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Dialoghi Lincontro con Susanna Tamaro della quale sta per uscire unautobiografia che anche romanzo di formazione,

, con sullo sfondo i grandi protagonisti della letteratura triestina

di CLAUDIO MAGRIS
o conosciuto Susanna Tamaro molti anni fa, quando non aveva ancora pubblicato nulla e unamica di mia madre, maestra elementare anche lei, mi aveva parlato di questa ragazza che scriveva delle cose a suo dire molto belle. Ho letto due manoscritti, Illmitz e Falco. Due testi duri, incisivi e taglienti, che dicono la violenza della vita. Ho cercato invano, inviandoli a molti editori, di farli pubblicare; soprattutto Illmitz un testo notevolissimo, e non capisco perch lei non labbia poi pubblicato, dopo il successo degli altri. In quei tempi, se non sbaglio, lei lavorava a Trieste per la televisione e mi regal un suo servizio sulle orme degli animali, con una dedica che diceva che quelle s erano cose serie. Infatti in quelle orme di animali, in quella nitida assolutezza di qualcosa di effimero cera una forza stilistica non inferiore a quella della parola. La incontravo ogni tanto al Caff San Marco di Trieste, a un tavolo dove cera Giorgio Voghera, la cugina di questultimo Alma Fano, anche lei scrittrice, e Piero Kern, una straordinaria figura di estroso, generoso e geniale commerciante triestino, coltissimo, fulmineo e del tutto libero nei suoi giudizi, spesso ironici e caustici, che non hanno risparmiato pur affettuosamente nemmeno Susanna Tamaro e me. Poco dopo Susanna Tamaro avrebbe pubblicato un forte libro di racconti, Per voce sola, da Marsilio, e Va dove ti porta il cuore, che ebbe uno straordinario successo, anche se a mio avviso poeticamente non regge il confronto con Illmitz. Ora esce questa sua autobiografia. un libro geometrico e insieme arioso come il vento col quale inizia il racconto della sua vita; scritto col coltello, con quella lama che, dice espressamente lautrice, accomuna la scrittura alla macellazione rituale che taglia e recide di netto. la storia di una mancanza, a iniziare dal rapporto con i genitori, inferi famigliari ritratti senza sconti ma senza risentimento, con pietas e amore, come risalta soprattutto nelle pagine finali in cui si ricompone il rapporto con limpossibile padre. Storie di buio nascosto nellanimo che pure non impedisce la luminosit dellesistere; di un Io vo-

