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Elezioni in Italia

Politiche ed europee

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Indice
Voci
Premessa Calendario delle elezioni in Italia 1 2 7 7 13 21 27 32 37 42 48 54 59 62 64 69 74 78 84 111 129 129 131 133 134 136 139 142

Elezioni politiche
Elezioni politiche italiane del 1946 Elezioni politiche italiane del 1948 Elezioni politiche italiane del 1953 Elezioni politiche italiane del 1958 Elezioni politiche italiane del 1963 Elezioni politiche italiane del 1968 Elezioni politiche italiane del 1972 Elezioni politiche italiane del 1976 Elezioni politiche italiane del 1979 Elezioni politiche italiane del 1983 Elezioni politiche italiane del 1987 Elezioni politiche italiane del 1992 Elezioni politiche italiane del 1994 Elezioni politiche italiane del 1996 Elezioni politiche italiane del 2001 Elezioni politiche italiane del 2006 Elezioni politiche italiane del 2008

Elezioni europee
Elezioni europee del 1979 Elezioni europee del 1984 Elezioni europee del 1989 Elezioni europee del 1994 Elezioni europee del 1999 Elezioni europee del 2004 Elezioni europee del 2009

Note
Fonti e autori delle voci Fonti, licenze e autori delle immagini 151 153

Licenze della voce


Licenza 156

Premessa

Premessa
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Premessa

Note
[1] http:/ / it. wikipedia. org [2] http:/ / creativecommons. org/ licenses/ by-sa/ 3. 0/ [3] A causa di un problema tecnico, la licenza di alcune immagini potrebbe risultare sconosciuta ("unknown"). Alcune di queste immagini potrebbero non essere utilizzabili al di fuori del sito di Wikipedia. Si consiglia di scaricare il libro in formato ODT per rimuovere i contenuti non liberi e correggere tali licenze. [4] http:/ / it. wikipedia. org/ wiki/ WP:General_disclaimer

Calendario delle elezioni in Italia


Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni regionali in Italia

Tornata generale: 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010

Elenco delle elezioni politiche, europee, regionali e amministrative svoltesi in Italia dal 1946 ad oggi.

Calendario delle elezioni in Italia

Elezione dell'Assemblea Costituente


2 giugno 1946: Elezioni politiche italiane del 1946

Elezioni del Parlamento Italiano


Elezioni per la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica. 1. 18 aprile 1948: Elezioni politiche italiane del 1948 2. 7 giugno 1953: Elezioni politiche italiane del 1953 3. 25 maggio 1958: Elezioni politiche italiane del 1958 4. 28 aprile 1963: Elezioni politiche italiane del 1963 5. 19 maggio 1968: Elezioni politiche italiane del 1968 6. 7 maggio 1972: Elezioni politiche italiane del 1972 7. 20 giugno 1976: Elezioni politiche italiane del 1976 8. 3 giugno 1979: Elezioni politiche italiane del 1979 9. 26 giugno 1983: Elezioni politiche italiane del 1983 10. 14 giugno 1987: Elezioni politiche italiane del 1987 11. 5 aprile 1992: Elezioni politiche italiane del 1992 12. 13. 14. 15. 16. 27-28 marzo 1994: Elezioni politiche italiane del 1994 21 aprile 1996: Elezioni politiche italiane del 1996 13 maggio 2001: Elezioni politiche italiane del 2001 9-10 aprile 2006: Elezioni politiche italiane del 2006 13-14 aprile 2008: Elezioni politiche italiane del 2008

Elezioni del Parlamento Europeo


1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 10 giugno 1979: Elezioni europee del 1979 17 giugno 1984: Elezioni europee del 1984 18 giugno 1989: Elezioni europee del 1989 12 giugno 1994: Elezioni europee del 1994 13 giugno 1999: Elezioni europee del 1999 12-13 giugno 2004: Elezioni europee del 2004 6-7 giugno 2009: Elezioni europee del 2009

Elezioni dei Consigli Regionali


Regioni a statuto ordinario
Sono interessate 15 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto. 7 giugno 1970: Elezioni regionali italiane del 1970 15 giugno 1975: Elezioni regionali italiane del 1975 8 giugno 1980: Elezioni regionali italiane del 1980 12 maggio 1985: Elezioni regionali italiane del 1985 6 maggio 1990: Elezioni regionali italiane del 1990 23 aprile 1995: Elezioni regionali italiane del 1995

16 aprile 2000 (in Molise le elezioni furono poi invalidate): Elezioni regionali italiane del 2000 11 novembre 2001 (solo Molise): Elezioni regionali in Molise del 2001 3-4 aprile 2005 (escluso Molise; in Basilicata si votato il 17-18 aprile): Elezioni regionali italiane del 2005

Calendario delle elezioni in Italia 5-6 novembre 2006 (solo Molise): Elezioni regionali in Molise del 2006 14-15 dicembre 2008 (solo Abruzzo): Elezioni regionali in Abruzzo del 2008 28-29 marzo 2010 (esclusi Abruzzo e Molise): Elezioni regionali italiane del 2010 16-17 ottobre 2011 (solo Molise): Elezioni regionali in Molise del 2011

Friuli-Venezia Giulia
10 maggio 1964: Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 1964 26 maggio 1968: Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 1968 17 giugno 1973: Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 1973 25 giugno 1978: Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 1978 26 giugno 1983: Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 1983 26 e 27 giugno 1988: Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 1988 6 giugno 1993: Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 1993 14 giugno 1998: Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 1998 8 giugno 2003: Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 2003 13 e 14 aprile 2008: Elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 2008

Sardegna
8 maggio 1949: Elezioni regionali in Sardegna del 1949 14 giugno 1953: Elezioni regionali in Sardegna del 1953 16 giugno 1957: Elezioni regionali in Sardegna del 1957 18 giugno 1961: Elezioni regionali in Sardegna del 1961 13 giugno 1965: Elezioni regionali in Sardegna del 1965 15 giugno 1969: Elezioni regionali in Sardegna del 1969 16 giugno 1974: Elezioni regionali in Sardegna del 1974 17 giugno 1979: Elezioni regionali in Sardegna del 1979 24 giugno 1984: Elezioni regionali in Sardegna del 1984 11 giugno 1989: Elezioni regionali in Sardegna del 1989 12 e 26 giugno 1994[1]: Elezioni regionali in Sardegna del 1994 13 e 27 giugno 1999[1]: Elezioni regionali in Sardegna del 1999 12 e 13 giugno 2004: Elezioni regionali in Sardegna del 2004 15 e 16 febbraio 2009: Elezioni regionali in Sardegna del 2009

[1] 1 turno e ballottaggio

Sicilia
Elezioni per l'Assemblea Regionale Siciliana: 20 aprile 1947: Elezioni regionali in Sicilia del 1947 3 giugno 1951: Elezioni regionali in Sicilia del 1951 5 giugno 1955: Elezioni regionali in Sicilia del 1955 7 giugno 1959: Elezioni regionali in Sicilia del 1959 9 giugno 1963: Elezioni regionali in Sicilia del 1963 11 giugno 1967: Elezioni regionali in Sicilia del 1967 13 giugno 1971: Elezioni regionali in Sicilia del 1971 20 giugno 1976: Elezioni regionali in Sicilia del 1976

21 giugno 1981: Elezioni regionali in Sicilia del 1981 22 giugno 1986: Elezioni regionali in Sicilia del 1986

Calendario delle elezioni in Italia 16 giugno 1991: Elezioni regionali in Sicilia del 1991 16 giugno 1996: Elezioni regionali in Sicilia del 1996 Elezioni per l'Assemblea Regionale Siciliana e il presidente della Regione Siciliana: 24 giugno 2001: Elezioni regionali in Sicilia del 2001 28 maggio 2006: Elezioni regionali in Sicilia del 2006 13 e 14 aprile 2008: Elezioni regionali in Sicilia del 2008 28 e 29 ottobre 2012: Elezioni regionali in Sicilia del 2012

Trentino-Alto Adige
28 novembre 1948: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1948 16 novembre 1952: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1952 11 novembre 1956: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1956 6 novembre 1960: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1960 15 novembre 1964: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1964 17 novembre 1968: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1968 18 novembre 1973: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1973 19 novembre 1978: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1978 20 novembre 1983: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1983 20 novembre 1988: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1988 21 novembre 1993: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1993 22 novembre 1998: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 1998 26 ottobre 2003: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 2003 26 ottobre e 9 novembre 2008: Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 2008

Valle d'Aosta
24 aprile 1949: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1949 14 novembre 1954: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1954 17 maggio 1959: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1959 27 ottobre 1963: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1963 21 aprile 1968: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1968 10 giugno 1973: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1973 25 giugno 1978: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1978 26 giugno 1983: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1983 26 e 27 giugno 1988: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1988 6 giugno 1993: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1993 31 maggio 1998: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 1998 8 giugno 2003: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 2003 25 maggio 2008: Elezioni regionali in Valle d'Aosta del 2008

Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni amministrative italiane


Elezioni provinciali
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 12-13 giugno 2004: Elezioni provinciali del 2004 3-4 aprile 2005: Elezioni provinciali del 2005 28-29 maggio 2006: Elezioni provinciali del 2006 27-28 maggio 2007: Elezioni provinciali del 2007 13-14 aprile 2008: Elezioni provinciali del 2008 6-7 giugno 2009: Elezioni provinciali del 2009 28-29 marzo 2010: Elezioni provinciali del 2010 15-16 maggio 2011: Elezioni provinciali del 2011

Elezioni comunali
1. 2. 3. 4. 25-26 maggio 2003: Elezioni comunali del 2003 12-13 giugno 2004: Elezioni comunali del 2004 3-4 aprile 2005: Elezioni comunali del 2005 28-29 maggio 2006: Elezioni comunali del 2006

5. 27-28 maggio 2007: Elezioni comunali del 2007 6. 13-14 aprile 2008: Elezioni comunali del 2008 7. 6-7 giugno 2009: Elezioni comunali del 2009 8. 28-29 marzo 2010: Elezioni comunali del 2010 9. 15-16 maggio 2011: Elezioni comunali del 2011 10. 6-7 maggio 2012: Elezioni comunali del 2012

Voci correlate
Elenco delle consultazioni referendarie

Elezioni politiche
Elezioni politiche italiane del 1946
Elezioni politiche del 1946 Italia

Assemblea Costituente Governi: De Gasperi II (1946-1947) De Gasperi III (1947) De Gasperi IV (1947-1948)

Precedenti 1934 Successive 1948

Le elezioni politiche del 2 giugno 1946, furono le prime elezioni della storia italiana dopo il periodo di dittatura fascista, che aveva interessato il paese nel ventennio precedente. Ebbero diritto di voto tutti gli italiani, maschi e, per la prima volta, femmine, di almeno 21 anni d'et. Gli aventi diritto al voto rappresentavano il 61,4% della popolazione. Si vot per la proclamazione di un'Assemblea Costituente che avrebbe dato origine al nuovo corso istituzionale del Paese.
Calendario delle elezioni in Italia

Agli elettori furono consegnate insieme la scheda del referendum per la scelta fra Monarchia e Repubblica (referendum istituzionale) e quella per l'elezione dei 556 deputati dell'Assemblea Costituente, cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale, come stabilito con il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 151 del 25 giugno 1944.

Elezioni politiche italiane del 1946 Il meccanismo elettorale era proporzionale a liste concorrenti in 32 collegi elettorali plurinominali. La legge elettorale prevedeva l'elezione di 573 deputati, ma le elezioni non si poterono svolgere in Alto Adige (sotto amministrazione alleata), in Venezia Giulia (sotto amministrazione alleata e jugoslava) non sotto la piena sovranit italiana, ma si svolsero nei comuni (allora piemontesi poi passati alla Francia) di Briga Marittima e di Tenda.

Risultati elettorali
I risultati confermano la vittoria della Democrazia Cristiana, con il 35% dei voti popolari, e delle sinistre rappresentante da Partito Socialista Italiano di Unit Proletaria e Partito Comunista Italiano, che insieme raggiungono complessivamente il 40% circa dei voti popolari e confermano la tendenza elettorale dell'Italia post-bellica verso le formazioni di sinistra, che ottennero particolare consenso tra le masse operaie, mentre la DC fu votata soprattutto dalla classe media.

Composizione dell'Assemblea Costituente

La destra - rappresentata da liberali, monarchici e qualunquisti - ottenne complessivamente il 14% dei voti popolari formati da elettori critici verso il confronto tra DC e sinistre. Al centro andarono particolarmente bene i repubblicani, che sfruttarono al meglio la coincidenza con il referendum istituzionale; al contrario gli azionisti, che erano stati fra i massimi animatori della lotta partigiana (ed erano attesi ad un grosso successo), ottennero un risultato molto deludente. Risultati complessivi per l'elezione dell'Assemblea Costituente[1]:

Elezioni politiche italiane del 1946

Vittorie comune per comune (Trentino non pervenuto, l'organizzazione amministrativa della Valle d'Aosta ha reso impossibile la sua rappresentazione grafica.)

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Socialista Italiano di Unit Proletaria (PSIUP) Partito Comunista Italiano (PCI) Unione Democratica Nazionale Fronte dell'Uomo Qualunque (UQ) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Blocco Nazionale della Libert Partito d'Azione (PdAz) Movimento Indipendentista Siciliano (MIS) Partito dei Contadini d'Italia (PCd'I) Concentrazione Democratica Repubblicana (CDR) Partito Sardo d'Azione (PSdAz) Movimento Unionista Italiano (MUI) Partito Cristiano Sociale (PCS) Partito Democratico del Lavoro (DL) Movimento Nazionale per la Ricostruzione

voti 8.101.004 4.758.129 4.356.686 1.562.638 1.211.956 1.003.007 637.328 334.748 171.201 102.393 97.690 78.554 71.021 51.088 40.633 39.748

voti (%) seggi 35,21 20,68 18,93 6,79 5,27 4,36 2,77 1,45 0,74 0,44 0,42 0,34 0,31 0,22 0,18 0,17 207 115 104 41 30 23 16 7 4 1 2 2 1 1 1 0

Elezioni politiche italiane del 1946

10
36.398 30.505 30.017 29.023 24.764 22.644 [2] 21.853 21.670 14.383 12.746 12.165 11.513 11.098 10.499 10.246 10.236 8.690 8.596 6.333 5.781 5.706 5.373 5.340 5.063 4.516 4.207 4.052 3.891 3.611 2.781 2.234 1.995 1.922 1.776 985 780 683 662 23.012.561 0,16 0,13 0,13 0,13 0,11 0,10 0,09 0,09 0,06 0,06 0,05 0,05 0,05 0,05 0,04 0,04 0,04 0,04 0,03 0,03 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,004 0,003 0,003 0,003 100,00 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 556

Unione Democratica Indipendente Lavoro e Libert Alleanza Monarchica Italiana Movimento Democratico Monarchici Italiani Alleanza Repubblicana Italiana Partito del Reduce Italiano Partito Comunista Internazionalista Fronte Democratico Progressista Repubblicano (PCI-PSIUP-PdAzPRI) Concentrazione Nazionale Combattenti e Reduci Unione Combattenti, Reduci, Partigiani e Famiglie Prigionieri Partito d'Unione Nazionale Gruppo Combattenti e Indipendenti Indipendente Partito Patriottico Monarchico Rinnovatore Lega Sarda Partito Ind. Sicil. Lavoro Unione Nazionale Sinistrati di Guerra Combattenti Reduci Partigiani Movimento Lavoratori Indipendenti Lega Pacifista Italiana Indipendente Indipend. Sic. Sinis. Unione per la Rinascita del Mezzogiorno Alleanza Repubblicana Centro Politico Italiano Il Centro Italiano Unione Democratica Ind. Ll. Int. Mez. PLI Partito Laburista Italiano Partito Repubblicano-Socialista Schieramento Nazionale Partito Socialista Riformista Gruppo Politico Italiani di Sicilia, d'Africa e del Mediterraneo Movimento Garibaldino Antifascista Partigiano d'Italia Unione Comunista Internazionalista Indipendente La Giovane Italia Partito Progressista Italiano Partito Repubblicano Autonomo Confederazione Generale Femminile del Lavoro Totale

Elezioni politiche italiane del 1946

11

Analisi Territoriale del voto


La Democrazia Cristiana si impone come partito predominante nel Triveneto e nell'alta Lombardia con percentuali superiori alla maggioranza assoluta dei voti. Riscuote molto successo anche tra Lazio, Abruzzo e Campania, e nelle isole maggiori dove raggiunge consensi superiori al 40%. In linea con la media nazionale sono le percentuali del rimanente Sud Italia, del Nord Ovest, mentre sono nettamente inferiori alla media in Toscana, Emilia-Romagna, dove ottiene meno del 30%, Umbria e Marche, eccezion fatta per la Provincia di Lucca in cui raggiunge quasi la maggioranza assoluta dei voti. Il PSIUP ottiene risultati degni di nota solo nel Nord Italia mentre nel resto del Paese si ritrova in una posizione assolutamente minoritaria. particolarmente forte, con risultati superiori al 30% dei voti, tra Piemonte, Lombardia Occidentale e Meridionale, in Emilia, ma non in Romagna dove risulta piuttosto debole, in Veneto, soprattutto nelle Province di Rovigo, Venezia e Verona, e, infine, nel Friuli. Il Partito Comunista Italiano raccoglie la maggior parte dei suoi consensi in Emilia-Romagna e Toscana dove ottiene tra il 35-40% dei voti. Riscuote un discreto successo anche in Piemonte, Liguria, Umbria, Marche, nella bassa Lombardia e sulla costa Veneta con risultati tra il 25 e il 35%. Nel resto del Paese non riesce a superare il 15% dei voti, trovando molta difficolt soprattutto nel Triveneto, e nel Sud Italia. L'Unione Democratica Nazionale trova consenso soprattutto nel Sud Italia, superando il 10% dei voti in Calabria, Puglia e Sicilia, il 20% in Campania e Basilicata e, addirittura, il 30% nella Provincia di Benevento. Il Fronte dell'Uomo Qualunque, pur non presentandosi in tutte le circoscrizioni ottiene un discreto successo, soprattutto nel Sud Italia, da cui vengono la maggior parte dei suoi consensi. In Sardegna, Sicilia e Campania ottiene pi del 10% dei voti, con pi del 15% nelle province di Napoli e Bari. Risultati conformi alla media nazionale nel Centro Italia grazie all'ottima prestazione nella Provincia di Roma dove ottiene pi dell'8% dei voti. Nel Nord Italia i risultati sono inferiori alla media nazionale ma si registrano buone percentuali nelle grandi citt come Milano e Bologna. Il Partito Repubblicano Italiano si trova risultati che lo radicano fortemente nel Centro Italia, specialmente in Romagna, Marche, Lazio e Umbria dove viaggia sopra il 15%. Altre zone forti sono la costa toscana, soprattutto nelle province di Grosseto e Massa Carrara, e la Provincia di Trapani. Fonte: Ministero dell'Interno [3]

Galleria

Democrazia Cristiana

Partito Socialista di Unit Proletaria

Partito Comunista Italiano

Unione Democratica Nazionale

Elezioni politiche italiane del 1946

12

Fronte dell'Uomo Qualunque

Partito Repubblicano Italiano

Blocco Nazionale della Libert

Distacco tra primo e secondo partito.

Risultati elettorali.

Situazione dei seggi parlamentari nel 1946.

Note
[1] ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI - Assemblea costituente 02/06/1946 (http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=A& dtel=02/ 06/ 1946& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S) [2] Presente solo in Valle d'Aosta. [3] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=A& dtel=02/ 06/ 1946& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S

Collegamenti
Elezioni amministrative italiane del 1946

Elezioni politiche italiane del 1948

13

Elezioni politiche italiane del 1948


Elezioni politiche del 1948 Italia I Legislatura Governi: De Gasperi V (1948-1950) De Gasperi VI (1950-1952) De Gasperi VII (1952-1953)

Precedenti 1946 (A.C.) Successive 1953

Calendario delle elezioni in Italia

Le elezioni politiche del 1948 si tennero il 18 aprile. Costituirono la seconda consultazione elettorale a suffragio universale, dopo quella del 1946. La Democrazia Cristiana si aggiudic la maggioranza relativa dei voti e quella assoluta dei seggi, caso unico nella storia della Repubblica[1]. Il partito guidato da Alcide De Gasperi ottenne oltre 4,6 milioni di voti in pi e un balzo del 13% rispetto alle elezioni della Costituente, diventando il punto di riferimento per l'elettorato anticomunista. Rilevante la sconfitta del Fronte Democratico Popolare, lista che comprendeva sia il PCI che il Partito Socialista Italiano. Con il 31% dei voti, i due partiti di sinistra ottennero insieme meno voti di quanti ne conquistarono separatamente nel 1946. Le elezioni del 1948 furono notevolmente influenzate dalle questioni internazionali. La Guerra Fredda e la divisione del mondo in sfere d'influenza avevano una grossa ripercussione sull'Italia. Le elezioni furono importanti perch fissarono per lungo tempo alcuni capisaldi della Repubblica italiana: il pluralismo polarizzato che prevedeva una DC sempre vincente; l'esclusione dei comunisti da ogni governo; l'adesione dell'Italia al blocco occidentale; la forte appartenenza ideologica; la presenza di forti partiti di massa; l'adesione a due concezioni della societ oltre che a dei meri partiti politici; la bassa mobilit elettorale; il sistema elettorale proporzionale puro; una mappa geopolitica che vedeva le sinistre forti nel centro-nord, la DC nel Triveneto e le destre al Sud; la contrapposizione comunismo-anticomunismo; la trasformazione dell'avversario politico in nemico da delegittimare; l'influenza pi o meno marcata delle gerarchie ecclesiastiche nella politica. Per vastit della mobilitazione, numero di votanti, importanza della posta in gioco, le elezioni del 1948 segnano un unicum nella storia delle consultazioni elettorali italiane.

Elezioni politiche italiane del 1948

14

La campagna elettorale
Il clima di collaborazione che aveva animato le forze politiche in seguito alla Liberazione era stato presto sostituito da una violentissima contrapposizione ideologica, esacerbata dal contesto internazionale. Nel 1947, il presidente del Consiglio De Gasperi si rec negli Stati Uniti d'America, ottenendo dal presidente Truman l'assicurazione di poderosi aiuti economici per la ricostruzione del Paese. Il deficit statale era ingente, il carovita non permetteva a buona parte della popolazione una vita dignitosa, la guerra aveva distrutto edifici e infrastrutture. Il Piano Marshall divenne cos un eccellente argomento propagandistico: esaltato dalla DC, fortemente osteggiato dalle sinistre, esso fu subordinato all'emarginazione dei comunisti dal governo De Gasperi, che allora comprendeva ancora i partiti membri del Cln. Dopo pochi mesi, il leader della DC form un esecutivo che non prevedeva alcun membro del PCI e del PSI. Lo scontro si spost ben presto nelle piazze, con scioperi e proteste in diverse occasioni cui seguirono le ferme risposte del governo che non potevano non rendere ancora pi crudo lo scontro in atto. PCI e PSI decisero di fondare un'alleanza elettorale, presentando liste comuni: era nato il Fronte Popolare. L'ala destra del PSI si un al PSLI (nato dalla cosiddetta "scissione di Palazzo Barberini" nel '47) nella lista Unit Socialista, mentre monarchici e liberali si unirono nel Blocco Nazionale. La Chiesa cattolica intervenne direttamente nella contesa con l'istituzione dei Comitati Civici, fondati da Luigi Gedda su suggerimento di papa Pio XII. La fede gioc un ruolo rilevante nella campagna elettorale, e fu probabilmente un potente fattore di mobilitazione per i cattolici non interessati alla dialettica politica. La mobilitazione fu ingente. Centinaia di migliaia furono i militanti che in ogni parte d'Italia organizzavano comizi, affiggevano manifesti (quelle del '48 furono le prime elezioni in cui divenne rilevante il ruolo della propaganda cartellonistica), praticavano proselitismo convincendo casa per casa gli elettori indecisi. L'esito delle elezioni fu favorevole alla Democrazia Cristiana. La propaganda anticomunista, gli aiuti economici americani, il ruolo della fede, l'adesione ad un sistema democratico occidentale piuttosto che a uno socialista avevano avuto la meglio. Dando prova di intelligenza politica, al fine di non inimicarsi altri settori dello scacchiere politico, De Gasperi scelse di non costituire un governo monocolore democristiano, pur avendone i numeri, ma di avvalersi dei partiti minori che lo avevano appoggiato nei precedenti esecutivi: PRI, PLI e PSDI. La fase del centrismo, inaugurata pochi mesi prima, prendeva definitivamente avvio.

Elezioni politiche italiane del 1948

15

Risultati elettorali

Distribuzione geografica del voto 1948 per la Camera.

totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 29.117.270

percentuale (%)

26.855.741 92,2 (su n. elettori) 26.264.452 97,8 (su n. votanti) 591.289 164.392 2,2 (su n. votanti) 0,6 (su n. votanti)

Camera dei deputati


totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 29.117.270 26.855.741 92,2 (su n. elettori) 26.264.452 97,8 (su n. votanti) 591.289 164.392 2,2 (su n. votanti) 0,6 (su n. votanti) percentuale (%)

Elezioni politiche italiane del 1948

16

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Fronte Democratico Popolare (FDP) Unit Socialista (US) Blocco Nazionale (BN) Partito Nazionale Monarchico - Alleanza Democratica Nazionale del Lavoro (PNM-ADNL) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Movimento Sociale Italiano (MSI) Sdtiroler Volkspartei (PPST-PPTT) Partito dei Contadini d'Italia Partito Cristiano Sociale Partito Sardo d'Azione (PSd'Az) Movimento Nazionale per la Democrazia Sociale Unione Movimenti Federalisti Blocco Popolare Unionista Partito Comunista Internazionalista Fronte Democratico Progressista Repubblicano Concentrazione Nazionale Combattenti Uniti Partito Demolaburista Italiano Partito Democratico Indipendente dei Pensionati Partito Indipendente dei Contadini Fronte Democratico degli Italiani Gruppo Politico La Destra Associazione Nazionale Congiunti Dispersi in Guerra Partito Patria e Libert Concentrazione Rurali ed Indipendenti Valle d'Aosta Fronte Antibolscevico Italiano Unione Socialista Indipendente Raggruppamento Popolare Italiano Fronte Unico Anticomunista - Risveglio Nazionale Maglio Confederazione Italiana Liberi Sindacati Movimento Unit d'Italia Movimento Nazionale Sinistrati e Danneggiati di Guerra Lega Sarda Movimento Cattolico Indipendente Pax et Justitia Partito Esistenzialista Italiano altri Totale

voti 12.740.042 +4.659.378 8.136.637 1.858.116 -

voti (%) 48,51 +13,33 30,98 7,07 3,82 2,78 2,48 2,00 0,47 0,37 0,28 0,24 0,21 0,20 +1.965 0,14 0,08 0,06 0,04 0,04 0,03 0,03 0,02 0,02 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,04 100,00 +0,02 -8,25 -1,89 -0,08 +0,06 -0,10 -

seggi 305 183 33 19 14 9 6 3 1 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 574

1.003.727 -1.768.867 729.078 651.875 526.882 124.243 95.914 72.854 61.928 56.096 52.655 35.899 20.736 14.482 11.396 10.002 8.125 6.733 5.481 4.300 3.707 3.178 2.906 2.756 2.637 2.191 2.091 1.642 1.531 1.524 1.179 1.117 961 816 9.021 26.264.458 -351.132 -6.479 +21.766 -16.626 -

Elezioni politiche italiane del 1948 Fonte: Ministero dell'Interno [2]

17

Senato della Repubblica

Vittorie comune per comune (Trentino-Alto Adige e Provincia di Gorizia non pervenuti)

totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 25.858.712

percentuale (%)

23.846.411 92,22 (su n. elettori) 22.570.263 94,65 (su n. votanti) 1.276.148 480.104 5,35 (su n. votanti) 2,01 (su n. votanti)

Elezioni politiche italiane del 1948

18

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Fronte Democratico Popolare (FDP) Blocco Nazionale (BN) US - PRI [3]

voti 10.864.698 7.015.092 1.400.249 816.546 811.014 605.192 451.192 200.241 [5] 130.348 65.925 65.743 51.144 45.732 23.966 22.114 19.944 572.322 22.657.290

voti (%) 48,14 31,08 6,20 3,62 3,59 2,68 2,00 0,89 0,58 0,29 0,29 0,23 0,20 0,11 0,10 0,09 2,53

seggi 130 72 10 6 6 4 4 1 [4] 3 0 1 0 1 1 1 1 0

Unit Socialista (US) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Partito Nazionale Monarchico (PNM) Movimento Sociale Italiano-Indipendenti DC - PPST (Sdtiroler Volkspartei, SVP) Partito dei Contadini d'Italia Partito Sardo d'Azione (PSd'Az) Partito Nazionale Monarchico - Movimento Sociale Italiano PLI - Indipendenti PLI - Indipendenti [6] [7] [8]

PNM - Indipendenti PLI - Indipendenti altri Totale

[9]

100,00 237[10]

Fonte: Ministero dell'Interno [11]

Analisi Territoriale del voto


La Democrazia Cristiana si conferma come partito predominante nel Triveneto e nell'Alta Lombardia con percentuali superiori al 60%. Ottiene ottimi risultati anche in Abruzzo con consensi superiori al 55% dei voti. Conferma il pessimo radicamento in Emilia-Romagna, Toscana e Umbria dove ottiene risultati intorno al 35% dei voti, sempre con l'eccezione della Provincia di Lucca dove supera il 50% delle preferenze. Risultati in linea con la media nazionale nel Sud Italia e di poco inferiori nel Nord Ovest dove supera la maggioranza assoluta dei voti nelle province di Cuneo e Imperia. Ottimi risultati per il Fronte Democratico Popolare nelle cosiddette Regioni Rosse (Emilia-Romagna, Toscana e Umbria) con percentuali che sfiorano la maggioranza assoluta dei voti. Buoni risultati anche nel Nord Ovest, dove raggiunge anche il 40% dei voti, con l'eccezione della Provincia di Cuneo dove predomina la DC. Ottiene risultati in linea con la media nazionale o poco inferiori nel Sud Italia, mentre conferma i pessimi risultati di PSIUP e PCI alle elezioni politiche precedenti nel Nord Est, con le solite eccezioni di Rovigo e Venezia, in Campania e in Sardegna. L'Unit Socialista ottiene buoni risultati nel Nord Italia dove si aggira tra l'8 e il 10%. Nel Centro Italia riscuote consensi in linea con la media nazionale e in qualche caso inferiori, mentre i risultati del Sud Italia sono nettamente inferiori alla media con qualche eccezione, come le province di Catania e Siracusa in cui si aggira intorno all'8%. Il Blocco Nazionale ottiene risultati superiori al 2% solo in Piemonte e nel Centro-Sud dove raccoglie pi del 5% dei voti. Va molto bene specialmente in Campania, Puglia, Sardegna e nella Sicilia Settentrionale, dove riscuote spesso pi del 8% dei voti.

Elezioni politiche italiane del 1948 Il Partito Nazionale Monarchico raccoglie la maggior parte dei suoi voti nel Sud Italia, mentre nel Nord Italia raggiunge raramente l'1% dei voti. Ottiene ottimi risultati soprattutto in Campania, in cui supera il 10% dei consensi, e in Sicilia con risultati superiori al 6% dei voti. Il Partito Repubblicano Italiano si conferma forte nel Centro Italia, specialmente nel Lazio, nelle Marche, in Romagna e sulla costa della Toscana con percentuali superiori al 10% dei voti. Risultati in linea con la media nazionale in Calabria e Sicilia, portati soprattutto dalla Provincia di Trapani in cui supera il 15% dei consensi. Nel Resto del Paese stenta molto spesso a superare l'1% dei voti. Il Movimento Sociale Italiano supera il 2% dei voti solo nel Centro-Sud con risultati superiori al 5% in Calabria e nelle province di Roma e Napoli. Fonte: Ministero dell'Interno [11]

19

Galleria

Democrazia Cristiana

Fronte Democratico Popolare

Unit Socialista

Blocco Nazionale

Partito Nazionale Monarchico

Partito Repubblicano Italiano

Movimento Sociale Italiano

Distacco tra DC e FDP

Elezioni politiche italiane del 1948

20

Citazioni
Il clima politico in cui si tennero le elezioni del 1948, e pi in generale quello dell'immediato dopoguerra, venne rappresentato in macchietta nei celebri romanzi di Guareschi con Don Camillo e Peppone.

Note
[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] E. Novelli, Le elezioni del Quarantotto. Storia, strategie e immagini della prima campagna elettorale repubblicana, Donzelli, Roma 2008. http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=18/ 04/ 1948& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S Candidature presentate in Lombardia, Veneto, Friuli e Liguria; risultarono eletti 4 repubblicani e 2 socialdemocratici. L'unico eletto fu Enea Franza in Campania con il contrassegno orologio, stella e spiga: candidatosi a Benevento come uscente della dissolta Democrazia del Lavoro, Franza ader subito al Movimento Sociale. Nessuno fu invece eletto sotto il simbolo della fiamma tricolore. Eletti due senatori SVP e uno DC. candidature presentate in Puglia con il contrassegno Orologio "Il Tempo" candidature presentate in Campania con il contrassegno Cavallo candidature presentate in Campania con il contrassegno Scudo e corona candidature presentate in Piemonte con il contrassegno Due edelweiss

[10] Ai senatori elettivi vanno aggiunti quelli di diritto previsti dalla III disposizione transitoria della Costituzione, che prevede la nomina, per la sola prima Legislatura, per i perseguitati dal Fascismo, per coloro che sono stati destituiti dalla seduta della Camera del 9 novembre 1926, per chi ha fatto parte del disciolto Senato del Regno d'Italia e altre caratteristiche descritte nell'articolo. I senatori non elettivi furono 106 (vedi) (http:/ / www. senato. it/ istituzione/ 29374/ 29385/ 84334/ 84695/ genpagsm. htm), che hanno quindi portato il totale a 343, rendendo cos il Senato della I Legislatura il pi numeroso di sempre nella Repubblica italiana. Inoltre, sempre durante la prima Legislatura, furono nominati otto senatori a vita pi Enrico De Nicola, senatore a vita di diritto in quanto ex-Presidente della Repubblica. [11] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=S& dtel=18/ 04/ 1948& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S

Bibliografia
E. Novelli, Le elezioni del Quarantotto. Storia, strategie e immagini della prima campagna elettorale repubblicana, Roma, Donzelli, 2008.

Voci correlate
Nascita della Repubblica Italiana Assemblea Costituente

Altri progetti
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Elezioni politiche italiane del 1953

21

Elezioni politiche italiane del 1953


Elezioni politiche del 1953 Italia

II Legislatura Governi: De Gasperi VIII (1953) Pella (1953-1954) Fanfani I (1954) Scelba (1954-1955) Segni I (1955-1957) Zoli (1957-1958)

Precedenti 1948 Successive 1958

Le elezioni politiche del 1953 si tennero il 7 giugno. Il Senato, che ancora aveva una legislatura della durata di sei anni, fu sciolto anticipatamente. Con queste elezioni entr in vigore una nuova legge elettorale, che prevedeva un sistema proporzionale con premio di maggioranza per la coalizione di partiti che avesse ottenuto la maggioranza assoluta (50% +1) dei voti. La legge era stata varata dai partiti della precedente coalizione di governo (DC, PRI, PSDI, PLI) che - infatti - si presentarono uniti, ma non riuscirono, per pochi voti, a raggiungere il quorum richiesto per il premio: a queste elezioni, infatti, aumentarono i loro voti le sinistre (PCI, PSI) e le destre (PNM, MSI). Da questo momento sar il PCI ad egemonizzare l'area elettorale operaia a discapito del PSI che, dopo la Rivolta d'Ungheria, inizier la sua marcia verso una pi chiara posizione di sinistra democratica e di governo, pur restando per il momento legato al PCI nelle amministrazioni locali. La nuova legge viene definita dalle opposizioni come "legge truffa"; la DC, presentatasi alle consultazioni con Alcide De Gasperi presidente del Consiglio uscente, perde pi dell'8% dei consensi rispetto alle elezioni del '48. "Le elezioni politiche generali del 7 giugno 1953 si svolsero per il Senato con la legge del 6 febbraio 1948, n. 29, e per la Camera con la nuova normativa (legge 31 marzo 1953, n. 148). Le forze politiche della coalizione ottennero solamente il 49,85% non usufruendo cos del premio di maggioranza ed annullando gli effetti della legge che pi tardi venne abrogata con la legge 31 luglio 1954, n. 615, ripristinando in ogni sua parte le norme del testo unico del 1948." [1]

Elezioni politiche italiane del 1953

22

Risultati elettorali
Camera dei deputati
totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 30.280.342 28.410.326 27.092.743 1.317.583 436.534 93,8 (su n. elettori) percentuale (%)

95,4 (su n. votanti) 4,6 (su n. votanti) 1,5 (su n. votanti)

Quorum premio di maggioranza 13.546.372 50,01 (su n. voti validi)

Sistema elettorale proporzionale. L'eventuale premio di maggioranza non si concretizz, essendosi l'alleanza governativa fermata al 49,8% delle preferenze, richiedendo invece la legge il 50%.
Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Partito Nazionale Monarchico (PNM) Movimento Sociale Italiano (MSI) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) app[2] Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Sdtiroler Volkspartei (SVP) Partito Sardo d'Azione (PSd'Az) altri [3] app app app app [2] [2] [2] [2] app voti [2] 10.864.282 -1.875.760 6.121.922 3.441.305 voti (%) 40,10 -8,41 22,60 12,70 seggi 263 143 75 40 29 19 13 5 3 0 0 590

1.855.842 +1.126.764 1.582.567 +1.055.685 1.223.251 816.267 437.988 122.792 27.228 599.299 27.092.743 -634.865 -213.887 -1.451 -34.700 -

6,85 +4,07 5,84 +3,83 4,52 -2,55 3,01 -

1,62 -0,86 0,45 -0,02 0,10 -0,14 2,21 100,00 -

Totale

Elezioni politiche italiane del 1953

23

Senato della Repubblica

Vittorie comune per comune

totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 27.172.871

percentuale (%)

28.410.326 93,8 (su n. elettori) 24.309.351 95,4 (su n. votanti) 1.173.850 629.762 4,6 (su n. votanti) 2,5 (su n. votanti)

Nelle elezioni del 1953, il sistema elettorale del Senato era formalmente uninominale maggioritario, nel caso che il candidato ottenesse almeno il 65% dei voti. Per comodit di lettura e confrontabilit, i risultati sono riportati tenendo conto dei contrassegni associati ad ogni candidato.

