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OPERAZIONE MANI SULLA CITTA Comunicato della Procura della Repubblica di Benevento

08 gennaio 2012

In data odierna a Benevento, Casal di Principe e San Cipriano dAversa (Caserta), ufficiali di P.G. della
Polizia di Stato della Digos della Questura di Benevento, hanno eseguito unordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Benevento, nellambito di uninchiesta diretta da questa Procura della Repubblica, indagine nella quale risultano coinvolti sessantuno indagati.

Le suddette misure cautelari, differenziate tra custodia in carcere, arresti domiciliari e obbligo di dimora in un Comune diverso da Benevento, riguardano quattordici indagati tra pubblici Amministratori, Funzionari e Tecnici del Comune di Benevento, nonch imprenditori sia locali che del Casertano, tutti coinvolti, a vario titolo, in delitti di concussione anche elettorale, corruzione, truffe aggravate, turbative di gare, frodi nelle pubbliche forniture, falsit ideologiche, abusi dufficio e frodi riscali mediante lemissione di fatture fittizie per importi rilevanti.

Le indagini affidate alla Digos di Benevento, svolte con il consueto impegno e con spiccata professionalit, sono state avviate nel 2010 e coordinate da questo ufficio, che ha richiesto le suddette misure.

Dagli atti emerge uno spaccato criminale amministrativo davvero preoccupante, soprattutto dallincrocio dei dati forniti dalle dichiarazioni delle persone informate sui fatti, dalle intercettazioni telefoniche e dalla documentazione acquisita.

Gli indagati risultano infiltrati nel tessuto socio-economico ed amministrativo, a volte con il paravento di attivit formalmente lecite, con il fine, in realt concretamente realizzatosi, come dimostrato dagli elementi raccolti, di acquisire, in modo diretto o indiretto, la gestione o comunque il controllo di appalti pubblici e laffidamento di servizi.

In particolare, le indagini svolte hanno consentito di svelare un sistema di illegalit diffuso e di rilevare, nei comportamenti dei suddetti pubblici ufficiali, un vero e proprio comitato trasversale di affari che ha determinato un condizionamento ed un inquinamento ambientale nelle procedure dufficio, con conseguenti riflessi sulla credibilit dellEnte comunale e sulle sue risorse. Lazione investigativa ha consentito, inoltre, di acquisire fonti di prova soprattutto sul fenomeno della corruzione e/o concussione esteso a diversi amministratori e tecnici comunali.

Vi da aggiungere che, in alcune occasioni, a promuovere e/o ad organizzare altre vicende di natura illecita, che sono state accertate nel corso delle indagini, sono stati proprio i predetti pubblici amministratori e/o funzionari i quali hanno pi volte affidato servizi e pagato le relative prestazioni, senza che a monte vi fosse stata alcuna determina di affidamento ad una cooperativa a sociale, in cambio di consensi elettorali; in tale ambito sono anche emersi riferimenti a minacce di licenziamento nei confronti dei soci lavoratori di tale cooperativa, al fine di coartarli ad esprimere il loro voto a favore di detti politici.

In ultimo, si rappresenta che i flussi di danaro proveniente dalle rilevanti attivit truffaldine accertate (di svariati milioni di euro), hanno rivelato uno scenario devastante circa la pervicace volont di depredare le risorse pubbliche pur di raggiungere lucrosi interessi criminali.

In definitiva le indagini hanno disvelato un vero e proprio sistema illegale che comprende il livello politico-amministrativo (sindaco, consiglieri), il livello dirigenziale-tecnico (dirigenti, funzionari e tecnici comunali), il livello imprenditoriale.

Tutti i componenti del sistema criminale si muovono in sinergia per procacciarsi anche illeciti profitti personali.

I responsabili politici ed amministrativi non si muovono solo per un interesse pubblico, per garantire un servizio pubblico o meglio, tali evenienze solo eventualmente garantite solo se coincidono con il fine privatistico del guadagno personale.

Emblematici sono i giudizi formulati dal gip che, in alcuni passi dellordinanza, cos si esprime: gli indagati agiscono nel pi rozzo favoritismo e nel mercimonio della funzione, non pi svolta nellinteresse esclusivo della collettivit, ma per perseguire utilit ed interessi privati propri, di familiari, di persone o imprese amiche; e ancora emerge in particolare la mediocrit del personale tecnico e dirigente che a parte la palese disonest manifestata appare del tutto inadeguato. I dirigenti ed i tecnici vengono fuori come i vasi di coccio di manzoniana memoria, stretti nella morsa costituita da una parte dallarroganza dei politici disonesti e dallaltra dalle blandizie e dai favori offerti da imprenditori spregiudicati; infine la struttura burocratica del Comune di Benevento risulta aver abdicato alla funzione pubblica (di imparzialit, indipendenza ed autonomia), mostrandosi indifesa e debole di fronte agli abusi di potere ed alla corruttela di alcuni dei politici eletti. Le suddette misure cautelari riguardano: per la custodia in carcere: 1. BOCCALONE Luigi, gi Assessore alle Finanze ed attuale presidente del Consiglio Comunale di Benevento;

2. CAVALIERE Antonio, Imprenditore edile di San Cipriano dAversa;

3. DAMIANO Aldo, gi assessore ai LL.PP. ed attuale Consigliere Comunale di Benevento;

4. RACIOPPI Giovanni, Funzionario Tecnico del Settore LL.PP. di Benevento;

per gli arresti domiciliari: 1. CAPOSELA Silvano Imprenditore edile di Benevento;

2. CIARDIELLO Pietro Imprenditore Edile di Benevento;

3. TEDESCO Luigi, imprenditore impiantistica di Benevento

per lobbligo di dimora in comune diverso da Benevento: 1. DIANA Angelo, di Casal di Principe, Tecnico didi fiducia dellimprenditore CAVALIERE Antonio;

2. LANZALONE Andrea, Dirigente del Settore Finanze del Comune di Benevento;

3. LA PECCERELLA Roberto, gi dirigente del Settore LL.PP: del Comune di Benevento;

4. PELLEGRINO Giuseppe, gi Funzionario Tecnico del Settore LL.PP. del Comune di Benevento);

5. PEPE Fausto, Sindaco di Benevento;

6. SICILIANO GIUSEPPE, Imprenditore Edile di Benevento;

7. TIMOSSI Achille, Funzionario Tecnico del Settore LL.PP del Comune di Benevento.

Benevento, 8 gennaio 2013

Il PROCURATORE DELLA REPUBBLICA Giuseppe Maddalena