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La Cina raccontata dai cinesi ai cinesi

Sullidea di Impero in epoca Qin e Han


Polonews Rif.: 20080131 Un saggio interessante, sull idea di potere e di dignit imperiale nelle epoche Qin e Han. Una riflessione che indugia sul fallimento della visione secolare del potere proposta dal Primo Imperatore e sul successo, invece, di quella morale affermatasi in epoca Han. E, certo, si concorder con lautore sulla sostanziale discontinuit tra le due dinastie: vero che i metodi di governo restarono gli stessi e che la realt amministrativa non sub sostanziali mutamenti, ma il quadro di riferimento ideologico mut profondamente ed approd a una concezione del potere e del mandato celeste di grande fortuna storica e che lentamente, col trascorrere delle epoche, venne fatta risalire addirittura al leggendario Duca di Zhou. Oltre questa lettura semplificata e tranquillizante si muovono - tuttavia - ombre inquiete e che sarebbe errato nascondere. O forse a sollecitare attenzione proprio questo esasperato uso della storia in chiave politica. In definitiva non pilastro del pensiero politico e militare cinese il fingere un attacco a oriente per sorprendere il nemico a occidente ( ,shngdngjx)? E allora si noter come nel corso del XX secolo molte e molte volte la figura di Mao Zedong sia stata sovrapposta (in primo luogo dai suoi supporter e poi dalla Banda dei quattro) a quella di Qin Shihuang, ovvero al Primo Augusto Imperatore di cui si parla in questo saggio. Cos se seguendo queste lettura si accettasse di leggere delluno parlando dellaltro il messaggio del presente articolo sarebbe, grosso modo il seguente: un invito ad abbandonare la visione secolare del potere che fu propria di Mao, e sposare invece un atteggiamento di nuova moralit, per cui il sovrano il primo esempio di benevolenza, moralit, disinteressato amore e preoccupazione per il popolo. Davvero molto curiosamente una simile conclusione sarebbe straordinariamente in sintonia con le conclusioni del XVII congresso del PCC: ove larmonia della nazione, tra potere e cittadini, dalle masse e per le masse posta al centro di un nuovo ordine che ispirer il nuovo secolo. Sicch diventa lecito chiedersi: ma si sta parlando di dinastie Qin e Han o del ruolo del Partito Comunista Cinese e della figura del suo segretario? NB. Il traduttore (Maurizio Paolillo) ha scelto di tradurre (tinxi), con la parola ecumene, scelta colta ed apprezzabile ma in controtendenza, dal momento che in genere usa tradurla come mondo. La scelta condivisibile perch la parola mondo ha una valenza universale che ben lungi dallessere dimostrata e accettata per .

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Ripensando allideologia imperiale nelle epoche Qin e Han.


Lideologia imperiale, le cui caratteristiche principali consistono nel diritto divino dei sovrani e nei segni fausti o nei fenomeni catastrofici, si formata e inoltre stabilita fermamente durante la Dinastia Han, determinando in seguito una profonda influenza sulla societ cinese. Negli studi precedenti, il mondo accademico nei confronti dellideologia del diritto divino dei sovrani ha per lo pi mantenuto un atteggiamento critico; ma, nei riguardi dellideologia imperiale della dinastia Qin e dei pro e contro, dei successi e fallimenti delle due ideologie imperiali dei Qin e degli Han, manca tuttavia una necessaria analisi comparativa. In realt, la visione del potere secolare dei Qin port al rapido crollo del loro impero, mentre la visione sacra del potere degli Han salvaguard la stabilit e lo sviluppo politici della loro dinastia. Ci merita di ricevere la nostra attenzione nellambito degli studi storici. Come tutti sanno, il pensiero legalista la base ideologica della concezione imperiale della dinastia Qin. Nellideologia imperiale si riflette la visione del potere secolare della venerazione dellautorit del monarca. Dopo la fondazione dellimpero Qin, il sovrano Ying Zheng permise agli

