Sei sulla pagina 1di 7

21 giugno 2006 Gianfranco Pavesi

Dialetto e computer: questo matrimonio sha da fare

1. Premessa Non crediamo sia il caso di riprendere qui, ancora una volta, quanto gi scritto in pi occasioni circa limportanza, in termini di prestigio e di diffusione, della grafia normalizzata (o storica) del Piemontese, n di ribadire come essa rappresenti solo un diverso modo di scrivere le stesse parole, gli stessi suoni delle nostre parlate, senza alcuna interferenza in questo senso. E neppure staremo ad illustrare nei dettagli come la normalizzata costituisca la chiave per accedere a gran parte dei Concorsi letterari indetti nella nostra Regione: ormai da alcuni anni abbiamo il piacere di traslitterare testi di vari Autori e di vederli poi ottenere meritati e prestigiosi riconoscimenti che fanno di Novara e del Novarese una presenza non pi sporadica. Piuttosto da sottolineare come questi successi possano oggi diventare non sono momento di legittima soddisfazione per i singoli che li conseguono, ma anche spunto per la crescita di un movimento culturale complessivo, crescita che non sarebbe certo possibile se ci si limitasse a trarre spunto dalla asfittica offerta culturale che connota la nostra provincia (parliamo qui di concorsi, non semplicemente di rassegne o serate, che certo possono avere un loro ruolo, ma che per definizione si sottraggono al compito, pure necessario, di far emergere i migliori). 2. Tre... cautele Da molto tempo ci veniva da pi parti richiesto un prontuario su come effettuare il passaggio dalla grafia locale a quella normalizzata, e sempre ci eravamo sottratti a questa domanda. Ci per almeno tre buoni motivi, che rappresentavano e continuano a rappresentare altrettante indicazioni di Prudenza!: a. il prontuario non pu ancora considerarsi completo: tuttora un work in progress che ne siamo statisticamente certi subir ulteriori modifiche (si spera solo di dettaglio) nel prossimo futuro; b. anche se il manuale di istruzioni fosse completo e definitivo, andrebbe comunque sottolineato con forza che nelle indicazioni circa la traslitterazione si d per scontato che la grafia di partenza sia quella locale dellAcademia dal Rison (e non una qualsiasi grafia di quelle che sono state discutibilmente definite alla novarese), e, naturalmente, che tale grafia sia applicata in modo corretto: in mancanza di questi requisiti, il prontuario anche quando sar definitivo non potr che portare, di regola, ad una moltiplicazione degli errori; c. infine, posto che come detto in premessa il ruolo che la grafia normalizzata ha in quanto chiave daccesso ai concorsi dovrebbe essere ormai ben chiaro, non vorremmo che qualcuno si lasciasse tentare da un utilizzo eticamente disinvolto di tale grafia: la grafia normalizzata non un bacomat che permette di (provare ad) ottenere riconoscimenti, ma il segno tangibile delladesione ad una comunit culturale di cui possiamo far parte (sia pure in posizione linguisticamente decentrata) e che cosa pi importante ci apre le braccia senza riserve. Lofferta pu essere accettata o rifiutata, ma si deve poi essere coerenti con la propria scelta. Alla luce di quanto sopra, ed in particolare dei primi due punti, ci permettiamo quindi di suggerire agli Autori che vorranno cimentarsi nella traslitterazione delle proprie opere lopportunit di sottoporci lesito finale di tale procedura, il che potr costituire anche per noi un utile ampliamento della casistica studiata. Ad una tale consultazione subordinata anche la possibilit, da parte degli Autori, di attribuire allAcademia dal Rison la grafia utilizzata. Saremo lieti di essere consultati in caso di dubbi o difficolt, nonch di ricevere segnalazioni su eventuali lacune o errori.

