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Cari amici, Velia.

Sempre allinterno siamo lusingati e felici per di questa area di scavo, fu laccoglienza riservata a ritrovata anche una statua questa nostra iniziativa di Asclepio, datata alla Conoscere, tutelare, valorizzare il nostro patrimonio editoriale. La prima met del I sec.d.c., culturale consapevolezza di voler che testimonia portare avanti uniniziativa chiaramente la Anno I, numero 2, 8 settembre 2005 qualificante ma tutto consacrazione di quel sommato rivolta ad un pubblico di nicchia, luogo al dio della medicina, figlio di ApolloAsclepio affidato alle cure del centauro si frantumata dinanzi alle oltre 150 copie guaritore. Del resto, con molta probabilit, la Chirone, che lo avrebbe allevato e istruito della rivista richieste e lette. Ci funge da zona della cosiddetta agor doveva ospitare un nella medicina; ugualmente, nella versione di incredibile incentivo e rafforza la convinzione luogo sacro ad Asclepio, un Asclepieion, Pindaro (III ode Pitica ) ripresa la storia del di poter fare a Pisciotta un serio discorso di formato da un pozzo e da un boschetto sacro, tradimento di Coronide, figlia del re dei rinascita e confronto culturale. A partire dal che per la sua configurazione riproduceva gli Tessali, che sarebbe stata trafitta da Artemide, presente numero il nostro foglio di discussione Asclepiadei di origine ionica. N si pu per volont di Apollo, dio terribile e oscuro sar diffuso, nei centri di distribuzione tralasciare che in et ellenistica, Elea-Velia fu che avrebbe risparmiato il figlio, frutto del loro debitamente segnalati, in concomitanza con una delle poche citt dellOccidente greco ad amore, strappato alla fanciulla dal grembo e appuntamenti e festivit particolarmente sentiti essere visitata da unambasceria inviata da Cos affidato alle cure di Chirone. nella quotidianit pisciottana. Nel ringraziarvi (che gi dal 600 a.C. era stato uno dei centri In questa ricostruzione del mito, interessante tutti per lattenzione e la simpatia accordate vi pi importanti di culto di Asclepio) per notare che Apollo, quale genitore di Asclepio, diamo perci appuntamento con il terzo chiedere il riconoscimento delle feste istituite appare nellaspetto duplice di divinit oscura e numero di Rinascita Culturale all1/11/2005. in onore del dio e il diritto di asylia del suo lupesca, in preda allira, cui si ricollegano i santuario. E ipotizzabile, dunque, che a Velia simboli analoghi del cane e del serpente, La redazione ********** doveva essersi gi affermato con una certa propri del culto di Asclepio, e al tempo stesso, incidenza il culto di Asclepio, che a Cos trov di dio luminoso, guaritore e salvifico, che sono Il culto di Asclepio a Velia. fertile terreno di sviluppo, per la presenza di anche le caratteristiche di base della figura di unimportante comunit terapeutica, Asclepio, dio medico, che guariva i malati sul Il culto di Asclepio personaggio della caratterizzata da centri clinici idrotermali che, limitare tra la vita e la morte. Il legame mitologia greca considerato il dio patrono della unitamente alla fondazione di una Scuola cultuale Asclepio-Apollo la premessa medicina, ebbe un vasto sviluppo in tutto il medica Ippocratica, tra il IV e il III sec.a.C. fondamentale per introdurre un dato che sar mondo classico; probabilmente ebbe origine in arricch la nozione originaria della guarigione rilevante nella nostra analisi: il culto di Apollo Tessaglia, gi in et pre-omerica, nellantico divina di un apporto anche scientifico. oulios (guaritore) noto in tutta lAsia minore, centro di Trikka (od.Trikala) che costitu il fin dallantichit, diffuso anche nellisola Loredana Ferrigno primo luogo di culto della divinit. greca di Cos, ebbe le sue radici proprio nella Poi il culto si estese ad Epidauro che divenne, Ionia e fu soppiantato successivamente dal Maratone di nuoto. intorno al 500 a.C., la sede di un prestigioso culto di Asclepio, suo figlio, che rapidamente santuario dedicato al dio Asclepio, dove i si diffuse in tutto il mondo greco. Dunque, malati guarivano attraverso rituali di Per nuotare lungo 20 km di costa occorrono, doveva esistere una forte tradizione prepurificazione da ogni traccia umana, che nellordine, molta tenacia e il grande affetto asclepica di carattere medico-sacrale, legata implicavano un rapporto personale di degli amici che ti seguono in barca per 7 ore, allimmagine di Apollo-guaritore, apertura al