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Epifania

Langelo Gabriele viene mandato da Dio-Trinit a Maria il cui nome in ebraico significa Amata da Dio. Maria era promessa sposa. Il matrimonio (ebr. qiddushin) ideale si effettua allinterno della trib. Il matrimonio ebraico si svolgeva in due tappe: la prima sposalizio (ebr. erusin) quando la donna aveva 12 anni e luomo 18 anni serviva per stabilire la dote ma ognuno stava ancora a casa sua sebbene fossero gi marito e moglie; la seconda tappa le nozze (ebr. nissoum) avveniva un anno dopo in cui gli sposi andavano ad abitare insieme. Langelo Gabriele dice a Maria, Rallegrati, perch stata colmata dellamore di Dio. Lei, una donna che nella societ ebraica non avrebbe avuto valore di una testimonianza affidabile, a cui si manifesta tutta la gloria di Dio. Lei, una donna, che rompendo con la tradizione ebraica del marito che da il nome al figlio incaricata di chiamare il bambino Ges che significa Dio salva o Salvatore. Langelo Gabriele annuncia a Maria che in Ges saranno compiute tutte le promesse di Dio al popolo di Israele. Maria chiede Come possibile non conosco uomo? perch era nella prima fase del matrimonio, lo sposalizio. Langelo le dice che lo Spirito Santo si unir indissolubilmente a Lei, generando Ges. Che Ges sar santo cio il Santo di Israele, il Messia cio il re unto di Israele. Langelo ribadisce a Maria che nulla impossibile a Dio e gli pone davanti lesempio della sterilit e della anzianit di Elisabetta che non ha impedito lazione di Dio nel farle concepire con Zaccaria, Giovanni il Battista. San Giuseppe e Maria santissima sono di Nazaret la citt fondata nel II sec. a.C. dai discendenti della famiglia e del casato del re Davide tornati dallesilio babilonese che si chiama cos perch in ebraico nezer da cui deriva Nazaret significa germoglio o virgulto. Infatti la promessa di Dio parla chiaro: Ma il Signore non rinnegher la sua misericordia e non permetter che venga meno alcuna delle sue parole. Non far perire la posterit del suo eletto n distrugger la stirpe di colui che lo am. Concesse un resto a Giacobbe e a Davide un germoglio nato dalla sua stirpe (Sir.47,22). Nazaret un villaggio conosciuto anche dal fariseo Nicodemo, membro del sinedrio, che dir sarcasticamente della sua pretesa nota di essere la citt detentrice della promessa davidica: Pu mai venire qualcosa di buono da Nazaret? (Gv.1,46). Anche nel testo ebraico anticristiano le Toledt si legge che Ges di stirpe regale davidica: sua madre Miriam era ebrea e aveva un marito che era della stirpe regale della casa di Davide. In effetti nella stirpe regale davidica stirpe di peccatori terribili in cui non c nulla di buono nasce Ges, sorge la luce a rischiarare le tenebre del peccato della stirpe davidica, inaugurando il regno del Buon Pastore. Infatti la stirpe davidica terribile; a cominciare con il patriarca Giuda che collabor alla vendita del fratello Giuseppe e si un in modo incestuoso con la nuora Tamar che lo ingann travestita da prostituta per loccasione, proseguendo con i re davidici che per la maggior parte furono idolatri, immorali e anche criminali gli unici che fanno eccezione sono il re Ezechia e Giosia lo stesso Davide si macchia di peccati e delitti spaventosi. Continuando nella genealogia di Ges (Mt.1) nominata Raab prostituta di Gerico che accoglie le due spie straniere inviate da Giosu colui che in punto di morte lascer un bellissimo testamento: Per quanto riguarda me e la mia famiglia, noi serviremo il Signore (Es.17,9-13) poi c Rut la moabita che rinnega la sua idolatria e ha seguito Noemi a Betlemme dicendole Il tuo popolo sar il mio

