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numero 18 anno IV - 16 maggio 2012

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L.B.G. FORMIGONI E LE CATENE MILANESI Guido Martinotti NOI SIAMO MILANO: LA CITT CAMBIA PELLE? Alberto Ferruzzi Marco Romano PIANI BERUTO E MASERA: SOLO AMARCORD? Massimo Amato
LA MONETA LOCALE: UNA STRADA CONTRO LA STRETTA CREDITIZIA

Ilaria Li Vigni LE BANDE GIOVANILI DEI LATINOS: PROBLEMA SOCIALE O RISORSA? Maria Cristina Gibelli PISAPIA SI STA (PRE)OCCUPANDO DELLURBANISTICA? Rita Bramante FULGIDO COME IL VETRO, BUONO COME IL PANE Nanni Anselmi UNA RISPOSTA A GRILLO: POLITICA E BASTA Sara Valmaggi SANIT LOMBARDA: TARIFFE A OCCHI CHIUS Giovanni Agnesi PROFESSOR MONTI, INVESTA SUI GIOVANI!

VIDEO MAURIZIO MARTINA: IL PD, IL TERRITORIO E I NUOVI MEDIA COLONNA SONORA Norah Jones SUMMER TIME

Il magazine offre come sempre le sue rubriche di attualit MUSICA a cura di Paolo Viola ARTE a cura di Virginia Colombo LIBRI a cura di Marilena Poletti Pasero TEATRO a cura di Emanuele Aldrovandi CINEMA a cura di Paolo Schipani e Marco Santarpia www.arcipelagomilano.org

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FORMIGONI E LE CATENE MILANESI Luca Beltrami Gadola


Per una volta gli uomini della precedente maggioranza e quelli della sua ineffabile giunta guardano di l di confini della citt: guardano con preoccupazione allesito dei ballottaggi di domenica prossima, in qualche modo arbitri dei loro destini. Per primi sanno che i rispettivi leader nazionali cercano di dar da intendere che queste consultazioni hanno poco o nessun valore politico perch si tratta di una consultazione amministrativa e per di pi su di un campione non vasto di elettori: sanno che mentono e comunque nel caso di Milano la situazione molto diversa. Questo ballottaggio incider fortemente sul futuro della Regione e il suo risultato in un senso o nellaltro per Milano determinante. Il ballottaggio probabilmente confermer il crollo del centro destra e dunque o Formigoni prender atto che, di l degli scandali e dagli esiti giudiziari degli stessi, non dispone pi sul territorio di una reale maggioranza e si dimetter o, indesiderato missionario di una fede tradita, terr duro nellillusione che il tempo faccia dimenticare le sue colpe, quelle sole alle quali attribuisce il suo calo di popolarit, in buona compagnia con Bossi e Berlusconi. Questi ultimi almeno una sorta di passo indietro o, come con sottile perfidia dicono i dirigenti del Pdl, un passo a lato, lhanno fatto tentando di salvare limmagine politica dei loro partiti: Formigoni no e dunque probabilmente tenter ogni possibile resistenza con la conseguenza di travolgere lintero schieramento che lha sin qui sostenuto. Non capisce che se il movimento Comunione e Liberazione pronto a perdonare i peccati della carne, come sempre ha fatto la Chiesa, la gestione affaristica della politica, quella non la perdona nessuno, a meno che non ne sia lipocrita beneficiario. Questa resistenza per la Lombardia un dramma perch se prima poco si muoveva ora nulla si muove pi, nulla di quel poco che resta dopo la gestione della sanit, che assorbe quasi met del bilancio regionale ed inutile su questa aggiungere una sola parola: solo bene che faccia luce la magistratura e anche la Guardia di Finanza, ormai giustamente dedite a scoprire le origini dei troppo facili arricchimenti. Il danno per Milano di questa cieca resistenza chiaro: lultima legge urbanistica regionale dovrebbe essere ampiamente riformata per accompagnare un nuovo disegno della citt che guardi in faccia i bisogni senza cullarsi in ipocriti appelli alla libert di iniziativa; il piano dei trasporti dovrebbe far tesoro dei bisogni dei pendolari invece di badare ad accorpamenti e fusioni di dubbia utilit se non per i nuovi gestori; il territorio che comprende Milano ha bisogno di un piano delle acque organico; ledilizia sociale, che riguarda soprattutto Milano, deve essere totalmente ripensata e soprattutto finanziata con meccanismi semplici e non frutto di fantasie di ingegneria finanziaria mescolata a speculazione edilizia; la politica ambientale deve trovare nella Regione il punto di sintesi di tutti i problemi disseminati nel territorio. Senza una nuova giunta, senza un nuovo presidente nulla di tutto questo e di quel che la nuova situazione economico sociale richiede succeder mai. I pensieri formigoniani sono altrove, pur di restare in sella fa gli occhi dolci ai grillini, ipotizza un partito del nord, corteggia come sempre i moderati. Idee, vecchie e nuove, in libert: catene per i milanesi.

NOI SIAMO MILANO: LA CITT CAMBIA PELLE? Guido Martinotti


sempre difficile commentare la situazione di una realt complessa come Milano per trarne auspici positivi o negativi per il futuro. Sopratutto in una epoca di grandi incertezze e cambiamenti come quella in cui viviamo. Una cosa certa, Milano negli ultimi anni per comune intendimento aveva, come si da pi parti detto, perso la sua anima. Io non so se si possa dire se le citt hanno unanima, non lo sappiamo neppure per le persone, figuriamoci le citt. Ma certamente aveva perduto la sua pelle, in tre direzioni. Orizzontalmente, perch i suoi confini fisici si sono dilatati nelle terre sconfinate del periurbano indistinto dove peraltro sempre pi si insedia la parte giovane e attiva della popolazione metropolitana. In senso verticale perch le PNR, le Popolazioni Non Residenti, di pendolari, city-users e metropolitan businesspersons, che pure contribuiscono in modo determinante alla economia della citt si aggiungono in modo variabile e pulsante alla popolazione dei residenti, a volte espropriandola fisicamente in certe ore della giornata e in certi settori del territorio occupati a discapito degli abitanti, e in modo virtuale perch sopratutto gli ultimi anni il realitysmo (come dice Ferraris) di una politica sempre pi infingarda e ingannatrice aveva sostituito la rappresentanza politica del popolo, con la rappresentazione mediatica del populismo. Un populismo lercio e accattone in cui ribaldi e meretrici si presentavano come modelli di una esistenza frivola e priva di senso, dominata dalla disperazione della miseria spirituale e della mancanza di prospettiva di una economia sempre pi dominata dai pochi e impoverita per i molti, sopratutto giovani. Fortunatamente Milano una citt resistente, in molti sensi, e lo ha dimostrato con la capacit di reagire al degrado con innumerevoli atti di coraggio, speranza per il futuro e solidariet vera, non quella degli affaristi nel tempio. E cos quando ArcipelagoMilano ha lanciato il concorso per saggiare la capacit di reimmaginare Milano, la risposta stata forte e interessante. C chi ha colto le nuove spinte e il nuovo spirito solidaristico e ha cercato di tradurlo in buon linguaggio giornalistico e c invece chi ha cercato di immaginare una citt migliore e ancora chi ha cercato di vederne le pieghe pi strane e intriganti. molto interessante che la Metropolitana (la Metro) sia una delle scene pi rappresentate, questo testimonia di una Milano cosmopolitana in cui gi si stratifica la memoria collettiva di uno strumento di trasporto che per anche una scena di vita comune. Non un caso che a Parigi il suono stesso delle stazio-

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ni del Metr evochi, come in uno dei racconti del concorso, immagini immaginose. In un meraviglioso film di Cluzot Le salaire de la peur, (vit vendute) con Yves Montand, Chaerles Vanel e lo straordinario Folco Lulli, lavventuriero Montand, insabbiato in una repubblica sudamericana ogni tanto tira fuori un biglietto del metro per ricordare lodore della sua citt. PREMIO DELLA GIURIA: PRIMO PREMIO ALESSANDRO SARCINELLI
VIAGGIO NELLE PERIFERIE MILANESI: TRA APPARTAMENTI VUOTI, SPACCIO E AMIANTO

Alla fine si deciso di premiare un racconto sulle periferie di Milano, un altro oggetto molto sentito, non tanto per il contenuto, ma soprattutto per lo stile molto sintetico e poco retorico di ritrovato realismo (si oserebbe quasi dire) dellautore. E forse il complimento pi grande che possiamo fare ai partecipanti al concorso e anche ai lettori che numerosissimi ne hanno seguito la produzioversi e vari piani di osservazione e di indagine. L'augurio della giuria che le cronache locali dei grandi quotidiani e degli altri media milanesi possano un giorno avvalersi di una professionalit come quella del premiato. PREMIO DELLA GIURIA: MENZIONE VIRGINIA DARA
VIAGGIO SUI MEZZI PUBBLICI NELL'ERA DI MR. IPOD

ne, proprio questo. Dopo anni di annunci e retoriche menzognere e finto - disinvolte, di leaders e leaderesse rifatti e rifatte come mummie abbronzate dagli UVA, questi racconti hanno ritrovato lo stile asciutto e pragmatico della Milano antiretorica che ha fatto grande questa citt.

pace di comunicare col vicino o il turista in metr. PREMIO DELLA GIURIA: MENZIONE DAVIDE LESSI
LA RIVOLUZIONE ORIENTALE: NELLE SCUOLE DI MILANO SI STUDIA IL CINESE

Per avere messo a nudo in stile asciutto, limpido ed efficace e con grande rigore documentario, la drammatica realt delle periferie milanesi, tra degrado ambientale, emarginazione sociale e criminalit organizzata. Il suo un articolo da cronista di razza, che non concede nulla alla retorica "buonista" e lascia parlare i fatti. Sarcinelli mostra di possedere un innato talento giornalistico e una rara capacit di sintesi, condensando in uno spazio limitato una notevole massa di informazioni e collegando tra loro fenomeni di-

Documenta con efficacia gli sforzi di alcune scuole milanesi per promuovere la conoscenza della lingua e della cultura cinesi. Il nuovo volto della metropoli multietnica. PREMIO WEB ROBERTA MUSAZZI
VIVERE A MILANO PER STUDIARE

Nel suo articolo descrive con occhio critico e disincantato l'impatto della rivoluzione digitale sui comportamenti dei milanesi, una "folla solitaria" armata di ipod e cellulari, inca-

PIANI BERUTO E MASERA: SOLO AMARCORD? Alberto Ferruzzi e Marco Romano


I piani per le citt sono strumenti che servono da almeno seimila anni a trasformare un terreno libero in un terreno edificabile. Il governo cittadino incarica un suo funzionario di tracciare le strade lungo le quali poi i singoli abitanti potranno costruire le loro case, in genere rispettando le dimensioni dei lotti precostituite dalla loro scansione. Questi piani danno cos una forma alla sfera comune della citt, quella che gli abitanti vivono fuori dalla loro casa, a principiare dalla strada sulla quale sono affacciati e via via a quella pi ampia che ne raccoglie molte e che spesso conduce a qualche spazio dedicato alle cerimonie collettive. Come la casa dovr assolvere con la sua disposizione ai desideri degli abitanti nellambito famigliare, legati dalla comunanza del sangue, cos laspetto visibile della sfera comune dovr dare un corpo riconoscibile alla loro consapevolezza di appartenere anche alla citt, villaggio o capitale che sia. Sono quindi in gioco la forma materiale della casa e quella della citt, forma che dovr venire regolata con il suo strumento appropriato, il disegno, quello attraverso il quale tutti possiamo ricostruire, con un poco di immaginazione, come sar lambiente nel quale saremo destinati a vivere. Lambiente appropriato in ogni societ diverso, frutto di una consuetudine consolidata da secoli nella quale riconosciamo senza esitare la nostra appartenenza e alla quale ancoriamo la nostra identit. Nella nostra societ urbana, consolidata verso lanno Mille nelle centomila citt europee, noi siamo cittadini della nostra civitas non per lappartenenza di sangue a una trib o a una gens, o di fede alla umma, ma perch vi abbiamo il possesso di una casa: sicch la casa anche la condizione della nostra libert. Cos, per impedire ai nuovi arrivati di diventare cittadini gli faremo mancare il terreno edificabile. Quando i mercanti con le loro corporazioni assumeranno alla fine del Duecento il governo di Firenze, quasi per intero posseduta dalle famiglie aristocratiche, faranno disegnare ad Arnolfo di Cambio una citt cinque volte pi grande per accogliere le richieste di casa e di cittadinanza di quei nuovi ceti sociali cos invisi a Dante, quella gente nova e i subiti guadagni: e se Dante rimarr sempre nostalgico della sua piccola Fiorenza, dentro la cerchia antica, / ondella toglie ancora e terza e nona / si stava in pace, sobria e pudica, la memoria della svolta politica del piano di allora rimarr cos vivace che duecentocinquantanni dopo Cosimo I far dipingere da Giorgio Vasari, in una delle scene che sul soffitto del salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio celebrano le fasi trionfali della storia fiorentina, Arnolfo di Cambio nellatto di mostrare ai maggiorenti i disegni della citt nuova: raffigurazione trionfale che difficilmente conseguiranno i misteriosi estensori del PGT. Molti anni dopo, alla met dellOttocento, andr maturando nelle citt europee un problema analogo: da

