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Poste italiane S.p.A. - Sped. abb. post. - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) Art.

1, Comma 2 - DCB Roma

SETTEMBRE 2012

SOMMARIO
RASSEGNA TRIMESTRALE DI VITA E DI APOSTOLATO DELLORDINE DEI CHIERICI REGOLARI DI S. PAOLO - BARNABITI Anno XCII n. 3 - Settembre 2012 Trimestrale Poste italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2 - DCB Roma DIRETTORE RESPONSABILE P. Stefano Gorla DIRETTORE P. Paolo Rippa CAPOREDATTORE P. Mauro Regazzoni REDAZIONE P. Filippo Lovison CORRISPONDENTI Dal Cile: P. Mauricio Ahumada. Dalle Filippine: P. Michael Sandalo. DallItalia Centro-Sud: P. Giovanni Scalese. DallArgentina: P. Giorgio Graiff COLLABORATORI P. Giulio Pireddu, P. Giuseppe Cagnetta, P. Giuseppe DellOrto, P. Enrico Sironi, P. Giovanni Villa, P. Giovanni Zoia, P. Giovanni Scalese, P. Giannicola Simone DIREZIONE Via Giacomo Medici, 15 - 00153 Roma Tel. e Fax 06/581.23.39 - 588.28.63 e-mail: ecodeibarnabiti@gmail.com REDAZIONE Piazza B. Cairoli, 117 - 00186 Roma Tel. e Fax 06/68307070 AMMINISTRAZIONE c.c.p. 29654001 intestato a: I Barnabiti, Via Giacomo Medici, 15 - 00153 Roma REGISTRAZIONE Tribunale di Roma n. 334 del 28 aprile 1950 STAMPA Grafica Cristal S.r.l. Via R. Paolucci, 12/14 - 00152 Roma Tel. 06/53.49.375 - Fax 06/53.274.231 DIFFUSIONE Eco dei Barnabiti viene inviato agli amici delle Missioni, delle Vocazioni e delle Opere dei Barnabiti. possibile riprodurre gli articoli della rivista citando la fonte e mandandone giustificativo in redazione www.barnabiti.it
copertina: Nikater - Nebbia nella Foresta di Teutoburgo presso Oerlinghausen, Germania

Editoriale

1 Anno della fede: poca fede o mancanza di fede? (P. Rippa)

Bibbia

2 Per fede Mos (G. DellOrto)

Vocabolario ecclesiale

6 Moderazione/Umanit (A. Gentili)

Vita consacrata

7 Fare pastorale (G. Pireddu)

Osservatorio ecclesiale

13 Ricordo del cardinale Martini (A. Gentili)


Ecumenismo

15 A proposito di recezione ecumenica (E. Sironi)


Spiritualit barnabitica

20 La felicit. Una difficile conquista (M. Regazzoni)


Osservatorio paolino

24 The new perspective on Paul. An introduction (G. Patil) 27 52 57 59 63 65 67 69 Storia dellOrdine: Reportage 136 Capitolo generale (F. Lovison) Meditazione: crocevia delle religioni e specificit cristiana (A. Gentili) Cosa significa guarire? La terapia globale dello spirito (A.M. Fineschi) La SAMZ in festa (A. Giussani) Presentazione de I Barnabiti (A. Gentili) Seminario intensivo di yoga, disegno e meditazione (M. Vitali) Insieme, a Malosco (L. Santoriello) Fortiter et suaviter: Un programma di vita sponsale (Redazione)

Dal mondo barnabitico a cura di Paolo Rippa

71 Doppia festa nella Pro-provincia africana Giovani del Collegio San Francesco di Lodi: cronache di una vacanza impegnata Professione solenne e Ordinazione diaconale di Bienvenu Luhiriri Bisimwa Santa Sofia. Visita pastorale di Mons. Ricardo Ezzati, Arcivescovo di Santiago Sapore di cose buone In memoria di P. Achille Erba Centro culturale San Francesco
Ci hanno preceduto a cura di Giuseppe Ranaldi

75 P. No Toia (D. Toia)


Recensione

Chiuso in redazione il 14 settembre 2012 Finito di stampare l11 ottobre 2012

76 M. Selvaggio (M. Regazzoni)

Anno della fede: poca fede o mancanza di fede?


LAnno della fede un anno di meditazione indetto dalla Chiesa dall11 ottobre 2012 al 24 novembre 2013, dedicato ad intensificare la riflessione sulla fede per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere pi consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che lumanit sta vivendo. Gli scopi di questanno di grazia, sono stati chiaramente messi in luce dal Santo Padre: Desideriamo che questo Anno susciti in ogni credente laspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza. Sar unoccasione propizia anche per intensificare la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nellEucaristia, che il culmine verso cui tende lazione della Chiesa e insieme la fonte da cui promana tutta la sua energia. Nel contempo, auspichiamo che la testimonianza di vita dei credenti cresca nella sua credibilit. Riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata, vissuta e pregata, e riflettere sullo stesso atto con cui si crede, un impegno che ogni credente deve fare proprio, soprattutto in questo Anno (Papa Benedetto XVI, Porta fidei, 9). Conviene ricordare che riscoprire i contenuti della fede significa ammettere, per lo meno, che la fede, se non sparita dallorizzonte delluomo di oggi, per lo meno si eclissata. Certamente, il discorso sulla crisi della fede tanto antico quanto la storia del Cristianesimo. Ges stigmatizza a pi riprese la poca fede o addirittura la sua mancanza che ne accompagna la persona e il messaggio. Apostrofa i discepoli come uomini di poca fede. Quando si scaten la tempesta sul lago e gli apostoli si rivolsero invocando il suo aiuto, egli rispose loro: Perch avete paura, gente di poca fede? (Mt 8,26); Perch avete paura? Non avete ancora fede? (Me 4,40); Dov la vostra fede? (Le 8,25). Quando Pietro, sfidando le intemperie, stava annegando nel tentativo di raggiungere Ges sulle acque, egli subito tese la mano, lo afferr e gli disse: Uomo di poca fede, perch hai dubitato? (Mt 14,31). Di fronte allottusit dei discepoli che si preoccupavano del pane dimentichi del gesto con cui Cristo lo aveva moltiplicato nelle loro mani, cos li interpella: Gente di poca fede, perch andate dicendo tra voi che non avete pane? (Mt 16,8). I discepoli si avvicinarono a Ges, in disparte, e gli chiesero: Perch noi non siamo riusciti a scacciarlo [il demonio]?. Ed egli rispose loro: Per la vostra poca fede (Mt 17,19-20). Addirittura li rimprovera per non averlo riconosciuto una volta risorto: Udito che era vivo ed era stato visto da lei [Maddalena], non credettero. Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anchessi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimprover per la loro incredulit e durezza di cuore, perche non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto (Me 16,11-14). Ai discepoli di Emmaus si rivolse dicendo: Stolti e lenti di cuore [alla lettera: dal cuore appesantito] nel credere in tutto ci che hanno detto i profeti! (Le 24,25). Levangelista Luca sembra sfumare i toni quando afferma che per la gioia non credevano ancora [nel Risorto] ed erano pieni di stupore (Le 24,41). poi nota la vicenda di Tommaso, il suo non credo se non riscontrando nel Crocifisso-Risorto traccia delle piaghe, e linvito di Ges a non essere incredulo, ma credente (Gv 20,25.27). Durante la vita pubblica Cristo smaschera quelli, tra i discepoli, che non credevano in lui, come quando, al termine del discorso sul pane di vita, disse: Tra voi vi sono alcuni che non credono. Ges infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito (Gv 6,64). Si domanda inoltre se il Figlio delluomo, quando verr, trover la fede sulla terra? (Le 18,8). Definisce i suoi conterranei come gente di poca fede (Le 12,28), generazione incredula (Me 9,19) e deve prendere atto, suo malgrado, che neppure i suoi fratelli credevano in lui (Gv 7,5), come anche i capi o i farisei (Gv 7,48) o i giudei che disputavano con lui in merito alla sua qualifica, e ai quali rispose: Ve lho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me (Gv 10,25). Rimane aperto il problema della crisi della fede o, addirittura, della sua sparizione. Gli attuali scenari su cui iscrivere il discorso sulla fede sono completamente inediti. Quindi, a scenari nuovi, nuove approssimazioni. necessario cercare ed elaborare nuovi linguaggi per permettere che la fede raggiunga e seduca ludito di un uomo che, forse, non ha ancora perso del tutto la sensibilit per il discorso sulla fede. necessario, soprattutto, contare con testimoni della fede, convinti e convincenti, che come ci ricorda s. Pietro (cfr. 1 Pt 3,8-18), sappiano dar ragione, della loro speranza (e la speranza esiste perch e fintanto che c la/una fede...), presentando, senza complessi di sorta e falsi pudori o timori, se stessi e la propria fede, con mitezza e rispetto. Certamente non baster un anno per realizzare ci, ma almeno che si incominci a fare qualcosa!

BIBBIA

In questa terza tappa del percorso biblico in preparazione allAnno della Fede, il p. Giuseppe DellOrto presenta limmagine di Mos, icona non solo delluomo di fede, ma delloggetto stesso della fede: Cristo.
opo Abramo, la forza pi trainante nella fede per il giudaismo antico Mos, uomo di Dio e guida del popolo eletto: egli ha fiducia nelle speranze future e nel compiersi delle realt invisibili (cf. Eb 11,1) e in tutto il corso della sua vita rimase saldo, come se vedesse linvisibile (Eb 11,27). A questa icona della fede vogliamo dedicare i prossimi contributi in preparazione allAnno della Fede.

PER FEDE MOS...


astrologi e gli scienziati dEgitto e lagnello pesava di pi. Il faraone espose il sogno ai suoi interpreti, che cos gli dissero: Questo il segno evidente di un grande male che si abbatter sul paese dEgitto. Nascer infatti un bambino che distrugger il nostro potere! (cf. Yashar Shemt 128a-130b). Il periodo di nascondimento dura poco: tre mesi. Alla madre non resta che deporlo in un cestello di papiro lasciandolo al suo destino (Es 2,3). Ma anche nella deposizione di Mos sulle rive del Nilo che pu sembrare simile a tanti racconti dellinfanzia in cui un bambino ab-

il salvato dalle acque Eb 11,23 Per fede, Mos, appena nato, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perch videro che il bambino era bello; e non ebbero paura delleditto del re (cf. Es 2,1-10). La vicenda di Mos permeata di fede fin dalle sue origini. Della fede si parla addirittura nel momento della sua nascita, anche se non ancora la fede di Mos. Si tratta piuttosto della fede dei suoi genitori (cf. v. 23) e, pi precisamente stando al racconto di Es 2, 2 , della fede di sua madre, che vide che [il figlio] era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Lespressione ebraica k-tb (era bello, tradotto con elegantem infantem, dalla Vulgata) richiama lo sguardo di Dio sulla Creazione (Gen 1, 4.10.12.18.21.25.31). La bellezza non tanto quella fisica, ma una prerogativa, per cos dire, teologica: buono e bello quanto esce dalle mani di Dio, il suo progetto di amore e di salvezza per lumanit. E guardando Mos con questo sguardo di fede, nella sua bellezza, i genitori ravvedono un segno della benevolenza di Dio e ne intuiscono lo speciale progetto su quel bambino. La bellezza di Mos il segno che Dio avvia una nuova opera di creazione. Un racconto popolare ebraico parla di un sogno del faraone, in cui egli vide una bilancia; su un piatto cera un agnello e sullaltro tutti maghi, gli

bandonato e provvidenzialmente salvato (Sargon, re di Akkad, Ciro, re persiano, o Romolo e Remo, ad esempio) invece prefigurato lintervento salvifico di Dio per il suo popolo e la missione dello stesso Mos. Il cestello: la parola cestello, in ebraico, tebah, ed la stessa usata per indicare larca di No. Ci che d la morte, per intervento di Dio, diventa datore di vita. Il canneto: la cesta, cosparsa di bitume appunto come larca di No, viene deposta in un canneto, che in ebraico chiamato sf. Se questo termine non dice niente a noi, perch siamo abituati a chiamare il mare attraverso cui sono passati gli Ebrei Mar Rosso, in ebraico esso chiamato Yam sf, cio Mare delle canne. Gli Ebrei passeranno attraverso il Mare delle canne e Mos in unarca viene gettato in mezzo alle canne: Mos, dunque, porta in s la storia dellantico No e anticipa in s la storia del futuro Israele. Nel racconto dellinfanzia di Mos quindi adombrato il mistero della nascita e della rinascita. La prima nascita di Mos destinata alla morte nellacqua, ma poi dallacqua egli rinasce; gettato nellacqua (segno della morte) ed estratto dallacqua (segno della vita). Proprio a questo fatto legato il suo nome, impostogli dalla figlia del faraone che lo chiamer Moseh, un nome di evidente origine egiziana. Molti nomi di faraoni presentano la medesima radice (msw) che significa figlio: Tut-moses, Ramses (= Ra-moses), Ah-moses e cio figlio di Tut, di Ra, di Ah. La spiegazione reale del nome si trova implicita proprio in Es 2, 10: La figlia del faraone lo prese con s ed egli divenne per lei come un figlio e lo chiam Mos. Lautore del libro dellEsodo, tuttavia, interpreta tale nome secondo

James J.J. Tissot - Mos deposto tra le canne

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BIBBIA
la lingua ebraica e fa derivare questo vocabolo dal verbo ebraico mashah che significa tirar fuori, estrarre (lo chiam Mos, dicendo: Io lho tratto dalle acque! Es 2,10). Quindi il termine Moseh sarebbe il participio di tale verbo, ma essendo un participio presente vuol dire: colui che tira fuori, colui che libera, il liberatore. Quindi un nome profetico: indica che Mos sar il liberatore del suo popolo (come si legge in Is 63,11). Lumorismo e la fantasia di Dio non finiscono mai di stupire: la figlia del faraone ha tratto dalle acque e educato a corte colui che trarr Israele dalle acque, sommergendovi larmata del faraone (G. Bruni). La rinascita del bambino simbolicamente legata al fatto che stato tirato dalle acque. Secondo lordine del faraone, il fanciullo doveva essere gettato nel Nilo (Es 1,22). Le acque, che nel simbolismo religioso universale rappresentano spesso la morte, potevano essere la sua tomba. Eppure entra nelle acque e ne esce vivo. Questo itinerario simboleggia e prefigura il passaggio attraverso la morte per entrare in una nuova vita. Lo stesso itinerario simbolico che ritroviamo nel passaggio del mare (Es 14) o, anche, nel battesimo cristiano (cf. Rm 6). la scelta di Mos Eb 11,24 Per fede, Mos, divenuto adulto, rifiut di essere chiamato figlio della figlia del faraone, 25 preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che godere momentaneamente del peccato. 26 Egli stimava ricchezza maggiore dei tesori dEgitto lessere disprezzato per Cristo; aveva infatti lo sguardo fisso sulla ricompensa. Siamo di fronte a un midrash, cio a una rilettura sapienziale della storia di Mos. Stando al libro dellEsodo, Mos usc verso i suoi fratelli (Es 2,11). La scelta fondamentale, istintiva, di Mos, che precede la sua stessa vocazione sullOreb, quella di uscire dalla casa del faraone, dove stato allevato, per andare in mezzo ai suoi fratelli ebrei, oppressi dai lavori forzati. Luscita di Mos dalla casa del faraone il primo segno, ancora nascosto, delluscita dIsraele

Mos salvato dalle acque - affresco della sinagoga di Dura Europos - III sec. d.C.

dalla schiavit egiziana. Mos non lo sa ancora ma per mezzo di questa scelta egli prefigura lesodo di tutto Israele. Ha lasciato una sicurezza ed anche una identit egiziana per scegliere i fratelli, nonostante linsicurezza. In un racconto rabbinico si narra che Dio, apparendo a Mos, gli confid: Poich tu sei uscito e ti sei preso a cuore i tuoi fratelli, io scender per prendermi a cuore i miei figli. Mos compie cos il suo primo esodo, un esodo alla ricerca dellidentit, per uscire dalla dolorosa

situazione di dualit in cui si era trovato; quaranta anni vissuti alla corte del faraone (cf. At 7,23) non gli hanno fatto dimenticare le sue radici. Nel suo primo esodo egli soprattutto un uomo che vede la situazione: Mos vide i lavori pesanti da cui erano oppressi. Vide un egiziano che colpiva un ebreo, uno dei suoi fratelli. Voltatosi attorno e visto che non cera nessuno, colp a morte legiziano e lo seppell nella sabbia (Es 2, 11-12). Mos entra in scena; vede la situazione e sceglie di difendere il suo

Mos uccide un egiziano - Capitello dellAbbazia di Vezelay Eco dei Barnabiti 3/2012

BIBBIA
popolo. Per sceglie un metodo vio- quella verso Dio? Finch io mi limito lento, sceglie di uccidere, come si- al rapporto con gli altri, penso di esstema di soluzione. Si oppone alla sere capace di sostenere da solo questa responsabilit ma finisco prima o violenza con la violenza. Mos allora un omicida? Per la poi per andare incontro a un fallilegge ebraica no. Anzi, proprio su mento. Quando, invece, riconosco questo episodio si fonda una legge davanti a Dio di essere inadeguato, orale che si chiama la legge dellag- allora comincio a lasciare che agisca gressore. Maimonide, nel XII seco- Dio, nonostante le mie incapacit e lo, la formula cos: Se uno aggredi- questo sar per Mos il momento sce il suo prossimo con lintenzione propriamente vocazionale, nel capidi ucciderlo, ogni ebreo ha il dovere tolo terzo dellEsodo. Ebrei come si diceva ne d una di soccorrere la vittima, fosse pure a spese della vita dellaggressore. lettura diversa, tutta improntata sulla Detto altrimenti: non solo si ha il di- fede. Anzitutto, per fede, Mos ha riritto ma anche il dovere di salvare la vita di un altro che aggredito ingiustamente, con tutti i mezzi possibili. Dunque Mos, che intervenuto per salvare la vita di un uomo, non pu essere considerato un assassino. Il testo esodico infatti dice: Voltatosi attorno e visto che non cera nessuno (Es 2,12). A differenza di quanto saremmo portati a pensare noi, e cio che: Mos si accerti che non vi siano testimoni, cos da poterla fare franca, linterpretazione ebraica ben altra: Mos si accorge che nessun altro in grado di intervenire per soccorrere loffeso e che quindi spetta a lui farlo; ha il dovere di farlo lui. Se nessun altro pu farlo al posto mio, devo farlo io. Ecco, potenzialmente, chi il liberatore: una persona che si assume una responsabilit che nessun altro in grado di assumersi al posto suo. Anzi, il Marc Chagall - Mos vede soffrire il suo testo letteralmente dice ancopopolo - 1966 ra di pi: Voltatosi di qua e di l e visto che non cera uomo. L dove non c nessuno che si nunciato ad unesistenza principesca comporti da uomo, tocca a me esse- alla corte di Faraone, decidendo di condividere la situazione del suo pore un uomo. C una responsabilit verso gli al- polo, diventato oggetto dei maltrattatri, verso i fratelli, che in un certo menti degli Egiziani. Il suo sguardo senso precede anche la responsabi- di fede riuscito a percepire nei telit verso Dio. Se non amo il fratello sori dEgitto una felicit peccaminoche vedo, non posso neppure amare sa. Anzi, giunto perfino a scorgere Dio che non vedo dice Giovanni nei maltrattamenti del popolo di Dio (1 Gv 4,20). Certo lamore teologico, la realt ancora pi invisibile della procede da Dio, ma il primo appello vergogna del Cristo. Qual la verche io sento quello del fratello, la gogna di Cristo? la croce: Mos, seprima cosa che io vedo il volto del- condo il Nuovo Testamento, con la laltro. Che cosa distingue questa pri- sua rinuncia ai tesori dEgitto ha ma responsabilit verso i fratelli da anticipato la croce di Ges. Ha fatto, anticipatamente, profeticamente, una scelta cristiana. chiaro che questo noi possiamo dirlo solo a posteriori, alla luce della croce di Ges. Ma questa corrispondenza tipologica fra Mos e Ges agisce nei due sensi, non in un senso solo. vero che la croce di Ges illumina la scelta di Mos ma vero anche il contrario: che la scelta di Mos illumina la croce di Ges. In che senso? Mos, per la sua scelta in favore dei suoi fratelli schiavi, non ha ricevuto applausi. Al contrario, riceve solamente ingratitudine e incomprensione. Ecco qual lobbrobrio, la vergogna: Mos rifiutato dai suoi stessi fratelli, respinto proprio in quello che lui ha di pi caro, nel suo stesso gesto damore. Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi? (Es 2,14). Queste parole sono un rifiuto di Mos nello stesso momento in cui lo riconoscono come lanti-Caino, cio colui che si preoccupa dei suoi fratelli, che vorrebbe farsi loro custode, esattamente come Ges, che venuto in mezzo ai suoi eppure non stato accolto. Mos, come Ges vengono respinti nel momento stesso in cui si sacrificano per i fratelli (M. Crimella). Alla luce della visione di fede di questo mistero, Mos ha accettato di impostare la sua esistenza. Ma ancora la fede, in quanto maniera di possedere realt sperate (Eb 11,1), che ha indirizzato lo sguardo di Mos verso la ricompensa divina, superando cos le sofferenze attuali. Pur appartenendo ai beni salvifici definitivi, la ricompensa finale di Dio contemplata dagli occhi di fede di Mos come qualcosa di reale; tanto vero che diventa motivo della scelta preferenziale in favore del popolo di Dio. Di certo, non era un motivo umanamente interessato. Lesperienza della sofferenza solidale di Mos con il suo popolo ha purificato la sua aspirazione e gli ha permesso di superare qualsiasi tentazione di interesse egoistico. Qualora egli fosse rimasto a corte, sarebbe incorso nel peccato di abbandono del suo popolo, il popolo di

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BIBBIA
Dio, in permanente oppressione. Egli, invece, non perde di vista la ricompensa, anzi innalza verso essa con continuit il suo sguardo; essa veicola il dono della salvezza, un bene superiore a tutti i beni terreni. Egli decide di uscire dallEgitto, portando su di s, inconsapevolmente, lobbrobrio di Cristo che esce dallaccampamento (Eb 13,11-13), oltre le mura protettrici della citt, dunque nellinsicurezza della vita quotidiana, e partecipa, nella fede, alla sua passione. Lesortazione ai lettori chiara: partecipare alla vergogna del Cristo ricchezza che sorpassa ogni ricchezza, anzi il migliore guadagno (cf. Fil 1,21). Oltraggio di Cristo dunque la sua passione e la sua croce, chiave interpretativa di ogni altra sofferenza nella fede, al di fuori della quale resta incomprensibile percepire il perch di oltraggi e opposizioni. Dunque, scegliere Cristo e i suoi disprezzi o abbandonare la comunit cristiana. Un passo da compiere (C. Marcheselli-Casale). Giuseppe DellOrto

ANNIVERSARI 2012
Anniversari di Professione Religiosa 70 Fr. NOIA Vincenzo 2 febbraio P. COLOMBO Gaudenzio 15 agosto P. SAMP Giovanni 15 agosto 60 Rev.mo P. BASSOTTI Giuseppe 7 ottobre P. CALVANO Nicola 7 ottobre P. GRIFFA Giuseppe 7 ottobre P. HERZL Adolfo 7 ottobre P. MONTESANO Giuseppe 7 ottobre P. PERABONI Luigi 7 ottobre 50 P. DO NASCIMENTO PEREIRA Luiz Antonio 1 marzo P. NORONHA CINTRA Sebastio 1 marzo P. GADDA Mario 29 settembre P. GRAIFF Giorgio 29 settembre P. VISINTIN Paolo 29 settembre P. VASTI Cosimo 29 settembre 25 P. MARTINS SILVA Manoel 30 gennaio P. RODRIGUES Paulo de Tarso 30 gennaio P. SOUSA DE JESUS Osmar 30 gennaio P. PANES VILLALOBOS Miguel Angel 18 febbraio P. VALDIVIA VEAS Guillermo del Carmen P. DEL VALLE GIUDICE Osvaldo 22 marzo P. NITTI Giovanni 13 settembre

Gilberto Perlotto - Croce italiana (progetto e disegno di M.I. Rupnick)

Anniversari di Sacerdozio 60 P. FRANCESCONI Antonio 2 aprile P. HENNINGS Erich Georg 12 aprile P. PARREIRA DA MATA Joo 12 aprile P. PICETTI Battista 12 aprile 50 P. BADERACCHI Vittorio 17 febbraio P. BRENNA Cesare 17 febbraio P. VERHOEVEN Bernard 17 marzo 25 P. DEL VECCHIO Juan Carlos 4 luglio P. BRASCA Davide 5 luglio

cupola di Mos - Nartece della Basilica di San Marco - Venezia

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VOCABOLARIO ECCLESIALE

Vocabolario ecclesiale
MODERAZIONE/UMANIT In questa virt racchiusa una concezione generale della vita, ispirata a giustizia ed equit, moderazione, mitigazione del rigore del diritto in considerazione dello stato concreto in cui si trova una persona, sentimento di probit, condiscendenza, indulgenza, mansuetudine, affabilit, umanit, gentilezza, dolcezza e infine modestia (cos viene tradotta nella Bibbia latina) nel senso di una persona a modo. Si oppone allintransigenza, alla prevaricazione, alla violenza, alla supponenza, alla smodatezza. Il suo parallelo verso Dio la piet. LAntico Testamento, anche se si tratta di un ideale estraneo alla cultura del tempo, attribuisce questa virt, che le traduzioni rendono con diversit di termini, a Dio (2Mac 2,22; 10,4; Sai 85,5; Sap 12,18; Bar 2,27; Dn 3,42), al sovrano (Est 3,13b; 2Mac 9,27; Dn 4,24), al profeta (2Re 6,3), al giusto (Sap 2,19). Nel Nuovo Testamento la moderazione/umanit un tratto caratteristico della personalit di Cristo, una qualifica cristologica effetto della sovranit regale e celeste acquisita dal Signore risorto. I discepoli dovranno ispirarsi a un aspetto qualificante della signoria divina: La vostra moderazione/umanit [epiikeia] sia nota a tutti (Fil 4,5; cf Tt 3,2) scrive san Paolo. LApostolo colui che ha meglio illustrato questa virt che connota lautentica sapienza (Gc 3,17). Egli si rivolge ai Corinzi esortandoli per la mitezza e la moderazione di Cristo (2Cor 10,1). La moderazione in particolare deve costituire il bagaglio di chi presiede la comunit (lTm 3,3; cf At 24,4; lPt 2,18). Linsegnamento biblico trova ampia eco nei Padri della Chiesa, soprattutto in san Giovanni Crisostomo, il quale afferma che non vi nulla di pi valido e di pi potente della moderazione e che chi vive nella moderazione non ha bisogno di leggi. Nella grande serie di Omelie sul Genesi il celebre Dottore della Chiesa scrive in merito alla moderazione e alla mansuetudine: Avete visto leccelsa umilt e legregia moderazione del Patriarca [Abramo, quando divise i propri beni con Lot]. [...] Sforziamoci tutti di imitarlo, non volendo assolutamente emergere sul prossimo e neppure sopravvalutare noi stessi, ma pieni di moderazione sappiamo accondiscendere agli altri, cercando di essere considerati inferiori nelle parole e nelle opere e non nutrendo sentimenti di avversit verso coloro che ci ingiuriano anche se avessero ricevuto da noi molti benefici. Questa unottima filosofia: non inferocirci se siamo offesi, anche se quanti ci contrastano sono a noi inferiori; ma rintuzzare liracondia con mansuetudine e moderazione. Nulla al suo paragone pi potente, nulla pi forte. Essa stabilisce la nostra anima in una perpetua tranquillit, come se si trovasse in un porto, e costituisce per noi motivo di distensione e di quiete. Ci spiega perch Cristo nel suo divino insegnamento abbia detto: Imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete riposo per le vostre anime (Mt 11,29). Nulla al pari della mansuetudine e della moderazione fissa lanima nella tranquillit e nella quiete. Per chi la possiede pi preziosa di ogni diadema e pi utile di qualsiasi splendore e gloria. Cosa c di pi appagante che di essere liberati dal conflitto interiore? Infatti quantunque possiamo avvantaggiarci di una solida pace e di favori esterni, se in noi si scatena una tempesta, un tumulto, una sommossa di pensieri, la pace esteriore non ci giova a nulla; come nulla pi deplorevole di una citt che, quantunque difesa da argini e mura, racchiuda cittadini pronti a tradirla. Di conseguenza esorto a prenderci cura anzitutto di come difendere la nostra anima dalla turbolenza e come condurla a uno stato di tranquillit cos da affrancarla da ogni amarezza, in modo da godere noi stessi di grande quiete ed essere condiscendenti verso coloro con cui ci rapportiamo abitualmente. Questo un indizio certissimo dal quale si riconosce chi fornito di ragionevolezza: se mansueto, moderato, mite, modesto e quieto; se trascinato e dominato dallira o da altri stati danimo come un servo o non piuttosto sa vincere con la ragione gli impulsi incomposti che nascono dal basso, conservando la propria dignit per non degenerare nella ferocia dei bruti a motivo della sua trascuratezza. In unaltra omelia il Crisostomo si esprime in questi termini: Imitiamo il giusto e mostriamo lo stesso umile sentire [tapeino-frosne] e se vi sono alcuni che nutrono atteggiamenti negativi verso di noi, non lasciamoci infiammare dallira nei loro confronti, ma vinciamo la loro inimicizia con grande moderazione [epiikei] e umilt [tapeinofrosne] sia nelle parole sia nelle azioni. [...] sommamente virtuoso non soltanto amare con grande sollecitudine coloro che sono ben disposti nei nostri riguardi, servendoli in ogni modo, ma renderci amici con molta benevolenza anche coloro che vogliono esserci avversi. Infatti non vi nulla di pi forte della moderazione. E come versando dellacqua si riduce un fuoco divampante, cos una parola pronunciata con moderazione placa un animo infiammato. Da ci si ricava un duplice guadagno, sia perch manifestiamo moderazione, sia perch plachiamo leccitazione del fratello e liberiamo la sua mente da quanto la turba. [...] Il fuoco non pu essere spento dal fuoco: contro le leggi della natura. N il furore sar mai placato da un altro furore. Per cui ci che lacqua per il fuoco, lo per lira la moderazione e la mitezza. Sempre in riferimento alla moderazione, commentando gli Atti degli Apostoli il Crisostomo scrive: I vizi sono vicini alle virt: la franchezza [parresa] riguardo alla libert con cui parlare, e la mancanza di virilit riguardo alla moderazione [epiikeia]. Che cosa dunque la moderazione e che cosa la vilt? Quando non difendiamo coloro che sono stati danneggiati, ma tacciamo, questo vilt; quando riceviamo del male e tolleriamo, questo moderazione. Che cos la franchezza? Quando combattiamo in favore degli altri. Cos laudacia? Quando vogliamo vendicarci. E cos uniamo magnanimit a franchezza; lo stesso avviene per laudacia e lignavia. Chi non si duole per se stesso, a stento si dorr per gli altri. Chi non fa valere per s le proprie ragioni, a stento far valere quelle altrui. Se il nostro comportamento immune da passioni, risulter virtuoso. Come il corpo, libero da febbre, acquista vigore, cos lanima, non corrotta da passioni, acquisisce forza. Indizio di grande forza la moderazione che si addice a unanima generosa e gagliarda nonch di elevati sentimenti. Antonio Gentili

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Nella terminologia cristiana pastorale una estensione del concetto di pastore, di cui definisce il compito. Come il pastore delle pecore bada al suo gregge, cos quelli ai quali stata affidata la responsabilit della conduzione della comunit cristiana se ne curano.
uando si parla degli impegni propri del tempo della formazione si dice che i candidati dovranno essere gradualmente introdotti nellesercizio pastorale. La pastorale la azione con cui si comunica il messaggio cristiano e si conferiscono i mezzi che procurano la salvezza. Abbraccia la riflessione sui contenuti e mezzi di comprensione ed elaborazione e effettiva esecuzione di azioni con cui si trasmette la fede e si costitusce una vita coerente con essa. Come si vede un ambito che richiede speciale attenzione e attualizzazione perch sia la trasmissione della fede come le azioni di salvezza devono essere pertinenti ed efficaci nei tempi e per le persone concrete in ogni tempo.

