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LARCHITETTURA
PRATICA
DETTATA

NELLA SCUOLA E CATTEDRA


NELL'INSIGNE ACCADEMIA DI
DEL PROFE. ACCADEMICO

S.

LUCA

SIG.

CAV. GIUSEPPE VALADJEU


ARCHITETTO

DATA ALLA LUCE


DALL'INCISORI GIACOMO ROCRU ED ELEUTERIO CATESI

ROMA
COIVI

PERMESSO DE' SUPERIORI


1832.

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'ELIfEMEXTE FEL.

((^Mk'/no lylocftu

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^^.

EHIINENTISSIMO PRINCIPE

J^oclino
zelo

altri,

come

ben

giusto,

il

sommo

delFEminenza Vostra Reverendissima per


Religione,
1'

la Cattolica

altri

l'indefessa attivit
,

e vigilanza per

ecclesiastica disciplina

che

tanto vi a cuore ,
la vostra rara e

ed

altri

finalmente esaltino

profonda dottrina Teologica e

Liturgica, per cui siete pervenuto all'alto gra-

do

in cui

il

gran Pontefice Pio VII

vi

ha me-

ritamente costituito; mentre noi,


viensi

come con-

ad

Artisti

ci

limiteremo ad ammirare

nell'Eniinenza Vostra l'alto ingegno, e


ligenza

l'intel-

che

nelle scienze di letteratura, e di

belle Arti vi distinguono in

modo

singolare e

mirabile.

Ea

chi

non
1'

sotio note le lodatissime


illuil

opere colle quali


strato
i

Eminenza Vostra ha

via^iri di

JMarco Polo e desi Zeni,

Mappamondo
il

di

Fra

INIauro

recentemente

Quadro
,

di Raffaello, detto della Trasfi^fu-

razione vendicato alla sublimit del concetto


e restituito a quell' altezza d' idea , alla quale

mir

il

sommo

artefice ?

Se non che questo


il

stesso rillesso potrebbe condannare

nostro
s

ardimento di
tenui,

offerire

all'

Eminenza Vostra
nostre fatiche.
il

bench non

inutili

Due

ragioni per possono scusare


to; la

nostro opera-

prima

si

la nota vostra
vi siete

bont e degna-

zione,

con cui

dimostrato mai sempre


le Arti, e gli Artisti,

propenso ad incoraggiare
l'altra ra2:ione si

fonda sul merito dell'Autore

medesimo

dell'

opera cio del Sig. Gav. Giu,

seppe Valadier persona assai celebre

di cui

precetti

formano

in essa

1'

utilissimo studio

della Pratica della pi necessaria delle Arti

Belle. Per questi riflessi

dunque animati

ci lu-

singhiamo di benigno compatimento da Vostra

Eminenza,
5

il

quale sar foriero del gra-

dimento che speriamo in seguito di ottenere


ancora dal Pubblico. Litanto penetrati
nell'a-

nimo

da'sensi del pi vivo riconoscimento per

r onore accordatoci di decorare questo primo

volume

col rispettabilissimo

nome

dell'

Emi-

nenza Vostra passiamo a quello di baciarle u-

mihnente

la

Sacra Porpora

ALLI BENIGNI

LETTOM

JuiSseiido

noi

stati

presenti

alle

lezioni

che nella

Cattedra di Architettura Pratica dava, e d tuttavia il Professore Sig. Cav, Giuseppe Valadier ci sembrato dover riuscire cosa assai giovevole, e grata agli studiosi di questa nobile arte il far loro conoscere il modo facile, giusto, e si ben disposto di queste Le;

zioni, nelle quali viene


le rispettive

accompagnato

il

discorso col-

Tavole disegnate,
,

e dettagliate

con tanta

che nulla resta a desiderare. Tanto pi crediamo utile il publicarle perch non si trova negli Autori nell'Enciclopedie e nelli
chiarezza, e semplicit
, ,

libercoli di questo titolo


s

varie

Tavole coe portate tutte a quella chiarezza ed eviden-

un complesso
,

di

see:natamente in Roma dove pi che altrove risiedendo le Arti pi bisogno hanno di soccorsi, e di schiarimenti. Ci lusinghiamo poi che, quest'opera possa incontrare il genio di chiunque voglia istruirsi nelle molte materie , che sono g' istrumenti dell' architettura civile da tanti, e tanti studiata s lodevolmente, ma che hanno bisogno quindi di appoggiare le loro teorie alla vera pratica la quale se non si conosce bene dovranno sovente ritrarsi dalle loro proposizioni
za

che
,

esio-o-e

la cosa

medesima

perch talora impraticabili Con queste verit, e colla persuasiva, che cos conosceranno i giovani ai quali questa Opera diretta osiamo sperare, che venga essa bene accolta e
teoriche
.

favorita

IDEA GENERALE

DELL'

ARCHITETTURA
^^'<

JL/elle
inini

Belle Arti

la
1'

prima

ad esser posta in pratica dagli


,

uo-

fu

certamente

Architettura

'come

facile

il

figurarselo.

Se una quantit di persone si trovassero scaricate per un qualche infortunio di mare sopra di un isola di cui divenissero esse i primi abitatori, naturalmente le prime loro cure sarebbero quelle
di

procurarsi

un coperto per guardarsi


,

dalle

ingiurie

dell' aria

quando non vi trovassero caverne o simili ricoveri naturali appena procuratosi il cibo alla meglio si occuperebbero immediatamente a formarsi capanne e ripari, ne' quali ciascuno provveder potesse al

comodo

possibile
atta

alla
,

sicurezza ed alla durata

al

com-

modo perch

alla sicurezza perch abitandovi uso non rovinasse sopra il capo degh abitanti / ed alla durata per non dover ad ogni poco accorrere ai ripari o nuove opere e perdere cos quel tempo che l' uomo impiegar deve in tante altre occupazioni necessarie al sostentamento

fosse

all'

Dalla
grandi citt

sola necessit
,

dunque ebbero
,

il

principio

loro

le

pi
ric-

le pi

magnifiche delizie

le

fabbriche e le

pi
.

che decorazioni che rammentano 1' uso della nuda capanna Queste sono le giuste idee che ne formarono i nostri venerandi maestri ed insigni Professori , sulle quuli non avvi a ridire, e che fa d'uopo meditare per ben comprenderle, ed imitare in que' rapporti dipendenti sempre dal vero , poich da queste mai non discostandosi n si commetteranno errori di ragionamento come dal mio egregio Collega vi verr spiegato rapporto alle proporzioni ed alla scelta della forma e carattere delle fabbriche qualunque siano e nettampoco gli altri di statica , di profusioni d' i,
,

'6
nutlli

sto
vati
,

dispendi e fatiche, anche talvolta rovinose; ma per l'oppofondati sopra di taU idee i principi di regolamento ed ossertutto

sar

ragionato

tutto

in

analogia

tutto saviamente im-

maginato, e tutto eseguito con ingegno economicamente senza intaccare la soUdit , e senza eccedere nel troppo , bench se tratti di molto, perch il molto non mai troppo quando ragionato, e

peso, per esempio, non saranuna bilancia un peso di novecento novantanove, ma lo sarebbe una sola libra se non si abbia ad alzare in altra bilancia che il peso di un oncia ; e per il molma tale diviene, to, ed il poco non mai tale per se medesimo e tale pu giudicarsi se non ragionato relativamente a quanto gli
posto a suo luogo.
Mille libre
di di

no troppo

se

si

tratti

alzare in

appartiene

Per indicarvi le tracce su tal proposito , io vi proporr di seguire quanto relativamente alla pratica ci ha lasciato scritto Vii quali bench giunti a mancanze ne' codici e per non ostante debbono essere per noi vener ignoranza de' copisti mancher per accompagnarh con quanto altri valenti aurabiU n tori e maestri ci hanno insegnato, aggiungendovi in fme anche le mie parziali riflessioni, e prove ottenute dall'esperienza di fatti, che vi procurer di rilevare di mano in mano, che se ne presenter

truvio

ne' suoi dieci libri

di architettura
,

noi in qualche parte imperfetti


,

per

le

r occasione
I
,1

dieci libri di

Vitruvio sopra
oscuri
,
,

l'

architettura anche al d d'ogass;ii

riescono talvolta
stati

ma
ed

lo

furono

pi per

la

disgrapratici

zia di essere

tradotti

interpretati

da' scrittori

non

bastantemente dell'arte, ma fortunatamente non venne mai abbandonato lo scritto di quel gran maestro, e nel lySS. comparve alla
luce la ben intesa traduzione ItaUana del Marchese Bernardo Gahani , il quale con molta braura, e dottrina seppe meglio de' suoi antecessori esporre , e schiarire le belle idee di Viti-uvio , e tolse
cosi molte oscurit, e dispareri di essi

seguendo le di lui tracce ed osservazioni verr ad adempire quanto io vi ho promesso.


;

onde

lo

LIBRO PRIMO
CAPITOLO
Che
I.

cosa sia t archUettura , e che cosa debbono gli Architeiii .

saper

che richiede molte abilit, e varie cognizioni dal giudizio della quale dipende 1' approvazione de' lavori , che si eseguiscono da tutte le altre arti. Nasce questa dall' operare, e dal ragionare. L'operare un esercizio continuato^ e pratico dell'uso, che si fa colle mani della materia di qualunque genere fia d'uopo alla propostasi formazione. Il ragionare poi quello, che pu spiegare e dimostrare le cose fabbricate con ingegno e ragioni di proporzione. Perci gh architetti, che senza lo studio si sforzarono di essere esercitati nelle mani non poterono fare che pe' lavori loro avessero autorit . Quelli poi, che affidati si furono che siano andati appresso all'omal solo studio, e ragionare sembra bra ma non gi alla cosa Ma quelli per che hanno appreso l'uno e l'altro, come forniti di ogni arma conseguirono pi presto, e Poich siccome in tutte le con autorit quanto venne proposto cose cos sopra tutto nell' architettura vi sono questi due termini il Il significato quella cosa significato , cio , ed 11 significante che si propone a ti'attare , il significante poi la dimostrazione tratta dalle regole delle scienze Onde chiai'O dover essere nell' uno a nell'altro esercitato colui, che si dichiara architetto. Insomma bisogna che abbia talento, e docilit per apprendere perciocch ne talento senza scuola, n scuola senza talento pu Ibrmare un artista perfetto Deve pertanto aver studio di grammatica esser fondato nel disegno, erudito nella, geometria , non digiuno nell'orca,
I J

architettura

una scienza

istruito

nell'aritmetica, sapere l'istoria, aver atteso alla filosofia,


,

sapere di musica, non ignorante di medicina

aver cognizione nella

giurisprudenza

intendere
,

1'

astronomia

moti del cielo

ed ec-

cone

la

ragione

ed

motivi

la grammatica per metter in carta, e render pi stabile la memoria col notare il disegno gli serve per 1' potere cogli esemplari dipinti mostrare aspetto dell' opera , che vuol formare. La geometria d molto ajuto alF architettura, e spe-

Deve

l'architetto saper

cialmente insegna l'uso della riga, e del compasso

coli' ajuto

de

8
quali Istiomenti specialmente
gli
si

formano pi facilmente
delle squadre,
a

le

piante de,

edlfizj

si

tirano

le direzioni

de' livelli
i

e delle

linee.
lizj

Parimente
edifizj
si

coli' o/t//ca si

prendono
i

dovere
si

lumi negli edi-

da' dati

aspetti del
,

cielo

Coli' aritmetica

degli

mettono

in chiaro
si

conti delle
i

colo e metodo geometrico


porzioni
.

sciolgono

difficili

calcolano le spese misure e col calproblemi delle pro,

Dee

saper molte istorie

segnano no essi

nelle opere

perch spesso gli architetti dimolti ornamenti, de' soggetti de' quali debbo.

a chi ne domandi assegnar la ragione Siccome se qualcuno in luogo di colonne adoprasse statue di marmo rappresentanti donne vestite di stola che si chiamano Cariatidi e sopra le me,

desime ponesse modiglioni e cornici , a chi ne ricerca dar questa ragione Caria citt del Peloponesso si colleg co' Persiani contro de' Greci i quali finalmente colla vittoria liberatisi gloriosamen.

te
la

di

comune
,

consiglio intimarono

guerra
la

ai

Cariati, presa quindi


,

stessa ne menarono schiave le loro matrone , ma non permisero che deponessero i manti, e gh altri ornamenti da matrona, acciocch non fossero soltanto per una volta menate in trionfo , ma con eterna memoria di schiavit cariche di somma vergogna sembrassero pagare il fio per la loro citt. Quindi gli architetti che fiorivano allora collocarono negli edifizj pubblici le loro immagini destinate a reggere pesi acciocch passasse anche a' posteri la memoria della pena del fatto de' Cariati. Parimente i Laconi sotto il commando di Pausania figliuolo di Cleombrato avendo nella battaglia di Platea con pocitt

uccisi gli

uomini

e distrutta

citt

ca gente vinto un infinito numero


rioso trionfo
,

di Persiani

solennizatone

gloeres-

della preda e
,

delle

spoglie

col bottino fattone


di'l

sero
dini

il

Portico l'ersiano

indizio

della lode e

valore de' citta;

e lo stabilirono per
le

trofeo

ai

posteri della vittoria

ed

ivi col-:

locarono

statue de' prigionieri


;

vano
loro
tezza

il

tetto

acci
,

vestite alla barbaresca che reggeche restasse colla meritata vergogna punita la

superbia
,

g'

inimici

si

atterrissero

dal

timore della loro fordi


.

cittadini

riguardando quell' esempio


la libert

valore

animati

dalla gloria fossero

pronti a difendere

Quindi pur nacque


gli

che molti usarono


e le

delle statue Persiane per

sostener

architravi

cornici

e cosi
.

eccellenti ornamenti

con questi Vi sono ancora


.

soggetti aggiunsero
storie
simili

alle
le

fabbriche

quali perci'"-"'^f

deve saper Y architetto La filosofia forma

d'

animo grande

1'

architetto

fa

che

non

mano, giusto, fedele, e quel non si pu far alcuna opera con poich che pi non avaro noa puntualit ed esattezza se non da chi leale ed incorrotto n aver 1' animo disposto a prendere regali, ma avido deve esser che con gravit sostenga il suo decoro acquistandosi buona fama e
sia

arrogante,

ma

piuttosto alla

-,

queste cose le insegna la filosofia parte della natura delle cose, che
sta
siti

Spiega inoltre

la filosofia

quella

necessario studiarsi bene


,

naturali

1 Greci chiamano ^^/o/oo:m', Queperch contiene molti e varj que, specialmente concernenti la condottura delle acque

imperocch nei loro generano ne' tubi or


,

corsi
in

giri

salite

dal

piano

orizzontale

si

un modo or in un altro naturalmente dei all' urto de' quali non sapr rimediare se non chi avr dalla venti naturali come ancora non filosofia appreso i principi delle cose che hanno scritto di sipotr intendere il vero senso degli autori Deve conomili materie se non chi sar stato da'filosofi istruito
; ,
,
.

scere la
e

musica per saperne le regole delle proporzioni canoniche matematiche ; e per poter dare una forma e costruzione conveniente al teatri e simili luoghi ne' quali la voce del suono giunga sonora e dolce. La medicina agli orecchj degli spettatori chiara quah arie , aspetti del cielo necessaria per conoscere quali poich senza queste riflesquali acque siano sane e quali dannose
, , ,
:

sioni

non

si

pu

fare

abitazione

salubre

d'

uopo che sappia


.

ancora quelle leggi che sono necessarie nelle costruzioni in comuLa condottura ne de'muri delle grondaje , delle cloache e de'luml delle acque , e tutte le altre cose consimili debbono essere note agli architetti acci che prima di cominciar l'edifizio prendano le
, ,

dovute
ai

cautele
di

non rimangano
:

dopo

fatte

le

fabriche
,

le

liti

restino caued acciocch stabilendosi i patti fabriche ed telati tanto chi d, tanto chi prende ad eseguire le infatti se i patti saranno espressi da' periti saranno liberi da inganno e gli uni e gli altri Per mezzo dell' astronomia si conosce l'oriente, l'occidente, il mezzogiorno, il settentrione e tutta la

padri

famiglia

disposizione del cielo; l'equinozio

il

solstizio e

il

corso delle stelle

chi

sa queste cose , non sapr ne anche formar gli orologj a sole. Poich dunque questa scienza adornata tanto , e abbondante di molte e varie er udizioni, non mi sembra che possa alcuno chiamarsi architetto di botto con ragione , se non se salendo da fanciullo per questi gradi di dottrine e nodrito della cognizione
, ,

non

di

molte scienze ed

arti

giunger

all'

ultima perfezione

dell'archi-

10

come si possa natuRecher forse meraviglia agl'ignoranti un numero s grande di dottrine e ritenerle a ralmente apprendere Si creder per potersi lare facilmente se si rifletta che memoria scienze hanno (ra loro una corrispondenza e comunicazione. tutte le o sia universale composta Imperciocch la scienza enciclica come un corpo intero da tutte queste membra Quindi coloro , che dalla tenera et apprendono gli erudimenti di tutte le scienze ne ed in questa maai quistauo le cognizioni e la loro connessione tutto Pitio che i\i il famoso archiniera con facilit conoscono tetto nella citt di Palazia del tempio di Minerva , dice perci ne.' suoi scritti ihe l' architetto deve poter fare in ogni arte o scienza pi di quello che han latto coloro , i quali ne hanno con felice esito perfezionata qualcuna in particolare colle loro industrie e fatiche. Ma questo per in pratica non si osserva Non pu infatti anzi non deve essere 1' architetto grammatico quanto fu Aristarco , come ma ne meno n anche senza lettere non nmsico quanto Aristossene non pittore come Apelle ma n meno ignorante affatto di musica non gi scultore come Mirone o Policleto ma imperito di disegno n finalmente medico come n meno ignaro affatto della scultura non ecpure digiuno totalmente della medicina Ipocrate ma n ma almeno non all'oscuro in cellente in somma in ogni scienza alcuna imperciocch in s grande variet di cose non pu ciascuno giungere alle singolari eleganze , mentre appena concesso di poNon gi per che ter conoscere e comprendere le loro teorie avere in tutte le cose la somma gli architetti soltanto non possano perfezione , ma anche que' medesimi i quali specialmente possegnon ottengono tutti di averne il pi grande gono un' arte propria primato di gloria. Se dunque in ciascuna scienza 1 rispettivi professori, non lutti ma appena pochi nel corso di un secolo giungono all' eccellenza, come pu mai un architetto , il quale deve saperne molle fare che non solo non ne ignori alcuna (ci che mirabile ed \m gran fare ) ma che anche superi tutti quegli arquali hanno sopra una qualche professione sola impiegato tefici i tutta l'assiduit con somma attenzione. Quei per che hanno dalla natura tanto talento , ingegno
lettura.
,
.

memoria sicch possano imparar bene


,

la

geometria e

1'

astro-

logia

trapassano lo stato dell' are le altre scienze musica chitetto, e diventano matematici , e possono perci tacilmente argomentare e disputare in queste scienze percli sono armati di mole
la
,

te

cognizioni

ma
,

questi

tali

si

Aristarco
lasciato

Samio

Filolao ed
,

trovano di rado , come furono gi Arcliita Tarentini , Apollonio Pergeo ,


e
,

F'ratostene Cireneo
ai

Archimede
molte

posteri

Scopina Siracusani i quali hanno invenzioni meccaniche e gnomoniche di-

mostrate con ragioni numeriche e naturali. Poich dunque non tutti ma pochi hanno questi talenti per naturale acutezza ed all' incontro l'uffizio dell' architetto richiede
, ,

1'

esercizio di

tutte

le scienze

per

la

vastit

della cosa la ragio,

come sarebbe ne permette che si sappiano non gi a perfezione ma mediocremente cos come chiedeva scusa Vitruvio dovere il io la chieggo a' miei lettori, se alcune cose non saad Augusto ranno spiegate secondo l'arte del grammatico, ma da architetto iraQuanto per al forte dell' arte ed alla teorica bevuto di taU scienze come spero di trattarla in questi scritti prometto della medesima senza dubbio con tutto il fondamento.
, , ,
.
,

PIANO D'ISTRUZIONE
DA PRATICARSI

NELLA CATTEDRA
NELL' INSIGNE ACCADEMIA

DI

S.

LUCA

fabricare, anzi
di

OSSERFAZ IONI
JLi architettura pratica l'arte di logia del suo nome la principale
dirette.
tutte
le

arti,

secondo l'etimoche da lei sono

L'architettura in

quale
altre

soltanto
arti

genere anche scienza, dal giudizio della possono ricevere approvazione le opere tutte che le

eseguiscono.

Questa definizione siccome potrebbe sgomentare ad intraperndere una carriera , in cui pare di non poter mai giungere alla meta, cos a togliere ogni sgomento , ed a taciUtare tale impresa i pi bravi maestri hanno diviso in pi classi le parti principali dell'ared hanno aperto in questo modo la via, per cui possa chitettura 1' uomo pervenire a conoscerle ad una ad una Quattro dunque sono le diramazioni principali dell'architettura i la prima e la pi vasta di tutte l'architettura civile che
,
,

tratta

di erigere

fabriche

di

ogni specie

cio tempj

palazzi

case

sepolcri

ed altri monumenti per uso della civile societ. , , La seconda l' architettura idraulica , ed quella che regola tutti i lavori che hanno relazione colle acque ; come porti, chiuse canali ed altri oggetti di tal genere ; idraulica lo stesso che dire spettante alle acque.
strade
,

La
costruzione

terza
di

vien
navi,

detta

architettura
tutti

jiai'ale

perch- tratta della

acque. La quarta finalmente chiamasi architettura militare, perch


vascelli, e
altri gallejii,ianti sulle

i3
e quant' altro serve per difesa delimpiega a fabricare fortezze le piazze dalle scorrerie ed attacchi nemici . Dal fin qui detto apparisce che l'architettura una sciens'
,

potrebbe discernere ed apnon cerca di conoscere pratiche di ciascuna , abbench abbiano tutte le regole teoriche e fra loro molti rapporti e nozioni comuni , poich li pesi , le misure,
za
1'

tanto vasta che


le

uomo

difficilmente
,

prendere

sue diverse

diramazioni

se

le

azioni

le

forze
altri

le

resistenze

materiali

metalli

i
;

le-

sono egualmente impiegati per tutte vanomi, le dimensioni le pratiche e le cognizioni preliminari , e massime degli usi , le quali appunto ne costituiscono le ditlerenze , e si apprendono coll'ajuto delle rispettive teoriche e pratiche , dopo le altre nozioni generali , che sono il fondamento. Il mio scopo principale sar dunque di trattare direttamente dell' architettura civile come il ceppo principale delle altre diramazioni come la pi bella e nella quale le altie fioriscono e come quella che favorita di protezione a seconda del suo merito saranno protette anche in lei tutte le altre ; di che fanno fede le istorie , e la pratica usata da ogni saggio Principe pel bene del suo stato, e per conseguenza ancor del suo popolo.
tanti
le

gnami e

oggetti
,

riano per

forme

gli

usi

Quando
la

l'architettura

incoragglta le altre belle


solo
,

arti

sorelle,
,

pittura

la

scultura

non

ma

1'

incisione

l'

intaglio

tutte le

altre arti

loro inservienti, fioriscono egregiamente,


,

da che

poi

risentono vantaggio ancora le manifatture niche , la coltivazione , e il commercio .


,

le arti pi

mecca-

Nel secolo di Pericle quanto pi delle famose battaglie e degh Ateniesi si rammentano con ammirazione i tanto celebri e rari talenti che colla protezione di quel gran principe formarono monumenti di scienze e di arti indelebih a aloria eterna di quell epoca gloriosissima , che con egual lode si rinnov nel modo medesimo nei secoli di Augusto di Leone de' Medici e di Luigi XIV. monarchi tutti che col subHme loro genio dettero incovittorie
,
,

raggimento
lasciando

alle

scienze ed
alla

alle

arti

e segnatamente all'architettura,
il

cos
di

posterit
,

immortale

nome

loro

in

tanti

mo-

numenti, e
JN'e

gran pregio

che
.

destano ancora lo stupore nostro,


la

e la nostra xmiversale meravialia

memorabili sar ai posteri memoria del Pontefice Pio VII. che ad onta

meno

gloria della
difficile

santa
circo-

deUe

14
stanze
insigne

del

suo pontificato
,

tanto

benemerito

si

rese

alla

nostra

come senza meno Inmlnosislma sar quella del regnante sommo Pontefice Leone XII. clie col proteggere ed animare
r architettura
dole
civile
,

Accademia

con essa

le

belle

arti

sorelle

impiegan-

Inventare e costruire machine devastatrici a danno monumenli di religione e dell'umanit, come pur troppo d'infiniti
gi
ai

non

per

nostri
di

tempi
utili
si

disgraziatamente
,

accaduto

ma
la

si

bene per

l'ere-

zione

stabilimenti

e per

decoro

della

ci tt di

Roma

e del
.,

suo

stato,
si

render

cos

l'ammirazione e

delizia

de' popoli

Ma
il

torni all'istruzione.
L' architettura
,

civile eminente fra le altre deve mantenere mentre non consiste il bello nella grandezza dell' opera perch pu trovarsi in una piccola fbrica la bellezza a fronte di qualunque colosso in cui pu mancare Il vero bello dell' architettura neppur consiste nella ricchezza dei marmi degli ornati , dorature delle pitture e cose simili che per lo pi abbagliano la vista e conlbndono ma non sodisfano Il pregio del vero bello quello che fa manifesta la ragione dell' operato nel tntto e nelle sue parti mentre coli' ingegno un architetto abile operando con sani principj potr dar diletto e sodisfazione per mezzo dei materiali i pi vili , quando che co' maggiori sforzi di un igno-

proprio carattere
,

-,

rante

architetto diverranno
tali

disgustose le

pi

sontuose e ricche
in

cotre

struzioni;

esempj sono frequenti.


fabrica

Ogni
gran requisiti
ra
,
,

ragionata
,

sar

quella

cui

si

riuniranno

cio bellezza

commodit
.

e stabilit. Bella sar l'ope-

dove appunto
e
distribuite

nella disposizione

del tutto le parti saranno colsar allora


gli

locate

con ragione
all'

Comznoda
di

che per
,

l'uso

ricercato vi saranno disposti giudiziosamente


tutte

ambienti

e le parti

corrisponderanno
di

uso rispettivo

ognuno con convenienil

za
le

Stabile

finalmente quando sar combinato


statica
requisiti

fabricato

con quel-

regole
i

e
,

di

frze

proporzionate

alla

resistenza.

Sono

questi

tre

architettura

per

poter

che riuniti si richieggono in ogni ramo di combinare e disporre giudiziosamente le parti


pratica

ed

il

tutto.

L' architettura

insegna a sistemare

le

invenzioni

della

perch sieno utilmente in etletto, ma se non si conosce 1' una non pu sussistere 1' altra diche con mancanze fetti ed incongruenze, mentre se l'architetto inventore non conosce le azioni che producuno le parti componenti , come potr prteorica,
eseguibili
, , ,

i5
porzionatamente e senza troppo o poco distribuirle nella sua invenzione
volte
?
,

Se non
e
?

si

sappia

calcolar bene

la

spinta degli archi e

delle
re,

cose

simili,

come
li

potr
ec.
,

1'

inventore proporzionare le
forze

sistenze

Se non conosce
,

pesi le

specifiche

de'

legnami

de' metalli
te

e delle pietre
,

come

potr assegnar loro


e l'uso?
,

giustamen-

le

dimensioni
e

le

distanze

le qualit

Se ignora

jjriet
,

valore

de'varj materiah de' lateri/j

della

le procalce e dell'are-

del terreno dove deve basare il suo edifizio, come potr farna ne l'impiego opportunamente ? e cosi dicasi di tutti gli altri elementi , che si adoprano per portar al termine qualunque specie complicata pi o meno di un edifizio Ora dovendo io da questa cattedra darvi lezione di sola pratica
dell'

architettura

civile,

non mancher
,

di

spiegarvi

le

sue

regole pi

cognite,

fondate
si

sull'esperienza e dimostrate dalla

mec-

canica

misurano le forze se ne fanno le loro rispettive applicazioni per contraporle cogli opportuni m itcrlall forme e dimensioni acci si mantengano in equihbrio. Vi far ancora
,

colle

quaU

venire

in
;

cognizione della cosiruzione delle

macchine
,

semplici
,

conoscere la resistenza de' legnami metalli corde ec. fondate sull' esperienza apprenderete con e mediante alcune tavole maggiore a servirvene e conoscere come debbano costruirfacilit

composte

gli archi e le volte nelle loro varie forme e grandezze , grossezze ed usi ,dando a ciascuna colle dimensioni giuste de' loro sostegni una proporzionata resistenza alla spinta e peso rispettivo loro.
si

Indi vi far conoscere la maniera pi sicura e facile

armature incavallature , qua Non mancheranno le


le
,
.

fettl

de' fabricati lesi,


,

la

per costruire per far palizzate sotto acnecessarie istruzioni, per conoscere i di-s causa e qualit delle loro lesioni; il modo
castelli ec.

di ripararle

le

opportune puntellature
la

accavallature
quali cose
,

ed

altri

mezzi
l'al-

che sar per esigere


si

circostanza; le

tutte
1'

dovendo-

dettagliare di

mano
di

in

mano

nelle

mie lezioni

ima dopo

tra

ad oggetto
,

posito

procurarvi una via pi facile ed opportuna al proho creduto di partirle nel modo seguente
.

AVVERTIMENTO
JLie spiegazioni delle varie materie che si tratteranno saranno dettate periodicamente alli Giovani e ne veranno accompagnati i soggetti o soggetto da tavole disegnate delle rispettive figure fornite
, , ,
,

de' corrispondenti

numeri

lettere

che sono richiamate nella spiega-

zione dettata nelle varie lezioni

EZIONE

I.

Discorso preliminare sull'architettura pratica


nerla
unita
alla

e ragioni di te-

teorica.

Sezione
Metodo per conoscere
edifizio
,

II.

il

terreno, su cui deve


,

fondarsi

un

modi
,

di renderlo

solido
il

di

riparare

il

difetto del

fon-

do naturale
di

a cui

unito
,

modo

di scegliere

le

arene

migliori

cava

di

mare

di

fiume ec.

Sezione
Modo
medesima ;
di

HI.

fondare

nell'

acqua

fare

le
di
.

palafitte

sotto la

costruzione ed uso delle

modo

di

fondare nei

fiumi

e porti

trombe e con tavole


IV,

altre

machine

Sezione
Del modo
oggetti
laterizi

di

conoscere
edifizj
,

le crete

per fare
loro
,

mattoni

ed

altri
;

P^^
:

S^'

dimensioni

nomi

qualit

peso

cottura

con

tavole

Sezione
Del modo per conoscere
sizioni
di
la

V.
qualit dell'aria e le po-

buona

essa convenienti alle varie parti di

un
,

edifizio

la

bont
.

delle acque colla maniera delle loro condutture

con

tavole

Sezione
che
carri
,
,

VI.

Della cogniz.ione de' legnami, che s'impiegano nelle fabbriincavallature , ponti mobili e di quelli per le armature , e simili , de' quali si danno le dimensioni , nomenclatura ,
e resistenza,
:

peso,

secondo
.

le

osservazioni

di

Newton, Bulbn

ed

altri

con

tavole

E z

o N K

VII.

De' caratteri, ed usi delli varj metalli, che s'impiegano nelle fabbriche colle opportune nozioni de' pesi specifici rispettivi , for,

ze

modi

di

fonderli

lavorarli

con tavole
Vili.

Sezioni-.
Della
e qualit
d'
,

resistenza

delle

corde o funi
colle

loro varie
;

grossezze

del

modo
di
,

di

conoscerle,
tiri

e conservarle
traglie in

dell'

uso loro
colla for-

imbragar pesi,

armar
,

pi
.

modi,

za de' verocclij

argani

e ruote

ec con

tavole

Sezione
De' varj attrezzi
di
,

IX.

che

carretti di ogni specie, murature; trasporti di e rispettive misure loro nomi , e forze , coU'aggiunta del modo di trasportar massi con nizze, curii, parate, e simili attrezzi, che s'impiegano nel bisogno per le costruzioni con tavole
,
:

adoprano per pesi con uomini,


si

le fabbriche

e per uso

Sezione
Della forza

X.

qua

del vento
,

del

dell'uomo, e degli animali, di quella dell' acmodi utili di applicarle alle mavapore
-,

chine

alle

circostanze

con tavole

Sezione
Della forza della leva per
le

XI,

muover

pesi

e distribuzione deltavole.

medesime,

seconda del peso, e della forza richiesta: con

i8
S
Dell' effetto
dell'

O N

XII.

equilibrio delle

forze, che

si

contrastano,
tisso
,

applicate

sopra una

veri'a

mobile
:

attortio

un

putito

cuiiie

ancora ad un

piano mobile

con

tavole

S
Dell' utilit
al
si

o N E

XIII.

del piano inclinato


;

proporzione della sua forza

da muoversi su per esso riferisce al piano inclinato , o

peso

delle
della

machine
lorza

il

cui elTetto
e del

sia

della

vite,

cuneo

con tavole

S
Delle resistenze
clilne,
to

li

o N
si

XIV.
al

che

oppongono

movimento
,

delle

ma-

tanto per la scabrosit della


la

superficie

sia

attrito,

quan-

per

rigidezza delle corde

cautele per diminuirle: con tavole.

SEZIONI':

XV.
,

Delle diverse maniere di costruire li muri delle varie speforma , e loro forza relativa alle rispettive groscie di materiali sezze ed elevazioni; secondo gli esperimenii di Rondeet, ed altri:
,

con

tavole

ib 'I^^^

1-:

Sezione
per
la

XVI.
antichi,
:

Delle diverse maniere usate dagli

e da' moderni,

formazione delle strade, e de' ponti

con tavole.

Sezione
Delle volte
,

XVII,

me

grossezze,

piattebande, ed archi, loro meccanismo modi di costruirle: con tavole. e

for-

Sezione. XVIII.
Del modo
di

adattare

e contraporre

le

resistenze alle spin-

te delle volte,

degli

areni,
,

.'9

mediante
:

piedritti

propoiz.ionati in

grossezza

all'

elevazione

e posizione

con tavole
XIX.
,

Sezione
Della
chi in
varie

maniera

di

fare le

armature delle volte


;

degli artavole.

forme

modi

adattati alle circostanze

con

Sezione
Della maniera
todo per rilevarne le
di osservare

XX.
lesioni

le

negli

edifizj

me-,

cause

delle

cautele

per

le

riparazioni

con

tavole

Sezione
Del modo
ne
de'
,

XXI.
,

di

risarcire

gli

edifizj

danneggiati dalla cessio,

difizio

fondamenti e del metodo di accavallare durante la riparazione con tavole .


:

e puntellare

1'

e-

Sezione
Del metodo per
altre costruzioni di

XXII.

la

pietra tagliata
,

formazione degli archi volte, scale ed secondo Blondel, de la Rue ec.


,

Delle pietre

de'

pavimenti

modo
,

di

segarle
,

varie

qualit

delle

medesime
guere
le
le

impiegate ancora

per decorazione

del
di

orientali dalle occidentali

e da quelle

fabbriche le atte a far


loro rispettivi pesi

calce
,

e le altre per far


tavole

modo di distinuso comune per gesso del mo,

do
li

di cuocerle, e custodirle

delle atte pe' forni, per


:

acqua

ec. col-

specifici

con

Sezione
Del modo
sa

XXIII.

di

comporre
olio
,

colori sia per la pittura a fresco


le
i

a tempra,

ad

di

far

vernici; non
cristalli
.
,

meno che una


,

idea generale

delle maniere
forni
:

di

fare

smalti

mosaici

ec.

e de* loro rispettivi

con tavole

Sezione
Idea generale

XXIV.
,

della Giurisprudenza

sia delle

servit atti-

ve

e passive

sulle

distanze
,

prelazioni

stime di fondi,

canoni

ricognizioni

in

Dominum

degli

enfiteusi ec.

Sezione
^

XXV.
delle nella

Nozioni principali per


materiali,
di

la

stima
farsi
.

fabbriche

composte
di
edifi-

di

varj
,

metalli,
;

ec.

da

circostanza

care

alienazione

con

tavole

3)]^^>{t<S999l

SEZIONE
A R T
I

21

P R

L O

I.

Discorso Preliminare sul/Architettura Pratica di tenerla unita alla Teorica ,

ragioni

propose una ipotesi nell'idea generale dell'architettura, cpando si volle provare, che V architettura ha la preminenza sopra tutsupponendo ima quantit di persone scate le altre professioni che mai abitala avventura sopra una isola in mare ricate per tiUti si sarebbero dati cura di formarsi un coperto alla meglio con con frasche , con sassi , terra , e quanto la lotronchi d' alberi per essere gacaht le somministrasse per formare un coperto rantiti dalle ploggie, dal sole , dal freddo ec. Ora se fra tutte que'1
,

ste

persone
la

si

trovasse a caso ini


,

semplice disegnatore

dilettante

senza

minima esperienza
esecutore
,

s'

incontrasse per caso

nuale pratico

e ciascheduno dei
,

vero

della

specie sovraccennata
riporre

un bravo madue formasse un ricoa quale di questi due rozzi rila

coveri vi fermereste a
gliereste

co' sonni

vostra

esistenza

scee

alcerto
dal

quello
,

eseguito

dal

mastro
da

piuttosto

che
si

quello
,

eseguito

professore

giacch in

quello trovereste sicurezza


que' rozzi materiali

neir altro

sola

eleganza per quanto


.

fosse

potuta

ottenere

opposto questi due saperi fossero riimiti in un solo , si avrebbero riuniti ancora nelle produzioni , eleganza , buon gusto , invenzione e solidit ; giacch se un inventore disegna capricciosamente un edifizio , e vi disegna muri estremamente sottili traforati , senza contrasto di forze alle spinte delle piattebande, degli archi, e dei sovrapposti pesi, la fabbrica non sar ese-

Se

all'

guibile
le

ovvero

roviner fra

poco

ma

se

questo

inventore avr

accompagnate da quelle di pranon cadr certamente in tali errori I pittori volendo decorare una parete con delle architetture, hanno dipinto portici e fabbriche che appagano la vista degl' ignoranti che e li fermano sono quelle pitture contro delle quali con tanta ragione esclama Vitruvio nel libro VII. capitolo V. perch rappresentano cose imnecessarie cognizioni di statica,
tica
.

11
o ad essere permanenti Vero che queun poeta immaginano una favola ma pure se queste dovessero eseguirsi correggendole un architetto non fondato nella pratica, quantunque all' occhio correggesse l'esilit dell' invenzione non sarebbe egualmente capace di ridurle abbastanpossibili
,

ad

eseguirsi

ste

come

dice

za solide

e lascierebbe

tutto

all'

azzardo

Li

virtuosi maestri

per

hanno ponderato
,

il
,

tutto

per

mezzo degli elementi di geometria di matematica e di statica hanno ridotto a calcolo ogni cosa per cui colle giuste applicazioni pu il prudente architetto comporre e costruire senza timo,

re,

e senza
in

azzardare,
le

tutte

le
,

volte

che unitamente

alla

pratica
alle

ponga

esecuzione
.

regole

e le modificazioni

necessarie

circostanze

Capita

obelisco

di elevare una gran colonna di marmo , un grande un peso qualunque se sar direttore dell'opera un sem,

plicissimo

teorico
gli

far

li

suoi calcoli

il

suo piano

_,

ma
,

dirigeninevi-

do

opera
nella

ostacoli

non considerati
delle

nell'

esecuzione

ed

tabili

resistenza

corde

nella

complicazione

delle

ar-

mature
to
,

perdono per le direzioni dell' andamen, e tante impreviste circostanze , manderanno a monte il pianelle forze

che

si

no

il

calcolo

la

direzione

opposto cadesse 1' impresa nelle mani di un solo pratico , ma pratico vero per causa di aver agito e di conoscere gli oggetti da impiegare per sola pratica materiale come fu il faall'
,

Se

certamente che al confronto del solo teorico riporter quegli la palma , ed osservando le maniere eh' egli avr adoperate non si rilever nelle sue operazioni e direzioni delle co,
,

moso Zebaglia

poco pi del dovere ordinalo da un teorico certo fon, dato ne' suoi calcoli, n la massima esuberanza del teorico timido-, ma riunendo insieme questi due saperi qual resultato , o resultati lelici non se ne averanno ? Venga per esempio ordinato un ponte sopra di un fiume ad un valente teorico , che faccia il suo progetto con tutte le rese

il

gole
lara

pi

sane
1'

di statica

di

calcolo

di

dimostrazioni ragionate

la mancanza delle cognizioni pratiche rovina opera, appena compita; come va dunque? il calcolo giusto le proporzioni geometriche , gli elementi di statica sono stati esattamente impiegati pur 1' opera mancata perch? per la ragione che il calcolo ha supposto un fondamento immobile

questi
1

opera

ma

per

23
quel fondamento pei* mancanza come una montagna ; tica e di esperimento non teorico ma pratico, in luogo
,

ma

di

pra-

di

es-

sere
lato

solido

fu costruito imperfetto

il

sopraposto pilone calco,

ed atto a sostemassima esattezza si supposto solido nere la resistenza , ed il peso proveniente dalla spinta, e volume dell'arco, e si riguardato come uno scoglio infrangibile; lorse ancora questo pilone per mancanza di pratica nel costruirlo non tu riconosciuti dalla pialica tali composto con materiali, e cementi o non si dette loro quelle prestanze necesda potervi contare o archi, hi calcosarie allo scopo , e per la curva dell' arco lata,, e costruita di una Ibrnia atta alla resistenza, che il calcolo fece conoscere sicurissima di resistere. Ma tale poi non si trova nell' atto pratico perch inane perci incapace a sostenere rante o mal costruita l' armatura mediante un insensibile ce-' il materiale nel tempo che si lavora mancare tutta la costruzione di quella forza e ferdimento fa effetto della mancanza di mezza che prometteva la calcolazione quelle cautele e previdenze pratiche , che insegnano il modo di lavorare 1 materiali, la scelta de' medesimi l'impasto de' glutini, e il modo d' impiegarli ; quindi che tutto va a monte , tutto perduto Onde da questa verit si apprender a conoscere la necessit di tali avvertenze che potr suggerire una scuola di archilettura pratica poich n le lezioni teoriche n quelle di calcocolla
, , , ,
, ,

lo

saranno

sufficienti

provenire
dalla

simili

accidenti

dell'esecuzione

opportunissiml ad
sostenersi su

avvertirsi

pratica

ben

diretta.

Sarebbe paragonabile a questo proposito il decidere se a di un tumoso poledro sia piii abile un bravo cavallerizzo teorico che abbia studiato ne' libri , e soltanto veduto co,

me
pre

debbansi
la

fare

l'

evoluzioni cavalleresche
,

ovvero un semplice
tutto
il

buttaro di

campagna

che

alla disdossa

monta
?
Il

giorno sem-

che certamente r eccellente cavallerizzo montato sul poledro cader a terra col rompersi forse la testa, ed all'opposto il buttaro rozzamente e senza regole si sosterr francamente senza di essere vinto dal poledro ; ed perci che solo quando il cavallerizzo teorico avr rmnila la pratica lar le sue evoluzioni perfettamente e con tutta
risultato

prima volta qualunque poledro

sar

sicurezza

colle

vere

regole

dell' arte

perch neir eseguire riunisce


maestrie
.

in

se

e senza timore di cadere , mezzi somministrati dalle due

24

L' architettura pratica

quantunque rigorosamente non esigga


,

che r architetto debba saper fare il muratore per eseguire il suo disegno, e neppure il falegname per lavorare la bussola l'armario ed altro del suo disegno teorico, ed altrettanto dicasi per le altre arti subalterne, tuttavia deve conoscere praticamente, e per inezzo dell' esperienza la resistenza de' legni la tenacit delle corde la potenza della vite, della leva, del cono, le spinte delle volte del fuoco , dell' aria , e simili espela potenza deU" acqua rienze ma pur troppo non solo non sarebbe male anzi al contrario sarebbe assai bene , che s' impiegasse materialmente in alcune manovre principali, come vi far conoscere per averne delle idee
,
,

-,

giuste

all'

opportunit
fin

si potrebbe conosce che un architetto perch sia ben forprima di tutto deve avere a cuore una nito dei requisiti necessarj sana morale per attendere assiduamente senza divagamenti allo

Dal dire sempre

qui detto, e da quant'altro in proposito


si

pi

studio

delle

teoriche
,

queste
gi

studiate pe' suoi


gli

principi

basati

sempre
lo

sulla ragione

non

su

esempj

che quando questi

diverranno questi stessi ra, gioni, Alfi'imenti sarebbe lo stesso che conoscere quattro , e quattro far otto perch l' insegna Tizio , e non perch si veduto ,
siano
sulla ragione allora

perch

che quattro, e quattro fanno otto ; e che se Tizio lo dice, lo avr detto perch avr conosciuta questa verit , come ora io stesso le quali potrete cola conosco Cos dicasi delle cose pratiche noscere o facendo molti esperimenti da voi stesso , ovvero osserVi dunvando quello che hanno fritto gli altri nel caso vostro que diiferenza fra la teorica e la pratica , perch la teorica viene spiegata dal ragionare, dal confronto delle regolari proporzioni, e come dal saggio mio collega vi sar dimoda tanti altri dati certi strato laddove la pratica per la maggior parte, e pi necessaria ed utile consiste nelle cognizioni degh esperimenti, i quali vi daranno d' appresso alle quali dole regole pi sicure e vere ed inalterabili per dar corpo, ed esistenza alle vostre vrete occuparvi egualmente invenzioni e per disimpegnarvi onoratamente nelle occorrenze ; come fa \n\ bravo militare , che prima avendo studiato bene tutte 1' si pone evoluzioni, e mosse militari a tavolino o suUi figurini Dunque anche sul materiale esercipoi colla pratica ad eseguirle
. , ,

zio

necessaria molta pratica

per non isfigurare nelle


occupatevi dell'acquisto

circostanze
di

Coraggio

o giovani

queste due

25
e 1' otterrete crcoadiuvanti discipline, per divenire qualche cosa un'applicazione indefessa, tamente se alla voce de' maestri unirete
,

che ricompenser largamente

il

sudore delle vostre fatiche

SEZIONE SECONDA
ARTICOLO
Metodo per conoscere
e
il
II.

terreno su cui deve fondarsi


,

un Edifzio
arene

modo

di renderlo solido
,

di riparare
il

il

difetto del fondo


le

naturale

a cui

unito
,

migliori di

cava

di

modo mare

di sces,liere
,

di

jiume

ec.

lovendosi fondare di pianta un edifzio di qualche importanza e dove non vi siano obbligazioni di aspetto di allineamenti e sidomander informazione dagli uomini pi esperti si mili imbarazzi del paese, perch fedelmente dimostrino quale aspetto sia il mipoich non da per tutto 1' aspetto di mezzogiorno il migliore
1
, , ,
,

gliore
zioni zioni
,

e cos

dicasi

degli altri aspetti


in

Verificate
,

queste

informale

si volger geometriche

l'edlfzic
,

quegP

aspetti
si

che secondo
;

cogni-

ed astronomiche
,

troveranno pi convenienti

per adottare

le
,

parti

e gli

quella pratica

eh' esige
,

nire gli aspetti del cielo

impiegando il modo di basare la bussola per rinvee poscia colla cognizione della geometria
ambienti opportunamente
.

potr segnarsi

e le parti della fabbrica con precisione Se questo fabbricato sar circoscritto da case o da strade , si prenderanno sempre in considerazione gli aspetti migliori di quella localit , ed in questo si adatteranno nella composizione della pianta le scale , le camere le guardarobbe , li magazla biblioteca zeni li tinelli le stalle li fienili e tutt' altro, che si desidera dal Proprietario, dando loro questi aspetti convenienti per averne in fine un risultato vantaggioso e lodevole Prima di accingersi all'impresa, vole la prudenza , che l'Ar1'

insieme

chitetto ordini
sti
si

delli

cavi nel

terreno

asse<2:nato<:li
,

dalli detti
gli

ta-

verr in cognizione della qualit del fondo


,

che

sar stato

assegnato

il

quale potr essere di una delle otto qualit che qui


.

appresso

si

dimostrano

-2.6

1.
j)lii

Se sar

in
,

liio<;o

basso, e paludoso s'incontrer parlo


,

in
,

rarsi

labile pieno di sorgive che ovvero deviarsi con facilit , e rendere

terreno

non possono
il

ripa-

sito

asciutto
si

praticarvi

quelle

lavorazioni
si

insegnate
delli
si

dall' arte

come

per vedr qui

oppresso
sarie

allorquando
,

parler

fabbricare

anche su
supplire
.

questi per
a

per
2.

coli' arte

nun , e delli varj modi di prenderanno le cautele necesquanto la natura stata vaga in
di

quel locale
paesi un

Si

trova

altra
,

qualit
in

poco
secca

elevati
citt
, ,

ed

communeraente campagne coltivate non meno


terreno
,

nelli
,

nelle prossime
di

e paesi a queste
atta
alle

aderenti

che che una specie


de' frutti
,

terra
;

ed ordinaria

la

piantagioni

e si-

uiiH

e questa

migliore, giacch andatosi in fondo qualche can-

na suol trovarsi que mole


.

un

terreno stabile

sicuro

da piantarvi

qualun-

3.

L' altra
,

minima resistenza che in qualunque terreno o bas quella 4. Altra specie so o alto vi sia 1' ArgiUi , la quale se veramente composta e di alto strato^ pu essersi sicuro della sua resistenza al peso che gli si deve soprapporre eh' la pi per5. La quinta specie , che pu trovarsi un terreno di piante putrefatte niciosa alla circostanza ed erquale prendendone una zolbe della perch in luoghi paludosi la si accende come un leggiero e fattele seccare bene al sole carbone 6. La sesta maniera di trovare il fondo la combinazione d' incontrarvi una pietia viva quale il prudente architetto potr porre I suoi fondamenti assicurato per del fondo solido e che tale non apparisca soltanto ( coni' accaduto pi volte ) di trovare uno stratto solidissimo, di una grossezza pei non sufficiente che ricevuto il carico sopra se ne scesa quale trovandosi piantata che oncia o palmo secondo si e trovato pi , o meno mobile il
,

reno porcino de fangoso ed impraticabile


,

chiamata volgarmente tersul quale qualunque poca d'acqua vi si getti lo renspecie di terra grassa
,

e senza la
,

sottoposto
j.

fondo

Non

difficile

incontrare
,

tal

volta

dove viene
tufo
si
,

desti-

nato r edifizio una pietra morta


il

come sarebbe un
,

o simile

quale essendo compatto

e di assicurata solidit

render mol-

lo

vantaggioso affidarvi
.

sopra
alle

la

fabbrica

27 bench questo non


,

fosse

che un masso Passeremo ora


chitetto
di
.

pratiche rispettive
figura
,

che assicurano V
casi
,

arpiti

non

far

trista

anche nelU suddetti

li

contrari

ARTICOLO
PosLo
il

III.

caso di iroK'are

nel fondare un ediflzio un luogo paludoso


,

da cui per qualunque circostanza , non si possa dipartire si prenderanno le seguenti cautele .

Essendo la superficie del terreno praticabile, si segner sul 1' andamento con piandelle mura principali del fabbricato tare delli passoni di quercia, o altro legno duio fattovi la punta, dove deve entrare nel terreno , e toltavi 1' angoli nella parte superiore perch nel batterli non si spacchino , e perch pi resistino all'umido potr brustolirle alla punta con fiamma allegra , che
terreno
,

renda

la

superficie bruciata,

senza indebolirne

la

forza de' quali af-

finch siano
e questi

reno
alla

meglio intesi, se ne da un'idea nella Tavola I. Fig. i., saranno lunghi pi , o meno secondo la tenacit del tercosicch battuti con un mazzolo di legno della forma come
2.

Fig.

restino solidi

e Fuori della

superficie

della

terra

tre

o quattro palmi
Posti questi passoni
all'

negli angoli
lettera
,

tirati

de'
I,

fili

dall'

uno

altro

come
,

alla

Fis;.

3.

di

detta
il

idea
zi

delF angolo
travi
,

del

fabbricato

s'

intelara
li

di

acciocch lavorando con


,

ferri

riole
le

garavine

e coli' attrito
,

di

passarvi

che da un' cavo con delU pezpale vanghe catraverso non slamino
tav.
,
,

sponde s facilmente e giusta la die per mantenere netta menzione del fondamento Questa intelaratura viene composta da traverse che sono li legni segnali lettera A Fig. 3. che deve avvertirsi non siano corti perch cavato il fondamento , non restino troppo sul ciglio del cavo e col peso loro , e di quello che portano non producano uno spallo sul cavo medesimo. Poscia sopra questi che si adatteranno in proporzione della lunghezza delli travi o legni dell' intelaratura lettera B Fig. suddetta si fermano con gatelli lettera C chiodati sulle traverse medesime perch restino solidi j e (ermi alle dimenzioni assegnate , con chiodi da pia
, .

:i-

28
na, de' quali chiodi
r stato stabilito
a'
dall'

entrano num. 12. circa a libra, secondo saarchitetto, nel tracciare la base de' fondamenti.
1'

Intelarata cos tutta


bastirla
tutta
,

opera
v'

che

sar cosa

ben

fatta d'

per conoscere se
s'

incontra

difficolt

nel

imtutto o
, ,

incomincer a cavare fra questi legni una parte o natura del terreno fangosia un lato del fondamento che per la e ben tosto si aver so o mobile poca dilhcolt s' Incontrer quale si procurer con uomini e secchj, o siano secl'acqua, la che sono della misura e chietti come si chiamano dai muratori
nelle parti
,
,

forma come alla Flg. di nocchia e pesano


,

/(.

Tav.

I.

di

legname
cj.

circa libre

si

castagno col manico procurer dissi destrarla ,


di
,

o mander per mezzo di canali provisorj in qualche fosso rhnandi ivi prossima, e perch possa levarsi chiavica, che non la e pale il terreno alla megho possibile si abbasser con vanghe sono della forma e misura come alla Fig. 5. vanghe le quali o meno grandi , ma qui se ne Tav. I. di queste ve ne sono pi tanto nella Figura quanto anche rappresenta una delle mezzane
e
si
, , , ,

di ferro, il pi purgato colla e tagliente all' interno , pesano circa libre 4 ^. punta di acciaro ed il manico di faggio pesa libre 3 r. verso 1' occhio della vanga vi un ferro come nella latter F chiamato la staffa , che conficcato con un bugo a forza nel manico medesimo della forma ,

sotto in

profilo, e questa deve essere


,

G e tenuto a freno con una cavicchiola come un ben posto a forza come alla lettera H Le pale poi cos chiodo e grandette acciarine buone a questo lavoro sono della forma e pesa il ferro libre 2^. col manico dezza della Fig. 6. Tav. I.
della lettera
,
.

di

cavo nel terreno, che pel tratto di i5. o 20. palmi per non radunare in esso tropp' acqua , che calando in quella parte dar luogo a lavorare , ed abe cos alternativamente fabassare altrettanta lunghezza accanto procurer trovare il fondo solido sotto al terreno acquocendo si so se pur riesce di rinvenirlo non bastando l' attivit delli secchi per maggiormente facilitare il lavoro si armer la cos detta conocche due squadre di travicello comla quale altro non chia poste, come alla Fig. i.Tav. II. , che mediante alcune piane, che sopra i legni dell' intelaratura lettera H. s'insi pongano a traverso e mediante li due tiranti letchiodano 11 zampini nella lettera A tengono a quella distanza , che nein C D si tera B chiodati cessasia, perch vi agisca la conocchia lettera E che mediante una
nocchia
del

peso

di

libre

2,

Non

si

far

il

t'

29
stanghetta posta sopra l'inforcature

delle 2. squadre Fig.

1. ,

alla

conocchia affidata mediante poi una corda lettera G che sul principio si avvolge alla conocchia circa io. o pi volte per aver campo di allungarla levando qualche voltata di mano in maquale
la
,

profonda; mediante una molla di ferro fermata a ciascheduno delli due capi della corda , come alla lettera I Fig. 2. vi si attacca un secchio pi, o meno grande come alla Fig. 3. Tav. II. cliiamato daUi muratori secchio da conocchia , quando sia delle dimenzioni indicate in detta Fig. e secchione da

no

che

il

fondamento

si

conocchia quando sia delle dimensioni , e forma della Fig. 4. e perch di questa grandezza non potrebbero gli uomini adoprarli colla conocchia si addoprano coli' uso della burbora, come si dir in
;

appresso

Armato un
lettera
il

tale

arnese

due uomini

mediante

li

manichi

L caleranno un

secchio. voto intanto, che


si

pieno per versarlo

come

disse in

modo
,

tireranno in alto che l'acqua non torbastasse,


si

ni nel cavo

aperto qualora questo

mezzo non

procu-

rer

non ringrandirsi tanto col cavo e vi si adatteranno due o pi trombe, che lavorando giorno, e notte ne procurino l'asciugamento e diano campo a cavare per giungere all' interno
,

Frattanto ecco

il il

bisogno

di

sapere
,

profondarsi
l.
Si

per trovare

terreno solido

quanto ancora debba e per saperlo come si

aver pronta una lancietta, questo un ferro tondo, grosso circa un' oncia , lungo circa i dieci o pi palmi , con ounta ac-

quadro da una parte ed a guisa di scalpello dall' altra Fig. 5. di detta Tavola questa lancetta si ander conficcando con quanta forza pu avere un uomo, e si vedr quanto con quella facilit s' interna nel terreno . Se la lancietta inconclarata in
,

come

alla

tra

terreno
cosi una

stabile

si

fermer per

cjuanta forza vi
,

si

faccia,
s'

e dainter-

idea di quanto debbasi profondare


,

altrimenti

ner con poca difficolt


to
1

anche dopo

fatti

h maggiori sforzi sotcostruzione di questo

acqua
Intanto
si

dar una giusta idea della


tutto
sia

istromento perch

cognito

tutto possa ordinarsi fran-

camente
di

Le squadre per
castagno
Fig.
-tati

anche rustico
II.
li

10. Tav.

conocchia saranno costruite di travicello forma , e dimensione segnata nella legni verticali saranno congiunti cogU orizonla

della

mezzo

mezzo

chiodati

perch meglio

sia

stabile

vi

si

3o
metter nel punto
chiodata
,

lettera

M
.

un pezio
,

di

tavola

di

albiiccio

ben

chiamata braghetta

La conocchia sar costruita e delle dimensioni della Figura 6. e 7. Le crociate lettera N contornate come in detta figura , ed attendate nelle estremit , ove devono lavorare le mani saranno di olmo o simile legname dnro, che non sia facile a spaccarsi , e saranno tavole grosse due oncie poste mezzo, a mezzo,
, ,

come alla lettera gname due tavole

saranno dello stesso ledella stessa grossezza a guisa di rote ed altra nel mezzo dove sono le hnee punteggiate P le quali servano di armatura alle doghe che formeranno il corpo della conocchia, le quali saranno pure di olmo, e quattro di queste trapasseranno colle
vi
, , ,

addosso a queste

perch meglio siano collegate le crociate al fusto Le doghe e le crociate saranno formate con chiodi, e tanto le crociate quanto le ruote P averanno un buco nel mezzo , dove si passa poi la stanghetta lett. F Fig. i. ,
crociate
alla

teste

nelle

come

lettera

ciie

serve a loro di asse


Li

quando agisce

Questa conocchia cosi costruita peser circa libre cinquansecchj poi da conocchia saranno anche essi della l^orma , e grandezza notata nella Fig. 3. Tav. II. Il fondo e le doghe saranno di castagno , e 1' armatura Nel manico e cerchj di ferro vi sar nel mezzo della parte di sopra un occhio con testa , che giri nel mezzo del manico medesimo ai quale sia raccomandato un anello come alla lettera R Questo manico ander a prendere le due armature in piedi come alla con suo occhio da capo
ta
.
,
.

Fig.