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alti funzionari del regno di discutere il nuovo titolo del monarca. Il Primo Ministro Wang Wan e altri indirizzarono un memoriale al trono, affermando che nella storia cerano stati Cinque Di [Imperatori], i quali per non avevano potuto unificare lecumene (,tinxi). Oggi la Loro Maest aveva unificato la Cina, una cosa con cui i Cinque Imperatori non potevano confrontarsi. Nei tempi antichi cera stato un Augusto Celeste, un Augusto Terrestre e un Augusto [del Monte] Tai; questultimo era il pi onorato: la Loro Maest doveva assumere il titolo di Augusto del Tai. Il sovrano Qin disse: eliminiamo il termine Tai, aggiungiamo quello di Imperatore [Di], mi chiamer Huangdi [Augusto Imperatore]. Sar lAugusto Imperatore Qin, e mio figlio sar il Secondo Imperatore, e i miei discendenti si trasmetteranno senza interruzioni questo titolo. Non difficile qui osservare come Huangdi [Augusto Imperatore] abbia una connotazione di eternit assoluta. La connotazione dellideologia imperiale della dinastia Qin anche riflessa in una serie di decreti dellepoca. Secondo le Memorie di uno storico - Annali del Primo Imperatore Qin [Qin Shihuang], negli affari politici dellimpero Qin limperatore descritto come un immenso monarca; lui che ha unificato lecumene, stabilendo uno Stato dalle dimensioni stabilite; la politica, leconomia, il sistema legislativo dello Stato sono stati determinati dallimperatore. Egli ha pianificato lecumene, costituendone per sempre i modelli; ha stabilito un determinato ordine sociale, dividendo gli elevati dagli umili, fornendo i rituali opportuni per uomini e donne, ogni cosa secondo il proprio ordine, senza che vi fosse confusione reciproca. Limperatore un uomo di Stato che si assunto sino in fondo i propri doveri, egli lavora duramente giorno e notte, perseverante nellattivit di governo. Insomma, limperatore di grandezza e saggezza illimitate. Tuttavia, agli occhi della gente dellepoca limperatore era pur sempre un uomo, un uomo che dipendeva dalle armi per conquistare il mondo, era un grande uomo che aveva raggiunto un risultato storico. Durante la dinastia Qin, limperatore non era stato affatto fatto oggetto di mistificazione: vale a dire che lideologia imperiale dei Qin era realistica. Sebbene tale visione politica secolare non fosse necessariamente condivisa dallintera societ, essa costituiva tuttavia lideologia del ceto politico dominante. Il regime era scaturito dalle armi, e si era imperatore appoggiandosi su leggi e metodi di governo: questo tipo di visione politica nella pratica politica dei Qin era onnipervasiva, portando inoltre ad una serie di risultati politici disastrosi. La brutalit del primo e del secondo imperatore dei Qin, i conflitti di potere fra il Primo Ministro Li Si e il potente funzionario Zhao Gao sono un vivido riflesso di questa ideologia del potere. Lideologia di dominio dellecumene dellimperatore considerava lo Stato come una propriet privata familiare, e condusse ad un grave disastro politico. Il Primo Imperatore Qin era estremamente rispettoso del lavoro, mentre lImperatore Wen degli Han non agiva; eppure i posteri hanno elogiato questultimo, e deprecato il Primo Imperatore Qin. Il punto cruciale della questione che il Primo Imperatore Qin lavor per se stesso, lavor per dominare il mondo, non per la societ, n per un ideale trascendente. Quindi possiamo vedere come, per quanto il Primo Imperatore Qin abbia fornito un indubbio contributo al sistema medievale cinese, tuttavia egli stato respinto dai posteri come un tiranno. Considerando lesito politico pratico, la dinastia Qin si estinta in due generazioni. La trasformazione del rapido collasso dellimpero Qin nellideologia imperiale del primo periodo degli Han Occidentali lasci ai politici dellinizio degli Han un ricordo di profonda gratitudine. Inizialmente, la maggioranza non poteva comprendere come la dinastia Qin che aveva distrutto i Sei Regni della Piana Centrale, ricercando la forza attraverso il pragmatismo, si fosse cos rapidamente estinta. Ci che rendeva perplessi era che, se per amministrare il paese non ci si basava sullarricchire lo Stato rafforzando lesercito, su cosa ci si poteva basare ? Se limperatore non era un uomo grande e pieno di passione, cosera allora ? Nel corso di ininterrotte riflessioni, alcuni politici e ideologi mutarono gradualmente la propria mentalit.