FARE PASTORALE
approfondimento, teorico e operativo, delle linee fondamentali della nostra identit religiosa e del conseguente impegno pastorale, per cui si afferma che almeno nel caso di una famiglia religiosa la prestazione pastorale emana dallidentit spirituale, per il campo che si sceglie (nel caso nostro la riforma, lopzione per la croce, leucarestia, il servizio ai vescovi non la supina dipendenza da loro ) e per il modo con cui si attua. Nella delibera 14 ci si ricorda che la promozione vocazionale parte importante di ogni attivit pastorale e specialmente in quella giovanile: la promozione vocazionale compito e responsabilit di tutti i Confratelli e delle Comunit, oltre che dei Superiori e degli incaricati. In tutte le attivit pastorali, specialmente in quelle rivolte ai giovani, sia sviluppato un appropriato accompagnamento spirituale personale, finalizzato anche al discernimento vocazionale. Un tema che sempre preoccupa lintegrazione tra impegno pastorale e i ritmi della vita comunitaria. Nella delibera 62 si descrivono gli ambiti e lo stile del nostro apostolato e si afferma anche che non c scontro tra apostolato e vita comune: a) ritiene che il nostro apostolato debba ispirarsi allo spirito della tradizione barnabitica attento soprattutto alle diverse forme di povert, aperto

VITA CONSACRATA

alle varie sollecitazioni storiche, senza preconcetti, lungimirante nelle prospettive, sostenuto da una solida preparazione culturale; b) raccomanda la cura di una competenza specifica per i vari settori dellapostolato, superando pericolose improvvisazioni; c) sottolinea che apostolato e vita comunitaria non sono luno a detri-

pastorale e formazione Nel processo di formazione si dice che i candidati devono essere gradualmente introdotti nella pastorale; cio nella riflessione su di essa e nellattivit. Per non andare a braccio ricordiamo alcune indicazioni sulla pastorale segnalati nel Capitolo del 2006 ribadite dal recente Capitolo 2012. Nella delibera n 2 sui mezzi che aiutano a rivitalizzare la vita comune si indica: lattenta e non abitudinaria elaborazione del Progetto Comunitario come strumento qualificato, per determinare tanto la fisionomia e lo sviluppo della vita religiosa, quanto le priorit e le scelte metodologiche del nostro servizio pastorale. Qui chiaro che la pastorale non attivit improvvisata, ma parte di un progetto comunitario che rivede priorit e metodologe. Le due sono sempre fluide, pur dentro di una stabilit relativa alle opzioni pi ampie come leducazione, il servizio parrocchiale, lassistenza Nella delibera 1 gli si attribuisce importanza nella stessa vitalit spirituale sollecitando un permanente

Giuseppe Matta - Icona di Cristo Salvatore

mento dellaltra, ma lattivit pastorale deve armonizzarsi con la vita regolare della Comunit, nel rispetto dellidentit barnabitica; d) consapevole che lattivit apostolica deve svolgersi nello spirito del dialogo, nel rispetto delle persone e delle diversit culturali, per tendere allunit voluta dal Signore. Il capitolo provinciale della Provincia cilena preparatorio al Capitolo generale, in gennaio 2006, a questo proposito deliberava: questione di ordinare bene il tempo dedicato alla Pastorale, perch serva alla sua efficacia e non sostituisca il tempo che deve dedicarsi allo studio. Inoltre il sano ordinamento del tempo forma
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Roma - Catacombe di Priscilla Buon Pastore

VITA CONSACRATA
nella virt di consultare prima di fare. Proponiamo che: In forma specifica una sfida per il formando limitare e pianificare il tempo della pastorale e accordare priorit alla vita comunitaria. esigenze della pratica pastorale Nella terminologia cristiana attenzione pastorale (o azione pastorale, o semplicemente pastorale) una estensione del concetto di pastore, di cui definisce il compito. Come il pastore delle pecore bada al suo gregge, cos quelli ai quali stata affidata la responsabilit della conduzione della comunit cristiana se ne curano. La pratica dellattenzione pastorale suppone il dovere (proprio del cuore stesso della fede cristiana) di assumere lassistenza uno dellaltro in forma solidaria, amichevole e fraterna. Con frequenza nella Scrittura, realmente, si ripetono esortazioni come: Portate i pesi gli uni degli altri, cos adempirete la legge di Cristo (Gal 6,2). Il cristiano una persona che Ges educa, con il Suo insegnamento e esempio, a essere, senza riserve, sensibile e provvidente verso le necessit di ogni genere degli altri, che Ges chiama nostro prossimo. ...la legge trova la sua pienezza in una sola parola e cio: Amerai il tuo prossimo come te stesso (Gal 5,14). La stessa comunit cristiana chiamata ad essere quel corpo di persone che ripete, riproduce lamore che ha visto dispiegare dal suo Maestro, Ges Cristo, che, Lui stesso lo nutre e lo cura (Ef 5,29). La comunit cristiana chiamata a praticare al suo interno (ma non solo) quella che oggi sempre pi si definisce relazione di aiuto. La relazione di aiuto quella in cui ognuno promuove la crescita umana e spirituale dellaltro. Lespressione relazione di aiuto indica un intervento di appoggio allo sviluppo della persona, alla comprensione delle proprie motivazioni e priorit e ha un significato pedagogico. Indica limpegno posto da chi offre aiuto per sviluppare nellaltro la coscienza di se stesso e liberarlo dai condizionamenti che frenano la sua crescita. Laiuto si orienta verso lo sviluppo e lautonomia dellaltro. il rapporto che si stabilisce, per esempio, tra padre e figlio, tra maestro e discepolo, tra medico e paziente ... Nellambito cristiano, specificamente, lappoggio che ci prestiamo reciprocamente diretto a aiutare gli altri a eliminare gli ostacoli (interni o esterni) che si interpongono al raggiungimento dello stato di un uomo maturo, a quello sviluppo che realizza la pienezza del Cristo (Ef 4,13). responsabilit dei pastori: Vaticano II certo che ogni cristiano deve occuparsi, in questo senso, del suo fratello e sorella nella fede, ma questa relazione di aiuto , specialmente, il compito dei responsabili della comunit cristiana o in ogni caso di quelle persone a cui, al suo interno, Dio ha gliata nel Decreto sulla formazione sacerdotale Optatam totius specialmente parlando della formazione dei seminaristi per il loro futuro esercizio come pastori. I compiti che segnala sono i seguenti: la catechesi e la predicazione, il culto liturgico e lamministrazione dei sacramenti, lattivit caritativa, il compito di andare incontro agli erranti e agli increduli [] larte di dirigere le anime, per mezzo della quale possano dare a tutti i figli della Chiesa quella formazione che li porti ad una vita cristiana pienamente consapevole ed apostolica e alladempimento dei doveri del proprio stato. Con pari premura imparino ad aiutare i religiosi e le religiose a perseverare nella grazia della propria vocazione e a progredire secondo lo spirito dei vari istituti [] si coltivino negli alunni quelle particolari attitudini che contribuiscono moltissimo a stabilire un dialogo con gli uomini, quali sono la capacit di ascoltare gli altri e di aprire lanimo in spirito di carit ai vari aspetti del lumana convivenza (OT 19) e si pu facilmente dedurre che sono attitudini che ogni agente pastorale dovr considerare nel suo ambito specifico. Si riferisce allaspetto organizzativo di tutto quanto richiede la formazione personale e comunitaria dei credenti. E cos considera la catechesi o istruzione, il culto o celebrazione, lincorporazione successiva alla Chiesa o sacramenti, e laiuto vicendevole o carit, le relazioni personali o comunione responsabilit dei pastori: s. Agostino SantAgostino lo riassume cos riguardo al compito del Vescovo: Offri loro la fasciatura della consolazione! stringi ci che va a pezzi! D loro: Non aver paura! Non ti abbandoner nella prova colui nel quale hai creduto. Dio fedele, e non permetter che la prova sia superiore alle tue forze (cf. 1Cor 10,13). Non sono, queste, parole mie ma dellApostolo, il quale altrove dice: Volete forse toccare con mano il Cristo, che vi parla per mio mezzo? (2Cor 13,3). Pertanto le parole che ascolti [da me] son parole che ti pervengono dalla bocca stessa di Cristo, il pastore che pasce Israele, il pastore al quale si dice: Tu ci abbevererai di lacrime con misura (1Cor 10,13). Quanto dice lApostolo, e cio: Egli non permetter che siate tentati al di l di

El Greco - Cristo maestro

conferito doni e competenze specifiche. Questi fratelli che hanno un compito di aiuto e guida devono avere espresso desiderio di aiutare le persone a risolvere i loro problemi, trovare senso e allegria nella vita, e finalmente arrivare a essere individui sani e ben adattati, tanto mentalmente come spiritualmente. La pastorale : giudicare e regolare tutto quanto appartiene al culto e allapostolato (LG 27) e mostrare al mondo il volto della Chiesa (GS 43) e disegnare le forme pratiche di insegnare, esortare, guidare e correggere tutto quanto serva per configurare la nostra persona a quella di Cristo; larte dellapostolato (OT 21). Il Concilio Vaticano II d una descrizione pi detta-

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VITA CONSACRATA
quello che potete tollerare (Sal 79,6), laveva gi detto il profeta: Ci sar una misura. Ebbene, non sottrarti allazione di colui che ti sgrida ed esorta, spaventa e consola, sferza e guarisce [Dal sermone di santAgostino sui pastori 46,12; CCL 41,539] e insiste sulle attenzioni permanenti che richiedono gli impegni pastorali: Che io partorisco ancora finch si formi in voi il Cristo. Usa questa espressione volendo impersonarsi con la madre Chiesa, come dice anche altrove: Sono diventato piccolo in mezzo a voi, come quando una nutrice alleva i suoi figli (1Ts 2,7). Sul come Cristo si formi nel credente mediante la fede concepita nelluomo interiore e di conseguenza chiamato alla libert della grazia, si noti che ci avviene in colui che mite ed umile di cuore n si gloria dei propri meriti, che non esistono, ma della grazia da cui trae origine ogni merito. Un uomo siffatto chiamato il pi piccolo dei suoi, cio un altro se stesso, da colui che diceva: Ogni volta che avrete fatto questo a uno dei miei [fratelli] pi piccoli lavrete fatto a me (Mt 25,40). Cristo infatti si forma in colui che assume la conformit con Cristo, e questa conformit con Cristo lassume chi aderisce a lui con amore spirituale. Dallimitazione di Cristo deriva che il cristiano sia quello che Cristo, per quanto gli consente la sua condizione. quanto afferma Giovanni: Chi dice di dimorare in Cristo deve comportarsi come lui si comportato (1Gv 2,6). A questo riguardo va notato che i figli sono concepiti dalla madre e dopo concepiti vengono formati; quando poi sono formati arrivano al parto e nascono. Pu quindi sorprendere che Paolo dica di partorirli una seconda volta finch il Cristo si formi in loro. Probabilmente dobbiamo intendere che con questo parto voglia designare le sofferenze e i dolori con cui li partor una prima volta quando nacquero in Cristo e quelli con cui li partorisce di nuovo al presente, mentre li vede in mezzo ai pericoli di deviazione da cui sono sballottati. Langustia di tali preoccupazioni per la quale dice di trovarsi in certo qual modo fra le doglie del parto potr, evidentemente, durare finch [i fedeli] non abbiano raggiunto la dimensione della piena maturit di Cristo e non vengono agitati dal vento di ogni dottrina (Cf. Ef 4,13-14). Se quindi dice: Vi partorisco ancora una volta finch si formi in voi il Cristo, non lo dice riferendosi allinizio della fede, a quando cio essi nacquero, ma in relazione al suo irrobustirsi e al suo diventare perfetta. Questo parto descritto da Paolo anche in un altro testo, l dove dice: Il mio combattimento quotidiano, la premura per tutte le Chiese. Chi debole senza che diventi debole anchio? Chi patisce uno scandalo senza che io ne arda? (2Cor 11,28-29) [SantAgostino, Commento alla lettera ai Galati (nn. 37.38: PL 35, 2131-2132)]. Questa cura degli altri un passo importante ed esiste nella tradizione cristiana, ma anche in altre tradizioni spirituali o intellettuali e trovo preziosa la forma come il Libro dei morti in Egitto descrive il giusto (che come dovrebbe essere il pastore o chi fa pastorale): Non ho fatto piangere nessuno. Mai ho reso altezzosa la mia voce. Mai ho impaurito nessuno. Mai sono stato sordo a parole giuste e veritiere. il vero protagonista dellazione pastorale Altra considerazione importante. sempre in agguato la tentazione di pensare che il problema religioso risultato di sforzi delluomo. piuttosto un problema di disponibilit, di apertura allazione di Dio, che sempre la principale. Per questo pi che moltiplicare i nostri sforzi attivi, si tratta di mettere a punto la nostra capacit di disponibilit allazione di Dio che ci cerca. C chi cerca di elevare la sua anima come chi si dedica a saltare

lo Spirito Santo, origine e ispiratore di ogni azione pastorale

SantAgostino, modello di pastore

continuamente, con la speranza che, a forza di saltare sempre pi alto, arrivi il giorno che giunga al cielo per non ricadere. Occupato in quello, non pu che guardare il cielo. Come esseri umani non possiamo dare un solo passo verso il cielo. La direzione verticale ci proibita. Ma se guardiamo a lungo al cielo, Dio discende e ci prende facilmente. Come dice Eschilo: Il divino alieno allo sforzo. C nella salvezza una facilit pi difficile per noi che tutti gli sforzi. In un racconto di Grimm si celebra un concorso di forza tra un gigante e un santo. Il gigante lancia una pietra a unaltezza tale che tarda molto tempo a ricadere. Il santo scioglie un passero che non cade. Ci che non ha ali finisce sempre per cadere [Weil Simone, Forme di amore implicito a Dio, 1942]. Lo raccoglie anche la Conferenza episcopale cilena che ci segnala: Assumere la chiamata a vivere la fede nel Signore e il suo mandato di evangelizzare il nostro tempo come suoi discepoli missionari, suppone una sfida complessa che ci interpella alla conversione pastorale e alla rinnovazione missionaria delle nostre comunit ecclesiali. Questo potr essere effettivo dipendendo dalla qualit e profondit del nostro incontro personale e ecclesiale con il Signore: incontro con Cristo vivo, lo chiam il Papa Giovanni Paolo II [CECH, Orientaciones pastorales 2008-2012, Presentazione]. Cio: bene cercare modi di risponEco dei Barnabiti 3/2012

VITA CONSACRATA
in cui apparentemente tutto procede con normalit ma, in realt, la fede si va logorando e degenerando in meschinit [CECH, Orientaciones pastorales, cit., 28-28 vedere anche 50. Cfr. Documento de Aparecida (DA) 12, citando a J. Ratzinger, Situacin actual de la fe y la teologa. Conferenza pronunciata nellincontro di Presidenti delle Commissioni Episcopali dellAmerica Latina per la dottrina della fede, Guadalajara, Messico, 1996. Publicato in LOsservatore Romano, 1 novembre 1996]. La pastorale deve fomentare la comunione (si dice che la Chiesa casa e scuola di essa, cio in essa abita e si insegna e impara) ed evitare che si trasformi esclusivamente in routine. pastorale e giovani Una preoccupazione speciale per i giovani arrivando a chi lontano e in modo che sia capace di scuoterlo: La opzione preferenziale per i giovani ancora una sfida permanente in parrocchie, collegi e movimenti di Chiesa. C, comunque, coscienza del bisogno di una pastorale pi missionaria con quei giovani che non partecipano nella Chiesa e di metodi pedagogici pi adeguati alla realt giovanile attuale [CECH, Orientaciones pastorales, cit., 52.13]. Esige unapertura e una partecipazione autentiche: Una critica costante, da parte del laicato, un certo autoritarismo di una parte del clero che pu essere un gran freno allazione pastorale. In Aparecida, i pastori deplorarono, tra altri aspetti, lassenza di una autentica ubbidienza e di esercizio evangelico dellautorit [DA 100b]. Un motivo in pi per dare importanza al rinnovamento spirituale e pastorale del clero, e pi importanza ai consigli pastorali e consigli economici tanto nelle diocesi come nelle parrocchie e cappelle in cui esercitiamo il nostro ministero [CECH, Orientaciones pastorales, cit., 53.9]. Dicevamo prima che c bisogno di una pastorale giovanile forte e solida. Qui, per, ci si ricorda che gli adulti hanno bisogno di un accompagnamento speciale. Sono loro realmente il pilastro delle nostre comunit ecclesiali e sono anche coloro che corrono pi rischi di trovarsi con una fede di cui si ricevuta una infarinatura in giovent o prima e che si vissuta senza

pastorale: trasferire la Parola nella vita - una pagina del Codex sinaiticus

dere e diffondere il Signore, ma specialmente bisogna trovare il Signore. Ci sono tentazioni e difficolt nel cammino, e il pastore deve aiutare i camminanti a affrontarle. In modo generale ci illumina su cosa fare San Gregorio Magno dicendo Che nessuna avversit possa scostarci dal giubilo della solennit interiore, visto che quando qualcuno desidera veramente andare a un posto, le difficolt del cammino, qualunque siano, non potranno impedirglielo. Neppure nessuna prosperit, per quanto suggestiva che sia, ci seduca, perch abbastanza stupido il camminante che, davanti allo spettacolo di un panorama attraente lungo il suo viaggio, si dimentica della meta verso cui si dirigeva [Dalle omelie di san Gregorio Magno, papa, sui vangeli, Omelia 14,3-6]. Parola di Dio e Chiesa Tra i mezzi perch sia solida fondarsi nella Parola di Dio: La Sacra Scrittura dona sostegno e vigore alla vita della Chiesa. , per i suoi figli, saldezza della fede, cibo e sorgente di vita spirituale. lanima della teologia e della predicazione pastorale. Dice il Salmista: essa lampada per i miei passi, luce sul mio cammino

(Sal 119,105). La Chiesa esorta perci alla frequente lettura della Sacra Scrittura, perch lignoranza delle Scritture ignoranza di Cristo (san Girolamo) [Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica, n 24. Lo sottolineano le Orientaciones Pastorales 2008-2012, 52,2: Sottolineiamo la diffusione e maggior conoscenza della Parola di Dio e della animazione biblica della pastorale che comincia a essere realt tra di noi]. Risultato dellincontro con il Signore si produce una vitalit che fa s che una vera comunione aiuti a andare allessenziale della vita della fede senza logorarci in cose secondarie e perfino inutili: nella sua lettera programmatica degli inizi del millennio, il Papa Giovanni Paolo II ci aveva indicato la maggiore sfida pastorale cui deve rispondere la Chiesa: Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo [Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica Novo Millennio Ineunte, 43]. Mentre, la nostra maggiore minaccia in parole del Papa Benedetto il grigio pragmatismo della vita quotidiana della Chiesa

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una crescita coerente, ma comunque non si persa e a volte appare come sostegno di decisioni significative e altre volte cade in letargo. Per realt che concretamente si vivono nelle nostre comunit e nelle nostre cappelle si offrono indicazioni concrete: Ci manca unevangelizzazione pi profonda e perseverare in un lavoro pastorale pi organico e sistematico. C molto da spingere nella conversione pastorale [Cfr. DA 366371] per creare strutture ecclesiali che realmente siano al servizio dellevangelizzazione. Ancora ci resta da crescere in metodi e itinerari sistematici di formazione per personalizzare la fede e rendere pi significativa levangelizzazione. Questo significa che non abbiamo preparato debitamente gli agenti pastorali nella vita spirituale e in pedagoge adeguate per la formazione nella fede e laccompagnamento personale e comunitario. Bisogna rinnovare i metodi della catechesi sacramentale perch contribuiscano decisamente alla formazione di discepoli missionari [CECH, Orientaciones pastorales, cit., 53.10-11]. Lattivit sociale fonte di interesse e di interrogativi; importante, ma deve chiarificare le sue mete e le sue metodologie: Conosciamo e ringraziamo di cuore lo sforzo di centinaia di volontari e il sacrificato impegno di quanti servono nelle attivit sociali diocesane e parrocchiali. Tuttavia notiamo che in alcuni ambiti di Caritas e di Pastorale Sociale abbiamo ancora uno sviluppo insufficiente, caratterizzato quasi unicamente dal servizio assistenziale, con azioni di scarsa incidenza nella promozione umana integrale [CECH, Orientaciones pastorales, cit., 53.13]. testimonianza ecclesiale E torniamo alla necessit di permettere a Dio di attuare. Pastorale in definitiva mettere luomo in contatto con Dio, direttamente in modo che in seguito possa gestire la sua vita spirituale da se stesso e per la durata completa della sua vita, per questo si deve creare una Chiesa aperta allo Spirito e ai suoi doni. Ogni evangelizzazione esige, in primo luogo, fermarsi e ascoltare quello che lo Spirito dice alle Chiese particolari (Ap 2,7). La lettura nello Spirito dei segni dei tempi ci permetter dare risposta evangelica alle necessit degli uomini e donne di oggi, e ai numerosi temi emergenti dalla societ. Lascolto attento dello Spirito e la disponibilit ai suoi doni ci rinnova nella conoscenza e la pratica della volont salvifica di Dio (1Tim 2,4). Proprio per questo fonte di conversione pastorale, per rispondere con creativit alle esigenze attuali dellevangelizzazione. Una Chiesa aperta allo Spirito una Chiesa attenta alle iniziative di Dio che ci ha amato per primo e ci ha eletti per essere discepoli missionari. Perch lo Spirito di Dio che sta in lei realizza la sua missione con gioia, speranza e gratuit, anche tra sofferenze e tribolazioni. Una Chiesa di discepoli missionari di Ges e del suo Regno. Ogni discepolo missionario, perch Ges lo rende partecipe della sua missione, nello stesso tempo che lo vincola a Lui come amico e fratello [DA 144. Cfr. 278e]. La missione o annuncio di Ges e del Regno implica trasparire la attrattiva offerta di una vita pi degna, in Cristo, per ogni uomo e per ogni donna [CECH, Orientaciones pastorales, cit., 71.1-2. DA 361]. E non sempre n solo temi metodologici, ma spirituali, muovono la pastorale, la metodologia di annunciare la fede e organizzare la comunit: Oggi, pi che mai, la testimonianza di comunione ecclesiale e la santit sono una urgenza pastorale [DA 368]. Per arrivarci bisogna ricominciare da Cristo [DA 12; cfr. DA 49 y 549] e dare priorit allevangelizzazione fondamentale [CECH, Orientaciones pastorales, cit., 71.4.] e che non si occupi solo di conservare ma di diffondere, ampliare: in una conversione pastorale [Cfr. DA 365-371] che ci esige pasare da una pastorale di mera conservazione a una pastorale decisamente missionaria [CECH, Orientaciones pastorales, cit., 80. DA 370]. Pastorale anche adattare a gruppi sociali e culturali diversi lapproccio al Vangelo e alla Chiesa. Questo importante e le Orientazioni pastorali gli dedicano la parte finale e non far male anche a noi repensarlo in profondit. Basti ricordare alcuni ambiti che ci segnalano: della vita e la solidariet; educativa; con i poveri ed esclusi e sociale; delle citt; dei mezzi di comunicazione sociale; del campo; dei popoli originari; dellambiente; la famiglia i cattolici lontani. apostolato e vita apostolica Con frequenza pastorale e apostolato sono usati come sinonimi. Si intende in quel caso che la attenzione pastorale il compito apostolico trasferito alloggi, quello che facevano gli apostoli come lo facciamo noi adesso. Ci facciamo aiutare nel percorso su questa parte della spiritualit della consacrazione religiosa per discernere che sfumature ci sono in questa ricerca di apostolato o di vi-

i giovani: oggetto di tanto sforzo e preoccupazione pastorale Eco dei Barnabiti 3/2012

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ta apostolica. [Garca M. Colombas, O.S.B., El monacato primitivo, BAC, Madrid 22004, pp. 374-376.] Lespressione vita apostolica ebbe originalmente e per molti secoli un significato preciso. Serviva per indicare la vita perfettamente cristiana che Ges ha insegnato ai suoi discepoli pi vicini e ha condiviso con loro per circa tre anni. Pi concretamente, designava la vita che conducevano gli apostoli con i loro primi discepoli immediatamente dopo Pentecoste [Cfr. Act 2,44-47; 4,32-35]. Lidea di modellare la propria esistenza cristiana secondo questo ideale si mantenuta sempre viva nel seno della Chiesa, particolarmente tra i cristiani che cercavano sinceramente la perfezione del Vangelo. Cos, secondo Clemente Alessandrino, il vero gnostico, cio il cristiano perfetto, si ispira allesempio degli apostoli [Stromata 9,4]. In parole di Origene, gli asceti vivono vita apostolica [In Evang. Matth. 3]. San Metodio di Olimpo considera lascetismo cristiano come unistituzione apostolica [Symposion 10,2]. Vita apostolica si era trasformato in sinonimo di vita di perfezione. SantEpifanio ci fa conoscere la setta degli apostolici, una sorte di rigoristi che condannavano il matrimonio e si impegnavano nellimporre a tutti il loro genere di vita ascetica; Epifanio, evidentemente, li condanna, ma conclude, da monaco che era, che condurre vita apostolica vivere come asceta: casto e poveramente [Panarion haer. 61]. Questo tema si convert in principio primordiale del monacato cristiano sin dalle origini. Si sa come il ricordo della Chiesa primitiva influ in forma decisiva nella vocazione di SantAntonio [Vita Antonii 2]. Evagrio Pontico fu, a dire di Palladio, un uomo che visse secondo gli apostoli [Historia lausiaca 38], e lo storico Socrate parla della vita apostolica dei padri del deserto [Historia ecclesiastica 4,23]. Ma furono sopratutto i monaci cenobiti che ricorsero allesempio della prima comunit di Gerusalemme con tanta frequenza e insistenza, che la vita apostolica appare come il modello per la fondazione del monacato comunitario. Negli scritti che ci hanno tramandato i cenobiti dellantichit si citano espressamente o implicitamente con frequenza i testi di Atti: i primi cristiani di Gerusalemme stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; vendevano propriet e sostanze e ne facevano parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno [Act 2,44-45]; la moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e unanima sola... [Act 4,32]. Il cenobitismo egizio, fino il pi primitivo, prese in alta considerazione questa immagine ideale. Ci si assicura che San Pacomio si era fissato come meta la perfetta unit, nel modo che scritto negli Atti: avevano un cuore e unanima sola [L.-Th. Lefort, Les vies coptes de saint Pachme et de ses premiers successeurs, Bibliotque du Muson 16 (Lourain 1943) 3]; e se non impose subito ai suoi discepoli la vita comune, fu perch vedeva che ancora non erano disposti a unirsi tra gnore di tutti [Catechesis: CSCO 160 p. 38]. Shenute, il rigido archimandrita del Monastero Bianco, allude al tema nelle sue catechesi, e il suo discepolo, sucessore e biografo, larchimandrita Besa, scrive che i padri della vida monastica stabilirono norme e leggi perch i fratelli, liberi da ogni preoccupazione, potessero servire Dio praticando quello che scritto: Nessuno considerava propria nessuna cosa, piuttosto avevano tutto in comune [CSCO 158,101]. In una parola apostolica la vita che riproduce lo stile della prima comunit e che da sola diffusiva ed efficace. Quando parliamo di pastorale molte volte mettiamo laccento nei sistemi con cui rendere attraente la proposta di vita. Due ingenuit stanno dietro alle due sottolineature: la prima crede che, senza bisogno di altri ingredienti, lo stile di vita virtuoso e provocatore sar sufficiente pastorale, cio convocher efficacemente alla conversione; la seconda ripone la sua fiducia nei mezzi pubblicitari che spieghino e illuminino il senso della proposta che si offre. Almeno per la prima evangelizzazione Paolo VI metteva la sua fiducia precisamente nella provocazione dello strano stile di vita dei cristiani [Evangelii nuntiandi, 21]. Non voglio proprio banalizzare il tema, ma ricordiamo che in questo della pastorale palpitano queste due anime: una scommette sulla testimonianza, laltra sullarte di convincere. fin troppo evidente che lideale sarebbe che si abbracciassero queste due anime, ma lesperienza dice anche che non convivono bene e tendono a inesorabile divorzio. Siccome siamo persone con compiti pastorali, riassumiamo il nostro impegno in questa preghiera: Padre Celeste, ti chiedo che mi faccia ... uomo (donna) di orazione che esprima preghiere di molta fede come a Te piacciono, fedele a Te, alla mia chiesa locale e alla Tua missione per la Tua chiesa universale, sensibile al Tuo Spirito per coinvolgermi in quello che Tu vuoi realizzare nella mia citt, provincia, o regione, e un vero discepolo che possa suscitare altri discepoli. Giulio Pireddu

una pastorale efficiente per una evangelizzazione efficace

loro in comunit perfetta, nel modo che scritto negli Atti riguardo ai fedeli [Ibid., p. 65]. Ma pi tardi, come leggiamo, SantAntonio pu salutare lopera di Pacomio come lapparire della via apostolica [Ibid., p. 269; cfr. p. 323], e in una preghiera che il biografo pone nelle labbra del padre del cenobitismo, questi parla a Dio della sua santa koinonia, che fu prestabilita dai nostri padri i santi apostoli [Ibid., p. 186]. I discepoli e sucessori di Pacomio si esprimono allo stesso modo. Cos, per esempio, dice Teodoro: una grazia di Dio... che sia apparsa sulla terra la santa koinonia, per mezzo della quale ha fatto conoscere la vita apostolica agli uomini che vogliono assomigliare allimmagine degli apostoli davanti al Si-

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RICORDO DEL CARDINALE MARTINI


OSSERVATORIO ECCLESIALE
i si incontr, quasi per caso, alla fine degli anni Settanta, al Centro ignaziano di spiritualit (CIS) a Borgo Santo Spirito in Roma e colsi loccasione di invitarlo a tenere un corso di esercizi spirituali a Eupilio. Avevo gi, infatti, avuto fra mano alcuni saggi con i quali il gesuita rileggeva in modo originale, alla luce della dinamica ignaziana, il testo biblico, inaugurando una nuova stagione nella plurisecolare storia degli esercizi. Il padre mi disse che stava scadendo il suo rettorato al Biblico e che di conseguenza, diventato pi libero, avrebbe accolto volentieri la richiesta. Sennonch di l a poco venne nominato rettore alla Gregoriana Fu qui che Giovanni Paolo II, recatosi in visita a quellUniversit, ebbe lispirazione di chiamarlo alla guida della diocesi ambrosiana a partire dal 1980. Vi era giunto da poco, quando gli si present loccasione di ricevere il Dalai Lama con il suo seguito. Mi telefon per mettere a punto i contenuti dellincontro, considerando aspetto qualificante il convergere del cristianesimo e del buddhismo sulle grandi emergenze morali e sociali della nostra societ. Gli feci notare limportanza che rivestiva anche linculturazione delle tradizioni tibetane nel contesto dellOccidente e del suo travaglio spirituale. Ludienza si svolse nel Vescovado, ma lallora arcivescovo, non volendo che venisse in qualche modo strumentalizzata, non permise che venissero introdotti fotografi estranei. Era pure presente il consigliere spirituale del Dalai Lama, Gheshe Rabten, che avrei successivamente invitato a Eupilio dove anni addietro avevamo ospitato il primo corso di meditazione tenuto in Italia da due lama tibetani perch guidasse un corso di meditazione secondo la tradizione mahayana. Nel colloquio tra Martini e il Dalai Lama fu

Una commossa rievocazione della figura del card. Carlo M. Martini, pastore e maestro, abituale frequentatore della Casa di Eupilio.
pi volte sottolineata lesigenza di promuovere la fraternit tra i popoli, ma, quanto al problema-Dio, che agita il nostro mondo tra nostalgia del divino, secolarizzazione e ateismo, il Dalai Lama disse candidamente che esulava dalla visione buddhista, la quale, come noto, radicata in una rigorosa apofasi. Non per questo il cardinale considerava le tradizioni spirituali dellOriente estranee a quella cristiana. Ne scriveva infatti nella sua prima e per certi aspetti programmatica lettera pastorale sulla DiLa permanenza a Roma durante un sessennio mi sottrasse alla frequentazione del cardinale, eccezion fatta della visita pastorale ai paesi del Luinese, patria dei nonni materni, dove potei accogliere Martini insieme ai sacerdoti del luogo che mi avevano invitato. La giornata era stupenda e offriva un eccezionale visione del Lago Maggiore. Ammirando questo spettacolo, mi disse: Ora capisco dove hai attinto la tua spiritualit!. Martini frequentava abitualmente la nostra Casa di Eupilio, ne apprezzava

card. Carlo M. Martini, pastore e maestro

mensione contemplativa della vita, affermando che il confronto con le forme di preghiera provenienti soprattutto dallOriente pu diventare uno stimolo a una pi rigorosa scoperta degli originali valori della preghiera cristiana, sullo sfondo di un dialogo e di un reciproco arricchimento con altre tradizioni. Di qui linvito a tenere anche conto delle proposte di preghiera profonda che giungono dallOriente cristiano e non cristiano.

la formazione alla preghiera e una della ultime volte sottoline come venissero accolte modalit di orazione profonda attinte a tradizioni non cristiane, ma perfettamente integrate in queste ultime. Degne di menzione furono in particolare la benedizione della Via Lucis e della Biblioteca (giugno del 2000), dove il cardinale chiese se tenevamo aggiornata la sezione sulla preghiera profonda, mentre gli venivano presentati in edizione originale diversi classici della ComEco dei Barnabiti 3/2012

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OSSERVATORIO ECCLESIALE

IL MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI IN OCCASIONE DELLE ESEQUIE DEL CARDINALE CARLO MARIA MARTINI, S.I. Cari fratelli e sorelle, in questo momento desidero esprimere la mia vicinanza, con la preghiera e laffetto, allintera Arcidiocesi di Milano, alla Compagnia di Ges, ai parenti e a tutti coloro che hanno stimato e amato il Cardinale Carlo Maria Martini e hanno voluto accompagnarlo per questo ultimo viaggio. Lampada per i miei passi la tua parola, luce sul mio cammino (Sal 118[117], 105): le parole del Salmista possono riassumere lintera esistenza di questo Pastore generoso e fedele della Chiesa. stato un uomo di Dio, che non solo ha studiato la Sacra Scrittura, ma lha amata intensamente, ne ha fatto la luce della sua vita, perch tutto fosse ad maiorem Dei gloriam, per la maggior gloria di Dio. E proprio per questo stato capace di insegnare ai credenti e a coloro che sono alla ricerca della verit che lunica Parola degna di essere ascoltata, accolta e seguita quella di Dio, perch indica a tutti il cammino della verit e dellamore. Lo stato con una grande apertura danimo, non rifiutando mai lincontro e il dialogo con tutti, rispondendo concretamente allinvito dellApostolo di essere pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che in voi (1 Pt 3, 15). Lo stato con uno spirito di carit pastorale profonda, secondo il suo motto episcopale, Pro veritate adversa diligere, attento a tutte le situazioni, specialmente quelle pi difficili, vicino, con amore, a chi era nello smarrimento, nella povert, nella sofferenza. In unomelia del suo lungo ministero a servizio di questa Arcidiocesi ambrosiana pregava cos: Ti chiediamo, Signore, che tu faccia di noi acqua sorgiva per gli altri, pane spezzato per i fratelli, luce per coloro che camminano nelle tenebre, vita per coloro che brancolano nelle ombre di morte. Signore, sii la vita del mondo; Signore, guidaci tu verso la tua Pasqua; insieme cammineremo verso di te, porteremo la tua croce, gusteremo la comunione con la tua risurrezione. Insieme con te cammineremo verso la Gerusalemme celeste, verso il Padre (Omelia del 29 marzo 1980). Il Signore, che ha guidato il Cardinale Carlo Maria Martini in tutta la sua esistenza accolga questo instancabile servitore del Vangelo e della Chiesa nella Gerusalemme del Cielo. A tutti i presenti e a coloro che ne piangono la scomparsa, giunga il conforto della mia Benedizione. Da Castel Gandolfo, 3 Settembre 2012 BENEDICTUS PP. XVI

Eupilio - Casa di Esercizi - un tratto della Via crucis nello stupendo scenario del lago di Pusiano

pagnia, come lEsercizio di perfezione del Rodriguez e il Direttorio ascetico-mistico dello Sacaramelli. Due furono gli eventi della Congregazione che Martini presiedette in Milano, rispettivamente nella chiesa di S. Barnaba e in Duomo e in ordine alla cui celebrazione chiese gli venisse offerta una traccia. Mi rimasto impresso come citasse i nostri Atti capitolari alla stessa stregua della citazione biblica di quelli degli Apostoli, dei quali cur la pubblicazione presso le Paoline. Come pure, richiamando lincipit del sermone zaccariano sulla tiepidezza: Luomo fatto e posto in questo mondo principalmente e solo acciocch vada a Dio e tutte le altre cose laiutano a questo, vi cogliesse immediatamente un parallelo con il Principio e fondamento degli esercizi di santIgnazio. Lultima volta che lo incontrai fu in occasione di unAssemblea nazionale della FIES, tenuta Sassone, sui Colli romani, dove illustr magistralmente i diversi gradi della Lectio divina. Il cardinale aveva gi lasciato lamata Gerusalemme e di l a poco si sarebbe definitivamente trasferito da Galloro (sua residenza romana nei pressi di Ariccia) a Gallarate. Accompagnandolo nel ritorno, mi parl del suo soggiorno nella Citt santa e del disagio incontrato, bench poliglotta, nellaffrontare alla sua et una nuova lingua, lebraico moderno. Accennava poi, in riferimento alla preghiera profonda, alla difficolt per noi occidentali, e pure per lui, nel praticare una preghiera di totale silenzio davanti a Dio, aggiungendo

che un recente autore gesuita ne rintracciava la presenza nello stesso magistero ignaziano. Si trattava, e me ne dava gli estremi, di una pubblicazione dovuta a Franz Jalics, Desiderio di Dio. Esercizi di contemplazione (Ancora, 2000), dove tutto ci veniva riassunto in un invito da parte del Signore: Vieni e con la tua povert e nudit rimani alla mia presenza (pag. 147). Sembra di cogliervi latteggiamento interiore del Car-

dinale negli ultimi anni della sua permanenza quaggi. E infine, anche se non in modo riavvicinato, potei partecipare, nellaffollatissimo Duomo di Milano, a una Scuola della preghiera che verteva sul Salmo 28. Il professore divenuto pastore confermava il detto di Gregorio Magno, che la Parola divina cresce con chi la legge e ne lievita lintera esistenza. Antonio Gentili