popolo e il tuo Dio sar il mio Dio (Rut.1,17) che sar moglie di Booz e nonna di Iesse e bisnonna del re Davide. C anche Betsabea che in comunella con il re Davide uccise il marito di lei, Uria, aspramente rimproverati dal profeta Natan e puniti per il duplice peccato con la morte del primo figlio ebbero come secondogenito il re Salomone del quale si dice: la tua scienza ricopr la Terra ma accostasti i tuoi fianchi alle donne e ne fosti dominato nel corpo, cos deturpasti la gloria e profanasti la tua discendenza ma il Signore non rinnegher la sua misericordia e non permetter che venga meno alcuna delle sue parole (Sir.47). Quali le parole di Dio al re Davide? Io render stabile per sempre il trono del suo regno (2Sam7,13). Questa stabilit dono della Misericordia di Dio che si chiama Ges che assume, purifica ed eleva la storia carnale e terribile della discendenza davidica riservandosi totalmente immacolati gli ultimi due esponenti del clan davidico: San Giuseppe e Maria santissima. Lo storico Egesippo del II secolo d.C. conferma Nazaret come citt del clan davidico collegato con Ges dando notizia di Giuda fratello di Ges (cfr. Mt.13,55 e Mc.6,3) in ebraico non c la parola cugino e si usa fratello, ma Giuda il cugino di Ges - e ci narra di 60 anni dopo che della famiglia del Signore restavano ancora i nipoti di Giuda. Ges di nascita quindi un principe per discendenza davidica e pertanto viene da subito considerato pericoloso dalle autorit del tempo perch effettivamente avrebbe avuto titolo per essere proclamato re dIsraele e Messia. Tutti ricordiamo alla Pasqua laccoglienza regale di Ges in Gerusalmemme: Osanna al figlio di Davide! seguita dalla sua crocefissione il 7 aprile del 30. Al tempo di Ges le persone pi disprezzate insieme ai pastori di pecore nere erano sicuramente i pagani, chiamati goim, tanto che al Salmo 78 scritto: Riversa il tuo sdegno sui popoli che non ti riconoscono e sui regni che non invocano il tuo nome. Quindi le persone pi lontane di Dio sono i pagani e tra di essi i maghi di cui dice il libro del Levitico: Non praticherete alcuna sorta di magia o divinazione (Lv.19). Pertanto comprensibile la sorpresa della comunit cristiana primitiva gli ebrei convertiti al cristianesimo - nel trovarsi di fronte a questa pagina di Matteo, al capitolo 2, nel quale si legge che i primi a riconoscere Ges come Dio e Signore sono proprio dei pagani, cio persone lontane, escluse da Dio, ma che esercitavano addirittura unattivit talmente condannata e maledetta che nel primo catechismo della chiesa cristiana del I secolo che si chiama Didach, cio dottrina o insegnamento, lattivit del mago proibita ed situata tra il divieto di rubare e quello di abortire. E quindi cre sconcerto il fatto che fossero proprio dei maghi. Il termine mago allepoca dellevangelista significava ingannatore, condannatore. Nel Talmud si legge che chi impara qualcosa da un mago, merita la morte. Ma si chiede papa Benedetto XVI, chi erano i magi? Risponde: La nuova versione della Sacra Scrittura ha tradotto il termine magoi, magi con astrologi, ma quegli uomini non erano sicuramente n maghi intenzionati ad impossessarsi di Dio e del mondo, n astronomi nel significato che oggi la scienza d a questo termine, n astrologi desiderosi di sondare i misteri del futuro e di vendere la conoscenza che ne avrebbero potuto trarre. Erano persone che andavano in cerca di qualcosa di pi, andavano in cerca della vera luce che ci indica la strada sulla quale dobbiamo camminare nella nostra vita. Erano persone convinte che la firma di Dio riportata nella creazione e che noi dobbiamo (e possiamo) tentare di decifrarla. Che a noi dato di trovare le tracce di Dio e farci guidare da esse per arrivare alla vera vita. Non
