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Contro le religioni ed il concetto di Dio

Indice
1. Le funzioni delle religioni 2. Confutazione delle ipotesi creazioniste 3. Paradossi, contraddizioni in termini ed inesattezze del racconto biblico della genesi del mondo; lalternativa teista alla teoria dellevoluzione. 4. Le misteriose vie del Signore 5. Il problema dellesistenza 6. Il problema della guida spirituale e morale 7. Confutazione della validit degli argomenti tratti dai testi sacri 8. La Scommessa su Dio 9. Indottrinamento e dogmatismo: dittature, totalitarismi e religioni 10. Al miracolo!

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Le funzioni delle religioni

Le religioni sono come le lucciole: per splendere hanno bisogno delle tenebre

Arthur Schopenhauer

La domanda questa: perch le religioni esistono e perch ed in quale modo sono sopravvissute fino allet moderna? La risposta pi immediata che le religioni tutte debbano avere una qualche intrinseca utilit, debbano assolvere a qualche funzione, che gli esseri umani in qualche modo ritengono essere importante. Questa funzione , evidentemente, lassolvere in maniera pi o meno efficace al soddisfacimento dellinnato ed umanissimo desiderio di protezione che ogni essere umano sente e che ognuno di noi si porta dietro sino allet adulta. Gi Sigmund Freud, ponendo le basi della moderna scienza della psicoanalisi, studi i meccanismi psichici che portano, nelluomo, alla percezione del sacro. Nel suo libro Lavvenire di un illusione, infatti, il primo psicoan alista moderno opera una serie di analisi e osservazioni che lo portano a concludere che le religioni traggono origine dalle debolezze umane e dal nostro desiderio di immortalit e potenza, che soddisfacciamo in parte rivolgendoci al sacro e al Dio come se fosse una figura paterna universale. Citando lo stesso Freud: la religione sarebbe la nevrosi ossessiva universale dellumanit, in quanto risponde ai nostri pi intimi desideri in modo accettabile, poich gli Di svolgono un triplice compito: essi esorcizzano il terrore delle forze naturali, riconciliano l'uomo con la crudelt del Fato, in particolare nella forma della morte, e offrono una consolazione per le sofferenze e le privazioni che una vita civilizzata ha imposto. In effetti, volendo fare una concessione agli uomini dellantichit, il concetto di Dio funziona benissimo in tal senso e difficilmente si sarebbe potuto elaborare un rimedio tanto completo ed efficace allopprimente senso di costante pericolo proveniente da tutti i numerosissimi fe nomeni che, svariati millenni fa, non trovavano spiegazione, e che alimentavano le paure dei primi popoli organizzati, dalle pestilenze alla morte alle ingiustizie sociali.

E in effetti proprio la capacit di assolvere a questo compito che le religioni sono sopravvissute tanto a lungo allincessante progredire della conoscenza umana; la comodit di avere un essere sovrannaturale, perfetto, buono, amorevole e compassionevole, a cui premono le sorti del genere umano, che decide e vede tutto e che ci assicura una qualche sorta di continuit post-mortem salvandoci dalloblio un lusso a cui molto difficilmente si rinuncia, specialmente quando si pu usare questo essere sovrannaturale ed onnipotente come giustificazione per tutti i mali del mondo. Tutto ci era di grande aiuto nel mondo antico ed innegabilmente ha avuto un peso non trascurabile sulla formazione, in bene ed in male, della societ moderna, ma giunti al giorno doggi viene spontaneo domandarsi come sia possibile che in un mondo non pi piatto e non al centro del nostro sistema solare sussistano questi sistemi di assurde credenze basati su superstizioni e leggende che tanto daiuto furono ai nostri lontanissimi avi. Nel corso di questo scritto saranno proposte al lettore numerosissime e ragionevolissime argomentazioni contro le religioni e lo stesso concetto di Dio in favore di una visione dell universo quantomeno agnostica e libera dalle catene dei dogmi delle chiese. E innegabile, come detto precedentemente, il ruolo di straordinaria importanz a che le religioni tutte hanno avuto nella formazione della civilt. Si immagini di star vivendo in quei tempi antichi in cui non verano leggi o limitazioni di sorta alle passioni umane, dove chiunque poteva far impunemente del male al suo prossimo e dove i deboli erano brutalmente costretti a fare i comodi del pi forte: in questo tipo di societ barbarica e culturalmente nulla giusto tentare di imporre una efficace limitazione alle violenze ed ai soprusi. In questo scenario le religioni sono utilissime: imponendo agli uomini barbari le basilari regole della convivenza civile e delletica, delineando le virt da conquistare e i vizi da rifuggire e rendendo queste argomentazioni pi convincenti utilizzando quel sano terrore che proviene da una punizione eterna e spiacevole, le religioni hanno efficacemente costretto i prepotenti alla civilt, i violenti alla compassione, e hanno instillato nei deboli e negli sfruttati una speranza di una seconda, migliore, vita. Impeccabile stato anche il modus operandi. Ci si ponga nei panni di uno di quei pochi uomini relativamente colti che vagavano su questo mondo svariati millenni fa e, animati da uno spirito civilizzatore e da un sano e naturalissimo senso di bont verso il prossimo, pensate ad un metodo pacifico per portare un po di tranquillit e di ordine in una societ in cui la libert di parola non neanche lontanamente concepita. Si vede che, se esiste un metodo, questo deve essere non solo autoritario ma anche molto potente e soprattutto capace di essere efficace sempre e comunque. Una volta pensate le religioni, vi trovereste dinnanzi ad un impedimento non da poco: quelli con cui avete a che fare non sono uomini ragionevoli e disposti ad ascoltare, che se messi di fronte ad

una ragione incontestabile cambiano idea e si comportano secondo i dettami della razionalit, ma sono persone che se vi sentissero diffondere concetti osceni come la ragionevolezza, la bont e lamore per il prossimo potrebbero seriamente causarmi menomazioni fisiche pi o meno gravi, il che non costituisce esattamente lesperienza pi piacevole che si possa immaginare. Si richiede quindi un metodo alternativo e pi subdolo per imporre letica; la soluzione la superstizione, il rito, la meccanica e aberrante ripetizione di monotoni atti ed inni al nostro etereo amico che prontamente provveder, al momento della nostra dipartita, a premiarci per il nostro impeccabile comportamento dettato dal terrore di una punizione eterna e sicuramente poco piacevole. Un quesito sorge indi spontaneo: giusto imporre col terrore una morale agli uomini e comportarsi in un certo modo non perch sia giusto ma per timore di una punizione eterna? La risposta potrebbe essere affermativa in casi estremi come quello prima presentato, sebbene anche in questi scenari vi sarebbero ancora diverse obiezioni che potrebbero essere poste, ma assolutamente inaccettabile che questo tipo di ragionamento possa venire applicato anche ai giorni nostri. Essendo da tempo finita lepoca delle barbarie ed essendo il genere umano molto pi civilizzato di quanto non fosse mai stato in passato decisamente giunto il momento di abbandonare certi aberranti sistemi di credenze superstiziose e rituali volti ad assoggettare la capacit di pensiero della massa dei credenti inculcando anche nei pi giovani, inesperti e vulnerabili lidea immutabile di una divinit che governa il mondo per consegnare alle scienze ed alla filosofia dell etica il compito di educare al meglio gli uomini. E inoltre logicamente dimostrabile che il concetto stesso di Dio presenta molte incongruenze e contraddizioni che qui di seguito si passer ad esporre. Poich questo scritto rivolto ai praticanti della religione pi diffusa in Europa e nelloccidente, tutto ci che verr qui di seguito detto varr in relazione al Dio secondo la religione cristiana, ma, come avr modo di dimostrare in seguito, le argomentazioni saranno egualmente valide in relazione a qualunque divinit e qualunque religione. Il primo passaggio del nostro ragionamento sar minare le basi su cui si regge Dio: il creazionismo in primis.

