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N. 00030/2013 REG.PROV.COLL. N. 00861/2012 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 861 del 2012, proposto da: Comune di Melzo, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Mario Viviani e Angela Sarli, con domicilio eletto presso il primo in Milano, Galleria San Babila, 4/A;

contro
Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero per i Beni e le Attivit Culturali, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Commissione Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale Via-Vas presso il Ministero dell'Ambiente, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Milano, Via Freguglia, 1; Regione Lombardia, in persona del Presidente pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avv. Maria Lucia Tamborino, domiciliata in Milano, Piazza Citt di Lombardia, 1; Tangenziale Esterna S.p.a, rappresentata e difesa dagli avv.ti Tiziano Crisera',

Raffaele Fenso e Andrea Versolato, con domicilio eletto presso il primo in Milano, Via S. Andrea 3; Concessioni Autostradali Lombarde S.p.a., rappresentata e difesa dagli avv.ti Carmen Leo e Fabrizio Magr, con domicilio eletto presso il primo in Milano, Via Cino del Duca 5;

nei confronti di
Comune di Paullo; non costituito in giudizio

e con l'intervento di
ad adiuvandum: Provincia di Milano, in persona del Presidente pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Angela Bartolomeo, Marialuisa Ferrari, Nadia Marina Gabigliani e Alessandra Zimmitti, domiciliata in Milano, Via Vivaio, 1; Comune di Gorgonzola, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Riccardo Ludogoroff, Mario Sandretto, Fabrizio Cavallaro, Alberto Ferrero, con domicilio eletto presso lAvv. Giorgio Ballabio in Milano, Corso Sempione 5.

per l'annullamento
della deliberazione del C.I.P.E. n. 51 del 3.8.2011 pubblicata sulla G.U. n. 53 s.g. del 3.3.2012, nella parte in cui approva "il piano delle cave di prestito interessanti i Comuni di Gorgonzola, Melzo, Paullo, Pozzuolo Martesana, Tribiano, Vizzolo Predabissi" e relativo S.I.A., nonch di ogni altro atto presupposto, consequenziale e comunque connesso, ivi compresi la deliberazione Giunta Regionale della Lombardia n. 1546 del 6.4.2011 e dei pareri espressi dal Ministero per i Beni e le Attivit Culturali con nota 31.5.2011 prot. n. dgpba-ac/34.19.04/18222, della Commissione Tecnica di Verifica dell'impatto ambientale VIA-VAS dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare con nota 30.6.2011, prot. dva-

2011-0015660 e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con prescrizione e raccomandazioni. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del C.I.P.E., di Regione Lombardia, di Tangenziale Esterna S.p.a. di Concessioni Autostradali Lombarde S.p.a. Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 18 dicembre 2012 il dott. Mauro Gatti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO La vicenda per cui causa si colloca nellambito della realizzazione della nuova Tangenziale Esterna Est di Milano (nel proseguo TEEM), rientrante tra le infrastrutture strategiche di interesse nazionale, ai sensi della L. n. 443/2001, inserita tra le opere strategiche approvate dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (nel proseguo CIPE), ed alla cui realizzazione si applicano gli artt. 161 e ss. del D.Lgs. n. 163/2006. Concessioni Autostradali Lombarde S.p.a. (nel proseguo CAL), ha concesso la progettazione definitiva ed esecutiva, la costruzione e gestione della TEEM, alla societ Tangenziale Esterna S.p.a. (nel proseguo TE), in forza della convenzione sottoscritta in data 29.7.2010. Il progetto preliminare della TEEM stato approvato dal CIPE con delibera n. 95 del 29.7.2005. In data 7.2.2011 TE ha pubblicato il progetto definitivo, a cui erano allegati, in particolare, lo Studio di Impatto Ambientale dellopera, ed il Piano delle cave di prestito, per lestrazione del materiale necessario alla realizzazione dellopera, il

quale individuava quattro siti, posti nei Comuni di Gorgonzola, Melzo-Pozzuolo Martesana, Vizzolo Predabissi, e Paullo-Tribiano, questultimo da attivare in caso di necessit. Con delibera n. 19 del 29.3.2011 il Consiglio Comunale di Melzo ha manifestato la volont di condividere il predetto progetto, subordinatamente, tra laltro, alla soppressione della cava di Melzo-Pozzuolo Martesana e di Gorgonzola (v. punto n. 1.1, lett. b). Con delibera n. 106 del 12.4.2011 la Giunta della Provincia di Milano ha espresso le proprie valutazioni in merito al progetto definitivo. Con delibera n. 1546 del 6.4.2011 la Giunta Regionale della Lombardia ha espresso il proprio parere sul predetto progetto. La Commissione Tecnica di Verifica dellImpatto Ambientale, con parere del 10.6.2011 n. 721, ha accertato la coerenza del progetto definitivo con quello preliminare, nonch la compatibilit ambientale dellopera, esaminando, in particolare, il rispetto delle prescrizioni imposte alla progettazione definitiva dalla delibera n. 95/2005 del CIPE. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha successivamente esposto le proprie valutazioni in merito alle osservazioni formulate dagli enti istituzionali. Il progetto definitivo stato quindi approvato dal CIPE con delibera n. 51 del 3.8.2011, il quale comprende il Piano delle Cave di Prestito, che individua i siti di estrazione nei comuni di Gorgonzola, Melzo, Paullo, Pozzuolo Martesana, Tribiano e Vizzolo Predabissi. Con il presente ricorso, si impugna la vista deliberazione n. 51/2011, nella parte in cui approva il Piano delle Cave di prestito, nonch la delibera G.R. Lombardia n. 1546 del 6.4.2011. TE, CAL e lAvvocatura dello Stato si sono costituiti in giudizio, insistendo per il rigetto del ricorso.

