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Lillusione di una coscienza individuale

Il salto di paradigma, per unumanit adulta e responsabile

Lessere umano non ancora arrivato a comprendere il proprio ruolo di individuo allinterno del sistema complessivo a cui appartiene. Il risultato che nel tentativo di trovare il nostro posto nella collettivit ci troviamo alternativamente di fronte alla seguente scelta: affermarci con un atto di autorit o lasciarci stritolare da un ingranaggio infinitamente pi grande di noi. La comprensione di questo meccanismo e lindividuazione di una nuova via, la via della pace, richiede un salto di consapevolezza: ci che definisce e crea la nostra individualit lintelligenza che da vita a infinite forme di ununica coscienza.

Lillusione di una coscienza individuale Siamo veramente liberi di scegliere? Qual il nostro ruolo in un meccanismo infinitamente pi grande di noi? La situazione che viviamo oggi a livello individuale e collettivo la conseguenza inevitabile della storia dellumanit? La risoluzione di questi enigmi deve essere contenuta in quel principio che ci separa gli uni dagli altri dando forma alle nostre individualit. La separazione, lindividualit, presuppone un limite. Non potremmo essere individui definiti gli uni rispetto agli altri in assenza di un limite che ci circoscriva, separandoci dal tutto. Come la spiritualit ci insegna, questo limite racchiude un qualcosa che ci accomuna tutti: lEssere. In altre parole, siamo tutti accomunati dal fatto di essere e siamo tutti accomunati dal fatto di avere dei limiti. C un qualcosa che ci accomuna unendoci, latto di Essere, e c un qualcosa che ci accomuna separandoci, latto di avere un limite. Per arrivare a comprendere il nostro ruolo di individui allinterno del Tutto, dobbiamo trovare una corrispondenza tra questo concetti e ci che accade nel nostro mondo interiore.

Coscienza e intelligenza Il nostro mondo interiore fatto di coscienza e intelligenza, sentimento ed emozioni. Lunica di queste funzioni che siamo riusciti a studiare fino al punto da essere in grado di da riprodurla artificialmente lintelligenza.
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Lintelligenza -la capacit di ragionare, risolvere problemi, adattarsi allambiente, intraprendere delle azioni, valutare, analizzare, misurare, definire e studiare noi stessi e il mondo in cui viviamo -pu essere pi facilmente descritta della coscienza. Prova ne il fatto che siamo riusciti a replicarla, a crearla artificialmente, cosa che non siamo riusciti e non riusciremo mai a fare con la coscienza Considerata separatamente dalla coscienza, lintelligenza funziona esattamente come la pi complessa delle applicazioni software e ha una logica e delle caratteristiche precise. Innanzitutto possiamo osservare che lintelligenza per definizione limitata: si dirige sempre verso un qualcosa, parte da un punto per arrivare a un altro punto. I limiti della nostra intelligenza sono facilmente riscontrabili nei problemi in cui incappiamo quotidianamente, nei dubbi che ci poniamo e nella nostra incapacit di trovare una risposta a tutti i quesiti. Lintelligenza una serie strutturata di informazioni limitate che generano altre informazioni limitate, di dubbi che generano altri dubbi, conflitti che generano altri conflitti. Unintelligenza senza limiti, senza differenze, senza separazione, sarebbe totalmente immobile e quieta, non potrebbe fare altro che Essere. Lintelligenza indissolubilmente legata allinformazione e linformazione indissolubilmente legata alla separazione. Due particelle, due individui, due elementi di qualunque natura non possono essere separati luno dallaltro in assenza di informazioni che stabiliscono delle differenze, operano delle distinzioni e definiscono un confine. Allo stesso modo non possiamo acquisire informazioni su un elemento che non risulti definito e separato dal Tutto. Intelligenza e informazione sono intimamente connesse al principio della separazione. Come i computer ci insegnano, qualunque informazione, qualunque dato, qualunque processo intelligente pu essere ridotto a una lunghissima sequenza di 0 e di 1. Lintelligenza pu arrivare a compiere qualunque impresa tranne una: trascendere la separazione tra lo 0 e l1. Se rendesse vera lequazione 0=1, lintelligenza collasserebbe dissolvendosi nel nulla. Sia la materia che d origine alla molteplicit delluniverso manifesto, sia i processi psichici ed emotivi che danno forma al nostro essere individui definiti e separati gli uni dagli altri, sono il frutto di processi basati sullinformazione, sulla logica duale dellintelligenza, sullimpossibilit di riconciliare due opposti, sulla separazione tra lo 0e l1. Ora necessario porsi una domanda: cosa rimane della nostra individualit se eliminiamo tutto ci che intelligenza, ovvero tutto ci che dipende dallinformazione, tutto ci che ci definisce rispetto al mondo esterno? A questa domanda pu rispondere pi facilmente chi pratica la meditazione, ovvero larte di disidentificarsi dai propri pensieri e dalle proprie emozioni, di rallentare e sospendere i propri processi mentali. Chi ha un approccio pi
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logico e razionale pu domandarsi cosa rimarrebbe di noi se scaricassimo su una chiavetta USB tutto ci che clonabile, replicabile e riducibile a una sequenza di dati, programmi, informazioni.