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Omne verum et quidquid boni La Chiesa, il vero e il bene, per lutilit comune
Un bilancio autocritico perch, al di l dei nodi che rimangono da sciogliere, nulla vada dimenticato o perduto di ci che di positivo, di vero e di bene cresciuto nella storia delle divisioni cristiane e pu contribuire alla comune edificazione, a favore del ristabilimento della piena comunione.
ualche anno fa nel corso della predicazione di un ritiro quaresimale ai presbiteri di una diocesi, dedicato alla contemplazione del Crocifisso, avevo citato un testo, che mi aveva colpito da quando ero studente di teologia a Roma e da allora mi ha sempre accompagnato: Mio caro fratello, impara Cristo e questi crocifisso. Impara a cantare e a dire a lui: Tu, Signore Ges, sei la mia giustizia, io invece sono il tuo peccato; tu hai preso su di te ci che mio e mi hai dato ci che tuo; tu hai preso su di te ci che non eri e mi hai dato ci che io non ero. Bada, mio caro fratello, a non aspirare ad una purezza tale da non essere pi disposto a vedere in te il peccatore Impara da lui che, allo stesso modo come ha accolto te e ha fatto suoi i tuoi peccati, ha fatto tua anche la sua giustizia. Dopo la meditazione, meravigliati della bellezza incisiva delle espressioni citate, peraltro di sapore paolino e zaccariano, alcuni me ne chiesero una copia e chiesero pure chi fosse lautore di quelle parole che li avevano realmente colpiti. Lavevo volutamente taciuto per provocarne la curiosit. Quando dissi che erano di Martin Lutero, come risulta da una lettera scritta allamico Georg Spenlein (1516), ritirarono la richiesta: quelle espressioni non li interessavano pi, avevano cessato di essere belle, perch erano di Lutero. Lutero fa ancora paura! Eppure ha detto, scritto e compiuto non poche cose giuste, sagge, ispirate Lassioma della filosofia scolastica, quidquid recipitur ad

A PROPOSITO DI RECEZIONE ECUMENICA

ECUMENISMO

modum recipientis recipitur (quanto viene recepito proporzionale alla capacit, alla modalit di chi recepisce), si rivela sempre vero e attuale anche a proposito dellermeneutica e della recezione ecumenica. come le api Cos ho potuto sperimentare e non era la prima volta quanto ad esempio fosse pi aperta, intelligente, saggia e pertanto tuttora esemplare a proposito di recezione, lattenzione che i Padri riservavano alledu-

cazione dei cristiani che vivevano in contesti pagani, perch non disprezzassero o rifiutassero tutto ci che proveniva da loro, ma sapessero vagliare-discernere, per individuare, valorizzare e fare propria ogni scheggia di vero, di bello, di razionale e di utile emergesse dal patrimonio sapienziale della classicit di quelle culture diversificate, per integrarle nella sapienza cristiana. Cito solo alcuni Padri. Il rigorista e polemista Tertulliano arrivava a riconoscere la grande necessit e utilit, soprattutto per la vita dei giovani, dello studio

Naumburg - St. Wenzelkirche - il pulpito di J.S. Bach Eco dei Barnabiti 3/2012

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ECUMENISMO
gorio di Nazianzo in onore dellamico Basilio, risulter effettivamente che lape la Chiesa che non si sottrae a nulla di ci che bello, buono e vantaggioso. Agostino affermer che le cose vere e compatibili con la fede cristiana espresse dai filosofi, non sono da temere, ma da rivendicare a proprio uso. pregnante poi losservazione dellAmbrosiaster, spesso citata anche da Tommaso dAquino: tutto ci Atene - sono col p. D. Cerbelaud o.p. del gruppo che vero (omne vedi Dombes rum), da chiunque vendella letteratura profana e del dialo- ga affermato, viene dallo Spirito Sango con la cultura del tempo, metten- to, con limplicito richiamo a sapedo per in guardia dai rischi del sin- re apprezzare ogni frammento di cretismo. Giustino richiamava alla verit, bont, santit, bellezza dopresenza del seme del Verbo di Dio vunque e da chiunque venga indicacome verit cristiana variamente dis- to o proposto, a prescindere quindi seminata nelle culture delle genti. dalla provenienza e senza alcuna Origene invitava a valorizzare tutti preclusione. gli elementi buoni e belli che nascono nellanima umana seminati dal accogliere il vero e il bene Verbo di Dio e Basilio sollecitava allimitazione dalle api nel ricavare Tali preziosi appelli vanno sempre anche dalle scienze e dai libri profa- riscoperti e ricordati anche oggi, per ni quanto utile per lanima. Dal superare lagguato teso dalla gretcontesto del famoso discorso di Gre- tezza dellintegralismo radicale ed escludente, senza peraltro cadere in un sincretismo relativista. A tale proposito mi piace citare anche lavvertimento aperto ed ecumenico di uno dei massimi teologi musulmani, Ibn Arabi ( 1240), quasi in eco ai suggerimenti dei Padri: Fa attenzione a non legarti ad alcuna credenza esclusiva e a non misconoscere la verit presente in tutte le altre. Coltiva nel tuo animo un interesse primario per le altre fedi, nessuna esclusa, poich lAltissimo Iddio troppo grande per essere compreso da una sola fede e non dalle altre. Con questo non intendo affatto condividere lopinione diffusa secondo la quale tutte le religioni non cristiane sarebbero pi o meno la stessa cosa e risulterebbero vie di salvezza ugualmente valide per i loro seguaci, complementari alla rivelazione cristiana in quanto nessuna da sola avrebbe la verit, ma piuttosto voglio affermare che via alla salvezza il vero e il bene presente anche nelle diverse religioni, grazie allazione dello Spirito di Cristo, unico e definitivo salvatore universale. La Chiesa cattolica rispetta, assume e valorizza tutto ci che di buono e positivo c in esse. Si rileggano in proposito le precisazioni della Dichiarazione Dominus Jesus (2000). semi e raggi da non perdere Tornando al nostro tema, Giustino ha detto bene: Ogni volta che sincontra un uomo saggio si deve simpatizzare e dialogare con lui perch ne venga qualcosa di buono da tale incontro, o per lui o per me. Ugo da San Vittore cos suggeriva: Impara volentieri da tutti ci che non sai. Sar pi sapiente di tutti colui che avr voluto imparare qualcosa da tutti. Chi riceve qualcosa da tutti, finisce per diventare pi ricco di tutti. Ci vale anche per gli insegnamenti di Lutero, Calvino, Zwingli E al contempo, riferendomi ancora allesperienza di quel ritiro presbiterale, ho potuto constatare quanto in campo ecumenico, e particolarmente in casa cattolica, si faccia ancora fatica ad accogliere e valorizzare ogni dono o stimolo positivo offerto dagli altri fratelli cristiani, dimenticando linvito, addirittura di respiro universale, espresso dal Concilio Vaticano II a proposito dei raggi della Verit (NA 2), dei semi del Verbo (AG 11), delle cose buone e vere (OT 16),

Amsterdam - Oude Kerk: il pulpito e lorgano: due pulpiti

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preziose (GS 92) e sante (NA 2: La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto vero e santo nelle religioni), anzi, vuole che ogni germe di bene (quidquid boni) che si trova nel cuore e nella mente degli uomini o nei riti e nelle culture proprie dei popoli, non solo non vada perduto, ma sia purificato, elevato e portato a compimento per la gloria di Dio (LG 17), ricordando che tutto ci che di verit e di grazia era gi riscontrabile, per una nascosta presenza di Dio, in mezzo alle genti, lattivit missionaria lo purifica dalle scorie del male e lo restituisce al suo autore, Cristo (AG 9). In un contesto non facile, anche Paolo aveva invitato i Tessalonicesi (1Ts 5,21) a esaminare ogni cosa e a tenere ci che buono. doni diversi per lutilit comune A proposito della diversit dei carismi o beni che impreziosiscono la comunione variegata della Chiesa, commentando 1Cor 12, 2-11, il p. Giovanni Semeria scriveva: Gli uomini piccoli si rivelano con le loro unilateralit. Lunit esagerata diviene uniformit. La diversit esagerata diviene confusione. In questa bellissima e forte e compatta e vigorosa unit non si esaurisce la vita della Chiesa; se no saremmo nelluniformit plumbea. La casa una e le stanze, anzi, i piani sono molti e diversi. Di questa variet non bisogna scandalizzarsi, n abusare. Rallegriamoci di questa variet che ricchezza e rispettiamola; rallegriamoci di questa unit e cerchiamola, lieti per conto nostro, ciascuno, del posto che gli toccato nella casa del Padre, nella vigna del Signore, non smaniosi di cambiarlo, avidi solo di occuparlo degnamente (G. Semeria, Unit nella variet e viceversa, in Le epistole delle domeniche, Milano 1938, pp. 140-142). Mi caro inoltre citare in tale contesto che stimola ad apprezzare sinceramente tutto ci che vero e buono, dovunque si trovi e da qualsiasi parte provenga, anche quanto ha affermato il card. Martini in una lettera pastorale alla Chiesa ambrosiana (1997): Lo Spirito unifica il diverso e diversifica lunito, riconcilia il distinto e distingue nella comunione dei riconciliati Rifiuta lo Spirito tanto chi opera divisione, quanto chi volesse massificare e appiattire le diversit. Accoglie invece lo Spirito chi promuove e rispetta valorizzandola la diverecumeniche di consenso ha mosso le Chiese a compiere dei passi concreti imprevedibili verso lunit. Ora ci si sta chiedendo come procedere ulteriormente. La via della realistica e coraggiosa recezione dei consensi certamente tra le migliori e doverose da percorrere. Nella dichiarazione conclusiva della prima Conferenza mondiale di Fede e costituzione tenutasi a Losanna dal 3 al 21 agosto 1927 si legge infatti: Non abbiamo terminato il nostro compito. Abbiamo fatto solo il primo passo di un lungo cammino. La Conferenza stata solo un nuovo punto di partenza. Ci che qui abbiamo fatto finir in polvere, se i rappresentanti a Losanna non trasmetteranno alle loro rispettive Chiese il compito e la responsabilit di studiare i Rapporti che essi hanno recepito a tale scopo. per un ecumenismo responsabile La fatica della recezione peraltro sempre presente nella coscienza e nella vita della Chiesa oggi unimportante sfida, una realt nota a tutte le Chiese dOriente e dOccidente, sia allinterno della loro vita, sia nellesperienza dei rapporti ecumenici, certamente non facili, ma divenuti pi fraterni, incoraggiati dagli innumerevoli dialoghi teologici bilaterali, multilaterali, locali e internazionali, che tuttora attendono la re-

Lipsia - St. Thomaskirche - pulpito e altare

sit da lui suscitata, ma si adopera perch tutto concorra allutilit comune e serva per ledificazione dellunico Corpo del Signore Ges che la Chiesa della Trinit (Tre racconti nello Spirito, Milano 1997, p.30). Paura della diversit dei doni e della loro provenienza? La legittima diversit non pu generare alcuna paura, ma pu soltanto arricchire e rallegrare! recezione con realismo Nel cammino ecumenico attuale, da tempo ormai, in particolare dalla quinta Conferenza mondiale di Fede e costituzione (Santiago de Compostela 1993), emerge con urgenza linvito alla comunione, a sapere stare insieme, a camminare insieme per imparare gli uni dagli altri e aiutarsi a tendere alla pienezza dellunit visibile nella verit e nella carit (Ef 4, 15), rendendo tutti partecipi dei diversi doni suscitati dallo Spirito di Dio, grazie ad una intelligente recezione dei risultati degli elementi di convergenza conseguiti, di quanto gi stato concordato e sottoscritto. Il numero delle dichiarazioni

la prima edizione del Grande Catechismo di Lutero Eco dei Barnabiti 3/2012

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ECUMENISMO
cezione dei risultati possibili, favoriti in vari modi dai contatti interconfessionali. La recezione rappresenta un presupposto fondamentale per un ecumenismo responsabile. i documenti sono spartiti da suonare e cantare Riforma giunto alla Chiesa cattolica a favore di una pi vigorosa valorizzazione della Sacra Scrittura? E anche lo stimolo alla rivalorizzazione del culto liturgico da parte delle medesime, non arrivato forse dalla Chiesa cattolica? Nelle Chiese della Riforma e in tutte le Chiese-membra del CEC, una comprensione crescente del valore della tradizione dovuta soprattutto grazie ai fratelli ortodossi che ne hanno da sempre un senso profondo, distinguendo la tradizione apostolica da quella post-apostolica. S, abbiamo bisogno gli uni degli altri, perch nessuno autosufficiente. Basilio nelle Regole ampie afferma: Dio creatore ha stabilito che noi ci si debba essere utili a vicenda per essere uniti gli uni agli altri.

Non basta infatti generare, inviare e divulgare testi e documenti scritti. Francesco di Sales, il santo Vescovo di Ginevra, faceva notare a tale proposito la differenza tra una musica scritta e una musica cantata, suonata. I testi ricevuti Megara - cappella delloasi domenicana sono come degli spartiti: vanno cantati, suonati. I documenti cio accordi, consensi, dichiara- una ricchezza maggiore della fede e zioni comuni, convergenze vanno in tal modo preparare lunamolteplice recepiti nella preghiera e nella vita dei Chiesa che noi non ci sappiamo anpastori e dei fedeli, vanno cio studiati cora immaginare, ma nella quale nule messi in atto dalle Chiese, altrimenti la sar perduto di ci che di positivo elementi di unit rimangono sconosciuti, muti, inutili. Il cresciuto nella storia, dappertutto nel e non solo lamentele! processo di recezione deve diventare mondo. Forse abbiamo bisogno di seun processo di conversione. Se non parazioni per arrivare a tutta la pieLe affermazioni citate dellallora facciamo niente, non si far nulla e se nezza che il Signore aspetta, sempre non cambiamo niente affermava il ricordando che lunit non la faccia- Prefetto della Congregazione per la p. Y. Congar nulla cambier. La riu- mo noi e che inoltre non possiamo Dottrina della Fede, possono forse nione, se un giorno si far, avverr in tuttavia rimanere con le mani in ma- sorprendere, ma come Papa sono una Chiesa divenuta altra, purificata, no. Ci che qui importa di accoglie- state ribadite nella visita ecumenica riformata e ad Harare (1998), allotta- re sempre daccapo laltro in quanto a Erfurt (23 settembre 2011), nellex va assemblea del CEC, il p. J.M. Tillard altro nel rispetto della sua alterit. convento agostiniano di Lutero: faceva notare, al limite, che molto Possiamo essere uniti anche come di- Non dovremmo soltanto lamentare spesso un sincero no pi prezioso visi (Chiesa, Ecumenismo e Politica, le divisioni e le separazioni, bens ringraziare Dio per tutti gli elementi di un mediocre s, inconcludente. Milano 1987, pp. 130-135). Chi, ad esempio, potrebbe mettere di unit che ha conservato per noi e la divisione pu essere in dubbio linput benefico della gran- sempre di nuovo ci dona stato anche feconda de tradizione liturgica della Chiesa lerrore dellet confessionale aver ortodossa impresso in quella cattolica visto per lo pi soltanto ci che seChe fare allora? Nello stato di divi- e viceversa quanto le stato ricono- para e non aver percepito in modo sione confessionale generata dalla sciuto e donato, e limpulso che dalla esistenziale ci che abbiamo in comune nelle grandi direttive storia in circostanze complesdella Sacra Scrittura e nelle se, divisione che stiamo ancoprofessioni di fede del cristiara vivendo, e quindi nel panesimo antico. questo il ziente lavoro ecumenico che grande progresso ecumenico mira a risanarla realisticamendegli ultimi decenni: che ci te in vari modi, nellattuale sisiamo resi conto di questa cotuazione intermedia occorre, munione e, nel pregare e canal dire del card. J. Ratzinger, tare insieme, nellimpegno non solo rispettarsi, ma amarcomune per lethos cristiano si, nella convinzione che noi di fronte al mondo, nella cosiamo a vicenda necessari anmune testimonianza del Dio che nella divisione, che ricedi Ges Cristo in questo monviamo luno dallaltro, viviamo do, riconosciamo tale comuluno per laltro, siamo cristianione come nostro fondamenni luno insieme con laltro. La to imperituro. divisione fino a che il SignoA conferma di tutto ci, re la permette pu essere anMegara (Grecia) - lampadario del monastero nella Costituzione Apostolica che feconda, pu portare ad

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ECUMENISMO
Anglicanorum coetibus (4 novembre 2009) relativa ai gruppi di fratelli della Comunione anglicana che entrano nella piena comunione con la Chiesa cattolica, Benedetto XVI ha espressamente dichiarato che occorre mantenere allinterno della Chiesa cattolica le tradizioni spirituali, liturgiche e pastorali della Comunione anglicana, quale dono prezioso per alimentare la fede dei suoi membri e ricchezza da condividere (III). Ma non ci si illuda che, pensando ecumenicamente, la tradizione anglicana possa essere ridotta solo a questioni di spiritualit e di rito! per una sinfonia ecclesiale ecumenica grande sinfonia della fratellanza e della pace tra i popoli. Il linguaggio universale della musica, dialogo continuo, non fa distinzione di razza, sesso, religione, luogo di origine. Dalle tre differenti voci dei giovani orchestrali lebraica, la cristiana e la musulmana Baremboim riuscito a trarre la bellezza armonica dellunica vera lingua universale dellumanit, quella della musica, che capace di fare incontrare e coesistere mondi apparentemente opposti. un comune patrimonio da riconoscere e stimare Come ognuno pu constatare da quanto ho riferito, si tratta di disposizioni e di avvenimenti illuminanti che incoraggiano a perseverare nella parati. Riconoscere le ricchezze di Cristo e le opere virtuose nella vita degli altri cosa giusta e salutare, perch Dio sempre stupendo e sorprendente nelle sue opere. Fino a che punto stata recepita tale esplicita richiesta? Ci deve stare a cuore quindi scoprire anche nella storia e nella vita variegata della Riforma, e non soltanto dellOrtodossia, lomne verum e il quidquid boni che la caratterizza, per cogliere linput originario e vitale che ha mosso con efficacia tanti fratelli e pu muovere pure noi con loro verso il ristabilimento della piena e visibile unit cristiana, a favore di una nuova e incisiva evangelizzazione. I contrasti tra luterani e riformati e in parte anche con i cattolici, non sono pi genuini e non fanno pi presa. come gi ammetteva D. Bonhoeffer nel 1944 scrivendo dalla cella del carcere di Tegel Bisogna semplicemente osare di uscirne (Resistenza e resa, Milano 1969, p. 279).

In seguito ad un invito pontificio senza precedenti, gli storici e famosi cori della Cappella Sistina e della Westminster Abbey non sono forse arrivati a cantare insieme per la prima volta, dopo secoli, a Londra e a Roma, addirittura durante la liturgia presieduta dal Papa verso il 500 anniversario nella solennit dellapostolo della Riforma Pietro e nella basilica a lui dedicata? Ci accaduto anLoccasione dellattesa ceche alla presenza della Delelebrazione del 500 annivergazione ufficiale del Patriarsario della nascita della Riforcato ecumenico di Costantima, prevista nel 2017 e che nopoli giunta per il festoso ci auguriamo veramente ecuappuntamento annuale. La formenica, favorir di certo un za trascendente della grande bilancio autocritico, cio non musica sacra cattolica e anPatrasso - basilica di s. Andrea - candele votive solo la riscoperta e lapprezglicana ha unito le due diverzamento sincero del vero e se tradizioni nella glorificazione di Dio, esprimendo cos, nel rilettura attenta di un passato che del bene che ne nato, ma anche riconoscimento e nella valorizzazio- non pu essere dimenticato e che ha la segnalazione delle maggiori diffine del meglio di s, un ulteriore se- molto da riproporre e insegnare an- colt, con lidentificazione dei nodi gno tangibile della volont di cam- che in fatto di recezione, per appren- che tuttora rimangono da sciogliere, minare insieme, con seria determina- dere, ad esempio, in quale modo e nel contesto di una rilettura obiettiva zione, verso lunit desiderata in una per quali vie privilegiate i Riformato- e aggiornata della storia della Chiesinfonia ecclesiale. Verrebbe da dire ri sono riusciti a trasmettere i loro in- sa. Sar inoltre unoccasione per anche la musica in un certo senso la segnamenti che nel tempo hanno dare alle radici dellautentico dialorende gi effettiva, cio ha la capa- raggiunto il mondo intero e hanno go ecumenico, senza falsi irenismi e cit di farla pregustare, quasi di otte- generato discepoli convinti e fedeli, con leale franchezza, per rinvigorirnere gi da ora limpossibile. Alla a volte sino alla prova del martirio. I lo, approfondirne il senso, la direziomusica infatti riesce pi facile far Catechismi di Lutero, Calvino ne ne e il fine, verificare la recezione coesistere mondi apparentemente sono una validissima attestazione. A dei consensi e delle dichiarazioni opposti, unire anche persone estra- cinquantanni dal Concilio Vaticano comuni, valutare i risultati finora ragnee e di culture religiose diverse, II opportuno richiamare linvito giunti e individuare quali ulteriori perch armonia delle differenze, che si trova nel decreto sullecume- passi possono essere fatti per superacome ha evidenziato Benedetto XVI nismo (UR 4): necessario che i re realisticamente e con coraggio, lo a Castel Gandolfo (11 luglio), dopo cattolici con gioia riconoscano e sti- scandalo e la contraddizione della il concerto della singolare West- mino i beni veramente cristiani pro- separazione. Eastern Divan Orchestra fondata e mananti dal comune patrimonio, che Enrico Sironi diretta dal M Daniel Baremboim, si trovano presso i fratelli da noi seEco dei Barnabiti 3/2012

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SPIRITUALIT BARNABITICA

Terminiamo con questo numero il discorso sulla felicit proposto dal padre Ermenegildo Pini, ricordando come essa sia un bene da sempre e da tutti desiderato, ma di non facile conquista, poich ci chiede di riassegnare al termine felicit il suo senso pi vero e profondo e quindi unassunzione di responsabilit delle proprie azioni non sempre facile da mantenere.

LA FELICIT. UNA DIFFICILE CONQUISTA

responsabilit personale Studente (S): Se la colpa del primo uomo si propaga per generazione, dovremmo forse dire che le colpe proprie dei parenti si propagano ora nei loro figli? Professore (P): Non cos. La condizione apposta al patto, fatto da Dio con il primo uomo, era diretta al compimento potenziale della natura umana, cos che la moralit potenziale era una parte costitutiva della natura umana ed era naturale al primo uomo: per cui la trasgressione del patto stesso fu la trasgressione di un precetto dato da Dio per compimento potenziale della generazione umana; e tuttavia la perdita della moralit potenziale, che avvenne nel primo uomo, si propaga per generazione nei suoi posteri. Ora le colpe personali dei parenti discendenti da Adamo non sono trasgressioni di precetti dati per originale compimento della natura umana. Per cui queste non devono propagarsi. S: Questa ragione per me soddisfacente e intendo che, per linfrazio-

la bellezza della natura rivela il progetto creativo di Dio

Adamo ed Eva - Coemeterium Majus Roma - IV secolo

ne del patto che Dio ha fatto con il primo uomo la condizione a quello apposta non vale pi per i suoi posteri per poter conseguire la felicit permanente a cui aspirano. Quale altra condizione dunque luomo dovr eseguire per poter conseguire tale fine? P: Adamo non poteva riacquistare da s la moralit potenziale, che per colpa sua aveva perduta, e Dio non era obbligato a perdonargli tale colpa, n a rivelare a lui o ad altro uomo altre condizioni per cui lui e la sua posterit potessero conseguire la felicit permanente. Quindi con la ragione noi non possiamo sapere, se Dio abbia rivelato alluomo nuove condizioni, per abilitarlo al conseguimento della felicit per-

manente; e quando pure le avesse rivelate, non possiamo con la ragione sapere quali precisamente siano, in quanto tutto ci dipendeva dalla libera volont divina; e quandanche avesse prescritto alluomo queste nuove condizioni, esse sarebbero date da lui non come creatore, ma come riparatore del genere umano e sarebbero un beneficio proveniente unicamente dalla sua clemenza. Dunque, se e come Dio abbia operato la riparazione del genere umano, dobbiamo conoscerlo dalla tradizione derivante da quegli uomini, i quali dai loro antecessori la ricevettero e successivamente diedero ad altri la notizia di tale riparazione e dei precetti prescritti da Dio stesso per il conseguimento

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SPIRITUALIT BARNABITICA
della felicit permanente, ossia dalla salvezza eterna. Per beneficio divino io e voi siamo nati in quel ceto di uomini, presso i quali vi la vera tradizione di tale riparazione; e perci da essa che voi avrete la notizia che avete richiesto; e in questa ora riposto il compimento dellanalisi della felicit. la felicit tra piacere sensibile e soprannaturale S: Ben altra lanalisi della felicit che sentii dalla cattedra. Se ben mi ricordo essa procedeva nel seguente modo: Luomo per natura propenso alla felicit, ossia al conseguimento del bene. Noi non abbiamo lidea del bene, se non dopo che abbiamo provato qualche piacere, luomo naturalmente propenso alla felicit per cui si deve intendere per bene il solo piacere; e quindi la nostra felicit deve riporsi non intendendo per piacere un bene nel piacere. Essendo obbligati per na- permanente, cio di un ordine sotura a procurarci la felicit, questa prannaturale, del quale gi abbiamo sar il principio della moralit delle ragionato. S: La menzogna dellanalisi indiazioni umane; vale a dire che saranno moralmente buone quelle azioni cata, dunque, consiste nel dare ai che ci procurano la felicit, ossia un nomi di piacere, di bene e di felicit piacere. P: Questo tipo di analisi certamente adatto a ingannare gli imbecilli, facendo loro credere che ogni bene e la felicit dipendano dal piacere temporale e sensoriale, poich, quando si nomina il piacere, generalmente sintende quello che consiste in una sensazione gradevole. Il logico, per, ripassando ciascuna delle asserzioni introdotte in questa analisi e apponendovi le opportune distinzioni, ne scopre facilmente la menzogna. Egli, pertanto, conceder che luomo sia la felicit una faticosa conquista propenso al bene sia temporale che permanente, ma negher che sia propenso al solo un senso derivato dalle sensazioni, bene temporale. Conceder pure che quando invece deve essere derivato ci formiamo lidea di bene dopo prima di tutto dalle nozioni razionaaver avuto qualche piacere intellet- li, quali sono quelle che mi indicatuale o sensoriale, ma negher che ste, quando abbiamo parlato del venoi la formiamo dopo aver avuto sol- ro e del bene. tanto qualche piacere sensoriale. Quindi negher che per bene debba intendersi il solo piacere, poich vi sono dei beni, che non sono per noi un piacere. Pertanto, non si potr dire che la felicit a cui luomo aspira per natura consista nel piacere, se P: appunto cos che le verit prime sono da noi riconosciute per ragione di ordine, del quale noi abbiamo non unidea da noi formata, ma la nozione comunicataci da colui dal quale abbiamo la propensione al vero e al bene, ovvero alla felicit. Facendo uso di tale nozione, sappiamo che, essendo la felicit un fine da conseguirsi condizionatamente dalluomo, i mezzi per conseguirlo sono antecedenti al fine stesso, per cui tale felicit non pu avere ragione di principio; e poich questi mezzi consistono in precetti ordinati da Dio alluomo per il conseguimento di tale fine, essi, in quanto moralmente buoni hanno ragione di principio della moralit delle azioni umane. Cos che la loro esecuzione sar moralmente buona e la loro trasgressione moralmente cattiva ma come mai, amico, vedo i vostri occhi inclinati al pianto? Vi rattristano forse le verit che abbiamo riconosciute? la felicit: una conquista S: Anzi! Queste mi sono gradite. Ci che mi rattrista la difficolt che ora vedo esservi nel conseguimento della felicit. Sapevo bene, come ora so, quali siano i precetti prescritti a tal fine dal Riparatore del genere umano; ma fino a quando era in me la falsa idea di felicit, derivata da quellanalisi, la cui falsit voi mi avete svelato, io non davo loro quella importanza, che ora gli riconosco; e poich la loro pratica richiede che luomo rintuzzi continuamente le proprie voglie, mi sembra ben difficile il riuscirvi. P: Io pure temo per il vostro, per il mio e per il comune pericolo di non conseguire la desiderata felicit. Questo timore, per, non ci deve angustiare, n si deve allontanare, ma si deve conservare, perch ci rende cauti nelloperare ed
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lessere dedotte da principi nozionali, quali sono lesistenza di Dio e la moralit che in lui si deve ammettere. La nozione di moralit, per, richiederebbe di essere sviluppata, al fine di riconoscere la ragione prima per cui fosse necessaria al primo uomo la rivelazione di una condizione diretta al conseguimento della felicit, alla quale era propenso per natura. Ve ne accenner i principi, sui quali potrete riflettere a vostro agio e, se ben considerati, vi mostreranno anche il vero principio della moralit delle azioni umane. Voi avere riconosciuto che Dio sempre agisce moralmente verso gli uomini; il che suppone che in Dio vi sia la moralit per esistenza. La moralit riguarda il buon comportamento tra persone, per cui se Dio moralmente buono per esistenza, conviene dire che in Lui vi siano pi persone. Nella Protologia, libro che dovreste studiare prima di tutti gli altri, dimostrato che in Dio si devono ammettere tre persone uguali per funzione di esistenza, che vera ed eterna generazione; per cui esse si devono distinguere con i nomi di Padre, Figlio e Amore; e, sebbene ognuna si deve chiamare Dio, non ne segue che si debbano indicare come tre Dei. Il Figlio, che dal Padre, pu chiamarsi con altri nomi: Potenza intelligente, Sapienza, Verbo del Padre; ma il senso del nome si deve supporre personale, intendendo la seconda persona. Parimenti lAmore, che procedente dal Padre e dal Figlio, si pu indicare con altri nomi, intendendo per che questi esprimano la terza delle tre persone divine, delle quali la prima il Padre. Le tre persone divine costituiscono in Dio lordine di esistenza, il cui compimento nellAmore personale, che la stessa moralit. Da essa possiamo dimostrare a priori, o per ragione prima, che per il conseguimento della felicit permanente al primo uomo era necessaria lesecuzione di una condizione a lui rivelata. Certamente non si pu dire che il primo uomo abbia avuto lesistenza dallesistenza di Dio; ma si deve dire esistente per atto della potenza divina e come tale si dice creato. Essendo il primo uomo dalla potenza divina, questa come moralmente agente non poteva dargli la perfezione di esistenza, ossia la felicit permanente, nellatto della creazione; ma poteva dargli solo la perfezione potenziale, cio la potenza al conseguimento condizionato della felicit, a cui egli nella creazione aveva ricevuto la propensione. Tale perfezione potenziale consiste nella manifestazione delle condizioni che il primo uomo doveva eseguire per ottenere la perfezione di esistenza. Ora tra le condizioni richieste, una almeno doveva essergli proposta per rivelazione; perch, essendo la potenza divina dal Padre e sempre sollecita verso di lui, non poteva proporre alluomo la felicit, se non come da conseguirsi attraverso lesecuzione di una condizione, che fosse manifestata alluomo come ordinata in primo luogo dal libero volere del Padre stesso. Ci emerge anche nelle cose umane: perch se un figlio, senza lantecedente volere di suo padre, invitasse un amico a un convitto apparecchiato dal padre stesso, il figlio sarebbe scortese verso il padre e lamico non avrebbe alcun diritto a essere ammesso a tale convito. Ora, perch la condizione fosse proposta dalla potenza divina come voluta primariamente dal Padre, essa doveva consistere nellesecuzione del divieto di una qualche azione che dalla potenza creatrice era lasciata libera alluomo per ragione, come il cibarsi di un certo frutto. Infatti, la potenza divina, manifestando alluomo un atto come vietato, ma lasciatogli moralmente libero, mostra con ci che il divieto viene prima di

quindi un sostegno alla nostra speranza. Certamente i detti precetti sono difficili da eseguire, data la degenerazione originale della natura umana derivata dal primo uomo, ma con laiuto divino diventano facili; daltra parte, il premio proposto tanto grande, che luomo pu benissimo rinunciare a ogni piacere temporale per conseguirlo. Per altro, si pu benissimo combinare una vita presente abbastanza piacevole con lesecuzione di quei precetti. Tenendo presente ci, da cui ne deriver sempre una vera compiacenza, potrete impiegare i vostri talenti nella conoscenza di diverse scienze e nellesercizio di diverse arti; e la societ vi offrir molti impieghi decorosi e diversi intrattenimenti leciti e gradevoli. S: Il vostro parlare rasserena la mia mente e ora non mi resta altro, se non lattestarvi la mia pi sincera riconoscenza per le importanti verit, che tanto chiaramente mi avete manifestato. la Trinit sorgente della vera felicit P: La chiarezza, che trovate nelle mie asserzioni e a cui il nostro ragionamento ci ha condotti, dipende dal-

Trinit - affresco di ignoto (XV secolo) Quinto Vercellese

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tutto da una persona distinta e antecedente alla persona stessa quale il Padre, del cui volere rivelatrice; e poich con la sola ragione non si pu conoscere positivamente quale sia la condizione ordinata dal libero volere del Padre, dovette essere rivelata al primo uomo dalla potenza creatrice, che gli indic parimenti il fine a cui la condizione era ordinata. Questultima era moralmente buona per se stessa, cio per ragione sia del principio da cui la rivelazione, sia del fine a cui primariamente diretta. In quanto il principio un atto moralmente buono della potenza creatrice e il fine primario della rivelazione fu di dirigere un atto moralmente libero delluomo a eseguire un libero volere del Padre. Quindi il primo uomo, attraverso la condizione rivelata, ebbe la potenza morale sia al conseguimento della felicit, sia allesecuzione della condizione propostagli a tal fine. La potenza di eseguire la condizione era congiunta allobbligo morale di eseguirla; e la potenza morale di conseguire la felicit era un quasi diritto a ottenerla da Dio, quando luomo avesse costantemente eseguito la condizione rivelatagli e se non avesse contravvenuto ai precetti chiari per ragione. Tale potenza si dice un quasi diritto, in quanto la proposizione della condizione rivelata non era dipendente dalluomo; ed egli, posta la sua costante esecuzione, avrebbe conseguito la felicit permanente dalla potenza divina come agente moralmente e fedele alle promesse. Per la potenza comunicata alluomo nella rivelazione, avendo anche la sua libera volont una direzione moralmente buona, divenne buono in potenza, come compimento della natura umana. la vera felicit: amare Dio Si suole dire e giustamente si dice che nella creazione delluomo Dio, come dotato di ragione, non pot avere altro fine se quello di essere conosciuto e amato dalluomo, per poi ricompensarlo con il farlo partecipe della felicit divina. In tale espressione, per, non appare lordine morale, che la potenza divina segue in tutte le sue opere. Perch esso compaia nella creazione delluomo, conviene dire che la potenza creatrice, ossia il Verbo divino, non pot avere altro fine,

se non quello di fare che luomo conoscesse e amasse il divin Padre: con tale espressione viene indicata la moralit personale della potenza creatrice, che dirige la creazione allonore e gloria del Padre. Da tutto ci potrete conoscere che lanalisi della felicit ha il suo principio nel principio della moralit, cio nellordine di esistenza delle persone divine; e perci quelle azioni umane sono moralmente buone, se sono analoghe a tale ordine; cio se sono conformi al volere divi-

no, manifestato sia per ragione, sia prima di tutto per rivelazione. Da tale conformit dipende il conseguimento di quella felicit a cui luomo aspira per natura. S: In questo vostro ragionamento vedo trasparire luminosi lampi di verit misteriose e al chiarore di essi mi impegner a orientare i miei studi, quando pure di tanto il cielo mi sia cortese. Mauro Regazzoni

amare Dio: espressione massima della felicit Eco dei Barnabiti 3/2012

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OSSERVATORIO PAOLINO

Osservatorio paolino PAOLINO OSSERVATORIO


titolo La conversazione continua, sono per mano di Donald A. Hagner e Don Garlington, rispettivamente. Come detto, il cap. 2 (pp. 5-15) interamente dedicato alla monumentale opera di E.P. Sanders di cui sopra. Yinger osserva come dal XIX secolo in avanti il giudaismo del secondo tempio (515 A.C.-70 D.C.) sia stato quasi sempre presentato in maniera negativa come un movimento irretito nel legalismo e per il quale lingresso nel popolo di Dio dipendeva esclusivamente dai meriti acquisiti attraverso losservanza scrupolosa della legge. San Paolo, invece, proclamava che la salvezza era dono gratuito attraverso la fede. In base a questa prospetttiva tradizionale Paolo veniva quindi messo in opposizione al giudaismo del suo tempo. Merito di Sanders stato quello di aver dimostrato che la visione tradizionale del giudaismo non era che una caricatura. Per lui lespressione che meglio descrive il giudaismo del secondo tempio covenantal nomism (nomismo dellalleanza), espressione che unisce alleanza e legge (nomos in Greco), ma dove il dono dellalleanza precede losservanza della legge. Sanders spiega che anche il giudaismo considera basilare per la salvezza lelezione gratuita di Dio (alleanza). Losservanza della legge necessaria non per entrare nellalleanza, ma per rimanere nellalleanza. Yinger conclude il capitolo chiedendosi che impatto potr avere questa nuova prospettiva sul giudaismo nellinterpretazione, per esempio, di alcune parabole evangeliche se, diversamente dallopinione tradizionale, il fariseismo non era fondal-

