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1. LEREDIT DEL MONDO ANTICO


SOMMARIO: 1. Quadro storico-istituzionale. 2. Lultimo Impero romano. 3. Il Cristianesimo. 4. La giurisprudenza e le fonti giuridiche.

- Per quanto concerne lambiento ecclesiastico e in particolare la Chiesa, in ogni citt il popolo acclamava un proprio capo spirituale, il vescovo, una figura che sovraintendeva la vita religiosa della citt e dei dintorni. Tra i vescovi si svolgono delle riunioni detti concili, che poi possono essere locali o collegiali, in cui si prendono decisioni di rilievo per la fede cristiana (es. concilio di Nicea del 325). - LI.R. dOccidente cade formalmente nel 476, mentre quello dOriente si protrae ancora per circa un millennio, in cifre esso cade intorno al 1456.

1. Quadro storico-istituzionale
- Negli anni della nascita di Cristo, Ottaviano Augusto instaura a Roma il principato ereditario, e in particolare ci si trasforma presto in impero. Questo un periodo di pace e di stabilit in cui diventa facile il rispetto del diritto e della sua pacifica evoluzione. - Nel 212 leditto di Caracalla riconosce la cittadinanza romana a tutti i provinciali liberi. - Alla fine del III sec. (284-305) limperatore Diocleziano introduce una vasta riorganizzazione, centrale e periferica, dellImpero. - Nel 313 Costantino emana leditto di tolleranza dei Cristiani e nel 330 fonda una nuova capitale orientale dellImpero: Costantinopoli (ex Bisanzio). Ecco che si accentua la suddivisione dellImpero Romano in due parti: I.R. dOccidente, con capitale Roma, e I.R. dOriente, con capitale Costantinopoli - Nel 380 limperatore Teodosio I rende il culto cristiano una religione di stato, vietando cos ogni culto che si differenziava da quello cristiano. - Nel 395, alla morte di Teodosio I, lI.R fu spartito tra i suoi due figli: quell dOccidente and ad Onorio, quello dOriente ad Arcadio.

- Dal punto di vista giurisprudenziale si fa fede al diritto romano e a una serie di editti che furono emanati dai vari imperatori quanderano in carica. Tutti questi decreti giuridici, e in particolare il diritto romano, furono accorpati in un unico grande codice giurisprudenziale: corpus iuris civilis (Digesto, Instituzioni, Codice e Novelle). Tale codice fu redatto da Giustiniano.

2. Lultimo Impero romano


- La plurisecolare durata del dominio dellImpero romano stata favorita da unefficace organizzazione di regole giurisprudenziali. grazie al diritto che si attuata la disciplina del funzionamento. - La prima riorganizzazione dellImpero fu iniziata da Diocleziano e completata da Costantino, morto nel 337 d.C. Tale riorganizzazione prevede: al vertice limperatore, intorno a lui una corte di funzionari, che svolgono compiti ben precisi (tra questi ci sono anche dei giuristi). I due imperatori, quello dOriente e quello dOccidente, sono coadiuvati da due Cesari e dai propri funzionari centrali. LImpero suddiviso in quattro grandi prefetture

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affidate al prefetto del pretorio; ciascuna di esse divisa in diocesi (6 in Oriente e 6 in Occidente) ed affidata ad un vicario. Ogni diocesi divisa in province (114 in tutto), a capo delle quali vi un rector o praeses. In ogni provincia ci sono delle citt (municipia), retta dalla curia. - Lesercito composto da tre parti: magister peditum, magister militum (quando il comando viene unificato) e magister militum utriusque militiae. Lungo il confine sono stanziati i milites limitanei o ripenses. - Lincarico di riscuotere i tributi e di retribuire i dipendenti imperiali, sia civili che militari, affidato allapparato tributario. - In questi secoli la Chiesa incominci ad avere un proprio ordinamento e un proprio diritto, con norme fissate anche dalle riunioni dei vescovi in concili sia provinciali che generali (ecumenici). Soprattutto in Oriente si venne a creare quel fenomeno noto come cesaropapismo secondo il quale i concili venivano svolti su convocazione e sotto la stretta vigilanza dellimperatore. A ci si oppose papa Gelasio I, noto per la sua teoria, conosciuta presto come la teoria gelasiana, secondo cui: lordine religioso e lordine imperiale/civile dovevano assolutamente essere divisi. Tale concezione costituisce una caratteristica della tradizione giuridica europea.