Lindividualit, lintelligenza Il vuoto. La coscienza. Quando anche lultima informazione smette di esercitare la propria azione, smette di separarci, di definirci rispetto agli altri, perdiamo la nostra identit, il nostro corpo, i nostri processi mentali ed emotivi: ci perdiamo nel Tutto. Ci perdiamo nellEssere e la nostra intelligenza si dissolve nella Coscienza: non nella nostra coscienza individuale, nella Coscienza dellEssere, lIo Sono, il principio che ci accomuna tutti, che sta al di l della separazione tra 0 e 1, al di l della materia, del tempo e dello spazio, al di l delle informazioni che ci definiscono e ci separano, al di l del giudizio, del bene e del male. Al di l della nostra individualit, al di l dellintelligenza. La Coscienza il vuoto, la totale assenza di informazioni e definizioni ed questa assenza a rendere lEssere completo, integro, eterno, assoluto. Per comprendere meglio questo concetto sufficiente contemplare un neonato.

Il neonato quasi totalmente disinformato e la sua intelligenza ancora in uno stato del tutto embrionale. Osservandolo possiamo percepire la Coscienza che non ancora offuscata dalle informazioni. Il neonato non si identifica in Maria, Giacomo o Andrea e non si percepisce separato dal mondo esterno per il semplice fatto che non ha ancora acquisito i criteri per giudicare, valutare, misurare e definire se stesso e ci che lo circonda. Il neonato si sente in pace nel vedere una mano, che pu essere indifferentemente la sua o quella di sua madre, protendersi verso un oggetto, che pu essere indifferentemente il suo piede o il pupazzetto sospeso sopra la culla. Nel neonato latto di essere si limita a un sentimento che, se non fosse gi inquinato dalle esperienze vissute durante il concepimento e la nascita, corrisponderebbe al sentimento di Amore incondizionato e universale. Il neonato esiste, ma affinch la sua esistenza acquisisca forma e definizione deve ancora completare il processo di separazione attraverso lacquisizione di informazioni e lo sviluppo dellintelligenza. Via via che si accresce, lintelligenza d origine a unindividualit, un ego, che ospita e racchiude lEssere, lAmore Incondizionato, definendolo, limitandolo e informandolo. In questo processo nasce lillusione di una coscienza individuale che in realt frutto ed espressione dellintelligenza perch totalmente dipendente dalle informazioni. Lintelligenza definisce la coscienza confondendosi con essa e trasformando lEssere, lIo Sono, in io sono Maria,
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sono alta un metro e 68, sono mediamente intelligente, sono brutta, secondo le statistiche e i miei precedenti famigliari avr una vita media di 78 anni, vivr sempre con dei problemi economici.. Ogni individualit unenorme concatenazione di informazioni, definizioni, differenziazioni dellEssere, tutte arbitrarie, relative, soggettive, limitate e illusorie. Non un fatto di Coscienza, bens un fatto di informazione, di intelligenza, che fa si che un cattolico si senta in colpa nel dividersi tra due donne mentre un mussulmano pratica tranquillamente la poligamia. Quelli che chiamiamo comunemente stati di coscienza, sono gli stati che assume lintelligenza via via che si separa dalla Coscienza. Esiste ununica Coscienza che ci accomuna tutti. Come la spiritualit ci suggerisce da millenni, siamo tutti diversi contenitori, diverse definizioni, diverse forme o diverse manifestazioni intelligenti di ununica Coscienza.