8.

che nel
simile
quali
,

da piedi
bollita
,

avr

un

ala

rivolta

alquanto

sottile

con altra ra S le
,

e ricavata
il

dalla
,

spiaggia

come

alla

letteferro

abbracciano
alla

primo

ed
3.

ultimo
Il

cerchio

di

del

secchio

come

lettera

Fig.

cerchio

poi di

mezzo

lettera

V
di

di

detta figura avera nelli


,

due punti, che passa


per parte
Fig,
9.
,
,

nell' a=;se

della

sua circonferenza
ferro
,

una

statfetta

ribattuta di spiag-

getta

come
le

alla

lettera

che

tiene a

freno

,
.

ed

al

suo punto
Il

due armature

verticali

come

alla lettera

Tali secchi di qu'5sta costruzione e grandezza pesano

4^ secchione poi da conocchia, che aver la forma , e dimensione notata nella Fig. 4. Tav. II. sar costruito del medesimo legname, e modo dell'altro, ed aver i' armatura di ferro quasi simile aumentando solo un poco nelle grossezze , e ad ogni cerchio
vi

circa libre

sar la

staffa

come

alla Fig.

9.

lettera

ed

alle

due armata-

3i saranno ad ogni cerchio le ali come alla Fig. 8. lettera S perch con tale concatenazione il secchione sar piti staPesano questi secchioni libre 65. quando siano bile e durevole delle dimensioni sopraccennate Tornando poi al modo di andare avanti col cavo del tonre
verticali
vi
,
.

damento mente di
tare
li

prima

di

profondarlo maggiormente
e

trattandosi

massima-

le
,

bisogner sbagacciarli per evi, , slamatnre delle sponde a preggiudiz.io dell' opera , perch
terreni acquosi
leggieri

tagli

ed

cavi

vanno a riempirsi
di
,

_,

forse

della
grizia

vita

degli

uomini, e

restarvi sotte

anche col pericolo come accade per la pidegli


architetti
,

degli

intraprendenti

poca
,

accortezza

o dodici palmi secondo , che si perci profondato al pi dieci vedr la tenacit della terra sar prudenza di sbadacchiare le tersegnatamente se sia in stagione , che le piogge possano sopravre che il cavo sta aperto venire sino
, ;
,

Questa sbadacciatura consiste in collocare delle tavole ovvero come si costuma qui in Roma delle piane addosso alle due
superficie della terra
tali
,

tagliata
altri

lira

le

quali

con
travi
; ,

delli

travi

orizzon-

postavi a

traverso
,

pezzi pur di

o siano mozzature
supercie della terra
spallare
,

segate a misura
alle

e poste bene a contrasto

le

tavole

travi

appoggiandosi
proposito
Fig
i.
.

non possono

reste-

ranno
niera

intere al lor

Alla Tav.
,

III.

sulla
il

quale meglio

viene segnata in prospettiva questa maintender il modo di eseguirla , si suplati

ponga
mi
tura
12.

taglio del
,

perpendicolari
di

fondamento, come un fosso, ma con li e regolari lettera A il cui fondo lettera B


del terreno lettera

ben
pal-

sia

profondit dal piano

C
,

sia

l'intelara-

fondamento ordinato nella Tav. I. Fig. i. alla lettera D la quale servir di guida e di appoggio alle tavole o piane lettera A, le quah si collocheranno distanti una dall'altra, quanto circa la larghezza della piana medesima le quali per sostenerle si fermeranno con cavicchie , e zeppe di legno alla terra medesima come alla lettera F poste cos ordinatamente le piane si allestiranno delli travi o siano carrarecci ovvero altri pi. proporziodel
, , , , ,

con delli capezzoli si sosterranno ad un certo proporzionato punto, come sarebbe circa 3. palmi sotto la testa delle piane , tanto da una, quanto dall'altra parte; come alla lettera G in
nati
,

tanto

si

sura, che

dveranno delle mozzature di travicello segate bene a misi prender con delle cannucce e queste mozzature ben ,

32
chiericate

come
terre

alla

Fig.

a.

lettera

si
,

porranno

in

opera

for-

zandole a furie
finch
le

di

scalpello di paletto

o grancio senza
,

battere afstacchi
,

col battere

non
,

si

scuotano
III.

e facciano
nella

minacciando delle allaniatiue


terreno
travicelli

dando
Tav.
il

de' segni

superficie

del

come
,

alla

Fig. 3.

della

lettera

Questi pezzi di
li

che hanno proprio

nome
alla

di

sbadacchj forzano
lettera

due

legni

orizontali lettera
,

si

pongano ad ogni otto o


Fig. 3.
.

dieci pal,

mi r uno
presenta

dall' altro

distanti

come
III.

che rapascia

in

pianta

una parte

del cavo

Alla Fig. 4, di detta Tav.

viene rappresentata

1'

che

addoprano
ianno
tello
li

li muratori diversa di quella di falegname , con questa zeppi, gattelli, le schiericalure lettera J e serve loro di marha r acciaro dove taglia , ed e ruotata , e ben tagliente pesa
7- ,

circa libre 3

ed ha

il

manico
1'

di

lecino

cos detto

si da idea della costruzione dello scalpello, da muro che serve ancora per dar leva ; questo di ferro ottangolare perch meglio si stringa nelle mani la grossezza di circa un oncia ed ha l'acciajo nella parte del tagho essendo lungo palmo 1 ~\ pesa circa libre 3. Alla Fig. 6. e 7. viene segnata la forma del cos detto grancio questo di ferro ottangolare ha da piedi una specie di scalpello e da capo agguzzo con questo ferro si mandano a forzare li sbadacchj come alla Fig. 8. Questo ferro grosso un' oncia e mezza, e pesa circa libre 18.

Alla Fig. 5.

il

della sbadacchiatura per quanto lungo deve mettere altro simile ordine 3. , o 4. palmi distante dal fondo del cavo come alla lettera L Fig. 1. ponendo li medesimi sbadacchj da legno a legno come si disse di sopra ed a piombo di quelli di sopra perch non impediscano a calare li secchj ed a calare li materiali per la riempitura del fondamento medesimo poich posti questi bisogna avvertire , che non cadine giacch per la loro mancanza potrebbero accadere delli spaUi che sono cotanto nocivi e pregiudicievoli alli cavi medesimi assicurato cos il cavo bisognando profondarlo ancora di pi per rinvenire il terreno vergine , e solido potr continuarsi la lavorazione colle vanghe pale , e secchj di conocchia per portar fuori terra o acqua per prendere indi altre determinazioni , come si vedr in appresGiover qui avvertire che se in qualche parte del cavo le so terre non combagiassero colle piane parti per la inuguaglianza delli

Fatta r operazione
si

cavo

33
taoli
,

parte
nelll

spazi

vi resteranno delli per difetto del pieni delle piane pezzi di tavole , o zeppe coquali si metteranno delli
,

me e

alla

Tav. IV. Fig. 2. lettera


unite alle piane

colli quali

stenere
terre

sbadacciate le
.

si anderanno a sodue superficie verticali delle

tagliate

pel

cavo

Se
lancetta
si

la

natura del fondo sar


stabile,

tale

che

dalli

tasti

fatti

colla

rinvenirsi
la
si

cavando ancora qualche o almeno solido bastantemente , oche lavorazione delli secchj di conocchia, o trombe costruite come clie concorre vedr in appresso , vincano la Huenza dell' acqua
rinvenga che
altro

poco possa

un fondo

nel cavo

si

tanto meno di acqua si ch quanto raduner , e sar di minore incommodo per la lavorazione . Profondato che sar in modo , che iacendo altri tasti colla lancetta allora si netter bene si lever lutto trover il fondo ricercato si
,

prosiegua pure a cavare , meno grande sar il cavo

ma

in limitato

spazio giac-

il

fango

si

costruir

su

quella

terra

il

tndaniento

Si

prati-

cher r ostesse se convenisse passonarlo , lo che dovr farsi se la ma che pure con lancetta dimostrer un Ibndo non tanto molle e che la quantit d'acqua qualche difficolta si introduce pi oltre delle sorgenti sian tali di non potersi vincere allora si averanno
, ,

pronti

una quantit
nella Tav.

di passoni di
I.

castagno

o di

quercia

come

si

ed ancor pi lunghi secondo si os1. server quando si conficcheranno nel terreno ; li quali saranno posti nel cavo come vien segnato nella Tav. IV. Fig. 1. 2. che rappresenta in pianta ed in segione una proporzione di esso cavo maggiormente profondato per larvi questa operazione che Questi passoni saranno battuti colla mazza di legno di principiare a piantare si riport alla Tav. L Fig. 2. avvertendo
dimostr
Fig.
,
.

queUi
rifiuto

di
di

mezzo segnati mazza che sia


rigurgiti
il

in
,

detta Tav.

IV.
,

col
e
.

numero
tali

1.

sino

al

che battendo

ribattendo
Posti

sulla

testa

del passone

mezzo come al num. 1 file num. 2. colle medesime


e bisognando ancor pi
di

colpo del mazzolo si proseguiranno ,


precauzioni;,
e

passoni nel
gli

piantare

altri

alle

quindi le

altre nuni. 3.

conocchia o trombe prossimo pi profondato, detta Tav. IV.


,

seguendo sempre a lavorare con secchj ed estrarne l' acqua in un pozzetto ivi

come
,

alla

Fig.

i.,

e Fig. 2.

lettera

di

Terminato di passonare e restando qualche testa sone molto pi alta delle altre come sarebbe alla lettera

di

pasdella

^4
.

Fig.

2.

di

delta tavola perch

per quanto aver


al

siasi

battuto colla maz-

za non
pi

abbia voluto cedere per


,

trovato
pari

una

qualche
,

parie

soda o altro rando per quanto


senza per
gli altri
i

si

segher circa
possibile
,

delle altre leste


,

sia
,

mandarle pi eguali
il

procuche si possa
terreno
;

icusare

che
per

vadino a trovare
altro
i.

solido del

giacch se qualche passone andasse con


,

facilit

si

caver

metteivene un'
lettera

profondo delungo pi o vi si
pi
,

metter accanto come


zione

alla

Fig.

Intanto colla massima energa per evitare le spese dell'estra-

passona questa avranno pronte delle pietre di varie grossezze per empire questa prima porzione e quindi proseguire le altre come sar avvertilo in appresso Essendo in Roma parleremo del modo qui pralicato per fadell'acqua da porzione di fondo
,

farsi

giorno e notte, mentre


la

si

si

preparer

calcina

si

e quindi si parleo sia calce per queste riempiture r delle altre composizioni di cavo di mare, e di hume La puz/.olana che si cava f^eneralmente nei contorni di Roma e segnatamente nelle pianure verso le montagne delh appenre la

malta

nini

parte

ma non molto distante dalla citt sin dentro Roma si rinviene parie
,

lin

anche da quella
di

hor

terra

parte in

qualche campo sotto la superficie della campagna medesima se ne o sia delli strali di pi palmi rinvengano delle vene fra la terra di altezza Quelle che sono sotto terra sogliono essere le mi<iliori. Analizando questa specie di terra si rinviene essere un prodotto vulcanico, tramandato a gran partite sulla superhcie del terreno di poi ricoperti, e rllbrmali altri strati di varie grandezze, altezze,
.

Se ne trova della rossa che sembra quasi uno scuro coe di rallo ; ve ne della nerastra che tende al color di fuliggine ma non d il colore principalmente , queste pi o meno colorate Deve questa mostrare una bens dalla grana dipende la sua bont grande asprezza , sicchi' prendendone un pugno in mano astringendola neir avvicinarla all' orecciiio si senta uno stridolo come farebbe una grossa arena di vetro , e di terra abbruciata , che per quanto si stringe colla mano non si anmiassa ma resta sciolta ; cosa del lullo opposta da ci che farebbe una manciata di semplice terra, la quale stringendola non stridola e si riunisce in una sola massa. quello che Altro segno che trovasi insieme col primo prendendone una quantit dentro un panno bianco e poi gettandola via non resta nel panno parte alcuna ne lo impolvera, o spore qualit
.

35
ca cos ancora se una quantit
ra
di essa
all'

s'

Infonda

nell'

acqua
tinta
,

chia-

dentro
.

una concolina non dar


tale

acqua alcuna

la

intorbidir

puzzolana cos cavata cio mista la sottile colla e quella di color grossa peser ogni dieci palmi cubi libre 396. Con questa si fa nerastro pesa circa una decina e mezza meno il cemento per le fabbriche mescolandovi la calce bianca smorzata , e fatta di pietre come si dir nella sezione XXII. allorch si
,

Una

parler
ratori

delle
la

pietre.
si

Il

cemento per
in pi

dirla nel
;

termine de' nostri


cio
.

mupuzdi

calce
la

compone

maniere
li

Si fa

calce da fondamenti per

quali si
parti

addopera
di
i

la

zolana
parti

tal

quale viene dalla cava


calce

ponendo
,
.

di

bianca smorzata
di

f che sar palmi

puzzolana e
0.

cubici

calce

bianca e 5o. cubici

puzzolana

Nelle
materiali

proviste
,

che sempre bisogna procurare

di

fare

di

migliori
,

men buona
posizione
r

si

se si avesse della calce inferiore , e puzzolana addoprer appunto pe' fondamenti perch la com,

della calce colla


di

puzzolana non venga imbastardita


sul

si

ave-

r avvertenza
sulle

toni

na

di questo si far un piano di matselciate murati, o altro pavimento solido; acci colla calce, puzzolaed acqua non si unisca la terra ed altri corpi estranei Per impastarla bene si far un suolo di puzzolana sul sel_,

non conipoila ed in mancanza

terreno nudo,

ma

si

compor-

ciato trasportandola

dal

deposito
cariola

che

si

sar fatto

di

mano
1.

in

mano

si

rinfonder

colla

Questa cariola composta secondo


rappresentata in profilo, e nella Fig.
tavole
tara
di
2.

la

disegnala in pianta

olmo
si

della

forma
le di

, '

e misura
delle

della

Fi^

A
1.

ove

fermano

code

tavole lettera
Fig. 5.
,

OD
Tav.
3.

V.

Fig.
,

le

due
fer-

colli

bufili let4.

Fig.

mate con cavicchie


Fig.
lettera

legno lettera
lettera

C
,

come

nel profilo

me

una ruota copure di olmo^ con asse fatto come alla Fig. 7. rappresentata nelli due aspetti in cui posta la ruota Fig. 6. mediante il bugo quadrato fatto bene nel centro come alla detta Fig. 6- lettera I che posandola sulle due cos detti nasi Fig. 7. lettera si fermer con due gattelli pure
a

queste

due tavole viene


I

affidata

alla

Fig.

1.

e Fig. 2.

e Fig. 6.

di

olmo come

desima

che bene chiodati all' asse mela terranno ferma, ed al suo posto. Questa ruota aggira al suo asse nelli bughl delle due taalla lettera
Fis..

2.

Z6
vole Flg.
3,

lettera

e perch abbia maggiore resistenza

s'

inchio-

deranno
chette

alle

medeslaie
alla
1'

tavole
i.,

come

Fig.

due altri peizi di tavole delle broce secouda lettera F colli suoi bughi
,

che ricevono

aste

della

ruota

suddetta

la

detta ruota perch sia

pi durevole aver

il cerchio di ferro ma d non molta grossezza fermato con chiodi come alla Fig. i., 2. , 6., e perche nel lavorare sia men soggetta la ruota a spezzarsi
.

A
na come
Fig.
i.

di
alla

pi due
Fig.

zampe

di

travicello

di

che sono chiodate alle Queste cariole pesano communemenle libre ^5. le pongo qui per esempio in questa tavola secondo il co1 lina stume di Roma e quantunque non siano della migliore costruzione potendo essere pi agili , e meno pesanti , pur l'uso fa s, che tali si addoprano ad onta di averne introdotto delle pi leggiere e commode . Cosa l 1' abitudine ci serva per esempio ad avvezzarsi bene con il ragionare , ed essere meno schiavi degli esempj.
8.
lettera

olmo fatto a forcidue tavole come alla

Fine del Fascicolo

7."

"' ^7 principio ad una fabscegliendo in ogni paese ove brica vi sar quella della calce viva dovesse fabbricarsi della migliore che si trover col mezzo delle
'

Fra le proviste da

farsi

prima
,

di

dar

pi sincere informazioni e prove ^ qui in Roma le migliori Calciare sono quelle di Monticelli ogni io. palmi cubici di questa mescolata

e quella andata in minute parti pesa libre 366. Questa medesima calce quando smorzata alquanto stagionata e resa densa come una ricotta, pesa ogni io. palmi cubici
la

grossa

sopra il suolo un letto di puzzolana da muratore , la detta calce bianca porter si smorzata e che posta poco alla volta in proporzione sulla puzzolana colle cos dette zappe ed acqua chiara si stemperer destramente e mischier perle ttamente alla puzzolana nella dosa riponendo per la puzzolana e la calce in due o tre volte chiesta
lib.

l\36.

Fatto

come

si

disse

colli

schifi

e pale

perch meglio
col
colla

si
si

sciolga

la

calce bianca

con

1'

acqua

che pure

secchietto
pala
si

metter proporzionatamente di mano in mano e ander riammucchiando il tutto per ripassarla colla
far

zappa o pi zappe per


Calcinaro
s'

pi

presto

se

il

calcinaro e

intende

la

porzione di puzzolana

calce

grande . che s' in-

mescolare , e quando ne sia fatto uno s' intraprender a comporne l' altro , perch sia pronto e non manchi al proposto lavoro per la costruzione di londamenti da costruirsi come suol

prende

dirsi

a sacco

Fatto uno o due calcinari ed intanto che questi sumano impastandone degli altri fino a che abbisognano
,

si si

concari-

addoprano per trasportare tutto r occorrente nelle fbbriche ovvero colle barelle Sotto il nome dello schifo da muratore s' intendano quelli di faggio che sono lavorati alle macchie dai taghatori di legname , e che si fanno della dimensione e forma notata nella tav. VI. Fig. 1. in profilo e Fig. 2. in pianta questi pesano in circa libbre 4 e once 2. l'uno^ sogliano lacihnente spaccarsi nei lati lett. A softrendo 1' acqua e il secco per cui il prudente ed accorto capo mastro prima di farli addoprare vi far chiodare nelle estremit lett. B due regoli di olmo ovvero una righetta di ferro con chiodi ribattuti per dar loro maggior forza Uno di questi schifi riempiti con pala da muratore , di calce latta come si disse di sopra , che non sia troppo sciolta ma reggie la colmatura suol pesare circa
la
si
.

cher

calce colli schifi che a

Roma

libbre

00.

38
La zappa
e della
Fig.
lett.

poi
e

per mescolare
^

le

due materie
pianta
alla

come
detta

si

disse

3.

forma ed in
vi
si

misura, disegnata
Fig.
4-

in

tav.

VI,

profilo

B.

pone
alla

un

asta

verso

come
3.

lett.

lib. 12. 7. Neil' occhio fermata con chiodo a tra, ed questa lunga palmi 18. e di gros-

pesa circa
faggio

di

addopera questo stromento con gran fatica quando vogliasi come si deve ben riunire le due materie Il glutie fare che la calce bianca resti bene infiranta nio o sia calce cos composta non deve esser troppo dura perch allora non potrebbe mai bene mescolarsi n troppo lenta o sia con troppo acqua la quale lascerebbe sempre in {ondo il grosso
sezza onc.
e

pesa circa

lib.

18,

Si

sia

il

migliore della calce

bianca
li

La
portare
li

barella

poi di cui sogliono servirsi

muratori
e
di

per

tras-

materiali nelle fabbriche e


tav.

della costruzione

misure se-

olmo per farle di maggior durata saranno quadrate e ritondate nelle due estremit come alla Fig. 3. lett. E dove si prendano da due uomini colle mani ovvero con una tracolla di corda o di cinta che sarebbe pi commoda vi trasportano pesi anche riguardevoli cio sempre che quanto potrebbero le stanghe sian buone potr portarsi un peso Alle due due forti uomini cio fra li cinque e seicento libbre
gnate nella
VI. alla Fig. 5.

Le due stanghe

stanghe sono chiodate delle tavole di castagno come alla lettera E Fig. 5. , 6. , e 7. e su queste tre sponde pur di tavole si porranno in coltello come alla lettera G , con chiodi e squadrette di
righetta di ferro
la

come

alla

lett.

di
,

dette

o altri materiali sulla barella verso la quale piegando un poco la barella si caricher nel fondamento la calce li sassi o altro dove porta il bisogno La forma della pala da muratore si osserver nella tav. VII, Fig. 1. e questa di ferro a guisa di lamiera ove dallo stesso pezzo e cavato 1' occhio lettera E ed aver la forma e grandezza nocalce
,
.

che trattengano lasciando una parte senza


Fig.

peser questa circa libbre 2. oncie 3. ; nocchia come un legname elastico e non greve manico il e peser circa lib. 2. essendo della forma e dimensione accennata in detta tav. , aguzzato da piedi s' introdurr a forza nell' occhio
tata

in

detta

tavola e Fig.
di

sar

lett.

della

pala

come

alla

lett.

F.

Di questa medesima forma ma pi grandi ve ne sono e


se ne

servono

li

carrettieri

per caricare

le carrette

ma

per

le fab-

briche riesclrebbero troppo

incommode

Siccome peraltro si notato che trattandosi di lare un fondamento in un terreno paludoso , dove l'acqua sgorgando da pertutto conveniva farlo un poco alla volta guadagnando mano a mano il fondo buono naturale come alla Fig. 4- <^' detta tav. lett. E o
artefatto
colli

passoni

come
,

in

detta

Fig.

lett.

F.

cos bisogna as-

sicurare , questo pezzo senza perdere il vantaggio per la porzione , o porzioni consecutive onde per basare bene questi piloni si procurer sempre nettar bene il fondo della terra del fango o sia senza aver bisogno di passoni come si disse ovvero anche con li passoni ed a mano si far prossimo al maggior fondo del cavo ove si estrae 1' acqua , un muro a tutta larghezza come alla tavola VII. Fig. 3. che mantenga quel vano e questo muro di una grossezza di 4- ? o 5. palmi nello spazio poi fra il terreno lett. A di delta tav, ed il muro suddetto lett. B. si potr gettare la calce colli schifi , o barelle egualmente per 1' altezza di circa {- palmo poscia visi getteranno de' secchj d'acqua chiara e quindi delle pietre di mezzana grandezza ma meglio sempre a tenersi nel piccolo che nel grande poich le pietre pi grosse non deveranno eccedere la grandezza della testa di un uomo esclusa ogni altro mezzo di massiccio , di calcinaccio e simili materie impure fango,

se

e insolide

addopra communemente la pietra tufo per pietra di minor valore di ogni altra , ma se potessero iinpiegarvesi delli selci , o pietra viva come la pi pesante sarebbe ancor meglio e come vediamo praticato dagli antichi nelle ossature de' loi'o gran monumenti che spezzata piuttosto minuta forma una presa ed un masso infrangibile Si bader che la pietra qualunque sia venga bene eguale da pertutto in modo che non resti la calce senza la pietra su la pietra senza la calce j e perci uno , o pi mastri muratori sar bene che badino ad assettarla e condurle dove bisognasse Fatto cos lo strato di pietra si getter nel fondamento e sopra quest' altro strato di calce ed acqua come si pratic di sopra colla quale muratura si giunger sino all' altezza di due o tre palmi sopra alle teste delle

Qui

in

Roma
,

si

questa operazione

come

piane

cio
di

sino

aUi
,

sbadacchi

di

sotto lett.
l'

lasciando in quel

acqua non giunger ad allagar il cavo Ci fatto si proseguir il cavo appresso al primo ovvero saltando una distanza di i5. o 20. palmi secondo la grandezza del fabbricato come notato in detta tav. Fig. 4. Facendo nel
riempirlo
.

punto

come un

altezza ove

40

che si praticarono nel primo e cos si aver un altro pezzo di fondamento come in detta Figura lett. D. Fatta questa prima parte sempre che siasi di fondazione stabilito di larvi V archi indicati si riempiranno tali piloni sino all' imposte come alia lett. G. ed andando avanti in tal modo come porter la pianta della fabbrica ; avvertendo per che nel]e cantonate le fondamenta non restino interrotte ma formino come una squadra per 12., o i5. palmi da una parte e dall'altra, spartendosi a tal' uopo i vani in modo che rimangano fra una cantonata
operazioni
,
,

cavo quelle medcsline

1'

altra

Fatti
le citate
tit
si

questi piloni cos


;

bene
di

cautele

se

il

fabbricato

non

potranno costruire sopra


di
alla

con tutte una grandissima enquesti piloni degU archi come


assicurati

e costruiti

sar di

viene segnato nella Fig. 4. la riempitura delli cavi sino

questa

tav.

alla

lett.

Seguitando
alla lett. 1

cima degli archi


,

come

mentre trattandosi

di

un luogo paludoso
urti
alli

potrebbero fare degli

ove le sorgenti carcerftte Ibndamenti con delle funeste conse-

guenze al fabbricato , resterebbero cos hberi a poter serpeggiare nelle vene della terra senza 1' ostacolo delle mura continuate Questi archi potranno costruirsi sulla terra medesima che resta fra un pilone, e l'altro, regolando con centine di tavola fatte come alla tav. Vili. Fig. 1. che presentato sul terreno regoler il sesto bene eguale questi archi si costruiranno di e regolare pietre ma ad ogni 2. o 3. palmi vi si costruir 3. o 3. filare di
. , ;

mattoni

come

alla

detta

tav.

F2;.

2.
,

La calce per costruire questi archi dovr esser fatta colla puzzolana crivellata per torgli via li maso sia passata per rama setti pi grossi Questa ramata un telaro di legno a guisa di stam, ,
.

pella
tav.

fa

rimanere
lett.

la

sostenuta con un regolo

ramata inchinata come alla Fig. 3. di detta formato con maschietto di ferro nella
e

parte superiore
pi
,

come

alla

Fig.

4.

col

quale

si

regoler

meno

l'inchnazione di detta ramata e colle pale gettando la


di

puzzolana sopra quale si faranno


sata
,

essa passer la

pi fina di l dalla ramata colla

altri

calcinari a parte

e che portata colli schifi al una cucchiara della forma e misura notata

che si chiamer calce pasegli mediante mastro muratore


,

in

detta tav.

Fig.

5. lae

vorer r arco o archi

come

si

disse

Questa cucchiara di tal grandezza che la pi commoda e commune perch ve ne sono di tutte grandezze secondo i lavori ,

pesa

lib.

i.

onc.

2.

compreso
la
.

il

manico

di

41 legno di nocchia co-

me meno
tone
ser*
11

soggetto a

spaccarsi e cerchiata in

con

lastrina di ot-

saldato

e ribattuta

spina della cucchiara in

C che
num.

trapas-

manico medesimo La composizione puzzolana e parti num. si avvert per V altra .


Ci preparato e terminer
sia

di
1.

questa calce
di

sar
,

di parti

3.,

di

calce

bianca

ben

mescolata
VII.
spazj

come
Fig. 4.

fatto, gli

archi

come
a-

alla tav.
gli

si

come
la la

si

disse di

riempire
sotto

sacco

lett.

togliendo

prima
tav.

sbadacciatura in
sin

fondo Fig.
1'

2. lett.

quanlett.

do
di

giunta

muratura
si

altra

sbadacciatura

detta

e Fig.

toglier

perficie

del fondamento
tav.
!'

ancor questa restando cos la suun palmo circa sotto il piano del terreno
I

come
"ni

alla

VII. Fig. 4- l^tt.


intelaratura
si

e levata
lett.

che

fu la
le

Fig. 3.

leveranno indi
.

lasciatelo tre o quattro giorprima costruita come alla tav. I. piane servite per sostenere le
,

sponde della

terra

A
dalla

levar

queste
tav.

piane

si

avr
all'

un. cavalletto forte costruito


incirca

come
o

notata, e delle misure

segnate nella Fig 6,

cavalletto si porter un carrache sar notato quando se ne parler alla sezione 7. de' legnami ; e mediante un buon capezzuolo o sia corda la cui grossezza sar pure spiegata quando si parler nella sezione ottava mediante un nodo cos detdelle corde ec. to alla muratora composto come alla Fig. 7. di detta tav. segnato in maggior proporzione perche meglio se ne comprenda la sua Posto alla testa delle piane sotterrate e mediante da formazione colpi di mazzuolo dati sopra alla piana ed all'intorno, e segnatache se per mente nei lati poco alla volta verranno fuori tutti pagandone il valore al muratocaso qualcuna restasse si lascer e se re , se la fbbrica sar fatta a conto di un intraprendente per conto proprio le piane che non potranno levarsi sar rimes-

della

suddetta
sia

Sopra

questo
,

reccio

trave

della

misura

-,

sione

del

proprietario

Tali fondamenti biso2;nerebbe


di

che fossero terminati nel mese


nelli 4.

ottobre
quindi
tal

perch restasse
dar

in

riposo

o . mesi
,

d'

inverno

per
in

mano
in

alle

elevazioni

di

muro

li

antichi

Romani

luogo di piantare nel pi fondo una costruzione di calce e sassi , v' incominciavano le grandi masse di travertino lavorate, se non esternamente lo erano con tutta esattezza
circostanza

42
nelli

posamentl e nelle unioni fra pezzo , e fondamenti detti di vesto, prossimo al lever

pezzo
da

Tali

sono

me

recentem.ente

scavato e pubblicato inciso dal Feoli nell'anno i8i3. , e tali li ibndamenti del colosseo e di tutti quasi gli altri monumenti antichi

Tanta grandiosit propria di quei grandi Imperatori ed artisti che allora fiorivano non certamente necessaria mentre basta che il londamento sia ben basato e costruito di buoni materiali con buona fede dai costruttori , e dell' architetto che lo diri^e forse anche dal padrone che si lasci regolare g e servire perch riesca di un eguale solidit Tanto basti per conoscere le precauzioni da prendersi in
; , ,
, .

quelle sorti
re

di
,

terreni

nel caso che in questi vi


il

si

dovesse costrui-

fondamento e delle fabbriche la parte pi interessante e pericolosa a farvi buona figura in tali fondi
edificio

un

poich

A R T
Dovendosi far di pianta un sia in pianura coltivata

C O L

IV.
di terreno naturale

edifizio in

un fondo

o in citt di simile fondo ovvero in , luogo elevato dello stesso terreno la verit che un terreno di questa natura riesce il pi atto per cavare li fondamenti di

un qualunque
tormentino la

siasi edifizio

giacch non
,

si

avranno

le

acque che
il

lavorazione
pian
della

ne sar tanto pericoloso

lavoro

campagna o del luogo ove si donuova fabbrica in piano perch se non lo fosse e vi si trovassero macchie di sassi di terra e di altro la prima operazione sar di spianarlo quasi perfettamente per praticarvi con fail
,

Supposto
la

vr costruire

cilit

e senza alterazione nelle

dimensioni

torno

dell'

Altra cautela sar necessaria ed quella di formare alP inarea di questo nuovo fabbricato un fosso ed un argine

perch le acque pluviali che potrebbero sopraggiungere nel tempo che si lavorano li fondamenti stiano lontani e mediante questo sasso ed argine abbiano un diviamento e lo scolo onde non possino nell'
area suddetta dove potrebbero portare gravi danni, cosi rer nell' area medesima che le stesse acque pluviali non nino in alcuna parte in gran quantit e vi fermino .
In questo
si
si

procuradu-

piano si segner con passoni e fili tutto il perimetro esterno ed interno del fabbricato praticando le medesime ,

.43
cautele
alla

cautele
s'

avvertite

nell' articolo colli

terzo e quindi legni


li

con

eguali

intelarer
III.

generaljnente
di

come
cavi

si

disse

e dimostr

che si ma si addopreranno delle garavine a taglio duro le quali sono della forma e misura segnata nella tav. IX. Fig. i. Di queste garavine ve ne sono di pi grandezze e peso ma io vi d in questa tavola la -costruzione e misura di quelle pi usitate e di mezzana misura, perch pi lacilmente si addoprino, la garavina e tutta di ferro col suo occhio lett. A ben bullito e forte e nelle due estremit cio in B dove il taglio come dimotav.
il

dopo

apriranno

non con vanghe perch


,

terreno sar

strato

viene

alla Fin.

2.

di

detta

tav.

vi sar

bollito

1'

acciaro

che

sar

temperato e rotato ed all' altra estremit lett. C che e latta a punta vi sar egualmente 1' acciaro bullito e temperato avvertendo per che la tempera non sia della pi forte perch non si spezzi

con

tanta
11

facilit nel

lavorare
di

manico sar

faggio

posto

nell'

occhio

forza

in-

troducendo l'occhio della garavina dalla parte del manico alla lett. D perch sar men grosso che nella parte lett. E Una garavina di questa misura peser circa le lib. y. onc. (j. ed il manico lib. 2. e ^ bcavata e smossa colle garavine la terra si scaver colle
.
.

pale acciarine dimostrate gi


riole
alla

nella

tav.

I.

Fig. 6. e

quindi

con ca-

pur dimostrate nella


tav.
,

tav.

V.

Fig.

1.

2.

o con barelle come


potr

VI. Fig.
in

6.

si

trasporta

in

luogo

dove

accommo-

poca distanza per fare qualche riempitura ; ovvero si mander allo scarico o dove meglio convenga con carri o carrette secondo 1' uso del paese Sinch il cavo sar di 8. in 10. palmi di profondit giunger r uomo a buttarla fuori del cavo colla pala ; ma quando sar pi profondo non arrivando a poter fare questa operazione si profonder solo una porzione, buttando la terra sopra l'altra porzione non profondata dalla quale un' altr' uomo colla pala la getter fuori del cavo. Ma quando per si sar profondato da i5. in 18. palmi sar bene il cavo egualmente ed armare li secchj da conocchia per estrarla dal cavo mantenendolo eguale in profondit da
se
,

dare

pertutto

Questa qualit di terreno suole essere suoda e non facile a slamare ma nonostante sar bene porvi la prima sbadacciatura regolata in tutto e per tutto come si disse di quella dell' Articolo 111. tdv. III. Fig. 1. potendo solo collocare le tavole o piane
,

44
alquanto
pi
qualit cio

rade e supposto clie

il

terreno continui
delli
tasti

della

stessa

poco

stabile

che facendo
le

colla lancetta

come
si
;

si

disse per

scandagliare
il

altre

terre

dimostri

non

arrestar-

cavo profondando sino a tanto che si giunga perch sotto alla prima sbadacciatura se ne far una seconda , ed una ter/,a e quarta bisognando come vien dimostrato nella sezione alla -tavola IX. Fig. 3- che alla lett. F denota la prima sbadacciatura ^ alla lett. G la seconda ; alla
si

continuer

al

suolo e terreno

vergine

lett.

la

terza

ed

alla lett.

la
l'

quarta dove

si

suppone trovata
questo
stesso

la

stabilit

del

terreno

ovvero

acqua che

indica

che viene notato in detta Fig. alla lett. L su cui potr piantarsi porci i passoni come si not alla tav. VII. il fondamento anche senza Fig> 4- Istt. quando si rinvenga solido il fondo da scandagliarsi sempre come si disse colla lancetta. Rapporto poi per avere una preventiva idea della profonne dar un giusto indit a cui dovr cavarsi per trovar 1' acqua dizio la profondit di un qualche pozzo se pure in quelle vici-

nanze
intento

si
.

trovasse altrimenti

colla costanza e

spesa

si

giunger

all'

Che
terranei
;

se in questa
il

fabbrica vi andassero

delle cantine o sot-

diversamente cavo de fondamenti non solo per la maggiore economia e commodo onde in tal caso si regoler come dir qui appresso Se2;nato il Perimetro esterno delle mura della nuova fabbricaver la tersi ca con quelli risalti , e forme che sar ordinata cantine e sotra generalmente giungendo col cavo al piano delle terranei voluti nel nuovo fabbricato , e per facilitare il trasporto delle terre e di qualche altro materiale che s' incontrasse si lasceranno a bella posta due o pi discese nel cavo medesimo, per carri , o caquali aggiatamente possono percorrere le carrette
allora

sar regolato
-,

che dopo giunti al vero fondo, e ben livellato , si termidi levare ancor, queste discese, o siano per aver compita nano tutta r area a quel tal fondo destinata Devo per avvertirvi che sin dal principio dovr procuraraffinch scasi a questo gran cavo un esito per le acque pluviali ricandosene per avventura in gran copia non si formi un lago , con grave danno de' cavi delli fondamenti, se saranno .principiati, e perci se si doed a grave incominodo del lavoro medesimo fontana , o altr acqua vranno fare chiaviche per gli scoli di qualche
riole ,
.

45,
sar
nii

bene che questi siano primi lavori , perch saranno anche prima d'incominciar la fabbrica.
Fatta questa
delli

vitilissi-

prima operazione su quel piano, si fa V intesotterranei o cantine dell' edifizio , li quali laiatura dei muri , avvertendo di tener sbasaranno li veri fondamenti del fabbricato dacciate le terre intorno al perimetro tutto del fabbricato medesimo segnatamente se siano a contatto di qualche strada , ove l'atle trito de carri possono pi facilmente produrre delle slamature
, ,

quaU sbadacciature
nute
dalli

vi

si
.

lasceranno

fino

che non vengono


al

soste-

muri

costruiti

o vanghe , o pale secondo siano cantine si caveranno con garavine la durezza del terreno , si cavi sino che SI potr ^ e lo permetta un fondo stabile, sodo, e che resi giunga, come si disse ad ovvero sino al fondo in cui si trosista alla prova della lancetta forzata alterreno non sia ancora soHdo il vi r acqua dove se come si disse di sopra , occorquanto r evacuazione dell' acqua rendo si passoner per darle quella forza , che dalla natura non si era somministrata , si passoner colle dovute cautele , secondo
Fatte
tali

intelarature nel

fondo

piano

de' sotterranei

-,

si

avvert

di

sopra
li

Fatti

cavi ed

fondamenti come

si

detto
,

tanto nell'

uno che

nell' altro

caso

non
si

resta

d'
all'

avvertire

che

di

mano
verso

in
il

mano che
altre
le

col materiale

giunge

ultima sbadacciatura

fondo potr questa


ste

levarsi , e cos potr farsi della seconda e delle piane poi che tenevano a freno le terre sostenute da que, sbadacciature , non possono levarsi per mancanza di spazio da
,

mettere le leve

e perch

non

v'

modo

di estrarle
si

avendo per
di

impedimento
quelle

quelle che

sono sopra

e per

avvertir

porvi

piane o tavole men buone , difettose , e quasi inservibili, segnatamente per li ponti e per lavori dove si esigge sicurezza per ogni rapporto ; e questa cautela anche necessaria per procurare nelle fabbriche la possibile economia senza ledere la stabiUt Continuando cos a riempire nel modo avvertito con calce
.

sassi

di

mano
le

in

mano che
III.

si

giunger
Fig.
6.

al
,

termine

si

toglie-

ranno poi
dicato

piane della prima sbadacciatura


tav.

secondo

venne

in-

nell' articolo

VII.

46

ARTICOLO

V.

Si presenta alle volte t occasione di dover costruire


in

un fabbricato un terreno grasso , detto volgarmente terreno porcino // quale appena sente t acqua diviene come una pece e impraticabile
, , .

Dandosi questa circostanza la prima operazione sar d' imacque pluviali , o di scolo di trapassare nell' area destinata al nuovo fabbricato, facendole de' fossi e ripari a quest'oggetto , all' intorno in qualche distanza Quindi si procurer di dare uno scolo all' acque pluviali che cadendo bagnerebbero quell' area medesima , e quindi spianata in modo che le dette acque scolino in uno o pi luoghi , s' intelarer il muro , fabbricato nelle maniere avvertite di sopra . Questa qualit di terra si caver facilmente colle vanghe , senza bisogno di garavine j e si trasporter al deposito destinato con cariole o barelle e che per passarvi agiatamente vi si far un andatore di tavole 6 piane sino a tanto che la terra sar di tal natura si continuer il lavoro del cavo sbadacciandolo prontamente e di mano in mano , perch tali terre poco reggono , e si spallano a vista , se per avventura le venisse una piccola piogpedire
alle
.

gia sopra o Continuando

cio

di

breccia

il se cavo o terreno sodo


,

si
,

rinvenisse
fatti

un fondo diverso
tasti

gli

opportuni
di

pi

profondi

per assicurarsi della costanza della solidit

do

vert

di

l'

il fondamento costruito , nelP articolo III. Se per lo contrario seguitasse questa medesima terra e quinacqua non vi sar che praticare li mezzi notati nello stesso

potr piantarvisi sopi"a

un tal foncome si av-

articolo

III.

cio
il

di forzar
,

1'

acqua

al pi
la

possibile
,

e quindi pas-

sonar

tutto

fondo

per

istringere

terra

colle

punte

de'

passoni basare sul solido

costanza

dere
gioni

il

sovrapposto, in questa ciril fondamento segnatamente sar opportunissimo anzi necessario prenpartito di fondare 1' edifizio per mezzo dei piloni per le ra,

avvertite

in

detto

articolo

Si ricorda qui

massimamente
^

di

far

1'

impasto della
questa
sorte

calcina
di

sopra un solido pavimentato

badare che

terra

^7
porcina

non
la

si

mescoli con essa

calce

la

quale

gli

farebbe per-

dere tutta
di
di

presa . e moDel resto poi per la costruzione delle sbadacciature estrarle sar praticato il tutto come venne espresso per gli
,

altri

tondamenti

ARTICOLO

VI.

Dolendosi piantare un edifizio sopra di un fondo argilloso come dovr regolarsene la fondazione }
,

cavanSe neir area destinata al nuovo edifizio si trover dosi i fondamenti secondo le sopra notate avvertenze della creta ; o mescolata con o questa sar superficiale , e di leggera natura sabbia e terra , non dovr in tal caso considerarsi come una terra argillosa in cui li tasti colla lancetta anderanno in fondo, lo che
, ,

non accaderebbe
alla

se

fosse
,

argilla

schietta
si

leggerezza del terreno

ed

il

cavo

ed allora profonder fino


,

si

obbedir bisogno
.

al

formata , o arSe poi cavando si trover della gilla tenace costante , allora si potr in questa stessa formarsi il cavo , profondato per qualche palmo , dove osservandosi la costanza della creta , e la tenacit della medesima sotto la garavina , fatti
creta

ben

profondi per assicurarsi della continuata compattezza colle prove della lancetta , e trovatala Pistessa in ogni parte ; non sar da badare se questo sia o pi o meno profondo , e poin

qua e

de^

tasti

con ogni sicurezza basarvisi sopra il nuovo fondamento Se poi in questo fabbricato si richiedessero de' sotterranei o si caver nel masso della creta quanto sar bisogno , ed cantine al piano delle cantine o del sotterraneo fatte le sudette prove , ed assicuratosi della costante solidit del fondo se ne segneranno
tr
. ,
,

li

fondamenti

e senza bisogno
,

d' intelaratura
siasi
si

e sbadaccialura

do-

vendo cavare pochi palmi


riali,

cavato che

riempir con mate-

cio calce e sassi colle avvertenze e cautele spiegate nel primo . Le terre argille , o crete provenienti dal cavo si trasporte-

ranno: nel
fabbrica o
fabbricato
'-

deposito destinato
le

gU spazj per medesimo Ci che si disse


.

sempre che ingombrino l' area della pr vis te che devono essere prossime al
,
)
.

o-iuou:;:,

;:

,'i

Di9?r.E)

per

gli

scoli

delle

acque naturali o pio-

48
vane per
prime circostanze sar conveniente anche per questa ; di fondo bene di avvertire , che se per caso nel cavo si trovassero delle piccole vene di acqua si dovranle

anzi in questa specie

come fondamento , perch possa sortire francamente , e non radunarsi attorno e fra li fondamenti medesimi perch col percorrere degli anni e secoli potrebbe quest' acqua incarcerata ammollire il fondo in qualche parte , e produrre de' cedimenti ovvero se il fabbricato stasse in una collina e che inavvedutamente si fossero basati i fondamenti su quella creta o argilla seguendo V andamenlasciar percorrere a

no

traverso

del

lasciandovi

delle chiavichette

-,

e percorrere 11 fabbricato verso il basso , o tutta se fosse una piccola fabbrica , o in parte; e per conseguenza in rovina, se fosse un fabbricato vasto. A questo proposilo dunque dandosi una slmile circostanza si dovranno basare li fondamenti a guisa di grandi scalini , perch podella collina,
far

to

del declivio

scivolare

e non in piano Inclinato . , Qu(st' avvertenza si dovr usare ancora in qualunque altro terreno o fondo montuoso , perch il fabbricato posi sempre in piano e non mai in modo che possa muoversi se 1' urto , V acqua
,

sino orizontalmente

o altro

gli

dasse causa

Se un tal fondamento sar poco fondo , sar bene che sia lavorato con buona calce e con sassi o pietra lavorata a mano , filare per filaro , ben battuta e bagnata perch non avendo sopra , tanto materiale che le d peso , possa meglio ogni pietra l'estare
,

nel suo

vero verso a sostenere

ARTICOLO
Se
l

VII.

area dove deve


putrefatte di
di stabio

un terreno leggero di erbe radiche consimili , e come un ammasso sar da praticarsi per ben fondare li seguenti modi
edificarsi

sar

Una
zo
ro
di

simile qualit di terreno


,

non pu essere che un avan,

palude
e

onde un locale

di

basso fondo

per cui

1'

acqua na-

turale

sorgente deve essere poco lontana dalla superficie ; ovvepotrebbe anch' essere in luogo eminente dove vi fosse stato nei
secoli

passati

un qualche lago
di

al

quale datogli
tutto

scolo

sia restata
.

una qualche parte

avvallamento dove

siasi

fracidato

libera
fatti

Nella prima ipotesi principiando V opera con assicurarsi l' area e da scoli ed influenze delle acque pluviali o accidentali
,

.49^
i

gli
si

opportuni scoli
dimostr
in

nell'

area medesima
III. si

intelarati
,

fondamenti
li

come
ture
,

nell' articolo

caveranno

praticando

modi

avvertiti

detto

articolo
,

e nelli seguenti

tanto per le sbadaccia-

riempiture ec. che per li cavi Cavato non molto si trover 1' acqua che fatti gli opportuni si forzer, ed occorrendo si passoner il fondo, lasciando de tasti perch le acque e sorgenti possano vani a traverso de' fondamenti
, ,

scolare senza

urtar

troppo

li

fondamenti

stessi

Se s'incontrassero delle sorbenti nell'area della nuova fabdove non mbrica che s' intraprende si potr nell' area medesima nell' esterno assai vicino al fabbricato stesso , cavare qualgombri o che vasto pozzo , dove V acqua si raduni al pi profondo possibimediante il quale pozzo o pozzi chiamata 1' acqua in quella prole con secchj o trombe si fondit maggiore ed estratta con attivit otterranno i cavi delli fondamenti meno irrigati dall'acque , ostacolo grandissimo per ben basare le fondamenta
, , , ,

In questa sorte di localit non si praticheranno sotterranei o cantine perch per essere troppo umide sarebbero del tutto inservibili , onde il cavo generale in questi casi non deve praticarsi

Nella seconda

ipotesi

poi

si

potrebbe
,

facendo

cavi

de'

trovare il terreno sodo, fondamenti, dopo una qualche profondit ed anche tufigno sablonoso sul quale poter basare con sicurezza confondamenti senza bisogno di passoni ; in caso contrario li e non ti'ovando solido procurare con folta pasverr profondare e bisognando allargarsi qualche palmo sonata assodare il terreno
, , , , ,

nella

base

del

fondo

perch cosi
di

un piede ed un pesamento
pi sicuro
.

fondamento avendo come il una superficie maggiore sar tanto


, ,

A
mo
tri

questo proposito devo avvertirvi che principiando dal priVitruvio


vouiliono
,

inaestro

poi Palladio

de

Lorme
i

Mansard

e varj al-

maestri

che

generalmente
in

fondamenti

abbiano
al la

scarpa da ogni
sezza
del

parte

regolata
,

larghezza nel posamento

una dopgros,

pio della parte superiore

cio a dire,

muro che spicca sopra al ne debba aver dieci la di lui base . Altri poi come sarebbe la Scamozzi prescrivono questo allargamento non minore di una quarta parte n maggiore della terza ,
di

che se si fondamento
,

stabilisca

palmi cinque

5o
In
ci

per non
co' quali
.

si

possono dare regole certe e generali


del

dipendendo
cie

tutto dalla

qualit
si

terreno
,

non

solo

ma

dalla spe-

de' materiali

lavora

dalla

grandezza della

mole

che deve intraprendersi

M/
alto venti
di

Belidor consiglia
,

che

un muro
si

il

quale debba essere


parte

palmi

sar sicuro

se gli

dia

quattro oncie per

risega ; o sia che se questo muro sar grosso palmi due , la base del fondamento star bene di palmi due e otto oncie ; e co-

cinquanta palmi e grosso tre, il fondamento dovr avere per base palmi quattro, once otto. avere Sar necessario ancora in tutti i casi de' fondamenti in vista , che se li muri , che pianteranno sopra tali fondamenti ma dovessero avessero da portare non solo il loro peso naturale
s

per esempio,

se

un muro

sia alto

ancora resistere a spinte di volte o pesi di terrapieni o circostanze simili che non vengano questi muri piantati nel centro del fondamento , o sia che le due riseghe siano eguali , ma che la risega esterna opposta alla spinta sia maggiore dell' altra ; giacch in tal modo il braccio di leva corrispondente alla resistenza si trova allungato cos relativamente al centro di gravit del muro , e per
, ,

conseguenza si otterr una maggiore sicurezza e solidit . Se per esempio si dovessero costruire li fondamenti in quacon mattoni per mancanza di lunque sorte di terreno e di fondo essendo questo un materiale accade in tanti paesi come pietra assai migliore della pietra spezzata ed ineguale , sar meno neces, , ;

saria

una

forte rlsega
architetti

moko meno

le

scarpe proposte dal varj pa-

reri degli
al

che hanno
gran
all'

scritto

sopra queste pratiche


il

Sar

contrario lodevole cosa e senza eccezion^,


di

praticarla per gli fon-

damenti
possibile

qualche

torre

campanile per dargli quel piede


,

necessario e ragionato
.

elevazione

procurando per insieme

la

economia Fontana nel i5S6. per basare il grande obelisco nella piazza Vaticana , dopo avervelo trasportato, vi fece un fondamento composto di selci spezzati e tavolozza con buona calce, largo palmi sessanta in quadro, senza la minima scarpa, fondo palmi trentaclnque e siccome non trov un fondo bastantemente stabile ma fangoso e con acqua, lo passon tutto con passoni di quercia e castagno grossi un palmo, e lunghi palmi venticinque', e cos pratic pi o meno negli altri obelischi che inalz in Roma per ordine di Sisto V. grande sempre in tutto ed immortale
11
.

ARTICOLO
t

5i
Vili.

Se

do'.'r

piantare un edifizio sopra

la pietra

vva

ovvero
.

sopra la pietra

morta

si

terranno

le seguenti

vie

si avr certamente un suolo generalmente la pietra viva si rinviene ne' luoghi monpiano tuosi o scoscesi , per cui il fabbricato si sar ideato adattato alla localit dove in questi casi si praticano terrapieni , gradinate , e simili ingegnose invenzioni A basar dunque qui questa fabbrica non si potr , n conformare un verr per la spesa , n per la composizione dell' opera

Nel primo caso supposto non

ma

piano generale in tutta


in

V area come si farebbe e va praticato un terreno in cui il fabbricato deve signoreggiare in pianura o con pochi artificiosi piani elevati La pietra viva communemente incerta ed irregolare con vuoti ed incostante , perci 1' accorto architetto non poco dovr
,

studiare per assicurarsi dell' apparente solidit del fondo

e per pro-

curare nel tempo stesso nar lavorazioni troppo

economia , non potr immagiforti Dovr immaginare nei e criticabili progetti di adattarsi alla natura del luogo e per ben basare li suoi muri, siano di costruzione, siano di divisioni, di fabbricati ec, sempre in modo che le basi de' medesimi siano orizontaU , cavando nel masso ripiani e scalini suUi quali le mura posino e non vengano
la

possibile

dalla

spinta
,

dell' edifizio

superiore
il

forzati a

scivolare nelle parti pi

basse

onde avvertire che


,

fabbricato resti
.

nel masso
farvisi
,

come
delle

in-

cassato

e ritenuto dalle dentature

Non
diligenze
,

per tali cautele dovranno che saranno di assicurarsi del fondo


vi
si
,

ostante

altre

poich spesso ac-

cade che sotto a masse stabilissime


e vani

da ingojarsi

il
,

soprappsto peso
e per
pietre pi

trovano caverne , grotte , che sarebbe posato come


,
.

sopra una irregolare

conseguenza debole volta


solide e
,

non ostante
battere
tal

che fosse costruita

colle

sincere

prevenire questo inconveniente

si

user

di

masso naturale con grevi mazze , per sentire se d tuono d' esservi vano sotto ; di fare in alcuni luoghi delli cavi per conoscere la natura e l' andamento della pietra ; li quaU cavi non saranno neppure tutti a carico della spesa , potendone profittare per impiegiu

5a
il

risultato nella
,

fabbrica

medesima

segnatamente se
costruzione

questa

sia
.

da

cavarsi

e bisogni veramente per

la

dell' edifizio

Non mancano esempj


dove sono

state

nelle fabbriche antiche e


.

tenute

tali

pratiche

Uno

pi

degno
della

di

non antiche, menzione


in

quello della costruzione dell' antico


,

Tempio

Fortuna

Pre-

neste
te

oggi Palestrina
,

di ripiani
,

di scaloni

ove il curando le parti migliori , hanno servito di cava , e di sistemazione alla forma generale delle grandi opere inerenti al tempio medesimo giacch la pietra di quel monte essendo una pietra viva ma non tanto dura , n intrattabile a lavorare , diede luogo a questo doppio vantaggio Vi sono poi delle montagne che sono pure di pietra viva, ma non lavorabile^ per essere tutta crepolata e durissima, che cavandola va in frantumi , ed appena potrebbe servire per la costruzione de' muri ed in tal caso tanto meno conto potr farsi del
,

dove si scorgono muraglioni di sostruzioni, ed altri , tutti della medesima pietra del montempio addossato , per cui li cavi fatti con arte pro, ,

,-

risultato

de' cavi

In queste fondazioni
simili altri attrezzi
,

non sono necessarj passoni


serviranno

vanghe
,

ma

solo

delle buonrf-^garavine

e del-

mazze di ferro, delle zeppe di ferro, paletti, e mine, non meno che li ferri che adopra lo scalpellino , per terminare e spianare occorrendo qualche parte del masso , ove basare le fondamenta o muri deir edifizio . Le mazze di ferro con acciaro temperato alle bocche perch resistano alli colpi , manicale di legno di nocchia legno che molle

grosse

leggia e resiste

me

alla tav.

senza spezzarsi , saranno della forma e misura , coX. Fig. i. , e peseranno fra le trenta e quaranta libre ,
,

colle quali

che s' interneranno alla si batteranno le zeppe di ferro meglio nelle lesioni della pietra , che spesso s' incontrano , ovvero gli si far una traccia dallo scalpellino , per introdurvele , delle
quali
se

ne avranno in quantit e di pi grossezze , poich coli' adoprarle vanno in pezzi e si annientano ^ le zeppe saranno di ferro non temperato e della forma come alla Fig. 2. che a colpi di mazza s' interneranno per ispaccare il sasso, e cos di mano in mano formare quei piani , che l' architetto avr immaginato di fare per basare il suo edifizio . Se occorrer il levar masse grandi , e che colla sudetta lavorazione si perdesse troppo tempo , allora si adopereranno le mi-

53
montagna sar di sasso piuttosto compatto e senza gran ma se mina agir a mera\iglia , e si far gran lavoro la inma in queslo masso vi saranno venature , e lesioni vistose non far che poco, ed anche niun effetto, potendo sfogare per quei senza mandare in aria o distaccare quella porzione progetmeati tata. In qualunque modo per non conoscendosi l'interno del masso , sar poco male il provarci per risparmiar tempo e spesa. Le mine in queste circostanze faranno cos, bi avranno de' paletti di ferro con punte di accia] o della forma e misura , comine
;

se la
,

lesioni

]a

me

alla

Fig.

3.

di

detta tavola, e peseranno circa libre 3 o., sarantaglio


,

no da una parte a
battere

dall' altra

punta
;

temperate

perch

resistano alla forza di logorare la pirtra

perpendicolarmente nel luogo far la mina girando di mano in mano il buco venga tondo e con una specie

con questi si ove si sar immaginato di il taglio del paletto, perch di cucchiaretta di latta , co,

principler a

me

alla

Fig.

4.

si

estrarr di

mano

in

mano
masso

la

polvere che

esso

paletto fu coir internarsi nella pietra.

Qu

\nco

si

sar

profondita nel

che >i avr;; la ^ttco ili 'l'irrT r:, -ie 3. di e da caccoOa cuce ;v:;ia ima hi r.i cirt ci fatto si che r'^rapir nel ioi. cia , un palino di ;al,4ez/,a e prender ut' '0 di ferr.> ;gik tjiossez^.a di cjrea uu minuto con della creta pista asciutta, ,0 anche con Le ra grassa asciutta si riempir il bvco da sopra la polvere, sino slia cima, ponendo il detto 6I0 di ferro internato un poco nella palvcre, e clv^ sorta luoFig. 5. If;'.. A. Cuesta riempi! ira si far poco alla rl , come rA\ volta avverte .do di batterla bene con regoli e martello, perche d,.lL' espulsione delh polvere non A'enga gettata .1? 5 quando si sar fatta questa operazione, e cie la riempitura sid giunta da B. in G. corno in detta Fig. 5. si estrarr il filo di ferro lett. A, e cos rester un buco, nel quale con diligenza vi s'introdurr l'altra polperch dal punto C prendendo fuoco , percorrendo sino al vere B incendi la mina , e faccia saltare all' aria , e stacchi quella porzione di masso , che sar meno stabile. Per dare fuoco a questa mina bisogna aver l'avvertenza di esser lontano potendo qualche pezzo di sasso rovinar qualcuno ;
i
:

e o sette palmi bene r^e/ler di.^metro


sei
,
.

"

-.

'

e per quando

si

sar empito
,

il

buco colla polvere

vi si

metter

una

striscia di

esca
alla

acci dato fuoco al

principio^ dia

tempo, pri-

ma

di

giungere

polvere, di allontanarsi.

