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REPUBBLICA ITALIANA

Bollettino Ufficiale
Regione del Veneto
Venezia, marted 6 novembre 2012 Anno XLIII - N. 91

Laghi di Revine (Tv).

I laghi di Lago e di Santa Maria si trovano in Comune di Revine Lago, a ridosso delle Prealpi. La loro formazione risale allera glaciale. Dopo il ritiro del ghiacciaio del Piave, nella valle rimase un unico lago che arrivava fino alla piega morenica di Gai. I due laghi attuali sono il risultato dellinterramento e della bonifica. Data la posizione temperata e la bassa profondit vengono considerati eutrofici, cio fertili. Lungo le rive si snoda un percorso naturalistico, entrambi i laghi dispongono di un parco pubblico con giochi per bambini, aree picnic e noleggio barche. (Archivio fotografico Comunit montana delle Prealpi Trevigiane foto Giuseppe Calissoni e Luigi Vergerio Reghini)

Direzione - Redazione Dorsoduro 3901, 30123 Venezia - Tel. 041 279 2862 - 2900 - Fax. 041 279 2905 Sito internet: http://bur.regione.veneto.it e-mail: uff.bur@regione.veneto.it
Direttore Responsabile avv. Mario Caramel

Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012

SOMMARIO
PARTE SECONDA

Sezione prima

DECRETI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE


RIL OR EET NE GT OC AD ILR CE GE OL DO E N I N P D S

n. 4 del 22 ottobre 2012 Modifica della attribuzione dei voti nelle commissioni consiliari permanenti. ............................................................................ 5
[Consiglio regionale]

RIL OR EET NE GT OC AD ILR CE GE OL DO E N I N P D S

n. 5 del 22 ottobre 2012 Modifica della composizione della Commissione speciale per le relazioni internazionali ed i rapporti comunitari. .................10
[Consiglio regionale]

DECRETI DEL DIRIGENTE DELLA DIREZIONE TUTELA AMBIENTE


TLT OIE UB AD RC NL GO TR D E M Z L ID A E R N A I T E

n. 192 del 19 ottobre 2012 CONSORZIO PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI - ENTE BACINO PADOVA 2 - Progetto di riqualificazione del territorio mediante produzione di energia da fonte solare fotovoltaica - Discarica Roncajette - Lotti B + C con potenzialit pari a 1000 kWp - Comune di localizzazione: Ponte San Nicol (PD) - Procedura di verifica di assoggettabilit (art. 20 del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.). Esclusione dalla procedura di VIA con prescrizioni. ...................................................................11
[Ambiente e beni ambientali]

DECRETI DEL DIRIGENTE DELLA UNIT DI PROGETTO GENIO CIVILE DI BELLUNO


BDOGE EILORT L EEO UVIUL NRDD OCIN POT ITE GT ND D L A IC I E R

n. 181 del 18 ottobre2012 Concessione di piccola derivazione dacqua da sottosuolo in localit Villanova Zona Industriale in comune di Longarone (BL), a uso industriale (raffreddamento presse). Domanda della Ditta Maricell s.r.l. presentata in data 14.03.2002. ............................... 13
[Acque]

Sezione seconda

DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO REGIONALE


RIS OL EO NZ GI OE A IE C G B O D L R N E A I N

n. 132 del 17 ottobre 2012 Conto consuntivo del Consiglio regionale per lesercizio finanziario 2011. (Proposta di deliberazione amministrativa n. 57). ..... 14
[Bilancio e contabilit regionale]

RIS OL EO NZ GI OE A IE C G B O D L R N E A I N

n. 133 del 19 ottobre 2012 Riordino delle province della Regione del Veneto (articolo 17, comma 3, decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonch misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario, convertito con modificazioni dallarticolo 1 della legge 7 agosto 2012, n. 135). (Proposta di deliberazione amministrativa n. 58). ..........................................................................................................................................................................17
[Enti locali]

DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE


BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

[Enti regionali o a partecipazione regionale]

n. 2043 del 11 ottobre 2012 Veneto Sviluppo S.p.A. - Concorso alle spese sostenute per le attivit svolte su incarico della Regione del Veneto (L.R. n. 19/04). Esercizio 2011. .................................................................................................................................................................................... 52

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BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2062 del 11 ottobre 2012 L. 267/1998 Interventi di mitigazione del rischio idrogeologico dei fenomeni generalizzati del monte Zucco a protezione dellabitato di Perarolo di Cadore (BL). Aggiornamento del quadro di finanziamento. ...................................................................... 265
[Difesa del suolo]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2084 del 17 ottobre 2012 Presa datto bilancio consuntivo 2011, bilancio preventivo 2012 e assegnazione quota di partecipazione a favore della Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto. Esercizio finanziario 2012. Legge regionale 16.02.2010, n. 11, art. 42 Partecipazione della Regione alla costituenda Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto. ..................................................................................... 269
[Associazioni, fondazioni e istituzioni varie]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2085 del 17 ottobre 2012 Presa datto bilancio consuntivo anno 2011 e preventivo 2012. Impegno di spesa per la partecipazione regionale alla Fondazione Rovigo Cultura. Esercizio finanziario 2012. L.R. 30.01.2004, n. 1 art. 47. ......................................................................................271
[Associazioni, fondazioni e istituzioni varie]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2086 del 17 ottobre 2012 Atti costitutivi di servit su n. 5 beni afferenti il demanio e/o il patrimonio indisponibile regionale, necessari per lerogazione e/o la fornitura di servizi pubblici indispensabili. Approvazione schema tipo di atto da utilizzarsi anche per future analoghe costituzioni di servit su beni afferenti il demanio e/o il patrimonio indisponibile regionale. .............................................................. 272
[Demanio e patrimonio]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

[Sport e tempo libero]


BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2087 del 17 ottobre 2012 Istituzione dei corsi di specializzazione, di qualifica e di aggiornamento professionale per maestri di sci anno 2012. (artt. 8 e 9 L. R. n. 2/2005). ................................................................................................................................................................................ 279 n. 2088 del 17 ottobre 2012 Concertazione e consultazione Variante parziale PTRC adottato con attribuzione della valenza paesaggistica - Acquisizione servizio per il mantenimento e aggiornamento del sito web www.ptrc.it. .......................................................................................281 n. 2089 del 17 ottobre 2012 Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (S.F.M.R.) nellarea metropolitana diffusa centrale veneta (finanziamenti della Legge 211/92). Procedure propedeutiche allappalto di opere relative ad interventi della prima fase di attuazione. Tratte PadovaCastelfranco e Salzano-Castelfranco. .............................................................................................................................................. 283 n. 2090 del 17 ottobre 2012 Interventi per il disinquinamento della Laguna di Venezia in attuazione del Piano Direttore 2000. Approvazione dello schema di Accordo di Programma tra Regione del Veneto e Magistrato alle Acque di Venezia, regolante le modalit di attuazione degli interventi di Messa in sicurezza della botte a sifone sottopassante il fiume Brenta in localit Conche di Codevigo. Realizzazione impianto idrovoro Altipiano. DCR n. 11/2009 e DGR n. 1270/2009. ........................................................................................... 285

[Urbanistica]
BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

[Trasporti e viabilit]
BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

[Venezia, salvaguardia]
BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2091 del 17 ottobre 2012 Approvazione Accordo quadro interregionale tra la Regione Lombardia, la Regione del Veneto, la Provincia Autonoma di Trento e la Comunit del Garda. ...................................................................................................................................................... 294
[Trasporti e viabilit]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2092 del 17 ottobre 2012 L.R. 26.10.2007, n. 30 - Interventi regionali a favore dei Comuni ricadenti nelle aree svantaggiate di montagna e nellarea del Veneto Orientale nel quadriennio 2007 - 2010. Modifica termini di rendicontazione. ................................................................... 297
[Enti locali]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

[Enti regionali o a partecipazione regionale]


BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2094 del 17 ottobre 2012 Assemblea straordinaria ed ordinaria dei Soci della Autovie Venete S.p.A. del 22 ottobre 2012 alle ore 14.30. ......................301

n. 2097 del 17 ottobre 2012 Presa datto delle risultanze dellanno 2011 derivanti dalla rendicontazione del SIRFAC, del Fondo Regionale per le attivit trasfusionali (FRAT) e del parere della V^ Commissione consiliare n. PAGR/209 del 17/4/2012. L.R. n. 5/2001, art. 41. CR/146 del 29 dicembre 2011. ............................................................................................................................................................................. 304
[Sanit e igiene pubblica]

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BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2098 del 17 ottobre 2012 Proroga della convenzione 2005-2006 con la Ditta Kedrion S.p.A. per il servizio relativo al ritiro, trasferimento nello stabilimento di lavorazione, trasformazione del plasma conferito dalle strutture trasfusionali dellAccordo Interregionale per la Plasmaderivazione (AIP), nonch produzione, stoccaggio e consegna di emoderivati. Periodo 01.01.2013-30.06.2013. .......................... 306
[Sanit e igiene pubblica]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2099 del 17 ottobre 2012 Accademia Internazionale per la formazione dei Professionisti della Salute GEIE - EWIV: sostituzione ed integrazione rappresentanti regionali. ........................................................................................................................................................................ 308
[Designazioni, elezioni e nomine]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2100 del 17 ottobre 2012 Impegno di spesa per il finanziamento dei Lavori di messa in sicurezza dello scolo Liona in localit Pila in Comune di Grancona (VI) e ripristino infrastrutture idrauliche - 12_LF_137 a favore del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. ..............310
[Difesa del suolo]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2101 del 17 ottobre 2012 Ditta Cava Leoni s.r.l. Autorizzazione a coltivare la cava di calcare da taglio denominata GORGUSELLO, sita in Comune di Fumane (VR) (L.R. 44/82). Note per la trasparenza: Si tratta del rilascio dellautorizzazione ad ampliare la cava di calcare da taglio denominata GORGUSELLO, sita in Comune di Fumane (VR). ...................................................................................................311
[Geologia, cave e miglioramenti fondiari]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

[Programmi e progetti (comunitari, nazionali e regionali)]


BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2102 del 17 ottobre 2012 Programma Operativo Regionale obiettivo Competitivit Regionale e Occupazione parte FESR 2007-2013 - Asse 6, Azione 2A611 Programmazione, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo. Assistenza tecnica per lAzione 2A113 Contributi per lutilizzo da parte delle imprese di strutture qualificate per lattivit di ricerca: individuazione e nomina dei componenti della Commissione di valutazione tecnico-scientifica ed approvazione delle modalit di funzionamento della stessa. (Codice SMUPR 14022). ................................................................................................................................................................................................315 n. 2105 del 17 ottobre 2012 Interventi regionali in materia di impiantistica sportiva. Provvedimenti. L.R. 7 novembre 2003, n. 27, art. 53, comma 7; L.R. 3 febbraio 2006, n. 2, art. 28................................................................................................................................................................ 326 n. 2106 del 17 ottobre 2012 Ditta La Ti Esse S.r.l - Autorizzazione unica alla costruzione e lesercizio di un impianto di cogenerazione costituito da un sistema di combustione a biomasse vegetali naturali per la produzione di energia elettrica della potenza di 995 kW elettrici lordi e 4.100 kW termici da realizzarsi nel comune di Cimadolmo (TV). D.Lgs 387/2003; D.Lgs 152/2006. ........................................... 330

[Opere e lavori pubblici]


BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

[Energia e industria]
BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2108 del 17 ottobre 2012 Approvazione della Convenzione tra la Regione del Veneto e la Regione Emilia-Romagna, per la realizzazione del Progetto Sperimentale volto alla creazione e implementazione di un sistema informativo nazionale sui servizi socio-educativi per la prima infanzia denominato S.I.N.S.E. e sua integrazione con la rilevazione ISTAT sulle unit dofferta.............................................. 344
[Servizi sociali]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

[Sanit e igiene pubblica]


BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2127 del 23 ottobre 2012 Adozione delle linee di indirizzo per la gestione integrata in emergenza del paziente con neurolesione grave. ..................... 354

n. 2130 del 23 ottobre 2012 Zonizzazione e classificazione del territorio regionale ai sensi degli artt 3 e 4 del D. Lgs 13.08.2010 n. 155. Deliberazione n. 74/CR del 17.07.2012. Approvazione. ............................................................................................................................................... 365
[Ambiente e beni ambientali]

BL UE D E R G O E N L A IZ G L A T I E

n. 2154 del 23 ottobre 2012 Regimi sperimentali di prelievo venatorio alla specie cinghiale (Sus scrofa) (DGR 2088 del 3.8.2010). Stagione venatoria 2012/2013. Provincia di Verona. Autorizzazione (art. 16, c.1 L.R. 50/93). ..................................................................................... 400
[Caccia e pesca]

Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012


PARTE SECONDA

CIRCOLARI, DECRETI, ORDINANZE E DELIBERAZIONI Sezione prima DECRETI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE n. 4 del 22 ottobre 2012 Modifica della attribuzione dei voti nelle commissioni consiliari permanenti. [Consiglio regionale] Il Presidente del Consiglio Regionale A modifica del proprio precedente decreto n. 14 del 3 agosto 2011, relativo alla modifica della composizione delle commissioni consiliari permanenti, Vista la nota del 1 ottobre 2012 con la quale il Consigliere Sandro Sandri ha formalmente comunicato le sue dimissioni dal Gruppo Liga veneta Lega nord Padania e ha contemporaneamente aderito al Gruppo misto; Vista la nota del 3 ottobre 2012 con la quale il Presidente del Gruppo consiliare Liga veneta Lega nord Padania ha comunicato le nuove designazioni di rappresentanti del gruppo medesimo nelle commissioni consiliari permanenti; Vista la nota del 3 ottobre 2012 con la quale il Presidente del Gruppo misto ha comunicato le nuove designazioni dei rappresentanti Preso atto che il Gruppo Liga veneta Lega nord Padania diminuisce di una unit e risulta ora composto da n. 19 componenti, mentre il Gruppo misto aumenta di una unit e risulta ora composto da 3 componenti; Considerato che nelle more delle comunicazioni relative al rinnovo di met legislatura delle commissioni consiliari permanenti, al fine di garantire la funzionalit delle stesse, si rende necessario rideterminare lattribuzione dei voti nelle commissioni consiliari permanenti; Visto larticolo 43 dello statuto regionale; decreta 1) di modificare come segue, con decorrenza dal 2 ottobre 2012, lattribuzione dei voti nelle commissioni consiliari permanenti, dando atto che ogni consigliere esprime nella commissione i voti a lui attribuiti nella designazione di cui ai commi 1, 3, 4 e 6 dellart. 16 del regolamento: 2) di dare atto che a seguito di quanto disposto nel precedente punto 1), la composizione delle commissioni consiliari permanenti risulta nel complesso determinata come segue: a) nella Prima Commissione consiliare permanente: N. comp. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Gruppo consiliare Componente Voti 1 10 8 19 1 6 1 1 8 17 3 4 5 12 Tipologia assegnazione art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 3 sostituisce Presidente GR Zaia art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 3 sostituisce Ass. Chisso art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione)

Liga Veneta Lega Nord Padania BAGGIO Luca Liga Veneta Lega Nord Padania CANER Federico Liga Veneta Lega Nord Padania CANER Federico Liga Veneta Lega Nord Padania CORAZZARI Cristiano totale voti espressi dal gruppo Popolo della Libert BOND Dario Popolo della Libert CORTELAZZO Piergiorgio Popolo della Libert LARONI Nereo Popolo della Libert PADRIN Leonardo Popolo della Libert TONIOLO Costantino totale voti espressi dal gruppo Partito Democratico Veneto BONFANTE Franco Partito Democratico Veneto PUPPATO Laura Partito Democratico Veneto RUZZANTE Piero totale voti espressi dal gruppo

Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 13 14 15 16 17 18 Unione di Centro Italia dei Valori Bortolussi Presidente Unione Nord Est Federazione della Sinistra Veneta - PRC Sinistra Europea Misto VALDEGAMBERI Stefano FRANCHETTO Gustavo BORTOLUSSI Giuseppe FOGGIATO Mariangelo PETTEN Pietrangelo CAUSIN Andrea 3 3 1 1 1 3 art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (1a assegnazione)

b) nella Seconda Commissione consiliare permanente: N. comp. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Gruppo consiliare Componente Voti 9 1 1 8 19 4 7 6 17 4 5 3 12 3 3 1 3 Tipologia assegnazione art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 3 sostituisce Assessore Conte art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione)

Liga Veneta Lega Nord Padania BASSI Andrea Liga Veneta Lega Nord Padania BASSI Andrea Liga Veneta Lega Nord Padania BOZZA Santino Liga Veneta Lega Nord Padania FINCO Nicola Ignazio Liga Veneta Lega Nord Padania FURLANETTO Giovanni totale voti espressi dal gruppo Popolo della Libert CORTELAZZO Piergiorgio Popolo della Libert TESSERIN Carlo Alberto Popolo della Libert TONIOLO Costantino totale voti espressi dal gruppo Partito Democratico Veneto BONFANTE Franco Partito Democratico Veneto PIGOZZO Bruno Partito Democratico Veneto TIOZZO Lucio totale voti espressi dal gruppo Unione di Centro PERARO Stefano Italia dei Valori PIPITONE Antonino Bortolussi Presidente BORTOLUSSI Giuseppe Misto BOTTACIN Diego

c) nella Terza Commissione consiliare permanente: N. comp. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Gruppo consiliare Componente Voti 9 1 9 19 15 2 17 3 6 3 12 Tipologia assegnazione art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 3 sostituisce Assessore Ciambetti art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 3 sostituisce Assessore Sernagiotto art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione)