Confutazione delle ipotesi creazioniste

Il dogma nient'altro che un esplicito divieto di pensare

Ludwig Andreas Feuerbach

Il creazionismo quella credenza secondo cui il nostro universo sia stato interamente creato da un ipotetico Dio, che avrebbe anche provveduto alla creazione di ogni essere vivente. Questa teoria si ripropone di invalidare la scienza e le sue scoperte onde giustificare latto della creazione, e per questo motivo il bersaglio preferito dai creazionisti la teoria dellevoluzione. In primo luogo, molti credenti sostengono che non si possa fare affidamento sulla scienza per la sua mutevolezza ed imprevedibilit, cosa che assolutamente errata, in quanto tutto, per la scienza, valido fino a prova contraria. E infatti per questo motivo che la scienza mutevole: una legge od unipotesi possono rivelarsi errate, ed in caso gli scienziati lavoreranno duramente per trovare unaltra legge che descriva fedelmente i fenomeni reali; tutte le convinzioni degli scienziati possono mutare se demolite da prove incontrovertibili e solide, di conseguenza la scienza, nel cambiare, diviene sempre pi precisa, e non inaffidabile ed aleatoria. In secondo luogo si passer a confutare le accuse contro la teoria dellevoluzione. Ivi sono svariati argomenti che vengono spesso indicati come prove incontrovertibili della falsit della teoria Darwiniana, tra cui: 1) Una oscena interpretazione della seconda legge della termodinamica. 2) I sistemi di irriducibile complessit. 3) Linaccuratezza del metodo di datazione al carbonio 14 per la determinazione delleffettiva et della Terra. 4) Limpossibilit di compiere effettivamente unosservazione precisa del fenomeno evolutivo. A questi punti, che si basano tutti su disinformazione ed errata interpretazione delle leggi che governano il nostro universo, si opporranno queste argomentazioni:

1) Il creazionismo sostiene che la vita non si possa essere evoluta appellandosi al secondo principio della termodinamica, che sostiene che un sistema tende al disordine al passare

del tempo, laddove con disordine inteso il grado di caos atomico: pi il tempo passa pi il sistema caotico. Secondo il creazionismo questo caos sarebbe stato gi in epoche passate troppo grande perch complesse forme di vita come lessere umano potessero evolversi, di conseguenze tutti gli esseri viventi dovrebbero essere stati irrimediabilmente creati da un Dio. Per dare unidea sul funzionamento del secondo principio della termodinamica, si pensi ad una sala da ballo: un magnifico salone con molte coppie di ballerini. Si pensi poi ad unorchestra da camera che suona un gradevolissimo Valzer, giusto per citare un ballo che richiede molta precisione e coordinazione, ed ai ballerini che danzano con grandissima maestria, seguendo il ritmo del valzer alla perfezione. Si pensi dunque al sistema, costituito dal salone da ballo, alla fonte di energia, rappresentata dallorchestra, e agli atomi costituenti il sistema, i ballerini. Come si pu immaginare, fino ad ora nella sala da ballo procede tutto per il meglio. Si provi ora a pensare a cosa accadrebbe se si isolasse la fonte di energia dal sistema, cio se si isolasse lorchestra dai ballerini: i danzatori, non udendo pi la musica e avendo perduto il ritmo, tenteranno comunque di ballare , ma inevitabile che qualcuno dei movimenti pi delicati del valzer risulti essere eseguito senza rispettare il tempo. Per un primo periodo di tempo la situazione sostenibile: qualche coppia ogni tanto perde lequilibrio in un volteggio azzardato e per la mancanza della musica che scandisce rigorosamente il tempo di ballo si avranno sporadiche collisioni tra i danzatori. Pi il tempo passa, tuttavia, pi la situazione diviene critica: i ballerini non riescono a mantenere la formazione, le coppie collidono contro altre coppie, esseri umani che maldestramente si lanciano contro i propri simili in un disperato tentativo di tenere il ritmo, piedi pestati, urla disumane, persone che imprecano come turchi sotto effetto di droghe pesanti, una immagine pietosa; ma si deve continuare a danzare. E come far girare una roulette con 10 sferette ad un tempo: il caos. Questo sarebbe, a grandi linee, lo scenario che, prima o poi, si presenterebbe nellevoluzione nel tempo di un sistema fisico: il caos totale. Quello che i creazionisti non dicono, per mancanza di informazione sullargomento o per un volontario tentativo di convincere le persone sfruttando la loro ignoranza in materia, che questo meccanismo avrebbe avuto reali conseguenze sullevoluzione della specie se il nostro pianete fosse stato un sistema chiuso, cio un ambiente dove n materia n energia possono entrare od uscire. Sfortunatamente per i creazionisti, il pianeta Terra non un sistema chiuso in quanto riceve calore ed energia dalle reazioni di fusione nucleare in atto nel Sole, cosa che lo rende perfettamente abitabile, in grado di supportare levoluzione delle specie e soprattutto di stabilizzare il suo livello di caos.

2) Questo, dopo quello del secondo, incompreso, principio della termodinamica, uno degli argomenti pi spesso utilizzati da coloro che credono che il mondo sia stato generato da un Dio. I sistemi di irriducibile complessit sono situazioni di cui non si pu efficacemente risalire allorigine: locchio umano, per esempio, un perfetto esempio di sistema di irriducibile complessit, in quanto non si conosce esattamente il processo evolutivo che ha subito per divenire cos incredibilmente complesso e ben strutturato. Almeno fino a poco tempo fa, questa argomentazione, elaborata dal biochimico statunitense Michael Behe nel 1996, era uno spiraglio di salvezza per i creazionisti. Ma oggi la soluzione al problema stata trovata. In un articolo pubblicato su Le Scienze (edizione italiana di Scientific American, una delle riviste scientifiche pi autorevoli delle 13 colonie ribelli), il signor Trevor D. Lamb, ricercatore del Dipartimento di neuroscienze alla John Curtin School of Medical Research e anche presso lARC Center of Excellence in Vision Research dellUniversit Nazionale di Canberra, pubblica i risultati delle sue ricerche sulla possibile evoluzione dellocchio umano: il nostro organo di senso pi raffinato si sarebbe, contravvenendo alle teorie del Disegno Intelligente di Behe, evoluto da primitivi meccanismi di percezione luminosa. Larticolo disponibile integralmente, per coloro che avessero un abbonamento alla rivista Le Scienze, al sito www.lescienze.it. Per coloro che non fossero abbonati alla rivista e che desiderano, onde soddisfare il proprio sanissimo desiderio di conoscenza, saperne di pi sullargomento, qui di seguito propongo un riassunto dellarticolo pubblicato sulla rivista. Nello specifico, il signor Lamb avrebbe proceduto in questo modo: osservando in che modo locchio umano si forma durante lo sviluppo embrionale e paragonandone la struttura ed i geni con quelli di moltissimi altri esseri viventi appartenenti a specie diverse sarebbe stato in grado di riconoscere esattamente quali mutazioni subite dagli apparati visivi pi primitivi avrebbero permesso al nostro occhio di divenire uno strumento cos preciso ed efficiente, seppur lontano dalla perfezione assoluta e presentante dei difetti. I risultati sono sorprendenti: la struttura del nostro occhio, la pi comune tra i vertebrati, si sarebbe formata in meno di 100 milioni di anni, evolvendosi da semplici sensori luminosi che regolavano i ritmi circadiani (ciclo giorno-notte) e stagionali risalenti a circa 600 milioni di anni fa in un organo otticamente e neurologicamente raffinato databile a 500 milioni di anni fa. Questi sensori luminosi di cui sopra possono ancora essere osservati in organismi che hanno conservato molte delle loro primitive qualit come la missina. La missina un particolare tipo di pesce anguilliforme che vive generalmente sui fondali oceanici, dove si nutre di crostacei e carcasse di altre creature marine. Esse sono strette parenti delle lamprede, altri pesci anguilliformi, ma,al contrario delle lamprede, che possiedono un apparato visivo molto simile al nostro ma un po pi rudimentale, sono quasi completamente cieche, e presentano una particolare struttura oculare simile a quella della lampreda che nel corso del tempo ha perduto la capacit di