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erano dunque avventurieri come i circumnavigatori del globo dellet moderna, che volevano ottenere nuove conoscenze sul mondo e crearsi in tal modo una fama. E neppure cera in loro quella curiosit tipica della scienza, che invia razzi nel cosmo per strappargli i suoi segreti pi reconditi. Il loro sguardo arrivava molto pi lontano. Erano persone che andavano alla ricerca di Dio e quindi andavano alla ricerca di se stesse cercavano lautentica saggezza che insegnasse loro come si deve vivere, come si fa ad essere uomini (Joseph Ratzinger, Sul Natale, 2005, LINDAU, pp.87-88). Gli studiosi sono pressoch concordi nellidentificare questi personaggi come appartenenti ad una casta sacerdotale persiana, studiosi di astronomia e astrologia, ed intimi discepoli e custodi della dottrina di Zoroastro. C una buona concordia anche nellattribuire la loro provenienza dalla Mesopotamia, Persia e Caldea. Invece per Origene, grande teologobiblista del II secolo, nella sua opera Contro Celso, i Magi sono degli esoteristi convertiti che quando vollero compiere le loro pratiche abituali non ci riuscirono, quelle pratiche che essi prima operavano con formule e sortilegi, ne cercarono la causa, ritenendo che dovesse essere straordinaria, e scorgendo quel segno divino nel cielo (abbiamo visto sorgere la Sua stella e siamo venuti per adorarlo, (Mt.2,2)) vollero indagarne il significato. Ed a me pare che essi, avendo le stesse profezie di Balam, esperto pure lui nell'arte dei maghi, trovarono l la profezia della stella (Nm.24,17): io mostrer a lui, ma non ora; io lo chiamo beato, ma egli non si accoster. Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele; quindi congetturarono che quest'uomo (= Ges), la cui nascita era stata predetta dall'apparizione della stella, doveva essere venuto nel mondo, e ritenendolo pi potente di tutti i demoni, e degli esseri che di solito apparivano a loro ed avevano un certo potere magico, essi vollero adorarlo Appar dunque naturale che alla nascita di Ges, quando uno stuolo della milizia celeste, come scrisse Luca (Lc.2,13) ed io credo fermamente, lod e disse: Gloria a Dio nel pi alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volont (Lc.2,14), la conseguenza di questo fu che i demoni perdettero il loro potere e la loro forza, dacch il loro incantesimo fu rotto e distrutta la loro potenza. Per San Giustino (100-165 d.C.) i Magi sono ex esoteristi: Una stella lucente si lev, e un fiore germogli dalla radice di Jesse, questi il Cristo (Apologia prima). Che egli poi dovesse sorgere come stella attraverso la stirpe di Abramo, Mos lha rivelato con queste parole: Sorger una stella da Giacobbe, un capo da Israele. E in un altro passo la Scrittura dice: Ecco un uomo, Oriente il suo nome. E scritto infatti nelle memorie dei suoi apostoli che alla sua nascita si lev nel cielo una stella: da questo lo riconobbero i magi giunti dallArabia e vennero ad adorarlo Coloro che tramandano i misteri di Mitra sono spinti dal diavolo a dire che loro compiono i riti di iniziazione in un luogo che chiamano grotta I magi che erano preda di tutte le cattive azioni messe in opera da quel demonio, una volta venuti ad adorare Cristo, mostrarono di essere liberati di quella potenza che li infestava I magi giunti dallArabia lo adorarono passando prima da Erode (Dialogo con Trifone). Sicuramente i Magi che appartengono alla grande tradizione astronomica mesopotamica non hanno un approccio magico ripiegarsi su di s nel proprio delirio di onnipotenza per strumentalizzare con una tecnica la divinit ma un approccio di fede, fare lesodo dalla Persia in Giudea, per adorare con la proskynesis il gesto di massimo onore possibile con cui si riconosce la sovranit assoluta nel bambino Ges, presentandogli i doni regali,
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sacerdotali e nuziali oro, incenso e mirra e accettando di ritorno di cambiare strada, di convertirsi, rifiutando di passare da Erode. I Magi non cercano i doni di Dio ma il Dio dei doni donando a lui quanto hanno di pi prezioso e rifiutando di consegnare Ges ad Erode, di apostatare la fede in Cristo. Cos dimostrano che sono Figli di Dio, figli della Luce non delle tenebre! Nellepifania (lett. manifestazione o svelamento) del Verbo incarnato al mondo festa della Luce i Magi, uomini in ricerca, puri di cuore, e vigilanti sfidando la derisione del relativismo pagano vanno in cerca della