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un lato alla piena cittadinanza di tutti gli abitanti di una nazione, riconosciuta dalla rivoluzione del 1789, era stato fatto seguire da Napoleone III il diritto di voto a tutta la popolazione maschile senza alcun vincolo di censo, e poich dallaltro lato la stessa rivoluzione aveva anche sancito il diritto di ogni proprietario di un terreno di potervi costruire una casa a suo piacimento, senza richiedere alcuna licenza e leuforia economica di quegli anni lo rendeva in concreto perseguibile - diventava indispensabile tracciare il progetto della rete stradale dellintero territorio comunale, per assicurare a tutti la possibilit di costruirla allineandosi lungo una strada e rispettando le altezze stabilite dal regolamento edilizio. Sar la fervida stagione dei piani regolatori promossi da quasi tutte le citt dEuropa, da Palermo che traccer nel 1848 il viale della Libert a Barcellona con il piano Cerd, a Madrid con de Castro, a Berlino con Horbrecht, a Colonia con Stbben, a Strasburgo con Conrath, e finalmente a Milano con Cesare Beruto, che forse avrebbe meritato anchegli un affresco ma viene ora evocato con questa mostra alla Triennale. (fino a domenica 20 maggio) Ma i progetti delle citt europee non hanno soltanto il compito di tracciare le strade lungo le quali i cittadini possono costruire liberamente la propria casa e diventare per questo a pieno titolo cittadini quella cittadinanza che noi neghiamo agli immigrati recenti facendo loro mancare, come nella Firenze del Duecento, i terreni edificabili devono anche assicurare a tutti il riconoscimento simbolico della loro cittadinanza. La nascita delle citt europee nel Mille subito contrassegnata dal loro confronto simbolico, affidato alla grandezza e alla maestosit dei loro temi collettivi, come ricorda il monaco borgognone Raoul Glabro, che scriveva le sue memorie verso il 1030 "Allavvicinarsi del terzo anno che segu lanno Mille, si vedono ricostruire su quasi tutta la terra, ma sopratutto in Italia e in Gallia, gli edifici delle chiese. Sebbene la maggior parte, molto ben costruite, non ne avessero alcun bisogno, un vero spirito di emulazione spingeva ogni comunit cristiana ad averne una pi sontuosa di quella dei vicini. Sembrava che il mondo stesso si scuotesse per spogliarsi delle sue vetust e per rivestirsi da ogni parte di un bianco mantello di chiese. Allora, quasi tutte le chiese delle sedi episcopali, quelle dei monasteri

consacrati ad ogni genere di santi, e anche le piccole cappelle dei villaggi, furono ricostruite pi belle dai fedeli". A questo primo tema collettivo, la chiesa, ne seguiranno altri: le mura, il palazzo municipale, la locanda, larco trionfale, il teatro, il museo, la biblioteca, il giardino pubblico, il parco, il campo sportivo, il centro storico e altri ancora che non il caso qui di elencare ciascuno dei quali costituisce lespressione della riconoscibilit di una civitas nel suo confronto con le altre. Ma che cosa succede? La societ europea fondata sulla mobilit sociale e non sul diritto di nascita, che resta confinato allambito della sfera aristocratica sicch tutti possono arricchirsi con il proprio lavoro e possono diventare persino sindaco come un conciatore di pelli a Strasburgo - ma daltra parte la civitas anche una societ democratica e dunque egualitaria sicch le diseguaglianze non debbono apparire in pubblico troppo vistose, ragion per cui le citt emaneranno norme suntuarie che limitano parecchio lesibizione pubblica della ricchezza nelle vesti e nei gioielli, e persino nelle gondole che a Venezia saranno rigorosamente nere, tutte eguali. Solo che le case non sono tutte eguali, non soltanto perch i palazzi dei maggiorenti sono clamorosamente pi cospicue delle case comuni e questo potr venire accettato perch costituiscono motivo di orgoglio della citt intera - ma soprattutto perch i pi ricchi abitano accanto ai temi collettivi che costituiscono il cuore della riconoscibilit cittadina mentre i meno abbienti stanno lontano, vicino alle porte: come constata Sebastiano Serlio nel Cinquecento, "le abitazioni dei pi poveri uomini sono lontane dalla piazze e dalli luoghi nobili ma presso le porte. A questo inconveniente porr un qualche rimedio la presenza delle piazze conventuali: poich un breve papale imponeva una distanza di almeno cinquecento metri tra un convento e laltro e tra i conventi e la chiesa principale, di fatto i quartieri nuovi erano tematizzati dalle piazze di un convento, con i suoi frati predicatori ma anche con il mercato, le beccherie e le botteghe che rendono allegra la vita come sosteneva il frate catalano Francisco Eiximenis, che descrive nel1389 una citt ideale e come la disegna Filarete a Milano immaginandola solcata da otto strade maggiori che racchiudono otto quartieri triangolari

con al centro la loro piazza quadrata. questo il problema che hanno sul tappeto anche gli estensori dei piani regolatori dellOttocento, che li affolleranno di piazze a tematizzare cos i nuovi quartieri, piazze legate da brevi strade diritte come Horbrecht a Berlino o costituenti il centro di piccole sequenze con una chiesa, una passeggiata, un giardino pubblico, un mercato, e legate da strade curve come nel progetto di Henrici per Monaco di Baviera. Ma nel frattempo la gamma delle strade e delle piazze tematizzate era andata arricchendosi dei boulevard strade pi larghe, di solito fino a cinquanta metri - disposti luno di seguito allaltro con nello snodo uno square costituito da un vero e proprio giardino pubblico, come piazza Piola o piazza Frattini, e delle passeggiate, queste larghe fino a novanta metri, come viale Argonne e corso Sempione: queste cospicue strade tematizzate saranno caratteristiche dellultimo frutto del piano di Cesare Beruto, il piano Pavia-Masera, che copre lintero territorio comunale nel 1912, forse non a caso adottato da un sindaco socialista il medesimo anno nel quale anche in Italia verr esteso il voto a tutti i cittadini maschi. Ecco che chi abita in fondo a viale Argonne, a pi di due chilometri dalla cerchia dei boulevard pi interni, non sar proprio nel cuore della citt ma il pieno diritto alla dignit della sua cittadinanza verr riconosciuto da una passeggiata larga quanto gli Champs-Elyses a Parigi e conclusa da una vera chiesa. Quanto ai quartieri costruiti dopo il 1956, quando questi piani cos accuratamente disegnati verranno abbandonati per quelli moderni con la loro zonizzazione funzionale, sono ormai quasi il simbolo del degrado della nostra citt, quartieri dove le persone abbienti raramente desiderano abitare, concentrate fin che possono nella citt antica, dentro la cerchia dei navigli e in quella dei boulevard ricavati dalle mura spagnole, o nelle strade e nelle piazze tematizzate disegnate allora. Ecco che con questa mostra abbiamo proposto ai cittadini milanesi che la vorranno visitare il modello concreto di come disegnare una citt, non soltanto come stata disegnata la citt un secolo fa la citt che apprezzano cos volentieri abitandola con affetto ma anche suggerire che la Milano futura dovrebbe venire disegnata con continuit di metodo e di sapienza con quella del passato, e cos consegui-

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www.arcipelagomilano.org re quellambiente felice che tuttora

amiamo.

LA MONETA LOCALE. UNA STRADA CONTRO LA STRETTA CREDITIZIA Massimo Amato*


Ununit di conto, legata alleuro da un rapporto fisso di uno a uno ma utilizzata solo per gestire una camera di compensazione multilaterale fra le imprese di un territorio: pu apparire astruso ma in realt non vi nulla di pi sensato in una situazione di crisi del credito come quella in cui versano le imprese da un anno a questa parte. Proviamo a spiegarci. Ogni impresa pu avere dei clienti solo se ha la possibilit di rifornirsi presso i propri fornitori, e quindi ogni impresa al contempo potenzialmente creditrice e debitrice, rispettivamente verso i propri clienti e verso i propri fornitori. Ma precisamente questo il senso della crisi del credito attuale. Molte imprese non riescono a evadere gli ordini che pure avrebbero perch il sistema bancario lesina loro la liquidit necessaria per acquistare materie prime e semilavorati e per pagare i lavoratori. Ma la cosa non si ferma qui. Lilliquidit di unimpresa porta con s la crisi delle altre, a valle e a monte. I fornitori non forniscono, i clienti non hanno da comprare. Certo, le imprese potrebbero farsi credito fra loro. E il sistema noto: si firmano cambiali per le forniture e si paga a incasso fatto. Solo che in questo caso il debito bilaterale, e ogni creditore deve aspettare che il suo debitore lo paghi, posto che a sua volta il debitore riesca a incassare dai suoi creditori. Se le cose stanno cos, si pu cominciare ad apprezzare il vantaggio connesso alla multilateralit. Se ogni creditore potesse immediatamente spendere il proprio credito presso i propri fornitori, quel credito si rivelerebbe eminentemente liquido, anzi diventerebbe proprio moneta. questo il senso di una camera di compensazione: i crediti sorti con i propri partner diventano crediti nei confronti della camera di compensazione e dunque sono immediatamente spendibili presso tutti gli altri aderenti alla camera di compensazione. La quale crea dunque liquidit per le imprese partecipanti. Una liquidit che esse possono utilizzare per pagarsi fra loro senza ricorrere a prestiti bancari. E che di fatto distruggono ogni volta che spendono i loro crediti. Con leffetto di non alimentare spirali inflazionistiche. Il progetto che la citt di Nantes sta attuando va precisamente in questa direzione. Una banca pubblica, il Crdit Municipal, offrir alle imprese un servizio di pagamento in compensazione in moneta locale per tutte le transazioni sul territorio. Ogni impresa parteciper alla camera di compensazione in ragione del suo coinvolgimento nelleconomia locale. Non solo le imprese si pagheranno fra loro, ma potranno anche utilizzare la moneta locale per la contrattazione di secondo livello con i lavoratori. Una parte dei salari potr, infatti, essere pagata in moneta locale, con leffetto di sostenere la domanda locale di beni locali e dunque di sostenere la capacit del sistema territoriale nantese di sostenere i livelli occupazionali. La domanda locale comprender anche un certo numero di servizi pubblici che il Comune di Nantes accetter di fornire in moneta locale. E infine, una parte degli attivi in moneta locale potr finanziare il terzo settore nantese, attraverso una politica di incentivi alle donazioni. Quello di Nantes non un semplice espediente locale, o peggio localista, per fare fronte alla crisi del credito. il primo tentativo di mettere a

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punto su scala adeguata un modello di credito e di circolazione monetaria locale che potrebbe essere replicato in Francia, ma anche in Italia. Linteresse da parte degli amministratori pubblici innovativi sta cre-

scendo. E nel frattempo i circuiti di credito in compensazione autogestiti vanno aumentando, senza nemmeno attendere la sponsorizzazione pubblica. Ma bene che spontaneit della societ civile e senso di re-

sponsabilit della classe politica sincontrino. Una nuova possibilit pu essere colta. *Universit Bocconi, Milano

LE BANDE GIOVANILI DEI LATINOS: PROBLEMA SOCIALE O RISORSA? Ilaria Li Vigni


Ciclicamente, a distanza di qualche mese, a Milano, la cronaca ci riporta allattenzione una problematica di estrema attualit, vissuta con timore dai cittadini: la presenza di bande cittadine, costituite perlopi da minori o da giovani adulti, che si fronteggiano in alcune zone della citt e costituiscono un grave problema di sicurezza sociale. I nomi di questi gruppi (Latin Kings, Nietas, Comando, per citarne alcuni) ci riportano alla mente esperienze storiche antagoniste prevalentemente di origine sudamericana. Questa, infatti, la matrice culturale, con istanze di egualitarismo sociale e di solidariet giovanile e sono di origine hispanica anche la maggioranza dei componenti di questi gruppi giovanili che spesso creano disagio in alcuni quartieri cittadini. Nel 2007, lallora presidente della provincia di Milano, Filippo Penati, riusc ad abbozzare una sorta di accordo programmatico con alcune di queste realt, con limpegno, da parte loro, di una totale astensione da qualsiasi forma di violenza e, da parte del potere politico, un riconoscimento di fatto e un impiego delle risorse umane di queste bande in alcuni progetti di integrazione interrazziale (gestione spazi ricreativi, ad esempio). Non sempre le finalit di integrazione culturale sono riuscite: ricordiamoci, ad esempio, gli scontri etnici di via Padova del 2010, scoppiati a seguito della morte di un ventenne egiziano accoltellato da un giovane dominicano dopo una banale lite sull'autobus. O anche il recente arresto di una trentina di ragazzi sudamericani, autori di rapine sulle linee metropolitane, che spesso filmavano le loro prodezze e caricavano in rete quanto filmato. Anzich aderire a gang esistenti, molti giovani, negli ultimi mesi, si sono inventati le proprie (con nomi altrettanto evocativi, Latin Dangerz e Los Brothers), ispirandosi alle note band hispaniche, ma non condividendo con le stesse alcun principio ideale, esprimendosi solo con atti violenti. Diamo qualche dato numerico. Secondo i recenti dati del Comune (fine 2011), a Milano gli immigrati sudamericani regolari sono oltre 42.000. Arrivano soprattutto da Per ed Ecuador e sono una comunit molto giovane: i minorenni sono quasi 1 su 4. Molti di loro vivono in Italia con un solo genitore - in genere la madre - ma sono cresciuti in patria affidati ad altri parenti e si tratta di giovani senza alcun rapporto con lautorit familiare e che spesso hanno abbandonato la scuola. facile riconoscere i giovani affiliati dai comportamenti: le passeggiate a ranghi serrati, l'abuso di alcol, l'onnipresente coltello che tutti portano con s. Le risse tra bande rivali, che finiscono ciclicamente sulle pagine di cronaca, sono il reato pi frequente, oltre a risse, furti e rapine: insomma, si tratta di un grave problema sociale che non va affrontato solo da un punto di vista repressivo. Si citava lesperienza di tentativo di accordo programmatico, allora elaborato dalla presidenza della provincia, perch si ritiene che lunico modo per isolare la violenza allinterno di queste bande e, allo stesso tempo, favorire lintegrazione di soggetti spesso ad alto rischio desocializzazione, ancorch molto giovani, sia proprio quello di un riconoscimento virtuoso delle stesse da parte delle istituzioni. Come avvenuto per la comunit rom, unidea potrebbe essere quella di istituire, allinterno dellassessorato ai servizi sociali, un vero e proprio osservatorio relativo a questo fenomeno che ne indaghi a fondo le cause e cerchi un contatto positivo con i componenti. Solo cos si potr controllare un importante problema sociale, eventualmente cercare di allontanare dalle esperienze di microcriminalit soggetti molto giovani e valorizzare coloro che intendono seriamente impegnarsi in piccole iniziative di integrazione. Insomma, occorre trasformare un grave problema di sicurezza in risorsa di integrazione della nostra citt, pena, in caso contrario, una doppia sconfitta: sia da un punto di vista repressivo, con laumento della tensione e di condotte criminose di vario tipo, sia da un punto di vista dellinserimento sociale di giovanissimi che, pur provenendo da paesi lontani, sono e saranno nostri concittadini.