vedere propriamente intesa in favore della sola sensibilit alla luce per regolare il loro ritmo circadiano. Studiando i due apparati visivi gli scienziati si sono accorti che entrambi presentano gli stessi recettori visivi, solo che quelli della missina hanno subito un processo evolutivo che li ha portati ad abbandonare la funzione visiva. Esistono in natura due classi di recettori visivi: rabdomerici e ciliati. Nella stragrande maggioranza degli organismi, esseri umani compresi, i fotorecettori ciliati sono responsabili della percezione della luce per scopi non visivi, come la regolazione dei ritmi circadiani. Viceversa, i recettori rabdomerici percepiscono la luce con lespressa finalit di consentire la visione. Sia gli occhi composti degli insetti sia gli occhi a fotocamera (come quello degli esseri umani) dei polpi, evolutisi indipendentemente da quelli dei vertebrati, impiegano fotorecettori rabdomerici. Tutti i vertebrati, poi, usano i fotorecettori ciliati come mezzo per percepire gli impulsi luminosi. Nel 2003, Detlev Arendt, dello European Molecular Biology Laboratory nella citt tedesca di Hiedelberg,ha riferito prove convincenti che il nostro occhio conserva i discendenti dei fotorecettori rabdomerici, modificatisi poi notevolmente per formare i neuroni di proiezione che nel nostro occhio hanno la funzione di trasmettere il segnale luminoso intercettato al cervello per permetterne linterpretazione. Lapparato oculare dellessere umano, dunque, utilizza sia fotorecettori di entrambe le classi, mutatisi poi nei nostri neuroni di proiezione. Riutilizzare una struttura preesistente per un nuovo scopo proprio il modus operandi dellevoluzione , e da tutte le prove precedentemente esposte e dai risultati delle ricerche emerge quindi che, a differenza di quanto i seguaci di Behe dicono, locchio umano incontrovertibilmente il prodotto di una lunga e complessa evoluzione durata milioni di anni. Ad ulteriore sostegno delle teorie evoluzioniste, si fa notare che locchio umano ben lungi dallessere una macchina perfetta come il creazionismo sostiene. Presenta infatti alcuni essenziali difetti: la nostra retina, ad esempio, capovolta e limmagine che proietta capovolta di conseguenza; se il nostro organismo non avesse evoluto dei metodi di correzione, le parole che voi lettori state ora senza alcuna difficolt leggendo ed interpretando apparirebbero come una confusa ed intricata massa di simboli stranissimi ed incomprensibili! Inoltre i nostri nervi, raggruppandosi in fasci per poi formare il nervo ottico, provocano la formazione di zone cieche nella retina, ed inoltre anche la presenza di numerosi vasi sanguigni che delimitano la superficie della retina provoca limitazioni nella nostra capacit di visone. Tutti questi difetti, che nel polpo, per esempio, non compaiono, sono innegabilmente il prodotto di una evoluzione.

Se non lo fossero, le capacit di Dio ne uscirebbero ridicolmente ridimensionate per laver disegnato un organo con numerose ed evitabili imperfezioni oppure se ne pu semplicemente dedurre che lOnnipossente ritiene che i polpi siano pi meritevoli degli esseri umani di un apparato visivo perfettamente funzionante. 3) I creazionisti tengono molto a questo punto, in quanto il racconto biblico della genesi dice che il mondo venne creato da Dio in 7 giorni circa 4500 anni fa (la stima ottenuta facendo una media di tutte le innumerevoli date proposte dai teologi). In effetti bisogna ammettere che il metodo di datazione al carbonio 14 non accurato per determinare leffettiva et della Terra, ma daltra parte ci deve essere qualche motivo perch questo non il metodo di datazione preferito dai geologi. Vi sono innumerevoli altri metodi per datare le rocce, estremamente pi precisi e ad ampio spettro, che misurano il decadimento di elementi radioattivi, tra cui: Argon-Argon, Elio-Elio, Iodio-Xeno, Lantano-Bario, Piombo-Piombo, Neon-Neon, PotassioArgon, Rubidio-Stronzio, Uranio-Piombo, Uranio-Piombo-Elio, Uranio-Torio. Tutti questi metodi misurano il decadimento degli elementi radioattivi in altri elementi pi leggeri (ad esempio come nel metodo di datazione Uranio-Torio ecc), oppure in isotopi differenti (metodo di datazione Argon-Argon, Elio-Elio ecc). Da tutte le ricerche geologiche effettuate e da tutti i differenti metodi di datazione utilizzati siamo oggi in grado di dire che let della Terra stimabile intorno ai 4,5 miliardi di anni. Volendo poi dilungarsi su questo punto, unaltra feroce critica che i creazionisti muovono al gi citato metodo di datazione che utilizza il carbonio 14 la sua inaffidabilit anche per quanto riguarda la datazione dei fossili. Vi sono stati non poco numerosi casi di creazionisti che hanno contestato i risultati del test del carbonio eseguiti su alcuni peculiari fossili di organismi che vivevano in ambienti, in particolare letti di fiumi, dove il carbonio 14 contenuto stato sostituito da miscugli di minerali o, per effetto del suo decadimento, mutato completamente in azoto. Sarebbe dunque improponibile eseguire un test del carbonio 14 in questi particolarissimi casi, ma ancora pi improponibile il polemizzare sullinaffidabilit dei test eseguiti in queste condizioni usandone limprecisione come argomentazione ma daltra parte cosa ci si potrebbe aspettare da persone che ci dimostrano di essere capaci di eseguire datazioni al carbonio in fossili dove il carbonio semplicemente non v? 4) Una delle argomentazioni pi oscene, in quanto ad oggi gli esseri umani sono in grado di visualizzare e manipolare le basi stesse della vita con lingegneria genetica ed anche di indurre levoluzione con esperimenti di laboratorio. Non mancano di certo resoconti di situazioni in cui colonie batteriche sviluppatesi su piastre di Petri esposte a condizioni proibitive o quantomeno anomale rispetto a quelle che si incontrerebbero in natura abbiano sviluppato caratteri diversi da quelli di batteri della stessa specie poste in condizioni non alterate dalluomo.

Ad esempio vi sono moltissimi articoli scientifici che trattano di colonie batteriche esposte a condizioni di scarsa densit di ossigeno nellambiente che hanno sviluppato, nel corso di centinaia e centinaia di generazioni, processi cellulari che richiedevano meno ossigeno di quanto naturalmente necessario e metodi per sfruttare al meglio lo scarsissimo ossigeno presente onde garantire una agevole sopravvivenza e limitare i danni alla capacit riproduttiva della colonia. Daltra parte essendo i test eseguiti su colonie batteriche e riproducendosi i batteri ad una velocit abnorme, levoluzione , a tutti gli effetti, osservabile e provabile scienza, vera almeno fino a prova contraria che, fino a quando la scienza si ribeller alle imposizioni dogmatiche, non arriver, almeno dai creazionisti.

Paradossi, contraddizioni in termini ed inesattezze del racconto biblico della genesi del mondo; lalternativa teista alla teoria dellevoluzione.