La Provincia di Milano ed il Comune di Gorgonzola sono intervenuti ad adiuvandum. Alludienza pubblica del 18.12.2012 la causa stata trattenuta in decisione. DIRITTO I) Preliminarmente occorre esaminare le eccezioni di inammissibilit degli interventi della Provincia di Milano e del Comune di Gorgonzola. Entrambi gli atti di intervento chiedono laccoglimento del ricorso presentato dal Comune di Melzo, sottolineando linopportunit dellapertura delle nuove cave, in particolare, sulla base di quanto evidenziato nel citato parere n. 106/2011 della Provincia di Milano. Osserva il Collegio come, per giurisprudenza pacifica, sono inammissibili gli atti di intervento ad adiuvandum proposti da soggetti che, subendo effetti negativi immediati e diretti dall'adozione di un provvedimento amministrativo, possono proporre un'autonoma impugnazione. Lintervento del terzo deve pertanto essere preordinato alla difesa di un suo interesse derivato o non ancora attuale, in caso contrario eludendosi la perentoriet del termine per la proposizione di autonomo ricorso (C.S. Sez. VI 6.9.2010 n. 6483). Entrambi gli atti di intervento sono pertanto inammissibili. Il Comune di Gorgonzola, al pari dellEnte Locale ricorrente, infatti destinatario diretto ed autonomo degli effetti derivanti dal provvedimento impugnato, da cui lonere di gravare il medesimo nel termine di decadenza. Anche la Provincia di Milano avrebbe dovuto gravare tempestivamente i provvedimenti impugnati, dolendosi del mancato accoglimento delle proprie osservazioni, rese nellambito delliter procedimentale di che trattasi. Entrambi gli Enti, che in alcun modo deducono la mancata conoscenza dei provvedimenti impugnati dal Comune di Melzo o altro errore scusabile sul termine per proporre ricorso, hanno invece ingiustificatamente lasciato trascorrere il detto

termine, facendo sostanzialmente acquiescenza ai provvedimenti impugnati, salvo intervenire, a distanza molti mesi, nel presente giudizio, instaurato da altro soggetto, ci che rende tardivo, e pertanto inammissibile, il loro intervento. II.1) Quanto alle eccezioni in rito, la difesa regionale e CAL deducono linammissibilit del ricorso, in quanto proposto dal Comune di Melzo, ma volto a contestare interventi da realizzarsi anche in altri Comuni, laddove un Ente Locale potrebbe agire solo in difesa di interessi circoscritti al proprio ambito territoriale. Leccezione in parte fondata, nei limiti che verranno esposti. Oggetto del presente ricorso sono gli atti in epigrafe indicati, limitatamente alla parte in cui gli stessi individuano taluni siti per la realizzazione delle cave di prestito, necessarie alla costruzione della TEEM. Le predette aree sono effettivamente ubicate solo in parte nel territorio del Comune ricorrente, ma anche in quello di altri Comuni. La giurisprudenza ha avuto modo di puntualizzare che la mera circostanza della prossimit all'opera da realizzare non idonea a radicare un interesse all'impugnazione da parte del Comune confinante, in assenza della congrua dimostrazione del danno che deriverebbe (C.S., Sez. VI, 31.1.2010 n. 358, 20.5.2002 n. 2714, 16.4.2003 n. 1948), non potendosi ritenere che una siffatta prova sia in re ipsa (C.S., Sez. V, 2.10.2006 n. 5713, la quale ha accolto un'eccezione fondata sul fatto che il criterio della vicinitas, addotto a sostegno della legittimazione all'impugnazione, non considerato sufficiente). I Comuni confinanti, devono pertanto fornire elementi concreti, atti a dare prova dellidoneit dell'opera a produrre disagi e conseguenze negative sulla salute della popolazione (C.S., Sez V, 14.4.2008 n. 1725). Osserva inoltre il Collegio come nel caso di specie non si in presenza di unopera che dia luogo ad emissioni, come ad esempio avverrebbe nel caso di un inceneritore o di un impianto di trattamento rifiuti, le quali sono destinate a

disperdersi nellatmosfera, ed a interessare, per tabulas, territori anche distanti da quelli in cui vengono prodotte. Conseguentemente, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, nella parte in cui volto a contestare il Piano delle Cave di Prestito con riferimento a quelle individuate nei Comuni di Paullo, Tribiano e Vizzolo Predabissi. I predetti Comuni non sono infatti confinanti con quello ricorrente, che in ogni caso non ha dimostrato, o altrimenti sostenuto, n in sede procedimentale che in quella giurisdizionale, che la realizzazione delle dette cave potrebbe arrecare un qualche pregiudizio al proprio territorio. Occorre pertanto procedere allo scrutinio delleccezione di inammissibilit del ricorso, con riferimento alle cave site nei Comuni di Pozzuolo Martesana e Gorgonzola, confinanti con il Comune di Melzo, e rispetto alle quali il medesimo ha paventato possibili danni (v. punti C1, C2, C3, C4 e C5 del ricorso). Osserva in generale il Collegio che, il concreto svolgimento delle operazioni di estrazione, in quanto attivit materiali, pu in concreto comportare effetti negativi indiretti per i Comuni confinanti, dovendosi pertanto, alla luce delle considerazioni pregresse, verificare se il Comune ricorrente abbia sufficientemente allegato in giudizio lesistenza di possibili pregiudizi, ai fini di giustificare la propria legittimazione. Il Comune di Melzo, in primo luogo, ha sostenuto che lapertura della cava di Gorgonzola sarebbe destinata a produrre concorrenti effetti negativi, legati tanto allattivit di coltivazione, quanto al traffico indotto, dando inoltre luogo, successivamente allescavazione, ad uno specchio lacustre con una superficie di circa 112.000 mq, che si aggiungerebbe ad altri due di ingenti dimensioni gi presenti in zona, per una superficie complessiva di 816.000 mq. Ritiene il Collegio che il presente ricorso avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile qualora il Comune di Melzo non avesse ulteriormente corredato le