PISAPIA SI STA (PRE)OCCUPANDO DELLURBANISTICA? Maria Cristina Gibelli


Lo strumento perequativo contenuto nella bozza del nuovo PGT attualmente in discussione al Consiglio Comunale conferma totalmente la struttura giuridica e le caratteristiche di quanto proposto nel PGT della Giunta Moratti / Masseroli. Su di esso sono gi state avanzate forti perplessit da Alberto Roccella e da Roberto Camagni. Secondo Alberto Roccella, la perequazione sconfinata avrebbe limitata coerenza giuridica e debole base normativa, godrebbe di iniqui vantaggi fiscali, attribuirebbe diritti edificatori a titolo definitivo riacquistabili quindi soltanto a titolo oneroso per la collettivit (Pgt, perequazione e borsa dei diritti edificatori, ArcipelagoMilano, aprile 2012); secondo Roberto Camagni introdurrebbe una nuova fattispecie di esiti speculativi basati su un incremento di rendita differenziale di cui godrebbe un diritto edificatorio generato su unarea periferica trasferibile senza limitazioni in unarea centrale (Pgt: un uso improprio della perequazione, ArcipelagoMilano giugno 2011) Voglio qui aggiungere alcune riflessioni, che rafforzano queste perplessit, partendo da una domanda: esistono esperienze simili in ambito internazionale? Sulla base

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di una mia ricerca comparativa, posso affermare che in nessun paese o contesto locale, neppure l dove il Transfer of Development Rights (TDR) stato inventato e sperimentato da tempo, e cio negli Stati Uniti, se ne trova traccia. E, naturalmente, la seconda domanda che mi pongo e pongo al sindaco Pisapia : perch proprio a Milano insistere nello sperimentare questa sedicente innovazione? Perch, soprattutto, per iniziativa di una Giunta di sinistra che si insediata dopo venti anni di potere berlusconiano in cui la logica del mercato ha prevalso sulla logica del piano? Il trasferimento dei diritti edificatori nel paese che lha inventato: gli Stati Uniti. Se una comunit persegue il principio incontrollato e condiviso di uno spreco senza limiti e di distruzione di risorse naturali il suolo, la fertilit, lenergia idraulica, le foreste, gli animali selvaggi, la flora e la fauna che per diritto appartengono tanto alle generazioni future quanto alla generazione presente, ci dimostra che la generazione presente non capace di autocontrollo, che non ancora pronta a godere del privilegio elevato e responsabile di far propria una regola che dovrebbe scaturire dal popolo e per il popolo (Theodore Roosevelt, 1916). Spesso, negli scritti americani sul TDR troviamo citata questa frase lungimirante del presidente americano grande sostenitore del movimento dei Parchi Nazionali, che precede di settanta anni la arcinota definizione di sviluppo sostenibile contenuta nel Rapporto Bruntland. Ed stato proprio per contrastare lo sprawl insediativo, labnorme e incessante dilatazione del suburbio nordamericano, che il TDR stato sperimentato nel corso del tempo e in un numero crescente di Stati e di amministrazioni locali degli USA. Inaugurato a New York nel 1968 per tutelare gli edifici storici del centro (e incorporato nella New Yorks Landmarks Preservation), verr applicato estesamente, dagli anni 80 in poi, soprattutto per garantire tutela perenne alle aree agricole suburbane minacciate dal proliferare di quartieri a bassa densit, autostrade e grandi centri commerciali. Il meccanismo del TDR noto: per preservare il territorio agricolo e tutelare le risorse di paesaggio, si trasferiscono i diritti edificatori che ogni suolo di propriet privata incorpora negli USA in altre aree gi destinate dallo zoning locale a funzione residenziale / commerciale / produttiva:

acquistando diritti edificatori dalle sending zone (SZ) e trasferendoli nelle receiving zone (RZ), il developer otterr un surplus di edificabilit (downzoning), mentre il proprietario del suolo agricolo vedr per sempre congelato il diritto a trasformare la sua propriet. Come gi sottolineato, il TDR stato utilizzato negli USA anche con un secondo obiettivo: tutelare gli edifici storici dei downtown, consentendo che diritti edificatori garantiti in una porzione centrale del tessuto urbano (FAR: Floor Air Ratio) non vengano dal proprietario esercitati demolendo o elevando gli edifici stessi, ma trasferendo la capacit edificatoria in isolati, per lo pi prossimi, che gli garantiscano comunque il vantaggio economico atteso. Il TDR si affida dunque a meccanismi di mercato per rendere pi flessibile il rigido piano di destinazione duso dei suoli che da un lato inonda di case e casette unifamiliari il territorio agricolo suburbano e, dallaltro, rischia di omologare il tessuto edilizio dei distretti pi centrali cancellando le testimonianze architettoniche del passato. Ma a quali condizioni si realizza il TDR? Poich occorre una precisa identificazione delle aree di origine e delle aree di atterraggio, il TDR opera in un quadro di regole molto preciso e cogente: non sostituisce il mercato al piano poich, lungi dallannullare lo zoning, richiede anche lelaborazione di un comprehensive plan (un piano generale relativo a tutta la citt che deve integrare gli aspetti economici, sociali, ambientali e trasportistici) molto pi coerente e proiettato al futuro di quanto normalmente avviene nelle routine tecnico-amministrative locali. Obbliga dunque le amministrazioni a guardare avanti, tenendo in piena considerazione i futuri bisogni e cambiamenti della comunit; e richiede una precisa identificazione nei piani locali delle aree che si intende sottoporre a tutela perenne e delle are adatte alla densificazione. Richiede infine la presenza nellamministrazione di competenze sofisticate, per elaborare analisi scenariali sul mercato immobiliare e per effettuare una valutazione finanziaria del valore delle singole aree al fine di determinare la corretta compensazione dei diritti maturati dalle SZ, da corrispondere da parte dei developer delle RZ. Pu essere utile per la comunit locale istituire una Banca dei Crediti (TDR Credit Bank) dove i diritti edificatori possano essere temporaneamente depositati in attesa che sia-

no acquistati dai developer. E in tale banca possono essere depositati anche i diritti edificatori acquistati dai governi locali per tutelare aree di alto pregio ambientale. Ma soltanto con una precisa definizione del valore dei crediti scambiati, implicita nella loro connotazione di origine e di destinazione, la Banca pu funzionare come una cassetta di sicurezza di beni preziosi e come un mercato regolato di questi beni. Cosa che non si verificherebbe in una Borsa dei diritti alla milanese in cui si scambierebbe un unico astratto metro cubo edificabile, soggetto a facilissime e prevedibili manovre speculative. Si pu dunque affermare che il TDR americano si sviluppato sotto il controllo stretto dellamministrazione locale, assumendo un connotato regolativo che pu facilitare una pi virtuosa destinazione degli usi del suolo. Oggi, nelle grandi citt con amministrazioni locali lungimiranti, il TDR viene utilizzato come strumento di Smart Growth (la locuzione americana di sviluppo urbano sostenibile): quartieri a dimensione del pedone, diversificazione funzionale locale, potenziamento dellofferta abitativa per i cittadini meno agiati, accessibilit con il trasporto pubblico. Infine, e questo aspetto da considerarsi cruciale, il TDR deve sempre essere legittimato da processi partecipativi. Soprattutto nelle aree di atterraggio, i cittadini non solo devono essere informati in merito allincremento del carico insediativo e ai suoi possibili effetti, ma anche in merito al mix funzionale e alle tipologie di intervento progettuale. I cittadini possono chiedere la modifica o addirittura la soppressione del progetto di intensificazione. A puro titolo di esempio cito alcuni casi di successo, che corrispondono alle principali tipologie di applicazione del TDR: - una buona pratica pionieristica: si tratta della Grand Central Station di New York dove, nei tardi anni 60, per impedire che la propriet usufruisse del diritto di sviluppo in altezza che le veniva accordato dallo zoning (una addizione di 53 piani che avrebbe compromesso irreversibilmente un importante landmark), la amministrazione locale decide di trasferire gli height development right (i diritti di sviluppo in altezza) in una area adiacente; - una buona pratica recente: si tratta del Comprehensive Downtown Restoration Plan iniziato a Seattle nel 1985 con gli obiettivi di tutelare le abitazioni per la popolazione a bas-

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so livello di reddito, gli edifici storici e quelli dedicati alla cultura e allarte; e promuovere un addensamento compatibile con il tessuto preesistente in alcuni distretti specifici. Il modello di TDR sperimentato complesso: in alcuni distretti molto vivibili e turistici (i frequentatissimi Harbourfront e Pike Market Mixed Zone) non consentito individuare SZ; nel downtown commerciale il TDR pu avvenire soltanto fra edifici appartenenti allo stesso isolato urbano, con un rigido controllo sulla qualit estetica e la diversificazione del mix funzionale; in altri distretti centrali, utilizzato pi estesamente, ma con il criterio di trasferire diritti da zone con importanti istituzioni amministrative, storiche e culturali a zone prevalentemente destinate a uffici. Accanto alla definizione di una densit di base (generalmente inferiore a quella prevista dallo zoning), lamministrazione ha introdotto due tipi di incentivi economici: use incentive per i developer che realiz-

zano edilizia per i gruppi a basso reddito e servizi locali, e design incentive per i developer che realizzano aree pedonali, piste ciclabili, spazi pubblici al piano terra, tetti verdi, spazi espositivi; - infine, nella tutela perenne delle aree agricole, possiamo citare, fra le esperienze di successo, quella della Montgomery County nel Maryland e di Pinelands nel New Jersey per le vaste superfici sottoposte a tutela perenne. A oggi, pi di venti Stati hanno introdotto il TDR. Buon ultimo lo Stato dellOregon, noto per leccellenza della sua legislazione urbanistica (1). Sette stati hanno specifici statuti TDR dedicati a proteggere esclusivamente il territorio agricolo. Nel prossimo numero di ArcipelagoMilano continua la disamina del TDR in alcuni paesi europei.

governi locali a sperimentare il TDR e ha approvato lHouse Bill 2228 che autorizza la Land Conservation and Development Commission (il ministero statale che ha competenza in materia di pianificazione urbanistica, territoriale e ambientale) a selezionare tre progetti pilota di TDR dedicati alla tutela delle aree forestali. Nel caso dei progetti pilota, che rappresentano la buona pratica da imitare da parte dei governi locali, i criteri di realizzazione del TDR sono molto cogenti: le SZ vengono identificate dallOregon Department of Geology and Minerals; preliminare alla approvazione delle SZ e RZ il benestare della Contea; la eleggibilit di una RZ e il progetto di densificazione sono sottoposti al parere di un comitato di peer review composto da valutatori, giuristi, rappresentanti della LCDC e della amministrazione locale coinvolta; infine la scelta di una RZ deve essere legittimata da processi comunicativi e partecipativi. Una versione pi estesa di questo articolo stata pubblicata su www.eddyburg.it il 6 maggio 2012