Quando si tratta di beffarmi di qualcuno, non posso resistere

Wolfgang Amadeus Mozart

Si analizzi allora quali argomentazioni i creazionisti oppongono allevoluzione! In principio Dio cre il cielo e la Terra. Cos incomincia una delle pi riuscite favole di tutta la storia dellumanit. Iddio cre il cielo e la Terra e dopo cosa fece? Cre la luce. E quindi per Sua opera e virt vi fu la luce, che proviene dalle reazioni nucleari in atto nelle stelle. Ma daltra parte le stelle sono tutte a milioni di anni luce di distanza, e la loro luce avrebbe impiegato un tempo enorme per raggiungere la terra e se il mondo fosse stato creato solo 4500 anni fa come sostengono i creazionisti, durante la notte languiremmo nelloscurit, in quanto, semplicemente, non si vedrebbe stella alcuna! Anche solo volendo considerare il Sole, la sua luce impiegherebbe comunque 8 minuti e 30 secondi per giungerci e sarebbe oltremodo accecante ed insostenibilmente brillante a causa del periodo di instabilit delle prime reazioni nucleari delle stelle Ma tralasciamo certi miseri dettagli insignificanti e procediamo. Dunquemmm qui dice che Dio poi separ la luce dalle tenebre e cre il giorno e la notte.

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Dopodich Dio pass a creare il cielo e le terre emerse ed a riempirle di vita vegetale. Quindi Dio in principio aveva creato un gigantesco globo dacqua troppo illuminato e privo di atmosfera? Ammirevole. Poi Dio disse:<< Siano dei luminari nel firmamento del cielo per distinguere il giorno dalla notte, e siano segni per stagioni, giorni ed anni, e servano come luminari nel firmamento del cielo per illuminare la terra>>. E cos fu. Prego? Iddio cre prima la luce e poi le stelle? Davvero? Ma ci sar pure un motivo se lo chiamano lOnnipotente Iddio pass poi dunque a popolare il mondo di tutte le creature viventi secondo la loro specie. E poi ci si chiede perch il racconto della genesi messo in discussione sembra tutto cos plausibile! La parte migliore, per, deve ancora venire. E poi Dio cre luomo. Protesto formalmente e a nome di tutto il genere umano per essere stato creato dopo gli uccelli, i pesci e le piante. Comunque sia, tutto questo processo impieg una settimana del preziosissimo tempo di Dio, che procedette poi a piazzare la sua creatura ultima nel luogo pi felice di questo mondo: il giardino dellEden, il paradiso in terra che avrebbe, con i suoi frutti, provveduto ad ogni necessit delluomo e della nuova arrivata, la mitica donna-costola che ci priv della simmetria della nostra gabbia toracica e il cui unico scopo era quello di soddisfare gli istinti pi basilari di Adamo. Il giardino dellEden era un luogo felice e sereno, dove non cerano n rabbia, n invidia, n gelosia n malvagit o altre brutte cose. E che cosa fece la nostra divinit preferita? A seguito della guerra che vera stata in paradiso contro Lucifero ed suoi angeli ribelli, Dio, vittorioso, decide di esiliare il demonio sulla Terra, proprio nel giardino dellEden. Prima di tutto domando una spiegazione logicamente accettabile del perch vi sia stata una guerra in paradiso se nella Bibbia chiaramente detto che Dio onnipotente: evidentemente Dio un guerrafondaio. In aggiunta a quanto sopra si fa rispettosamente notare che Iddio Onnipotente, in preda ad un feroce raptus di nonsenso degno delle migliori produzioni di Giobbe Covatta, abbia pensato di confinare la creatura che rappresenta ogni sentimento vile e riprovevole nellunico luogo abitato del globo terracqueo dove non dovevano assolutamente esserci sentimenti vili e riprovevoli. Ma prima ancora di essere illuminato dal magnifico lampo di logica di cui sopra, Nostro Signore diede alcune istruzioni ad Adamo ed Eva, la donna costola di cui prima. Ad ognuno di loro disse questo: Tu puoi mangiare liberamente di ogni albero del giardino, ma dellalbero della conoscenza del bene e del male non mangiare! Poich il giorno in cui ne mangiassi di certo morresti.

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Quindi non solo Dio pose la fonte della Sua conoscenza nellunico luogo abitato del pianeta, ma per giunta si aspetta che le minacce sopiscano il naturalissimo istinto di curiosit che anima ogni essere umano! In effetti, dunque, si potrebbe dire che il demonio sotto forma di serpente che convince Eva a mangiare dellalbero della conoscenza del bene e del male potrebbe rappresentare proprio il desiderio innato di conoscere che affligge la nostra specie e che ci ha portato fuori dai Secoli Bui, e a questo punto ci si potrebbe anche domandare perch tale desiderio di conoscenza sia rappresentato sotto forma di demonio Dunque, Dio bandisce il demonio nel giardino dellEden, il quale, poich non aveva preso bene il fatto di essere stato sconfitto, decise di condannare per sempre il genere umano simpatico da parte sua. Per fare ci, Lucifero pens di assumere la forma di un serpente e di parlare ad Eva per convincerla ad ignorare le minacc le istruzioni di Nostro Si gnore. E cos nella Bibbia compare un serpente parlante. E come se non bastasse la donna costola dialoga col serpente parlante. Tutto ci estremamente sensato. Procediamo. Il serpente parlante riesce a convincere la donna-costola a mangiare dallalbero della conoscenza del bene e del male, e la donna a sua volta riesce a convincere luomo cherchez la femme. Dio scopre la disubbidienza degli uomini e decide di condannare lintera umanit a soffrire per aver soddisfatto il proprio inaccettabile, aberrante e disgraziato desiderio di conoscenza. Non solo, ma Dio trasmette questa maledizione anche a tutti i discendenti futuri dei primi uomini, ritenendo essere giusto punire persone nate migliaia di anni dopo per una colpa commessa sotto la poderosa influenza di un serpente parlante. Secondo lo stesso ragionamento sarebbe lecito condannare i figli di un assassino come se avessero effettivamente ucciso un essere umano. Ah, lineccepibile giustizia divina!

Le misteriose vie del Signore

Pi si invecchia e pi ci si convince che Sua Sacra Maest il Caso fa i tre quarti del lavoro in questo miserabile universo.

Federico il Grande

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Veniamo ora alla logica dimostrazione della non esistenza di una divinit. Tutti sappiamo che nel mondo vi il male. Gli esseri umani possono essere tanto magnificenti nello spirito quando malvagi e sadici, ma fa parte della nostra natura, lungi dallessere perfetta e pura. Adesso, concentriamoci sulla definizione che le religioni moderne danno di Dio: un essere etereo, perfetto, amorevole verso gli uomini, che ha a cuore il loro destino, onnipossente, onnisciente ed onnipresente, giusto ed equo, nemico dei malvagi e fonte di conforto per i deboli oppressi. Una volta fissati questi valori di una divinit, passiamo ad usarli per dimostrare che non vi essere alcuno in questo universo che presenti queste qualit. Partiamo da questa affermazione: Dio onnipossente. Una affermazione incisiva, che, ripetuta fino alla nausea nei testi sacri, convince davvero i credenti che un qualcuno in questo universo possa essere capace di tutto, dalla creazione di qualcosa dal nulla allaberrazione delle leggi che governano la fisica, sebbene per ci sia un qualcosa che distrugga questa convinzione fin dalle fondamenta, un qualcosa di preziosissimo ed importantissimo, per il quale vale la pena combattere e morire; questo qualcosa lo esercitate ogni volta che pensate, scrivete, leggete, compiete qualunque azione o prendete una qualsiasi decisione: questo qualcosa il libero arbitrio. Esatto, gli uomini sono liberissimi di fare ci che vogliono, anche di sottomettersi ad una dittatura e seguire le direttive del dittatore, ma sar sempre una loro liberissima scelta, in quanto in ogni decisione ci si presenta sempre almeno unalternativa, certo alle volte estrema e spiacevole, ma pur sempre una via di fuga. Proprio questa prerogativa dellessere umano di poter esercitare lib eramente la propria libert di scelta e di giudizio senza costrizione alcuna che tenga la chiave per dimostrare che Dio non onnipotente: se lo fosse, saprebbe gi cosa sarebbe giusto fare e, se ci tenesse davvero a noi come indispensabile che sia per una divinit intesa come sopra, farebbe in modo, in tutta la sua irresistibile potenza, che ogni uomo si comportasse rettamente e non commettesse mai errori. Si vede per chiaramente che tutto questo non accade: gli uomini vengono posti dinnanzi a scelte difficili, alle volte sbagliano, alle volte no, ma in caso di errore incorrono conseguenze non esattamente piacevoli che ci serviranno da lezione in futuro per poter esercitare il nostro raziocinio e la nostra capacit di scelta ancor pi proficuamente. E a questo punto, si potrebbe ripiegare sul sempre efficace, seppur stantio e muffito, Le vie del Signore sono varie e a noi incomprensibili, Dio ha grandi progetti per te.