predette affermazioni con elementi specifici, ad esempio lamentando lincremento di traffico veicolare, senza indicare le aree che ne potrebbero essere interessate, o qualora, altrettanto vagamente, avesse paventato possibili impatti negativi sullambiente. Al contrario, il ricorrente, fin dalla sede procedimentale, ha invece motivato la propria contrariet alla realizzazione delle opere per cui causa allegando specifici pregiudizi derivanti al proprio territorio dalla realizzazione delle predette cave, poste nei Comuni confinanti (v. pag. 11 e ss, punto C5), ci che rende il ricorso ammissibile in parte qua. Per quanto attiene al traffico veicolare, stato infatti evidenziato che lo stesso si riverser per oltre 10 Km verso sud, e pertanto attraversando il territorio del Comune di Melzo, di per s ad elevato flusso di traffico locale e di attraversamento. In ordine alle esigenze di protezione ambientale, si osservato in particolare come i terreni interessati dalla cava di Gorgonzola siano classificati a bassa capacit protettiva per la falda, e che gli scavi avrebbero aumentato il rischio di contaminazioni, che avrebbero potuto riguardare anche il Comune di Melzo, in considerazione della direzione del deflusso della falda lungo la direttrice NO-SE, nella quale sono presenti alcuni pozzi idropotabili. Le altre parti non smentiscono i fatti su cui il ricorrente fonda le proprie osservazioni, e cio la direzione del traffico indotto dalla cava e quella del deflusso della falda, limitandosi invece ad evidenziare che dai predetti non potrebbero derivare le conseguenze negative paventate dal Comune (aumento del traffico e pericolo di inquinamento), ci che tuttavia costituisce una questione di merito, che non pu paralizzare in rito lo scrutinio del presente gravame. In conclusione, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile nella parte in cui chiede lannullamento degli atti impugnati, laddove i medesimi approvano il Piano

delle Cave di prestito nei Comuni di Paullo, Tribiano e Vizzolo Predabissi, ed ammissibile nella parte in cui i medesimi approvano il predetto Piano, con riferimento ai comuni di Melzo-Pozzuolo Martesana e Gorgonzola. II.2) Con unulteriore eccezione, Regione Lombardia sostiene che il Comune ricorrente non pu presentare ricorso anche per conto di altri Comuni, interessati dal Piano Cave, ai quali avrebbe dovuto essere notificato il presente ricorso, a pena di inammissibilit. Leccezione va respinta. In primo luogo, il Collegio rinvia a quanto gi evidenziato nel precedente punto II.1), in ordine alla legittimazione del ricorrente a contestare la realizzazione delle cave di che trattasi nei Comuni limitrofi, e come pertanto ci sia sufficiente ad escludere che loggetto del presente giudizio sia la tutela di interessi di Enti Locali diversi da quello ricorrente. Il Collegio da inoltre atto di come il ricorso abbia ad oggetto i soli siti localizzati nei Comuni di Gorgonzola e Melzo-Pozzuolo Martesana, e come pertanto il medesimo non sia destinato a spiegare effetti nei confronti dei Comuni di Paullo, Tribiano e Vizzolo Predabissi. Il ricorso peraltro stato notificato al Comune di Paullo, che non si tuttavia costituito. Come gi evidenziato, il Comune di Gorgonzola invece intervenuto, con atto tuttavia dichiarato inammissibile. In ogni caso, leccezione fondata su un presupposto non condivisibile, secondo cui il ricorso andava obbligatoriamente notificato al Comune di Gorgonzola e Pozzuolo Martesana, per apparente comunanza di interessi, stando ai motivi dellimpugnazione. La posizione processuale dei detti Comuni, non era infatti certamente quella di controinteressati, ai quali avrebbe dovuto essere notificato il ricorso a pena di inammissibilit. Nel processo amministrativo la qualit di controinteressato in senso tecnico deve infatti essere riconosciuta a coloro che da un lato siano portatori di un interesse qualificato alla conservazione del

provvedimento impugnato, di natura eguale e contraria a quello del ricorrente (c.d. elemento sostanziale), e dall'altro (elemento formale) siano nominativamente indicati nel provvedimento stesso o comunque agevolmente individuabili in base ad esso (C.S., Sez. VI, 6.6.2003 n. 3187). Nello specifico, il Comune di Pozzuolo Martesana, al pari del Comune ricorrente, in luogo di esprimere un parere favorevole alla realizzazione delle opere di che trattasi, aveva invece formulato osservazioni in merito (v. pag. n. 22 delibera n. 1546/2011 Regione Lombardia). In conclusione, i predetti Enti Locali (Pozzuolo Martesana e Gorgonzola), lungi dal configurarsi quali controinteressati ai quali andava notificato il ricorso a pena di inammissibilit, rivestono invece la qualifica di cointeressati, come del resto evidenziato dalla stessa difesa regionale, da cui derivava semplicemente la possibilit di proporre un autonomo ed ulteriore ricorso, o di intervenire tempestivamente nel presente giudizio, senza che la loro mancata intimazione lo renda inammissibile. II.3) Infondata anche lulteriore eccezione di inammissibilit sollevata dalla difesa regionale, per mancata notifica alla Provincia di Milano ed al privato interessato dallintervento, ovvero alla Cascina Galanta. Premesso che la difesa regionale non esplica le ragioni giuridiche sottese alla detta eccezione, ci che consente di dubitare della sua ammissibilit, va comunque osservato che i predetti soggetti non sono certamente controinteressati per difettare, quantomeno, del requisito c.d. formale, da cui deriva il rigetto delleccezione. II. 4) Anche leccezione preliminare sollevata da CAL va respinta. La prescrizione n. 94 della delibera n. 51/2011 CIPE prevede il trasferimento da parte del concessionario ai Comuni di Melzo di 13 milioni di Euro da destinarsi ad interventi pubblici di compensazione ambientale, territoriale e sociale, che sono stati accettati dal ricorrente con nota in data 21.9.2012, ci che darebbe luogo ad