Liga Veneta Lega Nord Padania BAGGIO Luca Liga Veneta Lega Nord Padania BAGGIO Luca Liga Veneta Lega Nord Padania CORAZZARI Cristiano Liga Veneta Lega Nord Padania TOSCANI Matteo totale voti espressi dal gruppo Popolo della Libert MAINARDI Mauro Popolo della Libert TONIOLO Costantino totale voti espressi dal gruppo Partito Democratico Veneto BORTOLI Mauro Partito Democratico Veneto FASOLI Roberto Partito Democratico Veneto TIOZZO Lucio totale voti espressi dal gruppo

Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 10 11 12 13 Unione di Centro Italia dei Valori Unione Nord Est Misto VALDEGAMBERI Stefano MAROTTA Gennaro FOGGIATO Mariangelo SANDRI Sandro 3 3 1 3 art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione)

d) nella Quarta Commissione consiliare permanente: N. comp. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Gruppo consiliare Componente Voti 1 1 1 8 8 19 8 9 17 5 3 4 12 3 3 Tipologia assegnazione art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 3 sostituisce Assessore Manzato art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione)

Liga Veneta Lega Nord Padania BASSI Andrea Liga Veneta Lega Nord Padania FURLANETTO Giovanni Liga Veneta Lega Nord Padania LAZZARINI Arianna Liga Veneta Lega Nord Padania POSSAMAI Gianpietro Liga Veneta Lega Nord Padania POSSAMAI Gianpietro Liga Veneta Lega Nord Padania TOSATO Paolo totale voti espressi dal gruppo Popolo della Libert BENDINELLI Davide Popolo della Libert CONTA Giancarlo totale voti espressi dal gruppo Partito Democratico Veneto AZZALIN Graziano Partito Democratico Veneto BORTOLI Mauro Partito Democratico Veneto REOLON Sergio totale voti espressi dal gruppo Unione di Centro PERARO Stefano Italia dei Valori MAROTTA Gennaro

e) nella Quinta Commissione consiliare permanente: N. comp. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Gruppo consiliare Componente Voti 1 17 1 19 5 2 9 1 17 2 2 2 6 12 Tipologia assegnazione art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 3 sostituisce Assessore Giorgetti art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione)

Liga Veneta Lega Nord Padania Caner Federico Liga Veneta Lega Nord Padania LAZZARINI Arianna Liga Veneta Lega Nord Padania TOSCANI Matteo totale voti espressi dal gruppo Popolo della Libert BOND Dario Popolo della Libert MAINARDI Mauro Popolo della Libert PADRIN Leonardo Popolo della Libert TESSERIN Carlo Alberto totale voti espressi dal gruppo Partito Democratico Veneto FRACASSO Stefano Partito Democratico Veneto PIGOZZO Bruno Partito Democratico Veneto REOLON Sergio Partito Democratico Veneto SINIGAGLIA Claudio totale voti espressi dal gruppo

Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 12 13 14 15 16 Unione di Centro Italia dei Valori Federazione della Sinistra Veneta - PRC Sinistra Europea Misto Misto totale voti espressi dal gruppo GRAZIA Raffaele PIPITONE Antonino PETTEN Pietrangelo BOTTACIN Diego SANDRI Sandro 3 3 1 2 1 3 art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione)

f) nella Sesta Commissione consiliare permanente: N. comp. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Gruppo consiliare Componente Voti 8 9 1 1 19 1 1 5 5 5 17 5 4 3 12 3 3 3 Tipologia assegnazione art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 3 sostituisce Assessore Finozzi art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (2a assegnazione)

Liga Veneta Lega Nord Padania CAPPON Bruno Liga Veneta Lega Nord Padania CENCI Vittorino Liga Veneta Lega Nord Padania CENCI Vittorino Liga Veneta Lega Nord Padania POSSAMAI Gianpietro Liga Veneta Lega Nord Padania TOSATO Paolo totale voti espressi dal gruppo Popolo della Libert BENDINELLI Davide Popolo della Libert BOND Dario Popolo della Libert LARONI Nereo Popolo della Libert TESO Moreno Popolo della Libert TESSERIN Carlo Alberto totale voti espressi dal gruppo Partito Democratico Veneto BERLATO SELLA Giuseppe Partito Democratico Veneto FASOLI Roberto Partito Democratico Veneto SINIGAGLIA Claudio totale voti espressi dal gruppo Unione di Centro GRAZIA Raffaele Italia dei Valori FRANCHETTO Gustavo Misto CAUSIN Andrea

g) nella Settima Commissione consiliare permanente: N. comp. 1 2 3 4 5 Gruppo consiliare Componente Voti 8 1 1 9 19 Tipologia assegnazione art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 3 sostituisce Assessore Stival

Liga Veneta Lega Nord Padania BOZZA Santino Liga Veneta Lega Nord Padania CAPPON Bruno Liga Veneta Lega Nord Padania CENCI Vittorino Liga Veneta Lega Nord Padania FINCO Nicola Ignazio Liga Veneta Lega Nord Padania FINCO Nicola Ignazio totale voti espressi dal gruppo

Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 Popolo della Libert BOND Dario Popolo della Libert CONTA Giancarlo Popolo della Libert CORTELAZZO Piergiorgio Popolo della Libert TESO Moreno totale voti espressi dal gruppo Partito Democratico Veneto AZZALIN Graziano Partito Democratico Veneto FRACASSO Stefano Partito Democratico Veneto PUPPATO Laura Partito Democratico Veneto RUZZANTE Piero totale voti espressi dal gruppo 8 3 2 4 17 2 5 3 2 12

6 7 8 9 10 11 12

art. 16, c. 3 sostituisce Presidente CR Ruffato art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 3 sostituisce Assessore Coppola art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 2 (1a assegnazione) art. 16, c. 6 (2a assegnazione)

3) di disporre la pubblicazione del presente decreto nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto. Clodovaldo Ruffato

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE n. 5 del 22 ottobre 2012 Modifica della composizione della Commissione speciale per le relazioni internazionali ed i rapporti comunitari. [Consiglio regionale] Il Presidente del Consiglio Regionale A modifica del proprio precedente decreto n. 24 del 14 aprile 2011 relativo alla Commissione speciale per le relazioni internazionali ed i rapporti comunitari: Vista la nota del Presidente del Gruppo Liga Veneta Lega Nord Padania con la quale sono stati designati quali rappresentati del Gruppo nella Commissione i consiglieri Corazzari e Furlanetto; Vista la nota del Presidente del Gruppo partito democratico veneto con la quale sono stati designati quali rappresentanti nella Commissione i consiglieri Berlato Sella, Puppato e Fracasso; Vista la nota del Presidente del Gruppo misto con la quale sono stati designati quali rappresentanti nella Commissione i consiglieri Bottacin e Sandri; Visto lart. 43, comma 4 dello Statuto; decreta 1) di modificare come segue, con decorrenza dal 2 ottobre 2012, i componenti della Commissione speciale per le relazioni internazionali ed i rapporti comunitari, dando atto che ogni consigliere esprime nella commissione i voti a lui attiribuiti nella designazione di cui allarticolo 16 del Regolamento: N. comp. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

Gruppo consiliare

Componente

Voti 10 9 19 4 9 4 17 6 3 3 12 3 3 1 1 2 1 3

Liga Veneta Lega Nord Padania CORAZZARI Cristiano Liga Veneta Lega Nord Padania FURLANETTO Giovanni totale voti espressi dal gruppo Popolo della Libert CONTA Giancarlo Popolo della Libert LARONI Nereo Popolo della Libert MAINARDI Mauro totale voti espressi dal gruppo Partito Democratico Veneto BERLATO SELLA Giuseppe Partito Democratico Veneto PUPPATO Laura Partito Democratico Veneto FRACASSO Stefano totale voti espressi dal gruppo Unione di Centro GRAZIA Raffaele Italia dei Valori FRANCHETTO Gustavo Unione Nord Est FOGGIATO Mariangelo Federazione della Sinistra Veneta PETTEN Pietrangelo - PRC Sinistra Europea Misto BOTTACIN Diego Misto SANDRI Sandro totale voti espressi dal gruppo

2) di disporre la pubblicazione del presente decreto nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.

Clodovaldo Ruffato

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 DECRETI DEL DIRIGENTE DELLA DIREZIONE TUTELA AMBIENTE

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DECRETO DEL DIRIGENTE DELLA DIREZIONE TUTELA AMBIENTE n. 192 del 19 ottobre 2012 CONSORZIO PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI - ENTE BACINO PADOVA 2 - Progetto di riqualificazione del territorio mediante produzione di energia da fonte solare fotovoltaica - Discarica Roncajette - Lotti B + C con potenzialit pari a 1000 kWp - Comune di localizzazione: Ponte San Nicol (PD) - Procedura di verifica di assoggettabilit (art. 20 del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.). Esclusione dalla procedura di VIA con prescrizioni. [Ambiente e beni ambientali] Il Dirigente Visto lart. 20 del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.; Vista la L.R. n. 10 del 26/03/1999 Disciplina dei contenuti e delle procedure di valutazione dimpatto ambientale; Vista la DGRV n. 1539 del 27 settembre 2011 Decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128 Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, a norma dellarticolo 12 della legge 18 giugno 2009, n. 69. Disposizioni applicative. Vista la Legge n. 99 del 23/07/2009 Disposizioni per lo sviluppo e linternazionalizzazione delle imprese, nonch in materia di energia; Vista la D.G.R. n. 453 del 2/03/2010 Competenze e procedure per lautorizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; Visto il D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387, Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dellenergia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dellelettricit e il D.M. 19 febbraio 2007 Criteri e modalit per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dellarticolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387; Visto il D.M. 5 luglio 2012 Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici - cd. Quinto Conto Energia - Attuazione articolo 25 del Dlgs 28/2011 Vista listanza di verifica, ai sensi del succitato art. 20 del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., presentata dal Consorzio per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani - Ente Bacino Padova 2, con sede legale in Piazza Pucchetti 1 - 35030 Selvazzano Dentro (PD) C.F. 00491070280, presso la Segreteria Regionale allAmbiente e Territorio in data 25/07/2012, ed inoltrata successivamente allUnit Complessa V.I.A. da parte della Direzione Regionale Urbanistica e Paesaggio, ai sensi della DGRV n. 453 del 2/03/2010, con nota prot. n. 393787 del 31/08/2012, per lespressione del parere di competenza; Preso atto che il proponente ha provveduto, ai sensi dellart. 20, comma 2 del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii, al deposito di copia integrale degli atti presso i comuni interessati dallintervento e alla pubblicazione di un sintetico avviso dellavvenuta trasmissione nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto nonch allalbo pretorio dei comuni interessati, a seguito del quale lUnit Complessa V.I.A. ha comunicato, con nota prot. n. 407848 del 11/09/2012, lavvio del procedimento a decorrere dal 03/08/2012; Considerato che, dalla documentazione presentata, risulta che il progetto prevede la realizzazione e messa in esercizio di un nuovo impianto fotovoltaico a terra di potenza pari a 1000 kWp, localizzato nei lotti B e C della ex discarica Roncajette, in adiacenza ad un esistente impianto di potenza analoga autorizzato nel 2010, per il raggiungimento di una potenza complessiva finale del parco solare pari a circa 2000 kWp (2 MW) ed estensione di circa 3,8 ha; Preso atto che, complessivamente, il nuovo impianto sar costituito da 4136 moduli di tipo policristallino di potenza unitaria di 240 Wp; Sentita la Commissione Regionale VIA, la quale, nella seduta del 26/09/2012, dopo aver considerato che lintervento per caratteristiche, tipologia ed entit dello stesso, ai sensi del Decreto Ministeriale 5 luglio 2012 e della Legge n. 99 del 23/07/2009, si configura come impianto industriale non termico per la produzione di energia e quindi rientra fra i progetti sottoposti alla verifica di assoggettabilit di cui allAllegato IV al D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii., valutato le caratteristiche dellintervento, allunanimit dei presenti, ha ritenuto che il medesimo non possa comportare impatti negativi significativi sulle componenti ambientali e che per tal motivo debba essere escluso dalla procedura di VIA di cui al Titolo III della Parte II del D. Lgs. 152/06 e ss.mm.ii. con le prescrizioni e le raccomandazioni di seguito indicate: PRESCRIZIONI 1. Tutti gli impegni assunti dal Proponente con la presentazione della domanda e la documentazione anche integrativa trasmessa si intendono vincolanti ai fini della realizzazione dellopera proposta. 2. In sede di Conferenza dei Servizi dovr essere fornito un Piano di Manutenzione dettagliato dellimpianto, che tenga conto in particolare delle attivit di gestione post operativa della discarica Roncajette. 3. In sede di Conferenza dei Servizi dovr essere aggiornato lelaborato denominato Smaltimento e ripristino dellarea, in particolare includendo dettagliatamente le fasi di smantellamento, le modalit di conferimento dei materiali ed il ripristino dello stato dei luoghi secondo le modalit indicate nello Studio Preliminare Ambientale. 4. Dovr essere annualmente trasmessa alla Regione Veneto (Unit di Progetto Energia) una Relazione con i dati di produzione annua di energia elettrica, con ripartizione mensile. 5. I dati pertinenti allenergia elettrica prodotta dovranno essere, con cadenza mensile, trasmessi e messi a disposizione del punto informazioni e del sito internet del Comune di Ponte San Nicol.

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012

RACCOMANDAZIONI: 1. Siano rispettate le previsioni del P.R.G. di Ponte San Nicol per quanto attiene alla sottoscrizione di una convenzione in atto pubblico con lAmministrazione Comunale, necessaria al fine di dare avvio ed attuazione allintervento proposto. 2. Si raccomanda al Proponente di realizzare un unico percorso didattico dedicato allintero parco solare, con le modalit previste nello Studio Preliminare Ambientale e nel parere n. 241 del 4/06/2009, in particolare prevedendo lutilizzazione della casa colonica Norbiato e definendo specificatamente le attrezzature e le utilizzazioni che dovranno essere predisposte in funzione dellet dellutenza. decreta 1) Di prendere atto del parere espresso dalla Commissione Regionale VIA nella seduta del 26 Settembre 2012 in merito al progetto, cos come descritto nella documentazione allegata alla predetta istanza di verifica, e di escluderlo dalla procedura di V.I.A. di cui al Titolo III della Parte II del D. Lgs. n. 152/06 e ss.mm.ii. con le seguenti prescrizioni e raccomandazioni: PRESCRIZIONI 1. Tutti gli impegni assunti dal Proponente con la presentazione della domanda e la documentazione anche integrativa trasmessa si intendono vincolanti ai fini della realizzazione dellopera proposta. 2. In sede di Conferenza dei Servizi dovr essere fornito un Piano di Manutenzione dettagliato dellimpianto, che tenga conto in particolare delle attivit di gestione post operativa della discarica Roncajette. 3. In sede di Conferenza dei Servizi dovr essere aggiornato lelaborato denominato Smaltimento e ripristino dellarea, in particolare includendo dettagliatamente le fasi di smantellamento, le modalit di conferimento dei materiali ed il ripristino dello stato dei luoghi secondo le modalit indicate nello Studio Preliminare Ambientale. 4. Dovr essere annualmente trasmessa alla Regione Veneto (Unit di Progetto Energia) una Relazione con i dati di produzione annua di energia elettrica, con ripartizione mensile. 5. I dati pertinenti allenergia elettrica prodotta dovranno essere, con cadenza mensile, trasmessi e messi a disposizione del punto informazioni e del sito internet del Comune di Ponte San Nicol. RACCOMANDAZIONI: 1. Siano rispettate le previsioni del P.R.G. di Ponte San Nicol per quanto attiene alla sottoscrizione di una convenzione in atto pubblico con lAmministrazione Comunale, necessaria al fine di dare avvio ed attuazione allintervento proposto. 2. Si raccomanda al Proponente di realizzare un unico percorso didattico dedicato allintero parco solare, con le modalit previste nello Studio Preliminare Ambientale e nel parere n. 241 del 4/06/2009, in particolare prevedendo lutilizzazione della casa colonica Norbiato e definendo specificatamente le attrezzature e le utilizzazioni che dovranno essere predisposte in funzione dellet dellutenza. 2) Avverso il presente provvedimento, ammesso ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) oppure in via alternativa al Presidente della Repubblica, nei termini e nelle modalit previste dal Decreto Legislativo n 104/2010. 3) Di notificare il presente provvedimento al Consorzio per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani - Ente Bacino Padova 2, con sede legale in Piazza Pucchetti 1 - 35030 Selvazzano Dentro (PD) e di comunicare lavvenuta adozione dello stesso ai Comuni di Ponte San Nicol e Casalserugo (PD), alla Provincia di Padova e alla Direzione Regionale Urbanistica e Paesaggio. 4) Di pubblicare integralmente il presente decreto nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto. Alessandro Benassi

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 DECRETI DEL DIRIGENTE DELLA UNIT DI PROGETTO GENIO CIVILE DI BELLUNO