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Ma sicuramente! Perch mai un Dio onnisciente, onnipossente ed onnipresente dovrebbe, in contraddizione con le sue prerogative, non volere per noi il bene e lasciare a noi poveri mortali le scelte, non intervenendo forzando il nostro umile pensiero orientandolo verso ci che, sicuramente, nella sua infinita saggezza, Dio ritiene sia meglio per noi? Se ne pu dedurre che: o a Dio non stiamo a cuore, o Dio non pu far nulla per aiutarci in questo senso. E allora, dato che Dio non pu controllare la nostra volont, ed osservando che nel mondo vi sono persone malvagie che causano dolore ad altri esseri umani, non ci si potrebbe domandare perch Dio non agisce e fa qualcosa per, se non indirizzare verso il bene tutti gli uomini, almeno proteggere le persone rette e pie dal male? Visto che Qualcuno non si impegnato moltissimo neanche in questo senso ci si potrebbe porre svariate domande: 1) E Dio desideroso del bene degli uomini? Un Dio che desidera il meglio per noi farebbe sicuramente qualcosa per proteggerci non solo dai mali provocati dagli uomini, ma anche dalle catastrofi naturali che causano morte e devastazione per tutta lestensione del globo terracqueo. Daltra parte un Dio malvagio non sarebbe concepibile dalle religioni moderne, e se esistesse neanche sarebbe giusto adorarlo. Lipotesi del Dio malvagio quindi scartata perch non rispetta le prerogative del Dio moderno, che, daltra parte, volendoci pensare, buono solo per capriccio degli esseri umani, poich non vi nessun vincolo allinclinazione morale di unentit pensante. Si arriva cos ad un impasse logico. 2) Se Dio desidera il bene per la razza umana, perch non agisce in tal senso? Supposto che Dio ci ama e vuole il nostro bene, viene naturale chiedersi perch non si decida ad agire. A questa domanda vi sono due possibili risposte: Dio non vuole aiutarci o non ne capace. 3) Pu una divinit essere desiderosa di aiutarci, ma non potere, o potere ma n volere n desiderarlo? Nel primo caso ci ritroviamo dinnanzi ad un essere amorevole, ma non certo un Dio, nel secondo caso avremmo a che fare con un essere abietto e spregevole. Questa essenzialmente largomentazione che il filosofo greco Epicuro propose a suo tempo, con una fondamentale differenza: la conclusione di Epicuro fu che la divinit in se esiste, ma non si cura degli uomini. La conclusione del filosofo greco poteva andar bene per gli antichi greci, per i quali gli Di non necessariamente erano buoni ed equi, ma alle volte anche crudeli e sanguinari, in quanto essere perfettamente capaci di migliorare la condizione umana ma n volerlo n desiderarlo non esattamente una cosa da definire buona, caritatevole o degna di lode.

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Ma alla luce della definizione moderna di divinit che abbiamo dato prima, la conclusione logica del ragionamento si sposta verso quella fornita: Dio non ha motivo di esistere, n si possono trovare motivi a favore della sua esistenza, in quanto: non vi e non logicamente possibile elaborare motivo valido alcuno per cui lesistenza di una divinit debba essere giustificata o, se non comprovata, resa plausibile, in quanto si dovrebbero ricercare argomenti logici per lesistenza di un ente che va intrinsecamente contro la logica. Argomentazioni in questo senso si risolvono tutte, irrimediabilmente, in subdoli sofismi e grottesche manipolazioni di concetti, quando non in sfacciate tautologie.

Il problema dellesistenza

necessario il dire e il pensare che l'essere sia: infatti l'essere , il nulla non : queste cose ti esorto a considerare. Parmenide

Un punto rimane per in sospeso, punto che precipitevolissimevolmente si affronter. Uno degli argomenti pi forti, per quanto possibile, che a questo punto qualcuno potrebbe opporre il seguente problema: come si giustifica lesistenza delluniverso e di tutte le cose e da che cosa potrebbe avere avuto inizio il nostro universo senza un Dio creatore? A questo punto si dimostrer che il voler giustificare lesistenza senza senso, in quanto in nessuna cosa che vi giustificazione alcuna in qualche altra cosa, le cose semplicemente esistono perch esistono, e luomo si limita ad accettare il fatto che ci siano. Ragioniamo: poniamo il caso che ci sia un fisico nucleare che stia lavorando al Large Hadron Collider di Ginevra. Lobiettivo dell esperimento di osservare gli effetti dellimpatto tra due particelle beta accelerate a velocit prossima a quella della luce. Poniamo anche la condizione secondo cui io non sappia ancora delesistenza delle antiparticelle, e che il mio modello di leggi fisiche funzioni comunque perfettamente. Tutto sembrerebbe indicare che non ci siano altre particelle da scoprire, e si restia oltremodo stupiti quando ci si accorge della formazione di antiparticelle: il fatto che non necessario che esistano non vuol dire che effettivamente non ci siano. Come pure si potrebbe dire che cose che ci piacerebbe esistessero non detto che effettivamente esistono.

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Quello che , semplicemente solo perch , e non perch ha qualche ragion dessere. Indi per cui sembra illogico ed inutile domandarsi perch lesistenza esista, che semplicemente esiste perch cos e a noi non resta altro da fare che prenderne atto ed andare avanti. Al secondo punto della domanda, il come possa aver avuto inizio tutto senza un Dio creatore si risponde che effettivamente questo un problema a cui la scienza, allo stadio attuale, difficilmente dar risposta certa. Ad ovviare a questo inconveniente vi la logica, che permette di stabilire lassoluta arbitrariet del concetto di Dio creatore. Si consideri la proposizione Dio ha creato luniverso, e se non ci fosse Dio non si avrebbero risposte su come luniverso abbia potuto cominciare ad esistere. Si consideri adesso unaltra proposizione Grande Puffo, distillando un liquore, ha accidentalmente fatto deflagrare un alambicco, creando cos luniverso, e se non ci fosse stata la deflagrazione dellalambicco da distilleria di Grande Puffo non si avrebbero risposte su come luniverso abbia potuto cominciare ad esistere. Le due proposizioni hanno assolutamente lo stesso valore: sono ambedue arbitrarie, non provabili, in qualche modo risibili. Si potrebbe dire che non si pu paragonare Grande Puffo allOnn ipotente, che sarebbe insensato, ma un concetto non acquisisce forza solo perch pi persone la pensano in un certo modo. Dio e Grande Puffo hanno la stessa validit concettuale: sono entrambe speculazioni infondate e quindi le proposizioni si equivalgono, il che vuol dire che sia Nostro Signore che Grande Puffo avrebbero benissimo potuto creare luniverso senza impedimenti di sorta o differenze alcune, il fatto che la gente preferisca Dio solo un fatto di circostanza. Personalmente trovo Grande Puffo decisamente pi simpatico e meno sanguinario degli Di delle religioni monoteiste moderne. Quindi dire che luniverso stato creato da Dio ha valore esattamente pari a dire che il cosmo il prodotto dellesplosione dellalambicco di Grande Puffo. Se si continuasse comunque a reputare Dio come lipotesi pi probabile, questo tipo di ragionamento potrebbe essere applicato anche a Grande Puffo, e quindi si dovrebbe venerare anche lui come una divinit e rifuggire dal demonio, il terribile Gargamella, corruttore di anime e di coscienze, il che porterebbe poi alla possibilit di creare i Panthon pi fantasiosi e a doverli adorare. Ci si rifiuterebbe di adorare un Dio topo, gatto, cane, murena elettrica della Fossa delle Marianne. Un altro punto importante per la risoluzione di questo problema la considerazione che quella di un Dio creatore una possibilit che ammette unobiezione particolarmente insidiosa: se Dio ha creato luniverso e tutto ci che contiene, e prima delluniverso vera solo Dio, chi ha creato Dio? E certamente una questione importante, perch domandandosi chi potrebbe essere il possibile creatore di Dio non si potrebbe che pensare che ad un altro Dio, in quanto o tale