Academia dal Rison Materiali

Pagina 1 di 7

3. Dalla grafia locale a quella normalizzata: cosa cambia Cosa cambia nel passaggio dalla grafia locale a quella normalizzata? Apparentemente, molto: le due grafie, infatti, restituiscono a prima vista impressioni molto diverse. Basta tuttavia far eseguire al computer le sostituzioni sistematiche indicate nella tabella a fianco (con laccortezza, determinante, di procedere esattamente nellordine indicato) per ottenere un testo che sembrer gi molto vicino alla grafia normalizzata. E se onest vuole che si dica che non tutte le sostituzioni sono cos facili 1 , va anche sottolineato come queste semplici, addirittura banali operazioni di sostituzione automatica rappresentino, dal punto di vista quantitativo, gi (almeno) il 90% delle modifiche necessarie. Tab. 1 (1) Eccezione: la congiunzione o rimane tale anche in normalizzata. Sostituisci con (2) Il segno non in realt ad oggi ufficialmente contemplato dalla grafia piemontese normalizzata, che non prevede in effetti alcun o (1) grafema specifico per la o chiusa. Il ricorso alla per rendere (2) questo fonema stato tuttavia suggerito da Nedo Bocchio Chiavetto, con riferimento alla parlata locale di Prato Sesia 2 e pi in generale al Piemontese parlato nelle Valli della Sesia e della Sessera 3 . In u o quella variante la o chiusa ha probabilmente suono ancora pi u marcatamente chiuso (e certo un ruolo pi caratterizzante) di quanto avviene da noi, ma il problema (necessit di un nuovo segno rispetto a quanto previsto dalla grafia normalizzata) analogo, per eu cui ci pare corretto adottare anche una analoga soluzione. a (3) Aggiungiamo che questa (piccola) aggiunta ha gi passato ripetutamente il vaglio di concorsi che ponevano fra le condizioni di sgi, sge, sg i, e, ammissione lutilizzo della grafia piemontese: citiamo per tutti il s-g sg prestigioso Sit d Canej [Citt di Canelli], nel cui bando di concorso si legge La grafa dovr dai concorent a dev esse cola piemontisa. (3) Solo se prostetica (es.: cinch a-stra = cinch stra), non invece in parole composte (es.: portaciav = prta-ciav). Da notare anche che, qualora la variante prevedesse lintroduzione di una a prostetica anche dopo un articolo (determinativo o indeterminativo), la trattazione sarebbe ancora diversa: p.es. un eventuale na-spegg andrebbe normalizzato in n spegg. Pu essere utile a questo punto proporre qualche esempio pratico di come variano alcune singole parole nel passaggio dalla grafia locale a quella normalizzata:

P.es. nella grafia locale si scrive (e si pronuncia) al riferendosi indifferentemente allarticolo determinativo maschile, al pronome verbale di 3^ persona singolare o alla preposizione articolata: scriviamo cos al (articolo) ziu al (pronome verbale) v al (preposizione articolata) mr; in grafia normalizzata invece quando al articolo convenzionalmente scritto l, per cui in normalizzata la frase proposta diventa l zio al va al mr. Chiariamo subito, a scanso di equivoci, che la distinzione tra l ed al esclusivamente grafica e non ha alcun riverbero sulla pronuncia (che rimane comunque /al/). E evidente che sostituzioni di questo tipo non possono essere lasciate al computer, ma vanno effettuate alla luce di una (per quanto semplice) analisi grammaticale specifica da svolgersi di volta in volta. 2 In Antonio Guarneri, Parle da Praa. Dizionario pratese-italiano, edizione della Pro Loco di Prato Sesia [NO], 2002, (vocabolario che sarebbe il condizionale purtroppo doveroso, considerate le notevoli imprecisioni contenute in piemontis comun) si legge infatti (p. 15) Abbiamo seguito per la grafia le norme adottate dal Centro studi Piemontesi e stilate dalleminente studioso ed appassionato cultore Nedo Bocchio, insegnante della lingua piemontis comun. Egli, in base a studi filologici, ha potuto aggiungere la vocale o con accento circonflesso per facilitare la pronuncia chiusa au, eau francesi tanto frequente nelle parlate valsesiane.. 3 Lo stesso Bocchio Chiavetto nella sua Grammatica Valsesiana Dispense delle esercitazioni nelle varianti locali (materiale didattico a corredo del Corso Piemontis damprende Leggerlo scriverlo parlarlo, Corso organizzato dal Centro Studi Piemontesi e tenutosi a Varallo Sesia nel 2005) pone la tra le particolarit ortografiche che si possono incontrare in scritti che vogliono rendere fedelmente la pronuncia del Piemontese parlato nelle Valli della sesia e della Sessera, e chiarisce che si pronuncia come se fosse una o italiana molto chiusa (folatn, dolr, cre) (pag. 1). Si noti che la pronuncia dei termini proposti rispettivamente:fulatn, dulr, cre (correre).
Academia dal Rison Materiali Pagina 2 di 7