54
Accade qualche
operazlon
,

della terra,

mente
fuoco

,
,

o che o che la creta o terra non sia stata battuta perfettao per qua Iche altro imprevisto caso la mina non prenda tal caso bisogna lasciarla stare qualche ora, potendo il
,

per non aver badato bene all' nel buco levando il filo di ferro vi sia caduta
volta che

fuoco
ta
,

agire lentamente

e saltando

quando uno neppur


casi

se lo aspeta

e perci
-,

dunque non
pi

accostarvisi per qualche ora

scanso di
Accertatosi

disgrazie

come

volte in

questi

accaduto.
,

dunque che questa non ha prodotto

effetto alcuno si ripete altra mina prossima a quella , e procurando usarvi cautele maggiori si torna a provare. Vi una maniera pi sicura perch la via per la comued di avere degli stuppini de' quali nicazione dal fuoco sia certa si servano li fuochisti ne' fuochi di artifizio e che adoprano ne' carta si prendono detti stuppini , e situati dentro de' cannoni di introdotti questi cannellini della lunghezza necannelUni di latta cessaria sopra la polvere col loro stuppino dentro in luogo del filo di ferro lett. A, non mancher certo di accendersi ; ma in ogni caso si deve badare che la terra o creta da riempire il vano da B.
,

a C,

sia

battuta

tutta

forza

Queste mine faranno sempre il buon effetto nelle masse pi terra dure e compatte ; ma nell' arena ed in simili leggere masperch non trova resistenza la polvere. se non fa effetto prodotti saranno pietra buona , per fabbricare Essendo per cui saranno prese, delle mine anche ridotte regolari a tal fuie con molto- ried ammassate per servizio della fabbrica medesima sparmio di spesa a confronto di doversene pr vedere altrove.
,
,

55

A R T
Xn

C O L O

IX:

questo articolo doveremo osservare li modi da tenersi se per caso, la fortuna facesse incontrare un fondo duro , come sarebbe ; un solido tufo; in molte contrade d' Italia non diflicile trovarlo
;

bra un prodotto di Vulcano

e segnatamente negl'appennini. Questa specie di pietra poich non ha segni di esser


,

sem-

com-

posta in
ci
stessi

modo alcuno
sono
fra

da concrezioni o da cause simili

Chimi-

loro discordi. In qualunque


;

modo

se

s'

incontra

un fondo costante , eguale e solido produce gran vantaggio il cavarlo per edificarvi sopra co' suoi prodotti stessi la nuova fabrica . La disposizione di segnare la pianta e perimetro dei fondamenti sar la medesima di quella di sopra indicata per un fondo di pietra viva, colla diferenza che se in quella si saranno adoperate molin queste si faranno le te opere per fare l' incassatura , e le mine ed al pi delle zappe per casse li tagli e li piani con gravine ,
oltre
la
,
,

facilit di lavorarlo,

facilitarne

il

lavoro
le

mine possano agire ed agiscano bene, e dovendo tanto pi che con far tagli grandi potranno benissimo praticarvisi facilit assai maggiore si eseguiranno. Li pezzi poi che la mina staccasse, e scioglesse dalla montagna colle mazze, e gravine po-

Anche

tranno ridursi a pezz


Il

atti

a fabricare

celebre Barozzi da Vignola avendo scelto pil suo capo d' opera in Caprarola un locale di questa natura , non solo non ebbe bisogno di far fondamenti di sorte alcuna al suo superbo Palazzo
,

ma
,

dal tufo ricav gran parte delle cantine


,

e del pian ter-

reno

ricavandovi le stanze

li

piloni le porte o finestre

dal tufo

stesso

lo che

immagin
;

tonaco

ricavando esternamente le buche , gli angoh , all' esterna decorazione senza aver bisogno d' ine da quella porzione in sii col prodotto di quelle escae tutto quelil

vazioni fabric

resto
gli
,

del Palazzo

Cosi a Bassano
tuttora
to
si

Antichi Romani cavarono dal tufo una gran


scale
,

parte degli ambulacri


,

tutt' altro

di
in

vede tenace, ed abbandonato la alcuna sia molto deperita

sebbene essendo lavoro


all'
.

pietra

un Anfiteatro , che che non mol-

ingiurie delle stagioni senza caute-

In quelle vicinanze vi cavata nel

masso una Chiesa 8

tre

S6
navate parimente da un monte di tufo, /n cui sono cavate le volte , li piloni , le porte , finestre e tutto quello che si sarebbe fatto fabricandola
,

essendo solo che per

tre

iati

confinata

ed ad-

dossata al masso.

Questa lavorazione si fa tutta con gravine, secondo vennero alla Tav. 9. Fig. i e con altre a taglio , come alla sudd. la Tav. Fig. a. le quali possono essere da pi grandezze e peso segnata sud. delle mezzane e peser circa lib. 6, il manico sar
segnate
,

pure

di

faggio e

si

manterranno rotate, acci


ferri
si

il

taglio

lett.

sia

pronto e netto il lavoro senza

colli
la

poi dello scalpellino; se dovesse restare

stabilitura,

termina perfettamente

Se nel cavare in simili massi vi si trovasse qualche mancanza o caverna potr addattarvisi un tassello, ben posto a quadrature e piani in modo che sostenga , e che con qualche ferro
o sbranca resii immedesimato con poca colla di calce come se fosse il masso intiero . Anche in Orvieto si osserva un gran pozzo , fatto fare da Clemente VII. dall'Architetto Antonio da 8an2,allo nel i53o. e poi terminato da Papa Paolo III. coli' assistenza di Simone Mosca Architi tto Fiorentino; questo Pozzo profondo palmi 275. ha un voto nel mezzo del diametro di palmi 60: dove mediante due chiocciole a cordonate possono li muli scendere per una di que,

ste

e risalire per l'altra acci di

non impedirsi

il

passo l'uno

all'altro.

di Orvieto e piantata sopra un gran promontorio onde questo pozzo fu cavato e scalpellato dal masso : , tanto le cordonate che 1' anima vota co' suol fenestroni sono state ricavate in quel masso come se fossero state fabricate. Questa vantaggio per quando si giunse circa alla met della sua profondit

La Cina

di

tufo

termin e trovossi in luogo di tufo della semplice terrai, per cui si dovette proseguire 1' opera sino a trovar 1' acqua,- fabricando le medesime chiocciole e muri con calce mattoni , e tufo Onde aver
, ;

cos compita un' opera che oltre P utilit che portava di aver

1'

ac
,

qua certa anche


vi
si

in

tempo

di

assedio

fa

1*

onore
.

di quella
,

citt

attira
,

la

curiosit de' Forastieri per osservarla

come un ope-

re rara

coraggiosa, e benissimo immaginata

muratura per avere de piani artifatti , e livellati co' suoi angoli e forme ordi* nate nella pianta generale ; rattificate da ogni parte le dimensioni si spiccheranno sopra di queste le mura , i terrapieni , le volte e
Fatti questi

fondamenti o sieno primi suoli

di

^7
tutto ci

che dal disegno generale

sar inimaa,inato
,

ed essen-

piano naturale del lutto irregolare si ridurr come si osserva nella Fig. 3. di detta Tav. nella quale sono edificati li primi strati di muro, o siano fondamenti per poi sopra bassarvi il fabricato. In questa Veduta prospettica si soppone un locale di natura

do

il

11

pi irregolare di tufo
,

sul

quale

si

volesse

basare un
fra
l'

edificio

della Ibrnia
rit

in parte

accennata
lettere

dalli

muri spiccati

irregola-

del

piano.
piano

Le
,

M
L
si

suppongono
di

trovare un
tina

ed

un

lato

degli tagli fatti per qualche stanza terrena o canle

del fabricato
si

alle lett.

suppongono
.

prime elevazioni
,

come

disse per avere

qualche superficie orizontale


fabrica

su cui ba-

sare regolarmente la

nuova

ARTICOLO
XJa
colli

X.

Delle varie qualit di Arene alle a Fabricare


calce cotta

mattoni
di

,
, .

e smorzata da per se sola non pietre, e qualunque altro oggetto


,

fa
,

alcun legame

che

s'

impiega

nelle fabriche
cie

per

cui e necessario

di unirla

con qualche spe-

arena

Generalmente l'Arene sono una specie di cristaUizzazioni della terra originaria e comune la sua composizione di tante particelle a guisa di tanti solidi , di molte superficie ed angoli di
,

ogni specie

-,

sono

fra

loro

distaccate, e

disgiunte

come
,

se fos,

sero tanti pezzetti di vetro in formi non dall' acquaforte , alh colpi di martello si

disolubili dall'

acqua

ne
s'

frantumano

ma non

impastano , ed al fuoco si vetrificano Si scongiungono naturalmente con qualche fluido omogeneo e formano degU ammassi di una pietra , atta ad arrotare li ferri , come si osserver a suo luogo , dipoi si risolve insabione e pu ricomporsi in selce
,

In generale

la

variet delle

Arene

atte

a legare
,

colla

cal-

ce
il

non

consiste

nelle

loro

particolari

propriet

ma

piuttosto

meglio e

meno bene
.

delle

respettive

particelle e

potr risultare dall' molto pi dell' originaria qualit

accidentale variazione

de

corpi componenti

Le arene
vise
,

si

classificano
fossi
,

principalmente in quattro quaht didi

cio

0^8,

cavot- di

fiume

e di mare

58 Con

tutte

queste

arene

si

pu

fabricare

con

felice

risultato

ad che semprecch in ciascuna si ognuna proprie e addattate ma siccome generalmente preferibile principiarcmo a rcgionare da questa quella di Cava
praticano quelle
cautele
.
,

sono

ARTICOLO
V^uando
si

XI.

Cava , s' intende che debbasi certerra e per averne degli indizi si osservi dove apparir terreno poco fertile, che ivi cavando alquanto sar quasi sipi o mecuro di trovare dell' Arena Questa sempre a strati no costanti per cui nel cavarla dover osservarsi che non venga mischiata in luodo alcuno colla terra e con vene terrose , che
dice
,

Arene

di

care sotto

spesso

si

trovano

nelP arena

medesima framischiate
-,

L' arena

piij

cupa
re
,

quanto pi s' allontana da tinta biancastra , la miglioal contrario la meno oscura , e e chiamasi anche maschia
,

disuguale chiamasi

iemina.
di
si

Nelle Arene
cia e
sassotti

che

questa natura vi sono ben spesso delle brecseparono passandole per ramata , come si diII.

scorse
In
priet

neir Articolo

parlando della Pozzolana.


si

questa sorte di arena

distinguano
,

le

loro bont

e pro-

metodo che si disse per la Pozzolana, cio collo stridore, che producano nello stringerle col pugno della mano , di non restare attaccata ad un panno bianco gettandovela sopra, di non tingere l' acqua chiara con materie terree ce. e rinvenute queste qualit convenienti, P altra
per r impiego nelle
fabriche
collo stesso

cautela necessario sar d'impiegarla subito

cavata, perch l'aria


la

e segnatamente troppo terrosa.


parti del

il

sole

non

la

disecchi

riduca

seccandosi

L' arena rossa

assai

oscura

color castagno contiene delle


,

Vettriciolo, o del sale


distina
^

acido
1'

qualit necessarie

all'

uso
tali

a cui

si

ed

perci
atte
l'

che

arena

bianca non avendo


,

propriet sono
il

meno

questa distinazione
.

ed

perci

che

Palladio ne disapprova

uso

pariamo si pu annoverare fra queste , mantiene li medesimi strati sempre pi o meno costanti , e buoni Questo nome venne dato a questa sorte di arena perch la prima volta fu cavala a Pozzuoli e non perch siasi cavata dai Pozzi, come asserisce il Filandro
di cui

La Pozzolana
si

perch

cava

di

sotto

terra e

Delle sue specie varie, e propriet ottime


parl nell'Art.
III.

di

quest arena

si

devo soltanto ag2,lungere una osservazione


,

sulle
,

parole di Vitruvio
soltanto
si

allorch parla di questa

specie di

Arena

che

cava

alli

contorni del Vissuvio


sa
,

di Pozzuoli e di Baja

sono ripieni di Zolfo, di Alume, e fuochi sotterranei, per cui saviamente ragion quel maestro dicendo , essere la Pozzolana una mescolanza di tufo terra che col bitume e Zolfo preparata dai fuochi sotterranei che fiUrando pe' ed onde meati della terra ne abbiamo sole le particelle leggiere
Questi locali,

come ognuno

e per conseguenza capaci


la calce

ad assorbire P UEuidit
si

onde

unite col-

ne

risultasse

un arena
,

meravigliosa alla composizione,

del migliore glutine. Per costruire segnatamente nell' acqua , poich vediamo per esperienza che un masso fatto con mattoni di

buona quaht sar cos stabile e duro ne spezzarsi senza grandissima fiilica
,

che non potr ne disfarsi, e lavoro , anche dopo po,

chi mesi fatto

senza fare invidia ad uno scoglio naturale , Fa certamente maraviglia come Vitruvio non vedesse le tante cave nelU contorni di Roma , e dove se ne impiegava senza
,
,

fine alla giornata


si

e pure cosi

trovasse

ne

soli

contorni di

ed Napoli
,

egli
,-

stesso

si

maraviglia che

ci serve a persuaderci

che

talvolta gli scrittori

ste

dicono aver veduto ci che realmente non esie che hanno veduto malamente o che le nozioni prese non
,

sono

state veridiche

Nei contorni della Ciltk di Napoli trovansi sotto terra degli strati di una qualit di Arena giallastra, come tanti piccolissimi pezzi di pomice chiamata rapilli Questa specie di Arena parimente una produzione Vulcanica ed anche essa fa un ottima lega colla calce bianca Anche la creta lavorata come li mattoni dopo ben cotti , e
. .

frantumati riducendoli a pezzi minuti

ma non

in

polvere

fa

come

una specie di Pozzolana quando si mescola colla calce . Pi che ben inteso mai buona sarebbe un tal lavoro , fatto con argilla per che producesse alla mescolanza colla calce l' avvertenza che non vi fosse mescolata la polvere, che produce il masso cotto nello stritolarlo e che l' argilla in origine fosse netta d' altri corpi estranei e che fosse ben cotta
, , ,
.

6o

ARTICOLO
,

XII.

J_Jc arene che si cavano dalli Fiumi, sono per lo pi o gialla o rossa, o bianca-, ma di qualimque colore ella sia non dover mai pr( ndcrsi sulle sponde mentre in quelle si depone sempre quella sella che altro non e che un estratto di terra della pi fina materia che si oppone all' altra che deve unirsi colla calce bianca per formare un buon glutine onde prendendola nel corso
, , :

dell'

acqua sar sempre pi netta e scevra da


:

simili impuri; dispo-

sizioni
dilerir

giacch quest' arena sar separata da simile

sozzure non

punto da quella cava . In una sola circostanza possono dlllerre ed quella che avendo per lungo corso rotolato noli' acqua possono aver perdute le loro particelle quegli angoli e punte taglienti ed essersi per cosi dire rotondate i furia di percorrere con sassi ed altri solidi prima di deporsi ; per la quale naturale circostanza possono aver perduto queir assero tanto necessario alla \alida unione della calce bianca Tanto vero che fattasi 1' esperienza di prendere della migliore arena , e di porla con delle breccia dentro un barile bilicato, fatto girare per lungo tempo con 1' acqua e poi ripresa l'arena cos stropicciata levata , e posta in opera , si rinvenuta di molta minore attivit e quasi buona da niente attesa la rotondit delle particelle , acquistata dal rotolamento ed esser divenute come tanti
. ,

piccolissimi globetti

levigati
si

Da

tutto questo

sar

compreso, che V arena

di

fiume sar

qualunque corpo terreo ed estraneo , e separata dalla ghiaja, se ve ne fosse giacch con tali precauzioni sar ottima ad incorporarsi ed unirsi colla calce bianca specialmente per gli fondamenti e muri grossi. Se questa arena attesa la sua grossezza sar battuta con mazzabecchi, e ridotta minuta ed eguale, adoperata negV intonachi far un ottima riuscita tanto per la fermezza , che per la superficie unita liscia e durevole pi anche della stessa Pozzolana .

buona quando

a furie di acqua chiara sia spurgata da

ARTICOLO
Xj arena
d,el

XIII.

de'fossi avr
,

fiume

medesimi , e ^vantaggi di quella giacch un fosso non che un principio di fiume , che
li

difetti

le

acque puviali

di

sorgenti

si

terra per

trovarsi strada al pi

e perci trovando ne' letti ligenze dette per quella dei fiumi
servibile nelle circostanze
.

basso Jper condursi dell' arena praticate le ,


,

scavano nella superficie della al suo letto ,


cautele e di,

sar

egualmente proficua

ARTICOLO
Il estano
per
oltre
la le

XIV.

osservazloui

sull'

Arene

di
.

Mare
,

reputata

sempre
ri-

men buona

e
s'

piena di Salmarino

non senza ragione imbeve dell' umidit

Quest' Arena essendo


e perci unita alla

calce

che questa sua natura impedisce alla calce di fare una buona lega , non si disecca mai ed sempre umido il muro e 1' intonaco per cui si rende poco stabile, ed inabitabile il fabricato. Per adoprarla dunque converr spogliarla di questa sua salsedine, mediante il lavarla e rilavarla pi volte coli' acqua dolce. Si potr anche talvolta adoperarla tal quale si cava dal mare se si unir con calce forte , pel principio chimico che nell' unire due sali diferenti fra loro quello che sar in maggior copia unendo a se quello che sar in minor qualit lo anlenta giacch accaderebbc al contrario se a quest'arena senza depurarla vi si unisse della calce debole perch in tal caso pi debole diverrebbe il ,
, ,
, ,

glutine

A R T
v^uanto
r ancora
si

C O L O XV.
non
,

e detto delle arene naturali


delle

basta,

perche
alla

reste-

di trattare

Arene

Artificiali
.

per supplire

man-

canza delle prime favorevoli produzioni Nel basso Reno presso Brionia , in mancanza delle naturali sopraccennate arene , non trovandosene nelle cave , nelli fiumi , nelli fossi , e di mare , usano di cocere una specie di terra di
colorgrigio delta
SI

terrazza di Olanda , che macera e cotta come coce il Gesso riesce buona per ogni sorte di fabriche , non meno che per le costruzioni in acqua resistendo all' umido , ed al secco , non meno che alU rigori delle stagioni, come la no, :

stra

pozzolana
In

Olanda
,

si

trova

una
si

tal

pietra dura

detta

Tournay
la

di

color

torchino

colla

quale

fa della

calce buonissima

quale

^x

cocendola con caibori fossile si squamma e cade questa colla cenere dello stesso carbone ed unita cob a questa cenere forma una specie di

Arena
le

eh' utilissima

e buona ptr collegarsi colla calce


1

che trovansi communemenle nei letti de' torrenti posti al gran fuoco, eridotti poscia in polvere granellosa formano una eccellente arena da
Tutte
breccie
,

o siano

cos detti ciottoli


,

unirsi colla

Calce

SEZIONE m.
ARTICOLO XVI.

per cui

asseremo alla maniera di basare un qualche edifizio in acqua , esser fondati sul solido che trovasi 11 fondamenti dovranno sotto la superficie dell' acqua sino al piano della superficie medesima da dove spiccar deve il fabbricato. E qualora questo fondo fosse mobile e leggiero, si dovr coli' arte renderlo il pi solido
sopraposta non precipiti n presto medesima, sia mare , lago, o fiume. n tardi Suppongasi in primo , che debba inalverarsi un fiume per sponde correggendo l' irla qual cosa sia necessario allineare le regolarit naturale delle sponde medesime. A far bene questo lavoro principale cura sar di preparare materali tutti occorrenti a giusta lavorazione e di far F opera i nel tempo che il fiume suole esser basso, e come suol dirsi ia acque magre. Per lavorare questo fondamento, che sar tutto sotto pelo basso dell'acqua, si dovr segnare con passoni e traverse l'allineamento del muro, sia di pietra, di mattoni, o di altra sorte di muraXII. Fig. I. rappresentato in tura, come e segnato nella Tav. un punto dell' alhneamento, pianta,- nella lett. A. Si supponga come nell' altra B dove il muro deve far fronte al fiume-, e la
e
sicuro,

perch la nell' acqua

fabbrica

linea

lett.

C Dfig. 1^

sia

? andamento

della

ripa

naturale

onde

lo

spazio che debba riempirsi.


e 2 della pianta, si comprender l'andamento naturale della ripa C D, il nuovo proposto muro d' inalvazione A B^ lo spazio da riempirsi lett. E ed il pelo basso dell' acqua F.

Nella

sezione

sulla linea i,

63
Della
nate

sudd.

linea

letL

A B

fig.

pianteranno due passo-

lett. G. H. cinque palmi, e

distanti
1'

altra

la prima dalla linea B quattro, Q da questa altrettanto, ed anche pi dis-

tante

Queste

passonate

si

praticano, in due modi,


all'

uno
,

di

farle,

come

alla fig.

3 ponendo

un passone accanto
lasciano
fra

altro per

possibile
far

perch
corrente,

non
e

loro

spazio

onde

quanto l' acqua


le 4.

possa

passarvi^

procurando sempre

di collocarvi

bene a piombo, ed a filo tra loro pel medesimo oggetto; punte entreranno nella ripa, supposta arenosa, come alla fig postevi da capo le due catene Lett. L fig 3, e Lett. 1. e
colle

5.

traverse Lett.

M
li

ci

restino collegate

saranno fermate co' gattelloni Lett. insieme, e sostengano la riempitura

iV,

ac-

dello

spazio

che
in

si

far

con
vani

terra,
fra

ed arrena senza
e passone;

sassi:

perch
l'ac-

chiudine bene

tutti

passone,

e cos

qua

che sar
dall'

questo spazio di
dei passoni, e

pitura

unioni

mano in maao, che la riembattendo questa riempitura forregolarsi

mer come un muro. Nel fare queste passonate bisogner


de passoni
sopravansino

che

le

teste

meno

il pelo del fiume lett. F. Fig. 2. Aldiano luogo di collocarvi le catene lett. L Fig 3, e. 4 ed anche perch crescendo un poco il fiume la passonata non resti sott' acqua, o sia inutile al proposto lavoro. Tutte queste doppie fila di passonate, e riempitura il vano

tre

palmi, perch

che
secchi
lett.

fi-a
,

loro,

di

terra

e machine indrauliche

ed arena, come si disse, si toglier con che trovasi nello spazio l' acqua
posti a tutta

ponendo

se le
lett.

passonate fossero di
P,

puntelli
dalla

come

alla

cima

della
alli

passonata,
passoni;

sar
sar

chiodata
sostenuta

ed a ed in

una certa altezza, dei dal fondo della ripa contrasto dalla catena lo che
forza
tal

modo

P-acqua
fijrraanti

del

fiume

dalle

passonate cosi riempite,

come mu-

ragliene.

Votato lo spazio suddetto dall' acqua si procurer colla maggior attivit di cavar il fondamento del nuovo muro come alla fig. a lett.Q mantenendo il fondo asciutto per quanto si potr con trombe secchj ed altri simili mezzi Se si trovasse un fondo solido che colli tasti della lancetta , come si avvert di sopra, dimostrasse esser tale, potr pian larvisi il nuovo muro di
,
.

inalveazione

dandogli quella scarpa

grosseiia che P Architet*

io

avi'

giu'Iicalo
.

c;=!er

nccGssnrk)
il

come,

a
,

suo

tenipo

si

hi-

fondo fosse leggero e che non potesse cavarsi a motivo della sorgente dell' acqua invincibile , allora si passoner con proporzionali e ben collocati passoni second si osserv per gli altri terreni e come si osserva alla detta Fig. 2. lett. R assicurandosi per bene che tali passoni abbiano stretto il terreno, e siano andati in fondo sino al rifiuto della
f

conoscere

Se poi

incomincer il fondamento o sia muche dar il paese , ove si fabrica , avvertendo per che il cemento dever esser di pozzolana e calperpetuo ce ; giacche le arene in genere non reggono all' urto dell' acqua Quando il muro sar giunto al pari delle passonate di chiusura queste passonate potranno togliersi con leve scome collo

mazza

e sopra a
di

questi

s'

raglione

quel

materiale

porle

levando
l'

le

traverse e le catene
sar

che

collo

stesso

moto che
in

dar

istessa riesmpilura facile

liestarle

per servirsene

apdel

presso, e cos di tratto in tratto giungere intieramente al termine

lavoro, onde
sopra corre
il

aver
del

preparato
fiume
,

pelo

muraglione sino a qualche palmo che poi a commodo s' inaker ove ocil

parapetto come alla Fig. 2. let S ovvero ; facendo il altra forma secondo se sar dall' architetto immaginato
,
.

in

Rester
se
di

ora

trattare
di

del

modo
,

come
e
i

costruire
il

tali

passonate
sia

queste

saranno

poca altezza

che

fondo della ripa


legno senza

buona arena
, ,

facile

ad introdurvi

passoni potrassi
di

con barbisogno

chette legate
d' altro
ti
,

batterli

con grossa mazza

bastando che questi passoni siano bene aguzzati e dritperch possino accostar bene 1' uno all' altro , e cos com-

pire le

due

Se poi fossero
bisogner

passonate stabilmen te una altezza di li passoni di


.

i5.

020.

palmi

che U passoni siano di cararecci con punte di fen'o in cima come alla fig. 4i di detta Tav. battuti calbat tipalo , o sia berta collocata sopra un barcone , come si fa nei porti per le grosse passonate. Li passoni armati di ferro in punta saranno come vengono segnati alla Tav. XIII. Fig. i. ed il cerchio da capo come aled anello
la

Fig.

2.
tali

Quando
esse
sia

passonate fossero
,

s
,

grandi

che
la

la

distanza

fra

di

nove

dieci

e pi

palmi

perch

riempitura

in-

termedia resti

pi

stabile, e resistente

all'urto e peso

dell'acqua

65
senza che produca eltrazioni , il modo di piantare con passoni alquanto pi grandi degli ordinar] di che non si possono battere , come si disse a mano
tali

passonate
,

travicello

e
di

colle

mazza

legno , sar diverso , Consiste questo in avere un ciocco di legno duro fatto come un grosso barile di rota di barozza con otto o pi manichi pur di legno ben chiodati come alla Fig, 3. che alzato da quattro uomini , e poi battuti sulla lesta del pas,

formi un colpo assai maggiore di quello di una mazza di sone Questa specie di ciocco sar di legno messa da un sol uomo circa 3. palmi di altezza , e due e mezzo circa di diametro e ed avr li cerchj da capo e da di piedi ferro che chiodati come lett. yl Perch il colpo meglio venga dato alla nel centro e perpendicolarmente sopra il passone giacch dato fuori di ordine in oltre che il passone si le\ crebbe dal suo perpendicolo , che con tutta forza devono poterebbero pericolare gli uomini battere sopra una testa del passone stesso si potr operare come viene segnato nella Fig. 4- cio di mettere nel centro della tecome si vede alla Fig. 2. un assta del pnssone gi cerchiato ta tonda di ferro ben piantata in un buco, o ben conficcata co,
.

me
palo

alla

detta
3.

Fig.

4-

lett.

la

quale passata nel foro del batti-

Fig.

praticato nel centro

come

alla lett.
il

molto

pi

largo

della

grossezza

dell'asta

lett.

alzando

battipalo potran-

uomini con tutta sicurezza calarlo a basso con maa^ior forza , acci che il colpo sia pi efficace ; e sar cos allontanato ogni pericolo , che il battipalo, sorta dal centro del passone , e cada a grave danno degli uomini che l' addoprano. battere sopra le teste de passoni con un sol uomo meIl diante un grosso mazzuolo di legno, come si disse nella Tav. 1. Fig. 1. e certamente assai faticoso, ma questo secondo metodo ancora faticossimo , ed a lungo andare gli uomini vanno a soffrire molto nel loro fisico
gli
,

no

ecco una maniera men penosa con cui si agisce con maggior prestezza , anche in passoni di una lunghezza , e grossezza maggior delli passati , mentre con una machina chiamata da noi la Berta , possono piantarsi passoni di travlcellone, e Carrarecetti, armati sempre di ferro , tanto in punta, che
perci
nella
testa

come
in
le

nella Fig.

i.

2.

Cade qui
noscere
,

acconcio
di

un avvenhnenlo che
ferro possono

quello di

co-

che

punte

esser per

maggior eco-

nomia a due
ina

come nella Fig. i. buon esito , mentre trovando a caso nel terreno , o nelF arena un qualche sasso da un lato, corre rischio di schiodarsi, e di non andire 11 passone pi
sole

ale,

in

luo2,o

di

quattro,

riescono per

men

sicure

per un

rettamente
lata
filo

al

suo

posto
alla

Tornando ora

costruzione della Berta sar questa


di prospetto
8.

rego-

come le quattro Figure Num. 5. Num. 7. in pianta e Num. ,


,

Num.

6. di
.

pro-

pianta del battipalo

che rappresenta la pianta ovvero 1' Icnografia della machina, questa composta con una traversa in avanti Lett. alla quale raccomandata la coda lett. E colle squadre messe ad anima leti. F ; la quale porzione potr essere di legno castagno e tutta stabilmente composta servendo come di base a mtta la machina Posano poi sulla traversa la colonna di mezzo lett. G. coFig.
y.

La

me

nella

tg.

5.

colonna
piantali

colli
all'

che rappresenta T alzato o sia ortografia,-la q uale due saeltoni lett. H. si fanno da dismettersi , e
li

opportunit sulla base descritta in pianta;


si

quali pezzi
/.

essendo messi ad anima


testa della

fermano colle cavicchie


girella
nell'

lett.

nella
,

colonna
metallo

lett.

G. sar situata una


alla lett.
,

di

ovvero
nelle

di

come

posta

legno duro asola che sar


lett.

cavata nella colonna medesima


quali
\
i

fortificata colle
1'

due ganasse
girella

M.

sar passatore

asse di ferro della


,

con bot-

tone

da una parte , e vite dall' altra come alla lett. N. Nella Fig. 6 che rappresenta il fianco di detta machina sono
le
,

riportate

dove per si scorge l' altro saetmedesime lettere lett. O, che sar egualmente fatto da levarsi e mettersi, come gli altri legni G. H. nel piantato medesimo lett. D. sul
tone
,

qual legno potranno essere fermate delle piccole traverse, distanti 1' una dall' altra circa due palmi che servano di scala per montare in alto della
la

machina medesima
nella
girella
,

corda che passa


In

quando dovesse accomodarsi e per qualunque altro bisogno.


il

questa
della

fig.

che

presenta

lato

si

scorge

meglio

la

posizione

girella

corda

lett.

P.

sulla
,

l-^tt. L. nella quale passa un quale sono con nodo scorritore

pezzo
altri

di

quat-

Q. ai quali attaccandosi pi persone sollevano il battipalo lett. R. che resta assicurato alla Colonna di mezzo lett. G. mediante le quattro alette lett. 5. e catro o pi

capi

come

alla

lett.

vicchie

di

ferro

o legno

lett.

T.

assicurate nelle

teste

lett.

V.

^7
con zeppe o
e
viti
;

avvertendo

quanto le cavicchie lett. 7". la colonna , perch nel cadere


la

che tanto le alette lett. 5. lascino un qualche spazio fra loro ,


pfti
il

battipalo

resti

libero

non

perda

veemenza
il

onde

tutto

che avrebbe se restasse troppo stretto peso intieramente dia il colpo sulla sesta del pascoli' attrito
,

sone lett. X. il quale sar assicurato e regolato perch scenda perpendicolarmente addosso alla colonna lett. G mediante le due legature lett. Z. e zeppe fra esso passone , e la colonna se occoresse. Queste legature lett. Z. saranno pi che mai necessarie nel piantare il passone mentre quando sar entrato dentro terra qualche palmo , dette legature si rendono inutili e si leveranno. Tutta questa machina si abbasser se occoresse per andare appresso al passone o passoni che si piantano secondo il quanto
,

doveranno profondarsi.
e pesante e sar

sopra
ferro

ben
lett.

R. sar di legno duro , cerchiato sotto e sopra di ferro , con suo anello ferrato con viti al quale attaccato il rampone di
Il

battipalo

lett.

Y.

dove
cosi
tirare

Armata
alle

questa
in

annodata la detta corda machina , e posti sei


alto
il

lett.
,

P.
otto
le

corde
,

battipalo
,

lasciate

vomlul corde lia

bere
terra
si

caler sulla testa del passone

1'

obbligher piantarsi nella

o avr

arena sollecitamente
in

mentre repplicando colpo


il

colpo

poco tempo ottimo risultato. Quando battendo e ribattendo si osserva che


,

passone non

che rifiuta i colpi , e ribalza su di esso il battipalo segno che ha trovato il fondo solido e che non pu pi internarsi allora si lascia questo , e si pone la machina o sia Berta per battere altro , o gli altri passoni secondo sar stato
cala

pi

ma

1'

ideato

dair Architetto direttore.

Questa machina si adatter sopra la terra , o sopra un arovvero sopra un barcone matura secondo si potr e come esigger la localit come ancora se il passone o passoni averanno bisogno di esser mandati assai in fondo , e che 1' altezza del bat, ,

tipalo

lett.

B. sortisse sopra

dall'

intelaratura
il

dell'

abbasser

colpo

il suo una mozzatura con cerchi di ferro sopra e sotto , come hanno le teste dei passoni , e sopra la testa del passone X. si collocher un pezzo di ferro tondo con un buco fatto alla testa della mozzatura ; per fare che restino l' uno e l' altro unite , e nel rice ;

quanto occorre acciocch


la

armatura lett. palo possa avere


vi
si

D.

si

ON-vero

testa

del palo

metter

68
vere
alla l
il

colpo non
di

salti

via

la

detta sopraposta
si

mozzatura come

fg.

io. di detta Tav. e


;

cos

continuer l'operazione sino

mozzature cerchiate nella testa potranno per servirsene nell'opportunit. Si disse di estrarre li passoni che servano di cassa e parata alle acque per formare li cassoni operazione 'che non si facile segnatamente se li passoni siano molto sotto la superEcie del terreno , o della creta ; a ci fare si aver una leva di un grosso legno o sia arcareccie rinforzato con sua armatura di ferro come alla fg. 9. onde possa poggiare sopra il punto di leva n. 1. che sar di legno foderato con cerchione di ferro fissato sopra altra mozzatura di cordicella di cerro o cerqua , e pusto un grosso ferro tondo nella testa del passone da estrarre come al n.'' 2. al qual ferro raccomandata una doppia ammagliatura di corda grossa come al n. 3. ovvero una catena di ferro e data leva con quantit di uomini alParcareccie riuforzato n. 4. si estrarr poco alla volta e tolto che sia si lever a quel passone (sempre che non abbia a servire), la punta, cerchio, e perno di ferro attrezzi che saranno poi servibili in altre siaversene
di

bisogno

queste

pi

altezze

mili

lavorazioni.

Siccome possono capitare operazioni dove


proporzionare anche
palo che
sia
,

si

dovessero imbatti-

piegare passoni di maggior lunghezza, e grossezza, cos bisogner

Tavola
fig.

n.o
il

ed avere un la machina per batterli molta maggiore efficacia , perci ripresento XIV. dove alla fg. i. viene disegnata la pianta
di
alla
fig.
il

altra
,

alla

2.

prospetto
circa

3.

il

fianco.
,

Con
libre

questa machina

battipalo

che peser ottocento, e mille


tiro

in

non
e

si

alza

con semphce
3
lett

di

corda

eles'ato

con
lett.

arganello,

ossia
Fig.

verocchio verticale
B.
e sopra,

basato

ma viene come alla

pianta

A.

nella

assicurato

cogli

assi

sotto

come

Questo verocchio che alla lett. C tra due

stanghe persone
la

in

croce
fra

orizontali,

faranno

aggire
le

girella

battipalo,

che sar dicato peso in circa. Questa specie di castello dismettibile sopra il piantato Fig. i Ove saranno le asole lett. G , ed alle colonne F, e saettoni lett. la anime da fermarsi con cavicchie lett i. Queste cavie-

nelle quali forzando quattro, o pi corda lett. D. alla quale essendovi collonne F alzeranno anche con facilit il di legno impiombato, acciocch sia dell' inla

^0
chic

saranno
s'

della

Fdiiiia

modo come
Ai-

alla

Fi^.

t^*^''

'^

''

che

invitano,

come
si

alla

lett

con un ferro chiamato chiave, lett. iV che noli' estremit ha un buco quadrato della grandezza esatta del dato. Se saranno galletti si stringono eolie tenaglie La cavicchia, che aver la testa a bottone, da quello nascer la quadro, ncll' invitare il dato la cavicchia non giri, poi si converte in tonda colla vite stampata nell'estremit, che riceve il dato o galletto, dove egualmente stampata la stessa madre vita per stringere gagliardamente, quando siano ben la-

Se con

dati

stringeranno

vorati.

La berta poi
sarebbe
alla
la

sar

una mozzatura
cerro,
a
la

di

legname
si
li

quercia,
lett.

il

quale
oltre

come squadrer bene come


pesante,
tre

Fig

O,

ed

questa

cerchj

di

ferro

bene stretti, e fermati vi si fermer con due grosse cavicche, una mozzatura, ed altro pezzo di tavolone di olmo, o noce come alla lett. P- della sezzione F<t 6 che mediante li due canali fatti nelle due colonne , come si osserva in detta pianta, le
serviranno
la di

guida nel calare a basso


di

senza potere sbalestrare


fig.

e cadere fuori

piombo
,

sulla

testa

del passone lettera Q.


,

3.

qual berta o balipalo


la

cos combinata
lett.

giunta che sar in alto


e
fig.

mediante
elevazione
chio
lett.

tenaglia

di

ferro

R.

fig.

3.

7.

legata

alla

testa della
,

corda

lett.

D. nell'occhio medio, giunta nella maggiore

tirandosi da

un uomo
il

la

corda

lett.

S. sortir dall'ocil

T. e principier sopra

palo con tutto


.

E ciando a basso il passone con somma facilit berta abbia maggior peso , oltre il suo naturale anima superiore un vano come alla lett. V. fig. 5. e vi si coler del piombo, che legher l'anello lett. I. colla cavicchia che pas,

suo peso, cacperch questa si caver ncll'

ser neir occhio


lett.

lett.

X. superiore ove

si

pone

la

tenaglia

fig.

7
la

R.

Con questo metodo riprendendo


fig.

colla

suddetta

tenaglia
lett.

berla, e ritirata in alto, mediante la inanovera dell'Arganetto


I,

A
si

3 girandosi da pi

uomini
3.

le

stanghe lettera
,

presto

avr in alto,
sta

come

alla

fig.

e replicando pi

e pi volte que-

manovera il passone, ossia palo s'interner nel terreno o sabia sino che trova da potere andare. Le due girelle lett. R. nella fig. a, 3. saranno di legno duro con asse di ferro ad uso di una grossa cavicchia , e nella rota vi

,70
sar incassata

una boccola
farsi
tali

metallo perch siano durevoli. Po-

tranno anche

girelle di

bronzo

che
fatte

in tal

caso

senza

diminuirne
leggerezza

la

grandezia potranno essere

a raggi per maggior

Veduto che questo gran passone


trasporta
il

sia

giunto al suo posto,


sar

si

castello

accanto per battere

l'altro,

terminata l'o-

perazione.

Queste sono le berte, e Castelli che ordinariamente si adoprano in queste lavorazioni, delle quali compreso l'oggetto e il moto che debbe fare, potranno essere migliorati, procurando delle nuove maniere che saranno plausibili, seuiprech riescano pi eflicaci, facili e sicuri.

Cavapassoni di molta forza ed energia-, questo come una gabbia di quattro travi che
vi

Nella Tav.

XV

dimostro un altro

formano base, come legate con isquadre


avranno

alla

Fig. i. lett.
lett.

A, messe

fra

loro ad anima e
C,

di ferro

B. negli angoli saranno poste ad

intacca altre quattro mozzature di travicello


le loro teste conficcate in
alla lett.

come
di

alla lett.

che

un bancone

quercia o altro le-

gname duro come


dove nel centro

e nella Fig. 2 rappresentato in pianta,

bronzo lett. E, come meglio osserverete nella sezione Fig. 3 lett. F per la quale passando il maschio Fig 1, e Fig. 4 lett. G, di ferro, ben lavorato, ed eguale, a cui nel bottone a piede iett. H. viene raccomandata la maglia fatta mezzo, a mezzo come alla lett. I. che
vi incassata la madrevite di

con
lett.

tre

cavicchie

vite

si

riunisce,

resta

come

alla

Fig.

senza
catena

perch girando il maschio possa questo esser sollevato, moversi dalla sua posizione, e dove mediante una buona
di

ferro,
testa

come
del

alla

Lett.

trapassata nel

pone
tando

alla
la

passone, da estrarsi

come

perno che si alla lett. N. vol-

stanghe poste come alla Fig. i lett- O mediante una rufita piena con doppia cerchiatura di ferro come alla nel centro della quale ruota passando esattamente la lett. P.
vite

colle

testa

quadrata del maschio


in

come
il

alla lett.

ed
e

alla

Fig.

lett.

che si faciliter ancor di molto questa operazione se allo stesso passone con una mazza di ferro battendo si ander scuotendo all'intorno, intanto che si forza colla vite. Quando si vedr principiare a muovere il passone, e che sar venuto fuori, quanto permette lo scampano delle vite , e
forser

R.

modo che

palo verr

fuori,

si

soI!e\'er la

tnacchina quanto

si

potr sopra

legni in
di
si

modo che
terra
^

facend'o agire

ch quando
tirer

sar

[nuovamente la vite lo porti pi fuori mosso ed elevato qualche poco


tutto

giac,

sollever

fuori del

forza di

stanghe ed uomini.

due maniere pi usitate, ma comprenderete, che questa operazione richiede una forza imponente, per vincere la forza, che fa la terra contro un passone, che sia di 20 , o 3o palmi di altezza onde possano sempre inventarsi delle nuove macchine ; basta basar per massima , che
in

Anche

questa

parte

vi

ho dimostrato

le

quanto saranno
riescono
in

pili

semplici,

facili

ad adoprarsi

tanto meglio

pratica.

In questa

ed

alla Fig. 6.
,

medesima Tavola alla Fig. 5. vi dimostro la pianta, l'alzato di un altro modo di passonare per formare una
si

chiusura

come

disse

nella

Tav- XII

Fig.

i.

2. 3.

4-

Questa
altri,

; ogniuno alla Fig. 1 S. che serlett. ha un canale da due parti come viranno di guida ed appoggio alli tavoloni lett. T. Fig. 5 , e ^, che si anderanno ponendo in opera di mano in mano che la passonata si avanza , fermando un passone all' altro con delli terranno a freno sino regolotti , come alla Fig. 6 lett. K che che poi meglio assicurati^ vengano dalle catene chiodate con grossi chiodi nel punto V ove sono le linee punteggiate , sempre sopra al pelo dell' acqua , che qui si suppone alla lett. X. Questa sorte di passonate sono ottime, quando non siano di molta elevazione, giacch li tavoloni se si avessero d'adoprare nell'altezza di 20, o pi palmi, non potrebbero regolarsi nelli canali , segnatamente troppo sotto il pelo dell' acqua. Facendo queste passonate doppie , cio una vicino all'altra
,

ma

composta di passoni armali sempre di ferro, come in luogo di essere uniti fra loro uno accanto all'altro

gli

come si disse alla tavola XII, quelle a tanti passoni a contatto uno accanto T altro potranno riempirsi nel mezzo fra loro di creta C terra come si spieg delle altre per riparo delle acque; cosic,

ch tanto per muri da farsi d'inalveazioni de fiumi , di laghi e simili , potranno impiegarsi a piacimento dell' architetto , che giudicher pi a proposito l'uno che l'altra, per le circostanze particodel materiale, ec. lari del luogo , Dovendosi fondere delli piloni per ponti , 6 per altro qualunque fabbricato, potranno farvisi gli stessi ripari a cassoni come si dimostr alla Tavola XYI. che suppone di dover piantare in
ti

72
un
nel
fiunve

un ponte
del

per

il

quale deveranno
alla

farsi
i

le

fondazioni

letto
il

fiume

come sarebbe
,

Fig.

lett.

rappre-

senta

letto

del fiume

alla

Fig.

la

sezione del fiume

me-

desimo , nel luogo dove deve essere il ponte alli numeri i e a e perci alla lett. B viene notato il pelo basso del fiume, alla lett. C il fondo , e sponde del fiume medesimo. Nella Fig. i lett. F li due piloni da farsi nel letto , e li due nelle sponde di detto fiume, come nella Fig. a lett. D, l'erezione delli fondamenti de' piloni stessi in acqua, ed alle sponde. In questa stessa Tav. sono rappresentate due diverse circostanze , cio se per caso si trovasse un letto nel fiume, dove si dovesse costruire un ponte di una solida arena, o brecciuolaper cui non sarebbe necessario profondare, per trovare un simile
sicuro

fondo

sperimentandolo cogli opportuni

tasti

da

farsi

con lancettoni di ferro ben aguzzij, ovvero con trapani lunghi che ma ancora della continuazione assicurino non solo della supeificie sotto la medesima; e con replicar tali tasti pi, e pi volte in varj luoghi, non solo dove debbasi fare il ponte , ma ben anche in qualche distanza per assicurarsi che in qualunque evento la corrente dell' acqua non potesse fare delle diversioni a danno del vicino nuovo ponte. Qualora dunque si fosse accertato rarchitetto''di aver incon,

trato questo

fondo
allora

stabile nella stessa superficie

me

potr

con
di

forti

passoni

tessere

il

del letto del fiuperimetro delU pi-

lastri

e piantar cos
alla
lett.

con alquanto una

'risega
fila

da

quello che
passoni

avr immaginato,

solida

di detti

bene

allineati
alla
fig.

posti veramente ccn tutta

stabilili come si osserva a F. superiori colle loro teste qualche palmo del pelo basso del fiume , come alle lett. G. Fig. a. e come meglio, e pi in grande alla Tavola XVII dove osserverete le catene H. e

i.

traverse
li

tanto
di

alla

Fig

che 2

lett.

I,

da porsi

per collegare

questo recinto, affinch resista all'urto e peso dell'acqua riempir sino che non abbia stretto , , che lo indi del e fatto presa in ogni punto, onde resti saldo ed immobile. Tutte
passoni
materiale
lettere

le

majuscole

corrispondono in

questa

come

nelle passate

tavole,

E* d'avvertirsi, che questa cinta di passonata, sar principiata sempre verso la corrente; cio il primo passone da piantarsi sar alla lett. P. della Tav. XVI XVU Fig. i e da questo seguea-

73 do
d

una

parte
siasi

dall'altra

sino

agli

ultimi leU.

suddette.

Q. figure -^nuz^ioi'i

!.'

Quando
s

finita
,

procurer nettare
il

questa chiusa con delli cavafant^hi a mano quanto pi sia possibile , tutta 1' area, che
e
i

deve occupare
soni sparsi,

fabbricato
alla

vi
lett

si

porranno poi degli


Fig.
3,

altri

passolo

come

Fig.

L, e sezione

non

per meglio assicnrarsi del fondo in ogni punto, ma ancora per collocare il tutto, mediante le altre traverse lett. I suddetta. Preparato cosi il cassone, si avranno pronti li cementi^ cic sassi, calce, e pozzolana, e si getteranno con avvedutezza in quest'area racchiusa ripiena di acqua, la quale di mano in mano, che si andr inalzando dal suolo, e giunger come alla lett. N Fig.

2, Facqua sparir dalle fissure delli passoni, e la muratura prender il suo posto sino alla cima, cio da sopra al pelo basso del fiu-

me

fino alla lett. O; Fig. 4. e cos fatto e termiupto si laper qualche mese far presa, prima di caricarlo sopra del fascer
lett.

buona presa, quanto per osservare se faccia mossa, o lesioni in qualche parte, e se potesse restare cos qualche anno, per provare se resistesse a delle piene, per piantarvi sopra pi sicuramente ed a ragion veduta il fabricato. Se il ponte fosse come segnato nella Tav. XVI. Fig. 1 di due
hricato del ponte; e ci tanto affinch faccia

sponde, sar sempre bene di principiare dalli piloni , e questi farli uno per volta, affinch il corso dell'acqua non venga tanto molestato dai lavori, i quali potrebbero soffrirne detrimento nella loro nascenza; onde fatto prima un pilone, poi l'altro, o gli altri^ secondo il numero delle arcate, si faranno in fine le spalle alle sponde^ potendosi per anche far queste ojno.'i: due contemporaneamente. Quelli passoni lett. G, che circondarono la fabrica de' piloni potranno poscia tagliarsi levando prima tutte le traverse esterne lett. I, e lett. H affinch nelle acque basse non deformino l'opera]- e perch dopo la costruzine non vi fanno pi alcun officio, citando cos scoperta la porzione di fondamento, come alla Fig 4 lett. R, che rappresenta la sezione del pilone , o sia del fondamento, il quale potrassi ancora rivestire con travertini all'intorno ben muratilo con altre pietre poste in fila, come alla Fig. 4 lett. S, bene sbrancati come alla lett. T, le quali pietre formarebbero pesamento, e base alla fabrica del ponte se fosse copiloni in
di

acqua e

due

spalle

alle

'

struito

di

mattoni, o di pietre L 11

come

alla

Fig.

lett.

V, Tav.

74

XVI. e XVII
il

Fig.

4* P^i' ^^
dell'

Professore

collega

Architettura

quale ragionata composizione di esso teorica potr darvi gli opcio


di

portuni precetti.
sto
li

Supponiamo ora l'altra ipotesi ponte in un letto di un fiume


si
,

necessari esperimenti

dover piantare quedi arena mobile, in cui fatti trovi da dover cavare nel fondo qual,

che palmo

o canna per rivenire

il

solido.

In questa

un ponte
vare
i

circostanza bisogna prendere il partito , di fare legname, come si dir al suo luogo, ovvero cavnecessarj fondamenti pe quali saranno necessarie le seguenti
di
difficili

dispendiosissime e
Stabilito

operazioni.

disegno e la dimensione de piloni, come sarebil Tav. XVI. lett. A. Fig. i e lett D. Flg. a. si costruir intorno ad una certa distanza, come in detta Tavola, e Figure

be

alla

un cassone con doppie passonate


gura
si
,

come

alla

lett.

X.

di

detta

fi-

le quali si

fabricherarnno con quelle


XII.

avvertenze

delle qualli

ed altre consecutive adattate all'elevazione maggiore, per cui si dovr adoprare la berta, spiegata alla Tav. XIV. e farvi quelle traverse e catene , di che si parl in detta Tavola XU. riempiendo il vano lett. X. Fig. i, e a. della Tavola XVI. con terra argillosa bene stretta, e battuta , afparl
nella Tav.
Fig.
i.
,

finch l'acqua

non

filtri

neir estrarrne

quella racchiusa

nel detto
altre

cassone.

vuotar questo spazio si chine idrauliche, come sarebbe


fino al

useranno secchioni, ed
la

ma-

vite

di

Archimede,

le

trombe,
l'area

delle quali s'impiegheranno molte ed in

numero per asciugar

fondo lavorando giorno, e notte, perch cavando il fondaZ. Fig. a. le filtrazioni non impediscano di profondare al sodo fondo ed a riempirlo colla muratura, sino In questa tavola noa sono segnate che solo le misure e ant, damento di questi cassoni, giacch li dettagli delle maniere di

mento

lett.

ferrar

li

passoni

del

modo

d'incatenarli colle traverse

e catene,
alla

ne

fu

bastantemente ragionato
in

l'^anAnche

alla Tav. Xll. questo caso sar necessario farne

uno

volta

per non ingombrare tutto il letto del fiume come si disse per altro di questa stessa Tav. Lett. F. Supposta l'area del cassone spurgata dall'acqua racchiusa, non si mancher^ di tenervi delle trombe continue per sempre eslrarne qualche zampillo, che dal cassone potesse introdurvisi,

7^
quando si cavi in qneU'afca il fonA. E. Tav. XVI. Fig i. Per li quali lavori , tanto di cavare il fondamento come alla Tav. suddetta leti, E; quanto della sua riempitura, deve usarsi la massima speditezza lavorando giorno , e notte per sortirne fuori presto e sfuggire ogni disgrazia impreveduta, di una piena, di un cedimento del cassone di una invincibile sorgente, e di simili altri disastri straordlnarj ; per cui conviene che ricordi nuovamente , dovervi essere in tali circostanze le proviste pronte tanto di pietra, pozzolana, e calce, che di vomini adattati alli varj lavori, de' quali andiamo
o
dal

fondo segnatamente
lelt.

damento del Pilone

trattando.

fondamento quando sar stato cavato, potr passonarsi nel Fig. a se bisognasse di stringere meglio il terreno; e si riempir poscia a sacco tutto il cavo con buona calce, e pietra scevra da calcinacci e terra. Giunto al piano del letto del fmme lett. C. Fig. sudetta si principier ad inalzare il pilone , o con mattoni, o con travertino, che sar pi stabile, e sicuro per resitere all'urto della corrente e de gallegianti che urtando nei piloni possono tanto pi facilmente pregiudicarne la costruzione per cui sar cosa assai prudente impiegare in simili lavori e segnatamente sott'acqua piuttosto che il mattone, la pietra che regga all'acqua ; parlando sempre per la revistitura dell'opera, potendosi
Il

fondo

in E.

-,

nell'interno

impiegare in ogni caso la pietra spezzata irregolare, o la tavolozza , e come meglio si dir quando parleremo delle varie maniere di costruire li muri.
Fatte
assodate,
in

qualsivoglia
si

modo

le

fondature, e che siansi

bene

come

disse delle altre; prima d'inalzarvi la


i

nuova
la

fabbri-

ca del ponte potr farsi l'operazione di estrarre servirono a costruire il cassone; adoprandovi o

passoni che
leva
Fig.
della
i.

Tav. XIII. Fig. 9, o


principiando
tutto
il

il

cavalletto colla vite Tav.


si

XV.
a
a

e
,

a disfare

da dove
In

sar

principiato
difficile
fila,

piantarlo

resto di

mano
di

mano
argillosa

sar
fra

meno
nna

levarsi; la
di pas-

riempietura
soni, dalla

poi

terra

e l'altra

corrente

sene alcun carico;


alla volta,

ed in e forza da non

sar portata via, senza prenderche questa operazione accade poco modo, che le acque, possono avere il loro tempo

del fiume

tanto pi

lasciarle

deporre.

Con
cassone

questi passoni

che

si

saranno levati
costruire
il

del pilone,

si

potr

opera dal primo secondo scartandone


d*

7^
o che avessero sofferto nella prima lavorazione , e cos si far iu seguito per gli altri piloni, e per le spalle del ponte alle due sponde. L'altra maniera che sarebbe assai pi vantaggiosa per la fondaLutti

quelli

che

si

conoscessero

difettosi,

zione di una chiusa o per la costruzione di un nuovo ponte, sarebbe quella di cambiar il corso alle acque del liume con nuovo giro provisoriamente, sinch si facesse la nuova fondazione,

ma

questo metodo non facile a potersi mettere in pratica per le infinite diTcolt che vi s'incontrano, e sopra tutto quella, che potrebbe il riasciugamento di una grande superficie infettare l'aria de contorni, e forse anche la spesa delle lavorazioni, e del dispendioso compenso che si dovrebbe dare per l'occupazione de fondi e per mille altre circostanze, le quali per si devono avere a calcolo, quando in quella localit vi si conoscesse la probadilit di eseguirlo, per formarne un paralello, potendo accadere ancora, che questa sola ne fosse la difficolta. Potrebbe ancora darsi la combinazione, che dove si dovr piantare, e costruire il nuovo ponte, fosse il letto dd fiume un sasso vivo; in cui non si potessero piantare passoni, n per formare il contorno de piloni, come si not alla Tav. XVI. Fig* i. lett. A E. nrper basare i cassoni, come alla detta Tavola Fig. lett. D in questo caso dunque bisogna adoprare un altro mezzo, ed quello che osserverete alla Tav- XVlll dove alla Fig. i. viene rappresentata la forma di un pilone di un ponte, il quale si ander facendo pezzo per pezzo, cio prima si far il pezzo lett. A. quindi il pezzo lett. B poi l'altro C, e cos sino all'ultimo pezzo
lett.

L.

Per fare i massi di questi pezzi principiando da quello letf A si formeranno delli tavoloni sopra le armature di arcarecce della grandezza necessaria per ogni lato, come alla Fig. 2. rappresentante la pianta in proporzione maggiore colle lett. M. in tinta grigia lett. N. in tinta rossa, e lett. O in tinta gialla perch me, glio si distinguano, come deve essere ognuno da se. La Fig. 3. P alzato in prospettiva, affinch se ne comprenda la costruzione, e la posizione de' medesimi. Questi tavoloni formeranno i tre lati del primo cassone , per costruire il primo pezzo lett. A. della pianta generale Fig. i della forma di un triangolo
Isoscele*

Dalla costruzione osserverete, che

si

collocher

il

primo

77
fatto a misura di ogni lato quanta ne richiede, anzi qual, che palmo di pi sopra il pelo basso dell' acqua del fiume , come alla Fig. secondo l' andamento del fondo , o sia 3. lett. P; e del letto del fiume , nelli due punti Q R. per regolarli in modo che gli angoli posti al suo sito restino le due colonne all'es-

tavolone

lett.

M.

il

quale

si

sar

del fondamento, e

di

tanta altez.za

tremit

bene a piombo
in tutta

che

tocchino

nel fondo meglio

che

sar possibile

l'estensione.

Questi
carrarecci,

gran

tavoloni composti

secondo la mezzo, e ad anima ,

coU'armatura di arcarecci loro grandezza saranno composti mezzo,

affinch siano

veramente

forti,

ponendovi

delle crociate di

travicellone, benissimo incastrate^ e fermate

come

potranno comporsi sopra delli na; vicelli uniti e ben fermati e quindi con tiri, ed argani calarsi al posto loro , ed alla loro vera direzione, il che si regoler colle dimensioni e traguardi secondo portano le regole di Geometria, affinch siano basati li fondamenti e costruiti al loio posto per cui si porteranno al loro vero punto con catene di ferro, raccomandate alle sponde ai passoni, o alberi, ferri a bella posta
viene indicato in detta Fig. 3
piantati.

Posto
lett.

S.

si

primo gli si unir l'altro lett. N^ accostandolo alli battenti con pezzi di grossi tavoloni fermati con cavicchie di ferro regoler le sua direzione in modo che le due teste lett. T. V.
il

fatti

restino alla loro vera divergenza, e formino l'angolo voluto, riunen-

do

le teste

delle armature in piedi lett.

X. con legature
lett.

di

corde

e quindi con
tirale tanto

cavicchie di ferro nella parte superiore e nella parte

inferiore sott'acqua

con catene
per obligare

di ferro
i

Z. poste incrociate, e
a stare stretti

che

basti

due gran tavoloni

ed

uniti nelli gi detti battenti lett. S.

Intanto si avr pronto l'altro gran tavolone, composto egualmente di arcarecci con traverse e tavoloni lett. O, si caler fi il due estremi degli altri dne tavoloni gi indicati lett. M, N, procnrando, che venga ad abbracciare le due guide a forma di battente suddetto lett. S S. fermando le due teste superiori egualmente cou corde, e nella parte inferiore riuniti con catene incrociate, come alla lett. K, che con argani sulle sponde si terranno ben tirate e ferme avvertendo sempre che nella composizione delli tre] gran ta-

voloni

si

usino tutte le cautele possibili affinch secondino

il

lato

inferiore nel

fiume medesimo,

il

che potr ottenersi facilmente quan-

7-8-

(lo

cogli scandagli

si

osservi

bene da ogni parie

le respettlve Inoli*

naxioni, se ve n sono.

in

La principale attenzione sark di collocare li tre navicelli, che questa prima operazione si richiedono, in modo stabile, col farvi delle legature alle sponde, e Ir loro che siano come un isola di
collocheranno li tavoloni, che formeranno come una chiusa vi sia un modello esatto fermato per regolare tali misure del fondo, e servir ancora per regolare la poterra
.i

e che nel vacuo dove

sizione

esatta

di

detti tre

tavoloni.

Posti

questi,
essi
il

come

si

detto

si

comprender bene, che


e
sassi,

il

vano,

da

racchiuso, debba riempirsi di calce

net-

tando prima

fondo con cavafanghi rimuovendo quell'acqua, a ffmchc quel poco di terreo, che pu esservi se ne vada colla corrente dell'acqua. Allorquando questo spazio si sar riempito con sassi e calce buona mista con pozzolana scelta potendosi anche tenere il sguente metodo, affinch meglio giunga al fondo il materiale, e la calce senza troppo lavarsi, come se si gettasse cos
alla

rinfusa nell'acqua.

quadro di circa Ire palmi di luce per Ogni lato, lungo tanto quanto giunga dal pelo dell'acqua al fondo del fiume, e con nianiglioni di ferro, e corde raccomandate a due girelle, si caler al basso addosso alli tavoloni in un degli angoli; dentro questo canalone si getteranno delli sassi, e calce tanto che formi l'altezza di sei o sette palmi il qual materiale sebbene cammini nei canale ripieno di acqua, tuttavia essendo ristretto non si dileguer che per tutta l' area
Si avr
di

un canalone

tavole

in

del cassone.

Fatto questo
e
si

si

alza
,

con diligenza senza molto sconvolgerlo

porr
si

cos
al

ivi accanto tornando a gettare altrettanto materiale continuer per tutta la periferia ritornando poscia so-

pra

primo scarico
quasi

gi

fatto.

Quel materiale posto


sopra terra
e
sassi,
li

in tal

forma

rester

come
li

se fosse posto
il

non sott'acqua;
si

chiuder
a

bene
la

vani fra

fondo

tavoloni, e dar luogo

continuare

fondazione buttando

e calce finche

giunga

anche sopra al pelo dell'acqua. Quando abbia fatto presa la calce si potranno levare li tavoloni, principiando dal primo lett. M. poi da quello lett. N, ed in fine terminare con quello lett. O, e cos rester basato il primo pezzo lett. A della Fig. i. libero del tutto ed isolato come alla Fig. 4* ^> ^etta tavola.

