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Lorenzo Piersantelli

Le riviste letterarie italiane dal 1815: il sorgere negli intellettuali dello spirito unitario nazionale

Il 1815 ricordato come lanno del Congresso di Vienna, in cui i plenipotenziari riunitisi a Vienna, purtroppo per i loro sudditi, erano dellidea che il mondo potesse tranquillamente continuare sulla via del dispotismo assoluto e della societ per ceti. Le scelte che quindi compirono, ovvero ignorare il nascente nazionalismo ed ignorare le richieste di un sistema costituzionale; con leccezione della Francia, dove il nuovo re Luigi XVIII concesse una costituzione moderata nel 1814, e della Gran Bretagna che aveva una costituzione, la Magna Charta, sin dal medioevo e un sistema parlamentare gi altamente evoluto; condussero nel trentennio successivo a una sequela di rivolte, rivoluzioni e vere e proprie guerre civili in quasi tutti i paesi europei. Ma il 1815 un anno fondamentale anche per gli intellettuali italiani: sotto lappoggio politico-conservatore dellImpero dAustria venne fondata la Biblioteca italiana, cio un nuovo giornale inteso come potenziale punto dincontro dei pi prestigiosi intellettuali italiani e che aveva lo scopo di catturare il consenso di un pubblico sempre pi vasto possibile. I fondatori avevano lambizione di essere un organo della cultura nazionale, puntando principalmente sulladozione di ununit linguistica basata sulluso di un lessico proprio delle arti, delle lettere e delle scienze, e cercando un sempre pi vivo riscontro nella tradizione religiosa e nelle tradizioni popolari. Ma in questo ultimo aspetto, la Biblioteca italiana mostr fin da subito una pecca che divenne sempre pi marcata: ovvero lassenza di lunghe descrizioni riassuntive delle opere fresche di stampa, destinando cos certe news ad una cerchia piuttosto elitaria. E per necessario evidenziare come, parallelamente alla matrice ideologica conservatrice ed in particolare negli anni tra il 1816 ed il 1841, non passava in secondo piano lipotesi di identit nazionale esaltata dalla Rivoluzione e certamente non oscurata dalla Restaurazione, il tutto grazie alla collaborazione di intellettuali che negli anni a venire saranno attivamente presenti nei movimenti liberali patriottici. Un simile atteggiamento si era manifestato allinterno del Giornale dellImperiale Reale Istituto Lombardo, durato nel periodo 1842 1859, in cui, al pericolo iniziale di un restringimento culturale di geografia regionale, affiancava lesaltazione di un atteggiamento sempre pi diffuso nella Milano di allora: lambiguit tra il rispetto della tradizione locale ed un crescente desiderio di rinnovamento unitario dellItalia del XIX secolo. Le due due riviste qui analizzate sono state soltanto la spinta iniziale ad un fiorire di questa diffusione di cultura estesa a pi discipline, ne un ben noto esempio Il

Conciliatore, che dur dal 3 Settembre 1818 al 2 Ottobre 1819, di chiara ispirazione illuministica e trait d union tra i due diversi pensieri politico-culturali che regnavano nella cittadinanza: il romanticismo, prima milanese e poi italiano, che divenne la sorgente da cui nacque il patriottismo e latteggiamento anti austriaco, e quello conservatore, che vedeva ancora la celebrazione della letteratura straniera quale fondamento filo-austriaco. Da questa brevissima e forse fin troppo schematica analisi emerge un importante aspetto: certamente influenzata dalle conseguenze del Congresso di Vienna e, prima ancora, dalle varie guerre che avevano martoriato lEuropa e quindi anche lItalia, la cultura italiana cavalcava questa onda di incertezza ideologica nata dalla fine di unepoca e lavvento di un rinnovato spirito unitario e proprio la stampa ne era la massima espressione.