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nuovo ente creatore pi potente del Dio come noi lo concepiamo, il che impossibile perch le religioni asseriscono lonnipotenza degli Di, oppure ha le sue stesse qualit. Ma questo ragionamento pu proseguire oltre se ci domandiamo chi mai avrebbe potuto concepire il Dio creatore del nostro Dio che ha dato origine al nostro universo. Si vede dunque che, non potendo risalire allinfinito e n potendo porre un limite essendo comunque questo limite invariabilmente soggetto alle medesime problematiche cui vorrebbe porre soluzione, lipotesi di un Dio creatore risulta essere non logicamente accettabile. Volendo poi, in un ultimo tentativo di salvare il concetto, affibbiare al concetto di Dio la qualit di essere preesistente sempre e comunque, una sorta di ente increabile e increato ma esistente nonostante tutto, si dimostra in maniera ancora pi palese lassoluta arbitrariet del concetto di Dio, che risulta mutabile a piacimento in modo da sfuggire ad ogni incongruenza e dunque un mero prodotto dellimmaginazione umana: in effetti il concetto di divinit lunico che, per un credente, non viene invalidato da una incongruenza logica alla sua base. Ex falso sequitur quodlibet, come diceva Duns Scoto!

Il problema della guida spirituale e morale

Qui voglio ricordare la mia definizione dell'etica: essa ci per cui l'uomo diventa quello che diventa. Sren Kirkegaard

I testi sacri delle religioni sono la guida etica e morale per miliardi di persone al mondo, che ogni giorno fanno affidamento agli insegnamenti contenutivisi per prendere decisioni o regolare la propria condotta per quello che ritenuto il meglio. Ma la domanda questa: sono i testi sacri e le loro norme etiche davvero necessarie affinch un essere umano conduca una vita retta e onesta? Si proceder esaminando con attenzione quali siano i precetti morali trasmessi dalle religioni per poi trarre delle conclusioni.

NON UCCIDERE.

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Questo senza ombra di dubbio il precetto morale pi ripetuto e diffuso in qualunque testo sacro, che, con le dovute (fin troppe), arbitrarie, eccezioni, considerando la vita un dono di Dio manipolabile solo da Lui, vieta agli uomini di decidere quando la propria od un'altra vita deve avere termine. Prima di tutto interessante notare come, sebbene quello di non uccidere sia un nobile insegnamento, in tutti i testi sacri vi sono molteplici e dubbiamente ragionevoli eccezioni a questa norma, troppo spesso messa da parte per la difesa della propria religione, di un sacrificio al Dio, o per una punizione divina che deve essere eseguita. Si fa notare, inoltre, che tutti i testi sacri offrono raccapriccianti immagini di aberranti massacri, indicibili torture e offese di ogni tipo allintegrit fisica del corpo umano, basti pensare alle immani sofferenze che Fatima patisce nel Corano o alla poco piacevole immagine di Giobbe che, nel racconto biblico, cade letteralmente a pezzi per la lebbra e per gli orribili sfregi che lui stesso, impazzito dal dolore, si infligge con dei cocci di ceramica. Ci si ponga una domanda: davvero necessario che un libro qualunque, a maggior ragione quello contraddittorio e criptico di una religione, debba imporre di non uccidere un altro essere umano se non per gli scopi accettabili come lautodifesa? Una risposta affermativa a questo quesito sarebbe potuta anche essere valida cinque, sei secoli orsono, quando gli uomini erano tutto tranne che civili e quando la filosofia morale ancora doveva illuminare la barbarica gena di Adamo. Ma al giorno doggi gli esseri umani sono educati alla morale fin da piccoli, e la filosofia e il ragionamento servono egregiamente a questo scopo, senza lindesiderato e moltissime volte dannoso ausilio di un libro che in sostanza costringe a comportarsi in un certo modo incutendo il terrore di una punizione eterna.

ONORA I TUOI GENITORI.

Un nobile intento, senza dubbio. Sembra difficile pensare che nel mondo moderno si debba fare ricorso a certi tali subdoli stratagemmi per imporre un ordine familiare. Anche se non fosse cos, ognuno di noi prova, a meno di deformazioni psichiche, istintivamente amore nei confronti dei propri genitori, qualunque siano le circostanze, ed quindi superfluo asserire che ognuno di noi far sempre quanto possibile per aiutare, supportare e rendere fieri i nostri genitori pur senza lobbligo dallalto.

NON RUBARE.

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Altro nobile scopo, ma la necessit ha un grandissimo potere sulletica. Premesso che rubare di per se una azione riprovevole, pu trovare parziale giustificazione in uno stato di estrema necessit e quindi poter essere considerato anche per lo pi accettabile o giustificabile. Colui che ruba per avidit semplicemente ingiustificabile: luomo deve attivarsi con tutto se stesso per reprimere questi bassi istinti. Si pu essere persone onestissime pur essendo avide, non sempre la mente ci facilita nella vita e di certo non nasciamo perfetti, ma sta di fatto che si pu essere avidi anche senza rubare, che in qualunque caso sar una azione rimessa alla nostra libera volont. Sta quindi agli uomini non cadere nelle trappole della psiche e prodursi in azioni di cui poi potrebbero pentirsi. Anche il precetto di non sottrarre agli altri il frutto del loro duro lavoro scontato e rientra nella morale di ognuno di noi.

NON PRODURRE FALSA TESTIMONIANZA.

Sicuramente non sar necessario un testo sacro per spiegare agli uomini che produrre prove e testimonianze false sotto giuramento onde far s che qualche innocente venga condannato o qualche colpevole venga assolto una cosa riprovevole.

NON DESIDERARE LA DONNA DALTRI.

Si, il tradimento male, e non serve Dio per appurarlo.

Adesso che tutti i contenuti morali dei testi sacri ai popoli sono stati presentati si pu porre un quesito fondamentale: vi davvero bisogno della Bibbia, del Corano o di quantaltro per insegnare agli uomini moderni, guidati dalla filosofia, che tutte le cose riprovevoli ed immorali sono da evitare e soprattutto quali queste cose da cui rifuggire siano? La risposta , ovviamente, no, non ve n bisogno alcuno. SI potrebbe poi proporre un altro quesito: pi giusto far s che gli uomini si comportino in un certo modo, eticamente accettabile, per paura di una divinit e di una punizione eterna oppure fare in modo che assumano una condotta retta perch li si fa riflettere su cosa giusto ed in qual misura, stimolando il dibattito filosofico e lavanzamento del sapere umano in questo senso?