79
Fatto questo primo pezzo, si dark mano alla chiusura dej secondo lett. B (Fig. i.) ponendo due tavoloni ne' lati lunghi, ed altro nella testata, che assicurati egualmente con catene di ferro nella parte inferiore , si legheranno superiormente le armature
/
in

piedi,

affinch

siano

ben

strette,

onde

la

calce

non

sorta,

dalle unioni

de, tavoloni.
in

Anche
legno per
far

questo

si

adoprer

il

canalone, o

calare la pietra spezzata e la calce

tromba di senza che persia

correndo per l'area grande ripiena di acqua, la calce si separi troppo dalla pozzolana, ed ancora questa seconda porzione in forma di parallelogrammo, quando sar del tutto riempita, ed avr fatte presa il materiale, si leveranno 1 tre tavoloni che ne formar ono la chiusa, e si passeranno all'altro pezzo lett. C, seguendo sempre le medesin:e teorie, e pratiche anche per gli altri
pezzi sino
tutto
il

all'

ultimo

lett.

di

delta figura',

col quale

si

ristringe

perimetro del pilone.

dalli massi devuoter dell'acqua con secchioni, e trombe , per visitare il fondo solido del fiume, e conoscere bene se questo cavandosi costante. Si osserver se il lavoro fatto abbia mosse, e se qualcuno de' pezzi siasi smosso, il che non pu accadere
Il

vano poi che


si

resta nel

centro "racchiuso

scritti

veramente sodo, come dalli tasti di lancetta e riconobbe- in questo vano si faranno delle irregolarit nel piano, ove era il fiume , e si riempler di buon materiale, e calce ; ma prima per di far questo s'incateneranno
se
di
il

letto

sia
si

trapano

nella superficie superiore


^ altro

tutti

11

pezzi

gi fabbricati,

1'

uno

col-

con
; ,

cessario

catene di ferro della grossezza, che si giudicher neavvertendo che sono catene , le quali si pongono per

e non di stretta necessit; saranno queste alle loro raccomandate ad un paletto, o sia grosso perno pur di ferro che serve ancora per collegare la fabrica , che vi posa sopra; questi ferri in piedi, o siano perni, vi si potranno collocare quando si fabrlcano H pezzi neUl respeltlvi cassoni, affinch prendano ben gi, almeno per cinque sei palmi, lasciandone poi di detti perni altri due, tre palmi fuori,, come si osserver nella (Fig. .40 che rappresenta il primo pezzo gi costruito. Su questa idea e metodo, potranno farsi li cassoni di quella grandeiza, e forma, che sar adattata alla circostanza basta che iSjaao di ^ina mediocre grandezza, tanto per la maggiore facilit

cautela
teste

l'i.

8o
perch sar bene lasciar de* vani fir conoscere, ove si piantato , come sia il fondo i ncizi per poter dopo che agevolmente possan farsi li tasti , e finalmente per .avere un centro, potr nascere dal fondo e venir fuori del fondel

lavoro, quanto ancora

damento per sino al termine del fabricato. Vi chi suppone e crede che nelle fabriche perch siano pi solide debba farsi tutta una platea di fondamento , segnatamente ne' ponti. A questo proposito il Piranesi nella sua celebre
,

opera rappresenta delle costruzioni grandiosissime fatte dagli anticiii Romani per fondare i loro ponti, segnando degli archi in ordine
(juesti

inverso

da

quelli

fuori

dell'acqua,
sotto,
,

costruiti

tutti

di

tra-

vertino

con riseghe sono sogni e


,

mmatura
dagli

che

fa

paura;
state

ma
mai

belle

invenzioni

praticate, particolarmente
bricato
dtilli

antichi,

colla

massima
delle

solidit,

loro

meravigliosi

fabricati,

che non sono che hanno sempre fae grandezza in corrispondenza ma sempre ragionatamente, e
e

non mai con


cuzione.

superfluit

inutilissime,

d'impossibile ese-

Avvalorano questa verit varj scavi, che ho avuto occasione di fare al Pantheon, al Tempio di Vesta presso il Tevere, alle Terme, agli Archi di trionfo, al Colosseo, ed altrove, dove non ho mai trovato esuberanza di fabricato ma sempre una piuttosto economica risega , co' fondamenti per lavorati come li muri che sono sopraterra esattamente. Qualche moderno Architetto ha praticato questo metodo Inutile, che ad altro non serve che a far gettare il denaro ai committenti: n' tempi nostri due grandissime platee sono state fatte per fondamento della Fabrica , una servi per la sagrestia di S. Pietro, l'altra per il Palazzo della Casa di Braschi a Pasquino. Penso che pochi altri esempi se ne abbiano, ma questi esemnon sono da seguirsi, n da recare ammirazione, meritando pi piuttosto compatimento. Se la platea di un fabricato non sicura e fondata in ogni
,

parte

sii
il

di

un

terreno vergine

e sodo,

allorquando ricever

sopra
le

peso de* muri che l'attraversano trovando un punto stabiad altro debole, ceder il debole, e si distaccher dal solido come accade fondando sii di uno strato di pietra , che abbia sotto de' vuoti, o delle terre mobili; di che si disse allorquando s tratt del fondare su di un fondo di pietra, quando
vicino
,

8i
si

cede; a che dunq delle spese inutili , e sopratutto far vistose per fere questa sorte di fondamenti, tanto pili difficile ad eseguirsi affinch in ogni parte riesca egualmente solida? Passeremo ora a trattare del modo di fondare nelle acque maggiori, cio in quelle del mare, in cui non possono adottarsi metodi moderati per la di lui forza ed improvise borasche in
fondi

veramente sul solido questo

non

un

campo
le

vastissimo,
de' flutti
di
si
,

capaci di sbaragliare
e scoglio

corso

libero

quanto si oppone al ad una forza senza limite, a cui apresistono.

pena
ogni

montagne In mare non


1
1

pu abbracciare una resola generale per 1


T
li

lavoro,

bisogna adattare

metodi

DO

alle

qualit

de'

lavori

e pi alla
effetti

localit

dove

si

naturali delle borasche pi

deve costruire, e ponderar bene gli comuni , non che delle straor,

dinarie, mediante l'oculare ispezione, ma pi dalle relazioni delle persone pratiche del locale, probe di buon senso , che l' Architetto accorto, e senza superbia dovr in ogni incontro procurarsi e tenerle care. Supposto di avere scelto un luogo per costruirvi un molo, che racchiuda una lingua di mare, che dall'esperienza siasi rilevato essersi mantenuta sempre di basso fondo, e che si conosca colla teorica di dover rinchiuder meglio con un nuovo

formarvi un porto di Mare dove si Magazzeni, e tanti altri cominodl, de' quali non qui luogo a parlarne. Per fondar dunque questo nuovo braccio , o qualunque altro edifizio nel mare , dovr conoscersi quale sia il fondo, se stabile, o se arenoso, e cogli scandagli venir in chiaro a qual profondit debba andarsi per rinvenirlo. Supposto il primo caso che si abbia un fondo stabile, sul quale non possano pian larvisi le passonate per la fondazione dei cassoni; ed anche per la ragione, che una improvisa tempesta porterebbe via qualunque stabile preparamento; si procurer nelle pi vicine parti cavare delli massi di pietra, e questa con battelli, o barche adattate al trasporto, che sar da farsi, portarli al posto dove dovr esservi il fabricato, e gettare quanto pi regolarmente si possa questi massi, in modo che formino sul letto del mare come una montagnola dandole lunga scarpata dalla

braccio

questo
poi

locale

per

richiede

la

Lanterna,

li

parte di

fuori],

meno
li

dalla parte di dentro

affinch
si

vi

si

pos-

sano

avvicinare

vascelli,
sia

onde nello
di

scaricarle

deve prouna
forma,

curare per quanto

possibile

dare allo

scarico

^oixie

segnata alla (Fig.


(i. a.) '6^^'' pianta

i .)

della (Tav.

Uiiea

(Fig. 2.)
il

sto

nuovo braccio

sotto

XIX.) che la sezione siilU suppone dover basare quepelo basso del mare leti. B pahni

che

che le (ormer scogliera, avr di base nella palmi 4^0. per la larghezza del molo, sar secon}>arte esterne do il disegno palmi 100. e perla scarpa interna pahni 80 circa^ dove si scaricheranno i sassi migliori, cio di una grandezza regolare, ed eguale, potendo giungere con questo metodo sopra il pelo dell'acqua quattro, o cinque palmi., come osserverete alla lelt.;
tc. onde
lo scarico

A. e nella Fig. i. lett. C. Fatto questo scarico, ed osservato, passata almeno una intiera stagione, che le burasche del mare non abbiano prodotto danno alcuno, e lasciato ancora cosi per qualche altro tempo, e vedu-

conserva nello stesso stato, si penser al modo dellacostruzione sopra acqua; e se li flutti, ed onde veementi del mare,; avessero cagionato qualche detrimento; si corregger coli' au.-nep-,
to

che

si

tare

nuovi scarichi, dove lo accennasse il bisogno. Questa una delle maniere pi sicure e stabili
trattare

;?

fra

le

altre

certamente molto dispendiosa, tratr montagna sotto acqua, estraendone la materia in dettaglio, e in qualche distanza con molti lavori e trasporti; onde a questo proposito bisogna osservar bene;
tandosi di dover costruire una piccola

che anderemo a

ma

e scandagliare in simili circostanie la spesa minore tanto per laqualit de' sassi da trasportarsi, quanto la difficolt della cavatura

che per la maniera meno dispendiosa de' trasporti, e potendo anche darsi il caso che mancasse nelle vicinanze tal materiale nel qual caso converrebbe adottare il metodo prescritto da Vitruvio nel (libro V. Gap. XII). In mancanza di pietre da trasportare, dice egli, che si fac-! ciano palificate e cassoni, come si disse per gli fondamenti, de' ponti, e che cavata l'acqua si profonder nell'arena un fondamento stabile per il nuovo Molo. Ovvero potranno farsi sulla spiaggia delle chiuse di arena ben strette da passonate, e tavor Ioni verso il mare, e la met verso terra, formando un piantato
stabile
di fabrica
4,) in
alla

come

alla (Fig* alla

3.) di detta

tavola in elevazione>
il

(Fig.

pianta
lett.

spiaggia,

F
G^

la

chiusura di

alla lett.

il

fondo della mare, alla lett. tavoloni, e passoni che racchiudono l'arena lett. basameato stabile, alla lelt. I il gran pilastrone

che
il

lett.

D. rappresenta

pelo

dell'acqua bassa del

3
buona calce, mattoni e pietra speziata, il ijual^ ben presa si lever la passonata tavoloni ,passoni lett. F che racchiudevano letU<j, e cosi l'urto dell'ac^ qua fiirk sciogliere e andar via l'arena, che produrr la cadm* in mare di questo masso come alla lett. L; (Fig. 5.), e ripetuta questa operazione poco alla volta, si ander a progredire in avanti (juanto si vorr, dando a questi massi quella direzione, che cadendo^ vadano a formare quel letto destinato alla forma del Molo,

b^u fabricato quando abbia

di

fatto

e finalmente serviranno questi


quali
si

come

di

tanti scogli fra

quali e sulli

anderanno costruendo le mura, che si contorneranno; e si aggarberanno colla fabrica posteriore, raccomraandata, e collegata sempre a questi principali forti. Gettati cos consecutivamente gli uni agli altri vicini, o a doppia fila, le arene del mare medesimo anderanno fra questi a deporsi, e formarle come una muratura facendo il medesimo vantaggio nelle anzidette scogliere, ed in tal circostanza si averanno maggiormente sicure.
Fabricando questi massi sopra acqua, oltre l'avvertimento gi

procurer di muben grossi, che gli rarci dentro ciascuno delli rustici tronchi di quercia formino, come catene affinch nel cadere il masso non si spezzi e vada in tritume; nel qual caso sarebbe quasi perduto lo scopo oltre di che quegli avanzi sott'acqua farebbero grandissimo imba, razzo per proseguimento dell'operazione. L' altra maniera ancor praticata quella di avere delle barche piane di una certa grandezza capace a contenere un masso fabricatovi sopra, della larghezza del molo,- e queste una alla volta raccommandata a quattro bastimenti proporzionati a sostenere il peso del fabricato, sinoh sia giunto all'altezza necessaria, allentando poco alla volta li quattro capi ad esse raccommandati barca col si poser questa gran masso sopra a quel posto esattamente sino che posi nel fondo del mare. E questa operazione ripetuta una accanto l'altra quante volle bisogna, si otterr la fondazione ricercata, le ^barche resteranno sommerse, e col tempo si marciranno; Ma poste cos nella loro massima quiete le arene del mare le anderanno ad investire, e resteianno li massi sempre saldi, perch in luogo del legno marcito subentrer l'arena, .sen^a che il masso si sposti, o si abbassi punto, da come si era da se e col suo naturai peso, dopo qualche mese stabilito.
dato di osservare^ che siano di ottimo materiale,
si

4
''il,
.

,In

questa lavorazione senza


inutili

far

legni

rranao servire vecchi, ed


parte interna
del

bastlinenbi

nuovi per affondare pp-.^ avvertendo che se ,


le

debbano porsi per traverso,


porto, e

di
le

mettere

sempre

Poppe

nella

Prore nella parte esterna, affinch l'opera venga colla scarpa maggiore nell'esterno, formandole cos un forte, e nell'interno del porto non si avranno degli im-

pedimenti
Li

aftinch

le

navi

possano
nell'

meglio accostarvisi.
e

Romani Antichi conoscendo questa maniera,


il

dovendo

costruire

porto

pel

tevere

impero di Claudio vi affonda-

Nave, che dall'Egitto aveva Trasportato l' obelisco, che oggi vediamo nella Piazza Vaticana. In qualunque modo si facciano, giunti con questa base fondamentaria a livello dell'acqua, si lasceranno per uno, o due, o
rono
la

senza farvi cosa alcuna , per provare se le borrasche ed oragani le portino detrimento, e per bene aksicurrsi della loro fermezza, affinch possa accorrersi alle riparazioni occorrendone; quindi si vada alle costruzioni superiori dell' Antimurale degli Arpi anni,
senali
li,

della Lanterna, e

di

tutte

quelle

fabriche

necessarie, uti-

anche di lusso, senza incorrere nel pericolo di perderle. Passeremo adesso a conoscere le macchine che in queste la* vorazioni sono necessarie , descrivendo il modo di costruirle , l'uso; e quelle nozioni che richiede la pratica , per distinguere se convengano pi r una che l'altra, per giudicare dell'importo, e
ed
per conoscerne
la

loro forza.

ARTICOLO
E bene

XVIL

premettere la cognizione teorica della propriet deltaria che imponentemente agisce nelle machine Idrauliche^ e

segnatamente nelle tromba.


Sino
alla

met circa del secolo XVI.


del vuoto per cui

spiegava la forza clie

agiva a favore dell' inalzamenlo dell'acqua per


dall' impossibilit

mezzo

delle

trombe

estrarre l'acqua vi s'introducesse,

quando una tromba agiva per perch per natura non poteva dar^i vuoto, che questa sola ragione facesse ascendere il fluido in luogo dell'aria, che dagli stantuffi coll'agiraento veniva tolta. Il primo che svilupp con prove manifeste il contrario del

85
sud. sistema
fu
il

celebre Galileo,

il

quale prov che


pi

le

trompiedi^

be aspiranti inalzavano l'acqua sino poco

delli trenta

sebbene li tubi fossero anche il doppio; onde con questa prova conobbe che non l'impossibilita del vuoto, che tolta da un vacuo l'aria v'introduca l acqua, perch se ci fosse accaderebbe lo stesso, a qualunque elevazione-, ma si conosca che tanto l'acqua ascende da una conveniente altezza, la quale viene
regolata soltanto
Il

dalla

iorza
,

del succhio. tracce del

celebre

Torricelli

Galileo, dimostr

seguendo le con evidenza questa


di cristallo

suo

maestro

verit col seguente espe-

rimento.
Egli prese

un tubo

mente chiuso nendo chiusa

nella parte
l'altra

lungo quattro piedi ermeticasuperiore, lo riemp di mercuFo , tedentro un


ridotto questo ^ubo

estremit col dito per rovesciarlo

vaso, dove era dell'altro mercurio, appena nel mercurio, che era dentro 11 vaso, quello che riempiva intieramante il tubo cal a basso unendosi coli' altro, lasciando un vuoto di circa venti pollici, e restando elevato dalla superficie del mercurio contenuto in detto vaso di circa ventotto pollici. Questo esperimento fa conoscere manifestamente, che il vuoto si d benissimo, e che l'aria ha in se medesima un qualche
peso.

Un

tale

esperimento

fi

talmente gradito

al

P.

Mersen

in

Parigi, al quale ih

comunicato nel 1644, che


cognizione

lo

rese

pubblico

colle stampe, e relative dimostrazioni ragionate

ebbero luogo successivamente tanti, e tanti altri esperimenti, che possono dirsi infiniti; dimostrati da Mon. Pasqual, ed altri fisici, che sii questa materia hanno
questa prima
scritto

Da

Da

e trattato. questo esperimento

si

conosciuto che

l'aria

colla sua pres-

sione, quella che tiene in equilibrio la Terra. Inutile al

nostro proposito andar pi oltre con questo ragionamento, perch Iroppo ci discostaressimo dal nostro scopo; giacch se alcuno volesse conoscere teoricamente questa materia, potrk osservarla nel bellissimo trattalo di M. BeUdor, nel Tomo Secondo, impresso
a
Parigi nel

lySp, ed

in altri Autori, e nelle scuole d'Idrostatica.

Le trombe possono
principali specie
te,

essere costruite

in

pi

maniere,

ma

le

sono Ire; una chiamala Aspirante, l'allr? Prementiene dell'una, e dell'altra specie, potr e terza, che dirsi composta. A noi baster di conoscere mecanicamente la priL la
la

se
essendo questa quella che serve alle altre,, pi complicate, e, che a questa prima invertzione tutte somigliano. La tromba aspirante composta principalmente da due tubi: l'inferiore che raccoglie l'acqua mollo men grande dell'altro,
nel quale viene inalzata l'acqua
5

ma,

questi in genere sono

gli

ele-

menti che
bile

si

sviluppano qui appresso.

XX. alla Fig. i, viene disegnata una tromba mo che serve comunemente per estrar l'acqua dalli cavi de' fondamenti: di queste come si disse, se ne pongono due, tre e quante bisognano per ottenere l'asciugamento del cavo.
Nella Tav.
Nella Fig. i. viene rappresentato in pianta un cavalletto di legno, che serve di base e sostegno della tromba; dalla acala de' palmi viene indicata la grandezza che pi o meno sogliono avere, per-

che
di

dalla

pratica

adattarlo alle

olmo, le tf. zampe, leti. B, come


tavolone,
di

metodo pi conveniente per circostanze. Questo cavalletto composto con tavolone Aj ha quattro mozzature di legno, che le formano
stato
trovato
il

si

osserva alla Fig.

i.

pianta, Fig. 2. fianal

co, e Fig. 3. prospetto^ queste

zampe sono ben chiodate


lett.

detto

e legate colle braghette

C. Fig.

sudetta.

Nel sudelto tavolone vi sono le asole da capo, e da pieD, dove viene assicurata la colonna pur di Olmo lett. F, che mediante una zeppa lett. V. posata nel foro fattovi come meglio si osserva Tav.XXIil. Fig. 1. lett B. resta bene fermata al
lett.

detto cavalletto, ed a questa colonna vien fermala la detta tromba,

passando

nell' intacca lett.

E, l'invito del tubo di

piombo
il

lett.

P.

in detta Tav.

XX.
pi

Fig. 3, al

quale poi vien saldato

condotto,

composto
giungere
vi
si

di
al

canne o siano pezzi, che scende nel cavo, per fondo, e che quanto pi si cava tanto pi di giunta
condotto che resta introdotto nell'acqua, come Q di questa Tav. vi si pone una cipolla di otminutamente forata, come alla lett. R. aftinch

pone.
In fine del
Fig,
4.
lett.

alla

o di latta, colla tromba non s'introduca acqua con sassi e troppo lorda, che guasterebbe troppo la tromba, e segnatamente lo stantufb di cuojo uel manoverare la tromba medesima. Si avvertir perci di collocare questa cipolla sempre alquanto elevata dal suolo o fondo del cavo, e sempre l'gualmenie qualche palmo sotto al pelo dell'acqua, .come alla Fig 4. per maggior cautela si pone ancora un canestro di vinchi, raccomandato al condotto stesso, acci venga allontanatp
tone,
<^

7
maggiormente dalla cipolla 11 fango, fiandosi troppo potrebbero impedire
durai
sassi,
la

e lordure che

avvici-

strada all'acqua, ed intro

meno

pura.

Viene composta questa tromba da un tubo lett H. Fig a. di metallo ben tornito nell' interno, e portato da una perfettissima dinunsione, e ben l'^vigato,- questo pe^zo chiamasi il trom
bino, e suole pesare circa libre

60

coiiimandaU) altio lubo


re
nell

di piombo, di intimo di quello del suddetto trombino, e questo chiamasi trombone che viene saldalo a stagno dove si unisce col trombino, ha questo da un lato un p' zzo di condotto lett K. al q la le poi si unisce con saldatura il condotto di sraiico; questo trom* bone suol pesare circa 40, libre e non occorre che sia lavorato a tanta perfezione, basta che il diametro interno sia mai^^io-

questo superiormente racdiametro un poco maggio-

re dell' infei loie, per

rjon impedire allo stantuffo

di

agire libera-

mente nel trombino.


Nella
parte inferiore
di

di

esso
sul

trombino

il

fondo

lett.
la

L;

che pu essere
la

piombo,

quale viene
di

sistemata

valve

e saldata a stagno
loro
si

come
sar
altra

e-iualiiiente sar

saldato al trombino
lett. P.

nella
al

unione,
unir

vi

un

pezzo
t

condotto
il

Fig.

3.

quale

con

saldatura,

sorbisce l'acqua del cavo; e


glio sviluppati
nelle
l'av

come
Si

tti

condotto attrattilo che qu^'sti pezzi saranno me-

XXI. XXII,
lett.

XXIU,
li

Questi
foni
lett
staffa,
lett.

pezzi

cos
viti

riuniti

assicurano mediante

due

staf-

S con

e madreviti
di

F,

come
sia

si

not
di

sopra,
leti.

alla

colonna di legno qual colonna m ?diante una


alla

legno

N. sar assicurata la mena di testa, che per mjzzo della cavicchia lett. G. Fig. 3. solle a e deprime la bacchetta lett. M, portandola mediante il registro dei varj buchi a quella altezza che occo re, perch agisca in rCj^ola lo stantuffo, raccominandao
forcina
ferro
fagi^io Idtt.

'n

ferrata

nella

to a quella

bacchetta

di

f rro,

come
i.
si

verr

dimostrato nelle

ta-

vole seguenti.

Nella Tav.

XXI
lett.

alla

Fig.
,

osserver la sezione del tromsar

bino
terno
li

di
,

bronzo ed avr

il

quale

ben
anelli

levigalo
lett

nell' in-

nell'

esterno

(jUittro

fra

qua-

saranno posti gli colonna di legno


,

parte

che legano il trombino alla come si dimostr alla Tav. XX avr nella supcriore un ballente, dove raccoglie e posa lo scampano
staFfoni di ferro,

del
lett.

trotnbone

lett.

C.

di
1

piombo col suo imbuto supeiiorrHeaU


acqua,
al

D.

per

raccogliere

per gettarvi
del
sole

dell

acqua, se

lo statiturto restato

agisse a dtvere

inoperoso non un lato l'innesto del condotto di ; scarico lett. E. e nella pirle inferiore del trombino ad altro simile bat'.eiite saia raccommandato, e saldato a stagno il fondo troppo
sar

calor

vi

da

condotto assorbenuno appresso all'altro e saldati l'uno colFaltio per giungere al fondo del cavo, come si disse; al detto fondo si sar fermata e saldala bene ai torno, acci non traspiri aria la valvola di bronzo.

pur
te

di

piombo
F,

al
s'

quale

vi

sar

l'invito

del

lett.

cui

iiiiboccherauiio gli altri condotti,

Questa composta ordinari unente, come viene segnata in seiio ne alla lett. G. e per maggiore intelligenia nella Fig. a. e 3 doil fondo veduto di sotto, e di b;n ssimo tornito, e spianato-, alle Fig. 4* e 5; segnato il coperchio pure di bronco, bene spianato, e tornito a perfezione; disegnato egualmente in veduta di sopra e di sotto nelle Fig 6 e j. Finalmente il pezzo super.ore pure di bronzo, con crociata di ottone chiamata la gabbia, la quale obliga il coperchio di restare al suo posto e non mut)versi dal suo centro, quando con lo stantutfo assorbendo l'acqua che linaUa, e respingen-

ve viene segnato in
il

prospettiva

sopra,

quale sar

dolo torna a chiudere

il

foro affinch l'acqua eh' stata attratta

non
^uflo,

torni a
l^tlld
alla

basso.

Tav. XXll. viene disegnata la costruzione dello stan Fig. i. si osservi intieramente montato, e come agilelt.

sce nel trombino; lo stantulFj

A
e

sar di legno faggio,

come
le

legname che pi

resiste

all'acqua,

sar ben tornito secondo


a.
'3.

sa-

gome, che
per
1
li

osserverete alla Fig.


versi,

rappresentanti le sezioni
asola
lett.

due
verso

poich

il

traforo

o
3.

sia

nella

Fig.

figurata

egualmente nella sezione


si

l'altro

osserva nella Fig.

Fig. 2; ed all'opposto per Nel centro avr un buco

nella parte
le

inferiore

come
lett.

alla

Fig

2
e

e Fig

3. lett. C, pel

qua-

passa l'acqua assorbita, e neU'a.tro foro


ci

lett.

D. nelle dette Fivedesi nelstantuifo sudelto


lett,

gure
la

passa
4,

la

spina

Fig.

i,

come meglio
allo

Fig.

che viene
lett.

stretta

dentro
Fig.

l'asola

B,

e ben fermata med'ante la zeppa

spaccata
della

introdotta e forzata con


''i-

martello
allo

nell'asola

spina

che lelt. G.
F,

medesimo: da av,ViTlire che nell asola dello stantuiro. dove agisce la zeppa F, v si porr una rotella di lastra di ferro lett. H, aftinch senza quei
la

terra

immedesimata

stantulFo

89
zeppa non agisca sul legno, che poco stringerebbe; nell' occhio della spina lett. I. vi si fermer il bacchellone Fig. 5. passandovi la cavicchia lett. L. invitata con dado lett M, lasciando cosi che il bacchettone abbia come una snodatura colla spita

la

perch agendo colla leva e descrivendo una o sia porzione di circolo, qnel moto, non sempre perpend colare, non alteri il mo to verliiale che avr lo stantulto, percoirendo su e gi dentro al Trombino. Aftinch poi tutto questo lavoro sia efficace allo scona, e per
staiitutlo,

conseguena collo

niL'na lett.

della

av.

XX.

po^ bisogna che da piede allo stantnllo venga vestito da un grossa sola involtata con inolt arte attorno al medesimo. Sar quest'ammorbidita, prima df tagliarla perfettamente a misuia, dentro un
i

con del sevo tiepido, e non troppo caldo; passate delle ore, quando la sola sar ammorbidita , si adatter attorno allo Stanluifo, si scarnir nell' estremit come alle Fig 2 e 3 lett. N. e nella unione come alla Fig 6 si porr a sopraporre mezzo a mezzo dove provata ben bene al suo pt)sto si far una ben forte cucitura con lo spago impeciato, come alla detta Fig 6,- ci fatto s' introdurr con forza al suo posto, e s' inchioder da capo, e da piedi, come alle sudette Fig 2 e 3. alla lett, O. provandola prima attnch non sia troppo scarsa di grossezza per entrare nel trombino, n sia tropipo grossa, d impossibile ad imboccarla Quando si sar cos assicurata, con martello pian piano, si ander stringendo bene in tondo fino a tantoch possa introdursi nel trombino, dove poi coU' agire s attenda meglio, e andera da per tutto a toccare, in modo che non vi passer aria, mentre se ci fosse la tromba agirebbe male, e 1' acqua non Verrebbe alzata. Nella parte interiore dell' asola dello stancaldajo,

tuffo SI chiuder la superficie del loro lett. C. delle Fig a e 3 con un pezzo bene adattato di sola, ma che non tocchi li lati dell' asola, e si fermer con due chiodi, come alla lett. P. Fi.^. 3 affinch assorbendo l'acqua; che percorre nel foro lett. C, possa sortire alzando questa linguetta, e cos non possa tornare a basso, quando lo

stantuHo

viene

e sollecita, vi si

ed affinch qiiesl' azione sia piti sicura, chioder sopra un pezzo di lastra di piombo, codepresso,
stantuffo sia durevole, e forte vi
si

alla lett.

Q. di dette figure.
ferro,

due cerchi di
lett.

,^

porranno ano per parte nelle due estremila, come alla R. della Fig. i fermali con chiodi. Bisogna in questi lavori osservare attentamente, che nell' agire
i3
^

Afhnch questo

la 50a, che fermata addosso affo menlre se per caso una testa di chiodo, una punta di ferro troppo in tuoii tocca il trombino , sar.i ^uast to in niod> da non pi s.:"rvire, perch vi farebbe un canale, dove potrebbe passai l' aria

nel trombino altro non tocchi che


staiiluffo;

e tonlicre

1'

eticllo alla troml>.i.


di tjue^'ti piccoli

Del peso
Alla lav

ferramenti

non occorre farne menil

zione, perch soni) di poca enlil.

XXill
tiv.

si

osserNcr disegnato
l'

piantato della colonna

segnato
Fig.
I

nella

XX leu.

ed

in cju,>sla

tavola in

due

sezioni,
si

la

lett.

rappresenta
il

la faccia dell'

asola

nelFaltra Fig. 2

os-

serva in sezione
li

fianco della colonna, e dell' asola


lett
i

B come ancora

duo posauienti

C che posano

sul cavalletto gi descritto alla

detta tav

XX

Fig.

lett

D
lett.

Nella Fig 3 di questa tavola viene dimostratala zeppa, che posta.


nell'aniiJeita iw.

XK alla

terr f.;rmi,

e b^iu

uiita

la

detta

colonna

al cavalletto,

base principale della m^cchiia^ sar bene che

questa ieppa
carsi sotto
i

sia di licino, [)2i

che

sia

durevole, e
si

non soggetta

a spac-

colpi del martello

quando
la

stringe.

Nella Fig. 4 viene segnata inferiore, cio le due ale lett.


chiodi rester
alla Fig.
lett.
biii

forcina di ferro, che nella parte


coi suoi

resp

attivi

buchi per
si

gli

ferinit

all'anzidetta coloiuu,

comj

osserv

du? ale due occhi lett F, nelli quili giocher la cavicchia Fig. 5 lett. G fermata colla zeppa spaccata lett. H delle sudette tav. XXlI che tiene legala la bacchetta lett. I". V. XXliI, iNelli Fig. 6 di questa tavola viene segnata la forma delli due staffbni, che terranno legato il trombino alla colonna, come si osserv alla tav. XX Fig. 1 lett. S, nel quale alle due estremit lett. I avr le viti di buon pano, cioi'- ben forti, e non logore, che postavi la
2 della tav
li

XX

lett.

e nella parte supcriore die

vi

saranno

contro traversa leti. L, e li d le dadi lett. M, mediante 7si stringeranno addcsso alla gi detta colonna perch
to
il

la

chiave Fig.
benestret
della

sia

troiubino alla colonn


si

aitinch nel gran


dell'

moto

dell'agire

mena non
tromba.

muova con
tutti
i

pregiudizio

agimenlo, e velocit della


delle

trombe pi ondanti, ed usuali che servono alli lavori dei fondam nti, e che si sono riconosciuti in pratica migliori di qutlunque altra machina idraulica, che gli anzidetti autori, ed altri hanno date alla luce, le quali possono servire per inalzar l'acqua in qualche giardiao pensile,

Questi sono

pezzi che

compongono una

9\
ovvero np^li appnrtaincnti superiori delle grandi case per b;!grii cusimili viint;ig|i,i()si usi, e diporti, e per sar buKciciite cine fioiituie,
t-

quanto

si

iratlalo

sii

aueslo rapporto nel nostro caso.

SEZIONE

IV.
XVIII.
matfoni-,
,

ARTICOLO
Del modo
di conoscere le crete

per fare

ed

altri

oegetti laterizi per gli ed'fizj, laro dinieiisioti

nomi,

qualit, furine, peso e cottura: con iawle.

s'

JLie crete atte alla costruzione de' mattoni, ed altri lavori, che impiegano nelle fabriche, sono infinite, poichi", quasi per lutto do

ve si ca\a, pi o meno sotto la superficie della terra, si Irowi una qualche specie di argilla, che la qualit pi pura della creta, la quale s' impiega nelle porcellane, e terraglie, ina di questa specie cos perfetta, rara, e non da per tutto, anzi molto di raro se ne
rinviene.

Le crete sono

di pi colori,

ve ne della biancastra, della

gri,

possono essere buone quando vi si riuniscano le seguenti prerogative. La creta non deve rassomigliare alla terra pura, non deve congia, della giallastra, e della rcissgna, e tutte

tener breccie, di sorte alcuna, n arena; queste m.lerie


vi fossero mischiale,

estranee, se

ancorch

la creta

fosse

buona

la

renderebbero

intrattabile nel lavorarla.

La
lasd

creta pi conveniente deve essere vischiosa, in


si

stringendola colle mani,


la pelle netta.

attacchi, e difficilmente,

modo che anche laxandosi,

Le

crete sono

per lo pi pesanti, perch non hanno pori e

sono molto compatte^ sono le pi grasse, e non perfette, perch danno un materiale pesante, difticile a ben cuocersi, e soggetto a torcersi
screpolarsi

mi

diseccarsi.

o siano crete sono deposizioni di icque, a sottili altro; questo ben manifesto , e visibile , quando dalle cave se ne osservi un pezzo vergine ed as. iugato alParia; ed perci che bene spesso fra tali strati per lo pi sottili vi si trovano
argille,

Le

Irati r

uno suU'

de^li altri sUrati di brecciola,

di arena,

ed anche

di terra,

per cui

la

9*^

cava

in lai c;iso

non buona; non tornando conto


la sola

fine le separazion'

di tali
vibile.

materie diverse rinvinute per trarne

creta pura,

e ser-

Si cava questa specie, dir cos, di terra In varie parti: se ne tro<

va n^lle valli, nelli monti e come si disse indis'intamente da per tutto; vicino alli fiumi per se ne trcva diflicilmenle separala dall
arena.
quasi impossibile di conoscere in una cava nuova, se la creta veramente sia buona, o fjccia, acoprandola, una buona riuscita-, vi

vuole l'esperienza per veramente accertarsene. A giungere a questa sicurezza presto vi si arriva, poich basta Formare con questa uno, o

due mattoni farli cuocere nelle solite fornaci, e vederne l'effetto. Se la cava mostrasse una certa costan^ta di abbondare, ed avere quelle propriet sopraccennatt;, ancorch avesse in se troppa gagliardia,
stes-.i

troppa grassezza, polra mitigarsi coli' aggiungere alla creta ben manipolata della cenere di legna, ovvero dell arena
sia

sottile

senza breccie, ovvero della pozzolana setacciata,


alle

la

quale

preferibile

allre

due

sostanze,-

il

pi o

meno

si

regoler colla

pratica, e colle osservazioni,

che

si

faranno adoprandola.

Se
sa,

ai gilla al

contrario riuscisse troppo magra, e poco vischio-

si aggiunger della creta gra-<sa , che nella segnatamente nei fondi delle cave suole esservi, ed cava medesima, in tal n.iodo 1' accorto e pratico fornaciaro potr avere a suo talento

invece

d'

indebolirla vi

le paste ridotte e obedieuti alle varie lavorazioni.

ARTICOLO

XlX.

Tralicremo adesso del modo di cavare, e preparare le crete alla lavorazione de matioi, ed altri oggetti inservienti alle fabrkhc.

Oe

si

osserva

come

gli

antichi

Romani adopravano
di

e costruivano

questa S[)ecie di materiale, si vedri che ne avevano

due

soiti delli

mattoni crudi disseccati soltanto

al sole, "olii

quaU fabricavano ordi-

nariamente
tica

le

piccole case dei poveri per economia, e

come

si

pra-

in alcune nostre provincie, ed in varie parti del mondo; per ispender poco, e segnatamente neile campagne si adoprano con molto buon successo. In Roma, e nelle allre grandi citt li

ancora

i!i<\G

mattoni crudi

si

adoprano por

la fabrica^,ione di

alcuni

fornelli,

che

9^
poi
il

fuoco cuoce a suo

beli* agio.
ass.ii

Vilruvio, che nel suoi sciltli valuta

pi

li

nutloni

cotti

credendoli,

come
lii). 11

vero senza paragone migliori de' crudi, pure cap.


Ili,

nou

descrive

al

acciocch

che si vadano seccando sempre con un medesimo giudo; imperciocch quelli mattoni ciie si fanno in tempo del solstizio riescono difettosi, perch il sole colla sua gagliardia cuoce subito la scorza .>l d fuori, e li fa comparir secclii, ma di p'>i sono internamente
Dice
egli
,

mattoni crudi. debbono fare o di primavera, o di autuniio


clie
il

modo

di costruire

li

si

lunidi,

gi seco

onde quando asciugandosi si ritrano rompono quedo che era divengono per conseguenza deboli . 1 pi >, e cos crepati atti perci saranno quelli fatti gi da due anni innanzi, perche non possono prima di questo tempo seccarsi perfettamente: quindi che quando si adoprano fr> schi, e non ben seccali, mettendovi sopra ' intonaco, assodato che sar, perch li mattoni nel ritrarsi nou possono rimanere della stessa altezza dell' intonaco, si smuovono col ritiiamento, e se ne distaccano.
L'
la
i

-lonacatura allora separata cos dalla fabrica,


^l

non pu

p r

rompe, ed alle volte con questo ritirarsi patisce fin anche lo stesso muro. Perci gli utioensl non adopravano nelle fabriche, se non mattoni secchi falli gi da cinque anni, ed approvati dal magistrato. 11 non trovarsi nelle rovine auliche, ed in tanti cavi fatti vestigio alcuno di taU mattoni crudi, certamente una prova, che sono stati liquefatti, e distrulli dalle inondazioni, e dalle pioggie che per tanti secoli sono loro cadute sopra. Lo Scamozzi crede, che dalli tanti inccndj, softerti da Ro:na siano stati essi cotti del tutto, e che perci non ne sia rimasto veslisua sottigliezza da se sola reggere, e
gio alcuno. Questa
rit

Sessione troppo miserabile per essere credu-

si fanno di niatton ta, giacch, nelle fornaci di fuoco pi vivo, che crudo appen la cottura penetra la grossezza di un palmo; considerando dunque la differenza che p issa dal fuoco d' un incendio a (juello (li una fornace, si concepir facilmente essere (juesta di lui
1

non da potersi aminelterc per vera. Vi di pi da riflettere, che quest* incendj non erano poi cos generali, che qualche casa lontana non restasse anche salva; ebb^n dove se ne trovano gli avanzi? Assegna Vitiuvio nel medesimo capo Hi tre specie di misur per li mattoni, dicendo cosi. *' Le specie de' mattoni sono ire u;>*
idea del tutto inconcludente, e

^9'}

Gvecl dii ono didoro.i, e ^ucia, che nostri acfopmnn, lun ga un piede, larga mezzo Le altre due colle (inali comuneinente fabricano Greci sono il peniadoruri^ ed il ^etradoron Iforoii chia mano i Greci il palmo, perch doroii si chi ma il dono, e questo

tiie

ma
,,


,;

sempre colla palma della mano, l'ciitad roti perci si chiamattone largo per tutti lati cinque palmi, tctradoron quello di quattro palmi per ogni lato, l^e opere piil)liclie si fanno di pentadori, di letradoii le private. Oltre di que'-ti si fanno i mezzi mattoni compagni, perch quando si mettono in opeta si fa una fila di mattoni, e una di n'.e/ii nialtonl.e cos alzandosi da una par tee dall' altra le due laccie del muro a piombo, si rollegano insie me, e questi mattoni cos posti venendo a cadere alternativamen te il mezzo sopra le commissure, fanno da ambe le parti sodezza ,
si

fa

il

e bellezza.
*'

Nella Spagna ulteriore


Pitane, luoghi

vi
1

Calento, nella Gallia Marsiglia, e

mattoni quando sono gi secchi , ,, gettati neir acqua stanno a galla. Il poter galleggiare nasce dall' essere la lerra, di cui sono fatti, pomiciosa, ed essendo cosi legge,, rassodata che sia dall'aria, non liceve, n attrae punto di u,? ra,
nell'Asia

dove

,>
,,

ni-

more. Essendo dunque quella terra di propriet leggiera, e rada, permettendo che vi penetri l' umido, di qualunque mole sia il

lavoro costretto dalla natura sua di andare a galla, come la pomice P. rci questi mattoni sono di grandissimo uso, si perch ,,

non rlcscont) pesanti nelle tabriche, si perch fatti che siano non distemperano dalle pioggie . dell opera di Vitruvio d una chia r il Poleni commentatore spiegazione delle misuie sopraccennate, e della falsa idea del Bar baro, e degli altri autori, che n >n trovando la terza misura della j^rossezza, hanno intes pretato che Vitvnvio intendesse che questi
^,

si

mattoni fossero
per
la

cosa impossibile a praticarsi, tanto fabricazlone dei medesimi, quanto per la diflicolt di porli in
di figura

cubica

opera, e lnalmente per non trovarsene esempio alcuno..


1

arlando della

misura Egli

dice,

che

il

palmo

era formato di

quattro

dita, sedici delle quali

costituivano cpiattro palmi, eguali ad

un piede, onde
(jUcUto, e cos

piede, largo il didoro eia liiUgo un pentadoro lungo per ogni verso palmi cinque o sia
il

mezzo, cosi
uri

il

piede, e

un
sia

letradoro largo per ogni verso palmi quattro, o quattro minuti.

un piede. Questo piede antico equivale


palmo,
tre oncie, e

nel nostro passetto ad uri

argomento, e spiegazione, di come lavorazione de' mattoni ed altri oggetti si preparino laterizi', questi fornaciari di Roma tengono il metodo seguente. Cavata la creta in massi informi secondo la d la garavina , e

Tornando ora

air assunto

le crete

per

la

zappone si trasporta colla carretta, o in altro modo al cos detto campo, prossimo alla lavorazione, il qual campo altro non che uno spazio di terreno spianato, dove sparsi questi pezzi di creta, con mazzoli di legno si spezzano, e si riducono a piccoli pezzi che si lasciano sparsi in detto campo, affinch dal sole vengano perfetta-

mente

seccati.

qui da avvertire che questo lavoro


il

va fatto nelle stagioni


le

calde, quando

sole e pi cocente,

e che

acque

pluviali

non

siano frequenti che guasterebbero l'operazione.

Quando
o due

si

avr questa creta cos spezzata, ed asciutta,


e

si tras-

porter dentro alle vasche con molta acqua, che lasciata cos uno,
giorni, sar liquefatta,

come una
si

pasta, allora

si

mescoler
poi
co'

con

delle pertiche, perch meglio


si

disciolga, e si

renda eguale^
affinch

colle pale

estrarr da dette vasche, e sopra al


si

campo medesimo
,

piedi scalzi di uomini

pister al

pi possibile

acquisti

un

certo lievito e

si

riuniscano le parti perfettamente, e senza disufissa,

guaglianza.

Queste vasche non hanno misura


fondo, e con bordi di
vi si

sono per lo pi lunghe


in

circa palmi venti, larghe palmi otto, fonde palmi tre, mattonate

muro bene
sassi.

stabilito,

affinch alla creta

non

uniscano

terra,

Sarebbe desiderabile che


per lo

in queste vasche

la

creta vi restasse

che

tempo, senza mancasse mai acqua; allora la creta divrebbe certamente pi pastosa, e pi fina, ed i lavori si avrebbero perfetti, perch perderebbe quella tenacit e grassezza, che la macerazione ammortizzerebbe, che per far presto, come si usa, gli si toglie coli' unirvi una quantit eccessiva di sabbia, la quale disunisce le parti argillose, e le rende disgiunte, aride, e deboli, colli pori pieni di arena, e per
sei

meno

mesi, e

rimaneggiata

ogni

tanto

gli

la

ineguaglianza

di superficie varie, e di cortina, nei

gnatamente nelle opere


tone resta scoperto
nati.
alle

per conseguenza insolida, semattonati, e dovunque il matall'

intemperie, ed

uso,

come sono

li

mattola

Seguendo
ta e pistata, e

l'ordine tenuto dai nostri fabricatorl,


si

quando

cre-

che intanto che

viene passando cosi se conoscano

14

9^
che ha bisogno di essere snervata, vi pongono dell'arena, o sia sablone per renderla men vigorosa, e cos passata quanto basti , ne fanno delle mucchie a guisa di piramide di due o tre carrette circa , e la tengono coperta <"on canavacci b;ignati, affinch il sole non asciughi la superficie, e gli formi una crosta secca, che impedisca la lavo*
razione.
,

Di queste masse ne formano varie, e dividono la creta pi dura da quella che pur troppo ci viene mescolato il cappellaccio , e quasi terra, perch delle qualit men pure si servono per fabricare 11 mattoni, e della migliore le tegole e canali, e d^Ua ancor pi pura li altri materiali di converse, condotti, vasi, e simili altri oggetti, che per le fabriche sono nfcessarj, come si andera dimostrando. Questa medesima creta, colla quale si fanno li mattoni, quella medesima, colla quale si fabricano li piatti, le chicchere e simili altri generi; ed quella colla quale gli scultori modellano le loro opere, e le loro invenzioni, che condotte all' iltima perfezione e polizia , vengono formate per averne i gessi. Ebbene a questa medesima creta
cosa vi
si

fa di pi per ridurla suscettibile di

tali

fine lavorazioni?

Primieramente nel porla nell'acqua per ammollirla si bada bene che non vi siano corpi estranei: poi si lascia per deUi giorni a macerarsi, e quindi sopra de' tavoloni ponendone una porzione alla
volta,

con una verga tonda

di ferro

si

pesta e

si

rlpesta

voltandola

che si viene di mezzo qualunque sasselto o facendo questa operazione si toglie materia simile che vi possa essere unita; e cos si prepara una creta , con cui pel solo mezzo della lavorazione, e manipolazione si rende atta alli pi fini lavori, quandoch per mancanza di questa, anche i pi grossolani mattoni riescono pur troppo rozzi, deboh, e di pessipi e pi volte, finch diventa
cera. Intanto

come una

ma

qualit.

Una

simile digressione era necessaria per

conoscere quanto pi
della creta, e per

dalla lavorazione

dipenda

per dir cos

la finezza

conseguenza
creta.

la

perfezione

delU lavori, che dalla stessa qualit della

A R T

C O L

97

XX-

Prlncipleremo dal conoscere le maniere che si adoprano segnatamente dalli nostri fornaciari per la fahrcazione
delli

mattoni, e quindi di

tutti gli altri

lavori laterizi,

che

s'impiegano oggi nelle nostre jabriche, colle loro respettive


parti, per poi passare agli altri lavori

pi

fini-

i
come
si

riparato
disse di

dunque

il

campo, e respettive mucchie

di

creta

sopra; e per

campo

s'

intende un' area

di terreno

bene spianato, e poslo alquanto in declive da uno, o pi lati, perch le acque pluviali non vi si fermino, il quale campo sar prossimo alle vasche^ dove sar stata ammollata la creta, come si disse^ e
sar largo circa palmi cento, e lungo
11

doppio,
alla

e sar ancora pros-

simo se
si

sia

uno, o prossimi se siano pi


i

fornace, o fornaci, dove

devono cuocere

lavori ivi fabricati, e raccolti.

In questo campo o spazio, cos spianato, si getter sopra egualmente alquanta arena, o sabione, affinch il mattone fresco non
si

attacchi alla terra.

La lavorazione s' incomincer da una delle teste del campo , ponendovi uno, e due banconi che saranno costruiti come alla tav.

XXIV

Fig.

si

osserva segnato in prospettiva, affinch ogni parte sia


il

pi apparente;

tavolone di sopra

lett.

sar in
lett.

quadro di palmi 5;

di piana di castagno, retto

da

q\iattro

gambe
lett.

B
le

di travicello,

con

telaro di piana lett. C, e crociata di fetta lett.

quattro

sono fermate sopra due pezzi


vi sar fermata

di

piana

E,

che

gli

zampe servano come

di nizza per iscivolare sull arena del

una tavola
li
li

pendio, sulla quale


e
vi

campo; inoltre nella parte avanti F sostenuta da gattelloni lett. G in lavoranti uno per banda vi spianano le forme,
lett.

costruiscono

mattoni.

Sopra al piano del bancone verso la detta tavola vi sar posato Un calino lett. H di terra pieno di acqua, ed aflmch non si muova e cada coli' urto e peso della massa di creta che gli viene somniinistrata, avr due piroli conficcati nel tavolone letl.I. la massa di creta lavorabile, che verr trasportata da un uomo dalle mucchie
preparate

come

alla lett.

sar adossata al detto catino,

il

quale per
,

mozzo

delli detti

nel carico di

due piroli sar sicuro di non rovesciare tanto detta massa di creta, quanto nel trasporto del banco.
i4
*

Le forme dalli mattoni consstono in alcuni me si vedono disegnati in prospettiva alla Fig. 2
Questi sono proporzionati
alle

telari di

legno, co-

di detta

tav.XXIV*

dimensioni prescritte negli ordini del

Governo per
teriali

gli respettivl materiali,

perch

tutti

siano uniformi, ed
li

eguali nelle varie fornaci,

ed affmch possano accompagnare

ma-

presenti colli passati a


essi

commodo

grande

de' proprietarj; poi-

ch dovendo

ni delle stesse

accomodare un mattonato, trovino questi li mattodimensioni^ e non vengano obllgati a guastarlo tutto,
tetti,

e lo stesso dicasi delle coperture de'

e del resto delle parti su-i


tutta ragione sorvegliano

balterne di lavori
I

laterizj.

Magistrati, e Governi respettivi


di fahricazione tanto

con

in

questo ramo

de' varj lavori,

quanto ancora per

la

per mantenere le dimensioni buona quahtk de' materiali, Ji

quali

tanto influiscono nella

durata degli edifizj, nella sicurezza

degli abitanti, e nell'economia delle famiglie.


L' antico magistrato degli Edili, parlando di questa metropoli, e

quindi

gli

Emi

signori Cardinali camerlenghi pr tempore^

non hanno

mancato

ma
tati

editti pel provedlmcnto dell'osservanza dell'ottiquaht, e delle dimensioni di tutti questi oggetti, che saranno noda me in appresso, tanto per le respettive misure, quanto ancora

di

emanare

per una nuova mia osservazione sulU ritlriche fanno le crete, esuUi o giovani Incamminati alle glorie architettoniche, che molto potranno giovarvi all' opportunit per regolare i sostegni alle'gravit, che da molti non conoscendosi non possono adoprarsi nel suo giusto punto.
pesi, nozioni tutte,

qui sar bene premettere che un palmo cubico, o siano ondi creta ordinaria,

de cubiche 1728
no greve, pesa

ridotta atta alla

trovandosene della pi, e melavorazione, cio ammorbidita coll'ac-

qua e resa nello stato della lavorazione de' mattoni, libre 67-4-16 , che sono onde 808 e denari 16 cio due terzi di un' oncia. Questo medesimo volume cjuando sar ben diseccato s ridurad onde cubiche J437 e peser soltanto libre 43-2-io, o siar

no onde 5 18 e denari a 0. Cos quando questo sia cotto si ridurr ad onde cubiche 1399 i e peser libre 36-3- 16, o siano onde 435, e denari 16. Quindi che volendosi comporre un masso di creta lavorabile, che allorquando sia cotto, sia un palmo cubo ovvero onde cubiche 1728. bisognerebbe ammassarne onde cubiche 2143 le quali pe, >

serebbero libre83=4=a, o

siano

onde 1007=2;

il

qual masso dive-

99
nulo asciutto verrebbe atteso il ritiro ad oncie cubiche \']'Ti^ e peserebbe oncia 627-16 denari, o siano libre 5a-3-l6, e finalmente quando fosse cotto sarebbe un palmo cubo, cio oncie cubiche 1728, e peserebbe libre 44=^9=^23, o siano oucie 537'=23. Con queste proporzioni calcolate per approssimazione , senza tener conto delle pi piccole frazioni di denari e grani, che oltre 1' inutilit al nostro bisogno non servirebbero che a fare confusione, e non sarebbero mai che un approssimazione del ^ero, perch non tutte le crete in origine sono della medesima tenacit, e per conseguenza sono di peso vario-, oltre di che l'impasto poco pi o poco meno sciolto produce non piccola differenza^ di pi la maniera diversa, che passa da un pezzo all' altro di un lavoro, che fatto a mano, poco pi, o poco meno di spiano, di ricalco, e di grossezza porta sempre un divario da pezzo a pezzo, e finalmente perch nella
cottura non tutte le crete, n tutte le posizioni nella fornace agisco-

no

nello stesso

modo, quindi

che

io

ho preso una media propor-

zionale,

variazioni, e

che raguagliatamente possa ribattere non ostante le indicate con questa vi noter unitamente alle nomenclature le misure ed il peso di cosa per cosa riunendole in fine tutte come in

uno specchio.

Del mattone
Che
go
^,

grosso
essere lungo

a termini
^',,

della

legge deve

palmo

1 1,

lar-

grosso di palmo romano di passetto. Ogni fornaciaro dovr conoscere, come

si
il

e detto, la sua creta,

tanto per ridurla di quella tenacit che porta

dovere, e non incor-

il materiale nel diseccarsi, e cuoche troppo dolce riesca debole, e di cersi non venga tutto stortO; o poca forza, e dovr ancora a forza di prove conoscere il ritiro che la sua creta far seccandosi, e cuoccnJosi: questo avvertimento deve

rere nella troppo tenacit, affinch

valere per lutle le altre specie di lavori e di forme.

una creta buona, di quella che in Roma adoprano fornaciari migliori; si avr ima forma, la quale sar di castagno , i come legname pi adatto a reggere all'acqua, che sar composta di quattro regoli ben lavorata, posta a coda con cavicchio, come alla tav. XXIV. Fig. 2 lett. M. e coaie meglio alla Fig. 3 che rappresenta le testate sciolte di essa forma lett.N. Il vano che debbono forma-

Or

figurata

re

regoli riuniti sar di

lunghezza palmo 1 e oncie 8 largo oncie 10^

ICO
alto oncie a; e mezza,-

sime, aflitich

tutti
il

li

molte eguaLacTi queste forme se ne avranno mattoni di questa specie vengaao eguali.
si

Preparato

campo; come

disse

li

banconi,

si

avr un ra-

con destrezza da quel medesimo uomo, che caricher la creta preparata gi, cerne si disse, scuoprendola dai canavacci bagnati di mano in mano che bisogna sopra li banconi lett. A Fig. i si spianer dell' arena, gi preparata sul campo verso il bancone medesimo, per lasciare netto e bene spianato li piano dove il labricatore deve posare li mattoni, e per avere prossima al banco altra dell' arena piT asciugare la stampa, e prenderne colle
stello.come alla tav,
Fig; 2, e

XXV,

mani, acci non


lav.

gli si

attacchi troppo alla forma, ed alle mani.


vi sar
d'

In ogni bancone

verso

la

tavola spianatora
si

lett.

F. della

XXIV,

il

catino pieno

acqua come

not, e sparsa colla

maL,

no un poco
pa, presa

di

arena sulla detta spianalora,


di creta dalla

come addosso
sul

alla

stamlett.

una quantit
si

mucchia

bancone

colle mani bagnate


la di accostarla
si

porter dentro la forma, procurando colle di


tutto
all'

bene da per
il

intorno, e colle raanl e acqua

tutti li versi, badando di non lasciare creta somattone non venga troppo grosso, n levarne troppa, perch non riesca troppo fino Quando si volesse adoperare una cautela maggiore potrebbe rasarsi sopra la stampa con una riga , cosa che nelle gran mi^liaja di pezzi porterebbe troppo a lungo, ed lavoranti ben pratici li fanno a mano come se fosall' opposto

spianer sopra per

verchia, affinch

sero

cilindrati.

Ci fatto

si

prende

la

stampa per

le

due orecchiature
si

lett

di

detta tavola comesi disse, e con

destrezza

posa sul
lett

campo

prepa-

rato coU'artria,e cosi ogni due uomini posti alle due teste delle spianatore,

come
all'

osserverete alla

tav.XXV Fig

A. incominceranin

no
i

a depositarli,

come

alla

lett

B; e cos di

mano

mano uno

vicino
quali

si

altro, sinch 2;iuntnno vicino al bancone o banconi , trasporteranno sdrucciolando sull'arena in avanti, come

dalla

lett.

C proseguendo
la

sia

che

vi

sia

luogo

nello

spiano

su-

detto.

Posata

stampa
si

In

terra

si

lever

dal mattone,

e colla

slampa medesima
di,

dar una piccola toccata in piano suUi


si

bor-

per abbassare quella rialzatura che Questi mattoni appena


fatti

forma nel levar

la

stam-

pa medesima
delle dimensioni, e creta sudetta

formeranno ognuno oncie

di

passetto cubiche

5oo; e peseranno

101

romane 19 concie 6. 3''i, JI medesimo mattone quando sar ben secco, ro dell> creta, diverr lungo pahno 1 oncia 6 ^,

onde

ovvero

libre

atteso
Inr^^o

il

riti-

avantaggiate, e grosso oncie

2!,,

e former

onde

9 cubiciie 416, di

onde

peso onde i5o-o, o siano libre 12 e oncie 6. cotto, mediante altro riIl mattone medesimo quando sar tiro sar lungo palmo i oncie 6; laigo oncie 9 grosso oncie 2;, e former oncie cubiche di palmo ^o5 e peser oncie i-a6\ ovvero libre o e oncie 6. Questa sorte di mattoni nella nostra pratica la maggior misura che esiste; serve per Fav muri di tramezzi, quando si giudica che li mattoni ordinarj siano troppo leggeri, bervono per copertura di chiaviche, servono per coprire i parapetti, ponendoH in coltello; servono poi segnatamente per pavimentare graI

e logge scoperte, che ruotati e tagliati come si dir a suo luogo formano una ottima copertura; si coprono cos gli oggetti delle cornici allo scoperto, e servono per le ossature de' modiglioni e delle cornici negli esterni degU edifizj ed ancora per tanti altri usi dove si richieda solidit e durata masidore. La Basilica vaticana nelle parti superiori coperta dove si
nari,
;

cammina con questa


in costa.

sorte di mattoni, ruotati, e tagliati,

ma

posti

Si praticava una specie di mattoni chiamati zoccoli, perch erano della grandezza delli mattoni grossi, ma di grossezza circa il doppio ma questa specie fu abbandonata,- perch la cottura diflichnente penetrava in tanta grossezza, e perci la' maggior

parte faceva cattiva riuscita.

dovran preferire ( parlando della adoprare per simili loggie allo scoperto^ li mattoni bianchi alli rossi, avendo una particolarit questa creta, che nella fornace i mattoni che prendono una temperatura giusta, vengono di color chiaro, e sono cliiamati bianchi^ altri che hanno poco meno di cottura divengono rossi, e di fuoco principiano a vetrificare. quelli poi che trapassano La prima qualit dunque come si disse ottima per li terrazzi, resistendo ai rigori delle stagioni; la seconda, cio quelli rossastri sono ottimi per pavimentare le stanze mentre 1' acqua della rotatura l'indurisce e vi forma come un grasso, che resiste alio struscio di un luogo praticato. La terza specie durissima
In qualunque caso per
si

nostra creta) quando debbonsi

102
sformata e poco bene
soltanto.
si

lavora,

ma

e fortissima per le murature

Del

mailoie ordinario^ detto ancora dritto, e forte.


quali a

Questi sono mattoni


essere lunghi
Il

li

tenore
7!.,

delle

leggi

cle\'ono

palmo

i^

largo oncie
si

grossi oncie due.

lavorone questi mattoni inutile di ripeterlo, essendo in tutto e per tutto simile a quanto si disse delli mattoni grossi, n varia che nella grandezza della forma , adoprandosi V istessa creta dell' anzidetta ^ la stampa per sar lunga neir interno p?lmo uno oncie cinque larga oncie otto, e
col quale
,

modo

le

sponde

alte

onde due. Questo mattone

di

tal

dimensione fa-

bricato in detta stampa former oncie cubiche di


setto

palmo

di pas-

277

e peser oncie
1.