THE NEW PERSPECTIVE ON PAUL. AN INTRODUCTION Nel 1977 il biblista americano E.P. Sanders pubblicava un voluminoso studio (pi di 600 pagine) dal titolo Paul and Palestinian Judaism: A Comparison of Patterns of Religion (edizione italiana: Paolo e il giudaismo palestinese. Studio comparativo su modelli di religione, Paideia, 1986) con cui aveva inizio la cosidetta Nuova Prospettiva su Paolo (NPP). Negli anni successivi, contributi da parte di altri studiosi davano notevole impulso alla diffusione e sviluppo di questa nuova prospettiva che rivedeva in maniera significativa alcuni aspetti tradizionali dellesegesi e della teologia paolina, soprattutto quelli che enfatizzavano lessere contro di Paolo: contro la donna, contro il giudaismo, contro la cultura. Nellagile volumetto (120 pagine) che qui presentiamo (The New Perspective on Paul. An Introduction.), lautore, Kent L. Yinger, professore di Nuovo Testamento al Seminario Evangelico George Fox (Portland Oregon, USA), si propone di rispondere in maniera facilmente comprensibile a quattro domande fondamentali concernenti la NPP: 1. Che cos?; 2. Da dove viene?; 3. Quali ne sono i potenziali pericoli?; 4. Cosa offre di buono? Dopo il capitolo introduttivo (cap. 1) in cui Yinger espone lo scopo del suo lavoro, in sette capitoli e due postfazioni lautore prima passa in rassegna i contributi di alcuni fautori della NPP, dal gi citato E.P. Sanders (cap. 2) a James D.G. Dunn (cap. 3) e a N.T. Wright (cap. 4), per muovere poi a unesposizione delle risposte critiche alla NPP (cap. 5) e dar voce alle preoccupazioni esegetiche (cap. 6) e teologiche (cap. 7) da essa suscitate. Yinger conclude il suo lavoro descrivendo gli effetti positivi della NPP (cap. 8). Le due postfazioni, sotto il

Kent L. Yinger

mente legalista, e soprattutto che impatto potr avere per la comprensione del credo paolino della giustificazione non per opere della legge ma per fede in Ges Cristo (Gal 2,16) se il giudaismo non propugnava affatto lidea della salvezza per opere della legge. possibile che sia Ges che Paolo abbiano travisato il giudaismo presentandolo come legalista quando in realt non lo era? Nel terzo capitolo del suo lavoro (pp. 17-25) Yinger indica una conferenza tenuta nel 1982 da James D.G. Dunn delluniversit di Durham (Inghilterra) come il vero inizio della NPP, termine da lui stesso coniato. La conferenza venne pubblicata nel 1983 col titolo appunto di The New Perspective on Paul e ristampata con aggiornamenti nel 1990 in Jesus, Paul and the Law: Studies in Mark and Galatians e nel 2008 in The New Perspective on Paul. Dunn riconosce a Sanders il merito di aver indirizzato lo studio della teologia paolina su un nuovo binario ma lo critica per aver presentato Paolo come il fonda-

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tore di un nuovo modello di religione in Cristo abbandonando troppo frettolosamente lesplorazione del rapporto tra Paolo e il nomismo dellalleanza. Dunn invece vede proprio nellalleanza le radici della teologica paolina. Infatti il concetto stesso di giustificazione che Paolo presenta nel noto passo di Gal 2,16 (giustificato non dalle opere della legge ma per mezzo della fede) non , come sostiene Sanders, un concetto distintamente paolino e non-giudaico, ma anzi proprio di provenienza giudaica poich usato per indicare il riconoscimento da parte di Dio di Israele come suo popolo in virt dellalleanza. Dunn sostiene poi che lespressione opere della legge non va intesa come linguaggio cifrato per indicare il legalismo ma piuttosto come categoria sociologica in quanto con essa si indicavano solo alcune specifiche osservanze della legge che funzionavano nel mondo antico come emblemi distintivi del giudaismo (vedi la circoncisione, il riposo sabbatico, ecc.). Lespressione non implica quindi una teologia dellopera meritoria ma solo un modo per identificare, per esempio, gli appartenenti alla setta, nei documenti del Mar Morto, e per Paolo, i suoi oppositori in Galazia. Al contrario di questi, Paolo sosteneva che per appartenere al popolo di Dio i pagani non dovevano essere preventivamente conglomerati nel popolo giudaico attraverso la circoncisione. Il nuovo segno identificatore di questa appartenenza la fede in Cristo. I testi paolini non rispondono perci alla domanda posta da Lutero, Povero peccatore quale sono, come posso trovare grazia presso Dio? Cosa devo fare per essere salvato? Essi rispondono piuttosto alla domanda, Chi appartiene alla compagnia dei giusti, al redento popolo di Dio? Se James Dunn il riconosciuto iniziatore della NPP, il vescovo Anglicano N.T. Wright ne il pricipale divulgatore. Al suo contributo e alle varie espressioni che la NPP va via via sviluppando Yinger dedica il capitolo 4 del suo lavoro (pp. 27-37). Merito di Wright quello di situare la teologia paolina nel pi ampio contesto della narrazione biblica del rapporto Dio-Israele: creazione, caduta, benedizione abramica, disubbidienza di Israele, esilio, e il Messia presenta ci fa vedere un Paolo tormentato dallidea che una istituzione divina, la legge, possa essere stata abolita da Cristo (Heikki Risnen, Paul and the Law); (3) Il Paolo anti imperiale: Paolo presenta un Dio che al lavoro non soltanto in e per Israele ma anche nellimpero romano e in tutto il creato e che oltre a salvare singole persone e un popolo vuole riappropriarsi del suo ruolo nel mondo e nel cosmo (N.T. Wright, Paul: In Fresh Perspective); (4) Le due alleanze: secondo Paolo per i giudei rimane valida la via dellosservanza della Torah (Rom 2.25), ma per i pagani Cristo ha aperto una nuova via, quella della fede senza la circoncisione. Dopo Cristo ci sono perci due alleanze salvifiche: quella della legge e quella di Cristo (John G. Gager, Lloyd Gaston e altri); (5) Oltre la NPP: alcuni studiosi, per i quali la NPP in parte inesatta, spingono per un suo superamento. Alcuni vedono complementariet, piuttosto che antitesi, tra le nuove prospettive e quelle tradizionali (Bruce W. Longenecker); altri suggeriscono di dare della giustificazione una visione sia sociale che soteriologica, sia comunitaria che individuale (Michael Bird). Col capitolo 5 (pp.39-46) Yinger inizia ad esporre una serie di preoccupazioni suscitate dalla NPP e critiche ad essa rivolte: la NPP aiuta o danneggia la comprensione di Paolo? La prima posizione critica presa in esame quella espressa dallo studioso giudaico Jacob Neuser nei confronti di Sanders. Pur ritenedo valido il concetto di nomismo dellalleanza proposto da Sanders, Neuser turbato dalluso che Sanders fa di testi giudaici che vengono presentati come risposte a questioni teologiche cristiane sul ruolo di grazia, fede e opere per la salvezza. Lautore osserva poi che il giudaismo del primo secolo non monolitico ma diversificato. Ci sono infatti testi che corroborano il concetto di nomismo dellalleanza (Sanders), ma ci sono anche testi che evidenziano forme di legalismo (prospettiva tradizionale). Viene quindi lecito domandarsi: esiste un nucleo comune che possa chiamarsi giudaismo? Altri infine criticano Sanders per aver dato troppo rilievo al concetto di alleanza (e quindi, a grazia ed elezione) riducendo quello di nomiEco dei Barnabiti 3/2012

mistico incontro con Cristo nel Tempio - Abbey Church, Mount Angel Abbey, St Benedict, Oregon

Ges la cui ubbidienza, morte e risurrezione sono lubbidienza, morte e risurrezione di Israele. Pur dissentendo tra loro su questioni secondarie Sanders e Wright concordano sulle linee maestre della NPP: (1) tratto caratteristico del giudaismo del primo secolo non il legalismo ma il nomismo dellalleanza; (2) il giudaismo non propugna una giustizia basata sulle opere; (3) la questione di natura sociale: bisogna essere giudei per ereditare le promesse fatte ad Abramo? (4) ci che separa Paolo dai giudei la convinzione che Ges il messia, non il ruolo di grazia, fede e opere per la salvezza. Lautore passa poi in rassegna il contributo di Don Garlington (c una giustificazione iniziale che si ottiene per grazia attraverso la fede e una giustificazione finale che consiste nella liberazione dallira divina) e il suo stesso contributo (Paolo non si discosta dalle convinzioni giudaiche sul ruolo delle opere per la salvezza finale). Yinger osserva che sarebbe improprio parlare di una nuova prospettiva su Paolo perch in realt ci sono molteplici nuove prospettive su Paolo. Eccone una rassegna: (1) Interpretazione sociale: Paolo era pi intento a difendere le sue nuove comunit di origine pagana che a discutere di teologia (Francis Watson, Paul, Judaism, and the Gentiles); (2) Il Paolo non sistematico: la visione altalenante della legge giudaica, forza schiavizzante (Gal 5,1) ma anche realt spirituale (Rm 7,12.14), che Paolo

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smo (la necessaria osservanza della legge) a pura linea di demarcazione. Naturalmente ad ogni critica rivolta ai proponenti della NPP c la loro contro risposta che Yinger non manca di riportare. Il capitolo 6, il pi lungo (pp. 47-70), interamente dedicato a presentare varie preoccupazioni esegetiche suscitate dalla NPP. Yinger non prende in considerazione tutti i testi problematici ma solo alcuni e avverte che non c sempre uninterpretazione uniforme dei testi tanto da parte dei proponenti della NPP che da parte dei loro critici. Ci limitiamo ad elencare i testi riportati dallo Yinger perch darne un resoconto completo richiederebbe troppo spazio. (1) Opere della Legge in Galati: solo circoncisione o tutte le pratiche comandate dalla Torah? Solo identificatori sociali oppure anche elementi soteriologici? Espressioni di legalismo oppure segni di appartenenza al popolo dellalleanza? (2) Conversione o vocazione?: Nel caso di Paolo non anacronistico parlare di conversione dal giudaismo al cristianesimo dal momento che non si pu ancora considerare il cristianesimo una religione ben identificata? Si pu affermare che il vangelo paolino sia un tentativo di convincere la gente a lasciare il legalismo giudaico per abbracciare la gratuit cristiana? Paolo non usa il linguaggio della vocazione profetica (Gal 1,15)? Ma lespressione la mia condotta di un tempo nel giudaismo (Gal 1,13) non implica il passaggio dal giudaismo ad unaltra fede? (3) La maledizione della legge (Gal 3,10-13): vero che la legge fonte di maledizione perch richiede una perfetta obbedienza che nessuno in grado di dare? Ma se la legge non richiede una perfetta osservanza, perch parlare della maledizione della legge? La maledizione viene comminata a chi non osserva la legge o a chi associa la giustificazione esclusivamente allidentit giudaica? possibile identificare la maledizione che Cristo ha preso su di s con le conseguenze della disubbidienza dIsraele, il suo perdurante esilio spirituale? (4) La coscienza di Paolo: forte e tranquilla (Fil 3,6; Atti 23,1) anche prima della conversione oppure tormentata dalla consapevolezza dellincapacit del giudaismo a liberare dal peso dellosservanza della legge, fatto che avrebbe spinto Paolo verso Cristo? Come va inteso il termine irreprensibile di Fil 3,6: agli occhi di Dio o degli uomini? Nel secondo caso si potrebbe ancora parlare di coscienza forte e tranquilla? O forse che Paolo intende affermare il ruolo decisivo di Cristo nel renderlo cosciente di una peccaminosit che prima non conosceva (irrepresibile secondo la legge, ma non per Cristo)? Come va inteso il peccato di 1Tim 1,15: inadempienza della legge o persecuzione dei Cristiani? possibile dare uninterpretazione puramente autobiografica del conflitto di cui Paolo parla in Rm 7 (non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto...)? Conflitto pre-conversione, che contrasta per con Fil 3,6? Conflitto post-conversione, che poco si accorda per con lidea di libert nello Spirito (Rm 8,2; Gal 5,18.22-24)? E allora non meglio intendere lio in senso retorico riferendolo o allumanit o ad Adamo oppure ad Israele, realt dalle quali naturalmente Paolo non si esclude? (5) Il giudaismo basato sulle opere: Quando Paolo dice che i giudei ignorando la giustizia di Dio cercano di stabilire la propria (Rm 10,3) non si riferisce forse a una giustizia ottenuta con losservanza della legge in opposizione a quella data gratuitamente da Dio in Cristo (Fil 3,9)? O non da intendersi propria piuttosto nel senso di propria a loro in quanto popolo dellalleanza? Non che il loro problema sia ignoranza della fedelt di Dio allalleanza piuttosto che il legalismo? (6) La giustizia di Abramo in Rm 4,1-5: Il problematico v. 4 (A chi lavora, il salario non viene calcolato come un dono, ma come debito) da intendersi come linserimento di un ragionamento legalistico nel bel mezzo dellargomento paolino che attribuisce la giustificazione del non ancora circonciso Abramo alla fede e non alle opere? Abbiamo qui un dato teologico oppure una semplice metafora commerciale usata per spiegare cosa si intenda per opere (fare unattivit redditizia)? (7) Efesini 2,8; 2Timoteo 1,9; Tito 3,5-6: indubbio in questi passi il contrasto fede-opere che la NPP esclude fosse nella mente dellApostolo. In genere per la NPP non li prende in considerazione perch non li considera di origine paolina. (8) Pistis Christou: fede in Cristo (in contrasto alle opere della legge) oppure fede o fedelt di Cristo (che indebolisce il contrasto fede-opere)? La fedelt di Cristo non rende irrelevante la fede, ma daltra parte la giustificazione frutto della vita e morte di Cristo, non della fede. Se le preoccupazioni esegetiche di cui sopra sono state oggetto di attenzione da parte del ristretto mondo accademico, le preoccupazioni teologiche che Yinger espone nel capitolo 7 (pp. 71-86) hanno suscitato un interesse pi ampio e generalizzato. Alcuni vedono nelle interpretazioni paoline della NPP un rifiuto della Riforma Protestante e della dottrina luterana della giustificazione solo per fede. Si tratta di un rifiuto o non piuttosto di uno spostamento di tale dottrina dalla posizione datale di centro di tutta la teologia paolina? Unaltra preoccupazione ha per oggetto il tipo di giustificazione: semplicemente forense (il peccatore soltanto dichiarato giusto) oppure effettiva (il peccatore trasformato e reso giusto)? La NPP ritiene ancora valida la dottrina protestante della giustizia imputata (Dio scagiona il peccatore in cui vede una persona rivestita della giustizia di Cristo)? Per i Riformatori la giustificazione (per sola fede) non va confusa con la santificazione (vita di ubbidienza) ad essa successiva. Le due realt vanno tenuSegue a pag. 51

Pietro e Paolo, le colonne della Chiesa

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STORIA DELLORDINE
REPORTAGE
DETTI BARNABITI

DELLA CONGREGAZIONE DEI CHIERICI REGOLARI DI SAN PAOLO


Napoli, Istituto Collegio Denza, 9-25 luglio 2012

136 CAPITOLO GENERALE

P. Filippo Lovison

inizio del Capitolo generale: insieme verso il Crocifisso

a 50 anni dallinizio del Concilio Vaticano II

RINNOVARSI PER RINNOVARE

Che cosa si pu mai dire di un Capitolo generale appena conclusosi? Che si rivelato impegnativo, coraggioso, profetico?, o allopposto ripetitivo, noioso, inconcludente? Troppo presto per rendersi conto di ci che veramente stato, di quale espressione dello Spirito sia stato animato quanto impercettibilmente guidato verso le frontiere di quella nuova evangelizzazione che inizia prima di tutto da se stessi. Una cosa certa: la mala radice delladulazione stata estirpata: Dicono: Piove. Risponde ladulatore: Piove. Fiocca; Fiocca. Il tale un ribaldo; Il tale un ribaldo. Vorrei fare cos; Sta bene. Non vorrei farlo; Sta male (SantAntonio M. Zaccaria, Sermone II, Parte Seconda, Morale). E cos, la forza di due sole parole che scandiscono ordinariamente ogni sei anni la vita dellOrdine: Capitolo generale, possono ancora suscitare provvidenti e ferventi fruscii spirituali; non fanno pi rumore del crescere dellerba, lieta dove ancora nel mondo si posano i passi dei figlioli di Paolo santo.

REPORTAGE 136 CAPITOLO GENERALE

STORIA DELLORDINE

Aula capitolare. Inizio dei lavori (particolare)

per la Chiesa e la societ civile Ogni istituto religioso vive il Vangelo secondo un carisma determinato. Questo carisma stato anzitutto in genere quello di un fondatore o di una fondatrice, ed stato ricevuto e assunto da un gruppo di discepoli che hanno formato la prima comunit di questo istituto. In seguito stato continuamente re-interpretato attraverso gli anni, o anche i secoli, in funzione di nuovi bisogni della Chiesa e della societ e di nuove situazioni culturali. Questo carisma iniziale il fondamento sul quale riposa tutto listituto e ogni sforzo di rinnovamento non pu essere che un ritorno a questo fondamento, dunque una ri-fondazione. Invitando tutti gli istituti religiosi a intraprendere uno sforzo di rinnovamento, il Concilio Vaticano II ha designato listituzione secolare del Capitolo generale come strumento privilegiato per realizzare questo compito. Nel corso di un Capitolo generale un

i Capitolari in preghiera Eco dei Barnabiti 3/2012

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STORIA DELLORDINE
hanno raggiunto la santit Occorre quindi promuovere il rinnovamento del fervore cristiano, come volle e seppe fare il vostro Fondatore Padre Zaccaria. Nel pomeriggio sono seguite due introduttive conferenze spirituali, la prima del barnabita Giovanni Rizzi, breve cronaca dei lavori capitolari e la seconda di Santino Brembilla, Superiore generale dei Monfortani, riPreparato nelle dovute forme dalla spettivamente sul tema della nuova per i Barnabiti Consulta generalizia allora in carica evangelizzazione nella Sacra scrittura Per meglio comprendere la natura e (Superiore generale: Giovanni Villa, e nella Vita consacrata. Il 10 luglio, dopo lelefinalit del Capitolo genezione del Preside, Antonio rale, occorre rifarsi agli artiIannuzzi, dei Promotori: coli ad esso riservati dalle Fabien Bizimana, Daniele Costituzioni dei Chierici Ponzoni, Giovanni PeragiRegolari di S. Paolo, Barnane, Frank Papa, e del Canbiti, del 1983. celliere: Filippo Lovison, i Tra di essi, in particolare: lavori capitolari sono proseIl Capitolo generale lasguiti nel pomeriggio per la semblea dei rappresentanti presentazione e discussiodi tutti i confratelli. Esso ne della Relazione del Sufonte di diritto nella Conperiore generale Giovanni gregazione ed ha poteri suVilla sullo stato della Conpremi (Cost. 196). Ordigregazione. Giovanni Scanariamente ha luogo ogni lese ha assunto il compito sei anni (Cost. 204), ed di animare le celebrazioni preceduto da unadeguata liturgiche, mentre Robert consultazione dei confratelKosek quello di fotografo li promossa dalla consulta ufficiale. Si sono inoltre resi generalizia (Cost. 206). disponibili il chierico barRiveste questi compiti nabita Giuseppe Mariano e principali: a) Studiare i Pasquale Ninnivaggi per il problemi pi importanti dellavoro di segreteria, mentre la Congregazione ed emetPasquale Riillo, economo tere opportune delibere; b) del Denza, si prodigava per delineare gli orientamenti le diverse necessit. programmatici generali; c) L11 luglio continuata, eleggere il Superiore generanella prima parte della matle, gli Assistenti e, in via tina, la discussione inerenstraordinaria, altri Superiori te la Relazione sullo stato e incaricati; d) interpretare e della Congregazione. Inviaggiornare le Costituzioni e tato dal Capitolo, poi seapprovare altre norme valiguita la presentazione e la de per tutta la Congregaziodiscussione della Relazione; e) costituire, modificare, ne dellEconomo generale, sopprimere province, procappella dellIstituto Collegio Denza. Il cuore del Capitolo generale: il tabernacolo Giuseppe Cagnetta, sullo province, uffici centrali ed stato economico della Conemettere i decreti definitivi gregazione. Nel pomerigdi fondazione e di chiusura delle case religiose (Cost. 207); Alla Assistenti generali: Paolo Rippa, Vctor gio, invitato dal Capitolo, ha poi preso presidenza del capitolo generale ordi- Ruiz, Francisco Chagas Santos da Silva la parola Mauro Regazzoni, Postulatonario viene eletto un Preside, coadiuva- e Francesco Ciccimarra), nel Collegio re Generale; sono seguite le Relazioni to da quattro Promotori. Essi assumono Istituto Denza di Napoli, alla presenza di Filippo Lovison, Direttore del Centro i poteri ed esercitano le funzioni del Su- dei 34 Soci (17 ex officio e 17 eletti), Studi Storici, e dei Superiori Provinciaperiore generale e dei suoi Assistenti fi- allapertura del 136 Capitolo genera- li: Daniele Ponzoni (Provincia Italiana no allelezione del Superiore generale le, in data 9 luglio 2012, intervenuto del Nord), Antonio Iannuzzi (Provincia (Cost. 211). Il Capitolo generale si svol- il Cardinale Crescenzio Sepe, che ha Italiana del Centro Sud), Fabien Bizige in un atteggiamento di ascolto e di presieduto la concelebrazione eucari- mana (Pro-Provincia Africana), Julian disponibilit alla voce dello spirito. In stica, ricordando nella sua omelia co- Beretta (Provincia Spagnola), Grard questo clima spirituale esso porta la me tanti napoletani, religiosi e laici, Daeren (Provincia Franco-Belga) e AnCongregazione ad una pi chiara co- da Padre Bianchi a Giuseppe Moscati, gelo Leita (Provincia Cilena). istituto assume nuovamente il suo carisma, ne fa una rilettura in funzione del contesto ecclesiale e culturale di oggi, e prende le decisioni che si impongono per il suo inserimento rinnovato nella pasta umana ed ecclesiale contemporanea (A. Veilleux, o.c.s.o. in Vida Religiosa, 82, 1997, 302). scienza del proprio stato e delle esigenze dei tempi; la richiama alle sue migliori tradizioni e ad una continua riforma; la esorta in rinnovata cooperazione con la Chiesa ad un pi generoso servizio evangelico (Cost. 214).

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Il 12 luglio, invitato dal Capitolo, Gabriele Patil ha informato sulla situazione della Fondazione Indiana. Sono poi seguite le Relazioni dei Superiori Provinciali: Luis Antnio do Nascimento Pereira (Provincia Brasiliana del Centro Sud), Giovanni Incampo (Provincia Brasiliana del Nord), Osvaldo Del Valle Giudice (Provincia Argentina), del Delegato Kazimierz Lorek (Delegazione Polacca), del Superiore Provinciale Robert Kosek (Provincia Nord Americana), e del Delegato Joselito Raypan Ortega (Delegazione Filippina). I Capitolari hanno poi dato mandato al Consiglio di Presidenza di preparare una traccia di lavoro per la riflessione sulle strutture della Congregazione, in particolare sulle ipotesi di federazioni, fusioni, e forme diverse di collaborazione. Il 13 luglio, in mattinata, nellAula capitolare si discusso circa lo strumento di lavoro presentato dal Consiglio di Presidenza. Nel pomeriggio sono state formate le cinque Commissioni capitolari: Carisma e Vita Comune, Vocazioni, Apostolato, Economia, Strutture. Il 14 luglio i Capitolari si sono recati in visita alla Costiera Amalfitana. Il 15 luglio, nella Cappella dellIstituto Collegio Denza, alle 10.30, S. Ecc.za Mons. Antonio Di Donna, Vicario generale dellArchidiocesi di Napoli e Responsabile dellArea pastorale, ha ordinato diacono il chierico barnabita Domenico Vitale. Ha rallegrato il gioioso momento anche la presenza di S. Ecc.za Mons. Andrea Erba, vescovo emerito di Velletri-Segni, come quella di numerosi confratelli della Provincia Italiana del Centro Sud, dei familiari ed amici. Il 16 luglio sono iniziati i lavori delle Commissioni. Al pomeriggio, in un momento di pausa, il Rev.mo Giovanni Villa ha presentato il manuale di Antonio Gentili: I Barnabiti, Roma 2012, e il volumetto: I Chierici Regolari di San Paolo, Barnabiti, Roma, 5 luglio 2012, edito dalla precedente Consulta generalizia. Il 17 luglio sono continuati i lavori delle Commissioni. Il 18 luglio Eugenio Brambilla ha presentato un video sulla Scuola Popolare di Milano; successivamente hanno presentato la loro Relazione rispettivamente Giuseppe Moretti sullAfghanistan, e Giovanni Nitti

vista panoramica dellIstituto Collegio Denza

accompagnato dai giovani Giuseppe e Maura sul Movimento Giovanile Zaccariano. Poi ha avuto inizio una prima discussione sui testi elaborati dalle Commissioni, che continuata il 19 luglio, fino alla partenza serale per la concelebrazione eucaristica tenutasi nella Chiesa di S. Maria di Caravaggio (dove sono sepolti S. Francesco Saverio Maria Bianchi Apostolo di Napoli e il venerabile Francesco Maria Castelli), seguita da una cena fredda offerta dai Confratelli sulla terrazza dellIstituto Bianchi, nel quartiere Montesanto. Il 20 luglio sono ripresi i lavori in Aula per completare una prima disamina del lavoro delle Commissioni, che si sono successivamente riunite per recepire osservazioni ed emendamenti. Il 21 luglio si anche festeggiato il compleanno dei Padri Villa e Falconi, assieme alla Comunit del Denza, a Mons. Erba e a Fr. Gianfranco. Il 22 luglio mattina sono terminate le votazioni per lapprovazione delle delibere. Dopo il pranzo i Capitolari si sono recati in visita allAbbazia di Montecassino, dove, alle 17.15, si concelebrata la S. Messa nella cripta di S. Benedetto. seguita uninteressante visita guidata. Nel ritorno, cena al Ristorante da Mario. Il 23 luglio, dopo la celebrazione della S. Messa dello Spirito Santo, in

mattina si proceduto allelezione del nuovo Rev.mo Superiore Generale, nella persona di Francisco Chagas Santos da Silva, nato a Irituia, Stato del Par, Brasile, il 24 novembre 1960, e Assistente generale nella precedente Consulta generalizia. Il 24 luglio mattina ha presentato la sua Relazione Renato Sala, per i Laici di San Paolo, e portato i loro saluti due Angeliche: Madre Caterina Rete e Madre Irene Bashiga. Nello stesso giorno sono stati eletti i nuovi quattro Assistenti generali; in ordine di elezione: Paolo Rippa (italo-cileno), confermato della precedente Consulta generalizia e che ha trascorso tanti anni in Spagna e in Cile; Filippo Lovison (italiano), Professore Ordinario di Storia della Chiesa presso la Pontificia Universit Gregoriana e Direttore del Centro Studi Storici di San Carlo ai Catinari; Fabien Muvunyi Bizimana (congolese), della Pro-Provincia Africana, gi Superiore Pro-Provinciale, e Frank Papa (italo-americano), per tanti anni negli Stati Uniti, fondatore della delegazione filippina e con una presenza anche nella recente Fondazione Indiana. Nel pomeriggio sono seguiti lo spoglio delle schede dei voti per i Superiori Provinciali con lelezione dei 12 Superiori Provinciali e Delegati, tra i quali per lItalia Daniele Ponzoni (Nord) e Pasquale Riillo (CentroEco dei Barnabiti 3/2012

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lo de Tarso Rodrigues (Segretario), Victor Ruiz Herrero, Emmanuel Sota Ganiwamulume, Georges Van Wynsberghe e Angelo Leita Torresani. La quinta commissione si dedicata alle Strutture. Presieduta da Francisco Chagas Santos da Silva, era composta da Filippo Lovison (Segretario), Osvaldo Del Valle Giudice, Vicente Gutirrez Cbreces, Davide Brasca e Mario Falconi. temi emergenti Strutture. Data soprattutto la particolare situazione della Congregazione in alcuni contesti geografici, come lEuropa e il Nord America, dal punto di vista dellinnalzamento dellet media e della scarsit di vocazioni, dopo ben due Capitoli generali il progetto delle Federazioni come contributo alla semplificazione delle strutture della Congregazione e a un suo pieno rilancio non ha trovato riscontri, venendo di fatto ultimamente scavalcato da una spinta sempre pi forte verso la fusione di Province e a un ridimensionamento condiviso; processo comunque lungo, nei suoi diversi passaggi e tempi di realizzazione. Da qui la necessit di specificare meglio il ruolo e lautorevolezza del Governo centrale nei rapporti centroperiferia. Vita comune. Mai come oggi la Congregazione ha assunto un volto internazionale grazie a nuove fondazioni (oltre ai paesi europei, si conta la sua presenza in India, Filippine, Congo, Ruanda, Cile, Brasile, Argentina, Messico, Usa, Canada). Da qui

documento capitolare

documento capitolare

Sud) e gli incontri con i rappresentanti delle varie Province, che sono continuati fino alla tarda mattina del 25 luglio 2012, quando, con il pranzo, i Padri hanno preso la via del ritorno nelle loro Comunit. Commissioni capitolari Mentre il Consiglio di Presidenza ha avocato a s le Altre Proposte, le tematiche di pi ampio respiro sono state suddivise e discusse allinterno di cinque Commissioni. La prima Commissione si dedicata al Carisma e vita comune. Presieduta da Giovanni Villa, era composta da Giuseppe DellOrto (Segretario), Juan Ramn Ojeda, Casimiro Lorek e Joseph Pajaron Tabigue. La seconda Commissione si dedicata alle Vocazioni. Presieduta da Luis Antnio do Nascimento Pereira, era composta da Eugenio Brambilla (Segretario), Robert Kosek, Luiz Carlos Nunes Gonalves, Luis Patricio Garca Ocaranza, Joselito Raypan Ortega e Acir Conceio. La terza commissione si dedicata allApostolato. Presieduta da Giovanni Incampo, era composta da Giovanni Scalese (Segretario), Julian Beretta Tarenghi, Paolo Rippa e Grard Daeren. La quarta commissione si dedicata allEconomia. Presieduta da Francesco Ciccimarra, era composta da Pau-

una apertura verso la costituzione di comunit internazionali. Carisma. Sulla base del lavoro gi fatto, si avverte la necessit di mettere ancora meglio in risalto le proprie radici paoline e zaccariane. Apostolato. Appare indilazionabile cogliere la sfida della nuova evangelizzazione. Vocazioni - Formazione: Da una riqualificazione dello Studentato romano a un ripensamento del percorso degli studi nelle discipline teologiche e nella frequenza di Facolt universitarie, si ritiene sempre pi importante una maggiore comunicazione e divulgazione del patrimonio storicospirituale della Congregazione. Economia. Si rivela urgente la costituzione di un Fondo comune generale. Chiesa e societ. Occorre ritrovare il senso pieno della presenza dei Barnabiti, a partire anche da un uso sempre pi ampio della loro stessa denominazione: Chierici Regolari di S. Paolo. dal taccuino Dopo avere ricoperto per dodici anni la carica di Superiore generale, il Rev.mo Giovanni Villa si sente di condividere queste sue prime e ancora abbozzate riflessioni. Da una parte, per molti versi il Capitolo ha mostrato un volto e un

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andamento molto ordinario, condotto secondo tradizione e seguendo un Regolamento ormai collaudato, che prevedeva momenti di preghiera e celebrazioni, peraltro ben preparati e vissuti con intensit e coralit, presentazione e discussione in Assemblea di relazioni e proposte, gran parte delle quali lassemblea aveva in mano da tempo, lavoro di gruppo, suddiviso per grandi argomenti, che ha occupato alcune giornate e ha prodotto delle sintesi a forma di delibere, sottoposte man mano allesame e alla approvazione dellAssemblea, elezione del nuovo Superiore generale e dei quattro suoi Assistenti. In appendice al Capitolo concluso, il nuovo Governo centrale, dopo lo spoglio pubblico delle schede di consultazione dei confratelli, ha nominato i Superiori Provinciali e Delegati, incontrando subito dopo i nuovo Superiori Provinciali e gli altri capitolari di ogni singola Provincia e Delegazione, per un primo approccio con le varie realt di Congregazione. Ma dallaltra diversi sono stati gli elementi significativi emersi. Tra di essi: pei. La conseguenza pi rilevante di questa realt si registrata nella elezione della nuova Consulta, nella quale per la prima volta, le due Province italiane non sono rappresentate. Difatti il p. Rippa e il p. Lovison fanno parte delle Comunit direttamente dipendenti dal Superiore generale. Comunicazione. Nella discussione capitolare emerso ancora una volta, come dato di fatto, che i Barnabiti, come famiglia religiosa, sono poco conosciuti, ma che forse non fanno abbastanza per farsi conoscere. Da qui la necessit di avere a disposizione materiali e sussidi informomento della valutazione delle varie attivit pastorali, sul grande tema della nuova evangelizzazione, diventato programmatico per tutta la Chiesa. La Congregazione infatti, pur piccola, presente e opera in diversi paesi e in ambiti culturali e religiosi molto differenti, con la consapevolezza delle diverse urgenze e necessit che comporta levangelizzazione e nuova evangelizzazione in Europa, in Africa, in America latina e in Asia. Le indicazioni capitolari hanno tenuto conto del quadro tradizionale delle nostre attivit, ma ne hanno saputo sottolineare fortemente ed efficacemente lafflato dello spirito dellevangelizzatore ed Apostolo Paolo e del riformatore e nostro Fondatore Antonio Maria, per vivere nella Chiesa di oggi, nel quotidiano delle nostre comunit ed opere, questa grande sfida della evangelizzazione. Condivisione. Tra le proposte pervenute dai confratelli al Capitolo, e quindi entrate nellagenda dei lavori, era particolarmente ricorrente e sentita quella della costituzione di federazioni tra Province, o pi in genere, la necessit di stabilire un rapporto diverso tra le varie parti della Congregazione, disuguali e sproporzionate per numero di religiosi, per mezzi, per prospettive vocazionali e apostoliche. Si chiedeva, quindi, di arrivare ad un assetto generale pi equilibrato ed omogeneo che esprimesse non solo pi efficienza di funzionamento, ma soprattutto pi fraternit e condivisione tra i confratelli. La risposta del Capitolo, vista la disparit delle posizioni e delle ipotesi avanzate, ha scelto una via mediana tra il tutto e subito e una semplice intesa attendista di collaborazione. Lobiettivo della riconfigurazione delle Province resta un obiettivo imprescindibile, ma da maturare e raggiungere attraverso strade convergenti: sottolineando da una parte lesemplarit trainante dello stretto rapporto tra Provincia Nordamericana e Delegazione Filippina, dallaltra dando corso pi sostenuto alle altre collaborazioni gi in atto con un forte accento decisionale del ruolo del Superiore generale nella assegnazione del personale religioso, tenendo fisso lo sguardo sulle necessit di Province e Delegazioni. Si infine varato un modello funzionale preciso e vincolante esteso a tutte le comunit euroEco dei Barnabiti 3/2012