Trieste territorio dellanima Autobiografia di una scrittrice


Susanna Tamaro, dal Caff San Marco alle sorgenti dellispirazione
tato a essere spento, in un gorgo di assenza, ma che riesce a vincere il male con candore e a difendersi con la pi efficace delle strategie, la docilit, che cela il totale distacco e permette la libert interiore. Che cosa spinge uno scrittore a raccontare direttamente la propria autobiografia, magari dopo averla gi narrata, ma con tutta la libert dellinvenzione, in un romanzo, come forse ha gi fatto Susanna Tamaro? ovvio che grandi personaggi storici che hanno inciso sulla storia del mondo ci interessano anche per la loro biografia, l dove essa ha a che fare con la storia del mondo e dunque con il nostro destino. Ci sono inoltre le autobiografie di chi ha sofferto di disturbi psichici e scrive per riappropriarsi della propria soggettivit prima negata, offesa e violentata dalla malattia e spesso dal mondo circostante, cui Peppe DellAcqua sta per dedicare una collana. Ma perch dovrebbe interessarci particolarmente che cosa accaduto fra uno scrittore e i suoi genitori, soprattutto se quellesperienza, artisticamente trasformata, ha gi dato il suo frutto in unintensa opera letteraria dico a Susanna, incontrandola al San Marco come hai fatto tu con i tuoi romanzi e racconti? Tu parli del desiderio di decifrare il mondo intorno. Ma allora perch parlare dellIo, delle proprie angosce e malinconie? Non si corre il rischio di cadere, come tu scrivi, nelle pastoie del sentimentalismo e di accontentarsi delle piccole gratificazioni dellego?. Tamaro Non avrei mai pensato di scrivere unautobiografia e non considero questo libro una cronaca indiscreta della mia vita. nato da un incontro con Elisabetta Sgarbi che, dopo unintervista per il suo film sul rapporto tra la letteratura e Trieste, forse colpita dalle mie risposte, mi ha detto: Hai tante cose da dire. Perch non scrivi una riflessione su questo?. Il libro, infatti, nato come un saggio sullinfluenza che un territorio e unepoca possono avere sulla creativit letteraria. Ma non essendo io una saggista, mi venuto naturale iniziare a indagare dal mio stesso percorso, andando alla ricerca delle radici del mio mondo narrativo, di questa forza misteriosa che da anni mi possiede. Tutto questo mio scavo nella memoria non una vera e propria autobiografia, dunque, ma un viaggio interiore alla ricerca della nascita della poesia. Credo del resto che anche tu, nella tua opera, abbia attinto alle tue esperienze autobiografiche. Magris Per quel che mi riguarda, quasi tutto autobiografico, ma indirettamente. Quasi tutti i libri che ho scritto contengono tante cose del mio vissuto, persone, eventi, fatti, paesaggi, sentimenti, felicit. Ma ci viene metabolizzato, senza alcun obbligo di fedelt fattuale; diviene qualcosa daltro. Danubio e Microcosmi, ad esempio, sono anche unautobiografia, ma riflessa nelle cose, nelle storie magari successe ad altri. Io ho detto una volta che il mio libro pi autobiografico La mostra, perch quello che forse va pi a fondo nel mio vissuto, ma autobiografico in senso metaforico perch, a differenza dal protagonista di quel testo, io non sono n pittore n pazzo n, almeno finora, morto in manicomio. A differenza di me, tu hai scritto sia romanzi, testi inventati anche se ovviamente fondati sulla tua esperienza, sia questa autobiografia. Che differenza c fra lo scrivere gli uni e laltra, quale il loro rapporto? Tamaro Con Ogni angelo tremendo ho fat-

La scrittrice Susanna Tamaro (fotogramma), nata a Trieste nel 1957. Ogni angelo tremendo esce mercoled 23 gennaio da Bompiani (pp. 270 e 16,50)

La statua di James Joyce al Ponte Rosso di Trieste (Geolocation)

In libreria

to un viaggio a ritroso nel tempo un po come ha fatto Proust ne Le temps retrouv riscoprendo i frammenti del mio vissuto che hanno poi fatto scaturire i miei racconti e i miei romanzi. Uno scrittore, per essere tale, deve avere un mondo dietro, un mondo unico e riconoscibile, e questo mondo pervade inevitabilmente, in modo diverso, ogni pagina che scrive. Magris Un testo pu essere autobiografico direttamente o indirettamente. Una storia damore felice che abbiamo vissuto ci pu spingere a inventare il racconto di un amore felice, ma ci pu anche far capire lorrore e il vuoto di una vita senza amore e quindi indurci a scrivere, a inventare il racconto di un amore infelice, nato da unesperienza al contrario. Unautobiografia non pu mai essere completa e nemmeno certa di essere vera in ogni dettaglio, perch anche della propria vita si vengono a conoscere alcuni momenti ed episodi (ad esempio quelli della primissima infanzia, il vento dellora in cui sei nata) dopo molti anni e questi si integrano in quella persona un po diversa che nel frattempo siamo diventati e quindi il loro racconto non un resoconto oggettivo. Inoltre c il freno del doveroso riguardo verso alcune persone in particolare, come nel tuo libro, di persone care e vicinissime come i genitori. Perch, ad esempio, non c nulla della tua vita sentimentale? Con che criterio scegli che cosa raccontare e tacere, che cosa tagliare (o magari cercare di dimenticare?). Tamaro Pi che scrivere la cronaca della mia vita, che non mi ha mai interessato, ho voluto raccontare soprattutto la fine di un mondo. Quello di una certa Trieste, del Caff San Marco, di Giorgio Voghera, di Alma Morpurgo, di Piero Kern un circolo di persone che, per cultura ed et, concepiva la letteratura come un barometro essenziale per comprendere gli scricchiolii del mondo. Per me la letteratura sempre stata

