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La dura rivelazione di un lametino: il cambiamento con Pentopoli

Anche io sono un Pentito


di Massimo Citino
Tutti si pentono. Non c niente da ridire n da controbattere. Ci sono i mafiosi, i cristiani in chiesa, le persone comuni quando ammettono gli errori, perfino i politici ogni tanto si pentono. Inoltre, pare che tutto inizi a finire in -opoli: tangentopoli, vallettopoli, calciopoli e aggiungiamo pent-opoli. Ai poli ci stano i popoli, ovviamente, e proprio questi subiscono questa disfatta culturale, giornalistica e umana. Culturale perch si crea una accozzaglia di notizie dalle quali non se ne cava un ragno dal buco; giornalistica perch il ragno che tesse la tela non si fa mai vedere; umana perch il buco..forse meglio fermarsi qui. A Lamezia, dicono si respiri unaria nuova, dicono perfino che stiano venendo fuori fatti e segreti; la pesantezza di prima si alleggerisce. Seppure linverno si avvicina, le macchine incendiate a fine Novembre come la tredicesima presa alle poste in via Eroi di Sapri, prospettano un caldo e prospero natale per i concittadini. Anche lancora sospetto appalto in Veneto per la costruzione della nuova caserma dei Carabinieri, associata ad una organizzazione a delinquere della nostra citt, sar motivo di notti pi tranquille. Intanto lattivit sul web ancora pi interessante, specialmente quando sul sito de Il Lametino leggiamo i commenti di sospiro dopo che una giovane ragazza era sparita, e il giorno dopo aveva chiamato la famiglia per dire che era a Roma: Grazie a Dio una bella notizia; Povera mamma, limportante che sia finita bene; Felice che stia bene, meno male tanto per citare quelli scritti in un italiano accettabile. Stanno praticamente a zero, invece, i commenti relativi ad articoli sulla situazione nella quale verte lOspedale di Lamezia, i tanti problemi della citt, perfino zero i commenti sullarticolo che riporta linformazione dellintervista al procuratore della DDA e al responsabile della polizia distrettuale o agli articoli di interrogatori integrali dei neo-pentiti mafiosi. Ed bene precisare che la Ndrangheta non mai stata rinomata per avere pentiti tra le sue file, essendo unorganizzazione di stampo mafioso, ma familiare, dunque di sangue. Ma si sa, il natale si deve passare in pace, con la crisi che sempre pi ci stritola, non c il tempo di pensare alle brutte situazioni in cui riversiamo. Prepariamo gli spumanti! Daltronde si dice: Anno nuovo, vita nuova. Aspettiamo i fuochi dartificio con la gentile collaborazione delle pistole, poich giusto sparare, almeno a Capodanno...ed almeno finch qualcuno non si becca una pallottola. Anche io, libero di parlare in prima persona, posso dire di essere felice di tornare per le feste, poter incontrare promettenti giovani, che come me proseguono gli studi in unaltra citt: Roma, Milano, Torino, Pisa, Napoli. Potr parlare con loro, scegliendo le mille opportunit serali lametine, discutendo del nostro mare pulito, dinverno; della nostra citt prospera, quando viene il Papa; dellultima attivit commerciale, che ha fatto il botto; degli ultimi scambi di battute in citt, durante una rissa. Potr rispondere alla solita domanda dei giovani inquirenti: Allora, quando torni a Roma? E in effetti dovr rispondere, perch anche io sono un pentito, e i pentiti devono parlare. Per il bene della comunit dovr confessare che a Roma ci volevo rimanere.

Non confondiamo le idee per. La parola pentito ha tanti significati, e il dizionario soddisfa la nostra curiosit. In primis un pentito : Persona che si pente, che prova rammarico, dispiacere; secondariamente il dizionario da unaltra definizione: criminale che, catturato, si ravvede e collabora con la giustizia, ottenendo in cambio una riduzione di pena. Abbiamo scherzato abbastanza. Il cambiamento con Pentopoli evidente, la giustizia far il suo corso coi processi, magari aggiungendo altri pentiti (mafiosi) al suo registro, magari con laiuto reale della comunit sociale, e forse lattenzione cittadina si sposter veramente verso questo avvenimento storico nella comunit lametina. Fatto sta che non sono un giornalista. Sono un collaboratore di questo giornale, e tuttora pentito, magari secondo la prima definizione del dizionario. Voglio riportare, con testo integrale, la mia surreale confessione durante il primo interrogatorio immaginario con un giudice immaginario: M.C.: Signor giudice, mi trovavo con Peppino Impastato, il giorno prima del suo omicidio. Si parlava dei soliti fatti quando ad un certo punto mi fa: <<Massimo, ma lo sai che la mafia una montagna di merda?>> A primo impatto rimasi un po stupito dalle parole pesanti, poi gli risposi: << Pepp, ma lo sai che c la mafia a Lamezia?>>. Lui mi guard sorridente, mi fece un cenno, come a dirmi..allora datti una risposta. Io ci pensai tutto il giorno, signor giudice. Poi mi misi a letto e continuai a pensarci..ripetevo La mafia una montagna di merdaa Lamezia c la mafia.. ad un certo punto! Eccall signor giudice! S.G.: Cosa? Cosa ha capito? Ce lo dica! M.C.: Signor giudice, che vuole che le dica? Se la mafia una montagna di merda, e a Lamezia c la mafia, cosa vuole che sia Lamezia? La cosa triste, ahim, che quella risposta il giudice non me lha mai fatta dire.