Internazionalit. Il Capitolo generale ha risentito anzitutto della variegata composizione della sua Assemblea, risultata un elemento oltremodo significativo, e non sufficientemente messo in conto, divenendo poi decisivo nei successivi orientamenti del Capitolo. Su 34 religiosi capitolari, solo 10 erano italiani e operanti in comunit italiane. Altri 6 religiosi italiani hanno vissuto e lavorato da sempre fuori Italia; se a questi aggiungiamo gli altri confratelli europei, i latino-americani, gli africani e filippini (in numero di 18), si ha unidea del cambiamento avvenuto in questi ultimi decenni nella Congregazione. Questa si presenta ormai con queste caratteristiche: 1) una famiglia religiosa sempre limitata numericamente; b) dove il gruppo italiano costituisce ancora lo zoccolo duro; c) che composta attualmente da 375 religiosi (sacerdoti, fratelli coadiutori, studenti); 4) ancora in lenta diminuzione numerica dagli anni del postConcilio; 5) e che risulta per met di religiosi extra europei, per la precisione 184, a fronte di 191 euro-

P. Giovanni Villa legge in Aula la sua Relazione sullo stato della Congregazione

mativi e documentari, in diverse lingue, per far conoscere alla gente sia la nostra realt e il nostro cammino nella Chiesa e nella societ niente affatto disprezzabili quanto i nostri tesori spirituali, anche per soddisfare quanti, giovani e non, chiedono di consacrarsi al Signore nella nostra famiglia. Nuova evangelizzazione. Fin dalla prima giornata del 9 luglio, che stata dedicata unicamente alla riflessione e alla preghiera, come giornata di ritiro capitolare, animata dal nostro Giovanni Rizzi e da Santino Brembilla, lattenzione capitolare si concentrata, soprattutto al

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pee, da una parte, e alle Comunit dellAmerica Latina e Messico dallaltra. Si tratta dellistituzione dei due Consigli di Pianificazione, rispettivamente Europea (CPE) e dellAmerica Latina (CPAL) composto dai Superiori provinciali e Delegati di ciascuna zona e presieduto dal Superiore generale o da un suo Assistente. Il compito consiste nello studiare e realizzare, incontri, modalit di collaborazione nei vari problemi, varo di progetti e iniziative che coinvolgano tutta la zona di competenza. Soprattutto questultima decisione capitolare comporter certamente un aumento di lavoro e di presenza della Consulta nei vari momenti programmatici e operativi dei due Consigli di Pianificazione, per assicurare continuit ed efficacia. E pi in generale questo annoso e grave problema del ridimensionamento delle Province mette in gioco la disponibilit di tutti i religiosi ad uscire dal piccolo mondo della propria Comunit e lasciarsi coinvolgere da prospettive pi vaste, dando credito di fiducia alle Autorit competenti e responsabili delle decisioni. Prudenza. Per la verit il Capitolo anche in altre occasioni ha fatto una scelta mediana tra proposte pi divaricate: per esempio, quando si trattato di dare vita al Fondo Comune Generale o di varare un nuovo modello organizzativo per le nostre scuole. Ci sono stati quindi momenti di confronto anche acceso, momenti di perplessit e incertezze, pi che comprensibili. Discernimento. LAssemblea invece non ha dimostrato titubanze e complessi nella scelta delle persone chiamate a guidare la Congregazione nei prossimi anni. I nomi nuovi del Superiore generale e degli Assistenti sono apparsi subito in evidenza, a riprova della fiducia e della volont dellAssemblea. Speranze e prospettive. Il nuovo Governo ha bisogno della preghiera e della risposta fraterna e generosa di tutti. Il Capitolo affida alla Consulta molte responsabilit da sostenere e molte cose da mettere in atto. Sono strati ripresi o creati nuovi gruppi di studio e di lavoro (gli Uffici centrali oltre ai nuovi Consigli di Pianificazione dei quali si parlato sopra), che si muovono sotto la spinta e decisione ultima della Consulta. Sopratutto si tratta di alimentare e pone alcuni strumenti ricavati dalla ricchezza spirituale della Congregazione: a) ladorazione eucaristica e le QuarantOre; b) lesercizio frequente della collazione e della lectio Pauli; c) la devozione al S. Cuore e lapostolato della preghiera; d) il culto a Maria, Madre della Divina Provvidenza e ai nostri Santi; e) la celebrazione della settimana di preghiera per lunit dei cristiani; f) la promozione e lorganizzazione di incontri di formazione (giornate di studio, settimane di spiritualit, ecc.), ormai entrate nella tradizione, e aperte a tutte le famiglie zaccariane. Vocazioni e Formazione. Ogni comunit religiosa, chiamata a essere una scuola di perfezione della carit, di santit operosa e visibile. La comunit religiosa il luogo della crescita umana in Cristo, e costituisce una mediazione educativa inserita nella mediazione pi ampia della vita della Congregazione e della Chiesa. Il Capitolo generale consapevole che le vocazioni giungono dove c impegno di preghiera personale e comunitaria, esemplarit di vita comune, accoglienza cordiale e fraterna dei giovani, nonch amore sincero e gioia manifesta per la propria scelta di vita nella Congregazione, avverte la necessit di costruire comunit religiose in grado di esprimere esperienze pastorali significative e coinvolgenti, capaci di affascinare quanti, per diversi motivi, si accostano alle nostre comunit, o raggiungiamo con il nostro ministero Il Capitolo generale invita a potenziare lutilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione sociale come strumento di promozione vocazionale nel mondo giovanile. Il Capitolo generale auspica che nellanimazione e promozione vocazionale, si proponga anche la figura dei Fratelli coadiutori nei suoi aspetti di memoria viva del carisma della vita consacrata, espressione concreta di spirito di servizio, collaborazione preziosa nella vita comunitaria e nellapostolato. Apostolato. Il Capitolo generale, in ascolto del magistero della Chiesa, invita tutta la Congregazione ad assumere il tema della nuova evangelizzazione come prospettiva fondamentale della propria vita e del proprio apostolato per il prossimo sessennio. In particolare il Capitolo generale sol-

sostenere speranze e prospettive, di guidare la novit e lo slancio di tanti giovani, di rinnovare la fiducia e la voglia di rilancio l dove ci pu essere stanchezza per il peso dellet, delle strutture o per lapparente esiguit dei risultati. La Congregazione sta cambiando il suo volto e la Consulta ne consapevole; la diversit di provenienza e di esperienze, diventa un tesoro messo in comune e a servizio della crescita della Congregazione. Un augurio pertanto al nuovo Governo centrale, a tutti i Superiori, perch possano contare sul contributo di tutti. stralci delle delibere capitolari Carisma e progetto apostolico. Il carisma, come dono dello Spirito per il bene comune, non si cristallizzato nella storia in ununica attivit, ma il succedersi delle varie opere andato via via sviluppandosi attraverso il discernimento comunitario, la condivisione di idee e di scelte e lo sforzo e il coraggio della collaborazione. Sulla linea della nostra migliore tradizione, la Congregazione oggi sembra indirizzarsi verso un progetto in cui emergono: - la centralit della persona e il servizio alla sua crescita umana e spirituale secondo il progetto di Dio, lattivit educativa rivolta principalmente al campo giovanile, - la preparazione culturale capace di far fronte alle sfide della Chiesa e della societ. Come aiuto alla nostra conversione, il Capitolo generale pro-

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lecita le Province, le Pro-province, le Delegazioni e le Comunit ad interrogarsi: a) sullautenticit evangelica di noi stessi e delle nostre forme di apostolato (Cost. 101); b) sul diverso significato che la prospettiva della nuova evangelizzazione assume nei vari paesi e nei vari continenti; c) sulla necessit che il nostro apostolato in ogni campo si radichi sempre pi nel vangelo secondo lo stile insegnatoci dallapostolo Paolo nelle sue ultime parole agli anziani di Efeso: In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Ges che disse: Vi pi gioia nel dare che nel ricevere (Atti 20,35). Il Capitolo generale ritiene che levangelizzazione, prima di essere la diffusione di una dottrina, lannuncio di una Persona: Ges, che morto per noi e che il Padre ha risuscitato; Cristo Parola definitiva del Padre e unico Salvatore del mondo. Una bella notizia che cambia il senso della storia e della vita umana. Il nostro annuncio non consiste in cose da fare, ma in una persona da incontrare, per stabilire una condivisione di vita e di amore. Con la nuova evangelizzazione intendiamo assumere i valori positivi della modernit e rispondere alle sfide della societ odierna: la globalizzazione; la secolarizzazione, lindifferenza religiosa e il relativismo; la diffusione delle sette; il sorgere di nuovi fondamentalismi religiosi; la crisi economica, le nuove povert e le ingiustizie strutturali sempre pi gravi. Tali sfide, che mettono in discussione i nostri modelli tradizionali, costituiscono unoccasione per rivedere il nostro stile di vita e di apostolato e per individuare nuovi ambiti operativi e nuove strategie pastorali. Occorre evangelizzare la cultura e inculturare il vangelo. La cultura pu effettivamente diventare il cortile dei gentili, in cui realizzare un dialogo con tutti, credenti e non-credenti, cristiani e non-cristiani, e naturalmente tra i cristiani stessi, in forza della lunga tradizione ecumenica dellOrdine. Economia. Il Capitolo generale invita i Confratelli a considerare leconomia come un elemento importante della vita di Comunit. Infatti vi sono implicati non solo problemi di carattere gestionale e organizzativo, ma la stessa autenticit della testimonianza religiosa da dare al mondo doggi. Pertanto, di fronte ai beni che ci sono affidati, esorta a un serio esame dellatteggiamento personale e comunitario, riguardante: a) la comunione fraterna e la condivisione dei beni; b) leconomia a servizio del progetto apostolico; c) la semplicit dello stile di vita; d) la legge comune del lavoro; e) la gestione dei beni secondo la povert religiosa e letica cristiana; f) lattenzione alle necessit di tutti e alla gestione dei beni con una amministrazione efficiente, giusta, trasparente e comunitaria. Il Capitolo generale, in unottica di condivisione fraterna dei beni della Congregazione e preso atto delle molteplici richieste provenienti dalle Province circa la costituzione di fondi speciali, costituisce il Fondo Comune Generale. Strutture. Il Capitolo generale, sulla base delle indicazioni del Capitolo generale 2006 (delibere 30, 31, 32) e dellesperienza di collaborazione interprovinciale gi in atto, istituisce come organo pastorale-amministrativo di specifiche aree geografiche il Consiglio di Pianificazione Europea e il Consiglio di Pianificazione Latino Americana, in vista di una graduale possibile integrazione delle Province. a) Il Consiglio di Pianificazione Europea riguarda la Provincia Italiana del Nord, la Provincia Italiana Centro-Sud, la Provincia Spagnola, la Provincia FrancoBelga, la Delegazione Polacca. b) Il Consiglio di Pianificazione Latino Americana riguarda la Provincia Argentina, la Provincia Cilena, la Provincia Brasile Nord, la Provincia Brasile Sud, la Fondazione Messicana. Spetta al Superiore generale, nellambito delle sue prerogative costituzionali, di nominare lAssistente responsabile. Il Consiglio di Pianificazione costituito dai Superiori Provinciali e Delegati, che al pi presto fisseranno il calendario di pianificazione dei lavori. Il Consiglio di Pianificazione presieduto dal Superiore generale o dal suo Assistente delegato, periodicamente si riunisce nelle sedi stabilite dal Superiore generale, sentiti i membri dello stesso, per condividere le seguenti materie di comune interesse e individuare possibili interventi coordinati. a) Individuazione di specifiche strategie di apostolato per la nuova evangelizzazione, tenendo presente anche le nuove povert del mondo moderno. b) Realizzazione di incontri di formazione, aggiornamento e di spiritualit per i confratelli dellarea geografica, con particolare attenzione agli specifici profili dei religiosi e alla loro et; c) Cura della promozione vocazionale, della formazione, e della formazione dei formatori; d) Definizione e realizzazione di un piano di riposizionamento della Congregazione (scambio di personale religioso, ridimensionamento, sviluppo); e) Studio e realizzazione dei progetti di collaborazione e di assunzione di responsabilit. alcune curiosit Il nuovo Superiore generale, Francisco Chagas Santos da Silva, fu ordinato sacerdote il 19 marzo 1990 a Me do Rio. Ha conseguito la laurea in Filosofia in Brasile e la Laurea in Teologia alla Pontificia Universit Urbaniana di Roma. Dal marzo 1990 al 1999 stato Rettore del Seminario dei Barnabiti. Dal 1999 al 2006 fu Parroco e Rettore del Santuario Nostra Signora di Nazaret a Belm. Nel 2006 stato
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S. Francesco Saverio Maria Bianchi

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ta con sospetto o ammirata come un pezzo da museo in diversi aeroporti del mondo; Joseph Pajaron Tabigue, che ha saputo tenere desta lattenzione nelle lunghe riunioni con i suoi brevi quanto ermetici interventi (nota la sua infreddatura causata da un bagno azzardato nelle acque del golfo partenopeo); Davide Brasca, che non trovava riposo nelle sue riflessioni notturne e nei suoi continui interventi diurni; Robert Kosek, che senza posa scorazzava ovunque con in mano la sua immancabile macchina fotografica; Giovanni Incampo che amava definirsi ed atteggiarsi come il nonno del Capitolo; e tanti altri. conclusione Lultimo dei Barnabiti ma Barnabita (cos P. Grard Daeren con la sua mitica valigia in ha voluto definirsi un alluminio confratello che lasciamo nellanonimato), invi al eletto Assistente generale, risiedendo Preside del Capitolo generale del nellUrbe. In una sua intervista appar- 2012 una lettera, in cui invitava nesa in Nuova Stagione del 2 settem- gli incontri comunitari a riporre latbre 2012, cos sintetizzava il suo pro- tenzione sulla scienza di Cristo Crogramma: Per il mandato che mi cefisso, vero centro di ogni attivit e stato affidato mi propongo due obiet- preoccupazione. tivi principali, che fanno parte del proMa non troppi anni fa, in pieno gramma della nostra Congregazione: Concilio Vaticano II, il Superiore 1) mettere in moto il consiglio di Pia- generale Emilio Schot, nel Capitolo nificazione delle regioni latino-ameri- generale celebratosi a Roma nelcane e della regione europea (cura lanno 1964, nella sua Relazione della vita pastorale, strutture, persona- aveva gi richiamato il discorso di le disponibile); 2) attivare la missiona- Papa Paolo VI del 23 maggio 1964, riet dei confratelli per lopera di tenuto a diversi Capitoli generali evangelizzazione secondo le esigenze riuniti alla Sua presenza, nel quale delle Chiese locali. si era ribadito linestimabile valore Dopo due Superiori generali fran- della vita religiosa e il suo necessacesi, uno belga e uno tedesco, sta- rio compito nella Chiesa. Fra gli alto cos eletto il primo Superiore Ge- tri passi, Schot citava proprio quello nerale di origine brasiliana, e, per la inerente allimportanza della vita prima volta, stato eletto come Assi- spirituale: Nel curare il rinnovastente generale un Padre africano. mento dei vostri istituti abbiate semRimarranno nei lieti ricordi dei ca- pre premura di dare il primo posto pitolari alcuni confratelli, come G- alla vita spirituale dei vostri confrarard Daeren, che ha rallegrato le gior- telli. Non vogliamo assolutamente nate con le sue gustose vignette, con che n per voi, n per tutti i Religioil suono dellorgano, e con la sua si i quali si dedichino per dovere almitica valigia in alluminio, guarda- le opere di sacro apostolato, abbia alcun valore la falsa opinione che si debba dare il posto primario alle opere di apostolato esterno, e il secondario alla cura della perfezione interiore, quasi che ci sia richiesto dallo spirito della nostra et e dalle necessit della Chiesa. Da qui il richiamo alla disciplina: Dovete ancora guardarvi da qualsiasi addolcimento della disciplina, che non sia suggerito da vera necessit, ma da una certa presunzione di spirito, da insofferenza di ubbidienza o da amore al secolo. Nel tempo del post-concilio, cominciando a meditare sulle delibere capitolari appena approvate, un filo rosso sembra dunque tesserne larmonico disegno: la volont di rinnovarsi per rinnovare!, a partire dalla cura per la propria perfezione interiore. Un lungo cammino, personale e comunitario, si apre cos allorizzonte, da condividere nei tempi e nelle forme possibili anche con le Angeliche e i Laici di S. Paolo: dal carisma di riforma suscitato nella Chiesa dallo Spirito Santo e raccolto da SantAntonio M. Zaccaria per il rinnovamento del fervor cristiano (Commissione Carisma e vita comune) alla Comunit religiosa chiamata ad essere una scuola di perfezione della carit, di santit operosa e visibile (Commissione Promozione vocazionale e formazione), dallassunzione del tema della nuova evangelizzazione come prospettiva fondamentale della propria vita e del proprio apostolato (Commissione Apostolato) alla stessa autenticit della testimonianza religiosa da dare al mondo doggi attraverso quellelemento importante della vita comunitaria che leconomia (Commissione Economia), per arrivare a un rinnovamento anche strutturale, che veda le Province sempre pi ottemperare alle esigenze del Governo centrale, armonizzandosi con lunit e il bene generale della Congregazione (Commissione Strutture). La speranza di questo rinnovamento che soffia dal Golfo di Napoli e dai suoi Santi, ora affidata alla generosit di tutti. Non resta che accogliere linvito di SantAntonio M. Zaccaria: estinguendo ogni infruttuosa curiosit mettiamo le mani in operare (Lettera IV). Filippo Lovison

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REPORTAGE

STORIA DELLORDINE

Denza, Sala Conferenze: P. Giovanni Villa e P. Giovanni Rizzi

Denza, Sala Conferenze: P. Santino Brembilla

P. Giovanni Scalese (di spalle), il Rettore-Preside del Denza P. Dante Toia, e P. Francesco Ciccimarra al momento dellarrivo dellArcivescovo Card. Crescenzio Sepe

lArcivescovo Card. Crescenzio Sepe

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STORIA DELLORDINE

Denza, Cappella: lArcivescovo Card. Crescenzio Sepe presiede la concelebrazione

la Consulta generalizia in carica allinizio del capitolo: Superiore generale Giovanni Villa (al centro), alla sua destra: P. Francesco Ciccimarra e P. Vctor Ruiz, alla sua sinistra: P. Paolo Rippa e P. Francisco Chagas Santos da Silva

il Consiglio di Presidenza: Preside, P. Antonio Iannuzzi (al centro), alla sua destra: P. Giovanni Peragine e P. Fabien Bizimana, alla sua sinistra: P. Frank Papa e P. Daniele Ponzoni

P. Osvaldo Del Valle Giudice

il Cancelliere generale P. Filippo Lovison

P. Georges Van Wynsberghe, P. Grard Daeren

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STORIA DELLORDINE

P. Davide Brasca, P. Eugenio Brambilla, P. Emmanuel Sota

P. Giovanni Peragine, P. Juan Ramn Ojeda, P. Julian Beretta Tarenghi, P. Giovanni Incampo

P. Giovanni Scalese, P. Frank Papa, P. Joselito Raypan Ortega

P. Vicente Gutirrez Cbreces, P. Filippo Lovison, P. Mario Falconi

P. Luiz Carlos Nunes Gonalves, P. Joseph Pajaron Tabigue, P. Antonio Iannuzzi

P. Casimiro Lorek, P. Paulo de Tarso Rodrigues

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STORIA DELLORDINE

P. Mario Falconi

la Commissione Strutture

la Commissione Carisma e vita comune

aula capitolare, lavori in corso

aula capitolare

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STORIA DELLORDINE

Giuseppe Mariano e Pasquale Ninnivaggi al lavoro nella Segreteria del Capitolo

la borsetta messa a disposizione dei Capitolari

terrazza dellIstituto Bianchi: cena fredda (particolare)

terrazza dellIstituto Bianchi: P. Emmanuel Sota, P. Luiz Carlos Nunes Gonalves, P. Acir Conceio, P. Joseph Pajaron Tabigue

terrazza dellIstituto Bianchi: P. Davide Brasca, P. Casimiro Lorek, P. Eugenio Brambilla

P. Robert Kosek, P. Joselito Ortega, P. Acir Conceio, P. Filippo Lovison Eco dei Barnabiti 3/2012

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STORIA DELLORDINE

P. Vctor Ruiz Herrero il Consiglio di Presidenza

P. Giuseppe Moretti

P. Luis Patricio Garca Ocaranza, P. Angelo Leita Torresani, P. Paolo Rippa

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STORIA DELLORDINE

P. Davide Brasca, P. Daniele Ponzoni, P. Giuseppe DellOrto

P. Giuseppe DellOrto

in sacrestia

P. Pasquale Riillo, P. Giovanni Villa

giardino del Denza: Don Domenico Vitale (al centro), con i suoi familiari e amici

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STORIA DELLORDINE

P. Paulo de Tarso Rodrigues, P. Luis Patricio Garca Ocaranza

P. Antonio Francesconi in visita al Denza

preparandosi alla concelebrazione eucaristica

P. Grard Daeren

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STORIA DELLORDINE

Amalfi: foto di gruppo

P. Angelo Leita Torresani con un ricordo di Amalfi

P. Daniele Ponzoni sulla Costiera amalfitana

Abbazia di Montecassino, cripta di San Benedetto: P. Antonio Iannuzzi

Abbazia di Montecassino: i capitolari nella cripta di S. Benedetto

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STORIA DELLORDINE

Aula capitolare, Renato Sala Julian Beretta Tarenghi, Vctor Ruiz Herrero, Vicente Gutirrez Cbreces

la nuova Consulta generalizia

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STORIA DELLORDINE

P. Giovanni Villa accanto al nuovo Superiore generale Francisco Chagas Santos da Silva

il nuovo Superiore generale Francisco Chagas Santos da Silva subito dopo lelezione

foto di gruppo: Argentina. Accanto al nuovo Superiore generale Francisco Chagas Santos da Silva: P. Osvaldo Del Valle Giudice, P. Juan Ramn Ojeda

foto di gruppo: Africa. Accanto al nuovo Superiore generale Francisco Chagas Santos da Silva: P. Fabien Bizimana, P. Emmanuel Sota, P. Mario Falconi, Madre Irene Bashiga

il monito di San Paolo

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STORIA DELLORDINE

foto di gruppo: Stati Uniti e Filippine. Accanto al nuovo Superiore generale Francisco Chagas Santos da Silva: P. Joseph Pajaron Tabigue, P. Robert Kosek e P. Joselito Ortega foto di gruppo con le Suore Angeliche Madre Caterina Rete e Madre Irene Bashiga accanto al nuovo Superiore generale Francisco Chagas Santos da Silva

foto di Gruppo: Brasile. Accanto al nuovo Superiore generale Francisco Chagas Santos da Silva: P. Acir Conceio, P. Paulo de Tarso Rodrigues, P. Luiz Carlos Nunes Gonalves, P. Giovanni Incampo, P. Luis Antnio do Nascimento Pereira istituto Collegio Denza: particolare

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STORIA DELLORDINE

foto di gruppo al termine del Capitolo generale

la nuova Consulta Generalizia attorno al nuovo Superiore generale Francisco Chagas M. Santos da Silva (al centro). Alla sua destra: P. Paolo Rippa e P. Filippo Lovison; alla sua sinistra: P. Frank Papa e P. Fabien Muvunyi Bizimana

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OSSERVATORIO PAOLINO
te distinte ma non separate. La NPP d per limpressione di mescolare con la fede una certa dose di ubbidienza, reintroducendo cos in forma nascosta il legalismo. La NPP mantiene la distinzione luterana tra la certezza (certitudo) che emana dalla fede e la sicurezza (securitas) soggettiva (o intellettuale) che cancella la fede? Se le opere della legge non ressarsi della salvezza individuale? Yinger osserva che una visione individualistica della salvezza pi tipica del mondo moderno occidentale che di Paolo e conclude il capitolo ribadendo che i fautori della NPP sono studiosi della Bibbia pi che teologi mentre le problematiche sollevate dai critici della NPP sono spesso di natura teologica e di prassi ecclesiale. Nellultimo capitolo del suo lavoro, il capitolo 8 (pp. 87-93), Yinger elenca i contributi positivi della NPP che in maniera sparsa erano gi stati accennati nei capitoli precedenti. La NPP contribuisce a una migliore comprensione delle lettere paoline avvicinando il lettore a ci che Paolo intendeva realmente comunicare. La preoccupazione di Paolo era quella di stabilire se il giudaismo doveva essere la necessaria porta di ingresso al cristianesimo, non di stabilire se le opere dovevano essere ritenute necessarie per la giustificazione. La NPP contribuisce anche a ridurre sostanzialmente la tendenza occidentale ad interpretare le lettere paoline in chiave individualistica (lenfasi non pi solo o esclusivamente sulla mia salvezza ma sulla nuova creazione). Altro importante risultato ottenuto dalla NPP un indebolimento delle tendenze anti-semitiche e anti-giudaiche grazie allimportanza data agli elementi comuni e di continuit tra giudaismo e cristianesimo (lelemento di discontinuit rimane naturalmente sempre Ges Cristo), e tra AT e NT (il messaggio paolino non antitetico alla legge veterotestamentaria). E cos la lettura cristiana dellAT resa pi facile dalla NPP. E, se ce ne fosse bisogno, la NPP contribuisce a riconciliare Paolo con Ges (la grazia paolina non in competizione con il discepolato evangelico) e a far vedere che il vangelo paolino modellato su quello di Ges. Infine la NPP fa intravvedere la possibilit di una riconciliazione tra cattolici e luterani sulla questione della giustificazione. Lautore si augura di aver messo il lettore in grado di rispondere alle domande: 1. Che cos la NPP?; 2. Da dove viene?; 3. Quali ne sono i potenziali pericoli?; 4. Cosa offre di buono? Ma soprattutto si augura di averlo invogliato a riprendere in mano gli scritti paolini. Due postfazioni chiudono il libretto di Yinger. Sono risposte date al libretto di Yinger rispettivamente da Donald A. Hagner (professore emerito di NT al Fuller Theological Seminary) e da Don Garlington (Toronto). Personalmente ho trovato il libro di Yinger, piccolo di formato ma denso di contenuto, unutile ed esauriente panoramica sulle nuove prospettive proposte dalla NPP. Utile naturalmente non tanto allesperto studioso di cose bibliche ma a chi ad esse si accosta nel contesto di un programma di studi accademici o a chi personalmente interessato ad approfondire la sua conoscenza dellApostolo e delle problematiche che le sue lettere presentano. Non essendoci, a quanto mi risulta, una traduzione italiana del libro, la sua utilit di fatto limitata a chi ha una certa familiarit con linglese. Il testo abbastanza chiaro e lineare nella presentazione, ma forse a volte un po ripetitivo e altre volte un po succinto. Lautore si sforza di essere il pi possibile obbiettivo nella sua presentazione e valutazione delle varie teorie pur non nascondendo la sua simpatia per la NPP di cui lui stesso un affermato fautore. La visione che Yinger offre

Fra Angelico - Conversione di San Paolo, miniatura

sono pi intese come opere buone ma come semplici segni di identit giudaica non si mantiene ancora in vita lidea della salvezza per mezzo delle opere buone? C poi la preoccupazione che la posizione della NPP in tema di salvezza possa offuscare le differenze tra cattolicesimo e luteranesimo e avere dei risvolti ecumenici (riunificazione ecclesiastica). Lautore risponde che linteresse della NPP biblico (significato di termini paolini quali opere della legge, grazia, fede, ecc.) e non teologico o ecumenico. Che poi quei termini abbiano anche delle implicazioni teologiche ed ecumeniche unaltra questione. Alcuni critici della NPP sospettano che essa proponga una forma di sinergismo (la salvezza come risultato della cooperazione Diopersona umana) in opposizione al monergismo (Dio come unica causa efficiente della salvezza). Lenfasi data a categorie sociologiche (identit etnica) non induce la NPP a disinte-

San Paolo - mosaico in s. Paolo Fuori le mura (Roma)

della NPP quindi una visione dal di dentro, con i vantaggi che questa posizione pu dare, ma anche con i suoi inevitabili pericoli ed inevitabili limitazioni. Gabriele Patil Abbiamo parlato di: Kent L. Yinger, The new perspective on Paul. An introduction, Cascade Books, Eugene, Oregon, 2011.
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MEDITAZIONE: TERAPIA GLOBALE

Non solo assistiamo a un crescente interesse per una pratica che si venuta via via affinando nelle motivazioni. nei metodi e negli esiti, e che preme in una societ sempre pi frastornata ed espropriata della propria interiorit, ma, come se ci non bastasse, dalle neuroscienze giunge una sorprendente conferma delle potenzialit terapeutiche della meditazione, del suo impatto sul piano psico-fisico prima ancora che spirituale.
a meditazione costituisce una pratica religiosa per eccellenza, comune a tutte le tradizioni spirituali e sapienziali, pratica finalizzata anzitutto a ricondurci al centro di noi stessi (med = ci che sta in mezzo), a quelle profondit interiori che sono via obbligata per aprirci alle profondit di Dio. Si tratta di unesperienza che vediamo cos formulata da Riccardo di San Vittore, teologo e mistico scozzese del sec. XII: Se ti prepari a scrutare le profondit di Dio, volgiti prima alle profondit del tuo spirito, dal momento che inutilmente eleva lo sguardo interiore alla visione di Dio, chi non capace di vedere se stesso. Illuminante a questo proposito il senso che riveste il termine preghiera nella lingua ebraica. Nel Salmi si legge, alla lettera: Io (sono) preghiera/tefillat (Sal 108/109,4. Cf Sal 34/35,13: La mia preghiera verso il mio seno). Andr Chouraqui traduce: La mia preghiera riecheggia (se retourne) nel mio seno, mentre la Bibbia TOB rende con: Io ruminer la mia preghiera. La preghiera, come sgorga spontanea nel cuore umano memore, consciamente o inconsciamente, delloriginaria confidenzialit divina, cos comporta come primo e insostituibile momento il rientro dentro di s, la frequentazione delluomo interiore, la centratura nel cuore. E questo accomuna credenti, non praticanti, non credenti... Chiariremo poi che lapertura a Dio di cui si diceva, pu essere esplicita o implicita, a seconda che ci si muova in unottica teistica o non teistica.