divino per la loro liberazione dal 41 minuti e 13 secondi sotto il sole mentre tu probabilmente di origine ionica, che precedette male terreno. stai al fresco in acqua a nuotare Quindi, laffermarsi del culto di Asclepio, dio della E chiaro, dunque, che la religione di Asclepio prima di tutto, grazie a tutti gli amici che mi medicina, venerato in tutto il Peloponneso e in nella sua prima fase di diffusione present hanno dato una mano (le barche, le foto di Asia Minore, dove sorsero appositi santuari, i connotazioni metafisiche estranee Giuseppe Cucco, lassistenza medica, cosiddetti Asclepiadei, costituiti da una fonte o allesperienza umana, in unottica lorganizzazione) e grazie ai militari della un pozzo circondati da un bosco sacro e da una prevalentemente sacerdotale e mistico-sacrale, Capitaneria di Porto di Acciaroli che mi hanno clinica detta adyton. Alla luce di tali secondo cui, la stessa figura del medico scortato fino alle Cale di Ascea. argomentazioni, non difficile credere che i assumeva la valenza quasi iniziatica di tramite Il giorno della traversata il momento clou Focei, fondatori di Elea-Velia, provenienti tra il divino e lumano. Tale ipotesi di un anno di lavoro svolto prevalentemente in dallAsia Minore, dove si era gi sviluppato il suffragata dallo stretto legame che intercorre, piscina, dove giorno dopo giorno si costruisce, culto di Apollo oulios, avrebbero portato con nella tradizione mitologica, tra la figura di con laiuto degli allenatori, la preparazione s questa tradizione medico-religiosa, da cui Asclepio e quella di Apollo, considerato suo tecnica e atletica necessaria a sostenere una sarebbe derivato, in un secondo momento, il genitore e soprattutto dio guaritore, che prova cos lunga. culto di Asclepio, ben documentato a Velia. operava la guarigione per il tramite di Gli allenamenti sono faticosi, a volte tanto Infatti, esistono elementi di riflessione a unesperienza divina. ripetitivi da diventare estenuanti, c sempre supporto di tale ipotesi, emersi non solo dalla A tale proposito, per comprendere fino in qualcosa da rivedere nello stile (la bracciata documentazione archeologica, ma anche da fondo il rapporto tra le due divinit, corta, scivoli poco in acqua, devi migliorare quella epigrafica. In primis, va detto che nella opportuno soffermarsi brevemente sulla genesi il rollo, perch sollevi la testa quando campagna di scavo condotta da P.Ebner a mitologica del culto di Asclepio, variamente respiri? perch respiri?) e gli allenatori sono Velia, nel corso degli anni 60, emersero erme ricostruita dalle fonti letterarie. inflessibili, sincazzano quando sbagli e statue marmoree, con iscrizioni dedicatorie Alla remota mitologia tessalica che faceva Quando sono a Roma, lora di pranzo relative a tre medici eleati, qualificati come derivare la nascita di Asclepio dallunione di dedicata al nuoto; la piscina quasi deserta e physicoi, ovvero filosofi naturalisti, ma anche la corsia libera per le ripetute sui 400 metri o una dea lunare (Phebe) con un dio infero come ouliadai, ovvero appartenenti ad un gli allunghi sui 1.500. Il tecnico si chiama identificato con Ermes, si collegano le versioni ghenos che evidentemente riconosceva come Daniele, un ragazzone di 30 anni molto su pi comuni del mito, che attribuivano la nascita capostipite Apollo oulios, dio protettore della con il peso, ma quando scende in acqua un di Asclepio allunione di Apollo (nel suo salute e della cura. Inoltre, al di l delle sughero. Mi richiama ad ogni vasca, ha sempre aspetto oscuro di dio infero) con Coronide, corrispondenze onomastiche, nello stesso un consiglio da darmi, sempre un difetto da fanciulla-cornacchia dalla natura lunare, complesso architettonico, fu recuperata anche correggere, si nota chiaramente che mi sono originariamente bianca, poi divenuta nera a una statua marmorea con uniscrizione alla formato fra le onde di Gozzipuodi pi che seguito della sua infedelt. Infatti, nel poema base in cui ricorreva lo stesso termine oulis, di nelle acque di una piscina. Dopo unora di epico attribuito ad Esiodo sugli amori di solito attribuito ad Apollo sanatore, a allenamento mi congeda: bene, ora chiudi Apollo e di Coronide, si narra che Apollo pun sostegno dellipotesi di un culto di Apollo con un 800 di scioglimento (800 m) e un 400 il tradimento di Coronide, facendo diventare oulios antecedente al culto di Asclepio a di gambe. nera la fanciulla lunare e salvando solo il figlio

