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H.H.

Vaughan e la sempre pi attuale definizione di attivit storica

H.H. Vaughan, Professore di Storia a Oxford a cavallo con la met del 1800, uno dei nomi pi considerati dagli studiosi ed appassionati della storiografia dellet contemporanea, attenendosi ovviamente alla teoria convenzionale che attribuisce linizio dellet contemporanea dal 1815, anno del Congresso di Vienna. Nel 1848, Vaughan fu il primo che diede la definizione divenuta poi definitiva del mestiere di storico, indicandolo come colui per cui il problema centrale dovrebbe essere la scoperta dei cambiamenti critici nella condizione della societ. Emergono pertanto due aspetti che caratterizzano da sempre il pensiero di H.H. Vaughan: in primis, lenfasi posta sul cambiamento e non sulla descrizione statica degli atteggiamenti sociale; inoltre, la natura del cambiamento non definita come ricorrente o periodica, come nel caso delle scienze naturali o sociali, ma critica, ovvero presumibilmente unica. Quale conseguenza logica a tale elaborazione di pensiero, Vaughan riusc anche a modernizzare il concetto di oggetto della storia, individuandolo nei termini pi ampi, addentrandosi cos a fondo nella storia popolare, sociale e culturale: inutile negare il notevole successo che guadagn nella corrente dei nuovi storici da lui originata. Esistono istituzioni, leggi, consuetudini, gusti, tradizioni, credenze, convinzioni, magistrature, feste, passatempi, cerimonie e altri elementi di organizzazione sociale di questo genere che si distinguono, sia sul piano concettuale che su quello dei fatti, dalla condizione di unit nazionale pronunciava a gran voce durante i suoi convegni, rimarcando come il contenuto della storia andasse ben oltre levoluzione politica dello Stato nazionale, fino ad inglobare la pi vasta gamma possibile di fenomeni socioculturali. Arriv perfino a dichiarare senza mezzi termini il suo forte scetticismo verso la storia scritta esclusivamente in termini istituzionali, definendola perfino un approccio fuorviante per la percezione dei cambiamenti avvenuti nel tempo. Le istituzioni avevano quindi la grande componente negativa di conservare il nome, ma di mutare la loro qualit, ovvero, pur mantenendo la tipologia della struttura originaria, esercitano poteri obsoleti. E fin troppo facile notare come questo pensiero di demolizione della storia istituzionale sia anche uno dei cardini dei movimenti rivoluzionari che si intensificarono nei decenni a venire: il malcontento e limpossibilit di rappresentazione della cittadinanza da parte delle istituzioni, la loro distanza dal quotidiano. Ed proprio nellattualit di questa sua tesi che sta la grandezza del pensiero storico di H.H. Vaughan.