(1) Nel 2009 lo Stato dellOregon ha approvato il Senate Bill 763 che autorizza i

FULGIDO COME IL VETRO, BUONO COME IL PANE Rita Bramante


Un angolo di Laguna veneta e di Trentino al Fuori Salone a Milano. Angoli di tradizione, di mestieri d'arte tramandati con passaggio generazionale di padre in figlio, esempi della prestigiosa manifattura made in Italy e dell'attenzione alla qualit e alle sue storiche radici. La magia del vetro lascia attoniti e stregati: con un soffio il maestro vetraio raccoglie con una canna in ferro forata la pasta magmatica informe e viva - composta di sabbia silicia pura portata a fusione a oltre mille gradi - e la lavora con grande perizia, ora canna in su, ora in gi, verticale ferma, o ruotata dolcemente, fino a dar sagoma a un'ampia gamma di prodotti, vasi, calici, specchi e lampadari. Dalla miniatura della bottiglia di profumo a edizione limitata, alle forniture di prestigio per case reali, a trionfali lampadari per alberghi di Las Vegas. Anche Pierpaolo e Gianluca Seguso, attuali titolari della Seguso(*), sono stati stregati dal fascino del vetro come le ventuno generazioni che li hanno preceduti in fornace, come il bisnonno Antonio, il nonno Archimede e il padre Giampaolo: raccontano al mondo il simbolo del vetro di Murano che concentra e custodisce un'arte che ha le sue radici storiche nell'epoca giottesca. Saper far vetro competenza che si acquisisce in una scuola informale sul campo: si comincia come garzoni a spiare i gesti del maestro e dopo un percorso di apprendistato di almento quindici anni, da servente a aiutante maestro, si diventa maestro di prima piazza: un lavoro in team, come la coreagrafia di un balletto guidato dal maestro con gesti sapienti. Accanto ai pezzi della tradizione anche la reinterpretazione in chiave moderna dei classici lampadari veneziani con lampade a LED in piccole sculture di vetro; accanto alla perizia manifatturiera dei maestri vetrai anche la managerialit degli attuali discendenti della famiglia Seguso, capace di far incontrare tradizione e contemporaneit e di far dialogare l'importante realt vetraria muranese con i maggiori studi di architettura internazionali. Matteo, 27 anni, presenta con competenza e entusiasmo il 'suo' pane. Cresciuto in una famiglia di fornai, ha frequentato l'istituto alberghiero anche un po' per pigrizia e senza un'idea precisa di continuare la strada materna e paterna dell'arte bianca, intrapresa sull'altopiano di Brentonico e poi trasferita a Isera, Rovereto. I corsi frequentati dopo il diploma hanno fatto crescere in lui l'interesse, la curiosit e il desiderio di farsi parte attiva nel tramandare la migliore tradizione della panificazione con farina macinata a pietra, lievito madre e sale di Cervia. Soprattutto l'aria respirata alle iniziative del Richemont Club Italia - organizzazione che si pone come primo obiettivo la difesa della professionalit nel campo della panificazione e l'incontro con maestri di comprovata esperienza - lo ha coinvolto, sensibilizzandolo alla cura nella scelta degli ingredienti alla base di un impasto genuino, capace di far riscoprire gusti e sapori per lo pi dimenticati. Alla comunicazione dell'alta valenza di questo lavoro artigianale ha pensato CEii Trentino - Centro Europeo di Impresa e Innovazione - che ha favorito il connubio tra la bottega artigiana e il design attraverso la cura del brand: la graphic designer Anna Campetti ha fatto parlare l'involucro del pane del Panificio Moderno con un messaggio che punta sul gusto autentico di una volta e sulla condivisione di questo alimento base di qualit con tutti coloro che amano il buon pane.

(*) che riunisce i brands Seguso Viro, Seguso Vetri dArte, Seguso In-

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teriors, Cenedese e Gino Cenedese

Murano

UNA RISPOSTA A GRILLO: POLITICA. E BASTA Nanni Anselmi


Sostenere di questi tempi lutilit della Politica davvero sempre pi arduo, difficile e di sicuro impopolare. Giorno dopo giorno il cupio dissolvi della nostra cos detta classe dirigente sembra non avere mai fine. di questi giorni, la notizia dellacquisto da parte dello Stato, di altre quattrocento auto blu che si andrebbero ad aggiungere alle sessantamila gi presenti e in parte inutilizzate. Ogni commento ormai inutile e di questo passo anche lazione dello straordinario inquilino del Quirinale sembra purtroppo perdere di efficacia. Gi nei lontani anni Settanta un grande scrittore simboleggiava con efficacia la distanza del Potere dalla vita dei semplici cittadini nella metafora del Palazzo chiuso nei suoi affari e intrighi. Da quella immagine a suo modo classica, siamo tristemente passati a unaltra quella della Casta ben pi gravida di significati negativi e intollerabili. Non si vede allorizzonte nessuna figura pubblica in grado di arrestare questa deriva davvero molto pericolosa. Infatti con lesclusione della gi ricordata opera quasi eroica del Presidente della Repubblica, si avvicendano sul video o sui giornali pallide controfigure di leader politici, con credibilit vicina allo zero. Da un lato partiti personalizzati che si agitano come polli a cui stata tagliata la testa, dallaltro grigie controfigure di burocrati aggrappati a vecchie e polverose ideologie ormai totalmente inadeguate alle esigenze del Terzo Millennio. Il risultato di questo assurdo ma purtroppo attuale scenario che viene sospinto agli onori della cronaca un ex comico un tempo irresistibile e ora diventato truce alfiere del pi retrivo qualunquismo. Il problema non tanto ci che lultimo epigono di Guglielmo Giannini va dicendo in giro per lItalia e sulla rete, ma la debolezza estrema delle risposte dovuta in larga misura alla assenza di credibilit di coloro che replicano, rappresentanti di un ceto politico arrivato ai minimi storici di gradimento. Non siamo alla vittoria dellantipolitica ma alla desolante mancanza della Politica. Come Diogene che con la lanterna ricercava lUomo, cos i cittadini italiani ricercano disperatamente qualcuno/qualche cosa che si occupi della cosa pubblica con il solo obiettivo di favorire linteresse della comunit di cui fa parte. Deve ritornare pertanto la Politica senza aggettivi, n rafforzativi, a sostegno di un concetto un tempo nobilissimo la difesa della polis e ora ridotto nel fango. La crisi di oggi non sta nelle istituzioni democratiche, ma nella crisi della rappresentanza politica dei cittadini oggi costituita dal sistema dei partiti. Purtroppo non possibile credere alle loro capacit di autoriformarsi: troppa la distanza con la gente e la incapacit cronica di assumere decisioni nocive per il circuito della burocrazia. I partiti non sembrano pi capaci di ascoltare i bisogni della societ n di offrire una prospettiva di speranza per affrontare questi tempi difficili. Ma continuano a occupare gli apparati pubblici e a dare uno spettacolo di corruzione che non pu che alimentare il sentimento anti casta. La voce della protesta si fa sentire sempre pi alta, ma non da l che pu venire la risposta. Altrove vanno ricercate le energie, le idee e i progetti che, fortunatamente esistono in questo Paese. Trovarle non difficile: i movimenti, le associazioni, il volontariato, le comunit, il Terzo Settore, i comitati, i produttori (imprese e artigiani), i nuovi italiani rappresentano le varie articolazioni di una rete civile vitale ed energetica, che non trova oggi rappresentanza politica adeguata. Rispetto a sistemi parlamentari basati su partiti di massa che hanno ormai da tempo perso ogni capacit di sintesi e mediazione politica in nome dellinteresse pubblico generale, si avverte ormai ineludibile la necessit di riportare il cittadinoelettore al centro del processo politico. Chiamato periodicamente al voto democratico, deve potere esercitare controlli efficaci sulla attivit del singolo parlamentare che ha eletto. Quindi vanno costituite regole sistemiche di trasparenza e rendicontazione periodica da parte degli eletti. Nellera dei Social Network, burocrazie gigantesche e miriadi di leggi tra di loro contrastanti risultano intollerabili per tutti coloro che vedono soltanto uno Stato precisissimo esattore di tributi, ma pessimo erogatore di servizi e altrettanto pessimo pagatore di forniture. Si approvi pertanto quanto prima una legge elettorale che faccia proprie queste istanze di partecipazione democratica. Sar lultimo compito richiesto a questa impresentabile classe dirigente che senza esclusione alcuna dovrebbe rapidamente prendere la via di casa. Oggi lagire politico richiede velocit, decisione, approccio laico e non ideologico, trasparenza, etica e rigore morale: in una parola la ricerca continua e incessante del BENE COMUNE. Questo concetto originariamente proprio del linguaggio filosofico ed economico entrato da poco tempo anche nel linguaggio politico soprattutto con le campagne referendarie sulla propriet dellacqua. Non si tratta per di ripetere uno schema in cui la politica italiana eccelle da oltre cento anni: quello di cambiare etichetta, ma in sostanza ripetere gli stessi comportamenti (magari in forma pi moderna). Gattopardi, Trasformisti, Rieccoli. Cos sono stati battezzati nel corso dei decenni coloro che hanno con successo effettuato simili operazioni. Il concetto di Bene Comune deve essere studiato in modo approfondito e trovate sue forme innovative di applicazione concreta. Non pu e non deve essere oggetto di operazioni superficiali di marketing politico, tali da riciclare superate ideologie senza futuro e sterili rigurgiti post sessantottini. Proviamo allora ad associare questo concetto a un altro altrettanto fondativo: il rispetto della legalit. Quando vediamo una automobile in doppia fila, quando notiamo un mezzo fermo da tempo su un passo carraio o occupando uno scivolo per disabili, quando decine di moto e biciclette impediscono di passare alle carrozzine, siamo di fronte al pi evidente e macroscopico esempio di illegalit diffusa e insostenibile. Iniziamo da l a punire con severit e celerit, per poi salire nella scala dei reati che sono allordine del giorno. Sentenze che dopo trentanni dichiarano la palese incapacit della giustizia di venire a capo di tragedie nazionali o di efferati delitti che rimangono impuniti, sono il terribile segno di questo Paese fai da te, che toglie respiro ed entusia-

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www.arcipelagomilano.org smo a intere generazioni. Riportiamo pertanto al centro la Questione Morale di antica memoria berlingueriana, riempendola per di contenuti civici positivi e non di diversit purtroppo rivelatesi illusorie. Il lavoro su questo fronte sar molto arduo e noi faremo la nostra parte per promuovere e diffondere con fatti concreti il principio guida dellagire per il Bene Comune in politica. In merito nel prossimo autunno verr infatti dedicata da MMC (Movimento Milano Civica) una intera giornata di lavoro su questi argomenti. Fin da ora comunque sembra utile ribadire che mettere al centro della propria vita il senso della comunit e il rispetto della legalit non solo cosa buona e giusta ma soprattutto conveniente in quanto stimola comportamenti virtuosi a loro volta portatori di benessere e armonia collettiva.

SANIT LOMBARDA: TARIFFE A OCCHI CHIUSI Sara Valmaggi*


La Lombardia la Regione italiana pi generosa con la sanit privata, che pesa per il 43,8% sul bilancio sanitario regionale, pari, nel suo complesso, a 17 miliardi di euro. La cifra si evince dalla Relazione sullo stato sanitario del Paese (2009 2010) del ministero della Salute, che usa come indicatore la spesa per assistenza sanitaria erogata da enti privati, accreditati e convenzionati. Un dato molto pi significativo e distante da quello usato, peraltro in modo impreciso, dal presidente Formigoni, che invece, considerando solo il numero di posti letto del privato accreditato, senza conteggiare quegli degli IRCCS privati e degli istituti religiosi, sostiene che la Lombardia al settimo posto in Italia nella classifica della sanit privata. Risorse cospicue quelle destinate alla sanit privata dunque che comprendono tre voci: il pagamento dei DRG (funzioni tariffate), i progetti speciali, destinati al privato no profit, per cui tra il 2008 e il 2010 Regione Lombardia ha previsto di impegnare 176 milioni di euro e le funzioni non tariffabili. E proprio queste, ossia le risorse distribuite in maniera discrezionale a supporto delle eccellenze, sia pubbliche che private, quali le cardiochirurgie pediatriche, lattivit di ricerca degli IRCCS e la didattica universitaria, i centri regionali per lepilessia, quelli per il trapianto dorgani e le riabilitazioni complesse, sono le pi controverse. Alle funzioni non tariffabili stato destinato, (dati 2011) un miliardo di euro, pi che in ogni altra regione italiana, circa il 6% del fondo sanitario regionale. Il maggior beneficiario di queste risorse stato il San Raffaele, che tra il 2008 e il 2010 ha ottenuto quasi 147 milioni di euro, seguito a breve distanza dalla Maugeri, con oltre 72 milioni nello stesso periodo. Il criterio della flessibilit nellerogare fondi ha sconfinato troppo in una discrezionalit che i recenti scandali nella sanit hanno fatto emergere in maniera drammatica. Questo non significa che debba essere messo in discussione il mix tra privato e pubblico, che in Lombardia ha prodotto anche eccellenze, che certamente devono essere finanziate, bens che, oggi pi che mai, occorre garantire pi trasparenza sulle modalit di assegnazione e sulla rendicontazione delle risorse pubbliche. Casi come quelli del San Raffaele e della Maugeri non devono pi accadere. Per evitarlo occorre agire sui controlli che, come hanno dimostrato i fatti, non sono efficaci. Le verifiche sui conti delle fondazioni non garantiscono trasparenza. La vigilanza sui bilanci, che oggi fa capo alle prefetture, non ha impedito il dilagare degli scandali. Per questo necessaria unainiziativa legislativa urgente per rivedere i criteri di assegnazione dei fondi pubblici alla sanit e garantirne cos un uso trasparente e corretto secondo due criteri: per quanto riguarda i pagamenti dei DRG non basta, come ha fatto finora Regione Lombardia, aumentare il numero delle cartelle cliniche controllate, ma bisogna rivedere i criteri di qualit con cui vengono effettuati i controlli stessi. Per quanto riguarda le funzioni non tariffabili i contributi devono essere erogati a fronte di rendicontazione, a oggi non sempre richiesta, per tutte le tipologie di linea di finanziamento, oltre a inserire tetti di spesa. Come unassociazione o unimpresa, dunque, anche le fondazioni no profit, che ricevono denaro pubblico per fornire prestazioni sanitarie o assistenziali, dovrebbero poter dimostrare sia di avere bilanci sani, sia di non avere rami societari che fanno profitto. Infine necessario, anche per evitare che, come accaduto fino a oggi, gli eventuali illeciti emergano solo a fronte di indagini della magistratura, aumentare il livello di attenzione e responsabilit della politica. Criteri e modalit di controllo devono essere decisi nelle assemblee legislative alle quali devono essere forniti gli elementi per svolgere un ruolo di controllo effettivo. Alla giunta deve essere lasciata solo la loro applicazione.

*vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia

PROFESSOR MONTI, INVESTA SUI GIOVANI! Giovanni Agnesi


Il Servizio Civile non deve morire. Incominciamo con un po di storia. Nel 1972 viene introdotto in Italia il diritto allobiezione di coscienza e ne consegue la possibilit di svolgere il servizio civile in alternativa alla leva militare. Da questa importante esperienza di responsabilit civile nasce nel 2001, il Servizio Civile Nazionale con la funzione di destinare gli obiettori di coscienza agli Enti richiedenti che avevano presentato progetti di intervento in diverse aree quali lassistenza, la protezione civile, lambiente, il patrimonio artistico-culturale, leducazione, la promozione culturale e il servizio civile allestero. Il Servizio Civile Nazionale in dieci anni di attivit ha indirizzato pi di 250.000 volontari raggiungendo nel 1999 il record di 110.000 domande a favore di 2.000 associazioni locali del terzo settore, 200 Unit Sanitarie Locali e 3.500 Comuni. Nel 2005, con la sospensione della leva obbligatoria, il Servizio Civile Nazionale si svolge su base esclusivamente volontaria da parte di ragazzi e ragazze dai 18 ai 28 anni che

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www.arcipelagomilano.org scelgono di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico per il bene di tutti e di ciascuno e pertanto con un forte valore di coesione sociale. stata questa uniniziativa accolta con molto favore dai giovani italiani che nel 2006, dopo adeguate selezioni, ha visto ben 45.175 volontari assegnati a 3.451 progetti sociali. Una disponibilit a partecipare che si mantiene pressoch costante negli anni successivi, anche negli ultimi quattro anni (2008/2012), nonostante un drastico taglio dei fondi destinati a sostenere questa importante ed essenziale esperienza; si passa infatti da uno stanziamento di 299.000.000 (nel 2008) a 68.000.000 (nel 2012), cio il 400% in meno. Purtroppo, bench la domanda dei volontari superi sempre lofferta dei servizi, gli esigui fondi messi a disposizione hanno ridotto i volontari in servizio nel 2012 a solo 8.878. Si nega cos, in questo periodo di crisi economica, la possibilit per pi giovani di fare una scelta che potrebbe arricchire il loro bagaglio di conoscenze spendibile nel corso della futura vita lavorativa; se non addirittura privarli della opportunit di lavoro presso lente in cui si svolta lattivit (circa il 30%) e nel contempo avere un rimborso spese che oggi si aggira intorno a 400 mensili?. La drastica riduzione dei fondi sta portando il servizio civile allestinzione; purtroppo questo viene considerato, come altri interventi sullo Stato Sociale, tra le tante fonti di spesa sacrificabili, poco produttive, legate a una visione assistenzialista, mentre invece si tratta di un forte risparmio in quanto ogni euro investito rende immediatamente quattro euro di servizi offerti alla cittadinanza, sollecita a mettersi in gioco i 2,2 milioni di giovani che nel nostro Paese non studiano, non lavorano, non cercano pi il lavoro. Inoltre viene colpito indirettamente lassociazionismo che interviene nei settori del disagio in generale e cio a scapito delle famiglie e dei servizi sociali sempre pi taglieggiati nelle loro disponibilit finanziarie. Queste sono le motivazioni per le quali invito il Presidente del Consiglio professor Monti a intervenire con adeguati mezzi per rilanciare concretamente il servizio civile. Mi rivolgo anche alla Regione Lombardia e al Comune di Milano che gi stanno attuando in questo settore apprezzabili interventi che tuttavia necessitano di ulteriori investimenti. A tutti coloro che dopo aver letto quanto sopra, desiderassero approfondire largomento, propongo di visitare il sito www.vita.it per sottoscrivere un manifesto indirizzato al ministro della Cooperazione e Coesione Sociale Andrea Riccardi.

Scrive Ugo Scuro a Raffaello Morelli


L'articolo dell'amico Morelli condivisibile in gran parte nell'analisi, meno nella conclusione, costituita dalla previsione del sacrificio patrimoniale (non meglio definito) di tutti i cittadini e dal comitato di raccolta del risultato economico, presieduto dal presidente Napolitano. Infatti, la liquidazione del patrimonio richiede disponibilit finanziarie, che scarseggiano nelle tasche dei cittadini (ma non nelle banche, curiosamente). Pi coerentemente con le circostanze il governo potrebbe essere proponente di una politica economica tendente a rendere compatibili le esigenze del debito pubblico e della disponibilit delle risorse acquartierate nelle banche, incidentalmente responsabili non poco di malefatte economiche da vari decenni a questa parte. Quanto poi al comitato d'onore rappresentato del presidente sprovvisto di poteri e competenze specifiche, francamente mi sembra una proposta accattivante ma per niente praticabile.

Scrive Anna di Gennaro a Giovanni Cominelli


Se gi nel 1725 il filosofo Francis Hutcheson affermava: "Maggior felicit per il maggior numero" SI B = -------D Dove B indica la benevolenza, ovvero il desiderio di diffondere felicit; S lo slancio verso il bene; I l'interesse individuale e D le doti personali, ritengo che l'unica "ricetta" alla "malattia" del potere di Formigoni and company (su questo punto condivido Pisapia che ha subito commentato pi o meno cos: "Troppi anni al potere non vanno bene") farsi curare"...lontano, molto lontano.

RUBRICHE MUSICA questa rubrica curata da Palo Viola rubriche@arcipelagomilano.org Piano City
Non so bene perch, ma questa storia di Piano City mi ha convinto assai poco, nonostante si sia detto che abbia avuto molto successo di pubblico e se cos fosse bisognerebbe dargliene merito perch musica vincet semper e dunque limportante che si faccia e si ascolti musica, in ogni possibile situazione. Dunque fra venerd, sabato e domenica in citt si sono tenuti 161 (centosessantuno) concerti di pianoforte a due e quattro mani con uno o pi pianoforti, in ogni genere di luogo: teatri e sale da concerto, musei e gallerie, scuole e universit, ristoranti, showroom, librerie e biblioteche, chiese, ospedali, stazioni, case e cortili privati. La parte del leone lhanno fatta la Rotonda della Besana con 31 pianisti e Villa Simonetta con 12, ma levento pi curioso stato quello che si svolto nella Vil-

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www.arcipelagomilano.org la Necchi-Campiglio, in via Mozart, dove per 13 ore di seguito ben 25 pianisti si sono avvicendati nellesecuzione di Vexations di Erik Satie, una strana e misteriosa composizione in cui lo stesso tema viene ripetuto innumerevoli volte! Mi ha convinto poco perch non comprendo il senso di un cos grande impegno organizzativo, e del dispendio di tante energie e competenze, diffuso in tanti rivoli per cui ciascun ascoltatore non ha potuto goderne che in minima parte, per giunta scegliendo a casaccio perch sia il programma stampato che quello in internet fornivano di ogni concerto solo i nomi dei pianisti e la marca dei pianoforti (potenza delle sponsorizzazioni!) ma non le musiche eseguite. Piano City stata inventata dal pianista tedesco Andreas Kern che in un weekend di ottobre del 2010, a Berlino, organizz 70 concerti di pianoforte invitando - unico italiano Ludovico Einaudi che si innamorato dellidea e ha voluto riprodurla in Italia, ovviamente a Milano. Lidea deve essere piaciuta a non pochi ed Einaudi deve essere stato molto convincente - per riuscire a coinvolgere tanti luoghi e tanti pianisti fra cui qualche nome molto noto agli amanti della musica classica come, per dirne alcuni, Bruno Canino, Antonio Ballista, Luca Schieppati. Ospiti donore, nella sala delle assemblee della Edison - che insieme a Banca Intesa e al Comune di Milano ha sponsorizzato lintero evento di Piano City - sono stati Monica Leone e Michele Campanella, una coppia nella vita e al pianoforte, che hanno eseguito a quattro mani la Fantasia in fa minore D. 940 e la Sonata Gran Duo in do maggiore D. 812 di Schubert con due bis, di Debussy e di Faur, dedicati ai loro figlioli. Un magnifico concerto breve, in un clima di intimit e di sentimenti affettuosi non solo grazie alla musica di Schubert ma anche per il modo con cui stata presentata. Unora o poco pi di musica di grande intensit, poco conosciuta perch come ha detto Campanella nella sua prolusione i testi per pianoforte a quattro mani sono da sempre considerati testi minori, spesso semplici trascrizioni a fine didattico, per lo studio o la preparazione allascolto di opere liriche o sinfoniche. Monica Leone e Michele Campanella, insieme o separatamente come solisti, sono di casa in molti teatri del mondo e li vorremmo pi spesso a Milano non solo per la qualit delle loro esecuzioni ma anche per i programmi sempre intriganti e suggestivi che abitualmente propongono. A proposito di programmi, un magnifico concerto di violino e pianoforte stato costruito da due bravissimi musicisti americani, Hilary Hahn e Cory Smythe, con vasta presenza internazionale, che hanno messo insieme tre pezzi classici le Sonate di Beethoven e di Bach che portano il n. 2 ed uno sconosciuto, ma non per questo meno prezioso, Scherzo di Brahms, senza numero dopera, appartenente a una Sonata i cui altri due tempi furono scritti da Schumann e da Dietrich nellattesa dellarrivo del loro amico stimatissimo e amatissimo Joseph Joachim e otto piccoli pezzi contemporanei dallorigine assai curiosa. Nascono infatti da un progetto della bella ed elegantissima trentatreenne violinista che ha chiesto ed ottenuto, da 27 compositori di altrettanti paesi, 27 brevi pezzi di 4/5 minuti luno e uno pi bello dellaltro, da utilizzare come bis, o encores. Ed ecco il programma, che Hilary Hahn ha eseguito tutto a memoria con grande lucidit e spiritualit: nel primo tempo gli encores di un giapponese, una neozelandese, un serbo, unamericana e la conclusione di Beethoven; nel secondo tempo dapprima Bach per violino solo poi, ancora con il pianoforte, i pezzi di una svedese, un israeliano, una cinese e un finlandese per concludere con Brahms. Un modo molto raffinato di mettere la musica di oggi a confronto con quella di ieri, rappresentare gli elementi di contiguit e di contraddizione fra epoche tanto diverse (dal primo settecento di Bach allultimo di Beethoven, dallottocento di Brahms ai contemporanei) e far riflettere gli ascoltatori senza tediarli. Musica per una settimana *mercoled 16 al Conservatorio (Societ dei Concerti) il pianista Rudolf Buchbinder esegue cinque Sonate di Beethoven: n. 5 in do minore, n. 12 in la bemolle maggiore, n. 22 in fa maggiore, n. 4 in mi bemolle maggiore e n. 14 (Chiaro di luna) in do diesis minore *gioved 17, venerd 18 e domenica 20, allAuditorium, lOrchestra Verdi diretta da Zhang Xian esegue il Triplo Concerto per pianoforte (Simone Pedroni), violino (Luca Santaniello), violoncello (Mario Shirai Grigolato) e orchestra di Beethoven e Das Llied von der Erde (Il canto della terra) per contralto (Carina Vinke), tenore (John Daszak) e orchestra di Mahler *gioved 17 e sabato 19 al Teatro Dal Verme lOrchestra dei Pomeriggi Musicali in un programma che vede Massimo Quarta, violinista e direttore in aikovskij (Serenata malinconica opera 26, Valse-scherzo opera 34 e Serenata opera 48) e Prokofev (Pierino e il lupo, con Giulio Casale voce recitante) * venerd 18, domenica 20 (alle 15) e mercoled 23 alla Scala spettacolo di balletto con Svetlana Zakharova, Roberto Bolle e Massimo Murru - al pianoforte Davide Cabassi - con musiche di Liszt (Marguerite and Armand, dalla Sonata in si minore, coreografia di Sir Frederik Ashton per Nureyev) e di ostakovi (dal Concerto n. 2 in fa maggiore, coreografia di Alexei Ratmansky per il New York City Ballet) *sabato 19 (prima) e marted 22, alla Scala, il Peter Grimes di Benjamin Britten diretto da Robin Ticciati con la regia di Richard Jones *domenica 20 alle ore 11 alla Palazzina Liberty lOrchestra da camera Milano Classica con il coro femminile Convivia Musica, diretti da Marco Testori, eseguono la Missa Sancti Leopoldi e il Vespro in fa maggiore di Johann Michael Haydn, fratello minore di Franz Joseph *luned 21 alla Scala lOrchestra Filarmonica diretta da Fabio Luisi esegue tre Canzoni di Gabrieli trascritte per orchestra da Claudio Ambrosini, il Concerto n. 4 per pianoforte (Rafal Blechacz) e orchestra di Beethoven, la Paganiniana di Casella e le Feste Romane di Respighi *luned 21 al Conservatorio (Serate Musicali) il pianista Stephen Hough esegue la Sonata Al chiaro di luna di Beethoven, una Sonata broken branches scritta da lui, la Sonata n. 5 in fa diesis maggiore di Skriabin e la Sonata in si minore di Liszt *marted 22 al Conservatorio (Societ del Quartetto) il Quartetto darchi di Cremona, con Andrea Lucchesini al pianoforte, esegue tre Quintetti: in mi bemolle maggiore opera 44 di Schumann, in sol minore opera 57 di ostakovi, e in fa minore opera 34 di Brahms