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DECRETO DEL DIRIGENTE DELLA UNIT DI PROGETTO GENIO CIVILE DI BELLUNO n. 181 del 18 ottobre2012 Concessione di piccola derivazione dacqua da sottosuolo in localit Villanova Zona Industriale in comune di Longarone (BL), a uso industriale (raffreddamento presse). Domanda della Ditta Maricell s.r.l. presentata in data 14.03.2002. [Acque] Il Dirigente (omissis) decreta 1 - Fatti salvi i diritti dei terzi, concesso alla Ditta Maricell s.r.l. (cod. fisc. 00710890252) il diritto di derivare da sottosuolo (Fg. 37 mapp. 380) in localit Villanova Zona Industriale in comune di Longarone (BL), moduli medi ragguagliati su base annua 0,03 (litri al secondo tre), a uso industriale (raffreddamento presse); 2 - La concessione accordata per anni 15 (quindici) successivi e continui, decorrenti dalla data del presente decreto, subordinatamente allosservanza delle condizioni contenute nel Disciplinare n. 3189 di repertorio sottoscritto in data 11.10.2012, che si approva, e verso il pagamento del canone annuo per la derivazione d'acqua di 4.070,23 (quattromilasettanta/23), salvo adeguamento; 3 - Ai sensi e per gli effetti della L.R. n. 29 del 27.12.2011, il presente decreto sar pubblicato per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto; 4 - Avverso il presente atto ammesso ricorso entro 60 giorni, decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento, al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Nicola Salvatore

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 Sezione seconda DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE n. 132 del 17 ottobre 2012 Conto consuntivo del Consiglio regionale per lesercizio finanziario 2011. (Proposta di deliberazione amministrativa n. 57). [Bilancio e contabilit regionale] Il Consiglio Regionale del Veneto Premesso che larticolo 48 del Regolamento interno per lamministrazione, la contabilit e i servizi in economia del Consiglio regionale approvato con deliberazione n. 27 del 25 giugno 2008, stabilisce che il conto consuntivo 2011 del Consiglio regionale e la relazione annuale dei revisori dei conti devono essere approvati dallAssemblea; Udita la relazione dellUfficio di Presidenza, relatore il consigliere segretario Raffaele GRAZIA, nel testo che segue: Signor Presidente, colleghi Consiglieri, lUfficio di Presidenza sottopone allapprovazione dellAssemblea il progetto del conto consuntivo del Consiglio regionale dellesercizio 2011 approvato con propria deliberazione n. 33 del 2 agosto 2012. Il progetto di conto consuntivo sopra richiamato, stato sottoposto allesame del Collegio dei Revisori dei Conti che, nella riunione conclusiva del 11 ottobre 2012, ha espresso parere favorevole come risulta dal relativo verbale, allegato al Consuntivo di cui si tratta. Si sottopone, altres, a norma dellarticolo 6 della legge regionale 27 novembre 1984, n. 56 e successive modificazioni ed integrazioni, lapprovazione dei rendiconti presentati dai Gruppi consiliari della IX legislatura, sullimpiego dei contributi versati dal Consiglio durante lanno 2011 e verificati dal Collegio dei Revisori dei Conti. La gestione finanziaria complessiva dellesercizio, si chiude con un saldo attivo al 31 dicembre 2011 di euro 600.326,40 cos determinato: Fondo cassa al 1 gennaio 2011 Riscossioni Pagamenti Residui attivi Residui passivi euro euro euro euro euro 38.456.199,38 62.414.387,52 - 59.279.887,82 8.441.867,26 - 49.432.239,94

Il fondo di cassa alla chiusura dellesercizio 2011 ammonta ad euro 41.590.699,08. Tale saldo di cassa concorda con la situazione rilasciata dallIstituto Tesoriere Banca Popolare di Verona, S. Geminiano e S. Prospero. Per quanto riguarda la gestione di competenza, le previsioni iniziali del bilancio di previsione, approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 51 del 20 ottobre 2010 pareggiavano nellimporto di euro 66.805.000,00 di cui 10.000.000,00 per partite di giro e contabilit speciali. Le variazioni, quantificate in euro 1.973.451,14, apportate nel corso dellesercizio hanno fatto salire le previsioni di entrata e quelle della spesa ad euro 68.778.451,14. Per quanto riguarda la gestione dei residui il quadro di riferimento il seguente: a) Residui attivi: Esistenza al 31 dicembre 2010 Riscossioni nellesercizio Variazione nellesercizio Residui attivi di nuova formazione TOTALE RESIDUI ATTIVI AL 31 DICEMBRE 2011 b) Residui passivi: Esistenza al 31 dicembre 2010 Pagamenti nellesercizio Variazione nellesercizio (in meno) Residui passivi di nuova formazione TOTALE RESIDUI PASSIVI AL 31 DICEMBRE 2011 euro euro euro euro euro euro euro euro euro euro + 8.080.397,46 - 1.908.953,90 3.356,70 + 2.273.780,40 8.441.867,26 + 44.914.345,70 - 21.418.678,26 311.294,18 + 26.247.866,68 49.432.239,94

Da ultimo, occorre provvedere al rimborso alla Giunta regionale dei fondi risultati in eccedenza alla chiusura dellesercizio 2011, ammontanti a complessivi euro 600.326,40..

Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012

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Ricordato che al consuntivo va allegato, in conformit a quanto previsto dalla legge regionale 27 novembre 1984, n. 56 e successive modificazioni, il rendiconto dei Gruppi consiliari sullimpiego dei contributi erogati dal Consiglio per il funzionamento dei Gruppi stessi; Vista la relazione dei Revisori dei Conti sopra richiamata, a conclusione dellesame dei rendiconti dei Gruppi consiliari effettuato, ai sensi dellarticolo 86 del Regolamento del Consiglio regionale e dellarticolo 49 del Regolamento interno per lamministrazione, la contabilit e i servizi in economia del Consiglio regionale approvato con deliberazione n. 27 del 25 giugno 2008; Richiamato il proprio provvedimento n. 51 del 20 ottobre 2010, con il quale stato approvato il bilancio di previsione per lesercizio finanziario 2011; Viste le seguenti deliberazioni dellUfficio di Presidenza con le quali sono stati variati gli stanziamenti di alcuni capitoli del bilancio di previsione: deliberazioni dellUfficio di Presidenza n. 5 del 8 febbraio 2011, n. 17 del 9 marzo 2011, n. 22 del 17 marzo 2011, n. 25 del 14 aprile 2011, n. 37 del 25 maggio 2011, n. 42 del 22 giugno 2011, n. 54 e n. 58 del 28 luglio 2011, n. 64 del 21 settembre 2011, n. 66 del 4 ottobre 2011, n. 73 del 16 novembre 2011, n. 80 del 1 dicembre 2011, n. 85 del 15 dicembre 2011 e il decreto della Direzione Amministrazione Bilancio e Servizi n. 122 del 13 luglio 2011 per il prelievo dal fondo di riserva di cassa; Preso atto che per lanno 2011 non si richiesto alla Giunta regionale laumento del fondo di dotazione a carico del bilancio della Regione; Vista la deliberazione dellUfficio di Presidenza n. 33 del 2 agosto 2012, con la quale stato approvato il progetto del conto consuntivo del Consiglio regionale dellesercizio 2011; Visto il conto finanziario reso dal Tesoriere - Banca Popolare di Verona, S. Geminiano e S. Prospero - Sede di Venezia; Preso atto della proposta dellUfficio di Presidenza approvata con deliberazione n. 32 del 2 agosto 2012, di eliminare residui attivi per euro 3.356,70 e residui passivi, riconosciuti insussistenti, per un importo di euro 311.294,18; Visti i rendiconti presentati dai Gruppi consiliari a norma dellarticolo 6 della legge regionale 27 novembre 1984, n. 56 e successive modificazioni; Visto larticolo 46 dello Statuto approvato con legge regionale 17 aprile 2012, n. 1; Vista la legge del 6 dicembre 1973, n. 853; Visti gli articoli 86 e 87 del Regolamento del Consiglio regionale (provvedimento del 30 aprile 1987 n. 456, come modificato dalla deliberazione del Consiglio regionale n. 111 del 29 dicembre 2011); Visto larticolo 49 del Regolamento interno per lamministrazione, la contabilit e i servizi in economia del Consiglio regionale approvato con deliberazione n. 27 del 25 giugno 2008 e la legge regionale 29 novembre 2001, n. 39 e successive modificazioni ed integrazioni; con votazione palese, delibera 1) di approvare il Conto Consuntivo del Consiglio regionale per lesercizio 2011 nelle seguenti risultanze, illustrate anche negli allegati prospetti che fanno parte integrante del presente provvedimento: I - CONTO DI CASSA Riscossioni: a) in conto competenza b) in conto residui euro 60.505.433,62 euro 1.908.953,90

c) saldo attivo di cassa al 31 dicembre 2010 presso il Tesoriere Pagamenti: a) in conto competenza b) in conto residui

euro

62.414.387,52

Sommano

euro 38.456.199,38 euro 100.870.586,90

euro euro

37.861.209,56 21.418.678,26

euro euro

59.279.887,82 41.590.699,08

saldo attivo di cassa presso il Tesoriere al 31 dicembre 2011 II - CONTO DI AMMINISTRAZIONE A) RISULTATO COMPLESSIVO DELLA GESTIONE Fondo di cassa al 1 gennaio 2011 Totale accertamenti Totale impegni Avanzo di amministrazione contabile al 31 dicembre 2011

euro 38.456.199,38 euro 70.856.254,78 euro - 108.712.127,76 euro 600.326,40

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 B) GESTIONE DI COMPETENZA (inclusivo dellavanzo di amministrazione anno 2010) Totale accertamenti di competenza Totale impegni di competenza Saldo gestione di competenza C) GESTIONE DEI RESIDUI (al netto dellavanzo di amministrazione anno 2010) Fondo cassa al 1 gennaio 2011 Totale accertamenti residui attivi Totale impegni residui passivi Avanzo di amministrazione esercizio precedente Saldo gestione residui anno 2011 RIEPILOGO Saldo gestione di competenza Saldo gestione residui TOTALE

euro 64.401.465,16 euro - 64.109.076,24 euro 292.388,92

euro 38.456.199,38 euro 8.077.040,76 euro - 44.603.051,52 euro - 1.622.251,14 euro 307.937,48 euro euro euro 292.388,92 307.937,48 600.326,40

2) di approvare leliminazione dei residui attivi per euro 3.356,70 e residui passivi, riconosciuti insussistenti, per un importo di euro 311.294,18; 3) di approvare altres i rendiconti presentati dai Gruppi consiliari a norma dellarticolo 6 della legge regionale 27 novembre 1984, n. 56, sullimpiego dei contributi versati dal Consiglio regionale nellanno 2011, allegati al presente provvedimento, cos come verificati dal Collegio dei Revisori dei Conti di cui alla allegata relazione; 4) di rimborsare alla Giunta regionale i fondi risultati in eccedenza alla chiusura dellesercizio 2011, ammontanti a complessivi euro 600.326,40. Allegato (omissis)

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012

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DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE n. 133 del 19 ottobre 2012 Riordino delle province della Regione del Veneto (articolo 17, comma 3, decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonch misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario, convertito con modificazioni dallarticolo 1 della legge 7 agosto 2012, n. 135). (Proposta di deliberazione amministrativa n. 58). [Enti locali] Il Consiglio Regionale del Veneto Vista la proposta formulata dalla Prima Commissione consiliare relativa allargomento indicato in oggetto approvata a maggioranza nella seduta del 17 ottobre 2012; Udita la relazione della Prima Commissione consiliare, relatore il Presidente della stessa, consigliere Costantino TONIOLO, nel testo che segue: Signor Presidente, colleghi consiglieri, lo Statuto del Veneto, recentemente approvato con legge statutaria 17 aprile 2012, n. 1, al Capo II (articoli 11 s.) ha delineato un disegno unitario ed originale del sistema veneto, nellambito del quale, in coerenza con i principi che reggono la riforma del Titolo V del 2001, alla Regione riconosciuto un ruolo eminentemente normativo e di programmazione, mentre la generalit delle funzioni amministrative attive in linea di principio imputata al comune. Tra gli elementi caratterizzanti il disegno istituzionale del Veneto due vanno particolarmente evidenziati: 1) il processo di integrazione socio-economica delle funzioni metropolitane che lo Statuto intende promuovere (articolo 14 Funzioni metropolitane); 2) il riconoscimento delle specificit delle singole comunit venete, - in attuazione dei principi costituzionali di differenziazione e adeguatezza, - che la legge regionale pu operare conferendo, previe apposite intese, particolari competenze amministrative a province o ad enti locali associati, garantendo speciali condizioni di autonomia ai territori montani. Da questultimo punto di vista, larticolo 15, comma 5, prevede che la Regione riconosca in particolare alla Provincia di Belluno una distinta specificit, anche in virt del fatto che confina con territori a statuto speciale; ulteriori specificit sono riconosciute dallarticolo 15, comma 3, alle aree deltizie. Allo Statuto sarebbe dovuta seguire unazione complessa di riordino del sistema istituzionale. tuttavia intervenuto nel contempo larticolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, che ha previsto un riordino delle province secondo criteri generali, fissati con deliberazione del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012 Determinazione dei criteri per il riordino delle province, a norma dellarticolo 17, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95. Si tratta di criteri puramente quantitativi, ai sensi dei quali le province che non possiedono i requisiti minimi della dimensione territoriale non inferiore a Kmq 2500 e del numero di abitanti non inferiore a 350.000 debbono essere soppresse. Il decreto-legge n. 95 del 2012 discende da una logica emergenziale legata al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica imposti, logica che vizia in modo irrimediabile un processo di ricostruzione territoriale, introducendo valutazioni che poco hanno a che fare con ragionamenti gestionali ed economico territoriali ed ancor meno con logiche di competitivit e di management territoriale/economico. Si prevede cio un riordino territoriale degli enti intermedi sulla base di criteri aritmetici, che non tengono conto n delle caratteristiche del Veneto n del percorso di riassetto istituzionale, volto ad integrare quelle realt istituzionali che preesistono, non solo allistituzione della Regione, ma anche a quella dello Stato italiano. Non si tengono dunque in alcun conto le esigenze di un territorio impegnato in processi economici su scala europea. La Regione intende invece procedere ad un riordino territoriale pi meditato e partecipato, del resto gi avviato, che pervenga ad un assetto pi stabile e coerente. Si ritiene pertanto, in attesa di unevoluzione amministrativa che, partendo dal territorio e dalle forze economico-sociali presenti, sia necessario in una prima fase procedere senza operare affrettate modificazioni istituzionali che rischierebbero di pregiudicare un equilibrato riassetto complessivo. Solo in una seconda fase si potr addivenire alla creazione di due aree metropolitane comprendenti le province di Padova, Rovigo, Treviso, Verona e Vicenza. Le motivazioni di queste scelte sono ben svolte nella premessa dellatto, cui si rinvia. La proposta di deliberazione amministrativa stata esaminata dalla Commissione Statuto, che lha licenziata con parere favorevole a maggioranza. La Prima commissione ha esaminato nel corso delle sedute del 15, del 16 e del 17 ottobre 2012 la proposta di deliberazione licenziandola a maggioranza per linoltro in questaula, oggi al Vostro esame, con il voto favorevole dei consiglieri Caner (LV-LN-P), Corazzari (LV-LN-P), Cortelazzo (PDL), Bond (PDL), Toniolo (PDL), lastensione del consigliere Laroni (PDL), il voto contrario dei consiglieri Bonfante (PDV), Puppato (PDV), Ruzzante (PDV), Grazia (UDC), Franchetto (IDV), Petten (Federazione della Sinistra veneta-PRC), Causin (Misto), il consigliere Foggiato non partecipa al voto.; Udita la relazione di minoranza della Prima Commissione consiliare, relatore il consigliere Bruno PIGOZZO, nel testo che segue: Signor Presidente, colleghi consiglieri, in sede di conversione del decreto-legge n. 95/2012 sulla Spending Review, la legge n. 135/2012 ha previsto allarticolo 17 il Riordino delle Province e delle loro funzioni; la medesima legge, allarticolo 18, prevede altres lIstituzione delle Citt metropolitane e soppressione delle province del relativo territorio. Pur ritenendo fuori luogo laver inserito il tema di un parziale ridisegno istituzionale in uno strumento legislativo, adottato da Governo e Parlamento nazionali, che ha come finalit la riduzione della spesa pubblica, siamo comunque convinti che il nostro Paese abbia bisogno di una complessiva riforma delle Istituzioni democratiche, a cominciare dal superamento del bicameralismo perfetto, dalla riduzione del numero dei Parlamentari, dalla riconsiderazione sulle Regioni a Statuto speciale e delle Province au-