Elezioni politiche italiane del 1953

24

Partiti Democrazia Cristiana (DC) [4]

voti 9.886.651 4.912.093 2.893.148 1.582.653 1.473.596 1.046.659 695.985 159.511 117.431 107.139 84.978 75.784 52.328 32.709 32.194 28.327 14.831 1.120.954 24.309.351

voti (%) seggi 40,69 20,21 11,90 6,51 6,06 4,31 2,86 0,66 0,48 0,44 0,35 0,31 0,22 0,13 0,13 0,12 0,06 4,61 100,00 116 51 26 14 9 4 3 2 1 2 2 2 1 1 1 1 1 0 237

Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Partito Nazionale Monarchico (PNM) Movimento Sociale Italiano (MSI) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Liberale Italiano (PLI) PCI - PSI - Indipendenti PNM - Indipendenti [6] [5]

Sdtiroler Volkspartei (SVP) PSI - PCI - Indipendenti PCI - PSI - Indipendenti PCI - Indipendenti [9] [10] [7] [8]

PNM - Indipendenti ADN - Indipendenti PCI - Indipendenti PCI - Indipendenti altri Totale

[11]

[12] [13]

Analisi Territoriale del voto


La Democrazia cristiana si riconferma molto forte nel Triveneto, nell'Alta Lombardia e nelle province di Lucca, Cuneo con risultati superiori al 50% dei voti. Oltre la media nazionale anche i consensi ottenuti in Abruzzo, nelle Marche nel ponente Ligure, in Calabria e in Sardegna, mentre si conferma debole in Emilia-Romagna, Toscana e Umbria dove a stento supera il 30% dei voti. In linea con la media nazionale nel resto del Paese. Il Partito Comunista Italiano risulta nuovamente predominante nel Centro Italia, specialmente in Emilia-Romagna, Toscana e Umbria, e piuttosto apprezzato nel Nord Ovest, regioni in cui ottiene rispettivamente il 35 e il 25%. Riesce, per, ad uscire dalle sue solite zone d'influenza e ottiene consensi superiori alla media nazionale in Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sicilia. Continua, tuttavia, ad avere enormi difficolt nel Nord Est, dove a stento supera il 10% dei voti, in Campania e in Sardegna. Il Partito Socialista Italiano va particolarmente bene in Umbria, dove ottiene il 20% dei voti, e nel Nord Italia, in cui supera il 15% dei voti. Pi precisamente ottiene risultati sopra il 20% dei consensi sulla retta che va da Novara a Ferrara passando per Varese, Cremona, Mantova, in cui raggiunge il 25% delle preferenze, e Venezia. Nel resto del Paese ottiene risultati in linea con la media nazionale o di poco inferiore, superando il PCI in Veneto e Lombardia. Il Partito Nazionale Monarchico ottiene la maggior parte dei suoi consensi nel Sud Italia, in particolare dalla Campania, in cui supera il 15% dei voti, dalla Puglia e dalla Sicilia dove ottiene circa il 10% delle preferenze. Sopra la media nazionale il resto del Sud, mentre nel Nord Italia i risultati sono piuttosto inferiori alla media eccezion fatta per il Piemonte in cui raggiunge quasi il 7%. Profondamente inferiori alla media in Emilia-Romagna, Toscana,

Elezioni politiche italiane del 1953 Umbria e Marche dove non supera nemmeno il 2% dei voti. Il Movimento Sociale Italiano si distribuisce pi omogeneamente sul territorio nazionale ma rimane comunque radicato nel Centro-Sud Italia, specialmente nel Lazio, in Abruzzo e in Sicilia dove supera il 10% dei voti. Nel Nord Italia ottiene consensi non troppo inferiori alla media con percentuali particolarmente elevate nel Friuli-Venezia Giulia. Il Partito Socialista Democratico Italiano ottiene buoni risultati soprattutto nel Nord Italia con percentuali superiori al 5%, mentre nel Centro-Sud i consensi sono conformi alla media nazionale o leggermente inferiori, eccezion fatta per Puglia, Sicilia e Sardegna dove non supera il 2%. Veneto, Piemonte, Campania e Sicilia sono le regioni in cui il Partito Liberale Italiano pi forte. Ottiene risultati in linea con la media nazionale in quasi tutto il resto del Paese. Da segnalare il risultato eccezionale, sopra il 15%, ottenuto nella provincia di Campobasso. Il Partito Repubblicano Italiano si conferma forte in Romagna, dove ottiene pi del 10% dei voti, nelle Marche, nel Lazio, sulla costa toscana e nella Provincia di Trapani. Nel resto d'Italia stenta a superare il punto percentuale. Fonte: Ministero dell'Interno [14]

25

Galleria

Democrazia Cristiana

Partito Comunista Italiano

Partito Socialista Italiano

Partito Socialista Democratico Italiano

Partito Nazionale Monarchico

Movimento Sociale Italiano

Partito Liberale Italiano

Partito Repubblicano Italiano

Elezioni politiche italiane del 1953

26

Distacco tra DC e PCI

Note
[1] Fonte: Camera dei Deputati [2] partiti apparentati ai fini del premio di maggioranza [3] tra cui: Unione Socialista Indipendente (USI), 225.481 (0,83%) - Unit Popolare (UP), 170.824 (0,63%) - Alleanza Democratica Nazionale (ADN), 120.807 (0,45%) [4] Le liste inclusero infruttuose candidature repubblicane. [5] Candidature presentate in Sardegna con il contrassegno Sardegna e due spighe. Eletti: Velio Spano (PCI per Iglesias) ed Emilio Lussu (PSI per Cagliari). [6] Candidature monarchiche presentate in Piemonte con il contrassegno Stella, corona e spighe. [7] Candidature socialiste e riformiste presentate in Sicilia in desistenza coi comunisti con il contrassegno Testa di Garibaldi. [8] Candidature presentate negli Abruzzi con il contrassegno Tre stelle e scritta "Pace, Libert, Lavoro". Eletti: Armando Cermignani (PSI per Pescara) e Leo Leone (PCI per Teramo). [9] Candidatura comunista presentata in Emilia-Romagna con il contrassegno Tre spighe e stella. [10] Candidature monarchiche presentate in Abruzzo-Molise con il contrassegno Corona e nodo sabaudo. [11] Candidature presentate in Campania con il contrassegno Gallo. Eletto Luigi Angrisani, indipendente della sinistra riformista. [12] Candidatura comunista presentata in Sicilia con il contrassegno Chiave. [13] Candidatura comunista presentata in Basilicata con il contrassegno Aratro e berretto frigio. [14] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=07/ 06/ 1953& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S

Altri progetti
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 1958

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Elezioni politiche italiane del 1958


Elezioni politiche del 1958 Italia

III Legislatura Governi: Fanfani II (1958-1959) Segni II (1959-1960) Tambroni (1960) Fanfani III (1960-1962) Fanfani IV (1962-1963)

Precedenti 1953 Successive 1963

Le elezioni politiche del 1958 si tennero il 25 maggio. Il Senato, che ancora aveva una legislatura della durata di sei anni, fu sciolto anticipatamente. In queste elezioni si applic per l'ultima volta quanto stabilito nella prima stesura della Costituzione italiana, che prevedeva un numero di seggi da assegnare in maniera variabile nel seguente modo: per la Camera dei deputati, in ragione di un deputato per ottantamila abitanti o per frazione superiore a quarantamila; per il Senato attribuito su base regionale un senatore ogni duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila, nessuna Regione pu avere un numero di senatori inferiore a sei, la Valle d'Aosta ne ha uno solo. Le successive elezioni si tennero invece con un numero di deputati e senatori fisso, secondo quanto previsto dalla legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2. All'incirca come gi nel 1953, si conferm la supremazia democristiana e grosso modo inalterate rappresentanze dei partiti laici di centro. Il PCI si conferm principale partito di opposizione.

Risultati elettorali

Elezioni politiche italiane del 1958

28

totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 32.434.835

percentuale (%)

30.434.681 93,8 (su n. elettori) 29,560.269 97,1 (su n. votanti) 874.412 473.682 2,9 (su n. votanti) 1,6 (su n. votanti)

Camera dei deputati


Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano (MSI) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Monarchico Popolare (PMP) Partito Nazionale Monarchico (PNM) Partito Repubblicano Italiano - Partito Radicale (PRI-PR) Comunit - (Movimento Comunit) Sdtiroler Volkspartei (SVP) Union Valdtaine (UV) altri Totale voti 12.522.279 +1.687.997 6.704.706 4.208.111 1.407.913 1.345.750 1.046.939 776.942 +582.784 +766.806 -174.654 +122.499 +230.672 voti (%) 42,36 +2,26 22,68 +0,08 14,23 +1,53 4,76 -1,08 4,55 +0,03 3,54 +0,53 2,63 seggi 273 140 84 24 22 17 14 11 6 1 3 1 596

659.865 -1.195.977 405.574 173.257 135.495 30.596 146.206 29.563.633 -32.414 +12.603 -

2,23 -4,62 1,37 -0,25 0,59 -

0,46 +0,01 0,10 0,49 100,00 -

Elezioni politiche italiane del 1958

29

Senato della Repubblica

Vittorie comune per comune

totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 29.183.501

percentuale (%)

27.425.843 93,98 (su n. elettori) 26.150.489 95,34 (su n. votanti) 1.275.354 779.712 4,66 (su n. votanti) 2,84 (su n. votanti)

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Movimento Sociale Italiano (MSI) Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Monarchico Popolare (PMP) Partito Nazionale Monarchico (PNM) PCI - PSI - indipendenti [1]

voti 10.782.262 5.701.019 3.682.806 1.165.402 1.149.873 1.008.830 773.959 510.823 185.644

voti (%) seggi 41,23 21,80 14,08 4,46 4,40 3,86 2,96 1,95 0,71 123 59 35 5 8 4 5 2 2

Elezioni politiche italiane del 1958

30
120.086 28.137 1.043.158 26.151.999 0,46 0,11 3,99 100,00 2 1 246

Sdtiroler Volkspartei (SVP) Union Valdtaine (UV) altri Totale

Analisi Territoriale del voto


La Democrazia Cristiana, rispetto alle precedenti elezioni politiche, aumenta i suoi consensi specialmente nelle Marche, in Abruzzo, nel Molise, dove supera il 55% dei voti, e nel Lazio. Si conferma comunque predominante nel Triveneto, ad eccezione della Provincia di Bolzano, dove il SVP fa il pieno di consensi, nell'Alta Lombardia, e nelle Province di Cuneo e Lucca. Continua ad essere debole nelle Regioni Rosse anche se dietro al PCI di pochi punti percentuali nelle Province di Forl, Firenze, Pisa, Pistoia e Terni. Il Partito Comunista Italiano cresce particolarmente in Umbria e Calabria mentre perde consensi in Sicilia e nel Nord Ovest. Resta molto forte, quindi, in Emilia-Romagna, Toscana e Umbria mentre stenta a superare il 10% dei voti nel Triveneto e in Campania. Il Partito Socialista Italiano si rafforza nel Centro Nord che rimane la principale zona d'influenza dei socialisti, mentre stentano a superare il 10% dei voti in quasi tutto il Sud Italia. Il Movimento Sociale Italiano perde numerosi consensi nel Sud Italia e nelle due Isole Maggiori rimanendo tuttavia forte in Sicilia, Lazio, Umbria, Puglia e nelle province di Bolzano e Trieste, dove supera il 15% dei voti. Il Partito Socialista Democratico Italiano cresce omogeneamente su tutto il suolo nazionale, in particolare nel Centro Nord, in Puglia, in Sicilia e in Sardegna. Nonostante questo nel Centro Sud ottiene comunque consensi inferiori alla media nazionale mentre si conferma forte nel Centro Nord, specialmente in Piemonte e nel Nord Est, dove, nella Provincia di Bolzano, supera il 10% dei consensi. Il Partito Liberale Italiano riequilibra i suoi consensi nel Nord Italia, crescendo in Lombardia ed Emilia-Romagna e calando in Piemonte. Rimane forte nelle province di Campobasso, Messina e Benevento dove supera il 15% delle preferenze. Il Partito Nazionale Monarchico paga duramente la scissione interna del PMP perdendo numerosi consensi in tutta Italia, specialmente nelle regioni meridionali, dove il PNM alle precedenti elezioni aveva ottenuto ottimi risultati. Il calo pi grande si riscontra in Campania dove perde quasi il 10% dei consensi, in Puglia e Sicilia che comunque restano le regioni di riferimento del partito, mentre nel Nord Italia resta largamente sotto la media nazionale. Il Partito Monarchico Popolare raccoglie la maggior parte dei suoi consensi al Centro Sud, in particolare in Campania, dove, nella Provincia di Napoli, raggiunge quasi il 20% dei consensi, in Abruzzo Basilicata e Sicilia. Come il PNM, al nord ottiene percentuali minime e talvolta risibili. Il Partito Repubblicano Italiano si conferma molto forte in Romagna, nelle Marche e sulla costa Toscana. Perde consensi nel Lazio, in Abruzzo e nella Provincia di Trapani che era stata fino alle precedenti elezioni una roccaforte repubblicana. Fonte: Ministero dell'Interno [2]

Elezioni politiche italiane del 1958

31

Galleria

Democrazia Cristiana

Partito Comunista Italiano

Partito Socialista Italiano

Movimento Sociale Italiano

Partito Socialista Democratico Italiano

Partito Liberale Italiano

Partito Monarchico Popolare

Partito Nazionale Monarchico

Partito Repubblicano Italiano

Distacco tra DC e PCI

Elezioni politiche italiane del 1958

32

Note
[1] Candidature presentate in Sardegna con il contrassegno Sardegna e due spighe. Eletti: Velio Spano (PCI per Iglesias) ed Emilio Lussu (PSI per Cagliari). [2] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=25/ 05/ 1958& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S

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Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 1963


Elezioni politiche 1963 Italia

IV Legislatura Governi: Leone I (1963) Moro I (1963-1964) Moro II (1964-1966) Moro III (1966-1968)

Precedenti 1958 Successive 1968

Le elezioni politiche del 1963 si tennero il 28 aprile. In questa elezione entr in vigore la legge di revisione costituzionale n2 del 9 febbraio 1963 con cui si modific il numero di seggi da assegnare alle Camere, eliminando peraltro il rapporto con il numero di abitanti previsto nel 1948[1]. Si registrarono una crescita del PCI ed una stasi del PSI, accompagnate da una lieve crescita del PSDI ed un insuccesso del PRI, insieme ad un'avanzata del PLI dovuta all'afflusso di voti dai monarchici, lacerati da un tribolato periodo di scissioni e ricomposizioni, senza dimenticare alcuni suffragi che giunsero dai contrari alla formula del

Elezioni politiche italiane del 1963 centrosinistra.

33

Risultati elettorali
Camera dei deputati
totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 34.199.184 31.766.009 92,89 (su n. elettori) 30.752.871 96,81 (su n. votanti) 1.013.138 571.961 3,19 (su n. votanti) 1,8 (su n. votanti) percentuale (%)

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Movimento Sociale Italiano (MSI) Partito Democratico Italiano di Unit Monarchica (PDIUM) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Sdtiroler Volkspartei (SVP) Union Valdtaine (UV) altri Totale

voti 11.773.182 -749.097

voti (%) 38,28 -4,08 25,26 +2,58 13,84 -0,39 6,97 +3,43 6,10 +1,55 5,11 +0,35 1,75 -3,11 1,37 =

seggi 260 166 87 39 33 27 8 6 3 1 0 630

7.767.601 +1.062.895 4.255.836 +47.647

2.144.270 +1.097.331 1.876.271 1.570.282 536.948 420.201 135.457 31.844 240.979 30.752.871 +530.521 +162.369 -899.859 +14.639 -38 +1.248 -

0,44 -0,02 0,10 0,78 100,00 = -

Elezioni politiche italiane del 1963/Eletti Camera

Elezioni politiche italiane del 1963

34

Senato della Repubblica

Vittorie comune per comune

totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 31.011.042

percentuale (%)

28.868.795 93,09 (su n. elettori) 27.469.175 95,15 (su n. votanti) 1.399.620 870.656 4,85 (su n. votanti) 3,02 (su n. votanti)

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Movimento Sociale Italiano (MSI) DC - PRI [2] [3]

voti 9.579.158 6.461.616 3.849.440 2.065.887 1.743.837 1.414.754 638.699 502.938 429.339

voti (%) seggi 34,87 23,52 14,01 7,52 6,35 5,15 2,33 1,83 1,56 126 78 44 19 14 14 7 7 2

PCI - Indipendenti

Partito Democratico Italiano di Unit Monarchica (PDIUM)

Elezioni politiche italiane del 1963


[4]

35
260.336 231.559 112.023 29.510 130.289 27.449.175 0,95 0,84 0,41 0,11 0,55 100 1 0 2 1 0 315

MSI - PDIUM

Partito Repubblicano Italiano (PRI) Sdtiroler Volkspartei (SVP) Union Valdtaine (UV) altri Totale

Analisi Territoriale del voto


La Democrazia Cristiana perde consensi, rispetto a 5 anni prima su tutto il territorio nazionale, specialmente nel Nord Ovest, nelle Regioni Rosse, che rimango le zone meno favorevoli ai democristiani, in Sicilia e nel Nord Est in cui comunque la DC si conferma predominante con oltre il 50% delle preferenze. Il Partito Comunista Italiano esce rafforzato dalle elezioni soprattutto nelle sue aree d'interesse maggiore ovvero Nord Ovest e Regioni Rosse, dove evidentemente ruba consensi alla DC. Cresce notevolmente anche nel Sud Italia, specialmente in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia meridionale, superando le difficolt elettorali riscontrate in queste zone fin dal 1946. Resta comunque ininfluente in intere aree del paese come il Triveneto e l'Alta Lombardia. Il calo elettorale del Partito Socialista Italiano si sente soprattutto nel Nord Ovest, in Toscana, in Umbria e nel Sud Italia. Reggono, invece, i consensi in Lombardia, nel Triveneto, che restano le zone pi forti dei socialisti, in Emilia-Romagna e in Sicilia. In controtendenza con il dato nazionale sono le province di Trento e Bologna dove guadagna quasi il 10% dei consensi rispetto a 5 anni fa. Il Partito Liberale Italiano guadagna notevolmente in modo generalizzato in tutta Italia, specialmente nel Nord Ovest, zona di maggior influenza liberale, ma comunque in tutto il Nord Italia, a Roma e in Sicilia dove ottiene pi del 10% dei voti. Il Partito Socialista Democratico Italiano cresce al Centro Nord, dove, in Piemonte e nel Nord Est si conferma molto forte, superando il 15% dei voti in Provincia di Belluno, e nel Sud, specialmente in Puglia. Il Movimento Sociale Italiano rimane stabile nel Lazio, sua principale zona d'influenza, e nel Centro Nord, che, al contrario, si conferma la parte di Paese pi lontana dai missini, ad esclusione delle provincie di Bolzano, Gorizia e Trieste in cui comunque l'MSI cala sensibilmente. Accresce invece i propri consensi al Sud Il Partito Repubblicano Italiano rimane pressoch stabile, raccogliendo i propri voti da poche province sparse come la Romagna, la Provincia di Trapani che torna fortemente repubblicana e la costa toscana dove accusa per un calo di consensi come nel Lazio e nelle Marche. Ottimo incremento di consensi in Provincia di Asti e in Sardegna. Fonte: Ministero dell'Interno [5]

Elezioni politiche italiane del 1963

36

Galleria

Democrazia Cristiana

Partito Comunista Italiano

Partito Socialista Italiano

Partito Liberale Italiano

Partito Socialista Democratico Italiano

Movimento Sociale Italiano

Partito Repubblicano Italiano

Distacco tra DC e PCI

Note
[1] La legge costituzionale stabil per la Camera dei deputati un numero di seggi pari a 630, per il Senato pari a 315, e statu che nessuna Regione pu avere un numero di senatori inferiore a sette, tranne la Valle d'Aosta, rappresentata da un solo senatore (all'epoca Abruzzi e Molise erano una sola regione, quando con la L.cost. 27 dicembre 1963, n. 3 fu creata la Regione Molise, essa rappresent la seconda eccezione, con due senatori soltanto). [2] Candidature presentate in Emilia-Romagna. Eletti: Gino Zannini (DC per Rimini), Giuseppe Medici (DC per Cesena), Guglielmo Donati (DC per Forl), Cataldo Cassano (DC per Borgotaro), Alfredo Conti (DC per Piacenza), Alberto Spigaroli (DC per Fidenza), Cino Macrelli (PRI per Ravenna). [3] Candidature presentate in Sicilia con il contrassegno Sicilia con colomba e ramoscello d'olivo. L'effimero "Partito Autonomista Cristiano Sociale" fu presto fagocitato dal PCI. [4] Candidature presentate in Liguria, Veneto e Sardegna. Eletto Gavino Pinna (MSI) per Sassari. [5] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=28/ 04/ 1963& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S

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Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 1963

37

Elezioni politiche italiane del 1968


Elezioni politiche 1968 Italia

V Legislatura Governi: Leone II (1968) Rumor I (1968-1969) Rumor II (1969-1970) Rumor III (1970) Colombo (1970-1972) Andreotti I (1972)

Precedenti 1963 Successive 1972

Le elezioni politiche del 1968 si tennero il 19 maggio, nel pieno della contestazione politica. L'appuntamento cadde in un periodo di scomposizioni nello scenario dell'area socialista. A queste elezioni debutt il Partito Socialista Unificato, denominazione ufficiosa del partito "PSI-PSDI Unificati", nato dall'unificazione tra i socialisti e i socialdemocratici. Il PSI/PSDI, comunque, riprese la denominazione storica di PSI subito dopo le elezioni. Si present alle elezioni anche il Partito Socialista Italiano di Unit Proletaria,
Manifesti elettorali in piazza del Duomo a Milano

Elezioni politiche italiane del 1968 nato da una scissione interna al PSI e comprendente quei militanti pi vicini all'area di sinistra che non accettavano l'alleanza con la DC e che invece vedevano di buon occhio un'eventuale pi profonda collaborazione con il PCI. Le elezioni videro l'avanzata di DC, PCI e PRI, perdettero voti PLI, MSI, monarchici e complessivamente i gruppi socialisti che complessivamente perdettero 29 seggi alla camera [1]. Le convulsioni del PSI condizionarono in maniera decisiva la legislatura. Le elezioni dimostrarono che la secessione del PSIUP non era stata un'operazione di palazzo bens un'esigenza politica condivisa dalla sua base, tanto che i parlamentari massimalisti eletti furono in numero praticamente uguale alla consistenza dei gruppi parlamentari uscenti. La dirigenza del PSI inizi dunque ad implementare una strategia volta a riassorbire i consensi dei massimalisti, strategia che fu individuata in un progressivo ritorno a sinistra, che pass prima dal divorzio col PSDI, poi dalla costituzione di giunte socialcomuniste in Emilia, Toscana ed Umbria dopo le elezioni regionali del 1970, ed infine dall'uscita dall'esperienza del centrosinistra nel 1972. Il tentativo di Giulio Andreotti di far risorgere a quel punto la politica del centrismo non trov i numeri in parlamento, aprendo cos la via per le prime elezioni anticipate nella storia repubblicana.

38

Risultati elettorali
Camera dei deputati
totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 35.566.493 33.001.644 92,79 (su n. elettori) 31.790.428 96,33 (su n. votanti) 1.211.216 640.202 3,67 (su n. votanti) 1,94 (su n. votanti) percentuale (%)

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) PSI - PSDI Unificati Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Socialista Italiano di Unit Proletaria (PSIUP) Movimento Sociale Italiano (MSI) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Partito Democratico Italiano di Unit Monarchica (PDIUM) Sdtiroler Volkspartei (SVP) altri Totale

voti 12.437.848 8.551.347 +664.666 +783.746

voti (%) 39,12 +0,83 26,90 +1,64 14,48 -5,46 5,82 -1,15 4,45 -

seggi 266 +6

177 +11 91 -29 31 23 24 9 6 3 0 630 -8 -3 +3 -2 = -

4.603.192 -1.528.915 1.850.650 1.414.697 1.414.036 626.533 414.507 152.991 324.927 31.790.428 -293.620 -156.246 +206.320 -122.441 +17.534 -

4,45 -0,66 1,97 +0,6

1,30 -0,45 0,48 +0,04 1,03 100,00 -

Elezioni politiche italiane del 1968

39

Senato della Repubblica

Vittorie comune per comune

totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 32.504.281

percentuale (%)

30.241.179 93,04 (su n. elettori) 28.590.897 94,54 (su n. votanti) 1.650.282 1.110.891 5,46 (su n. votanti) 3,67 (su n. votanti)

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano - Partito Socialista Italiano di Unit Proletaria PSI - PSDI Unificati Partito Liberale Italiano (PLI) Movimento Sociale Italiano (MSI) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Partito Democratico Italiano di Unit Monarchica (PDIUM) MSI - PDIUM Sdtiroler Volkspartei (SVP) altri

voti 10.963.320 8.577.473 4.353.804 1.936.761 1.304.913 622.420 312.621 131.080 131.071 96.547

voti (%) seggi 38,35 30,00 15,23 6,77 4,56 2,18 1,09 1,02 0,46 0,34 135 101 46 16 11 2 2 0 2 0

Elezioni politiche italiane del 1968

40
28.590.897 100,00 315

Totale

Analisi Territoriale del voto


La Democrazia Cristiana aumenta i propri consensi nel Nord Ovest, nel Centro Italia, dove cresce del 3% in Abruzzo, e nel Sud, con il picco di 6 punti percentuali guadagnati in Basilicata. In questa zona geografica si registrano anche gli unici due cali di consenso in Molise e Calabria. Stabile invece nel Triveneto che rimane la zona in cui la DC registra i migliori risultati. Il Partito Comunista Italiano subisce un incremento di consensi generalizzato che si manifesta soprattutto nelle Regioni Rosse e in Calabria dove cresce del 3%. In controtendenza la Basilicata e la Sicilia dove perde consensi. Il Nord Est resta terra straniera per i comunisti ma si intravedono delle timide avanzate in Friuli-Venezia Giulia e in Veneto, soprattutto nel Polesine e nel veneziano. Le roccaforti restano sempre le Regioni Rosse con le propagini nel Nord Ovest. La costante crescita nel Centro-Sud ha permesso al PCI di uscire dall'ininfluenza ottenendo risultati ragguardevoli a Roma e nelle regioni Ioniche. L'unificazione di Partito Socialista Italiano e Partito Socialista Democratico Italiano delude profondamente in questa tornata elettorale, specialmente al Centro-Nord dove spesso il Partito Socialista Unificato raccoglie i consensi del solo PSI nel '63 o addirittura non arriva nemmeno a questo risultato. Emblematico il caso dell'Umbria dove perde il 3% dei consensi rispetto al PSI del '63. Nonostante questo deludente risultato il Nord Italia resta la zona forte dei socialisti e dei socialdemocratici con risultati notevoli a Belluno, in Friuli-Venezia Giulia e nelle province attraversate dal Ticino e dal Po. I risultati al Sud risultano migliori di quelli del Nord, con cali meno accentuati e qualche aumento. In particolare in Molise e in Calabria, dove, nella Provincia di Cosenza ottiene pi del 20% dei voti. Il Partito Liberale Italiano perde consensi in modo generalizzato con l'esclusione del Nord Est. Cali particolarmente forte sono registrati nel Nord Ovest, dove scende di circa 2 punti percentuali restando comunque molto forte soprattutto nelle principali citt, in Molise e in Sicilia dove prede rispettivamente il 4 e il 3%. Nonostante il calo si mantiene molto forte nelle citt, specialmente Trieste e Roma, e nelle province di Benevento e Messina. Il Partito Socialista Italiano di Unit Proletaria ottiene ottimi risultati al Centro-Nord, dove evidentemente drena consensi al PSI, facendo registrare risultati sopra il 5% in Umbria, Veneto e Lombardia. Risultati simili a quelli delle due Isole Maggiori, mente nel resto del Sud Italia risulta piuttosto debole. Risultati molto importanti nelle province di Massa Carrara e Enna dove supera l'8% dei consensi. Il Movimento Sociale Italiano perde consensi su quasi tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Campania dove aumenta i propri consensi. In particolare perde pi del 2% in Puglia, Basilicata, Sardegna e Lazio, regione quest'ultima dove i missini restano molto forti. Sempre debole al Nord dove oltretutto perde notevoli consensi. Il Partito Repubblicano Italiano inverte la tendenza che lo vedeva in costante calo e segna una crescita generalizzata, con l'eccezione della Sardegna. In particolare segna un aumento del 2% in Sicilia, che fa diventare l'isola una delle zone forte del PRI insieme alla Romagna, le Marche e la costa Toscana. Fonte: Ministero dell'Interno [2]

Elezioni politiche italiane del 1968

41

Galleria

Democrazia Cristiana

Partito Comunista Italiano

Partito Socialista Unificato

Partito Liberale Italiano

Partito Socialista Italiano di Unit Proletaria

Movimento Sociale Italiano

Partito Repubblicano Italiano

Distacco tra DC e PCI

Note
[1] cfr pag. 65 Almanacco di Storia illustrata 1968 [2] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=19/ 05/ 1968& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S

Altri progetti
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 1972

42

Elezioni politiche italiane del 1972


Elezioni politiche 1972 Italia

VI Legislatura Governi: Andreotti II (1972-1973) Rumor IV (1973-1974) Rumor V (1974) Moro IV (1974-1976) Moro V (1976)

Precedenti 1968 Successive 1976

Le elezioni politiche del 1972 si tennero il 7 maggio. Furono le prime elezioni anticipate della storia repubblicana, poich per la prima volta il Presidente della Repubblica aveva sciolto le camere prima della naturale scadenza del quinquennio di legislatura. Il Partito Socialista Italiano di Unit Proletaria, nato otto anni prima da una scissione interna al Partito Socialista Italiano, comprendente i militanti con una visione pi radicale che non accettavano l'alleanza con la DC, registr un crollo scendendo al 2%, un risultato assolutamente inferiore alle aspettative della stessa direzione che precluse la nomina di alcun deputato. Davanti alla sconfitta cocente la direzione del partito deliber lo scioglimento e la confluenza nel PCI.[1] A sinistra del PCI si presentarono per la prima volta molte nuove formazioni, che non erosero in modo sostanziale il PCI, alla cui segreteria nazionale era da poco[2] stato eletto Enrico Berlinguer e che mantenne sostanzialmente i suoi voti, a differenza del PSI e del PSIUP. Il MSI, alla cui guida era ritornato il fondatore Giorgio Almirante, lanci la formula della Destra Nazionale volta a far presentare il partito come il raccoglitore unico della destra italiana: il risultato fu un grande successo, dato che la formazione politica, nata nel secondo dopoguerra, non solo incamer totalmente il voto dei monarchici che erano da poco confluiti nelle fila missine, ma raggiunse quasi il 9% sottraendo una parte consistente dei voti del PLI, determinandone il forte calo, nonch raccogliendo consensi, nel Sud d'Italia, anche nell'elettorato conservatore democristiano. Le elezioni furono precedute da contestazioni da parte del Partito Radicale, il quale sosteneva che le camere fossero state sciolte in anticipo per sfruttare ad arte la norma che impediva di tenere referendum nello stesso anno in cui si fossero tenute elezioni politiche. Questo, secondo gli stessi radicali, al fine di evitare il referendum sulla cosiddetta "legge Fortuna" in materia di divorzio[3].

Elezioni politiche italiane del 1972

43

Risultati elettorali
Camera dei deputati
totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 37.049.654 34.524.106 93,2 (su n. elettori) 33.414.779 96,8 (su n. votanti) 1.109.327 600.883 3,2 (su n. votanti) 1,7 (su n. votanti) percentuale (%)

Sistema elettorale proporzionale.


Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Partito Socialista Italiano di Unit Proletaria (PSIUP) Sdtiroler Volkspartei (SVP) Manifesto Movimento Politico dei Lavoratori (MPL) Partito Comunista (marxista-leninista) Italiano Gruppo Progressista (della Valle d'Aosta) altri Totale voti 12.919.270 9.072.454 3.210.427 +447.417 +515.050 voti (%) 38,66 -0,46 27,15 +0,24 9,61 seggi 266 179 = +2

61 -1[4] 56 29 20 15 0 3 0 0 0 1 0 630 +22 = [5]

2.896.762 +1.481.968 1.717.539 1.297.105 954.597 648.763 153.764 224.288 120.061 85.838 32.192 81.719 33.414.779 -553.955 +328.030 -765.781 +810 -

8,67 +4,22 5,14 -

3,88 -1,94 2,86 +0,89 1,94 -2,51 0,46 -0,02 0,67 0,36 0,26 0,10 0,24 100,00 -

-11 +6 -23 = -

Elezioni politiche italiane del 1972

44

Senato della Repubblica

Vittorie comune per comune

totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 33.932.895

percentuale (%)

31.454.873 92,7 (su n. elettori) 30.114.906 95,7 (su n. votanti) 1.339.967 872.932 4,3 (su n. votanti) 2,8 (su n. votanti)

Il sistema elettorale del Senato formalmente uninominale maggioritario, nel caso che il candidato ottenga almeno il 65% dei voti. Per comodit di lettura e confrontabilit, i risultati sono riportati tenendo conto dei contrassegni associati ad ogni candidato.

Elezioni politiche italiane del 1972

45

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano - PSIUP Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Sdtiroler Volkspartei (SVP) Gruppo Progressista (della Valle d'Aosta) altri Totale

voti 11.466.701

voti (%) seggi 38,08 135

8.475.141 28,14[6] 94[7] 3.225.804 2.737.695 1.613.603 1.316.058 917.989 102.018 29.667 230.230 30.114.906 10,71 9,09 5,36 4,37 3,05 0,34 0,10 0,76 100,00 33 26 11 8 5 2 1 0 315

Analisi territoriale del voto


La Democrazia Cristiana risulta perfettamente stabile nel Nord Italia, in crescita nel Centro e in calo nel Mezzogiorno. In particolare svetta la crescita del 5% in Molise che si unisce ad Abruzzo, Alta Lombardia e Triveneto come regione forte della DC, e la crescita del 3-4% nelle province di Avellino e Benevento. I cali pi marcati si riscontrano invece in Puglia (-3%), in Sardegna (-2%) nella Provincia di Reggio Calabria dove arretra di 6 punti. Le grandi citt del Sud, infatti, riscontrano i cali pi marcati aggiungendosi al Nord-Ovest e alle Regioni Rosse tra le zone dove la DC ottiene i risultati peggiori. Il Partito Comunista Italiano risulta stabile a livello nazionale a seguito del calo di consensi nel Mezzogiorno, con l'esclusione di Calabria e Sardegna, e della crescita nel Centro-Nord. Al Sud i cali pi forti sono riscontrati nelle province di Foggia (-2%), Catania e Trapani entrambe con un -3%. Il Nord della Sicilia torna e essere quindi una delle zone pi ostili al PCI insieme al Triveneto, la Campania e il Molise. Al contrario il Sud della Sicilia risulta essere una delle zone pi favorevole ai comunisti dopo, ovviamente, Zone Rosse e Nord-Ovest. Dopo la separazione di PSI e PSDI, il Partito Socialista Italiano, in calo del 4% rispetto al 1963, mantiene il suo elettorato tradizionale. Resta forte, infatti, nel Friuli-Venezia Giulia, in Piemonte, Lombardia e nella provincia di Belluno. A queste, per, si aggiungono le province di Siracusa e Cosenza in cui, peraltro, avevano gi riscontrato un ottimo risultato PSI e PSDI unificati. Il Movimento Sociale Italiano cresce ovunque, dal Nord (+2%) che comunque si conferma la zona pi ostile ai missini, al Centro-Sud dove si riscontrano dei picchi di crescita nelle grandi citt dove il MSI pi forte. In particolare cresce fortemente a Roma, Napoli, Catania e Reggio Calabria dove il MSI risulta addirittura il primo partito. Si registrano crescite di 7-9 punti percentuali in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il Partito Socialista Democratico Italiano si conferma forte nel Nord Italia, soprattutto nel Friuli-Venezia Giulia e nella provincia di Belluno. Il Partito Liberale Italiano cala soprattutto nel Nord Italia e in Sicilia. Conferma comunque la sua forte influenza nel Nord-Ovest e nelle province di Roma, Benevento e Trieste. Il Partito Repubblicano Italiano cresce nel Nord Italia dove esce dallo stato di ininfluenza che lo aveva contraddistinto dal 1946. Si mantiene costante nel Sud registrando solo un calo in Sicilia. Resta comunque molte forte in Romagna, nelle Marche e sulla costa toscana. Il Partito Socialista di Unit Proletaria registra un calo marcato su tutto il territorio nazionale restando minimamente presente solo nel Centro Nord e nelle due isole maggiori.

Elezioni politiche italiane del 1972

46

Galleria

Democrazia Cristiana

Partito Comunista Italiano

Partito Socialista Italiano

Movimento Sociale Italiano

Partito Socialista Democratico Italiano

Partito Liberale Italiano

Partito Repubblicano Italiano

Partito Socialista Italiano di Unit Proletaria

Distacco tra DC e PCI

Elezioni politiche italiane del 1972

47

Note
[1] Il 13 luglio 1972, infatti, il IV congresso del PSIUP delibera il proprio scioglimento e la contestuale confluenza nel Partito Comunista Italiano: la maggioranza dei suoi esponenti (67%), come Libertini, Valori e Vecchietti, ricomincer la propria attivit politica nel PCI. [2] Nel XIII congresso, del marzo precedente [3] Fonte (http:/ / www. radioradicale. it/ enrico-berlinguer), da radioradicale.it [4] Considerando che fra i 91 eletti socialisti unificati del 1968, 62 rimasero iscritti al PSI e 29 al PSDI dopo la scissione. [5] Considerando che fra i 91 eletti socialisti unificati del 1968, 62 rimasero iscritti al PSI e 29 al PSDI dopo la scissione. [6] In Sardegna fu presentata una lista autonomista, comunque monopolizzata da PCI e PSIUP. [7] I senatori si iscrissero in 74 al gruppo del PCI, in 11 a quello del PSIUP e in 9 a quello della Sinistra Indipendente. Il gruppo socialista unitario si sciolse poi dopo pochi mesi in quello comunista.

Collegamenti esterni
Ministero dell'Interno (http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=07/05/1972&tpa=I& tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S)
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 1976

48

Elezioni politiche italiane del 1976


Elezioni politiche 1976 Italia

VII Legislatura Governi: Andreotti III (1976-1978) Andreotti IV (1978-1979) Andreotti V(1979)

Precedenti 1972 Successive 1979

Le elezioni politiche del 1976 si tennero il 20 giugno. Furono le prime elezioni politiche con il voto ai diciottenni. La situazione politica aveva evidenziato la possibilit del cosiddetto "sorpasso" (raggiungimento della maggioranza relativa) del Partito Comunista ai danni della Democrazia Cristiana: per questo, durante la campagna elettorale si diffusero sollecitazioni a votare per la DC in funzione di contrasto all'avanzata del PCI, anche "turandosi il naso"[1]; il risultato mostr una tenuta dello Scudo Crociato ed un arretramento sia del PLI (che quasi scomparve), sia dell'MSI rispetto al consenso precedentemente acquisito in quegli anni.

Risultati elettorali
Camera dei deputati
Risultati complessivi[2]:
totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 40.426.658 37.755.083 93,4 (su n. elettori) 36.709.578 97,2 (su n. votanti) 1.045.505 596.541 2,8 (su n. votanti) 1,6 (su n. votanti) percentuale (%)

Sistema elettorale proporzionale.

Elezioni politiche italiane del 1976

49

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Democrazia Proletaria (DP) Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Radicale (PR) Sdtiroler Volkspartei (SVP) [3] PCI PSI PdUP Pour la Valle d'Aoste (DC RV UV UVP PRI) Democrazia Popolare-UVP Nuovo Partito Popolare Unione Slovena Tirol Partito Operaio Europeo Movimento per l'Indipendenza del Territorio Libero di Trieste Partito Democratico Partito della Sinistra Democratica Benessere e Civilt Totale

voti 14.209.519 +1.290.249 12.616.650 +3.544.196 3.540.309 2.238.339 1.239.492 1.135.546 557.025 480.122 394.439 184.375 26.748 24.091 20.234 10.927 8.183 7.664 5.522 4.540 2.797 1.757 1.299 36.709.578 +329.882 -658.423 -478.047 +180.949 -816.983 +30.611 -

voti (%) 38,71 +0,05 34,37 +7,22 9,64 +0,03 6,10 -2,57 3,38 -1,76 3,09 +0,23 1,52 -

seggi 262 -4

228 +49 57 -4

35 -21 15 -14 14 6 -1 -

1,31 -2,57 1,07 -

5 -15 4 3 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 630 = -

0,50 +0,04 0,07 0,07 0,06 0,03 0,02 0,02 0,02 0,01 0,01 0,00 0,00 100,00 -

Elezioni politiche italiane del 1976/Eletti Camera

Elezioni politiche italiane del 1976

50

Senato della Repubblica


Risultati complessivi[4]:

Vittorie comune per comune

totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 34.888.214

percentuale (%)

32.621.581 93,5 (su n. elettori) 31.449.431 96,4 (su n. votanti) 1.172.150 713.373 3,6 (su n. votanti) 2,2 (su n. votanti)

Il sistema elettorale del Senato formalmente uninominale maggioritario, nel caso che il candidato ottenga almeno il 65% dei voti. Per comodit di lettura e confrontabilit, i risultati sono riportati tenendo conto dei contrassegni associati ad ogni candidato.

