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Enrico Berti: Il bene e la dialettica

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Aforismi Enrico Berti

Il bene e la dialettica
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Per Platone l'essere, lousia, cio l'essere nel senso pieno, il mondo delle idee perch solo le idee sono, mentre le cose mutano, divengono, non sono. L'idea del bene, essendo il principio di tutte le altre idee, cio la causa sia della loro conoscibilit che del loro essere , per questo stesso motivo, al di sopra dell'essere. Epkeina tes ousias significa infatti al di l, al di sopra dell'essere. Questo non significa che l'idea del bene non sia, cio non sia anch'essa essere; significa che al di sopra di quell'essere che costituito da tutte le altre idee, cio essa il principio stesso dell'essere. E' una dottrina molto importante perch ad essa si riallaccer poi il cosiddetto neoplatonismo, soprattutto con Plotino nel III secolo dopo Cristo, quando il principio di tutta la realt, cio l'Uno, verr posto ugualmente al di l dell'essere e quindi anche al di l del pensiero, della pensabilit, cosa che, a mio modo di vedere non si pu invece dire per Platone, perch l'idea del bene in Platone conoscibile, appunto l'oggetto della dialettica.

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Anzitutto bene avere presente che cosa significa dialettica nel linguaggio comune per i greci: la dialettica la capacit di discutere, di dialogare e questo anche il significato che la dialettica ha in Platone, soprattutto nei primi Dialoghi, dove egli ci rappresenta le discussioni che avvenivano tra Socrate e i suoi vari interlocutori; nel corso di queste discussioni in genere Socrate, attraverso una serie di domande rivolte al suo interlocutore, si faceva concedere una serie di premesse dalle quali egli ricavava delle contraddizioni con la posizione assunta inizialmente dai suoi interlocutori. Ricavare queste contraddizioni significa confutare, cio dimostrare la falsit, l'insostenibilit di una determinata posizione. Quando poi Platone ebbe formulato la dottrina delle idee egli continu a impiegare questo procedimento,
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Enrico Berti: Il bene e la dialettica

che risaliva gi a Socrate, al suo maestro, sia per mostrare la necessit delle idee, sia per risalire dalle idee al principio di tutte le idee e di tutta la realt, cio all'idea del bene. C' un passo famoso nella Repubblica in cui egli dice che la dialettica per giungere a definire l'idea del bene non deve basarsi su ipotesi, come fa invece la matematica, ma deve distruggere le ipotesi, il che significa, a mio modo di vedere, metterle in discussione, cercare di confutarle e solo dopo essere passata attraverso tutte le confutazioni (questa proprio un'espressione usata da Platone "di panton elenchon diexion" passando attraverso tutte le confutazioni) la dialettica giunge a individuare il principio anipotetico, cio quell'ipotesi che, unica, riuscita a resistere a tutte le confutazioni. E il principio anipotetico appunto l'idea del bene. Quindi attraverso la dialettica, sottoponendo a prove, a tentativi di confutazione tutte le possibili ipotesi che si perviene a scoprire un principio non-ipotetico, capace cio di resistere ad ogni critica, ad ogni tentativo di confutazione.
Dall'intervista "Platone metafisico" 14 febbraio 1989

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