RINASCITA CULTURALE

Linverno passa cos, fra gli allenamenti a Frascati e le gare della F.I.N. al Foro Italico aspettando che arrivi finalmente lestate. A giugno comincio a riassaporare la fragranza salmastra del mare, la freschezza e la tranquillit delle nostre acque cilentane nei fine settimana che precedono laffollamento estivo. Questanno ho scelto il versante est per gli allenamenti: verso u Passarieddo e a Turruta il mare pi tranquillo, le onde sono pi lunghe e meno tumultuose. Partivo ra Marina, sotto il Bar del Capitano, e ripetevo un tratto di 500 metri per controllare i tempi. La tabella degli allenamenti prevedeva anche impegni cosiddetti lunghissimi su distanze pari a 1/3 o 2/3 del percorso di gara, allora mi spingevo fino alla Noce e alle secche del Marsilio, oppure fino agli scogli di Sessantaquattro, verso ponente. Poi si avvicina il giorno della traversata, occorre mettere a punto lorganizzazione; servono almeno quattro barche che mi seguano lungo i 20 km da Acciaroli a Marina di Pisciotta, le richieste (in costosissima carta bollata) alla Capitaneria di Porto di Palinuro e di Acciaroli, lassistenza medica, lattrezzatura di salvataggio in mare, i medicinali di pronto soccorso, le bandiere, etc. Lo schema dellorganizzazione complesso quanto il progetto di un ponte, ma necessario per sincronizzare gli orari; tanto poi allultimo momento cambia tutto e occorre risistemare ogni cosa di nuovo La parte che pi mi piace la dieta dei giorni che precedono la traversata: niente alcool, niente dolci, ma in compenso abbuffate di pizza margherita e di pasta al sugo, unincetta di carboidrati da sogno Gli ultimi giorni sono dedicati al recupero, veloci e brevi nuotate e un po di stretching per sciogliere i muscoli dopo una pesante settimana di carico, quando si nuota per 6/8 km con maglietta, calzamaglia e palette alle mani. Inizia anche il periodo di training autogeno, una specie di lavoro psicologico su te stesso per convincerti che ce la puoi fare, che in fondo che cosa sono 8 ore di nuoto, che Acciaroli l, a due passi La mattina andavo sul molo e mi guardavo il mare, portavo la carta nautica e disegnavo nella mente la rotta da seguire: costeggiare fino a Pioppi e poi tagliare linsenatura di Casalvelino, riallinearsi alla costa verso la torre di Velia, tenersi un centinaio di metri al largo delle cale (ci sono sempre correnti) e poi unultima ampia curvatura per raggiungere la Marina. Mi vedevo come un puntino piccolissimo in quella sconfinata distesa di mare. A quel punto ti chiedi sempre la stessa cosa: Ma chi mha fatto fa , e sai che anche la risposta sempre la stessa, ti spinge la passione per lo sport e per il mare, la voglia dimmergerti in quellabbraccio fresco dellacqua, il piacere di quei momenti magici quando i muscoli si sono sciolti e ti sembra di poter nuotare senza fermarti mai Ma come passano 8 ore di nuoto? Che cosa si pensa durante tutto quel tempo? Il primo tratto molto tecnico, cerchi di dare unimpostazione alla traversata, di programmare i tempi e di anticipare le difficolt; i primi 2 km servono a prendere confidenza con lacqua, a mettere in movimento tutti i muscoli, a cercare il giusto