129 e un denaro, (lyvero

libre

10

oncie 9 e denaro

Questo medesimo mattone posto suU' arena nel campo a seccarsi al sole, quando sar ben secco, atteso il ritiro naturale della creta , diverr lungo palmo 1 oncie 3, largo oncie 7 , e grosso oncie 2, che saranno per conseguenza oncie cubiche di palmo 2 3o;, e peser oncie di libra romana 83 e denari 2, ovvero libre 6 onde 11, e denari due. Finalmente quando questo medesimo mattone sar cotto diverr della misura ricercata, cio lungo palmo uno oncie tre, largo oncie sette e mezza, e grosso oncie due, che costituiscono un cubo di oncie "225 di palmo Romano, le quali peseranno oncie 70, ovvero libre 5 e oncie
i

0.
la

Anche

questa sorte di mattoni servano per

costruzione

de'

muri, de tramezzi, e mattonati segnatamente nelle case de' particolari: ed il fuoco nella coltura li rende pi o meno duri, ed atti per

conseguenza

alli

rispettivi lavori e locali;

Delle Pianelle

.siano

mattoni estesi e sottili, che a tenore delle lensri OD doveranno esser lunghe palmo 1 onc. 3, larghe onc.
'

glosse onc.

Queste ancora

si

lavorano nella medesima maniera de' mat-

io3

non variando, che che siano vengano alla


toni
,

nella stampa

la

quale

aflnch ultimate

prescritta grandezza, sar lunga

palmo

larga oncie 9 ', grossa oncia x '., che formeranno e oncie 7 \ di palmo cubiche 267 le quali peseranno oncie 124=22-, o oncie siano libre 10 oncie 4? denari 22.

Questa medesima pianella quando sar asciutta, atteso 11 ritiro, di lunghezza a palmo i e oncie 5 \ si ridurr larga oncie 8 ^ e grossa i ^ e former oncie cubiche 222^ che pesano onsiano libre 6 oncie 8 e denaro 1. cie 80 e denaro i
, ,

Cotta poi, come gli altri si ridurr alla misura prescritta , cio lunga palmo i e oncie 5, larga oncie 8 i, e grossa oncie i e le quali formano oncie cubiche 2164, e peser oncie 62, e denari 4 pari a libre 5 oncie 2, e denari 4.

Queste Pianelle servono

alla

copertura dei

tetti,

come
un

si

a suo luogo, alla formazione dei coperti,

come

suol dirsi alla

vedr Sanese,
sul

che vuol dire mettere

le

pianelle sopra

li

travicelU di

solaro,

quale siavi da costruire un masso per farvi poi una loggia scoperta a pavimentare le soffitte delle abitazioni nell'ossature delle cornici;

ed

a simili altri usi,

che l'Architetto sapr trovare uelP ordinare un

fabricato.

Delli Quadrucci

la

creta e modo, variando soltanto nella misura che a termini della legge dovranno esser lunghi palmi i e oncie 2-, larghi oncie 5 e ; grossi oncit 2 ~.
asi avranno pronte le forme usando la medesima sopra descritta che sar la loro lunghezza nel vano palmo i, e oncie 4^ la larghezza oncie e la sponda di altezza oncie 2 ^, le quali costituiranno un cubo di oncie di palmo (99, che peser oncie ^3 e denari 3; eguali a
la

Che si medesima

fabricano egualmente che gli

altri

mattoni, cio col-

Per

fabricazione di questi
della creta,

dattate al ritiro

libre 7 oncie

e denari 3.

Questo medesimo quadruccio, quando sar ben secco,


so
1
il

atte-

naturai ritiro della creta,


1
1,

si

ridurr alla lunghezza di

palmo
riduce

e oncie

largo

oncie 5

i,

grosso oncie 2 ^ che

si

ad un cubo

di oncie 164 di palmo romano, e del peso di oncie e denari 16 eguali a libre 4 oncie denari 16.

5^

ne

i5

104
Colto che sia questo medesimo quadruccio torna a ritirarsi ancora un poco, e diviene della voluta misura di lunghezza in palmo 1 e oncie 2, di larghezza oncie 5 \, grosso oncie 2 ^, e former oncie cubiche iSy, e peser oncie di libra romana 48 e de-

o siano libre 4 e denari 20. Questa sorte di mattone serve communemente per fare d;lli tramezzi leggeri , delle volte di poca estenzione, e nelle ossature delle cornici per modigUoni, dentelli, e simili altri lavori legnari 20,
geri

Mattoni quadri

Che
uno

termini della legge dovranno essere

in

quadro

palmo

e grossi oncie una e mezza.

lare le

Siccome questo materiale serve quasi unicamente a pavimen* stanze, si usa farlo con della creta pi pura, e meno mes

pi pistata e lavorata, purch veng^a il lavoro pi compatto, forte, e di durata. Le stampe sono fatte nella medesima maniera delle altre, e si lavorano nel medesimo modo. La stampa in prevenzione del ritiro della creta, sar lunga in quadro palmo uno ^, e larghe le sponde oncie i ^ che formeranno oncie cubiche 266, e peser oncie liS eguali a libre 10 oncie 5. Questo medesimo quadxo ben diseccato, si ridurr alla lunghezza di palmo i e oncie mezza in quadro e grosso oncie i 5 che former un solido di oncie cubiche 226 e peser oncie 7^ e denari 15 eguali a hhre 6, onde 7, e denari i5. Cotto questo medesimo mattone, e terminato ogni ritiro, si ridurr alla lunghezza in quadro di palmo 1 e grosso oncie 1'- former oncie cubiche 216 e peser oncie 67 e denaro i ovvero libre 5 oncie 7, e denari i. Servono li mattoni di questa sorte per pavimenti delle stanze di maggior lusso, che quando sieno di buona creta purgata e ben cotta; con l'arrotatura, e tagliatura formano un pavimento lodevole, si adoperano a pochi altri usi, anche perch costano

colata di cappellaccio,

pi

degli

altii-

Di questi quadri se ne fabrlcano ancora di quelle misure che si Tuole, e si compongono ancora di varie argille a pi colori, sembrando un marmo.

io5 Gli antichi Romani fabricavano di questi quadri in gran quantit che ulihiiente impiegarono nelle loro gran fabrlche; erano questi communetnente della grandezza di circa palmi due e tre quarti grossi da oncia a in 3, ed avevano la maggior parte un bollo, o sia marco indicante per lo pi la pertinenza del fondo
da cui si traeva la creta la fornace e il nome del lavoratore, e spesso anche il tempo della lavorazione per mezzo dei nomi de'consoli quell'anno.

Per darne un' idea riporto nella tav. XXVI Fig. 6 uno marchi che si rinvengono in alcuni tavoloni del Panteon. Per gli ristauri del Colosseo, e di altri antichi monumenti ne ho fatti costruire delli grandi sopra li 3 palmi ad imitazione degli antichi, che sono venuti similissimi; in tale occasione mi sonoser-,
di questi

vito

pozzolana mischiata alla creta per renderla migliore, tenace, e grassa a quel punto di dolcezza, che nel diseccarsi non si torcessero, e che il fuoco nella cottura non gli sformasse come veramente accaduto. 11 cubico ed il peso di essi non lo riporto giacch chi amasse rinvenirlo, potr dalle dimensioni delli nostri, trovare il cubico dei medesimi secondo le grandezze che saranno, ed egualmente colla medesima proporzione il peso loro.
della

Della Tegola

Che secondo
larga

la

nel

maggiore
i

legge deve essere lunga palmo i e oncie p compresi li labri , palmo \ oncie 4 \ nel
alti

minore palmo

interno della tegola oncie

oncie 2, grossa oncie 1 j* li labri 1 ^. i -^, grosse oncie

dal

piano

Colla medesima previdenza del ritiro che far la creta bisogna

proporzionare le forme: in questa lavorazione


glio manipolata,

bisogna impiegare la

miglior creta scevra d' ogni corpo estraneo, ben macerata, e

meonde

perch
Fig.

il

lavoro venga saldo, solido, e senza

difetti.

La forma
alla

della tegola sar diversa da quella dei mattoni,


1. 11. III.

tavolaXXVI

verr segnata in prospettiva la manie-

ra della sua costruzione; le


,

due sponde lelt. A saranno lunghe cironcie a '^ . Le due traverse lett. B larghe ca palmi 3 alte once a saranno grosse once 1 ^ , e della lunghezza quella maggiore Pai. I Oncie 6. e quella men lunga sar Pai. 1 e oncie 3; poste bene incassate e fuor di squadra per quanto porta l'andamento della tegola, tanto da una che dall'altra parte come vedesi nella

10^
fig
ta

3,

aflnch stampandovi la creta dia


vi
si
I.

il

garbo voluto.

ques-

forma

metter una cappia di spago grosso,


Il

come

alla lett.

C
la
si

della Fig

IH-

Cos preparata
si

la

forma, o forme, posta sul-

splanalora del l^ancone,

prenderai colle mani della sabbia, e

ta

dar addosso la stampa sudclta, bagnata, e ponendovi della cresi riempir per fornur la tegola, formando colle mani il piano
e

D. della Fig. IV. V. che sar il vano della forma lungo paini. onde. ii. largo nel maggiore, compreso le grossezze dei labri palm. I e oncie 6 nel minore palm. i oncie 3, come ancora dovranno esser grossi oncie i e ~ alti dal piano interli labri no della tegola oncie i ~ , che formandoli colle dita bagnancome alla lett. E di detta Fig , dosi le mani si costruiranno bagnandosi le dita e palma della mano per le\igarla e porsempre tarla a quel punto di nettezza ed uguaglianza che dalla prattlca dei fabrictori in un momento si vede eseguita; anzi affinch venga il piano e le sue sponde pi uguale e netto vi si adoperer una ri- ga^ detta dai fibbricatori la stecca come alla Fig. 3 lett. F colla quale portata sulle due traverse lett. B. ed acqua spianer perfettamente il piano e render le due sponde eguali, dritte, e senza inogualianza; avvertendo che queste restino sempre un poco pi forti, dove posano, che verso il fine, come nella lett. G si osserva della Fig 5. Quando sar cos ridotta si porter con destrezza sul campo coperto di arena bene spianata col rastello; e collelt.
i

\ cappia
torno,
le dita,
si

di

spago

lett.

si

staccher dalla forma girandola alFinassesteranno


le

lever la forma e dando loro un poco

si

teste

dei bordi col-

di smusso, aftinch siano

meno

soggetti

come alla lett. H Fig 4. Questa tegola cos condotta , ed appena fatta costruir un cubo di oncie 5ii e peser oncie 23p e denari 3. pari a libre i(j
a rompersi
1 1 e danari 3. Essendosi del tutto e perfettamente diseccata all' aria ed al sole, atteso il solito ritiro, diverr langa Palm, i oncie 9 - larga nel niaggiore Pai. 1 e oncie 5, nel minore Pai. i e oncie a '- ,

oncie

grossa
ti,

e peser oncie

che former un cubo di oncie 4^5 e tre quari53 e denari 5, eguali a lib. 12, oncie 5, e
tegola sar cotta
si

denari 5.

Quando questa med.

diminuir

venendo

alla ricercata misura di lunghezza in oncie di palmo romano i oncie 9 e larghezza nel maggiore, compresa la grossezza delli labbri palm.

OJ

onde T che former un cubo di onc'e 4^^ t ^ peser onde 127 l, denari 16, ovvero libre 10, oncie 7 e denari 16. Questa specie di materiale serve per la copertura del tetti, tanto delle abitazioni, quanto dei palazzi, Chiese, e publlci edifizj-, ed necessario di mantenerne le medesime dimensioni, gi
I

.onde

6 "^^ minore larga palm.

onde

2 grossa

usate da secoh, atlinch nelli riattamenti possano riuscire adattate e ricorrere 1' ordine introdotto, mentre variandosi anche per poco l'inveterato costume nelle dbnensioni, sarebbe un sirandissimo sconcerto che obbligherebbe per sostituire a qualche tegola rotta le nuove,a dover cambiare gran parte delll filari per gli opportuni imbocchi.

Servono ancora queste tegole per


stucco
mili

1'

ossatura delle cornici di


si-

per

la

loro respettiva estensione, e grossezza, e cosi in


si

quanto si pu per economa. Gli antichi Romani adopravano le tegole grandi in proporzione delle loro fabbriche colossali-, rinvenendosene anche delle lunghe circa tre palmi e larghe in proporzione, e li labrj non solo erano elevati, ma imboccavano mediante un intacca, come si osserva alla tavola XXYII ed avevano quasi tutte il bollo, come alla lett. A. Fig. I della fornace, nella quale erano state fabricate. La creta di quelle era della migliore, e queste sempre avevano della pozzolana impastata, per rendere la creta senza troppo snervarla, doaltri ;

ma

risparmiano

cile a

non

torcersi

nell'asciugarsi e cuocersi. Alla fig


tal

di questa ta-

vola viene segnata in pianta una


ta in

tegola^ alla

Fig.

v.

viene segna-

prospettiva per veder l'andamento dei suoi labri e respettivi bat-

tenti Lett. B.

Delli canali^ Detti anche volgarmente coppi,


esser lungo Palm.
te
1 [

maggiore oncie j

secondo la legge deve Oncie 9 Largo nell'interno deivano nella parnella minore largo oncie 5, grosso oncie 1 ^ ed
si

che

arcuato a semicircolo.
Colla med. miglior creta che
noli^canali;

fabbricano le tegole,
prattica
il

si

fabrlca*

ma

la

forma di questi diversa dalle altre, colle quall^non


perci dai

potrebbero

lavorarsi,-

laro di ferro,

ed chiamato

che

si

una specie Questo ha

di te-

nostri

fornaciari

cancello,
3.

fatto

co-

me

vedesi

alla sudetta

tavola

XXVII

alla Fig.

le di-

io8 menzioni stesse del canale, cio ha 11 vano lungo 1 1 largo nel maggiore, cio fra C. D. Palm, i %, fra E. F. oncie 9 ^, e 1' altezza della sponda del e nell'angolo H avr no sar in G di oncia 1
'^,

Palm,
ferro

Oncie nel minore cio


i

all'

inlor

un manico caalla Fig. 4, chia-

vato dallo stesso ferro, per


Si avr pronta

commodo
di

di

lavorare.

una stampa
il

legno

fatta

come

mata coppiera,

la curcanale e sar larga nella parte larva giusta, ga Ictt. I nel di fuori oncie 8 ^ e nella parte stretta alla lett. L sar larga oncie 6 ^, il vuoto sar a discrezione tanto quanto per

la

quale sar lunga paini.

2 ~ circa, ed avr

come deve avere

porvi le mani; ed avr

un manico Cavato

dallo stesso pezzo

per

comodo
ra
si

di adoprare la stampa.

Fatta la lastra di creta nel cancello sudetto sopra la spianato-

con

gettarvi sopra

della rena,

come

si

prattica per

li

mattoni

porter con destrezza sopra la slampa, sulla quale staccata dal cancello si piegher e prender la forma semicircolare^ si spianer
si

bene con
si

le

mani bagnate per ogni verso,

e nelle testate, e
la

porter sulla rena del


di

campo togliendone
creta portata

sotto

coppiera, e

cos

proseguir a collocare una vicino

all' altra.

con V estenzione sudctta, cio 1 1 larga nella parte maggiore nell' esternella parte men larga oncie 6 j- grossa oncie no oncie oncie cubiche 287, e peser oncie i34 e denari 22 1^ former
Questa quantit lunga palmo 1 oncie

876
1 1

ossiano libre
11

e oncie 2 denari aa.


canale,

medesimo
'-^

quando avr

fatto
'-

il

suo

ritiro

bene

asciugato diverr lungo palm.

largo nel maggiore i e oncie 9 largo nel minore oncie 6, grosso oncia 1 '5,, che cooncie 7 struiranno oncie cubiche 239, e peser oncie 86 denari 4, eguale

a libre
11

7 oncie 2 e denari 4^ medesimo canale posto in fornace e cotto diminuisce an-

cora nella sua estenzione, divenendo lungo palmo i oncie 9, largo nella testata maggiore compresa la grossezza della creta oncie
grosso oncie i ^ secondo la preQuesto quantitatiro fonner oncie cubiche aoa e pesescrizione. r oncie 72 e denari io ovvero lib. 6 denari io. Questi canali servono per la copertura dei tetti per condurre le acque nei giardini ed altri locali, e per coprire le condottare

largo nel minore oncie 5

di

piombo

sotto

terra

affinch dagli

urli e cavi

non vengano sbu-

cati, e

danneggiati.

Gli antichi
prire
i

Romani ne facevano
tetti,

loro magnifici

ed erano

in

grandezze per coproporzione delle grandi tedi varie

gole, delle quali

abbiamo

parlato,- anzi di pi

pratticavano lodevol-

mente
sura,

le cosi
altri,
si

dette antefisse che altro

mile agli
ta fronte

ma che

nella parte larga

non erano che un canal* siavevano una fronte e chiu-

come

elevata,

vede segnato nella Fig 5 di detta tavola, e nella detcome alla lett. N, erano stampati degli ornamenti,
della (abrica, sulla

o animali
impiegate.

allusivi alla destinazione

quale

erano

Di
nelli

tali

antefisse se

ne
di

rinvengono negli

scavi, e se

ne

osservano

musei anche

marmo,
le

e grandissime.
la

Li sudelti oggetti laterizj sono quelli che hanno


della magistratura specialmente

sorveglianza
la

per

dimenzioai
di oggetti

per

buona

qualit sia

della

creta

sia

della cottura.
atti

Si fanno quindi

molte altre specie

parimenti e

necessarii per

le fabriche,

come

si

dir in appresso.

anche li cos detti grondali i quali servono per mettere nelle gronde dei tetti di maggior premura , e sono della medesima dimensione delle tegole, come si vede segnato nella tavola XXVIII Fig. I ma sono del tutto quadrate, come nella pianta Fig. a, ed hanno di larghezza tanto da capo come da piede palm. i e oncie 4 , compresi li labri, e sono lunghi palmo i ^. Non si sta qui a dare una minuta descrizione della misura e peso, che quest' oggetto avr nella prima formazione, u quando sar seccato, come si fece delle tegole, e mattoni, e ci per abbre* viare il tempo potendo ciascuno da se proporzionandolo colle tegoche si fabrile trovare le dimenzionl e pesi rispettivi, dir bens cano ugualmente che le tegole variando il telare, come si dimostr
Si costruiscono
',

nella tavola
il

XXVI
i

Fig. i,

poich

alla

fabrlcazione di questi grondali


a

cono tronco, come quello delle tegole, e dir ancora che essendo tali grondali palmo if^longhi, e compresi i labri larghi palmo i e oncie 4 e grossi oncie l minuto 1 peser dopo cotto libre ^ oncie 4 e denari 5 o^sieno on- eie 112 e denari 5.
telare avr

suoi

lati parallelli,

non

Ilo
Delle Tegole

Dette cappuccine, che servono per tramezzare colle altre ordinarie, quando si abbia a coprire un tetto di una soffitta morta impratticabile, e senza aria in cui se ne pone qualcuna di tali tegole per dare aria alli legnami del tetto.

Non
gli altri

variano queste dinienzione alcuna

dalle

tegole

ordinarie

descritte gi nella tav.


rapporti.
alla

XXVI Fig. 4 n per la manifattura per lutti Solo variano per 1' apertura che hanno nel mezXXVIII
Fig. 3 e pianta
tig.

zo come
3
lett.

tav.

4 dove

si

osserva

un

foro semicircolare coperto poi da un emisperio voto

come

alla Fig.

A, che appena futa la tegola, come si disse, colla apertura fatta a mano, vi si attacca con acqua e colle dita bene attorno quel riporto, che serve per impedire liberamente alle acque pluviah d' introdursi nell' apertura del foro medesimo, e lascia il corso libero dell' acqua del tetto per passare lateralmente fra li labri e la detta
apertura

come

alla lett.

della Fig. 4.

Queste tegole pesano qualche oncia di pi dell' ordinarie poich il coperto sferico supera nel peso un poco il pezzo mancante

del foro indicato fattovi.

Dell'i

Canaloni

Nella medesima
to

prospettiva

ghi palmi 4 eli larghi oncie p e compresi D. alti oncie 3 dal piano
grosso circa
cie

tav. XXVIII alla Fig. 5 osserverete dlseinaun canalone. Questi sono cominunemente lunpassetto romano nella imboccatura lett. C sono
li

bordi paini.

1.

Hanno
Il

li

bordi

lett.

interno del canalone.

fondo

lett.

C.

^ o

sia

tre

minuti.

Lo sbocco

lett.

E. largo on-

6 e neir esterno li bordi hanno il battente, come alla lett. F largo oncie 4 che serve ad imboccare coli' altro; questa specie di bat* lente lo hanno anche di sotto per quanto l^. Questi devono esser fatti della migliore creta possibile, perch neir asciugarsi e cuocersi se la creta avesse difetti si torcsrebbero o si spezzerebbero senza potersi impiegare. Questi canaloni cotti, pesano libre venti circa, ma essendo pezzi che li fornaciari li fanno senza alcuna stampa, e tutti a mano la-

11

sura,

cllmente accade il poco pi e il poco meno, non tanto per la mima per quanto spetta al peso. Servono i detti canaloni per raccogliere le acque pluviali nelli
di

sbocchi dei canali

latta

sopra

li

tetti,

ed

in

simili circostante,

che r architetto sapr adattare e ordinare secondo le sue idee. Accade pur troppo di dover mettere sopra li tetti delle converse per raccogliere o trasportare
le

acque

pluviali fuori di qual-

che parte, ove resterebbero morte a danno del fabricato. Le pi utili e valide converse sarebbero quelle fatte di rame o di piombo, ma siccome la spesa sarebbe maggiore, e maggiore il pencolo di essere derubate e non trovarle pi cos queste si fanno di terra colta. Queste pi d' ogni altro pezzo laterizio si ricercano sincere e solidissime, quindi che gli accorti fornaciari non mancano d' impiegarvi la creta pi pura e pi pista, e di lavorarle con massima attenzione. Se ne fanno di varie lunghezze cio dalli tre palmi fino alli dieci ed hanno la forma che vedesi segnata alla
suddetta Tav.

XXVIII

e Fig. 6.

Questa ivi disegnala di quelle d cinque palmi, non variando che poco fra loro nelle larghezze. Quesl' larga nello sbocco lett. G oncie 7 e nel mezzo lett. H oncie 6 di forma semicircolare nella testa lett. I ed il labro lett. L che gli gira all' intorno, allo dal fondo oncie due; la grossezza del fondo di circa ^ li lati lett. L. sono grossi oncia i. Questa conversa di palmi cinque di lunghezza; quando cotta pesa circa libre venti. Anche di queste non essendovi misura prescritta ed essendo lavoro fatto intieramente a mano, non si pu determinare precisamente, n peso, ne misura, ma pure dalla prattica dei fabbricatori si possono avere similissime fra loro. Ancor queste si fabricano, conie li canaloni, sopra una tavola con dell' arena perch si stacchino, e con un pastone di creta a mano con delle misure di canna regolano il tutto, e colle sole ma" ni ed acqua le terminano, che poi lasciate asciugare le pongono nelle fornaci in luoghi dove non possono solVire. Pesando queste, come si disse, libre venti quelle lunghe palmi tre pesano libre dodici circa e quelle di palmi dieci libre quarantacinque circa.

i5

12
Tortorello

Alla tavola

XXIX

nella

fig.

osserverete disegnata

la

forma

di

cui in oggi qui


si

si

fabbricano

tali

condotti

nelle fornaci di

Roma, e

danno

descritte le

ditnenzioni, e respettivo peso avvertendo

che ancor questi materiali non avendo prescrizione alcuna dal magistrato, ma un solo uso inveterato in ogni fornace viene manteincdesima misura, e forma per quanto possibile, essenquesti tutti lavorali a mano, e quasi senza stampa; perch la stampa di tali condotti non consiste in altro che in un legno tornilo, e spesso anche fatto a mano, come si osserva nella

nuta

la

do ancor

3 formato supra una tavola quadrata lett. Vj la quale posta sopra un crocco, o sasso, alto palmi 3 sulla quale un tiomo con un pezzo di creta fatto come un salciolto comincia ad adattarla da basso come alla leti. F e girandole intorno intorno colle mani bagnate, e che ribagnandosi ogni poco, veste quel legno che forma il volcv del condotto; e cosi mediante 1' ajuto di un ragazzo che gli prepara li pezzi di creta, cos a salciotto gira e riunisce la creta in modo, che divenga come una fodera ben riunita e compatta addosso al legno sino che abbia terminalo il condotto come alla fig. 4 riportandogli il bordo lett. G e sempre rigirando indietro va come a tornire con le mani bagnate il suo lavoro, a dilTcrenza che sul torno gira il lavoro; in questi lavori il lavoro fermo ed il lavorante gli gira all' intorno. Fatto che sia il lavoro lo stesso fibbricante lo prende con le mani e con qualche attenzione lo shla dal legno tornito hg. 3 che essendo stato da prima bagnato, e vestito d' arena , facilmente s
tav.
fg.

XXX.

distacca e vieri posto ad asciugarsi, per indi proseguire a


nel

far altri

medesimo modo. Tornando ora alli

Tortorelli tav.

XXEX
lett.

frg.

lett.

A, sono

questi del diametro interno nella bocca

minuti

9
'-

ossia-

no I; di palmo, e nell'esterno della boccatura lett. D oncie a hanno questa boccatura alta oncie a '- sotto la stessa boccatura hanno il cordone lett. E dove posa 1' altro, che vi si unisce, e questo ha nell'esterno di diametro oncie

basso del tortorello,

come

alla lett.

quanto il diametro dal F pesando questi dopo cotti li/|,

bre a e oncie 6 X uno.

ii3
Perch poi meglio
alla
fig.

si

di

detta tav. lett. S,

comprenda la forma interna, ed esterna ho disegnato uno di questi conla

dotti in sezione.

Ogni qualit di condotti ha le sue imbraghe sce due condotture in una, necessarissime in tanti
briche,
.

quale riuni-

casi nelle fab-

come
1'

far conoscere a

L' inibraghe delli

suo luogo. tortoreUi sono di un palmo

d'

altezza,

com-

preso

imbocco
lett.

torton Ilo

C
li

due buchi lett. i sono del diametro di oncie 3 imbocco del tortorello lett. D possa agiatamente capiratinch vi. Laa tale imbraga cosi combinata dopo cotta pesa libre 3 onto
1'

bocchi lett. H oncie 9, e

G, eh' del tutto slmile come V imbocco del Dj la parte di sopra dove sono li due imche rappresenta la pianta di questa larga in tutlett,

lett.

cie 6.

Queste imbraghe come tutte le altre sono fatte interamente a mano, ed in virt della prattica dei fornaciari^ servendosi essi soltanto di un pezzo dei condotti respettivi dalla parte deli' imbocco che vi attaccano tutto a fresco, facendo il resto analogamente

a occhio.

Anche
la

di

questa ne ho segnato lo spaccato in questa tavoI.

alla

fig.

lett.

affinch

si

comprenda anche
essere disposta.
le
li

1'

interno, e la

grossezza della creta,

come deve

que quando
tori,

Questi cos detti tortoreUi servono per sia in pochissima quantit per
degli spurghi e simili,

condotture delle acscoli delli sciacqua,

ma

la

loro troppa piccolezza

buona

per una apparente economia,


di

essere cambiati, per le

produce che spesso hanno bisogno loro atturature, ed infiniti altri danni.

Altra specie di condotti poco pia grandi di diametro detti cannelle da quattro.

Queste cannelle figa


delli
la

lett.

si

fabricano nello stesso

modo

tortoreUi,

varia solo la
3, la
cotti

stampa

tornita,

come

si

disegn nel-

tav.

XXX

fig.

quale in queste pi grossa, poich quan-

devono avere di diametro nel vuoto dell'imboccatura oncie 2 , r imbocco sar sino al cordone, e longo oncie 2 i , e la larghezza della cannella sar di palmi due Il
questi

do

sono

li
esterno di sotto sar compresa la grossezza della creoncie 5, e questo stesso diaLnetro avr il cordone lett. V. Questa specie di condotti peserh dopo cotto libre 3 oncie 3. La sezione lett. S di questa medesima tavola servir di norma an(llainctro
ta

che per queste, come per

tutte

le

altee
la

speci(^

Anche queste cannelle hinno


ta alla
tig.

sua imbraga particolare, ed

adattata al suo diametro, ed avr la forma,

li'tt.
;

3i

che non varia


di
li

come si osserva segnadall'altra se noa che nella granquesta sar


di

r altezza totale dezza e peso largliezza maggiore, dove sono


cie

un palmo

la

due buchi

sar in

tutto di onlett.

11. e
li

imbocco due buchi


L'

lett.
lett.

X
Z

sar eguale a

quello della cannella


di

saranno del diametro

oncie 3

',,

af

finch senza stento possano imboccarvi le bocche lett. V. Anche di questa la sezione lett. della fig. 6 di questa

ta-

vola potr servire di esempio.

Queste imbraghe, fatte interamenpesano dopo cotte circa libre 4. oncie 8. te a mano, Queste cannelle ed imbraghe servono al medesimo uso dei tortorelli, quando vi sia bisogno d' avere una coudottura pi spaziosa per delle acque in qualche copia maggiore.
Delle cannelle cosi dette da cinque.

Anche

di

ma'^ior diametro

dell'

antocedend.

Le

cannelle,

dette dai maestri

fornaciari da cinque,

hanno

di

diametro nell'interno dello sbocco oncie 3, ed hanno la medesima forma delle altre, come si osserva alla fig. 3 di questa medema tavola alla lett. O; sono alte palmi 2, e il diametro da basso

compresa

la

grossezza della creta oncie 6.

Si costruiscono sopra

una stampa

tornita,
alla
tav.

come

le altre, a diffig.

ferenza del diametro maggiore,

come
si

XXX

3, e ter-

minate che sono, come


struirne delle altre.

le

altre

tolgono con destrezza per co

Questa specie di condotti, quando


potendosi

cotta pesa libre 6.


d'

non

come
dal

si

avvert, essere certi del peso eguale

ognuno

dipendendo

puro caso essendo tutto regolato a mano senza prescrizione. Alla tav. XXIX alla fig. 6 lett. bj si osserra la sezione di questo condotto, che sioaiile agi' altri.

xi5

Le iinhrn^he di questa specie di condotti sono anch' esse della medesima fattura e garbo delle altre, come viene riportata alla fi". 3 lett. P r imbocco lett. X simile nel diametro a quello del suo condotto lett. O come pure sono li due foii lett. Z avranno
cii

diametro oncie 4, aftinch


ntrodurvisi,
l'

l'

imbocclii

lett.

(]

possano agevolegual>i
all'

mente bocco
giore,
ta,

imbocco da piedi

lett.

X. sar

un-

sua totalit,
pai.

O, e l' altezza di un palmo e tre onciej ed la larghezza magdove sono li due imbocchi, compresa la grossezza della credella cannella lett.
di
1

queste imbraghe nella

onc. a.

Quando

sar cotta

Ancor
gior

questi condotti ed imbraghe servono

peser libre 9. per

le

condotdi

ture nelle grossezze dei

muri per

gli scoli, e

per

le

acque

mag-

volume

delle antecedenti.

qui d

avvertire in questo ed in

tutti gli altri di non metterli in opera se non sieno bene osservati che non abbiano screpoh e fori, pe' quali le acque introdottesi non muri e produrre macvadino a danneggiare la fabrica, salni trare
i

chie inestinguibili.

Altra specie di condotlura dette cannelle da

sei.

Alla tav. XXIX fig. 4 lett. Q viene disegnato questo coadotche non varia dagli altri che nel diametro, essendo nell' interno della beccatura oncie 4, e il diametro da piedi, cio dove imbocca l'altro condotto simile oncie 7; V altezza totale del condotlibre 6 e to palmi due oncie 2 e quando cotta pesa circa oncie 8.
to

Anche
lo alla
lett.

questa specie di condotti


gli

si
il

lavorano

come

gli

altri

sopra un legno tornito, che


tav.

forma
la

voto, che venne disegna-

XXX

lg.

come

sezione alla tavola

XXIX

fig.

S.

Le imbraghe
tre gii osservate,

di

questi condotti sono in fattura simili alle al-

ci

non ostante
4
lett.

viene in questa medesima tavo-

la

XXIX
palmo
lett.

riportato alla fig

l'

imbocco da

piedi

lett.

sar eguale a quello del condotto


di
1

lett.

1'

altezza totale

sari

fori
il

e oncie 4; e la larghezza da capo, dove sono li due compresa la grosse/za della, creta palmo 1 oncie 3;
delli

diametro

fori lett.

sar

di

oncie 5 e mezza,

e quando

11^
libre o. La sezione di medesima disegnata alla fg. 6 leti. T. Tanto questi condotti, quanto le sue imbraghe servono all'uso indicato di porvi altri condotti, sempre che il corpo dell'acqua, che deve passarvi perenne o occidentale richiegga quella recipienz.a. Passeremo all'esame di altri condotti di jnag'^ior diametro deli

siano cotte tale

Imbraghe pesano circa

queste, la

le

cannelle da sette.

alla

Questo condotto viene riportato alla medesima tavola XXIX 5 lett. K. La sua forma non varia dalle altre, e solo il diametro maggiore essendo nell' imbocco da capo non compresa la grossezza della creta oncie 4^ e nel basso dove imboccano gli altri
fig.
il

diametro oncie 8. L'altezza del condotto La fabricazioue la medesima degli altri non
si

di

palmi 2 oncie

i.

varia,

che V anima

su cui

fig. 3 maggiore delle altre nel diametro, e la sezione di questo condotto la medesima degl'ai tri Tav. XXIX. fig. 6 lett. S. Il peso di questi condotti, quando sono cotti di circa libre y [ V uno. Questi come gli altri hanno le loro Imbraghe, disegnate alla

compone Tav.

XXX

detta
simile
tro

tavola

fig.

lett.

1'

a quello del condotto

imbocco lett. K,

di

oncie 5 ^. L' altezza totale sar di ghezza da capo, dove sono contenuti li
sezza della creta,
di

palmo

oncie

sotto lett, deve esser U due lori sono di diameun palmo oncie 5, la lardue fori, compresa la grosQueste imbraghe cos 4.
circa.
s'

composte
le

cotte peseranno libre

12

Anche questa

specie di condotti, ed imbraghe


di sopra,
sia

impiega per
si

condutture delle acque, come si disse che prima di porre in opera ogni pezzo,
sia

ricorda,

ben

visitato

perch

saldo.

Si fabbricano condotti di altra specie,

detti

bastardoni, che

hanno un diametro maggiore delh precedenti. II condotto bastardone, che non varia nella fattura dagli altri gi descritti, differisce solo nel diametro avendo nell' imbocco lett. A. della tavola XXX fig. 1 dove disegnato, oncie 6 internamente, ed esternamente oncie 7. Il bordo lett. B, alto oncie 3 e il cordone sotto grosso circa un oncia, e di diametro oncie 9 [\ r altezza totale del condotto di palmi 1 e un oncia ed
il

diametro esterno da piedi

lett.

di oncie

io scarse. Questo'

11^'

coiuIdUo quando cotto peser libre i3 circr.: si costruisce cosue gli altri sopra una stampa che forma il voto del condotto , come
atla

tavola sudetta
S.

fi<r,

3 e

come

iu

sezione

alla tavola

XXIX

I5.

hanno le loro imbraghej che velett donsi disei^nate in questa medesima tavola fig. lett. D la quale avr r imbocco lelt. E del tutto simile a quello lett. A del conaotto non meno che il collo lett. Bj la parte supcriore dove souo li due imbocchi lett. F sar longa comprese le grossezze della creta palmo 1 oncie 10, e sar di altezza tutto compreso palmo I oncie 9; li due fori lett. F avranno di diametro oncie 8 V una ove gli imbocchi lett. D delli condotti possano entrarvi senza
6.

Anche

questi condotti

XXX

stento, nel qual caso


-J-

si

romperebbero.

Anche
fig.

questa

si

costruisce a

mano ed

forza di prattica, la
alla

sezione di queste imbraghe la medesima gi osservata

tav.

XXlX

di libre

6 28

lett.

T.

il

peso

di

tali

imbraghe quando sono cotte


le
1'

circa.

Questi condotti e loro imljraghe servono per come sL disse di acqua, e simili usi^ ed anche per mo per qualche piccolo cammino o stufa.
Si fanno delli condotti
detti

condotture,
esito di fu-

anche maggiori

di

diametro

delli
fig-

sud3
ai

che

si

chiamano

di

Civita vecchia alla Tav.

XXX

osserva disegnata la forma di questa specie di condotto

alla

lett.

che non varia dagli altri che in diametro poich quello della bocca lett. H ha di diametro oncie y, e compresa la grossezza della creta esternamente in L ha di diametro oncie 8 ^ e da piedi lett. L ha di diametro oncie 1 1 \ sono alti in tutto palmi a oncie 6,
e
si

costruiscono
fig.

come

gli

altri

sopra di
di

un legno

tornito

come
al

alla
ritiro

3 di questa tavola

ma

un

diametro

proporzionato

che fa la creta. La sezione di questo condotto eguale ma forma pi tozza di quella della Tav. XXlX fig. 6 lett. S. L' imbraga di questo condotto, segnata alla fig. a di questa tavola alla lett. M, eh' l' imbocco del tutto simile a quello del condotto lett. 1 tanto in diametro che in altezza; il diametro delli due fori lett. N. sar di oncie 9 e tutta la lun-^ gezza, compresa la grossezza della creta, di palmi a, 1' altezza totale di palmo 1 e oncie 9. Questa imbraga cos condotta e bea regolare nella grossezin

XXX

'.,

iiB
che
segnata in sezione alla Tav. IX fig. ^ lelt T colta peser libre 3i circa. Le misure non diflcriscono che pochissimo, e quasi niente nel peso per dall' una all' altra essendo laza,

come

XX

sia

vori

(alti

totalmente a

mano

variano certamente qualche libra.

Queste condntture si adoprano anclie per le acque, ma pur troppo anche pei luoghi commodi, li quali per la loro troppa piccolezza, si costruiscono spesso a danno del muri, e dell' eco-

noma per medesimi.


l'utte
ti

le

continue sturaiure,

tasti

cambiamenti

di

condotti

gi dette condottare hanno li cosi detche un condotto piegato come alla tavola XXX. iig. 5, che servono per torcere una condoltura da u. punto all' alilo. Questi si costruiscono prendendo uno dei respetlivi condotti, quando si un poco assodato, e tagliandolo ad ognatura, e quindi con della creta pi sciolta ed acqua si riuniscono pezzi ben bene, e quando sono benissimo asciutti si cuocono. In ogni condottura s' impiegano questi gomiti tanto per tramandar 1' acqua, quanto il fumo. Il peso di questi sempre u poco minore del condotto che della sua specie perch nel tale qualit delle

gomiti che

non sono

glio

accorciato di un poco. Seg\iono altre cundotture di diametro pi grande che si chiamano qui in Roma condotti della forma di monte Cavallo.
si

Conservano sempre questi condotti la forma solita, come osservasi alla Tav. XXXl tis;. i, che 11 conflotto chiamato della forma di Monte Cavallo. Questo ha di diametio interno sbocco lett. A oncie 9; alto nella sua totalit palmi due e oncie tre; da piedi; nel diametro maggiore compresa la grossezza delia creta palmo uno, e oncia una, quanto il diametro del cordone Ictt. B; e r altezza deh' imbocco lett. C di oncie tre. <^)uando questo condotto cotto deve avere Is dimenzloni di
l'

sopra indicate, e pesa circa libre diecinove.

Come
sima
la
110

tutti

gli

alili

ancor questi hanno le loro rispettive im2,


la

hraghe, della forma e misura che


lav.

XWJ
alla
1-

Fig.

viene indicata in questa medequale larga nel maggiore, cio dalliandelli

lett.

di

E palmi due e oncie tre Li fori lett. F diametiu onde undici, nelle quali imboccano li Colli
U,
it.

ii5
condotti
lett.
lett.

ed

sar sijnile

cordone di queste imbrnglie di diametro a quello del condotto lett. B


il

collo

lett.

G.

L' altezza totale di questa imbraga sar di un palmo e oncie dieci, e cotte come sono state descritte tutte le altre peser lilire trcntaqiiattro Si usano questi conilotti propriamente pei luoghi-commodi, nelle case dei particolari,- ed anche per condotture di acque per cammini e simili usi. Quando si usano per condotture dei luoghi-commodi , che sono bastantemente grandi bisogna che siano ben sani, e senza difetto, perch non tramandino umido e lordure ne' muri Gos ancora per le condotture dell'acque secondo la loro posizione avranno il masso proporzionato. Per condurre il fumo baster la sola muratura negl'imbocchi, affinch il fumo non sorta fuori. Anche sopra a questi condotii se ne usano dei maggiori, e sono chiamati Gondotti della forma della Maddalena. Nella sudetta Tavola XXXI. Fig. 3. viene disegnata la forma di fjuesto condotto, che non diversifica dagli altri, che nel diametro interno della bocca lett. che di un palmo e due oncie. L'altezza totale del condotto simile all'antecedente di palmi due e oncie tre 5 il diametro da piedi alla lett. 1 di palmi uno e oncie sei, compresa la grossezza della cretaj l'altezza del collo dal cordone alla bocca, lett. L, di oncie tre. Queste sono le dimensioni che devono avere dopo cotti, e peseranno circa libre trentacinque. Si fabricano ancor questi a mano , sopra la solita anima di legno, fatta a bella posta per avere queste dimensioni. Gome le altre forme ancora questi condotti hanno le proporzionate imbraghe, ne questa si riportata in disegno, essendo simile alla precedente, segnata alla fig. 2. Solo che questa per l' indicato condotto della Maddalena sar larga dalla lett. alla lett. E palmi tre e oncie quattro. L'altezza totale dalla lett. sar di palmi due e oncie due. alla lett. 11 collo e cordone lett. sar simile a quello del condotto fig. 3, lett. L^ e li buchi left. F avranno di diametro palmi uno e oncie quattro La grossezza della creta generalmente
.

ii6

non eccede, tanto nelle inibraghe, che nel condotto, un'oncia di palmo. Queste Imbraghe avendo dopo cotte le sopraccennate dimensioni, peseranno circa libre ottanta. Quando si possa adattar questa specie di condotti nei luoghi-commodi , non di case privale, ma di luoglii Pii, Caserme, e simili dove siano molte persone a servirsene, saranno sempre preferibili agli altri come lo saranno per cammini, e per condotture di gran quantit di actjuej ed anche in ([iiesti si avr la cautela nell' impiegarli , di scartare quelli difettosi e
^

crepati.

Altre volte, cio al tempo degli antichi Romani, ed ansi faljbrlcavano delli condotti di mezzana che nel secolo forma quadrilunga, come osserverete nella fg. 4 grandezza in di questa medesima Tav. XXXI, disegnato in prospettiva, e nella fig. 5 disegnato in sezione, che a guisa di scatole si ponevano uno sopra l'altro; come si pongono ancora i nostri tondi. Erano quelli pi esatti, perch sembrano fatti sopra una stampa che serviva loro per l' interno ^ e li battenti e collo erano quasi ricavati in grossezza, come si osserva nella Seziocon piccolo cordone lett. ne lett. M, e nella bocca lett. rassettato, e ben lavorati da ogni parte. Ver l'uso sembra indifferente l'uno o l'altro, quando servir dovessero per conma pe' luoghi-commodi riescono migliori I dottura d' acqua tondi, tanto perch a formare i (juadrilunghi di una certa grandezza sarebbe pi difficile la fabbricazione, quanto ancora che per la nettezza riescono assai migliori i tondi. Se ne renderebbero poi difficilissime le imbraghe nei quadrilunghi, perch la creta (juando si ha da mantenere ferma nell' asciugare in superficie piane, molto raro che vi si conservi, tanto pi quanto sono maggiori ; onde per questa difficolt sembra che siano stati questi abbandonati ^ non fabricandosene in alcuna fornace di Roma Un'altra difficolt che s'Incontrerebbe, quella nelle rotture dei medesimi condotti da rinnovarsi per la delicatezza e precisione degl'imbocchi^ laddove in (juelli sferici con somma facilit possono cambiarsi , col mellerae in opera quattro o

X\

117

cinque

colpo, imboccandoli sulli vecchi con una certa destrezza tanto nella parte inferiore che nella superiore. Non sar superfluo, o Giovani, di darvi una idea del modo di fare detti laterizi, che molto potrebbero ornare le nostre fabrichc, e che non solo dagli antichi Romani, ma da altre colte nazioni furono fatti , ed in Roma , anche ai nostri
in

un

sol

giorni n' stato fatto qualcuno. Consistono questi in alcuni fregj


sere eterni

, ,

cornici, e simili ornati,


e

che nelle fabriche possono aver luogo


.

con poca spesa esdelle terre cotte di

Abbiamo
ogni
specie

nelli

Musei pi ben
Teste
,

forniti
,

Vasi , Lucerne , e tanti ; , parleremo per soltanto di altri oggetti utili per la vita , noi quelli , che possono pi servire al nostro scopo Alla Tav. XXXII. principier a dimostrarvi delle cose Si hanno per esempio da fare delle colonne o mezpi facili ze colonne di mattone rotato^ come dunque farle affinch ven-

Figure

Fregj

gano bene

esatte e

con

facilit?

Sa la colonna da farsi per esempio di palmi tre di diametro , come segnato in pianta alla fig. i. Questa divisa in sei parti , come vedrete alla medesima figura colli numeri
1.

2.

3.

4- 5. 6. su questo

contorno

si

faranno

eseguire

delle

come alla fig. 2 composta con due regoli lett. A , che si creder conveniente , imitando quella per esempio dei mattoni grossi , segnati nella Tav. XXIV fig. 2. e con due traverse lett. B le quali avranno la centina che porta la circonferenza della pianta fig. i cosicch posti sei di questi mattoni lett. C uno accanto all' altro formeranno la curva e circolo del diametro della colonna . Si deve solo avvertire che queste forme dovranno essere regolate in modo , che il mattone quando sia asciutto e cotto venga della misura ricercata , per cui dovr darsi alla stampa quel di pi che richiede il ritiro della creta , il quale potr essere regolato colle proporzioni delli mattoni gi descritti ; come ancora di queste stampe dovranno farsene di pi granstampe
dell' altezza

fnsitura della colonra , affnch non vi sia tanto da tagliare e tagliare per questa tal riduzione

dezze attesa

la

ii8
Si fanno ancora delli mattoni niodinati 'come osserverete alla fig. 3 di questa tavola alla lelt. che la staiiipa del

mattone
per

lett.

ed

altro

mattone
.

lett.

che possono servire


fatti

gli stipiti

di porte e finestre

Se questi vengono
,

diligenza nello staniparli con finissima e poca arena


creta piuttosto soda possono facilitar molto la
tali

con con la

fabricazione di
e ritocchi

parti della fabrica

e questi t[ualora

vengano bene stamrotatura

pati e meglio posti in opera, con


in
si

piccola

opera possono formare delle cornici di cortina rotata come fanno li fondi piani Finalmente possono farsi, come lodevolmente hanno praticalo gli antichi Romani, delli iVegj , modinature intagliate, maschere 5 capitelli, mensole, rosoni e qualunque altro ornato , mediante le slampe fatte come vedrete alla fig. 4- i'ii|'presentante im Fregio , la stampa del quale osserverete alla lig. 5 di questa medesima Tavola Queste stampe possoiio essere di gesso, ovvero della stessa terra cotta, per fare le
.

quali stampe

si

getter liquefatto

il

gesso di una grossezza di

due o tre oneie secondo la grandezza dell'orn-ito. E per altro qui da avvertire che tali stampe di gesso , col calcarvi sopra la creta umida da mot-lellare , che tormenta la superficie della stampa, poco durano, per essere il gesso naturalmente fragile,e perch non si pu adoprare la stampa se non che asciutta j stanjpandone quattro o cinque, bisogna sospendere di stampare le altre sino che la stampa torni ad asciugarsi, cosa che rende il gesso pi che mai debole, onde le parti sottili si spolverizzano, e presto la stampa si renile logora ed inutile. Si fanno tali stampe anche della stessa terra cotta , sulle quali si stampano le altre, e queste soncj pi durevoli di quelle di gesso, ma o siano di gesso ovvero di terra cotta, bisogna dar loro prima di porvi sopra la creta, una spolverata con
della vola lina di cenere, affinch slacchi cf)n sicurezza, e

non

faccia grossezza questa materia al lavoro, e non lo ijjibolsibca. Questo spolvero altro non che la volalina della cenere, che del nianescalco , e fa sulle fucine e sulle cappe del ferraro, simili 5 la quale come una polvere finissima, che si prende

si

pone dentro una saccoccia

di tela,

mediocremente grossa

J9
giacch se fosse troppo fina nello sbatterla non passerebbe la polvere, e se troppo sgrossa ne passerebbe troppa, e cntesta saccoccia ben legata nella bocca come alla fig. 6 servir a spandere con essa sopra la forma la volatina in modo che vi lasci come un egnalissima coperta di polvere, che basti a
distaccare la creta raorbitla dalla stampa. Con simili forme si fanno quegli oggetti che si vogliono, sia per decorazioni di fa-

briche,

mani

praticatogli antichi Roquest'arte alle cose pi fine. , Prima d' inoltrarsi in altre lavorazioni sar bene conoscere prezzi di questi oggetti pi comuni e di uso, cio dalli mat-

sia per altri usi, che hanno portato

come hanno

toni sino alli canali, giacch di questi altri mattoni centinati, modinati .e di altri oggetti che potessero volersi a piacere, non ci

sono, e non possono esservi prezzi fissi, dipendendo dalla qualit del lavoro, del tempo e dalle circostanze. Anche nel prezzo dei mattoni e degli altri laterizj , su' opali il magistrato sorveglia per le misure e qualit, non possono esservene de fissi, dipendendo dal volere e circostanze
de'fabrlcator, e perci

anno
gi
il

vedono pur troppo variazioni da un anche vistose. Intanto vi dar il prezzo di questi che si praticano in ogalle nostre fornaci, restando sempre a carico del compratore trasporto del materiale, che sar piii o meno costoso, consi

all'altro,

forme sar

la

distanza del trasporto

120

OGGETTO

121
iV. B. Li goiniii delle diverse Condottare sopraccennate valgono ([uanto due canali della specie rispettiva , cio delli come quelli delli condotti della Maddalena Tortorelli baj. 3
,

baj.

4o

e cos dicasi degli

altri.

Nelli suddetti prezzi che variano a secoilda delle circostanze, non sono comprese le portature dalla fornace al posto dei lavori, variando anch'esse secondo le distanze, onde l'accorto ed onorato architetto deve avere in vista li prezzi che sono in corso nell'epoca dei lavori, li materiali e le portature

secondo

le

distanze.

parleremo qui delli molti altri lavori che si fanno nelle fornaci, per usi diversi, come sarebbero vasi, brocche, concoline, piedivasi, vettine, beveratori , catini e simili che non sono per uso di fabricare, e che non hanno fra loro misure , e prezzi fssi ed eguali.

Non

ARTICOLO XXL
X*. vendo bastantemente parlato delle lavorazioni delle opere laterizie, parleremo della costruzione delle fornaci e del modo di conservare i lavori prima e dopo cotti. Principiando dal modo di conservare i mattoni, e gli altri oggetti che si fa])ricano sul campo nelli modi indicati si deve primieramente avvertire, che questa lavorazione si fa nelli mesi estivi, e quando si sicuri del sereno, giacche la pioggia rovinerebbe il lavoro, come pur troppo accade per qualche improvvisa tropea, die si rimpasta tutto il lavoro fatto, perch reso inservibile. Questi lavori resteranno per tre o quattro giorni al loro posto , come furono posti, e ([uindi si toglieranno e si alluogheranno in luogo coperto affinch sempre meglio si secchino, e per averne tanti in pronto da caricare la fornace a suo tempo, e quando occorrano.

Non avendo
vori
,

locale di fabrica

vasto da porre questi la-

faranno delle cataste , ponendo sempre i mattoni , o costa, giacche ponendoli in piano, quelli che stasscro sotto si spezzerebbero pel peso. Si pongono dunque, come si detto , a quattro o cinque fila in larghezza , e in
si

altri

laterizi "^

22

lunghezza per cento e pi palmi, ed in altezza sei o pi mattoni, e quindi con tegole cotte si coprono in modo,- che le acque pluviali non percuotano li mattoni o altro lavoro, cosi coperto dalle tegole poste a tetto, e queste cataste si chiamano
le

gambette
Altro

fiS^

6.

per pi stabile migliore quello di riporli sotto a delle strette e lunghe tettoje, sostenute da pilastri di muro con tetti sopra, come alla Tav. XXXIII fig. i rappresentante la pianta , che la suppone fatta addosso ad un muro come nell' alzato fig. 2 e Sezione fig. 3 ovvero possono farsi isolate sosteimte da doppj pilastri , come alla fig. 4 i" pianta, e fig. 5 in profilo. Quesie tettoje costano pochissimo in una fornace avviata, poich si fabricano colli materiali di vero scarto e ([ueste per maggior commodo ed economia di trasporto stanno bene intorno borei eggiauti i campi su' quali si costruiscono i lavori,
,-

modo

come

si

disse.

Nella Tav. vi dimostro in pianta una Fornace grande da cuocere circa centomila pezzi: cio mattoni di varie specie , tegole e canali , giacch in una cotta non bene che il materiale sia tutto di una specie , poich nel l)asso si collocher il materiale pi grosso, e di mano in mano, che si vicino alle mura , ed in alto si pone il materiale pi leggero , essendo questo pi facile ad arrivarsi dal fuoco nella sua
coltura

XXXIV

Nella fig. 1 viene dimostrata la pianta delle bocche, dove il fuoco, e dalla scala de' palmi ne rileverete le dimensioni e gli spazj Sotto questo piano si far un sufficiente i'ondamento , del quale non si pu precisare la profondit, dipendendo, come si disse parlando di fondamenti, dalla qualit del fondo. La tinta chiara denota la grossezza de' niuri , che si fabricheranno con malta o terra grassa ben manipolata con acqua, e la tinta pi forte denota il muro fa])ricalo in calce , e questi sempre di mattoni Lo spazio lett. A sar lo spazio per governare il fuoco li due spazj lett. B sono le due bocche , dove si pone la legna , le ([uali saranno coperte con archi, come veggonsi puiW-ggiati nella suddetta fig. 1 e segnati
si

fa

123
Sezione sulla linea i. 2 nella sudelta Tav. fig. 2. Anche questi archi saranno fatti di mattoni , in malta ossia terra , scegliendo sempre della pi grassa, distanti fra loro circa oucie sei lasciandole ogni tanto un appoggio dall'uno all'altro con qualche testa di mattone, come nella Sezione fig. 3 sulla liiu
5

nea 3 4 ^Q^t. C. Questi archi saranno terminati in piano con mattonato nella parte superiore , che former il posamento delli materiali da cuocersi, come alla fig. 2 lett. D. Nell'area bassa delle bocche, che sar sotto il piano naturale del terreno, come alla Sezione e Pianta fig. 2 lett. A , vi si scender mediante la
scaletta lett.

quando si dovr dare il fuoco bricheranno con malta li due muretti lett. F, come si
Alle
,

E. due bocche

vi si fa-

osserva

, li quali servono a sostenere obli([uamente la legna , ed il fuco pi concentrato , non meno che a dare pi commodo agli uomini di regolare il fuoco medesimo Quando si fanno le cotte questi muretti si disfanno ogni volta , che seguita la cottura. alla fig. 1 viene riportata la pianta Nella Tav. della medesima fornace dal piano degli archi in su. Anche in

nella detta pianta e Sezioni

XXXV

cjuesta osserverete le

due

tinte

cio

la

pi

chiara

indica

il

muro

fabricato in malta, l'altra pi scura


farsi

fabricato in calce,
legali fra

ma

devono

ambedue contemporaneamente, ben


li

loro con mattoni Si osserveranno

con tinta ancor pi forte , che sostengono il tetto,- come ancora il vano di porta lett. A che serve per caricare la fornace dei naateriali da cuocere , e 1' altro B che serve per governare la copertura come si dir , a suo luogo. Nella fig. 2 viene disegnata la Sezione sulla linea i. 2.
sei

pilastri

dove osserverete

la

grossezza ed altezza de' muri e

le

resnet-

tive disposizioni, non meno chela scarpa data nell'esterno ed interno della Fornace medesima, per darle solidit mae;giorei giacch la forza del fuoco racchiuso in un volume s grande,
si

rende una forza incalcolabile

ed perci che
,

si

deve acdelia

cordarle

una

facilitazione a salire

col fare la

periferia

18

1l\

fornace pi grande di sopra che di sotto ^ e di resisterle al di fuori colla scarpa de' muri affincli non mandi in rovina il fa b ricalo Nella Tav. XXXVI. fig. i , viene dimostrato la pianta generale della fornace , colle teltoje all' intorno por commodo di tenere li materiali al coperto , preparati ad esser cotti, che
.

dalle dette

gambette

anche per commodo che non sono mai troppe. Nella fg. 2 viene segnata la Sezione sulla linea i. i del tutto insien}e , e cos nella fg. 3 sulla linea 3. 4- Il tetto lett. A sar a capanna sostenuto da sei pilastri , come dalla passata pianta Le due incavallature B avranno la corda di legno , quella di mezzo C l'avr di ferro , perch il legno soffrirebbe troppo dall' azione del fuoco , o sia del gran calore , che le
.

trasporteranno assortiti con cariole ed degli uomini , rotatori e simili coperture,


si

Questa incavallatura si compone come le altre, che a suo luogo verranno indicate. Questa di mezzo avr le due mozzature di legno nelli calcagni , legate da una catena , o sia un quadro di ferro a queste raccoiiandato Li tetti poi
resta sotto.
.

tanto questo superiore, che gli

altri

inferiori delle tettoje,


dirsi a

sono costruirsi per maggiore economia come suol


cio colle sole tegole e canali senza
Ili

posvento

le
li

pianelle

mattoni sempre in coltello, e posti in modo che la fara possa passare fra f uno e F altro , e cos disposto tutto il materiale , secondo porta l'arte e la pratica , giunto sino al piano lett. D delle due Sezioni fg. 3 e 3 si coprir [con un filaro di coccj , o siano tegole rotte, in modo che gli faccia sopra come un mattonato^ fatto questo si murer con due teste di mattone in malta , il vano lett. E , pel quale stato introdotto tutto il materiale avvertendo che sia ben chiuso con istabilitura pure di "malta e fatte le due murature alle due bocche, come si disse nella Tavola XXXIV lett. F, si avranno pronte le cos dette fascine, e stanga di legname sugaro , che e il pi adattato a questa lavorazione le dette fascine si compoi:igono alla macchia dove si tagliano le legna, e coi-1 le stanghe,- delle quali assortitene vanno circa sci mighaja per cotta j ed il fuoco durer sei in
simili

fornaci vi

si

adattano

,-

La grandissima diligenza e ed altrettante notti vigilanza della cottnra dipende dal principiare con fuoco lensette giorni
.

to

crescerlo di
,

mano

in

mano
,

e conservarlo giorno e notte

sempre eguale

e senza riprese

questa diligenza la ver che la cottura dei pezzi superiori sia arrivata ; si avr m pronta della terra naturale , e con gli schifi si trasporter sopra la copertura dei coccj , e vi si spianer sopra per l'altezza di circa due palmi 5 si cesser di far fuoco nelle bocche e si lascer in questo stato per una quindicina di giorni , finch

imperocch se si mancasse a cottura sarebbe perduta". Quando si osser-

che tiepido , giacch dandole alli materiali aria prima del loro raffreddamento naturale si spezzerebbero, e mancherebbe loro, come una specie di temperatura. Allora si scoprir di sopra la terra e li coccj ; si aprir il vano lelt. E
tutto

non

sia

della Sezione fig. 2 e di

mano

in

mano

si

estrarr

il

mate-

riale cotto, facendosene la classificazione, separando nelle masse una qualit dall' altra , e ponendo da parte qualche pezzo di scarto , che in ogni cotta pi o meno non pu mancare . Questo mateiiale quanto pi star col rigore delle stagioni , tanto migliore diviene , poich i pezzi senza difetto nel

intemperie s'induriscono maggiormente, queili poi che avessero difetto si spezzano, si sciolgono, e per conseguenza si separano da loro slessi Si costumano ancora delle fornaci men grandi di questa che vi ho dimostrata , come anche delle maggiori , ma qualora fossero molto maggiori , il fuoco difficilmente percorre
resistere alle

con eguaglianza
teriale in

e spesso

accade che dalla troppa forza

il

ma-

e per conseguenza

qualche parte passa dalla cottura alla perduto , onde 1' esperienza ci ha dimostrato che sia meglio attenersi a questa misura circa, trattandosi di fare una gran fornace. Le pi piccole poi, come sarebbero della capacit di quindici o venti migliaja di pezzi, si fanno in un modo diverso, e sono communemente , come vedete segnato in pianta nella Tav. XXXVII. Tali fornaci sono necessarie ancora per cuocere I lavori varj , come sarebbero i canali, converse, ed altri

verificazione,

lavori di creta

men

forti,

o sinno fragili, e soggetti a rom-

126
persi sotto

peso di altro nnteriale, accatastato come si fa mattoni , tegolo , pianelle e simili , quando si appunto carica una fornace per cuocerli Nella fig. 1 di questa Tavola segnata la pianta delA. Lo spazio lett. B l' unica bocca , dove si fa il fuoco lett. dove saranno gli uomini a governare il fuoco , che dal piail

(lelli

no del terreno

vi

si

caler per'
vi

mezzo

della

scaletta

C. Nel

saranno otto archi , l'uno vicino alcome osserverete alla lett. punteggiati , li quali sal' altro 5 ranno uniti in alto , e lasceranno nel piano mattonato che sostengono 5 come alla fig. a lett. A tanti buchi pe' quali passa il fuoco e fiara a cuocere gli oggetti , disposti con arte sopra a questo piano > sin sotto la volta lett. A della fig. 3 che rappresenta il piano di sopra di questa volta , che copre il vano della fornace nella qual volta e rispettivo piano mattonato sopra vi saranno de' buchi, come vengono segnati in questa Tavola , dai quali sorte il fumo e fuoco , che si fa disotto , e clie sar percorso nel materiale da cuocersi

perimetro della fornace

Nella

fig.

muro
della

lett.