un comportamento incompatibile con la coltivazione del ricorso, che dovrebbe pertanto essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Leccezione infondata, poich lerogazione della predetta somma non ha alcuna correlazione con la localizzazione delle cave oggetto del presente ricorso, avendo invece quale unico presupposto la realizzazione di un sovrappasso alla linea ferroviaria, in luogo di un sottopasso, ci che, dando luogo ad un maggior disagio per il Comune ricorrente, ed al contestuale risparmio di risorse, ha giustificato la previsione del detto indennizzo, come espressamente desumibile dalla lettura dellinvocata prescrizione n. 94. III.1) Quanto al merito, con il primo motivo si deduce la violazione dellart. 9 c. 2 lett. c) dellAll. XXII al D.Lgs. n. 163/2006, secondo cui la relazione generale al progetto definitivo dellopera dovrebbe indicare, tra laltro, le autorizzazioni gi rilasciate, con riferimento alle cave. Nel caso di specie, la delibera n. 51/2011 CIPE, si limiterebbe invece ad affermare che lavvio dei lavori subordinato al perfezionamento delle procedure previste dallart. 38 della L.R. n. 14/98. Il provvedimento impugnato sarebbe dunque illegittimo per non avere tra i suoi presupposti le dette autorizzazioni, che dovevano invece gi essere state rilasciate, precedentemente al momento della sua emanazione. Il motivo infondato. Lart. 166 c. 5 del D.Lgs. n. 163/06 stabilisce infatti che l'approvazione del progetto definitivo, adottata con il voto favorevole della maggioranza dei componenti il CIPE, sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e parere comunque denominato e consente la realizzazione e, per gli insediamenti produttivi strategici, l'esercizio di tutte le opere, prestazioni e attivit previste nel progetto approvato, prevedendosi altres una speciale procedura per il caso di dissenso della regione.

Inoltre, il citato parere n. 1546/2011 della Regione Lombardia ha espressamente dato atto che il progetto corredato da un Piano estrattivo utile al reperimento dei materiali di cava, in ambiti non previsti dai Piani di settore, in accordo con quanto normato dallart. 38 della L.R. 8.8.1994 n. 14. III.2) Con il secondo ed il terzo motivo si lamenta lomessa considerazione del citato parere provinciale n. 106/2011 (v. punto 5.2.8. cave di prestito), da parte del CIPE, sia in ordine alleccessivo dimensionamento delle cave previste, che rispetto alla mancata valutazione di soluzioni alternative alla previsione di nuove cave. III.2.1) Quanto ai fabbisogni, la Provincia ha osservato che, mentre il progetto richiede solo 5.000.000 mc, il Piano Cave prevede lestrazione di ben 7.106.680 mc. Il fabbisogno individuato nel progetto definitivo sarebbe infatti di circa 5.600.00 mc, derivante dalla sommatoria del materiale estraibile dalle cave di Gorgonzola (1.744.950 mc), Melzo-Pozzuolo Martesana (2.316,500 mc), e Vizzolo Predabissi (1.524.900 mc), e come tale comprensivo di un margine di oltre il 10%, da impiegare a titolo di riserva. Il predetto parere conclude quindi evidenziando la necessit di evitare di sovradimensionare il piano cave, inserendo siti di riserva, per un potenziale estrattivo di oltre 7 milioni di metri cubi, a fronte di un fabbisogno di 5 milioni di metri cubi, stralciando pertanto la previsione nei Comuni di Paullo-Tribiano. Il motivo inammissibile in parte qua. Oggetto del presente ricorso sono unicamente le previsioni progettuali che localizzano cave di prelievo, oltrech nellambito territoriale del comune ricorrente, anche in quelli di Pozzuolo Martesana e Gorgonzola. Al contrario, il ricorso inammissibile nella parte in cui si chiede lannullamento dei provvedimenti impugnati laddove individuano la cava di riserva da ubicare nei Comuni di Paullo e

Tribiano, non avendo il ricorrente dimostrato la propria legittimazione a contestare tali localizzazioni. Inoltre, anche ipotizzando laccoglimento della censura in parte qua, e pertanto ottenendo lo stralcio dei predetti siti posti nei Comuni di Paullo e Tribiano, rimarrebbero vigenti le localizzazioni che interessano il Comune ricorrente ed i suoi confinanti, da cui lulteriore inammissibilit della censura. III.2.2) Sotto altro profilo si lamenta la mancata presa in considerazione del predetto parere provinciale, laddove il medesimo avrebbe indicato soluzioni alternative alla previsione di nuove cave. III.2.2.1) Preliminarmente si rende necessario lesame dei vari passaggi laddove, nellambito del lungo iter procedimentale per cui causa, si affrontato il problema del reperimento dei materiali inerti necessari a realizzare la TEEM. Il progetto preliminare. Il progetto preliminare, approvato dal CIPE con la citata delibera n. 95/2005, prevedeva, tra laltro, un bilancio terre, con la finalit di individuare il fabbisogno complessivo di inerti, necessario alla realizzazione della TE, ipotizzandosi 3 siti estrattivi, in Bisentrate, Robbiano e Montefiore. La detta delibera n. 95/2005 ha altres formulato, con specifico riferimento alle cave, talune prescrizioni, da sviluppare in sede di progettazione definitiva, tra le quali la n. 96 stabiliva che dovr essere effettuata una valutazione precisa e dettagliata della disponibilit dei materiali nei vari siti di cava proposti. Il progetto definitivo. La relazione generale al progetto definitivo da atto di come sia stato effettuato un censimento delle realt estrattive esistenti ed autorizzate in un intorno significativo dellopera, al fine di verificare leffettiva disponibilit, o leventuale indisponibilit di materiali inerti provenienti da cave autorizzate, compatibilmente con le