Gr. locale gross pivin utbar (a)

Gr. norm. grss pivin otbar (a)

Gr. locale sciur tt ltim

Gr. norm. scior tut ltim

Gr. locale gigh cr basg-lta (b)

Gr. norm. gieugh cheur balta (b)

(a) Nel caso delle parlate della Bassa Novarese: utbr otbr. (b) Lesempio vale in questo caso solo per la parlata di Novara; un esempio analogo per Borgolavezzaro : rsg-n run. 4. La normalizzazione: le difficolt pi tipica Pur senza avere la pretesa di esaurire qui la trattazione dellargomento, proponiamo ora le difficolt che si incontrano pi di frequente nella procedura di normalizzazione. a) preceduta da c o g dolce Come detto la viene traslitterata in eu. Applicando le sostituzioni automatiche elencate avremmo allora p.es. che cr diventerebbe ceur. La presenza di una e dopo la c potrebbe per indurre a pronunciare la c stessa come dolce. Volendo invece mantenerne il suono duro si inserir una h: cheur. Analogamente: gb diventer gheub (e non semplicemente geub come si otterrebbe con la sostituzione automatica). Nel caso invece di c e g dure non occorrono interventi correttivi: p.es. gigh si normalizza in gieugh. b) u invariata In alcuni casi la u rimane u anche in normalizzata (anzich diventare o) : p.es. quando preceduta dalla q: si scriver cio p.es. quart (e non qoart) anche in grafia normalizzata e nei gruppi gu+vocale se la u forma dittongo con la vocale che segue (p.es.gursc); si ha invece traslitterazione in o, secondo la regola generale, se forma iato (p.es. goern nella bassa Novarese: goern oppure goern [governare]). c) Larticolo al Come anticipato nella nota 3, al si normalizza in l quando articolo, mentre rimane invariato quando pronome verbale e quando preposizione articolata La frase al (articolo) ziu al (pronome verbale) v al (preposizione articolata) mr; diventa dunque l zio al va al mr 4 . d) Larticolo i 5 Anche i ha pi di una funzione, e di nuovo la normalizzata sottolinea questo anche a livello grafico: i si normalizza in ij quando articolo e precede una parola che inizia per consonante: ij dni [Borgolavezzaro: ij don] e in j quando articolo ma precede una parola che inizia per vocale jltim; resta invece invariato quando pronome verbale: Jman i pagvn pss [Bassa Novarese: Jmn i paghvn pss].

Lo scrivere v (accentato) in grafia locale e va (non accentato) in normalizzata non un errore ma risponde ad una necessit diacritica che si ha in grafia locale: vedi successivo punto g. Viceversa, mr [mare] resta accentato in entrambe le grafie perch sempre diacritico rispetto a mar [amaro]. 5 La presenta trattazione fa riferimento alla grafia fino ad ora utilizzata ufficialmente (cfr. la rubrica LAcademia di gigh sul Corriere di Novara). Sono ancora in fase di studio ipotesi che permetterebbero di risolvere il problema gi a livello di grafia locale. Come si noter, in questo caso la resa grafica della normalizzata pi vicina alla pronuncia di quanto non sia la grafia utilizzata finora a livello locale. Tuttavia non automatico che larticolo i abbia pronuncia semiconsonantica se seguito da termine che inizia in vocale: p.es. a ghha salt nt jcc o a ghha salt nt i cc?
Academia dal Rison Materiali Pagina 3 di 7