Verit e hanno lumilt di chinarsi davanti a quel Dio che si reso cos concreto e cos semplice da contraddire il nostro stolto orgoglio, che non vuole vedere Dio cos vicino e cos piccolo (papa Benedetto XVI, Epifania, 6 gennaio 2012). I Magi hanno un cuore inquieto come direbbe santAgostino perch non si accontentano di niente che sia meno di Dio. Ma anche Dio ha un cuore inquieto e per questo si incamminato verso di noi, verso Betlemme, verso il Calvario, da Gerusalemme alla Galilea e fino ai confini del mondo (papa Benedetto XVI, Epifania, 6 gennaio 2012). I Magi annunciano ad Erode che nato il re dei Giudei (Mt.2,2) perch abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti ad adorarlo. Lattesa del popolo ebraico del dominatore del mondo era febbrile, basta leggere la profezia biblica del profeta Michea: E tu, Betlemme di Efrata cos piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscir colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall'antichit, dai giorni pi remoti (Mi.5,1). Infatti sappiamo dellesistenza, nel I sec. d.C., di una credenza (sorta in Oriente, e poi diffusasi altrove) secondo la quale uomini provenienti dalla Giudea avrebbero dominato il mondo: ce ne parlano Giuseppe Flavio, Tacito e Svetonio, ed una eco di queste voci forse riscontrabile anche nella predizione, fatta da alcuni astrologi a Nerone, di una futura signoria di questultimo sullOriente oppure proprio sul regno di Gerusalemme (Svetonio, Nerone, 40.2). Pensiamo, ancora, alla IV egloga virgiliana e alla tradizione conservata da Zaratustra secondo cui il principe del bene trionferebbe sul male grazie ad un alleato, verit incarnata, che doveva nascere da una vergine che nessun uomo aveva avvicinato (Giuseppe Firpo, Il problema cronologico della nascita di Ges, p.90). Tutte le grandi profezie della Bibbia di Isaia, Michea, Geremia, Ezechiele e Daniele affermano di Ges: Tutti i popoli, nazioni e lingue lo serviranno; il suo potere un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno tale che non sar mai distrutto (Dn.7,14). Lo storico romano Tacito (55-120 d.C.) scrive a proposito della guerra giudaica del 66-74 d.C.: Nella maggioranza (degli eberei) vi era la convinzione che negli antichi libri dei loro sacerdoti fosse contenuta la profezia che lOriente sarebbe diventato molto potente e dei condottieri provenienti dalla giudea erano destinati a conquistare il mondo (Tacito, Historiae V, 13). Dice anche lo storico Svetonio (75-130 d.C.): Cresceva per tutto lOriente lantica e perdurante opinione secondo cui era destino che in quel tempo dalla Giudea dovessero arrivare i dominatori del mondo (Svetonio, Vite dei dodici Cesari (Vespasiano IV, 5)). Afferma la IV Egloga di Virgilio che cogli molto bene lattesa del tempo e si ispira agli Oracoli Sibillini - scritta pochi anni prima della nascita di Ges: Ormai torna anche la Vergine, tornano i segni di Saturno e col fanciullo ora nasce cesser la razza del ferro e sorger in tutto il mondo quella delloro Egli ricever la vita divina e regger il mondo pacificato inizier questa splendida et. Un attesa febbrile del Messia tra il 10 a.C. e il 2 a.C. confermata dagli oroscopi messianici di
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Qumran negli studi di Wacholder e Beckwith. Erode lo sapeva! Inoltre Erode conosceva la profezia della Genesi che dice: Non sar tolto lo scettro da Giuda n il bastone del comando tra i suoi piedi, finch verr colui al quale esso appartiene e a cui dovuta l'obbedienza dei popoli (Gn.49,10). Ebbene Erode re di giuda dal 40 a.C. grazie alla cittadinanza romana - era straniero, idumeo figlio di Antipatro e non giudeo, che volendo accreditarsi come figlio di Davide distrusse gli archivi e tent di falsificare il suo albero genealogico nel vano tentativo che questa profezia di Giacobbe non lo riguardasse. Pensava che la venuta del Messia nel riprendere il regno di Giuda dalle mani di uno straniero, sarebbe stata vanificata