Elezioni politiche italiane del 1976

51

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Partito Liberale Italiano (PLI) PLI PRI PSDI [5]

voti 12.227.353 10.637.772 3.208.164 2.086.430 974.940 846.415 438.265 334.898 265.947 158.584 78.170 52.922 51.353

voti (%) seggi 38,88 33,83 10,20 6,63 3,10 2,69 1,39 1,06 0,85 0,50 0,25 0,17 0,16 0,07 0,07 0,06 0,03 0,02 0,02 0,01 0,01 0,00 100,00 135 116 29 15 6 6 2 2 0 2 0 1 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 315

Partito Radicale (PR) Sdtiroler Volkspartei (SVP) Democrazia Proletaria (DP) PCI PSI [6]

PLI PRI DC RV UV UVP PRI PCI PSI - PdUP Democrazia Popolare-UVP Unione Slovena Tirol Nuovo Partito Popolare Partito Democratico Margherita Ave Totale [3]

22.917 21.072 17.699 9.023 7.193 4.827 3.074 1.892 521 31.449.431

Elezioni politiche italiane del 1976/Eletti Senato

Analisi Territoriale del voto


La Democrazia Cristiana risulta sostanzialmente stabile nel risultato complessivo ma ci frutto dell'unione della crescita elettorale nel Centro e in Sicilia, dove guadagna il 3% dei voti, del contenuto calo di consensi nel Nord Ovest e dell'ingente arretramento in Basilicata, dove perde il 5%, Trentino, in cui cala del 7% dei voti, Molise e Abruzzo, nelle cui province di Chieti e L'aquila perde il 5% dei voti. Queste quattro regioni, insieme a Nord Est e Nord della Sicilia, restano le zone forti della Dc che per si mantiene molto debole nel Nord Ovest e nelle Regioni Rosse. A queste ultime si aggiunge in questa tornata anche il Lazio dove la DC viene scavalcata per la prima volta dal PCI. Il Partito Comunista Italiano incrementa notevolmente i propri consensi su tutto il territorio nazionale con una crescita pi contenuta, intorno ai 6 punti percentuali, nelle Regioni Rosse, in quanto in queste regioni il PCI raggiungeva gi percentuali molto elevate. La zona di maggiore crescita senza dubbio in Sud dove il PCI riscontra delle crescite in doppia cifra. il caso della Campania e della Sardegna entrambe con un +10% frutto dell'incremento nelle province di Cagliari (+12%), Nuoro (+11%) e Napoli (+10%). Altre crescite rilevanti si riscontrano al Nord nelle province di Novara, Torino e Varese (+10%), e nel centro con le province di Isernia

Elezioni politiche italiane del 1976 (+10%) e Roma (+9%). Queste notevoli variazioni portano Lazio e Sardegna ad aggiungersi alle zone forti del PCI, Regioni Rosse, Nord Ovest e Sud della Sicilia. Si confermano, invece, ostili ai comunisti Triveneto, in cui comunque si nota una forte avanzata nelle zone costiere, Alta Lombardia, Molise, Nord della Sicilia e Campania con l'esclusione di Napoli. Anche la stabilit del Partito Socialista Italiano frutto di diversi cambiamenti nella distribuzione del voto. Si registra, infatti una crescita di consensi contenuta nel Nord Est, nel Centro, in Sardegna e nel Molise in cui cresce del 1%. Altrettanto contenuti sono i cali nel Nord Ovest e nel Sud, specie in Piemonte, Puglia e Calabria dove cala di un punto percentuale. In particolare si riscontrano cali notevoli nelle province di Cuneo (-4%) e Siracusa dove arretra del 9%. Questi cambiamento rendono il PSI pi omogeneo nella distribuzione elettorale con picchi in Lombardia, Nord Est e nella Provincia di Cosenza e una lieve debolezza nel Centro Sud. Il Movimento Sociale Italiano arretra fortemente in tutte le regioni, specialmente in quelle regioni dove era cresciuto molto nel 1972, Lazio, Campania e Sicilia, che restano per le zone forti dei missini oltre alla Provincia di Trieste e in generale al Centro Sud. I cali pi consistenti si registrano comunque nelle grandi citt del Sud, Napoli, Reggio Calabria, Catania (-8%) e Roma (-6%). Il Partito Socialista Democratico Italiano cala generalmente ovunque, con picchi di decrescita del 3-4% in Friuli-Venezia Giulia, Molise, e nelle province di Massa Carrara e Torino. Il PSDI risulta particolarmente incidente nel Nord, specialmente tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Il Partito Repubblicano Italiano cresce nel Nord Italia, soprattutto in Veneto dove cresce del 1%, cala nelle Marche e nel Lazio mentre resta stabile nel resto d'Italia. Alla solite zone forti di Romagna, e costiera Toscana si aggiunge anche il Piemonte grazie alla crescita nelle ultime due tornate elettorali. La Democrazia Proletaria risulta forte soprattutto nel Nord Italia e in particolare in Lombardia dove supera abbondantemente il 2% dei consensi. Fatica invece nel Centro Italia, non riuscendo a superare il punto percentuale in Emilia Romagna e Umbria. Il Partito Liberale Italiano arretra ovunque con un calo del 4% nel Nord Ovest. Resta comunque forte nel Nord, in Sicilia, nella Provincia di Benevento e nelle grandi citt. Il Partito Radicale risulta particolarmente forte nel Nord Ovest e nel Lazio grazie all'ottimo risultato di Roma dove supera il 2% dei voti. Arranca invece nel Sud dove non riesce a superare il mezzo punto percentuale in Molise, Basilicata e Calabria. Fonte: Ministero dell'Interno [7]

52

Galleria

Democrazia Cristiana

Partito Comunista Italiano

Partito Socialista Italiano

Movimento Sociale Italiano

Elezioni politiche italiane del 1976

53

Partito Socialista Democratico Italiano

Partito Repubblicano Italiano

Democrazia Proletaria

Partito Liberale Italiano

Partito Radicale

Distacco tra DC e PCI

Note
[1] Lo slogan "Turiamoci il naso e votiamo DC", originariamente di Gaetano Salvemini, fu ripreso dal giornalista Indro Montanelli. [2] ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI - Camera 20/06/1976 (http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=20/ 06/ 1976& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S) [3] Candidature presentata in Valle d'Aosta. Eletto deputato il comunista Ruggero Millet che abbandoner il gruppo nel corso della legislatura, senatore l'autonomista Pietro Fosson. [4] ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI - Senato 20/06/1976 (http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=S& dtel=20/ 06/ 1976& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S) [5] Candidature presentate in Liguria e Toscana. Eletti il repubblicano Cesare Zappulli per Genova Est e il socialdemocratico Sergio Fenoaltea per Firenze Centro. [6] Candidature presentate in Molise. Eletto il socialista Guido Campopiano per Larino. [7] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=20/ 06/ 1976& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S

Altri progetti
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 1976

54

Elezioni politiche italiane del 1979


Elezioni politiche 1979 Italia

VIII Legislatura Governi: Cossiga I (1979-1980) Cossiga II (1980) Forlani (1980-1981) Spadolini I (1981-1982) Spadolini II (1982) Fanfani V (1982-1983)

Precedenti 1976 Successive 1983

Le elezioni politiche del 1979 si tennero il 3 giugno, una settimana prima delle prime elezioni europee. Furono le terze elezioni anticipate negli anni Settanta, le prime in assoluto nella storia repubblicana a svolgersi a soli tre anni dalla precedente tornata. Per la prima volta nella storia elettorale repubblicana il Partito Comunista accus un calo dei voti; ci gli imped di effettuare l'agognato "sorpasso" (il raggiungimento, cio della maggioranza relativa) ai danni di una Democrazia Cristiana complessivamente stabile (-0,41% dei voti e lo stesso numero di deputati eletti rispetto alle consultazioni del 1976). Gli effetti elettorali della strategia della tensione furono un prosciugamento delle estreme a favore di una pi moderata contestazione antidemocristiana, riversata all'interno degli alleati minori di governo che ne ottennero tutti benefici pi o meno marcati. A destra, perse qualcosa il Movimento Sociale Italiano, che aveva subto la scissione di Democrazia Nazionale. I liberali sfiorarono il 2%, mentre il Partito Radicale ottenne pi del triplo dei voti rispetto a tre anni prima.

Elezioni politiche italiane del 1979

55

Risultati elettorali
Camera dei deputati
totale Elettori Votanti Voti validi Voti non validi di cui schede bianche 42.203.354 38.242.918 90,6 (su n. elettori) 36.671.309 95,9 (su n. votanti) 1.571.609 836.669 4,1 (su n. votanti) 2,2 (su n. votanti) percentuale (%)

Sistema elettorale proporzionale.


Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Radicale (PR) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Partito Liberale Italiano (PLI) Partito di Unit Proletaria per il comunismo (PdUP per il comunismo) Nuova Sinistra Unita Democrazia Nazionale-Costituente di Destra (DN-CD) Sdtiroler Volkspartei (SVP) Alleati per Trieste (ApT) Movimento Friuli (MF) UV - UVP - Dem.Pop. - PLI Unit della Sinistra Partito Sardo d'Azione (PSd'Az) DC-PSDI-PRI altri Totale [1] voti 14.046.291 -163.228 voti (%) 38,30 -0,41 30,38 -3,99 9,81 +0,17 5,26 -0,84 3,84 +0,46 3,45 +2,38 3,03 -0,06 1,94 +0,63 1,37 -0,15 0,80 0,63 seggi 262 0

11.139.231 -1.477.419 3.596.802 1.930.639 1.407.535 1.264.870 1.110.209 712.646 502.247 294.462 229.205 204.899 65.505 35.254 33.250 23.909 17.673 13.442 43.240 36.671.309 +56.493 -307.700 +168.043 +870.431 -25.337 +232.524 -54.778 +20.524

201 -27 62 30 20 +5 -5 +5

18 +14 16 9 6 0 0 4 1 +2 +4 = +1

+0,56 +0,06 0,18 0,10 0,09 0,07 0,05 0,04 0,14 100,00 -

0 1 0 0 0 0 630

Elezioni politiche italiane del 1979/Eletti Camera

Elezioni politiche italiane del 1979

56

Senato della Repubblica

Vittorie comune per comune

Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Radicale (PR) Sdtiroler Volkspartei (SVP) UV - UVP - Dem.Pop. - PLI [1]

voti 12.018.077 9.859.044 3.255.104 1.782.004 1.321.283 1.052.772 691.464 413.478 172.577 37.070 176.966 61.911 44.094 458.972 31.344.816

voti (%) seggi 38,34 31,45 10,38 5,69 4,22 3,36 2,21 1,32 0,55 0,12 0,56 0,20 0,14 1,46 100,00 138 109 32 13 9 6 2 2 3 1 0 0 0 0 315

Democrazia Nazionale-Costituente di Destra (DN-CD) Lista per Trieste (Lpt) Nuova Sinistra Unita altri Totale

Elezioni politiche italiane del 1979/Eletti Senato

Elezioni politiche italiane del 1979

57

Analisi Territoriale del voto


La Democrazia Cristiana subisce una lieve perdita di consensi frutto di un calo di 1-2 punti percentuali nel Nord Italia e di una crescita consistente del 2-3% nel Sud Italia, con le uniche eccezioni di Sardegna e Basilicata in cui la DC perde consensi. Nel particolare si registra un calo marcato in Friuli-Venezia Giulia, dove la DC perde il 6% dei voti, frutto di un crollo del 13% nella Provincia di Trieste dove si impone la Lista per Trieste. Altri cali notevoli si registrano nelle province di Cuneo e Bergamo dove la DC arretra del 3%. Per quanto riguarda, invece, la crescita di consensi, degni di nota sono le province di Reggio Calabria dove la DC guadagna circa il 7% dei voti, Benevento dove cresce del 6%, Caserta e Caltanissetta in cui avanza di 5 punti percentuali. A queste province si aggiunge il Molise che fa registrare una crescita della DC del 4%, facendo diventare il Molise la regione pi democristiana d'Italia, prima di Veneto e Abruzzo che, insieme a Nord della Sicilia e Campania senza Napoli, restano le zone forti della DC. Resta invece debole nelle Zone Rosse, nel Nord Ovest e nella Provincia di Cagliari. Il Partito Comunista Italiano subisce una consistente perdita di consensi rispetto alle elezioni precedenti frutto di un calo generale particolarmente forte nel Sud Italia. Infatti, mentre nel Nord perde circa il 2-3% dei voti e l'1-2% nelle Regioni Rosse, al Sud arretra di 4-5 punti percentuali. In particolare la Campania che fa registra il calo pi marcato, 7%, risultato di un arretramento del 9% nella Provincia di Napoli. Seguono la Calabria, la Sicilia e il Lazio con un calo del 6%, come le province di Isernia e Trieste. Al Nord si registra una perdita di consensi soprattutto in Piemonte (-5%) e nella Lombardia Occidentale con Milano e Varese che fanno registrare un calo del 4% dei voti per il PCI. In generale comunque la distribuzione elettorale dei comunisti non cambia notevolmente: le Regioni Rosse restano il cuore del PCI come il Nord Ovest la seconda area d'influenza. La Provincia di Cagliari, con l'indebolimento della DC, sembra essere l'unica delle zone dell'exploit comunista del '76 ad aver mantenuto il predominio comunista. Si confermano ostili al PCI il Triveneto, l'Alta Lombardia, la Campania e il Nord della Sicilia. Il Partito Socialista Italiano cresce nel Nord Ovest e nel Sud Italia mentre cala nel Nord Est. In particolare cresce notevolmente in Provincia di Messina (+3%), in Calabria e in Provincia di Alessandria (+1%). Al contrario arretra in Provincia di Belluno (-3%) e in Friuli-Venezia Giulia (-4%) che passa da zona forte del PSI a zona debole aggiungendosi al Centro Italia con l'esclusione dell'Umbria. Il risultato di questa tornata elettorale il riequilibrio nella distribuzione territoriale del voto. Il PSI, infatti, risulta l'unico partito equamente distribuito sul territorio nazionale restando poco pi debole della media solo in alcune regioni. Il Movimento Sociale Italiano arretra su tutto il territorio nazionale, con un calo meno marcato nel Nord Italia che si conferma lontana dal MSI. Nel Centro- Sud, invece, i missini perdono circa l'1% dei voti ma restano comunque forti, specialmente in Lazio, Campania in cui insieme alla Calabria perdono quasi il 2% dei consensi, Puglia e nelle province di Catania e Reggio Calabria pur perdendo il 3% dei voti. Altri cali marcati si registrano nelle province di Messina (-5%), Trapani (-4%) che abbassano il dato della Sicilia del 3%, e Trieste in cui il MSI perde 4 punti percentuali. Il Partito Socialista Democratico Italiano registra una crescita generale con le uniche eccezioni di Marche e Molise regione in cui perde l'1% dei voti. Si conferma forte nel Nord Ovest, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Belluno. A queste zone si aggiunge la Sicilia in cui cresce dell'1% grazie soprattutto all'ottimo risultato della Provincia di Catania (+3%). Un'altra crescita notevole si registra nella Provincia di Cosenza dove cresce del 2%. Il Partito Radicale ottiene un ottimo risultato grazie ad una crescita generale, molto marcata nel Nord Italia dove del 3-4% confermando questa come la sua principale zona d'interesse oltre le grandi citt. La crescita nel Centro (1-2%) notevole ma limitata rispetto al resto d'Italia, mentre al Sud in linea con il trend nazionale intorno al 2-3%. Il Partito Repubblicano Italiano sostanzialmente stabile. Le uniche variazioni degne di nota riguardano la Sicilia in cui cresce dell'1%, il Molise e il Friuli-Venezia Giulia dove invece perde l'1% dei voti. La Sicilia entra quindi di diritto tra le zone forti del PRI affiancandosi al Nord Ovest, alla Romagna e al costa toscana. Il Partito Liberale Italiano cresce quasi esclusivamente nel Nord Italia, in particolare in Piemonte (+1,5%), mentre nel resto del paese risulta stabile o in lievissima crescita. Si conferma forte nel Nord e in alcune province del Sud

Elezioni politiche italiane del 1979 come Benevento e Messina. Il Partito di Unit Proletaria subisce un calo di consensi nel Nord Italia, specialmente nel Trentino-Alto Adige dove perde l'1% dei voti, mentre risulta stabile nel Centro e nel Sud, con l'unica eccezione della Basilicata in cui cresce dell'1%. Nonostante il calo il nord si conferma la zona pi favorevole ai demoproletari che nel Centro-Sud continuano ad arrancare. Fonte: Ministero dell'Interno [2]

58

Galleria

Democrazia Cristiana

Partito Comunista Italiano

Partito Socialista Italiano

Movimento Sociale Italiano

Partito Socialista Democratico Italiano

Partito Radicale

Partito Repubblicano Italiano

Partito Liberale Italiano

Partito di Unit Proletaria

Distacco tra DC e PCI

Elezioni politiche italiane del 1979

59

Note
[1] candidatura presentata in Valle d'Aosta [2] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=03/ 06/ 1979& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S

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Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 1983


Elezioni politiche del 1983 Italia

IX Legislatura Governi: Craxi I (1983-1986) Craxi II (1986-1987) Fanfani VI (1987)

Precedenti 1979 Successive 1987

Le elezioni politiche del 1983 si tennero il 26 giugno. Registrarono un incremento di voti del Partito Repubblicano dovuto al suo segretario Giovanni Spadolini che era stato il primo Presidente del Consiglio non democristiano della storia della Repubblica Italiana[1], ed una marcata flessione della Democrazia Cristiana che scese per la prima volta al di sotto del 35%: la differenza tra DC e PCI fu di solo un milione di voti alla Camera e mezzo milione al Senato, mai cos bassa nella storia. Successivamente Bettino Craxi divenne capo del governo, il primo nella storia sotto la guida di un partito di sinistra.

Elezioni politiche italiane del 1983

60

Risultati elettorali
Camera dei deputati
Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Radicale (PR) Democrazia Proletaria (DP) Partito Nazionale Pensionati Sdtiroler Volkspartei (SVP) Liga Veneta Lista per Trieste (LpT) Partito Sardo d'Azione UV - UVP - Dem.Pop. altri Totale [2] voti 12.153.081 -1.893.210 11.032.318 4.223.362 2.511.487 1.874.512 1.508.234 1.066.980 809.810 542.039 503.461 184.940 125.311 92.101 91.923 28.086 158.360 36.906.005 -106.913 +626.560 +580.848 +764.303 +100.699 +354.334 -455.060 -19.959 +74.250 -5.164 voti (%) 32,93 -5,37 29,89 -0,49 11,44 +1,63 6,81 +1,55 5,08 +2,05 4,09 +0,25 2,89 +0,95 2,19 -1,26 1,47 1,36 seggi 225 -37 198 -3

73 +11 42 +12 29 +13 23 16 11 7 0 3 1 0 1 1 0 630 +3 +7 -7 +7 -1 +1 +1 = -

0,50 -0,06 0,34 0,25 0,25 +0,2

0,08 -0,01 0,43 100,00 -

Elezioni politiche italiane del 1983/Eletti Camera

Senato della Repubblica


Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Liberale Italiano (PLI) Partito Radicale (PR) Sdtiroler Volkspartei (SVP) PLI - PRI [3] voti 10.077.204 9.577.071 3.539.593 2.283.524 1.452.279 1.184.936 834.771 548.229 157.478 127.394 91.137 76.848 [2] 26.547 voti (%) seggi 32,41 30,81 11,39 7,35 4,67 3,81 2,69 1,76 0,51 0,41 0,29 0,25 0,09 120 107 38 18 10 8 6 1 3 1 1 1 1

Liga Veneta Partito Sardo d'Azione UV - UVP - Dem.Pop.

Elezioni politiche italiane del 1983

61
1.110.393 31.096.201 3,57 100,00 0 315

altri Totale

Elezioni politiche italiane del 1983/Eletti Senato

Note
[1] Biografia di Spadolini su Italiadonna (http:/ / www. italiadonna. it/ public/ percorsi/ biografie/ m095. htm) [2] Candidatura autonomista presentata in Valle d'Aosta. [3] Candidature presentate in Toscana e Abruzzo. Eletto il repubblicano Aride Rossi per Firenze Centro.

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Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 1987

62

Elezioni politiche italiane del 1987


Elezioni politiche del 1987 Italia

X Legislatura Governi: Goria (1987-1988) De Mita (1988-1989) Andreotti VI (1989-1991) Andreotti VII (1991-1992)

Precedenti 1983 Successive 1992

Le elezioni politiche del 1987 si tennero il 14 giugno. Il Partito Socialista Italiano guidato da Bettino Craxi (che tra il 1983 e il 1987 aveva guidato due governi di Pentapartito) ottenne il miglior risultato dal 1958. La Democrazia Cristiana recuper consensi rispetto al 1983; fu un proprio esponente, Giovanni Goria, il presidente del Consiglio nominato dopo questa consultazione. Il Partito Comunista Italiano, alle prime elezioni dopo la scomparsa di Enrico Berlinguer (avvenuta tre anni prima), perse diversi voti e questa fu l'ultima consultazione per il rinnovo di Camera e Senato a cui il PCI partecip. La "novit" di queste consultazioni furono le Liste Verdi, che ottennero alla Camera quasi un milione di voti. Iniziava inoltre la sua storia parlamentare anche la Lega Lombarda, che ottenne un seggio in entrambi i rami del Parlamento.

Risultati elettorali
Camera dei deputati
Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Repubblicano Italiano (PRI) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Radicale (PR) Liste Verdi voti 13.241.188 +1.088.107 10.254.591 -777.727 voti (%) 34,31 +1,38 26,57 -3,32 14,27 +2,83 5,91 -0,9 seggi 234 +9

177 -21 94 +21 35 21 17 13 -7 -8 -6 +2

5.505.690 +1.282.328 2.282.256 1.429.628 1.140.910 988.180 969.330 -229.231 -444.884 -367.324 +178.370 -

3,70 -1,38 2,96 -1,13 2,56 +0,37 2,51 -

13 +13

Elezioni politiche italiane del 1987

63
810.216 642.161 202.022 186.255 170.040 41.707 728.209 38.592.383 -256.764 +100.122 +17.082 +78.117 +13.621 2,10 -0,79 1,66 +0,19 0,52 +0,02 0,48 11 8 3 1 2 1 0 630 -5 +1 = +1 +1 +1 -

Partito Liberale Italiano (PLI) Democrazia Proletaria (DP) Sdtiroler Volkspartei (SVP) Lega Lombarda Partito Sardo d'Azione UV - ADP - PRI altri Totale [1]

0,44 +0,19 0,11 +0,03 1,89 100,00 -

Elezioni politiche italiane del 1987/Eletti Camera

Senato della Repubblica


Partiti Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Repubblicano Italiano (PRI) PSI - PSDI - PR [2] voti 10.897.036 9.181.579 3.535.457 2.121.026 1.248.641 962.215 764.370 700.330 634.182 572.461 493.667 171.539 137.276 124.266 [3] 84.883 58.501 35.830 690.602 32.413.861 voti (%) seggi 33,62 28,33 10,91 6,54 3,85 2,97 2,36 2,16 1,96 1,77 1,52 0,53 0,42 0,38 0,26 0,18 0,11 2,13 100,00 125 101 36 16 8 9 5 3 1 3 1 2 1 1 1 1 1 0 315

Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Liberale Italiano (PLI) Liste Verdi Partito Radicale (PR) Democrazia Proletaria (DP) Sdtiroler Volkspartei (SVP) Lega Lombarda Partito Sardo d'Azione Alleanza Laico Socialista PSI - PSDI - PR - Verdi UV - ADP - PRI altri Totale [1]

[4]

Elezioni politiche italiane del 1987/Eletti Senato

Elezioni politiche italiane del 1987

64

Note
[1] Candidatura autonomista presentata in Valle d'Aosta. [2] Candidature presentate in Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Calabria. Eletti i socialisti Delio Meoli per Genova III, Luigi Covatta per Ferrara, Renzo Santini per Portomaggiore, Fabio Fabbri per Parma, Silvano Signori per Grosseto, Sisinio Zito per Locri; i socialisti indipendenti Gianfranco Mariotti per La Spezia e Giuseppe Lelio Petronio per Lamezia Terme; il socialdemocratico Antonio Cariglia per Massa-Carrara. I socialisti indipendenti furono quei senatori prestati dal PSI ai radicali per permettere la creazione di un loro gruppo parlamentare, il Gruppo Federalista Europeo Ecologista. [3] Candidature presentate in Sardegna dalla coalizione formata da: Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Partito Liberale Italiano e Partito Radicale. Eletto il socialista Paolo Fogu per Iglesias. [4] Candidature presentate in Trentino-Alto Adige. Eletto il verde Marco Boato per Trento.

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Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 1992


Elezioni politiche del 1992 Italia

XI Legislatura Governi: Amato I (1992 1993) Ciampi (1993 - 1994) Camera - Senato

Eletti

Precedenti 1987 Successive 1994

Le elezioni politiche italiane del 1992 si tennero il 5 e 6 aprile.

Elezioni politiche italiane del 1992

65

Quadro politico
Dal punto di vista storico-politico queste elezioni segnarono alcune importanti novit: Come effetto della Svolta della Bolognina, sono le prime elezioni politiche senza il Partito Comunista Italiano e Democrazia Proletaria e le prime col Partito Democratico della Sinistra e il Partito della Rifondazione Comunista[1]. La prima netta affermazione della Lega Nord in diverse zone dell'Italia settentrionale che pu cos costituire i suoi primi gruppi parlamentari[2]. La Democrazia Cristiana ottenne il suo minimo storico e per la prima volta in un'elezione di rilevanza nazionale non supera il 30% dei consensi[3]. Anche il Partito Socialista Italiano per la prima volta dal 1979 ha una lieve flessione[4]. Il Quadripartito al governo si ferma al 48,85% pari a 331 seggi alla Camera e 163 al Senato, risultato che rese difficile la formazione di una forte maggioranza parlamentare[5]. Il quasi contestuale scoppio del caso Tangentopoli port alla fine della legislatura dopo solo due anni e pi in generale della cosiddetta Prima Repubblica. Le elezioni politiche del 1992 furono le ultime svoltesi con sistema elettorale proporzionale con preferenze[6].

Risultati elettorali
Calendario delle elezioni in Italia

Camera dei Deputati


Liste Democrazia Cristiana Partito Democratico della Sinistra Partito Socialista Italiano Lega Nord Rifondazione Comunista Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale Partito Repubblicano Italiano Partito Liberale Italiano Federazione dei Verdi Partito Socialista Democratico Italiano La Rete Voti 11.637.569 6.317.962 5.343.808 3.395.384 2.201.428 2.107.272 1.723.756 1.121.854 1.093.037 1.066.672 730.293 % 29,65 16,10 13,62 8,65 5,61 5,37 4,39 2,86 2,79 2,72 1,86 Seggi 206 107 92 55 35 34 27 17 16 16 12

Elezioni politiche italiane del 1992

66
486.344 320.061 220.509 198.431 193.228 154.987 152.396 134.093 90.875 69.648 53.993 49.027 48.659 42.884 41.404 33.579 30.724 28.008 25.862 22.401 15.106 15.054 11.263 10.109 8.035 5.999 5.832 5.722 5.046 4.422 4.054 3.380 2.848 2.818 2.418 2.108 1.472 1.208 464 1,24 0,82 0,56 0,51 0,49 0,39 0,39 0,34 0,23 0,18 0,14 0,12 0,12 0,11 0,11 0,09 0,08 0,07 0,07 0,06 0,04 0,04 0,03 0,03 0,02 0,02 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,01 0,004 0,003 0,001 7 0 0 3 0 1 1 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

Lista Pannella S Referendum Partito Pensionati Sdtiroler Volkspartei Caccia Pesca Ambiente Federalismo - Pensionati Uomini Vivi Lega Autonomia Veneta Lega Casalinghe Pensionati Lega Alpina Lumbarda Lega Alpina Piemont Lega d'Azione Meridionale Veneto Autonomo Union Veneto Verdi Federalisti Valle d'Aoste Lega Lombardia Europea Terra Libera Gruppo Dolchi-Fosson Lega delle Leghe Verdi Verdi Partito dell'Amore Partidu Sardu Indipendentista Alleanza Lombarda Piemont Liber Movimento Politico Difesa Automobilisti Lega Marche Lega Lazio Lega Padana Emilia-Romagna Cooperazione Sviluppo Territorio Partito Cristiano della Democrazia Movimento Autonomista Toscano Lega Meridionali d'Italia Partito Europa 2000 Vivere Insieme Partito Giustizialista Movimento delle Libert Movimento Europeo Automobilisti Lega Nazionale di Protesta Rinnovamento Lega Meridionale per l'Unit Nazionale

Elezioni politiche italiane del 1992

67
39.243.506 100,00 630

Totale
Archivio Storico Elezioni [7]

Senato della Repubblica


Liste Democrazia Cristiana Partito Democratico della Sinistra Partito Socialista Italiano Lega Nord Rifondazione Comunista Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale Partito Repubblicano Italiano Federazione dei Verdi Partito Liberale Italiano Partito Socialista Democratico Italiano S Referendum La Rete Partito Pensionati Federalismo - Pensionati Uomini Vivi Sdtiroler Volkspartei Lista Pannella Lista per la Calabria Lega Autonomia Veneta Lega Casalinghe-Pensionati Lega Alpina Lumbarda Caccia Pesca Ambiente Lega Alpina Lumbarda Lega Lombardia Europea Terra Libera Veneto Autonomo Lega d'Azione Meridionale Lista per il Molise Verdi Federalisti Union Veneto Senza Confini Valle d'Aoste Alleanza Lombarda Gruppo Dolchi-Fosson Verdi Verdi Lega delle Leghe Voti 9.088.494 5.682.888 4.523.873 2.732.461 2.171.950 2.171.251 1.565.142 1.027.303 939.159 853.895 332.318 239.868 215.889 174.713 168.113 166.708 143.976 142.446 134.327 119.153 116.395 73.297 52.366 50.938 49.769 48.352 47.051 42.967 36.115 34.150 32.748 31.175 29.217 24.051 % 27,27 17,05 13,57 8,20 6,52 6,51 4,70 3,08 2,82 2,56 1,00 0,72 0,65 0,52 0,50 0,50 0,43 0,43 0,40 0,36 0,35 0,22 0,16 0,15 0,15 0,15 0,14 0,13 0,11 0,10 0,10 0,09 0,09 0,07 Seggi 107 64 49 25 20 16 10 4 4 3 0 3 0 1 3 0 2 1 0 1 0 0 0 0 0 1 0 0 0 1 0 0 0 0

Elezioni politiche italiane del 1992

68
16.875 13.426 7.578 7.445 6.793 6.546 3.678 3.266 492 0,05 0,04 0,02 0,02 0,02 0,02 0,01 0,01 0,001 0 0 0 0 0 0 0 0 0 315

Partito dell'Amore Partidu Sardu Indipendentista Lega Marche Lega Lazio Movimento delle Libert Movimento Autonomista Toscano Movimento Europeo Automobilisti Movimento Politico Difesa Automobilisti Lega Meridionale per l'Unit Nazionale Totale
Archivio Storico Elezioni [8]

33.328.617 100,00

Note
[1] Il popolo rosso tradisce la "svolta" (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 1992/ aprile/ 07/ popolo_rosso_tradisce_svolta__co_0_9204076237. shtml) [2] "Il dato dovrebbe far riflettere chi sta a Roma" (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 1992/ aprile/ 07/ dato_dovrebbe_far_riflettere_chi_co_0_9204076488. shtml) [3] Finita l'epoca della "diga anticomunista", la formula s'inceppa (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 1992/ aprile/ 07/ finita_epoca_della_diga_anticomunista_co_6_920407004. shtml) [4] Il Gran Decisionista cade in piedi (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 1992/ aprile/ 07/ Gran_Decisionista_cade_piedi_co_0_9204076211. shtml) [5] Comincia l'era dell'ingovernabilit (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 1992/ aprile/ 07/ comincia_era_dell_ingovernabilita__co_0_9204076681. shtml) [6] La rivoluzione del 4 agosto (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 1993/ agosto/ 05/ rivoluzione_del_agosto_co_0_9308058055. shtml) [7] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=05/ 04/ 1992& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S [8] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=S& dtel=05/ 04/ 1992& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S

Elezioni politiche italiane del 1994

69

Elezioni politiche italiane del 1994


Elezioni politiche del 1994 Italia

XII Legislatura Governi: Berlusconi I (1994 1995) Dini (1995 - 1996) Camera - Senato

Eletti

Precedenti 1992 Successive 1996

Le elezioni politiche italiane del 1994 si tennero il 27 e 28 marzo. Si vot in due giornate per venire incontro alle richieste delle comunit ebraiche, che il 27 celebravano la loro Pasqua. [1]

Quadro politico
Queste elezioni politiche arrivarono dopo alcuni eventi che avevano modificato significativamente il quadro politico italiano. Gli avvenimenti storici dei primi anni novanta suscitarono una profonda ridefinizione dei riferimenti identitari di cui i soggetti politici erano portavoci: ci implic spinte di rinnovamento sia nelle forze di sinistra che in quelle tendenzialmente moderate. Nel 1992 e nel 1993 si era verificata una grave crisi della politica italiana, conseguenza dello scandalo di Tangentopoli e della relativa inchiesta giudiziaria (Mani Pulite): la notizia di gravi fatti di corruzione port a perdite di consenso dei partiti tradizionali che, fino ad allora, avevano esercitato un ruolo predominante nella politica italiana. Nel 1993, a seguito di un referendum, fu adottata una nuova legge elettorale, la cosiddetta legge Mattarella; il nuovo sistema elettorale era misto maggioritario e proporzionale. Il 75% dei seggi (475 per la Camera, 232 per il Senato) assegnato tramite un sistema uninominale maggioritario a turno unico; il restante 25% dei seggi (155 per la Camera, 83 per il Senato) tramite un sistema proporzionale. Per il maggioritario, il territorio nazionale suddiviso in tanti collegi quanti sono i seggi da assegnare: ottiene il seggio il soggetto che, nel relativo collegio, abbia ottenuto la maggioranza relativa dei voti. Per il proporzionale, la distribuzione dei seggi avviene alla Camera su base nazionale, tra le liste che abbiano superato il 4%; al Senato su base regionale, in base ai seggi spettanti a ciascuna regione. Tutti questi cambiamenti ebbero una tale portata che si arriv a parlare di Prima Repubblica e Seconda Repubblica Dopo una fase di grandi trasformazioni, i principali soggetti che delinearono il nuovo scenario politico furono: il Partito Democratico della Sinistra, dalle istanze del Partito Comunista Italiano;

Elezioni politiche italiane del 1994 il Partito Popolare Italiano, dalle istanze della Democrazia Cristiana; Forza Italia, che coagul attorno alla figura di Silvio Berlusconi segmenti di elettorato liberale, ex-socialista ed ex-democristiano ricollocandolo nell'ambito del centro destra; Alleanza Nazionale, dalle istanze del Movimento Sociale Italiano.[2] Da sottolineare inoltre la nascita di alcuni soggetti volti a riassumere in modo trasversale tradizioni politiche differenti. Le varie formazioni politiche si presentarono secondo la nuova logica coalizionale, pur non prefigurando un sistema bipolare. Le coalizioni furono infatti tre: L'Alleanza dei Progressisti, guidata da Achille Occhetto, si propose come coalizione di centro sinistra: era formata da Partito Democratico della Sinistra, Rifondazione Comunista, Federazione dei Verdi, Partito Socialista Italiano, La Rete, Alleanza Democratica, Cristiano Sociali. Il Polo delle Libert e il Polo del Buon Governo si presentavano come coalizioni di centro destra, tra loro collegate, sotto la guida di Silvio Berlusconi. Il Polo delle Libert comprendeva Forza Italia e Lega Nord, il Polo del Buon Governo Forza Italia e Alleanza Nazionale; entrambe le coalizioni includevano anche il Centro Cristiano Democratico e talora alcune formazioni minori (Unione di Centro, Polo Liberal-Democratico). [3] Il Patto per l'Italia, guidato da Mariotto Segni, si propose come coalizione di centro, formata dall'alleanza composta dal Partito Popolare Italiano e il Patto Segni.