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Sembra proprio che la seconda ipotesi sia la pi giusta, almeno per coloro che tengono alla libert di pensiero. A parte tutto se si considerano gli esempi di morale offerti nella Bibbia, come in qualunque altro testo sacro, si rimane piuttosto delusi nel constatare che il Mein Kampf potrebbe costituire una guida etica migliore. Dio ed i suoi seguaci, di qualsiasi religione, si fanno infatti promotori di: Assassinio, Infanticidio, Eccidio di intere citt, Genocidio, Razzismo, Schiavismo, Stupro, Incesto, Sacrifici umani e non, Saccheggi e Torture di ogni genere non proprio ci che si definisce giusto e si insegnerebbe ai bambini.

Confutazione della validit degli argomenti tratti dai testi sacri.


Che di fermarvi, questa volta, io tenti? Incline a quel delirio il cuore ancra? Vita, da me chiedere? E sia

Johann Wolfgang von Goethe, citazione dall Incipit del Faust Si partir dallanalisi del testo della Bibbia, in quanto pi conforme alle conoscenze di ognuno di noi, partendo dal presupposto che questo documento avr maggior diffusione in Italia. Gli argomenti che si passer qui di seguito ad esporre, comunque, sono validi per ogni testo sacro di qualsivoglia religione, in quanto la loro struttura praticamente identica a quella del testo sacro cristiano. La Bibbia, come tutti i testi sacri, caratterizzata dal fatto di essere progettata piuttosto bene. E infatti costruita in modo da esporre i propri contenuti facendo in modo che essi si auto convalidino o si diano credibilit vicendevolmente seguendo una struttura circolare praticamente inespugnabile. Il processo si definisce pi o meno in questo modo:

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IL TESTO SACRO E LA PAROLA DI DIO Perch si pu asserirlo?

LA PAROLA DI DIO E VERA Come fai ad essere sicuro della divina ispirazione della Bibbia?

IL TESTO SACRO ME LO DICE Perch credi alla Bibbia?

IL TESTO SACRO E INFALLIBILE Come si pu asserirlo? Come si pu chiaramente vedere, i testi religiosi semplicemente si provano autonomamente. Dunque i testi sacri cadono in tutte quelle debolezze logiche che sono intrinseche nei ragionamenti di Petitio Principii, i ragionamenti circolari come quello sopra esposto. Questi punti deboli si riscontrano nel fatto che tutti i ragionamenti di questo tipo premettono laccettazione come veri o falsi di uno o pi elementi della speculazione senza fornire prova alcuna, ma semplicemente esponendo le logiche conseguenze di tale accettazione. In questo specifico caso si possono individuare evidenti punti deboli in particolare su due anelli della catena; passeremo dunque ad evidenziarli.

LA BIBBIA E LA PAROLA DI DIO.

Isolando questo argomento dalla catena, esso risulta indubbiamente piuttosto debole. Nessuno pu affermare che la Bibbia sia stata ispirata da Dio, anche perch il produrre prove a favore di ci, qualunque esse possano essere, sarebbe estremamente complicato; il fatto che su questo argomento si possa solo speculare lo rende estremamente osceno da presentare in una discussione tra persone civili. E questo il cardine di tutto, la premessa che deve essere implicitamente accettata come vera per dare senso al ragionamento.

LA BIBBIA E INFALLIBILE.

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Affermare che un testo scritto pi di 2000 anni fa da autori dallident it ignota, in una lingua arcaica e molto complessa, laramaico, che nel corso dei secoli stato modificato molte volte, che ad oggi tradotto in centinaia di lingue e versioni diverse a partire dalle traduzioni in greco ed ebraico delloriginale, a loro volta effettuate da autori sconosciuti ed inaffidabili, sia la presunta, infallibile, parola di Dio perfettamente inalterata sembra un po troppo pretenzioso , anche volendo considerare il fatto che la presunta perfetta parola di Dio fu dettata a degli imperfetti esseri umani.

Come si pu vedere, dunque, qualunque argomento tratto dalla Bibbia automaticamente invalidato dal fatto stesso che tratto dalla Bibbia, in quanto non si possono usare concetti che si provano da soli in un qualunque dibattito che, in quanto tale, richiede rispetto per le capacit intellettive dellavversario, che di certo non dimostrato facendo uso di queste dispregevoli tautologie.

La Scommessa su Dio.

[...] Valutiamo questi due casi: se vincete, vincete tutto, se perdete non perdete nulla. Scommettete, dunque, che Dio esiste, senza esitare.[...]

Blaise Pascal

Un argomento molto interessante a favore del credere in un Dio stato elaborato dal famoso filosofo francese Blaise Pascal nel XVII secolo. In pratica Pascal sostiene che il credere in un Dio sia conveniente, in quanto: 1) Se si crede in Dio e poi Dio effettivamente esiste (contro ogni prova fino ad ora fornita), allora si guadagna la beatitudine eterna. 2) Se si crede in Dio e poi Dio non esiste, allora si ha rinunciato ai piaceri materiali e non si ha perso nulla in termini metafisici.

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3) Se non si crede in Dio e poi Dio esiste, allora si perde tutto. 4) Se non si crede in Dio e poi Dio non esiste, allora non si ha perso nulla. A questa scommessa si possono opporre alcuni argomenti: 1) E orribilmente e spudoratamente utilitaristica. Se voi, lettori, foste Dio, non vi arrabbiereste se qualcuno credesse nella vostra esistenza solo per convenienza e non per fede convinta? 2) Essenzialmente, costituisce la via di fuga dei codardi. 3) E valida solo se i piaceri materiali sono considerati poco o per nulla importanti. Questo poteva valere forse per Pascal, ma non detto che sia un pensiero condiviso da tutti. In caso ci si ritroverebbe ad aver rinunciato a tutto per nulla!

Indottrinamento e dogmatismo: dittature, totalitarismi e religioni.


E in questo caso se c' un regime totalitario totalitario di fatto e di diritto il regime della Chiesa, perch l'uomo appartiene totalmente alla Chiesa, deve appartenerle, dato che l'uomo la creatura del buon Dio [...]. E il rappresentante delle idee, dei pensieri e dei diritti di Dio non che la Chiesa. Allora la Chiesa ha veramente il diritto e il dovere di reclamare la totalit del suo potere sugli individui: ogni uomo, tutto intero, appartiene alla Chiesa, perch tutto intero appartiene a Dio.

Pio XI

La scuola [...] di natura sua istituzione sussidiaria e complementare della famiglia e della Chiesa [...] tanto da poter costituire, insieme con la famiglia e la Chiesa un solo santuario, sacro all'educazione cristiana.

Pio XI

E davvero sconcertante pensare al fatto che per far s che gli uomini imparino a comportarsi moralmente si debba usare la costrizione delle religioni.