ritmo della bracciata e della respirazione; ascolti la reazione del fisico, perfezioni i movimenti e lo stile. Poi arrivi alla Torre di Calo, puoi lasciarti andare a un ritmo pi veloce, senza strafare per, siamo solo allinizio, e il primo obiettivo arrivare alla punta, 4 km. Capisci in questi 4 km se ce la puoi fare oppure no. Se la preparazione atletica stata buona, a quel punto le braccia vorrebbero forzare il ritmo, prendere pi acqua, ma sai bene che devi centellinare le energie. Per il mare calmo, meglio approfittarne ora che non c vento e correre un po di pi. Sul fondo scorrono le distese di posidonie, una cernia marrone sinfratta negli scogli, nugoli di guarracini si muovono lenti a mezzacqua Ungaretti- da Viaggio nel mezzogiorno ******* Il poeta cerca una paranza per andare via mare da Velia a Palinuro...... "... il proprietario, signor Pinto, la fa subito mettere gratuitamente a nostra disposizione, e vuole anche si accetti in casa sua una tazza di caff. Non sono particolari insignificanti, e non sono i soli che m'hanno dimostrato la cordialit della gente di queste parti. Ho fatto quest'esperienza, anche avvicinando persone di umili condizioni: non entrano nei fatti vostri; vi rivolgono di rado la parola, ma non perch timidi o privi d'eloquenza, ma perch assenti in propri pensieri. Ma basta che esprimiate un desiderio, ed eccoli farsi a pezzi per accontentarvi: lo fanno per inclinazione a farsi benvolere, e mi pare ormai civilt assai rara. Terra ospitale, terra d'asilo! In quel mentre, mentre passiamo di fianco a Pisciotta, ci appare, penetrato nel mare, Palinuro, come uno squalo smisurato, cariato d'oro. Pisciotta si svolge in tre fasce su una parete: la pi alta il vecchio paese, di case gravi e brune e a grandi arcate; in mezzo, sono ulivi sparsi come pecore a frotte; la terza, a livello dell'acqua, la formano case nuove e leggere, i cui muri sembrano torniti dall'aria in peristili Dopo la Punta si vedono le case di Pioppi, il vento e la corrente sono pi forti, mi spingono verso terra, devo puntare al largo per non stringere troppo sulla costa. Per un po vado bene, ma poi non mi accorgo che il vento calato, e a un certo punto mi trovo lontanissimo dalla riva, letteralmente in mezzo al mare. Devo cambiare rotta, non pi un bordeggio lasco sulla costa, ma una traiettoria a rientrare verso le cale di Ascea; la distanza in fondo non varia, ma cos al largo sono pi esposto al vento. Per un po mi fanno compagnia alcune ricciole dai riflessi dorati; pinneggiano tranquille sotto di me e non sembrano intimorite, il fondale non si vede, sono sospese nel blu, anchio mi sento sospeso nella trasparenza dellacqua. Ma non posso distrarmi, serve controllare la bracciata, che devessere lunga e fluida, e la respirazione; la costa che sta sempre l, lontanissima. Le barche mi seguono da vicino, lAntea di Giovanni Infante e gli amici di

Acciaroli non mi perdono di vista, il gommone della Guardia Costiera ogni tanto si allontana per bloccare una barca che ci taglia la rotta. Arriva Vincenzo Lavorata con lamico Pino Rizzo, mi sento pi tranquillo con un medico cos bravo che mi segue. Francesco Piazza controlla i tempi, ogni ora mi fermo per i rifornimenti, pochi secondi per non raffreddare i muscoli e bere mezzo litro di carboidrati e zuccheri sciolti nellacqua. Serve qualche minuto per riprendere il ritmo, ma poi la bracciata acquista vigore, i muscoli ricevono nutrimento e lavorano bene. c un momento durate la traversata in cui la mente comincia a vagheggiare, pensieri filosofici si sovrappongono alla suggestione dei raggi di sole che tagliano lacqua e tracciano verso i fondali lunghe scie di riverbero pulviscolare, tipnotizzano. Sono momenti nei quali la mente erra senza il controllo razionale: un momento pensi che questanno per fortuna lacqua non fredda e un attimo dopo, seguendo unimprevedibile concatenazione di pensieri, ti torna in mente uninterrogazione di storia al liceo Ti richiama alla realt il promontorio di Ascea, piacevolmente vicino; c un po di foschia, la distanza dalla costa si ridotta, ricominciano i calcoli, valuti la traiettoria: sei di nuovo padrone della tua mente. Ma le cale sono ferme l, sto nuotando da mezzora e le cale non savvicinano, eppure non c corrente, sento le braccia stanche, la Marina ancora troppo distante: la classica crisi del 30 km dei maratoneti. Serve concentrazione, eliminare ogni altro pensiero e concentrarsi sul nuoto. Valuto la distanza, sono 300 metri, in allenamento mi servono 7 minuti per fare 300 metri, devo solo nuotare per 7 minuti e sono arrivato; chiudo gli occhi e conto, fra 420 secondi li riapro e sar alle cale. 1, 2, 3, 420. Il trucco funziona, riapro gli occhi e vedo la torre del telegrafo allineata con la torre cinquecentesca di Don Sancio Martinez de Leyna: finalmente nelle acque di Pisciotta, oramai discesa. Le correnti sono favorevoli, non mi sento stanco, la rotta perfetta, n troppo al largo, n troppo a riva: giusta. Pietro Manzione mi segue da vicino, in barca c anche Francesco DAmato; Aniello Uaraglio De Angelis mincoraggia e mi d forza dal suo motoscafo, la Marina limpida nella luce rosata del pomeriggio: devo solo fare attenzione ai crampi, controllo i muscoli uno ad uno, il quadricipite della coscia il pi vulnerabile in queste condizioni, ma va bene, non sento il fastidio tipico che precede il crampo. Per meglio andare sciolti, allungare la bracciata. Mi distendo di pi, vado veloce, sette ore sono passate in un attimo, eppure mi pare cos lontano il tuffo della partenza. Ora devo curvare verso Gozzipuodi, dov il bar dello Scamone? Punto sulla casa di Scnio, anzi un po pi a levante e finalmente arrivo. Mi aspetta Enrico Fedullo, perfetto organizzatore, stappiamo una bottiglia di spumante; sotto la pagliarella di Franco ci sono tutti gli amici (che piacere rivederli!). La grande avventura finita; mi giro per un attimo a guardare il promontorio di Acciaroli, una sagoma incerta nel tremolio dei vapori marini, cos lontano Carmine Montuori