MEDITAZIONE: CROCEVIA DELLE RELIGIONI E SPECIFICIT CRISTIANA

del senso che riveste (re-elgere/scegliere di nuovo) e infine la coltivazione di unattitudine interiore improntata a devozione verso la Divinit (rligens/religioso, contrapposto a ngligens/negligente). la meditazione in ambito cristiano Prima di prendere in considerazione le grandi prassi meditative dellOriente, possiamo richiamare in sintesi cosa tradizionalmente si intende per meditazione in Occidente o, per meglio dire, nella visione ebraicocristiana. La meditazione, secondo il dettato biblico, implica il riandare con il pensiero ai grandi eventi della storia della salvezza, considerandoli con intensa applicazione dellanima. quanto insegna il Salmo 76/77,13: Mi vado ripetendo [a fior di labbra] le tue opere, / considero [con intensa applicazione interiore] le tue gesta. La tecnica che soggiace a questa modalit di preghiera consiste in ultima analisi nella ripetizione-risonanza di un versetto biblico o di espressioni equivalenti, che i Padri del deserto (citiamo per tutti Giovanni Climaco, nella Scala del Paradiso), raccomandano di incollare al respiro, per affrancare la mente dai pensieri distrattivi (silenzio mentale) e approdare allorazione continua, ossia a un vero e proprio stato meditativo incen trato sul risveglio del cuore. Tali espressioni, nella tradizione latina, erano dette giaculatorie, poich come un giavellotto consentono alla freccia dellanima di raggiungere il bersaglio: Dio. Tra le pi frequen-

meditazione: silenzio e luce

premessa: la meditazione, crocevia delle religioni Il fatto di considerare la meditazione come crocevia delle religioni, ci obbliga preliminarmente a chiederci cosa intendiamo per religione. Di questo termine, che deriva dal latino religio, gli antichi ci offrono quattro definizioni. Religio, da religare/rilegare, propriamente parlando indica lesperienza del legame che unisce la Terra con il Cielo, luomo con Dio. A sua volta questo legame conduce a un triplice esito, comportando: una rilettura (relgere/rileggere) del vissuto umano e degli eventi che costellano lesistenza; una pi profonda scelta di vita e

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MEDITAZIONE: TERAPIA GLOBALE


tate in ambito monastico troviamo linvocazione: O Dio, vieni a salvarmi, / Signore, vieni presto in mio aiuto (Sal 69/70,2). E poich si sta parlando di giaculatorie, merita ricordare che lequivalente orientale di questo termine mantra, che fa riferimento al trattenere la mente come condizione previa del meditare. Significativa poi la definizione che le Upanishad dnno del pi celebre dei mantra ind, la sillaba sacra OM, paragonata allarco che consente alla freccia dellanima di raggiungere il bersaglio, Dio (cf Mundaka Up., 2, 2, 4). Come si vede i due termini si il pi celebre dei mantra ind: la sillaba sacra OM richiamano a vicenda! Nella tradizionale prassi cristiana, le meditazione si pone quindi tra la le diverse scuole, tutte concordi nel lettura della pagina sacra e i succes- ritenere la pratica meditativa un sivi gradini consistenti nellorazione mezzo normalmente necessario alla e nella contemplazione: si tratta vita di perfezione. Cos scriveva a delle scansioni della Lectio divina. met del secolo scorso il cardinale In ambito monastico la pratica me- Giacomo Lercaro, che sarebbe diditativa si collocava per lo pi a ri- ventato uno dei moderatori del condosso dellOpus Dei, della Liturgia, cilio Vaticano II. Egli illustrava le come oggi si direbbe, delle Ore. Fu caratteristiche della meditazione in unepoca successiva e nellam- ignaziana, carmelitana, salesiana biente laicale della Devotio moder- (secondo la scuola di san Francesco na (sec. XIV), che la meditazione di Sales) e cos via... significativo acquis uno statuto autonomo e un quanto Antonio Rosmini ( 1855) maggiore carattere introspettivo, fi- prescriveva in merito: Fra le pratinalizzata cio a scandagliare il che devote giornaliere spontanee mondo interiore e a sviluppare una bisogna che ce ne sia una pi forte robusta vita spirituale. Le prime Co- delle altre, e capace di mettere nelstituzioni proprie dei chierici regolari sorti alla vigilia del concilio di Trento e redatte dai barnabiti (1552), riconoscevano infatti che la meditazione possiede molta energia nel favorire il progresso spirituale. Si precisava pure il rapporto tra lorazione interiore e la preghiera vocale, sia essa liturgica o privata (i pii esercizi, come il Rosario o la Via Crucis). Cos ne scriveva santAntonio Maria Zaccaria ( 1539), il fondatore dei barnabiti: Lorazione vocale stata ritrovata per questo: affinch, eccitati dal suo gusto e senso, almeno allultimo incominciamo a imparare linteriore orazione, ossia la meditazione. In merito alla quale vennero messe sempre meglio a fuoco concrete moin umile atteggiamento di fronte a Dio dalit di esercizio, secondo luomo un buon fondamento a tutto ledificio spirituale. Tale sar unora di orazione mentale, fatta impreteribilmente ogni giorno e coi i seguenti requisiti: 1 che sia unora intera; 2 che sia continua; 3 che sia fatta senza libro, ma con la sola mente e con il cuore (si possono bens premettere delle letture purch non sia scemato il tempo di unora almeno da consacrarsi tutta allorazione interna e mentale); 4 rivolta specialmente alla ricognizione..., allemendazione..., alla migliorazione di tutto luomo e della sua vita; 5 in tale orazione bisogna seguire senza sforzo le sante ispirazioni e i buoni impulsi; 6 la pena dellaridit non deve mai tentarci di interrompere lorazione o accorciarne il tempo... (Opere spirituali, p. 218). Lo stesso Rosmini suggeriva che la meditazione fosse sorretta dalla ripetizione-risonanza di un nome o da una formula sacra, destinata a imprimersi in profondit, radicandosi nel subconscio, e quindi a riecheggiare lungo lintera giornata e a viverne. La ripetizione-risonanza rientra in quella ritualit che attiva meccanismi controregolatori inibitori del sistema limbico che, portando alla deafferentazione della corteccia parietale, riducono lattivit mentale cognitiva, esaltando per contro stati emozionali di pace e serenit (Natale Terrin); in latri termini bloccano il flusso dei pensieri e consentono il risveglio del cuore, mentre il corpo segnato da stabilit e quiete. Nella tradizione dello zen si parla di lasciar cadere corpo e mente, mentre la pratica sorretta da un impulso interiore detto nen, il cui ideogramma suona: adesso, cuore. Da quanto detto risulta che la meditazione condizione, ma anche momento previo di ulteriori tappe, ossia lorazione e la contemplazione. Attraverso lorazione si entra in colloquio con Dio che parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi ammettendoli alla comunione con s (Concilio Vaticano II, Dei Verbum, n. 2). Nella contemplazione si consegue lapprodo di ogni anelito religioso.
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MEDITAZIONE: TERAPIA GLOBALE


dalle tradizioni asiatiche si sono moltiplicate in ambito occidentale (Per una visione dinsieme, si veda: Antonio Gentili-Andrea Schnller, Dio nel silenzio. Manuale di meditazione, Ancora, Milano 200911). Possiamo citare, una per tutte fra le diverse scuole, la Comunit mondiale per la meditazione cristiana, fondata dal benedettino John Main ( 1982). Si tratta di una pratica sorretta dallantica invocazione aramaica Marana tha, gi attestata da san Paolo (1Cor 16,22) e dalla Didak (X), che significa: Signore, vieni (se scritta Maran atha significa il Signore venuto). In particolare due ambiti si sono rivelati assai fecondi, sia nellapplicare lesercizio meditativo alla pratica del digiuno (per cui si veda: Antonio Gentili, A pane e acqua. Pratica e spiritualit del digiuno, Ancora, Milano 2006), sia nellattivare i centri vitali (la nostra impalcatura a un tempo corporea e spirituale), ben noti con il nome di chakra nellesperienza yogica (Kundalini yoga), e che ritroviamo in quella liturgica e sacramentale. Basterebbe ricordare la sommit del capo come luogo delle benedizioni; il triplice segno di croce su fronte, bocca e petto alla proclamazione del vangelo; nonch le viscere alle quali unantica preghiera del Missale romanum voleva che aderissero il Corpo e il Sangue eucaristici ricevuti alla Comunione (cf Antonio Gentili, Le ragioni del corpo. I centri di energia vitale nellesperienza cristiana, Ancora, Milano 20072). una duplice obiezione A questo punto occorre per rispondere a una duplice obiezione. Alcune tradizioni meditative asiatiche si ispirano a una visione non-teistica, come lo zazen, che ha quale referente luomo che fa se stesso da se stesso in se stesso (cf Kosho Uchiyama, La realt della vita. Zazen in pratica, EDB, Bologna 1993). Sarebbe per pi opportuno, invece dellespressione non teistica, servirsi del termine apofatica, che rimanda a una modalit di meditazione e di contemplazione ben documentata anche nella mistica occidentale. Tacere non significa negare. E infatti, a dispetto delle definizioni teoriche, lideogram-

stare in silenzio davanti al Signore

una svolta storica: gli apporti dello yoga e dello zen A met del Novecento si verific una vera e propria rivoluzione in campo meditativo (ma non solo), dovuta alla conoscenza e allaccoglienza da parte cristiana delle prassi meditative del lontano Oriente. del 1971 la Guida alla meditazione di Klemens Tilmann ( 1984), animatore di Corsi di iniziazione alla meditazione presso la Scuola superiore di Pedagogia alluniversit di Monaco, il quale divulg in Occidente la pratica meditativa senza oggetto, sulla falsariga della tradizione giapponese dello zen, proponendo quello che defin esercizio base, ossia preliminare e introduttivo. La pratica meditativa dello zen, detta zazen, venne ulteriormente diffusa in Europa da Hugo Lassalle ( 1990), un gesuita vissuto a lungo in Giappone, autore di un pregevole saggio del 1973: Meditazione zen e preghiera cristiana, Paoline, Milano. Parallelamente allo zen (termine che deriva dal sanscrito dhyana, penultimo gradino dellottuplice sentiero dello yoga, traslitterato chan in Cina e zen in Giappone), si stava diffondendo nel mondo occidentale lo yoga con le sue istanze meditative, e se ne fece portavoce il monaco benedettino Jean-Marie Dchanet (nato nel 1906) con il suo celebre Yoga per cristiani ininterrottamente pubblicato a partire dagli anni Sessanta. In riferimento a queste aperture, ci si chiedeva se la tradizione cri-

stiana aveva registrato delle esperienze che in qualche modo richiamassero quelle asiatiche e fossero come un ponte tra i due universi. In tal senso Giovanni Vannucci ( 1984), frate servita ed esegeta, pot presentare lesicasmo, ossia la pratica della preghiera interiore del monachesimo greco-slavo (il termine esicasmo deriva da esicha/quiete), come yoga cristiano (Lo joga [sic] cristiano. La preghiera esicasta, LEF, Firenze 1978. Sulla preghiera esicasta vanno ricordati i celebri Racconti di un pellegrino russo che ne hanno veicolato la conoscenza nel mondo latino), mentre si riscontrava una singolare affinit con lo zen nella proposta meditativa di un anonimo certosino inglese del sec XIV, autore della Nube della non conoscenza, la cui prima edizione italiana curata dal sottoscritto vide la luce nel 1981 per i tipi dellAncora di Milano. Un ultimo anello va aggiungo in ordine a possibili integrazioni sul piano meditativo tra Oriente e Occidente. Si tratta della Meditazione cristiana di consapevolezza. Sulle orme di san Giovanni della Croce (a cura di Mary Jo Meadow, La Parola, Roma 2008), che incultura in ambito cristiano la meditazione vipssana (termine della lingua pali che indica visione profonda, penetrativa della realt) propria della pi antica tradizione buddhista. Le proposte meditative che si avvalgono del contributo proveniente

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MEDITAZIONE: TERAPIA GLOBALE


due eventi significativi ma della parola zen nasconde un senso profondamente religioso e Sullo scenario di ampio respiro che quindi teistico. La prima parte significa divinit/sacralit, in quanto figura abbiamo poco sopra illustrato, si saconcernente la vittima sacrificale of- rebbero verificati a breve distanza di ferta a Dio sullaltare. La seconda tempo due eventi di non poco rilievo. parte indica lo stato di solitudine/se- Anzitutto la Lettera sulla meditazione paratezza/purezza con cui rapportarsi cristiana Orationis formas del 1989, nei confronti del divino. Nella sua emanata dalla Congregazione per la globalit, quindi, lideogramma indi- dottrina della fede, e il Catechismo ca lessere solo/separato/puro in atti- della Chiesa cattolica del 1992. Due documenti che portano la firma deltudine di culto/offerta alla divinit. In secondo luogo va tenuto presen- lallora cardinale Joseph Ratzinger, te che nella visione propria dellOc- lattuale pontefice. La Lettera prendeva lo spunto dalcidente, segnato dalla Rivelazione biblica, prevale il senso della tra- la crescente diffusione dei metodi di scendenza, e quindi si parte dallal- meditazione orientale (in nota si cito, nellaccoglimento dei doni divini, tava lo zen e lo yoga, associandoli, e il punto di arrivo lestasi contem- impropriamente, alla Meditazione plativa. In quella dellOriente, viceversa, prevale una visione immanentistica e quindi si parte dal basso nel perseguire la propria autorealizzazione, e il punto darrivo il rientro in s, len-stasi. A questa stregua, per, si pu correre il pericolo di un ripiegamento e di una chiusura narcisistica in s (che la critica mossa, a esempio, alla Meditazione trascendentale), e questo, al limite, pu rivelarsi demoniaco. Il demonio non colui che vive a porte chiuse? Non per nulla gli esorcisti possono dimostrare con la loro casistica che influssi funesti, da rapportarsi a unerrata pratica delle prassi asiatiche, si veri il cuore che prega ficano in non poche persone, con effetti devastanti sul loro equilibrio psichico prima ancora che trascendentale), rilevando come non pochi ritenessero che la preghiera negativi per la loro fede. Vuol dire che le due prospettive, cristiana ne avesse molto da guatrascendente e immanente, devono dagnare. Di tali prassi si sottolineaintegrarsi con grande discernimen- va limportanza che potevamo riveto, e ci sar possibile se superia- stire ai fini di una preparazione psimo il pre-giudizio che suscita diffi- cofisica alla contemplazione, ma denza quando non prevenzione e nel contempo si faceva appello a un ostilit verso tutte le pratiche che accurato discernimento di contenon abbiano una chiara impronta nuti e di metodo, per evitare la caconfessionale, una sorta di impri- duta in un pernicioso sincretismo e matur ecclesiastico. Ci aiuta in soprattutto per cogliere il giusto rapquesto linvito del Vaticano II ad porto tra il rientro in s e lapertura accogliere laete et reverenter; con alla Grazia, che sono i due inscindiletizia e rispetto le grandi tradi- bili movimenti della autentica prezioni spirituali e sapienziali del ghiera. Vero riconosceva il documento mondo, ravvisando in esse i semi del Verbo (Concilio Vaticano II, che nella preghiera dellOccidente era carente lattenzione e la valorizAd Gentes, 11). zazione delle componenti psicofisiche della stessa pratica spirituale, in modo che tutta la realt della persona, che corpo, psiche e spirito, viva nellambito della preghiera. A questo scopo si riconosceva che autentiche pratiche di meditazione provenienti dallOriente cristiano e dalle grandi religiosi non cristiane, ... potevano costituire un mezzo adatto per aiutare lorante a stare davanti a Dio interiormente disteso, anche in mezzo alle sollecitazioni esterne. Unaltra pietra miliare sarebbe stata segnata di l a poco dalla pubblicazione nel 1992 del Catechismo di cui si detto. Qui la meditazione viene trattata con la debita ampiezza e mette conto riprendere a grandi linee linsegnamento. 1. La meditazione soprattutto una ricerca orante (2705 e 2723), che si svolge nel cuore, il nostro centro nascosto (2563). Infatti il cuore che prega (2562) e che viene restituito alla sua vocazione originaria di sede della memoria di Dio. 2. Gli apporti esterni (il libro della creazione e della storia, la pagina delloggi di Dio, le Scritture sacre, le opere di spiritualit, la liturgia, le icone... [2705]) sono finalizzati ad aprire il libro della vita, per scoprire e discernere i moti che agitano il cuore, cos da fare la verit in noi stessi (2706). 3. La meditazione mette in azione il pensiero, limmaginazione, lemozione, il desiderio... Questa mobilitazione necessaria per suscitare la conversione del cuore, e per condurre alla conoscenza damore del Signore Ges, allunione con lui (2708). Si noti il carattere intellettivovolitivo della meditazione. 4. La meditazione esige regolarit (un cristiano deve meditare regolarmente) e metodicit (un metodo non che una guida) (2707). In terzo luogo la meditazione comporta unattenzione difficile da disciplinare (2705): Questattenzione [a Dio] rinuncia allio (2715). E infatti la difficolt abituale della nostra preghiera la distrazione... Una distrazione ci rivela ci a cui siamo attacEco dei Barnabiti 3/2012

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MEDITAZIONE: TERAPIA GLOBALE


Questinsieme di aspetti motiva il costante, anzi crescente interesse per una pratica che si venuta via via affinando nelle motivazioni. nei metodi e negli esiti, e che preme in una societ sempre pi frastornata ed espropriata della propria interiorit. Papa Giovanni Paolo II faceva notare che la riscoperta dellorazione mentale una grazia che arriva al momento opportuno per santificare la Chiesa. Molta pi gente proseguiva sarebbe capace di fare orazione mentale. Ma nessuno glielo ha insegnato... Ora, senza questa interiorit, i fedeli si sfiatano, la loro azione diventa cembalo sonoro, e pure la loro pratica religiosa, se esiste, si dissecca. La posta in gioco cui richiama oggi la meditazione limportanza di quello stare in silenzio davanti al Signore, consegnandosi fiduciosamente alla sua azione, come leggiamo nei Salmi 36/37,7 e 38/39,10. Unicamente a questa stregua la meditazione consegue in pienezza il suo intento e segna le nostre vite. La perla di gran valore nascosta profondamente. Come un pescatore di perle, o anima mia, tuffati, tuffati nel profondo, tuffati ancora pi gi, e cerca! Forse non troverai nulla la prima volta. Come un pescatore di perle, o anima mia, senza stancarti, persisti e persisti ancora, tuffati nel profondo, sempre pi gi, e cerca! Quelli che non sanno il segreto, si burleranno di te, e tu ne sarai rattristato. Ma non perdere coraggio, pescatore di perle, o anima mia! La perla di gran valore proprio l nascosta, nascosta proprio in fondo. la tua fede che ti aiuter a trovare il tesoro ed essa che permetter che quello che era nascosto sia infine rivelato. Tuffati nel profondo, tuffati ancora pi gi, come un pescatore di perle, o anima mia. E cerca, cerca senza stancarti! (Swami Paramananda, 1940) Antonio Gentili

i Semi del Verbo (Vincent van Gogh - Il seminatore - 1888)

cati... Qui si situa il combattimento: nella scelta del Padrone da seguire. Per venire a capo della distrazione basta tornare al cuore (2729). Distrarsi come sottrarsi allazione che Dio dispiega in chi attende allorazione. 5. La meditazione finalizzata al raggiungimento dello stato di orazione: non si pu meditare sempre; sempre si pu entrare in orazione... il cuore il luogo della ricerca, della decisione e dellincontro (2710 e 2563). 6. Quando la meditazione e lorazione sfociano nella contemplazione, si raggiunge il silenzioso amore (Giovanni della Croce): in questo silenzio, insopportabile alluomo esteriore, che il Padre ci dice il suo Verbo incarnato, sofferente morto e risorto, e che lo Spirito filiale ci fa partecipare alla preghiera di Ges (2717). In altri termini, nel silenzioso amore che avviene labbraccio del Padre che ci accoglie tra le sue Mani: il Verbo e lo Spirito. lapporto delle neuroscienze Infine, una sorprendente conferma delle potenzialit terapeutiche della meditazione, ossia del suo im-

patto sul piano psico-fisico prima ancora che spirituale, ci giunge dalle neuroscienze, per cui anche di recente, in base alla comune radice dei due termini, si potuto stabilire un equivalente tra meditare e medicare (Carlo Ossola, Meditare, cio medicare. Larte di curarsi col pensiero, Avvenire, 14 settembre 2008 e il Mattutino di Gianfranco Ravasi, Meditare medicare, Avvenire, 3 agosto 2011). Il carattere terapeutico della meditazione diventato sempre pi oggetto di approfondimento e di divulgazione e il presente convegno ne offrir una prova eloquente. Io mi limito a citare un articolo apparso sul Corriere della sera del 25 marzo del corrente anno, dal titolo: La meditazione spegne i pensieri nocivi, nel quale ci si rifaceva a tre diverse tecniche, rispettivamente chiamate Concentrazione, Amore-gentilezza, Consapevolezza senza scelta. La prima delle tecniche rimanda a quanto si diceva circa luso della giaculatoria o mantra. La seconda fa riferimento a una modalit classica di meditazione che si riscontra in ambito buddhista, incentrata sulla benevolenza. La terza richiama la pratica della vipssana o meditazione osservante, cui pure abbiamo fatto cenno.

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Su questo interrogativo e sulla sua risposta ha gravitato il Corso intensivo di formazione integrata tenuto anche questanno a Campello sul Clitunno. La gratitudine di una partecipante.
al pomeriggio del 28 giugno al pranzo del 1 luglio anche questanno si tenuto, nel bellissimo convento dei padri Barnabiti a Campello, il corso guidato da Marco Guzzi, fondatore dei Gruppi Darsi Pace. Vi partecipavo per la seconda volta e ho ricevuto in pienezza la conferma dei vantaggi psico-fisici e spirituali che si traggono da questa esperienza. Annotavo nella mia agenda, alla conclusione: Sembrano passati mesi, non tre giorni. La qualit del tempo qui trascorso stata straordinariamente intensa e guarente. Appunto alla guarigione mirava il corso, guarigione in senso globale.

COSA SIGNIFICA GUARIRE? LA TERAPIA GLOBALE DELLO SPIRITO


VITALIT DELLO SPIRITO A CAMPELLO
medievale, venivamo guidati a scoprire, assumere e valorizzare nuove gestualit salutari al corpo e alla psiche, per un migliore funzionamento di questi doni grandi di espressione di s e di servizio al prossimo. Un grazie vivissimo, sottolineato anche da un caloroso e lungo applauso finale, allamabilissima conduttrice, Paola Balestreri, moglie di Marco e sua assistente nei linguaggi mediatici. Da lei, a inizio giornata, venivamo al meglio attrezzati ad aprirci in letizia alle esperienze successive. malattia mortale Fra queste, centrali e fondamentali ai fini del corso, e soprattutto preziosamente illuminanti, le meditazioni offerte da Marco nella grande sala comune. La sua voce autorevole e ferma, e al contempo suadente e pacata, si diMarco Guzzi

sorprese terapeutiche Gi pervenendo in prossimit dellantico convento, incastonato e disteso come una gemma rosata sulle sassose colline terrazzate a olivi e boschi che dominano la Valle Spoletina, si pu spaziare in un abbraccio visivo che dilata il respiro e il cuore. Si avvertono subito salire i livelli interiori di gioia, vitalit e consolazione. Le sorprese terapeutiche si susseguono varcando la soglia del convento e constatando, con gratitudine profonda per chi si prende cura del luogo, i miglioramenti apportati per valorizzarne ulteriormente, soprattutto nei cortili e nelle terrazze verdi fiorite, le potenzialit di bellezza e di accoglienza. Il luogo si presta quindi ottimamente a raggiungere le finalit che il corso si proponeva. Poter godere della bellezza gi una cura potente che carezza lanima. Indimenticabili, a questo riguardo i luminosi tempi mattutini di Qi Gong. A piedi nudi sul prato rivestito di erba folta e verdissima, protetti discretamente dallalto muro ora completo di belle pietre umbre bianche, intonate a quelle del sovrastante castello

stendeva su bellissimi fondi musicali pacificanti e dilatanti allinfinito. Queste meditazioni allargandoci la vista e il respiro interiori, e radicandoci saldi nella ritrovata positivit del nostro essere, ci consentivano unaccettante di-

il pomario di Campello, spazio ideale per realizzare il Qi Gong Eco dei Barnabiti 3/2012

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VITALIT DELLO SPIRITO A CAMPELLO


la perfetta guarigione Indispensabili a questo fine, e bene integrati con le altre esperienze, i momenti personali e collettivi di preghiera. Il terzo passo proposto era intitolato infatti: Ricevere in Cristo la perfetta guarigione aprendoci allazione risanante di una potenza ben pi vasta della nostra, a quello Spirito creatore che in grado di guarirci e di riformarci nella nostra originaria integrit. Sono state perci determinanti le liturgie nella bella chiesa magnificamente restaurata sotto lo sguardo del Bambino adorato dai Magi e quello ardente, a lato, del santo Fondatore Antonio Maria Zaccaria. Grande il beneficio delle Eucaristie celebrate da padre Antonio e della sua penetrante illustrazione della Parola di Dio. Lo stesso padre, assai opportunamente e generosamente, si anche reso costantemente disponibile ai colloqui personali e alle confessioni. Penso che il corso abbia avuto un pieno successo. Penso anche che molti dei numerosissimi partecipanti, tanto numerosi che gli ultimi a iscriversi hanno dovuto alloggiare nelle vicinanze, siano ripartiti rivitalizzati, con una apertura nuova alla vita e un cuore illuminato e risorto, come avvenuto a me. Sono veramente grata al Signore e ai padri ospitanti per aver potuto fruire di questa preziosa opportunit e benedico sia Marco che padre Antonio. Un grazie cordiale, perch no, anche al valente nostro ristoratore Benedetto. Ci ha beneficiato di una cucina umbra cos buona e genuina da dover incrementare ogni giorno, con un po di sgomento, la quantit delle portate gi abbondanti che afferivano alle nostre tavole, nonostante i richiami del Decalogo a mensa di padre Antonio ci esortassero a una vigile e salutare sobriet. Anna Maria Fineschi

immersi nella luminosit divina

scesa realistica nelle ombre della nostra individuale interiorit. In risposta agli efficaci stimoli proposti, ecco affiorare dal profondo del nostro io contenuti disturbanti e dolorosi, spine irritanti, conflitti e problemi irrisolti, attese deluse, sconfitte rabbie e paure, tutti materiali paralizzanti, ci che Marco definisce: la nostra malattia mortale. Sono contenuti da lasciar affiorare, visualizzare, definire, accogliere umilmente e presentare alla Luce Guaritrice del Veritiero e Misericordioso, per guarire in dialogo con Dio, come annunciava il dpliant del corso. I tempi silenziosi dedicati allautoosservazione individuale, per un salutare auto-conoscimento e successivamente alla comunicazione e condivisione fraterna dei contenuti emersi in piccoli gruppi ben guidati, hanno costituito, con il lavoro precedente e lassemblea successiva, graduali tappe terapeutiche. Condotte con accogliente delicatezza che incoraggiava la fiducia reciproca favorendo la gioia di conoscersi e lamicizia, queste sequenze, sapientemente scandite, hanno permesso di far registrare a ciascuno, in proporzione alla personale disponibilit, un progressivo sollievo, un alleggerimento liberante, una ritrovata positivit. A poco a poco emergeva anche una presa di coscienza pi chiara e confortata, e quindi pi decisa, dei rimedi da adottare, degli atteggiamenti nuovi da assumere, verso se stessi e verso gli altri. Tutto questo lasciava sgorgare una fresca e robusta vitalit liberata, un incremento di vita e di speranza.

Cristo sana il dolore delluomo - Giotto, la risurrezione di Lazzaro

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Nella casa ritiri dei padri Barnabiti di Eupilio si festeggia, per il secondo anno, la comunit pastorale SAMZ, dedicata al fondatore dellordine SantAntonio Maria Zaccaria.
Festa stare insieme Festa volersi bene Festa vestire di bont e di gioia i giorni miei. ono i versi di una canzone cantata molte volte, ma ciascuno pu dare al concetto di festa tante altre valenze e cos stato nei giorni e nel luogo in cui la comunit pastorale SAMZ si riunita. Festa stato incontrarsi, conoscersi meglio, innovare e vivificare la tradizione, leggere la realt per capirla meglio, dare voce e spazio al nuovo conservando ci che di valido il passato ci ha dato. E ancora festa lasciar fluire la gioia, ma anche permettere alle grandi domande di interpellarci, chiedere e dare, condividere e collaborare per uno scopo comune, mettendo in gioco talenti, competenze e carismi diversi. La festa della nostra comunit pastorale stata tutto questo.

LA SAMZ IN FESTA

COMUNIT PASTORALE DI EUPILIO

Eupilio - Casa di Esercizi - ala est e scalinata

un po di storia La SAMZ ha un primato nellaccezione generale del termine: la prima e tuttora unica in Italia, dedicata al fondatore dei Barnabiti. Costituita nellottobre 2010, rappresenta un po una sfida non tanto perch composta da 3 realt parrocchiali che facevano capo a due paesi, Eupilio e Longone al Segrino (cosa abbastanza comune ad altre realt) quanto perch nasce da due diversi ambiti ecclesiali: le parrocchie di San Giorgio in Corneno e San Vincenzo in Galliano erano prima divise e poi unificate sotto la guida di un barnabita, padre Dutto, che le ha animate per circa 40 anni, mentre Longone era affidata a sacerdoti diocesani. Non era quindi facile mettere insieme esperienze, tradizioni, sensibilit diverse, superare i localismi, gli arroccamenti che segnano il cammino di paesi e di persone, ma ora il parroco padre Ambrogio Valzasina e il vicario padre Franco Sacc sentono lap-

partenenza e la responsabilit dellunica comunit. Costruirla sempre di pi limpegno quotidiano di entrambi, anche con lapporto dei laici. un programma di tutto rispetto Il 5 luglio, festa liturgica del santo, hanno avuto inizio i festeggiamenti con una serata dedicata alla riflessione spirituale; stata davvero una buona scelta, perch limpronta del sacro ha dato subito la connotazione autentica del programma. Il teatro sacro La famiglia Martin ha coinvolto e perfino commosso i presenti nella chiesa di San Giorgio; lattore, Matteo Locatelli, ha offerto al pubblico, non numeroso, ma attento e partecipe, una preziosa opportunit di crescita spirituale: il suo talento, la scelta dei testi, la recitazione sobria ed elegante, la spontaneit del sorriso hanno creato unatmosfera di particolare raccoglimento e preghiera. Senza finzioni sceniche n supporti scenografici, ma con la parola e la gestualit ci siamo trovati dentro la vita della famiglia Martin, nella Francia di fine Ottocento e la figura di Teresa di Lisieux ha subito

acquistato vivacit e concretezza. Con la narrazione di un semplice aneddoto ci sembrato di vedere Teresa bambina che, durante la visita a Roma dei fedeli del suo villaggio, sorprende tutti disobbedendo ai dettami del vescovo: avvicinatasi al Papa, gli chiede di poter entrare nel Carmelo. Felice disobbedienza che ci consentir di avere Santa Teresa del Bambin Ges, proclamata dottore della chiesa. Il racconto procede veloce, incisivo e i pochi dati biografici aiutano a cogliere tante sugge-

Eupilio - Casa di Esercizi - angolo est Eco dei Barnabiti 3/2012

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na: i temi sono vari e si va dal paesaggio polacco, alla fede straordinaria del giovane Karol, al suo intenso ricordo della madre e a quello struggente di un compagno di lavoro morto in una cava di pietra. Potenza della poesia: tutto sembra vivere, il passato e un mondo lontano ci sembrano quasi percepibili Applausi caldi e convinti dal pubblico che ha apprezzato molto questa serata, offerta dal Comune e dalla Pro Loco di Longone e conclusa da un rinfresco ricco e curato, sempre gradito anche come momento di incontri personali e scambio di opinioni.
Eupilio - Casa di Esercizi - Il crocifisso verso il lago di Pusiano

le famiglie a caccia del tesoro Sabato sera il tempo della convivialit per le famiglie: un cibo gustoso per tanta vivacit, energia, creativit; momenti di ricerca, scoperta e collaborazione, attivit ludiche si concretizzano in una riuscita caccia al tesoro, in uno spazio ampio che si apprezza per la bellezza e la fruibilit e anche i due paesi di Eupilio e Longone divengono teatro della piacevole competizione. I partecipanti sono divisi in tre squadre che si cimentano in giochi enigmistici e nella ricostruzione, sulla base di qualche indizio, di un puzzle fotografico sui luoghi tipici dei due paesi che sono raggiungibili a piedi; tra i quesiti e le richieste ci sono i proverbi lombardi (ottima idea perch spesso la saggezza popolare

stioni interessanti. Con Il mio canto doggi si chiude la serata: questa preghiera di santa Teresina un testo di forte spiritualit, che meriterebbe di essere pi conosciuto e meditato perch ci fa capire il valore dello stare nel presente. Ogni passaggio dellorazione infatti segnato dal bisogno di essere hic et nunc, di gioire, soffrire, vivere, agire per loggi. Una lezione di vita per ognuno, un invito che ci fa cogliere limportanza del momento presente, mentre spesso sono il passato e il futuro ad occupare la nostra mente. Padre Damiano, il superiore dei Barnabiti di Eupilio, nellintrodurre la serata, ne aveva sottolineato la stretta correlazione con lAnno della Famiglia che sta per concludersi e che ha visto la splendida avventura del Family day con Benedetto XVI a Milano. La festa liturgica di Antonio Maria Zaccaria ha un legame ideale con la famiglia: infatti, con lungimiranza, il santo ne aveva colto il grande valore formativo per la crescita spirituale: coloro che aspiravano ad essere sacerdoti trascorrevano un periodo in famiglie di laici preparati e venivano non solo sostenuti, ma anche valutati nel percorso di formazione. melodie destate Il venerd si entra nel vivo della festa con una serata di note e parole. Melodie destate prevista allaperto, sulla splendida terrazza panoramica che si affaccia sul paesaggio brianteo, con i suoi laghi, borghi,

colline, ma la pioggia costringe a spostare il concerto nel salone Tre giovani donne, Maria Chiara Zappa, Gloria Villa, Daniela Cattaneo, mostrano talento e passione con un programma che comprende Beethoven, Schubert, Chopin, Debussy, Bach, Faur e Doppler: pianoforte e flauto traverso regalano emozioni, fanno gustare la musica che, secondo loriginale ed azzeccata definizione di Benedetto XVI, armonia delle differenze. I grandi della musica classica lasciano anche spazio alla parola ed la poesia di Karol Woitila a far vibrare lanima degli ascoltatori con versi intensi, letti con bravura e forza da Ettore Fiori-

Celebrazione eucaristica con i pp. Damiano e Ambrogio Valzasina

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sembra ignota ai nativi digitali), ma si deve cantare insieme anche linno di Mameli per completare un puzzle e non importa se il nome Lucky genera un equivoco, si sbaglia destinazione e si finisce nel bel mezzo di una cena in fattoria invece che in un bar allaperto tutto divertimento e scoperta. Un karaoke d anche ai pi piccoli la possibilit di esprimersi e dimostra la loro conoscenza dei personaggi televisivi. Il tesoro con tante golose monete per nascosto nei pressi della grande croce, che campeggia nel parco e si innalza accanto al piccolo cimitero della comunit dei padri barnabiti di Eupilio. Metafora inconsapevole o scelta mirata? Lo sguardo alla croce spesso limmagine che accoglie il visitatore della casa e Antonio Maria Zaccaria ha raccomandato con forza la centralit di Cristo nella vita di religiosi e laici. A mezzanotte si conclude una serata che ha portato non solo allegria e dinamismo, ma un modo gioioso e positivo di stare insieme tra bambini, ragazzi, adulti, di intendersi meglio, di collaborare per uno scopo comune. Ecco, forse questo il tesoro, oggetto di una caccia che deve essere sempre pi allargata e stimolante. si conclude la festa. O no? Il giorno della piena comunione. Domenica 8 luglio, in una splendida mattina di sole e di lieve brezza, la celebrazione eucaristica vede la presenza di un folto numero di persone, tante davvero, legate alle tre chiese parrocchiali di San Giorgio, San Vincenzo, San Fedele, ma provenienti anche da paesi vicini. Concelebrano i padri Damiano, Ambrogio e Franco su un altare di pietra, allaperto, in uno scenario di grande bellezza e armonia, allombra dei tigli. Nellomelia, sintetica ed efficace, padre Damiano ci presenta, contestualizzandolo, un episodio poco noto della vita del fondatore. Il giovane Antonio Maria, passando per le vie di Cremona, sua citt natale, vede un povero intirizzito e gli fa dono del caldo mantello. Sorrido al ricordo di San Martino che ha diviso a met il proprio per coprire un mendico e penso che il giovane Antonio lo ha gi superaEupilio - Casa di Esercizi - panorama verso il lago di Pusiano

to nella totalit del dono; poi mi viene in mente quello di San Francesco e concludo che anche gli oggetti hanno un ruolo e un senso nelle storie di santit. Padre Damiano fa notare che il gesto non da leggere solo come un lodevole impulso istintivo, ma come il risultato di uneducazione e di valori trasmessi dalla famiglia ed in particolare dalla madre, che aveva fatto proprio il dettato di San Paolo: Caritas Christi urget nos. Ecco il monito e linsegnamento per ciascuno e per la comunit tutta: dobbiamo lasciarci interpellare tutti nel profondo dalla verit del Vangelo di Ges, entrare in comunione con lui e con i fratelli. Qui, in questo luogo che non ha muri, navate, campanili, la co-

stro cammino giorno per giorno. Costruire la comunit richiede infatti pazienza, dedizione, apertura, coesione, fiducia; occorre valorizzare le tante iniziative, sollecitazioni, incontri, occasioni liturgiche. Guardare questi giovani che suonano e cantano, riflettere sui messaggi affidati alle canzoni scelte, vedere la loro sintonia genera speranza; Luca e Mentor si scambiano sguardi di intesa; il primo, che ha radici in questo paese, ha scelto di lavorare, nel periodo estivo, con la sua famiglia per lAlbania, terra dorigine dellamico, inseritosi felicemente ed attivamente in Brianza. Dopo la mensa eucaristica che assicura la piena comunione, il momento della convivialit: sulla ter-

munit fatta dalle persone che si riconoscono nel Signore e che danno tempo ed energie per costruire sempre pi il suo regno. Questo il momento del grazie a tutti coloro che collaborano in varie forme alla vita e alle attivit dellOpera ritiri e ai tanti laici che hanno dato il loro apporto prezioso per la riuscita di queste giornate. La messa, animata con entusiasmo dal canto e dalla musica di un gruppo di giovani, si conclude con canti di grande forza evocativa e con quel La festa non deve finire e non finir, perch la festa siamo noi che in sintonia con la conclusione dellomelia di padre Damiano e con linvito del parroco a conservare lo spirito della festa, che deve stimolare il no-

razza panoramica trovano posto oltre un centinaio di persone che trascorrono insieme ore piacevoli e serene. Ma di sera ancora la musica a lanciare messaggi forti di fraternit: i Gospel Singers donano al numeroso pubblico ore piacevoli e intense. Il concerto offerto dal Comune di Eupilio; il coro quello del Noivoiloro, associazione di volontariato molto attiva nellerbese, che opera nellassistenza, animazione e promozione di iniziative per i diversamente abili. Mi piace il loro motto Lasciate il vostro ego, giocate con la musica, amate la gente. Parole alte che sottoscriviamo in tanti, ma realizzarle nella quotidianit terribilmente difficile.
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Eppure, ascoltando questo coro, ci si rende conto che lintento vissuto concretamente ed diventato pratica di vita. Il programma certo impegnativo e, dato il genere di musica, le risonanze, gli echi, le suggestioni che giungono agli ascoltatori sono profondi. Come pi volte ha sottolineato Lorenzo Livraghi, il direttore del coro, anche la bellezza del paesaggio, che assume tonalit diverse dalla luce della sera al buio della notte, in armonia con la dolcezza e lintensit della musica. Difficile ridire la forza dei testi che parlano di fede, di grazia, di impegno, di consolazione e sentire We are the world o Keep your lamps un piacere per la che cosa rimane? Questa domanda risuona spesso in molti a conclusione di unesperienza o di un percorso. Se ci si guarda intorno e dentro si scopre che, come si detto, rimasto lo spirito della festa e questo ci sollecita ad agire per costruire sempre pi la comunit. In ciascuno, per, in relazione alla sensibilit individuale, c un bagaglio di emozioni, pensieri, ricordi che consente di fissare e conservare leco di luoghi, persone, esperienze. Un tuffo nel tempo stato possibile nel piccolo cimitero della comunit dei Barnabiti di Eupilio, dove parecchie persone avranno potuto ritrovare volti amici di sacerdoti che Parini. O beato terren dEupili mio, chi ti dipinse fu Giovanni Segantini, ma chi ti fece fu soltanto Iddio. Note e parole sono risuonate spesso in queste giornate e, se considero il ruolo che la musica ha avuto nel gettare semi di speranza, penso a quanto ha fatto padre Dutto, che vive ora allOpera ritiri. Se tante famiglie di giovani e adulti sono presenti nelle varie attivit comunitarie e nelle scelte missionarie, anche grazie a lui, che li ha sempre coinvolti ed ha affidato alla musica e ai recital di carattere sacro una funzione preziosa di aggregazione e di formazione. Il presente ci interpella e ci chiede di continuare a parlare di Dio a tutti, ma con modalit comunicative nuove; per questa ragione che le giornate insieme, volute dal parroco padre Ambrogio, offrono occasione di crescita a genitori e figli e nascono dalla preziosa collaborazione tra religiosi e laici. e il futuro? tutto da costruire con scelte innovative coniugate con valori che non tramontano. Sfida difficile in questo periodo in cui il termine crisi spesso ridotto alla sua mera accezione negativa e oscura, senza percepire la forza di cambiamento che le sottesa. Credo si debba conservare una parola il cui senso non tramonta mai, amicizia, perch una dimensione che pu attraversare ogni tempo, conservando la sua forza e la sua carica di vita per tutti e per ciascuno. Ancora una volta santAntonio Maria Zaccaria ci consegna una parola chiave nei suoi scritti ed evidente quanto sia attuale dopo quasi cinque secoli. E dentro di me le strofe di una canzone continuano a risuonare: In un cielo che gira e non ha pace c un punto fermo quella stella l la stella polare fissa ed la sola. La stella polare TU, la stella sicura TU. Quel Tu, che al centro del cuore di ogni uomo, ci permette di affrontare ardue sfide e traguardi apparentemente impossibili diventano mete, tappe di un cammino dove il come, il dove e il se non spaventano pi. Anche questo stata la festa della comunit SAMZ. Adriana Giussani