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tonome di Trento e Bolzano, passando per la fusione tra i piccoli Comuni e la gestione associata dei servizi. Riteniamo quindi di essere di fronte ad una fase molto importante della vita democratica italiana che ci richiama come regione Veneto ad una prima scelta concreta sulla strada delle riforme. Ho potuto seguire in prima persona tutto liter a livello regionale previsto dal decreto-legge n. 95/2012, dalla sua emanazione ad oggi, in quanto rappresentante di minoranza nominato da questo consiglio insieme al collega Corazzari in seno alla Conferenza Permanente Regione Autonomie Locali. Come sapete, delle 5 ipotesi sul tavolo, la Conferenza ha approvato quella che prevede il mantenimento delle 6 province attuali e listituzione della Citt Metropolitana di Venezia, prendendo atto dello spostamento di tre comuni dagli attuali confini. Gi in quella sede ho avuto modo di esprimere il mio voto contrario sullipotesi prescelta, ritenendola rinunciataria e di retroguardia rispetto a tutte le altre 4, una delle quali era da me proposta. In verit, questo giudizio negativo abbiamo potuto registrarlo non solo dalle dichiarazioni di rappresentanti del mondo imprenditoriale, economico, culturale e sociale del Veneto, ma anche da autorevoli esponenti politici di questa stessa maggioranza. Confidavamo quindi in molti che nel passaggio in Consiglio regionale avvenisse un sussulto di responsabilit, considerando questa una buona opportunit per dare un segnale chiaro di riordino della governance istituzionale. Purtroppo, lipotesi approvata dalla Conferenza Regione-Autonomie locali, ovvero il mantenimento delle attuali sei Province pi la Citt Metropolitana di Venezia, stata praticamente riconfermata in sede di parere delle commissioni consiliari. Infatti il provvedimento che oggi viene sottoposto allesame dellaula, una non proposta perch lascia inalterato il quadro attuale, operando una ridelimitazione delle circoscrizioni territoriali delle province ubicate nel territorio della Regione Veneto. Di fatto questa ridelimitazione solo unoperazione di microchirurgia che prende atto delle deliberazioni di tre comuni che chiedono il cambio di provincia, nulla pi. Se da un lato opinabile il fatto che questi spostamenti dei comuni siano considerati validi ai fini del recupero da parte delle province interessate dei requisiti minimi imposti dalla norma nazionale, quello che ci preoccupa di pi il mantenimento dello status quo, e il rinvio ad una fase successiva delle scelte strategiche. Tutto questo ci lasci allibiti perch quanto di pi conservatore si possa immaginare. Ci impedisce di intraprendere con coraggio la strada di un vero rinnovamento degli enti locali come i cittadini ci chiedono oggi con forza; una strada cio di maggiore efficienza, pi risparmio e meno burocrazia. Ancora una volta il Veneto rischia di ritrovarsi in ultima posizione tra le Regione del nord: Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna hanno gi deliberato il riordino delle proprie Province decidendo da subito nuovi assetti istituzionali, o almeno diversi rispetto allo status quo. Di fatto in Commissione lunica vera proposta presentata, alternativa alla non proposta della maggioranza, stata quella del Partito Democratico. Due Province Metropolitane, ovvero la Verona-Vicenza e la Padova-Treviso, il mantenimento della Provincia dolomitica di Belluno e la richiesta di deroga per la Provincia di Rovigo oltre, ovviamente, alla Citt Metropolitana di Venezia, gi individuata con il decreto sulla spending review, il quadro dinsieme che con apposito emendamento ripresentiamo anche in aula, come proposta di riordino delle Province, che il Consiglio regionale tenuto a trasmettere al governo entro il prossimo 23 ottobre. La proposta frutto di un lavoro di confronto che ha raccolto numerosi consensi tra i sindaci delle maggiori citt capoluogo, le categorie economiche, da Confindustria ad Unioncamere, e le organizzazioni sindacali. Il tutto guardando con un occhio di riguardo allobiettivo del riordino stesso, che quello di migliorare la qualit dei servizi erogati ai cittadini e di contenere la spesa. Un riordino che risponde al criterio dellomogeneit dei territori, tiene conto delle dinamiche socio-economiche gi in essere e, soprattutto, rimane in linea con lo Statuto regionale, con la nuova legge delle funzioni associate tra i Comuni, con gli indirizzi dellUnione europea. Province Metropolitane una dicitura che sa fotografare meglio di ogni altra la realt di un territorio veneto nel quale esistono gi nei fatti queste due aree metropolitane (appunto la Verona-Vicenza e la Padova-Treviso) fortemente integrate sotto vari punti di vista, a cominciare da quello dei nodi infrastrutturali, dei poli di sviluppo scientifico, tecnologico e sanitario, dei centri universitari e di ricerca, degli assi di spostamento quotidiano di lavoratori e studenti. Il riconoscimento poi della specificit di Belluno, gi sancita dallo Statuto regionale, tiene conto delle sue peculiarit orografiche; inoltre la vicinanza di territori a Statuto speciale, come il Trentino Alto Adige ed il Friuli Venezia Giulia, aggiunge ulteriori motivazioni, oltre a quelle logistiche, nel richiedere un proprio ambito provinciale per consentire un efficace esercizio unitario delle funzioni. Per quanto riguarda la Provincia di Rovigo riteniamo motivata una richiesta di deroga, date le specificit territoriali del Polesine. Infine si confermano gli attuali confini della Provincia di Venezia coincidenti con la nuova Citt Metropolitana di Venezia come istituita dallarticolo 18 del decreto-legge n. 95 del 2012. quindi questa una visione che costituisce la struttura portante per una nuova definizione delle funzioni dei diversi livelli di governo in Veneto assegnando alle nuove Province, intese come enti territoriali intermedi di area vasta, un ruolo strategico nel coordinamento dei servizi al cittadino che vanno dalla tutela dellambiente alla gestione delledilizia scolastica e delle strade provinciali. Ecco perch vogliamo questo modello innovativo di governance territoriale e non soluzioni che tengano in piedi enti di secondo livello di scarsa incisivit. In questo quadro andranno poi ristrutturati, semplificati ed accorpati gli attuali livelli di gestione, eliminando quella pletora di parcellizzazioni che grava su tutti in termini di costi e di sovrapposizione di competenze e di scarsa efficacia. Preannuncio che anche le altre forze politiche di minoranza presenteranno ulteriori emendamenti, utili a superare questo pericoloso appiattimento della maggioranza e rinvio alla loro puntuale illustrazione da parte dei proponenti. A nostro parere i cittadini del Veneto ci chiedono questo riordino vero. Possiamo fare finta di nulla? Possiamo mantenere lo status quo? Possiamo rinunciare a governare il cambiamento oggi rinviando al domani le scelte vere? Pu il nostro presidente che si proclama alfiere del prima il Veneto limitarsi al Veneto di prima? Sarebbe una pessima soluzione per tutti noi.;

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Premesso che: - larticolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonch misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario, convertito con modificazioni dallarticolo 1 della legge 7 agosto 2012, n. 135, prevede un riordino delle province secondo criteri generali, fissati con deliberazione del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012 Determinazione dei criteri per il riordino delle province, a norma dellarticolo 17, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, secondo modalit puramente quantitative precisando che il riordino delle province deve avvenire nel rispetto dei requisiti minimi della dimensione territoriale non inferiore a Kmq 2.500 e del numero di abitanti non inferiore a 350.000; - i dati relativi alle province del Veneto sono i seguenti*: Provincia Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Verona Vicenza Totale Residenti 210.277 921.659 242.409 877.905 850.523 903.564 859.987 4.866.324 Superficie (Kmq) 3.678 2.142 1.790 2.477 2.466 3.121 2.725 18.399 Numero comuni 69 104 50 95 44 98 121 581

* Dati provvisori censimento 2011

- la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali, organo individuato dallarticolo 17, comma 3, del citato decreto-legge, quale organo di raccordo tra la Regione e gli Enti locali, nella seduta del 1 ottobre 2012, ha deliberato di non aderire allimpianto normativo statale, che prevede un riordino complessivo delle province italiane, ritenendo non idonea lapplicazione dei criteri individuati dallo Stato, formulando una ipotesi che, pertanto, da tali criteri si discosta (Allegato A); Dato atto che - lo Statuto del Veneto, approvato con legge statutaria 17 aprile 2012, n. 1, al Capo II (articoli 11 s.), delinea un disegno del sistema veneto allinterno del quale, in coerenza con i principi che reggono la riforma del Titolo V del 2001, alla Regione riconosciuto un ruolo eminentemente normativo e di programmazione, mentre la generalit delle funzioni amministrative attive , in linea di principio, imputata al comune. Vi si dice, infatti, che: I comuni, anche in forma associata, esercitano la generalit delle funzioni amministrative, mentre alle province sono conferite le sole funzioni che richiedono un esercizio strettamente legato allambito territoriale di area vasta; - tra gli elementi caratterizzanti il disegno istituzionale del Veneto due vanno particolarmente evidenziati: 1) il processo di integrazione socio-economica delle funzioni metropolitane che lo Statuto intende promuovere (articolo 14 Funzioni metropolitane); 2) il riconoscimento delle specificit delle singole comunit venete, - in attuazione dei principi costituzionali di differenziazione e adeguatezza, - che la legge regionale pu operare conferendo, previe apposite intese, particolari competenze amministrative a province o ad enti locali associati, garantendo speciali condizioni di autonomia ai territori montani. Da questultimo punto di vista, larticolo 15, comma 5, prevede che la Regione riconosca in particolare alla Provincia di Belluno una distinta specificit, anche in virt del fatto che confina con territori a statuto speciale; ulteriori specificit sono riconosciute dallarticolo 15, comma 3, alle aree deltizie; - nelle more dellapprovazione definitiva dello Statuto intervenuto larticolo 23, comma 14, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 Disposizioni urgenti per la crescita, lequit e il consolidamento dei conti pubblici, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, prevedendo che spettano alla provincia esclusivamente le funzioni di indirizzo e di coordinamento delle attivit dei comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze, funzioni successivamente ridefinite dallarticolo 17, comma 10, del decreto-legge n. 95/2012, convertito dalla legge n. 135/2012, che trasforma, restringendo gli spazi di democrazia rappresentativa, le province in enti di secondo grado; - in coerenza con quanto previsto dallo Statuto del Veneto ed in attuazione del citato articolo 23, sono gi stati presentati, rispettivamente il 2 agosto 2012 ed il 28 settembre 2012, i progetti di legge n. 294 e n. 303, per la disciplina delle funzioni provinciali ed il conferimento ai comuni della generalit delle funzioni amministrative, il cui esame attualmente in corso; Preso atto che: - nel corso del processo di riordino delle funzioni sono intervenuti gli articoli 17 e 18 del decreto-legge n. 95/2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 135/2012, prevedendo un riordino territoriale degli enti intermedi tra Stato e Regione sulla base di criteri aritmetici, che non tengono conto n delle caratteristiche del Veneto n del percorso di riassetto istituzionale, volto ad integrare quelle realt istituzionali che preesistono, non solo allistituzione della Regione, ma anche a quella dello Stato italiano, non armonizzandosi con un disegno di riassetto istituzionale basato su criteri rispondenti alle esigenze di un territorio impegnato in processi economici su scala europea e globale e commisurato alle funzioni definitivamente assegnate; - viceversa, a prescindere dal dettato del decreto-legge n. 95/2012, gi da diversi anni il Veneto si sta interrogando su quale sia la struttura istituzionale pi confacente alla sua realt socio-economica. Evidente traccia di questo complesso riassetto reperibile anche negli atti ufficiali di programmazione, nei quali offerto un disegno del quadro istituzionale che ritenuto pi confacente al territorio veneto;

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- tale riassetto complessivo non appare compatibile con la tempistica eccessivamente stretta, imposta dalla normativa statale; - per quanto riguardo il complessivo riassetto viene in rilievo innanzi tutto il PRS Programma regionale di sviluppo (legge regionale 9 marzo 2007, n. 5), dove, tra laltro, si sottolinea la funzione di centri di servizi (ai cittadini e alle imprese) espressa dai capoluoghi di provincia, ma anche da alcuni altri importanti agglomerati urbani, che corrisponde ad una richiesta di prestazioni sempre pi specializzate ed evolute, genera una domanda di accessibilit molto elevata, sia sotto il profilo quantitativo, sia sotto laspetto qualitativo. Il Programma evidenzia la trasformazione del tradizionale policentrismo, imperniato su sistemi gravitazionali a base provinciale e sub-provinciale, in un assetto di relazioni di tipo reticolare, la costituzione di una dorsale, disposta in senso Est-Ovest (parte della pi vasta direttrice che dal Friuli prosegue fino in Lombardia), comprendente le cinque citt centrali venete, che rappresenta lelemento portante delle relazioni interne e il principale distributore di quelle esterne, anche in senso Nord-Sud, la generazione di una mobilit nellarea centrale che riflette condizioni di tipo metropolitano; - parimenti il Programma operativo regionale POR 2007-2013 Obiettivo competitivit ed occupazione regionale conferma lanalisi compiuta nel PRS, ad esempio laddove afferma che: sistema policentrico e territori aperti disegnano nel modello veneto nuovi sistemi di relazioni dove emergono, come nodi del processo competitivo, da un lato le citt metropolitane Venezia-Padova e Verona, assieme alla citt estesa della pedemontana, assumendo in modo paradigmatico la funzione di citt del Veneto, dallaltro il territorio aperto assume la funzione non pi di semplice connettivo ma di vero e proprio territorio delle nuove economie soft, quelle del paesaggio della cultura e degli spazi ricreativi; - anche lo schema di Piano territoriale regionale di coordinamento, attualmente in fase di rielaborazione, riprende il disegno tracciato dal PRS laddove precisa che: Il Veneto unesemplare realt territoriale di tipo policentrico, dove le funzioni direzionali ed economiche tipiche della grande citt non sono concentrate in un unico agglomerato urbano, ma risultano distribuite in pi centri di dimensioni ed importanza equilibrate. Nello scenario nazionale ed europeo questo pu rappresentare un vantaggio e uno svantaggio. Lassetto policentrico veneto richiede, infatti, un forte coordinamento delle politiche territoriali per valorizzare la complementariet tra le diverse realt urbane. La visione del Piano tiene conto, nello stabilire le linee guida per il futuro governo del territorio e per prefigurare una capitale plurale del Veneto, dellesistenza di questi due nuclei di polarizzazione destinati a consolidarsi anche grazie ai corridoi europei (cfr. DGR n. 2587/2005 - Documento preliminare del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, Relazione, p. 13 s.); - in questa prospettiva interregionale e transnazionale la realt delle cose sembra indirizzata verso una maggiore integrazione con regioni italiane e di altri stati in uno scenario di macroregioni; - del resto, il dibattito in corso nella comunit scientifica anche internazionale indica la centralit del fenomeno metropolitano nei nuovi processi di sviluppo economico e territoriale: le aree metropolitane sono le leve dei processi di sviluppo e crescita economica contemporanea; le metropoli sono oggi sistemi a rete, con diversi centri integrati tra loro e spazialmente ben connessi. Le forme moderne dello sviluppo urbano, e le morfologie complesse che queste producono, chiamano in causa nuove articolazioni spaziali del governo territoriale: i confini contengon sempre meno le dinamiche; Considerato che: - la disciplina statale, in un primo tempo, ha obbligato le regioni ad una ricomposizione delle funzioni amministrative secondo il principio di sussidiariet, in conformit con quanto aveva gi previsto lo Statuto del Veneto; in un secondo tempo, tuttavia, ha previsto leliminazione di alcune province, secondo criteri puramente numerici, in contrasto, tra gli altri, con i principi costituzionali di differenziazione ed adeguatezza che, invece, lo Statuto ha recepito in modo significativo ed originale; - larticolazione dei territori degli enti locali ed, in particolare, delle province, deve seguire e non precedere la definizione del sistema istituzionale regionale nel suo complesso, e in particolare lattribuzione della generalit delle funzioni amministrative ai vari livelli di governo; - le specificit presenti nella Regione del Veneto evidenziano la presenza di realt territoriali che per caratteristiche territoriali ed economiche non sono omogenee ed assimilabili alle realt delle province limitrofe, in particolare quella dellarea montana della provincia frontaliera di Belluno, evidenziate anche dalle amministrazioni comunali interessate; ulteriori specificit, evidenziate anche dalle amministrazioni comunali interessate, sono presenti in Provincia di Rovigo; - i seguenti comuni hanno manifestato la volont di cambiare provincia: il Comune di San Pietro in Gu ha deliberato il passaggio da Padova a Vicenza; il Comune di Scorz ha deliberato di non aderire alla citt metropolitana e di voler aderire alla Provincia di Treviso; il Comune di Vigonovo ha deliberato di non aderire alla citt metropolitana e di voler aderire alla Provincia di Padova; - in considerazione della volont manifestata da tali comuni di mutare provincia, la situazione territoriale risulta essere la seguente: Provincia Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Verona Vicenza Totale Residenti 210.277 926.995 242.409 896.830 821.688 903.564 864.561 4.866.324 Sup. (Kmq) 3.678 2.137 1.790 2.510 2.420 3.121 2.743 18.399 N. comuni 69 104 (+1-1) 50 96 (+1) 42 (-2) 98 122 (+1) 581 Osservazioni Specificit a. 15, c. 5, St. Specificit a. 15, c. 3, St. Capoluogo, citt metr.