se fosse riuscito a dissimulare la sua origine idumea. Da qui la strage degli innocenti, luccisione dei bambini venuti alla luce a Betlemme negli ultimi due anni. Non ha alcun scrupolo neanche ad uccidere i suoi figli. Quindi Ges, dopo la nascita a Betlemme subir lesilio forzato in Egitto per scampare alla strage dei martiri innocenti ordinata del re Erode il Grande malvagio re di Giuda dal 34 al 4 a.C. , detto il Grande per aver costruito molti palazzi in Gerusalemme compreso un nuovo Tempio. Ebbene, Ges andr a vivere a Nazaret dopo lesilio egiziano - nella citt del germoglio di Iesse, del clan della discendenza del re Davide. Perch i Magi adorano Ges? Era la stessa cultura di quei popoli, dei sapienti persiani che attendeva quello che chiamavano un soccorritore divino, il salvatore. Per il teologo Giuseppe Ricciotti nella sua Vita di Ges Cristo del 1941 i Magi non erano astrologi e fattucchieri, pur studiando il corso degli astri, come tutte le persone colte a quei tempi, perch nellAvesta il libro sacro dei fedeli di Zarathushtra sono condannate le dottrine mantiche ed astrologiche dei Caldei e viene presentata la figura del saushyant o soccorritore che far vincere il Bene (Ahura-Madzah o Saggio Signore) sul Male (Angra-Mainyu o spirito del male). Col tempo il soccorritore divino viene identificato con tre personaggi futuri nati dalla stirpe di Zarathushtra; quello principale Astvat-ereta (Verit incarnata) e il terzo soccorritore che sar partorito da una fanciulla senza che alcun uomo le si avvicinie con lui si verificheranno la resurrezione dei morti, il giudizio universale sullumanit e il ristabilimento del regno di Ahura-Madzah o Saggio Signore. Al tempo come mostrano gli Oracoli di Ystaspe cera la tendenza ad intrecciare concetti della Bibbia con idee persiane ed pertanto del tutto verosimile che la conoscenza dellaspettativa di un Re-Messia fosse identificata con laspettativa del saushyant o soccorritore. Secondo Erodoto (V sec. a.C.) i Magi erano la casta sacerdotale dei Medi. Ovviamente San Matteo evangelista non conosceva nulla dellAvesta e presenta i Magi come dei strani personaggi. Non ne conosciamo il numero. Tertulliano (155 ca., 222 d. C. ), scrittore cristiano, il primo a dire che i Magi erano Re. Perch lo dice? Perch detto in un Salmo: Il re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi (Salmo 71). Origene teologo di lingua greca della Scuola di Alessandria (185-253), ne fissa il numero in tre perch sono tre i doni portati: oro, incenso e mirra. Sono ritenuti: 2,4,6,12 ma dal IX secolo il loro numero venne fissato tradizionalmente in tre. Infine nel VI secolo d. C. Cesario di Arles parla di Re Magi chiamati Gaspare (lett. Stimabile maestro) che diede a Ges lincenso, Melchiorre (lett. Il mio re Luce) che diede a Ges la Mirra e Baldassarre (lett. Dio protegge la sua vita) lOro, nomi presenti anche nellapocrifo molto tardivo che si chiama Vangelo armeno dellinfanzia che inoltre amplia molto la variet dei doni
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portati dai Magi. Molto interessante che ne Il Milione, Marco Polo afferma di aver visitato le tombe dei Magi nella citt di Saba, in Persia, ritenuta loro citt dorigine, confermando anche i tre consolidati nomi e affermando anche che si trovavano riposti allinterno di tre tombe distinte, ancora incorrotti, con barba e capelli. Il beato Odorico da Pordenone, recatosi nel 1320 proprio in quella regione, confermerebbe quanto narrato da Marco Polo. Dopo la Nativit i tre ricompaiono solamente da morti. Le testimonianze riferiscono che i corpi furono recuperati in India da SantElena e portati a Costantinopoli, arrivati poi a Milano, nel periodo delle Crociate, vi rimasero fino al 1164, anno in cui furono trasferiti da Federico Barbarossa a Colonia in Germania e qui riposti allinterno della Cattedrale dove vengono tuttora custoditi e adorati da numerosi pellegrini. Nei vangeli la stella (Mt.2,2) diventa col tempo la stella cometa; potrebbe essere sia il fenomeno astrofisico della congiunzione di Giove e Saturno nei Pesci, rarissima, che nel 7 a.C. avvenne tre volte (29 maggio, 1 ottobre e 5 dicembre) e registrato nel calendario stellare di Sipar una antichissima tavoletta di terracotta contenente una scrittura cuneiforme e proveniente dallarea dellEufrate e confermato dalla tavola planetaria un antico papiro egiziano pubblicato nel 1902 che conferma il calcolo di Keplero del fenomeno celeste al 7 a.C. del vistosissimo fenomeno oppure anche un fenomeno soprannaturale. Nel primo caso spiegherebbe lo strano comportamento della stella dei Magi che nel Vangelo di Matteo, appare, scompare e poi riappare. Inoltre nellottocento lo studioso danese Munter trova un commentario ebraico alla profezia delle Settanta Settimane di Daniele che certi altri dotti ebrei consideravano essere la congiunzione di Giove e Saturno nei Pesci come uno dei segni della nascita del Messia. Inoltre per gli astrologi babilonesi, Giove era il pianeta dei dominatori del mondo, Saturno il pianeta protettore di Israele e la costellazione dei Pesci era considerata il segno della Fine dei Tempi o inizio dellEra Messianica. Per questo i Magi si chiedono: Dove nato il re dei giudei?. Ges il punto centrale di uno slancio di attesa di 18-20 secoli che lo attende confermato da almeno 300 profezie e di uno slancio di adorazione che lo segue; uno sviluppo di 40 secoli unico! contrario alle leggi che reggono i fenomeni storici. Cos nei Magi si compie lattesa dei popoli: Tutti i confini della terra hanno veduto la salvezza del nostro Dio (Salmo 93), Tutti i popoli che hai creato verranno e si prostreranno davanti a Te, o Signore, per dare gloria al tuo nome (Salmo 85) e Tutti i confini della terra si prostreranno davanti a Lui tutte le famiglie dei popoli (Salmo 21). I Re Magi rappresentano i Re Gentili cio i Re dei popoli pagani di tutta la Terra che vanno ad adorare il bambino Ges. In quel momento con la Sacra Famiglia, i pastori di pecore nere e i Re Magi nasce la Chiesa Cattolica, cio universale! Per alcuni i Re Gentili indicherebbero le tre razze umane, discendenti dai tre figli di No, ossia, Sem, Cam e Iafef. Il Cardini dice che i Magi sono il simbolo delle et delluomo e delle dimensioni del tempo cosmico, espressioni dunque del presente, passato e futuro rotanti attorno al Cristo Kosmokrator e Kronokrator. Marsilio Ficino, invece, descrive i doni dei tre Magi come doni dedicati al Signore delle stelle da parte di tre Signori dei pianeti (oro=Giove; incenso=Sole; mirra=Saturno). I tre doni possono anche rappresentare i 3 continenti dellantica tradizione (Europa, Africa, Asia). Dio disse ad Abramo Ti benedir con ogni benedizione e render molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo (Gn.22,17) paragonando la Sua discendenza nella
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fede non nella carne alla moltitudine delle stelle del cielo per significarne il padre di tutte le genti si attendesse non una stirpe terrena ma celeste. Cristo la super nova cio una di quelle stelle inizialmente molto deboli bambino Ges - in cui una esplosione interna sprigiona la luce della cometa e il calore, la luce dellamore di Dio e alla fine i Re Magi stessi, cos come generalmente i Santi sono diventati a poco a poco loro stessi costellazioni di Dio, che ci indicano la strada (Benedetto XVI, Epifania, 6 gennaio 2012). Dice San Paolo: [Ges] ci ha messo in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto (Col.1,12-13). Ai Magi rappresentanti de il popolo che camminava nelle tenebre vide[ro] una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse (Is.9,1); dal paganesimo ordinariamente violento e idolatra a Cristo lunica luce del mondo e alla sua unica Chiesa il lucerniere. Cosa questa luce del Natale? Il Verbo si fatto carne e ha preso dimora presso di noi!; egli venuto come bambino per vincere la nostra