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Ho bisogno di leggerezza

Alessandro Faustini
Giuliana amore mio, quando leggerai questa mia ultima lettera sar ormai tardi, io non ci sar pi.
Trattieni le lacrime e lascia che ti parli di alcune questioni che mi rendono la coscienza pesante. Non
avr altre occasioni ed giusto tu sappia. Non voglio affrontare questa mia dipartita con un simile peso nel
cuore. Se mi ami perdonami e concedimi di affrontare questo passo con la dovuta leggerezza.
Sai, all'epoca della mia laurea - come dire all'inizio della mia vita da adulto - pensavo che un lavoro
utile alla comunit e l'amore di una ragazza per bene sarebbero state le uniche cose degne di essere ambite e
ogni altra cosa mi pareva superflua. Ero molto giovane allora e idealista. Del resto si sa: l'ingenuit tale che
pi ne hai e meno sospetti di averne.
Quando ottenni il mio primo impiego, al ministero, grazie a quell'amico di pap parente del ministro,
pensai che la questione "carriera" fosse definitivamente risolta.
Ah che sciocco ero e come sottovalutavo pap. Pace all'anima sua. Nel giro di pochi anni grazie alle sue
conoscenze ero arrivato ad occupare una posizione per la quale altri avevano lavorato una vita. Franco in
particolare. Quante telefonate dovette fare pap per fare invalidare il concorso che aveva vinto e far
assegnare quel posto a me. Lui non lo seppe mai, gli dissero che aveva commesso un errore nella
compilazione della domanda di partecipazione.
Questo non lo sapevi ed ora che te l'ho detto comincio a sentirmi pi leggero.
Ricordi, Giulianina mia, quando Franco ci present? Mi sembra ieri. Ero al ricevimento per il vostro
fidanzamento, nel suo giardino proprio di fianco alla fontana, ricordi? Vi avvicinaste e lui mi disse: Ti
presento Giuliana la mia fidanzata. Oggi le ho dato l'anello e in autunno ci sposeremo. Sei il primo a saperlo
ma tra poco lo annuncer ufficialmente. Vorrei che tu fossi il mio testimone di nozze.
Io l per l nemmeno compresi, abbagliato com'ero dalla tua bellezza. Fu un vero e proprio colpo di
fulmine, persi completamente la ragione.
E quanto fu difficile conquistarti... Ricordi quanto mi facesti aspettare per dirmi quel fatidico "s" e
concederti al fuoco della mia passione? Un intero pomeriggio. Gli invitati erano in giardino sotto la veranda
a congratularsi con Franco subito dopo l'annuncio ed il brindisi ed io mi congratulavo con te sul divano di
Franco.
Che giornata memorabile fu quella... Anche per Franco.
E lui come se la prese quando lo seppe. Che persona indegna, come sbagliai sul suo conto. Non riusc a
perdonarmi e non volle comprendere che avevamo agito per amore, solo per amore.
Meno male che pap ottenne di farlo trasferire in un altro ufficio, non avrei sopportato di rivederlo dopo
quella sua scenata cos dozzinale davanti a tutti.
Isabella al confronto fu molto pi fine nonostante avessimo appena ordinato le bomboniere. Era gi al
quarto mese e dovevamo fare in fretta ma quando le dissi che mi ero innamorato di te non disse una parola.
Se ne and e non la vidi pi. Seppi poi che pap le aveva regalato una certa sommetta. Che delusione Non
avrebbe dovuto accettarla. Che modi da meretrice.
Ma ora non voglio pensare a n a Franco n a Isabella con quel suo piccolo bastardo - chiss se poi era
davvero mio? Che il diavolo se li porti tutti! No, non voglio dissotterrare vecchi malumori. Leggerezza,
ricordi? Ho bisogno di leggerezza per potermene andare sereno.
Io e te... Io e te siamo stati felici, vero? Quanti ricordi...