e) La preposizione da La normalizzazione della preposizione da rappresenta in assoluto il problema pi spinoso che si incontra durante la normalizzazione. Ci si deve al fatto che le varianti novaresi rendono indifferentemente con da tanto litaliano di: d da lur (due DI loro) che litaliano da: l riv da Trin ( arrivato/a DA Torino) Il Piemontese (e quindi anche la normalizzata) distingue invece i due casi, proponendo rispettivamente d (du d lor) e da (l riv da Turin). Purtroppo il ricorso alluna o allaltra alternativa dipende dal complemento che la preposizione si trova a reggere e, in qualche caso, perfino, dallo specifico modo di dire, con tutte le complicazioni che ne derivano. Tuttavia una approssimazione molto buona si ottiene scrivendo d quando il da della parlata locale sta per litaliano di e da quando sta invece per litaliano da. Problemi in larga misura analoghi si hanno con ad e dal. f) Alcune sostituzioni mirate In alcuni casi particolari, infine, si deve procedere a sostituzioni mirate, relative cio a singole parole. V va. Un primo esempio quello cui si faceva cenno nella Nota 4, in cui si detto che v (voce verbale da and [and, and nella Bassa Novarese]) perde laccento nella normalizzazione perch cade la necessit diacritica che giustifica, a livello locale, laccento stesso. Cos la frase va [= varda] chl dre chal v: a va spta mia! 6 (guarda che se ne sta andando: non vi aspetta) diventa in normalizzata va chl dre chal va: a v spta mia! [la frase nella parlata di Novara; a Borgolavezzaro avremmo: va [= vard] chl dre chal v: a va speci no! va chl dre chal va: a v speci n!]. 7 Pronomi personali complemento. Proprio i pronomi personali complemento rappresentano un tipico caso di sostituzione: p.es. la frase a ma/ta/ga/va scapa da piss diventa a m/t/gh/v scapa d piss. [a Borgolavezzaro: a ma/ta/ga/va scap da piss a m/t/gh/v scap d piss]. N.B. Per quanto riguarda le varianti della Bassa Novarese che utilizzano il pronome di seconda persona singolare ta, tale pronome rimane invece invariato: Ti ta ta spegi [tu ti specchi] si normalizza in ti ta t spegi. Di dij (partitivo). La preposizione dialettale di, che il pi delle volte ha valore partitivo [dei, delle: un p di m parent (alcuni dei miei parenti), al pss grass di m ziu (il pi grasso tra i miei zii)] si normalizza in dij: on p dij m parent; l puss grass dij m zio. Ci avviene anche davanti a nomi che iniziano in vocale, in quanto anche in questo caso il suono della i di di non diventa semiconsonantico ma rimane pienamente vocalico: a gh di udur gram (ci sono degli odori sgradevoli) a gh dij odor gram. D di (sostantivo). Un altro caso ricorrente quello del sostantivo d (giorno), che in grafia locale accentato per distinguerlo dalla preposizione di. Poich tale preposizione viene scritta diversamente nella grafia normalizzata (dove quasi sempre diventa dij), anche qui la finalit diacritica cessa e con essa viene meno la necessit di accentare la parola. Lespressione Al d di mort si normalizza pertanto in l di dij mrt.

Ricordiamo che, mutuando la regola dal Piemontese, in caso di omofoni monosillabi, si segue una sorta di gerarchia (verbo sostantivo altre parti del discorso), per cui: se uno degli omofoni una forma verbale, si accenta quella (p.es. d [verbo] vs. da [preposizione]; se tra gli omofoni non vi sono forme verbali, allora prevale il sostantivo (p.es. cr [carro] vs. car [caro]). La regola applicata rimane la stessa, tanto in grafia locale quanto in normalizzata: sono invece le differenti rese grafiche a poter portare, come visto, a soluzioni diverse. 7 Come si pu notare, il va complemento (va speci = aspetta voi), si normalizza in v, il che fa appunto cadere la necessit di accentare il va voce verbale di and per distinguerlo da qualcosaltro.
Academia dal Rison Materiali Pagina 4 di 7