70

Risultati elettorali
Calendario delle elezioni in Italia

Camera dei deputati


Quota proporzionale

Elezioni politiche italiane del 1994

71

Liste Forza Italia Partito Democratico della Sinistra Alleanza Nazionale Partito Popolare Italiano Lega Nord Rifondazione Comunista Patto Segni Lista Pannella Federazione dei Verdi Partito Socialista Italiano La Rete Alleanza Democratica Sdtiroler Volkspartei Socialdemocrazia per le Libert Altre liste Totale
Archivio Storico Elezioni [4]

Voti

Seggi 30 38 23 29 11 11 13 -

8.136.135 21,01 7.881.646 20,36 5.214.133 13,47 4.287.172 11,07 3.235.248 2.353.946 1.811.814 1.359.283 1.047.268 849.429 719.841 456.114 231.842 179.495 8,36 6,05 4,68 3,51 2,70 2,19 1,86 1,18 0,60 0,46

38.717.043

155

Quota maggioritaria Si noti che le espressioni Polo delle Libert e Polo del Buon Governo, sebbene ampiamente utilizzate anche nella letteratura scientifica, si prestano ad alcuni problemi di ufficialit: entrambe le coalizioni, infatti, non si presentavano con un proprio contrassegno identificativo (come, invece, i Progressisti e il Patto per l'Italia), bens i rispettivi candidati di collegio erano collegati ad un insieme di pi liste.
Liste Progressisti Polo delle Libert Patto per l'Italia Polo del Buon Governo Alleanza Nazionale Forza Italia Lista Pannella Sdtiroler Volkspartei Socialdemocrazia per le Libert Altre liste Totale
Election Resources [5]

Voti

Seggi 164 164 4 129 8 1 3 -

12.632.680 32,81 8.767.720 22,77 6.019.038 15,63 5.732.890 14,89 2.566.848 679.154 432.666 188.017 147.493 6,66 1,76 1,12 0,49 0,38

38.504.158

475

Elezioni politiche italiane del 1994

72

Senato della Repubblica


Liste Voti % Seggi Maggioritario Proporzionale Totale Progressisti Polo delle Libert Patto per l'Italia Polo del Buon Governo Alleanza Nazionale Lista Pannella - Riformatori Partito Pensionati Lega Alpina Lumbarda Sdtiroler Volkspartei Lega Autonomia Veneta Forza Italia - Centro Cristiano Democratico altri Totale
Archivio Storico Elezioni [6]

10.881.320 32,90 6.570.468 19,87 5.526.090 16,69 4.544.573 13,74 2.077.934 767.765 250.637 246.046 217.137 165.370 149.965 6,28 2,32 0,76 0,74 0,66 0,50 0,45

96 74 3 54 3 2

26 8 28 10 8 1 1 1 83

122 82 31 64 8 1 1 3 1 2 315

33.081.549

232

Seggi per collegamento di liste


Gruppi e liste collegate Progressisti PDS - PRC - FDV - PSI - La Rete - AD PDS - PRC - FDV - PSI - La Rete PDS - PRC - FDV - PSI - AD PDS - PRC - FDV - PSI PDS - PRC - PSI - La Rete - AD PDS - PRC - PSI - AD PDS - PRC - AD PDS - FDV - PSI PDS - La Rete - AD PDS - La Rete PDS - Patto di Solidariet PRC FDV - AD PSI La Rete Polo delle Libert Forza Italia - Lega Nord Numero di collegamenti Seggi proclamati 469 193 43 102 25 11 18 14 5 20 24 3 3 5 1 2 235 204 164 63 10 63 1 1 7 4 4 4 1 2 2 1 1 164 161

Elezioni politiche italiane del 1994

73
13 18 461 343 100 7 5 3 2 1 188 154 34 280 43 4 7 2 1 4 4 129 106 23 8 1 3 1 1 475

Forza Italia Lega Nord Patto per l'Italia Partito Popolare Italiano Patto Segni PPI - Patto Segni Autonomia Socialista Movimento Liberaldemocratici e Socialisti Socialdemocrazia per le Libert PPI - Socialdemocrazia per le Libert Polo del Buon Governo Forza Italia - Alleanza Nazionale Alleanza Nazionale Alleanza Nazionale Forza Italia Sudtiroler Volkspartei Lega d'Azione Meridionale Collegio Valle d'Aosta TOTALE
Politiche Interno [7]

Collegamenti esterni
Tribune Speciali Parlamentari, appello finale agli elettori, del 25/03/1994 [8] Contrassegni [9]

Note
[1] Paolo Conti. Tempi supplementari, urne aperte il 28 (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 1994/ gennaio/ 18/ tempi_supplementari_urne_aperte_28_co_0_940118223. shtml). Corriere della sera, 18 01 1994. URL consultato in data 27-04-2010. [2] Il passaggio dal Movimento Sociale Italiano ad Alleanza Nazione fu ufficialmente formalizzato nel 1995, con il Congresso di Fiuggi [3] Per la Camera dei deputati: il Polo della Libert si presentava in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Toscana; il Polo del Buon Governo in Umbria, Lazio, Molise, Campania 1, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna; Forza Italia (autonomamente) in Abruzzo, Campania 2, Marche; Alleanza Nazionale in tutte le circoscrizioni ove non configurava il Polo del Buon Governo. Per il Senato si ebbe il medesimo schema, con due sole eccezioni (nelle Marche si present il Polo delle Libert, il Polo del Buon Governo figur in tutti i collegi della Campania) [4] http:/ / elezionistorico. interno. it/ liste. php?tp=C& dt=27/ 03/ 1994& cta=I& tpEnte=A& tpSeg=C& numEnte=0& sut1=& sut2=& sut3=& descEnte=& descArea=ITALIA& codTipoSegLeader= [5] http:/ / electionresources. org/ it/ chamber. php?election=1994 [6] http:/ / elezionistorico. interno. it/ liste. php?tp=S& dt=27/ 03/ 1994& cta=I& tpEnte=A& tpSeg=C& numEnte=0& sut1=& sut2=& sut3=& descEnte=& descArea=ITALIA& codTipoSegLeader= [7] http:/ / replay. waybackmachine. org/ 20061209222831/ http:/ / politiche. interno. it/ [8] http:/ / www. radioradicale. it/ scheda/ 64202/ 64271-elezioni-politiche-1994-appelli-finali [9] http:/ / contrassegnielettorali. blogspot. com/ 2010/ 03/ contrassegni-elezioni-politiche-1994. html

Elezioni politiche italiane del 1996

74

Elezioni politiche italiane del 1996


Elezioni politiche 1996 Italia

XIII Legislatura Governi: Prodi I (1996-1998) D'Alema I (1998-1999) D'Alema II(1999-2000) Amato II (2000-2001)

Precedenti 1994 Successive 2001

Le elezioni politiche del 1996 si sono tenute il 21 aprile. Rispetto alle precedenti elezioni politiche 1994, quelle del 1996 segnarono pi compiutamente il passaggio ad un sistema bipolare. I partiti "centristi", nel 1994, si erano presentati nel Patto per l'Italia ma, essendo stati fortemente penalizzati dal sistema elettorale maggioritario, furono indotti a trovare una collocazione nell'ambito di due schieramenti tra loro contrapposti. Il Partito Popolare Italiano promosse un'alleanza di centro-sinistra, mentre alcuni settori si dissociarono e fondarono i Cristiani Democratici Uniti, nello schieramento di centro-destra. Il Patto Segni si present invece all'interno di Rinnovamento Italiano. Le coalizioni che si affrontarono furono: L'Ulivo, guidato da Romano Prodi, era costituito da Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Comitati per l'Italia che vogliamo, Rinnovamento Italiano e Federazione dei Verdi, e che giunse ad un accordo elettorale di desistenza con Rifondazione Comunista; il Polo per le Libert, guidato dal Silvio Berlusconi, era costituito da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici Uniti, con alcuni accordi minimali con la Lista Pannella. Si presentava invece in modo autonomo la Lega Nord.

Camera dei deputati


Quota proporzionale

Elezioni politiche italiane del 1996

75

Liste Partito Democratico della Sinistra Forza Italia Alleanza Nazionale Lega Nord Rifondazione Comunista Popolari per Prodi Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici Uniti Rinnovamento Italiano Federazione dei Verdi Lista Pannella-Sgarbi Fiamma Tricolore Partito Socialista Altri Totale

voti

seggi 26 37 28 20 20 4 12 8 -

7.894.118 21,06 7.712.149 20,57 5.870.491 15,66 3.776.354 10,07 3.213.748 2.554.072 2.189.563 1.627.380 938.665 702.988 339.351 149.441 8,57 6,81 5,84 4,34 2,50 1,88 0,91 0,40

37.484.398

155

Quota maggioritaria
Liste L'Ulivo Polo per le Libert Lega Nord Progressisti Fiamma Tricolore Sdtiroler Volkspartei Altre liste Totale 37.295.109 voti % seggi 246 169 39 15 3 3 475

15.725.655 42,16 15.027.030 40,29 4.038.239 10,83 982.505 624.558 156.708 2,63 1,67 0,42

Cifre elettorali
Liste Partito Democratico della Sinistra Forza Italia Alleanza Nazionale Lega Nord Rifondazione Comunista Popolari per Prodi Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici Uniti Rinnovamento Italiano Totale Cifra elettorale nazionale Voti scorporati 3.579.313 5.046.792 3.896.213 2.758.140 2.818.260 582.768 1.670.682 1.086.309 21.438.477 4.314.805 2.665.357 1.974.278 1.018.214 395.488 1.971.304 518.881 541.071 12.399.398

Elezioni politiche italiane del 1996

76

Seggi per collegamento di liste


Gruppi e liste collegate L'Ulivo Partito Democratico della Sinistra Popolari per Prodi Rinnovamento Italiano Federazione dei Verdi Partito Sardo d'Azione PDS - P-S-P-U-P - RI - FDV PDS - P-S-P-U-P - FDV PDS - RI - FDV PDS - RI Polo per le Libert Forza Italia Alleanza Nazionale CCD-CDU Lega Nord Progressisti Partito della Rifondazione Comunista PDS - PRC - P-S-P-U-P - FDV Sudtiroler Volkspartei Popolari per Prodi Lega d'Azione Meridionale Democrazia-Libert Popolari per Prodi Collegio Valle d'Aosta TOTALE Numero di collegamenti Seggi proclamati 444 211 136 39 33 8 1 9 6 1 474 232 162 80 229 27 22 5 3 3 1 1 1 246 130 59 16 21 4 9 6 1 169 86 65 18 39 15 12 3 3 3 1 1 1 1 475

Senato della Repubblica

Elezioni politiche italiane del 1996

77

Liste

Voti

Seggi Maggioritario Proporzionale Totale

L'Ulivo Polo per le Libert Lega Nord Progressisti Fiamma Tricolore Lista Pannella Partito Socialista Sdtiroler Volkspartei Union Valdtaine Totale

13.444.978 41,21 12.185.020 37,35 3.394.733 10,41 934.974 747.487 509.826 286.426 178.425 29.538 32.624.584 2,87 2,29 1,56 0,88 0,55 0,1

134 67 18 10 2 1 232

23 49 9 1 1 83

157 116 27 10 1 1 2 1 315

Voci correlate
Elezioni politiche italiane del 1996/Eletti Camera Risultati delle elezioni politiche italiane del 1996 (Camera dei deputati) Risultati delle elezioni politiche italiane del 1996 (Senato della Repubblica)

Fonti
Camera, quota proporzionale [1] Camera, quota maggioritaria [2] Senato [3] Cifre elettorali [4] Ripartizione dei seggi [5]

Collegamenti esterni
Elezioni politiche 1996, Camera dei deputati [6] Confronto tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi del 19/04/1996, Radio Radicale [7] Elezioni politiche 1996, appello agli elettori, Radio Radicale [8]
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 1996

78

Note
[1] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=21/ 04/ 1996& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S [2] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=21/ 04/ 1996& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S& unipro=uni [3] http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=S& dtel=21/ 04/ 1996& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S [4] http:/ / legislature. camera. it/ chioschetto. asp?content=deputati/ composizione/ leg13/ elezioni/ 03. proporzionale/ proporzionaletabelledicalcolo_listeammesse. asp& source=/ deputati/ composizione/ leg13/ elezioni/ 03. proporzionale/ 04. proporzionaletabelledicalcolo. asp [5] http:/ / legislature. camera. it/ deputati/ composizione/ leg13/ elezioni/ 03. proporzionale/ 05. proporzionaleripartizioneseggi. asp [6] http:/ / issuu. com/ election/ docs/ elezioni_1996 [7] http:/ / www. radioradicale. it/ scheda/ 194566/ dallarchivio-il-confronto-tra-silvio-berlusconi-e-romano-prodi-effettuato-a-poche-ore-dalla-conclusione [8] http:/ / www. radioradicale. it/ scheda/ 81108?format=32

Elezioni politiche italiane del 2001


Elezioni politiche 2001 Italia

XIII Legislatura Governi: Berlusconi II (2001-2005) Berlusconi III (2005-2006)

Precedenti 1996 Successive 2006

Le elezioni politiche italiane del 2001 si tennero il 13 maggio. Le due coalizioni tra loro contrapposte erano: la Casa delle Libert, guidata da Silvio Berlusconi, era costituita da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratico-Cristiani Democratici Uniti, Lega Nord, Nuovo Partito Socialista Italiano; l'Ulivo, guidato da Francesco Rutelli, era formato da Democratici di Sinistra, La Margherita, Federazione dei Verdi, Socialisti Democratici Italiani, Partito dei Comunisti Italiani. Rifondazione Comunista giunse ad un accordo elettorale con l'Ulivo (patto di non belligeranza), in base al quale RC non si sarebbe presentata nella quota maggioriaria della Camera; l'Italia dei Valori, invece, decise di correre in autonomia. Fuori dai due schieramenti principali si presentarono poi Democrazia Europea (che nel 2002 confluir dell'Unione Democratici Cristiani) e la Lista Bonino (che nel 2006 dar luogo con i Socialisti Democratici Italiani alla Rosa nel Pugno). La vittoria della Casa della libert netta e il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi conferisce a Berlusconi l'incarico di formare il nuovo governo. Nasce cos il governo Berlusconi II (dopo il primo governo costituitosi nel 1994) che rimarr in carica fino al 2005, battendo in tal modo il record di durata fino ad allora

Elezioni politiche italiane del 2001 detenuto dal governo Craxi I.

79

Camera dei deputati


Quota proporzionale
I risultati sono i seguenti[1]:
Liste Forza Italia Democratici di Sinistra La Margherita Alleanza Nazionale Rifondazione Comunista Lega Nord Italia dei Valori CCD-CDU Democrazia Europea Pannella-Bonino Il Girasole (Verdi-SDI) Partito dei Comunisti Italiani Nuovo PSI Sdtiroler Volkspartei Fiamma Tricolore Liga Fronte Veneto Partito Pensionati Partito Sardo d'Azione-Sardigna Natzione Paese Nuovo Abolizione Scorporo Lega d'Azione Meridionale Fronte Sociale Nazionale Verdi Verdi Forza Nuova Lista Amadu Repubblicani Europei Noi Siciliani Movimento delle Libert Liberi e Forti Socialisti Autonomisti Liberaldemocratici Basta Comunismo Terzo Polo per l'Autonomia Voti % Seggi 62 31 27 24 11 -

10.923.431 29,43 6.151.154 16,57 5.391.827 14,52 4.463.205 12,02 1.868.659 1.464.301 1.443.725 1.194.040 888.269 832.213 805.340 620.859 353.269 200.059 143.963 74.353 68.349 34.412 34.193 26.917 23.779 22.985 18.262 13.622 11.517 7.997 7.637 6.754 6.722 6.492 6.332 5.244 2.915 5,03 3,94 3,89 3,22 2,39 2,24 2,17 1,67 0,95 0,54 0,39 0,20 0,18 0,09 0,09 0,07 0,06 0,06 0,05 0,04 0,03 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,01 0,01

Elezioni politiche italiane del 2001

80
37.122.776 155

Totale

Quota maggioritaria
I risultati sono i seguenti[2]:
Liste Casa delle Libert L'Ulivo Italia dei Valori Democrazia Europea Pannella-Bonino SVP-L'Ulivo Sdtiroler Volkspartei Liga Fronte Veneto Fiamma Tricolore Con Illy per Trieste Partito Sardo d'Azione-Sardigna Natzione La Bassa in Parlamento Union Valdotaine Socialisti Autonomisti Democratici di Sinistra (presente in Valle d'Aosta) Lega d'Azione Meridionale Lista Buonanno Fronte Sociale Nazionale Forza Italia-Lega Nord (presente in Valle d'Aosta) Repubblicani Europei Popolari Europei Verdi Verdi Lista Amadu Nuovo Psi (presente in un collegio della Toscana) Movimento delle Libert Valle Camonica Lista del Popolo Comunismo Lista Alternativa Forza Nuova Noi Siciliani Alleanza Nazionale (presente in Valle d'Aosta) Terzo Polo per l'Autonomia Popolo Alto Milanese Voti % Seggi 282 183 5 3 1 1 -

16.915.513 45,57 16.019.388 43,15 1.487.287 1.310.119 457.117 190.556 173.735 173.618 121.527 78.284 40.692 26.151 25.577 24.341 20.452 19.366 19.046 16.202 16.049 15.600 13.447 13.220 12.233 9.663 9.006 8.257 8.091 6.777 6.612 6.294 6.121 4.464 3.491 1.409 4,01 3,53 1,23 0,51 0,47 0,47 0,33 0,21 0,11 0,07 0,07 0,07 0,06 0,05 0,05 0,04 0,04 0,04 0,04 0,04 0,03 0,03 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,02 0,01 0,01 0,00

Elezioni politiche italiane del 2001

81
37.259.705 475

Totale

Senato della Repubblica


I risultati sono i seguenti[3]:
Liste Voti % Seggi Maggioritario Proporzionale Totale Casa delle Libert L'Ulivo Rifondazione Comunista Italia dei Valori Democrazia Europea Pannella-Bonino Fiamma Tricolore Alleanza Lombarda Autonomia SVP-L'Ulivo Liga Fronte Veneto Sdtiroler Volkspartei Va' pensiero Padania Fronte Sociale Nazionale Democrazia Europea-Socialisti Autonomisti Partito Pensionati Forza Nuova Verdi Verdi Partito Sardo d'Azione-Sardigna Natzione Union Valdotaine Lista Filograna per il Salento Noi Siciliani Lega d'Azione Meridionale Liberaldemocratici Basta Forza Italia-Lega Nord (presente in Valle d'Aosta) Partito Liberal Popolare Lista Amadu Lista Alternativa Lista Chiappetta Die Freiheitlichen Lista Franco Greco Movimento delle Libert Alleanza Nazionale (presente in Valle d'Aosta) Lista Renato Fiorelli 14.406.519 42,53 13.106.860 38,70 1.708.707 1.140.489 1.066.908 677.725 340.221 308.559 175.635 138.134 126.177 119.058 98.132 79.002 78.572 39.545 35.743 32.822 32.429 21.857 20.761 19.914 19.913 14.817 10.301 9.203 7.704 6.932 5.354 4.284 4.023 3.686 2.924 5,04 3,37 3,15 2,00 1,00 0,91 0,52 0,41 0,37 0,35 0,29 0,23 0,23 0,12 0,11 0,10 0,10 0,06 0,06 0,06 0,06 0,04 0,03 0,03 0,02 0,02 0,02 0,01 0,01 0,01 0,01 152 74 3 2 1 24 51 4 1 2 1 176 125 4 1 2 1 3 2 1 -

Elezioni politiche italiane del 2001

82
2.392 2.159 1.058 993 950 625 175 33.871.262 0,01 0,01 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 232 83 315

Terzo Polo per l'Autonomia Comunismo Lista Boscolo Parlamentare indipendente Giustizia e Progresso Toscana Granducale-Federalismo Partito Costituzionale Italiano Totale

Seggi per collegamento di liste


Gruppi e liste collegate Casa delle Libert Forza Italia Alleanza Nazionale Lega Nord CCD-CDU Nuovo PSI Abolizione Scorporo L'Ulivo Democratici di Sinistra La Margherita Il Girasole Partito dei Comunisti Italiani Paese Nuovo Sudtiroler Volkspartei Sudtiroler Volkspartei SVP-L'Ulivo Sudtiroler Volkspartei Con Illy per Trieste La Margherita Collegio Valle d'Aosta TOTALE 2 Numero di collegamenti Seggi proclamati 473 17 19 7 1
[4]

282 10 10 2 2 258 183 26 22 10 22 103 3 3 5 5 1 1 1 475

427 466 80
[5]

97 26 28 235 3 3 5 5 2 2 -

Elezioni politiche italiane del 2001

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Voci correlate
Elezioni politiche italiane del 2001/Eletti Camera Risultati delle elezioni politiche italiane del 2001 (Camera dei deputati) Risultati delle elezioni politiche italiane del 2001 (Senato della Repubblica)

Fonti
Elezioni della Camera dei deputati [6] Elezioni del Senato della Repubblica [7] Contrassegni [8]

Note
[1] ::: Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Camera del 13 Maggio 2001 (http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=13/ 05/ 2001& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S) [2] ::: Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Camera del 13 Maggio 2001 (http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=C& dtel=13/ 05/ 2001& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S& unipro=uni) [3] ::: Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Senato del 13 Maggio 2001 (http:/ / elezionistorico. interno. it/ index. php?tpel=S& dtel=13/ 05/ 2001& tpa=I& tpe=A& lev0=0& levsut0=0& es0=S& ms=S) [4] [5] [6] [7] [8] Un ulteriore collegamento alla omonima lista nel collegio 20, circoscrizione XII, in concorrenza con la CdL. Un ulteriore collegamento alla lista Con Bonfante nel collegio 7, circoscrizione VII, in cui L'Ulivo non presente. http:/ / www. interno. it/ mininterno/ export/ sites/ default/ it/ assets/ files/ 4/ 20030407114412_10-113-232-32. pdf http:/ / www. interno. it/ mininterno/ export/ sites/ default/ it/ assets/ files/ 3/ 20021030122655_10-113-232-34. pdf http:/ / web. archive. org/ web/ 20061017082323/ http:/ / www. politiche. interno. it/ politiche/ retro/ simboli/ index. htm

Altri progetti
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 2006

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Elezioni politiche italiane del 2006


Elezioni politiche 2006 Italia

XV Legislatura Governi: Prodi II (2006-2008)

Precedenti 2001 Successive 2008

Le elezioni politiche del 2006 per il rinnovo dei due rami del Parlamento della Repubblica Italiana - Camera dei deputati e Senato della Repubblica - si sono tenute il 9 e il 10 aprile. La vittoria andata alla coalizione di centro-sinistra, che aveva come candidato alla presidenza del consiglio Romano Prodi, con un'esigua maggioranza (circa 24.000 voti su 38 milioni) alla Camera e una consistente minoranza di circa 500.000 voti in meno al Senato, compensata dai 3 seggi conquistati in pi nelle sezioni all'estero. L'esito della tornata elettorale stato incerto fino alla fine dello scrutinio delle schede, attirando l'attenzione della stampa internazionale.

La nuova legge elettorale


Lo svolgimento di queste consultazioni politiche stato disciplinato da una nuova legge elettorale, che sostituisce le leggi 276 e 277 del 1993, introducendo un sistema quasi totalmente differente. La legge n 270 del 21 dicembre 2005, scritta principalmente da Roberto Calderoli, stata approvata con i soli voti della maggioranza parlamentare, senza il consenso della minoranza che l'ha duramente criticata, e ha modificato il precedente meccanismo misto, per tre quarti a ripartizione maggioritaria dei seggi, in favore di un sistema di assegnazione dei seggi quasi completamente proporzionale, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di pi parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilit di indicare preferenze.

Scrutinio elettronico
Dopo una sperimentazione condotta in circa 1500 uffici elettorali nei due anni precedenti, nel 2006 i voti di circa undici milioni di elettori sono stati conteggiati e comunicati al ministero anche con lo scrutinio elettronico. Lo scrutinio elettronico, a differenza del "voto elettronico", prevede che gli elettori esprimano il proprio voto secondo le modalit usuali (schede cartacee ed urne), ma che durante lo spoglio il presidente del seggio sia affiancato, oltre che dagli usuali collaboratori, da un operatore che immette i dati relativi a ciascuna scheda su di un computer portatile. Alla fine del conteggio i dati vengono stampati e trasmessi attraverso rete GPRS o fissa al Ministero dell'Interno. L'iniziativa ha suscitato diverse critiche, in particolare a causa dei tempi ristretti in cui questa stata messa in opera e delle ingenti somme di denaro investite.

Elezioni politiche italiane del 2006 Le critiche sono state di metodo e di merito. Fra le critiche di metodo: 1. l'affidamento dell'operazione senza gara d'appalto a societ private, la mancanza di un capitolato che spiegasse le specifiche tecniche alle quali tali soggetti dovevano attenersi; 2. il potere di nomina delle agenzie interinali: mentre le Commissioni Elettorali di ogni comune scelgono gli scrutatori fra gli iscritti ad un apposito albo, e le Corti di appello incaricano i presidenti di seggio iscritti ad un secondo albo dedicato, gli operatori del voto elettronico sono selezionati da soggetti privati. Ci comporta che gli incaricati dello scrutinio elettronico (responsabili di seggio e coordinatori di plesso) non sono pubblici ufficiali e non hanno le stesse responsabilit penali degli scrutatori di seggio, in quanto non sono nominati da un ente dello Stato. Ad essi nonostante una minore responsabilit (e simile carico di lavoro) spetta una compensazione maggiore (250 euro rispetto ai 180 euro del presidente di seggio). Nel merito, stata in particolare contestata l'adozione di un software proprietario; il fatto che i sorgenti non siano pubblici impedisce di verificare che la trasmissione dei dati rispetti gli standard minimi di sicurezza in uso per tutelare la riservatezza e, soprattutto, la non-manipolabilit dei dati (ovvero firma elettronica, crittografia asimmetrica, protocollo SSL). Beppe Grillo ha scritto [1] "Lo scrutinio elettronico prevede che un operatore inserisca i dati su un computer in ogni sezione, i dati vengano copiati su una chiavetta usb, le chiavi siano inserite in un computer che le invia quindi al Ministero dell'Interno. Questa operazione, non necessaria e non richiesta da nessuno, costa 34 milioni di euro, stata assegnata a trattativa privata per motivi di urgenza, stante il brevissimo lasso di tempo disponibile secondo Stanca, stata vinta, tra le altre aziende, da Accenture, EDS e Telecom Italia. Deaglio fa notare che il figlio del ministro dell'Interno Pisanu partner in Accenture e che EDS la societ coinvolta nei presunti brogli elettorali in Florida nellelezione di Bush." Tra gli scenari paventati c' quello di un periodo di estrema instabilit istituzionale nel caso in cui il risultato del conteggio elettronico non sia conforme a quello tradizionale. Quest'ultima eventualit per esclusa da un procedimento che prevede che i due conteggi avvengano in contemporanea e che il risultato del conteggio elettronico sia ufficializzato e comunicato solo se identico a quello manuale. In caso contrario il risultato del conteggio elettronico "non ha alcuna incidenza sul procedimento ufficiale di proclamazione dei risultati e di convalida degli eletti".[2]

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Gli schieramenti a confronto


La Casa delle Libert
La Casa delle Libert, coalizione parte della maggioranza parlamentare di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi, si ripresenta con i suoi quattro partiti che hanno costituito l'alleanza principale nelle precedenti elezioni politiche: Forza Italia, il movimento di Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio uscente); Alleanza Nazionale, guidato da Gianfranco Fini (Vicepresidente del Consiglio uscente); Lega Nord, guidato da Umberto Bossi; UDC, partito nato successivamente all'alleanza di cinque anni prima del Biancofiore, riunente il CDU di Rocco Buttiglione e il CCD di Pierferdinando Casini, attualmente posto sotto la guida di Lorenzo Cesa. A questi si aggiungono una serie di partiti e movimenti, come il Nuovo PSI di Gianni De Michelis, confermando l'alleanza della precedente appuntamento elettorale, ma subendo la scissione di Bobo Craxi, questa volta insieme alla Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi, partito che in precedenza non si era schierato per una delle due principali coalizioni. Lo stesso per il Partito Repubblicano Italiano di Giorgio La Malfa, con la differenza che il Movimento Repubblicani Europei, nato a causa del cambio di alleanza operato da La Malfa nel 2001, ora parte integrante della coalizione avversaria di Romano Prodi. Apparentato il Movimento per l'Autonomia fondato di recente da Raffaele Lombardo e attivo soprattutto nel meridione d'Italia, richiamante le idee della Lega Nord. Dalla scissione verificatasi nel Partito Radicale a causa della sua decisione di schierarsi e di favorire la vittoria del centrosinistra, sono nati i Riformatori Liberali, guidati da Benedetto Della Vedova, in appoggio alla coalizione di

Elezioni politiche italiane del 2006 Berlusconi. Anche Alternativa Sociale si collega alla Casa delle Libert, il partito di Alessandra Mussolini, che nelle precedenti politiche era stata eletta con Alleanza Nazionale, ora a guida di una sua coalizione che raccoglie anche l'appoggio di Forza Nuova di Roberto Fiore e del Fronte Sociale Nazionale di Adriano Tilgher (la Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli, stavolta, si presentata con una lista autonoma, appoggiando Berlusconi premier). Altre formazioni apparentate sono: Ambienta Lista (Verdi Verdi), No Euro, S.O.S. Italia, Pensionati Uniti, Patto Cristiano Esteso, Nuova Sicilia, Patto per la Sicilia. La nuova legge elettorale non prevede l'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri (che viene designato dal Presidente della Repubblica, in base alla possibilit che ha di riscuotere la fiducia del Parlamento), ma richiede l'indicazione formale di un capo della coalizione, ruolo che viene assegnato dalla Casa delle Libert a Silvio Berlusconi. Nonostante Berlusconi sia chiaramente intenzionato a tornare alle funzioni di cui si preso carico negli anni passati, gli alleati Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini vorrebbero proporsi al suo posto nel caso riuscissero ad ottenere un numero di voti superiore a quello di Forza Italia.

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L'Unione
L'Unione il nome assunto dalla coalizione del centrosinistra, gi precedentemente presentatasi alle elezioni regionali del 2005, nella quale l'alleanza precedente dell'Ulivo viene estesa ad altre forze politiche, innanzitutto Rifondazione Comunista. La coalizione guidata da Romano Prodi, gi Presidente del Consiglio dei ministri nel 1996-1998 (XIII legislatura), in un governo dell'Ulivo, appoggiato soltanto esternamente da Rifondazione Comunista, e Presidente della Commissione europea nel periodo 1999-2004. La sua designazione come candidato dell'Unione alla presidenza del Consiglio avvenuta, per la prima volta, in seguito alle elezioni primarie che si sono tenute il 16 ottobre 2005. Nella competizione interna si sono voluti misurare contro Prodi altri leader di partito come Clemente Mastella, Fausto Bertinotti, Alfonso Pecoraro Scanio e Antonio Di Pietro. Prodi riscuote un consenso pari al 74% dei 4.300.000 voti espressi; Bertinotti non arriva al 15%, Mastella non arriva al 5%. I partiti della coalizione, che hanno gi partecipato in alleanza alle precedenti politiche, sono: i Democratici di Sinistra, guidati da Piero Fassino; La Margherita, guidata da Francesco Rutelli (che nelle precedenti politiche era soltanto una lista elettorale unente quattro formazioni politiche distinte, ed ora invece rappresenta un soggetto politico unitario nato dall'unione del Partito Popolare Italiano, dei Democratici e di Rinnovamento Italiano); i Popolari-UDEUR, con la guida di Clemente Mastella, la Federazione dei Verdi, di Alfonso Pecoraro Scanio; i Socialisti Democratici Italiani, di Enrico Boselli; i Comunisti Italiani, con segretario Oliviero Diliberto, la Lista Bonino, il Sdtiroler Volkspartei. Bertinotti questa volta ha portato Rifondazione Comunista all'interno della coalizione di centrosinistra, similmente Antonio Di Pietro con Italia dei Valori. Presente sin dalle europee, l'alleanza con il nuovo Movimento Repubblicani Europei di Luciana Sbarbati e, dalle regionali, quella con la Lista Consumatori (che si presentano in quattro regioni). I Socialisti Democratici Italiani, che nelle precedenti politiche avevano costituito una lista comune con i Verdi, hanno costituito la Rosa Nel Pugno sulla base di un progetto di ispirazione radical-socialista siglato tra Socialisti Democratici Italiani, Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni e Federazione dei giovani socialisti. Hanno aderito al progetto anche personalit indipendenti di orientamento laico-socialista. Alla coalizione si sono aggiunti anche I Socialisti di Bobo Craxi, i socialdemocratici di Giorgio Carta, il Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo e altre formazioni minori I Democratici di Sinistra, La Margherita e i Repubblicani Europei alla Camera dei deputati si sono presentati in una lista unica utilizzando il simbolo della coalizione dell'Ulivo.

Elezioni politiche italiane del 2006

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Problematiche riguardanti la campagna elettorale


La data delle elezioni
Nel mese di luglio 2005, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in un incontro con il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi solleva la questione dell'opportunit di anticipare di un mese le elezioni politiche rispetto alla scadenza naturale della legislatura, ossia di indirle per la prima met di aprile 2006, allo scopo di evitare un'eccessiva sovrapposizione di appuntamenti elettorali essendo previsto nella primavera 2006 anche un turno di elezioni amministrative e l'elezione stessa del nuovo presidente della Repubblica. Il mandato di Ciampi scade, infatti, a maggio 2006. In un primo momento Berlusconi sembra propenso a rifiutare questa proposta ma il 18 ottobre 2005, annuncia che le elezioni si terranno il 9 aprile e il 10 aprile 2006, mentre la tornata delle amministrative si svolger come previsto nel mese di maggio. La data delle elezioni stata nuovamente messa in discussione a meno di una settimana dalla data prevista per lo scioglimento delle Camere (gennaio 2006): il presidente del Consiglio dei ministri ha richiesto di prolungare i lavori del Parlamento, ventilando l'ipotesi, in caso di non accoglimento della richiesta, di non convocare i comizi elettorali fino al termine naturale della legislatura (maggio 2006). Ufficialmente la motivazione della richiesta quella di permettere al Parlamento di approvare alcune leggi rimaste in sospeso, tra cui anche la parziale riforma dei sistema giuridico che il presidente della repubblica ha rinviato alle Camere per palesi incostituzionalit. Taluni ritengono che Silvio Berlusconi voglia ottenere anche una dilazione dell'applicazione delle norme elettorali (par condicio), le quali regolano i passaggi e gli spazi concessi ad ognuno dei candidati, ed in generale tutte le forme di propaganda. Il presidente della Repubblica si per detto contrario alla variazione delle data prevista per le elezioni, che, infine, dopo un confronto serrato, stata confermata, pur con lo slittamento dello scioglimento delle Camere all'11 febbraio. L'accordo stato raggiunto attraverso uno scambio di atti scritti, in modo da risolvere il contenzioso aperto pochi giorni prima, una modalit di accordo senza precedenti nella storia della Repubblica. Finora infatti questi passaggi sono sempre stati regolati informalmente.

La legge sulla par condicio


Si tratta di una legge volta a garantire a tutte le forze politiche i medesimi diritti di parit di accesso ai mezzi di informazione, in termini di spazi e tempi, durante le campagne elettorali per le elezioni al Parlamento europeo, quelle politiche, regionali e amministrative e per ogni referendum; vieta inoltre pubblicit politiche in televisione e radio al di fuori delle apposite trasmissioni. I principali ambiti di regolamentazione riguardano: comunicazione politica radiotelevisiva; messaggi politici autogestiti; comunicazione politica radiotelevisiva e messaggi radiotelevisivi autogestiti in campagna elettorale; programmi d'informazione nei mezzi radiotelevisivi; imprese radiofoniche di partiti politici; messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici; sondaggi politici ed elettorali, in particolare: i risultati dei sondaggi realizzati non possono essere diffusi nei 15 giorni antecedenti la data delle votazioni; obbligatorio rendere pubblico, contestualmente al risultato dei sondaggi: a) soggetto che ha realizzato il sondaggio; b) committente e acquirente; c) criteri seguiti per la formazione del campione; d) metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati; e) numero delle persone interpellate e universo di riferimento; f) domande rivolte;

Elezioni politiche italiane del 2006 g) percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda; h) data in cui stato realizzato il sondaggio. disciplina della comunicazione istituzionale e obblighi di informazione; provvedimenti e sanzioni; obblighi di comunicazione; Silvio Berlusconi fin dal 2004 ha proposto di modificare i termini della legge per rendere proporzionali gli accessi televisivi rispetto all'entit della presenza in parlamento delle varie forze politiche, e in tal senso il senatore Lucio Malan, nel 2006, ha presentato un emendamento, ma questa proposta, oltre a ricevere la fermissima opposizione del centrosinistra, non ha ottenuto un consenso unanime neppure tra i partiti della Casa delle libert, come ad esempio l'UDC che ha manifestato indisponibilit al cambiamento dei principi della legge, pur criticandola. Le maggiori critiche alla proposta trovano fondamento nella circostanza che Silvio Berlusconi, oltre a controllare direttamente tre reti (televisive) private nazionali (di cui una in odore di illegalit per presunta violazione dell'art. 21, Rete 4) in quanto proprietario di Mediaset, avrebbe un controllo indiretto, in quanto presidente del Consiglio dei ministri, sulle tre reti pubbliche nazionali (RAI), oltre al fatto che l'eventualit di pagare gli spot elettorali all'azienda del premier configurerebbe conflitto d'interessi.

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I duelli-dibattito fra i candidati dei due schieramenti


La Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI ha approvato, con i voti della sola maggioranza di centrodestra, un regolamento di esecuzione della legge sulla par condicio che prevedeva due dibattiti tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi, leader rispettivamente della Casa delle Libert e de L'Unione, tre tra i componenti dei maggiori partiti delle rispettive coalizioni, una conferenza stampa per ogni partito nei giorni precedenti le elezioni ed una conferenza stampa finale del presidente del Consiglio. Prodi ha inizialmente rifiutato di partecipare ai duelli perch riteneva un'illegittima alterazione della parit di trattamento tra le forze politiche la conferenza stampa finale del premier, e solo dopo che il Presidente del Consiglio vi ha rinunciato (definendo peraltro questa rinuncia come una "violenza subita") il leader del centrosinistra ha accettato di prendere parte ai dibattiti. Come condizione ulteriore Prodi ha imposto la definizione di regole precise su tempi e modalit delle domande e delle risposte, ad imitazione del modello americano dei duelli tra George W. Bush e John Kerry. Berlusconi ha accettato questa richiesta pur affermando che simili vincoli non avrebbero permesso un dibattito interessante. In precedenza SKY TG24 si era offerta di ospitare i duelli dei candidati leader, ovviamente concedendo il segnale anche in chiaro, ma Berlusconi ha declinato l'invito. I giornalisti scelti per l'arbitraggio dei due duelli principali sono stati Clemente Mimun e Bruno Vespa. Questa scelta stata oggetto di critica da parte del giornalista Marco Travaglio (noto per essere uno dei critici pi assidui sia di Berlusconi che del centrosinistra, nonch uno dei giornalisti pi attenti alle vicende giudiziarie dei politici), che dopo aver ricordato i comportamenti passati di Vespa e Mimun, chiede retoricamente: posto che, a quanto pare, Prodi e Berlusconi hanno scelto un arbitro per ciascuno, quale sarebbe l'arbitro di sinistra?[3] Il primo dei duelli si svolto in diretta su Rai Uno il 14 marzo 2006, sotto l'arbitraggio di Clemente Mimun, direttore del Tg1, e con le domande affidate a Marcello Sorgi, giornalista de La Stampa, e Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero (che ha avviato il dibattito), che hanno toccato, con le domande rispettivamente rivolte a Berlusconi e a Prodi, diversi argomenti. Nonostante le regole ferree che prevedevano trenta secondi per ogni domanda, due minuti e mezzo a testa per ogni risposta, e un ulteriore minuto a testa per le repliche, non sono mancate alcune piccole violazioni, che per non hanno influito troppo sul dibattito: alla seconda domanda Mimun non ha concesso a Prodi la replica finale da un minuto; e Berlusconi ha sforato tre volte il tempo di risposta alle domande (da lui contestato), poi puntualmente concesso al leader dell'Unione. Secondo alcuni dei quotidiani lo scontro si concluso leggermente a favore di Prodi, con lo stesso Berlusconi a dichiararsi insoddisfatto del non essere riuscito ad esporre adeguatamente

Elezioni politiche italiane del 2006 le sue idee proprio per le regole ferree. Il "match" stato seguito da sedici milioni di spettatori (52% di share). A questo si sono susseguiti altri tre duelli, sempre con un "paladino" per coalizione: Fausto Bertinotti (Rifondazione) vs Roberto Maroni (Lega Nord-MPA) il 15, Pierferdinando Casini (UDC) vs Francesco Rutelli (Margherita) il 22 e Piero Fassino (DS) vs Gianfranco Fini (AN) il 29, con le stesse modalit del primo dibattito. Unica differenza, l'estrazione a sorte, in diretta, del turno di parola e della posizione in studio (a destra o a sinistra di Mimun). Il secondo duello si svolto luned 3 aprile, moderato da Bruno Vespa, a "seggi" invertiti. Nella prima domanda si parlato di sicurezza, anche alla luce della vicenda di Tommaso, il bimbo di Parma rapito e poi ucciso, ma il tema principale stato quello relativo alle tasse e alle manovre fiscali del futuro governo, tema sul quale il giornalista Marcello Sorgi ha posto ben tre domande. Si discusso inoltre del ruolo della donna nella politica e nella societ e della situazione della scuola. Berlusconi ha pi volte accusato la sinistra di essere divisa al proprio interno su molti temi importanti. Prodi ha ribadito la sua assoluta certezza sulla fedelt degli alleati del suo schieramento e ha puntato il dito contro l'operato del Governo nel suo quinquennio di carica, chiedendo al premier uscente di spiegare come intende coprire finanziariamente le maggiori spese di 35 miliardi di euro connesse al suo programma per il prossimo quinquennio. Berlusconi ha risposto: "Se ha tempo glielo spiego dopo". Nell'appello finale il Presidente del Consiglio ha annunciato, a sorpresa, di voler eliminare l'Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) sulla prima casa nella prossima legislatura. C' stato un momento di tensione quando Prodi, parlando di Berlusconi, ha citato una frase di Andrew Lang: "Il premier - ha detto Prodi - si attacca ai numeri come l'ubriaco ai lampioni, cio non per sostenersi" (la frase originale "He uses statistics as a drunken man uses lampposts - for support rather than for illumination"); il premier subito intervenuto dicendo a Vespa con tono autoritario (quasi padronale secondo alcuni) "Lei il moderatore, lo moderi!", e ha definito, di rimando, il leader dell'Unione "un utile idiota (per la sinistra)". Entrambi hanno sforato spesso i tempi di risposta, prontamente fatti recuperare da Vespa. Rispetto al primo duello, c' stato un calo di spettatori: solo dodici milioni. Molti media hanno erroneamente attribuito la frase detta da Prodi a George Bernard Shaw. I duelli tra i due contendenti principali sono stati trasmessi da altre emittenti che hanno cos usufruito del segnale Rai: in Italia, LA7 (all'interno di Otto e mezzo) e SKY TG24, all'estero da CNN, TSI, TVE (attraverso il canale all-news Canal 24 Horas) e dalla francese Public Snat. Diversi quotidiani online, tra cui il Corriere della Sera e La Repubblica, hanno poi diffuso in streaming via Internet i cinque tte--tte. A due giorni dalla chiusura della campagna elettorale Mediaset invita i due leader a confrontarsi in un terzo dibattito televisivo su Canale 5 all'interno del programma Terra!, con regole molto meno restrittive. Prodi, che in video-chat sul Corriere della Sera afferma di non essere ben trattato dalle emittenti del premier declina l'invito cos come ha fatto per gli altri che ha avuto dai direttori di tg (addirittura da Emilio Fede); d'altro canto l'amministratore di Mediaset Fedele Confalonieri rilascia un'intervista in cui lamenta discriminazioni nei confronti delle sue reti. Gli organizzatori di Terra! provano comunque a realizzare una trasmissione in cui Berlusconi si trovi a confrontarsi con direttori di giornali (alcuni dei quali vicini alla sinistra). Questo tipo di soluzione, pur con una sorta di "contraddittorio", violerebbe la legge sulla par condicio, quindi l'Authority invita a non mandare in onda la trasmissione e gli stessi giornalisti di Canale 5 si associano. Alla fine va in onda una versione di Terra! in cui si dibatte su quello che accaduto nella contestatissima giornata.