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Liu Bang, imperatore Gaozu degli Han, fu un importante statista in questa trasformazione ideologica fra i Qin e gli Han. Nella caotica guerra della fine dei Qin, lerudito Lu Jia cominci ad insegnare a Liu Bang le Odi e i Documenti confuciani. Liu Bang, che era nel mezzo di una campagna di guerra, non aveva ancora tempo per riflettere a mente fredda sullinsegnamento derivante dalla caduta della dinastia Qin; di conseguenza, non consider cos giusto linsieme confuciano che Lu Jia andava dicendo. Egli disse a Lu Jia: Da sempre gli uomini si appoggiano alle armi per conquistare il mondo, che utilit pu esserci nel tuo insegnarmi le Odi e i Documenti dei confuciani? Lu Jia gli rispose: Senza dubbio per conquistare il mondo la dottrina confuciana non necessaria; ma per governarlo, non se ne pu fare a meno. La ragione per cui la dinastia Qin si rapidamente estinta, sta fondamentalmente nel fatto che limperatore Qin non aveva realizzato la logica delle differenti arti delloffesa e della difesa. Se essi avessero mutato il loro pensiero politico, passando dal Legalismo al Confucianesimo, oggi Vostra Maest non ci sarebbe. Liu Bang avvert che in ci che Lu Jia diceva non mancava la logica, e allora gli permise di mettere per iscritto le sue teorie perch lui le leggesse. Dopo aver fatto ci, Lu Jia le sottomise a Liu Bang, e Gaozu le ritenne buone, definendole inoltre Nuove Parole - ovviamente, allepoca questo era un pensiero nuovo, fuori dallordinario. Dopo un periodo di circa trentanni, giunti allepoca dellimperatore Wen, le conoscenze collettive ebbero un nuovo progresso. Ci che si praticava allepoca era la cosiddetta Politica di Huanglao [dellImperatore Giallo e di Laozi]. Riflessa a livello sociale, consisteva nel stare a riposo col popolo; leconomia era in recupero, la societ stabile. Ma, sotto tale lassismo, nuovi problemi si posero uno dietro laltro: il primo di essi era il disordine politico. La forza dellaristocrazia locale si era ampliata senza opposizione, minacciando il governo centrale; i funzionari governativi colludevano con i despoti locali, la stravaganza era pratica comune, al punto che i funzionari onesti erano ritenuti pedanti, e nella societ il banditismo era attivit comune. La gente gradualmente si abitu, e lintera societ divenne apatica. Contro questo stato di cose, limperatore Wen propose delle contromisure concrete. Il punto pi essenziale fu che egli afferm che limperatore doveva essere un saggio monarca, che praticasse benevolenza, giustizia, riti e musica, rettificando lordine sociale, e stabilendo unepoca di pace e di prosperit. Giunti allepoca dellascesa al trono dellimperatore Wu degli Han, la situazione politica ed economica aveva avuto un certo miglioramento, ma i problemi ideologici non erano stati affatto risolti. Allepoca, i maestri avevano differenti vie, la gente differenti teorie, le varie scuole di pensiero differenti tendenze, e i significati erano differenti. Stavolta, la questione non fu avanzata da qualcuno che si atteneva scrupolosamente al Confucianesimo tradizionale, ma fu posta su iniziativa dellimperatore. Secondo il Libro degli Han - Biografia di Gongsun Hong, nel 130 a.C. limperatore Wu degli Han esamin pubblicamente gli eruditi confuciani. Una delle questioni chiave da lui poste era: la societ e la politica sono o no dettate dal Cielo, e tale suprema determinazione che relazioni ha con lascesa e la caduta politiche? Questa questione merita la nostra attenzione; limperatore Wu non chiese se esistesse o meno il Mandato Celeste, ma chiese le relazioni fra il Mandato Celeste e le fortune o le disgrazie delle vicende umane. La teoria di Dong Zhongshu della Risonanza Cielo-Uomo ha fatto la sua comparsa esattamente su questo sfondo. La formazione dellideologia imperiale della dinastia Han ha avuto luogo nellepoca dellimperatore Wu, per consolidarsi nella prima fase degli Han Orientali. Il contenuto chiave dellideologia imperiale di Dong Zhongshu il diritto divino dei sovrani. Secondo tale teoria, lo status e lautorit dellimperatore non si acquisiscono con luso delle armi, ma sono conferiti da una divinit perfetta - il Cielo. Il motivo per cui il Mandato Celeste conferito dal Cielo a un certo uomo, che tale uomo sceso nel mondo umano per riceverlo; cos, lapparenza di un imperatore non quella di una persona ordinaria. In quanto Figlio del Cielo, limperatore deve praticare la Via in accordo con il Cielo, deve attuare un governo benevolente, favorendo la