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- le ragioni di natura geografica, socio-economica, storica che hanno portato al riconoscimento della specificit della provincia montana di Belluno, giustificano il mantenimento della stessa, seppur in deroga al requisito minimo della popolazione non inferiore a 250.000 abitanti. In vero, nel territorio montano, dovrebbe essere valorizzata maggiormente la dimensione della densit demografica: quanto pi basso il rapporto tra popolazione e territorio abitato, tanto maggiori vengono, infatti, ad essere le difficolt nella erogazione dei servizi che possano raggiungere tutti i cittadini in maniera efficace. Un governo del territorio che non tenesse conto delle peculiarit, delle difficolt anche logistiche nellesercizio delle funzioni, delle specificit di ampio genere che lo stesso evidenzia, finirebbe non solo con il divenire antieconomico ma addirittura non efficace e non efficiente. A giustificare, pertanto, la permanenza della provincia di Belluno vi sono sia ragioni sostanziali che giuridiche (la sussistenza di una norma quale quella contenuta nello Statuto sopra citata). Debbono, inoltre, essere tenute in debita considerazione anche le istanze provenienti da ben 64 amministrazioni comunali, (sostenute dalle ACLI del territorio), che hanno evidenziato la volont che la Provincia di Belluno venga salvaguardata proprio in ragione della propria specificit, statutariamente riconosciuta dalla Regione, nonch delle caratteristiche proprie e peculiari del territorio bellunese; - nel quadro complessivo, deve essere adeguatamente valorizzata la istanza di spostamento di provincia del Comune di Scorz che non intende aderire alla provincia di Venezia. Ladesione alla Provincia di Treviso richiesta da Scorz comporta, per la provincia stessa, il raggiungimento dei requisiti minimi previsti dal decreto-legge n. 95/2012 e dalla deliberazione del Consiglio dei Ministri. In ragione di ci viene ritenuta salva anche la Provincia di Treviso; - anche la Provincia di Rovigo non potr subire alcun accorpamento in ragione delle peculiarit proprie della realt territoriale e sociale del Polesine. Importante segnale da tenere in debita considerazione la volont espressa dalle amministrazioni comunali in grande maggioranza, che hanno formalizzato alla Regione la richiesta di salvaguardare la Provincia di Rovigo, evidenziandone la peculiarit sociale e territoriale; - del tutto evidente , infine, la peculiarit di una Provincia quale quella di Padova che, seppur non capoluogo di Regione, ha unimportanza e una identit del tutto distintiva per numerose ragioni tra le quali: lessere polo culturale e universitario di eccellenza; presenza di strutture sanitarie e ospedaliere (quali lazienda ospedaliera) di estrema importanza; nodo viario fondamentale; - rimangono poi di diritto le Province di Verona, Vicenza e Venezia (citt metropolitana). Il riordino cos ipotizzato va a ridefinire le circoscrizioni provinciali in ragione delle istanze provenienti dai comuni e delle iniziative dagli stessi avviate. In particolare, si tiene conto della richiesta di Scorz (che ha deliberato di non aderire alla citt metropolitana di Venezia e di voler aderire alla Provincia di Treviso), di San Pietro in Gu (che ha deliberato il passaggio da Padova a Vicenza), e di Vigonovo (che ha deliberato di non aderire alla citt metropolitana di Venezia e di voler aderire alla Provincia di Padova). Non viene, quindi, ridotto il numero delle province che continuano a rimanere in numero di 7 (rectius, sei province e una istituenda citt metropolitana), per un territorio regionale complessivo di 18.399 chilometri quadrati e con una popolazione complessiva di 4.866.324 abitanti; - appare del tutto evidente come il numero di province risulti adeguato ad un territorio cos ampio e ad una popolazione del pari tanto numerosa, la proposta viene, inoltre, avallata, in considerazione dei parametri oggettivi di virtuosit ed economicit delle sette province della Regione del Veneto in riferimento alla media nazionale; Ritenuto che: - i decreti-legge n. 201/2011 e n. 95/2012 discendono da una logica emergenziale legata al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica imposti, logica che vizia in modo irrimediabile un processo di ricostruzione territoriale, introducendo valutazioni che poco hanno a che fare con ragionamenti gestionali ed economico territoriali ed ancor meno con logiche di competitivit e di management territoriale/economico; - la Regione del Veneto intende recepire lo spirito della nuova disciplina statale finalizzata ad economie di spesa, ma soltanto attraverso un complessivo riordino del territorio veneto, coinvolgendo i diversi livelli di governance. Ha infatti da tempo dato avvio, anche per il tramite di provvedimenti normativi, ad un complessivo ed articolato riordino territoriale e non intende dar vita ad operazioni frammentarie; - in attesa di una evoluzione amministrativa che, partendo dal territorio e dalle forze economico-sociali presenti, proponga un assetto pi stabile e coerente, sia necessario in una prima fase procedere senza operare affrettate modificazioni istituzionali che rischierebbero di pregiudicare un equilibrato riassetto complessivo mantenendo le circoscrizioni provinciali come enti a rappresentativit di primo grado, con un consiglio eletto a suffragio diretto; - sia necessario avviare, in una seconda fase, la creazione di due aree metropolitane comprendenti da un lato le Province di Padova, Rovigo e Treviso, integrate con la citt metropolitana di Venezia, dallaltro le Province di Verona e Vicenza; Visti: - gli articoli 5, 114, 118, 119 e 133 della Costituzione; - il decreto legislativo 267 del 2000 Testo unico degli enti locali e in particolare larticolo 21 concernente la revisione delle circoscrizioni provinciali; - larticolo 23 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante Disposizioni urgenti per la crescita, lequit e il consolidamento dei conti pubblici convertito in legge, con modificazioni, dallarticolo 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214; - gli articoli 17 e 18 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135; - la deliberazione del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012 (con la quale, ai sensi dellarticolo 17 del citato decreto-legge n. 95/2012, stato previsto che il riordino delle province debba avvenire nel rispetto dei seguenti requisiti minimi: dimensione territoriale non inferiore a Kmq 2.500 e numero di abitanti non inferiore a 350.000); - gli articoli 1, 11, 12, 13, 18 e 19 della legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1 Statuto del Veneto; - il verbale della seduta del 1 ottobre 2012 della Conferenza permanente Regione-autonomie locali; con votazione palese,

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- di approvare, ai fini della successiva trasmissione al Governo, ai sensi dellarticolo 17, comma 3, del decreto-legge n. 95/2012, la seguente proposta di ridelimitazione delle circoscrizioni territoriali delle province ubicate nel territorio della Regione del Veneto: PROVINCIA Note Diviene, in ragione di Il territorio escluder i comuni che, sulla base di quanto disposto dallart. 18, comma 2, ed quanto disposto dal- ai sensi dellart. 133, c. 1, Cost., avranno deliberato ladesione alla citt metropolitana o in VENEZIA lart. 18 D.L. 95/2012, alternativa a una provincia limitrofa. Citt Metropolitana (esclusione dei comuni di Scorz e Vigonovo) VERONA Confermata ex lege VICENZA Confermata ex lege Inclusione del Comune di San Pietro in Gu. BELLUNO Confermata in ragione della specificit riconosciuta dallo Statuto TREVISO Confermata in ragione della adesione del Comune di Scorz ROVIGO Confermata in ragione della specificit riconosciuta dallo Statuto Viene confermata per le caratteristiche peculiari della realt territoriale. Esclusione di San Pietro in Gu e incluPADOVA sione di Vigonovo. - di invitare il Governo, anche in ragione dei limitati tempi assegnati dallarticolo 17 del decreto-legge n. 95/2012 convertito dalla legge n. 135/2012, ad individuare per le Regioni un ulteriore termine di almeno sei mesi finalizzato alladozione di una proposta di riforma organica del sistema Province, che tenga conto sia della riallocazione delle funzioni, come previsto dal decreto-legge n. 201/2011 convertito dalla legge n. 214/2011, sia del piano di riordino territoriale, gi avviato dalla Regione del Veneto a seguito dellapprovazione della legge regionale 27 aprile 2012, n. 18 Disciplina dellesercizio associato di funzioni e servizi comunali, nonch di un confronto sistematico con le realt territoriali e istituzionali della Regione del Veneto; - di invitare, altres, il Governo, nel ridisegno istituzionale degli enti territoriali, a prevedere la rappresentativit di primo grado nei medesimi enti attraverso un sistema elettorale basato sul suffragio universale e nel rispetto delle garanzie procedurali gi individuate dagli articoli 132 e 133 della Costituzione; - di invitare il Governo a procedere con un disegno costituzionale alla soppressione delle Regioni a Statuto speciale che non hanno pi le caratteristiche per giustificare norme speciali ed enormi stanziamenti che continuano a determinare sprechi di risorse pubbliche.

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CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO


IX LEGISLATURA
ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE CONSILIARE N. 133 DEL 19 OTTOBRE 2012 RELATIVA A: RIORDINO DELLE PROVINCE DELLA REGIONE DEL VENETO (ARTICOLO 17, COMMA 3, DECRETO-LEGGE 6 LUGLIO 2012, N. 95 DISPOSIZIONI URGENTI PER LA REVISIONE DELLA SPESA PUBBLICA CON INVARIANZA DEI SERVIZI AI CITTADINI NONCH MISURE DI RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE DELLE IMPRESE DEL SETTORE BANCARIO, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLARTICOLO 1 DELLA LEGGE 7 AGOSTO 2012, N. 135).

Allegato A - Ipotesi di riordino delle province della Regione del Veneto approvata dalla Conferenza permanente Regione-autonomie locali

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2043 del 11 ottobre 2012 Veneto Sviluppo S.p.A. - Concorso alle spese sostenute per le attivit svolte su incarico della Regione del Veneto (L.R. n. 19/04). Esercizio 2011. [Enti regionali o a partecipazione regionale] Note per la trasparenza: Con il presente provvedimento la Regione Veneto concorre alle spese sostenute da Veneto Sviluppo s.p.a. per le attivit svolte su incarico dellEnte (L.R. n. 19/04) relativamente allesercizio 2011. LAssessore Roberto Ciambetti riferisce quanto segue. In attuazione della legge regionale 3 maggio 1975, n. 47, stata costituita la societ finanziaria regionale Veneto Sviluppo S.p.A.. La Regione del Veneto, come indicato dallarticolo 8 della legge citata, partecipa alla societ, quale socio di maggioranza assoluta, con una quota pari al 51% del capitale sociale. Veneto Sviluppo S.p.A. svolge sia attivit derivanti da autonome decisioni gestionali, sia derivanti da incarichi ricevuti dalla Regione. Pi precisamente questi ultimi riguardano: 1. gestione di fondi di rotazione; 2. gestione di fondi di garanzia; 3. gestione di fondi per contributi a fondo perduto; Va sottolineato che lattivit di gestione finanziaria dei fondi affidata a Veneto Sviluppo include a sua volta quattro diverse tipologie di incarichi: a) di tesoreria; b) di istruttoria; c) di rendicontazione; d) di monitoraggio. La legge regionale 13 agosto 2004, n. 19 (Interventi di ingegneria finanziaria per il sostegno e lo sviluppo delle piccole e medie imprese), prevede nel primo comma dellarticolo 6, che alla finanziaria regionale Veneto Sviluppo S.p.A. riconosciuto, a copertura degli oneri per la gestione dei fondi regionali di rotazione ad essa assegnati tramite apposite convenzioni, un diritto di commissione, determinato annualmente con provvedimento della Giunta regionale, a carico delle disponibilit dei fondi stessi e riferito al capitale residuo dei finanziamenti in ammortamento al 31 dicembre dellesercizio precedente, che la societ trattiene a valere sulle disponibilit degli stessi fondi di rotazione amministrati. In applicazione del gi citato art. 6 della Legge regionale 13 agosto 2004, n. 19, con la deliberazione n. 998 del 18/3/2005 la Giunta Regionale ha approvato i criteri, le modalit ed il relativo procedimento amministrativo per la determinazione del suddetto ristoro costi. Sempre nel provvedimento n. 998/2005 stato previsto che il compenso sia determinato annualmente dalla Giunta Regionale sulla base di una certificazione prodotta dalla Societ, approvata dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale, nella quale siano indicati i costi imputabili a tutta lattivit svolta nellanno precedente per conto della Regione e la ripartizione degli stessi per singola attivit, indicando, in termini percentuali, le relative commissioni da applicare. Appare opportuno evidenziare che, in data 20 gennaio 2009, la Giunta regionale ha adottato la DGR n. 16, con la quale stata introdotta, tra laltro, una revisione al metodo di determinazione del ristoro costi per le attivit svolte su incarico regionale previsto dalla DGR 998/05. Tale innovazione era stata peraltro richiesta dalla Giunta Regionale, che con la DGR n. 947/2007, aveva incaricato le Segreterie e le Strutture regionali competenti di predisporre, congiuntamente ed in collaborazione con la Finanziaria regionale, il testo di una convenzione quadro e di elaborare un nuovo metodo di determinazione degli specifici oneri tecnici di gestione dei fondi regionali sostenuti dalla societ, che tenga conto anche delle novit che devono essere introdotte secondo i principi contabili internazionali (IAS/IFRS) citati. Con la suddetta DGR n. 16/2009 la Giunta Regionale ha pertanto dichiarato decadute le disposizioni contenute nel provvedimento n. 998/2005. In data 11 aprile 2012 pervenuta dalla Societ Veneto Sviluppo s.p.a. la nota prot. 2754 del 30 marzo 2012 contenente la certificazione dei costi sostenuti per le attivit svolte su incarico regionale a valere per lesercizio 2011, sulla base delle disposizioni di cui alla DGR n. 16 del 20/01/2009, che viene allegata al presente provvedimento (Allegato A). La stessa ha trasmesso anche lattestazione di congruit rilasciata dal Dr. Enrico Zanetti Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Venezia (Allegato B). Secondo la documentazione prodotta, i costi sostenuti dalla Societ per lattivit svolta su incarico regionale nel corso del 2011 ammontano ad Euro 3.081.603,00 (oltre IVA ai sensi di legge ove prevista), di cui Euro 2.618.125,00 per la gestione dei fondi di rotazione, Euro 463.478,00 per la gestione dei fondi per contributi. La copertura dei suddetti costi avviene sulla base di commissioni che oscillano tra: - lo 0,25 % e lo 0,49 % dei finanziamenti residui in essere, per i fondi di rotazione (con media pari a 0,39% dei finanziamenti residui in essere e dello 0,45% della consistenza complessiva dei fondi amministrati); - lo 0,21 % e lo 0,82 % della consistenza del fondo, per i fondi per contributi (con media 0,45%).

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Tuttavia, giova osservare che, per lesercizio 2011, a fronte di un ristoro costi pari a 3.081.603,00 (oltre IVA ai sensi di legge ove prevista) richiesto dalla Societ, con la presente deliberazione, si propone di autorizzare il prelievo/erogazione di un importo complessivo pari a 2.793.961,50, che corrisponde allapplicazione delle seguenti commissioni percentuali medie: - lo 0,37% dei finanziamenti residui in essere per i fondi di rotazione (lo 0,43% della consistenza complessiva dei fondi amministrati); - lo 0,26% della consistenza delle dotazioni, per i fondi per contributi. Il minor importo autorizzato la risultante delle limitazioni accertate sulla base dei pareri delle Strutture regionali competenti, in applicazione della normativa comunitaria e regionale, nonch delle specifiche condizioni poste nelle convenzioni che regolano i suddetti fondi. Tuttavia, per ogni ulteriore utile informazione sullattivit svolta nellanno 2011, si rinvia a quanto dettagliatamente descritto nella relazione periodica che la Societ ha trasmesso alla Struttura regionale competente e che si allega al presente provvedimento (Allegato C). Ci considerato, secondo quanto disposto dalla citata DGR n. 16/2009, la Struttura competente listruttoria ha provveduto ad inviare alle Strutture competenti per materia una nota con allegata la certificazione dei costi sostenuti presentata dalla Veneto Sviluppo s.p.a., affinch le stesse formulassero un parere ed eventuali osservazioni in merito. Le Segreterie Regionali e le Direzioni Regionali competenti hanno formulato i previsti pareri in relazione alle attivit svolte da Veneto Sviluppo S.p.A. nel periodo considerato. Ora, in relazione al procedimento di determinazione del concorso alle spese di gestione per le attivit svolte su incarico regionale, giova ricordare che limporto dei costi sostenuti certificato dalla societ costituisce il limite massimo, ben potendo, nel concreto, essere stabilito un importo pi basso se ritenuto pi congruo, sulla base di autonome valutazioni della Giunta Regionale, supportate dal parere espresso dalle Strutture regionali competenti per materia, pertanto, nellAllegato D, colonna indicazioni vengono riportate le motivazioni tratte dai summenzionati pareri delle Strutture regionali che hanno reso necessarie eventuali revisioni degli importi comunicati dalla Finanziaria regionale. Per quanto sopra esposto e considerato che le commissioni che la Societ propone di applicare risultano essere nel loro insieme convenienti rispetto alle tariffe applicate per servizi analoghi da altri soggetti gestori, come attestato dal Dr. Enrico Zanetti, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Venezia, per la cui relazione si rinvia al gi menzionato Allegato B, si propone: - di autorizzare la Veneto Sviluppo S.p.A. ad applicare, nei limiti indicati nella allegata tabella (Allegato D) le percentuali di ristoro costi ivi indicate, per quanto riguarda i fondi di rotazione, alla disponibilit dei fondi stessi e con riferimento al capitale residuo dei finanziamenti in ammortamento al 31 dicembre 2011, e, per quanto riguarda i fondi per contributi a fondo perduto, con riferimento alla consistenza di ciascun fondo al 31 dicembre 2011; - di autorizzare la Veneto Sviluppo S.p.A. a prelevare, nei limiti indicati nella allegata tabella (Allegato D), dalla disponibilit dei fondi, gli importi risultanti dallapplicazione delle percentuali di ristoro costi determinate con il presente provvedimento ed indicati nella appena citata tabella, ferme restando le disposizioni previste in altri provvedimenti della Giunta Regionale in relazione alleffettuazione del prelievo o del pagamento. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellarticolo 53, quarto comma, dello Statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione statale e regionale; Visto il Regolamento CE n. 448/2004; Visto il D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 123; Viste le Leggi Regionali 3 maggio 1975, n. 47 e successive modificazioni, L.R. 13 aprile 2001, n. 11 e L.R. 13 agosto 2004, n. 19; Vista la DGR n. 16 del 20 gennaio 2009; Vista la certificazione dei costi sostenuti per lattivit svolta su incarico della Regione del Veneto trasmessa dalla Veneto Sviluppo S.p.A. (Allegato A); Vista lattestazione trasmessa dal Dr. Enrico Zanetti, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Venezia (Allegato B); Vista la relazione sullattivit della Veneto Sviluppo S.p.A. relativa allanno 2011 (Allegato C); Vista la tabella riepilogativa (Allegato D) riguardante il ristoro dei costi per le attivit svolte su incarico regionale per le quali si autorizza la Societ ad applicare le percentuali di ristoro dei costi o il prelievo dai fondi; delibera 1. di riconoscere alla Veneto Sviluppo S.p.A. un concorso alle spese sostenute per le attivit svolte su incarico della Regione del Veneto ai sensi della L.R. n. 19/04 per lesercizio 2011, sulla base della certificazione dei costi sostenuti trasmessa dalla Societ (Allegato A), per la quale stata redatta lattestazione di congruit (Allegato B) con riferimento alla relazione sulle attivit svolte dalla Finanziaria Regionale nel corso del 2011 (Allegato C), secondo quanto riportato nei successivi punti 2 e 3; 2. di autorizzare la Veneto Sviluppo S.p.A. ad applicare, nei limiti indicati nella allegata tabella (Allegato D) le percentuali di ristoro costi ivi indicate, per quanto riguarda i fondi di rotazione, alla disponibilit dei fondi stessi e con riferimento al capitale residuo dei finanziamenti in ammortamento al 31 dicembre 2011, e, per quanto riguarda i fondi per contributi a fondo perduto, con riferimento alla consistenza di ciascun fondo al 31 dicembre 2011;