superbia e renderci liberi dalle catene del peccato per amarlo. Come Maria dobbiamo dire Si faccia di me, secondo la tua Parola. Come i pastori dobbiamo senza indugio, in fretta lasciare le nostre attivit umane e andare a trovare la sacra famiglia attorno a Ges bambino per essere avvolti di gloria e di luce. Urge convertirsi! Come i Magi dobbiamo lasciare le nostre false sicurezze e metterci in discussione seguendo la stella accogliendo le grazie per giungere ad adorare Ges eucarestia qui in Chiesa per adorarlo per sempre in cielo. Urge ladorazione eucaristica! I pastori e i Magi sono figura degli ebrei e dei pagani che Ges, fin dalla sua nascita, unisce universalmente alla sua adorazione. Nessuno viene escluso dallAmore di Dio, ne i pastori di pecore nere gravemente impuri ne i Magi pagani e idolatri considerati maledetti. Occorre per rispondere ECCOMI alla chiamata del nostro Salvatore! Egli infatti dice: Ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore (Gv.10,16). Infatti solo Ges il nome sopra ogni altro nome e nel nome di Ges ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sottoterra (Fil.2,9-10). Cosa rappresentano i doni che i Magi porgono a Ges? Dice SantIreneo (130-202 d.C.): Balaam profetizz anche la sua stella in questi termini: Spunter una stella da Giacobbe e sorger un capo in Israele (Nm.24,17). Ora afferma che i Magi, provenienti dallOriente, dissero: Abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo (Mt.2,2) e che dalla stella furono condotti alla casa di Giacobbe (Lc.1,33), dallEmmanuele e mostrarono, con i doni che gli offrirono (Mt.2,11), chi era Colui che adoravano: la mirra mostrava che Egli era Colui che per il genere umano, che mortale, sarebbe morto e sarebbe stato sepolto; loro, che era il Re, il cui regno non ha fine (Lc.1,33); lincenso, che era Dio, il quale si fece conoscere in Giudea (Sal.75,2) e si manifest a coloro che non lo cercano (Is.65,1; Rm.10,20) (Adversus Haereses). Loro il simbolo del potere regale Ges il Re per sempre - lincenso il simbolo del potere sacerdotale Ges il Sommo sacerdote, la vittima e il Tempio - e la mirra il profumo della sposa, Ges lo Sposo, lunico sacrificio profumato di santit agli occhi del Padre che riunisce la sua sposa in intimit; non pi solo gli ebrei ma anche i pagani. Allora il significato di questa festa dellEpifania: la manifestazione dellamore universale di Dio. Non c nessuno al mondo
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che possa sentirsi escluso dallamore del Signore. Questa la buona notizia che levangelista qui anticipa. Tre le possibili risposte allAmore di Dio: Erode: lamore di s fino al disprezzo di Dio (Agostino). Tra la volont di Dio e la sua egli ha scelto la sua. CHIUSURA. I sacerdoti: sanno che Ges nascer a Betlemme, sono in grado di indicarlo anche agli altri, ma essi non si muovono per adorarlo. APERTURA A PAROLE. Magi: lasciano le loro sicurezze e senza indugio seguono la stella e vanno ad adorare Ges provando una grandissima gioia per riconoscerne la sovranit assoluta. Non sono mossi da curiosit ma da autentica piet. Non cercano di aumentare la loro gnosi ma di esprimere la loro devozione e sottomissione a Dio. Decidono di tornare nel loro paese - avvertiti in sogno - per un'altra strada, perch dopo aver incontrato Cristo non si pu tornare indietro per la stessa strada. Siamo Magi anche noi se veniamo ad adorare Ges nellEucarestia, di tutto cuore. APERTURA A FATTI. Si ha notizia della celebrazione della Epifania fin dal 215 d.C.; questo vuol dire che da subito i cristiani festeggiavano lEpifania! Per concludere la Beata Chiara Luce Badano (29 ottobre 1971- 7 ottobre 1990 [festa il 29 ottobre]) ci da un suggerimento su come non lasciarci sfuggire la grazia di Dio: Ho capito che se noi fossimo sempre nella disposizioni danimo pronti a tutti, quanti segni Dio ci manderebbe compreso anche quante volte Dio ci passa accanto e noi non ci rendiamo conto. dFA