tempistiche di realizzazione dellopera in progetto e le volumetrie necessarie a soddisfarne il fabbisogno. Le dette verifiche hanno evidenziato che la produzione da impianti esistenti sul territorio non sarebbe in grado di garantire il soddisfacimento delle esigenze legate alla costruzione dellopera autostradale, sia in termini di volumi, che di produttivit giornaliera media. E stata inoltre analizzata la possibilit di approvvigionamento da altre grandi opere in corso di realizzazione in un intorno significativo della TEEM, con particolare riferimento allAutostrada Pedemontana, anche se le difficolt di coordinamento temporale tra le due iniziative, le distanze tra i cantieri, e lelevato numero di mezzi di trasporto da utilizzarsi determinano uneccessiva onerosit del materiale, sia dal punto di vista economico che ambientale. In conclusione, si ritenuto necessario orientarsi verso una fornitura degli inerti per la costruzione dei rilevati mediante lindividuazione e lapertura di specifiche cave di prestito individuando i siti di Gorgonzola, Melzo-Pozzuolo Martesana, Vizzolo Predabissi e Paullo-Tribiano, questultimo quale sito di riserva da attivare eventualmente qualora non fosse possibile, in tempi compatibili con quelli previsti, disporre di tutto o in parte dei materiali provenienti dagli altri tre. Il parere della Provincia di Milano. La Provincia, nel citato parere n. 106/2011, ha preliminarmente evidenziato che le stesse analisi dello Studio Impatto Ambientale, allegato al progetto definitivo, in ottemperanza alle prescrizioni impartite dal CIPE, avrebbero individuato nel corridoio TEEM cave gi esistenti, dalle quali sarebbe stato possibile estrarre fino a 7.814.000 mc (Vaprio dAdda, Cassano dAdda, Pozzuolo Martesana, Gessate, Cambiago e Colturano), sottolineando inoltre come in direzione est, a breve distanza dellarco TEEM, vi sarebbe un ulteriore disponibilit fino a 10 milioni di mc. (San Bovio, Cascina Gallolo, Cascina Fornace e Cava di Robbiano).

La Provincia dissente pertanto dalle conclusioni cui invece pervenuto il predetto Studio Impatto Ambientale, il quale, nonostante le predette disponibilit, ha ritenuto la non praticabilit di soluzioni alternative. Tenuto infatti conto della criticit ambientale indotta dal Piano cave, in relazione alla presenza di altre cave, anche conseguenti alla realizzazione di ulteriori infrastrutture, la Provincia ha ritenuto pertanto necessario, individuare soluzioni alternative anche al di fuori della Provincia di Milano, stralciando, in particolare, le previsioni ricadenti sui territori pi pregiati dal punto di vista ambientale, quali quelli del Comune di Gorgonzola e Melzo, nonch pianificare ed organizzare da subito, mediante accordi, la possibilit si soddisfare il fabbisogno di materiali inerti tramite lapprovvigionamento sul mercato locale, sfruttando i volumi ancora inutilizzati del Piano Cave Provinciale vigente, o ricercando un migliore coordinamento con le altre grandi opere pubbliche in corso di realizzazione negli stessi territori, al fine di riciclare quanto possibile i materiali in esubero sugli altri cantieri, e non attivare di conseguenza nuove cave di prestito, evitando inutile consumo di suolo. Tale conclusione in particolare incentrata sulla disponibilit di un consistente volume di piano nella cava di Bisentrate, adiacente a quella prevista da TEEM, in Melzo-Pozzuolo Martesana, dalla quale sono estraibili 3.320.000 mc. Il parere della Commissione Tecnica di Verifica dellImpatto Ambientale. Il successivo parere n. 721/2011 della Commissione Tecnica di Verifica dellImpatto Ambientale ha esaminato, in particolare, il rispetto delle prescrizioni imposte alla progettazione definitiva dalla delibera n. 95/2005 del CIPE. Rispetto alla gi citata prescrizione n. 96 si affermato che sono stati stimati e dettagliati i quantitativi e le caratteristiche, sia del materiale proveniente da scavo e demolizione, che del materiale necessario per la realizzazione delle opere, e che in base a tali valutazioni, e con riferimento al Piano Cave Provinciali stato eseguito un dettagliato studio delle realt estrattive esistenti in un intorno circa di 25 Km