La partecipazione del coro noivoiloro

mente e il cuore. Neppure la lingua inglese ostacolo alla comprensione: una breve indicazione dei temi delle canzoni affidata a Maureen, una dolce signora che, nella traduzione in italiano, conserva un piacevole accento irlandese. Parole e note diventano poesia, preghiera, vita e siamo invitati ad amare Dio, a lodarlo, ad affidarci a lui e le connessioni con lomelia del mattino sono facili da cogliere. Quando si chiede il bis, il coro sceglie una canto noto a tutti, ma che forse ha perso un po del suo smalto per la frequenza con cui viene usato: l, invece, riacquista tutto il suo spessore e Happy day proprio la conclusione adatta.

alla casa sono stati legati e che sono conosciuti, amati e stimati da molti: penso a padre Lino Castagna e a padre Mario Ferrero, animati da uninstancabile e autentica carit, quella che si alimenta alla fonte vera e li ha spinti a dare il meglio di s in terre lontane e difficili, come il Congo, il Ruanda, la Tanzania, lAmazzonia. Forse, andando pi a ritroso nel passato, qualcuno avr ricordato padre Favero che aveva valorizzato la villa SantAntonio Maria Zaccaria e il paese con parole, diffuse allora anche per radio, che suonano ancor oggi attuali: Eupilio ha nome che sa di greco schietto, ma chi per primo labbia detto non v papiro che lo testimoni. Nome del lago che cant

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Esaurito da tanto tempo e quasi introvabile anche nelle biblioteche domestiche, il Manuale di storia e spiritualit barnabitica del p. Antonio Gentili testo di riferimento obbligato per tante generazioni di barnabiti riappare in nuova livrea ed aggiornato e con nuovi apporti.

PRESENTAZIONE DE I BARNABITI
NUOVA EDIZIONE DE I BARNABITI

on so se il Manuale di storia e spiritualit barnabitica, recentemente riedito, abbia gi avuto i venticinque lettori di manzoniana memoria. Ma da uno fra essi mi piace riprendere quanto ebbe modo di delibare durante una sosta nel nostro Convento di Campello sul Clitunno, raggiunto insieme alla consorte (francese) Anne, desiderosa di fare esperienza della meditazione cristiana. Residente in Firenze e docente di storia moderna allUniversit di Bergamo, Marco Pellegrini, una volta raggiunta la camera assegnatagli, si imbattuto nel volumetto Interroga il tuo cuore, che raccoglie il meglio dei pensieri tratti dagli scritti del santo Fondatore. Incuriosito sulla sua figura, ha potuto successivamente concentrare la propria attenzione sulle pagine del Manuale e in particolare su quelle che illustrano lindole umanistica della nostra spiritualit. una testimonianza

lindole umanistica, ho anche capito il legame profondo che esiste tra la meditazione cristiana per come praticata a Campello (e che trova la mia entusiastica condivisione) e lumanesimo devoto del 500-600, dentro il quale svolge un ruolo precursore la Milano del primo 500 (di cui i Barnabiti sono un frutto tra i pi splendidi, cos come ne sono frutto i due Borromeo non dimentichiamoci di Federigo!). Credo anche

Ed ecco ci che mi scriveva: Per quanto posso saperne io (che ho alle spalle una certa esperienza di ricerca in materia), si pu correttamente parlare di unindole umanistica alla radice della spiritualit dei padri Barnabiti, secondo una diagnosi che mi sembra del tutto convincente. Lindole umanistica mi risultata immediatamente percepibile (come unaria di famiglia, che ho annusato dapprima inavvertitamente) nella spiritualit che aleggia come un profumo soave a Campello. La captai non appena cominciai a sfogliare al mio arrivo il libriccino con lantologia ragionata dei pensieri di santAntonio M. Zaccaria. Lavevo scorto sul tavolino della stanza, lasciato sapientemente a disposizione degli ospiti, e in due giorni lho praticamente divorato. Mi servito a capire la grandezza di lui come direttore di coscienza, fermo e persuasivo nel suo essere a misura duomo. Leggendo ieri sera sul treno, durante il ritorno a Firenze, i capitoli della storia dei Barnabiti relativi sempre al-

una recente foto del p. Antonio M. Gentili, autore del Manuale

che lindole umanistica predisponga ad alcune istanze che nel modernismo sono scoppiate come materia di polemica, bench siano connaturate allelaborazione del cristianesimo come autocoscienza del credente. Per fortuna quei tempi oscuri sono passati!. indole umanistica La cifra umanistica della nostra spiritualit venuta sempre pi emergendo nellaggiornamento che ho dovuto compiere passando a una nuova edizione del Manuale. La prima vide la luce ben 45 anni or sono, nel 1967, lindomani del Vaticano II e alla vigilia di quel Sessantotto che segn una vera svolta nella societ e nella Chiesa stessa. Durante i successivi decenni la

Congregazione visse il travaglio del post-concilio, con le sue luci e le sue ombre; ma senza dubbio uno dei frutti pi vistosi di quella che papa Giovanni defin una nuova era, fu senzaltro costituito dal ricupero della propria tradizione attraverso il ritorno alle fonti. A partire dagli anni Settanta stato diffuso il testo degli Atti capitolari che ci riconducono alla straordinaria temperie spirituale delle origini. Si sono succedute nuove pubblicazioni degli scritti del santo Fondatore, fino alla loro edizione critica. Le Settimane di spiritualit hanno messo a fuoco aspetti nodali della nostra fisionomia, mentre tornavano alla ribalta figure come Battista da Crema e Paola Antonia Negri, pietre miliari nella ricostruzione dei Tre Collegi paolini. La fondazione del Centro studi storici e la pubblicazione della rivista Barnabiti studi ha consentito uno scavo archivistico di primordine, cos da lumeggiare non poche vicende e non poche figure emblematiche della nostra storia plurisecolare. Nel frattempo alcune ricorrenze centenarie come lapprovazione dellOrdine (15331985), la morte di Battista da Crema (1534-1984), la nascita (1502-2002) e la morte (1539-1989) di Antonio Maria nonch la sua canonizzazione (18971997), la nascita di Paola Antonia Negri (1508-2008), hanno offerto lopportunit di riandare a pagine memorabili della nostra storia, volendo sorvolare su altre figure come padre Giovanni Semeria, la cui vicenda ha potuto essere ricostruita anche con la pubblicazione dellinedito dossier del SantUfficio concernente la condanna della sua opera principale Scienza e fede. La nuova edizione del Manuale ha cos potuto avvalersi di una mole di dati che consentono una conoscenza pi vasta e aggiornata del nostro Istituto. nuovi apporti Oltre a una revisione materiale del testo originario, la presente edizione ha dovuto procedere allaggiornamenEco dei Barnabiti 3/2012

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NUOVA EDIZIONE DE I BARNABITI

PRESENTAZIONE
Sono ben lieto di presentare ai confratelli la nuova edizione de I Barnabiti. Manuale di storia e spiritualit dei Chierici regolari di san Paolo decollato, del padre Antonio Gentili, pubblicato giusto quarantacinque anni fa. Allora si era nel 1967 il compianto padre Francesco Riboldi, assistente generale e responsabile dellUfficio centrale delle vocazioni esprimeva il suo compiacimento per il realizzarsi di una iniziativa da lui fortemente sostenuta e seguita con grande passione e determinazione. Si era appena allinizio della stagione post conciliare e gi emergeva nella Congregazione lesigenza di conoscere meglio e mettere a frutto nella nuova realt della vita della Chiesa e del mondo le ricchezze della nostra tradizione spirituale. Il Manuale, pur nella sua configurazione di opera sintetica, stato certamente una pietra miliare per molti barnabiti, soprattutto nel periodo della formazione, desiderosi di accostarsi in modo chiaro e familiare ai tesori accumulati in tanti secoli di vita della nostra famiglia religiosa. In seguito, a partire dalla fine degli anni Ottanta, mentre il campo di vita e di azione della Congregazione si estendeva a nuovi Paesi, e mentre, provvidenzialmente, si moltiplicavano nuove iniziative editoriali libri, riviste, atti di convegni, ecc. cresceva anche la richiesta di un aggiornamento del Manuale, introvabile ormai presso le biblioteche di diverse nostre comunit e, comunque, sempre desiderato come strumento di prima mano nellopera di formazione e di informazione personale. Pertanto la presente edizione si pone come punto di arrivo di tanti anni di fervore di studi e di pubblicazioni, dei quali si fatto benemerito promotore il Centro studi storici di Roma, soprattutto attraverso la nuova rivista Barnabiti studi, e anche con la valorizzazione sistematica di eventi e anniversari di rilievo della Congregazione il 450 dellapprovazione dellOrdine, il 450 della morte di santAntonio Maria Zaccaria, il 100 anniversario della canonizzazione dello stesso Fondatore, lAnno zaccariano del 2002, lAnno sauliano del 1992, lAnno paolino del 2008, ecc. Si tratta di unopera che, nel solco della precedente edizione, conserva in pieno la finalit di sussidio per quanti lavorano nel campo della formazione delle vocazioni, ma non vuole essere un semplice prontuario di rapida consultazione o una nuda esposizione di dati e di avvenimenti. La bibliografia essenziale e aggiornata, che viene riportata al termine di ogni capitolo, ha lo scopo di invogliare ad approfondire e continuare le varie tematiche, a partire da dati ormai acquisiti ma non relegati nel passato della nostra storia. Per questo mi viene spontaneo formulare lauspicio che, sfogliando queste pagine, i nostri religiosi e quanti vogliono conoscere pi da vicino la fisionomia spirituale della Congregazione, sappiano cogliere e gustare il senso della storia di una famiglia religiosa, come la nostra, che singolare certamente, ma storia viva e non conclusa, che eredit preziosa ma non da conservarsi sotto vetro, che esperienza che ci tocca personalmente e ci impegna ad arricchirla e a trasmetterla per il bene della Chiesa, della quale ci sentiamo parte viva e della quale siamo umili servitori. La presente pubblicazione, a differenza della prima che si dirigeva a lettori quasi tutti italiani, dovr prevedere una traduzione nelle principali lingue per confratelli sempre pi in aumento che praticano poco lidioma di Dante. Anche questo un bel segno di universalit e un impegno da assolvere da parte delle autorit competenti. A conclusione, sento il dovere di esprimere di cuore, anche a nome di tutti i confratelli e interpretando il loro intendimento, la mia sincera riconoscenza al padre Antonio Gentili, che nelloasi di Campello ha potuto trovare spazio e tempo necessari per offrire, in contenuti e veste rinnovati, questa sua opera degli anni giovanili, quale segno di amore alla Congregazione e quale dono fraterno per tutti noi. Il santo Fondatore, i nostri santi e i confratelli del passato, esemplari per santit e per umanit piena trasfigurata dal Vangelo, ci aiutino a non essere inferiori ai modelli che ci sono proposti. 30 giugno 2012 Padre Giovanni Villa, superiore generale

la nuova veste tipografica del Manuale

to di alcuni settori come il movimento ecumenico, levoluzione delle fondazioni missionarie, le fondazioni extraeuropee, le vicende che hanno segnato la vita della Congregazione negli anni successivi al Vaticano II, la sorte delle Scuole apostoliche e infine la messa a punto del carisma paolino, per non parlare degli aggiornamenti bio-bibliografici di confratelli segnalatisi nel campo della cultura e della spiritualit. Un capitolo in aggiunta ricostruisce la storia del Terzo Collegio dei Laici di san Paolo, rifioriti a nuova vita, nonch del Movimento giovanile zaccariano. LAppendice si arricchita di ulteriori contributi, come il Decreto sul rinnovamento della Congregazione emanato dal capitolo generale straordinario del 1967 e il saggio sullIndole umanistica della fisionomia del barnabita, cui si gi accennato. Nuovo pure il Calendario della famiglia zaccariana che ripropone le date pi significative della nostra storia, e nuovo il dossier fotografico che conferisce ulteriore pregio al volume, la cui stampa stata egregiamente curata dalla Nuova Panetto&Petrelli di Spoleto, che ha al suo attivo unesperienza tipografica pi che centenaria. Il volume stato presentato in anteprima ai padri radunati in Napoli per il Capitolo generale. Ora non resta che augurarci unadeguata diffusione entro e fuori dellOrdine e una traduzione quantomeno nella lingua veicolare dellinglese. Antonio Gentili

Commemorazione di s. Paolo apostolo, titolare e patrono principale dellOrdine barnabitico.

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Unesperienza per certi aspetti inedita: dallesercizio fisico alla pratica spirituale, passando attraverso lattivit pittorica. Punto di riferimento costante e unificante dellesperienza sono stati i centri di energia vitale che costituiscono limpalcatura a un tempo esteriore e interiore della persona umana, abitualmente frequentati nella preghiera meditativa non meno che in quella liturgica.

SEMINARIO INTENSIVO DI YOGA, DISEGNO E MEDITAZIONE

ITINERARI INTERIORI: YOGA A CAMPELLO

Le perplessit che emergono stasera vertono per non tanto sulla severit dellimpegno richiesto (in fondo ci sentiamo tutti parte di una squadra reduce da unimpresa memorabile, il che notevole per venti persone convenute qui dai pi eterogenei trascorsi e percorsi), ma sulle yoga: un itinerario interiore difficolt incontrate dal gruppo di pi collaudata fede e pratica cattoliSperimentale ci di cui non sia ca, a fare i conti con certi aspetti possibile prevedere il risultato, didevozionali della pratica yoga, coceva John Cage, grande maestro di me il canto della OM e lInvocamusica e di zen, di cui questanno rizione al pi nobile dei saggi, Pacorre il centenario della nascita. E in tajali. Qui per viene un certo senso davvero spein aiuto padre Gentili, il rimentali sono state queste quale non solo ha inquaquattro giornate. Tutti noi drato ogni lunga giornasiamo consapevoli di aver ta in una solida (e per partecipato a un tour de foralcuni rassicurante) corce (sveglia alle 7 e ordine nice di preghiera (lodi al del giorno fittissimo, in cui mattino, messa e vespri a fatica si trovavano i minuti alla sera), ma soprattutnecessari alligiene personato, conducendo una sele), unico e in qualche morie di momenti meditatido irripetibile, che ha toccavi (che raggiungeranno to parti e risvegliato energie il loro culmine negli uldelle quali non avevamo timi tre giorni, dedicati minima cognizione. interamente alla meditaCristiano partir domattizione), in cui metteva in na, e cos stasera i suoi inseluce quanto tutto il bagnamenti costituiscono largaglio di strumenti che gomento del nostro scambio. la tradizione yoga utilizSotto la sua guida esperta abza per conseguire armobiamo affrontato, ogni mattip. Antonio Gentili con alcuni partecipanti al seminario nizzazione e unificaziona per pi di tre ore, i primi intensivo di yoga, disegno e meditazione
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ercoled 22 agosto. Siamo tutti seduti in cerchio nel bellissimo pomario della Convento dei Barnabiti a Campello sul Clitunno, in Umbria, nel corroborante fresco che la sera ci regala. Oggi il quarto giorno del Seminario; cerchiamo di tirare le fila di unesperienza nuova per tutti noi e anche per le persone che lhanno condotta: padre Antonio Gentili, maestro di meditazione; Alessandro Cravera, insegnante di disegno (nonch di yoga e artista) e Cristiano Peroni, insegnante di yoga (nonch ingegnere). Senza dimenticare la solerte gestione dellintero corso da parte di Maria Grazia.

quattro dei sette chakra, i centri energetici attraverso i quali fluisce e si articola la forza vitale delluomo. In ordine partendo dal basso, secondo lanatomia e la fisiologia induista che sta alla base dello yoga, incontriamo Muladhara (plesso sacrale), Svadhisthana (plesso lombare o viscerale), Manipura (plesso solare) e Anahata (plesso cardiaco). Cristiano ha scelto per ogni giorno di lavorare su una serie di Asana (le posizioni dello Hatha Yoga) adatta per stimolare e favorire la presa di contatto con il chakra del giorno. Lavoro impegnativo, soprattutto per chi venuto qui senza una chiara idea dello yoga. Ma anche molto fruttuoso, perch il metodo Iyengar, di cui Cristiano e Alessandro sono discepoli, utilizzando aiuti e supporti, consente anche ai neofiti di sperimentare, con un po di impegno, gli effetti di una posizione corretta, che altrimenti richiederebbe anni di pratica quoti-

diana per essere realizzata. Come se non bastasse, Cristiano ha trovato il modo e il tempo di inserire ogni giorno anche un momento di esperienza sensoriale legata a ognuno dei chakra: nellordine, olfatto, gusto, vista e tatto. E questa era solo met della giornata! meditazione: un ponte fra tradizioni diverse

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ITINERARI INTERIORI: YOGA A CAMPELLO


dotti per mano, con sicurezza e delicatezza, in un percorso che partendo dalla presa datto antropologica e culturale sia del non-credente che c in ognuno di noi (per rifarci a unespressione del cardinale Martini), sia dellaspirazione di tutta lumanit a ricostruire lalleanza tra il cielo e la terra giunge per gradi al riconoscimento del valore del sacro, della Divinit e del sacrificio che riprialcuni chakra frutto dellesperienza interiore stina con essa la comudei partecipanti nel seminario nione. Di qui il richiamo al sacrificio compiune della persona umana, faccia par- to da Cristo per la nostra salvezza. te di un patrimonio condiviso del- Culmine di questo prezioso percorlumanit, al quale anche il cristia- so di integrazione stata la recita nesimo ha molto attinto nella sua del Padre nostro connessa, frase storia. Del resto, yoga vuol dire per frase, a ognuno dei centri vitali unione, e religio non ha forse lo di cui avevamo fatto esperienza. La stesso significato? Ed ecco quindi, presa di coscienza della loro imporsottratti alla loro solo apparente eso- tanza, conquistata in un duro lavoro ticit, il rispecchiamento interiore dal basso verso lalto, stata per dei gesti e delle posizioni, il respiro cos dire illuminata dalla Parola come lucerna per scandagliare le Vivente che scende dallalto verso il proprie profondit e come strumen- basso. E lincontro di questi due to di connessione con il ritmo della percorsi, necessari luno allaltro, vita e della morte, con il cosmo e avvenuto nel centro di ognuno: infine con lo Spirito creatore; e poi Anahata, il Cuore. Improvvisamente la meditazione silenziosa, la con- le parole del Salmo: Crea in me, centrazione, la ripetizione di formu- Signore, un cuore nuovo, hanno rile attinte alle Scritture sacre. E quin- suonato per tutti con forte, inusitata di infine anche linvocazione a Pa- eco interiore. tajali, nel suo valore di ringraziamento a un Maestro, pu trovare il suo posto nella giornata di un cristiano, senza fare a pugni con il canto del Veni Creator Spiritus. Padre nostro Ancor pi preziosa stata la guida di padre Gentili per quanti hanno seguito percorsi pi legati allo sviluppo di s e alle discipline orientali: persone che per mala educazione, pregiudizi o semplice ignoranza trovavano (mi piace qui usare il passato) pi ostacoli nel farsi il segno della croce che nel realizzare una complicata Asana. Siamo stati condisegno come rispecchiamento di s Il lettore attento, memore del titolo dellarticolo, a questo punto si chieder: e il disegno? Eh s, perch in queste giornate, gi cos ricche di stimoli e di attivit, abbiamo trovato anche tre ore da dedicare al disegno. Unesperienza nuova per tutti, per molti la prima occasione di prendere in mano matite, righe, gomme e pastelli dai tempi delle scuole medie. Emozionantissima esperienza: sulla base di un disegno tratto dalla tradizione dei Mandala, che faceva da guida, si trattava di colorare limmagine dei propri chakra, ricorrendo alle suggestioni suggerite dai quattro elementi ad essi connessi: nellordine dal basso, terra, acqua, fuoco e aria. I momenti di disegno erano intervallati dalla ripresa di una delle Asana del mattino, approfondita sotto la guida di Alessandro nei suoi pi profondi aspetti energetici e meditativi. Il tutto si concludeva con una meditazione, condotta sul respiro attraverso il proprio disegno, finalizzata a ripercorrerne gli elementi figurativi in connessione con le polarit delle principali emozioni connesse con ciascun chakra: rabbia e pacificazione, senso di colpa e benevolenza, passivit e forza, paura e coraggio. Non dimenticher facilmente latmosfera di giocosa ma alacre industriosit con cui tutti ci siamo indaffarati, seduti a terra, a disegnare e colorare, n la magica serata in cui abbiamo disteso, come un variopinto tappeto patchwork, i nostri 80 capolavori sul pavimento del salone e li abbiamo ammirati come un risultato collettivo pieni di muta emozione. Affascinati dallinsieme, nessuno si curava di riconoscere i propri! Uno dei tanti momenti in cui abbiamo attinto allinsegnamento base di ogni percorso spirituale, consistente nel superare lattaccamento al proprio sempre troppo prepotente e ingombrante Ego. Il lettore si chieder ancora: e gli altri centri vitali superiori: Bocca-Gola, Fronte, Sommit del capo? A una prossima edizione, come tutti ci siamo augurato. Marco Vitali

un classico mandala della tradizione buddista

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La proposta di un itinerario centrato sulla fede vissuta da un gruppo di Laici di s. Paolo di Firenze e Perugia in preparazione dellAnno della Fede.
Ovunque lo sguardo io giro, immenso Dio ti vedo, nelle opere tue Ti ammiro, Ti riconosco in me. Metastasio ccorre salire come per Gerusalemme, per arrivare a Malosco m. 1120 (TN) e qui come sul Tabor, iniziare un tempo di grazia; ospiti degli Stimmatini nella Casa Alpina, i Laici di S. Paolo di Firenze e di Perugia hanno trascorso una settimana di grande respiro spirituale, di immersione totale nel silenzio e nel verde: c stato il tempo per guardarsi intorno e dentro il cuore, e per riflettere sul tema della fede. I giorni erano scanditi dalla S. Messa, dalle preghiere, dalle meditazioni, dallo scambio di pensieri e impressioni. Quanto grande la fatica del credere quando tutto sembra fragile in questa societ liquida e secolarizzata. Vacillano le nostre certezze, i versi dei salmi interpellano le nostre coscienze, la maestosit delle montagne fa affiorare il senso del sacro: esplodono gli interrogativi esistenziali. Quanto siamo piccoli, siamo come il croco che fa capolino tra lerba dei prati, ma chi siamo veramente? Sembra di sentire la Presenza, ci si sente appagati nel nostro desiderio di Dio, siamo forse a Emmaus? Quale grande dono la fede, il Grazie sale verso il cielo, ma Dio qui vicino, ci pare di sentire la Sua voce nella brezza quando anche la natura prega insieme a noi accompagnando i nostri passi sui sentieri. Padre Camillo Corbetta, assistente spirituale, ha proposto un itinerario centrato sulla fede, partendo dal documento del Papa Benedetto XVI Porta Fidei: oggi la fede si affievolita, in certi casi spenta. Occorre un risveglio, tre gli elementi fondamentali: Catechesi, Liturgia, Carit, cio conoscere e approfondire i contenuti della fede, vivere la vita dei sacramenti, esprimere nei fatti lamore di Cristo. necessario aprire il cuore, far tacere i pensieri, essere disponibili al silenzio per poter ascoltare il Signore che parla attraverso gli altri, gli avvenimenti, la natura, i testi sacri (S. A.M. Zaccaria ci ricorda che Dio ispir la S. Scrittura quando luomo non riusc pi a sentirlo nella natura), gli esempi dei Santi. Si deve fare silenzio per amore della Parola, ma il silenzio che avvolge la Parola silenzio bianco, riassunto di tutte le parole. Silenzio prima dellascolto e silenzio dopo, perch la Parola viva e dimori in noi. Nelle riunioni successive, padre Camillo ha sottolineato che la fede si alimenta e si sviluppa nellincontro con i sacramenti: importante che la celebrazione eucaristica sia vissuta con maggiore consapevolezza sia del linguaggio della S. Scrittura e dei gesti, sia dellunit dellassemblea dei fedeli, nonch della testimonianza proclamata dal Credo. Quando poi nel cammino di conversione si verificassero incertezze e cadute, la riconciliazione sar il segno del pentimento e della ripresa. Ha proseguito poi rimarcando che la fede non si esaurisce con lascolto, ma lo supera per aprirsi alla contemplazione. Guardare Cristo Crocifisso, vedere lamore rifiutato, la sua atroce sofferenza, sofferenza redentiva che salvezza per noi, e da qui prendere coscienza che Lui morto per noi; da parte nostra allora prendiamo la nostra croce uniti a Lui. Nelle ore pomeridiane, la forza evocativa della natura e dellarte ha avvolto le nostre persone: i vespri recitati a Sanzeno nella basilica dei Santi Sisinio, Martirio, Alessandro testimoni e martiri della fede, oppure quelli che hanno illuminato la cappella del Santuario di S. Romedio, il santo eremita, in un piovoso pomeriggio, si ammantavano di una speciale lentezza espressiva. Il rosario poi, nella Chiesa della Madonna di Senales, induceva a riflettere sulla fede e sullabbandono della Vergine ai disegni di Dio che pur nelloscurit, Maria accettava. Si continua nel-

INSIEME, A MALOSCO

LAICI DI SAN PAOLO

la serena bellezza di Malosco (TN) Eco dei Barnabiti 3/2012

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LAICI DI SAN PAOLO


la visita alla parrocchiale di Fondo o alla deliziosa chiesetta di s. Biagio, ricca di storia e di fascino, dopo di che stato tutto un trionfo della natura: nella passeggiata allorrido di Malosco (quando poi si esce dal buio, dal gorgoglio delle cascate, per rivedere le stelle) nel giro del lago Cristallo; si viaggia tra i tornanti che sembrano cullarci protetti dalle file dei frutteti a destra e a sinistra, cos carichi di mele che sembrava sentirne il profumo. Si sale un gruppo di partecipanti allincontro al passo della Mendola, oppure al Belvedere del Penegal col vasto panorama della angeli come nei quadri di Chagall. Val dAdige e dellalta Val di Non, Tutto entra dagli occhi e penetra nel tra laria gelida e le caprette. Si fa il cuore, ci arricchisce e nutre. Rinvigiro del lago Tovel, dove i raggi del goriti, si ritorna a casa con il cielo sole filtrano tra gli abeti svettanti co- nellanima: sprazzi di luce, di speme campanili, mentre salgono al cie- ranza, sguardi carichi di fede, mente lo i versi del salmo 103. Qui le mon- (speriamo) non pi prigioniera della tagne sembrano inchinarsi per poter- logica del mondo; recuperiamo noi si guardare nelle acque del lago stessi, liberi da orpelli, sovrastrutture, come allo specchio, mentre sul mor- condizionamenti. Si raccolgono i babido velluto dei prati dipinti col pen- gagli e le idee: si riporta nel cuore i narello in varie sfumature di verde volti dei nostri amici con uno squarspiccavano linde casette con cascate cio della loro anima con le piccole di surfinie e parigini come quelle che disegnavamo da bambini con i comignoli fumanti; chiss che qui non si vedano uscire, al posto del fumo, gli gioie, le ferite del dolore e della solitudine tra confidenze e parlottare di noi donne. Ci auguriamo di vivere la gioia dellesperienza cristiana con maggiore consapevolezza e con la speranza che leco di queste giornate duri per tanto tempo. Ci si sente volenterosi missionari dellamore di Cristo, Lui stesso vivr in noi e cos, come preghiere in un cammino di continua conversione, potremo portare sempre e ovunque lannuncio di perdono e di salvezza. Nellabbraccio della Parola, nella carezza del sole di settembre ancora caldo, nel cielo cos azzurro e terso da sembrare un acquarello, nei sorrisi di serenit dei nostri volti, si capiva la letizia dei nostri cuori, quella vera che nasce dal sentirsi sempre sotto lo sguardo amorevole di Dio, Padre nostro. Che lo Spirito del Signore ci aiuti a conservare integra la nostra fede: se salviamo la fede, si salver lumanit e il suo futuro. Lidia Santoriello

Settembre: Tutta ledificazione o la rovina spirituale delle congregazioni dipende dalla buona o cattiva formazione. Perch quanti aspirano ad abbracciare la vita religiosa tra i Barnabiti, le Angeliche e gli altri Istituti che condividono la spiritualit della Famiglia zaccariana, siano guidati da saggi ed esigenti formatori, preghiamo.

INTENZIONI DI PREGHIERA 2012 PER LA FAMIGLIA ZACCARIANA

Novembre: Per mezzo della Madre vergine intatta Dio volle liberare il mondo. Perch, rendendo culto alla Madonna della Divina provvidenza, ne assecondiamo i ripetuti appelli alla preghiera e alla penitenza come strumenti per la salvezza del mondo, preghiamo. Dicembre: Edifichiamo e noi e gli altri a Cristo. Perch la Giovent zaccariana abbracci con slancio lideale del Regno di Dio e se ne faccia testimone autentica tra i propri coetanei, preghiamo.

Ottobre: Luomo interiore non ha minor bisogno di cibo spirituale, che luomo esteriore di cibo materiale. Perch, seguendo linsegnamento di Antonio Maria, la nostra esistenza sia costantemente alimentata dalla Parola divina, guida nella preghiera e regola di vita, preghiamo.

con il p. Camillo Corbetta davanti al portale della basilica di Sanzeno

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In margine allincontro mondiale delle Famiglie pubblichiamo una lettera inedita di padre Giovanni Semeria a due novelli sposi di Genova, scritta nel primo dopoguerra. Il celebre barnabita, che si accingeva a medicare le piaghe dellimmane conflitto, con singolare inversione dei ruoli capovolge il fortiter e il suaviter cos da chiedere allo sposo un sentire femminile e alla sposa un sentire maschile, mentre sollecita la nascente famiglia: Non fatene solo un nido damore per voi, fatene un centro di carit*.