Ti ho amata sempre. Come fosti felice quando ti feci la sorpresa di quella bellissima pelliccia di visone.
E ricordi quell'anello con il diamante? Non te lo aspettavi proprio. Quando te lo mostrai gli occhi ti si
illuminarono di felicit. Quant'eri bella...
Ecco vedi quell'anello come difficile ora parlartene - te lo avevo comprato per farmi perdonare.
Ecco l'ho detto! Non una cosa grave anzi, una cosetta proprio da nulla, una sciocchezza che per me non
aveva alcuna importanza se non quella di un piccolo bisogno fisiologico. Ecco s, proprio un bisogno
fisiologico e nulla di pi. Almeno all'inizio...
Forse non la prenderai bene e non devi fare l'errore di pensar male di lei, era poco pi che una bambina
allora, e non voleva, non voleva Ma io insistetti e alla fine cedette.
Del resto non fosti tu a dirmi che aveva un debole per me? Sospettavi perfino che un po' ti invidiasse e
dicendomi cos fosti tu a mettermi quell'idea in testa. Ah se solo tu avessi taciuto...
Ma inutile affliggersi. Ormai acqua passata. Per non era vero che ti invidiava, al contrario era felice
per noi. Come avrebbe potuto mai essere invidiosa di sua sorella? A volte sai essere davvero maligna.

Povera ragazzina. E tu come piangesti al funerale. Non ti spiegasti mai quel suo gesto inconsulto, per
giunta con una creatura in grembo. Se fosse mia non lo so ma oramai cosa importa?
L'ho amata! Come avrei potuto non amarla? Mi ricordava te qualche anno prima. In fondo se ci ho fatto
l'amore stato solo per rievocare i primi tempi con te.
Ce ne furono altre ma poche e non contarono nulla. Solo quattro, le mie segretarie. Ma non appena
ottenuti i loro favori le licenziai per rispetto a te che nulla sospettavi.
Solo l'ultima non potei mandarla via, ella mi ricattava. Ecco, a proposito: la pelliccia di visone l'avevo
comprata per lei ma non la volle, la trovava volgare, ne pretese un'altra pi costosa. Avrei potuto restituirla e
recuperare i soldi ma la donai a te. Che bella occasione per farti un regalo a cui ti sapevo tenere cos tanto.
Come vedi solo piccole cose. A parte queste inezie ti ho amato tanto, Giuliana, ti ho amato con tutto il
cuore. Ti ho dato i miei anni migliori, i miei sogni, le mie speranze e con te sono stato felice. Ora per non
sopporto pi il peso di questa mia esistenza.
gi tutto predisposto, solo il tempo di imbustare questa lettera e far quel che ormai ho stabilito. Non
credere che non ci abbia riflettuto molto.
Ti auguro con tutto il cuore di riprenderti in fretta e di essere felice. Non dolerti per me l dove vado
trover, forse, quella pace che anelo. Non vivere di rimpianti perch io non ne ho.
Un ultimo dettaglio pratico. Lo so che pu apparirti prosaico ma la tua vita deve andare avanti e non
voglio lasciarti nei guai. Purtroppo sono pieno di debiti. Ho fatto degli investimenti attraverso una banca
straniera. Ufficialmente abbiamo perso tutto.
Domattina alle dieci in punto ti presenterai al nostro avvocato. Ci troverai anche il notaio. Firmerai per
la vendita dell'appartamento in cui vivevamo insieme, per te da sola troppo grande. Con il ricavato
pagherai una parte dei debiti e salderai il resto con comodo, sei giovane e in gamba, ce la farai.
Ecco ti ho confessato tutto, quanto meno le cose pi importanti. Non immagini che peso io mi sia tolto
dal cuore.
Addio mio dolce amore, me ne vado per sempre ma con leggerezza. Non crucciarti per me, ai Caraibi
star benissimo.
Con eterno amore, tuo Giorgio.