dallopera di progetto, al fine di verificare la loro disponibilit alla fornitura di materiale. Al termine di tale analisi di mercato emersa non solo limpossibilit di poter disporre del materiale da cave esistenti nelle qualit richieste, ma anche lincertezza nella definizione e nella possibilit di sottoscrizione di accordi in tempi e costi compatibili con il completamento del progetto definitivo, concludendo cos che tali scenari hanno indotto alla scelta di apertura di nuove cave di prestito per lapprovvigionamento del materiale necessario, al netto di quanto recuperato dagli scavi. Le aree su cui sorgeranno le cave di prestito sono state valutate in funzione delle caratteristiche territoriali, della situazione geologica ed idrogeologica, e della vicinanza dellinfrastruttura ed ai cantieri previsti. La Concessionaria e le imprese sono comunque impegnate a verificare, prima dellinizio dei lavori, la possibilit di stipulare accordi con gli operatori del settore per approvvigionare parte del materiale della cave gi esistenti e/o dal mercato riciclato. Il parere della Regione Lombardia. Con la citata delibera n. 1546/2011 la Regione Lombardia ha valutato positivamente la proposta di cave di prestito prevista nel progetto definitivo, ritenendo tuttavia possibile ed auspicabile che il concessionario possa, con il coinvolgimento e la condivisione dei Comuni territorialmente interessati, ricercare, in tempi successivi, seppur compatibili con il rispetto dei tempi stabiliti per la realizzazione dellintervento, cave di prestito alternative a quelle di Gorgonzola e Melzo-Pozzuolo Martesana. Nel caso in cui la ricerca portasse ad un esito positivo, con lottenimento della compatibilit ambientale delle nuove cave entro la data di inizio lavori da parte del concessionario, si prescritto di soprassedere, in fase realizzativa, alla coltivazione delle suddette cave di Melzo-Pozzuolo Martesana. Lesame dei pareri ricevuti dagli Enti da parte del Ministero Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con provvedimento CUP I21B05000290007, ha esaminato i pareri ricevuti dai vari Enti interessati. Con riferimento alla citata delibera n. 1546/2011 della Regione Lombardia, ha testualmente recepito come raccomandazione (n. 90) linvito della stessa a ricercare cave di prestito alternative. Quanto al parere espresso della Provincia di Milano (n. 106/2011), con riferimento alla necessit di individuare soluzioni alternative alle cave di prestito previste nei Comuni di Melzo e Gorgonzola, il Ministero ha ritenuto di non recepire losservazione in quanto gi oggetto della D.G.R. Lombardia n. 1546/2011. Lapprovazione del progetto definitivo. Infine, il CIPE, nellapprovare il progetto definitivo (delibera n. 51/2011), ha dato atto di come la produzione degli impianti esistenti sul territorio inclusi nei piani cave provinciali, nonch il possibile ricorso al riutilizzo di materiali derivanti dallesubero di materiali provenienti da grandi opere, non sono risultati praticabili per mancanza di disponibilit o difficolt di coordinamento temporale, e che pertanto si optato per il ricorso a specifiche cave di prestito. Infine, nellallegato I, si testualmente riportata la predetta raccomandazione n. 90, espressa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel citato esame dei pareri ricevuti dagli EE.LL. (v. raccomandazione n. 5 a pag. 75). III.2.2.2) La difesa di CAL solleva alcune specifiche eccezioni preliminari allo scrutinio del motivo. In primo luogo si sostiene che il ricorrente farebbe valere la lesione di posizioni giuridiche non proprie, bens di altri Enti. La censura tuttavia infondata poich il Comune di Melzo, che ha gi dimostrato la propria legittimazione alla proposizione del presente ricorso, chiede la tutela del proprio interesse legittimo al corretto esercizio di un potere pubblicistico che incide sfavorevolmente sulla propria situazione giuridica. In altre parole, ci di cui il ricorrente si duole, non la

lesione delle prerogative attribuite della legge ad altri Enti, rectius alla Provincia di Milano, quanto invece la violazione dei principi che devono reggere lazione amministrativa onde addivenire allapprovazione del progetto definitivo per cui causa. Appare pertanto evidente lammissibilit del motivo di ricorso, con cui il ricorrente chiede in sostanza di accertare la mancata considerazione del citato parere provinciale, il cui esame avrebbe potuto condurre alladozione di un differente e pi favorevole provvedimento finale. Con una seconda eccezione si evidenzia che il predetto parere della Provincia di Milano non sarebbe stato sottoposto alla Regione Lombardia. Largomento tuttavia irrilevante dato che nella delibera del CIPE n. 51/2011, tramite le osservazioni rese dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sui pareri espressi dagli Enti Locali, comunque confluito anche il predetto parere della Provincia di Milano, le cui osservazioni sono state ivi espressamente recepite, sebbene in forma di mere raccomandazione a cercare soluzioni alternative allapertura delle nuove cave di Gorgonzola e Melzo-Pozzuolo Martesana (n. 5), ci che rende evidente linteresse a contestare il detto provvedimento, nella parte in cui non ha invece stralciato le dette cave dal relativo Piano. La predetta delibera regionale n. 1546/2011 un semplice atto presupposto alla delibera n. 51/2011, che il vero atto provvedimentale del procedimento per cui causa, da cui lirrilevanza, ai fini che qui rilevano, della mancata trasmissione del parere provinciale alla Regione, atteso che il medesimo comunque pervenuto al CIPE, ed stato da esso valutato, seppure in modo non soddisfacente per il ricorrente. III.2.2.3) Nel merito, il motivo fondato. Il Collegio ha ben presente il rilievo dellopera in questione per il territorio lombardo, e la sua importanza nellambito delle future manifestazioni internazionali che ne vedranno il coinvolgimento, pi volte richiamati negli scritti difensivi delle resistenti. Il detto rilievo, unitamente alla localizzazione dellopera in