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E per ancora pi grottesco il fatto che i dettami di queste religioni vengano insegnati in maniere violente e lesive della libera espressione di pensiero altrui. Proprio come in una dittatura di stampo totalitaristico, la religione viene insegnata alla gente sin da giovanissimi, proprio quando la psiche pi impressionabile e vulnerabile e il soggetto non ha sviluppato ancora la cultura necessaria per resistere ad un tentativo di propaganda come quello vergognosamente perpetrato dai coloro che tengono lezioni di catechismo nelle scuole cattoliche o in parrocchia. Questo modus operandi della religione ha un semplice scopo: prendere i giovani e inculcargli con violenza psicologica gli oppressivi ed assurdi dettami delle religioni per poter cos creare un essere umano che, in et adulta, creder ciecamente nella divinit giusto perch stato portato, in modi e maniere che violano la libert di pensiero e quindi i diritti umani basilari, a credervi, e a pensare che nessuna altra spiegazione possa essere accettata come valida, di essere sempre e comunque nel giusto. Questo fatto assolutamente inaccettabile: non solo perch dei bambini vengono indottrinati, ma anche perch provoca situazioni in cui, abbracciato lateismo, si commette un suicidio sociale , in quanto si verrebbe isolati dalla comunit dei credenti e quindi, probabilmente, da amici e soprattutto parenti. Nulla di tanto orribile dovrebbe accadere nel XXI secolo, vergognoso ed aberrante che i religiosi facciano questo: dovrebbero essere tutti arrestati per violazione dei diritti delluomo e condannati. Per porre fine a questo grottesco plagio di menti si dovrebbe proibire categoricamente linsegnamento delle dottrine religiose nelle scuole e in ogni dove e fare in modo che lindividuo vi entri in contatto solo e soltanto dopo aver sviluppato una sua propria affidabile capacit di considerazione e di dibattito, dopo, cio, aver acquisito la cultura filosofica necessaria per formarsi. Da sempre i papi sono stati contrari a tutto questo: come si evince anche dalle citazioni di Pio XI riportate ad inizio capitolo, la Chiesa progetta un mondo in cui ogni essere umano soggetto ad uno spietato plagio, crede fermamente e ciecamente in Dio e rispetta, venera la Chiesa cattolica quale Sua istituzione in terra e il papa come Suo rappresentante corporeo. A riprova di ci si adduce il fatto che tutti i papi che si sono succeduti alla guida della Grande Chiesa s.p.a., specialmente negli ultimi 50 anni, hanno mostrato una fortissima avversione per quellelemento del pensiero filosofico umano che ci impedisce di cadere tutti schiavi di norme etiche oppressive e di assurde cose quali il fascismo clericale auspicato dai pontefici: il relativismo. Sarebbe altres comodo per un qualunque aspirante dittatore poter imporre sul buon senso e sui ragionamenti una morale o una regola valida universalmente ed universalmente riconosciuta giusta e immutabile: da questa realt ci salva il relativismo.

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Poter affermare limpossibilit della efficace formulazione di un codice etico universale ci che ci tiene lontani dallinstaurazione del cattofascismo di cui prima. I papi, invece, optano per una visione del mondo epurata dal relativismo, in cui un codice etico universale possa regnare sovrano sulle menti degli uomini ed estendersi ad ogni casistica senza limitazioni o modificazioni di sorta, sostenendo che il relativismo rappresenta una grave minaccia per lumanit in quanto, appunto, non permette lunificazione dei pensieri in un qualcosa di unico. Ci in effetti vero in parte, nel senso che la formulazione di qualunque ipotesi che pretenda di avere valore universale quasi impossibile dato che il relativismo pu far sorgere problemi su ogni fronte, ma esso anche uneccelsa e suprema fonte di verit. Si pu in effetti considerare il relativismo del sapere come una sorta di sbarramento della ragione ad una imposizione di pensiero violenta ed unottima prova di civilt : dal momento che impossibile, come molte volte gi detto, applicare un regolamento universale valido, il relativismo stimola la ricerca delle leggi e delle norme pi giuste che sia possibile formulare, in quanto per poter essere applicate devono superare tutte le controversie che possono sorgere in merito alle varie casistiche: se una legge supera questo formidabile sbarramento, essa assurge al rango di legge universale e giustissima, in quanto nessun argomento ragionevole, nessun caso, nessun individuo potr mai dirla ingiusta o incompleta, cosa che per, data la differenza di culture tra i popoli della Terra, pu essere ottenuta solo al livello locale. Ad esempio, lomicidio considerato assolutamente sbagliato in europa se non per legittima difesa, mentre nei paesi arabi la condanna a morte una punizione somministrata ampiamente. Daltra parte le persone sembrano dimenticarsi che dove non c il relativismo c la dittatura.

Citando lattuale Herr S.(ua)S.(antit), Josef Ratzinger: Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cio il lasciarsi portare "qua e l da qualsiasi vento di dottrina", appare come l'unico atteggiamento all'altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.

Da qui si comprende la visione del mondo del papa: il fondamentalismo viene visto come lunico modo giusto di aver fede nella religione, mentre il libero dibattito viene etichettato come una dittatura degli umori umani. Semplicemente uno dei tanti tentativi di dittature tentati nella storia, con una sola differenza: Stalin e Hitler hanno fatto ricorso ad ideologie che si proponevano di portare, seppure in modo discutibile, grandi benefici alla razza umana; quello del papa semplicemente istinto schiavista.

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Al miracolo!
Falso il vanto di chi pretende di possedere, all'infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verit.

Baruch Spinoza

Il volgo chiama miracoli o opere di Dio gli eventi straordinari della natura.

Baruch Spinoza

Per finire, si passer a confutare la validit del miracolo come prova dellazione di una divinit . Per fare ci, si analizzer in principio il rapporto che la religione ha tenuto nei confronti dell avanzamento della scienza nel corso della storia. Si partir dallantichit. Si potr subito notare un particolare comportamento che sar indice di tutto ci che verr. Questa peculiarit da ricercarsi in questo fenomeno: quando gli uomini erano rozzi e primitivi e le loro conoscenze del mondo fisico non erano minimamente sufficienti a spiegare i meccanismi di accensione di un semplice fuoco da campo, figurarsi per spiegare lorigine di morbi, calamit naturali e stranezze astronomiche come le orbite dei pianeti, si ricorreva al solo strumento che, per luomo di allora, avrebbe potuto dare un senso a tutto quel mare di fenomeni sconosciuti e spesso letali: la religione. Si nota per che col progredire della scienza il ruolo della religione nella nostra comprensione del mondo diminuisce: come se la religione fosse un collante per i buchi nel sapere razionale dellessere umano, e pi la scienza espande inesorabilmente le sue frontiere pi il ruolo del collante diminuisce. Dunque, riprendendo la citazione di Spinoza allinizio del capitolo, lessere umano chiama miracoli quei fenomeni naturali che attualmente la scienza non riesce a spiegare. Non mancano , a supporto di ci, esempi.

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Ad esempio, un miracolo che a Napoli molto celebrato, quello che ha a che vedere con la coagulazione e la liquefazione del presunto sangue di San Gennaro conservato in unampolla, stato riprodotto in laboratorio utilizzando un colloide formato da sostanze molto comuni nel medioevo, lidrossido di ferro e il carbonato di calcio, che sono in pratica i pigmenti rossi e bianchi che si usavano in pittura allepoca, ed in particolare il primo era reperibile puro sul Vesuvio, il secondo semplicemente polvere di marmo. Questa particolare soluzione solida se lasciata a riposo, e diviene liquida quando agitata, proprio la procedura che caratterizza il rituale cattolico che si svolge nella chiesa di Santa Chiara. Le stigmate, altro grandioso esempio di miracolo, sono un tipo peculiare di ferita che pu essere facilmente riprodotta esponendo il corpo umano ad una soluzione di acido fenico sufficientemente concentrata. Lacido fenico causa ustioni che molto difficilmente si rimarginano e che causano perdite di materiale ematico anche per settimane. C poi il caso della Sindone di Torino, che si credeva fosse il panno funerario originale usato per il corpo di Cristo dopo la crocifissione, rivelatosi poi, allesame del carbonio-14, una semplice opera di epoca medioevale risalente ad un periodo compreso tra il 1260 e il 1390 che stata anche riprodotta da uno scienziato torinese applicando pigmento liquido a base di ocra rossa su di un panno di lino e cuocendolo in forno. Da tutti questi esempi si deduce che solo questione di tempo prima che la scienza solva i misteri che la religione chiama miracoli e che assolutamente ridicolo identificarli come prove di una azione divina.

Epilogo

In conclusione, alla luce di tutte le prove presentate, la visione atea del mondo risulta lunica corrispondente a verit fino a prova

contraria.

ASDC
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