Par pr (preposizione semplice). Unultima normalizzazione assai frequente che riteniamo di segnalare infine quella della preposizione semplice par [per], che per convenzione diventa pr. 8 Po p. A lungo abbiamo scritto, come in italiano, po. La normalizzazione porterebbe ad un improponibile p, che va quindi cambiato in p. Tuttavia siamo ormai convinti che sia pi coerente la grafia p, in quanto evita di riproporre una ossequiosit alla grafia italiana che altrove stata evitata (p.es. cel e non ciel). Tabella riassuntiva Sostituisci con (po [solo parole intere]) (p) o [solo parole intere] o u o qo qu u eu sgi i s-gi sgi a- (prostetica) [solo parole intere; NON se na-] a (articolo) [solo parole intere] al (articolo) [solo parole intere] l ad [solo parole intere; da valutare] d da [solo parole intere; da valutare] d dal [solo parole intere; da valutare] dl par [solo parole intere] pr pr [solo parole intere] par di [solo parole intere] dij [solo parole intere] d (solo se significa giorno) di ij [se la parola che segue inizia per i (articolo) [solo parole intere] consonante] j [se la parola che segue inizia per i (articolo) + spazio [solo parole intere] vocale] qo qu go + vocale (solo se dittongo) gu + vocale Ceu Cheu Geu Gheu na (solo pron. pers. compl.) n [solo parole intere] ga (solo pron. pers. compl.) [solo parole intere] gh ma (solo pron. pers. compl.) [solo parole intere] m sa (solo pron. pers. compl.) [solo parole intere] s ta (solo pron. pers. compl.) [solo parole intere] t va (solo pron. pers. compl.) [solo parole intere] v (facoltativo) ssla ss-la

Anche questo passaggio comporta labbandono, in normalizzata, di un accento diacritico cui si ricorre nella grafia locale: quello relativo ad alcune voci del verbo par [sembrare]: la frase am pr chal sa [Bassa Novarese: s] par mi diventa infatti: Am par chal sa [si] pr mi. Da notare che sa [o si] (verbo) a sua volta accentato (sia in grafia locale che in normalizzata) in quanto diacritico rispetto al sia [si] congiunzione (p.es.: sia [si] ti che l = sia [si] ti che lu)...
Academia dal Rison Materiali Pagina 5 di 7

L gn sera Tim meni via par man sul se tim parli, e i turni cun la ment andua tho vist la prima volta: in ms al verd, l in alt, tra cel e tra. E pssan, cume laqua dun turent, i uri, ... e van e van i gambi via sicri, insma ti par man sul se tim parli. Btan i cr e i nim i hin visin; tant al sl l gi cal! Stat ch e dam da tr: l p l temp dla ligera, anca l l fin! Ts cap?, l gn sera! Tapet verd dzura i tvul; tapet verd duna volta vin nuvl da vendmia e vigt chi ciciran; caciadur cunt al can e na vgia cansn chas senta luntan... L l m mund! Dss sn ch urmai tt discrusi. Ma anca ti dam da tr: frmat ... ft mia strs! Stat ch renta mi e mvat p. Manda gi i guln cun mi; i guln dun temp perd nt i pra dla giuvent. Adss, tra tanti bsi, gh na roba sula chl vera; Ts cap? ... L gn sera!

L gn sera Tim meni via pr man sol se tim parli, e i torni con la ment andoa th vist la prima vlta: in ms al verd, l in alt, tra cel e tra. E pssan, come laqua don torent, jori, ... e van e van ij gambi via sicuri, insma ti pr man sol se tim parli. Btan ij cheur e jnim i hin visin; tant l sl l gi cal! Stat ch e dam da tr: l pu l temp dla ligera, anca lu l fin! Ts cap?, l gn sera! Tapet verd dzora ij tvol; tapet verd dona vlta vin novl d vendmia e vigt chi ciciran; caciador cont l can e na vgia cansn chas senta lontan... L l m mond! Dss sn ch ormai tut discrosi. Ma anca ti dam da tr: frmat ... ft mia strus! Stat ch renta mi e mvat pu. Manda gi ij goln con mi; ij goln don temp perd nt ij pra dla giovent. Adss, tra tanti busi, gh na rba sola chl vera; Ts cap? ... L gn sera!

Sandro Bermani Da: La Famiglia Nuaresa, dicembre 1999, 170, p. 10.