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Elezioni politiche italiane del 2006

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La campagna elettorale
Forme di lavoro
Recentemente il mercato del lavoro entrato tra gli argomenti di discussione della campagna elettorale, sia in relazione alla sensazione di diminuzione del potere d'acquisto che in quanto base di un modello sociale. Malgrado l'introduzione delle riforme abbia aumentato l'occupazione, conteggiando sia quella a tempo indeterminato che a breve termine, ed entrambi gli schieramenti abbiano, in qualche misura, condiviso le idee di fondo (il "Pacchetto Treu" opera del centrosinistra, la successiva legge 30/2003, pi nota con il contestato appellativo di Legge Biagi, del centrodestra), parte dei politici giudicano l'introduzione del cosiddetto "lavoro flessibile" un metodo per far lavorare pi persone possibili o come preludio al "lavoro fisso", pi che come sistema alternativo di organizzazione della forza lavoro. L'incremento annuo dei posti di lavoro, sia a tempo determinato che indeterminato, diminuito dal 2% del 2001 allo 0,9% del 2004, attestandosi al di sopra della media europea che variata dall'1,7% allo 0,7%. Il centrosinistra ritiene che la "flessibilit" introdotta dalla legge approvata dal centrodestra corrisponda a "precariet", considerando l'occupazione generata non duratura e non tutelata dal punto di vista della previdenza sociale e priva di garanzie sindacali, ed avversa quindi a queste riforme. Inoltre la Legge 30/2003 non terrebbe conto di una serie di ammortizzatori sociali complementari alla flessibilit. Preoccupazioni simili sono condivise dalle formazioni di centro, anche se in riguardo alla realizzazione pratica e non alla formulazione teorica, cio per come sono state applicate e non per come sono state ideate. L'area liberale del centrodestra ritiene invece che un certo grado di libert nel mercato del lavoro possa rendere pi disponibili le aziende alle assunzioni ad ogni segnale di crescita della domanda, rafforzandole nella competizione internazionale, e in parallelo, giovare all'occupazione. Secondo le analisi dell'Istat, nel 2005, per la prima volta dal 1994, l'occupazione stabile diminuita di 102.000 unit di lavoro (corrispondenti ad unit di 8 ore), il centrosinistra la ritiene una diminuzione dell'occupazione, mentre il centrodestra la considera una diminuzione dovuta al milione di ore di sciopero in pi rispetto all'anno precedente.

La situazione economica
La crescita annua del PIL, cio della ricchezza totale prodotta, ha subito un arresto passando dall'1,8% del 2001 allo 0% del 2003 e lo 0,1% del 2005, attestandosi quindi al di sotto della media dei paesi che hanno adottato l'Euro che diminuita dall'1,9% all'1,3% del 2005. Comparando i dati dell'Italia con quelli dei paesi della zona Euro (si veda Eurostat alla voce General government gross dept) si nota che mentre la media europea ha lievemente aumentato il debito pubblico in percentuale sul PIL dal 63,1% al 63,3% nel periodo 2000-2004, l'Italia lo ha diminuito dal 110,9% al 106,5% mentre in parallelo, a fronte di un aumento della popolazione del 2,6%, la bassa crescita del PIL, inferiore alla media europea, e l'inflazione abbastanza elevata hanno determinato l'impoverimento medio di ogni abitante pari al 5,5% rispetto alla media europea, dato che il PIL pro capite, a parit di potere d'acquisto rapportato alla media dei 25 paesi dell'Unione Europea, sceso da 109,4 a 101,3, mentre la media dei paesi dell'eurozona da 108 a 105,8. Tuttavia, dal 2004 al 2005, il debito pubblico ha ricominciato a salire: al 2005 stimato al 108,5%, con previsione di un 110% per il 2006, mentre allo stesso tempo l'avanzo primario sceso dal 5,6% del PIL nel 2001 allo 0,6% del 2005. Il deficit pubblico salito al 4,1% del 2005 dal 3,2% del 2001, infrangendo il limite imposto dal Patto di stabilit e crescita in tutti gli anni a parte nel 2002. Il fabbisogno di cassa aumentato e rispetto al 2001 il bilancio statale segna due punti e mezzo in pi di spesa corrente (fonte: Banca d'Italia). Sono in crescita i fallimenti delle imprese commerciali che, in 5 anni, sono aumentati del 10% e, solo nel 2005, sono stati 245.000.[4] Per quanto riguarda la distribuzione del reddito la media del 20% dei salari pi ricchi aumentata da 4,8 a 5,6 volte la media dei salari pi poveri, superiore alla media europea che aumentata da 4,4 a 4,8 volte.

Elezioni politiche italiane del 2006 Secondo l'opinione del ministro Tremonti, il Paese all'inizio di una tendenza positiva in seguito a due fattori: dall'inizio del 2006 il mercato dell'auto sarebbe aumentato del 30% e l'IVA sugli scambi interni, mediamente, del 6%.

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La riduzione della pressione fiscale


Un altro dei temi della campagna elettorale la complessa questione della riduzione della pressione fiscale, uno dei punti del programma elettorale chiamato Contratto con gli italiani presentato da Berlusconi alla vigilia delle elezioni del 2001. Una parziale riorganizzazione del sistema di tassazione, con conseguente riduzione delle imposte iniziata nel 2002 e si conclusa entro lo scorso 2005, con forte incidenza sull'ultima manovra finanziaria, raggiungendo una riduzione complessiva della pressione fiscale dello 0,1% del PIL (Leggi 289/02, 27/03 e 80/05). Tale manovra ha comportato la ridefinizione delle aliquote fiscali e la loro riduzione come numero, dato che stata abolita l'aliquota fiscale pi elevata ed stato innalzato il livello di reddito sotto al quale non si pagano tasse (no tax area). L'opposizione ha tuttavia biasimato il governo Berlusconi per aver compiuto l'intera operazione finanziando la riduzione delle imposte dirette (sui redditi) attraverso l'aumento delle imposte indirette (quali bolli, tassa di registro, imposte ipotecarie e catastali, ecc.). La gravit dell'operazione determinata dalla redistribuzione delle imposte a favore dei redditi pi alti, dato che le imposte indirette, a differenza di quelle dirette, non sono progressive, ma sono uguali per tutti e danneggiano quindi in modo pi sensibile i meno abbienti. Per di pi l'operazione stata realizzata in uno dei periodi peggiori per il Paese dal punto di vista economico, senza che sia presente la copertura finanziaria a fronte dell'enorme debito pubblico italiano che va oltre il 100% del PIL, contro la media europea del 60%. L'Unione ha proposto come obiettivo di diminuire di 5 punti percentuali il cuneo fiscale, cio la differenza fra il costo del lavoro per le imprese e lo stipendio netto percepito dai lavoratori. Questo provvedimento secondo alcuni economisti andrebbe a intaccare la previdenza sociale. Nella finanziaria del 2005 il cuneo fiscale stato diminuito di 1 punto percentuale. La maggiore critica della Casa delle Libert a questo punto del programma dell'Unione riguarda la copertura finanziaria di una riduzione cos importante e immediata. La Casa della libert ha infatti proposto una riduzione progressiva in tre anni di 3 punti. L'Unione ha ribattuto che solo un intervento consistente e immediato pu generare rapidamente quelle risorse aggiuntive a disposizione delle imprese e dei consumatori necessarie ad agevolare la ripresa economica e che le risorse necessarie sono inferiori a quelle necessarie alla realizzazione di alcuni punti del programma della Casa delle libert.

L'immagine internazionale
Governo Tra i risultati diplomatici conseguiti dal governo uscente i pi significativi sono stati gli accordi con la Libia (supportando anche i suoi contatti con l'UE), la riduzione dei flussi migratori illegali provenienti dall'Albania, gli accordi NATO-Russia (dichiarazione di Roma, anche se ignoto il reale contributo dell'Italia), l'assegnazione dell'Authority europea sulla sicurezza alimentare a Parma (occasione dell'incidente diplomatico con la Finlandia). Sul piano internazionale l'immagine del Presidente del Consiglio dei ministri e, conseguentemente anche dell'Italia, ha registrato alcuni incidenti dovuti a gaffe del presidente stesso. Tra queste l'affermazione, fatta nel 2001, che la civilt occidentale fosse superiore a quella islamica provoc le proteste di tutto il mondo arabo; il suggerimento all'eurodeputato tedesco Martin Schulz di interpretare il ruolo di kap in un ipotetico film; l'infelice battuta nei riguardi del presidente della repubblica e sulla cucina finlandesi; il susseguirsi di affermazioni e smentite durante una sua visita negli USA riguardo all'eventuale ritiro delle truppe italiane in Iraq. Silvio Berlusconi ha sostenuto che tutti questi incidenti siano dipesi da fraintendimenti, casuali o voluti, di sue affermazioni da parte dei giornalisti. Rimangono ancora in sospeso le indagini sull'uccisione di Nicola Calipari in Iraq da parte delle forze armate USA, in cui non si raggiunto un accordo comune tra i due governi sulla versione dei fatti, tale da soddisfare entrambe le

Elezioni politiche italiane del 2006 nazioni, creando una situazione in cui vengono affermate due diverse versioni sullo svolgimento dei fatti dai due governi coinvolti. Tale accadimento per, come hanno sottolineato entrambi i governi, non ha sortito alcun effetto sui rapporti diplomatici e sulle azioni comuni dei due Stati. Ha destato preoccupazione la lentezza, talvolta l'assenza, di parti dell'apparato statale (Governo, Parlamento e Banca d'Italia) al riguardo delle irregolari vicende finanziarie: le obbligazioni argentine (tango bonds), i crack Parmalat e Cirio e la questione sull'acquisto delle banche Antonveneta e BNL, denominata Bancopoli, nella quale sono coinvolti funzionari statali, quali Roberto Calderoli della Lega Nord e Aldo Brancher di Forza Italia, e un europarlamentare, Vito Bonsignore dell'UDC. Il Parlamento ha varato la legge sulla protezione del risparmio alla fine del 2005, dopo 2 anni di dibattiti su questo argomento. Durante la polemica per le caricature su Maometto, iniziata circa tre mesi dopo la loro pubblicazione, l'ex Ministro delle Riforme Roberto Calderoli ha mostrato di portare una maglietta con una di queste caricature. Questa stata creduta la motivazione degli assalti al consolato italiano a Bengasi. Calderoli si quindi dimesso dopo che entrambe le coalizioni lo avevano fortemente criticato per il gesto irresponsabile. In seguito il capo di stato libico Muammar Gheddafi ha affermato, in un discorso ufficiale, che gli attacchi sono dovuti all'"odio che i libici provano verso gli italiani" risalente al periodo dell'occupazione italiana (1911-1942), ed ha quindi insistito perch lo stato italiano offra un "simbolo di riconciliazione". La Guida libica ha anche velatamente minacciato l'Italia affermando che tali attacchi potrebbero nuovamente ripetersi nel caso in cui le sue richieste non fossero accolte, tali affermazioni sono state criticate e respinte da tutti i partiti politici italiani. Anche il terrorista internazionale al-Zawhiri ha citato l'episodio della maglietta dell'ex-ministro in suo discorso registrato. Calderoli si detto orgoglioso di ambedue i riferimenti e si detto "pronto a morire" per la democrazia. Silvio Berlusconi, in qualit di Presidente del Consiglio dei ministri, ha effettuato un viaggio negli Stati Uniti, durante il quale ha ricevuto il convinto apprezzamento di Bush, per la comune condivisione degli ideali democratici, una calorosa accoglienza del Congresso, dove c'erano molti big della politica americana, (anche se i fra deputati c'erano numerose assenze), per il suo discorso incentrato sul fermo supporto alla lotta contro il terrorismo, e la Medaglia per la Libert della Fondazione Americana Intrepid. Coalizioni La testata giornalistica The Independent ha rilevato come Berlusconi sia un importante alleato per Blair, per la sua comune visione della politica estera e per la vicinanza di opinione al riguardo dell'UE, sottolineando come durante questi anni i legami tra Italia e Gran Bretagna siano stati "i pi stretti dai giorni di Gladstone", ma allo stesso tempo osserva che uno degli alleati di Blair pi scomodi e contestati dal suo partito. Il settimanale The Economist ha sostenuto che Berlusconi sia sostanzialmente "inadatto a governare l'Italia" ed ha maturato un giudizio lievemente migliore, ma comunque fortemente negativo, per la coalizione di centrosinistra. Per quanto riguarda la coalizione di centrosinistra, alcuni giornali esteri (The Economist e The Times) sostengono come la sua diversit e divisione interna rappresentino un problema per la credibilit la capacit di governo. The Times ha velatamente riferito al programma del centrosinistra l'espressione "il pi lungo biglietto di suicidio della storia", originariamente formulata da Margaret Thatcher per il programma laburista. I programmi di entrambe le fazioni sono stati criticati per la vaghezza nelle indicazioni della copertura finanziaria.

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Elezioni politiche italiane del 2006

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La riforma costituzionale
Durante gli ultimi mesi del 2004, la Casa delle Libert ha proposto una vasta e consistente riforma della Costituzione Italiana. La proposta prevede una serie di modifiche nella struttura stessa dello stato per portarlo, dall'attuale sistema basato sul bicameralismo perfetto e sul mero ruolo di mediatore del presidente del consiglio, a un nuovo sistema basato sul bicameralismo imperfetto, con una legislazione pi snella, e sulla centralit del Primo Ministro (non pi definito presidente del consiglio), il quale, eletto dal popolo, non potr perdere la fiducia del parlamento se non con il meccanismo della sfiducia costruttiva, di matrice tedesca e garante di stabilit. Le due pi significative modifiche riguardano il modo di fare le leggi e la devoluzione fortemente voluta dalla Lega Nord, che introduce elementi federalistici nel nostro sistema. Quanto al primo punto, salvo alcune leggi di competenza di entrambe le Camere, previsto un procedimento monocamerale, che permetter di dimezzare i tempi della legislazione. Quanto al secondo, si rafforzano i poteri esclusivi delle Regioni in ambito di sanit, scuola, polizia amministrativa, e il Senato (detto Federale) ne sar espressione, essendo eletto contestualmente alle elezioni regionali. Al contempo si rintroduce linteresse nazionale, abrogato dalla riforma varata dal centrosinistra nel 2001, e si recuperano alla potest statale competenze come i trasporti. Inoltre il numero complessivo dei parlamentari passer dai circa 950 attuali a 750. La riforma in questione criticata in particolare per la maggiore quota di giudici della Corte costituzionale nominati dal Parlamento e la riduzione di poteri di garanzia, tra i quali lo scioglimento delle Camere, in capo al Presidente della Repubblica (eletto dal Parlamento) e il conseguente spostamento di questi poteri nelle mani del Presidente del Consiglio, eletto dal popolo (seguendo il modello inglese), la non menzione dellappartenenza dellItalia allUnione Europea. La riforma stata approvata dal Senato in via definitiva il 17 novembre 2005. Durante il secondo passaggio alla Camera la maggioranza di governo (Casa delle Libert) ha dovuto registrare l'astensione di Marco Follini, ex leader dell'UDC. La Costituzione prescrive, per le revisioni costituzionali, che il Parlamento approvi due volte, per ciascuna delle camere, con un intervallo di almeno tre mesi, ogni modifica, e, nel caso di maggioranza inferiore ai 2/3 in seconda lettura, ne rende possibile l'approvazione attraverso un referendum richiesto da parte di 500.000 cittadini o di cinque consigli regionali, senza che sia richiesto il raggiungimento del quorum, a differenza di quello abrogativo. Non avendo raggiunto nelle due votazioni finali la maggioranza dei 2/3 ed essendosi gi attivati sia l'opposizione parlamentare che numerosi consigli regionali, tra laltro quello lombardo, di centrodestra, le modifiche alla costituzione dovranno essere sottoposte a referendum popolare. Anche il comitato "Salviamo la Costituzione" presieduto dall'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ha raccolto le firme per tale referendum costituzionale (confermativo) che ha chiesto il parere degli elettori sull'eventualit di mantenere o meno la legge. La consultazione referendaria, tenutasi il 25 e 26 giugno 2006, ha poi bocciato la riforma con il 61,3% di no.

Le fonti energetiche
Uno dei temi che attualmente oggetto di dibattito, per le sue implicazioni strategiche, politiche, economiche ed ambientali di lungo termine, quello sulla scelta e l'uso delle fonti energetiche. Il ministro Scajola ha recentemente sostenuto la necessit di ridurre gli sprechi e diversificare le fonti di approvvigionamento di gas naturale. La soluzione a lungo termine individuata dal ministro Tremonti, e altri esponenti della sua coalizione, consiste nella costruzione di centrali nucleari per risolvere il problema delle dipendenza strutturale dall'estero. La strategia di Romano Prodi, basata sul Protocollo di Kyto, coincide sostanzialmente con quella del ministro Scajola, per quanto riguarda il breve termine, ma prevede il massiccio sviluppo di fonti energetiche alternative quali leolico, le biomasse, il solare ed il geotermico in risposta ai problemi strutturali del Paese, giudicando l'energia

Elezioni politiche italiane del 2006 nucleare una possibilit importante per il futuro solo in caso di miglioramento della tecnologia.

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La questione Giustizia
Molte riforme approvate dall'attuale parlamento sul tema della Giustizia hanno suscitato critiche da parte della magistratura e del centrosinistra, in ordine: 1. Legge 44/02, che riforma il sistema elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura riducendone il numero di componenti 2. Decreto legislativo 61/02, sulla quasi soppressione del reato di falso in bilancio e altri illeciti penali e amministrativi delle societ commerciali 3. Legge 248/02 "Cirami", ha inserito la norma sul legittimo sospetto 4. Legge 140/03 Schifani, che prevedeva l'immunit penale delle 5 pi alte cariche dello Stato, ma stata in seguito bocciata dalla Corte costituzionale 5. Legge 207/03 "indultino", ha introdotto la sospensione degli ultimi 2 anni di pena per alcuni reati, nel caso ne sia gi stata scontata met 6. Legge 150/05 Riforma dell'ordinamento giudiziario, ha riordinato le modalit di carriera dei magistrati 7. Legge 251/05 "ex. Cirielli", ha dimezzato i tempi di prescrizione per gli incensurati e li ha raddoppiati per i recidivi, stata modificata con l'esclusione dei processi in corso dopo che, alla sua prima presentazione, non fu promulgata dal Presidente della Repubblica per palesi incostituzionalit. 8. Legge 263/05 Riforma del processo civile, con l'intento di velocizzare i processi civili 9. Legge 46/06 "Pecorella", con questa riforma la Procura ed i PM non possono ricorrere in appello nel caso sia stata emessa una sentenza di proscioglimento, tranne nel caso di nuove prove decisive, ma solo rivolgersi alla Corte di Cassazione nei casi, aumentati con la legge, in cui ci ammissibile. Il ricorso in appello rimane possibile nel caso l'imputato sia stato dichiarato colpevole. Alla sua prima presentazione, non fu promulgata dal Presidente della Repubblica. Le critiche sollevate dall'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e da vari membri del governo indirizzate ad alcuni magistrati definiti "politicizzati" o "toghe rosse" ed in generale verso la categoria, che sostengono si comporti come una "corporazione", sono state pesantemente respinte dalla magistratura in toto, cos ha fatto anche il centrosinistra. Inoltre Silvio Berlusconi ha polemicamente osservato che all'avvicinarsi di ogni competizione elettorale viene fatto oggetto di nuove indagini o procedimenti. Dall'altra parte il centro-sinistra ha affermato che buona parte di queste leggi sono leggi ad personam volte a salvare la persona del premier dai procedimenti giudiziari a suo carico relativi alle sue attivit imprenditoriali. Il Capo dello Stato ha spesso richiamato sia il governo che la magistratura a mantenere un comportamento corretto verso le rispettive istituzioni; in particolare, verso la fine del febbraio 2006, ha rinnovato il suo invito ai magistrati non solo ad essere imparziali, ma anche ad apparire tali, pur affermando di comprendere la loro posizione.

La questione dell'informazione
L'informazione in Italia un tema che da tempo riveste una notevole importanza per molti motivi (a partire dal fatto che Berlusconi, leader del centrodestra, proprietario di Mediaset). Tale tema stato trattato nel primo faccia a faccia. Il premier ha detto che Mediaset, che la sinistra voleva distruggere, un'azienda apprezzata che ha dato molto all'Italia, Prodi ha risposto che non v' nessun intento punitivo nei confronti di tale azienda ma che il conflitto d'interessi severamente regolamentato in tutta Europa, anche se sulla questione non si legiferato nell'ultimo governo di centrosinistra, a causa della ricerca di un dialogo con l'opposizione. Il leader dell'Unione, in precedenza, aveva auspicato la nascita di un terzo polo tv. Sempre sulla delicatissima questione, l'OSCE ha criticato i media italiani, ritenendo che fossero troppo sbilanciati sul centrodestra.

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Osservatori internazionali
Per la prima volta nella storia dell'Italia, le elezioni politiche del 2006 hanno visto la presenza di una missione di osservazione elettorale da parte dell'OSCE. La legge elettorale stata appositamente modificata poich non prevedeva (cos come nessuna delle precedenti leggi) la presenza di osservatori internazionali nei seggi. Malgrado la denuncia di possibili brogli da parte di entrambi gli schieramenti durante la campagna elettorale, nel corso della missione preliminare (Needs Assessment Mission) che serviva a valutare le necessit per la missione di osservazione elettorale vera e propria, svoltasi a febbraio 2006, tutte le forze politiche avevano espresso fiducia nelle modalit di svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio. La missione di osservazione elettorale dell'OSCE si dunque composta esclusivamente di un Core Team di nove elementi, guidati dallo statunitense Peter Eicher, che si sono concentrati particolarmente sulla campagna elettorale e sul monitoraggio dei mass media, giudicati dall'organizzazione troppo sbilanciati, come gi detto, sul centro-destra. Come per tutte le missioni elettorali dell'OSCE, dopo la fine del processo elettorale stato pubblicato un rapporto finale contenente i commenti della missione relativi al rispetto degli standard democratici durante le elezioni.[5]

Sondaggi
Nel periodo preelettorale sono stati realizzati molti sondaggi commissionati per lo pi da giornali nazionali e stazioni TV, che hanno visto un predominio dell'Unione di circa il 5%. da notare che i tre sondaggi che attribuivano un lieve vantaggio in termini di voti per la Casa delle Libert sono stati tutti commissionati dal partito di Berlusconi, il quale ha pi volte accusato una simpatia verso sinistra dei sondaggisti italiani. Il risultato finale alla Camera (49,76% dell'Unione contro il 49,69% della Casa delle Libert) e quello del Senato (49,2% dell'Unione contro il 49,9% della Casa delle Libert) ha avuto un discostamento di circa il 3% dalla quasi totalit dei sondaggi, inclusi gli exit poll. I sostenitori di centrosinistra hanno provato a spiegare questa discrepanza sostenendo la tesi secondo cui ci sarebbero molti elettori della Casa delle Libert che non comunicavano il loro voto quando venivano intervistati.
Istituto di ricerca IPR marketing (exit poll) Nexus per RAI e Mediaset(exit poll) Data 10 aprile 10 aprile L'Unione Casa delle Libert 50-53 50-54 52 52 51.5 52 53.5 52.8 52 51 51.5 53 52 52.6 48.3 49.3 51 46-49 45-49 47 47 48 46.7 46 46.4 47.7 46.5 48 46.3 47.7 46 48.8 50 47.5

Istituto Piepoli per SKY TG24 (in house poll) 10 aprile IPR Marketing TNS Abacus GfK Eurisko Ekma Ricerche SWG IPR Marketing GfK Eurisko TNS Abacus Ekma Ricerche IPR Marketing SWG Penn, Schoen & Berland Euromedia Research TNS Abacus 22 marzo 20 marzo 20 marzo 20 marzo 17 marzo 16 marzo 15 marzo 13 marzo 13 marzo 12 marzo 10 marzo 9 marzo 9 marzo 9 marzo

Elezioni politiche italiane del 2006

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7 marzo 7 marzo 6 marzo 3 marzo 1 marzo 1 marzo 27 febbraio 23 febbraio 22 febbraio 21 febbraio 20 febbraio 17 febbraio 16 febbraio 16 febbraio 15 febbraio 13 febbraio 10 febbraio 8 febbraio 7 febbraio 6 febbraio 4 febbraio 1 febbraio 1 febbraio 31 gennaio 30 gennaio 28 gennaio 25 gennaio 25 gennaio 23 gennaio 22 gennaio 18 gennaio 18 gennaio 18 gennaio 16 gennaio 16 gennaio 11 gennaio 11 gennaio 5 gennaio 51.1 52.2 52 52 52.2 51.5 51.8 51.8 51.5 52.1 51.2 51 52 48.2 51 51.5 51.6 51 52 52.5 51.2 51 50.9 52.2 51.5 51.4 51 52.5 51.3 51.7 50.5 51.7 52 51.4 51.4 52 51 49.7 48.1 47.5 47.5 47 47.3 47 47.2 47.2 47 47.4 47 47.8 47.5 48.4 47 47.5 47.3 46.5 47 46.5 46.6 46 47.9 47.2 45.9 46.2 45.5 47 46 45.7 46 48.3 46 45.7 46 46 46 47.9 44.9

Lorien Consulting IPR Marketing Ekma Ricerche SWG IPR Marketing TNS Abacus Ekma Ricerche SWG TNS Abacus IPR Marketing Ekma Ricerche SWG IPR Marketing Penn, Schoen & Berland TNS Abacus Ekma Ricerche SWG TNS Abacus IPR Marketing Ekma Ricerche SWG TNS Abacus Euromedia Research IPR Marketing Lorien Consulting SWG TNS Abacus IPR Marketing Lorien Consulting SWG TNS Abacus Euromedia Research IPR Marketing Lorien Consulting SWG IPR Marketing TNS Abacus SWG IPR Marketing

11 dicembre, 2005 52.8

Elezioni politiche italiane del 2006

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7 dicembre 25 ottobre 52.5 52 44.5 45

IPR Marketing IPR Marketing

La lunga notte dello spoglio


Luned 10 aprile 2006, ore 15:00: seggi chiusi e urne aperte; iniziato lo spoglio dei voti. Gli exit poll confermavano tutti il risultato dei sondaggi preelettorali con L'Unione avanti di 5 punti percentuali sulla Casa delle Libert ma i primi dati provenienti dal Viminale e le prime proiezioni gi ridimensionavano la situazione. I dati del Ministero continuavano ad uscire con notevoli ritardi, il Viminale ha parlato di "problemi tecnici", e nel frattempo il vantaggio dell'Unione continuava lentamente ad assottigliarsi sempre pi fino ad arrivare al sorpasso per quanto riguardava il voto del Senato, mentre il risultato parziale della Camera sembrava avere lo stesso tipo di andamento. Nella notte, a scrutini non ancora finiti, il ministro Pisanu esce dalla sede del Ministero, partecipa ad una breve riunione nell'abitazione di Berlusconi e poi torna al lavoro. Le ragioni del vertice notturno non sono note. Alcuni giornali hanno riportato indiscrezioni[6] secondo le quali Berlusconi avrebbe chiesto a Pisanu di invalidare le elezioni ed il ministro avrebbe risposto di non poterlo fare. Il Senato sembra essere nelle mani della Casa delle Libert, mancano soltanto da assegnare i seggi dei senatori votati dagli italiani all'estero, novit della nuova legge elettorale voluta dal ministro Tremaglia. Per la Camera rimane in vantaggio l'Unione ma molti si aspettano di vedere un sorpasso analogo a quanto avvenuto al Senato (nelle precedenti elezioni alla Camera era favorita la CdL). Gli scrutini della Camera si concludono intorno alle 3 di notte (dopo uno scrutinio durato oltre 10 ore) e il secondo sorpasso non arriva. Ai fini dell'assegnazione del premio di maggioranza, in base alla legge elettorale, non bisogna tener conto dei risultati della Valle d'Aosta e del voto degli italiani all'estero, entrambi nettamente a favore del centro sinistra, e ci rende la situazione ancor pi delicata, sul filo del rasoio. Alla fine il pacchetto di seggi del premio di maggioranza viene assegnato all'Unione grazie ad appena 26.000 voti di vantaggio (esclusi quindi valdostani e italiani all'estero).

L'andamento del grafico stato oggetto di osservazioni da parte di diversi giornalisti: infatti si nota come i due grafici siano speculari e il vantaggio si assottigli sempre pi con l'andare del tempo. Il giornalista Enrico Deaglio, nel suo film-reportage Uccidete la democrazia, considera questo andamento un indice dei brogli elettorali da parte del centrodestra che riusciva a dirottare costantemente una parte delle schede bianche verso la coalizione, in particolare

Elezioni politiche italiane del 2006 verso Forza Italia, diminuendo gradualmente lo svantaggio.[7]. Secondo altri osservatori l'andamento potrebbe essere invece spiegato dalla conclusione pi rapida delle operazioni di voto e di scrutinio in alcune regioni tradizionalmente pi efficienti, e cosiddette "rosse", come Toscana ed Emilia-Romagna, storicamente appannaggio della sinistra. (per approfondire vedi pi avanti nella voce) In ogni caso, le regioni tradizionalmente pi efficienti lo erano probabilmente anche nelle elezioni precedenti e l'andamento non mostra nessuna casualit ma solo un disegno intelligente. La sorpresa arriva poi dal voto degli italiani all'estero: l'Unione conquista 4 senatori contro uno solo della CdL, recuperando anche lo svantaggio al Senato. Prodi riesce a conquistare una lieve maggioranza al Senato.

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Risultati elettorali
Camera dei deputati
Riepilogo Nazionale

Distribuzione geografica del voto 2006 per la Camera.

Liste L'Ulivo Partito della Rifondazione Comunista Rosa nel Pugno Partito dei Comunisti Italiani Italia dei Valori Federazione dei Verdi Popolari UDEUR Partito Pensionati Sdtiroler Volkspartei

Voti

Seggi 220 41 18 16 16 15 10 4

11.930.983 31,271 2.229.464 990.694 884.127 877.052 784.803 534.088 333.278 182.704 5,843 2,596 2,317 2,298 2,056 1,399 0,873 0,478

Elezioni politiche italiane del 2006

99
[8] [9] [10]

I Socialisti

115.066 73.751 44.589 21.999 19.002.598

0,301 0,193 0,116 0,057 49,81

340 137 71 39 26 4 277 617

Lista Consumatori

Lega per l'Autonomia Alleanza Lombarda Liga Fronte Veneto Totale L'Unione Forza Italia Alleanza Nazionale UDC Lega Nord - MPA DC-Nuovo PSI
[12] [11]

9.048.976 23,717 4.707.126 12,337 2.580.190 1.747.730 285.474 255.354 230.506 58.746
[14] [15] [16]

6,762 4,580 0,748 0,669 0,604 0,153 0,072 0,044 0,032 0,017 49,74 0,241 0,045 0,042 0,030 0,028 0,015 0,013 0,013 0,011 0,006 0,002 0,002

Alternativa Sociale Fiamma Tricolore No Euro


[13]

Pensionati Uniti

27.550 17.145 12.265 6.781 18.977.843 92.002 17.183 16.174 11.648 11.000 5.814 5.130
[22]

Ecologisti Democratici

Partito Liberale Italiano S.O.S. Italia


[17]

Totale Casa delle Libert Progetto Nordest


[18]

Die Freiheitlichen Terzo Polo IRS Sardigna Natzione Solidariet Per il Sud
[20] [19]

[21]

Movimento Democratico Siciliano-Noi Siciliani Movimento Triveneto


[23] [24]

5.003 4.518 2.489 1.093 848 38.153.343

Dimensione Christiana Destra Nazionale Lega Sud Totale


[26] [25]

Valle d'Aosta - Collegio unico uninominale

Elezioni politiche italiane del 2006

100

Liste Autonomie Libert Democratie Valle d'Aoste Autonomie - Progrs Fdralisme Forza Italia - Alleanza Nazionale Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro Alternativa Sociale Lega Nord Partito Pensionati Fiamma Tricolore Totale

Voti

Seggi 1 1

34.167 43,437 24.118 30,662 13.372 17,000 2.282 1.587 1.566 1.135 430 78.657 2,901 2,017 1,990 1,442 0,546

Circoscrizione Esteri
Liste L'Unione Forza Italia Associazioni Italiane in Sud America Per l'Italia nel Mondo Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro Italia dei Valori Lega Nord Unione Sudamericana Emigrati Italiani Partito degli Italiani nel Mondo L'Altra Sicilia Popolari UDEUR Alternativa Sociale Alternativa Indipendente Italiani all'Estero Amare l'Italia Fiamma Tricolore Totale Voti % Seggi 6 3 1 1 1 12

422.330 43,297 202.407 20,750 102.780 10,537 73.289 65.794 27.432 20.227 14.283 11.274 10.848 9.692 7.102 3.474 3.349 1.133 975.414 7,513 6,745 2,812 2,073 1,464 1,155 1,112 0,993 0,728 0,356 0,343 0,116

Elezioni politiche italiane del 2006

101

Senato della Repubblica

Vittorie regionali delle coalizioni e seggi garantiti.

Liste Democratici di Sinistra


[27] [27]

Voti

Seggi 62 39 27 11

5.977.313 17,497 3.664.622 10,727 2.518.624 1.423.226 7,372 4,166

Democrazia Libert - La Margherita Partito della Rifondazione Comunista Insieme con L'Unione

Partito dei Comunisti Italiani Federazione dei Verdi Consumatori Uniti 986.046 851.875 2,886 2,493 4 -

Italia dei Valori Rosa nel Pugno


Socialisti Democratici Italiani Radicali Italiani


[28]

Popolari-UDEUR Partito Pensionati I Socialisti


[29]

476.938 340.279 126.625


[30]

1,396 0,996 0,370 0,266 0,211

3 1

Lega Alleanza Lombarda Lista Consumatori


[31]

90.943 72.139

Elezioni politiche italiane del 2006

102
59.499
[33]

L'Ulivo

[32]

0,174 0,167 0,149 0,067 0,015

1 -

Partito Socialista Democratico Italiano Movimento Repubblicani Europei Liga Fronte Veneto
[35] [36] [34]

57.339 51.001 23.209 5.399

Democratici Cristiani Uniti Totale L'Unione Forza Italia Alleanza Nazionale UDC
[27]

8.201.688 24,008 4.234.693 12,396 2.309.174


[37]

78 41 21 13

6,759 4,479

Lega Nord-Movimento per l'Autonomia


1.530.366

Lega Nord Movimento per l'Autonomia 214.617 0,628 -

Alternativa Sociale

Azione Sociale Fronte Sociale Nazionale Forza Nuova 204.473 190.724 0,598 0,558 -

Fiamma Tricolore DC-Nuovo PSI


[38]

Democrazia Cristiana per le Autonomie Nuovo PSI


[39] [40] [41]

Pensionati Uniti

61.824 45.133 37,656 33.437 30.515

0,180 0,132 0.11 0,097 0,089 0,060 0,046 0,028 0,022 0,014

Partito Repubblicano Italiano

Ambienta-Lista - Ecologisti Democratici Nuova Sicilia No Euro


[43] [42] [44] [42]

Patto per la Sicilia

20.833 15.762 9.730 7.668 4.963

Partito Liberale Italiano Patto Cristiano Esteso Riformatori Liberali S.O.S. Italia
[46]

[42]

[45]

Totale Casa delle Libert Progetto Nordest


[47] [42] [48]

93.159 36,160 26.029 19.765


[49]

0,272 0.10 0,076 0,057 0,048

Alleanza Siciliana

Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista Pensioni e Lavoro


[30]

Partito Sardo d'Azione

16.735

Elezioni politiche italiane del 2006

103
[50] [51]

Terzo Polo

13.338 13.320 10.693

0,039 0,038 0,031 0,029 0,024 0,021 0,019 0,015 0,012 0,008 0,007 0,007 0,006 0,005

Forza Roma IRS


[49]

Per il SUD

[52] [49] [35] [42]

9.993 8.409 7.433 6.589 5.425


[51] [54]

0 -

Sardigna Natzione

Movimento Triveneto

Movimento Democratico Siciliano-Noi Siciliani Solidariet


[53]

Partito Donne d'Europa

4.213 3.030 2.496

Movimento Idea Sociale Lega Sud


[48]

Dimensione Christiana Italia Moderata


[55]

[54]

2.435 2.080
[48]

Unione Federalista Meridionale Totale

1.969

Trentino-Alto Adige
Liste L'Unione - SVP Sdtiroler Volkspartei L'Unione Partito Pensionati Casa delle Libert Fiamma Tricolore Die Freiheitlichen Unione Popolare Autonomista Totale Voti % Seggi 3 2 2 -

198.153 34,538 117.500 20,479 27.629 16.406 4,814 2,859

175.137 30,526 14.818 16.746 7.327 2,582 2,918 1,277

Valle d'Aosta

Elezioni politiche italiane del 2006

104

Liste Autonomie Libert Democratie

Voti

Seggi 1 -

[56] 32.553 44,160

Autonomie Progrs Fdralisme FI-AN UDC


[57]

23.573 31,978 11.505 15,607 2.274 3,084 2,133 1,418 1,051 0,564

[57] [57]

Lega Nord Valle d'Aoste Partito Pensionati


[56] [57]

1.573 1.046 775 416

Alternativa Sociale Fiamma Tricolore Totale

[57]

Circoscrizione Esteri
Liste L'Unione Italia dei Valori
[58] [59]

Voti

Seggi 4 1 1 -

387.145 43,997 26.134 13.265 2,969 1,507

Popolari-UDEUR Forza Italia

185.438 21,074 63.474 57.200 18.455


[61] [62]

Per l'Italia nel Mondo con Tremaglia UDC


[60]

7,213 6,500 2,097 0,958 9,603 1,394 1,226 1,080 0,375

Lega Nord Fiamma Tricolore

8.433 84.507 12.271


[58]

Associazioni Italiane in Sud America USEI


[62]

Partito degli Italiani nel Mondo L'Altra Sicilia - per il Sud


[58]

10.791 9.512
[63]

Alternativa Indipendente Italiani all'Estero Totale

3.308

Elezioni politiche italiane del 2006

105

Il dopo voto
La vittoria di misura dell'Unione
Sulla base dei risultati comunicati dal Viminale, l'Unione di Romano Prodi proclama la vittoria, ma la coalizione di centrodestra non ritiene di accettare immediatamente il risultato della consultazione elettorale. La contestazione nasce dal minimo scarto di voti che aggiudica al centrosinistra la maggioranza nei due rami del parlamento. Alla Camera dei deputati infatti il centrosinistra si aggiudica il premio di maggioranza con un vantaggio di 24.755 voti, ovvero dello 0,06% che assicura alla coalizione vincente una consistente maggioranza di seggi (340 deputati, poi saliti a 348 con gli eletti all'estero e in Valle d'Aosta). Anche al Senato, nonostante un vantaggio di circa lo 0,6% per il centrodestra, l'Unione risulta avere la maggioranza dei seggi, con uno scarto positivo consistente in due senatori grazie al voto estero: tale vantaggio risulta poi rafforzato dall'appoggio quasi certo di un senatore indipendente della circoscrizione estero (che avrebbe appoggiato la coalizione vincente) e di almeno quattro senatori a vita. Qualcuno parla Distribuzione geografica del voto 2006 per la Camera. addirittura di una sorta di nemesi: la legge elettorale e il voto all'estero, voluti fortemente dalla Casa delle Libert, permettono la vittoria del centrosinistra (anche) al Senato, seppur di stretta misura e nonostante il numero di elettori totali sia favorevole al centrodestra per oltre 200.000 voti: 17.713.163 contro 17.511.309. Non era mai successo, nella storia parlamentare italiana, che le elezioni politiche si giocassero su un numero di voti cos esiguo. Molti hanno parlato di un quasi pareggio e di un voto che divide l'Italia in due; peraltro, anche il risultato elettorale del 2001 - sotto il profilo dei voti raccolti - non aveva fatto emergere una maggioranza assoluta di voti a favore della coalizione vincente: alla Camera la Casa delle Libert raccolse il 45,40% dei voti nella quota maggioritaria e il 48,6% nella quota proporzionale, ed al Senato con il 42,53% dei voti ottenne 176 seggi su 315. Sta di fatto che nel 2006, come detto, alla Camera l'Unione ha avuto 19.001.684 voti, e il Polo 18.976.460; ma a questi dati bisognerebbe aggiungere i voti della Val d'Aosta (calcolati separatamente perch hanno leggi elettorali diverse): 35.302 per l'Unione e 19.237 per il Polo; inoltre, occorre aggiungere i voti delle circoscrizioni estere: 459.454 per l'Unione e 369.952 per il Polo. In tutto, quindi, l'Unione ottiene 130.801 voti in pi alla Camera (19.496.450 contro 19.365.649) ma 201.854 in meno al Senato (17.511.309 contro 17.713.163).