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stabilit politica, la prosperit economica e la felicit del popolo. Se limperatore agir in tal modo, egli ricever lelogio e la ricompensa celeste, e il Cielo far scendere dei segni fausti; se la societ sar in turbolenza, e il popolo mancher dei mezzi per sopravvivere, sar stato allora violato il sacro volere del Cielo, e il Cielo si infurier, facendo apparire dei disastri. Questa una descrizione di natura generale: i suoi aspetti specifici sono ben noti, e non necessitano di dati dettagliati. Allepoca dellimperatore Zhang degli Han Orientali, questo nuovo tipo di ideologia imperiale si era stabilito in modo completo. Nellanno 79, il governo degli Han Orientali convoc una riunione politica nellOsservatorio della Tigre Bianca, a cui presero parte il sovrano, i ministri e gli eruditi di corte: il testo Baihu tongyi [I Princpi della Tigre Bianca] non altro che il programma politico e la costituzione che presero forma in tale riunione. Nel Baihu tongyi, limperatore possiede una natura sacra: egli viene chiamato Figlio del Cielo, ci perch limperatore proprio il figlio del Cielo. Sebbene la condotta morale dellimperatore possa presentare lati buoni e lati cattivi, tuttavia comunque limperatore riceve la sua volont dal Cielo; la ragione per cui lintero corpo dei sudditi ubbidisce ai suoi ordini che lintero popolo il popolo del Figlio del Cielo. Limperatore che agisce in accordo col volere celeste un Saggio morale, un modello nel mondo. A causa della natura sacra dellimperatore, solo lui pu far uso di un titolo specifico, come Augusto, Imperatore, Sovrano, ecc.. Il Baihu tongyi dichiara che lordine di un imperatore ricevuto dal Cielo, non dagli uomini. Questa la negazione dellideologia della dinastia Qin, per la quale il potere politico scaturiva dalle armi. Il Baihu tongyi stabilisce in modo tipico le relazioni fra i segni propizi e nefasti e la politica. Rispetto allideologia imperiale diffusa da Dong Zhongshu, il Baihu tongyi attenua le peculiarit fisiologiche dellimperatore, volgendosi a quelle di natura etica. La natura essenziale dellideologia imperiale Han la sacralit dellimperatore. Da un lato, essa fornisce la figura del sovrano di una natura sacra, e ha stabilito fondamenti ideologici per la stabilit duratura dellimpero; dallaltro, limperatore deve agire in accordo col decreto celeste, stabilendo unera ideale di pace e prosperit: ci suo dovere. Il primo punto di una riconsiderazione dellideologia imperiale Qin e Han che in essenza la dottrina di Dong Zhongshu sulla risonanza fra Cielo e Uomo una teologia politica, e ci che si riflette sullideologia imperiale la sacralizzazione del potere. Alcuni studiosi dei circoli accademici nazionali ritengono che la politica sia una attivit razionale umana: la politica ha bisogno di uno spirito razionale. Dong Zhongshu prende un Cielo impalpabile, e lo usa come pilastro della politica: ci [per loro] non solo manifestamente assurdo, ma anche una politica perniciosa. Ma, se si osserva la pratica politica dei Qin e degli Han, allepoca ad essere una politica perniciosa non fu la sacralizzazione del potere, ma la sua secolarizzazione. Secondo, rispetto allideologia imperiale di potenza della dinastia Qin, lideologia imperiale degli Han non prevedeva affatto la concessione di un potere illimitato allimperatore, ma in certa misura lo limitava, fissando delle norme per la sua condotta politica. Molti studiosi affermano criticamente che la teoria del diritto divino dei sovrani della dinastia Han fece s che il potere degli imperatori fosse ancor pi senza limiti. Ci in disaccordo con i dati espressi nelle fonti storiche. Infatti non difficile osservare che fra lideologia imperiale Qin e la tirannia di questo impero esistono relazioni evidenti di causalit, cos come essa esiste sicuramente fra lideologia imperiale Han e il lungo periodo di pace e di ordine di questa dinastia. Terzo, la teoria dei segni fausti e nefasti aveva allepoca una funzione politica positiva. Essa costituisce uno dei contenuti fondamentali dellideologia imperiale Han, ed anche il contenuto pi difficile da accettare per gli uomini moderni. Qui il nocciolo della questione non sta nella verit o falsit del fatto che gli aspetti positivi e negativi dei fenomeni naturali siano similari a quelli delle situazioni politiche, ma quale efficacia questo tipo di mentalit politica allepoca sia riuscita a sviluppare. Durante la dinastia Han, se la politica era cattiva, limperatore e i ministri dovevano assumersene la responsabilit politica. Riflesso sulla figura dellimperatore, ci era l assumersi la colpa; su quella del Primo Ministro, essa era una assunzione che giungeva sino al suicidio.

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