un territorio particolarmente sfruttato dal punto di vista ambientale, avrebbe tuttavia reso indispensabile una pi attenta ponderazione degli atti istruttori, nei casi in cui, come quello per cui causa, le istanze rappresentate dagli Enti Locali interessati potevano essere, almeno in parte, facilmente soddisfatte. Nellambito del procedimento di che trattasi si invece sostanzialmente omesso di considerare le alternative, puntualmente evidenziate dalla Provincia di Milano, onde evitare lapertura, quantomeno parziale, di nuove cave nel territorio di riferimento, decidendo invece, senza sufficiente istruttoria e motivazione, per lintegrale approvvigionamento dei materiali necessari alla realizzazione della TEEM mediante lapertura di nuove cave. 1) Mentre il progetto preliminare si proponeva infatti la finalit di limitare lescavazione del materiale vergine, individuando pertanto quale sito estrattivo, tra laltro, la cava gi esistente di Bisentrate, il definitivo, nellambito del censimento dei materiali disponibili (paragrafo 4.1), ha concluso per limpossibilit di ricorrere allutilizzo di tutte le cave menzionate nel Piano cave provinciale. Quanto precede veniva motivato unicamente poich gli ingenti volumi richiesti dalla realizzazione della TEEM determinano per ciascuna azienda limpossibilit di garantire la contemporanea fornitura di materiali ad altri clienti, e quindi la necessit di modificare il proprio mercato di riferimento. 2) Il citato parere provinciale n. 106/2011 ha in particolare nuovamente evidenziato la possibilit di fare ricorso alla cava di Bisentrate. Tale cava, dalla quale sono estraibili ben 3.200.000 mc, risulta limitrofa al tracciato TEEM, essendo sita nello stesso Comune di Pozzuolo Martesana, ed adiacente ad una delle due cave oggetto del presente ricorso. La Provincia ha inoltre ricordato che il territorio interessato dallapertura della nuova cava riveste un pregio paesistico, tutelato dal Parco Agricolo Sud di Milano, e gi sottoposto ad una consistente pressione ambientale determinata da attivit estrattive.

3) Nonostante la precisione e concretezza delle indicazioni fornite dalla Provincia, in nessuno dei provvedimenti successivi al predetto parere n. 106/2011 viene menzionata la cava di Bisentrate, neppure onde sostenere, per qualsivoglia ragione, che lutilizzo della stessa sarebbe impossibile o inopportuno, ci che gi, di per s, l renderebbe illegittimi per difetto di istruttoria e contraddittoriet, tenuto conto che era lo stesso progetto preliminare a menzionare la predetta cava, tuttavia poi espunta dal progetto definitivo, senza neppure una motivazione specifica. 4) La cava di Bisentrate invece particolarmente capiente, essendo estraibile dalla stessa un volume di ben 3.320.000 mc, di molto superiore ai 2.316.500 mc previsti per la nuova cava sita nel Comune di Melzo. Si consideri inoltre che la Provincia e lo stesso Studio di Impatto Ambientale avevano evidenziato la presenza di ben altre 5 cave oltre a quelle di Bisentrate, tra le quali anche quella sita nel Comune di Cassano dAdda, confinante con quello di Pozzuolo Martesana, dalla quale estraibile un volume di 1.420.000 mc. Dalle planimetrie prodotte in giudizio pu inoltre agevolmente verificarsi che la nuova cava di Melzo-Pozzuolo Martesana, sarebbe effettivamente adiacente a quella, gi esistente, di Bisentrate, ci che evidenzia lirragionevolezza dei numerosi richiami, operati tanto in sede procedimentale che in quella giurisdizionale, alle difficolt di approvvigionamento da siti distanti dal cantiere autostradale. 5) Le valutazioni di TE, onde giustificare lapertura di nuove cave, in luogo dello sfruttamento, almeno parziale, di quelle esistenti, non sono invece adeguatamente motivate ed istruite. Come pi volte esposto, nel progetto definitivo si afferma, a seguito di verifiche svolte, attraverso contatti e visite, limpossibilit per le aziende interpellate di fornire i quantitativi necessari. Tuttavia, al di l del fatto che non vi alcuna traccia documentale delle predette ricerche, le stesse si concludono con unaffermazione generica, senza neppure riportare le risultanze di tali verifiche, con lindicazione dei quantitativi ottenibili dalle cave previste nel Piano Provinciale,

ci che avrebbe consentito di poter eventualmente valutare, ad esempio, il reperimento del materiale necessario in parte tramite lapertura di nuove cave, ed in parte tramite il ricorso a quelle esistenti. TE ha invece sostanzialmente ritenuto che, poich non era possibile lintegrale acquisizione del materiale tramite il Piano Cave Provinciale, si rendeva allora indispensabile il suo totale approvvigionamento mediante lapertura di nuove cave, ci che tuttavia contrario alle prescrizioni contenute nel progetto preliminare, ed alle raccomandazioni di cui alla delibera n. 51/2011, finalizzate ad evitare il consumo di nuovo suolo, oltrech ai principi di proporzionalit e ragionevolezza. 6) Tanto la D.G.R. Lombardia n. 1546/2011 che la delibera n. 51/2011 del CIPE, espressamente valutano possibile ed auspicabile la ricerca di siti alternativi a quelli di Gorgonzola e Melzo/Pozzuolo Martesana, seppur limitandosi ad esprimere in proposito una mera raccomandazione al concessionario, onde effettuare nuove ricerche. A fronte della precisione e concretezza dei rilievi contenuti nel parere provinciale, e della genericit delle motivazioni addotte da TE circa limpossibilit di ricorrere a cave esistenti, le predette raccomandazioni si configurano tuttavia quali atti elusivi allesercizio dei poteri di valutazione degli atti istruttori, che competevano alle predette Amministrazioni. La Provincia ha puntualmente evidenziato i siti alternativi a quelli individuati nel progetto definitivo, indicando i relativi volumi estraibili, nonch il fatto che, nel caso di Bisentrate, il medesimo fosse adiacente alla nuova cava di Melzo/Pozzuolo Martesana, individuata nel progetto definitivo. A fronte di rilievi di tale puntualit illegittimamente la Regione ed il CIPE hanno formulato mere raccomandazioni al concessionario, affermando di condividere il parere della Provincia di Milano, senza tuttavia adottare gli atti conseguenti, ci che inevitabilmente comporta la contraddittoriet ed inutilit del loro operato. Nelle more del giudizio il Consorzio Arcotem, incaricato da TE, ha infatti comunicato al Comune di Gorgonzola di

