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la Repubblica

DOMENICA 6 GENNAIO 2013

R CULT

I 52

ILMUSEO DEL MONDO


FOTO DI BASSO CANNARSA

LARTISTA

MELANIA MAZZUCCO

Paul Klee (1879-1940), pittore svizzero. Nel 1911 entra in rapporto con gli artisti del Blaue Reiter. Risale invece al 1920 il suo ingresso al Bauhaus di Weimar; forma con Kandinskij, Feininger e Jawlensky il movimento dei Quattro Azzurri. Lascia oltre alle sue tele piene di colori e di simboli una robusta elaborazione teorica, dal Quaderno di schizzi pedagogici alla Teoria della forma e della figurazione

Una melodia di punti, linee, colori Klee e il senso segreto delle cose
LOPERA

l primoquadro di cui ho memoria non lho visto in un museo n in una chiesa. Non era appeso su una parete distante, intangibile e vagamente sacrale ma lo tenevo fra le mani, come un qualunque oggetto della mia vita quotidiana. Insomma, era riprodotto in un libro. Ad Parnassum di Paul Klee campeggiava infatti sulla copertina di un libro darte per bambini, che mi fu regalato da mia madre per il mio quinto compleanno. Era convinta che larte moderna, in apparenza primitiva e infantile, possa essere compresa istintivamente, senza bisogno di nozioni o esperienza del mondo. Forse cos: perch quel quadro stato per me davvero una porta, e da allora unopera darte non ha mai smesso di sembrarmi non qualcosa di morto, venerabile, il prezioso relitto di una civilt scomparsa, ma qualcosa che come un libro parla proprio a me, e mi riguarda. Da qualunque lontananza venga il suo richiamo. Spero che Ad Parnassum sia anche la vostra porta: perch il mio viaggio nelle immagini del mondo inizia da qui.

Paul Klee: Ad Parnassum (1932), olio su tela, Berna, Kunstmuseum

Paul Klee, accusato dai suoi critici di dipingere scarabocchi per bambini, era invece un intellettuale, uno scienziato e un filosofo. Aveva elaborato una complessa teoria dellarte e non dipingeva neanche un punto senza sapere perch. Non avrebbe mai voluto che ci chiedessimo che cosa rappresenta Ad Parnassum. Larte non imitazione, non deve riprodurre il visibile diceva ma rendere visibile linterno occulto delle cose. La chioma di un albero non somiglia alle sue radici. Lui voleva sbarazzarsi di chi in un quadro va a caccia degli oggetti reali del mondo. Cos, di questi, rimasto solo il riflesso, come uneco sul punto di spegnersi. Un cerchio arancio che potrebbe essere un sole, due linee scure che potrebbero rappresentare il tetto di un edificio (o una montagna, o una piramide), tre cunei che indicano direzioni opposte, un arco che ricorda una porta. Insomma, le forme essenziali: i punti, le linee, i colori. I primi si aggregano in disegni geometrici, i secondi combinano i tre colori fondamentali (giallo-rosso-blu) in infinite variazioni. La tela intessuta di punti di colore, come minuscole tessere di mosaico o squame di serpente o scaglie di pesce. Klee riteneva che lopera fosse un organismo, natura essa stessa, soggetta alle stesse leggi della cellula e del cosmo: i punti di Ad Parnas-

sum brulicano come stelle nel firmamento. Per questo quadro ha un titolo, scelto da Klee. Dunque un segno anchesso. Ad Parnassum significa verso il Parnaso. Ricorda cose reali. Era infatti il titolo di un saggio di teoria musicale del 1725, che Paul Klee, figlio di un insegnante di musica e di una cantante professionista, e lui stesso violinista e cultore di musica, conosceva: la sua aspirazione di pittore era creare una sintesi di pittura, musica, poesia. Dunque il titolo allude alla polifonia, che il quadro si propone di rappresentare simbolicamente. Ma Ad Parnassumsi intitolano anche gli esercizi di pianoforte di Muzio Clementi, che conducono lallievo alleccellenza. Esso implica unascesa suggerisce un movimento verso lalto. Ma nel quadro la salita ostacolata dalle tre punte, che introducono una tensione e indirizzano lo sguardo altrove a destra, a sinistra, in basso. Locchio scivola allora verso un altro elemento: la porta, al cui centro spicca un rettangolo violaceo. E qui agisce il terzo significato del titolo. Il Parnaso infatti prima di tutto il monte sacro ad Apollo e alle muse. E il regno incontaminato dellispirazione e dellarmonia. I pi grandi pittori dei secoli trascorsi, da Mantegna e Raffaello a Poussin, hanno dipinto la salita al Parnaso dei poeti e degli artisti. La porta che si apre nellangolo sinistro di quella che non una casa n un tempio, ma la montagna stessa dellarte e della poesia, allora la porta che immette in quel mondo altro l dove il caos diverr musica. E l che si ferma lo sguardo: quello il punto di equilibrio del quadro. Val la pena ricordare che questa sinfonia polifonica non stata dipinta in un momento qualunque della vita di Klee trascorsa fra studio, ricerca, viaggi, famiglia, insegnamento, sperimentazione di tecniche innumerevoli e creazione inesausta (alla sua morte aveva realizzato ben 9000 opere). Fu dipinta in quello stato di grazia sospesa che precede la caduta. E il 1932. Paul Klee insegna pittura alla Scuola di Belle Arti di Dsseldorf, viaggia in Italia, lavora e intanto, incalzato dai nazisti che hanno vinto le elezioni municipali, lo Stato tedesco interrompe i finanziamenti alla Bauhaus, dove anche Klee ha insegnato per anni. Lanno dopo, lui stesso a essere licenziato. Un fogliaccio nazista lo denigra come il tipico ebreo della Galizia (in realt suo padre un ariano bavarese, e sua madre svizzera), le SA perquisiscono la sua casa. Paul Klee lascia la Germania per esiliarsi in Svizzera, dove del resto nato. Fatto che invalida la battuta di Orson Welles nel Terzo Uomo (quella che dice che in cinquecento anni di pace e democrazia gli svizzeri hanno creato solo orologi a cuc). Nel 1932, in Germania, il Parnaso minacciato. Nel 1933, un quadro di Klee figurer nella prima delle famigerate esposizioni di Arte Degenerata. Ma proprio quando il Parnaso in pericolo, Klee dipinge unarmonia melodica di punti, linee e colori, e invita chi guarda a varcare la porta e a salire. Larte non mai un traguardo, ma un cammino: ci che conta non la meta, ma la strada percorsa.
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