B
,

2 osserverete la disposizione delli pilastri sul che sosterranno il tetto , che cuopre il basso

dimensioni geneAnciie questa fornace , coin l' altra rali dalla scala de' palmi edificata di calce e mattoni con pozzolana, in tutti i muri sar che non sono urtali dal fuoco gli altri muri interni che il fuoco passandovi sopra percuote saranno in malta , o sia terra grassa naturale , stemprala con acqua , come si manipola venendo in queste piante ancora dila pozzolana colla calce porzioni di muro fatte in malta le stinte con tinta chiara dalle altre in calce con tnta pi forte. In ({uesta fig. 3 osserverete dove -posano li soli quattro calce, che servono a sopilastri di mattoni fatti con buoi^a stenere il tetto , marcati con- tinta ancora pi scura

bocca

e cos le grossezze dei


.

muri

Nella Tav. XXX.VIII viene rappresentata cfuesta fornace, nelle due Sezioni, una cio, alla fig. 1 sulla linea 1.2 della 1' altra fig. 2 che la pianta nella Tavola precedente fig. 2 Sezione sulla linea 3. 4 per l'altro verso dalla stessa pianta.
5

In questa

fig.

osserverete

la

disposizione degli otto ar-

127
chi

nella

bocca

che

si

riuniscono poi
il

come

alla

fig.
lett.

fortanti

mando come un
fori

solo corpo per lasciare nel piano

fuoco s'introduce nella fornace, e sorte nella volta suporiore lett. B da altrettanti fori , ma di

quadrati da

dove

minor numero

di

quelli di sotto, cosa avvertita gi nella


.

ris-

pettiva pianta della passata Tavola

La bocca per
cersi

la

quale

s'

introducono

gli

oggetti da cuo-

segnata in pianta fg. 2 lett. E come nelle due Sezio, ni di questa Tavola , sar spaziosa per poter giungere con facilit a collocare i pezzi bene adattati sino alla volta superiore la quale bocca quando sar riempita totalmente la for,

nace si mura con mattoni e malta in modo che assolutamente non vi passi il fuoco Le dimensioni ed altezze si rileveranno dalla scala de' palmi romani, posta a pie delle Sezioni. Li queste piccole fornaci il tetto sar composto di sole
.

incavallature e coperte a vento , come si disse delle altre pi grandi Litorno a queste fornaci potranno esservi le tettoje, simili alle altre delle grandi fornaci , ovvero potranno addossarsi a magazzini , o altri locali , che non vadano per soggetti

due

ad incendiarsi

fornace di questa dimensione consumer in ogni cottre miglinja di fascine e stanghe assortite, ed impieta circa gher circa tre o quattro giorni ed altrettante notti , perch venga la cotta a perfezione . Anche in questa si fabricher il muretto , come alla lett. C della Sezione fg. 1 per le ragioni esposte parlando della fornace grande. Queste piccole fornaci agiscono a meraviglia, sebbene non possono giungere a cuocere con quella violenza, che il fuoco

Una

ha nelle fornaci grandi, necessarie assolutamente pel materiale grosso , dove il fuoco pu penetrarlo intieramente, segnatamente uel centro de' mattoni di qualunque grossezza e grandezza. Si fanno ancora delle piccole fornaci , pi cavate da un qualche promontorio di terra o monte di tufo , che fabricate Si fanno senza cenerario , cio colli medesimi mata mano toni da cuocersi nell' accatastarli vi si lascia un vano lungo che trapassi la lunghezza della fornace, e si pongono alla me.

128 formino una specie di volta- nel vano si pone il fuoco , il quale li cuoce benissimo , come cuoce ancora tutto il materiale soprapposlo. Ma una tal sorte di fornaci soggetta a non poter servire che nelle buone stagioni e fattevi poche cotte bisogna riscavar la fornace in altro luogo , ovvero riattare la stessa con mattoni e terra , tanto per andar avanti alla meglio E ben sicuro per che in questa sorte di fornaci non possono aversi dei mattoni ed altri laterizj egualmente colti , n di una eguale temperatura, per mancanza de'commodi^ sono per fornaci di campagna , per qualche fabrica di poca conseguenza 5 relativi agli altri usi ed alla economia che richiede
elio che
5
.

la

circostanza

li

Si nelle une che nelle altre fornaci , qiiando si sformano mattoni , si scelgono quelli di buona cottura , ma che non siano troppo arrivati dal fuoco, e questi si pongono a parte per essere arruotati , giacch li troppo cotti si arruolerebbero con troppa fatica , li poco cotti non resisterebbero all' uso de' mattonati pe' quali i fornaciari li preparano. Si arruotano a secco, e con acqua; ponendone due o tre alla volta sopra un tavolone , largo poco pi della larghezza del mattone, con due regoli chiodali, dove li due o tre mattoni vi stiano incassati , e che si fermano anche con un zeppo di legno a contrasto , e con altro mattone pure da arruotarsi si passa sopra questi con un poco di arena, tanto a secco che con acqua , che ne facilita la lavorazione Arrivati al suo punto si cambiano e si torna a fare il medesimo lavoro per quanti ne occorrono Questa lavorazione in oggi si paga dal fornnciaro agli uomini o donne che vi lavorano , alla ragione di bajocchi cinquanta al cento li quadri, bajocchi quaranta li mattoni grossi Questa lavorae di bajocchi venticinque li mattoni ordinarj zione rovina le mani de' lavoranti , segnatamente quando si' fanno coli' acqua, ma si fa pi piesto.
. .

SEZIOiNE
ARTICOLO
xJe modo
di conoscere la

V.

XXII.

buona qualit dell'aria, e le posizioni di essa convenienti alle varie parti di un edilzio la bont delle acque colla maniera delle loro condottare Senza che venga commesso da un' Architetto una nuova citt, commissione che in oggi si avvicina all'impossibile, pu benissimo accadere quella di dovere edificare una casa di campagna o di delizia , ovvero di mniiifatture ed altri usi e queste in campagne aperte, o luoghi montuosi, dove non vi siano mai state fabbricate.
^
,

suo dovere , e che trovi il committente docile e ragionevole, deve principalmente osservare per quanto gli sar possibile , di conoscere se quella tal situazione, in cui si vuole, o siasi pensato di stabilire P edifizio , sia un aria salubre , se quale degli aspetti sia migliore dell'altro, ed in fine rilevare tutto quello che potr o di bene o di male, consultando col committente i Medici ed Chimici per istabilire saviamente quali parti o circostanze men buone seppur vi sono , possano troppo nuocere nel tutto insieme per
Architetto che sappi
i

Un

il

cambiarne

la

posizione
,

maestro osservatore diligente anche in questa parte , nel libro I capo IV parla molto di questa essenzialissima circostanza , avverte che F aria sar elevata , non nebbiosa , n brinosa ^ e che l' esposizione uon sia n troppo calda , n troppo fredda, ma temperata avverte ancora che debbasi star lontano dai luoghi paludosi , poich nel levarsi il sole, unendosi le nebbie ai fiati nocivi degli insetti paliulosi tramandano un ari ed efllussivi venefici ne' corpi degli uoiniiii.
^
i

Vitruvio

i3o ed escmpj che adduce nella sua preognuno pu vedere, dice ancora che poti fabricarsi entro de' luoghi paludosi prossimi al mare, quando questi siano di livello pi alto del njare medesimo , menle

Fra

inolte rag;oi>i

ziosa opera, e che


i

Facqna stagnante nel n}are5 e il fondo , ed uccide gF insetti nocivi coli' insolita acqua salsa porla egli gli esempi delle paludi Galliche, che sono presso Aitino, Ravenna ed Aquileja con altri luoghi vicini , i quali non per altre lagioni, sono fuor di credere saluberrimi. Avverte poi, che dove le paludi sono basse, e non hanno, n possono avere scolo ne per fiumi n per fossi, come sono le pontine, ivi stagnando le acque s' imputridiscono , e vi esalano vapori pestiferi , onde i vicini paesi ed abitazioni sono in aria pessiuja Ognuno conosce che V aria il nostro primo elemento , ed base fondamentale della nostra salute Se questa tale da far dipendere in grandissima parte il nostro ben slare da essa , perch dunque non abbiamo da procurarla salubre antre

facendovi dclli
il

fossi

si

scola

di pi

mare

sollevato dalle tempeste net(a

che nelle camere? L' aria sar sana qualora non sia n troppo secca , n Si troppo umida , n troppo calda , n troppo fredda conosciuto in pratica che un locale di naturale aria troppo umida cagiona flussioni, coliche, febri , e mille altri incom.

modi
L' aria troppo
quella
ti

secca

pregiudica
ai

al
,

petto

ed

alli

nervi

oppo calda
.

nuoce

polmoni

e la fredda eccessiva

cagiona scorbuto L' aria dovr esser naturalmente temperata e pura , lo che si otterr se sar alquanto ventilata , giacch bisogna ritenere per certo che F aria come F acqua , che se non
lo

agitata
il

si

corrompe
il

vento sono quelli che la percuotono e la purgano, onde nelli luoghi elevali ed aperti l'aria sar tale, beninteso per che il vento non sia troppo trasportato da incanalature di montagne , che allora divenendo g^igliardissimo gara per conseguenza nocivo Dice Scamozzi , che per conoscere dove i venti imperSole ed

i5i versano o sono Insopportabili si osservino gli uomini e le bestie , se questi sono di piccola statura , di peli corti e crespi di carne rugosa , con corna aspre e torte : se le piante saranno nodose , irsute o logore nella corteccia , con frutti picin fine se i terreni saranno aspri coli acerbi e grevi a digerire e ghiarosi, se le pietre arenose ed infrante, come ancora le
,-

acque crude
e sottile.

e
5

pesanti

dove

si

osservassero

tali

difetti

sar

segno evidente

che l'aria in (piel luogo sar troppo rigida


che tanto essenziale
1'

Ed
gire

perci

osservazione di fug-

r aria impura , e perniciosa , quanto che le conseguenze sono irreparabili , e producano le altre di dispendiosissime vane cure, l'inerzia nell' agire la torpidit nelle menti,
;

e mille

altri

incalcolabili pregiudizj.

se sia questo articolo

qui detto comprenderete bene di quale interes, e quanto dobbiate occuparvene , tanto nel basare novi edifizj in locali incogniti , quanto per rivolgervi anche nelle fabriche e case abitate a quelli aspetti , ove meno , o niente dominano quelli naturali soffj ed aspetti , che possono nuocere alla vostra ed altrui salute. Scanzate quelle circostanze saranno rimosse le conseguenze cattive , e tanti meno malori si avranno ^ giacche la nostra maccluna generalmente , come opera Divina , senza urti e colpe si confin

Dal

serva e

si

sostiene sana.

osservar tutto questo quanto sia certo , baster paragonare le persone nate nelle maremme , o sia nei paesi di
ar a cattiva
,

Ad

colle altre nate ne'

montuosi alquanto

qual

dif-

ferenza non passa da quelli a questi ? Peggio poi se uno , o pi persone nate in Roma vadano a stare nei paesi di aria

reggono una stagione All'opposto se vanno ne paesi montuosi , stando mediocremente ivi risorgono , e se stavano bene vanno a slarvi benissimo 5 dunque il divario dallo bene stare all' andare a soccombere da che dipende? dall'aria. Altri eguali, bench men sensibili esempj
cattiva, forse
vi

non

abbiamo
per
la

Roma , che sua vastit e per li diversi piani , bassi , elevati , sec chi , ed umidi , e per conseguenza buoni e cattivi , si vede nelle persone le quali abitano quelli o questi la differenza
tutto giorno soLt' occhio nella Citt di

altri. Non vediamo risorgere o ammalarsi quelche dalle buone localit passano alle cattive , o al contrario dal cattivo passano al sito buono? Come duntjiie accade da un paese all'altro, da ima casa all'altra, cosi ancora succede da un appartamento all'altro, da una stanza all'altra. L'architetto dunque che tutto deve avvertire , e ragionarvi sopra, se non avr la sorte di edificar di pianta una vil-

dagli uni agli

Ji

sistere e diriggere
i

la, una delizia, o altro fabricato , procuri almeno , nell' asun apparta. nento , la scelta delle stanze per
varj usi quelle che pi

convengono rispettivamente,

ARTICOLO XXIU.
L'acqua di sua natura buona , e diviene cattiva per
mescola
I

le

buona

e perfetta

si

mantiene
quali
si

parti eterogenee

colle

introducano. Costituisce l' acqua la base di il mestruo pi esteso , la bevanda commune ed la pi salutare per tutti gli animali ed l'elemento che conserva, e ristabilisce la vita umana , sempre per che r acqua sia pura , poich pu essere un validissimo veleno qualora sia impura. Non sarh fuori di proposito l'accennare qui , che Vitruvio nel suo libro Vili , insegna il modo di trovare 1' acqua quando si fosse in una localit , dove se ne mancasse Dice egli , che por accertarsene , prima di fare altre operaz'oni , si potr porre l'uomo, disteso in terra boccone , prima che nasca il sole, dove si credesse trovarla, ed appoggiato sulla ter,

vi

s'

tutti

fluidi

ra

il

mento, traguardando sempre

in

basso in

tutti

quei con-

torni osservare se nel nascere del Sole esalino in qualche parte dei vapori , il che accadendo sar segno certo , che ivi ca-

vando

trover qualche capo d'acfjua. Avverte ancora, che cercandosi l'acqua


si

si

deve avere

in

poich deve supporsi che nella cre, ta la vena communemente piccola , non profonda , e non di ottimo sapore. Nel sabione polveroso poca , e se fosse in luoghi bassi sar fangosa , e per conseguenza di cattivo sapore. Nella terra nera non si hanno che piccole trapelazioiu' e stille, che si raccolgono nelle dirotte pioggie d'inverno, e si
vista la natura

del suolo

i33

fermino

luoghi sodi e duri , qiiest' acqua per suole essere di sapore ottimo ^ come ancora sono gustose ed egregie le mediocri ed incerte vene ciie si trovano nella ghiara o sia
In

breccia.
ta si

Nel sabione maschio


le

nell'

arena

e nell' incarboncha-

vene in abbondanza pi certe e stabili sapore. Nel sasso rosso sono abbondanti e buone , qualora non siano assorbite e dissipate Ira i pori sotto le radici de' monti e nelle selci sono pi abbonNelle sordanti e influenti , e perci pi fresche e salubri
trovano per
e queste sono di

buon

genti poi de'

campi sono
in

le

acque

salate

grevi

tiepide

disgustose
ra
,

fuori di quelle che penetrando da' monti sotto

ter-

sgorgano

ombre

degli alberi

mezzo de' campi, dove siano coperte dalle de' , danno lo stesso piacere delle sorgenti
indizivi sono ancor'
altri
j

monti. Oltre

g' indicati

come veden-

dosi in un terreno nati dei giunchi, salci, canne,

edere , e simili altre piante , che seni-a umore non possono n nascere n nudrirsi , sar segno che poco sotto vi sar dell' acqua. Queste piante si trovano ancora nel lagume , dove le acque vanno a determinarsi per la loro bassezza , alle quali si riuniscono anche qiielle delle piogg'e ^ ma a tali piante non si deve prestar fede , essendovi ivi l'acqua trasportata naturalmente per la sua naturale bassezza. Se poi in cpialche terreno mancheranno tutti questi indizj , si praticher altro modo per tentare tutti i mezzi di averne. Si faccia un cavo di tre o quattro palmi , e fondo circa cinque o sei ^ e nel!' ora del tramontar del sole vi si ponga in fondo una scodella di qualunque materia sia , unta con olio nella parte interna, posandola sottosopra nel fondo del cavo ; poi si chiuda il cavo con canne e frondi , e si ricopra di terra. 11 giorno seguente si scoprir , e levata diligentemente la scodella se vi si troveranno goccie d' acqua o sudore , avr questo luogo dell' acqua ovvero si collocher in luogo della scodella , un vaso di creta ben secco, e non cotto , coprendo il cavo come si disse di sopra ^ se vi sar acqita , il vaso nel giorno appresso si trover bagnato e finanche stemprato dall'umido. Potr ancora porvisi un pezzo di panno lana e se nel d seguente se ne premesse dell' acqua ,
^

i34
Collocandovisi sar evidenle segno che vi sar la vena vicina parimente una lucerna con olio e lucignolo accesa , ricoperta come si disse j se nel d seguente non si trover spenta, e con olio ancoia da consumare, e vi s vedesse dell'umido, sarh segno egualmente essere ivi prossima una vena di ac([iia poich il calore attira a se tutto 1' umido. Finalmente se in (juel cavo vi s facesse del fuoco, e che la terra riscaldata e briigiata sollevasse vapori nuvoloni , r acqua sar poco lontana da questo luogo Se dalle indicate prove si avranno buoni risultati , allora un pozzo, sinch si trover un capo di acqua si profonder attorno del quale se ne caveranno degli altri , che per mezzo di fossi riuniranno quelle sorgenti tutte in uno stesso luogo per poi farne uso . Queste operazioni per altro riusciranno pi sicure, quando si scelgano luoghi montuosi , con frequenti alberi affinch laggi del sole non ne tolgano l'umido, e che superiormente i vi siano de' valloni e selve , dove le acque delle piogge e le nevi sciogliendosi trapelino ne'meat della terra, e giunca io nelle pi basse radici dei monti, dove sgorgando aprono le sorgive pi stabili e di buon sapore . Avverte saviamente lo stesso Vitruvio che nelle pianure non possono esservi siffatte vene, ed essendovene non possono essere salidari, perch la ^ran possanza del sole senza riparo degli arbori attrae tutto umido, e se vi saranno acque scoperte, l'aria ne toglie e fa esalare la parte pi leggiera e sottile, che la pi salubre,- e restano per conseguenza nei fondi piani le parti pi pesanti e di cattivo sapore.
. .

Le acque provenienti dalle nevi e ghiacci sciolti , e tutte acque stagnanti, secondo avverte anche Ippocrate , bevute producono de' mali , e sono perci perniciosissime , onde bisogna evitarle come la peste Vero si che possono divenir
le
.

pratica in tanti luoghi per necessit non avendone altre, e questo s fa prima col lasciarle putrefare poi bollirle e filtrarle , dopo lasciarle depositare e in riposo. Questa manovra per non s pu fare per nudrire

buone

col purificarle

come

si

una famiglia , una citt , onde bisogna procurare cercandola scbljene precisamente cos non di avere acqua pura naturale
j

i35
d , poich Priesteley nelle sue scrupolose osservazioni not che l'acqua ha una s forte tendenza ad unirsi con tutte quasi V emanazioni , e che tanto forte da sciogliere un volume presso a poco eguale al suo Se P acqna sar di pioggia nelP attraversare 1' atmosfera , e se di sorgente nell' attraversare la terra ove passa, si carica
si

necessariamente di una quantit di quelle particelle eterogenee. L'acqua pura, che di tanta importanza per la conservazione della nostra vita , deve essere della massima limpidezza , osservata a traverso alla chiara luce di un limpido bicchiere di puro cristallo , non vi devono comparir galleggianti in modo alcuno, bench minutissimi 5 deve essere in qualche modo simile all' aria ; ed Erodoto osserv che una popolazione vivea pi lunga vita delle altre a causa di un'acqua leggera di cui faceva uso , che niuua qualit di legno vi
sosteneva sopra. Per conoscere la purit dell' acqua prima di riputarla per buona, bisogna non trascurare esperienze. Se posta l'acqua in un vaso di majolica ben netto, e scosso alquanto non vi lascer macchie e deposizioni sar buona. Sar egualmente se fatta bollire in un caldajo ben netto , indi versata per inclinazione , e lasciata cos riposare non lascer u arena n alsi

tro.

Se cuoce presto
^ ^

perfettamente
netti

legumi se postovi il sapone lo scioglie se lavandovi delli panni di lino li rende ben
i
5

se postivi

suo corso non


la

migliori pesci vi stanno senza soiTrirCj se nel nascono giunchi o musco , n nel suo fondo
i
5

non lascia alcuna specie di lordure bevono ordinariamente li renda


colore
,

e finalmente a quei

che

sani

robusti

di

buon

n pregiudichi loro le gambe , la gola , e gli occhi: Le acf[ue che avranno queste prove saranno leggere , dolci e sottili ; all' opposto le acque di diverso genere saranno pesanti , crude , dure e nocevoli ai nostri corpi Purissima ordinariamente l'acqua di pioggia , percli sollevandosi e galleggiando nell' atmosfera cade per una vera distillazione 5 l'esperienza per dimostra in contrario, poich analizzata vi si trovano de' principi estranei, o perch abbia
.

perduto nel suo cadere delle parti

alle

quali era prima unita,

i56 o perch dopo

di essersi

deparata
.

siasi

nuovarneote caricata

di altre sostanze sparse nell' aria

Le acque che direttamente si hanno dalle nevi e dai ghiacci variano danna volta all'altra, e molto pi da un paese all'altro, nelle

diverse stagioni

nelli

diversi venti, e per

modificano pi o meno lo stato , che atmosfera . Tutte queste acque per possono conservarsi c|uando siano depurate e filtrate, come si fa nelle cisterne delle
simili altre circostaiize
dell'

quali

si

parler a suo luogo


di sorgenti

variano di molto , perch i meati della terra, per dove passano racchiudono naturalmente gran quantit di materie diverse, delle quali l'acqua si carica per vera dissoluzione, e diviene un'acqua minerale, se alcuni di questi principi saranno in quantit sufficiente ad alterare sen-

Le acque

sibilmente la qualit essenziale delT acqua pura

e di queste

acque
che
la
la

se

ne hanno varie , come varie sono le virt e gli usi medicina adatta alle diverse circostanze e bisogni del-

vita

umana

Le acque purissime e buone si hanno dalle sorgive che escono da un banco di argilla pura , da pietre della specie di coarzi e de' ciottoli ma dove fossero pietre e terre calcaree , come marmo, creta, gesso, conchiglie e simili, le acque
^

conterranno di queste specie, ed averanno dell'acido vitriolico; poich la terra vetrificabile ed argillosa insolubile dall' acqua, dove al contrario quelle calcaree sono sottomesse all' azione di questo. -piestruo.

L'acqua dei pozzi ha li medesimi principi delle sorgive , giacch variano da un paese all'altro, e da un luogo all'altro anche sia vicino, dipendendo dalli meati della terra ove passano per determinarsi in quel vacuo , che la mancanza della continuala resistenza fa concorrere in quella parte Vi sono dei pozzi che somministrano acqua veramente pura , e lo sar costantemente se sar estratta quasi senza interruzione j e se
.

si corregger col non usarla subito , ma lasciarla alquanto scoperta all' aria ed al sole. Osservando la composizione dell' acqua del fiume , eccettuando le accidentali materie che vi porta una inondazione, si deve a quattro circostanze: la prima ai principi de' quali

sar cruda

fontane e suoli che varie materie solubili che possono staccarsi nel letto dei fiumi. Terza dalle piante che vegetano nel loro seno , ai pesci che vi nudriscono. La quarta dalle diverse lordure ^ che vi scaricano le cloache delli Quell" acqua di fiume paesi ed i fossi delli terreni inaffiati

sono nelle viscere della terra


i

le

diverse

vanno formando

fiumi

la

seconda

alle

che scorre sopra di una bella sabbia per ciottoli grossi , e sopra un letto di pietra vetrificabile e purissima. letti dei fiumi di creta , o di terra basSe si avranno sa e marassosa sar un' ac([ua impura e cattiva. Se un fiume sar rapido , dove le acque scorrono con veemenza saranno
i

interno nelle loro parti provano una vera decomposizione , per cui si depureranno intieramente confluendovi ancor mollo l' avere pochissimi pesci y e pochis-

buone,

le

quali pel

moto

sime piante allignate nei loro letti ^ e tutte le sostanze impuda cloache e da ruscelli sono ben presto decomposte, e spartite dalla massa grande dell' acqua rinnovata quotidianamente. Se cjuesto medesimo fiume rallenta la sua caduta , scema proporzionatamente la bont dell' acqua , e divenuta stagnante contrae una perfetta impurit ; lo che nasce dalla facolt che ha V acqua di sciogliere sino alla saturazione tutte le materie , che ella pu attaccare. Questa impurit patente alla vista , alF odorato , ed al gusto. Vitruvio nel medesimo suo libro Vili, al Capitolo III.
re trasportate

racconta delle particolarit di acque , delle quali brevemente dar ui cenno. Dice Eoli che vi sono dei fonti caldi, ove sorge l'acqua di ottimo sapore, come quella del fonte delle

Camene.^ oggi fuori di porta S. Sebastiano alla Calfarella, facendo egli conoscere che ci accade naturalmente quando una vena d'acqua buona passasse vicino o sopra allume, bitume, o zolfo , che vi si genera il fuoco sotto terra y onde l' acqua passando si riscalda senza alterarne la sua bont. Dice ancora che vi sono de' fonti freddi d' odore e sapore cattivo nascendo ([ueste da luoghi molto sotterranei , ma che poi scorrendo in luoghi ardenti per lungo tratto, giungono raffreddati conservando per altro l'odore e sapore cattivo. Tale il fiume Albnla nella via Tiburtina, tali sono i
:

fonti freddi nella

campagna Ardeatinaj ambidue

dello stesso

i38 odore e chiamansl solfiiree; queste acque hencli fredde sembrano quasi l)ollenti , perch passando da luoghi ardenti , e alterate dall' incontro dell' umido e del fuoco ricevono molto vento , onde gonfi di questo spesso sgorgano bollendo Inoltre ogni acqua calda anche medicinale, perch bollendo con quelle cose, per le quali passa , acquista molte virt utili ^ per esempio le acque solfuree ristorano i patimenti dei nervi; le alhiminose, se qualche parte del corpo umano fosse perduta , la riscalda introducendo per i pori la contraria forza del calore, e cos tornano le membra alla sua antica sanit. Le bituminose lievendone purgano e sanano difetti interni del
.

corpo. In Penna
ghi

citt del

Vestini

in Cutllio, e in altri luolo

evvi un' acqua fredda nitrosa , la quale passando per ventricolo minuisce anche le gonfaggioni delle scrofole
In quei luoghi poi

cava l'oro, l'argento, il ferro 5 il rame , il altri simili metalli , si trovano abbondanti li fonti, ma per lo pi difettosi , e producono effetti contrari all'acqua calda che sorge dal zolfo, dall'allusi

ove piondjo , ed

me

e dal

bitume

delle

quali

bevendo producono mille

malori.

bida

In Atene evvi una specie di acqua , che per essere torfuori una spuma come se fosse un vetro purpo, caccia

reo, che vi galleggia, e che condotta nelle fontane tanto nella citt, che nel Porto Pireo, non ne beve nessuno, servendosene soltanto per lavare , e per simili usi , ed perci che a

scanzo di questi danni si usa per bere l'acqua dei pozzi. Molti altri luoghi accenna di acque simili, che per brevit tralascio ma dir di altri che pel capriccio della natura meritano rammentarsi. Per esempio, egli dice, che vi sono alcune terre s grasse , che passandovi le acque per tali vene portano fuori seco dell' olio , come nel fiume Lipari presso Soli, castello della Cilicia, ove quei che vi nuotano o si lavano restano unti dall' acqua medesima; ed anche nelF Etiopia vi un lago, che ha la medesima prerogativa; ed altro simile ve n' nell'Indie. lu Cartagine poi entro un lago galleggia una quantit di olio , che odora di raschiatura di cedro , e se ne sogliono ungere i bestiami. Nell'Isola di Za5

3g Durazzo ed Apollonia si liovnno fonti che nuitanienle all' acqua gettano fuori ([uantil di pece. Nel vasto Lago di Babilonia detto , Stagno di Asfalte , nuota sull'acqua una specie di bitume liquido , col quale unitamente ai mattoni Semiramide edific le mura attorno Babicinto e presso lonia
.

In loppe nella Soria ed anche nell' Arabia de' Numidi vi sono grandissimi laghi, nei quali si rinvengono grossi massi di bitume, che si raccolgono dagli abitanti del paese. N dovr far meraviglia questo fenomeno., poich passando l'acqua per

alcune vene di terra bituminosa ne porta seco una porzione , che poi depone ove sgorga . Nella Cappadocia fra Nezaca e Tuana evvi un lago in cui tuffandosi una canna dopo ventiquattro ore resta pietrifieata quella sola parte che fu immersa la minima alterazione
,

ed

il

resto

non

soffre

In lerapoli nella Frigia gorgoglia un grosso capo d' acqua , la quale tirano per canali attorno agli orti e le vigne e perch a capo di un anno diviene una crosta di pietra, rifacendo d'anno in anno a destra e a sinistra ripari di terra vi formano le mura dei poderi. Anche questo pu accadere facilmente se passando l' acqua per vene di terre , ove siavi un sugo di natura simile ad un coagulo, onde sortendo da fonti fuori terra queste qualit mescolate , dalla forza del Sole e
dell'aria sono congelate appunto

come

si

vede nelle

saline.

terra

sorgenti amarissime, per gli amari sughi delia passano. Nel Ponto il fiume lpaai,il quale dalla sua origine corre per quaranta miglia sempre di sapore dolcissimo, quando giunge per ad un luogo centosessanta miglia lontano dalla bocca , vi si mescola un fonticello , il quale amareggia tutta l'acqua del fiume, perch appunto questa piccola fonte passa per Miniere di Sandracca, che rende l'ac-

Vi sono
elle

ove

qua ama rissima.


Vitruvio riprende a dire , come vero , che dalla qualit delle terre dipende avere le acque buone o cattive salubri o perniciose, e di varj sapor , lo vergiamo ancora dai
fratti

Onde

perch se non producessero


,

le

radici

degli alberi
colli

delle

viti

ed

altri
,

le frulla

saghi proprj di

quelle terre

i4o
avrebbero le stesse frutta in tutti i luoghi e paesi !o stesso sapore Quando all' incontro noi vegliamo che uell' Isola di Lesbo si fa il vino Protiro nella Meonia il Cataceaumenile ^ nella Lidia il Melito nella Sicilia il Mamertinoj nella Campania il Falerno ^ in Terracina e in Fondi il Cecubo , e ia
.
,

moltissimi

altri

luoghi infinite specie e qualit di vini,


altrinieate trovarsi,
se

le

quali

l'umido della terra penetrando le radici colla propria qualit del suo sapore , nudrisce quell' albero , per entro del quale sormontando alla cima , comunica al fratto il sapore proprio del luogo e della specie Se ci non fosse non nella sola Soria e nell'Arabia nascerebbero canne, giunchi, ed erbe odorose, o alberi d'incenso o di pepe o di mirra, n solo in Cirene produrrebbero le ferule il Laserpizio , ma in tutti i paesi e tutti
fjsse che
.

non potrebbero

non

luoghi nascerebJ)ero tutte le stesse cose . Si narra essere stato in Terracina un fonte, che si chiamava Nettunio , del quale chi beveva inconsideratamente moriva, e che perci T avessero gli antichi distrutto: e presso (];cri nella Tracia vi un lago che non solo fa morire chi in'
i

finanche chi ci si lava Nella Tessaglia corre un' ac([ua della quale non ne beve alcun bestiame, ma neppur vi si accosta bestia alcuna, e presso que st' acqua nasce un albero con fiori porporini Cos nella Ma,
.
.

consideratamente ne J)eve

ma

passano a destra e a sini, si uniscono in uno i viandanti vi si riposano e vi sogliono pranzare per la bont delma all' incontro poco lungi ninno vi si accosta, perl' acqua , ch si dice che quella medesima acqua in quei tratto sia di-

Euripide stra due ruscelli d'acqua, ed ivi


cedonia
,

ove

sta sepolto

acque sullo stesso gusto e di effetti particolari , per essere acque , che trapelando per e immedesimata di quelle specie o benimeati della terra gne o venefiche, anche Tacqua diviene tale, onde inutile di tutte riportarle ; potendo', chi amasse conoscerle tutte ricorrere
altre
i
,

venuta mortifera . Parla Vitruvlo di molte

all'opera

medesima.

Dir per qualche cosa di quanto dice sulle acque acetose, che sono nel fiume Lincesto , e nell'Italia la Velina, la Campana verso Teano, e in molti altri luoghi, le quali han-

i4i.
calcoli , che si forche bevendone sciolgono nella vescica degli nomini. Pare, dice Vitrnvio che ci mano possa accadere natnralmente cos, supponendo che sotto quella terra vi sia un sugo agro ed acido , onde le acque che n' escono vengono tinte d' agrezza , e che perci entrando in un corpo sciolgono ci che vi trovano generato o per depoChe queste poi si sciolgano cogli sizione o per concrezione acidi si pu osservare dal pori'e un uovo sotto aceto per molto tempo , in cui si amn:iollisce la scorza e si stempera Cos il

no

la propriet

piombo posto ben

chiuso dentro un vaso si discioglie e diviene cerussa , cio biacca Anche le perle ed il selcie che non possono fendersi col solo fuoco , se pure si scaldino e vi si sparga 1' aceto , si fendono , si scheggiano , e si disciolgono.
.

Altre acque

quella

nella
,

tale trovano , come mescolate col vino ancorch Pafldgonia , che ubriaca chi ne beve ,
si
;

senza vino

ed

altre consimili

ARTICOLO XXIV.
Dei modi di
trasportare le

Acque

Insegna Vitrnvio, che in tre modi si trasportano le acque, o per canali fabricati , chiamati dagli antichi aquedotti , ovvero per condotti di piombo , o per quelli di creta cotta 5 ai quali io ne aggiungo un quarto , che allora non si costumava , ed per mezzo di tubi di ferro fuso Per gradatamente conoscere ad una ad una queste maniere , principier a trattare della prima, cio degli Aquedoiti,

suddividendone

le specie e

li

mezzi da prendere
all'

sulle

varie

circostanze che possono accadere

architetto

Trovata una sorgente a piedi di una montagna , dove sempre per le leggi della natura e per 1' esperienza debbono cercarsi , colla probabile speranza di trovar acqua , quale si
disse di sopra, convien parlare del

modo

di allacciarla, purgarla

e condurla
all'uso di

alla citt , villa, o dove deve servire al bisogno o qualche opificio, o alia delizia di qualche villa, come sarebbe per cadute , fontane e giuochi Queste varie qualit di usi variano ancora il modo di

i4a
.

poich in questi lavori si deve sempre procurare la possibile economia , senza per punto defraudare alla stabilita, premura principale in ogni oggetto di nostra arte. Figuriamoci duncpie che si tratti di un' accjua , che lo
coiuhirle
,

principale sia per nudrire una popolazione, premesse allora nelle ricerche le osservazioni e cautele di sopra avvertite intorno alla scella e alla salubrit, bisogna che nella con(lottura sia mantenuto scrupolosamente il modo di non cor-

scopo

romperle

non guastarle, ma che sempre pi strada facendo

vadano piuitusto a migliorarsi^ e qui giover fermarsi a trattare della prima riunione nella botte , dalla quale passa poi
all'Aquedollo

Figuriamoci dunque che siasi rinvenuta qualche vena di acqua alle radici di una montagna, o di un promontorio, dal
qual locale
fatte le

diligenti

livellazioni siasi assicurato esservi

una pendenza proporzionata dalla sorgente al luogo dove se ne vuole far uso , ed il tratto di strada che deve percorrere e che l'acqua sia, fatte le necessarie esperienze, veramente e costantemente buona, e salubre^ onde per mancanza di qualcuna delle accennate di sopra necessarie prerogative non venga ad essere gettala la spesa s' incomincier Toperazione dalla condottura e trasporlo
.

confuso sulla altra ed in quel terra , come alla numero che dar la natura e per c[uello che sar. Dove pi compariscono vi si far un pozzo rotondo , come alla TavoSezione pianta .in una 1. rappresentato in la XL. figura per meglio conoscerne le pai ti. Sar questa scala maggiore del diametro di quattro o cinijue paln)i, fondo quanto pi si potr, e sin dove si riconoscer che l'acqua possa gommaSi abbia pronta re dal taglio della terra con una certa forza allora calce impastata con ottima pozzolana e mattoni , se potranno aversi, altrimenti delle pietie che dar il paese, ove
d'
in

Tav. delle varie vene


Alla

XXXIX

si

figura la

pianta

dell' allacciatura

acqua che compariranno dall' leti. A distanti 1' una

(jnesto lavoro
la

si fabbricher attorno al taglio delgrosso due palmi circa , che costi, tuisca lo spazio anzidetto, lasciando in detto muro due o pi fig. i. della Tavosi osserva in delta fila di feritore, come

deve

farsi, e

terra

l'

indicato

muro

143
saranno formate o dalli mattoni, pietre sopradette, e ([iieste potranno avere di luce ono dalle cie due di larghezza ed un palmo e mezzo di altezza . Dalla parte pi bassa della campagna , come alla lett. B di detta figura vi si lascer un vano con intelaratura di pietra, chiuso con fusto di legno ben verniciato , di due palmi di larghezza e tre di altezza servir per potervi discendere a visitare il detto pozzo, e sua riempitura di breccia grassa nel fondo che sar ben murato perch I' acqua ivi raccolta non prenda qualche esito come alla lett. C , la qual breccia potr essere alfa cinque o sei palmi ; qviesta ricevendo le acque , che scenderanno all'intorno dalle feritore, le purgher dall'arena, e da qualche altro corpo estraneo , che potr portar seco dalle vene della terra. Sopra al pozzo potr costituirvisi una volta a scudella con finale piramidato al di fuori , come alla lett. D, perch le acque pluviali non la tormentino e scolino via. Possono coprirsi questi pozzi anche con un lastrone di
la

XL.

lettera

A,

le

quali

travertino o altra pietra

levabile

come

alla

Fig.

leti.

Fig.

a. facendovi corda per levarla e rimetterla in opera, senza porvi sopra la campanella di ferro, soggetta ad essere derubata, restando del tutto isolato in una campagna. Levato questo coperchio potr introdursi nel pozzo all' opportunit, senza''farvi l'indicata finestra lett. B. poco sicura anche questa per causa delle bandelle, e ferratura che deve esservi la scelta di questi modi sar del Committente o dell'architetto incombenzato dell'opera. A ciascheduno di questi pozzi vi sar il canale che porter l'acqua, ivi raccolta; nella botte come si osserva nella Tavola XXXIX alla lett. B. nella Tavola alla lettera. F, fig. 1. li quali saranno ben fondati nella terra con masso sotto, e sponde di mattoni o di pietre,- lungo le quali si faranno
:

un cordone attorno, onde poter aver presa una

XL

tante
lett.

feritore

come

si

disse delli pozzi

come

osserverete alia

Tav. e fig. Questi canali potranno essere larghi due palmi ed alti quattro palmi. Potranno coprirsi con lastre di pietra , con masso sopra , come alia lett. H, perch non vi cada terra , ovvero con mattoni a capanna come alla lett. I di detta Tav. XL , e nel fondo il mattonato a cnnal roverso,
di detta
le quali

chiavichetle

si

riuniranno fra loro e scaricheranno

le

onde saranno ; bisogno io esigga Quello che dovr osservarsi, sar di basare la botte in un livello pi basso delle sorgenti , acci dalli pezzi possano le acque ove pi ove meno in questa scaricarsi Nel tratto di queste chiavichette dal pozzo alla botte , che sia di qualche estensione e pi delle quattro in cin(|ue canne, sar bene farci un ciiiavi-^ no per nettarle all' occorrenza , come alla Tav. XL. lett. L il fondo del quale sar ben osservalo colla breccia come si disse delli pozzi , ed avranno la medesima copertura di quelli, tome viene disegnalo in detta Tavola. ]N ella Tav. XLl alla fig. i osserverete la pianta della botte principale in maggior proporzione perch meglio si comprendino le parti , dalla quale passa 1' acqua nell' aquedolto. Dalla scala de' palmi comprender ognuno la grandezza di questa botte , che suppongo possa servire per circa mille oncie di acqua che le sorgenti possano sonmiinistrare . Nella Tav. XLll. alla fig. i viene dimostrata esternamente la botte nel lato sinistro , e la sezione sulla linea della pianta i. 2 alla fig. 2. 11 fabbricato dovr essere della massima solidit , coperto con volto reale , e sopra lavoralo con coccio pisto bene incollato affinch le acque pluviali non vi si fermino. Nell'interno sar tutto un ambiente diviso in tre ricettacoli , come fossero vasconi di bnona costruzione tutti con coccio pisto , tanto nel fondo che nell'interno. Ciascun vascone avr una caditora di legno , per poterle spurgare indipenlett.

i44 acque nella botte

della

Tav.

XXXIX

di figure e lunghezze

quanto

il

dentemente 1' una dall'altra. Tav. XXXIX. lett. E. Per entrare in c[uesto castello vi sar una porla Tavola sudetta lett. F con buoni stipiti di pietra e suo fusto di legno ben verniciato e ferrato , chiuso con doppie chiavi e catenacci , essendo un ingresso ben geloso e da guardarsi con molta premura. Vi saranno delle finestre come alla lett. G con buone ferrate, tanto per la luce, quanto per l'aria, ponendovi le ramate , affinch le bestie non entrino a danneggiare e spor* car 1' acqua
.

piede
alle

internamente vi sar un marciacome alla Tav. sudetta lett. H , che servir di risega mura che devono contener l' acqua , e per manovrare li
All' intorno della botte

i45
veroccli per alzare ed abbassare le cadltore all'opportunit, e per le visite, e per conimodo delle lavorazioni di spurghi, di

riattamenti e simili , che in questi fabbricati bene spesso ve ne occorrono . Li canali o siano chiaviche, che saranno sempre sotto terra , e che dalli pozzi portano l' acqua nel primo ricettacolo della botte , come alla Tav. XLI lett. E avranno li bocchettoni di travertino , o altra pietra , e sgorgheranno sopra un gran suolo di breccia grassa, come segnato nella Tav. XLII. lelt. F sulla qual breccia 1' acqua battendo colla sua caduta , che bisogna procurar di darle pi alta che si possa e percorrendo si agita e depone quelle parti grosse e terree che potrebbe ancor contenere, con di pi , che orizzontandosi sul bordo che divide questo primo ricettacolo dal secondo, passa gli altri tre o pi canali che si faranno a piacere lett. G, e batter sopra un secondo suolo di breccia simile, che gli servir di un secondo ripurgo , e finalmente mediante gli altri canali lettera H , che souo nel!' altro divisorio del secondo e terzo ricettacolo viene alla terza depurazione , dal quale poi s' introdurr nell'Aquedotto , come alla lett. M. A ciascheduno delll tre ricettacoli, o siano vasconi , vi
sar

un canale come

si

disse, e

come

viene indicato Tav.

lett. A fig. 1 , che rappresenta la Sezione sulla linea 3. Pianta Tav. XLI , al quale a filo dell' interna parete lett. B vi sar una ferrata fitta , perch la breccia grossa non vi passi ed avr a filo del muro superiore mediante un canale , e contraccanale di pietra , in cui sar posta una cataratta di legno, come alla lett. C nella Tav. XLlll , che chiuda esattamente

XLIII 4 della

affinch

uon

si

perda

1'

acqua

la

qual cataratta mediante un


e
si

quamlo si voglia netabbasser quando deve ^ essere pieno , manovrandolo sul marciapiede lett. D, sul quale mediante la porta lett. E potr praticarsi . Avanti all' anzidetto canale lett. A, vi sar come uo camerino , segnato in pianta Tav. XLI e sezione fig. i della
verocchio con catena di ferro
si

alzer,

tare ed asciugare quel ricettacolo

Tav. XLIII lett I con porticina lett. L , affinch le cateratte siano meglio guardate e custodite^ per la qual cosa alli vani delle porte lett. L vi saranno li fusti ben forti con catenacci e

i46
serrature solide, affinch

quando accada
li

di voler fare lo spurbella posta fat-

go dell'acqua aprendosi
tora
,

detti fusli

e tirala in alto la cadia

sorta l'accjua che

si

perder nel fosso

tovi avanti a ciascheduno,


ta generale

come
lett.

nieylio

si

osserver nella pian-

Tav.

XXXIX

N.

Intorno a questa botte sar bene che siavi come un bosco, perch gli alberi manterranno fresca l'acqua, come potr esserlo per tutto il corso chll'Aquedolto , se sar fuori di terra, e di una altezza che gli alberi [lossano garantirlo dal Sole,
giacch cosa veramente piicevoie di avere nell'estate Tacqua da bere fresca e l'inverno calda, come vediamo nella nostra acqua di Trevi ma questo accade perch percorre in xuia condottura , che quasi sempre nel suo corso di i4 miglia invi vorr per altro l'avvertenza che gli alberi circa sotto terra siano a qualche distanza dalla condottura , affinch le radici non vadano a pregiudicarla , e che la specie degli alberi sia
5 5

sempre verde, acci nell'estate non manchi l'ombra. Volendo spurgare il primo recipiente come alla Sezione della Tciv. XLll. lig. 2 si averanno pronti tre canaloni di legno bene incatramati , e postili ad ognuno delli bocchettoni lett. E da un lato e dall'altro sulla divisione, si far gettar nel secondo recii)iente lett. G, ed aperta la cataratta l' acqua
vascone che potr nettarsi , lavar la breccia fatto questo e lasciata apere farvi quelle diligenze necessarie cataratta, 1' acqua continuer a sortire, e lascer asciutta la te le altre due alzando egualmente in quelle le Goditore per nettarle , e togliere dalle brecciate quella terra , e limo , che potesse aver lasciato 1' acqua proveniente dalle sorgenti Dall'ultimo o sia terzo recipiente ander l'acqua nell'Arester, asciutto
il
:

quedotto, come nella Tav. XLl.

lett.

M,

e nell'

imbocco

al

primo

incastro vi sar un telaio di ferro con una ramata di maglia di 4 , che impedir d' introdursi nell'Aquedotto qualche cosa caduta dalle finestre o altro proveniente dalle condutture anteriori ; ovvero per impedire 1 ingresso a qualche pesce , o ciriole che sogliono nascere e ben nutrirsi in questi ricettacoli, e che passando quindi nell'Aquedotto vanno a danneggiare ed ostruire le subalterne condutture. Di queste ra-

mate

se

ne avranno

in

pronto due o tre

affinch

dovendone

147

una o per nettarla o per risarcirla possa esservene pronta un'altra da collocarsi in altro canale vicino a quello, come alla Tav. X.LI lett. N, prima di levare quella che esiste. Se si dovr traversare una pianura l'aquedotto, che partir dalla botte principale per andare al luogo dove deve fare la sua figura saia arcuato e se poco elevato dalla campagna secondo porter il livello poco pi o poco uieno sar come alla Tav. XLIV. flg. 1. che rappresenta il piano ilella campagna lett. A, e l'aquedotto lett. B con un proporzionato pendio , che potr regolarsi con dargliene per ogni cento palmi un palmo, o anche due terzi di palmo. Se la pianura sar senza ostacoli potr farsi il fabbricato dell'aquedotto in linea retta, nel qual caso perder meno di pendo e l'opera sar tanto pi economica , perch pi corta. Se la campagna sar irregolare come alla fig. 2 lelt. C s procurer farlo tortuoso cercando il locale meno incomoflo per non essere obbligato di far l'aquedotto nelle viscere dei promontori e nelle pietre, divenendo di troppa spesa ed incomodo , ma qualora non potesse risparmiarsi , si far come alla lett. per le vallate, ed alla lett. E per gli trafori, che se sar una terra mobile si far un taglio aperto , livellando quel tratto di conduttura bene a dovei'e e fatto il fabbricato si torner a riempire, costruendovi uno o pi sfiatatori , o siano bottini, come alla lett. F, che servono per le visite e per facilitare i lavori de' riattamenti , che in progresso vanno ad
levar
;;

essere necessarj

Questi bottini saranno costruiti e copei'ti come quelli lett. L. Se poi s' incontrasse nella Tav. , un terreno duro, o tufo, si far un traforo, e di mano in mano si costruir il masso, le sponde e la volta, praticando anche in questo caso li detti bottini , che serviranno per prendere aria a chi eseguir il lavoro , e per eslran'e i prodotti
delle chiaviche

XL

dei tagli
scalpello

incontrasse della pietra dura si caver a furia di vano dell'aquedotto per estensione che abbisogTia facendovi un semplice coccio pisto , se pure occorrer per chiudere qualche vena o vacuo della pietra medesima, affinch

Se poi
il

s'

l)assandovi l'acqua

non

si

disperda. Anche in questa ipotesi

1A8
bottini saranno necessarj , e dovendone fare pi d' tranno essere distanti fra loro duecento palmi incirca
li

uno po-

Se stradafacendo s' incontrassero delie valli e nionlagne altissime non si potr arrestare il lavoro, ma si attraverseranno nei luoghi meno profondi , come alla fig. 3 supponendo
la superficie

del terreno

come

alla lett.

la

livella/ione

aquedotto alla lett. G , dove si dovr fare nel maggior tratto e profondit un aquedotto di due o tre ordini di arcate, una sopra l'altra, gli si dar un piede proporzionato all'altezza, ed al materiale che si adopra, come alla lett. H, e meno elevati, come nel tratto lett. I, e finalmente i trafori operazioni tutte cui non bisogna o cavi nei tratti lett. che una esatta livellazione, ed il poter disporre di somme grandi di denaro. Alla fig, A di questa Tavola viene segnata la pianta delretta, e l' aquedotto sostenuto da pilastri supposto in linea nella fig. 5 la sezione del medesimo aquedotto in proporzione maggiore , essendo comune a tutte le accennate ipotesi , poich questo canale dovr sempre avere un pavimento concavo nel mezzo affinch l'acqua vi scorra meglio, e questo sar o di lastre di pietra ben connesse , o di mattoni con buon coccio pisto sotto; e le pareti siano o di pietra, o di mattone che sarebbe meglio, avranno l'intonaco di coccio pisto, lavorato ad uso di arte, come si dir a suo luogo; la volta sar bene incollata, sulla quale al tratto di trenta o quaranta canne vi sar un chiusino di pietra iutelarato con maglia sopra di ferro per poterlo aprire , ovvero una porticina per quando abbiano da farvisi le visite, e li lavori di risarcimento, poich percorrendo nell' aquedotto si abbia aria e lume naturale ogni tanto tempo, serviranno ancora per introdurvisi tanto gli uomini che i materiali Se nel corso dell' aquedotto volesse farvisi qualche altro purgatorio ossia botte secondaria, sempre che non pregiudichi alla pendezza e livello dell'acqua, potr farsi, giacch quando 1' acqua deve servire per nudrimento di una citt , o di una qualche popolazione, non saranno mai troppe le cautele ed i lavori per i>enderla sempre pi pura e salubre; e tali botti secondarie possono ancora servire per una qualche
dell'

149
divisione; ma allora chiamasi botte di divisione. Questa specie di botte si suol fare, quando vi siano da line tali divisioni nel luogo, ove queste separazioni accomodino di averle al pi vicino possibile. Caderi tutto il corpo dell'acqua nel ricettacolo,
lett.

come

nella pianta fig.

e sezione sidla liuea


lett.

divider tutto dell'acqua per esempio in tre, formandovi li tre reil corpo cipienti C. D. E iig-. 1 , nelli quali vi passer dal primo ridal quale mediante
si

A,

un muro

che avranno ciascheduno queste asole al piano basso dei ridei ricettacoli secondar] cettacoli saranno di pietra , posti un palmo circa pi alti del
cettacolo
lett.

per

le asole lett.
;

fondo del ricettacolo A e degli altri lett. C. D. E, affinch qualche deposizione non ne alteri la periferia; dovranno essere posti egualmente a livello fra loro, perfetissimamente eguali F uno all' altro , se P acqua dovesse essere divisa in porzioni eguali Se poi dovesse dividersi in porzioni disuguali saranno i detti fori di varie grandezze , ed in proporzione flella voluta divisione , avvertendo sempre che il peso dell' acqua lett. G sia sempre superiore del di sopra delf apertura lett. H per lo meno due palmi, acci abbia il peso e quiete di bene orizzontarsi nel detto recipiente lett. A. La divisione proporzionata sar cos; sia per esempio da dividersi il corpo totale dell'acqua in tre perzioui; una che ne debba avere quattro sedicesime parti, altra cin([ue, c<l alla sette. Si divider una linea in sedici parti eguali , come alla fig. 3 lett. I, fatta la qnal divisione nelle tre lastre di marmo si faranno colla massima esattezza tre aperture, come
.

alla

lett.

L;

tutte e tre della


la

medesima altezza,

e larghe cia-

scheduna secondo dar


rarsi nel

muro

proporzione della divisione, da mudivisorio lett. B fig. 1 cos passando l'acqua

per questi fori, e risommando nei ricettacoli particolari lettera C. D. E, ciascheduno avr proporzionatamente la sua tangente negli aquedotti, o canali lett. M. N. O. ai quali mediante due incastri vi si collocheranno due ramate, intelarate di ferro, come allu lett. P, una che sar di maglia di circa di maglia un ventiquattresimo di grandezza, ed altra lelt. ancor pi piccola, per evitare che nell'acqua e nelle condotture particolari progressive vi passino corpi estranei e galleggianti , a pregiudizio della nettezza e dei condotti

150
Questi incastri serviranno ancora per chiudere con caquei canali particolarmente se occorresse di fa ivi qualche lavorazione, o spurgo, come suole accadere in questa sorte di oggetti ed allora il ripurgo di questo canale cader nel controcanale lett. R fig. 1 , che mediante un bocchettone lett. S, sgorgher esternamente o per la campagna in qualche chiavica. Possono l'arsi ancora queste divisioni col fare in una lastra di marmo o di piombo tanti buchi, come alla figur. A quante sono le parti che possono spettare alle accennate divisioni ; onde supposto anche in questo caso il suddetto ragguaglio , potranno assegnarsi ad uno quattro fori , ad altro cinque, e finalmente all'altro sette ponendo le due divisioni inierne, che divide il vano in tre spazj , come alla lett. T, nelle relative distanze; tali fori dovranno essere tanto grandi che possa la massa gejierale dell'acqua non essere trattenuta per la piccolezza dei fori medesimi e rigorgitare nell' aquetaratta di legno
5 5

ctotto

medesimo

e nel
la

muro

divisorio

lett.

della fig.

1.

troppo grandezza non pregiudica alla divisione, subito che questa sotto al pelo delf acqua, e che generale a tutte le spartizioni , in modo che va ad orizzontarsi naturalmente, dovendo da questi risalire nei canali che sono livellati all'altezza del pelo dell'acqua in R, e ri[etute le larghezze in proporzione dei riparti accennati. Poich siamo a parlare tlei riparti , e che si dimostrato il modo sicuro di dividere la massa generale dell'acqua, che sar somministrata da due o pi sorgenti, allacciate in una sola botte, corno si dimostra alla Tav. XXXIX, giover sapere, anzi della massima necessit conoscere il vero quantitativo dell'acqua, che si avr da disporre per le succesive divisioni, per le concessioni, per li contratti , e per regolare la contabilit, che obbligher per la sorveglianza, e calcolo di questo ramo. Posto che si abbia una di queste terze parti di sopra accennate sulla minore cio di cpiella delle quattro parti \()i;IIa farsi l'esperienza, che sar ancora di regola e di norma (Ielle .iltre, si fai nel seguente modo. Si avr un cassone chiamato staza , e potr essere coi

avvertendo che

151
legno, benssimo incatramato, o di bandne di ferro, o altro metallo, tanto grande che possa contenere a occhio l'acqua del recipiente lett. E della Tav. XLY, che fatta cadere nel sopravanzo lett. R , e sboccando intieramente dal bocchettone lett. S. V. mediante un canale d legno o altro lett. A della Tav. XLVl. fig. 1 s far cadere nel detto cassettone, come in pianta e sezione fig. 2 leit. B, badanilo che non resti perdiita, o scoli in altra parte, perch in tal caso non sarebbe giusta la misura. Questo cassettone avr la sua armatura di ferro, e fatto in modo che il peso dell'acqua non alteri il suo livello e forma, circa la met, ed a piacere avr un tramezzo di bandone, o di tavola ben fermo senza figure, come alla lett. C, e che sia staccato dal fondo due o tre once, pel quale vano rimontando l'acqua sar nella sua massima quiete, e senza ondeggiamento, che ne altererebbe la sua forza. Nella parte superiore circa due o tre oncic del bordo si far una linea ben marcata, come alla lett. fig. 2; e sotto questa un palmo ed un' oncia precisamente , s far altra lnea parallela esattamente a questa, come alla lett. E, al livello della quale s faranno varj fori rotondi che vadano a formar le tangente ad ognuno come alla lett. F fig. 4. Questi fori saranno posti lungo questa linea gradatamente uno appresso all'altro , dove s saranno fermate esternamente altrettante vere con viti e cannelli con madreviti che a quelli fori corrispondono
stillilo d

posti
tera

potersi cos invitarle e svitarle all' opportunit. Questi cannelli lett. saranno di ottone lunghi palmo uno

come H, da

alla fig.

1.

lett.