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3. di autorizzare la Veneto Sviluppo S.p.A. a prelevare, nei limiti indicati nella allegata tabella (Allegato D), dalla disponibilit dei fondi, gli importi risultanti dallapplicazione delle percentuali di ristoro costi determinate con il presente provvedimento ed indicati nella appena citata tabella, ferme restando le disposizioni previste in altri provvedimenti della Giunta Regionale in relazione alleffettuazione del prelievo o del pagamento; 4. di trasmettere la presente deliberazione alla Veneto Sviluppo s.p.a. e alle Strutture regionali competenti per materia ad esercitare lattivit di verifica e controllo; 5. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 6. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2062 del 11 ottobre 2012 L. 267/1998 Interventi di mitigazione del rischio idrogeologico dei fenomeni generalizzati del monte Zucco a protezione dellabitato di Perarolo di Cadore (BL). Aggiornamento del quadro di finanziamento. [Difesa del suolo] Note per la trasparenza: Il provvedimento finalizzato allavvio delle procedure di redazione del progetto preliminare e definitivo per la realizzazione degli interventi di mitigazione a protezione dellabitato di Perarolo di Cadore (BL) in relazione alla possibile evoluzione dei fenomeni franosi generalizzati del monte Zucco. LAssessore Maurizio Conte riferisce quanto segue. Il paese di Perarolo di Cadore (BL), situato in unarea soggetta sia a rischio idraulico che idrogeologico; la situazione di particolare vulnerabilit dellabitato stata evidenziata nellambito degli adempimenti connessi alla L. 267/98 e confermata nellanalisi di pericolosit del Progetto di Piano di Assetto Idrogeologico del fiume Piave in corso di approvazione. In tale area, posta alle pendici del Monte Zucco in corrispondenza della localit denominata S. Andrea o Busa del Cristo, inoltre attivo un importante fenomeno franoso la cui evoluzione potrebbe portare a pericolose ostruzioni temporanee del torrente Boite, come gi avvenuto, seppure con volumi di frana contenuti, nellautunno dellanno 2000. Con deliberazione n. 2195 in data 14/07/2000 la Giunta Regionale ha approvato le procedure di attuazione del programma degli interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico di cui allart. 1, comma 2, della legge 267/98. Successivamente, con deliberazione della Giunta Regionale n. 1022 del 18/03/2005 stato aggiornato e modificato il suddetto programma di finanziamento, dando attuazione allart. 85 della L.R. 11/2001 che ha posto in capo alle Province competenze in materia di difesa geologica, mantenendo in capo alla Regione la gestione delle azioni contenute nel programma, soprattutto quelle concernenti studi, rilievi e monitoraggi, per le problematiche riguardanti i grandi dissesti. Nel suddetto programma di finanziamento, tra i vari interventi individuati per il comune di Perarolo di Cadore, erano state programmate le seguenti attivit: - Monitoraggio frana del monte Zucco ed interventi complementari per un importo stanziato di 206.582,76; - Studio sui fenomeni generalizzati del monte Zucco ed analisi di fattibilit by-pass, indagini sulla conformazione idrogeologica della parte bassa della valle. Valutazione dellefficacia delle opere esistenti. Per tale attivit stato stanziato un importo di 180.759,91. Attivit di monitoraggio Con i Decreti del Dirigente della Direzione Difesa del Suolo n. 112/2009 e n. 373/2012, stata avviata la procedura per la fornitura, installazione e manutenzione di un impianto di monitoraggio mediante stazione totale robotizzata per un importo complessivo previsto di 98.000,00. Linstallazione della stazione totale ora in fase di affidamento, stata sospesa per un certo periodo nellattesa di valutazioni nei riguardi degli effetti di un importante intervento di consolidamento, finanziato con lordinanza di Protezione Civile n. 3090/2000, nel corso del quale erano state messe in atto varie attivit di monitoraggio tra le quali anche il posizionamento di una rete di stazioni GPS fisse. Nel novembre 2011, stata condotta una sperimentazione per il monitoraggio degli spostamenti superficiali della frana condotta tramite interferometria SAR Terrestre affidata con Decreto del Dirigente della Direzione Difesa del Suolo n. 501/2011 per un importo complessivo di 4.537,50. Successivamente, nel dicembre 2011, stata attivata con procedura di somma urgenza da parte dellU.P. Genio civile di Belluno, linstallazione di un monitoraggio estensimetrico-clinometrico in continuo, ad integrazione della rete GPS esistente, ed in grado di fornire informazioni in tempo reale. Limporto complessivo di 46.900,00 relativo a tale installazione stato impegnato con Decreto del Dirigente della Direzione Difesa del Suolo n. 421/2011. Attivit di studio Con DGR n. 3172 del 26/11/2001 stata affidata allUniversit degli Studi di Padova - Dipartimento di Geologia, Paleontologia e Geofisica, per un importo di 47.968,52, lattivit dal titolo Studio sui fenomeni franosi generalizzati del Monte Zucco e di aree a esso prossime nei comuni di Perarolo di Cadore e Valle di Cadore. Lattivit, conclusa nel febbraio 2003, ha portato, attraverso lesecuzione di rilievi geologici, geolitologici, geomorfologici e geomeccanici, ad unanalisi complessiva dei fenomeni franosi che interessano larea. Allinterno della convenzione stato inoltre condotto un primo approfondimento sulla frana di S. Andrea attraverso misure di controllo topografico e analisi di stabilit. Successivamente, su richiesta del comune originariamente individuato come soggetto attuatore (intervento codice identificativo 122/99-1), con DGR n. 3852 del 15.12.2009 stata affidata allUniversit degli Studi di Padova - Dipartimento di Geoscienze, per limporto di 41.316,55, lattivit di studio dal titolo Studio di valutazione del rischio e censimento fabbricati. Tale attivit si inserita a seguito dellimportante intervento per la messa in sicurezza dellarea della frana individuato nel programma di intervento predisposto ai sensi dellordinanza di Protezione Civile n. 3090/2000 che peraltro non ha portato alla stabilizzazione del fenomeno. Lattivit di studio, conclusasi a luglio 2011, aveva tra gli obiettivi laggiornamento della conoscenza delle condizioni di rischio che caratterizzano il centro storico di Perarolo di Cadore in funzione dei possibili scenari evolutivi della frana di S. Andrea e lindicazione di possibili azioni di intervento di protezione dellabitato. Le conclusioni dellattivit di studio escludono la possibilit di realizzare interventi di riduzione del rischio risolutivi a partire dal fenomeno franoso, anche in considerazione dellassenza di reazioni positive agli interventi gi realizzati, e indirizzano la futura strategia dintervento verso opere di difesa (arginature e opere idrauliche) poste direttamente a protezione dellabitato, accompagnate da sistemi di monitoraggio a supporto di azioni di protezione civile.

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A seguito delle risultanze di questultima attivit di studio si sono resi necessari ulteriori approfondimenti comprendenti, valutazioni sulla frana, modellazioni sul nodo idraulico tra torrente Boite e fiume Piave con verifica della funzionalit delle opere esistenti, approfondimenti sugli scenari di rischio idraulico e geologico e analisi sulle possibili opzioni di intervento. Questa nuova fase di studio stata affidata con Decreto del Dirigente della Direzione Difesa del Suolo n. 422/2011, alla societ S.G.I. Studio Galli Ingegneria S.p.a. di Sarmeola di Rubano (PD) mediante la convenzione dal titolo Studio di prefattibilit relativo ai possibili interventi di mitigazione per gli scenari di rischio geologico, idraulico e di consolidamento dellabitato di Perarolo di Cadore (BL), per un importo complessivo di 47.819,20. Lattivit si conclusa, come da Decreto del Dirigente della Direzione Difesa del Suolo n. 361/2012. Va evidenziato che gli scenari di evento definiti dallo studio di prefattibilit, confermando sostanzialmente quanto indicato a tal proposito dallo studio dellUniversit di Padova del 2011, individuano la possibilit, con probabilit di accadimento non valutabile, di un collasso di volumetrie significative dal corpo di frana in grado di provocare lostruzione da parziale fino a completa del torrente Boite con conseguente alluvionamento dellabitato. Al fine di contrastare tali possibili evoluzioni sono state proposte alcune alternative di intervento, che peraltro non possono comunque essere in grado di mitigare completamente la pericolosit geologico-idraulica del complesso fenomeno franoso rendendo necessaria, nel contempo, lattivazione di azioni di controllo del fenomeno medesimo e delle connesse procedure di protezione civile. Sulla base delle suddette considerazioni risulta ora necessario avviare la fase di progettazione preliminare e definitiva delle opere individuate per la mitigazione delle condizioni di pericolosit idraulica e geologica che interessano larea nella quale si trova labitato di Perarolo di Cadore. In sintesi, a seguito delle suddette attivit, delle originarie somme previste dal programma di finanziamento approvato con DGR 1022/2005 rimangono ora ancora da impegnare sulle voci di finanziamento le somme individuate nellapposito spazio della tabella successiva. Al fine di attivare la fase di progettazione degli interventi di mitigazione a protezione dellabitato di Perarolo in relazione alla possibile evoluzione dei fenomeni generalizzati del monte Zucco si propone il seguente aggiornamento delloriginario programma di finanziamento: Cod. rendis Importo Importo Nuovo Imresiduo del finanziamento porto finanprecedente esistente ziamento finanziamento 206.582,76 57.145,26 167.067,17 Nuovo Importo da impegnare Soggetto attuatore

Titolo intervento

122/99- Monitoraggio frana del monte Zucco ed inter4 venti complementari Studio sui fenomeni generalizzati del monte Zucco 123/99- ed analisi di fattibilit by-pass, indagini sulla con2 formazione idrogeologica della parte bassa della valle. Valutazione dellefficacia delle opere esistenti

Dir. Difesa del Suolo e 17.629,67 Genio civile di Belluno 0,00 17.629,67 Dir. Difesa del Suolo

180.759,91

84.972,19 142.117,45

95.787,72

Totali da impegnare Proposta titolo intervento e nuovi codici rendis Progettazione preliminare e definitiva degli interventi di mitigazione a protezione dellabitato di 122/99Perarolo di Cadore (BL) in relazione alla possibile 7 evoluzione dei fenomeni generalizzati del monte Zucco (Frana di S. Andrea o Busa del Cristo). Progettazione preliminare e definitiva degli interventi di mitigazione a protezione dellabitato di 123/99Perarolo di Cadore (BL) in relazione alla possibile 5 evoluzione dei fenomeni generalizzati del monte Zucco (Frana di S. Andrea o Busa del Cristo). Totale residuo da impegnare nuovi codici rendis Totali da impegnare

Nuovo Importo finanziamento 39.515,59

Nuovo Importo da impegnare

Soggetto attuatore

Dir. Difesa del Suolo e 39.515,59 Genio civile di Belluno Dir. Difesa del Suolo e 84.972,19 Genio civile di Belluno 124.487,78 142.117,45

84.972,19

Si ritiene di avviare, partendo dai risultati del citato studio di prefattibilit, le procedure per la redazione della progettazione preliminare e definitiva degli interventi di mitigazione a protezione dellabitato di Perarolo di Cadore (BL), demandando alla Direzione Difesa del Suolo, in conformit alla DGR 1022/2005 e secondo le procedure di affidamento di cui alle DDGR 354 e 753 del 2012, tutte le conseguenti attivit per la predisposizione degli elaborati medesimi, mediante affidamento dellincarico a professionisti esterni allAmministrazione, esperti e qualificati, in possesso di adeguata esperienza professionale nel settore, da selezionare secondo la vigente normativa in materia, nonch di provvedere ai necessari impegni di spesa sul bilancio regionale a valere sui fondi stanziati dalla L. 267/1998.

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Sulla base delle risultanze della suddetta progettazione verranno definite, con successivo provvedimento, le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione delle opere che andranno a valere anche sulle risorse disponibili in appositi capitoli individuati dalla L.R. 27/02/2008 n. 1 art. 39, c.2, per la gestione dei canoni introitati del demanio idrico. Si d inoltre atto che la spesa non rientra nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della L.R. 1/2011. Il restante importo di 17.629,67 da impegnare nelle attivit di monitoraggio verr destinato alle ulteriori azioni che risulteranno utili a migliorare il funzionamento della su menzionata stazione totale e dei sistemi di monitoraggio esistenti. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellart. 53, quarto comma dello Statuto, il quale d atto che la struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale. Viste la L. 267/1998 e la L. 365/2000; Visto il D.Lgs. 152/2006; Viste le proprie deliberazioni n. 2195/2000, n. 1022/2005, n. 354/2012 e n. 753/2012; Visti i Decreti del Dirigente della Direzione Difesa del Suolo n. 422/2011, n. 361/2012 e n. 373/2012. delibera 1. di aggiornare, per le motivazioni di cui in premessa, la ripartizione dei finanziamenti riguardanti la mitigazione dei fenomeni franosi generalizzati del monte Zucco a protezione dellabitato di Perarolo di Cadore (BL), previsti dal programma di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico approvato con DGR n. 1022 del 18/03/2005, come di seguito riportato: Cod. rendis Importo Importo Nuovo Imresiduo del finanziamento porto finanprecedente esistente ziamento finanziamento 206.582,76 57.145,26 167.067,17 Nuovo Importo da impegnare Soggetto attuatore

Titolo intervento

122/99- Monitoraggio frana del monte Zucco ed inter4 venti complementari Studio sui fenomeni generalizzati del monte Zucco ed analisi di fattibilit by-pass, indagini 123/99sulla conformazione idrogeologica della parte 2 bassa della valle. Valutazione dellefficacia delle opere esistenti

Dir. Difesa del Suolo e 17.629,67 Genio civile di Belluno 0,00 Dir. Difesa del Suolo

180.759,91

84.972,19

95.787,72

Totali da impegnare Proposta titolo intervento e nuovi codici rendis Progettazione preliminare e definitiva degli interventi di mitigazione a protezione dellabi122/99- tato di Perarolo di Cadore (BL) in relazione alla 7 possibile evoluzione dei fenomeni generalizzati del monte Zucco (Frana di S. Andrea o Busa del Cristo). Progettazione preliminare e definitiva degli interventi di mitigazione a protezione dellabi123/99- tato di Perarolo di Cadore (BL) in relazione alla 5 possibile evoluzione dei fenomeni generalizzati del monte Zucco (Frana di S. Andrea o Busa del Cristo). Totale residuo da impegnare nuovi codici rendis Totali da impegnare

142.117,45 Nuovo Importo finanziamento

17.629,67 Nuovo Importo da impegnare Soggetto attuatore

39.515,59

Dir. Difesa del Suolo e 39.515,59 Genio civile di Belluno Dir. Difesa del Suolo e 84.972,19 Genio civile di Belluno 124.487,78 142.117,45