Appunti liberi di un vacanziere.


Anche queste ferie sono arrivate, quanto le ho desiderate Prima di partire mi chiedo sempre: Cosa devo aspettarmi da queste vacanze? Cosa voglio da loro? Domanda a cui non riesco mai a dare risposta degna. Destinazione Pisciotta, localit preferita degli ultimi tre anni, la strada per raggiungerla sembra non finire mai Metaforicamente, pi mi allontano dal luogo in cui vivo, pi sembro lasciarmi alle spalle una realt dalla quale voglio dissociarmi; e quanto pi mi avvicino allagognata meta in cui voglio forzatamente immergermi, che gi tutto mi sembra pi leggero, come un fardello che man mano si affievolisce del proprio peso. Il primo semaforo rosso della stagione, varcata la soglia del paese, mi indica che finalmente sono giunto a destinazione! Le luminarie lungo la strada principale, quasi ad accogliermi, anchesse mi dicono che sono arrivato, ed in un periodo di festa, la festa del Santo Patrono: SantAniello. Presi i primi contatti con la realt, mi immergo nella serena ressa della festa Il saluto con gli amici: ben trovati tutti! Che bello rivedervi ognuno al proprio posto, nello stesso luogo, come un presepio che tiri fuori dalla scatola a Natale e dove speri di trovare tutto cos come lo hai lasciato lanno precedente, senza nulla di disfatto, rotto o mancante. La festa del Santo Patrono, riveste uno scenario quasi Leopardiano, da Sabato del Villaggio: pieno di speme e di gioia In questa, scorgo gli sguardi, i movimenti della gente, dei bimbi che si rincorrono allegri e spensierati, coi loro nuovi giocattoli regalatigli per loccasione, dei giovani ben vestiti e pettinati, e degli adulti e degli anziani, che anno dopo anno, con la loro partecipazione, le loro testimonianze, confermano quella che pi di una tradizione: una consuetudine di Fede, di valori ben radicati e al contempo un rinnovamento di questi. Al mattino, il primo buongiorno mi dato dal mare, dai pini e dagli ulivi, che fanno da contorno allo spettacolo che ho davanti appena dischiudo le scure delle persiane mi preparo e via Colazione al caratteristico, solito baretto di pescatori, che si affaccia sul porticciolo della Marina, tappa giornaliera delle mie mattine agostane degli ultimi tre anni: Lomino gentile col figlio, che appena mi vede entrare si adopera per prepararmi quanto prendo di solito. Finalmente sono in spiaggia, vedo gli ombrelloni sparsi, colorati, ognuno diverso dallaltro, ed i bagnanti, vacanzieri come me e non, presi dalla lettura del loro giornale preferito, o semplicemente immersi in acqua, o distesi a prendere il sole, o giovani che con gioia composta si riuniscono facendo volteggiare un pallone. Il tutto con il mare dai toni cangianti e i classici costoni di pietra, che il mare nel suo lavoro secolare non ancora riuscito a smussare. Mi immergo nellacqua fresca, spumeggiante, i flutti mi avvolgono e mi danno una sensazione di benessere, quasi a lavarmi di dosso tutto lo stress che porto con me Mi distendo al sole forte e caldo, attutito dalla brezza leggera e piacevole che mi accarezza.