Academia dal Rison Materiali

Pagina 6 di 7

AS FASEVA QUAND A RIVAVA I PRIMI GELADI Al giasc [...] La giascra Fin da men c al ris, as cumenciava a spian ben una campagna visin a la cassina, e p as impieniva daqua alta d o tri did. P a sa spetava che al gel a la faseva giasci. Quand lera divent un bl lastrn da giasc i lassvan and s i fii a f la sclgarola, cus intant chi gigvan i rumpvan al giasc indua lera trop stil e i impienvan i voi. P al fitvul al mandava i man a f cur ancura d o tri did daqua datsura dal giasc e a spetava chla gelava anca cula-l. I ndvan vanti cus fina a quand a gneva un giascin alt almenu una spana e alura lera prunt. I man i ndvan dntar cunt i pich, i la s-ciapvan a toch, i la cargvan s n trabch e p i la menvan c, visin a un bgin a tramuntana fund pss dun man: la giascra. Par f una giascra a ghandava bt dntar int al bgg un curs da giasc e vn da bla, p ancura vn da guasc e vn da bla, e via cus fin quand lera pien. P cun di passn (=paletti) da rbina as faseva na scapiota par quercial; cunt al tecc da paja spss ms mtar e cun do porti vna dntar int laltra. La prima a ghaveva la saradra e par derdala agh andava la ciav. La secunda, chla dava propi int la giascra, la derdvan pena dopu av sar s la prima par mia f riv fina al giasc i bufn daria calda. La tra vans dal bgg la gneva miss tta in gir a la scapiota e sagh nera basta anca sl tecc, e cus as furmava cum na muntagnola. Sl giasc al lat al pugiava i furmi da strachin zrb e a ia lassava l fin quand agh nera na carga da purt a Nuara dua i strachinat (stagionatori). Al fitvul e i salari i purtvan dntar la pulaja, vidl, lmbar, insuma tta la roba chla duveva vess cunserv int al frd. L, la drava mes e mes, e quand al lavur lera stai fai ben a gneva lura da f al giasc chal ghera ancura cul vegg. La giascra la duveva vess fai par Nadal: leva lltim racolt. [..]

AS FASEVA QUAND A RIVAVA IJ PRIMI GELADI l giasc [...] La giascra Fin d men c l ris, as comenciava a spian ben ona campagna visin a la cassina, e peu as impieniva daqua alta du o tri did. Peu a s spetava che l gel a la faseva giasci. Quand lera divent on bl lastrn d giasc i lassvan and s ij fieui a f la sculgarla, cos intant chi giugvan i rompvan l giasc indoa lera trp sutil e i impienvan ij vi. Peu l fitvol al mandava jman a f cor ancora du o tri did daqua datsora dl giasc e a spetava chla gelava anca cola-l. I ndvan vanti cos fina a quand a gneva on giascin alt almeno ona spana e alora lera pront. Jman i ndvan dntar cont ij pich, i la s-ciapvan a tch, i la cargvan su n trabuch e peu i la menvan c, visin a on bugin a tramontana fond puss don man: la giascra. Pr f ona giascra a ghandava but dntar int l beugg on cors d giasc e vun d bula, peu ancora vun d giasc e vun d bula, e via cos fin quand lera pien. Peu con dij passn (=paletti) d rubina as faseva na scapita pr quercial; cont l tecc d paja spss ms mtar e con d prti vuna dntar int laltra. La prima a ghaveva la saradura e pr duerdala agh andava la ciav. La seconda, chla dava prpi int la giascra, la duerdvan pena dpo av sar s la prima pr mia f riv fina al giasc ij bofn daria calda. La tra vans dal beugg la gneva miss tuta in gir a la scapita e sagh nera basta anca sul tecc, e cos as formava com na montagnla. Sul giasc l lat al pogiava ij formi d strachin zrb e a ia lassava l fin quand agh nera na carga da port a Noara doa ij strachinat (stagionatori). l fitvol e ij salari i portvan dntar la polaja, vidl, lmbar, insoma tuta la rba chla doveva vess conserv int l frd. L, la durava mes e mes, e quand l lavor lera stai fai ben a gneva lora d f l giasc chal ghera ancora col vegg. La giascra la doveva vess fai pr Nadal: leva lltim raclt. [..]

Giuseppe Tencaioli Dal Corriere di Novara di luned 3 marzo 2003, pag. 62


Academia dal Rison Materiali Pagina 7 di 7