84.972,19

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2. di avviare, pertanto, le procedure per la redazione della progettazione preliminare e definitiva degli interventi di mitigazione a protezione dellabitato di Perarolo di Cadore; 3. di demandare alla Direzione Difesa del Suolo, in conformit alla DGR 1022/2005 e secondo le procedure di affidamento di cui alle DDGR 354 e 753 del 2012, tutte le conseguenti attivit per laffidamento dellincarico per la redazione della progettazione preliminare e definitiva a professionisti esterni allAmministrazione, esperti e qualificati, in possesso di adeguata esperienza professionale nel settore, da selezionare secondo la vigente normativa in materia, nonch di provvedere ai necessari impegni di spesa sul bilancio regionale a valere sui fondi stanziati dalla L. 267/1998; 4. di definire, con successivo provvedimento, le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione delle opere sulla base delle risultanze della suddetta progettazione che andranno a valere anche sulle risorse disponibili in appositi capitoli individuati dalla L.R. 27/02/2008 n. 1 art. 39, c.2, per la gestione dei canoni introitati del demanio idrico; 5. di dare atto che la spesa non rientra nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della L.R. 1/2011; 6. di trasmettere il presente provvedimento al Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare; 7. di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2084 del 17 ottobre 2012 Presa datto bilancio consuntivo 2011, bilancio preventivo 2012 e assegnazione quota di partecipazione a favore della Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto. Esercizio finanziario 2012. Legge regionale 16.02.2010, n. 11, art. 42 Partecipazione della Regione alla costituenda Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto. [Associazioni, fondazioni e istituzioni varie] Note per la trasparenza: La Regione del Veneto socio fondatore della Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto unitamente al Comune e alla Provincia di Padova. Con la presente deliberazione si prende atto del bilancio consuntivo 2011 e del bilancio preventivo 2012 trasmessi alla Giunta regionale e si assegna la quota di partecipazione regionale relativa allesercizio finanziario 2012. Il Vice Presidente On. Marino Zorzato riferisce quanto segue. Larticolo 42 della Legge regionale 16.02.2010, n. 11 ha autorizzato la Giunta Regionale a partecipare in qualit di socio fondatore alla costituenda Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto con sede a Padova. La legge ha previsto, quale condizione alla partecipazione regionale, che alla Fondazione partecipino quali soci fondatori almeno il Comune di Padova e la Provincia di Padova. LOrchestra di Padova e del Veneto si costituita nellottobre 1966 e nel corso di quarantanni di attivit si affermata come una delle principali orchestre da camera italiane nelle pi prestigiose sedi concertistiche in Italia e allestero. LOrchestra ha dato, attraverso la propria produzione concertistica, un grande impulso alla vita musicale di Padova e del Veneto e, per questo impegno, stata riconosciuta dallo Stato come lunica Istituzione Concertistico-Orchestrale (I.C.O.) operante nel Veneto. La trasformazione dellEnte Orchestra di Padova e del Veneto in Fondazione ha risposto allesigenza di favorire la stabilit e lo sviluppo dellOrchestra con lingresso di soci autorevoli e prestigiosi mediante la creazione di un soggetto giuridico pi idoneo alla gestione di un organismo di tale rilevanza. In data 10 ottobre 2011 stato firmato latto costitutivo della Fondazione alla presenza dei rappresentanti legali degli Enti fondatori: Comune di Padova, Provincia di Padova e Regione del Veneto. La Fondazione ha provveduto ad inviare il bilancio consuntivo 2011, il bilancio preventivo 2012 e la relazione del Collegio dei Revisori dei conti agli atti della competente Direzione regionale. Il relatore propone di prendere atto del bilancio consuntivo per il periodo dal 01.01.2011 al 31.12.2011 che evidenzia un passivo di 373.777,00 gran parte del quale da imputare allaccordo di riconciliazione nella causa con il M Mario Brunello e in altra parte alla riduzione dei contributi da parte di tradizionali sostenitori. Il Vice presidente della Fondazione nella relazione presentata ai Consiglieri dichiara che necessario procedere in un programma di contrazione radicale dei costi di esercizio per riportare in equilibrio la gestione dellente. Nella medesima relazione viene inoltre dichiarato che sono in corso contatti con altre istituzioni orchestrali della regione per individuare sinergie e collaborazioni atte a razionalizzare lattivit dellorchestra. Il Collegio dei revisori dei conti nella sua relazione, prendendo atto del deficit, invita lorgano amministrativo della Fondazione a continuare nellattivit di riduzione e razionalizzazione dei costi strutturali ed operativi della Fondazione. La proposta di bilancio preventivo 2012 della Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto presenta un avanzo di gestione di 488,48. Relativamente allattivit artistica dellOrchestra la programmazione per lanno 2011, che ha visto il consolidamento dellorganico medio dellorchestra, ha confermato alcune linee di tendenza che si sono sviluppate negli anni pi recenti con successo. La prima e la pi importante lapprodo della programmazione ai repertori sinfonici della grande letteratura romantica e moderna. LOrchestra ha saputo proiettare la sua azione culturale fuori dai confini cittadini, sia a livello regionale che nazionale, i concerti realizzati sono stati 137. Notevole sviluppo hanno inoltre riscontrato le particolari iniziative promozionali attivate nel corso dellanno a favore del mondo giovanile. Lattivit 2012 della Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto corona il lungo lavoro di conquista di un repertorio sinfonico che ha caratterizzato gli ultimi cartelloni iniziati sotto il segno di Brahms, proseguiti lanno scorso con il ciclo dedicato a Dvorak e questanno con il nuovo ciclo dedicato a Prokofiev. La costante che anima la programmazione sempre il desiderio di ampliare la conoscenza del nostro ricchissimo patrimonio musicale, dal Barocco ad oggi, ma anche quella della riproposta e del confronto con il grande repertorio. Altre aree tematiche che hanno sempre avuto un particolare rilievo nelle Stagioni dellOrchestra sono quelle del classicismo viennese, questanno rappresentato tra gli altri da Mozart, Beethoven, Wranitzky e del barocco tedesco con Bach, Telemann e R. Strauss. Per quanto riguardo la scelta degli interpreti, a personalit largamente affermate a livello nazionale e internazionale si affiancano alcuni fra i migliori talenti delle nuove generazioni. Fra le iniziative speciali che completano lintensa attivit concertistica c il progetto I bus della musica, un servizio realizzato in collaborazione con molte biblioteche civiche delle province di Padova e Rovigo che consente al pubblico di assistere ai concerti a Padova grazie ad un servizio di bus organizzato. Il progetto ha portato allAuditorium Pollini nella scorsa Stagione pi di duemila persone. Altri progetti dedicati ai giovani e agli studenti si sviluppano attraverso un duplice percorso, il ciclo Musicologo in classe che comprende lezioni/conversazioni presso le scuole superiori propedeutico allascolto dei concerti e Lessico classico che propone esecuzione e guida allascolto nelle sedi concertistiche. Proseguono inoltre le tradizionali prove generali aperte al pubblico che ogni anno portano migliaia di giovani delle scuole medie e superiori. La legge regionale di bilancio 6.04.2012, n. 14, ha quantificato in 250.000,00 la quota di partecipazione della Regione alla Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 La Giunta regionale

Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellarticolo 53, 4 comma, dello Statuto, il quale d atto che la struttura competente ha attestato lavvenuta e regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale; Vista la legge regionale 16.02.2010, n. 11, e in particolare lart. 42; Vista la legge regionale 29.11.2001, n. 39; Vista la legge regionale 6.04.2012, n. 14; Visti i bilanci, consuntivo per lanno 2011 e preventivo per lanno 2012, presentati dalla Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto; delibera 1. di prendere atto del bilancio consuntivo per il periodo dal 01.01.2011 al 31.12.2011 e del bilancio preventivo per il periodo dal 01.01.2012 al 31.12.2012, approvati in data 10.07.2012 dal Consiglio generale della Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto agli atti della competente Direzione regionale; 2. di impegnare a favore della Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto la spesa di euro 250.000,00 sul capitolo n. 101481 ad oggetto Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto del bilancio annuale di previsione dellesercizio finanziario corrente che presenta sufficiente disponibilit; 3. di dare atto che la spesa di cui si dispone limpegno con il presente atto non rientra nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della L.R 1/2011; 4. dare atto che la liquidazione della somma di cui al precedente punto 2, a favore della Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto, verr effettuata dalla Direzione regionale Attivit culturali e Spettacolo compatibilmente con la disponibilit di cassa e secondo le disposizioni normative regionali in materia contabile; 5. di incaricare la Direzione Attivit Culturali e Spettacolo dellesecuzione del presente provvedimento; 6. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2085 del 17 ottobre 2012 Presa datto bilancio consuntivo anno 2011 e preventivo 2012. Impegno di spesa per la partecipazione regionale alla Fondazione Rovigo Cultura. Esercizio finanziario 2012. L.R. 30.01.2004, n. 1 art. 47. [Associazioni, fondazioni e istituzioni varie] Note per la trasparenza: La Regione del Veneto socio promotore, insieme al Comune di Rovigo, della Fondazione Rovigo Cultura che ha lo scopo di sviluppare e diffondere la cultura nel Comune e nella Provincia di Rovigo. Con il presente provvedimento si prende atto del bilancio consuntivo 2011 e preventivo 2012 e si impegna la spesa necessaria alla partecipazione regionale per lanno 2012. Il Vice Presidente On. Marino Zorzato riferisce quanto segue. La L.R. 30.01.2004, n. 1, allart. 47, autorizza la Giunta regionale a compiere tutti gli atti necessari per la costituzione, con il Comune di Rovigo e altri soggetti pubblici e privati, di una Fondazione di diritto privato, con lo scopo di sviluppare e diffondere la cultura nel Comune e nella Provincia di Rovigo. Dopo i necessari adempimenti curati dal Comune di Rovigo per la costituzione di una Fondazione di diritto privato, senza fini di lucro, finalizzata alla gestione del proprio patrimonio culturale, con atto del dr. Pietro Castellani, Notaio in Rovigo, rep. 64274 - rogito 7610, in data 1 giugno 2006 stata costituita la Fondazione Rovigo Cultura. La Fondazione ha provveduto ad inviare con nota prot. n. 26/2012 del 17 settembre 2012 il bilancio consuntivo 2011 e preventivo 2012 approvati dal Consiglio di Amministrazione rispettivamente in data 28 dicembre 2011 e in data 24 aprile 2012. Si propone, pertanto, di prendere atto dei bilanci agli atti della competente Direzione regionale considerato che il bilancio consuntivo per il periodo 1.01.2011 - 31.12.2011 evidenzia costi per complessivi 70.368,00 e ricavi per 72.032,00 con un risultato positivo di gestione di 1.663,00. Per quanto riguarda il 2012, il Bilancio risulta a pareggio per 51.200,00 e le uscite sono legate alle spese di realizzazione dei progetti aventi natura istituzionale finalizzati a consolidare la mission della Fondazione. Scopo primario della Fondazione la gestione del Teatro Sociale, del Museo dei Grandi fiumi e di sale espositive del Comune di Rovigo, nonch la diffusione della conoscenza e la fruizione delle attivit teatrali, della musica, della danza ed in genere di tutte le espressioni culturali nonch discipline artistiche, anche come mezzo di promozione culturale tra cittadini, oltre a diffondere nellopinione pubblica la conoscenza delle attivit museali in prospettiva di un costante aggiornamento del patrimonio culturale, mediante la ideazione di mostre, e seminari e incontri a carattere non solo locale bens nazionale ed internazionale. La Fondazione si propone inoltre di favorire la nascita e lo sviluppo di imprese culturali per la valorizzazione e gestione di strutture teatrali e per lesercizio delle attivit connesse. Ricorrono pertanto le condizioni per la Regione di disporre la partecipazione alla Fondazione Rovigo Cultura per lanno 2012, in qualit di socio, impegnando a tal fine la somma di 50.000,00 sul cap. 100429 Partecipazione regionale alla fondazione di diritto privato per favorire lo sviluppo e la diffusione della cultura nel comune e nella provincia di Rovigo del bilancio di previsione 2012. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellarticolo 53, 4 comma, dello Statuto, il quale d atto che la struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale; Visto lart. 47 della L.R. 30.01.2004, n. 1; Vista la proposta di bilancio consuntivo per il 2011 approvato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Rovigo Cultura in data 24 aprile 2012, depositato agli atti della competente Direzione regionale; Vista la proposta di bilancio preventivo per lanno 2012 approvato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Rovigo Cultura in data 28 dicembre 2011, depositato agli atti della competente Direzione regionale; delibera 1. di prendere atto del Bilancio Consuntivo per il periodo 1.01.2011 - 31.12.2011 corredato dalla Relazione del Collegio dei Revisori e del Bilancio preventivo per il periodo 1.01.2012-31.12.2012 come approvati dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Rovigo Cultura, agli atti della competente Direzione Regionale; 2. di disporre la partecipazione regionale alla Fondazione Rovigo Cultura per lanno 2012, in qualit di socio destinando a tal fine la quota di 50.000,00; 3. di impegnare, in favore della Fondazione Rovigo Cultura con sede in Rovigo - Piazza San Bartolomeo 18 (C.F. 93025980298), la somma di 50.000,00 mediante imputazione al cap. 100429 Partecipazione regionale alla fondazione di diritto privato per favorire lo sviluppo e la diffusione della cultura nel comune e nella provincia di Rovigo del Bilancio di previsione 2012, stanziato e disponibile a sufficienza; 4. di incaricare la Direzione Attivit Culturali e Spettacolo di dare esecuzione al presente provvedimento disponendo la liquidazione della quota 2012 compatibilmente con le disponibilit di cassa; 5. di dare atto che la spesa di cui si dispone limpegno con il presente atto non rientra nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della L.R. 1/2011; 6. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2086 del 17 ottobre 2012 Atti costitutivi di servit su n. 5 beni afferenti il demanio e/o il patrimonio indisponibile regionale, necessari per lerogazione e/o la fornitura di servizi pubblici indispensabili. Approvazione schema tipo di atto da utilizzarsi anche per future analoghe costituzioni di servit su beni afferenti il demanio e/o il patrimonio indisponibile regionale. [Demanio e patrimonio] Note per la trasparenza: Con ladozione del presente provvedimento si autorizza la costituzione di servit di elettrodotto e di metanodotto su vari terreni di propriet regionale. Le servit da stipularsi in favore di Enel, Enel ReteGas e Comune di Porto Tolle sono necessarie per lerogazione e/o la fornitura di servizi pubblici indispensabili ed a fronte del pagamento di un canone concessorio calcolato secondo la normativa vigente. Si approva, infine, lo schema tipo di atto da sottoscrivere, utilizzabile anche per future analoghe costituzioni di servit su beni afferenti il demanio e/o il patrimonio indisponibile regionale.

Il Vice Presidente On. Marino Zorzato riferisce quanto segue: La Regione del Veneto, per lespletamento delle proprie finalit istituzionali ha acquisito al proprio demanio e/o patrimonio indisponibile i seguenti terreni: Terreni catastalmente censiti Foglio 24 mapp.245 362 364 350 351 Mogliano Veneto TV 352 402 403. Legnago VR Foglio 8 mapp. 504. San Giorgio delle Pertiche PD Foglio 18 mapp. 502 503 504 506. Porto Tolle RO Sedico BL Foglio 54 mapp 550. Foglio 49 mapp 34. Comune Destinazione / Ente gestore Azienda agricola Diana gestita dallAzienda Veneto Agricoltura Demanio Stradale gestito dallAzienda Veneto Strade Demanio Stradale gestito dallAzienda Veneto Strade. Ex sedimi della rete scolante gestita dallAzienda Veneto Agricoltura Azienda agricola di Villiago gestita dallAzienda Veneto Agricoltura

Tali aree sopra dette sono oggetto di attraversamento di condotte ed infrastrutture lineari energetiche, e/o opere per consentire lerogazione e la fornitura di servizi pubblici indispensabili e, trattandosi di garantire la continuit nellerogazione di tali servizi, ci si verificato anche a prescindere da un previo provvedimento autorizzativo dellorgano esecutivo regionale. Le societ di distribuzione sottoelencate hanno, in ogni caso, chiesto alla Regione del Veneto proprietaria dei terreni utilizzati, la formalizzazione della costituzione delle servit passive per la realizzazione delle seguenti linee energetiche: - per larea di Mogliano Veneto, la societ Enel Distribuzione SpA, ha chiesto la costituzione di una servit inamovibile di elettrodotto per una linea in cavo sotterraneo a 20000/V denominata Matteotti che interessa porzione di 630 mq. dei terreni regionali per fornire energia al polo industriale di Marcon. Nella medesima nota lEnel propone la somma di 1.260,00 quale indennit per la costituenda servit da liquidare contestualmente alla stipula del contratto; - per larea di Legnago, la societ di gestione Veneto Strade ha comunicato alla Direzione Demanio, Patrimonio e Sedi la richiesta di Enel Distribuzione SpA, di costituzione di servit inamovibile di elettrodotto in conduttori aerei per cabina elettrica su palo denominata Cavalbianco su unarea regionale che interessa circa 180 + 14,44 mq. espropriati per la realizzazione di opere viarie intervento 240 SR.10 variante tratto Legnago - S.Vito. La societ Veneto Strade, a mezzo del proprio responsabile di procedimento, ha valutato congrua la somma di 300,00 quale indennit per la costituenda servit da liquidare contestualmente alla stipula del contratto; - per larea di San Giorgio delle Pertiche, la societ Enel ReteGas SpA, ha chiesto la costituzione di una servit per la realizzazione di un nuovo tratto di rete gas/metano di IV specie in polietilene che sar eseguita con scavo di circa 170 ml lineari, senza intaccare alcun manufatto esistente; - per larea di Porto Tolle, lAmministrazione Comunale ha chiesto la formalizzazione di una servit di acquedotto, per la sistemazione della rete fognaria e depurazione in localit Scardovari (I lotto). Si tratta di sedimi gi facenti parte della rete scolante dellex Ente Delta Padano, poi gestiti da Veneto Agricoltura. Listruttoria dovr definire gli attraversamenti e/o interferenze i cui atti di servit dovranno essere formalizzati con il Consorzio di Bonifica Delta Po Adige competente per territorio; - per larea di Sedico, la societ Enel Distribuzione SpA, ha chiesto la costituzione di servit per la posa di elettrodotto interrato di linea Bt in uscita da cabina Villiago per una lunghezza di circa 90 ml di sedime regionale. Tale istruttoria dovr essere formalizzata in accordo con lente gestore. Le note di richiesta e la documentazione istruttoria relativa sono tutte depositate agli atti della Direzione Demanio, Patrimonio e Sedi, struttura competente per materia. Si rappresenta, inoltre, che per non interrompere lerogazione dei servizi pubblici indispensabili lAmministrazione Regionale ha, nel frattempo, preso atto della sussistenza delle opere nei terreni, nelle more della formalizzazione degli atti costitutivi delle servit medesime, da stipularsi a seguito della conclusione dellistruttoria da parte della struttura regionale competente per materia.

