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Gli elettori vogliono una classe politica nuova Nel sorriso e nellimprevedibile successo regionale (6.

431 voti) di Miriam Cominelli, 31 anni, ingegnere precario di Nuvolera un paese con meno di 5mila abitanti del Bresciano si riassume il senso dellultima tornata delle primarie. Una giovane donna lavoratrice, attiva nel Pd dalla sua fondazione, pronta ad ammettere che non sarebbe mai finita in lista senza le parlamentarie, le ha invece vinte raccogliendo pi consensi di professionisti della politica reduci da incarichi parlamentari o amministrativi di lungo corso. A dimostrare, proprio come lei dice, che il Paese pi avanti di quello che pensa la sua classe dirigente e che la politica si pu fare dal basso. La pensano cos, evidentemente, i 113mila elettori di Pd e Sel che, contraddicendo ogni ragionevole previsione, si sono presentati al voto anche nel sacro week-end della vigilia di Capodanno. Ed stata la quarta volta in poco pi di un mese che li si convocava alle urne in Lombardia. Certo, la partecipazione non paragonabile a quella delle primarie nazionali, ma si avvicina ai 150.665 chiamati a scegliere il candidato governatore della Regione. Facendo emergere, oltre ogni aspettativa, giovani e, soprattutto, donne. La Cominelli vince a Brescia, Valentina Tentori (27 anni) a Lecco, a Como Chiara Braga (32). Anche a Bergamo a vincere una donna, Elena Carnevali, e a Cremona la pi votata la senatrice Cinzia Maria Fontana. A Milano Barbara Pollastrini parlamentare veterana supera di poco Lia Quartapelle ricercatrice trentenne dellIspi e animatrice del circolo 02Pd. Ed un giovane anche Alan Ferrari (34 anni) il pi votato di Pavia. Il risultato dei renziani modesto, facendo pensare che lelettorato del sindaco di Firenze sia pi volatile di quello raccoltosi attorno al segretario del partito. E a farne le spese Giorgio Gori che nella sua citt si piazza solo al quarto posto. E meno organizzato si dimostra anche il voto per i candidati di Sel, 8mila in tutta la Regione. Il messaggio per un rinnovamento della classe dirigente del partito stato dunque largamente rappresentato. A bilanciarlo, anche dal punto di vista del genere, vengono le conferme di parlamentari uscenti come Emanuele Fiano a Milano e la fiducia accordata ad amministratori locali sperimentati come Matteo Mauri, capogruppo Pd in Provincia, e i consiglieri regionali Franco Mirabelli e Pippo Civati. Se attraverso le primarie, i cui meccanismi non sono comunque esenti da critiche, si voleva dimostrare che i partiti di centrosinistra sono effettivamente contendibili e pronti al confronto con i propri elettori, lesperimento riuscito, dimostrando, al tempo stesso, quanto la macchina dei contestati partiti sia indispensabile per organizzare anche questi appuntamenti di democrazia partecipata. E sar difficile, e

perfino pericoloso, stravolgerne il senso con le candidature che restano nella disponibilit del candidato premier. Al di l dei numeri, dei nomi, dei volti c poi un dato di contrasto con quanto sta avvenendo nel campo avverso che sempre pi risulta clamoroso. La coalizione di centrosinistra tra mille polemiche, contraddizioni, incertezze, dibattiti e con grande fatica, anche organizzativa, ha reso trasparente quello che ancora si tratta nella palazzina di via Rovani come nelle sale del convento delle suore di Sion. Ed un bel passo avanti. (la Repubblica Milano, 31 dicembre 2012)