoro necessario o pagato. Attraverso questo meccanismo si sfruttano apparentemente meno gli operai, ma sapendo che lo sfruttamento basato sull'ottenimento di plusvalore, ci rendiamo conto che al contrario, con questo nuovo metodo per ottenerlo, il grado di sfruttamento aumenta. Diminuendo il tempo di lavoro necessario o pagato, I'operaio riproduce in meno tempo il valore della sua forza-lavoro e quindi lavora pi ore gratis per il capitalista. Cos i capitalisti aumentano sempre pi i loro profitti a spese degli operai e di conseguenza aumenta la differenza di ricchezza e di potere fra le due classi della societ.
Chiameremo PLUSVALORE ASSOLUTO il plus. valore che si ottiene allungando la giornata lavorativa o intensificando l'uso della forza-lavoro. Chiameremo PLUSVALORE RELATIVO il plusvalore che si ottiene diminuendo il tempo di lavoro
necessario.

si otteneva un saggio di plusvalore del 1000/0. Ora, ridotta la giornata a 8 ore, si pu ottenere lo stesso saggio del 1000/0, riuscendo a ridurre il lavoro necessario o pagato a4 ore. E se si riesce a ridurlo a meno ore, il saggio di plusvalore superer il 100%. Cos, attraverso le motivazioni individuali dei capitalisti che vanno alla ricerca di guadagni straordinari, nel sistema capitalista si stabilisce un meccanismo che permette di aumentare il plusvalore senza aumentare la giornata lavorativa e senza aumentare

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GONCLUSIONE

Con una lunga spiegazione abbiamo visto come funziona il sistema capitalista. Soltanto ora possiamo rispondere alle domande iniziali: Come si spiega la ricchezza dei capitalisti? Corne si siiega la povert in cui vivono i lavoratori? La ricchezza dei capitalisti data dallo sfrutta' meno della classe operaia. L'esistenza di ricchi e poveri sempre il risultato dello sfruttamento, del fatto che un piccolo gruppo' essendo proprietario dei mezzi di produzione, si appropria del lavoro della grande maggioranza che non
Nel sistema capitalista, dato che una classe, quella capitalista, possiede tutti i mezzi di produzione, e la clsse operaia non ne possiede nessuno, questa classe costretta a lavorare per i capitalisti. Questa situazione permette al capitalista di sfruttare I'operaio, dato che gli paga un salario il cui valore molto minore di quello che I'operaio produce nella sua giornata lavorativa. Questo valore prodolto dall'operai e non pagato dal capitalista ci che noi chiamiamo PLUSVALORE. ll concetto di plusvalore quindi la chiave che ci permette di capire lo sfruttamento dei lavoratori nel bistema capitalista e le diverse forme che esso pu assumere. 'Ma questa analisi del sistema capitalista, permet' tendoci di comprendere le vere cause dello sfruttamento capitalista, ci ha anche permesso di renderci conto che esse sono il risultato di un determinato
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li

possiede.

sistema di produzione e che pertanto lo sfruttamento non sar eterno n necessario in ogni regime di produzione sociale. La conoscenza scientifica dell'origine dello sfruttamento nel sistema capitalista ci mostra quali sono i meccanismi che devono essere eliminati pbr sopprimere definitivamente questo sfruttamento. Quando la classe operaia non aveva la conoscenza scientifica dell'origine del suo sfruttamento, reagiva in modo anarchico e spontaneista: lanciandosi Contro le macchine, credendo di distruggere la causa del suo sfruttamento; lottando per migliori salari, credendo che ci bastasse ad annullare i suoi mali. Quando invece la classe operaia ebbe questa conoscenza, attraverso la grande opera di Carlo Marx, ll Gapitale, la sua lotta smise di concentrarsi solo su rivendicazioni economiche. Da allora la sua lotta diretta fondamentalmente alla distruzione del sistema capitalista per costruire invece un sistema sociale in cui non ci sia sfruttamento dell'uomo sull'uomo: il sistema socialista. La fine dello sfruttamento e il passaggio al socialismo, attraverso la distnrzione della propriet privata dei mezzi di produzione e la sua sostituzione con la propriet sociale degli stessi, un processo storico che si sviluppa in modi diversi secondo le condizioni di ogni singolo paese.

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RIASSUNTO

QUESTIONARIO

ln questo Quaderno abbiamo cercato di spiegare, In forma semplice ma rigorosa, I'origine dello sfruttamento capitalista: la produzione di plusvalore' Abbiamo dovuto incominciare dall'analisi del processo di produzione mercantile semplice, per poi passare al processo di produzione capitalista. Siamo partiti dalle apparenze per poi scoprire pian piano qual la spiegazione di fondo del problema. Siamo partiti dai prezzi per arrivare al valore. Dopo aver esaminato brevemente il concetto di valore e di lavoro socialmente necessario, siamo passati a definire il plusvalore, partendo dall'analisi del valore della forza-lavoro. ln seguito, per poter distinguere fra plusvalore assoluto e plusvalore relativo abbiamo definito il concetto di capitale costante e capitale variabile. lnfine, abbiamo mostrato come il concetto di plusvalore sia la chiave che ci permette di spiegare lo sfruttamento dei lavoratori nel sistema di produzione capitalista. ln questo Quaderno abbiamo visto i concetti di: valore, tempo di lavoro socialmente necessario, plusvalore, plusvalore assoluto, plusvalore relativo, capitale, capitale costante, capitale variabile, valore della forza-lavoro.

I - Che rapporto esiste fra scambio e divisione del lavoro? 2 Lo scambio mercantile esiste solo nel regime capitali- sta di produzione? sem la differenza fra una 3 - Qual e I'economia capitalista? economia mercantile plice 4 Cosa si intende'per merce? 5 - Pu un singolo produttore fissare il prezzo che vuole, - secondo i suoi interessi, per i suoi prodotti? Perch i prczzi non dipendono dall'utilita degli oggetti? 6 7 - Perch la legge della domanda e dell'offerta ,non pu - spiegare da cosa dipendono i prezzi? produzione di un og8 - Come viene calcolato il costo di getto? 9 Cos' che spiega il valore di un oggetto? 10 - Che cosa si intende per legge del valore? 11 - Che cosa si intende per tempo di lavoro socialmente - necessario? 12 Perch non si pu ottenere plusvalore con lo scambio? 13 - Qual' la merce che mentre viene usata produce pi - valore? perch esista sul 14 - Quali condizioni sociali si richiedono mercato la forza-lavoro come merce? 15 Come si calcola il valore della forza-lavoro? 16 - Che cosa si intende per tempo di lavoro necessario o - Pagato? 17 - Che cosa si intende per tempo di lavoro extra o non pagato? 18 Che cosa si lntende per capitale? 19 - Che cosa si intende per capitale coslante? 20 - Che cosa si intende ,per capitale variabile? 21 - Come ottiene plusvalore il capitalista quando si accorcla - la giornata di lavoro? pluwalore senza allugare la giornata di 22 - Come si ottieneaumentare I'intensita di lavoro? lavoro e senza 23 - Perch importante che la classe operaia comprenda cos' il plusvalore?
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54

FrNrro rr! STAMP/iaE NEII'Ofn0BRE


NELLA TIP\OGRAFIA

1974

A.

RONDA

DI

MILAI.O