G,

e fatti

come

alla fig. 3. let-

e un'oncia, levati li quali avranno a ciascheduno l coperchini pur d ottone a vite, come alla lett. I, affinch invitati in luogo dei detti cannelli, l'acqua non vi passi. I diametri d queste viere e rispettivi cannelli avranno il pi piccolo un'ottava di oncia, come alla lett. M. fig. 4; poi vi sar quello di un quarto, indi d mezz'oncia, di un^ oncia, di due, di tre ec. , e potranno giungere d mano in mano alla libra, due, tre, quattro ec. disposti come in pianta fig\ 1 lett. e in sezione fig. 2. lett. O. Avendo tutto in pronto si collocher sopra un piano

152
legname o di muro la detta staza, osservando per col massimo scrupolo die la linea lett. F fig. 4, tangente di tulli i fori sia in un perlettissimo livello, ed una vera orizzontale stabile, che il peso ed altrito dell'acqua non possa allerare. Ci fatto si far calar l'acqua mediante il canale lett. A nel primo ricettacolo lett. B , la (juale passando nel vano sotlo la divisione lett. C risomrnerli nell' altro spazio lett. G, ed aperti tutti li fori, o siano fstole lett. O sgorgher da quelle intieramente, il che accadendo si anderanno chiudendo di mano in mano quelle maggiori , lasciandone
stabile di

aperte tante, sino che l'acqua


vello della linea
tera
lett.

della

risommando sopra al loro lifig. 2 giunga sino all'altra let-

mantenersi sempre senza calare e senza debordare dalla staza, poich sar quello il peso giusto , che dovr avere ogni fistola. Assicuratosi di questa operazione, siccome ogni fstola, ossia cannello, sar di fuori contrasegnato del suo diametro di oncia, di pii oncie, di libra, di quante ec. cos si noteranno tutte quelle quantit, e sommate insieme si verr nella vera cognizione del quantitativo dell'acqua che dar quella proporzione dalla quale potri proporzionatamenle conoscersi delle altre come per esempio, se queste quattro porzioni del totale daranno venti libre ^ le cinque ne daranno venticinque e le sette trentacinque , e cosi in proporzione relativamente sempre alla prima prova di esperimento. In Roma si dice la misura dell' acqua Oncia , Libra ec. perch prende relazione il foro di oncia dal diametro di una palla di piombo di questo peso , e quindi cos nella libra , e delle frazioni; ed ecco perch le fstole si hanno di periferia rotonda in luogo di quadra, come costumavano gli antichi, e costumano ancora altre nazioni; ed altre misurando col tempo di un minuto secondo , quanta acqua da una fontana, pagando quella In proporzione di questo prodotto. Dar qui una modula dei diametri che in Roma sono praticati dai nostri stagnari, e dall'uso; e poi ragioneremo
5

D, dove dovr

dei disordini dei fori rotondi, non meno dei rettangoli. Nella Tav. XLVII. e XLVIII. sono riportati i diametri delle varie fistole, che danno l'oncia, la quarta, l'ottava,

153
parlando sempre di Roma) che trattandosi dell'acqua vergine, detta ancora di Trevi perch in quest' aquedotto oltre F acqua che viene dalla sorgente niun' altra acqua vi si riunisce, l'oncia conosciuta per oncia, e si valuta ragguagliatamente cinquecento scudi l' oncia Questa salubre acqua fu la prima volta condottala in Roma da jMarco Agrippa non tanto per uso delle sue Terme, che da varj anni prima di gi n'erano proviste quanto per benefizio della popolazione che si andava molto accrescendo nel Campo Marzo. Siccome quest'acqua percorre quasi sempre sotto terra, la sua condottura si conservata quasi sempre Il Pontefice Pio IV la ristaur e ricondusse a grandissimo comodo e vantaggio della citili di Roma , usandovi ancora per le critiche cricostanze dei tempi pochissima cura. Trattandosi poi dell'acqua Felice, che presa da sorgenti e da scoli di monti verso la terra detta la Colonna, lontana circa 18 miglia da Roma, con un tortuosissimo Aquedotto , porzione sotto terra , e la massima porzione sopra terra , l' oncia s' intende sempre che sia mezza oncia , onde il diametro della fistola di un' oncia quello di mezza oncia ed il prezzo di scudi trecento Quest' acqua quella che fece rintracciare Sisto V, e condurre con nuovi aquedotti ed in parte servendosi degli anticlii della Claudia , e feccia comparire nel Fontanone detto di Termini , per dare l' acqua perenne al Rione dei Monti , ed a tutta la parte alta di Roma dove quella di Trevi non poteva salire Lo stesso dicasi rapporto alla misura dell'acqua Paola, la quale presa dal Lago di Bi'acciano, mediante un aquedotto parte sotto terra e parte sopra terra. Anche questo aquedotto fu fatto da Trajano , e 1' acqua si chiamava Sabatina, perch il lago da cui fu presa si chiamava Sabazio. Quest' aquedotto dal Papa Paolo V. risarcito , aumentato fu condotto a fare la prima mostra nel gran fontanone , dallo stesso Pontefice costruito sul Gianicolo e con quell' acqua diede un comodo s necessario alla parte di Roma del Trala

libra ec. avvertendo

stevere, di

Borgo

ec.

si calcola colla misura come quella Felice, cio' che la mezz'oncia cojisiderata per un'oncia, ed il prezzo di questa mezz'oncia valutato scudi trecento.

Anche

quest' acqua

154
a trattare delle fstole ossia della variet delle cio delle circolari, che comunemente si costuforme loro, mano in Roma, e delle quadrate come si usavano e si usano ancora in varj paesi, ecco dove il divario. Ognun sa

Venendo

che un palmo quadrato contiene 144 oncie pure quadrate, ed il palmo circolare contiene anch'esso 144 oncie circolari, perch le superficie de' circoli sono fra loi-o eguali ai quadrati dei loro diametri. Ma in realfa il palmo quadrato sempre pi grande del palmo circolare, per la ragione dei quattro angoli che questo non ha; ed perci che essendo il quadrato al circolo, come 14 a 11, ne risulta che il pal-

mo

circolare e sole oncie

1 1

3 e due sessantesimi

Se dunque
.

si

trattasse a oncie

quadrate non

vi

sareb-

bero le frazioni quasi incalcolabili, ed i particolari vi guadagnerebbero Ecco poi dove nasce l'altra disuguaglianza negli oreficj di forma circolare. Si osservi la Tav. XLVIII fg. 1 , sinch l'acqua sar al suo livello sopra la base dei fori palmo uno
e
la

un duodecimo, come alla lett. A tutte loro porzione, e quantunque la fistola

le fistole

tireranno

di

un'oncia abbia

dell' altra di oncie sei , verr questa mancanza di peso eguale compensato dal tiro pi facile della fistola di oncie sei, da quella di oncie una.

maggior carico

Il male sari quando l' acqua non fosse sempre costante nel suo quantitativo, come bene spesso accade, e che calando fino alla linea B, quella che gode la sola oncia avrebbe la sua porzione totale, e gli altri oreficj, chi due terzi, chi

la

meta, e chi un terzo; peggio sarebbe se calasse ancora pi come alla linea G, perch maggior divario vi sareblje in proporzione fra loro; onde con i fori circolari in qualunque modo si stabiliscano , questo disordine costante Se al contrario questi fori si facessero quadrati, pure in mancanza di porzione d' acqua sarebbe sproporzionato il risultato delle porzioni disuguali fra loro, onde perch in ogni tempo, ciascheduna porzione avesse il pieno quantitativo ad acque abbondanti, cio cho si mantenesse al livello del palmo uno e mezzo sopra le fistole, come alla fig. 2 lett. D, che queste avessero la posizione e forma, come si disegnato

155
alla lett.

E. Calando l'acqua, come


;

alla lett.

sin circa

la-

ciascheduna avrebbe propormet zionatamente la sua tangente, giacch si vede a colpo d'occhio, che la fstola supposta di oncie sei , avrebbe la met del suo giusto avere, come la met avrebbe la pi piccola di un'ottava; e cos se l'acqua calasse ancora alla linea G, poco pi sopra la linea delle basi di tutte le fstole In questo caso per bisognerebbe avere l' avvertenza di tener lontane le fistole piccole dalle grandi , perch sebbene tutte a
dell' altezza delle llstole
.

livello perfetto fra loro

pure

il

tiro del

vano maggiore as-

sorbirebbe qualche cosa a quella del vano minore; segnatamente se ad una fstola di sei o pi oncie ve ne fosse accanto una di un'ottava di oncia; a queslo difetto si ripara appunto coir allontanare la posizione Questa misura, di cui abbiamo parlato non relativa soltanto per la staza colla quale si misura un corpo di acqua, ma pi che mai da notarsi per quelle fstole che si appongono nel corso di un aquedotto, di una cassetta regolatrice , e simili dalle quali costantemente si prende quella porzione di acqua che si contratta. Nei nostri aquedotti abbiamo moltissimi disordini per la cattiva e forse dolosa posizione delle fstole, -giacch in luogo di essere tutte perfettamente ad un livello fra loro costante , ad una determinata misura, come sarebbe di giusto, di un palmo e un' oncia sotto al pelo ordinario dell' acqua, ve ne sono di quelle che stanno vicine al fondo ed altre su in modo che le basse bee gi come alla fg. 1 alla lett. vono col grave peso assai pi del dovere , e quelle a for d'acqua, se l'acqua manca alcun poco, o non assorbiscono nulla, ovvero assai meno di quanto sareblie di giusto. Volendo misurar 1' acqua che porta un ruscello , una forma, e simile; baster fare un riparo al suo corso, affnch si alzi un poco, tanto che possa versare in una staza, ossia cassetta da misura, e mediante la prova dei tubi, pi o meno secondo il quantitativo dell' accjua, se ne rinverr il peso. Cos potr farsi di una tromba, e di qualunque gettito perenne.

156
Presa V acqua dalla massa di un' aquedotto , o da una botte, o ultimo serbalojo , da dove si dirama per la citt, per le fontane, giardini ec. e supposto che la fistola sia di oncie sei, come alla lig. 3 leti. 1 bisogner a questa unirvi il condotto di piombo, o di altra materia, come alla lett. L il qual condotto dovr avvertirsi , che sia sempre di un diametro molto maggiore di quello della fistola , acci F acqua s' introduca e vi scorra pi facilmente giacche se sortendo ,
dalla fistola, lunga

sempre un palmo

mezzo, trovasse un

condotto di diametro eguale o poco maggiore rigui'giterebbe e non si avrebbe il quantitativo reale. Altra maniera ancora pi vantaggiosa e chiara quella di formare avanti alla fistola un bottino cerne alla fig. 4^ nel eguale con libert getti la fstola l'acc[ua, come alla lett. ed al fondo cenasi del bottino vi sia F imbocco del condotto, che deve tramandarla ove si vuole , come alla lett. N 5 potendosi collocare avanti all'imbocco sudetto, una ramata ben fitta a guisa di cipolla , per impedire d' introdursi nel condotto cosa alcuna, in pregiudizio della condottura medesima. Sopra questo bottino vi sar il telaro di pietra con suo chiusino, come alla lett. O, fermato con serratura e chiave, perch le fistole si devono tenere per tutti i rapporti con

somma

gelosia e custodia
altro

dispendioso e pii facile di trasportar l'acqua dalla sorgente al luogo dove bisogna averla, sia lontano miglia e miglia, o vicino, e trattandosi sempre di acqua che debba adojjrarsi per bere , onde sia d' uopo che nella condottura non si pregiudichi , dopo le prime cautele avvertite nella prima botte Se rinvenuta una sorgente di buona acqua vorr trasportarsi in citt, o altro luogo dove bisogna, e fatta la livellazione vi sia un sufficiente declivo, per lo meno di un mezzo palmo ogni cento , e che fra li due estremi , cio dalla sorgente o sorgenti riunite al luogo , dove deve fare la sua
figura e servigio, vi fossero

Ecco ancora

modo meno

monti e

vallate,

come

alla

Ta-

vola L. fig. 1 nella quale rappresentata la livellazione con due scale di palmi, come si pratica, affinch le verticali siano sensibili , si potr senza la dispendiosissima maniera degli

157
archi di sopra dimostrata, e spessissime volte messa in pratica 5 trasportarla con condotti di terra , di piomlDO e di ferro.

Principieremo dal trattare del


terra .

modo

della condottura di

Supposto che dalla livellazione risulti che la distanza, che dovr percorrere la condottura la pi commoda e regolare , facendole fare qualche tortuosit per evitare scabrosit troppo difficili , sia una distanza di canne 1 1 50 , e che dalla sorgente o castello dove pu avere la sortita nella lett. A al punto dove deve giungere lett. B vi siano di pendenza palmi 80, ne viene che ragguaglier la caduta in ragione di
oncie 8. 6o /is per ogni cento palmi ; caduta pi che sufficiente al bisogno , lo che per altro non mai male Supposto ancora che cjueste sorgenti somministrino un quantitativo di quattro o cinquecento oncie di acqua, il quale richiederebbe un condotto di due e pi palmi di diametro, ed affinch percorresse nella condottura senza punto rigurgitare, sarebbe prudenza di farlo anche maggiore ma siccome una colonna di acqua di questa portata, sarebbe di un peso enorme, e per conseguenza di un urto smisurato, converr dividere questo corpo in tre o quattro condotti, perch cos diviso il peso e la forza si render pi facile e sicuro il lavoro. Vitruvio nel libro Vili al capitolo VII tratta di questa
^

maniera di condur 1' acqua , ma non abbiamo in Roma esempj antichi, almeno grandiosi, che ne dimostrino una traccia. Lo stesso Vitruvio vuole che nella condottura di questo sistema , siano i condotti di terra cotta, o di piombo, si facciano dei castelli nelle alture , e degli sfiatatori nei bassi pe' quali si sprigioni l'aria, che l'acqua scendendo nei tubi suole sempre portar con se; e che poi nei tratti dei condotti ascendenti produrrebbe delle forzature incalcolabili , ed arresterebbe di tratto in tratto il libero corso dell' acqua Il suo ragionamento giusto, ed quello che si pratica nelle condotture particolari delle nostre fontane , e di quelle di tutti paesi, dove l'acqua condottata cammina in (u])i , discendenti, piani, ed ascendenti, e qui ne dar un saggio di
.

come deve

essere.

158
Parlando dunque dell' esempio della Tav. L. fig. 1 nei due bassi punii leti. G vi sarajino i;li slalatori, atti ad espelSaranno questi come una lere l' aria raccolta nei condotti torre col condotto interno, e che termina con un pezzo di condotto di piombo, colla cima rivoltata in gi, affinch non
.

vi cada dentro cosa alcuna , che il vento o i volatili potessero portarvi, e sar come alla iig. 2 lett. C, dimostrato in sezioin pianta. ne, e lett. l condotti in quest' esempio sono fissati a tre fila di quelli della Maddalena; hanno questi il diametro di palmo uno, e due oncie circa, diametro sufficiente a portare circa le trecento oncie d'acqua, onde pel quantitativo di centocinquanta oncie di acqua vanno bene poich, oltre il quantitativo reale dell'acqua bisogna aumentare lo spazio affinch nel condotto col naturale attrito non si ritardi e minori nel corso il quantitativo; r^ale tlelF acqua, bisogna aumentarle lo spazio, affinch nel cotKlotto -col natur^ile attrito -nosi- ri tardi e minofi nel- corso il-quantitativa; e poi bisogna valutarci ancora la disposizione e tartaro, che pi o meno fanno le acque e lasciano nei condotti . La posizione de' condotti saranno come alla sezione fig. 3. dove coli' apposita scala di palmi viene regolato il masso, tanto sotto che intorno a detti condot(,i, che dovr reggere allo sforzo dell' acqua , che fa tanto

liei

bassi
,

dotti
te

le

quanto nelle discese e salite de' medesimi conquali bisogna avvertire di combinare assolutamensi

senza alcun angolo, ma dolcemente scenda osserva alla fig. 1 lett. E giacch ogni gomito e voltata in angolo un poco sensibile formerebbe un ostacolo e ritardo al corso libero che deve avere l'acqua ivi Gli sfiatatori lett. F nella fig. 2 potranno essere introdotta di bastardoni , e nella unione dei condotti con i bastardoni
assai

dolci,

e salga

come

potr esservi un pezzo di condotto di


dotti
s'

piombo

imbocchino come
,

alla fig.

conquali saranno nmrati


,

dove

nel masso generale zione e materiale.

che dovr essere della miglior costru-

nelF esempio di questa Tavola potranno esservene due , perch due sono le vallate , per le quali passa la tripla condottura^ e questi nelli due punti

Di questi

sfiatatori

159
le lett. G, dell'altezza non minore della sorgerne giacch se fossero meno alti, F accana da essi lareJjlett. A, be il suo getto. Se questi sfiatatori possono appoggiarsi a qualche fabricato risparmierebbe P codificarli lo stesso sarebbe se potessero sostenersi con armature di legno ec. ma qui per dimostrare un lavoro sta])ile sono supposti costruiti di materiale, come alla detta fiir. 2. e fatti piramidali per mag,gior tortezza ed economia. Come saviamente accenna Vitruvio, che nelle alture di queste sorti di coudotture vi vogliono dei castelli, cos in questo esempio essendo una soltanto l'altura, in c|tiel punto dove e segnata nella fg. 1 la lett. P vi sar un castello ossia bottino, come alla fig. 5, rappresentato in pianta alla lett. I ed in sezione alla lett. L. Sar questo costrutto come un pozzo, coperto a volta, come alla lett. M, e vi sar una porta lett. N, per potervi entrare, osservare, spurgare e farvi quei lavori che potranno occorrere , e visitare se siano necessarj spurghi o altri riattamenti. Questi bottini saranno tanto alti quanto lo richiede la circostanza; poich le bocche dei condotti, o condotto lett. O dovranno stare 1 livello obbligato della condottura generale, e la soglia della porticina lett. dovr stare al piano della campagna alla lett. il; JVegl' imbocchi de' condotti che riprendono il corso, come alla lett. dove si collocheranno con canali le ramate di maglia stretta per impedire d' introdursi de' galleggianti nelle coudotture che possono formare ostruzioni e atturature. Questa specie di condottura certamente economica, a fronte di quelle arcuate, ma vi un solo difetto , che quello della difficolt dei riattamenti , giacch se in qualche, luogo far danno, e che si manifesti esternamente nei masso, non sar al certo poco lavoro di rompere il masso e rinvenirvi la causa, per farvi quei lavori che possono bisognare, e quindi col porvi dei tratti di condotto di piomba benissimo murati, riattivare il corso dell'acqua. Ma la grandissima difficolt s'incontra, quando non venendo l'acqua del gettito della condottura, e non apparisca danno nell'esterno, debbasi rinvenire un tal danno. Bisogna allora ricorrere a dei tasti , ma prima peraltro si faranno gli esperimenti , se a quale

dove sono

160
dei tre o pi condotti siavi questa necessita, ed allora a quel condotto soltanto si procura rinvenirlo per le opportune riparazioni
.

A prevenir questi 'danni che sogliono sempre accadere da lente deposizioni, o da qualche corpo estraneo, che accidentalmente si introdotto nel condotto, si possono fare nelle parti pi basse della condottura o condotture, qualche canale di scarico, come osserverete alla fig. 3. leti. R, facendo fra i condotti di terra un pezzo di robusta condottura di piombo , come alla figur. 4 , che imbocchi con quelli di terra , come alla lett. S , e di sotto abbia un pezzo di condotto con una vite e madrevite di metallo, fatta col suo coperchio come alla lett. T con sua traversa sopra pur di mequale svitandosi lascia venir fuori tutta l'acqua della condottura , la quale porter via seco quelle deposizioni e cose che potessero ostruire o impedire il corso libero dell' acqua , anche a danno della condottura per lo sforzo maggiore che farebbe con tali impedimenti Di questi scarichi se ne pongono ad ognuna delle condotture , ed in twtti i punti pi bassi , come alla lett. G della fig. 1 dove esternamente al masso vi si forma un bottino "con coperchio di pietra , fermato con serratura e chiave, perch sia sicuro il metallo, e non vengano toccate queste parti da persone che nulla avessero che farvi Mediante queste precauzioni sarebbe cosa ben fatta di togliere una volta all'anno l'acqua della botte, e vuotare la condottura lavandola , col darvi e togliere Tacqua tre o quattallo, la

tro volle

adattata
farla
tit

Questa sorte di condottura ascendente e discendente , all' andamento del terreno , pu adottarsi ancora per in piombo , nella c[uale usando , se fosse in quella quanil

accennata,

metodo

di dividerla,

non sarebbe necessa-

e salita neppure occorrerebbe

neppure tapta grossezza di masso , e se fosse poca discesa potendo il piombo da se medesimo reggere al peso ed urto della colonna di acqTia, conria
^

tenuta nei condotti. Si sono fatte dagli antichi

Romani

delle condotture di

grosse masse di travertino bene spianate verticalmene e poste

161

una addosso l'altra benissimo murate con poco masso sotto per fondamento, e poca muratura all' intorno. Tali si sono osservate nella condottura dell' acqua di Trevi , che dopo un lasso di 1 8 secoli circa , pure nella massima parte In luogo di travertino l' hanno praticato ancora reiii^evano nel peperino , che egualmente riescono bene In occasione di
sbucate
1'
. .

recenti riattamenti

si

sono

a questi

sostituiti

piombo

dopo

di aver fatto

prove d
.

nuove invenzioni
nei

condotti di e spese
lavori
di

vistose riuscite impraticabili

La

pratica nelle arti sempre

superiore a tutte le teoriche del


spesso pi
cattedratici
il

mondo; ma
tutti
i ,

acqua, come in quelli di fuoco e di


parere di

mestieri,

vale

un vecchio lavorante
teorici

che di dieci

puramente
-pi.

sarebbero i condotti di ferro fuso , ma in qualunque caso non sono mai da abbandonarsi gli sfiatatori, pozzi ossiano castelli , e gli scarichi. Sar pure necessario conoscere come si facciano , e come si pratichi nella condottura dei condotti di ferro e di piombo la loro costruzione, come si conosciuto di quelli di terra cotta; di queste due altre specie per si ragioner allorquando si ragioner dei metalli e del modo di lavorarli ec. Passeremo adesso al modo di condurre l' acqua che deve servire soltanto all' uso di muovere macchine , d' irrigare orti e giardini , e per simili altri usi ordinar]
forti, sicuri e salubri
i

Tanto

1G2

ARTICOLO

XXV.

Occorre alle volte di dover trasportare una quantit di acqua da prendersi da qualche lago o da qualche fiume per trasportarsi in qualche grandiosa fabbrica di manifatture, ovvero per irrigare un orto, un gran giardino , o simili altri usi vantaggiosi al commercio ed all' abbellimento di un paese. Quando semplicemente a quest' uso s' intende che la condottura sar aperta, e che per economia di spesa gli si faranno fare de' giri per iscanzare se vi sono le vallate, dove

non

si

pu

far a
tagli

meno

di costruirvi aquedotti

scanzare

egualmente

vistosi per mantenere il suo livello anche qualche promontorio, o monte. Supposto che sia da prendersi 1' acqua da un lago dove ^ia certo che le sorgenti conservino il pelo naturale dell'acqua, anche col toglierli quella parte che si vnole prendere sar'a necessario in quel luogo, che sembrerii pili conveniente e pi commodo, quando non si potesse prendere immediatamente V acqua che sortirli dall' emissario , per la posizione^, per la nettezza e pel miglior fondo , di combinarvi e costruirvi una specie di chiusa e per cautelare l'imbocco dell' a(|uedotto con un regolatore per evitare i danni , che con una iuprovvisa escrescenza potrebbero avvenire alla condottura ed al luogo destinato, come ancora affinch non possano introdurvisi galleggianti, e corpi estranei a pregiudizio della condottura medesima Se poi si avesse da prendere l' acqua da una qualche sorgente o sorgenti, che andassero vaganti per la campagna,

nelle viscere di

o da un qualche luogo di montagna^ sar allora diverso

il

modo
si

di raccoglierla ed assicurarsi della perennit in tutte le stagioni, e della costanza di quel posto, e dove li deviamenti

non accadere Nella Tav. LI. viene rappresentata alla fig. 1 la pianta di una cliiusa , ossia imbocco di un luiovo canale , per (juantitU determinala di acqua da un lago- e questo quantitativo si supponga che debba essere regolarmente di 300 oncie. Nel luogo, ove sembrer pi opportuno, della sponda del lago.
siano per

163
procurando che sia pi. apportata alla direzione del luogo, ove deve trasportarsi, ci stabilito si faranno due sponde di buona muratura ben fondate come alla lett. A dirette in modo che invitino l'acqua a riportarsi verso la bocca lett. A G avanti la quale si collocher una ferrata di ferro, per impedire d' introdursi dei galleggianti ed oggetti che intercellino il libero accesso all' acqua come egualmente da punta a punta delle sponde lett. A si far una fatta passonata lett. B per impedire agli animali, tronchi e rami d'alberi che vadano ad occupare l'anzidetta ferrata avanti la bocca lett. C. Da queste due ali di muro s' inalzeranno i sostegni d' una volta reale che former il recinto coperto come osserverete alla lett. I lig. 2 dove si collocheranno due cataratte una prossima alla lett. C per chiudere quella bocca in occasione di farvi delle riparazioni alla bocca medesima o al consecutivo canale, ed altra alla lett. E per chiudere il corper lo scarico lett. F all'imbocco del quale vi sar l'altra cataratta per chiuderlo ed aprirlo all'ojjportunira per il punto della lett. G, ed alla parte esso dell'acqua e voltarla

terna di questo scarico vi sar collocata altra ferrata di ferro come alla lett. L per impedire F introduzione nella botte da quella parte poich per entrare in questo recinto coperto con volta vi si far una porta con fusto ben ferrato e per la quale s'introdurranno chiuso nel punto della lett. i materiali e l'occorente allorquando bisognasse di farvi dei

lavori e servir egualmente per fare le regolari osservazioni sull'andamento e sulla conservazione del livello dell' acqua, e degli oggetti che la riguardano. In questa tavola segnata in genere, e sulla seguente tavola Lll viene disegnata la Chiusa in maggior proporzione colla scala di palmi per osservarne meglio i rapporti; le lettere iniziali di ciascuno sono comuni colF altra pianta ge-

nerale
to

Il

foro pel quale s'introdurr l'acqua del lago sar possotto

un palmo
fig.

M
si

2 ed il fondo suppone come alla


il

canale che avr

pelo naturale del lago come alla lett. della sponda del lago in quella parte lett. JN l'acqua introdotta calere in un declive d' un quinto della sua larghezza
il

164
affinch liri tutta l'acqua che viene introdotta al termine tlella (|ual discesa e consecutivo ripiano vi sar l'anzidetta seconda cataratta lett. E, la quale chiusa ed aperta l' altra lett. rester il nuovo corso del tutto asciutto per praticarvi quei lavori che potraimo occorrere nel suo intiero corso il qual canale lett. fino al suo termine per la lunghezza di canne o miglia dovr sempre scendere alquanto e mantenerlo spurgato e netto, affinch l'acqua non rigurgiti a danno grande di perdere il quantitativo che si preso. Per porre questa servit ad un lago che sempre avr il suo, o suoi proprietarj non sar cosa s facile poich ninno a danno proprio vorr privarsi d'un corpo d' acqua che poalla
lett.

come

non meno

dal

l'oro

ossia fstola lett.

trejjbe essergli utile e forse

anche potrebbe

essergli

dannosa

se fosse impiegata in azione d'opificj, o irrigazioni delle vi-

cine

ed perci che 1' Architetto pratico ed accorto dovr primieramente osservare quaut' acqua scoli nell'emissario, o emissarj che ogni lago deve avere, e veduta questa perdita, ossia evasione d'acqua scandagiier se le proposte 300 oncie d'acqua da prendersi, secondo la nostra ipotesi, possa essere uno smembramento tale da fare restare inoperosa, o alterare 1' andamento delle altre lavorazioni che potessero esservi di sopra accennate e quindi se questo danno fosse reale potr combinarsi con ([uella convenienza che si deve col proprietario, o propriesimili altri vantaggi,
,

campagne, e

tarj , e qualora il proposto smembramento non portasse pregiudizio, combinario sempre in modo che col pagamento

ovvero con un annuo canone venga assicurato in modo che l'affare di diritto, per la parte legale sia ben sistemata con tutte le dovute cautele, giacch a ninno lecito impadronirsi della roba altrui, senza combinare il quanto ed il come con i vero proprietario Questa parte per un Architetto essenzialissima a sapersi ed sempre prudentissimo e lodevole quello, che prima d'edificare cosa alcuna, o cambiarle uso, e forma presistente vicina ed a contatto ad altri proprietarj, s'informi e conosca i diritti che possono appartenere loro, per non impegnare il committente in liti
reale,
.

e ({uestioni, che spesso portano in rovina le famiglie

tanto

165
per l'interesse quanto per
costar
la
i

rammarichi che possono ancora

vita

Se questo lavoro di cui si parla fosse per commissione bisogno del Governo , sar ad esso pi facile di combinare lo potendo aver mezzi d'equit e di giustizia, che qualunque altro particolare non ha in qualunque caso che esso sia. Supposto superato ogni ostacolo sulla propriet, e sull'interesse ^ veniamo ora alla parte che e' incombe dell'esecuzione. In ogni fabricato le prime operazioni sono la scelta del luogo e di questo si gi parlato^ quindi da osservarsi i modi della fondazione della fabrica ed anche di questa parte si veduto in quanti modi possan farsi, onde si adatteranno queste teorie alle circostanze e su questi fondamenti , superati tutti gii ostacoli che l'acqua potrebbe presentare, si verr alla costruzione di nmri e dei lavori di pietra che principalmente consistono nelle bocchette regolatrici , nelli stipiti e soglie delle cataratte, ed altri simili lavori, cjualora non si volesse tutto costruirsi in pietra per fare un lavoro pi solido e durevole come con tanti esempj agli antichi Greci e Romani ci hanno insegnato . In cjuesto caso la pietra principale quella, la quale avr il vano regolare pel quale deve passare il quantitativo delle 300 oncie d'acqua come da prima abbiamo fatto il supposto questa pietra potr essere della grossezza d' un palmo nella quale in mezzo avr il foro che equivale ad una fstola il quale sar o circolare o quadrilungo , che in questo caso sarebbe preferibile. Per avere questo diametro, o dimenzioni si far il rapporto colla regola del tre, dicendo se la fstola di 12 oncie d'acqua delle quali abbiamo gi trattato ha 17 minuti, una di 300 quanti ne dovr avere fatti i soliti moltiplici e divisioni ne viene che il diametro ricercato sar di minuti 22 e tre quarti ossia palmi 3, oncie G minuto 1 e tre quarti. Siccome peraltro fatto questo foro nella anzidetta pietra che dovendo esser posta verticalmente e la parte su])eriore stare sotto al pelo naturale del lago, d'un palmo potrebbe la parte inferiore resLire troppo bassa e vicina alle deposizioni ed interramento che le acque di questa natura soglion fare , per cui pi conveniente e durevole che questa aper-

166
tura sia quadrilunga e posta per traverso, la quale apertura per Lencli d'altra forma deve equivalere a quella della anzidetta superllce. Allora si far la seguente operazione, che

veduto un foro ossia fistola per 300 oncie d' acqua avr il diametro di 22 minuti e tre quarti moltiplicati questi per lo strsso numero daranno UUS'G e un quaito minuti d'area quadrala, e siccome il quadrato al cerchio sta come il 14 ad 1 1 , cos fatta quest' operazione ne verr che la superficie d'un circolo .del diametro d' oncie 22 e tre quarti sar di minati 35228 quadrati la quale potr ridursi attesa la ragione della maggior sicurezza e di un successo pi sicuro nella lunghezza di palmi 4 ossia minuti 240 alto minuti 146 e quattro (juinti ossia palmi 2 oncie 5 minuti 1 e quattro quinti che moltiplicati insieme daranno li sopraccennati 35228: e questa pietra avr indi le dimenzioni come vedete segnato nella Tav. LIl fig. 3 la quale eseguita colla massima esattezza sar posta perfettamente in piano nella parte inferiore che la forma come la soglia e ben verticalmente murata con rogito di Notajo e con tutte le formalit e cautele necessarie per non incontrare momentanee e future questioni e liti fra i contraenti. Dovr egualmente avvertirsi che il piano di sopra della bocca ossia apertura resti, un palmo sotto il pelo ordinario del lago, perch abbia costantemente il peso necessario, come osserverete alla fig. 2 di questa tavola lett. avanti alla qual bocca vi sar una ferrata di ferro posta per canale per comodo di pulirla, per riattarla e farvi quelle osservazioni che esiger il locale durante il suo esercizio, questa ferrata come ognun vede della massima necessit per impedire l'ingresso a corpi estranei, che dal lago pos-

sono esservene in quantit ed ostruire cos l'imbocco e consecutivo canale. Entrata in questa guisa l' acqua nel!' accennato foro percorrer al canale, dove a poca distanza vi sar collocata una caditora tli legno da alzarsi ed abbassarsi mediante una catena di ferro raccommandata ad un grosso verocchio da manovrarsi colle respettive manovelle che per migliore intelli-

genza dimostro in proporzione maggiore nella Tav. LUI; questa caditora rester sempre alzata, quando l'acqua dovr

167
andare al suo destino e s abbasser in occasione di dover lare qualche lavoro nella botte o canale che resta entro la medesima come alla lett. O Tav. LI! fig. 2. Altra similissima caditora sar posta al termine del canale nella stessa botte alla lett. E , la quale servir per chiudere soltanto il passo all'acqua nell'andamento del canale fuori la botte medesima alzando 1' altra caditora alla sponda mandando l'acqua per una forma apposta tamente fatta lett. come osserverete alla lett. F ed alla sortila del gran canale,

si

collocher altra

ferrata

men

forte

dell'anzidetta,

ben

murata come alla lett. L tanto che impedisca l'accesso nelta botte, poich questo lo avr unicamente munito con buon fusto ferrato, dove la porta segnata lett. H. Estratto in questa regolarit un corpo d'acqua da un lago o da un fiume o da una sorgente, o da simili altre scaturigini, si condurr al luogo destinato con una forma ossia fosso per la campagna o per una forma fabricata, giacch una condottura come questa scoperta se scende non pu risalire, ed perci che bisogna costantemente conservarle quel piano o livello che sar di bisogno, e siccome strada facendo, e segnatamente nei tempi di pioggia non potr fare a
gianti
tra

meno

di portar seco della terra ed altri oggetti

galleg-

cos prima che giunga a muovere qualche ruota o al, macchina, per la quale quest'acqua sar stata trasportata dovr farsi cadere in un ricettacolo ossia purgatorio, nel eguale mediante delle ferrate e ramate per depositare in questo modo quelli oggetti che potrebbero pi dell' acciua torbida pregiudicare la machina o machine se a questa fosse stata diretta, avvertendo ancora che in c[ualunrue modo dovr aversi cura delle forme e fosse, aillnch si conservino col loro fondo come furono costruite , giacch Tacqua di questa natura deponendo dove pi dove meno gli alzerebl)ero il letto, e coi rigurgiti se ne perderebbe nel suo cammino Con moltissima facilit e con molto minor dispendio si pu prendere un corpo d'acqua da un lago, da un fiume mediante una semplice apertura corredata con una ben murata e stabile soglia* di marmo fra due pilastri che determinino la grandezza dell' imbocco , dove coi suoi canali pur di

1G8
nianno immedesimati in detti pilastri , vi sia una cataratta da tenersi alzala quando si voglia aver l'acqua, ma questa sorte di proviste sono sempre incerte e soggette ad alterazioni 5 il solo vento a favore o disfavore delF imbocco sopraccenato basta per alterarne sensibilmente il quantitativo, come sono e si vedono ocularmente tutti i fossi e marrane che a campo aperto portano acqua , ed allora perde il nome di condottura e prende quello d' uno scarico sul eventualit del pi e del meno, secondo viene somministrata dalla sua origine
sino
al line.

La

caditora

si

rende sempre necessaria per chiudere

all'

occorrenza il corso dell'acqua in occasione di rotture negli argini, o di riattamenti che possono occorrere nella forma naturale o artificiale che serpeggier nel piano o poco sotto o poco sopra nella Campagna
:

Prima

d' inoltrarsi a trattare degli altri oggetti

non

sa-

r male che ci

fermiamo ad osservare come


si

si

costruischino

adattano nei luoghi e dove si vuol chiudere un canale una chiavica o qualunque altro corso d'acqua come abbiamo osservato doversi praticare nei lavori sopraccennati Nella Tav. LUI ho disegnata la costruzione d'una di queste di mediocre grandezza come le pi usitate ove sono indicate la soglia i pilastri e suo muro di guardia con il verocchio che deve alzare ed abbassare la cataratta mediante una catena di ferro che lega e sostiene con la sua ferratura alla fig. 1 di questa tavola segnata la pianta dove alla lett. A sono notati li stipiti di marmo, o altra pietra forte che dar il paese nelle quali vi saranno scolpiti i canali lett. B che sostengono la cataratta e vi percorrer con una mediocre esattezza, non solo questo canale sar nella soglia ma vi sar ancora nelli stipiti come osserverete nella sezione fig. 2 lett. C Tanto la soglie che li stipili saranno murati con muro di buon comento lett. al quale saranno raccommandati con branche di ferro nelle testi superiori fig. 6 lett. coi perni nell'inferiore posamento come osserverete nella medesima fig. lett. F , se questi stipiti per la circostanza della localit dovessero essere di due o pi pezzi per la loro altezza si praticheranno
le caditore ordinarie, le quali

169

medesime cautele, affinch nell'urto ed agimeuLo della caditora non si scompagnino. Aella testa superiore come alla fig. 2 lett. G vi sar il canale nel quale poin ogni

pezzo

le

ser l'asse del verocchio

fig.

lett.

II.

Questo verocchio dovendo stare esposto al rigore delle stagioni cio al sole ed alle pioggie dovr' essere scelto del legname migliore e per poti' qui in Roma adoprarsi l'olmo come il pi adattato alla circostanza la sua forma sar come osserverete alla fig. 5 e di quelle dimenzioni che richieder
bisogno e come meglio dalFArchitetto sar giudicato suficente. In quell'esempio avrebbe di lunghezza palmi 5 non compresi i due assi nelle teste il diametro sarebbe di palmo 1 e mezzo i due assi sarebbero lunghi oncie 9 l' uno di diametro oncie 9 avranno questi i cerchi di ferro nelP estremit come alla lett. 1 ed altri due all' estremit del verocchio incassati quanto la loro grossezza, alllnch restino al piano fermati con chiodi come disegnato alla lett. L nel mezzo del verocchio vi sar conficcato un rampone coalla quale sar raccommandata la catena di me alla lett. colla quale si alzer ed abbasser la cataratta, girando ferro il verocchio mediante le manovelle di legno, o li due pali di ferro da porsi nei quattro buchi lett. posti alternativamente fra loro e quando si vorr tenere alzata la caditora o tutta o in parte sopra di una traversa appostatamente situata sopra due grappe di ferro impiombate negli anzidetti stipiti come alla lett. O fig. 2 e 5 La caditora sar composta di tavoloni d'olmo di tre grosil

M N

sezze una chiodata sopra l'altra, il tavolone principale sar composto di pili pezzi con la vena in piedi come alla fig. 6 della grossezza di oncie 4 supposta la caditora di una larghezza di palmi 5 e alta palmi 7 sopra questi tavoloni si fermeranno con chiodi tanto da una parte che dalf altra, altre tavole pure d' olmo grosso oncie 3 poste a traverso come osserverete alla detta figura lett. P e queste a tutta l'altezza; i chiodi dovranno essere passatori cio che prendano tutte le tre grossezze e ribattuti nella parte opposta in modo che le tre grossezze vengano a formare come un sol pezzo il tavolone di mezzo rester all'intorno scoperto in oncie 3, che for-

no
battente da una parte e dall' altra ove deve percorrere nel canale degli stipiti e soglia lett. fg. 1 e 2 e nella soglia lett. G come osserverete alla fg. 5 ove viene rappreil

mera

sentata questa

machina in prospettiva Questa cataratta cosi composta avr un rampone di ferro come alla lig. 4 con le code da una parte e dall' altra il

quale a guisa di stafTone avr oltre i chiodi le cavicchie passatore con dado a vite, allinch stringa e sia ben immedesimata questa ferratura al tavolone soggetto all'acqua al sole ed ai continui attriti come osserverete alla sudetta figura lett.

primo anello d'una grossa catena di ferro che raccommandato altro anello al rampone lett. del verocchio coi pali di ferro si alzer ed abbasser all' oppurtunit come si vede alla fg. 5
al
lett.

rampone

vi sar

attaccato

il

Se questa chiusa sar sopra un canale alto dal piano della campagna, vi si far una parte di tavolini di Quercia, o altro legname a quella altezza che sia necessaria per manovrare il verocchio, che avr una catena lunga per giungere alla caditora bastando questo ponte averla da una sola parte. Se la chiusa, ossia caditora sar di una minore grandezza sar minore la grossezza dei tavolini e tutto sar proporzionato al bisogno. Dissi di disegnarvi in proporzione intelligibile la costruzione delle nostre fstole che il Tribunale dell'acqua allorquando si acquista quella quantit d'acqua che si contratta con ttute le formalit legali ai condotti e forme dell'acqua, che gli aj)partengono , onde allaTav. LXIV osserverete disegnata una di
queste
sia di
-fstole

consistente in grossi canali di metallo furati


1

la

limghezza di questi di palmi

e oncie
alla fg.

1
1

la

loro costruzione
,

qualunque calibro

come

di detta tavola

non

variando tra loro che la dimenzione del foro , adatti sempre a quei calibri dei quali si gi parlato nella fg. 2 viene disegnata la forma delle due teste dove viene impresso il bollo della R. C. A. come alla lett. A non meno che lateralmente come alla lett. B da un lato vengano limate per formarvi due faccie esternamente come osserverete alla lett. C ed in questo viene impresso con lettere a pulzione il nome di Mons. Presidente dell' acqua protempore l' anno in cui fu posta la fistola medesi5

171

ma

ed

alle volte

il

nome

del compratore che

il

tutto viene

registrato con alto notariale della posizione se la fstola si appone ad una forma di materiale si far con diligenza esternamente con buona martellina o scalpello con poco di cavo nella grossezza della sponda tantoch resti circa mezzo palmo di muro e quindi con grosso trivello se la fistola sar piccola si far intieramsnte il loro proporzionato alla medesima e quindi con sollecitudine si collocher la fistola fermata e stuccata per fermare 1' acqua collo stucco detto da stagnaro e stoppa, il quale stucco e composto di calce bianca liquefatta col sevo al fuoco, e quindi con calce passata, e scaglie di mattoni si far la muratura stabilmente riempiendo il cavo fatto nella sponda anzidetta, da avvertirsi con molta attenzione che nel collocare tali fistole dovr aversi l'avver-

tenza che la loro posizione sia esattamente orizzontale sotto al pelo dell'acqua naturale della forma di un palmo ed un oncia e non meno che nel corso dell' acqua della forma , essa non forma che due angoli Setti e che esternamente sia intaccata con lima e scalpello all'intorno, acci la muratura e stuccatura suddetta gii sia immedesimata come osserverete alla lett. D; se tali fistole fossero d'un diametro di libbra, allora sar d'uopo levar l'acqua dalla forma per aver tempo e commodo maggiore di ben collocarle coli' accennate avvertenze. Se questa fistola dovesse collocarsi ad un condotto di piombo o ad una cassetta di divisione la prima operazione sar di toglier l' acqua da queste e dopo fatto il foro alla cassetta suddetta sempre un palmo ed un oncia sotto il pelo dell' acqua e gii si salder perfettamente a stagno facendole
;

un appoggio, o

di

muro, o

di pietra, o di ferro sul quale

ben orizzontale; giacche se questa una maggior quantit d'acqua come viceversa se fosse elevata non tirerebbe il suo giusto quantitativo e se dovesse collocarsi come si disse nella Tav. X.LIX fig. 4 in un bottino di scarico sempre si praticheranno le cautele qui notate per aver costantemente il quantitativo doriposi stabilmente la fistola

incliner in fuori tirer

vuto. Nella fig. 3 di questa Tav. LIV viene disegnata in sezione la medesima fistola dove si rinviene la grossezza del metallo ed il foro che dovr essere tornito levigato e pulito

172

come

lina

canna da schioppo,

aflincli l'acqna

passandovi non

trovi urti e luoghi a far deposizioni iu questa

medesima secondotto
saldatura

zione vi dimostro ancora come ad essa si unisca il di piombo collocato come alla lett. C fermato colla a stagno attorno come alla lett. F la quale si avr sia fatta ad uso d'arte, perch l'acqua da quella non si perda prima d' introdursi nel condotto. Si

cura che
filtrando

osserver

collocato un imbuto ancora che nell' interno alla lett. saldato a stagno, il quale serve che accadendo di egiialmente ripulire il condotto e togliere qualche atturatura per F introduzione di qualche corpo estraneo che suole accadere la quale si fa coli' introdurvi un lunghissimo filo d'ottone, che possa questo passare nella fstola senza impuntarsi nell'angolo H, che resterebbe fra il condotto e la fistola lett. I e C che vi resterebbe senza l'accennato imbuto lett. G. Questo imbuto potr essere di latta, o di lastra di piombo. Dopo le fistole vengono le condotture di quelle ascendenti, e discendenti di materiali^ abbiamo bastantemente trattato delle fistole e posizioni di queste, come ancora di quelle a canale aperto^ tratteremo ora delle condotture di piombo.

173

ARTICOLO

XXVI.

J J oggetto principale di fare una buona condotlura di piombo quello di avere del miglior piombo puro e dolce , che possa trovarsi, e quindi di avere un abile ed onesto stagnaro, che si presti di fare una buona lavorazione, poich l'avere qualunque buon materiale nelle mani di un cattivo , o sia ignorante artiere lo stesso che sacrificare il materiale per avere un lavoro imperfetto ed inservibile ^ cos se un eccellente artiere avr del cattivo materiale non potr farsi onore de' suoi lavori per mancanza di aver impiegato ne'suoi lavori del materiale difettoso ^ non conveniente, ed perci che P architetto teorico se non sar accompagnalo dalla pratica non solo non sapr le provenienze de' detti materiali ma seppur le sappia, non sapr distinguere materialmente il buono dal cattivo, n portar le ragioni e le distinzioni di doversi impiegare occorrendo talvolta pi vantaggiosamente il cattivo che il buono; sempre che le ragioni assistano la circostanza, e venga a questa adattato il perch. Prima d'intraprendere la descrizione de' modi con cui si formano le varie c|ualit de' condotti , daremo uno sguardo alla maniera di stampare sopra le fistole le iscrizioni o altro, come si disse nel passato articolo per mezzo de' pulzoni , i quali altro non sono che pezzi di acciajo del migliore che sia possibile, come osserverete nella medesima Tav. LIV alla fig". 4 dove ne vengono riportati sei di questi pulzoni , ossiano i pezzi quadrati di acciajo, scantonati , da una parte dei quali viene scolpita una lettera, onde per imprimere qualunque iscrizione si deve fare lutto l'alfabeto, come sono queste sole sei prime lettere, che bastano per dare una idea delle altre. Di questi alfabeti se ne fanno di pi grandezze; come altres si fanno i primi dieci numeri , che servono egualmente per imprimere all'occasione. Si chiamano pulzoni perch ponendo l'incisione della lettera dove si vuole imprimere con un proporzionato colpo di grosso martello resta impressa la
^

174
lettera,

e qualunque altra cosa voglia farsi, come armi sopra alla testa fig. 1 e 2. Questi pulzoni dopo incisi si temperano nella parte dove deve imprimere, e nella parte opposta dove riceve il colpo sar stemprato; la tempera non dovr essere molto forte, affinch non si spezzi qualche parte nell' imprimere Con questi pulzoni gl'incisori di medaglie e di monete
il

numero
le

sono appunto

imprimono nei conj le lettere, gli ornati e perfino le figure; ritoccandole poscia e terminandole dove possa occorrere, e questo si fa per facilitarne il lavoro ; ed anche perch trattandosi
di

monete possano

le

imprese e

gli altri

emblemi

.ve-

nire uniformi fra loro. Tornando ai condotti di


di
riuscita

piombo,

affinch questi siano

buona dipender in gran parte dalla buona qualit piombo, che vi s'impiega. Il miglior piombo quello generalmente che viene dall' Inghilterra in una specie di grosse verghe , che si chiamano pani, del peso pi o meno di circa libre 250. Ne vengono ancora dalla Spagna, e possono essere buoni anche c|uestiy giacch non solo dalie miniere, che non sempre costantemente danno il genere eguale, ma dipende ancora dalla lavorazione,
del

che pi o meno sia purgato. A conoscere queste specie baster osservare che il pi pieghevole, detto il pi dolce, migliore dell' altro che resista alquanto. Si fa la prova prendendone con uno scalpello una grossa scaglia, la quale battendola e riducendola in lastra non screpoli all'intorno; con cjuesta specie di piombo potranno aversi condotti che lavorati bene resistano all' impulso dell'acqua senza fendersi, screpolarsi, e sudar acqua, come quando il piombo sia imparo e crudo. Col piombo usato, cio di condotti vecchj o altri lavori fondibili non si ricava un piombo buono a quest'uso; perch contiene parti estranee, come lo stagno , che sta nelle saldature, il tartaro naturale e artificiale nell'interno de' condotti, cose tutte che ne alterano la dolcezza necessaria. Vero che mescolando del piombo vergine, o sia della sopradetta perfetta qualit, con questa seconda specie, lo scioglie , Io migliora e pu riguardarsi come tutto ottimo ;

175

ma
sto

in

primo luogo
fa -tanto

il

piombo nuovo da
in oper^

porsi

col

vecchio

sar tre parti circa a fronte di


si,

permettere

che resterebbe inoperoso, se piombature di sbranche, in ornati di piombo gettati, in contrapesi e simili altri usi.

una parte del vecchio, e queuna quantit di piombo s'impiegasse soltanto nelle im-

Per adoprare questa specie di piombo in pani va fuso dentro un calda jo. di ferro sopra una fornacetta Questa caldaja di ferro si chiama dagli stagnari Celata: alla Tav. LV troverete segnata la forma in pianta e sezione del fornello, e respettiva
.

Celata.
Il

fornello, col quale gli stagnari fondono


fig.
1

il

far poscia le lastre pe' condotti, o altri lavori, costruito,

piombo, per come


la

disegnato nella Tav. 'LV'^


figurata addosso

viene espressa

pianta,

ove si fonde dall'altra in cui si fa il fuoco; la bocca dove si fa il fuoco colla legna, lettera B sar larga oncie 10 e alta palmi 1. Il diametro del fornello sar di palmi 2 e due terzi; la bocca avr gli stipiti, e architrave di manziana l'interno del fornello potr essere di mattoni. La Celata , che cos chiamasi i| recipiente di ferro fuso, lett. G della fig. 2, che la sezione sulla linea le 2 avr due palmi di diametro, e due palmi di fondo, la quale potr contenere circa libre 800 di piombo fuso; la grossezza di, questo ferro sar di circa mezz' oncia, essendo nel fondo pi grossa che nell'estremit, e peser circa libbre 200. Sotto al bordo naturale, ricavato nel getto vi sar un cerchio di ferro, il quale riposer ed avr questo cerchio tre ale chiodate, come alla fig. 1 e 2 lett. D che saranno murate nel contorno del fornello , affinch non si muova, dal peso ed urto della Celata, quando agisce il fuoco e la lavorazione. Il bordo del fornello lett. E potr esser coperto di lastre di manziana con cerchio posto esternamente, affinch tenga il tutto a freno con stabilit, come alla lett. F. Avr il fornello due sbocchi pel fumo e fuoco come alla fig. 1 lett. G, che avendo percorso fra la Celata e il muro del fornello , sortano riunendosi in una canna di cammino, che sar nel suddetto muro lett. A. Quando si voglia fondere il piombo si far fuoco nella
lett.
;

uuimuro

<;he divida la stanza

176
bocca
lei!.

B, ponendo

del carbone acceso nel


si

mezzo
la

del for-

nello alla

lelt. li fig.

2, sopra del quale


fatto
il

porr

legna da ar-

dere, posala per tre quarti di

sopra un treppiede

di ferro, largo palmi 2, alto

palmo,

luogo

all'aria di agire

contro

come alla lig. 3, per dare fuoco, e contemporaneamen-

te si porranno i pani di piombo in piedi, di mano in mano che si fondono , tenendovi sempre un poco di carbonella sopra, affinch non solo faciliti la fusione, ma ne mantenga calda la superlcie. Quando si sar fusa quella quantit di piombo che si vorl, e che potr contener la Celata, per gettare le lastre per condoltura, o altri oggetti si continuer a darle fuoco, affinch non solo si mantenga fuso , ma diventi rovente, e si avr pronta una padella del diametro di circa tre quarti di palmo, sbucata, come alla fig. 4, colla quale si lever dalla superficie la renere, e crosta che il piombo fa naturalmente pii!i o meno, la quale si pone da parte, e che gli stagnari vendono uno scudo e venti baiocchi il cento circa, pi o meno secondo va il prezzo del piombo, e depurandola se ne servono per piccoli lavori da banchetti , per colori ec. e cos pulito il piombo fuso si prender con schiumarelli di ferro della dimenzione, come segnato nella fig. 5, e si trasporteranno l'un dopo l'altro, come
si

dir in appresso

Nella Tav. LVI viene disegnata la pianta del cos detto Cassone, dove si gettano le lastre, atte per la costruzione delle condotture di piombo, o per altri lavori. Consiste questo di un piantalo di otto mozzature di arcarecci, murate verticalmente nel pavimento di una stanza , come alla fig. 1 di detta Tavola lelt. A, sulle quali vi siano poste ad anima quattro traverse, come alla fig. 2 lelt. B; le quali traverse, che formano cavallo, saranno perfettamente in piano fra loro; questi cavalli porte-

ranno un fusto di tavole , fig. 3 leti. C , di castagno , intelarato con piane ba Ilenia te, come notato alla suddetta figura lett.D. Questo fusto sar largo palmi 4 e mezzo , lungo palmi 14, come tutto pu rilevarsi dalla scala dei palmi all' intorno da tre lati vi saranno le sponde di castagno leti. E, grosse oncie 4, che restino superiori al fusto leti. D, oncie 7, ben fermate al
;

detto fusto e

come segnato

di fronte alla

fig.

e prossimi al-

r estremit, ove restano aperte, cme alla leJt. G fg. 3, vi saranno due canali, per collocarvi una traversa njobiie, come si
dir a suo luogo I pezzi in piedi,
lett.

della' fig.

saranno colleeati

all'intorno con una traversa lett. F delle fig. 2 e 4 giaccli questo piantato deve essere della massima solidit e durata, soffrendo non pociii urti nelFagimento de' lavori. Si avr pronta come una cassetta di tavola di castagno, come alla flg. 2 e 3 lett. H, oncie 5 e mezzo grossa, posta sopra due mozzature, o altro sostegno che la tenga prossi-

apertura del cassone. Nella Tav. LVII viene disegnato in prospettiva, come alla fig. 1 il detto Cassone perch meglio ne comprendiate
ali

ma

adopra. Primieramente si avr sopra il fusto di detto cassone una quantit di sa])ione o sia arena di fiume setacciata sottilmente, affinch non vi siano brecciole o altro. Questa arena sar alquanto umida, e colle mani si spander generalmente in tutta l'estenzione. Si avranno pronti tre ras(elli, il primo fig. 2, chiamato fastello da spianare, che sar alto di battente lett. B oncie 4, grosso oncie 5. 11 secondo come alla fig. 3 chiamato Rastello da battere alto nelli battenti lett. oncie 5 e mezzo grosso oncie 5 11 terzo fig. 4 chiamato Rastello da alzare, alto nei battenti lett. jM oncie 6, erosso oneie 5.
si

come

Saranno questi

tutti lavorati e solidi di

legname

di

olmo

o noce. Si avr ancora lo spianatore di ottone, come viene disegnato alle fig. 5 e G. Posta l'arena, come si detto, col rastello da spianare da due uomini, uno per banda del cassone, si porter avanti e indietro, tenendolo nei due punti lett. A, posandolo sulle sponde del cassone nei due piani lett. B, come alla fig. 1 lett. C , e adattando il sabione che resti da cima a fondo , e lateralmente ben ripieno e senza mancanze. Quindi col rastello da battere le medesime due persone anderanno battendo il sabione ben da pertutto, facendo che le sponde regolino i piani lett. D della fig. 3 e cos si abbia quel piano eguale solido, e bene in jiianoi ci fatto si avr lo spianatore di ottone ben levigato e lucido, col quale me-

178
diuule
la

maniglia

lelt.

delle fg. 5 e 6,

rarsi con una lascia di panno , alUnch sia adoprarsi con arte e destrezza si levigher, tutto il piano di arena, cos preparato. Si avr pronto l'altro rastello da alzare fig. 4, il quale si collocher sull'arena al punto lett. E della fig. 1 lontano
;

che potr fodepi connnodo ad

dal

bordo

circa

palmo

oncie 3, che lasci in conseguenza

e vano, come alla lig. 1 lett. F, e perch questo rastello regga a quel punto nelle due sponde lett. E della Tav. LYI fig. 3 dove vi saranno tre o quattro buchi per parte, come alla suddetta fig. 3 ne' quali vi saranno pojti due perni di ferro per tenere egualmente distante ed obligato il detto rastello alzatorCi coli' arena che sar nel fondo si far a tutta lunghezza un poco di scavo, e si porter quella medesima arena attorno alla sponda, alFinch la salvi

uno spartimento

dal calore del


e

piombo;
tutto preparato nella suddetta maniera,

Quando si avr che il piombo sia

liquefatto e rovente
fig.

si

porter colli aclett,

cennati schiumarelli

5 della Tav.
si

LV

nel ricettacolo

in quella quantit circa che

richiede per fare

la lastra

grossa o sottile, e
sufficienza, in

quando

siasi

due persone si dendolo nell'estremit da una mano e coli' altra alla maniglia di ferro lett. G dalla fig. 4 , affinch il piombo percorra

persuasi, che ve ne sia a alzer il rastello fig. 4 pren-

sopra l'arena, preparata come si disse in tutta la sua estensione. Prima per di alzare il detto rastello si avr pronta

una

tavoletta di faggio,

larga

circa

tre

cuarti

di

palmo e

lunga quanto il detto ricettacolo, cio palmi 4 e mezzo, bistondata e bene adrizzata, colla quale si lever la crosta e schiuma, che il piombo fa sempre quando fuso, tirandola verso la sponda lett. della fig. 1 e con questa medesima tavoletta si ander superficialmente accompagnando il piombo se mai si vedesse arrestare in qualche parte.

da avvertirsi, che volendo fare le lastre fine, che naturalmente non possono venir minori che di libbre 200
circa, perci fare
lett.
si

Qui

lascer scolare nella cassetta, gi notata


fig.

della Tav.

LVI

della

medesima arena,

affinch

2 e 3; nella quale sar collocata piombo non la brugi e il


5

179

non

si

attacchi alle
il

letta,

quando

piombo

sponde e fondo , e colla suddetta tavosia scorso, prima che si geli , si taglie-

alla fig. 3 delle tre tavole; r verso la bocca del cassone lett. e cos nel luogo dove fu tolto il rastello alzatore lett. E affinch separi la lastra dal piombo che resta nel ricettacolo lettera F, l'acendo come un coltello. Appena congelata la lastra

mediante una stanga che si poser sulle sjionde del cassone, a questa si ander rotolando, e collocata cos sopra un cari'ettino, ovvero a mano si porter sotto la stadera per pesarla, e regolarsi colle altre pel peso e per la
si

sollever da

un

lato e

qualit.