ARTE questa rubrica a cura di Virginia Colombo

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rubriche@arcipelagomilano.org Gli elementi di Brueghel il Vecchio


Rizmata la parola greca che significa radici. La us il filosofo Empedocle, vissuto a met del V secolo a.C., per indicare i quattro elementi fondamentali da cui sarebbe costituito luniverso intero: il fuoco, laria, lacqua e la terra. Rizmata anche il titolo della mostra presso la Pinacoteca Ambrosiana, che, dopo pi di 200 anni, riunisce quattro capolavori di Brueghel il Vecchio. I quattro elementi sono dipinti su rame creati tra il 1608 e il 1621, appositamente per il cardinale Federico Borromeo, gi fondatore della Biblioteca e della Pinacoteca Ambrosiana. Una amicizia di lunga data, iniziata nel 1592 a Roma, legava questi due grandi personaggi, che si rincontrarono a Milano tre anni dopo, prima che Brueghel tornasse definitivamente ad Anversa. Questa amicizia ci nota grazie al carteggio epistolare rimastoci, esposto in mostra, che illustra anche la genesi dei quattro dipinti. Il cardinale Federico, parlando di queste opere, le definiva di gran pregio e fonte di grande stupore, ricolme di dettagli e di meraviglie naturalistiche. I quattro elementi rimasero in Pinacoteca fino al 1796, quando Napoleone li requis insieme al Codice Atlantico di Leonardo e al manoscritto appartenuto a Petrarca, con le opere di Virgilio. Non un caso dunque che, insieme a questi due capolavori assoluti, i francesi si fossero presi anche i quattro preziosi dipinti. Con la caduta di Napoleone si affront anche il destino delle opere darte trafugate. Canova, emissario italiano, ottenne la restituzione di solamente due dei quattro dipinti: lallegoria del Fuoco e dellAcqua, mentre lAria e la Terra rimasero a Parigi. ancor pi di interesse dunque vederli oggi tutti riuniti, uno accanto allaltro, cos come si presentarono agli occhi del cardinal Borromeo, in un succedersi organico di suggestioni e dettagli. Nellallegoria del Fuoco, elemento indomabile, un incendio si sviluppa su un monte, mentre una fucina di fabbri forgia armi e armature lucenti, in una sorta di caotico museo, mentre tutto intorno creature demoniache si librano nellaria. Lallegoria della Terra sembra invece una sorta di Paradiso terrestre in cui animali di ogni specie e taglia, predatori e vittime, stanno luno accanto allaltro, in una vegetazione rigogliosa e fiorita. E in effetti questa opera dialoga anche con gli altri due dipinti fioriti di Brueghel, esposti sempre in Pinacoteca: i Fiori in un bicchiere e il Vaso di fiori, esposti nella sala VII. Lallegoria dellAcqua ci mostra invece un paesaggio quasi lacustre, con pesci, crostacei e molluschi, in cui una vecchia divinit seduta accanto ad un giovane, con conchiglie che sgorgano acque fresche. Larcobaleno richiama un mondo primordiale, quasi lalba della Creazione. LAria lallegoria che ha in s il pi forte elemento mitologico, con al centro una dea vestita solo da un drappo rosso, circondata da una miriade di volatili e da puttini che giocano con strumenti astronomici. Questo fu lultimo dei quattro elementi ad essere dipinto ed anche quello che pi, disse il cardinal Federico, lo aveva perfuso tutto di gioia. Piccole enciclopedie del tempo, quasi miniate con la precisione e lamore per i dettagli tipici dei pittori fiamminghi. Quando il cardinal Federico Borromeo commission a Jan Brueghel i dipinti pensava alla Natura come luogo dove era possibile leggere limpronta del Creatore spiega il curatore Marco Navoni Anzi, dalla Creazione era possibile e doveroso risalire al Creatore stesso, secondo quanto afferma san Paolo, allinizio della lettera ai Romani, dove si legge: Dalla creazione del mondo in poi, le perfezioni invisibili di Dio possono essere contemplate con lintelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinit. Ecco perch queste allegorie, di sapore un po profano ma commissionate da un uomo di Chiesa, risultano cos dense di significato ed erano cos amate dal cardinale stesso. Unoccasione per vederle riunite, fino al 1 luglio, prima che vengano separate di nuovo, cos come gi le vicende napoleoniche imposero. RIZMATA Terra, Aria, Acqua, Fuoco - Il Ritorno di Brueghel allAmbrosiana Pinacoteca Ambrosiana. Fino al 1 luglio 2012 Orari: Da Marted a Domenica dalle 10.00 alle 19.00 Prezzi: Solo mostra RIZMATA: Intero: 5 , Under 14: 0 (accompagnati da adulto) Mostra RIZMATA + Pinacoteca + Mostra Leonardo Codice Atlantico: Intero: 15 , Ridotto: 10

Le ceramiche di Ai Weiwei
Lisson Gallery, storica galleria londinese, ha aperto i battenti a Milano nel settembre 2011. Un evento che ha creato scompiglio e meraviglia, in tempi di crisi globale. Diretta da Annette Hofmann, la nuova filiale Lisson situata in via Zenale 3, in un bel palazzo vicino a Santa Maria delle Grazie, in uno spazio bianchissimo circondato da un bel parco privato. Dopo le mostre dedicate a Julian Opie e John Latham, fino al 25 maggio sar possibile visitare la nuova esposizione della galleria, dedicata allartista cinese Ai Weiwei, personaggio noto non solo per i suoi lavori, ma anche per delle tristi vicende politiche. Weiwei fu infatti imprigionato dalla polizia cinese, nel 2011, ufficialmente per motivi fiscali, ufficiosamente per il suo lavoro sovversivo e critico verso la Repubblica popolare cinese. La mostra milanese dedicata per lo pi alle opere realizzate in ceramica nel 2006, tecnica questa che Ai Weiwei studia e conosce grazie a un lungo e inteso periodo di lavoro a Jingdezhen, citt cuore della produzione cinese di ceramiche. Grazie alla riflessione su questo materiale nata anche lopera Sunflower Seeds, installazione realizzata dallartista per la prestigiosa Tate Modern di Londra. Weiwei non nuovo alluso di materiali come la ceramica. Molte sue opere sono state realizzate adattando, dipingendo e distruggendo antichi vasi e urne, in una sorta di modernissimo ready-made. Non questo per il caso, visto che in mostra ci sono pezzi unici, fatti a mano, che non mistificano ma anzi rendono onore a una delle pi importanti e antiche tecniche cinesi. Il valore storico e culturale delle tecniche e dei materiali utilizzati un elemento essenziale nel lavoro dellartista, che li rielabora poi nella sua personale visione. E allora ecco gli affascinanti Watermelons (2006), rappresentazioni

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www.arcipelagomilano.org realistiche di due angurie tonde e monumentali, realizzate a mano in ceramica e dipinte. Esattamente come Sunflower Seeds (semi di girasole) della Tate, la creazione di queste opere risponde alla tradizione cinese legata allimitazione delle forme naturali. Anche Oil Spill (2006), attraverso luso di una lucidissima ceramica nera, riproduce familiari ma allo stesso tempo minacciose pozzanghere di petrolio greggio, disseminate sul pavimento bianco della galleria. L'opera Bubble (2008), presentata in mostra in una versione minore rispetto a quella gi esposta a Miami, composta da sei sfere di porcellana blu lavorate a mano. A Miami le sfere erano ben cento. Un filone simile lo segue Pillar (2006), una sorta di monumentale forma geometrica blu che si staglia nel cortile interno della galleria. Ultime opere in ceramica sono i Ghost Gu (2007), in cui Weiwei rif un particolare vaso della dinastia Yuan e che porta lattenzione sulla tematica del falso fatto ad arte. Infine, Marble Plate (2010) rappresenta un grande piatto di marmo bianco, altro materiale sperimentato nella produzione degli ultimi anni di Ai Weiwei. Ultimo e importante lavoro dellartista la realizzazione, insieme a Herzog & de Meuron, del Padiglione 2012 della Serpentine Gallery di Londra, altra istituzione iconica e fondamentale dellarte contemporanea europea.

Ai Weiwei fino 25 maggio 2012, Lisson Gallery via Zenale 3 - Orari: da Luned a Venerd: 9.30 13.00 e 15.00 18.00 Ingresso gratuito

Marlene Dumas tra Stelline e Pasolini


Sorte una parola triste. Destino un po meglio. La Libert incastrata tra le due. Pi invecchi, pi ti muovi verso le ultime possibilit. Cos Marlene Dumas racconta la sua ultima fatica, Sorte, la mostra creata per la Fondazione Stelline di Milano. Quindici le opere nuove e inedite che lartista sudafricana, olandese di adozione, ha creato o scelto appositamente per adattarle al luogo dellesposizione. Pasolini, Cristo in croce, Amy Winehouse e le piccole ospiti dellantico orfanotrofio sono alcuni dei soggetti scelti dalla Dumas per raccontare le vite e i destini interrotti, ma non dimenticati, dei suoi protagonisti. Un intreccio indissolubile tra lantico ex convento, diventato ricovero per bambine abbandonate, e i dipinti dellartista. Invitata dalla Fondazione Stelline, Marlene Dumas ha consultato il vasto archivio fotografico della Fondazione e ha scelto tre immagini risalenti agli inizi del Novecento per trarne altrettanti dipinti. Nel primo una classe di ragazzine riunita intorno alla loro insegnante: vestite coi grembiuli chiari, sedute o in piedi, attorniano la maestra in abito scuro e guardano verso di noi, i volti quasi cancellati dal tempo ed evanescenti. Le altre due immagini, intitolate Stellina e Destino, ritraggono invece due bambine, le stelline appunto, come erano chiamate le ospiti dellorfanotrofio, con la divisa usata nelle uscite ufficiali. Stellina e Destino mi ricordano una fotografia di mia madre da bambina. Vecchie immagini di giovani ragazze, che oggi non fanno pi parte di questo mondo, ma che allora avevano ancora il futuro e la fortuna intatti davanti a loro, spiega la Dumas stessa. Il passato non si pu distruggere, sempre presente, come sempre sar, in questi luoghi, lo spirito di tutte le stelline che ci hanno abitato. Altro filone tematico dellesposizione Pier Paolo Pasolini, al quale la Dumas aveva gi dedicato fra il 1989 e il 1990 la Pasolini Series. Un confronto/scontro tra i crocifissi della serie Forsaken (con riferimento alle parole che Cristo in croce rivolge al Dio padre: Perch mi hai abbandonato?) e i ritratti del grande regista scrittore: come il crocifisso mostra labbandono del Figlio da parte del Padre e quindi il senso di solitudine e vuoto, Pasolini, figura tragica a causa della sua morte violenta, tuttavia ritratto accanto alla madre Susanna, in una contrapposizione tra il rapporto paterno, legato alla morte, e quello materno legato alla vita. Ma c anche unopera che combina e riunisce insieme questi rapporti: la Piet Rondanini di Michelangelo, con una madre straziata dal dolore che tenta di sostenere il peso, troppo grande, del corpo morto del figlio, quasi per inglobarlo di nuovo in s. Nella visione laica di Marlene Dumas per il crocifisso e la Piet non sono simboli religiosi ma segni universali in cui la fede si unisce alla tragedia, e lamore interagisce con il dolore, spiega il curatore Giorgio Verzotti. A questi personaggi storici si aggiunge anche la cantante da poco scomparsa Amy Winehouse, morta quando la Dumas stava portando a completamento la serie dei Forsaken. Una ragazza troppo fragile, nonostante gli eccessi, e che diventa simbolo e immagine di un dolore e una sofferenza portati allesasperazione. Conclude lesposizione il film Miss Interpreted (Marlene Dumas) (1997), realizzato e diretto da Rudolf Evenhuis e Joost Verhey, in una versione postprodotta in italiano appositamente per la mostra. Marlene Dumas fino al 17 giugno 2012, Fondazione Stelline corso Magenta Milano orari: marted domenica, 10 20, biglietti: intero 8; ridotto 6; scuole 3.