Elezioni politiche italiane del 2006

106

Accuse di brogli e contestazioni


L'esiguit dello scarto nei risultati, le novit introdotte nella legge elettorale, nei meccanismi dello scrutinio elettronico, e nel voto degli italiani all'estero tramite posta hanno fatto s che le elezioni del 2006 fossero oggetto di diverse gravi denunce di brogli e contestazioni da pi parti dello schieramento politico, con vaste ripercussioni nell'opinione pubblica, fino alla decisione di procedere ad una revisione delle schede valide per il Senato. Da parte di Silvio Berlusconi Nell'immediato dopo voto, Silvio Berlusconi, forte del risultato di quasi parit, poco dopo aver prospettato all'Unione l'ipotesi di formare una grande coalizione, dichiara che riconoscer la vittoria dell'avversario solo al termine delle verifiche circoscrizionali dei voti contestati. I maggiori leader della Casa delle Libert sottolineano pertanto l'importanza di attendere il termine della verifica delle schede elettorali contestate e provvisoriamente non assegnate. Forza Italia organizza anche un sito web dal nome "Operazione ricontiamo" contenente una petizione da inoltrare al Presidente della Repubblica per richiedere il conteggio dei voti non validi, ossia il riconteggio delle schede nulle, pi di un milione. Dopo una giornata di apparente distensione, il Presidente del Consiglio uscente passa all'attacco, accusando l'esistenza di supposti brogli elettorali, che sarebbero "tanti, tantissimi", cos tanti che "il risultato deve cambiare", e chiedendo tempo per controllare verbali, schede, scrutini. La legge elettorale esclude per la possibilit di ricontare le schede definitivamente assegnate. Berlusconi dichiara che telefoner a Prodi (che nel frattempo riceve i complimenti per la vittoria da diversi capi di stato) solamente dopo che saranno state finite di assegnare in sede circoscrizionale le circa 43000 presunte schede contestate capaci numericamente di ribaltare il risultato elettorale alla Camera. Nelle ultime ore prima della scadenza del termine a disposizione delle Circoscrizioni per ufficializzare il voto, Silvio Berlusconi ipotizza anche la promulgazione di un decreto legge che allunghi i tempi per ricontare tutte le schede e riesaminare i verbali. La proposta secondo fonti giornalistiche viene avanzata al Quirinale che esprime forte parere negativo, incontrando anche la perplessit dello stesso Ministro dell'Interno Beppe Pisanu.[64] Sia il Presidente della Repubblica che il Ministro hanno espresso soddisfazione per la correttezza della consultazione elettorale, e nessun altro esponente politico oltre Berlusconi ha denunciato brogli. Scaduti i tempi di verifica, il Viminale ammette: stato un errore materiale. Il numero delle schede contestate si riduce da 43.028 a 2.131 per la Camera dei deputati, e da 39.822 a 3.135 per il Senato, chiudendo la disputa sulla legittimit del responso elettorale. Berlusconi rifiuta comunque di accettare il risultato elettorale, allo stesso tempo riproponendo l'ipotesi di una grande coalizione con la sinistra. Nel frattempo forte del risultato elettorale finale Prodi dichiara "Il premier si scusi, ha spaccato il Paese". Nello stesso tempo alcune dichiarazioni di Gavino Angius, esponente dei DS, davano adito alla possibilit di un accordo che avrebbe potuto assegnare la presidenza di una delle due camere al centrodestra. Immediatamente arriva la smentita di Romano Prodi. Nei giorni successivi, continua il balletto di dichiarazioni e controdichiarazioni. Massimo D'Alema rilascia un'intervista sul Corriere della Sera dai toni distensivi, riguardante un possibile accordo sull'elezione del Presidente della Repubblica, seguita da una lettera di Silvio Berlusconi che con pi decisione rilancia l'ipotesi di grande coalizione, invitando Romano Prodi a "trovare insieme soluzioni nuove", qualunque sia l'esito finale delle verifiche sullo spoglio in corso. Molte altre voci si sono espresse contro questa eventualit, da Rifondazione Comunista ma anche dalla Lega Nord e dall'UDC, fino a che essa tramontata completamente alla vigilia delle prime importanti scadenze parlamentari (elezione dei Presidenti di Camera e Senato e del nuovo Presidente della Repubblica). Lo stesso giorno dell'elezione al Quirinale di Giorgio Napolitano, da parte di Berlusconi e del ministro uscente Castelli si invece ripreso il tema delle verifiche sulla correttezza dei risultati elettorali, preannunciando che tale questione verr posta alla Giunta dei due rami del Parlamento.

Elezioni politiche italiane del 2006 Da parte di Roberto Calderoli A distanza di un giorno, Roberto Calderoli, interpretando a suo modo la legge che ha contribuito a scrivere lui stesso, ha sostenuto in data 15 aprile che la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista data dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali e quindi la Lega Alleanza Lombarda, che si presentata con Unione, potendo contare solo sulla somma della cifra elettorale della circoscrizione Lombardia 2, non dovrebbe concorrere coi suoi 45.580 voti al calcolo del totale per il centrosinistra. La dichiarazione di Calderoli stata tuttavia smentita dalla Corte di Cassazione il 19 aprile.[65] Da parte della Rosa nel Pugno Dopo l'assegnazione dei seggi, il partito della Rosa nel Pugno ha contestato la mancata assegnazione di quattro seggi del Senato a propri candidati[66]. La controversia riguardava l'interpretazione della legge elettorale in riferimento al calcolo del quorum del 3 per cento dei voti[67]. Il ricorso richiesto dalla Rosa nel Pugno non stato accolto[68]. Il film inchiesta di Deaglio e Cremagnani Nel novembre 2006, pochi mesi dopo le elezioni, la questione dei brogli elettorali stata ulteriormente infiammata dall'uscita del dvd Uccidete la democrazia!, di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, che paventa l'ipotesi che alcune schede bianche possano essere state "trasformate" in voti per la Casa delle Libert durante la trasmissione elettronica dei dati dalle prefetture al Viminale. Questa ipotesi sarebbe avvalorata dalla mancanza di dati ufficiali sul numero delle schede bianche, e dall'andamento sospetto dei dati ufficiosi ad esse relative.[7] La procura di Roma, pochi giorni dopo, ha aperto un'indagine contro Deaglio e Cremagnani per "diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico".[69] La denuncia di Paolo Rajo Irregolarit anche nelle votazioni via posta degli italiani all'estero sono state denunciate nel luglio 2007 da Paolo Rajo, candidato senatore dell'UDEUR all'estero.[70]

107

La revisione delle schede


La giunta per le elezioni del Senato, nel dicembre 2006, ha deciso il riconteggio totale delle schede nulle, bianche, e contenenti voti nulli o contestati, partendo dalle regioni di Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia e Toscana, oltre che alla revisione a campione delle schede valide custodite nei tribunali. Il riconteggio si sarebbe poi esteso al resto d'Italia se i risultati evidenziassero scostamenti significativi rispetto ai dati proclamati ufficialmente. Nonostante le ipotesi di Deaglio fossero di brogli a favore di Forza Italia, anche Berlusconi appoggia la decisione del riconteggio, sostenendo che ci sono stati brogli a favore del centrosinistra.[71] Il 18 settembre 2007, il presidente della Giunta delle elezioni del Senato, Domenico Nania, ha dichiarato conclusa la revisione iniziata il 6 dicembre 2006. I Comitati di revisione schede costituiti nelle 7 regioni interessate, hanno riferito unanimemente che "gli scostamenti riscontrati rispetto ai dati di proclamazione sono assolutamente fisiologici" e quindi risulta "la legittimit delle operazioni di voto del 9 e 10 aprile 2006 per il Senato".[72]

Elezioni politiche italiane del 2006

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Note
[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] L'articolo completo su beppegrillo.it (http:/ / www. beppegrillo. it/ 2006/ 03/ ce_uno_strano_o. html) Legge 22 del 27/1/2006 art. 2 comma 5 (http:/ / www. parlamento. it/ parlam/ leggi/ 06022l. htm) Marco Travaglio, nell'articolo L' ottimo arbitraggio, pubblicato sulla rubrica Bananas de l'Unit del 13 marzo 2006. Fonte: articolo di Repubblica (http:/ / www. repubblica. it/ 2006/ b/ sezioni/ economia/ industriauno/ fallimenti/ fallimenti. html) Rapporto di missione OSCE (in inglese) (http:/ / www. osce. org/ odihr/ elections/ italy/ 19405) Articolo di Repubbica (http:/ / www. repubblica. it/ 2006/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2006-10/ sfogo-pisanu/ sfogo-pisanu. html) La notte delle schede bianche scomparse. Brogli, l'inquietante ipotesi del film di Deaglio (http:/ / www. repubblica. it/ 2006/ 11/ sezioni/ politica/ polemica-film-deaglio/ uccidete-la-democrazia/ uccidete-la-democrazia. html). La Repubblica, 23 novembre 2006. URL consultato in data 22 novembre 2009. [8] Lista presente in undici circoscrizioni (Piemonte 1, Veneto 1, Veneto 2, Lazio 1, Lazio 2, Campania 1, Campania 2, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia 1) [9] Lista presente in quattro circoscrizioni (Toscana, Campania 1, Calabria, Sicilia 1) [10] Lista presente in una circoscrizione (Lombardia 2) [11] Lista presente in due circoscrizioni (Veneto 1, Veneto 2) [12] Lista non presente nella circoscrizione Friuli Venezia Giulia [13] Lista presente in quindici circoscrizioni (Piemonte 1, Piemonte 2, Lombardia 1, Lombardia 2, Veneto 1, Veneto 2, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Campania 1, Campania 2, Puglia, Sicilia 1, Sicilia 2) [14] Lista presente in sette circoscrizioni (Veneto 1, Veneto 2, Campania 1, Campania 2, Basilicata, Sicilia 1, Sicilia 2) [15] Lista presente in sei circoscrizioni (Piemonte 1, Veneto 1, Marche, Campania 1, Campania 2, Sicilia 2) [16] Lista presente in quattro circoscrizioni (Campania 1, Puglia, Sicilia 1, Sicilia 2) [17] Lista presente in quattro circoscrizioni (Lombardia 2, Veneto 1, Veneto 2, Puglia) [18] Lista presente in tre circoscrizioni (Veneto 1, Veneto 2, Friuli Venezia Giulia) [19] Lista presente in cinque circoscrizioni (Lazio 1, Campania 1, Campania 2, Basilicata, Sicilia 1) [20] Lista presente in tre circoscrizioni (Veneto 1, Campania 2, Puglia) [21] Lista presente solo nella circoscrizione Calabria [22] Lista presente solo nella circoscrizione Sicilia 1 [23] Lista presente solo nella circoscrizione Veneto 1 [24] Lista presente solo nella circoscrizione Puglia [25] Lista presente solo nella circoscrizione Abruzzi [26] Lista presente solo nella circoscrizione Campania 1 [27] Lista non presentata in Molise [28] Lista non presentata in Friuli-Venezia Giulia e in Molise [29] Lista presentata solo in nove regioni (Piemonte, Veneto, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) [30] Lista presentata solo in Lombardia [31] Lista presentata solo in quattro regioni (Toscana, Campania, Calabria, Sicilia) [32] Lista presentata solo in Molise [33] Lista presentata solo in dieci regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) [34] Lista presentata solo in otto regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia) [35] Lista presentata solo in Veneto [36] Lista presentata solo in Puglia e Basilicata [37] Lista non presentata in Sardegna [38] Lista presentata solo in dodici regioni (Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sardegna) [39] Lista presentata solo in sei regioni (Lombardia, Veneto, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia) [40] Lista presentata solo in nove regioni (Emilia-Romagna, Marche, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) [41] Lista presentata solo in cinque regioni (Piemonte, Lombardia, Marche, Campania, Sicilia) [42] Lista presentata solo in Sicilia [43] Lista presentata solo in dieci regioni (Piemonte, Lombardia, Marche, Puglia) [44] Lista presentata solo in tre regioni (Lombardia, Puglia, Sicilia) [45] Lista presentata solo in tre regioni (Veneto, Puglia, Sicilia) [46] Lista presentata solo in Veneto e Puglia [47] Lista presentata solo in Veneto e Friuli-Venezia Giulia [48] Lista presentata solo in Campania [49] Lista presentata solo in Sardegna [50] Lista presentata solo in tre regioni (Lazio, Puglia, Basilicata) [51] Lista presentata solo nel Lazio [52] Lista presentata solo in Lombardia e Calabria

Elezioni politiche italiane del 2006


[53] Lista presentata solo in Veneto e Campania [54] Lista presentata solo in Puglia [55] Lista presentata solo in Calabria [56] Fa riferimento alla coalizione dell'Unione [57] Fa riferimento alla coalizione della Casa delle Libert [58] Presentata solo nella ripartizione Europa [59] Non stata presentata nella ripartizione America Settentrionale e Centrale [60] Non stata presentata nella ripartizione Asia-Africa-Oceania-Antartide [61] Non stata presentata nella ripartizione America Meridionale [62] Presentata solo nella ripartizione America Meridionale [63] Presentata solo nella ripartizione America Settentrionale e Centrale [64] Fonte: Articolo di Repubblica (http:/ / www. repubblica. it/ 2006/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2006-9/ tentazione-cavaliere/ tentazione-cavaliere. html) (13/04/2006) [65] La Cassazione conferma la vittoria dell'Unione (http:/ / www. repubblica. it/ 2006/ 04/ sezioni/ politica/ dopo-elezioni-2006/ cassazione-conferma-unione/ cassazione-conferma-unione. html). La Repubblica, 19 aprile 2006. URL consultato in data 22 novembre 2009. [66] Annuncio sul sito rosanelpugno.it (http:/ / www. rosanelpugno. it/ rosanelpugno/ node/ 6203) [67] Spiegazione della controversa interpretazione con esempio numerico da noiseFromAmeriKa.org (http:/ / www. noisefromamerika. org/ index. php/ articoli/ 118) [68] Verbale seduta della Giunta delle Elezioni del Senato (http:/ / www. senato. it/ commissioni/ 4577/ 3666/ 101293/ 149712/ 150168/ schedasedutacommissione. htm) [69] Elezioni, Deaglio indagato per diffusione di notizie false (http:/ / www. repubblica. it/ 2006/ 11/ sezioni/ politica/ polemica-film-deaglio/ deaglio-indagato/ deaglio-indagato. html). La Repubblica, 28 novembre 2006. URL consultato in data 22 novembre 2009. [70] Alessia Manfredi. Il video-denuncia su Repubblica.it "Ecco i brogli in Australia" (http:/ / www. repubblica. it/ 2007/ 07/ sezioni/ politica/ voto-estero-video/ voto-estero-video/ voto-estero-video. html). La Repubblica, 9 luglio 2007. URL consultato in data 22 novembre 2009. [71] Senato: "Ricontare le schede bianche". Berlusconi: "Primo passo positivo (http:/ / www. repubblica. it/ 2006/ 11/ sezioni/ politica/ polemica-film-deaglio/ ricontare-bianche/ ricontare-bianche. html). La Repubblica, 6 dicembre 2006. URL consultato in data 22 novembre 2009. [72] "Elezioni 2006 furono regolari" (http:/ / www. lastampa. it/ redazione/ cmsSezioni/ politica/ 200709articoli/ 25878girata. asp). La Stampa, 18 settembre 2007. URL consultato in data 22 novembre 2009.

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Voci correlate
Calendario delle elezioni in Italia

Calendario delle elezioni in Italia Circoscrizioni elettorali Parlamento della Repubblica Italiana Governo italiano Sistema politico della Repubblica Italiana Storia del sistema politico italiano

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Altri progetti
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Collegamenti esterni
Il testo della legge sulla par condicio (L. 22 febbraio 2000, n.28) (http://www.parlamento.it/leggi/00028l. htm) Programma elettorale dell'Unione 2006 (http://www.dsonline.it/speciali/politiche2006/programma/default. asp) Programma elettorale della CDL 2006 (http://www.forza-italia.it/speciali/programma_2006_2011.htm) I simboli delle liste presenti (dal Ministero dell'Interno) (http://politiche.interno.it/liste2006/simboli.htm) Le schede elettorali che i cittadini riceveranno nei seggi (dal Ministero dell'Interno) (http://www.interno.it/ news/articolo.php?idarticolo=22108) La missione di osservazione elettorale OSCE in Italia (http://www.osce.org/odihr/item_12_18134.html) Risultati non ufficiali per il Senato (http://www.senato.it/leg/15/Elettorale/riepilogo.htm) con riepilogo nazionale e suddivisi regione per regione su senato.it Risultati Corte di Cassazione per la Camera (http://www.cortedicassazione.it/Archivio/Elezioni/Elezioni. asp?AnnoPres=2006) Risultati Giunta delle elezioni della Camera (http://leg15.camera.it/deputatism/9969/14449/documentotesto. asp)

Scrutinio elettronico
Scrutinio Elettronico, come andata a finire in una sezione del Lazio, PI (http://punto-informatico.it/p. asp?i=58807&r=PI) Voto elettronico, tempesta - Punto Informatico (http://punto-informatico.it/p.asp?i=58540&r=PI) Composizione delle societ incaricate degli scrutini, sito non ufficiale (http://www.disinformazione.it/ odore_di_puzza.htm) Intervista a Calderoli sulla legge elettorale (http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/politica/ versoelezioni38/caldporcata/caldporcata.html) Calderoli: "La legge elettorale? L'ho scritta io, ma una porcata"

Elezioni politiche italiane del 2008

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Elezioni politiche italiane del 2008


Elezioni politiche 2008 Italia

XVI Legislatura Governi: Berlusconi IV (2008-2011) Monti (2011-)

Precedenti 2006 Successive 2013

Le elezioni politiche italiane del 2008 per il rinnovo dei due rami del Parlamento italiano la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica si tennero domenica 13 e luned 14 aprile a seguito dello scioglimento anticipato delle Camere avvenuto il 6 febbraio 2008. Le elezioni vennero vinte dalla coalizione composta da Il Popolo della Libert, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia, che ottenne la maggioranza relativa dei voti e, in base alla vigente legge elettorale del 2005, la maggioranza assoluta degli eletti. Gli elettori chiamati a votare furono 50257534 per la Camera e 45929308 per il Senato. Di questi rispettivamente 47295978 e 43257208 erano residenti nel territorio nazionale, divisi in 61225 sezioni, e rispettivamente 2961556 e 2672100 all'estero.[1] L'affluenza alle urne stata nel complesso del 78,1% circa alla Camera e del 78,2% circa al Senato, in calo del 3,1% rispetto alle elezioni del 2006; nel territorio nazionale essa ha raggiunto l'80,5%, mentre all'estero si attestata intorno al 40%.[2]

Ripartizione dei seggi


La legge elettorale e la Costituzione prevedono l'assegnazione dei seggi (630 alla Camera, 315 al Senato) sulla base della popolazione cos come risultante dell'ultimo censimento generale, cio dal censimento nazionale del 2001. A questa norma si deroga solo per i cittadini italiani residenti all'estero. La legge che disciplina le elezioni per la circoscrizione estero prevede infatti l'aggiornamento dei dati sulla base dell'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE).[7] Il giorno stesso dello scioglimento delle Camere il Presidente della Repubblica, su proposta del Consiglio dei ministri, firm due decreti che specificavano la ripartizione dei seggi. Per quanto riguarda la Camera, tale suddivisione era tuttavia solo indicativa: i seggi assegnati infatti variarono per garantire la proporzionalit fra i risultati delle liste.[8]

Elezioni politiche italiane del 2008

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Principali avvenimenti
Cronologia
6 febbraio 2008: Le Camere nella loro XV Legislatura furono sciolte dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo la caduta del Governo Prodi II al Senato ed all'esito negativo riportato dal mandato "esplorativo" affidato dal Capo dello Stato al Presidente del Senato, Franco Marini[9]. 6 febbraio 2008: Entr in vigore il regime di par condicio per tutte le emittenti radiotelevisive nazionali[10]. 13 febbraio 2008: Termine ultimo entro cui dovevano essere presentate le dimissioni dagli incarichi amministrativi per potersi candidare alle elezioni[11]. 14 febbraio 2008: Il Consiglio dei ministri approv un decreto legge che modificava parzialmente la legislazione elettorale[12]. 26 febbraio 2008: Le dimissioni dagli incarichi amministrativi date per potersi candidare alle elezioni diventarono irrevocabili ed esecutive[11]. Tra il 29 febbraio 2008 e il 2 marzo 2008: Presentazione dei simboli elettorali[13]. 9 marzo 2008: Termine ultimo entro cui gli elettori temporaneamente all'estero poterono presentare domanda per esercitare il voto per corrispondenza[11]. 9 e 10 marzo 2008: Presentazione delle liste dei candidati[13]. 11 marzo 2008: Termine ultimo entro il quale gli elettori iscritti all'AIRE poterono comunicare la loro opzione per votare in Italia. Inizialmente previsto per il 16 febbraio ma venne spostato dal parlamento nella conversione del decreto legge in materia elettorale[11]. 21 marzo 2008: Termine ultimo entro cui gli elettori temporaneamente all'estero poterono revocare la domanda per esercitare il voto per corrispondenza[11]. Dal 29 marzo 2008: Divieto di rendere pubblici i sondaggi elettorali[14]. 1 aprile 2008: Il Consiglio dei ministri approv un decreto legge che proibiva di portare con s apparecchi che sono in grado di scattare fotografie durante il voto[15]. 2 aprile 2008: La V sezione del Consiglio di Stato emise una ordinanza con cui riconobbe alla Democrazia Cristiana il diritto di poter partecipare alle elezioni. Lo stesso giorno Giuliano Amato, ministro dell'Interno, diede mandato all'Avvocatura di Stato di presentare ricorso davanti alle sezioni unite della Corte suprema di cassazione per chiarire di chi fosse la competenza sulla materia elettorale[16]. 8 aprile 2008: La Corte suprema di cassazione si riun d'urgenza a sezioni civili unite e accolse i ricorsi del ministero contro l'ordinanza del Consiglio di Stato. 10 aprile 2008: Termine ultimo entro cui gli elettori temporaneamente all'estero o quelli iscritti all'AIRE poterono inviare le proprie schede votate ai consolati.[11] Dal 12 aprile 2008: Silenzio elettorale[17]. 13 e 14 aprile 2008: Elezioni.

Urna per il voto alla Camera dei deputati

Elezioni politiche italiane del 2008

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Il decreto legge in materia elettorale


Il Consiglio dei ministri approv, in due sedute successive una tenuta il 14 e l'altra il 15 febbraio , un decreto legge[18] che modific parzialmente la normativa relativa agli adempimenti elettorali e all'esercizio del diritto di voto all'estero. Il decreto era composto[11] da 8 articoli. L'articolo 4, in particolare, prevedeva che fossero esonerati dall'obbligo di raccogliere le firme a sostegno delle candidature i partiti politici che fossero rappresentanti in una delle due Camere del parlamento italiano o nel parlamento europeo da almeno due componenti. Proprio questo articolo fu oggetto delle contestazioni de La Destra,[19] che arriv a chiedere al Presidente della Repubblica di non firmare il decreto, prima che si riunisse nuovamente il Consiglio dei ministri per riesaminarlo.

La motivazione principale delle nuove norme risiedeva comunque nell'esigenza di riunificare le elezioni politiche con quelle amministrative (art.5). Secondo la legge vigente,[20] infatti, le elezioni amministrative avrebbero dovuto tenersi fra il 15 aprile e il 15 giugno.[20] Inizialmente numerosi partiti, fra cui Forza Italia, giudicarono inaccettabile il decreto e il governo sembrava intenzionato a non vararlo.[20] Lo stesso Capo dello stato intervenne con un comunicato,[21] a seguito di una lettera inviata a Napolitano dal presidente emerito Francesco Cossiga per ribadire che un decreto del genere sarebbe stato firmato solo in presenza di un ampio consenso parlamentare che coinvolgesse anche i partiti che fino ad allora avevano rappresentato l'opposizione. L'accordo venne in seguito raggiunto. Uno degli scopi dichiarati del provvedimento fu quello di consentire un risparmio di circa 400 milioni di euro.[20] Altri provvedimenti inseriti nel decreto riguardavano: l'aumento del numero dei componenti dei seggi per lo scrutinio dei voti della circoscrizione estero e diminuzione del numero di elettori per seggio (art.1),[22] il voto di particolari categorie di cittadini temporaneamente all'estero (art. 2),[23] la riconferma del diritto degli osservatori OSCE a entrare nei seggi (art. 3), oltre che alla previsione di personale di supporto per le commissioni elettorali circondariali (art.6).[11][24] Nel corso della conversione in legge il decreto fu modificato in modo da esentare dalla raccolta delle firme le formazioni rappresentate nel Parlamento e non esclusivamente in una delle due Camere con almeno due componenti.[11]

Francesco Cossiga aveva criticato l'intenzione del governo, gi sfiduciato, di emanare il decreto legge

Il ricorso della Democrazia Cristiana


Il 2 aprile, ad urne gi aperte per gli italiani all'estero,[25] fu resa nota una ordinanza della V sezione del Consiglio di Stato[26] che, in via cautelare, ovvero senza entrare nel merito della questione, stabiliva sia la propria competenza a giudicare sugli atti amministrativi connessi al processo elettorale, sia la sospensione delle decisioni dell'Ufficio elettorale centrale nazionale e del Ministero dell'Interno, che avevano portato all'esclusione del simbolo della Democrazia Cristiana dalla competizione elettorale.
Giuliano Amato, ministro dell'Interno, aveva ipotizzato lo slittamento delle elezioni.

Elezioni politiche italiane del 2008 Nel testo dell'ordinanza, per giustificare la competenza del consiglio di stato, si fa riferimento ad una precedente decisione della Corte Costituzionale[27] che, secondo il giudice amministrativo, avrebbe indicato la mancanza di una norma apposita per regolare i giudizi sul procedimento elettorale e che pertanto, considerato anche che la giunta delle elezioni della Camera dei deputati aveva pi volte dichiarato in precedenza di non avere alcuna titolarit di giudicare i rilievi mossi al processo elettorale preparatorio, [28] spetterebbe alla giustizia amministrativa la competenza sulla questione. Il problema, che avrebbe potuto portare, secondo il ministro Giuliano Amato, ad un rinvio delle elezioni, [16] non era quindi sul merito dell'ammissione del simbolo ma sul fatto che il Consiglio di Stato aveva invaso una sfera di giurisdizione che la legge prevede sia di competenza delle Camere. Si deve ricordare, a questo proposito, che la legge elettorale vigente nel 2008 prevedeva che i giudizi sull'ammissibilit dei simboli, dati dal Ministero dell'Interno, fossero impugnabili davanti all'Ufficio elettorale centrale nazionale. Per questo motivo, ritenendo che la commissione centrale sia l'unico organo autorizzato a deliberare in materia elettorale, fatto salvo il giudizio definitivo dato dalle giunte delle elezioni di Camera e Senato, il ministro Amato diede mandato[16] all'avvocatura dello Stato di presentare ricorso alle sezioni unite della Corte di Cassazione per stabilire, a norma dell'articolo 326 del Codice di Procedura Civile,[29] di chi fosse la competenza a giudicare. La Corte si riun d'urgenza marted 8 aprile per valutare i ricorsi del ministero. Prima della sentenza della Cassazione, il Consiglio di Stato era tornato a esprimersi l'8 aprile dichiarando decaduta l'ordinanza a causa della rinuncia a proseguire il giudizio da parte della lista. Lo stesso giorno il TAR del Lazio, altro organo di giustizia amministrativa come il Consiglio di Stato, aveva espresso un giudizio di merito dichiarandosi incompetente a decidere. La Cassazione, infine, dichiar che la competenza in materia di tutto il processo elettorale, compresa la parte preparatoria, spetta in via esclusiva alle giunte delle elezioni di Camera e Senato,[30] come previsto da alcuni commentatori sulla base dei precedenti.[31] In ogni caso la Costituzione italiana impone che le elezioni si tengano entro 70 giorni dallo scioglimento delle Camere,[32] cio entro il 16 aprile, mentre le legge elettorale imponeva che queste si tenessero di domenica e di luned: esse quindi non si sarebbero in nessun caso potute svolgere in una data posteriore a quella prevista.

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Discussione sulle schede elettorali


Una settimana prima della data fissata per le votazioni in Italia, e quindi a votazioni gi in corso all'estero, alcuni capi delle forze politiche, fra cui Silvio Berlusconi e Antonio Di Pietro, avevano segnalato che la composizione grafica delle schede elettorali, preparata secondo la legislazione elettorale vigente,[33] avrebbe potuto generare confusione nell'elettore ed essere, quindi, responsabile dell'annullamento di alcuni voti. In particolare veniva contestata la stampa dei simboli dei partiti coalizzati entro un'unica casella bianca, sul classico sfondo con tramatura grigia delle schede italiane, separati da una riga sottile. In tal modo, sempre secondo l'interpretazione data da chi non condivideva l'impostazione delle schede, l'elettore avrebbe potuto essere indotto a tracciare un unico segno su entrambi i simboli, annullando, di fatto, il proprio voto non essendo desumibile la lista a cui assegnare la preferenza. Le schede predisposte dal Ministero degli Affari Interni, come detto, erano identiche a quelle usate nella precedente competizione elettorale in occasione delle quali nessuna forza politica lament il problema poich la struttura delle coalizioni (due sole grandi coalizioni con diverse liste, oltre a singole liste non coalizzate) era anzi evidenziata dal modello di scheda elettorale.
Riproduzione di una scheda per l'elezione del Senato della Repubblica. B e C si candidano coalizzati, cos come P e R

Nella discussione, che aveva assunto toni polemici, fu coinvolto il Presidente della Repubblica, che avendo ricevuto un appello diretto affinch intervenisse sul governo, aveva sollecitato il Ministero dell'Interno a fornire gli opportuni chiarimenti. Giuliano Amato, in risposta all'invito del capo dello stato, convoc una conferenza stampa per ribadire

Elezioni politiche italiane del 2008 che la grafica delle schede era stata preparata seguendo rigorosamente la normativa vigente e che, anche volendo, non era pi possibile intervenire essendo le procedure di votazione gi in corso.[34] Il successivo 8 aprile, a cinque giorni dalle elezioni, il Ministero dell'Interno decise di far appendere in ogni sezione elettorale manifesti che invitano gli elettori ad esprimere il loro voto in modo chiaro, utilizzando lo slogan un solo segno su un solo simbolo. Il Ministero aveva inoltre ribadito che, anche se il segno dovesse ricadere su pi simboli, il voto deve essere conteggiato per la lista sul cui simbolo il segno stesso insiste maggiormente. [35]

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Gli schieramenti a confronto


Evoluzione delle alleanze
Rispetto alle precedenti elezioni gli schieramenti erano molto variati. Quelle che erano state le due grandi alleanze, nel 2006 e prima, erano gi estinte, e i partiti al loro interno erano stati protagonisti di grandi mutazioni. Tendenza generalizzata fu la scomposizione in pi liste, e l'accorpamento fra loro di forze politiche simili.[36] All'elettore si presentava un quadro con un pi vasto numero di schieramenti, ma al loro interno molto meno variegati ed anzi composti da singole liste con le eccezioni delle coalizioni maggiori con programmi unitari.

Walter Veltroni - Capo della Coalizione composta da Partito Democratico e Italia dei Valori

Liste e partiti che facevano parte de l'Unione L'alleanza di centrosinistra L'Unione si sciolse con la caduta del governo Prodi, il 24 gennaio 2008, e le forze che l'avevano composta diedero vita a varie nuove formazioni.[37] Il Partito Democratico decise di fare a meno della quasi totalit degli ex-alleati sia per le elezioni del Senato sia per quelle della Camera;[38] inoltre, il partito precis che avrebbe accettato alleanze solo con i partiti che condividessero integralmente, e senza riserve, il proprio programma elettorale.[37] Unica alleanza mantenuta dal PD fu, infine, quella con l'Italia dei Valori,[39] che, secondo gli accordi, avrebbe mantenuto il proprio simbolo nella corsa elettorale per poi formare gruppi parlamentari unificati con il compagno di coalizione.[40] I Radicali italiani, dopo una lunga trattativa,[41] accettarono[42] l'accordo proposto dal PD per inserire propri candidati nelle liste di quest'ultimo: la conseguenza fu che i Radicali formalmente non presentarono alcuna lista nonostante avessero presentato il proprio simbolo.

Fausto Bertinotti - Capo della forza politica La Sinistra-L'Arcobaleno

Altri quattro partiti: Rifondazione Comunista - Il Partito dei Comunisti Italiani - I Verdi - Sinistra Democratica colsero l'occasione per unificarsi sotto l'unica lista di La Sinistra L'Arcobaleno[37] e per esprimere un'unica candidatura a Palazzo Chigi.

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Si present senza alcun alleato anche il Partito Comunista dei Lavoratori, nato da dissidenti di Rifondazione Comunista.[43] Il movimento Sinistra critica, nato anch'esso da una scissione di Rifondazione Comunista, decise di presentarsi senza alleati alle elezioni con il proprio simbolo e una propria candidatura per la Presidenza del Consiglio.[44]

Marco Ferrando - Capo della forza politica Partito Comunista dei Lavoratori

Il Partito Socialista, che aveva sostenuto il Governo Prodi, aveva avuto fin dall'inizio l'intenzione di presentare il proprio simbolo nella competizione[45] e questa fu la ragione principale del mancato accordo con il Partito Democratico che aveva, invece, chiesto al Partito Socialista di sciogliersi e convergere nel PD.[46] L'Unione democratica scelse per correre da sola alle elezioni con un proprio capo della forza politica, [47] cos come Movimento politico dei cittadini, movimento che, come il precedente, sorse dallo sgretolamento dell'Unione al Senato nel corso della precedente legislatura, e che present una propria

Enrico Boselli - Capo della forza politica Partito Socialista

lista.[48] La Sdtiroler Volkspartei non entr in nessuna coalizione per la Camera dei Deputati; tuttavia, limitatamente ai collegi del Senato in Trentino-Alto Adige, strinse un'alleanza, il cosiddetto Patto di Salorno, con il PD, l'Italia dei Valori, il Partito Socialista e alcune liste locali: nei due collegi di in cui la SVP era pi forte la lista si present autonomamente, mentre negli altri quattro i candidati corsero sotto il simbolo di SVP-Insieme per le Autonomie.[49] L'UDEUR, abbandonato definitivamente il campo del centro-sinistra, e posizionatosi al centro, nonostante qualche perplessit iniziale,[50] aveva preso la decisione di presentarsi senza entrare in nessuna coalizione[51] candidando Clemente Mastella alla presidenza del Consiglio dei ministri; tuttavia, in seguito, lo stesso leader del partito annunci il ritiro della propria candidatura.[52]

Elezioni politiche italiane del 2008 Liste e partiti che facevano parte della CdL Per quanto riguarda il centro-destra, anche nel campo della ex-Casa delle Libert lo scenario proposto agli elettori risult mutato rispetto a quello del 2006.[37] Dopo la scelta del Partito Democratico di correre in una coalizione ristretta, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini decisero che i rispettivi partiti, Forza Italia e Alleanza Nazionale, si sarebbero presentati sotto l'unico simbolo del Popolo della Libert,[53] in coalizione con la Lega Nord, che avrebbe presentato le sue liste solo al Centro-Nord, e con il Movimento per l'Autonomia, che lo avrebbe fatto nelle altre regioni.[42]La trattativa con l'MpA a livello nazionale fu dominata dal tema della scelta candidature per la presidenza della Regione Siciliana che si svolsero contestualmente.[54] Varie formazioni minori diedero, poi, il proprio assenso all'ingresso nel Popolo della Libert, come la DC per le Autonomie, i Liberaldemocratici (fuoriusciti dallo schieramento di centro-sinistra) e Azione Sociale.[55]

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Inizialmente anche la Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza aveva espresso la volont di coalizzarsi al Senato con il Popolo delle Libert ma il suo simbolo fu ritenuto troppo simile a quello dell'Unione di Centro e quindi bocciato dal Ministero, il cui giudizio fu successivamente confermato dalla Commissione Centrale elettorale della Cassazione[56] con una decisione che fu poi l'origine della vicenda giudiziaria gi discussa precedentemente. Il movimento La Destra, in disaccordo con la strategia di Berlusconi di creare un partito unico,[41] aveva annunciato l'intenzione di presentare una propria lista e un proprio candidato premier;[57] questo nonostante, in un primo momento, i dirigenti del partito avessero sperato in un cambiamento della strategia del leader del PdL.[58] Solo il perdurare della situazione di stallo li convinse a procedere e a stringere un accordo col Movimento Sociale Fiamma Tricolore: i due partiti presentarono un'unica lista, convergendo sul candidato premier gi indicato da La Destra.[59] Discorso a parte per Forza Nuova, che decise fin dalla notizia dello scioglimento delle Camere di correre in solitaria con il proprio simbolo. Anche all'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) fu proposto di confluire nel Popolo della Libert,[60] prospettiva che l'UDC, nonostante una spaccatura dovuta alla scelta singoli esponenti come Carlo Giovanardi di aderire al PdL, non condivise:[61] l'UDC quindi si present indipendentemente, con un proprio candidato premier.[62] Nelle settimane di consultazioni presidenziali, il brusco ritorno di Pier Ferdinando Casini su Pier Ferdinando Casini - Capo della forza politica Unione di Centro posizioni consonanti con quelle di Forza Italia aveva provocato una scissione interna all'UDC: Bruno Tabacci e Mario Baccini avevano dato vita ad un nuovo movimento politico chiamato la Rosa Bianca, a ci aveva aderito anche l'ex sindacalista Savino Pezzotta, e che si era dichiarato pronto a presentare un proprio candidato premier.[63][37] Tuttavia a seguito della scelta dell'UDC di non coalizzarsi o confluire nel PdL,[62] i due partiti scelsero di presentare una lista comune, l'Unione di Centro, con un unico candidato alla presidenza del consiglio.[64] Alcuni esponenti singoli del centrodestra, come Giuliano Ferrara che aveva nei giorni precedenti alla campagna elettorale esortato il paese a dibattere sull'opportunit di una moratoria sull'applicazione della legge sull'aborto,[65] presentarono una lista che nel simbolo recava la scritta Aborto? No, grazie.[66]

Silvio Berlusconi - Capo della Coalizione composta da Popolo della Libert, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia

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Programmi elettorali
Articolo su Wikinotizie: Speciale Elezioni politiche italiane 2008/Programmi elettorali La legge elettorale in vigore richiedeva alle forze politiche di presentare i propri programmi contestualmente ai simboli elettorali: per questo tutte le forze politiche e le coalizioni rappresentate in parlamento pubblicarono i loro programmi elettorali entro la prima decade di marzo.[67] In rapporto ai due programmi presentanti per le elezioni politiche italiane del 2006 una differenza evidente fu che nessuno degli schieramenti ripropose programmi lunghi ed estremamente dettagliati come quello presentato dall'Unione nelle consultazioni precedenti. Confrontando i programmi delle maggiori forze politiche si possono notare analogie di proposte per quanto riguarda, ad esempio, la necessit di investire su scuola, universit e ricerca - seppur con diverse sfumature quanto al metodo migliore per farlo - mentre le differenze pi profonde si registrano nel campo dell'economia - per cui alcune liste proposero la nazionalizzazione delle imprese mentre altre la loro completa privatizzazione - e dei cosiddetti temi eticamente sensibili; in particolare non manca in nessun programma un riferimento al problema della regolamentazione delle convivenze. Anche l'equilibrio fra la tutela ambientale, la ricerca di nuove fonti energetiche compreso l'utilizzo dell'energia nucleare che fu pi o meno esplicitamente proposto in alcuni casi - e la riqualificazione della rete infrastrutturale sono temi presenti sostanzialmente in tutti i programmi delle principali liste che furono presenti nella competizioni elettorale, cos come sono una costante gli impegni per l'efficienza della giustizia e dell'apparato amministrativo, per la riduzione dei costi della politica e per una maggiore sicurezza.