Talvolta il bagno in barca, nel mare blu, e la vista del litorale dal mare mi danno una visione delle cose sotto unaltra prospettiva, di un paesaggio brullo ed austero, ma non per questo meno bello. Le passeggiate pomeridiane, prima del bagno vespertino, lungo la strada che conduce alla stazione. La vista dallalto delle insenature e del mare, che, irradiato dal sole, assume le varie tonalit di blu, che unito al verde del paesaggio ed al marrone degli scogli, dai gabbiani e dalle rondini che si levano in volo, danno un suggestivo effetto visivo che minebria e scende gi fino al cuore. Cos, dopo lultimo bagno della giornata, resto sul bagnasciuga, i piedi mi vengo accarezzati dal gioco delle maree contemplo lorizzonte fino a vista docchio, osservando il sole che, man mano, pare si distenda nel letto del mare e ti dica: La giornata volge al termine, torner di nuovo domani, anche oggi ho compiuto il mio lavoro E vedo poi la luna, dallaltra parte, che man mano si innalza e viene a dargli il cambio Alla sera, tutti nella piazza del paese, riuniti ai piedi dei tigli o fuori ai bar, per scambiar due chiacchiere spensieratamente e allegramente. La piazza pi di un normale luogo dincontro, un punto di riferimento per molti, unoccasione di confronto, dove ognuno ha la propria storia da raccontare, semplice o complicata, a lieto fine e non. Ed in questo confronto, ascoltando, mi rendo conto della realt di tante persone che come me sono l a trascorrere le vacanze, o di altri che, loro malgrado, dimenticati dalle Istituzioni, sono stati costretti dalla necessit del lavoro ad andare via di qui, a lasciare i loro cari, le loro radici per trovare un lavoro a centinaia di chilometri di distanza, respirando laria malsana di una metropoli del Nord, dove il mare un miraggio, un bel ricordo -difficile non ammalarsi di nostalgiadove, diversamente da qui, non riesci a distinguere il grigio del cielo dal grigio dellasfalto, col sole sempre pallido. Guardando le targhe straniere addirittura- di persone che hanno lasciato lItalia o lEuropa in cerca di un avvenire stabile, sereno, e che, ogni anno, ritornano qui per trascorrere le loro vacanze, per congiungersi ai loro cari e ritornare alle proprie radici. Persone che sono rimaste qui andando avanti con quel poco che hanno, come i pescatori dal viso scavato dal sole e dalle mani rigate dalle lenze, o di altri che lavorano stagionalmente venti ore al giorno per andare avanti tutto linverno. Tutta gente semplice, tranquilla, scelte coraggiose, menti pensanti ed istruite, gente onesta con il senso dei valori, non intaccati dalla malizia; tutti degni del massimo rispetto. Tra loro, oltre alla vacanza, ho trovato anche degli amici veri, leali e sinceri su cui contare. A seguire, la passeggiata in tarda serata, tra i caratteristici silenziosi vicoli del Borgo, illuminati dalle caratteristiche lanterne, dove spira un vento fresco, severo, che riecheggia tra i battenti, rimbalza tra le case in vecchia muratura, il vento in cui pare aleggiare, quasi spiriticamente, lanimo della gente che ha vissuto tra queste strade e dei nomi che la storia ha reso celebri. Il vento che pare voglia soffiare unaria di speranza e di rinnovamento

Fine della giornata, torno alla stazione vecchia in motocicletta, scendendo gi, la quiete del buio, degli ulivi, la luna piena che si riflette nel blu del mare, un uomo solo tra la natura che ritrova lequilibrio e fa pace con lUniverso Le giornate che si accorciano, i primi nuvoloni grigi, i temporali di fine stagione, il mare sincrespa, con gli ombrelloni chiusi e le barche del porto che vengono sballottate delle onde come gusci di noci, mi indicano che lestate e le mie vacanze volgono al termine Spero, con laiuto del buon Dio, di ritornarci lanno prossimo, e di trovare una cittadina migliorata, rinnovata, ma che non perda quanto di tanto buono ha. Pasquale Viscione (pasvis@email.it)

Forme di gestione dei servizi pubblici locali.