Aspettando il museo: gli artisti di ACACIA


ACACIA - Associazione Amici Arte Contemporanea, unassociazione privata che riunisce al suo interno collezionisti e amanti darte, e che, nel suo insieme, incarna una sorta di super collezionista, attivo e attento alle tendenze artistiche. La promozione e il sostegno dellarte e del lavoro di giovani artisti italiani tra gli scopi principali dellassociazione, ed per questo motivo che, fin dalle sue origini, nove anni fa, il nucleo di opere comprate dai singoli collezionisti e messo a disposizione dellassociazione ha un grande e mirabile scopo: la creazione di una collezione di opere darte contemporanea da esporre a Milano nel futuro e presto auspicabile museo di arte contemporanea. Ecco dunque nascere la seconda edizione della mostra, esposta a Palazzo Reale, comprendente circa trenta opere di artisti internazionali e di primissimo piano: Mario Air (vincitore della prima edizione del Premio ACACIA), Rosa Barba, Vanessa Beecroft, Gianni Caravaggio, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Lara Favaretto, Francesco Gennari, Sabrina Mezzaqui, Marzia Migliora, Adrian Paci, Paola Pivi, Ettore Spalletti, Grazia Toderi, Luca Trevisani, Marcella Vanzo, Nico Vascellari e Francesco Vezzoli. Opere darte che esplorano, com tipico dellarte

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www.arcipelagomilano.org contemporanea, tutti i medium e i supporti possibili: dalla fotografia ai video, dalla pittura alla scultura fino allinstallazione. Aprendo al pubblico la nostra raccolta vogliamo certamente proporre un evento culturale strettamente connesso al tempo che stiamo vivendo ma, nello stesso momento, iniziare un dialogo attivo e propositivo, perch larte contemporanea non rimanga appannaggio di pochi, bens sia promossa, conservata e tutelata. Questo il proposito di Gemma de Angelis Testa, presidente e fondatrice di ACACIA. Una sorta di mecenatismo collettivo dunque, tutto a favore della citt, che permette da una parte di comprare arte per il futuro museo, e dallaltra la conoscenza e la promozione dellarte e degli artisti pi importanti del panorama contemporaneo, con lobiettivo di essere capace di rispecchiare la contemporaneit e le sue dinamiche, un polo divulgativo in grado di trasmettere al suo pubblico formato da vari livelli culturali, la conoscenza dellarte, conclude De Angelis Testa. La mostra presenta anche per la prima volta al pubblico il lavoro di Rosa Barba, vincitrice del Premio ACACIA 2012: Theory in order to Shed Light. I suoi lavori, definiti sculture filmiche, sono il mezzo con cui lartista ama esprimersi, attraverso luso del video che viene smembrato nei suoi elementi strutturali: parole, musica, immagini e luce. La parola la parte che pi interessa Rosa Barba: frasi intere o testi vengono proiettati sulle pareti, accompagnati dal commento di voci fuori campo o dalla musica, utilizzando vecchi proiettori cinematografici collegati a strumentazioni di moderna tecnologia. In attesa dei grandi lavori, anche museali, per lExpo 2015, accontentiamoci per ora di avere un assaggio darte di quello che vedremo in pi adeguata sede. Gli artisti italiani della Collezione ACACIA - Associazione Amici Arte Contemporanea Palazzo Reale fino al 24 giugno. Ingresso gratuito Luned: 14.30_19.30 Marted, Mercoled, Venerd e Domenica: 9.30_19.30 Gioved e Sabato: 9.30_22.30

Lazzi e sberleffi dipinti


Dario Fo un personaggio da tutti conosciuto. Uomo di teatro, Nobel per la letteratura, critico ironico sulla societ e i suoi vizi. Non tutti sanno, per, che Dario Fo anche pittore. Un amore di lunga data, quello con la pittura, iniziato da giovane durante i suoi anni passati allAccademia di Brera. Milano, sua citt di adozione, gli dedica una grande retrospettiva artistica, in cui sono presentate ben 400 opere create dallartista durante la sua lunga vita. I lavori di Fo sono tutti caratterizzati da una grande variet di stili e tecniche: le pitture dei primi anni, i collages, gli arazzi, fino ai monumentali acrilici pi recenti. In mostra anche oggetti di scena, maschere, marionette e burattini, tra cui quelli storici appartenuti alla famiglia Rame. Nutrita la presenza di disegni, schizzi, acquarelli, bozzetti di costumi, fondali, ampie scenografie, locandine e stampe che hanno caratterizzato la vita teatrale della coppia Fo-Rame. Invenzioni personalissime, come i dipinti in cui compare Roberto Saviano e i dipinti a tema politico e satirico, ma anche opere che sono un omaggio e una rilettura della storia dellarte e dei suoi maestri. Si parte dalle vere origini, la preistoria, con i lavori ispirati alle incisioni rupestri ma ai giorni nostri, attraversando i linguaggi della classicit greca e romana sino alla preziosit dei mosaici ravennati e bizantini. Linteresse di Dario Fo per larte del Medioevo e del Rinascimento testimoniato dai lavori che celebrano i rilievi scultorei del Duomo di Modena e di Parma, insieme agli studi e alle lezioni-spettacolo su Giotto e Pietro Cavallini, Mantegna, Giulio Romano, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Correggio e Caravaggio. Si arriva fino a Tiepolo e la storia dellarte si interrompe per far posto allopera teatrale di Rossini e al teatro di Molire. La mostra si conclude poi con una sezione dedicata alla formazione artistica di Fo, dai primi studi sul lago Maggiore fino al trasferimento a Milano, con la frequentazione dellAccademia di Brera, dove incontr maestri fondamentali come Achille Funi, Carlo Carr e Aldo Carpi. Durante il percorso venti schermi documentano sala per sala la mostra, attraverso le lezioni spettacolo tenute da Fo e Franca Rame, con anche una sala di proiezione, dove saranno visibili le rappresentazioni teatrali e i film creati dal duo di vita e darte. Grande successo ha riscosso nelle scorse settimane anche liniziativa Bottega dartista, un vero e proprio spazio in cui si ricreato, allinterno della mostra, il laboratorio creativo in cui lavora Fo, e che ha portato quasi duemila persone a contatto con lartista e i suoi collaboratori, per mostrare dal vero come nascono i disegni e i dipinti che porteranno poi ai canovacci rappresentati in scena. La Bottega dartista far parte del percorso espositivo fisso, mostrando strumenti e trucchi usati nella realt da Fo per creare i suoi dipinti.

Dario Fo a Milano. Lazzi, sberleffi, dipinti. Fino al 3 giugno Orari: Luned 14.30 - 19.30. Marted, mercoled, venerd, domenica 09.30 19.30. Gioved e sabato 09.30 22.30 Costi: 9 intero 7,50 ridotto

Marina is present
Questa settimana il mondo dellarte milanese ha mormorato sempre e solo un nome: Marina. E la signora in questione riconosciuta internazionalmente come la regina delle performer, Leone dOro alla Biennale di Venezia del 1997, creatrice di performance scandalose e provocatorie. Va in scena Marina Abramovi. Si aperta con grande eco internazionale The Abramovi Method, un evento a met tra la retrospettiva e la presentazione di un grande, impegnativo nuovo lavoro dellartista serba. Questo nuova opera nasce da una riflessione che Marina Abramovi ha sviluppato partendo dalle sue ultime tre performance: The House With the Ocean View (2002), Seven Easy Pieces (2005) e The Artist is Present (2010), esperienze che hanno segnato profondamente il suo modo di percepire il proprio lavoro in rapporto al pubblico. Nella mia esperienza, maturata in quaranta anni di carriera, sono arrivata alla conclusione che il pubblico gioca un ruolo molto importante, direi cruciale, nella performance, dichiara la Abramovi. Senza il pubblico, la performance non ha alcun senso perch, come sosteneva Duchamp, il pubblico a completare lopera darte. Nel caso della per-

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www.arcipelagomilano.org formance, direi che pubblico e performer non sono solo complementari, ma quasi inseparabili. E allora ecco che questa volta il pubblico diventa totalmente protagonista e attore. Una ventina di volontari, guidati dalle indicazioni della Abramovi e dei suoi assistenti, prendono posto in installazioni che ricordano le tre principali posizioni usate dalluomo: lo stare in piedi, sdraiati o seduti. Seguendo le indicazioni dellartista, vestiti di camici bianchi e di cuffie insonorizzanti, i protagonisti dellAbramovi Method sono tenuti a stare 30 minuti in ogni posizione, in un percorso fisico e mentale il cui scopo quello di espandere i propri sensi, osservare, imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi. Ma anche il pubblico protagonista. Per enfatizzare il ruolo ambivalente di osservatore e osservato, di attore e spettatore, centrale ai fini del concetto stesso di performance, Marina Abramovi mette alla prova il pubblico anche nellatto apparentemente semplice dellosservazione: una serie di telescopi permettono infatti ai visitatori di osservare dallalto della balconata del PAC i protagonisti dellevento, concentrandosi su alcuni particolari. Una scelta non facile quella di partecipare alla performance, che richiede grande forza di volont e anche un pizzico di resistenza fisica, oltre che la consapevolezza di donare un paio dore del proprio tempo allarte e alla riflessione sulle nostre percezioni. Ma dinteressante c anche il lavoro The artist is present, video e riproduzioni della monumentale performance del 2010 che la Abramovi fece al MoMA di New York. Per tre mesi, sette ore al giorno, la Abramovi stata immobile e in silenzio davanti a oltre 1400 persone che, una alla volta, hanno avuto loccasione di sedersi davanti a lei, seduta in assoluto silenzio a un tavolo nellatrio del museo. I visitatori potevano sedersi di fronte a lei per tutto il tempo desiderato, e mentre lartista non aveva alcuna reazione di fronte ai partecipanti, la loro reazione era invece il completamento dellopera, permettendo ai visitatori di vivere unesperienza intima con lartista. Immagini emozionanti, che mostrano come ogni essere umano reagisca in modi assolutamente diversi: chi rideva, chi stava serio, chi aveva una faccia dubbiosa e coloro che invece, molti, si lasciavano andare alle emozioni, piangendo silenziosamente davanti allartista. Concludono il percorso una selezione di video con le performance pi famose della Abramovi, come Dozing Consciousness, 1997, Nude with Skeleton, 2002, Cleaning the Mirror I e II, 1995, The Kitchen. Homage To Saint Therese, 2010 e tanti altri. La scoperta di Marina Abramovic continua poi presso la galleria Lia Rumma, con la personale With eyes closed I see Happyness, fino al 5 maggio. Marina Abramovi - The Abramovi Method - fino al 10 giugno orari: luned 14.30 19.30, da marted a domenica 9.30 19.30, gioved 9.30 22.30; orari turni performance: luned 15.00/ 17.30, dal marted alla domenica 10.00/ 12.30/ 15.00/ 17.30; gioved 10.00/ 12.30/ 15.00/ 17.30/ 20.00;costi: biglietto unico performance + mostra dal 25 marzo: 12 Biglietto mostra: 8 intero, 6 ridotto

Da Bellini a Tiziano. Nascita ed evoluzione del paesaggio


Si aperta la nuova stagione delle mostre a Palazzo Reale, e a inaugurarla niente meno che una mostra su Tiziano e il suo secolo. Il Cinquecento veneto stato dominato in pittura proprio da Tiziano, un artista che a partire dalla lezione di Giovanni Bellini e di Giorgione ebbe il merito di aver portato la natura e il paesaggio sullo stesso piano dei soggetti allora ritenuti pi importanti (scene storiche, nudi, racconti sacri), aggiungendo quindi un elemento di grande modernit allinterno dei suoi dipinti. Suo fu infatti luso nellaccezione moderna, del termine paesaggio, parola che compare per la prima volta nel 1552, in una celebre lettera dello stesso Tiziano allimperatore Filippo II. Linvenzione del paesaggio in pittura, come realt a se stante, fu una vera a propria rivoluzione. Dallo sfondo quasi riempitivo dei dipinti degli artisti delle generazioni precedenti, visto a volte come secondo piano su cui relegare episodi secondari e piccoli dettagli, pass a essere un vero e proprio piano autonomo. Paesaggi fantasiosi, spesso inventati, ma che permisero agli artisti, Tiziano in primis, di sperimentare un nuovo rapporto tra i soggetti rappresentati e la natura, di farli interagire e di renderli complementari. Fino alla prima met del Quattrocento, nel Veneto, quasi non esistono aperture paesistiche nei dipinti, che non siano generici fondali di verzura, o stilizzate convenzioni, come le onde a ricciolo dei mari in burrasca. Prima del nuovo termine tizianesco, lambiente naturale era paese e gli artisti dipingevano quadri di paesi, cio degli spazi, dei luoghi, considerati sotto il profilo delle loro caratteristiche fisiche e ambientali, spiega il curatore della mostra Mauro Lucco. Ecco perch il cammino iniziato da Bellini e concluso da Tiziano e seguaci cos importante, tanto da aver fatto arrivare a Milano una cinquantina di dipinti e disegni provenienti da alcuni dei maggiori musei americani - il Museum of Fine Arts di Houston, lInstitute of Arts di Minneapolis - ed europei - la National Gallery di Londra, la Gemldegalerie Alte Meister di Dresda, le Gallerie dellAccademia di Venezia, gli Uffizi di Firenze. La mostra aperta da due capolavori, la Crocifissione nel paesaggio di Giovanni Bellini e La prova del fuoco di Giorgione, che accompagnano un celebre dipinto giovanile di Tiziano, La sacra conversazione. Fu proprio Bellini il primo a inserire nei suoi dipinti sacri il paesaggio sullo sfondo, distinto per dal soggetto principale, e ben delimitato da drappi, cortine o invisibili valli spaziali. Seguendo il modificarsi della funzione del paesaggio, il percorso si sviluppa poi attraverso le sale, in cui le opere di Palma il Vecchio, Cima da Conegliano, Veronese e Jacopo da Bassano, arrivando alla chiusura con il Narciso di Tintoretto, sono accostate ad altri dipinti di Tiziano, interpreti di questa novit: L'Orfeo e Euridice, La Nascita di Adone, Tobiolo e l'angelo, Ladorazione dei pastori. Un paesaggio che ha avuto anche una sua declinazione letteraria, grazie a Jacopo Sannazzaro, che in quegli anni compose e pubblic lArcadia (la cui prima edizione del 1504 esposta in a Palazzo Reale), in cui la natura e la campagna sono descritte come luoghi ameni di delizia e gioia, popolate da pastori e contadini lieti. Italiani ma non solo. Importante dal punto di vista artistico fu anche larrivo a Venezia di artisti e opere del Nord Europa, con una diversa sensibilit per il paesaggio: una natura pi selvaggia e dura, a volte addirittura malinconica o iperdettagliata, come nel caso del disegno di Bregel dellAmbrosiana.