Emozioni dellintelligenza e il sentimento della Coscienza Con lo sviluppo dellintelligenza si accentua il senso di separazione e il sentimento originario di Amore incondizionato viene limitato dando origine alle emozioni. La separazione apre le porte al confronto, al giudizio, ai concetti di migliore e peggiore, bene e male, inclusione ed esclusione. Sentirsi separati e limitati significa non poter comprendere concetti come linfinito o il tutto, significa porsi delle domande a cui, per definizione, non si in grado di dare risposta. Tutti i pensieri e le emozioni che derivano dal concetto di separazione si basano sulla paura: paura di essere soli, paura di essere inferiori, inadeguati, incompleti e di vivere in un mondo basato sulla scarsit, paura di essere attaccati e minacciati, paura di sbagliare, paura di morire e di essere in balia di un mondo governato da leggi che non riusciamo a comprendere. La separazione d origine al conflitto. La famiglia dalla quale proveniamo, i messaggi che abbiamo ricevuto da bambini, il contesto in cui siamo nati e cresciuti e abbiamo imparato a relazionarci con gli altri, hanno contribuito a modellare la nostra intelligenza individuale, dando diverse forme alle paure dellego. In altre parole, tutti i pensieri e le emozioni che sorgono in noi, quando il nostro mondo interiore si confronta con un mondo esterno percepito come separato, sono conseguenze inevitabili della separazione, tentativi di sfuggire al dolore che questo principio porta con s. Lunico sentimento che non appartiene alla nostra individualit perch propriet esclusiva dellEssere lamore incondizionato (non dipendente dalle informazioni) e universale con tutti i suoi derivati che portano pace, gioia,
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fratellanza e armonia. Lamore incondizionato e universale lunica forma di amore che rende totalmente libero sia chi lo dona sia chi lo riceve e di conseguenza non ha nulla a che vedere con frasi del tipo non posso vivere senza di te. Quando amore e libert si fondono in un sentimento unitario siamo connessi allEssere che include tutto e di conseguenza non conosce il confronto, il giudizio, i concetti di migliore e peggiore, bene e male, inclusione ed esclusione. LEssere non frammentato, non teme la morte e non ha bisogno di porre domande n di trovare risposte. Generalmente, nel linguaggio corrente, la differenza tra sentimenti ed emozioni viene identificata nella loro durata: mentre lemozione identifica una manifestazione transitoria e di breve durata, il sentimento si riferisce a uno stato duraturo. In base a quanto detto risulta invece che le emozioni sono stati interiori conseguenti alla separazione che nascono dalla nostra relazione con il mondo esterno mentre i sentimenti sono stati interiori che nascono dalla connessione alla Coscienza. Se ci sentiamo soddisfatti perch abbiamo dato il meglio di noi, abbiamo agito in rappresentanza dellEssere, stiamo provando un sentimento, se ci sentiamo soddisfatti perch siamo stati migliori di qualcun altro stiamo provando unemozione. In altre parole, mentre il sentimento incondizionato, le emozioni sono condizionate da nostri limiti. Le emozioni sono la conseguenza dei limiti che lintelligenza impone al sentimento dellEssere, lAmore incondizionato, la Pace.