FORTITER E SUAVITER: UN PROGRAMMA DI VITA SPONSALE


RICORDO DEL P. GIOVANNI SEMERIA

iei cari amici, non piccolo sacrificio per me il non poter benedire, mia buona Elena, le tue nozze che tante volte in cuor mio nei tanti anni dacch conosco e amo la tua famiglia e te, ti ho augurate felici. Ma luomo propone e Dio e forse non proprio Lui, altri uomini, Lui permettente dispone; ma tutto per il meglio. Anche il sacrificio. Dio a cui lo offro lo accetter per il vostro bene e intanto lo star lontano quel giorno mi permette di esservi in qualche modo pi vicino con le mie parole. Questo discorso che fo a voi due soli a me spiritualmente presenti in questa mia cella ha, pu avere qualcosa di pi intimo che non avrebbe un discorso detto sia pure tra i soli parenti e amicissimi amici. Poich voi due, tu Elena e voi caro Persico che conosco meno e pur conosco un poco e amo qual compagno di una fedele mia amica, poich state per fondare, poich fondate oggi una casa, una famiglia nuova, un biblico pensiero mi suggerito tanto opportuno a voi, dalle circostanze solenni che la patria nostra, lumanit intiera sta attraversando. Si voleva, si doveva dopo la guerra ricostruire una citt nuova e la si era nuova e di gran lunga migliore dellantica pomposamente annunciata. Ma ahim a tuttoggi mentre scrivo c nelle nostre anime di italiani e di
* Con <xxxxxxxx> sono indicate alcune lagune relative a termini illeggibili, ma che non tolgono nulla alla comprensione globale del testo.

p. Giovanni Semeria

uomini una amarissima delusione. La nuova citt pare crollata in sul nascere, crollata prima ancora che ella sia sorta. Il fatto evidente, e la causa? Mi torna insistente al pensiero un biblico versetto nel quale un profeta dallora tradusse la sua esperienza: Nisi Dominus aedificaverit domum, in vanum laboraverunt qui aedificant eam. Proprio cos! Miei carissimi amici. Come per edificar bene e solidamente edifici di materia ci vuole il cemento tenace, cos per edificare societ di anime ci vuole Dio, altamente concepito, Dio fortemente amato, Dio nobilmente servito. La vostra domestica , se altra mai, societ di anime. Se la vostra unione non arriva l non perfetta, non intiera, non solida. Guai quando tra pietra e pietra si pu insinuare qualche corpo estraneo solido o liquido! Guai quando le anime, due anime di

sposi non sono pienamente saldate: soffia negli interstizi un vento freddo e disgregatore. Forse lunione vostra cominciata da meno e con meno. Si comincia sovente col piacersi; ma se la unione deve essere degna del doppio suggello civile e religioso, bisogna finire per amarsi. E lamore deve nascere da sorgente pi profonda, deve spaziare pi vasto, deve salire pi alto. Lamore umano tenero e saldo deve sentire pi bellezza, altra bellezza da quella che scopre locchio. un grande dono, un prezioso dono anche la bellezza; ma un dono troppo fragile e umanamente parlando troppo piccolo... se si parte, come suole, dalla sola bellezza fisica. Provoca, in apparenza, una gran forza, un grande slancio damore nelluomo la bellezza della donna e anche viceversa. Ma grande come lincendio nutrito con la paglia: accensione rapida, estinzione pronta. Il vostro amore, miei cari, lamore di due sposi, lamore-cemento duna famiglia, duna casa ideale, non deve cessare mai. Dovete amarvi sempre <xxxxxxx> se volete che duri, il vostro amore. Ciascuno di voi crei in s valori eterni, e a valori eterni ciascuno di voi diriga verso del compagno il suo affetto. Siate buoni, molto buoni di quella bont di cui il cristianesimo ha il segreto. Esso ci parla, voi lo sapete ma giova ricordarlo, di Dio come Padre buono e come modello perfetto, modello che noi guardandolo e amandolo dobbiamo riprodurre in noi stessi come lartista riproduce la figura davanti alla quale con una specie damore posa. Questo Dio da imitare, da riprodurre, ha due qualit che mi sembra riassumano proprio per voi il programma della vita coniuEco dei Barnabiti 3/2012

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RICORDO DEL P. GIOVANNI SEMERIA


gale. Egli nella sua opera un miracolo di forza e di soavit, fortiter et suaviter. Permettetemi che vi affidi queste due parole come divisa della vostra bandiera, programma della vostra vita. <Xxxxxxx>, mi raccomando. A te, Elena gentile, la forza fortiter perch senza di questa forza morale sacra la dolcezza femminea diventa debolezza e la nervosit puntiglio. Fortiter, cara Elena, perch nuovi doveri graveranno sulle tue spalle, mentre nuove gioie ti offrir benigna la vita coniugale; fortiter per custodire il domestico focolare, per sopportare il vario umore di chi pur essendo compagno affettuoso non cessa dessere uomo esposto alle contrastanti correnti della vita; fortiter per guidare la servit; fortiter per educare a suo tempo i figliuoli. E a voi, caro Persico, dir invece: suaviter, perch so che la forza posseduta nel vostro maschio carattere, questa istintiva forza per bisogna temprarla nella soavit, nella dolcezza perch non divenga o addirittura non resti forza istintiva e brutale. Suaviter, mio buon amico con la tua Elena, per cui se quel fiore gentilissimo che si chiama una giovine sposa ha bisogno dun valido sostegno, vuol per essere trattato con mano delicatissima per non sciuparlo; del sentimento religioso della tua Elena. Non so quale sia la tua forza morale, della sua forza morale i nove decimi sono nella sua fede; fede chella ha visto beneficamente operosa nella sua famiglia, fede chella in difficili giorni ha sperimentato benefica in se medesima. Per rispettarla davvero bisogner non rimanerle estraneo, indifferente: non bisogna che tu ripeta con molti uomini volgari, dalla cui volgarit ti separano la tua nascita, la tua tradizione domestica e la tua cultura: ci vuole la religione per la donna, <xxxxxxx> quel tono medesimo con cui certi borghesi dicono: ci vuole per il popolo <xxxxxxx> che il popolo tentato di respingere, una religione che altri lascia tutta e sola a lui. Se si ragiona, se si pensa che tra uomo e donna, borghesia e popolo non vi sono sostanziali differenze, bisogna concludere che, sia pur diversamente condito, non pu essere tra gli uomini superfluo per gli uni ci che per comune consenso cibo indispensabile agli altri. Dio regni nel vostro amore non solo per rendere lamore pi efficace e ciascuno di voi pi virtuosi, ma tutti e due col tempo buoni educatori dei vostri figli. Le tenere piante sono quelle che reclamano pi assidua la luce del sole e pi crudelmente ne soffrono la mancanza. Non fate entrare i vostri figli per colpa vostra in un ambiente, per mancanza del sacro fuoco, tiepido o addirittura freddo. E perch regni davvero Dio nella vostra casa non fatene solo un nido damore per voi, fatene un centro di carit. La vostra famiglia abbia spalancate le finestre ai grandi soffi dellamore gratuito e qualche spiraglio aperto sulla sconfinata umanit. Bisogna essere nel circolo della vita universale, non bisogna appartarsene. Con questa mia lettera riceverete un piccolo dono; piccolo ma bello, e ci tengo a dirlo piccolo ma <xxxxxxx>, scritto da me; piccolo dono in segno di un profondo affetto. Esso vi accompagni nella vostra vita con le sue augurali suggestive ispirazioni e voi nella vostra nuova famiglia tenetemi sempre un posto dove come sacerdote di Dio, come milite della patria, come vostro amico possa assidermi tranquillo e fiero. 15/5/1919 Giovanni Semeria

unimmagine giovanile del p. Giovanni Semeria

suaviter perch la donna una sensitiva: a investirla troppo forte si chiude. Con la donna pi che mai si realizza la spiritosa frase di san Francesco [di Sales]: si prendono pi mosche con un cucchiaio di miele che con un barile daceto. Duna cosa tu dovrai essere sovranamente e soavemente rispettoso,

p. Giovanni Semeria con alcuni suoi collaboratori

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DAL MONDO BARNABITICO

DAL MONDO BARNABITICO


AFRICA
DOPPIA FESTA NELLA PRO-PROVINCIA AFRICANA La vita della comunit cristiana di Birava e dei nostri confratelli africani stata smossa nel passato mese di agosto da una serie di festosi avvenimenti: la consacrazione della nuova chiesa parrocchiale (25 agosto) e lordinazione sacerdotale di due confratelli (26 agosto). Dopo anni di attesa, la nuova chiesa parrocchiale di Birava stata finalmente consacrata e aperta al culto. La costruzione, finanziata dalla famiglia di P. Gianfranco Pessina, rimasta ferma dopo il terremoto di qualche anno fa, che laveva seriamente lesionata e che ha costretto alla eliminazione del campanile pericolante. Nella mattinata di sabato 25 agosto, con lintervento dellArcivescovo di Bukavu, Mons. FranoisXavier Maroyi, si celebrata la prima Eucaristia, nella chiesa traboccante di fedeli convenuti da tutte le parte della parrocchia. Presenti anche tanti confratelli e preti diocesani. DallItalia sono arrivati anche il Superiore generale P. Francisco Silva e P. Giovanni Villa. Quattro ore di intensa celebrazione, di preghiera, di canto e di gioiosa partecipazione. Si tratta certamente di una delle pi grandi chiese della diocesi, ma chi pratico, sa che basta una grande festa per renderla insufficiente ad accogliere tutti. Il giorno seguente, domenica 26 agosto, si svolta, allesterno, questa volta, sul campo sportivo accanto allIstituto Nyamokola, la ordinazione sacerdotale di cinque diaconi, due Barnabiti e tre diocesani. I sacerdoti concelebranti col Vescovo consacrante, ancora Mons. Maroyi, erano assai numerosi, come sempre in queste circostanze, e numerosi i confratelli convenuti da tutte le comunit per far festa ai nostri nuovi sacerdoti: P. Yvon Mugaruka Badesire e P. Dogratias Chirhakarula Muderwa. Il tempo volato, nonostante le cinque abbondanti ore di S. Messa, col seguito di discorsi, ringraziamenti, consegna di doni ai nuovi ordinati, ecc. Terminata la celebrazione, chi ha potuto ha fatto appena in tempo a mettersi al riparo nella chiesa o altrove, che un solenne acquazzone ha dato inizio alla stagione delle piogge, pioggia invocata e benedetta, anche se ha un po scombussolato la parte finale del programma: il convito fraterno che si svolto allIstituto Nyamokola. Il P. Yvon ha celebrato la Prima Messa, marted 28 agosto, nella grande cappella dellIstituto dei Gesuiti di Nguba che funge provvisoriamente da chiesa parrocchiale per la comunit cristiana di Nguba, la parrocchia appunto di P. Yvon. P. Dogratias invece ha celebrato nella sua parrocchia di Kavumu il seguente luned 3 settembre. Questi gli avvenimenti che sono stati il pi felice e ben augurante inizio per il nuovo triennio di vita della Pro-provincia africana, che ha celebrato nei giorni 29-31 agosto il proprio Capitolo, nel quale stato proclamato il nuovo Superiore pro-provinciale, nominato dalla Consulta generalizia alla fine del capitolo generale, il P. Mario Falconi ed stato allietato dalla presenza del Superiore generale, P. Francisco Silva, e dal neo eletto Assistente generale, P. Fabien Muvunyi.

ALBANIA
GIOVANI DEL COLLEGIO SAN FRANCESCO DI LODI: CRONACHE DI UNA VACANZA IMPEGNATA Savreni krug Luglio 2012. Entriamo a Sarajevo sulle note di Chasing Cars, celeberrima traccia siglata Snow Patrol. tardi, sono quasi le 23, siamo stanchi morti.

i giovani del San Francesco con il p. Giannicola Simone Eco dei Barnabiti 3/2012

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Ritmicamente i lampioni illuminano linterno della nostra macchina, quasi come per darci il benvenuto; mi affaccio e le prime costruzioni che vedo mi portano a chiedere a R.: Ma siamo a Berlino Est o a Sarajevo?. Il babelico rombo dei motori delle automobili dissipa prepotentemente tutta la magia della silenziosa flora balcanica, cos immensamente bella, cos stupefacentemente particolare che abbiamo percorso per ore partendo allalba da Milot (Albania). Entriamo a Sarajevo superando il tram che fa la spola tra la parte est e la parte ovest della citt. Corre nello spazio ricavato fra le due carreggiate: se questa strada la colonna vertebrale della citt, i binari del tram sono il canale dove scorre la linfa vitale. R. gira a destra, supera il ponte e si lascia alle spalle una moschea bianca come pagine vergini di un quaderno. Parcheggia, e ad aspettarci c la nostra guida, C. Dopo le presentazioni ci dirigiamo verso il centro storico della citt, la parte ottomana (e anche quella un po pi turistica) e ci porta in un piccolo ristorante tutto colorato in una via del centro. Facciamo una scorpacciata di cevapcici e, satol li, proseguiamo la nostra passeggiata. I tetti spioventi delle minute costruzioni quasi ci cadono addosso. Si cammina tranquillamente, non c molta gente, i turisti saranno tutti a dormire o stretti come sardine nei bar locali a fumare narghil. Sarajevo bella, romantica. Le luci arancioni dei lampioni le donano un tono affascinante. Ad un certo punto vedo un condominio, una casa gialla. Ci sono dei buchi, non so cosa siano, forse difetti di costruzione penso io. Mi avvicino e con lindice indico quei piccoli vuoti misteriosi. Chiedo a C. delle spiegazioni: Sono i buchi delle pallottole, degli spari durante lassedio della citt. Lassedio del 1992, vero! Cerco di fare mente locale su quello che avvenuto l, dove cominciata la grande tragedia della Prima Guerra Mondiale, e dove tutto successo ancora una volta; mi accorgo di non conoscere bene queste pagine di storia. Eppure il conflitto andato avanti per quasi quattro anni. Alla televisione se ne parlato tanto o tutto annegato nel silenzio dopo pochi mesi cos come successo con Haiti, con lAquila, con la Libia? La NATO e lONU coshanno fatto? Quante persone sono morte? Perch iniziato tutto? La vita a Sarajevo negli ultimi anni non stata delle migliori e, forse, per un po di tempo ancora non lo sar. La voglia della gente di andare avanti e lasciarsi gli orrori subiti alle spalle per, c e si nota. Tre giorni di permanenza non sono stati sufficienti per conoscere la storia di unEuropa di cui siamo parte ma hanno sicuramente dato il loro (piccolo) contributo. Toccare con mano la violenza insita nelluomo o ti distrugge o ti fortifica. Personalmente credo di esserne uscito fortificato. Il mio sguardo torna alla realt e adesso tutte queste domande hanno una risposta. La Jugoslavia una bici. Il telaio, la struttura portante, la Serbia. Il manubrio la Croazia, perch la sua guida, il maresciallo Tito, era croato. Il suo motore economico, i pedali, la Slovenia. La sella il Montenegro, che si defila dal resto facilmente, senza clamore. La catena la Macedonia, perch anche la pi piccola parte ha il suo ruolo fondamentale. Infine il campanello: il Kosovo. Nel 1989 si messo a suonare ma, nascosto dal frastuono del Muro che cadeva, nessuno lha sentito. Fabio Cambielli Hapi Kraht Sabato 28 luglio ore 21, dopo 2 giorni di viaggio attraverso i Balcani, eccoci a Milot (Albania). Il cancello della parrocchia dei padri barnabiti si apre e inizia la nostra avventura. Ai ragazzi che gi qui sono stati lanno scorso si illuminano gli occhi e con euforia tranquillizzano quelli nuovi che, forse, alla vista di tutte quelle persone che erano li ad attenderci, sono un po impauriti. Lunedi 30 iniziano le attivit. Allapertura delle porte della chiesa troviamo nel giardino delloratorio molti bambini che sul volto presentano un sorriso enorme, probabilmente uno dei pi veri, che sui nostri bambini italiani invece non si vede pi da tempo. Ci corrono incontro e senza alcun timore salutano tutti gli animatori, sia quelli nuovi che quelli vecchi. E cos si inizia: Kampi veror 2012, il cui motto hapi kraht, ovvero apri le ali. Il campo durato due settimane, pi precisamente dal luned al venerd dalle 9,00 alle 13,00. La giornata era scandita in diversi momenti. Il tutto aveva inizio in chiesa con il momento della preghiera e poi sulle note della canzone del campo, animatori e bambini ballavano per terminare con un volo a braccia aperte verso il campo da gioco. I bambini si dividevano nelle loro rispettive quattro squadre, ognuna con il nome di uno dei personaggi della storia della gabbianella e il gatto scelta come sottofondo e insegnamento durante il campo. Dopo un tempo di riflessione guidata dagli animatori albanesi e italiani, liscrizione ai labo-

in piena attivit ricreativa a Milot

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ratori che si sarebbero tenuti qualche ora dopo , quindi i didroi , gli zorba , i sekretari e i koloneli si schieravano sul campo da gioco, pronti, per scontrarsi e guadagnarsi i punti necessari per scalare la classifica e vincere il campo. Sono stati fatti tanti giochi durante quelle due settimane di campo, ma mai, e sottolineo mai, una volta un qualche bambino si rifiutato di giocare. Questi bimbi e ragazzi erano cos: sempre pronti a giocare, a imparare (un po a fatica certe volte) le regole; mai si sono tirati indietro, quando vedevano un pallone gli si illuminavano gli occhi e un sorriso, enorme, vero, esplodeva sul loro viso. Lultima ora della mattina era occupata dai laboratori. Ogni bambino poteva cimentarsi in varie attivit, tra cui danza, canto, art attack e pundore (lavori con le mani). La giornata terminava con la preghiera e di nuovo il canto del campo, questa volta in albanese! Sono stati quindici giorni intensi nei quali per, noi 13 ragazzi del Collegio San Francesco di Lodi, insieme ad altri di San Felice a Cancello, di Eupilio, di Cerignola, Altamura e Milano, ragazzi qualunque, abbiamo imparato molto. E questa volta non servivano libri o insegnanti o persone pi grandi di noi, ma loro, quei bambini e quei ragazzini che con un solo abbraccio o un sorriso ci riempivano il cuore di gioia. Nessuno di noi potr dimenticare la loro voglia di giocare che, ripeto, i nostri bambini italiani non hanno pi perch troppo occupati ormai a sprecare il loro tempo dietro ad un gameboy o a qualche altro stupido strumento elettronico inventato oggi. Mai dimenticheremo le loro e le nostre lacrime durante il momento dei saluti e mai dimenticheremo i voli ad ali spiegate, perch si, sono sicura, un giorno ci rincontreremo sotto lo stesso cielo... Albania 2012, grazie davvero di tutto. Carlotta Bucalossi forse unico nella sua storia. Il 5 luglio, festa del S. Fondatore, lo studente africano ha emesso la sua professione solenne nelle mani del p. G. Daeren, provinciale del Belgio. La messa stata concelebrata da tutti i confratelli barnabiti, belgi e africani, e da qualche sacerdote africano amico. Nella sua omilia, evocando la distruzione di tanti valori umani e religiosi nella Repubblica popolare del Congo, dovuta alla guerra e alle molteplici vicende politiche sofferte da quel paese, il p. Provinciale ha ricordato le qualit che il s. Fondatore riaccettato di venire da Bruxelles per questa ordinazione. La celebrazione stata ancora pi solenne della professione perch era presente il nuovo p. Generale della Congregazione, Francisco Chagas Santos da Silva che ci ha fatto lonore della sua prima visita allestero dopo la sua elezione. Numerosi i concelebranti: il p. Provinciale e tutti i confratelli del Belgio, tre barnabiti africani, un sacerdote belga e tre africani provvenienti da Roma, della Francia e del Belgio. Durante la funzione, si cantato in francese, italiano, swahili e mashi, con la

Bienvenu Luhiriri Bisimwa con il Nunzio mons. Giacinto Berlocco e alcuni confratelli concelebranti

BELGIO
PROFESSIONE SOLENNE E ORDINAZIONE DIACONALE DI BIENVENU LUHIRIRI BISIMWA Nello spazio di un po pi di un mese, la parrocchia di Strpy stata il teatro di un doppio avvenimento,

chiedeva dal riformatore e ha invitato Bienvenu a lavorare per riformare la societ del suo paese. Accompagnavano Bienvenu fedeli provvenienti da tutte le parrocchie della Unit Pastorale del Val dHaine affidate ai Padri di Strpy. Anche il coro radunava coristi di tutte le parrocchie. Il 12 agosto, il neo-professo stato ordinato diacono per limposizione delle mani del Nunzio apostolico nel Belgio, mons. Giacinto Berlocco, amico di parecchi barnabiti che ha conosciuti a Altamura, sua paese natale. Con molta gentilezza e cordialit, ha

partecipazione del coro e anche da tanti amici africani presenti. Alla fine, il Nunzio ha detto: Siamo qui da pi di due ore, ma nessuno stanco. La serata si conclusa con un rinfresco e una cena dove non mancavano succulenti cibi congolesi. Questi due avvenimenti hanno contribuito a stringere i legami tra la nostra Provincia e la Pro-provincia africana. Ed un dovere segnalare tutte le fatiche del p. tienne Ntale per preparare tutte queste cerimonie: egli stato un segno vivente della collaborazione tra i padri africani e belgi.
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la Sala Lauree durante il Seminario

Mons. Ezzati accompagnato dai pp. Ismael (sin.) e Jos (des.), nella cappella provvisoria in cui si svolgono le cerimonie liturgiche della disastrata parrocchia di s. Sofia

Chiesa di Ivrea. Oltre ai diversi studiosi presenti, da Mario Rosa a Giovanni Miccoli, da Giuseppe Battelli a Fabio Armao, e a mons. Luigi Bettazzi, per i barnabiti sono intervenuti il Superiore Provinciale Daniele Ponzoni e il p. Francesco Ciccimarra; ha assistito allincontro anche il p. Fabrizio Rossi. CENTRO CULTURALE SAN FRANCESCO Sabato, 29 settembre 2012, alle ore 21.00, presso il Centro Culturale San Francesco del Carlo Alberto di Moncalieri, su invito dellAssistente spirituale del Centro Culturale, p. Giuseppe Bassotti, il p. Filippo Lovison, Direttore del Centro Studi Storici, ha tenuto la conferenza Le missioni dei Barnabiti in Amazzonia. Lo svolgimento dellincontro sullimportante tema missionario, suddiviso in tre momenti dedicati rispettivamente alla memoria storica, allattualit e alle testimonianze personali del Rev.mo p. Bassotti, Superiore generale dal 1982 al 1994, ha visto la presenza dei membri del Centro Culturale e della Comunit religiosa di Moncalieri, e anche del p. Fabrizio Rossi, l convenuto con alcune sue parrocchiane della vicina Comunit di San Dalmazzo.

CILE
SANTA SOFIA. VISITA PASTORALE DI MONS. RICARDO EZZATI, ARCIVESCOVO DI SANTIAGO Domenica 8 luglio, la Comunita parrocchiale di Santa Sofia (Cile) ha celebrato con grande gioia la solennit di SantAntonio Mara Zaccaria. La messa e stata presieduta dal Vescovo di Santiago, Mons. Riccardo Ezzati ed stata loccasione la sua prima visita pastorale alla nostra comunit religiosa e parrocchiale. Insieme ai padri Ismael Soto, superiore e parroco e Jos Carvajal, ha consciuto in situ la situazione della casa religiosa e del tempio parrocchiale, severamente castigati dal terremoto del febbraio 2010. Nellomelia, mons. Ezzati ha riconosciuto il lavoro pastorale e la presenza missionaria dei Barnabiti nella parrocchia, che dura gi da 60 anni ed ha fatto sentire il suo desiderio che al piu presto venga reconstruito il tempio e la casa dei Padri, offrendo la sua colaborazione e la sua preoccupazione come pastore. Ci hanno accompagnato nella celebrazione le Figlie della Divina Provvidenza e numerosi fedeli. Dopo la Messa, abbiamo condiviso un gape fraterno. Jos M. Carvajal

ITALIA
SAPORE DI COSE BUONE Un trafiletto sul Domenicale del Sole24Ore del 29 luglio 2012, firmato dal noto giornalista e conduttore radiofonico Davide Paolini, parlando di Monasteri a tutta birra, accenna alla Birra del Convento del Carrobiolo di Monza: ...E ancora la Birra del Convento Carrobiolo di Monza (il laboratorio di produzione e imbottigliamento allinterno del convento dei Padri Barnabiti), di cui parte un padre barnabita. Ben 6 sono le birre in vendita con una caratteristica comune: lutilizzo di un frumento biologico autoctono Spiga e madia. Lonore della cronaca in un prestigioso periodico nazionale , allo stesso tempo un riconoscimento e uno stimolo. IN MEMORIA DI P. ACHILLE ERBA Organizzato dalla Facolt di Scienze Politiche dellUniversit di Torino e promosso da amici e colleghi, il 28 settembre 2012, nella Sala Lauree di via Verdi 25, si tenuto un Seminario che ha voluto ricordare e onorare la memoria del p. Achille Erba ( 19 febbraio 2012) come religioso e studioso, essendo stato docente di Storia della Chiesa nella Facolt dal 1970 alla fine del 1988, e autore di significative pubblicazioni, tra le quali la Storia della

la Sala Zaccaria prima dellinizio della Conferenza

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CI HANNO PRECEDUTO
P. NO TOIA (1919-2012) Gioved 16 agosto, proprio il giorno dopo la festa dellAssunta, p. No M. Toia ha terminato la sua vita fedele e generosa di sacerdote barnabita. Era nato a Sacconago di Busto Arsizio (Varese) nella Parrocchia dei ss. Pietro e Paolo il 23 dicembre 1919. La Casa Missionaria di Genova fu la prima sede della sua formazione per gli studi ginnasiali. A Monza, nella Comunit del Carrobiolo, trascorse lanno di noviziato, che concluse il 29 settembre 1937 con lemissione della professione dei voti semplici, che conferm, in modo solenne e definitivo, l8 settembre nella festivit della nascita della Beata Vergine Maria, dopo aver compiuto gli studi liceali a Firenze nello Studentato di s. Paolo, aggregato al Collegio alla Querce diretto dai Barnabiti. Inizi gli studi teologici a Roma nello Studentato Internazionale s. Antonio M. Zaccaria. Si era nel pieno dello svolgimento della seconda guerra mondiale. Il Padre Generale Idelfonso Clerici decise di ammettere al Sacerdozio, assieme ai Chierici Barnabiti del 4 corso di Teologia anche quelli che appartenevano al 3 corso. Pertanto, il 4 luglio 1943 alla vigilia della Festa del s. Fondatore dei Barnabiti, p. No fu consacrato Sacerdote. Termin gli studi dellultimo anno di teologia a Como, dove esercit i primi momenti del suo sacerdozio come assistente dei giovani dellOratorio s. Filippo, aperto dai Barnabiti in quella citt. Frattanto, si iscrisse allUniversit Cattolica di Milano, dove si laure nella facolt di lettere per prepararsi allapostolato della scuola. Fu destinato allIstituto Zaccaria di Milano come docente e direttore spirituale, fino a quando lobbedienza religiosa lo invi ad Asti come Superiore della Comunit e Pastore della storica Parrocchia di s. Martino. questo un lungo periodo qualificante per lattivit sacerdotale di p. No. Al lavoro apostolico di questa Comunit era collegato anche il Santuario Mariano di Banchette, localit del Biellese. Dopo gli impegni di Asti, p. No trasfer il suo impegno sacerdotale e il suo amore mariano nel Santuario, che divenne, per lambiente, un centro di spiritualit mariana. Quando i Barnabiti abbandonarono la loro presenza ad Asti, p. No ritorn a Milano. La sua destinazione fu la Comunit della Parrocchia di s. Alessandro Martire che ha sede in

CI HANNO PRECEDUTO

p. No Toia

alcuni locali delle ex-scuole barnabitiche Arcimboldi. Si apre, nella citt della Madonnina, il periodo pi felice per lazione sacerdotale di p. No, quando riceve lincarico di Penitenziere del Duomo di Milano. E il confessionale divenne il luogo privilegiato del suo ministero. Non lo abbandon pi. E, anche quando let e le cattive condizione di vista e di udito gli tolsero la possibilit di frequentare il confessionale del Duomo, lo sostitu, fino alla fine

dei suoi giorni, con quello della Chiesa di S. Alessandro. La sua vita sacerdotale e religiosa ha testimoniato tre valori della spiritualit barnabitica: lamore allEucaristia nella forma del Sacrificio della Messa e dellAdorazione; la devozione filiale alla Vergine Maria, con la preghiera del Rosario, che lo accompagnava tutto il giorno in sostituzione del breviario, a lui impedito per la quasi cecit; infine, una vera passione per il ministero del sacramento della riconciliazione. Solitamente, durante il periodo estivo, p. No trascorreva alcuni giorni presso la nipote al paese nativo. Questanno le condizioni di salute non permettevano al padre di recarsi in Parrocchia per la celebrazione eucaristica come avveniva precedentemente. Questanno, in quei giorni, era presente a casa anche il nipote barnabita p. Dante, che nel pomeriggio concelebrava con p. No. Cos avvenne anche il 16 agosto. Dopo la concelebrazione nel salone di casa, il padre si raccolse su di un divano per il ringraziamento. In quellatteggiamento il Signore lo ha chiamato a s. La famiglia ha chiesto di poter celebrare le esequie nella chiesa parrocchiale nativa. Alla solenne concelebrazione, presieduta dal nipote p. Dante, hanno partecipato p. Daniele Ponzoni, Provinciale della Provincia barnabitica italiana del Nord, cui appartiene la Comunit di p. No, che era presente con il superiore p. Brambilla e i religiosi sodali e alcuni sacerdoti del clero ambrosiano della parrocchia che avevano conosciuto e apprrezzato p. No. Dopo la solenne benedizione, la salma stata tumulata nel sepolcro di famiglia, accanto a quella della nipote Anna Maria, religiosa dellordine delle Angeliche di s. Paolo. Ringraziamo il Signore per tutto il bene che abbiamo ricevuto dalla presenza e dallopera di questo Religioso fedele e generoso. Dante Toia
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RECENSIONE
Michele SELVAGGIO, Storia di Telese. Vita e opere di P. Eugenio Cattaneo, un Vescovo tra 500 e 600, Benevento, Edizioni Realt Sannita, 2012, pp. 160+ill. Lagile volume scritto dal telesino dott. Michele Selvaggio, medico, collezionista e cultore di storia locale, nonch autore di diverse opere a carattere scientifico e letterario composto di diciotto brevi capitoli, preceduti da una presentazione di mons. Michele De Rosa, attuale vescovo di Cerreto Sannita-TeleseSantAgata de Goti, e mette a fuoco la figura del barnabita Alessandro Silvio Cattaneo (1551-1608), in religione Eugenio, preconizzato vescovo di Telese il 13 febbraio 1606, consacrato a Roma il 21 febbraio ed entrato nella sua diocesi il 18 marzo. La figura del barnabita viene studiata e tracciata con brevi ma intense pennellate, ripercorrendo larco della sua vita e mettendo a fuoco non solo i luoghi che lo hanno visto nascere e crescere (Novi Ligure), maturare la sua vocazione religiosa e sacerdotale (Pavia, Milano, Cremona e Roma), e operare allinterno e allesterno dellordine dei Chierici Regolari di s. Paolo, detti Barnabiti, ma anche le figure pi significative che hanno lasciato in lui unimpronta significativa per la sua vita umana, cristiana e sacerdotale. Fra queste ricordiamo Mattia del Maino, che lo precedette di poco nellingresso in congregazione e fu per lui non solo parente e amico, ma anche esempio nella scelta di vita da compiere nel 1571; il vescovo di Novara Cesare Speciano, che lo ebbe come teologo e confessore (1585-1591); e il preposto generale Carlo Bascap B, che lo ebbe collaboratore nella compilazione e recensione della Vita di S. Carlo Borromeo (1590-1592). Lautore poi ne delinea limpegno favore della congregazione come procuratore generale, in particolare nella fondazione di S. Giovanni alle Vigne a Lodi, e come scrittore, allorch trov il tempo di stendere una Storia dei Barnabiti a Milano. Dal capitolo IX si apre lo studio analitico vero e proprio dellepiscopato del Cattaneo con uno sguardo pi approfondito sulla realt sociale, politica, economica e religiosa della diocesi di Telese, in cui emergono alcuni contributi fondamentalmente nuovi, anche in campo artistico e architet-tonico, che aiutano a comprendere meglio la realt in cui si mosse colui che pu essere considerato lultimo vescovo di Telese, poich aveva gi in animo il progetto di trasferimento della sede episcopale in Cerreto Sannita e che la morte gli imped di realizzare. Il volumetto, pur non essendo uno testo per specialisti, comunque arricchito sia da una apparato di note e da una bibliografia, che mettono in luce le fatiche e i frutti di una attenta ricerca da parte dellautore; sia da una serie di 47 tavole illustrate, parte delle quali riguardanti alcuni passi di lettere tratte dai Registri epistolari dei Preposti Generali conservati nellArchivio Storico dei PP. Barnabiti di Roma relative al Cattaneo; ed altre relative allambiente telesino, nonch schede architettoniche e prospettiche della cattedrale di Telese, come doveva apparire agli occhi del Cattaneo al suo arrivo a Telese. Mauro Regazzoni

Cattolicesimo politico e identit nazionale


in occasione della pubblicazione del volume I Barnabiti nel Risorgimento, a cura di Filippo M. Lovison, Barnabiti Studi - 28, Roma 2012 Intervengono Francesco Bonini, Giovanni Orsina, Maurizio Ridolfi Modera e introduce Andrea Ciampani
Mercoled 31 ottobre 2012, ore 16.30 Sala Perin del Vaga

LIstituto Luigi Sturzo e la rivista Barnabiti Studi sono lieti di invitarLa al dibattito

Istituto Luigi Sturzo - Palazzo Baldassini Via delle Coppelle 35, Roma Tel. +39 06.68.40.42.1 - infopoint@sturzo.it - www.sturzo.it

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Verso il Concilio Vaticano II

Comitato organizzatore P. Filippo Lovison B., presidente, Don Gaetano Zito, vice presidente, Don Luigi Michele de Palma, segretario, Don Roberto Regoli, tesoriere, Don Angelo Manfredi, P. Luigi Mezzadri CM, Don Maurizio Tagliaferri Segreteria del Convegno
Pontificia Universit Gregoriana: segsbc@unigre.it & 06-67015107 Associazione Italiana dei Professori di Storia della Chiesa: storiadellachiesa@virgilio.it & 06-68216378 Le lingue del Congresso sono italiano, inglese e francese. I testi delle Conferenze in inglese e francese saranno disponibili in italiano. A coloro che lo richiedono, la Segreteria del Convegno dar indicazioni utili per il soggiorno a Roma. Pontificia Universit Gregoriana, Piazza della Pilotta, 4 - 00187 Roma Centro Studi Storici PP. Barnabiti, Piazza Benedetto Cairoli, 117 00186 Roma

XVI Convegno di Studio


Associazione Italiana dei Professori di Storia della Chiesa
Roma, 9-10 novembre 2012
Sedi del Convegno: Pontificia Universit Gregoriana Centro Studi Storici PP. Barnabiti

PROGRAMMA
Venerd 9 novembre 2012
PONTIFICIA UNIVERSIT GREGORIANA 15.00 Indirizzi di saluto: Rettore Magnifico Franois-Xavier Dumortier Presidente dellAIPSC Filippo Lovison S. Em.nza Raffaele Farina La mia vigilia conciliare Prolusione Norman Tanner Leredit del Concilio Vaticano I 16.30 Presiede: Gianpaolo Salvini Gilles Routhier Horizons dattente dans les glises occidentales la veille de Vatican II Severino Dianich Lecclesiologia in Italia tra il Concilio Vaticano I e il Concilio Vaticano II Dibattito 18.00 Santiago Casas Rabasa Presentazione di Chiesa e Storia. Rivista dellAssociazione Italiana dei Professori di Storia della Chiesa, 2 (2012) 15.00 8.30 9.30

Sabato 10 novembre 2012


CENTRO STUDI STORICI PP. BARNABITI Assemblea dei Soci - Rinnovo cariche Presiede: Salvatore Palese Pino Ruggieri Giovanni XXIII e le scommesse del Concilio Paolo Gheda Lepiscopato italiano verso il Concilio 11.00 Presiede: Maria Lupi Maurilio Guasco Clero e preti operai verso il Concilio Andrea Grillo La Liturgia: sana tradizione e legittimo progresso alla vigilia del Concilio Dibattito 13.00 Proclamazione del nuovo C. di P. Pranzo sociale Presiede: Fabio Zavattaro Annibale Zambarbieri La Scuola di Venegono e gli incontri di Villa Cagnola a Gazzada Giancarlo Rocca La vita religiosa verso il Concilio Vaticano II Federico Ruozzi Il pre-concilio nei mass-media 17.30 Daniele Menozzi Intervento conclusivo

CENTRO STUDI STORICI PP. BARNABITI 19.00 20.00 Assemblea dei Soci Cena sociale

Si sta come, dautunno, sugli alberi, le foglie. Giuseppe Ungaretti

Anno XCII - N. 3 - 2012 Poste italiane S.p.A. - Sped. abb. post. - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1, Comma 2 - DCB Roma