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PROVE TECNICHE DI FRAMMENTAZIONE PROGRAMMATA E DI RICOMPOSIZIONE PREVEDIBILE di Massimo Scorretti Scomporre e Ricomporre, spacchettare e rimpacchettare.

Frammentare con l'intento di tenere unito. E' questo il paradigma che ispira ed anima le manovre politich e degli uomini del "centro destra italiano", alla vigilia delle imminenti elezio ni politiche. Nessuno trova il bandolo della matassa, in questo groviglio di posizioni, in cui , i protagonisti della politica, di ieri, che vogliono continuare ad essere i pr otagonisti, di oggi e di domani, sanno bene che tra due mesi potrebbero essere t utti cancellati dal firmamento in cui - solo loro - ritengono di aver brillato, per anni se non per decenni, di vita politica del nostro pi o meno disastrato pae se. Hanno avuto la possibilit, in questi ultimi mesi, di fare una nuova legge ele ttorale e invece ? Nulla di fatto. Hanno avuto la possibilit di ridisegnare la configurazione delle istituzioni elet tive, diminuire il numero dei parlamentari e dei loro infiniti privilegi, ed inv ece ? Nulla di fatto. In molto altro ancora potremmo rispondere: nulla di fatto. Oggi, a pochi giorni dalle elezioni politiche, dopo che Berlusconi, ancora una v olta, ha fatto capire chi "comanda" dentro al PDL e come vanno le cose in quell' ambiente, eccoli li, immersi in una multivariata serie di piroette e funambolism i dialettici, secondo l'ultraconsolidato modello del politichese pi becero, indaf farati a capire quale sistema di articolazione della manovra elettorale, sia pi i doneo per garantirgli la maggiore captazione di consenso. Ed ecco che parte un a pparente gioco delle tre carte, in cui Gasparri resta nel PDL, il "fratellino" L a Russa fonda un partitino di "centro destra nazionale" distinto dal PDL, ma ass olutamente non distante dal medesimo, di cui un'enucleazione programmata, altre frange includenti ex AN e non (Meloni, Crosetto, Rampelli) si smarcano un p pi al largo del soggetto PDL, di cui a parole dicono di non condividere scelte, person e, procedure, modalit selettive e chi pi ne ha, pi ne metta, ma poi, al dunque, con tinuano, tatticamente, a ristagnare nelle immediate vicinanze del corpaccione, o rmai smunto e flaccido, del PDL. Tutto ci nel tentativo di "differenziare l'offer ta" politica che si andr a servire agli italiani tra non molto ? Suona molto come una sottile ed impalpabile presa per i fondelli, soprattutto pe r quegli elettori tradizionalmente fidelizzati con l'area del centro destra ital iano. Se poi si pensa che gli italiani siano completamente rimbambiti o distratt i, da non capirlo, questi signori compiono un errore che potrebbe rivelarsi esiz iale per loro stessi. Manca, in sostanza, una proposta politica complessiva, chiara, evidente, moderna , innovativa nella realt delle proposte e non negli slogan, di cui abbiamo le ore cchie ormai intasate che evidenzi, ineluttabilmente, coloro che vogliono realmen te distinguersi dai trascorsi del PDL e dai suoi limiti. Non possiamo non vedere, tuttavia che esiste un limite strutturale, un limite di sistema al fatto che le componenti estranee a quell'area del centro destra che identificava, una volta, Forza Italia e cio la destra di AN e zone limitrofe, un limite legato ai personalismi di quelli che furono per anni definiti i rissosi c olonnelli di Fini. Difficile immaginare che la miriade di aree di ex AN, oggi rappresentate da Stor ace, La Russa, Gasparri, Urso, Matteoli, Augello, Alemanno ed ancora personaggi non meno importanti allora e ancor pi oggi, come Meloni, Rampelli, Mussolini ecc. possano trovare una quadratura, per offrire agli elettori del centro destra, un comune punto di vista, di proposta e di scelta politica. Quindi per non scomparire, ci si affanna a creare piccole frammentazioni, in cui ognuno tenta di caratterizzarsi, quel tanto che basta, per poter offrire la pro pria diversit-prodotto, al vastissimo mercato della politica nostrana. Ed eccoci arrivati alla stringente attualit, un'offerta di centro destra in cui c 'e': Chi decide di stare con Monti e Berlusconi, chi con Berlusconi ma contro Mo nti e infine chi non vuole, ne Monti ne Berlusconi. Elettori del centro destra, eccovi servito il gioco delle tre carte. Non vi resta che scegliere onon vi resta che piangere.