Volendo
maggiore,
si

al contrario fare le lastre di

detto di bocca del cassone vi si colsopra , locher un regolo a traverso, posto nei due incastri lett. G della Tav. LVI fig. 3, e come alla Tav. LVII fig. 1 lett. I, il quale impedir al piombo di versare nella cassetta lett. L d detta tavola in questo caso giunta la pianara di piombo fino addosso al regolo d' impedimento, rigurgitando ritorner indietro, e coli' anzidetta tavoletta leggermente si accompagna, se si osservasse che in qualche parte ne restasse ineguale il corso Sempre poi prima che si geli colla medesima tavoletta s taglier nel luogo ove era il rastello levatore, affinch alla lastra non resti unito il piombo che resta nell'imboccatura, ajutando con forbici, se vi resta qualche attacco. Siccome le lastre sono comunemente larghe palmi quattro e mezzo, e lunghe palmi dodici: cos dal peso che si fa di ogni lastra ravvolta alla stanga si viene in cognizione e si regolano le altre. Tolta la lastra cos gettata dal cassone, bisogna tornare ad assestare l'arena; rivoltandola e bagnandola con una scopetta leggermente, e quanto basti affinch l'arena prenda un poco di corpo per stringersi e tenersi compatta, se il calore l'avesse troppo diseccata; e si, torner a farglisi i lavori di sopra espressi , che avendo a questa lavorazione pronti quattro uomini pratici potranno impiegarvi poco pi di mezz'ora, onde in dieci ore possono fondersi circa 15 lastre. Preparate in tal modo le lastre, si passeranno ad esser battute sopra la pietra con un martello di ferro con bocca tonda temperata e netta, mantenendola rotata con rota, e con
colla sola differenza

agir in tutto, e per tutto,

un peso come si

e grossezza

che

alla

180

un colpo ben

vicino

ali'

altro

eguagli maggiormente
tiene.

la lastra, e si

passer da per tutto affinch si chiudano i pori, che ogni

metallo e segnatamente questo come uno dei pi teneri con-


i\lla Tav. LVIII viene disegnata la pietra in prospettiva detta da stagnaro, la quale sar di marmo, lunga pi o meno , ma non pi corta di palmi 5, larga palmi 3 e mezzo , ben murata i e levigata sopra, che non abbia buchi o canali, poi-

ch

larit; attorno sar

piombo battendolo sopra si stamperebbe ogni irrigosmussata, come notato alla lett. A, affinch dandoci qualche colpo non si scagli. Li martelli co' quali si battono le lastre hanno la forma disegnata alla fg. 2 e pesano circa libre sette, e della dimenil

sione notata in detta figura

il

manico sar

di nocchia, le-

gname pi

atto degli altri, perch solido e inalterabile; so-

pra una lastra potranno lavorare due uomini per far pi presto, basta che ogni colpo di martello resti per ogni verso e da per tutto sottomesso all'altro che lo siegue, e non resti parte alcuna senza essere stretta e passata sotto al martello Se le lastre fine si vogliono assottigliare maggiormente a furia di martello non potr farsi che poco, giacch in una estensione come sono le lastre iutiere non avrebbe forza bastante il martello di farlo , e potrebbe ottenersi soltanto in strisce di poca larghezza, dirigendo i colpi a questo fine. Per ottenere questo vantaggioso lavoro, che in pi circostanze potrebbe essere utilissimo, bisognerebbe che le lastre fossero passate per cilindro, come costumano in alcune grandi fabbriche oltremonlane, e come anche qui si usa dagli organari, per la costruzione delle loro canne d' organo ma ben diverso fare e adoprare un cilindro di una lunghezza di circa un palmo da quello di cinque palmi, poich oltre la grande spesa della costruzione di tix cilindri di acciajo torniti e temperati , ovvero di ferro fuso , vi 1' altra della costruzione della macchina, che per bene adoprarla deve essere mossa e mandata dall'acqua, percui qui non l'abbiamo in uso. Passeremo ora e trattare del modo con cui si formano i condotti da queste lastre; quando dunque si avr la lastra bene spianata, postala sopra un bancone, colla riga si segner la larghezza della striscia necessaria ad essere piegata poi per
. 5

181
avere gnata
di quel diametro che sar opportuno seavr un forbicioue, chiamato Cisora , della grandezza e forma, come segnata nella suddetta Tav. LVJll ng. 3 che suole pesare circa libre 25. Questa Cisora si adopra ponendo la lastra in piano sopra un lastricato, ed essa Cisora posta incontro la lastra pure posata col calcagno lett. B e con r altro, o braccio lett. C si ander incontro al segno, e tagliando si staccher la striscia, e striscie dalla lastra, che si sar preparata a quest' oggetto La Cisora sar di ferro con acciaro temperato, e ben tagliente nelle due parti lett. D, e sar impernata con cavicchia, come alla fig. 4, con zeppa o vite, per poterla dismettere allorquando si dovr arrotare il taglio della Cisora medesima. Supposta tagliata la striscia per fare un condotto di oncie due di diametro, si poser spianata sopra un bancone, e si avr jireparata un'asta di faggio o altro legname duro di questo diametro, che ne formi il vuoto del condotto, per cui gli stagnari di queste aste ne avranno di pi grossezze, per adottarle a quel condotto che sar ordinato. Siccome le lastre saranno, come si disse, lunghe palmi dodoci cos queste aste dovranno esser lunghe palmi 14. Si metter l'asta sopra un bancone, come alla fig. 1 della Tav. LIX lett. A e la lastra sopra come alla lett. B e con una specie di mazzolo di lecino o altro legno duro, della forma e grandezza, come segnato alia fig. 3 per lungo, e alla fig. 4 di testa, che gli stagnari chiamano pianozzo, si piegher in modo che la lastra prenda il garbo, come alla fig. 2. Quindi si pone la lastra nella parte opposta , e collo spianozzo medesimo bene egualmente e con arte si riduce la lastra come alla fig. 5 e seguitando da cima a fondo a piegarvela sopra si riduce come alla fig. 6, ed avvertendo di mantenere sempre la commissura lett. C , bene in linea , e non serpeggiante e storta, che impedirebbe le progressive operazioni Ci fatto si avranno dei cos detti cuscini di legno duro , come vengono disegnati alla fig. 8, e con tre di questi sopra un bancone alla lett. si poser il condotto cos assestato sopra l'asta, come alla fig. 9 e con un raschietto ben ta^

un condotto
ciie sia, si

gliente,

come

alla fig.

nella parte lett.

D,

che sar di acciaro

182
temperato, e fermato sopra un manico tornito di legno, come E di detta fig. 7 con una sicura viera di ferro lettera F, affinch non si spacchi e ponendo una riga di legno lungo la commissura lett. C della fig. 6, che sar sostenuta da un uomo, intanto un altro col detto raschietto, tenuto con forza colle due mani e colla spalla al manico lett. E vi far sopra una raschiatura, che prenda per met sopra una estremit, e per met sull'altra, affinch il piombo resti bene scoperto e lucido per quindi farvi la saldatura, che riunisca le due estremit della lastra. Tre sorta di saldature si compongono per adattarle alle varie lavorazioni di piombo, tanto per le condotture, quanto per gli altri lavori di stagno , di lalta, di ferro ec. La prima si chiama saldatura lucida, che composta di due terzi di stagno vergine d' Inghilterra , ed un quarto
alla lett.
^

di

piombo. La seconda

si

chiama saldatura mezzana, che composta


di stagno.

di tre quarti di

piombo ed uno

La terza finalmente, che chiamasi saldatura dura, composta di tre (piarti di piombo ed un (juarto di stagno Per averla adoperabile a tutti i bisogni se ne fanno delle verghette, che toccate col saldatore infuocato si sciolgono di luano in mano ove occorre. Per fare queste verghette si avr
.

una tavola di marmo bianco, lunga palmi due e mezzo, larga un palmo, grossa onde quattro o cinque; nella parie di sopra che sar bene spianata vi si faranno fare dallo scalpellino tanti canali, l'uno accanto all'altro, larghi oncia una, fondi mezz' oncia, come vedrete disegnato alla Tav. LX fig. 1 , e fatta la composizione di quelle che si vorr, separatamente una dall'altra, e fusa nella gi detta celata della Tav. LVl, con uno
schiumarello si getteranno nei detti canali tante verghette che si terranno separate una qualit dall' altra per non confondeile Avendo preparato tutto questo si avr ancor pronta della pece, cos detta Greca, e con un mazzolo si pister e spolverizzer sopra un tavolone, e custodita dentro una scatola, lontana dal calore
Si

non si ammassi nuovamente avranno ancora una quantit di saldatori di varie gran,

affinch

183
dezze, per servirsene alle varie lavorazioni, pi o meno granalla fig. 2, se ne vede didi; de^ quali, alla sudetta Tav. segnato uno di mezzana grandezza , dal quale possono rego-

LX

larsi gli altri.

Questi saldatori saranno di rame quadrello, o sia rame vergine, e non di getto, ma di massetto, e ridotti a martello e lima di quella forma , che all' incirca viene segnata alle fg. 2 3 4 e per li mezzani di quella dimensione che segnata; alla fig. 2 viene marcato l'andamento e forma del saldatore,
lett.

A
fig.

del manico ribattuto in 1) di ferro


lett.

lett.

e del

manico
lett.

di legno tornito

C
il

con viera di ferro o di ottone


profilo
,

E.

La

3 rappresenta

e la

fig.

la testa

^i lavora

con questo saldatore ben rovente

colla parte

F, che

sar

man-

tenuta pulita e limata , affinch la saldatura scorra con pulizia. Preparata la canna , che il nome del condotto , come alla Tav. LIX fig. 9, sopra i cuscini lett. G, e fitta l'accennata raschiatura, si lever da dentro il condotto l'asta lett. della detta fig. e nelle due leste della canna si a [tapper con

due

brigliozzi adattati al diametro, affinch l'aria


salda.

ra nell'interno della

non percorcanna, nel tempo che col saldatore si

riscalda e
Il

si

brigliozzo non che una specie di tappo di legno duro tornito della forma, come segnato nella fig. 5 di questa Tavola e fig. 6, de' quali, parlando di quelli di maggior diametro, mediante un manico di nocchia, posto da un lato come
alla lett.

si

servono anche di mazzolo per battere

meno

g randi .

avranno pi saldatori, come venne accennato, posti carboni accesi in un focone, o in una celata, e col soffietto si procura che siano roventi, ma non gi eccessivamente, mentre allora toccando il condotto vi farebbe dei buchi; con uno di questi saldatori da una mano, e con una verghetta di saldatura della prima qualit si far sopra la parte raschiata una specie di cordone alla rinfusa da cima a fondo. Poi immediatamente si porr con una cucchiara di latta sopra alla detta parte raschiata un poco di pece Greca in polvere e quindi col medesimo saldatore ripassandovi destramente sopra quel cordone di saldatura che si pose irregolarmente, mediante quel fondente della pece si spianer sopra a tutta la
Si
i

sotto

184
parte raschiata con ogni diligenza, affinch qnesta parte raschiata si vesta di quella saldatura e questa operazione si dice di sostagnare il pezzo, che va saldato uno coli' altro, e ci
;

facendo ander penetrando ancora nella unione delle due estremil della lastra.

vedranno queste parti ben sostagnate, e senza non bene avvivati, si raschieranno e si far in quella parte il medesimo lavoro, e ridotto egualmente bene da pertutto, con altro saldatore ben rovente e netto colla destra e alla sinistra con una verghetta della medesima saldatura si far scorrere in una giusta quantit sopra il sostagnato, e si former come una fettuccia ben levigata di saldatura sopra 1' unione della lastra , e diverr la canna come se fosse di un sol pezzo
si

Quando

riprese o pezzi

capace a resistere all'urto e sforzo dell'acqua, che potesse fare nel passaggio e nello sforzo dei gomiti e di ascendenze e discendenze: semprech queste siano veramente eseguite con cautele e con quell'arte, che in ogni mestiere cosa buona, se eseguita ad uso di arte. Questa specie di saldature, che sono come alla fg. 7 di questa Tcvola, chiamansi saldature in piano, e si costumano per nelle canne o condotti piccoli, e non maggiori di diametro di circa due oncie, giacch aumentandosi il diametro, bisogna accrescere anche la forza del condotto. Ed perci che per condotti di simile diametro baster

che

la lastra,

dalla quale

si

tagliano le striscie di questi con-

dotti, pesi dalle


e sino al

due alle trecento libre. Per condotti maggiori diametro di circa un palmo, le lastre peseranno dalle libre trecento alle quattrocento, e le saldature si faranno nel segue nto modo. Aflinch queste saldature siano proporzionate alla maggior resistenza ed urto dell' acqua che per conseguenza ricevono, si faranno a schiena. Sono queste in tutto e per tutto costruite come le sopraccennate, ed in altro non variano , che dopo fatta la saldatura in piano, con altra saldetura vi si far un riporto, come osserverete alla fig. 8 portando col saldatore lo staeno, che faccia le due faccie e la schiena sollevata nel mezzo Questa sorte di unione chiaramente pm solida dell'altra, per cui si pratica all'opportunit.
.

185

Quando il diametro dei condotti sia maggiore e giunga dal suddetto diametro di circa un palmo in avanti, oltre chela grossezza delle lastre sar maggiore, le saldature saranno pi
stabili
si fanno soprapposte, come osservequesto afTmch realmente siano bene unite rete alla fig. 9. A far e saldate, bisogna sostagnare le due superficie che vadano a toccarsi giacch in tutte le saldature di questo genere dipende onde prima di chiudere il la vera unione dalla soslagnatura
,

ed

perci che

condotto, sull'asta si lasceranno aperti, come alla fig. 10 e raschiate che siano le due superficie lett. II con saldatura e pece greca si sostagneranno a perfezione , dopo si accosteranno sopra un' asta , ossia colonna di legname del diametro voluto, fatto a guisa di curio, e accostate bene collo spianozzo,
si

salderanno nel seguente modo. Si aver pronto un canale usato di latta , quanto la lunghezza della canna, e vi si metter del carbone acceso sopra della cenere, e sopra di una piana o altro legno s'introdurr dentro la canna prossimo all' unione da saldarsi , affinch il piombo si riscaldi assai; quindi col saldatore dei pi grandi , messa della pece greca dalla parte di fuori , e colle verghette da saldature si far scorrere la saldatura dentro la commissura, che risentendo le avvivature riunir le medesime, e le fermer perfettamente; facendovi esternamente alla lett. I im accompagnamento alllnch resti bene splanato e riunito Questa semprech sia bene eseguita certamente la riunione
.

dei condotti la pi sicura Si sono fatte delle saldature gettate, cio posta la canna

sopra i cuscini , come alla Tav. LIX fig. 9 , si fatto con due righe di legno una specie di canale sopra all'unione della lastra, e con cucchiara di ferro si fatta scorrere la saldatura liquefatta sopra la stagnatura fatta negli estremi che

vanno

riuniti, e

forma

cosi tuia grossa saldatura a scarpa. In

pratica per altro se siano fatte

bene, si l'una che l'altra buona e l'una e l'altra possono mancare, e mancano se siano trascued per che bene spesso s' incolpa la rate le lavorazioni mancanza di cautele nelle lavorazioni accadomassima, se per no mancamenti; e si cercano per lo pi a danno della cosa nuovi metodi e maniere, che poi riescono peggiori delle consuete. Gli antichi Romani nei condotti di qualche riguardo e
;

186
grandezza, costumavano piegare le lastre, come vedrete disegnato nella fig. 11 della Tav. LX, e sostagnando l'interne superficie le univano facendo un cordone di saldatura superiormente in M. Questa maniera che in oggi non si pratica e buona , e le saldature sono ben cautelate Megliori se ne rinvengono, come alla fig. 12, che oltre l'unica saldatura, come la passata figura, mediante il cappelletto, egualmente ben sostagnato, e quindi riunito, forma nel condotto tre saldature, assicurate poi coi cordoni alle lett. N , che col saldatore ben si riuniscono, e si stendono. Nei condotti antichi di questa natura si trovano di pi le iscrizioni con lettere rilevate , che indicano la provenienza e nomi dei padroni , che molto servono alla storia, e ad esercitare la scienza antiquaria. Preparate le canne di quel diametro, che si giudicher necessario all'uso di una condottura, bisogna conoscere i modi per collocarla al bisogno de' trasporti dell' acqua e principalmente conoscere V azione che ha quel quantitativo e qualit che si deve trasportare 5 giacch se sar un corpo d'acqua di Trevi o di altra qualit pura , non capace di deporre tartaro potr risparmiarsi in diametro, lo che non potr farsi in acque men pure, e dove l'esperienza avr fatto conoscere questo difetto, poich vediamo che nell'acqua Paola e Felice, ed altre poco limpide, come queste, che un condotto di mezzo palmo di diametro, secondo la posizione pi o meno soggetta forma nell'interno un tartaro di alabastro, che dal diametro di mezzo palmo si ridotto ad un'oncia, e incapace
.
i

passaggio dell'acqua medesima. Onde un aril suo dovere dovr con accurate osservazioni indagarne la variet , ed adoprare cos quelle cautele , riservate per quei pochi , che perci si fanno distinguere dagli altri Con questi principi si avr l'avvertenza d non scarseggiare nelli diametri delle condotture se questa sar di molta estensione, ed avr pochissimo corso 5 cos ancora se la condottura sar discendente , poi in piano , e quindi ascendente mentre in tal caso ben manifesto, che 1 acqua rimanente nella parte bassa, sar come ferma, ed avr in quel tratto
di ricevere
il

chitetto accorto e che voglia fare

maggior

facilit di

deporre; ed ecco dove dovr impiegarsi

187

una concottura di maggior diametro delli due tratti ascenricordandosi sempre di collocare dove denti e discendenti
^

degli sfiatatori e degli scarichi avvertiti nelle passate tavole, allorcjuando si parl delle condottare di terra cotta.

pi

si

pu

alla composizione della condottura; e pronte canne si dovranno queste imboccare F una colFaltra e saldarle ermeticamente, aliiuch l'acqua da queste unioni non si sperda. A quest'oggetto si uuiranno tre o quattro canne, secondo anche le posizioni colle saldature chiamate a traverso. Si fanno queste coli' allargare con uno dei proporzionati Lrigliozzi la bocca della canna, affinch possa ricevere l'altra naturale, e senza essere ristretta per non alterare il diametro regolare delle canne Questo allargamento diverr, come alla Tav. LXl fig. 1 che si chiama la femina e la parte fig. 2 si chiama il maschio. Intanto l' interna superficie della femina lett. A si raschier ben bene, e con un saldatore mezzano si sostagner; il medesimo lavoro si far al maschio alla lett. B fig. 2, e cpiando saranno tutte cos preparate s'imboccheranno, che prendano dentro l'una all'altra circa tre oncie di palmo. Si porr sotto un foglio di latta usato con del fuoco e si scalder tanto , che mediante la pece Greca si veda risentirsi le sostagnature allora con sollecitudine si leva il fuoco affinch le canne non si fondano, e colla saldatura della seconda specie e saldatore si far scorrere all'interno sino che si vede rigettarla dalla unione, lasciandovi su quella una specie di accompagnatura,

Torniamo
le

essendo

come

alla fig. 3.

e poste in opera, accade che

Fatte nelle canne quattro o cinque di cjueste saldature debbono farsi le altre riunioni,

nelle quali non possono imljoccarsi e scorrere le parti della condottura; onde allora si faranno le saldature cos dette a scarpa. Queste hanno preparate le teste delle canne, come alla fig. 4, lasciando il diametro naturale del condotto, e non facendo che colle cisoje o forbicioni e scalpello il taglio obliquo, come segnato in detta fig. All'altro capo della canna alla quale deve imboccarsi, oltre il taglio oliquo con un propor-

zionato brigliozzo e martello


fig.

si

allargher
si

l'

imbocco come

alla

e posti in

prova

pezzi

raschieranno l'uno e l'altro,

188
e
al

dopo benissimo

avvivati colla prima saldatura, posti quindi

suo posto, ponendovi del fuoco all'intorno, come si disse per le altre si far scaldare, e colla saldatura della seconda specie e saldatore, si far scorrere, e si procurer di mantenerla all'intorno di mano in mano che si raffredda la saldatura colla testa e col fianco del saldatore, tanto che resti da per tutto ben fortificata e coperta la riunione, come alla fig. 6. Avendo da fare queste saldature in condotti di gran diamdtro, dove il saldatore esternamente non potrebbe agire , si preparer la testa del condotto che deve imboccare come alla fig". 7, quindi l'altra che deve ricevere questa testa non po5 tendo lavorare nell' esterno , si spaccher ovvero si disalder la canna pel tratto di circa due palmi, come si vede alla fig. 8, e imboccata la testa fig. 7 si salder , scaldandole bene 1' una e l'altra sino che la sostagnatura si risenta, e nell'interno bea bene all' intorno si far passare la saldatura nella commissura, e quindi col mazzolo si ristringer la parte superiore aperta, e sopraponendo gli estremi si risalder a perfezione , giacch l'acqua passando e forzando se trovasse un piccolo difetto si farebbe strada a danno della condottura tutta. Finalmente occorre di fare delle saldature cos dette in piedi, perch trattasi di riunire una canna sopra l'altra perpendicolarmente. Queste si pi-eparano come quelle a traverso e come segnato nella fig. 9 e 10. Quando saranno ben raschiate e sostagnate le superficie delle unioni s' imboccheranno e colla saltlatura della terza cpialii, che scorre meno e si pu reggere meglio, col saldatore si far scorrere coli' aiuto della pece greca all' intorno, riempiendo il vuoto fra le unioni e lasciandovi una specie di cordone forte, come alla fig. 1 1.

Queste specie di saldature e modi di farle possono servire di norma a qualunque altra , che occorra nelle condotture, nelle cassette di divisione, sfiatatori, scarichi e tutte altre specie di lavori in

piombo
il

Prima
si

di passare ad altro, sar utile di sapere, che voil

lendo saldare

metallo,

rame,
li

il

ferro col

piombo, tutto

seguenti riguardi. Se sar ovvero uno di metallo ed uno da saldare due pezzi di metallo, di piombo, bisogna che il metallo sia prima perfettamente rassalda a meraviglia, basta avere

189
chiato o limato, e ben sostagnato come si detto del piombo, e se per caso fosse una massa grossa, bisogna che sia scaldata col fuoco in modo , che la sostagnatura vi rimanga liquefatta e non si raffreddi s presto , perch alloi-a non s' incorpora, e dopo saldato l'altro pezzo si distacca, come con facilit accade se li due pezzi che si vogliono unire uno sia nien caldo delf altro, quando il calore del saldatore non sia sufficente a comunicarvelo egualmente ed perci che volendo saldare un filo di ferro ad un' incudine , essendo tanto diversa la loro mole, se l'incudine non sar riscaldata quanto
5

lo

il

filo di

ferro dal saldatore

mai non
la

si

sostagner

la

mas-

sa pi grossa, e

mai non regger

saldatura del pezzo pi picsi

colo.

Anche

il

ferro volendolo saldare a stagno, se

tratter

di pezzi di una qualche grandezza, si avvertir che sia la superficie ben limata , ed alllnch prenda con facilit la sostagnatura si passer sopra la superficie da sostagnarsi un pezzo
di sale ammoniaco, col quale e colla pece Greca prender la sostagnatura come sul piombo

Abbiam trattato della costruzione de' condotti di piombo, ora bisogna conoscere il modo d'impiegarli nelli diversi locali e circostanze^ ed perci che nella Tav. LXll ho dimostrato le maniere pi convenienti. Bisogna conoscere che fatta una condottura non basta che vada bene, ma il savio architetto deve procurare ancora la sua conservazione e durata. Si tratta che li condotti passano sotto la superficie delle strade, dei giardini , de' cortili e de' fabricati , superficie tutte , che hanno diverso attrito, e diverso urto, per cui un'alterazione di spinte viene comunicata alli sottoposti condotti , che col lasso di tempo ne sotfrono pi o meno, e queste alterazioni producono poscia rotture, pistature, e cose simili, che in fine alterano l'andamento e corso dell'acqua, a danno per conseguenza della condottura. In vista dunque di queste v^ariet bisogna avvertire di non trapassare le condotture tanto superficialmente al piano delle strade , delle piazze e de' cortili , dove li carri , carrozze e simili pesi e compressioni possono far soffrire ai condotti di piombo, poich essendo un metallo si dolce cede ad ogni urto.

ivo

A scanso d tal pericolo, quando trattisi di un piccolo condotto, che deve attraversare simili superficie, oltre di collocarlo almeno tre palmi sotto i selciati e pi , sempre se possibile posto che siasi il condotto nel cavo in tutta la sua estenzione, prima di chiudere il cavo colla terra sar necessario di provarlo coli' acqua, per conoscere se vi siano difetti nelle canne, e segnatamente nelle saldature per accommodarli e se la condotlura fosse lunga, da non poterla provare nella intiera sua estensione 5 siccome per buona regola si deve principiare da dove ne prende T origine, cos fattone un tratto potr atturarsi dove va proseguito, con un brigllozzo^ e data l'acqua a c|uella porzione se ne conosce il resultato, come si disse 5 e proseguendo con questo metodo altra porzione, e fittane altra prova, si viene in cognizione di quell'altro tratto; e cos facendo sino al termine si avr la contlottura provata, e senza danni. S procurer di battere ben bene il terreno sul quale posa afFinch non ceda, e prima di ricoprire il condotto colla terra vi si metteranno dei canali di terra cotta sopra , come alla figura 1 di questa tavola , i quali salveranno dal peso direttamente della terra il condotto, ed ancor gli serviranno di salvaguardia in occasione di scavamento a non rompere il medesimo colle caravine Questo il metodo pi plausibile per la diramazione dei piccoli condotti, che portano l'acqua alle case dei
i 5
.

particolari,

dei piccoli condotti di divisioni e suddivisioni

delle fontane, fontanelle, ritorni e simili, che in

altrove, attesa la quantit

Roma pi che trovano sotto terra che se ne ha, si in alcuni luoghi , a guisa delle ramificazioni de' rami degli alberi , anche per poca avvertenza, e malinteso risparmio dei
dovessero collocare delle condotture , che andassero tutte per lungo tratto ad una direzione, il miglior modo, non tanto per la prima posizione, ma per le successive manutenzioni, sar quello di collocarli dentro una forma, dalla quale a suo luogo ora l'uno ora l'altro prender quella deviazione, che pi loro conviene. Di questa forma alla suddetta Tavola fig. 2 in prosjietto, e fig. 3 in sezione per traverso, ne vedrete un disegno. La forma sar sotto terra con masso sotto lett. A, sponde lett. B, e volta lett. G^ nella quale vi saranno da tratto

possidenti.

Se poi

si

191
in tratto dei chiusini lelt. D, chiusi sopra con coperchio di selce, munito di sbarra e serratiu^a, per sicurezza delie con-

dotture, ovvero che ancor pi sicuro e pulito, sotto al chiusino vi si fa una o due l'errate con billichi e serratura dojipia, in modo che aperto il chiusino senza le chiavi delle l'errate non si pu scendere nella forma. Alle sponde di questa forma si adattano sopra modiglioni di marmo, i condotti assicurati alla sponda medesima con qualche grosso rampino. In questa guisa ogui danno, bench piccolo, comparisce non solo, ma si accomoda facilmente senza fare cavi nelle strade, e senza farne molti per rinvenire ove sia il vero danno. L'acqua scaricata da qualche danno dei condotti, canmiinando per la forma medesima, alla quale si dar dove si pu l'esito in qualche chiavica o basso fondo, come alla lett. E, lascer in ogni modo praticabile la forma e vi si potranno lare quei lavori che saranno necessarj ed questo il miglior modo da praticarsi in simili casi. In Roma ve ne sono diverse, ma non quante ve ne dovrebbero essere per ben comune , cio del pubblico , e dei proprietarj Fra le altre ve ne ha una, che dalla forma dell'acqua Felice, posta nella vigna dei Certosini, sortendo per porta Salara, gira e termina a villa Medici^ nella qual forma vi sono uniti altri condotti che strada facendo deviano da quella per giungere al loro termine. In questi condotti alle volte si fanno delle accomodature precarie, dette legature Sono queste una fettuccia di canepa, ossia una quantit, come una fettuccia grande, presa da una
5 . .

corivola di canepa, o caperchio intinto ben bene in una mistura composta di sevo e calce viva, spolverizzata, e liquefatto

in

un

caldarello al fuoco; e con questa fascia

bench

il

condot-

pra quattro o cinque volte

to getti l'acqua dalla crepacela, o disaldatura, passandovi sola grossezza la ferma , e raffreddan-

dosi fa una certa presa, che regge benissimo per pi anni, avvertendo che colle mani a tutta forza sino che si geli del tutto si ripasser e stringer addosso al condotto , allinch

non

vi resti aria

e si

ammassi perfettamente
le

senza questa

economica maniera chi avesse da mantenere


fezione.

di riattare, sarebbero

spese

immense per

condotture nello stato di vera per-

192
Nei condotti, siano

r^

^^

que
tro

di terra o di piombo, e di qualunfacciano piccoli danni, vi ancora alaltra materia, che

modo di precariamente conservarli, modo continuino a servire: ed che gli


condotto geme e
fa tali

cio che in qualche:

stagnari veduto

dove

il

danni

v'

introducono poco

alla volta

della segatura d'albuccio, la quale percorrendo nel condotto


si ferma nei piccoli ere acqua gonfiandosi chiude quei meati, ove l'acqua scarica, e con questo metodo vanno dilazionando le varie riparazioni alle quali per viene il giorno che con tanta maggiore spesa si devono fare le pi. stabili, se si vuole conservare l'uso ed il valore dell'acqua. Resta finalmente a parlare delle chiavi, che si pongono o agli sbocchi delle varie parziali condotture , o nel corso delle condotture medesime per deviare le acque o per fermarne il gettito. Di queste chiavi, che sono di metallo, in Roma ne costumano di varie grandezze, che si conoscono sotto i seguenti

e segnendo la corrente dell'acqua,


,

poli e danni

coU'umido

dell

nomi

Le pi piccole si dicono da lavamani , e queste pi o meno sono sempre di un diametro non maggiore di mezz'oncia di passetto Romano Ve ne sono delle piccolissime, che hanno di diametro anche un minuto d' oncia onde anche per il
.

prezzo

si

valutano in proporzione dai tre agli otto paoli


il

Le

chiavi che principiano a conoscersi sotto


tre

nome
si

del

num. otto, hanno di diametro

minuti di oncia e

pagano
^

comunemente dodici paoli l'una. Le altre dette del num. dieci hanno di diametro minuti tre e mezzo, e si pagano paoli quindici l'una. Le altre dette del num. dodici hanno di diametro minuti
quattro, e
si

pagano paoli dieciotto l'una. del num. quindici hanno di diametro minuti j quattro e mezzo, e si pagano paoli venti l'una. Le altre del num. dieciotto hanno di diametro minuti cinque e si pagano paoli ventidue l'una. Le altre del num, venti hanno di diametro minuti cinque e mezzo, e si pagano paoli venticinque l'uua. Le altre del num. ventidue hanno di diametro minuti sei e si pagano paoli ventotto 1' una.

Le

altre

193
sei

Le altre del num. ventiquattro hanno di diametro minuti e mezzo , e si pagano paoli trentadue l'una Le altre finalmente del num. ventisei hanno di diametro

minuti sette , e si pagano paoli trentacinqne Funa Vi sono delle chiavi grosse tanto per gli sLocchi di fontane, quanto per chiavi regolatrici, che si pongono nel corso de' condotti non solo per dare e toglier 1' acqua , ma ancora per regolare, a chi deve averla, quel quantitativo convenuto ovvero dato a tempo secondo le convenzioni, gi' istromeuti,
patti ec.

Queste chiavi similmente di metallo, come tutte le altre, non hanno n diametro assegnato, n prezzo fisso, nascendo
dall'opportunit e dal bisogno, per cui si ordinano all' oitonaro di quel diametro che si vuole, e si pagano comunemente paoli cinque a libbra, fra modello, fusione, lavorazione e valore del metallo Queste chiavi regolatrici hanno la forma , che viene disegnata alla Tav. LXIII fig. 1 e che restando intermedia al corso della condottura agli estremi lett. A vengono saldate le teste della condottura , onde il diametro del metallo alla lett. B si avvertir , per non pregiudicare il compratore dell' acqua , che
sia

sempre maggiore della

fistola

originaria

perch in caso

un rigurgito, ed il quanverrebde diminuito. All'opposto quando le chiavi saranno di scarico, come alla Tavola precedente fig. 4, si dovr avere egualmente questo riguardo, allorch si ponga ad un condotto principale cio che il diametro della chiave di metallo alla lett. L della fig. 5 non sia minore di quello della fistola originaria. Se poi queste chiavi sono poste alle estremit di altri rami di condotti, come accade nelle case e nei giardini, si pongono a discrezione, affinch aperta che sia una non tolga l'acqua a tutte le altre; ed perci che il pratico architetto e stagnaro sapranno adattarvela . La costruzione di queste chiavi poco pii poco meno come ve la dimostro in sezione alla fig. 5 ove giuoca il maschio fig. 6, il quale sar posto al torno; dopo essere limato esternamente s questo che la chiave , collo spidtiglio o sia smeriglio gi adoprato: si macineranno l'uno coli' altro, affinch 1' acqua non vi penetri.
contrario manifesto che nascerebbe
titativo

194
Alla testa di sotto del maschio
si

far sul torno

medesimo

dentro del quale si far un cerchio d'ottone per saldarlo a stagno al maschio medesimo, il quale impedir di togliere il maschio dalla chiave poich si smarrirebbe Nelle piccole chiavi si fanno di metallo massiccio, come alla detta tlg. 6, col buco passatore lett. H del diametro medeino della chiave lett. L fig. 6. Nelle chiavi grandi e delli numeri indicati si fanno li detti maschi vuoti, come segnato alla Tav. LXIII fig. 1 lett. G, e si riempir di piombo la parte inferiore lett. D di detta fig., saldandovi contemporaneamente il cerchio E , affinch il maschio non possa est

un La

Lente,

come

alla lett.

trarsi

Deve

golatrici, sono

avvertirsi peraltro che queste chiavi, cos dette repoco plausibili ; restando ad arbitrio delli re-

golatori di dare pi o

meno acqua secondo

le

opportunit, e

premura piuttosto per uno che per l'altro, dipendendo dall' aprire pi o meno il maschio, onde a scanso di queste incertezze sempre preferibile la cassetta di divisione, sia per grande o piccola quantit di acqua, colla quale ben chiusa, affinch non vi si pongano ostacoli nelle divisioni ed orifizi de' condotti, proporzionatamente ognuno avr l'acqua
loro particolar

senza parzialit. Sar anche opportuno trattare alquanto del modo di rendere gli sbocchi dell'acqua apparenti e di buona figura nelle Fontane, segnatamente quando hanno da far figura in cjualche Cortile decorato, in qualche Piazza publica, Ville, e Giardi-

che

gli spetta

non potendo e non convenendo farla scaricare, e farle fare comparsa come in un fontanile di campagna la Molte sono le maniere colle canali si fanno queste comparse e che possono inventarsi dal genio de' bravi architetti. Trattandosi di fontane, dove l'acqua non sar in molta abbondanza, e che si dovranno ornare con scolture, si preso il partito di far gettare l'acqua, sebbene impropriamente dalla bocca di un mascherone, di un delfino e simili, formando per lo pi come un ventaglio, o sia cos detta vela, facendo l'acqua cos sparsa una figura maggiore Si fanno ancora delli zampilli, che forzando gettano in avanti con molto vigore, e cosi ancora servendosi dei zampilli verticali si fa saltare l' acqua in aria
ni,
^

195
due fontane della Piazza Vaticana qual bello effetto iacciano , con mandar 1' acqua in aria con soli zampilli? ebbene, a tutte queste maniere vi vuole l'arte di farle con facilit, solidit e sicurezza, delle quali vado a parlarvi immediatamenle Bisogna aver per principio, come gi ho avvertito, che l'acqua scendendo e risalendo torni al suo livello da dove ebbe P origine, ma vi torni lentamente e senza forza onde quando si voglia mostrarla con qualche vigore, bisogna che lo sbocco sia qualche palmo sotto la livellazione della sua origine, per oltenerne uno sbocco di una vela, di un gettito che sorta con vigore e tanto piti si otterr quanto pi piccolo si far lo sbocle
^
;

Veggiamo

co, affinch in questo forzando col suo peso l'acqua ne sorta

con maggior impeto Questo modo per e poco plausibile, perch non si avr mai quel quantitativo reale che si dovrebbe avere, poich l'acqua per quella forzatura dar fuori quanto pu, ed il resto si decide in rigurgito e si perde onde bisogna ben prevederlo perch ostinandosi a volere la bella apparenza si perde la sostanza Con questi certi principi sar ben manifesto, che quando si collocheranno gli sbocchi bassi, si avr l'acqTia nel vero quantitativo , verr con forza, al contrario se gli s])occhi saranno assai alti appena si avr il vero volume, e se non sgorga naturalmente con una minima forzatura, torna indietro e se ne perde una gran porzione Supposto dunque che si voglia un gettito di una vela si far girare il condotto come si potr, adattandolo alla localit, e quindi tenutolo, come si disse, qualche palmo pi basso della sua origine, si salder alla bocca del condotto una vite di stagno, cos detta da scarico, ed al coperchio facendole un'apertura vi si salderanno due mezze coccie di lastra d'ottone, della forma che vedesi nella fg. 2 di questa Tavola, cio ali lett. F sar il maschio della vite saldato alla testa del condotto alla lett. G sar la madrevite colle lastre di ottone, saldate sopra alla medesima alla lett. H sar la forma degli ottoni in pianta, ed alla lett. I il modo come l'acqua getta da tali sbocchi , e che dipender la forma della vela dal. 5
. i ^

196
l'apertura dell'asola lett. L, e dalle coccie degli ottoni lett. per cui se ne possono fare , come appunto se ne fanno in ,

cento maniere. Se questa madrevite potr restare tnol)ile sar bene, potendola con facilit ripulire, in caso che (jualche cosa vada ad istruirla; in caso contrario, cio che sia in sito publico, dove potesse essere derubata , si salder al condotto da un lato in modo da poterla disaldare all'occorrenza, quando si levi l'acqua. Gli sbocchi poi a zampilli, o boccaglio si fanno in varj modi; quando sia un boccaglio, dove sia sicuro di non es*sere derubato , si salder sopra la medesima madrevite di piombo fig. 3 lett. M, un boccaglio di ottone, come alla lett. N, che stringendo un poco pi del diametro della fistola origi*-" Daria getti l'acqua in avanti con vigore; ovvero se sar un boccaglio per una qualche fontana, dove si possa facilmente accostarvisi , si far un boccaglio che attraversi la lastra di marmo o altra pietra dalla quale sgorgar deve l' acqua , come alla lett. O il quale avr un incastro , che combacier ad una borchia, pure di ottone lett. P, che sar fermata con due perche saldato ni passatori la lastra, lett. S come alla lett. a stagno il boccaglio lett. O al condotto lett. l posto a forza verso la borchia P. Murato il condotto addosso la lastra lett. S sar solidissimo, ed impossibile ad essere derubato. Se poi il gettito dell'acqua sar verticale, i zampilli saranno saldati come gli altri , ma il condotto invece di essere

Qe

orizontale sar verticale,

lett. T della fig. 4; e se rastremato, come alla lett. dovr forzar maggiormente sar pii V, regolandosi in modo, come si disse, che per avere una troppa forzatura non si perda il quantitativo reale dell'acqua. Nelle fontane della Piazza Vaticana , le zampigliere sono come vengono segnate nella fig. 5, e Sezione fig. 6. li condotto della zampigliera porta il corpo dell'acqua con forza nel vano lett. X, sul quale come un caldaro di lastra gros^ sa di rame, come alla lett. Z fig. 5 con cerchio di ferro con ale invitate sulla pietia lett. Y, sul quale caldaro vi sono saldate le viti pur di rame , che hanno ciascheduna un zampilr

come

alla

197
lo
;

come quello

della lett.

qnesto caldaro, dove

vi passa

pillo ossia fiocco principale

Nel mezzo poi sbucato un condotto a parte per zamcome alla fig. 6. lett. K., che resta
fig. 4.

da un lato del condotto lett. X, dove bene saldato affinch oon vi penetri 1' acqua sopra questo condotto vi sar invitato il boccaglio come quello della fig. 4 lett. T, che invitan:

suo condotto combacierk sulla lastra della zampigliera, e former un'alzata maggiore di quelli che gli sono attorno. Se in questa sorte di fontane vi si pone una chiave regolatrice per ogni condotto, cio nel condotto lett. e nell'altro Xsar bene, anzi necessario, perch regoler le altezze dei getti delle due comparse, acci siano in armonia. Con questi lumi potr ognuno inventare giuochi e scaturigini d'acqua a suo talento adattandovi quei modi che il genio la ragione gli suggerir. S fanno ancora le condotture di lastra di rame , quando devono servire per trasportare acqua calda e bollente nelle bagnarole dalla caldara dell'acqua calda , e nei fornelli delle grandi cucine di comunit e simili. Allora in luogo di lastra di piombo , si adopra quella di rame , e si usano le medesime maniere per j)iegarle, a meno che nel piombo si usano le aste e mazzoli di legno; ed in queste le aste e martelli saranno di ferro. Saranno ancora raschiate dove la saldatura deve agire, ed in luogo di saldarle a stagno si saldano con una saldatura detta a zingo, la quale composta nella presente maniera. Si prender una libra di ottone puro in piastra, oncie 2 di zingo semitello, oncie 6 di stagno. Si metteranno prima nel crociolo, posto nel fornello ove si fonde il metallo, e che a suo luogo se ne dar il disegno, i due primi metalli , fusi li quali , si metter il terzo , cio lo stagno , e lasciati incorporar bene gli uni cogli altri , mescolandoli con una verghetta di ferro e con tenaglie adattate si lever il crociolo dal fornello , e si getter questa composizione sulla terra asciutta, affinch venga come una lastra di uno o pii pezzi sottili e comunque siano , perch in seguito si tritureranno per servirsene , come si dir in appresso Si avr una specie di piccolo mortaio come alla Tav. LXFV fig. 5 composto di un cerchio a guisa di viera di ferro, alta codolo
al

198

me

disegnato in sezion alla lett. A rotonda del diametro interno di ciica oncie 3 di palmo, nella qnale al fondo sia un masso pur di ferro, che vada dentro esattamente, e venga poi fermato con due maschietti a vile come alla lett. B; la parte di sopra di questo masso sar di acciaio, e lavorala a punta, come suol dirsi di diamante, che poi sar temperato. Si avr insieme ilpistello che sar pure di ferro, come alla lg. 6, e da piedi

sar pure di acciaio, lavorato egualmente a punta di diamante,

come

alla lett.
:

C, badando che vada dentro


lett.

tamente

la

parte di sopra

al suo mortaio lenstemperata, poich ricesar


.

vendo i colpi di grosso martello non si spezzi Quando adoprando questo pistello avr ceduto dai colpi di martello e fatta una testa, come suol dirsi con ricci, si far bollire nuovamente
allargandolo perch possa tenersi colla sinistra intanto che colla destra mediante un martello si triturer la delta saldatura per servirsene all'opportunit essendo come si disse stata gettata la detta saldatura a zingo sopra il terreno sar facile col martello spezzarla, essendo fragile come un vetro, in modo che quei pezzi entrino dentro al detto mortaio per triturarla a poco a poco tutta, e tenerla riposta per quando occorre.
5

di questi pezzi che servir devono a caricare che va saldata, sar come una specie di riso, e per se pararla dai pezzi pi grossi per poi ripestarli, si avr una scodella di rame o di ferro sbucata, facendo in tal modo la separazione della pi trita da quella pi grossa, che si ripesta al mortale per renderla eguale all'altra Supposte preparate le canne o canna di lastra di rame che rapporto alla grossezza loro quando il condotto sia di diametro oncie 3 di passetto, sar sufficente la lastra di rame che pesi circa una libra e mezza ogni palmo quadrato, e voltate sull'asta ben bene, e raschiate dentro e fuori vicino all'estremit che vanno riunite colla saldatura , si avr del Ilio di ferro grosso come un spago da muratore , ed ogni tre oncie circa vi

La grossezza

la parie

si

far

una legatura

col detto

fil

di ferro

ben

ricotto affinch sia

pieghevole con facilit senza rompersi, come si osserver alla lig. 2 di detta Tavola, osservando che le due estremit della
lastra di

rame siano una

coU'altra

bene

a contatto e fra loro al

199
pari, come segnato alla lett. E della fg. 3, e che la incrocca del filo di ferro leti. F sia in qualche distanza dall'unione della estremit della lastra questi fili di ferro si stringeranno ben forti, mediante le tenaglie a mano fg. 4 spezzando il filo di
;

ferro, che restino

come

alla lett,

fg. 2.

Preparate cos le canne si caricheranno colla saldatura per essere riunite, e questo si far come siegue. Si prenda della creta ben pista e liquefatta come una crema dentro una tazza mescolandovi una met di cenere setacciata , e con un pennello s' increter tutta la canna esternamente , meno una striscielta d un mezzo dito per parte alle due unioni delia lastra, e lasci scoperto dove sotto raschiato; affinch la saldatura vi prenda bene, si far asciugare con un poco di fuoco, e secca che sia si avr pronta una tazza con della borace, mescolata con acqua la quale essendo un sale in pezzi si pister in un mortaio di bronzo e si passer per setaccio di velo, per servirsene a questo fine. Ci fatto con un pennello si metter questa boi'ace e colFacqua ridotta come la creta suddetta sopra le unioni, e quindi con un piccolo cucchiarino vi si metter della saldatura gi triturata in una quantit che si conosca che sia fusa, possa restarvene un certo velo che riunisca bene le due estremit, tanto dentro che fuori , rimettendovi ancora col pennello sopra la detta saldatura l'altra borace che al fuoco lento si far asciugare. JNon faccia meraviglia se asciugandosi la borace bollir, e porter qua e l i pezzetti di saldatura, che con un ferretto si terranno fermi sino che termini il bollore, che allora resteranno fermi e come incollati al loro posto Cos preparate si metter una canna alla volta sopra la ])racia stesa per quanto sar la lunghezza delia canna, e postivi egualmente dei cannelli di carbone uno vicino all'altro incrociali elle coprino la saldatura, ma che resti fra essi visibile ed cguahnente si far accendere, e cenando la lastra sar rovente si vedr sciogliersi la saldatura cola ])orace, ed allora togliendole il fuoco sollecitamente, affinch la saldatura non scorra troppo, e con diligenza cjuando non sar pi rovente si lever fuori dal fuoco, per poi quando fredda levare le lagature di filo di ferro lett. G, tagliandole con piccole cisoie a mano, e

200
con uua lima
restati saldali
si
,

toglieranno le irregolarit e pezzi di

fil

di ferro

e ripulendola dalla creta sar cos eseguita la sal-

datura a ziugo, e la canna rester come alla fg. 1. Se per caso si rilevasse, che in qualche parte non fossero bene unite le estremit, e che vi restasse qualche danno dove potesse sortire l' acqua ; si torner a saldare parzialmente quella
parte
;

badando
^

di legar

niera indicata di sopra,


tata dal

fuoco e di fondente alla saldatura sudetta Colla medesima saldatura, e col medesimo metodo si riuniranno una canna all' altra , badando sempre di raschiar bene le parti che si vogliono unire; e porre la creta colla cenere dove non si vuole che la saldatura scorra; cos pure di non risparmiar la borace, e nel momento che la saldatura scorre di non muovere il pezzo che saldasi, n di lasciarle troppo il fuoco che potrebbe ancora fondere la lastra di rame, e nel togliere il fuoco non dare urti al pezzo o pezzi che si saldano, perch si spezzerebbero. Non sar male a sapersi che il zingo costa in oggi baj. 5 la libbra. La borace naturale e non raffinata, che a quest' uso non sarebbe al caso, costa baj. 18 la libbra l'ottone in lastra baj. 35 la libbra; e lo stagno in verghette baj. 18 la libbra. E' per altro d'avvertirsi che essendo questi oggetti tutti provenienti dall'estero, cambiano i prezzi loro da un giorno ed per necesall' altro , secondo il capriccio del commercio sario che il prudente architetto conosca di tempo in tempo i prezzi dei generi che s' impiegano nei suoi lavori , perch deve esserne il giudice, per non dare come troppo accade in giudizj
.
; ;

sempre col filo di ferro nella stessa madove torner la canna ad essere tormennon risparmiar la borace, che un valido
5

irragionevoli a
il

danno sempre
l'artista.
ai

di

uno

dei

due contraenti, cio

committente e

condotti , inutile qui di parlare delle imchiavi ed altre parti, gi trattate per le condotbraghe, delle ture di pioml)o, non variando in queste di rame che la ma-

Torniamo

dimostrato per le canne che condotture. sono il capo principale delle Cade qui in accoccio un' importante avvertenza , che biteria e la lavorazione,

come

si

201
sogna avere impiegando questi condotti di rame, i quali abbiano da trasportare l'acqua calda o bollente da un luogo all'altro cio dalla caldara alla bagnarola o altrove , ed che sar necessario darle una qualche curva nel corso del suo cammino , e lasciarlo libero

quando

si

nel crescere quando si scalda , e ritiro , allineile raffredda possa giuocare e muoversi in maniera da non

dov' fermato per questo naturale movimento, poich ponendo un tal condotto in linea retta , o da una o dall'altra parte, dov' fermato, o si disalda, o si strappa.
distaccarsi

202

CAPITOLO

XXVII.

una scorsa sul modo che sarebbe veramenpi utile da trasportar l'acqua, segnatauiente per bere; perch il pi salubre , ed anche il pi stabile dopo di averla cos~ truita, sar la condottura di ferro. Quando si voglia adattare questo metodo, che sarebbe desiderabile prendessero parte in esso i Governi per la salute dei
'arenio adesso
te il

loro sudditi

si

avi'anno delli condotti di ferro fuso dalla forma


1.

Questi sono condotti gettano, vengono perfettamente simili fra loro, e se ne fauno di quel calibro che si vuole. Con c[uesto lodevolissimo sistema si trasportano le acque in Germania, in Francia, in nghilierra ed altrove, e l'iesce per tutti i rapporti vantaggiosissimo. Questi condotti sono lunghi circa 6 palmi romani, hanno nelle loro estremit un quadrato, come alla lett. A, ed anche si fanno triangolari, e negli angoli rispetitvi si lascia un buco come in detta figura, nelli quali si pone una cavicchia col suo dado, come alla fig. 3, quando si uniscono uno coli' altro, come alla fig. 2 vi si pone nelle commissure cio fra un condottoci' altro un pezzo di suola tagliato della forma del condotto , come nella fig. 5 cio quadrato col buco in mezzo del diametro del condotto, e gli altri buchi negli angoli, aflinch vi passino le cavicchie, avvertendo che sia ben bagnato, allinch ceda all'impressione delle viti senza spezzarne il ferro poich il ferro gettato non ha alcuna elasticit ma si spezza come il vetro Questa specie di condottura potr essere messa sotto terra qualche palmo , e se la terra ove posa fosse leggiera e poco solida potr farvisi una massicciata a secco , e con poco di fonfacilit si
,

che viene disegnata alla Tav. LXV fig. che nelli forni del ferro colla massima

203
(lamento, polche non ceda irregolarmente pel suo peso, e mollo pi quando il terreno fosse di sua natura mobile , venj^a maggiormente indebolito dalla pioggia. Per istringere quelle Cavicchie fig. 3 si avranno due rhiivl, come alla lig. 4 con una delle quali si terr ferma la lesla della cavicchia lett. B intanto che si stringe il dado colF altra lett. badando per altro di non stringere troppo, perch essendo ferro fuso le ale che vanno a stringersi con ogni facilit s spezzcOio, ed allora il condotto resta inservibile. Vero che facilissimo il modo di cambiarli, perch essendo tutti j)erfettamente compagni al rotto, se ne sostituisce uno nuovo ripo-

nendovi
di sola

le

due

tevolette di solo^, e le sue cavicchie. Gli strati

servano a due vantaggi, ^^ primo che non passa T acqua nelle unioni, l'altro che stringendo le viti trovano un poco di tenero da cedere senza spezzare il ferro. Dovendo fare qualche voltata pi o meno curv, tanto orizonlale che verticale, fra izn condotto e l'altro, dove cade la tortuosit vi si far un gomito di piombo, come viene disegnato alla fig. 6, badando di non tenere l'interno diametro men grande di quello di ferro, e la grossezza del piombo non minore di quella della coudottura di ferro, perch nclli gomiti T acqua sempre forza maggiormente, ed avendo questo gomito le medesime ale di quelli di ferro verranno fermati colle cavicchie colle ale delli condotti e dove si creder necessario qualche sfogatore o scarico si far altrettanto in piombo, giacch al felice andamento dell'acqua in questa condottura di ferro non variano circostanza , n da quella di piombo u da quella di
^

terra e simili.

Rapporto

costdi questa condottura , eccone Supponiamo che debba farsi una condottura di
al

il

parallelo.

mezzo pal-

mo

diametro tanto di piombo quanto di ferro. Prendasi un palmo di condotto dell' uno , e dell' altro quello della condottura di piombo stender nella sua circonferenza palmo uno e sette oncie , il qual piombo peser per quella sorte di condotto libre otto a palmo quadro , onde un palmo di condotto andante peser libre dodici e oncie otto, che fra piombo, fattura, e saldatura costa a ragione di bajocchi 7 la libra, baj. 89.
di

204
palmo andante di condotto di ferro di una grossezza di 22 che alla ragione di baj. 3 e mezzo la libra importer ogni palmo baj. 77. Restano poi nella prima maniera cio colla condottnra di piombo le spese delle saldature a traverso in questa seconda la spesa delli dadi e cavicchie, onde relativamente a queste possono equilibrarsi; ed ecco che la condotlura di piombo sempre qualche cos(idi maggiore spesa dell'altre di ferro, e di meno buona riuscita riguardo la salubrit , ma in Roma , come quasi in tutto il mondo, quando una cosa si costumata sempre
tre sessantesimi peser libre
;

Un

cos, diilcile

il

cambiarla, anche centuplicatamente miglio^


il

randola
Il

modo

di fondere

ferro per gettare questiicondotti

il

modo

lavorazione tutta di questi oggetti, sar trattata si parler del modo di fondere e lavorare i meteili , giacch nelli forni del ferro non si lavorano questi condotti parzialmente, ma sono come cose accesorie alle grandi lavorazioni e manifatture del ferro. Colle sopraccennate nozioni della scelta, allacciatura, e trasporto delle acque, colle varie condotture che soglionsi praticale, ognuno da se potr appropriare queste lavoi'azionl e potendosi anche per qualche principi pratici alle ciacostanze improvisa ed urgente circostanza pel momento fare con tronchi d'alberi forati la condottura dell' acqua per qualche tratto e precariamente Condottura che costa poco e si fa prestissimo Anche colla latta potr farsi quello che si detto col piombo ma ancora questa condottura poco durevole , perch si ossida e diviene inservibile, non reggendo che a piccolo peso e piccole forze Ho veduto in qualche giardinetto di campagna fare delle condotture per piccole fontane e perfino di complicati giuochi d'acqua fatti a furia di canne, traforando gli occhi interni e
di fare le
la
;
.

forme, e allorquaudo

legate con filo di ferro, e riunite con fasciature di pelle, e durare anche per qualche mese; onde bisogna co'proprj talenti

che siano solide ed economiche, perch possano meritar lode, e vengano abbracciate, lo scopo principale di chi vuole e si deve produrre fra gli uomini
cercar

nuove maniere

ma sempre

Fine del

Tomo Primo.

INDICE
DELLE COSE CONTENUTE NEL PRIMO VOLLTNIE

refazione

---.----------
.

Pag. Tav.
5

Idea generale delF Architettura

..--------

LIBRO PRmiO
CAPITOLO
Piano
d" Introduzione
.

I.

-------.--I.

15

SEZIONE
ARTICOLO
I.

Discorso preliminare snlV Architettura pratica , e ragioni di


tenerla unita alla teorica

----*---n.

SEZIONE
ARTICOLO n.
Metodo per conoscere
flzio e
il

terreno su cui des>e fondarsi un Edi^


il

modo

di renderlo solido , di riparare


il

difetto del

fondo naturale , a cui unito

modo

di scegliere le are-

ne migliori di cavo, di mare, di fiume ec.

-----

'206

ARTICOLO
Posto
il

III.

caso di trOi>are nel fondare un Edilzio in un Inogo


si

paludoso da cui per qualunque circostanza non


dipartire,
si

possa

prenderanno

le

seguenti cautele "

-----

45

ARTICOLO

IV.

Do^'endosi far di pianta un Edfizio in un fondo di terreno naturale


,

sia in

pianura

colfii'ata o in citt di simil fondo,

ovvero in luogo elevato dello stesso terreno di questa na-

tura riesce

il

pi atto per levare non

il

fondamento di un
leveranno
le

qualunque

siasi EdifiziOigiacch'

si

acque

che tormentino
il

la lavorazione

lavoro.

------

.-,_-.,__-..._
V.
di dover costruire un fab-

ne sar tanto pericoloso

ARTICOLO
Si presenta alle volte

F occasione

bricato in

im terreno grasso detto volgarmente terreno

Porcino, il qude appena sente F acqua diviene

come una
2

pece impraticabile

---------..----.ARTICOLO
VI.

Dovendosi piantare un Edilizio sopra un fondo argilloso come

dovr regolarsene

la

fondazinie ?

ARTICOLO
Se r^rea dove deve
edificarsi sar

VII.

un terreno leggero

di

erbe putrefatte di radiche consimili, e come un


so di stabbio , sar

ammasli

da praticarsi per ben fondare

se-

guenti modi

.--------------.,^.--

207

ARTICOLO Vm.
Se
si

dovr piantare un

Edifizio sopra la pietra viva^ ovvero


si

sopra la pietra morta

terranno le seguenti vie.

- -

ARTICOLO
Idem.

IX.

-.----.--.----

--._-,---,.
X.

ARTICOLO

Delle varie qualit di Arene atte a fabbricare

-------

ARTICOLO
Idem

XI.

ARTICOLO
Idem

XII.

---ARTICOLO
XIII.

Idem

-..--,--_.__-.-..--._ARTICOLO XIV.

Idem,

ARTICOLO XV.
Idem.

->-..--..-.....--.-..-

208

SEZIONE
Modo
di fondare

m.
me-

neW acqua

e fare le palafitte sotto la

desima. Costruzioie ed uso delle trombe e di altre


chine
.

mac
- -

Modo

di fondare nei fiumi ponti con tavole

ARTICOLO XVI.
Idem.

-.---._---

,....
XVII.

-___

22

ARTICOLO

bene premettere la cogizione teorica della propriet deiVaria die imponentemente agisce nelle macchine Idrauliche, e

segnatamente nelle trombe

--.---.--IV.

SEZIONE
ARTICOLO
Del modo
lit

XVIII.
altri og-

di conoscere le crete

per i fare mattoni, ed

getti laterizi
,
,

per

gli Edifizj.loro dimensioni,

nome, qua2

forme peso e cottura con tavole

--------

ARTICOLO XrX.
Tratteremo adesso del modo di cavare e preparare
alle lavorazioni dei mattoni, alle fabbriche.
le crete

ed

altri oggetti inservienti

----------------ARTICOLO XX.

Principieremo dal conoscere

le

maniere che

si

adoprano

se-

gnatamente dai nostri fornaciari per

la fabbricazione dei

209
mattoni, e quiidi di tutti gli altri lavori laterizj che
s^ impiegano

in oggi nelle nostre

fabbriche colle loro realtri lavori

spettile parti,

per poi passare agli

pi

fini.

24

ARTICOLO XXI.
Idem.

--------------S

Y.
XXII.
le

EZ

ONE

_'

,u^.fi.

ARTICOLO
Del modo per conoscere
zio, la

la

buona qualit deWaria e

po-

sizioni di essa conveniente alle

varie parti di un Edif.-

bont delle acque colla maniera delle loro con-

dotture con tavole

----.----------ARTICOLO XXin.

Idem.

-.---,
ARTICOLO XXrV.

/^
12

^~''-^

Dei modi di trasportare

le

acque

---p-. ----

21

/^^

ARTICOLO XXV.
Idem .--.--

_,.-_,_._,_.
ARTICOLO XXVI.

11

Idem

---.. .--.......

.-

22

ARTICOLO XXVn.
Idem
3
1

209

65

IMPRIMATUR
Fr.

D. Buttaoni M. S.

P.

S.

IMPRIMATUR
J.

Della Porta Patriarc. Constantinop.


Vicesg.

pec(A
,,
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VJ