Tutto due Tutto due Essere e divenire, Coscienza e intelligenza, Sentimento ed emozioni. Esiste ununica Coscienza che ci accomuna tutti. Siamo tutti diversi contenitori, diverse definizioni, diverse manifestazioni o diverse forme di ununica Coscienza. Risulta abbastanza intuibile fin da ora, e comunque lo vedremo approfonditamente in seguito, che oltre a essere tutti accumunati da ununica Coscienza, siamo anche tutti accomunati da ununica intelligenza che protende i propri tentacoli per dare origine alle nostre individualit. Fino a quando incosciente, cio inconsapevole del proprio limite e del proprio ruolo, lintelligenza un enorme e gigantesco programma, una matrix che gestisce luniverso in tutte le sue parti. Noi siamo periferiche dotate di hardware, sistema operativo e di una gamma vastissima di software per tutte le situazioni e siamo sempre collegati allelaboratore centrale. In entrata
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riceviamo i comandi che determinano il nostro comportamento e in un uscita forniamo nuovi dati che accrescono il sistema. In questa fittissima rete, nessuno padrone dei propri pensieri e delle proprie emozioni. Pensiamo e proviamo emozioni in perfetta sincronia con gli altri seguendo regole che vanno ben al di l di quel frammento di intelligenza che costituisce il nostro piccolo io. Gli unici pensieri che non sono determinati dallintelligenza sono quelli che si accompagnano ai momenti di Coscienza che derivano dalla sospensione della logica giudicante dellintelligenza e che portano alla riconciliazione degli opposti attraverso un processo di trasformazione delle emozioni. Riconoscere che la nostra coscienza individuale non esiste un salto di consapevolezza enorme. La prima reazione quella dellego che la rifiuta perch dal suo punto questo significa che noi non siamo nulla. Ma se anzich immedesimarci nellego, anzich agire in nome del nostro piccolo io, ci immedesimiamo nellEssere e agiamo a nome di tutti, compiamo un salto di consapevolezza che ci porta a riconoscere che noi siamo Tutto. La nostra intelligenza diventa cosciente di ci che realmente : un limite, un contenitore dellEssere e con questa consapevolezza si inchina a un Principio pi grande di lei. Questo atto di umilt la riconnette a un sentimento che molto pi grande, molto pi ampio dei nostri limitatissimi concetti di benessere, di potere, di amore, di libert. Quando lintelligenza diventa Intelligenza da vita a un sentimento che ha a che fare con il Potere di Essere, di Vivere in una dimensione dove Amore e Libert, Appartenenza ed Espressione di S, Dare e Ricevere, Insegnare e Imparare sono in equilibrio tra loro, si alimentano a vicenda. Per arrivare a questo dobbiamo dare inizio a un processo di auto smantellamento di quelle che consideriamo le nostre piccole e circoscritte coscienze individuali che ci informano su tutti gli aspetti della nostra esistenza: su come dobbiamo vivere, in che condizioni di salute, come dobbiamo comportarci per essere amati e che rischi corriamo nellessere liberi, condizionando ogni nostro pensiero, ogni nostro gesto e ogni nostro respiro. Le conseguenze sono enormi a livello collettivo e individuale, perch non c nessuna differenza nessuna separazione tra lindividuo e lumanit. Lumanit la replica di ogni individuo e ogni individuo la replica dellumanit. Tutto ci che abbiamo costruito con lintelligenza illusorio, ma stato necessario. Lo sviluppo della scienza stato necessario per dimostrarci che abbiamo un potere immenso, fino al punto da agire sulla materia. Attraverso la scienza ci siamo dimostrati che Dio esiste, tanto che investiamo risorse enormi per cercare la sua particella, incuranti del fatto che ognuno di noi una Particella di Dio, perfino il nostro peggiore nemico. Riconoscere che la nostra coscienza individuale non esiste, significa diventare consapevoli del fatto che ogni volta che puntiamo un microscopio elettronico sulla Coscienza, lo puntiamo contro uno specchio e riceviamo indietro un immagine che ha origine nella nostra stessa intelligenza. Possiamo andare avanti allinfinito a trovare particelle sempre pi piccole e universi con sempre pi dimensioni, ma attraverso la scienza non arriveremo mai a svelare il mistero dellesistenza.
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Non potremo mai trovare Dio, lUno, lEssere, lunica cosa a cui aneliamo veramente. La scienza lintelligenza che studia se stessa via via che procede nella propria evoluzione. Allo stesso modo la tecnologia digitale lintelligenza che riproduce se stessa. Ognuno di noi ormai quasi interamente contenuto nella rete. I nostri gusti, le nostre abitudini, le nostre caratteristiche fisiche. In rete ci sono tutte le informazioni necessarie per clonare una pecora e potremmo arrivare tranquillamente a clonare un essere umano. Lunica cosa che non potremo mai clonare la Coscienza, dalla quale ci allontaniamo sempre di pi. Tutte le conquiste e le promesse della tecnologia sono la brutta copia di ci che naturalmente alla nostra portata, una potenzialit dellEssere a cui abbiamo la facolt di dare forma. Potenzialmente possiamo arrivare a comunicare istantaneamente, smaterializzarci e rimaterializzarci in un altro corpo, praticare la telecinesi e il teletrasporto. Tutto questo utilizzando il potere della nostra mente. Ma c un ma: per farlo dobbiamo invertire la rotta. Fino a qui la nostra evoluzione stata alimentata dal tentativo del tutto illusorio di poter sfuggire alle nostre paure. Tutto ci che stato creato stato creato per sfuggire alla paura. Cambiare rotta significa affrontare le nostre paure, ristrutturarci come esseri umani, e in questo c una gerarchia: la prima paura che dobbiamo affrontare la paura del nostro simile. Possiamo arrivare a creare tutto ci che vogliamo a patto che ci arriviamo insieme, ciascuno a nome di se stesso e degli altri. Dobbiamo imparare a comunicare, pensare e agire come emisferi di uno stesso cervello animato dal desiderio di creare pace. Dobbiamo imparare a confrontarci con laltro da uno spazio interiore, lo spazio della Coscienza, a partire dal quale sia possibile guardando allaltro, chiunque esso sia, affermando: la mia Pace la tua Pace. Perch esse sono la stessa cosa.

Info I contenuti di questo documento sono estratti o rielaborazioni del libro Tutto due, una chiave universale per la risoluzione dei conflitti. Giovanna Campo Antico. Febbraio 2011, Anima Edizioni.