La vicenda Alitalia
La sorte della compagnia di bandiera italiana si intrecci con quella della campagna elettorale. Il governo, gi prima dello scioglimento delle camere, aveva dato il proprio parere favorevole ad una trattativa commerciale esclusiva con Air France-KLM. Tuttavia, dopo le dimissioni dell'esecutivo, da parte delle forze di opposizione della XV Legislatura giunse la richiesta di astenersi dal proseguire la trattativa. Tale richiesta fu motivata dall'esigenza di rimettere la scelta ad un governo politicamente legittimato, dovendo il governo dimissionario limitarsi al disbrigo degli affari correnti. Tuttavia il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa e il premier Romano Prodi replicarono di non poter garantire che la compagnia non sarebbe andata in fallimento in caso di una dilazione di due mesi, e che tale prospettiva, che avrebbe scaricato i costi sull'azionista statale, a loro parere, rendeva totalmente legittima l'attivit dell'esecutivo.[68] Dopo l'inizio della campagna elettorale vera e propria, il tema torn al centro dell'attenzione, grazie anche alla difficolt intrinseca della trattativa che vedeva contrapposti a diverso titolo, governo, acquirenti e sindacati, nonch gli stessi enti locali lombardi, per il tramite della SEA. Ai problemi che una situazione di questo genere poteva comportare, dal punto di vista squisitamente finanziario, se ne aggiunsero altri, dovuti al crescere continuo dell'interesse dei candidati a capo delle forze politiche per la questione. In particolare il dibattito si focalizz attorno alla possibilit che si potesse materializzare un gruppo di imprenditori Un Boeing 777 di Alitalia italiani che facesse una controproposta rispetto a quella del vettore francese. Tale cordata avrebbe dovuto sostenere l'originario progetto di Airone di acquisizione di Alitalia. In conseguenza del dibattito sviluppatosi durante la campagna, anche a causa della possibilit concreta che alcuni degli interventi avrebbero rispecchiato la linea politica del futuro governo, di cui Air France comunque si era impegnata a chiedere il gradimento prima di procedere con l'acquisto, il titolo in borsa fu caratterizzato da un'altissima volatilit, tanto da essere pi volte sospeso.[69]

Elezioni politiche italiane del 2008 Nel corso della campagna, furono espresse almeno tre posizioni distinte: la posizione sostenuta da Silvio Berlusconi, ovvero quella di stimolare,[70] contando anche sul suo doppio ruolo di imprenditore e politico, l'interesse dell'imprenditoria italiana;[71] al contrario, la coalizione guidata da Walter Veltroni, si dichiar sempre pronta a rispettare le scelte del mercato, non escludendo a priori la vendita ad un gruppo italiano se le condizioni dell'offerta, che comunque non fu ufficialmente presentata prima delle elezioni, fossero risultate migliori.[72] Una terza opzione quella rappresentata dalla lista a sostegno di Fausto Bertinotti che sostenne la possibilit che fosse lo stato a farsi carico della sorte del risanamento della compagnia almeno provvisoriamente.[73][74] Le posizioni dei tre personaggi politici suscitarono a pi riprese, e a vario titolo, la reazione di sostegno o di disapprovazione da parte delle forze politiche concorrenti.

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"Candidature"
"Candidati" alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Primo tema affrontato subito dopo lo scioglimento delle Camere fu il "nodo" delle alleanze e delle coalizioni elettorali. La legge elettorale in vigore imponeva l'obbligo, per ogni lista,[75] di indicare un Capo della forza politica, ovvero, in caso di liste coalizzate, un Capo della coalizione cio, di fatto, il nome del candidato che la lista si impegnava ad appoggiare per la nomina alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Tuttavia tale nomina non giuridicamente dovuta, poich la Presidenza del Consiglio non un incarico elettivo, ma di nomina del Presidente della Repubblica. Ci premesso i candidati ufficialmente collegati ai contrassegni depositati al Ministero dell'Interno furono originariamente pi di 150,[76] molti di pi di quelli che effettivamente riuscirono poi a presentare effettivamente le liste a sostegno della propria candidatura, anche in una sola circoscrizione.[77] Fra questi ultimi quelli che erano sostenuti da liste presentate nella maggioranza delle circoscrizioni per Camera e Senato furono (in ordine alfabetico per cognome): Silvio Berlusconi, sostenuto da Il Popolo della Libert, Lega Nord, Movimento per l'Autonomia; Fausto Bertinotti, sostenuto da La Sinistra - L'Arcobaleno; Enrico Boselli, sostenuto dal Partito Socialista;[51] Pier Ferdinando Casini, sostenuto dall'Unione di Centro;[62][64] Flavia D'Angeli, sostenuta da Sinistra Critica;[44] Stefano De Luca, sostenuto dal Partito Liberale Italiano; [78] Bruno De Vita, sostenuto dall'Unione Democratica per i Consumatori;[47] Marco Ferrando, sostenuto dal Partito Comunista dei Lavoratori;[43] Roberto Fiore, sostenuto da Forza Nuova;[42] Stefano Montanari, sostenuto da Per il Bene Comune; Daniela Santanch, sostenuta da La Destra-Fiamma Tricolore;[58][59] Fabiana Stefanoni, sostenuta da Partito di Alternativa Comunista;[58][59] Walter Veltroni, sostenuto dal Partito Democratico e Italia dei Valori;[40]

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Codice di autoregolamentazione per le candidature


Nelle settimane precedenti alla presentazione delle liste elettorali tutti i principali partiti discussero sull'opportunit e sulle modalit per evitare la candidatura di cittadini condannati, o indagati, nelle proprie liste. Il dibattito ricalc quello mai completamente sopito nato a seguito, sia della raccomandazione Commissione parlamentare antimafia di un codice di autoregolamentazione[79] per le elezioni amministrative del 2007, sia della raccolta firme promossa da Beppe Grillo per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare dall'emblematico titolo "parlamento pulito" che prevedeva, fra l'altro, l'incandidabilit per i condannati in qualunque grado di giudizio indipendentemente dalla gravit del reato.[80] Il Partito Democratico, dopo aver gi approvato un proprio Codice etico in materia,[81] dichiar[40] facendo proprio un tema[82] dell'alleata Italia dei Valori che non avrebbe candidato nessuno che fosse stato condannato in primo grado, cio anche prima che la sentenza fosse stata definitivamente confermata.

Beppe Grillo ha promosso una campagna dal titolo "parlamento pulito".

Su proposta di Alleanza Nazionale, il cui leader aveva chiesto "liste pulite", anche Il Popolo della Libert comunic di voler impedire la candidatura dei condannati, purch non si trattasse di condanne avvenute a seguito di processi politici.[83] A tale dichiarazione ne segu un'altra che precisava che in ogni caso non era ipotizzabile trattare come condannato chi non avesse superato tutti e tre i gradi di giudizio.[42] Per quanto riguarda la Sinistra Arcobaleno, il segretario di Rifondazione comunista dichiar che era necessario un codice etico proponendo l'adozione di quello gi varato dalla commissione antimafia in occasione delle precedenti amministrative.[84]

Risultati
Exit poll
Pochi secondi dopo la chiusura dei seggi furono diffusi gli exit poll per la Camera dei deputati. Essi assegnavano la vittoria al Popolo delle Libert ma con un margine ridotto di vantaggio: 42% alla coalizione che sosteneva Silvio Berlusconi e 40% a quella che sosteneva Walter Veltroni.[85] Pur avendo correttamente predetto la vittoria del centrodestra, come nel 2006 gli exit poll presentavano errori elevati rispetto al dato reale (-5% per la coalizione di centrodestra, +2,5% per quella di centrosinistra). Inoltre sovrastimavano sia il Partito Democratico, che venne erroneamente indicato come primo partito italiano, sia la Sinistra Arcobaleno, cui fu assegnata una percentuale di voti che pareva sufficiente ad assicurare l'elezione di alcuni suoi parlamentari.

Risultati definitivi

Elezioni politiche italiane del 2008


Eletti alla Camera e al Senato per lista - tutte le circoscrizioni Coalizione Partito Seggi alla Camera Seggi al Senato 276 60 8 344 217 29
[88]

121

PdL - LN - MpA Il Popolo della Libert Lega Nord Movimento per l'Autonomia Totale coalizione PD - IdV Partito Democratico Italia dei Valori SVP - Insieme per le Autonomie Autonomie Libert Dmocratie Totale coalizione Nessuna Nessuna Nessuna Nessuna Totale Unione di Centro Sdtiroler Volkspartei
[88]

146 26 2 174 118 14 2 0 134 3 2 1 1 315


[87] [87] [87] [86]

1 247 36 2

Movimento associativo italiani all'estero 1 Valle d'Aoste 0 630

I risultati delle elezioni politiche furono diffusi, a titolo provvisorio, dal Ministero dell'Interno, man mano che le prefetture ricevevano i verbali delle sezioni elettorali. I risultati definitivi, salvo reclami esaminati dalla giunte per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, furono forniti dalla Commissione elettorale centrale istituita presso la Suprema Corte di Cassazione. A seguito della proclamazione dei risultati nazionali, le singole commissioni elettorali circoscrizionali proclamarono i candidati eletti. La composizione del plenum di entrambe le assemblee legislative nella XVI Legislatura, tuttavia, fu definita solo dopo che i parlamentari eletti in pi circoscrizioni decisero per quale seggio optare lasciando che i primi dei non eletti nelle altre circoscrizioni accedessero in loro vece in Parlamento. I risultati elettorali hanno consegnato alle aule parlamentari una composizione di eletti che non vede rappresentanze dei partiti della sinistra tradizionale socialisti e comunisti - per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana e dopo pi di un secolo, se si esclude il ventennio di dittatura fascista.[89][90][91] Questo dato, anticipato gi dalle prime proiezioni dopo l'inizio dello scrutinio, era inatteso in quanto i sondaggi pre-elettorali avevano fatto ritenere che almeno La Sinistra - L'Arcobaleno riuscisse a superare la soglia di sbarramento alla Camera e potesse aspirare ad eleggere La composizione della Camera dei Deputati della XVI legislatura propri rappresentanti anche al Senato.[92] La pesante sconfitta subita dalla lista, che stata votata da circa un quarto del proprio bacino elettorale, stata addebitata dagli esperti di flussi elettorali principalmente ad un travaso di consensi in favore del Partito Democratico e

Elezioni politiche italiane del 2008 in misura minore all'astensionismo.[93] Ci ha determinato l'abbandono del progetto di costituzione di una formazione unitaria e in alcuni casi anche il ribaltamento dei rapporti di forza all'interno dei singoli partiti. [94] Nel novembre del 2011, tuttavia, i socialisti sono rientrati in Parlamento con l'adesione del senatore Carlo Vizzini, eletto nel Pdl ma poi passato al Partito Socialista Italiano [95][96].

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La composizione del Senato della Repubblica della XVI legislatura

Il processo di ridimensionamento drastico del bacino elettorale, con la conseguente perdita della rappresentanza parlamentare, in ogni caso, ha riguardato quasi tutti i partiti minori, fatti salvi quelli rappresentativi delle minoranze linguistiche e l'UDC.[97][98] I flussi[93] elettorali sembrano infatti aver premiato solo le due coalizioni maggiori che hanno ottenuto il voto di grandissima parte dell'elettorato. Il Popolo della Libert, pur essendosi imposto come partito di maggioranza relativa, ha confermato la percentuale di consensi ottenuta nelle precedenti elezioni dalle forze che lo hanno composto, subendo invece un calo in termini di voti assoluti a causa della minor affluenza elettorale.[93] D'altra parte, il centrosinistra, considerato nel suo insieme, ha subito una netta diminuzione nelle preferenze elettorali.[99] Nella coalizione vincente del centro-destra ha suscitato sorpresa la significativa crescita elettorale della Lega Nord che, pur non essendo presente in circa met delle circoscrizioni, ha superato a Distribuzione geografica del voto 2008 alla Camera. livello nazionale l'8% dei voti,[100] quasi raddoppiando i consensi ottenuti alle elezioni politiche del 2006 ed imponendosi come primo partito in vaste aree del Veneto e della Lombardia, rafforzando la sua posizione comunque in tutto il nord Italia.[101] In termini di voti, per la Lega Nord si trattato del miglior risultato di sempre dopo quello delle elezioni politiche del 1996; in termini di seggi, invece, l'affermazione elettorale ha reso i parlamentari leghisti per la prima volta determinanti per la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, accrescendo anche in termini programmatici l'influenza del partito sull'esecutivo.[102] In particolare alcuni commentatori hanno evidenziato il legame che sembra esistere fra la crescita dei consensi per la Lega Nord soprattutto nelle zone dell'Italia Settentrionale a maggiore tradizione operaia, in concomitanza con l'indebolimento delle forze di sinistra.[103][104] La nuova legislatura, infine, si segnala per un aumento della rappresentanza femminile[105] che comunque rimasta ben lontana dalla soglia della parit, nonostante quelle per la XVI Legislatura siano state le seconde elezioni dopo la modifica della Costituzione che ha stabilito l'obbligo per la Repubblica Italiana di promuovere le pari opportunit fra i sessi, anche in ambito politico.

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Note
[1] Ministero dell'Interno. Rilevazione straordinaria del corpo elettorale a 45 giorni dalle elezioni politiche (http:/ / www. interno. it/ mininterno/ export/ sites/ default/ it/ sezioni/ sala_stampa/ notizie/ elezioni/ 0816_2008_03_18_elettori_politiche. html). 18-03-2008.URL consultato in data 09-11-2010. [2] Ministero dell'Interno, affluenza alle urne (http:/ / politiche. interno. it/ votanti/ votanti080413/ votanti. htm) (URL consultato il 3/1/2009). Il sito riporta i dati aggiornati a tutte le sezioni, eccetto 27 sezioni estere. [3] L'articolo 57 della Costituzione italiana prescrive che nessuna Regione pu avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno. Oltre al caso particolare di Valle d'Aosta e Molise, per le elezioni del 2008 sono quattro le regioni che hanno ricevuto 7 senatori pur non raggiungendo la popolazione necessaria per vederseli assegnati: Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Umbria e Basilicata (che ha addirittura diritto a pi senatori che deputati). [4] La legge elettorale prescrive che in Val d'Aosta si voti con il sistema uninominale per il solo seggio assegnato sia per la Camera dei Deputati, sia per il Senato della Repubblica. Inoltre i voti della regione non vengono conteggiati nelle elezioni della Camera dei Deputati per il calcolo della lista o della coalizione a cui assegnare il premio di maggioranza nazionale. [5] La suddivisione della circoscrizione estero in ripartizioni stata decisa dall'articolo 6 della Legge 459 del 27 dicembre 2001. (http:/ / www. parlamento. it/ leggi/ 01459l. htm) La legge precisa che in ciascuna delle ripartizioni sono eletti almeno un deputato e un senatore. Non si applica per le ripartizioni estero il premio di maggioranza per il Senato. Inoltre i voti della circoscrizione estero non vengono conteggiati nelle elezioni della Camera dei Deputati per il calcolo della lista o della coalizione a cui assegnare il premio di maggioranza nazionale. [6] Include anche i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia [7] Articolo 5 della Legge 459 del 27 dicembre 2001, consultato il 07-02-2008. (http:/ / www. parlamento. it/ leggi/ 01459l. htm) [8] Nelle elezioni politiche italiane del 2006 in Molise vennero eletti solo due deputati anzich tre per questa ragione; in Trentino-Alto Adige furono invece eletti 11 deputati anzich 10. [9] Sciolte le Camere, si vota il 13 e 14 aprile (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_06/ napolitano_scioglie_camere_rammarico_mancata_riforma_elettorale_890d58ba-d4a3-11dc-a819-0003ba99c667. shtml) da Corriere.it, consultato il 07-02-2008 [10] gi par condicio, in arrivo regole per la tv (http:/ / www. ansa. it/ opencms/ export/ site/ notizie/ rubriche/ daassociare/ visualizza_new. html_12378889. html) da Ansa.it, consultato il 10-02-2008 [11] testo del decreto legge 15 febbraio 2008, n.24 e della legge di conversione (30/2008) (http:/ / www. parlamento. it/ parlam/ leggi/ 08030l. htm) dal sito del Parlamento Italiano, consultato il 07-03-2008 [12] Via libera all'election day (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_14/ election_day_23df0e1c-dae2-11dc-ab3f-0003ba99c667. shtml), da Corriere.it, consultato il 14-02-2008 [13] Lo speciale, verso le elezioni (http:/ / www. ansa. it/ opencms/ export/ site/ notizie/ rubriche/ specialied/ visualizza_new. html_10581477. html) da Ansa.it, consultato il 07-02-2008. [14] Articolo 8 comma 1 della Legge 22 febbraio 2000, n. 28 Disposizioni per la parit di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica (http:/ / www. parlamento. it/ leggi/ 00028l. htm) da Parlamento.it, consultato il 10-02-2008 [15] La Diretta (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ dirette/ sezioni/ politica/ verso-voto-2/ primo-aprile/ index. html), da repubblica.it, URL consultato il 05-04-2008 [16] Il ciclone Pizza sulle elezioni Voto o rinvio: gli scenari possibili (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ verso-elezioni-16/ ipotesi-buzzanca/ ipotesi-buzzanca. html) da Repubblica.it, consultato il 02-04-2008 [17] Per silenzio elettorale si intende il divieto di tenere comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico e di affiggere nuovi stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda. Cos come prescritto dall'articolo 9 della Legge 4 aprile 1956, n. 212 Norme per la disciplina della propaganda elettorale (http:/ / www. italgiure. giustizia. it/ nir/ lexs/ 1956/ lexs_174230. html), link consultato il 10-02-2008 [18] Elezioni: Partiti con 2 parlamentari no raccolta firme (http:/ / news. kataweb. it/ item/ 411523/ elezioni-partiti-con-2-parlamentari-no-raccolta-firme), da news.kataweb.it, consultato il 17-02-2008 [19] VOTO '08: la Fiamma Tricolore: insieme a Storace. (http:/ / www. clandestinoweb. com/ number-news/ voto-08-la-fiamma-tricolore-insieme-a-storace-2. html), da clandestinoweb.com, consultato il 17-02-2008 [20] "Senza intesa salta l'election day". No di Fi, governo verso la rinuncia (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ sezioni/ politica/ verso-elezioni/ election-day-rinuncia/ election-day-rinuncia. html) da Repubblica.it, consultato il 17-02-2008 [21] Testo del comunicato del Quirinale in merito al decreto sull'election day (http:/ / www. quirinale. it/ Comunicati/ Comunicato. asp?id=35048), da Quirinale.it, consultato il 17-02-2008 [22] Nel 2006 i dati riguardanti lo spoglio della circoscrizione estero arrivarono anche 48 ore dopo la chiusura delle operazioni di voto quando lo spoglio era pressoch completo per le circoscrizioni italiane [23] Le categorie furono in particolare: dipendenti delle amministrazioni statali in missione, ricercatori e docenti universitari all'estero per motivi di studio e ricerca, appartenenti alle forze armate in missione. In particolare il voto venne esercitato per le circoscrizioni di residenza e non per la circoscrizione estero, a differenza di quanto accaduto nel corso delle ultime elezioni. La normativa non fu estesa rispetto a quella votata nel 2006 ad altre categorie di cittadini temporaneamente all'estero come ad esempio agli studenti in Erasmus [24] Gli articolo 7 e 8 contenevano la copertura finanziaria e la data di entrata in vigore del decreto.

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[25] Le votazioni per le elezioni sia dei parlamentari della circoscrizione estero, sia di alcuni parlamentari eletti nelle circoscrizioni nazionali, votati da italiani temporaneamente all'estero, secondo quanto previsto dalle nuove disposizioni sul voto all'estero, erano prossime al termine, scadendo il termine per l'invio delle schede votate il giorno successivo. [26] Testo dell'ordinanza del Consiglio di Stato da wikisource [27] Testo dell'ordinanza (http:/ / www. cortecostituzionale. it/ giurisprudenza/ pronunce/ schedaDec. asp?Comando=RIC& bVar=true& TrmD=& TrmDF=& TrmDD=& TrmM=& iPagEl=1& iPag=1) da Cortecostituzionale.it, URL consultato il 03-04-2008 [28] Nella XV legislatura questo successo, ad esempio, con la delibera della giunta del 13 dicembre (http:/ / www. camera. it/ _dati/ lavori/ bollet/ chiscobollt. asp?content=/ _dati/ leg15/ lavori/ bollet/ framedin. asp?percboll=/ _dati/ leg15/ lavori/ bollet/ 200612/ 1213/ html/ 16/ ) da Camera.it, url consultato il 04-03-2008. [29] Questo articolo del codice di procedura civile disciplina i ricorsi alla Corte di Cassazione in caso di conflitto di giurisdizione fra giudici, ovvero nel caso in cui due diversi giudici ritengano di essere competenti a giudicare sulla stessa questione, come in questo caso. [30] Testo della sentenza, da wikisource [31] Dc: ricorsi Avvocatura, Cassazione decide marted (http:/ / www. ansa. it/ opencms/ export/ site/ notizie/ rubriche/ daassociare/ visualizza_new. html_44769301. html) da Ansa.it, URL consultato il 03-04-08 [32] L'articolo 61 della Costituzione infatti dice "Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni." [33] Modificata, da ultimo, dalla L. 20 marzo 2006, n. 121 (http:/ / www. parlamento. it/ parlam/ leggi/ 06121l. htm), in materia di "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 marzo 2006, n. 75, recante modificazioni alla composizione grafica delle schede per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica", consultato il 06-04-2008 [34] Berlusconi: 'Schede ingannevoli' Amato: 'Sono come le hai volute tu' (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ verso-elezioni-17/ scontro-su-schede/ scontro-su-schede. html), da repubblica.it, consultato il 06-04-2008 [35] Ministero dell'Interno: Un solo segno, un solo simbolo (http:/ / ansa. it/ site/ notizie/ awnplus/ italia/ news/ 2008-04-08_108193729. html), da ansa.it, consultato il 08-04-2008 [36] Massimo Giannini, Un terremoto nella politica (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ sezioni/ politica/ crisi-governo-7/ giannini-8-febbraio/ giannini-8-febbraio. html), da Repubblica.it, consultato il 08-02-2008. [37] Cosa Rossa, Pd e Rosa Bianca da sola Quattro poli, il risiko delle alleanze (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ sezioni/ politica/ crisi-governo-6/ alleanze/ alleanze. html) da Repubblica.it, consultato il 07-02-2008 [38] Pd solo anche al Senato, niente pasticci (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_06/ bertinotti_sinistra_sola_71884e64-d4af-11dc-a819-0003ba99c667. shtml) da Corriere.it, consultato il 07-02-2008 [39] L'IdV presenter le sue liste alle elezioni ma alla ricerca di un accordo con il Pd basato su punti programmatici. Lo ha annunciato il leader Di Pietro al termine dell'esecutivo del partito. "L'esecutivo ha spiegato Di Pietro ha deliberato all'unanimit che alle prossime elezioni l'Idv sar presente con il proprio simbolo e con una propria lista, sia alla Camera che al Senato che alle amministrative". Ma "ha dato mandato anche di cercare un incontro con Veltroni per vedere se ci sono dei margini per un programma comune con il Pd", da Televideo Rai, 08-02-2008 10:30. [40] Accordo di coalizione IdV-PD (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_13/ pd_radicali_idv_7c66e1ca-da17-11dc-be67-0003ba99c667. shtml) da Corriere.it, 13-02-2008. [41] La Diretta 13 febbraio (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ dirette/ sezioni/ politica/ crisi-governo-prodi/ mercoled-veltroni/ index. html) da Repubblica.it, consultato il 13-02-2008 [42] La diretta 23 febbraio (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ dirette/ sezioni/ politica/ verso-voto/ 23-febbraio/ index. html) da Repubblica.it, riportato il 24-02-2008 [43] La Stampa, 12-02-2008 [44] La Diretta 19 febbraio (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ dirette/ sezioni/ politica/ verso-voto/ 19-febbraio/ index. html) da Repubblica.it, consultato il 21-02-2008 [45] La Diretta 9 febbraio (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ dirette/ sezioni/ politica/ crisi-governo-prodi/ 9-febbraio/ index. html) da Repubblica.it, consultato il 09-02-2008 [46] Il no di Radicali e Socialisti Il Pd in trattative con Di Pietro (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ sezioni/ politica/ verso-elezioni/ alleanze-11-febbraio/ alleanze-11-febbraio. html) da Repubblica.it, consultato il 13-02-2008. [47] Elezioni/ in campo anche l'Ud di Bordon: siamo tra il 2 e il 4% (http:/ / notizie. alice. it/ notizie/ politica/ 2008/ 02_febbraio/ 25/ elezioni_in_campo_anche_l_ud_di_bordon_siamo_tra_il_2_e_il_4percento,14140691. html) da notizie.alice.it, consultato il 26-02-2008. [48] Rossi s'incatena in Senato: non mi fanno presentare le liste senza le firme (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_25/ fernando_rossi_incatenato_90ee3cce-e3c7-11dc-9d24-0003ba99c667. shtml) da Corriere.it, consultato il 26-02-2008 [49] Svp e Insieme per le autonomie firmano il "patto di Salorno" (http:/ / www. vb33. it/ news/ se1204738128. htm). 05-03-2008.URL consultato in data 26-11-2008. [50] Udeur: potremmo andare da soli (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_15/ sandra_mastella_31a21a56-dbd9-11dc-ad63-0003ba99c667. shtml), da Corriere.it, consultato il 17-02-2008 [51] La diretta, 01 marzo (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 03/ dirette/ sezioni/ politica/ verso-voto/ sabato-1mar/ index. html), da Repubblica.it, consultato il 01-03-2008 [52] Elezioni, Mastella getta la spugna: "Sconfitto, rinuncio a candidarmi" (http:/ / lastampa. it/ redazione/ cmsSezioni/ politica/ 200803articoli/ 30820girata. asp), da lastampa.it, consultato il 08-03-2008.

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[53] Svolta di Berlusconi, arriva il Pdl: "Forza Italia-An sotto stesso simbolo" (http:/ / www. lastampa. it/ redazione/ cmsSezioni/ politica/ 200802articoli/ 29934girata. asp) dal sito de La Stampa, consultato il 08-02-2008. [54] Intesa in Sicilia, Berlusconi esulta Vinceremo al Senato. Noi il centro (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_24/ micciche_ministro_per_il_mezzogiorno_f0b46950-e2b7-11dc-a3c3-0003ba99c667. shtml) da Corriere.it, consultato il 25-02-2008 [55] Alessandra Mussolini: Convinti nel Pdl (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_09/ mussolini_pdl_adesione_592ac4ae-d71c-11dc-b781-0003ba99c667. shtml) da Corriere.it, consultato il 09-02-2008 [56] Cassazione: fuori la Dc di Pizza e di Sandri. Ok alla Destra (http:/ / www. adnkronos. com/ IGN/ Politica/ ?id=1. 0. 1954432310) da Andrkornos.it, consultato il 23-03-2008 [57] La Diretta 10 febbraio (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ dirette/ sezioni/ politica/ crisi-governo-prodi/ 10-febbraio/ index. html) da Repubblica.it, consultato il 10-02-2008 [58] Storace: Santanch candidata premier (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_10/ storace_trieste_9035f9c4-d7de-11dc-ad39-0003ba99c667. shtml) dal Corriere.it, consultato il 10-02-2008. [59] La Destra e Fiamma Tricolore corrono insieme (http:/ / www. ladestranews. it/ notizie-dal-mondo/ 15022008la-destra-e-fiamma-tricolore-corrono-insieme. html), da ladestranews.it, consultato il 15-02-2008. [60] Casini: Pronto al dialogo con Berlusconi (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_09/ casini_dialogo_moderati_f3c7123e-d707-11dc-b781-0003ba99c667. shtml) da Corriere.it , consultato il 09-02-2008 [61] La lista unica spacca il centrodestra (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_08/ an_fi_2c7def76-d618-11dc-88e3-0003ba99c667. shtml) da Corriere.it , consultato il 09-02-2008 [62] L'UDC corre da sola (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ dirette/ sezioni/ politica/ crisi-governo-prodi/ mercoled-veltroni/ index. html) da Repubblica.it, consultato il 13-02-2008. Vedi inoltre L'UDC corre da sola (http:/ / www. corriere. it/ politica/ 08_febbraio_13/ casini_fini_berlusconi_39f373f6-da50-11dc-be67-0003ba99c667. shtml) da Corriere.it, consultato il 13-02-2008. [63] Nasce Rosa Bianca quarto polo, Tabacci candidato premier (http:/ / www. ansa. it/ opencms/ export/ site/ notizie/ rubriche/ daassociare/ visualizza_new. html_7873388. html) da Ansa.it, consultato il 07-02-2008. [64] Udc e Rosa Bianca trovano l'accordo Casini premier, Pezzotta segretario (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ sezioni/ politica/ verso-elezioni-7/ verso-elezioni-7/ verso-elezioni-7. html), da Repubblica.it, consultato il 25-02-2008 [65] Binetti: "Sulla 194 voter con Fi". Turco: "Dibattito, non modifica" (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 01/ sezioni/ politica/ legge-194/ polemica-binetti/ polemica-binetti. html) da Repubblica.it, consultato il 16-02-2008 [66] Ferrara non molla anzi rilancia: addio a La7 e presenta il suo simbolo (http:/ / blog. panorama. it/ italia/ 2008/ 02/ 13/ ferrara-non-molla-anzi-rilancia-addio-a-la7-e-presenta-il-suo-simbolo) da Panorama.it, consultato il 02-04-2008 [67] Si vedano i siti ufficiali dei partiti e delle coalizioni o dei candidati. Siti consultati il 09-03-2008 [68] Italia al voto il 13 e 14 aprile Napolitano: "Continui il dialogo" (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ sezioni/ politica/ crisi-governo-6/ sciolte-camere/ sciolte-camere. html) da Repubblica.it, URL consultato il 05-04-2008 [69] La Diretta 27 marzo (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 03/ dirette/ sezioni/ economia/ alitalia/ 27-marzo/ index. html), da repubblica.it, URL consultato il 05-04-2008 [70] Il leader del PdL a sostegno delle sue affermazioni pi volte, in rapida successione, prospett e sment l'interesse di vari gruppi economici. [71] Alitalia: Berlusconi rinnova appello a imprenditori italiani (http:/ / newscontrol. repubblica. it/ item/ 434588/ alitalia-berlusconi-rinnova-appello-a-imprenditori-italiani) da newscontrol.repubblica.it, URL consultato il 05-04-2008 [72] Alitalia: DAlema, cordata italiana ben venga se c (http:/ / newscontrol. repubblica. it/ item/ 429174/ alitalia-d-alema-cordata-italiana-ben-venga-se-c-e) da newscontrol.repubblica.it, URL consultato il 05-04-2008 [73] Alitalia: Giordano, Non solo francesi e intervento stato (http:/ / newscontrol. repubblica. it/ item/ 430732/ alitalia-giordano-non-solo-francesi-e-intervento-stato) da newscontrol.repubblica.it, URL consultato il 05-04-2008 [74] A posteriori si seppe che questa posizione non sarebbe stata comunque praticabile, in quanto i principali concorrenti dell'Alitalia espressero pi volte, nel corso del 2008, la loro contrariet ad ulteriori aiuti di Stato alla compagnia di bandiera italiana, esprimendo una posizione sostenuta anche dall'Unione Europea, come riportato ad esempio in questa lettera: (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 06/ sezioni/ economia/ alitalia-22/ lettera-compagnie/ lettera-compagnie. html) [75] Articolo 1, comma 5 della legge 270/2005 (http:/ / www. parlamento. it/ parlam/ leggi/ 05270l. htm) da Parlamento.it, consultato il 19-02-2008 [76] Bisogna tenere conto che alcuni simboli furono presentati esclusivamente per evitarne il deposito da parte di gruppi o associazioni che non ne detenevano la titolarit. [77] Si veda l' elenco (http:/ / www. interno. it/ mininterno/ export/ sites/ default/ it/ assets/ files/ 15/ 0854_elezioni_contrassegni_2008. pdf) depositato sul sito del Ministero dell'Interno, url consultato il 03-03-2008 [78] (http:/ / www. partitoliberale. it/ page1/ files/ 94fe9a8485937c01237d4359085d7eb9-226. html) da partitoliberale.it, consultato il 3-03-2008 [79] Relazione sulla designazione dei candidati alle elezioni amministrative (http:/ / www. camera. it/ _dati/ leg15/ lavori/ documentiparlamentari/ indiceetesti/ 023/ 001/ d000r. htm) da Parlamento.it, consultato il 25-02-2008 [80] Festa in piazza per il V-Day di Beppe Grillo "Piccolo popolo in marcia ma solo l'inizio" (http:/ / www. repubblica. it/ 2007/ 08/ sezioni/ cronaca/ grillo-v-day/ vday/ vday. html) da Repubblica.it, consultato il 25-02-2008 [81] Il Codice etico del Partito Democratico (http:/ / www. partitodemocratico. it/ allegatidef/ CodiceEticoPD44883. pdf) da Partitodemocratico.it, consultato il 28-02-2008

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[82] Ineleggibilit, Bertinotti replica a Di Pietro "Ha perso il senso della misura" (http:/ / www. repubblica. it/ 2007/ 08/ sezioni/ cronaca/ grillo-v-day/ bertinotti-dipietro/ bertinotti-dipietro. html) da Repubblica.it, consultato il 25-02-2008 [83] La diretta, 21 febbraio (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ dirette/ sezioni/ politica/ verso-voto/ 21-febbraio/ index. html) da Repubblica.it, consultato il 25-02-2008 [84] La diretta 22 febbraio (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 02/ dirette/ sezioni/ politica/ verso-voto/ venerdi-22/ index. html) da Repubblica.it, consultato il 25-02-2008 [85] Il Tempo - Proiezioni, si consolida il Pdl al Senato. Cresce la Lega (http:/ / iltempo. ilsole24ore. com/ 2008/ 04/ 14/ 866592-exit_poll. shtml) [86] Di cui uno, Sergio Divina, eletto all'interno del PdL in Trentino-Alto Adige (dove la Lega non si presentava) [87] Dei due senatori eletti nella lista SVP-Insieme per le Autonomie uno fa riferimento alla SVP e uno al Partito Democratico. Questi due senatori si devono aggiungere a quelli indicati in tabella per dare il totale complessivo dei senatori per singolo partito - e non per lista di elezione - che vede, quindi, il Pd a 119 e l'SVP a 3. [88] La SVP al Senato si presentata in un'unica lista con Insieme per le autonomie in 4 collegi e con lista autonoma in 2 collegi [89] La fine di un'epoca, un Parlamento senza comunisti n socialisti (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008/ via-comunisti/ via-comunisti. html) da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008 [90] L'antagonismo ex parlamentare (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008-uno/ berselli-sinistra/ berselli-sinistra. html) da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008 [91] Il tracollo della Sinistra Arcobaleno Resta fuori da Camera e Senato (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008/ sinistra-crolla/ sinistra-crolla. html) da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008 [92] Salvate il soldato Fausto (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008-tre/ soldato-fausto/ soldato-fausto. html) da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008 [93] Sinistra Arcobaleno un voto su due al Pd (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008-tre/ i-flussi-elettorali/ i-flussi-elettorali. html) da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008 [94] Rifondazione, resa dei conti e Ferrero punta al ribaltone (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008-due/ prc-dopo-voto/ prc-dopo-voto. html) da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008 [95] Emanuele Lauria. L'ex ministro Vizzini lascia il Pdl "Berlusconi si spinto oltre" (http:/ / palermo. repubblica. it/ cronaca/ 2011/ 11/ 04/ news/ l_ex_ministro_vizzini_lascia_il_pdl_berlusconi_si_spinto_oltre-24403380/ ). la Repubblica, 4 novembre 2011. URL consultato in data 4 novembre 2011. [96] Pdl: Vizzini, sono stato tra i fondatori del Pse (http:/ / palermo. repubblica. it/ dettaglio-news/ 11:16/ 4061522). la Repubblica, 4 novembre 2011. URL consultato in data 4 novembre 2011. [97] E sulle ceneri dei partitini nasce la Terza Repubblica (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008-uno/ partiti-scomparsi/ partiti-scomparsi. html), da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008 [98] La strana festa di Daniela "Sconfitta? No, un successo" (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008-uno/ voto-santa/ voto-santa. html) da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008 [99] Quei 7 punti persi dal centrosinistra (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008-due/ mappe-diamanti/ mappe-diamanti. html) da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008 [100] Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni politiche 2008, riepilogo nazionale Camera dei Deputati (http:/ / politiche. interno. it/ politiche/ camera080413/ C000000000. htm) e Senato della Repubblica (http:/ / politiche. interno. it/ politiche/ senato080413/ S000000000. htm). URL consultato il 20-12-2008 [101] Il Carroccio padrone del Nord in Veneto punte del 35 per cento (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008-due/ lega-padrona-del-nord/ lega-padrona-del-nord. html) da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008 [102] Oltre il 6%, la Lega di Bossi esulta "Ora le riforme che aspettiamo" (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008/ successo-lega/ successo-lega. html) da repubblica.it, url consultato il 17-04-2008 [103] Il Nord del Senatur (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008-uno/ nord-senatur/ nord-senatur. html) da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008 [104] Gli operai Fiom che votano a destra "Cos protetti da tasse e criminalit" (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008-quattro/ operai-fiom/ operai-fiom. html) da repubblica.it, URL consultato il 18-04-2008 [105] Elette in rosa, ancora non va Solo il Pd porta il 30% di donne (http:/ / www. repubblica. it/ 2008/ 04/ sezioni/ politica/ elezioni-2008-tre/ quote-rosa/ quote-rosa. html) da repubblica.it, URL consultato il 17-04-2008

126

Elezioni politiche italiane del 2008

127

Bibliografia
Costituzione della Repubblica Italiana L. 21 dicembre 2005, n. 270, in materia di "Modifiche alle norme per lelezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica" L. 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di "Norme per l' esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero" Elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica (http://www.interno.it/mininterno/export/ sites/default/it/assets/files/15/0791_Elezioni_delle_Camere.pdf).URL consultato in data 06-04-2008., pubblicazione elettronica a cura del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali - Direzione Centrale dei Servizi Elettorali del Ministero dell'Interno Risultati ufficiosi diffusi dal Ministero dell'Interno (http://politiche2008.interno.it), url consultato il 17-04-2008 Verbale delle operazioni dell'Ufficio Elettorale Centrale Nazionale (http://www.cortedicassazione.it/ Documenti/VerbaleOperazUECN08.pdf), URL consultato il 26 aprile 2008

Voci correlate
Calendario delle elezioni in Italia Circoscrizioni elettorali Parlamento della Repubblica Italiana Governo italiano Legge elettorale italiana del 2005 XVI Legislatura Partiti politici italiani Grafico delle elezioni politiche italiane

Altri progetti
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Collegamenti esterni
Candidati per circoscrizione, Camera dei deputati (http://www.camera.it/application/xmanager/projects/ camera/file/elezioni2008/CandidatiPerCircoscrizione.pdf) Eletti per circoscrizione, Camera dei deputati (http://legxv.camera.it/cartellecomuni/files/pdf/Elezioni2008/ ElettiPerCircoscrizione.pdf) Candidati ed eletti per regione, Senato della Repubblica (http://www.senato.it/documenti/repository/ composizione/elezioni2008/Elenchi/volume_proclamazione_28_aprile_2008.pdf) Eletti al Senato (http://www.senato.it/composizione/index.htm)
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni politiche italiane del 2008

128

129

Elezioni europee
Elezioni europee del 1979
Elezioni europee del 1979 Italia

Ripartizione dei seggi SOC 13/81 PPE 30/81 COM 24/81 LD 5/81 CDI 5/81 Precedenti Successive 1984

Le prime elezioni dirette per il Parlamento europeo si svolsero in Italia il 10 giugno 1979, solo una settimana dopo le elezioni politiche.

