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Chiara dAssisi

Prima Lettera

A CURA DI WIESAW BLOCK

Alla venerabile e santissima vergine, Donna Agnese, figlia dell'esimio e illustrissimo re di Boemia, 2 Chiara, indegna serva di Ges Cristo ed ancella inutile delle Donne recluse del monastero di San Damiano, sua suddita in tutto e serva, si raccomanda in ogni modo con particolare rispetto, mentre augura di conseguire la gloria della eterna felicit.
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Chiara di Assisi si rivolge nelle sue lettere alla principessa boema di Praga, Agnese, glia del re Ottocar I e della regina Costanza. Agnese l11 giugno 1234, giorno di Pentecoste, fece il suo ingresso in monastero fondato da lei stessa e dalla sua madre, per poter condurre una vita simile a quella di comunit di San Damiano in Assisi. Chiara venuta a conoscenza di questa scelta della principessa boema, le scrive la sua prima lettera per confermarla nella nuova vita appena intrapresa e incoraggiarla e perseverare nel bene. Sono degni di nota due inni presenti in questa lettera, uno sulla verginit (vv. 8-11) e altro in onore della povert (vv. 15-18) scelta da Ges Cristo e praticata poi da Agnese di Praga.

All'udire la stupenda fama della vostra santa vita religiosa, che non a me soltanto giunta, ma si sparsa magnificamente su tutta quasi la faccia della terra, sono ripiena di gaudio nel Signore e gioisco; 4 e di questo possono rallegrarsi non soltanto io, ma tutti coloro che servono o desiderano servire Ges Cristo.
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Il motivo questo mentre potevate pi di ogni altra godere delle fastosit, degli onori e delle dignit
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mondane, ed anche accedere con una gloria meravigliosa a legittimi sponsali con l'illustre Imperatore, - unione che, del resto, sarebbe stata conveniente alla vostra e sua eccelsa condizione -, 6 tutte queste cose voi avete invece respinte, e avete preferito con tutta l'anima e con tutto il trasporto del cuore abbracciare la santissima povert e le privazioni del corpo, 7 per donarvi ad uno Sposo di ancor pi nobile origine, al Signore Ges Cristo, il quale custodir sempre immacolata e intatta la vostra verginit. Il suo amore vi far casta, le sue carezze pi pura, il possesso di Lui vi confermer vergine. 9 Poich la sua potenza pi forte d'ogni altra, pi larga la sua generosit; la sua bellezza pi seducente, il suo amore pi dolce ed ogni suo favore pi fine. 10 Ormai stretta nell'amplesso di Lui, Egli ha ornato il vostro petto di pietre preziose; alle vostre orecchie ha fissato inestimabili perle; 11 e tutta vi ha rivestita di nuove e scintillanti gemme, co8

me a primavera, e vi ha incoronata di un diadema d'oro, inciso col simbolo della santit (Sir 45, 14). Perci, sorella carissima, o meglio signora degna di ogni venerazione, poich siete sposa, madre e sorella (Mt 12, 50) del Signor mio Ges Cristo, 13 insignita dello smagliante stendardo della inviolabile verginit e della santissima povert, riempitevi di coraggio nel santo servizio che avete iniziato per l'ardente desiderio del Crocifisso povero. 14 Lui per tutti noi sostenne il supplizio della croce (Col 1, 13), strappandoci dal potere del Principe delle tenebre (2 Cor 5, 18), che ci tratteneva avvinti con catene in conseguenza del peccato del primo uomo, e riconciliandoci con Dio Padre.
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O povert beata! A chi t'ama e t'abbraccia procuri ricchezze eterne.


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O povert santa! A quanti ti possiedono e desiderano, Dio promette il regno dei cieli (Mt 5, 3),
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ed offre in modo infallibile eterna gloria e vita beata. O povert pia! Te il Signore Ges Cristo, in cui potere erano e sono il cielo e la terra, giacch bast un cenno della sua parola e tutte le cose furono create (Sal 32, 9), si degn abbracciare a preferenza di ogni altra cosa. 18 Disse egli, infatti: Le volpi hanno le loro tane, gli uccelli del cielo i nidi, ma il Figlio dell'uomo, cio Cristo, non ha dove posare il capo (Mt 8, 20); e quando lo reclin sul suo petto, fu per rendere l'ultimo respiro (Gv 19, 30).
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Invero voi, che avete preferito il disprezzo del mondo agli onori, la povert alle ricchezze temporali, e avete affidato i vostri tesori, piuttosto che alla terra, al cielo, 23 ove non li corrode ruggine, non li consuma il tarlo, non li scoprono n rubano i ladri, voi riceverete abbondantissima ricompensa nei cieli (Mt 5, 12), 24 e avete meritato degnamente di essere chiamata sorella, sposa e madre (Mt 12, 50) del Figlio dell'Altissimo Padre e della gloriosa Vergine.
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Se, dunque, tale e cos grande Signore, scendendo nel seno della Vergine, volle apparire nel mondo come uomo spregevole, bisognoso e povero, 20 affinch gli uomini - che erano poverissimi e indigenti, affamati per l'eccessiva penuria del nutrimento celeste -, divenissero in Lui ricchi col possesso dei reami celesti; 21 esultate e godete molto, ripiena di enorme gaudio e di spirituale letizia.
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Certamente voi sapete, - ne sono sicurissima che il regno dei cieli il Signore lo promette e dona solo ai poveri, perch quando si amano le cose temporali, si perde il frutto della carit; 26 e che non possibile servire a Dio e a Mammona, perch o si ama l'uno e si ha in odio l'altro, o si serve il secondo e si disprezza il primo (Mt 6, 24). 27 E l'uomo coperto di vestiti non pu pretendere di lottare con uno ignudo, perch pi presto gettato a terra chi offre una presa all'avversario; e neppure possibile ambire la gloria in questo mondo
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e regnare poi lass con Cristo; 28 ed pi facile che un cammello passi per una cruna di un ago, che un ricco salga ai reami celesti. 29 Perci voi avete gettato le vesti superflue, cio le ricchezze terrene, a fine di non soccombere neppure in un punto nella lotta e di poter entrare nel regno dei cieli per la via stretta e la porta angusta. magnifico davvero e degno di ogni lode questo scambio: rifiutare i beni della terra per avere quelli del cielo, meritarsi i celesti invece dei terreni, ricevere il cento per uno e possedere la vita (Mt 19, 29) beata per l'eternit.
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con tutto l'amore, si degni concedervi il desiderato premio. Vi scongiuro ancora nel Signore, come posso, di tener presenti nelle santissime vostre preghiere me, vostra serva, sebbene inutile, e con me tutte le altre sorelle di questo monastero, che tanto vi venerano, 34 affinch, col soccorso di esse, possiamo meritarci la misericordia di Ges Cristo e insieme con voi gioire dell'eterna visione.
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State bene nel Signore, e pregate per me.

Per questo ho ritenuto opportuno supplicare con umili preghiere, nell'amore di Cristo (Fil 1, 8), la vostra maest e la vostra santit, per quanto io posso, a voler perseverare con coraggio nel suo santo servizio, 32 progredendo di bene in meglio, di virt in virt, affinch Colui, al quale servite
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