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www.arcipelagomilano.org E allora ecco concludere con lultimo Tiziano, in cui la materia e il mondo stesso sono fervore e movimento. Linvenzione del paesaggio, inaugurata da Giovanni Bellini e Giorgione e sviluppato in modo particolare da Tiziano pu dirsi completamente conclusa, lasciando alle generazioni a venire questa straordinaria e rivoluzionaria eredit. Tiziano e la nascita del paesaggio moderno - Palazzo Reale fino al 20 maggio - orari: 9.30-19.30; lun. 14.30-19.30; gio. e sab. 9.30-22.30 - costi: Intero 9,00. Ridotto 7,50

LIBRI questa rubrica a cura di Marilena Poletti Pasero rubriche@arcipelagomilano.org Longevit


di Umberto Veronesi Bollati Boringhieri editore, Torino, 2012 pp. 94, euro 8,00pp.162, euro 10
Volete sapere qual il segreto per vivere pi a lungo? Non perdetevi il saggio di Umberto Veronesi, direttore scientifico dellIstituto Europeo di Oncologia e Presidente della Fondazione, che da lui prende nome, per il progresso delle scienze. Alla veneranda et di ottantasei anni, possiede ancora la curiosit di un bambino che scopre la vita. il Peter Pan della chirurgia conservativa alla ricerca dellisola che non c. Ma lisola esiste davvero e si trova in Giappone. A Okinawa la durata media della vita di 81,2 anni e i centenari sono circa il 20% della popolazione. merito di unalimentazione scarsa di calorie e ricca di aminoacidi, vitamine e sali minerali. Non tutto: la consapevolezza di essere necessari per la societ, le passioni intellettuali e artistiche, lattivit fisica, la solidariet sociale, la vita allaria aperta sono fattori che determinano la longevit. Linfluenza del DNA sulla possibilit di diventare ultracentenari da sola non sufficiente. Ciascuno di noi decide in ogni istante se esistono motivi per continuare a vivere. Perfino le cure per malattie sono pi o meno efficaci a secondo della percezione del paziente. Ma perch sinvecchia? La durata della vita dipende da geni che inviano segnali di stimolo e di blocco allorganismo. Anche se limitassimo i danni dipendenti dalle condizioni ambientali, da incidenti o da comportamenti sbagliati, scopriremmo che ci sarebbe ancora molto da fare. Dovremmo controllare anche i radicali liberi, la telomerasi e il gene p66sch: vivremmo un bel 35% in pi, anche se, alla fine, torneremo a essere polvere. La vecchiaia , dunque, un cambiamento. Accettare e adeguarsi, dice Veronesi, latteggiamento psicologico pi utile ogni volta che qualcosa cambia; si possono trovare spunti di maturazione, di riflessione e di bellezza. Cosa fare? Attivit fisica. Uno degli esercizi indicati camminare a unandatura costante e regolare per almeno venti minuti ogni giorno, ma la vera buona notizia che incrementare lattivit sessuale, scatenando la fantasia, la medicina migliore. Lo dice Veronesi, che certo se ne intende Pi passionali e meno buongustai: sappiate che chi mangia poco vive pi a lungo. Se volete diventare centenari, ingerite pi verdure e pi frutta e dite addio alle fiorentine, purtroppo consumare carne rossa un avvelenamento progressivo. Si pu arrivare a unet avanzata senza perdere niente della propria freschezza mentale. Anzi, sembrerebbe che le connessioni neuronali aumentino nellet a discapito della memoria. Ci che i longevi hanno la voglia di guardare oltre, che d loro la sensazione di non arrivare mai alla meta. Ma lamore miglior motivo per restare attaccati alla vita e funziona. Quando si ama qualcuno, si lotta contro la malattia con ogni forza. Soprattutto le donne sono capaci di questa straordinaria forma di amore, quella che salva la vita. Nessuna pozione magica per una vita infinita, ma tanti consigli su come vivere bene e pi a lungo. Per leternit del corpo dobbiamo ancora aspettare, per ora le uniche cellule immortali sono quelle del tumore, ma ne facciamo volentieri a meno. (Cristina Bellon)

TEATRO questa rubrica a cura di Emanuele Aldrovandi rubriche@arcipelagomilano.org Incendi


di Wajdi Mouawad traduzione di Caterina Gozzi adattamento Francesca Garolla, Regia Renzo Martinelli con F. Fracassi, F. Meola, V.Picello, R. Rustioni, Libero Stelluti produzione Teatro I
Wajdi Mouawad, poco pi che quarantenne, uno degli autori pi interessanti degli ultimi anni e Incendi un testo che riesce come pochi altri a coniugare lattuale e latavico. Attuale perch la vicenda quella di due gemelli cui la madre (Federica Fracassi) ha mentito circa lidentit del padre facendolo credere morto in guerra, tacendo i ripetuti stupri di cui, in realt, stata vittima. Lo scenario quello di una guerra civile contemporanea, come ce ne sono tante ad esempio in Africa o in Medioriente (Mouawad canadese ma nato in Libano), mai nominata ma universale nel suo essere simile a tutte le altre. La madre dei due gemelli, soprannominata la donna che canta nel carcere dove veniva tenuta prigioniera e seviziata, dopo essersi trasferita allestero e aver l fatto crescere i figli, dopo la morte lascia loro tramite un notaio/amico

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www.arcipelagomilano.org due lettere da consegnare rispettivamente al fratello (nato dallunico vero amore della donna, precedente alla guerra) e al padre, che i ragazzi credono morto ma in realt si scoprir poi essere prigioniero per i crimini commessi durante il conflitto. Atavico perch in un contesto cos contemporaneo rivive la tragedia classica di Edipo. Ma qui Edipo non il Re di Tebe ma un Re del fucile, un cecchino, reso pazzo da una lunga e senza risultati ricerca della madre. La storia, complessa ma chiara, si svela poco a poco, mescolando il presente in cui si svolge la vicenda con pezzi del passato che i protagonisti cercano. Il montaggio quasi cinematografico e alterna scene realistiche, monologhi che rompono la quarta parete, clip musicali, telefonate, lettere e testimonianze rese di fronte a una giuria. La disposizione delle sedie, non casualmente, fa arrivare gli attori a recitare fino in mezzo al pubblico, e il notaio (Roberto Rustioni) figura a met fra un personaggio e un narratore/intrattenitore facendo battute e giochi di parole che suscitano il sorriso proprio perch (volutamente) non fanno ridere, invita gli spettatori a immedesimarsi (entrate, entrate) e allo stesso tempo a non farlo (restate l, anchio resterei l); come se si potesse essere contemporaneamente dentro e fuori a una vicenda, protagonisti e antagonisti, padre e fratello: unambivalenza che supera le facili dicotomie e che il tema conduttore di tutto lo spettacolo. Lallestimento, nonostante i neon che sembrano un po prestati dal precedente spettacolo (Lotta di negro e cani), adeguato a far risaltare la vicenda e riesce a essere evocativo senza perdere la durezza della realt cui si riferisce; una cattedra che diventa una trincea, nasi da clown scagliati contro il pubblico, palloncini che si alzano o restano a mezzaria, tende che mostrano o velano e molta attenzione ai suoni,

con gli abituali microfoni di Martinelli e musiche pop coinvolgenti che nel finale arrivano a essere toccanti. Gli attori crescono progressivamente nella qualit dellinterpretazione cos come cresce lo spettacolo, fino ad arrivare a un finale sorprendente ma estremamente fondato, crudo e allo stesso tempo poetico. Teatro I dal 2 al 14 maggio. In scena Al Teatro Out Off fino al 3 giugno LAdalgisa di Carlo Emilio Gadda, regia di Lorenzo Loris. AllElfo Puccini fino al 3 giugno Rosso, di John Logan, regia di Francesco Frongia. Al Piccolo Teatro Grassi fino al 27 maggio Pro patria di Ascanio Celestini. Al Piccolo Teatro Studio dal 15 al 20 maggio Un angelo sopra Bagdad di Judith Thompson, regia di Marco Carinti.

CINEMA questa rubrica a cura di M. Santarpia e P. Schipani rubriche@arcipelagomilano.org Bloom: abbracciare la differenza non e cos complicato
A Mezzago, piccolo paesino della Brianza, c Bloom: storico locale che da 25 anni propone spettacoli musicali di gruppi della scena indipendente, tanti generi, band da ogni parte del mondo; nomi illustri si alternano a perfetti sconosciuti ma, spesso, perfetti sconosciuti diventano poi nomi illustri. Venerd 11 maggio, il God Save the Bloom ha visto sul palco Punkreas, Porno Riviste, Derozer, Vallanzaska, De Crew e altri ancora: serata che rimarr alla memoria come uno dei pi grandi festival punk italiano degli ultimi anni. Ma Bloom vuol dire anche cinema. Anzi, ottimo cinema. La programmazione del Bloom resiste allo strapotere dei multisala grazie a una squadra di proiezionisti e tecnici che sostengono lattivit con il volontariato. Film dautore introvabili da altre parti, a prezzi altrettanto rari. Inoltre, collaborando con associazioni, enti, amministrazioni comunali e proloco, Bloom organizza e gestisce cinema allaperto garantendo unesperienza unica. Attualmente il Bloom presente su una ventina di piazze che, da maggio a settembre, propongono film per tutti, rassegne tematiche, film di qualit, film per bambini, cinema e aperitivo Allinterno di cortili di ville o chiostri, nelle cascine. Da sottolineare lidea di Sdraiv-In: la prima rassegna di cinema allaperto con le sedie a sdraio sulla terrazza del Bloom; al termine delle proiezioni latmosfera riesce a sollevare dibattiti spontanei, gruppi di discussione, idee e conoscenze. Insomma, si ritrova quel cinema semplice ben diverso dal semplice cinema che da visione diventa esperienza. Rilevante la rassegna I ragazzi stanno bene Adolescenza al cinema organizzata nel mese di marzo, rivolta a genitori, insegnanti, educatori e a tutti coloro che si relazionano con gli adolescenti: attraverso le opere di svariati registi, stato proposto un percorso che ha messo in evidenza il passaggio dallinfanzia allet adulta, considerandolo momento di fondamentale importanza per la crescita giovanile. In questa occasione sono stati proposti 4 film: Il ragazzo con la bicicletta, Tomboy, I quattrocento colpi e Il paese delle spose infelici. A ogni proiezione stata associata unintroduzione e un commento di educatori professionali esperti e sociologi, per discutere sul film. In corso, dal 12 al 26 maggio, Cinemantimafia organizzato dal Consorzio Brianteo Villa Greppi, in collaborazione con Bloom una rassegna di film in coincidenza con lanniversario di alcuni tragici omicidi di mafia: un percorso di riflessione e conoscenza della storia delle mafie in Italia che aiuti ad accrescere nella cittadinanza la consapevolezza delle dimensioni del fenomeno mafioso, della sua capacit pervasiva e della sua incisivit, proponendo contemporaneamente approfondimenti riguardo gli strumenti di contrasto alle mafie e iniziative di sensibilizzazione alla legalit. Paolo Schipani* Per consultare la programmazione completa visitare il sito ufficiale www.bloomnet.org *larticolo stato scritto grazie alla collaborazione di Cecilia Castellazzi Programmazione Cinema-Cinema allaperto e Norberto Ambrosiano Ufficio Stampa.

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Gli infedeli
di Emmanuelle Bercot, Fred Cavay, Alexandre Courtes, Jean Dujardin, Michel Hazanavicius, Eric Lartigau, Gilles Lellouche [Les infidles, Francia, 2012, 109] con Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Guillaume Canet, Mathilda May, Sandrine Kiberlain, Alexandra Lamy
Questo film dedicato all'infedelt e allincostanza maschile frutto dellidea del duo Jean DujardinGilles Lellouche (produttori, autori, e interpreti). Realizzato con la collaborazione di registi provenienti da ambienti diversi, Gli infedeli si presenta come una commedia spinta che mostra uomini vanitosi e dal fisico curato che si destreggiano tra parti di anatomia femminile. Il prologo (diretto da Fred Cavay) e lepisodio finale (diretto da Dujardin e Lellouche) vedono come protagonisti due amici inseparabili, talmente uniti da condividere la stessa stanza dalbergo mentre tradiscono le rispettive mogli. Nonostante la trasgressivit dellultimo episodio, il film non esce dalla caricatura narcisistica che esprime tutta lammirazione inorridita e divertita che questa coppia di parigini facoltosi suscita negli autori. Il film prova a imitare lo stile della commedia allitaliana a episodi con troppi anni di ritardo. Il tentativo sterile di dare complessit allopera frustrato dal ricorso continuo a luoghi comuni e scene gi viste. A eccezione dellepisodio interpretato da Alexandra Lamy, i personaggi femminili sono delle sagome governate dalla libido maschile, delle streghe o, nel migliore dei casi, delle belle statuine. Gli autori sembrano voler riproporre una sottomissione del genere femminile che risulta spesso volgare e anacronistica. Gli infedeli richiamano e rappresentano perci un tempo passato che la maggior parte degli spettatori non pu rimpiangere. Parlando di infedelt, Hazanavicius e Dujardin, dopo il successo di The Artist, hanno sicuramente tradito le nostre aspettative. Marco Santarpia In sala a Milano: The Space Cinema Odeon, Apollo, Colosseo, UCI Cinemas Bicocca, Plinius multisala.

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MAURIZIO MARTINA: PD, IL TERRITORIO E I NUOVI MEDIA


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