Il servizio pubblico lattivit economica volta alla realizzazione di fini sociali, il cui soddisfacimento costituisce cura di un interesse pubblico, dunque, attivit propria della P.A. Lattivit di servizio pubblico si avvale, in genere, di unorganizzazione avente natura di impresa, pertanto esulano dalla nozione de quo i meri servizi amministrativi, quelli cio di carattere strettamente burocraticoamministrativo, i quali sono da collocarsi nellambito delle pubbliche funzioni, in particolare tra le attivit ad esse strumentali. Il servizio pubblico locale quello propriamente svolto dagli enti locali nella qualit di enti esponenziali, ossia enti rappresentativi politicamente di una data comunit per la quale perseguono finalit di carattere generale. Il Testo Unico degli Enti Locali (D.lgs. n.267/2001) distingue tra servizi locali di rilevanza industriale e non. Quanto ai primi, tale qualifica viene attribuita dal T.U. ai servizi volti alla produzione ed erogazione di energia, o quelli relativi al trasporto di beni e alla produzione imprenditoriale degli stessi. A tali servizi si rivolge la disciplina dellart. 113 T.U., che prevede lobbligo per gli enti locali di mantenere la propriet degli impianti produttivi, delle reti e delle dotazioni necessarie allo svolgimento del servizio, a meno che non intendano cederli a societ di capitali di cui, per, debbono detenere la maggioranza, la quale rimane incedibile. Nel caso di cessione a dette societ, queste ultime metteranno a disposizione, a fronte di un canone, le dotazioni e gli impianti utili per il servizio i soggetti che materialmente lo gestiranno, oppure, sempre a fronte di un canone, potranno scorporare la gestione della rete (impianti e dotazioni) dallattivit di erogazione del servizio, individuando cos un gestore delle rete diverso da quello che erogher il servizio. In questultimo caso possibile conferire la titolarit della erogazione del servizio ad apposite societ di capitali, costituite dellente locale che deve riservarsi una partecipazione maggioritaria, a mezzo quindi di un cd. affidamento diretto, in alternativa allaffidamento tramite gara.

In tutti gli altri casi il conferimento della titolarit del servizio avviene tramite espletamento di gare ad evidenza pubblica (pubblico incanto,licitazione privata). Per evidenza pubblica si intende quellinsieme di procedure con cui la P.A. sceglie il contraente, scelta non libera diversamente dalla comune libert contrattuale del privato di scegliersi la parte contraente. Questo limite ha lo scopo di evitare scelte viziate da favoritismi, o comunque non imparziali, e di offrire, al contempo, alla P.A. la possibilit di entrare in rapporto contrattuale con il concorrente che, oltre a possedere i requisiti necessari di seriet e correttezza professionale, offra anche le condizioni pi vantaggiose per ladempimento del servizio. Ragion per cui il T.U. stabilisce che non sono ammesse a partecipare alla procedure di assegnazione del servizio le societ che in Italia o allestero gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici locali in virt di un affidamento senza gara (quale pu essere un affidamento diretto o con procedura non ad evidenza pubblica). I rapporti degli enti locali con le societ di erogazione del servizio e, nel caso di scorporo, le societ di gestione delle reti, sono regolati da contratti di servizio che debbono prevedere livelli qualitativi e quantitativi da garantirsi e adeguati strumenti di verifica del rispetto dei livelli stabiliti. Quanto fin qui detto vale per i servizi locali di rilevanza industriale. I servizi privi di rilevanza industriale sono disciplinati dallart.113 bis del T.U. Tali servizi si ricavano a contrariis,in quanto non rientranti nella nozione di servizi a rilevanza industriale definita dallart.113. Tali sono essenzialmente quelli rientranti nel cd. terziario, servizi alla persona, servizi culturali (es. gestione di biblioteche), ecc. Per questi servizi possibile laffidamento diretto (quindi senza procedure e gare pubbliche) ad istituzioni, aziende speciali, a societ di capitali partecipate dagli enti locali. Inoltre ne consentita anche la gestione in economia, allorquando per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio non appaia opportuno laffidamento ai soggetti di cui sopra. Con la gestione in economia il servizio non diviene autonomo ma parte stessa dellattivit dellamministrazione locale, la quale si avvarr del proprio personale dipendente e assunzione diretta di spesa e di mezzi. Anche per i servizi privi di rilevanza industriale rimane possibile lipotesi dellaffidamento ai terzi, ma solo per tre ordini di ragioni: di tipo tecnico (nel caso che solo i privati dispongano delle strutture tecnologiche necessarie), di tipo economico (possibilit di far fronte ad una spesa minore), di opportunit sociale (valutazione da farsi in ragione del servizio di cui si tratta e in relazione al caso concreto). Lo strumento dellaffidamento a terzi pu ritenersi il mezzo pi duttile per la gestione del servizio giacch evita allente locale di predisporre proprie strutture, interne (istituzioni) o esterne (aziende speciali) per far fronte allerogazione del servizio. Le differenze tra queste due tipologie di organismi che listituzione, bench sia dotata di autonomia gestionale, priva di personalit

giuridica, rimanendo soggetta a pi penetranti poteri di vigilanza e di controllo dellente locale di riferimento; mentre lazienda speciale dotata di propria personalit giuridica e di autonomia patrimoniale che si concretizza nella dotazione di un capitale che le permette di svolgere autonomamente il ruolo di soggetto pubblico imprenditore.