Accanto al nuovo romanzo di Susanna Tamaro, Ogni angelo tremendo, Bompiani ha avviato la ripubblicazione dei testi precedenti accompagnati da nuove prefazioni della scrittrice. Il 9 gennaio sono usciti i primi sette titoli: il bestseller da 15 milioni di copie vendute nel mondo Va dove ti porta il cuore (nelledizione Vintage), il suo seguito Ascolta la mia voce, e poi Rispondimi, Anima mundi, Luisito, Fuori, i racconti di Per voce sola. A maggio invece torneranno in libreria altri cinque titoli della scrittrice triestina: Ogni parola un seme, Pi fuoco, pi vento, Verso casa, Cara Mathilda e le riflessioni sullItalia e il tempo presente contenute nel volume Lisola che c. Il nostro tempo, lItalia, i nostri figli. Le nuove introduzioni offrono anche loccasione a Susanna Tamaro di ripercorrere laccoglienza dei libri da parte di lettori e critici, cercando di ritrovare in qualche modo lo spirito originario con cui sono stati scritti. A cominciare dal bestseller Va dove ti porta il cuore, pubblicato da Baldini & Castoldi nel 1994 che ha diviso la critica.

unindagine sullabisso del cuore umano, sul mistero del caso, su tutto loscuro e il luminoso che avvolge i nostri giorni. E per entrare in questabisso, ho dovuto spogliarmi del mio piccolo ego personale. Non stata dunque una pulsione narcisistica a spingermi a parlare di me, ma un semplice pretesto narrativo. Magris Mi sembrata sempre volgare la brutalit egocentrica con cui poeti anche grandi hanno celebrato, pure con alta poesia, le loro passioni, senza badare al dolore che potevano cos infliggere ad altre persone pur amate. Ernesto Sbato scrive che non lecito far soffrire nessuno, neanche un cane. Ma i poeti dice uno di loro, il grande Milosz hanno spesso un cuore freddo; se scrivono sul dolore di un bambino, sono pi presi dai loro versi che da quel bambino di cui i versi parlano. Tamaro Ci sono due tipi di autobiografie. Quelle che hanno in s il germe dei voyeurismo, che nascono appunto per raccontare pedissequamente incontri, eventi, fatti intimi spesso imbarazzanti, vuoi per vendetta, per narcisismo o per nostalgia, che io personalmente non amo. Mentre ci sono altre autobiografie che, per svilupparsi, seguono un filo interiore e utilizzano le persone e gli accadimenti unicamente come specchi per illuminare gli archetipi. Non c risentimento, non c indiscrezione, non c pesantezza terrestre in questi racconti, ma piuttosto un percorso di vita capace di illuminare la vita di molti. Questo il tipo di autobiografia cui amo riferirmi. Magris E ne uscito non un registro di fatti e persone, ma unautobiografia dellanima. A parte questo, c un criterio di verit nellautobiografia? possibile che la coerenza del racconto costringa ad eliminare o a trasformare alcuni fatti, episodi, interpretazioni che sarebbero incoerenti col racconto, come fa Goethe nella sua autobiografia, intitolandola Dichtung und Wahrheit, dove Dichtung non vuol dire soltanto poesia ma anche invenzione, favola, finzione... Tamaro Certo, lincubo di ogni scrittore lo zelante biografo postumo, magari animato da ottime intenzioni, ma comunque quasi sempre incapace di raccogliere il grande respiro che c sempre dietro ogni vita potentemente creativa. Inevitabilmente, ogni cosa viene inscatolata, etichettata, secondo il buonsenso comune che niente ha a che vedere con la follia dolorosa della scrittura. In questo libro ho cercato soprattutto di rispondere alle domande che da sempre mi assillano. Perch mi sono trovata a scrivere dei libri, non avendo mai desiderato o sognato di fare lo scrittore? Come ben sai, la mia grande passione erano e lo sono tuttora le scienze naturali. Darwin e Konrad Lorenz sono stati i miti della mia giovinezza. Credo che la mia letteratura risenta parecchio di questo mio sguardo da entomologo. E ancora, come possibile che da una stessa famiglia siano nati due scrittori di fama mondiale, dato che sono pronipote di Italo Svevo e che sono cresciuta vicino a sua figlia Letizia, di cui peraltro porto il secondo nome? Che legame misterioso c fra queste cose? Ecco, per me Ogni angelo tremendo stato un po come scrivere un thriller seguire gli indizi per cercare di capire dove si nasconde il colpevole.
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