3. Il Cristianesimo
- Il Cristianesimo ha portato numerose modificazioni nel diritto romano. La Chiesa cristiana dOccidente acquist ben presto una struttura gerechica, ispirandosi anche al modello centrale. - ORGANIZZAZIONE GERARCHICA: in ogni citt della provincia vi era un
vescovo, di solito veniva eletto per acclamazione dal popolo e dal clero locale, che veniva coordinato da un suo superiore. Vi sono altre figure come i patriarchi e il vescovo di Roma, conosciuto come capo spirituale per eccellenza: papa.

4. La giurisprudenza e le fonti giuridiche


- Il periodo pi significativo delle giurisprudenza romana stato quello tra il 200 a.C. ed il 200.d.C. - Agli esperti del diritto, iurisperiti, la societ riconosceva la competenza dellinterpretatio. Questi desumevano una serie di principi e di comportamenti a partire dalle regole, ci alla base dello ius. - Accanto allo ius esistevano un certo numero di leges. Questultime, con laffermarsi del potere imperiale, vennero monopolizzate dallimperatore stesso. Ci ridusse la portato dello ius e della interpretatio. In poche parole: venne meno, fino a ridursi, lintervento dei giuristi. - Lampiezza delle legislazione imperiale indusse, sin dal IV secolo, dei privati a redigerne delle raccolte: Codice Gregoriano, Codice Ermogeniano, che riunivano i rescritti imperiali sino ai tempi di Diocleziano.

- Tra il IV e il V secolo si afferm il primato spirituale del papa forzato poi dallopera di papa Leone Magno. Cos dopo questa grande riorganizzazione la Chiesa diventa un saldo riferimento spirituale per la popolazione sostituendosi ad un evanescente potere imperiale (episcopalis audentia).

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- Nel 438 limperatore dOriente Teodosio II ha promulgato unampia raccolta di leggi imperiali emanate da Costantino in poi: si tratta del Codice Teodosiano suddiviso per argomenti in 16 libri. - Limperatore dOccidente Valentiniano III ha contemporaneamente esteso la vigenza di tale codice in Occidente. - Un secolo dopo, limperatore bizantino Giustiniano, insieme con il suo ministro Triboniano, si preoccupato di redigere una serie di raccolte delle fonti giuridiche romane, unopera portata a termine in soli 5 anni, dal 529 al 534 d.C: I fase: aggiornamento dellopera di Teodosio, viene redatto il Codex Iustinianus. II fase: non bastava riunire solo le leges, ma anche gli iura (insieme delle regole dello ius, enunciate nel corso dei secoli dai giuristi pi significativi romani). Nel 533 esce il Digesto, cio gli iura digesta riuniti in 50 libri. III fase: viene redatto un manuale con i concetti e di principi generali di tutto il diritto romano. Giustiniano basandosi sulle Institutiones del giurista Gaio, risalenti al III secolo, redasse le sue Institutiones. IV fase: nel 534 viene redatto il Codex, unopera di 12 libri un cui vi sono le diverse leges considerate utili ai tempi giustinianei. V fase: Giustiniano fece redigere una quarta raccolta, Novellae constitutiones (168 costituzioni, cio leggi da lui emanate). Tale poderosa opera fu chiamata corpus iuris civilis. Giustiniano, con la Pragmatica Santio del 554, estese queste raccolte anche in Italia, emanata su richiesta del pontefice del tempo (pro petitione Vigilii).