-PalinuroEterea plaga ch'Eolo fe' ritroso (1) mirabil opra (2) di cotanto fattor, scorgesti l'ir pel mare nostro del decantato figliuol d'Anchise;(3) reclamando allora del mito (4) i fasti Morfeo (5) avocasti pe' suoi servigi, Palinuro,(6) nocchiero incauto aura immortale ti consacr. S alta genesi pochi ebber mai ma tu lustro giammai le desti, con l'amica Melpie icona forgiasti (7) e alla diaspora Augustea (8) rifugio fornisti. Parca messe pe' tuoi natali s che tanto dato repentina man sottrasse, di Pandora ella venne e funesto dazio impose (9). Di tua gloria, tua virtute privarci il fato volle ma l'alba d'ogni tempo di te menzion non sdegna. 1) Eolo era il mitologico Dio del vento e Palinuro (dal greco Palin-Ouros) significa proprio punto dove gira il vento; 2) opra = opera; 3) Anchise il padre di Enea; 4) Il mito della fondazione di Roma 5) Morfeo era il Dio del sonno; 6) Palinuro era il nocchiero di Enea; 7) Melpie era il nome di una sirena. Da essa il toponimo di Molpa, colonia sibarita prossima a Palinuro che diverr avamposto Lucano prima e Velino poi. Congiuntamente i due insediamenti batterono moneta con l'iscrizione PAL/MOL. 8) La diaspora cui si fa riferimento quella attuata da Diocleziano, imperatore romano (dunque Augusto), nel 284 d.c., con l'istituzione della Tetrarchia. Diocleziano dopo la riforma si ritir a vita privata, sembra, proprio a Molpa; 9) Il vaso di Pandora nella mitologia greca racchiudeva ogni male. Il riferimento dovuto alla tradizione che vuole l'insediamento di Palinuro spazzato via da una terribile epidemia. Francesco DAmato Lazienda ha pur sempre un carattere strumentale, cio persegue fini non autonomi, bens propri dellente locale, il quale esercita speciali poteri di indirizzo, controllo e vigilanza, che si sostanziano in approvazione dello statuto da parte dellorgano consiliare, determinazione delle modalit di nomina e revoca degli amministratori.

Inoltre lente locale conferisce il capitale di dotazione, determina le finalit e gli indirizzi, approva gli atti fondamentali e verifica i risultati della gestione. E da sottolinearsi che tanto listituzione quanto lazienda speciale pur non necessariamente operanti con fine di lucro debbono agire, comunque, secondo criteri di obiettiva economicit, mirando alla copertura dei costi con i ricavi delle prestazione erogate, avendo essi lobbligo di pareggio del bilancio. Lart. 115 del T.U. prevede che gli enti locali possano trasformare le aziende speciali in societ di capitali per mezzo di atto unilaterale (ossia una semplice deliberazione), di cui data facolt restare azionisti unici per un periodo non superiore a due anni. La peculiarit dellart. 115 quella di permettere tale trasformazione con una procedura semplificata rispetto a quella prevista dal codice civile, esonerata dal compimento dei numerosi adempimenti. La norma ha una ratio di favore e di incentivo verso un processo graduale di trasformazione delle aziende speciali secondo il modello codicistico di societ per azioni. Per i servizi locali privi di rilevanza industriale possibile laffidamento diretto a societ per azioni costituite dallente locale anche senza il vincolo della propriet maggioritaria. Per il collocamento dei titoli azionari,e quindi in definitiva lindividuazione del contraentesocio, vale la regole generale della scelta a mezzo di procedure di evidenza pubblica. Un ultimo tipo di S.p.a. costituito e partecipato da enti locali quello per la trasformazione urbanistica, introdotta di recente nel nostro ordinamento. Con detto strumento gli enti locali possono costituire una societ per progettare e realizzare interventi di trasformazione urbanistica, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti. Tali societ provvedono alla preventiva acquisizione degli immobili interessati dallintervento, che pu avvenire consensualmente o tramite ricorso alle procedure di esproprio da parte del Comune; se poi il titolare dellimmobile lente locale il conferimento potr avvenire anche a titolo di concessione. Fatto importante che lindividuazione degli immobili, che avviene con delibera del Consiglio comunale, equivale a dichiarazione di pubblica utilit quandanche sugli stessi non siano da realizzarsi opere pubbliche. Qui il legislatore ha ritenuto lutilit pubblica essere gi intrinseca nella previsione che limmobile rientri nel progetto di trasformazione urbanistica. Emilio Pirfo Rinascita Culturale. Periodico di approfondimento culturale dellAssociazione Rinascita Culturale. In attesa di registrazione. Tel.: 393.9719891 e-mail: rinascita.culturale@libero.it La presente rivista sar pubblicata anche on-line su www.pisciotta-online.it. Tutti i diritti sono riservati.

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