Risultati elettorali

Elezioni europee del 1979

130

Liste Democrazia Cristiana Partito Comunista Italiano Partito Socialista Italiano Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale Partito Socialista Democratico Italiano Partito Radicale Partito Liberale Italiano Partito Repubblicano Italiano Partito di Unit Proletaria per il comunismo Democrazia Proletaria Sdtiroler Volkspartei Union Valdtaine Democrazia Nazionale - Costituente di Destra Totale

Voti

Seggi 29 24 9 4 4 3 3 2 1 1 1 81

12.774.320 36,45 10.361.344 29,57 3.866.946 11,03 1.909.055 1.514.272 1.285.065 1.271.159 896.139 406.656 252.342 196.373 166.393 142.537 35.042.601 5,45 4,32 3,67 3,63 2,56 1,16 0,72 0,56 0,47 0,41

Altri progetti
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni europee del 1984

131

Elezioni europee del 1984


Le seconde elezioni per il Parlamento europeo si svolsero in Italia il 17 giugno 1984. Ebbero una discreta eco politica in quanto furono le elezioni cosiddette del "sorpasso"; il PCI, per la prima ed unica volta in un'elezione su base nazionale, si afferm come primo partito, conquistando pi voti e seggi della Democrazia Cristiana, probabilmente sulla scia della recentissima morte di Enrico Berlinguer, Segretario del PCI.

Distribuzione geografica del voto 1984 per l'Europarlamento.

Risultati elettorali
Liste Partito Comunista Italiano (PCI) Democrazia Cristiana (DC) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Liberale Italiano - Partito Repubblicano Italiano (PLI-PRI) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Partito Radicale (PR) Democrazia Proletaria (DP) Sdtiroler Volkspartei (SVP) [3] voti 11.714.428 11.583.767 3.940.445 2.274.556 2.140.501 1.225.462 1.199.876 506.753 198.220 193.430 164.115 voti (%) seggi 33,33 32,96 11,21 6,47 27 26 9 5

6,09 5 [1] 3,49 3

3,41 3 [2] 1,44 0,56 1 1

Federalismo Europa dei Popoli Liga Veneta - Unione per l'Europa Federalista

0,55 1 [4] 0,47 -

Elezioni europee del 1984

132
Totale 35.141.553 100,00 81

Note
[1] [2] [3] [4] Eletti tre repubblicani, Di Bartolomei, Gawronski e Romeo, e due liberali, Bettiza e Pininfarina. Uno dei tre eletti radicali fu Enzo Tortora. Lista collegata alla Democrazia Cristiana Eletto Michele Columbu del Partito Sardo d'Azione.

Collegamenti esterni
I risultati delle Europee del 1984 dal sito del Ministero degli Interni (http:/ / elezionistorico. interno. it/ liste. php?tp=E& dt=17/ 06/ 1984& cta=Y& tpEnte=A& tpSeg=C& numEnte=0& sut1=& sut2=& sut3=& descEnte=& descArea=ITALIA +ESTERO&codTipoSegLeader=)
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni europee del 1989

133

Elezioni europee del 1989


Le elezioni per il 3 Parlamento Europeo si svolsero in Italia il 18 giugno 1989.

Distribuzione geografica del voto 1989 per l'Europarlamento.

Risultati elettorali
Liste Democrazia Cristiana (DC) Partito Comunista Italiano (PCI) Partito Socialista Italiano (PSI) Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Partito Liberale Italiano - Partito Repubblicano Italiano - Federalisti (PLI-PRI-FED) Lista Verde - Verdi Europa Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Verdi Arcobaleno per l'Europa Lega Lombarda - Alleanza Nord Democrazia Proletaria (DP) Lega Antiproibizionista sulla Droga Federalismo (PSd'Az-UV) Sdtiroler Volkspartei (SVP) Partito Pensionati
[2]

Voti 11.451.053 9.598.369 5.151.929 1.918.650 1.532.388 1.317.119 945.383 830.980 636.242 449.639 430.150 207.739 172.383 162.293

% 32,90 27,58 14,80 5,51 4,40 3,78 2,72 2,39 1,83 1,29 1,24 0,60 0,50 0,47

Seggi 26 22 12 4 4
[1]

3 2 2 2 1 1 1 1 -

Elezioni europee del 1989

134
Totale 34.804.317 100,00 81

Note
[1] Eletti tre repubblicani, La Malfa, Gawronski e Visentini, e un radicale, Pannella. [2] Lista collegata alla Democrazia Cristiana

Altri progetti
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni europee del 1994


Elezioni europee del 1994 Italia

Ripartizione dei seggi PSE 18/87 PPE 12/87 UPE 27/87 ELDR 7/87 GUE 5/87

Elezioni europee del 1994

135
Verdi/ALE 4/87 ARE 2/87 NI 12/87 Precedenti Successive 1989 1999

Le elezioni europee del 1994 in Italia si sono tenute il 10 giugno.

Risultati elettorali
Liste Forza Italia (FI) Partito Democratico della Sinistra (PDS) Alleanza Nazionale (AN) Partito Popolare Italiano (PPI) Lega Nord Rifondazione Comunista (PRC) Patto Segni Federazione dei Verdi Lista Pannella - Riformatori Partito Socialista Italiano - Alleanza Democratica (PSI-AD) La Rete Partito Repubblicano Italiano (PRI) Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Lega d'Azione Meridionale Sdtiroler Volkspartei (SVP)
[1]

Voti 10.089.139 6.281.354 4.108.670 3.295.337 2.162.586 2.004.716 1.073.095 1.055.797 702.717 606.538 366.258 242.786 227.439 224.033 202.668 126.937 110.458 53.983 15.214

% 30,62 19,06 12,47 10,00 6,56 6,08 3,26 3,20 2,13 1,84 1,11 0,74 0,69 0,67 0,62 0,39 0,34 0,16 0,05

Seggi 27 16 11 8 6 5 3 3 2 2 1 1 1 1 87

Federalismo - Union Valdtaine (UV) Lega Alpina Lumbarda Liberali Solidariet Totale

32.949.725 100,00

Elezioni europee del 1994

136

Note
[1] Lista collegata al Partito Popolare Italiano

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Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni europee del 1999


Elezioni europee del 1999 Italia

Ripartizione dei seggi PPE 34/87 PSE 17/87 ELDR 7/87 Verdi/ALE 2/87 GUE/NGL 6/87 UEN 9/87 NI 12/87

Elezioni europee del 1999

137
Precedenti Successive 1994 2004

Le elezioni europee del 1999 in Italia si sono tenute il 13 giugno.

Risultati
Elettori: Voti non validi: Schede bianche: Partito Forza Italia Democratici di Sinistra Alleanza Nazionale - Patto Segni Lista Emma Bonino I Democratici Lega Nord Rifondazione Comunista Partito Popolare Italiano Centro Cristiano Democratico Socialisti Democratici Italiani Cristiani Democratici Uniti Comunisti Italiani Federazione dei Verdi UDEUR Movimento Sociale - Fiamma Tricolore Rinnovamento Italiano Partito Pensionati Partito Repubblicano Italiano - Federazione dei Liberali Italiani Sdtiroler Volkspartei [2] 49.278.309 3.315.038 1.643.857 Voti 7.829.624 5.395.363 3.202.895 2.631.205 2.407.952 1.395.547 1.328.515 1.319.499 806.429 671.821 670.065 622.259 548.908 499.498 495.351 353.806 232.169 168.178 155.751 118.104 9,6% 4,8% % Diff. Seggi Diff. 22 15 9 -5 -1 -5 +5 [1] -2 -1 -4

25,17 -5,4 17,34 -1,8 10,30 -5,5 8,46 7,74 4,49 4,27 4,24 2,59 2,16 2,15 2,00 1,76 1,61 1,59 1,14 0,75 0,54 0,50 0,38 -0,1 -1,4 -2,1 -1,7 -5,8

+6,4 7 6 4 4 4 2 +0,4 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1

+0

-1

Liga Repubblica Veneta - Union fr Sdtirol - Fronte Giuliano - Liga Emilia - Nazion Friul - Unione per la Romagna Lega d'Azione Meridionale Federalisti e Consumatori (Lega delle Regioni - Partito Sardo d'Azione - Partito Consumatori Italiani) Partito Socialista - Socialdemocrazia Federalismo - Union Valdtaine Partito Umanista Cobas per l'Autorganizzazione Totale [3]

93.353 60.534 42.554 41.227 15.088 4.370 31.110.065

0,30 0,19 0,14 0,13 0,05 0,01 65,4

-0,4

+0

87

Elezioni europee del 1999

138

Seggi

Circoscrizione elettorale Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud Isole

Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta

Seggi 25

Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Veneto 16 Lazio, Marche, Toscana, Umbria Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia Sardegna, Sicilia 18 22 6

Voci correlate
Membri italiani del Parlamento europeo della V Legislatura

Note
[1] Vedasi nota sul seggio SVP. [2] Lista collegata a I Democratici, elesse Michl Ebner. Il sito del Ministero dell'Interno commette un errore nelle pagine dedicate al conteggio nazionale e circoscrizionale, in quanto dimentica la sottrazione ai Democratici del seggio corrispondente all'SVP. L'errore non invece presente nelle pagine sui singoli eletti di lista. [3] Lista collegata a I Democratici

Collegamenti esterni
Fonte: Ministero dell'Interno ( sito (http://europee.interno.it/europee/ind_euro.htm)) Il sito del Parlamento Europeo (http://www.europarl.europa.eu/news/public/default_it.htm)
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni europee del 1999

139

Elezioni europee del 2004


Elezioni europee del 2004 Italia

Ripartizione dei seggi PPE 24/78 PSE 16/78 ALDE 12/78 Verdi/ALE 2/78 GUE/NGL 7/78 ID 4/78 UEN 9/78 NI 4/78 Precedenti Successive 1999 2009

Le elezioni europee del 2004 in Italia si sono tenute il 12 e il 13 giugno.

Elezioni europee del 2004 L'alta frammentazione del panorama politico italiano rende difficile identificare una tendenza complessiva, ma il risultato fu generalmente visto come una sconfitta per il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e una vittoria per la coalizione di opposizione di centrosinistra identificata con Romano Prodi, che era Presidente della Commissione europea uscente ed era ampiamente atteso come rientrante nella politica interna italiana per le successive elezioni politiche.

140

Risultati
Aventi diritto: Votanti: Partito Uniti nell'Ulivo Democratici di Sinistra (PSE) La Margherita - Democrazia libert (ALDE) Socialisti Democratici Italiani (PSE) Movimento Repubblicani Europei (ALDE) Sdtiroler Volkspartei (PPE) [1] [1] 146.357 29.598 0,45 0,09 2 6.806.245 3.736.606 1.969.776 1.914.726 1.613.506 803.356 787.613 731.536 695.179 664.463 419.173 400.626 374.343 237.058 233.144 172.556 160.101 160.066 158.988 78.003 70.220 20,93 11,49 6,06 5,89 4,96 2,47 2,42 2,25 2,14 2,04 1,29 1,23 1,15 0,73 0,72 0,53 0,49 0,49 0,49 0,24 0,22 -0,9 -0,2 -0,3 -4,1 16 -6 49.804.087 35.717.655 71,72% Voti % Diff. Seggi Diff.

10.105.836 31,08 12 7 2 1 1 -3

Federalismo - Union Valdtaine Indipendenti (PSE) Forza Italia (PPE) Alleanza Nazionale (UEN)

+1,2 9 +1,7 5 +3,8 5 +0,5 4 +0,7 2 +0,4 2 -6,3 2 2 2 1 1 1 1 +1 -5 +2 +1 +3

Rifondazione Comunista (GUE/NGL) Unione dei Democratici Cristiani (PPE) Lega Nord (IND/DEM) Federazione dei Verdi (Verdi-ALE) Comunisti Italiani (GUE/NGL) Lista Emma Bonino (ALDE) Italia dei Valori-Di Pietro Occhetto(ALDE) Socialisti Uniti per l'Europa (NI [2] )

Alleanza Popolare-UDEUR (PPE) Alternativa Sociale (ITS) Partito Pensionati (PPE) Fiamma Tricolore (ITS) PRI-I Liberal Sgarbi Patto Segni-Scognamiglio Lega per l'autonomia Alleanza Lombarda Lista Consumatori Abolizione Scorporo - Verdi Verdi Paese Nuovo - Democrazia Cristiana No Euro

Elezioni europee del 2004

141
Movimento Idea Sociale con Rauti Totale 47.171 32.516.246 0,15 78 -9

Fonte: Ministero dell'Interno (sito [3])

Seggi

Circoscrizione elettorale Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud Isole

Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta

Seggi 23

Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Veneto 15 Lazio, Marche, Toscana, Umbria Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia Sardegna, Sicilia 16 17 7

Voci correlate
Membri italiani del Parlamento europeo della VI Legislatura

Note
[1] Liste collegate a Uniti nell'Ulivo [2] Nel 2008, i 2 deputati hanno poi raggiunto il PSE con la costituzione di un (nuovo) Partito socialista a cui hanno aderito. [3] http:/ / elezionistorico. interno. it/ liste. php?tp=E& dt=12/ 06/ 2004& cta=Y& tpEnte=A& tpSeg=C& numEnte=0& sut1=& sut2=& sut3=& descEnte=& descArea=ITALIA%20+ %20ESTERO& codTipoSegLeader=

Altri progetti
Calendario delle elezioni in Italia

Elezioni europee del 2004

142

Elezioni europee del 2009


Elezioni europee del 2009 Italia

Ripartizione dei seggi PPE 35/72 APSD 21/72 ALDE 7/72 EFD 9/72 Precedenti Successive 2004 2014

Le elezioni per la VII legislatura (2009-2014) del Parlamento europeo si sono tenute in Italia il 6 e il 7 giugno 2009[1], un sabato e una domenica, come gi avvenne nel giugno 2004[2]. Nei consolati italiani dell'Unione europea, le elezioni si sono tenute, invece, il 5 e il 6 giugno. In contemporanea ad esse si svolta anche la tornata ordinaria delle elezioni amministrative provinciali e comunali. Il 20 febbraio, il Parlamento italiano ha modificato la vigente legge elettorale nel senso dell'introduzione di una soglia di sbarramento al sistema proporzionale[3]. Parteciperanno alla ripartizione dei seggi solo le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi[4]; inoltre, per tutte le Circoscrizioni, ogni elettore pu esprimere non pi di tre preferenze[5]. In base al dettame del trattato di Nizza, la delegazione italiana al Parlamento europeo diminuita da 78 a 72 deputati, onde far spazio ai rappresentanti dei nuovi membri e non superare il tetto di 736 deputati complessivi. Il

Elezioni europee del 2009 numero dei deputati spettanti all'Italia secondo il trattato di Lisbona avrebbe dovuto invece essere di 73 e sar in vigore dal 1 dicembre 2009.

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Assegnazione dei seggi alle circoscrizioni - Colori delle schede


Per l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, il decreto del 1 aprile 2009 assegna il numero dei seggi ad ogni circoscrizione (sulla base del censimento generale del 21 ottobre 2001): I. Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia): 19 seggi spettanti, poi 21 realmente assegnati; II. Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna): 13 seggi spettanti, poi 15 realmente assegnati; III. Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio): 14 seggi spettanti, poi 15 realmente assegnati; IV. Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria): 18 seggi spettanti, poi 15 realmente assegnati; V. Italia insulare (Sicilia - Sardegna): 8 seggi spettanti, poi 6 realmente assegnati. Il territorio italiano suddiviso in cinque circoscrizioni a soli fini di candidature, essendo il riparto dei seggi effettuato nel collegio unico nazionale. In pratica, pi una circoscrizione vota, pi ottiene rappresentanti. Sono stati stabiliti i colori delle schede di votazione per le elezioni di giugno 2009: grigio per l'Italia nord-occidentale, marrone per l'Italia nord-orientale, rosso per l'Italia centrale, arancione per l'Italia meridionale e rosa per l'Italia insulare.

Voto e incompatibilit
Il voto permesso ad ogni cittadino italiano che abbia compiuto il 18 anno di et e che sia iscritto nelle liste elettorali. Sono anche elettori i cittadini degli Stati membri dell'Unione europea che, a seguito di formale richiesta presentata entro tre mesi dalla elezione, abbiano ottenuto l'iscrizione nella lista elettorale del comune italiano di residenza. Invece, per essere eletto al Parlamento europeo come membro della delegazione italiana, occorre aver compiuto 25 anni entro il giorno delle elezioni. Sono anche eleggibili cittadini degli altri Stati membri dell'Unione che siano in possesso dei requisiti di eleggibilit previsti dalle leggi italiane e che non siano decaduti da tale diritto nel loro Stato membro di origine. Gli elettori italiani residenti[6] negli altri paesi dell'Unione europea potranno votare nel paese dove risiedono presso i consolati italiani. La data delle elezioni in questo caso il 5 e 6 giugno. Potranno inoltre votare - solo per corrispondenza - dipendenti pubblici, ricercatori e militari anche se residenti al di fuori dell'Unione europea. Ci sono incompatibilit di due tipi: quelle "europee (funzioni a livello comunitario) membro della Commissione europea; giudice, avvocato generale o cancelliere della Corte di giustizia delle Comunit europee o del Tribunale di primo grado; membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea; membro della Corte dei conti europea; Mediatore europeo; membro del Comitato economico e sociale europeo; membro del Comitato delle regioni; membro dei comitati od organismi istituiti in virt o in applicazione dei trattati UE; membro del consiglio d'amministrazione, del comitato direttivo ovvero impiegato della Banca europea degli investimenti;

Elezioni europee del 2009 funzionario o agente, in attivit di servizio, delle istituzioni delle Comunit europee o degli organismi specializzati che vi si ricollegano o della Banca centrale europea. quelle "nazionali": a livello nazionale, il mandato europeo incompatibile con l'ufficio di deputato e di senatore, con la carica di componente del governo di uno Stato membro e con l'incarico di presidente di regione o assessore regionale. Una legge del 2004 ha introdotto ulteriori incompatibilit con le cariche di consigliere regionale, presidente di provincia e sindaco di comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti.

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Composizione 2004
Dopo le elezioni europee del 12 giugno 2004, i 78 deputati europei italiani sono risultati distribuiti tra 18 diversi partiti[7][8]: nel gruppo del Partito Popolare Europeo - Democratici Europei (24) Forza Italia: 20 (16) [9] Unione dei Democratici Cristiani e di Centro: 2 (5) [10] Partito Pensionati: 1 (1) Sdtiroler Volkspartei: 1 (eletto in collegamento con L'Ulivo) nel gruppo del Partito del Socialismo Europeo (17) Partito Democratico di area ex-DS: 8 (12) [11] Partito Socialista: 4 (2) [12] Sinistra Democratica: 3 (0) [13] Indipendenti: 2 nel gruppo dell'Unione per l'Europa delle Nazioni (13) Alleanza Nazionale: 8 (9) [14] Lega Nord: 3 (4) [15] La Destra: 1 (0) [16] Indipendenti: 1 nel gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (12) Partito Democratico di area ex-DL: 9 (7) [11] Radicali Italiani: 2 (2) [17] Partito del Sud: 1 (0) [18] nel gruppo della Sinistra Unitaria Europea - Sinistra Verde Nordica (7) Partito della Rifondazione Comunista: 4 (5)[19] Partito dei Comunisti Italiani: 1 (2) Unire la Sinistra: 1 (0) Indipendente del Partito della Rifondazione Comunista: 1 (0) nel gruppo dei Verdi Europei - Alleanza Libera Europea (2) Federazione dei Verdi: 2 (2) nel gruppo misto dei Non Iscritti (3) Fiamma Tricolore: 1 (1) Forza Nuova: 1 (1) [20] Indipendenti: 1 [21]

Elezioni europee del 2009

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Liste ammesse al voto


Il 20 aprile 2009, sono stati presentati 93 contrassegni di lista dalla Direzione Centrale dei Servizi Elettorali, poi rimasti in 89. Il ministero dell'Interno ha chiesto il 22 aprile alle liste di modificare 18 simboli e, dopo i ricorsi, sono 80 i contrassegni elettorali ammessi[22] dalla Commissione elettorale. Alla maggior parte dei contrassegni, tuttavia, non seguita la presentazione di candidature valide. Sono 16 i partiti e movimenti che hanno presentato le proprie liste in almeno una circoscrizione. Di queste 11 sono presenti in tutta Italia, 2 in buona parte del paese e 3, quelle delle minoranze linguistiche, in una sola circoscrizione.[23] In grassetto le liste con eletti al Parlamento europeo 1. 2. 3. 4. Fiamma Tricolore - Destra Sociale Italia dei Valori - Lista Di Pietro Lega Nord (Bossi) Liberal Democratici Riformisti con Melchiorre

1. Liberal Democratici 2. Movimento Associativo Italiani all'Estero 5. Lista Bonino-Pannella 6. Partito Democratico 7. Polo dell'Autonomia 1. Movimento per le Autonomie 2. La Destra 3. Partito Pensionati 4. Alleanza di Centro per la Libert 8. Il Popolo della Libert 9. Rifondazione e Comunisti Italiani (Lista Anticapitalista) 1. Partito della Rifondazione Comunista 2. Partito dei Comunisti Italiani 3. Socialismo 2000 4. Consumatori Uniti 10. Sinistra e Libert 1. Federazione dei Verdi 2. Movimento per la Sinistra 3. Partito Socialista 4. Sinistra Democratica 5. Unire la Sinistra 11. Unione di Centro (UDC-Rosa Bianca) 12. Forza Nuova (non presente nelle due isole maggiori) 13. Partito Comunista dei Lavoratori (non presente al Sud e nelle isole) 14. Sdtiroler Volkspartei (minoranza tedesca, con Partito Autonomista Trentino Tirolese e Slovenska Skupnost, presente nel Nordest e collegata con il Partito Democratico) 15. Autonomie Libert Dmocratie en Europe (minoranza francese) "Comunit Alpine", alleanza di Valle d'Aoste Vive - Renouveau Valdtain - Verdi Valdostani (presente nel Nordovest e collegata con l'Italia dei Valori) 16. Valle d'Aoste (minoranza francese) con Union Valdtaine, Fdration Autonomiste e Stella Alpina (presente nel Nordovest e collegata con Il Popolo della Libert)

Elezioni europee del 2009

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Sondaggi pre-elettorali
Nella seguente tabella vi sono i risultati di diversi sondaggi pre-elettorali pubblicati da diversi istituti, ordinati per data e per partito. Laddove vi sono variazioni riguardo alle liste rilevate, vi sono note esplicative.

Chiave esplicativa
Con PdL si indica Il Popolo della Libert, con PD il Partito Democratico, con LN la Lega Nord, con IdV l'Italia dei Valori, con UdC l'Unione di Centro, con LA la Lista Anticapitalista (comprendente Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Socialismo 2000 e Consumatori Uniti), con SL Sinistra e Libert (comprendente Federazione dei Verdi, Partito Socialista, Movimento per la Sinistra, Sinistra Democratica e Unire la Sinistra), con PdA il Polo dell'Autonomia (comprendente La Destra, Movimento per le Autonomie, Partito Pensionati e Alleanza di Centro), con Rad i Radicali Italiani (rilevati come "Partito Radicale", "Lista Bonino" o "Lista Pannella-Bonino").

Lista di sondaggi
questa lista comprende solo i sondaggi per le elezioni europee del 2009
Istituto IPR Crespi Digis Euromedia Digis Euromedia Digis Digis Digis Ipsos Crespi Digis Termometro Politico Demopolis Termometro Politico Crespi PoliticaLink Digis Termometro Politico PoliticaLink Data Fonte PdL 36,0 38,5 39,7 42,1 39,5 43,1 40,8 40,5 40,0 39,5 43,0 39,8 39,8 41,0 38,1 41,5 39,2 40,2 37,4 38,5 PD 22,0 [29] 23,5 24,0 22,5 24,2 22,4 24,8 25,0 25,0 26,2 24,0 25,3 26,9 26,0 25,4 25,0 26,8 25,0 26,9 27,0 LN 9,5 11,0 11,0 9,1 11,0 10,7 10,2 10,3 10,5 9,7 9,0 10,6 9,7 9,5 10,3 10,0 10,0 10,4 9,8 10,5 IdV UdC 8,0 8,0 8,5 7,5 8,3 7,3 8,0 7,8 7,7 9,2 6,0 8,2 5,9 7,5 7,3 7,0 7,5 8,4 7,7 7,2 8,0 7,0 6,0 5,5 5,8 5,0 6,0 6,0 5,8 5,6 5,0 5,8 6,0 6,5 6,1 5,7 6,0 5,8 5,6 6,0 LA 3,0 4,0 3,8 4,6 4,0 4,9 4,5 4,5 4,6 3,3 4,2 4,1 2,1 2,5 2,7 2,8 3,5 4,0 2,7 3,9 [25] SL 6,0 3,3 2,5 2,1 2,7 2,3 2,0 2,0 2,2 3,0 2,5 2,1 2,8 3,0 3,4 2,2 2,7 2,7 3,1 2,8 [26] PdA 3,0 4,0 2,5 Rad Altri 3,5 1,5 2,0 6,6 2,0 0,8 1,2 1,2 1,3 3,5 1,4 1,3 3,0 1,0 3,0 1,0 3,1 1,2 3,4 0,3 [49]

27/02/2009 [24] 06/03/2009 [28] 14/03/2009 [31] 14/03/2009 [33] 21/03/2009 [33] 23/03/2009 [34] 28/03/2009 [35] 10/04/2009 [36] 18/04/2009 [37] 20/04/2009 [38] 20/04/2009 [39] 26/04/2009 [40] 26/04/2009 [41] 28/04/2009 [42] 29/04/2009 [43] 30/04/2009 [44] 01/05/2009 [45] 02/05/2009 [46] 07/05/2009 [47] 07/05/2009 [48]

[27] 1,0 [30] 2,3 [32] n.p. n.p.

n.p. 2,5 2,1 2,5 2,7 2,9

[32] n.p. [30] 1,3 [30] n.p. [30] n.p. [30] n.p. n.p. 1,2 n.p. n.p. n.p. n.p. 1,0 1,0 n.p. n.p. 0,5

n.p. 3,7 2,8 3,8 3,0 3,7 3,8 3,2 2,2 3,5 2,8

Elezioni europee del 2009

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08/05/2009 [50] 10/05/2009 [51] 11/05/2009 [52] 43 40,1 41,0 41,0 39,8 40,0 38,8 40,8 39,6 38-39 40 38-42 40,2 38,5 39,7 25,3 25,0 25,5 29,5 26,5 25,5 25,7 26,1 26,9 10 9,5 10,0 8,5 9,5 10,5 10,1 8,5 9,8 6,4 8,2 7,0 7,0 6,6 7,5 8,2 7,5 9,2 8-9 7,2 5,5 6,0 6,0 5,5 5,3 6,0 7,2 4,8 6,3 6-7 6 3,5 3,5 3,0 3,0 3,0 3,2 3,7 3,1 3,4 2,8 3,0 2,2 n.p. 1,9 2,8 3,1 3,5 2,6 1,8 3,0 3,5 n.p. 3,7 3,5 n.p. 2,2 n.p. 1,2 1,0 0,5 0,7

Euromedia Research Digis Crespi Ricerche

1,03 0,5 n.p. 1,1 n.p. n.p. 1,1 n.p. 5,5 n.p. 1,0 3,2 2,4 n.p. 1-2 0,5 0,5-1,5 1,3 2,9 1,2

Istituto Piepoli S.p.a. 11/05/2009 [53] Termometro Politico Istituto Demopolis Demos Digis 12/05/2009 [54] 13/05/2009 [55] 15/05/2009 [56] 17/05/2009 [57]

IPSOS Public Affairs 18/05/2009 [58] Ispo Crespi Ricerche Istituto Demopolis Digis Termometro Politico Lorien Consulting 19/05/2009 [59] 19/05/2009 [60] 20/05/2009 [61] 20/05/2009 [62] 20/05/2009 [63] 20/05/2009 [64]

26,5-27,5 9-10 25,7 10,3

2,5-3,5 1,5-2,5 1,5-2,5 1-2 3,2 2,4 2-3 3,6 3,1 3 3,4 3-4,2 2,6 3,9 3 1,3 n.p. 1,3 1,5 n.p.

24,5-27,5 8,5-11,5 7-9 25,9 26,2 27,4 9,1 9,6 9,6 7,8 6,1 7,2

5-6,5 3-4,2 5,2 5,5 6,6 3 2,7 2,4

Risultati del voto


Tabella dei risultati delle elezioni dei membri del VII parlamento europeo assegnati all'Italia.
Aventi diritto: Votanti: Schede bianche Schede nulle Schede contestate e non assegnate Sbarramento Partito Il Popolo della Libert Partito Democratico Lega Nord Italia dei Valori Unione di Centro Rifondazione Comunista e Comunisti italiani Sinistra e Libert Lista Bonino-Pannella 50.342.153 32.748.675 65,05% 985.418 1.108.880 7.749 1.224.954 Voti 3,00% 3,38% 0,02% 4,00% % Seggi 29 21 9 7 5 Diff. +2 -3 +5 +5 = -7 -4 -2 -1 -1 [66] [65]

10.797.296 35,26 7.999.476 3.126.181 2.450.643 1.995.021 1.037.862 957.822 743.284 26,12 10,21 8,00 6,51 3,39 3,13 2,43 2,22 0,80

L'Autonomia: Alleanza di Centro - La Destra - Pensionati - MpA 681.290 Movimento Sociale Fiamma Tricolore 246.403

Elezioni europee del 2009

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166.531 147.343 [67] 143.509 71.067 32.913 [69] 27.199 0,54 0,48 0,47 0,23 0,11 0,09 1 72 -6 =

Partito Comunista dei Lavoratori Forza Nuova Sdtiroler Volkspartei Liberal Democratici Valle d'Aoste [68]

Autonomie Libert Dmocratie Totale

30.623.840 100

Fonte: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Serie Generale n. 158 del 10 luglio 2009.

Trasmissioni televisive e radiofoniche pubbliche


In aprile 2009, la commissione di vigilanza Rai, presieduta da Sergio Zavoli, ha approvato il regolamento delle elezioni europee del 6 e 7 giugno. Le trasmissioni garantiranno spazi alle forze politiche che hanno eletto con un proprio simbolo almeno due rappresentanti al Parlamento europeo; nonch alle forze politiche cui dichiari di appartenere almeno un rappresentante italiano al Parlamento europeo e che nell'ultimo quinquennio abbiano partecipato con proprio simbolo alle elezioni per il rinnovo del Parlamento nazionale Spazi saranno garantiti, inoltre, alle altre forze politiche che costituiscono gruppo in almeno un ramo del Parlamento nazionale, ai partiti che hanno eletto, con un proprio simbolo, almeno un rappresentante nel Parlamento nazionale e che sono riferibili oggettivamente a una delle minoranze previste dalla legge; ai gruppi misti della Camera e del Senato. Il tempo disponibile per le trasmissioni sar ripartito per il 70% in misura paritaria, per il 30% in proporzione alla forza parlamentare nelle Assemblee nazionali. Alle conferenze stampa dei rappresentanti di lista prender parte un numero uguale di giornalisti, entro il massimo di cinque, indicati dalla Rai, anche tra quelli non dipendenti dalle sue testate.

Eventualit future
Se, nel corso della legislatura, dovesse entrare in vigore il Trattato di Lisbona, sulla base di disposizioni approvate dal Consiglio europeo, l'Italia si vedrebbe assegnato un 73 seggio, che andrebbe a ricadere nelle liste dell'Unione di Centro.

Note
[1] Ministero dell'Interno (http:/ / www. interno. it/ mininterno/ export/ sites/ default/ it/ sezioni/ sala_stampa/ notizie/ 2100_500_ministro/ 0668_2008_12_18_CDM. html). [2] Anche se questa soluzione presentata spesso come una novit (vedi: Il Consiglio dei ministri - ha detto Roberto Maroni - ha approvato la mia proposta di un election day: si voter insieme per le europee, per oltre 4000 comuni e per 73 province. Per fare questo abbiamo anticipato al sabato la mezza giornata di votazioni che di solito di luned, sia per le amministrative sia per le europee). La misura dovrebbe comunque consentire un risparmio per la pubblica amministrazione [3] 200 errore (http:/ / blog. panorama. it/ italia/ 2009/ 01/ 28/ trovato-laccordo-presto-la-legge-alle-europee-sbarramento-al-4/ ) [4] Legge 20 febbraio 2009, n. 10 (http:/ / www. camera. it/ parlam/ leggi/ 09010l. htm) "Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, concernente l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia" [5] Una preferenza soltanto per le liste delle minoranze linguistiche. [6] Su previa richiesta in tal senso per gli italiani che risiedono temporaneamente. [7] Fonte Interno - Archivio storico (http:/ / elezionistorico. interno. it/ liste. php?tp=E& dt=12/ 06/ 2004& cta=Y& tpEnte=A& tpSeg=C& numEnte=0& sut1=& sut2=& sut3=& descEnte=& descArea=ITALIA + ESTERO& codTipoSegLeader=) [8] Ricerca (http:/ / www. europarl. europa. eu/ members/ expert. do?language=IT) [9] 16 i Forza Italia eletti in giugno 2004. [10] Nel 2009, 5 eletti nel 2004.

Elezioni europee del 2009


[11] In giugno 2004, eletti della lista Uniti nell'Ulivo: 12 DS, 7 Margherita, 2 SDI, 1 MRE e 2 indipendenti, la Gruber e Santoro, per un totale di 24 deputati. [12] 2 provengono dal NPSI, 2 dagli eletti nella lista Uniti dell'Ulivo. [13] Provengono dai DS eletti nel 2004. [14] 9 eletti nel 2004, 1 diventato La Destra. [15] 4 eletti nel 2004, Giovanni Robusti, membro subentrato ad Umberto Bossi il 30.05.2008, si dichiara indipendente. [16] Eletto con AN. [17] Sotto il nome di Lista Bonino. [18] Proviene dall'Italia dei Valori. [19] Di cui almeno uno, ormai membro del Movimento per la Sinistra dal 2008. [20] Secondo eletto sulla lista di Alternativa sociale della Mussolini. [21] Gianni Rivera gi nell'Ulivo. [22] http:/ / www. interno. it/ mininterno/ export/ sites/ default/ it/ assets/ files/ 16/ 0532_Contrassegni_Ammessi_EU2009. pdf [23] Contrassegni ammessi (http:/ / www. interno. it/ mininterno/ export/ sites/ default/ it/ assets/ files/ 16/ 0532_Contrassegni_Ammessi_EU2009. pdf) [24] http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3248 [25] PRC (2,5%) e PdCI (0,5%) rilevati separatamente. [26] SD (2,0%), Verdi (1,5%), PS (1,5%) e RpS (1,0%) rilevati separatamente. [27] La Destra (2,0%) e MpA (1,0%) rilevati separatamente. [28] http:/ / www. crespiricerche. it/ index. php?option=com_content& task=view& id=124& Itemid=30 [29] Questo e i seguenti dati si riferiscono al dato intermedio della "forchetta" rilevata. [30] Comprende anche la Fiamma Tricolore. [31] [32] [33] [34] [35] [36] [37] [38] [39] [40] [41] [42] [43] [44] [45] [46] [47] [48] [49] [50] [51] [52] [53] [54] [55] [56] [57] [58] [59] [60] [61] [62] [63] [64] http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3269 La Destra (1,5%) e MpA (1,0%) rilevati separatamente. http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3277 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3281 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3290 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3309 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3311 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3319 http:/ / www. crespiricerche. it/ index. php?option=com_content& task=view& id=133& Itemid=1 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3332 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3343 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3348 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3353 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3362 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3357 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3360 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3379 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3381 Solo Fiamma Tricolore. http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3447 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3383 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3406 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3405 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3407 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3403 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3434 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3408 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3415 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3445 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3450 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3418 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3436 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3430 http:/ / www. sondaggipoliticoelettorali. it/ asp/ visualizza_sondaggio. asp?idsondaggio=3435

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[65] Confronto rispetto ai dati complessivi di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Alternativa Sociale e UDEUR. [66] Confronto rispetto ai dati della Federazione dei Verdi e dei Socialisti Uniti per l'Europa (NPSI). [67] Lista collegata al Partito Democratico

Elezioni europee del 2009


[68] Lista collegata al Popolo della Libert [69] Lista collegata all' Italia dei Valori

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Collegamento
Elenco dei Candidati e delle Liste alle Elezioni Europee del 6 e 7 giugno 2009 (http://politicalink.italiavota.it/ index.php?option=com_content&task=view&id=108&Itemid=44)
Calendario delle elezioni in Italia

Fonti e autori delle voci

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