procedere allacquisizione delle aree interessate, richiamando espressamente quale presupposto il provvedimento del CIPE di approvazione del progetto, con ci dimostrandosi lefficacia non dispositiva delle predette raccomandazioni, ed il fallimento dellauspicata ricerca di soluzioni alternative da parte del concessionario, senza che risulti fornita, anche in tale occasione, ogni motivazione in ordine al mancato rispetto delle stesse raccomandazioni. III.2.2.4) Non sono inoltre pertinenti, ai fini del rigetto del motivo, i lunghi richiami operati dalla difesa di CAL ai contenuti del progetto TEEM (v. punto 2.2.lett. b della memoria). In primo luogo, occorre prendere atto che la redazione del progetto, e dello specifico documento Censimento di cave e discariche, precedente al citato parere provinciale, laddove gli atti impugnati sono successivi, ed illegittimi poich non ne hanno considerato i rilievi, come meglio argomentato nel precedente punto III.2.2.3. Secondariamente, non pu ritenersi che la censura sia fondata su mere affermazioni teoriche, prive di alcun effettivo riscontro sul campo. Al contrario, risultano invece piuttosto generiche e non sufficientemente circostanziate le affermazioni contenute nel predetto censimento cave allegato al progetto, nel quale si dichiara di aver effettuato il censimento delle realt estrattive esistenti ed autorizzate in un intorno significativo dellopera, senza tuttavia indicare siti e volumi estraibili ritenuti inadeguati, come invece puntualmente evidenziato nel parere della Provincia di Milano (v. ancora precedente punto III.2.2.3). N pu avere alcun rilievo il sopravvenuto fabbisogno di materiale, tra il progetto preliminare e quello definitivo, evidenziato dal progettista nel tavolo tematico ambientale del 14.5.2009. Ci poteva infatti astrattamente avere unincidenza qualora i provvedimenti impugnati avessero motivato limpossibilit di accogliere i rilievi contenuti nel parere provinciale proprio con riferimento a tali

sopravvenienza, tuttavia, come si gi evidenziato, gli stessi omettono invece sic et simpliciter la considerazione dei predetti rilievi, senza motivarla, n con riferimento a sopravvenute varianti progettuali, n rispetto ad altre circostanze. N infine merita accoglimento leccezione di inammissibilit del motivo sollevata dalla difesa di TE, secondo cui le censure sarebbero attinenti a profili di discrezionalit tecnica, insindacabili nel merito. I profili di fondatezza del motivo esposti nel precedente punto evidenziano invece come gli stessi non siano incentrati sullerroneit delle valutazioni di merito operate dallAmministrazione nella localizzazione dei siti, ma al contrario, su vizi conosciuti nellambito di un c.d. sindacato esterno, ed ascrivibili alle ben note figure sintomatiche delleccesso di potere, per difetto di istruttoria, contraddittoriet ed irragionevolezza. In altre parole, il motivo non stato accolto in conseguenza della ritenuta erronea scelta di localizzare le cave nei Comuni di Melzo-Pozzuolo Martesana e Gorgonzola, quanto invece in conseguenza dellomessa considerazione dellesistenza di altre cave gi operative nelle vicinanze, a fronte della volont, manifestata in pi occasioni da parte della stessa Amministrazione procedente, di limitare lescavazione del materiale vergine. III.3) Con il quarto motivo si censura la violazione del piano territoriale di coordinamento del Parco Agricolo Sud di Milano, e del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Milano, che non consentirebbero lapertura di nuove cave. Il motivo infondato, applicandosi alla fattispecie, oltrech il gi citato art. 166 c. 5 del D.Lgs. n. 163/06, anche lart. 165 c. 7 del medesimo D.Lgs., secondo cui lapprovazione dellopera esplica effetti ad ogni fine urbanistico ed edilizio, comportando lautomatica variazione degli strumenti urbanistici vigenti ed adottati. III.4) Con lultimo motivo, si lamenta la violazione dellart. 6 comma 2 lett. a) del D.Lgs. n. 152/2006, che impone di effettuare una valutazione ambientale

strategica (VAS) per tutti i piani e programmi che possono avere impatti significativi sull'ambiente, tra i quali andrebbe ricompreso anche il Piano Cave di prestito, contenuto nel progetto definitivo. Il motivo infondato atteso che, a norma degli artt. 182 e ss. del D.Lgs. n. 163/2006, alle infrastrutture strategiche di cui alla L. n. 443/2001, si applica un speciale procedura (c.d. VIAS), concretamente esperita nel caso di specie, differente da quella ordinaria, in cui la valutazione di impatto ambientale concentrata, e comprensiva anche della VAS, da cui linsussistenza della violazione della predetta norma. In conclusione, previa estromissione dal giudizio degli intervenienti ad adiuvandum, (v. punto I), il ricorso va dichiarato in parte inammissibile (v. punto II.1), ed accolto quanto al secondo ed al terzo motivo (v. punto III.2.2.3). Le spese, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza, fermo restando che rimangono a carico delle parti intervenienti quelle dalle stesse sostenute. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara inammissibili gli atti di intervento della Provincia di Milano e del Comune di Gorgonzola, lo dichiara in parte inammissibile, lo accoglie per il resto, e per leffetto annulla i provvedimenti in epigrafe impugnati, nei limiti e nei termini di cui in motivazione. Condanna le parti costituite, in solido tra loro, al pagamento delle spese processuali a favore del Comune ricorrente, equitativamente liquidate in Euro 3.000,00, oltre al rimborso del contributo unificato, I.V.A. e C.P.A. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit amministrativa. Cos deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 18 dicembre 2012 con l'intervento dei magistrati:

Adriano Leo, Presidente Mauro Gatti, Primo Referendario, Estensore Antonio De Vita, Primo Referendario

L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 07/01/2013 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)