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Si tratta, con il presente atto, in primo luogo, di autorizzare la costituzione delle sopra emarginate servit passive a carico di parte dei beni di propriet regionale ed a favore delle societ richiedenti, servit che esitano alla effettuazione di opere afferenti lerogazione di servizi pubblici essenziali. Si tratta, inoltre, di autorizzare la Direzione Demanio, Patrimonio e Sedi, struttura competente per materia, a congruire, sulla base delle relazioni predisposte dai propri uffici tecnici, i canoni proposti dalle societ richiedenti, quale indennit di servit. Con il presente atto, infine, si approva lo schema tipo di atto di servit Allegato A alla presente deliberazione e che ne costituisce parte integrante e sostanziale, autorizzando il Dirigente della struttura regionale competente per materia alla sua sottoscrizione. Tale schema datto, che potr essere integrato ed adeguato per le parti non sostanziali, pu costituire lo schema tipo per successivi analoghi atti di servit su beni afferenti il demanio e/o il patrimonio indisponibile regionale, necessari per lerogazione e/o la fornitura di servizi pubblici indispensabili. Latto di servit dovr essere formalizzato nella forma di scrittura privata, da autenticarsi ad opera di un notaio da designarsi da parte della societ od Ente richiedente. Conseguentemente tutte le spese notarili, di registrazione, di trascrizione e di istruttoria, saranno totalmente a carico della societ erogatrice del servizio. Il Relatore conclude la propria relazione e sottopone allapprovazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il Relatore incaricato dellistruzione dellargomento in questione, ai sensi dellart.53 quarto comma, dello Statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale e regionale; Vista la richiesta prot. 1613827 del 14.10.2011 con la quale Enel Distribuzione SpA, ha chiesto la costituzione di una servit inamovibile di elettrodotto in comune di Mogliano Veneto; Vista la richiesta prot. 27610 del 12.7.2011, con la quale Veneto Strade ha comunicato che la societ Enel Distribuzione SpA, ha chiesto la costituzione di una servit inamovibile di elettrodotto in comune di Legnaro; Vista la richiesta prot. 56267 del 30.9.2011 con la quale Enel ReteGas SpA ha chiesto la costituzione di una servit per la realizzazione di una tratta di rete gas/metano in inamovibile di elettrodotto in comune di San Giorgio delle Pertiche; Vista la richiesta prot. 14354 del 18.10.2011 con la quale 14354 del 18.10.2011Amministrazione Comunale di Porto Tolle, ha chiesto la costituzione di una servit di acquedotto per la sistemazione della rete fognaria e depurazione in comune di Porto Tolle; Vista la richiesta prot. 932913 del 1.9.2010 con la quale Veneto Agricoltura ha comunicato che Enel Distribuzione SpA, ha chiesto la costituzione di una servit per posa cavo per elettrodotto in comune di Sedico; Visto il codice civile e la normativa statale, in materia di concessione di servit per condotte ed infrastrutture lineari energetiche ivi incluse le opere per consentire lerogazione e/o fornitura di servizi pubblici indispensabili; Visto lart. 53 quarto comma dello Statuto della Regione del Veneto, approvato con Legge Regionale Statuaria n. 1 del 17 Aprile 2011; Vista la L.R. n. 1/1997; Viste le D.G.R. n. 1028/1988, n. 97/2002 e n. 650/2002; Vista la documentazione agli atti. delibera 1. di autorizzare, per quanto esposto nelle premesse che fanno parte integrante e sostanziale del presente provvedimento la costituzione delle servit di seguito indicate riguardanti terreni regionali oggetto di attraversamenti di condotte lineari energetiche indispensabili alla erogazione e/o fornitura di servizi pubblici indispensabili: - costituzione di servit inamovibile di elettrodotto per cabina su palo e conduttori aerei di linea denominata Matteotti per attraversamento di terreni regionali in comune di Mogliano Veneto, da stipularsi in favore di Enel Distribuzione SpA; - costituzione di servit di elettrodotto per linea sotterranea denominata Cavalbianco per attraversamento di terreni regionali in comune di Legnago, da stipularsi in favore di Enel Distribuzione SpA; - costituzione di servit metanodotto per linea di IV specie per attraversamento di terreni regionali in comune di San Giorgio delle Pertiche, da stipularsi a favore di Enel ReteGas SpA; - costituzione di servit inamovibile di acquedotto per la sistemazione della rete fognaria e depurazione per attraversamento di terreni regionali in comune di Porto Tolle da stipularsi a favore dellAmministrazione Comunale / Consorzio di Bonifica Adige Canalbianco; - costituzione di servit inamovibile di acquedotto per la sistemazione della rete fognaria e depurazione per attraversamento di terreni regionali in comune di Porto Tolle da stipularsi a favore dellAmministrazione Comunale / Consorzio di Bonifica Adige Canalbianco; - costituzione di servit di elettrodotto per la posa di una linea interrata di Bt in uscita da cabina Villiago per attraversamento di terreni regionali in comune di Sedico da stipularsi in favore di Enel Distribuzione SpA. 2. di approvare lo schema tipo di atto di servit Allegato A alla presente deliberazione e che ne costituisce parte integrante e sostanziale, disponendo che tale schema datto, costituisca, salvo propria diversa e specifica deliberazione, lo schema tipo per successivi analoghi atti di servit su beni afferenti il demanio e/o il patrimonio indisponibile regionale, necessari per lerogazione e/o la fornitura di servizi pubblici indispensabili; 3. di autorizzare la Direzione Demanio, Patrimonio e Sedi struttura regionale competente per materia, a congruire, sulla base delle relazioni predisposte dai propri uffici tecnici, i canoni proposti dalle societ richiedenti, quale indennit di servit;

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4. di autorizzare il Dirigente della Direzione Demanio, Patrimonio e Sedi struttura regionale competente per materia alla sottoscrizione degli atti di servit, nel rispetto del succitato schema tipo di atto, secondo la forma della scrittura privata, da autenticarsi da notaio da designarsi da parte del soggetto richiedente, con facolt di apportarvi tutte le modifiche e/o integrazioni non sostanziali, necessarie per il miglior perseguimento degli interessi regionali, nonch nel rispetto degli importi dellindennit di servit come pattuiti ai sensi del punto 3 del presente dispositivo; 5. di introitare le somme derivanti dallesecuzione del presente atto sul capitolo n. 100267 Introiti Diversi del bilancio regionale e secondo le modalit di cui alla L.R. 39/2001; 6. di dare atto che il presente provvedimento non comporta impegno di spesa a carico del bilancio regionale; 7. di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.

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giunta regionale 9^ legislatura

ALLEGATOA alla Dgr n.

Atto di costituzione di servit Tra: societ con soggetta a direzione e coordinamento di con sede legale in capitale sociale (C.F.:. ) iscritta al registro delle imprese di ., REA. . con sede in nel seguito denominata "Concessionario" rappresentata da .. nato a . il giusta procura domiciliato per la carica in . a ci autorizzato giusta procura autenticata nella firma dal notaio in in data .. rep. ./reg. E: nato a . il domiciliato per la carica in Venezia, Palazzo Balbi Dorsoduro 3901 il quale interviene al presente atto non per s ma in nome e per conto della Regione del Veneto - Giunta Regionale, codice fiscale 80007580279, nella sua qualit di Dirigente della Direzione Demanio, Patrimonio e Sedi, ai sensi della L.R. 1/1997 ed in esecuzione della deliberazione di Giunta Regionale n. che trovasi allegata sub. . alla presente scrittura privata .......................in seguito denominato "Concedente" premesso che: al fine di soddisfare le esigenze di nuove forniture di . (e/o migliorare il servizio) occorre realizzare .. e relative linee di collegamento .. ; la Parte Concedente proprietaria degli immobili cos censiti confini . trascritti ; la parte Concedente dichiara, ai sensi delle vigenti normative fiscali, che i lavori di costruzione dell'immobile oggetto del presente atto sono stati ultimati in ; dichiara e garantisce inoltre ai sensi delle leggi - n. 47/1985 - n. 724/1994 - n. 662/1996 - DPR. n. 380/2001 DL n. 269/2003 convertito con legge n. 326/2003 e s.m.i. la piena regolarit in materia edilizia ed urbanistica dell'immobile oggetto della presente scrittura; ai sensi e per gli effetti dell'art. 25 del DPR n. 380/2001 la Parte Concedente ha consegnato a . il certificato di agibilit dellimmobile rilasciato da .. Ci premesso e ritenuto parte integrante e sostanziale di questa scrittura, da valere a tutti gli effetti di legge fra i contraenti, loro successori ed aventi causa a qualsiasi titolo, si conviene e si stipula quanto segue:

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ALLEGATOA alla Dgr n 2086 del 17


Art. 1) La Regione del Veneto a mezzo di ...................... costituisce per s ed aventi causa a qualsiasi titolo a favore di .. che a mezzo del legale rappresentante accetta, servit di .. sull'immobile in premessa descritto da adibire a come evidenziato in colore . nella planimetria che si allega sub A) a questa scrittura, approvata e sottoscritta dalle parti. Art.2) La Parte Concedente costituisce altres a favore di servit di passaggio tale accesso avverr da come meglio evidenziato nella planimetria allegata, obbligandosi la parte

concedente a consegnare le chiavi di . Il personale di avr l'esclusivo accesso a in qualsiasi ora del giorno e della notte; La Parte Concedente costituisce altres servit di fascia di rispetto in cosiddette "aree sensibili" precisa che i valore di sono stati determinati secondo quanto previsto dal .. Art. 3) Con la costituzione della predetta servit il Concessionario acquisisce: a) il diritto di collocare, mantenere ed esercire la propria apparecchiatura di nell'immobile di cui allart .) evidenziato nella planimetria L'immobile suddetto assume pertanto la destinazione ; b) il diritto di collocare, mantenere ed esercire il collegamento alle reti / impianto dello stabile della Parte Concedente di terzi utenti, che verranno posate secondo il tracciato e relativa fascia di rispetto dei quali la Parte Concedente dichiara di essere edotta, evidenziati anch'essi nell'allegata planimetria; precisando che per effetto della pattuita servit, potr nell'area asservita collocare secondo le norme del ; Art.4) La Parte Concedente si obbliga a riconoscere a la facolt di modificare in qualsiasi tempo . esercizio salvo la corresponsione di un'ulteriore indennit nei limiti dell'eventuale aggravio. Art.5) La servit di . sar inamovibile per espresso patto contrattuale e pertanto la Parte Concedente rinuncia ad avvalersi della facolt di cui alla legge n 1775/1933 .; Il Concessionario si obbliga a consentire che la Parte Concedente, fatte salve le limitazioni di legge e quelle esposte nei successivi articoli, possa eseguire sul fondo oggetto di asservimento qualunque innovazione, costruzione od impianto, ma soltanto se ci non comporti una modifica dell'impianto di o sia esclusivo uso di .; Art.6) Le Parti convengono che, per effetto delle servit con questa scrittura costituite . avr facolt:

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ALLEGATOA alla Dgr n 2086 del 17


far accedere sul fondo asservito il proprio personale o chi per esso, anche con mezzi d'opera e di trasporto necessari alla costruzione /esercizio / manutenzione di . al fine di compiervi i relativi lavori; mantenere libere da piante dalto fusto, da coltivazioni e da piantagioni le aree asservite; pertanto la Parte Concedente si obbliga ad autorizzare il concessionario a sfrondare, capitozzare ed abbattere, in qualsiasi tempo, quelle piante arboree che, nell'ambito della zona asservita, possano ostacolare e/o diminuire, il regolare esercizio della servit di cui alla presente scrittura. Il legname abbattuto durante la costruzione e nel corso dell'esercizio dell'elettrodotto rimarr a disposizione della Parte Concedente. Art.7) Qualsiasi responsabilit connessa e conseguente all'allestimento, all'esercizio, alla manutenzione o alla modifica dellimpianto .. oggetto del presente atto saranno a carico del concessionario; Art.8) Gli eventuali danni subiti dalla Parte Concedente durante la fase di studio e la fase di costruzione delle opere elettriche di cui al presente atto saranno valutati e liquidati separatamente. Saranno valutati e liquidati a lavori ultimati i danni causati in occasione di riparazioni di carattere straordinario ed eccezionale o di modifiche allimpianto esclusi quelli derivanti dal normale e regolare esercizio delle stesse. Il Concessionario si obbliga a rimettere in pristino stato i manufatti eventualmente manomessi o danneggiati in occasione delle predette riparazioni o modifiche. Sono a carico del Concessionario gli eventuali danni derivanti a cose e persone in dipendenza ed a causa dellesercizio dellimpianto. Art.9) A compenso di quanto sopra costituito e a saldo e transazione di ogni e qualsiasi pretesa da parte della Parte Concedente ed aventi causa, il Concessionario .. versa la somma di ,00 alla Regione del Veneto .. la quale ne rilascia ampia ed assolutoria quietanza con rinuncia all'ipoteca legale a mezzo .; il pagamento viene effettuato in contestualmente alla sottoscrizione del presente atto, a mezzo intestato a Regione del Veneto sul c/c .................. Gli importi sono da intendersi al netto di IVA la quale, se dovuta, sar a carico del Concessionario. Art.10) La Parte Concedente garantisce la piena ed esclusiva propriet dell'immobile asservito e la sua libert da ipoteche, pesi, gravami, oneri reali, vincoli, privilegi servit passive apparenti e non apparenti incompatibili con limpianto ..e le costituende servit e si obbliga per s ed aventi causa a garantire il Concessionario .. da qualunque pretesa o molestia da parte di terzi e per qualunque titolo.

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ALLEGATOA alla Dgr n 2086 del 17


Rimangono a carico della Parte Concedente ed aventi causa tutte le spese, sia di ordinaria che di straordinaria manutenzione, come pure le imposte ed ogni altro onere gravante sul fondo servente, restando esclusa qualsiasi pretesa nei confronti del Concessionario Art.10.) La Parte Concedente si obbliga a trasferire agli eventuali successori ed acquirenti od aventi causa per qualsiasi titolo, nessuno escluso, tutti i diritti e gli obblighi derivanti dalla presente scrittura. Limmobile . viene consegnato al Concessionario . con decorrenza immediata. Art.11) La Parte Concedente esonera il competente Conservatore dei Registri Immobiliari da ogni responsabilit circa la trascrizione del presente atto. Per quanto non contemplato nel presente atto le Parti fanno espresso riferimento alle norme del Codice Civile nonch a quelle del T.U. 1775/1933 e s.m.i.. In caso di controversie che dovessero insorgere fra le Parti, in via esclusiva, competente il Foro di . La parte Concedente dichiara di approvare in particolare agli effetti degli artt. 1341 e 1342 del codice civile "inamovibilit della servit" e "Foro competente". Art.12) I sottoscritti danno atto di aver ricevuto copia dellinformativa per l'utilizzo dei dati personali e prestano il loro consenso al predetto utilizzo e alla conseguente loro diffusione nei casi previsti dalla legge autorizzandone espressamente il trattamento secondo quanto previsto dall'art. 13 del D.Lgs. n. 196/2003. Art.13) Tutte le tasse e spese inerenti e conseguenti a quest'atto sono assunte dal Concessionario .. Art.14) Si chiede che a questatto vengano applicate le imposte fisse di registro ed ipotecaria previste rispettivamente dall'art.40 del DPR. n.131/1986, dall'art.10 del D.Lvo n.347/1990 e dall'art.1 della tariffa allegata a questultimo decreto, trattandosi di negozio soggetto allImposta sul Valore Aggiunto. Letto, confermato e sottoscritto. firma 1) firma 2) AUTENTICA di FIRMA L'anno ., add del mese di . in .., nel mio studio in via ... Io sottoscritto .. iscritto presso il Collegio del Distretto Notarile di . certifico vera ed autografa la firma apposta alla presenza e vista mia dal signor .

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2087 del 17 ottobre 2012 Istituzione dei corsi di specializzazione, di qualifica e di aggiornamento professionale per maestri di sci anno 2012. (artt. 8 e 9 L. R. n. 2/2005). [Sport e tempo libero] Note per la trasparenza: La legge regionale n. 2/2005, agli artt. 8 e 9, dispone che il rinnovo delliscrizione allalbo professionale dei maestri di sci, di validit triennale, sia subordinato alla frequentazione di appositi corsi di aggiornamento professionale. Il presente provvedimento, il III in materia nel corso del 2012, d attuazione a quanto sopra evidenziato. Il Vicepresidente on. Marino Zorzato riferisce quanto segue: La Regione, con propria legge 3 gennaio 2005, n. 2, in attuazione della legge quadro 8 marzo 1991, n. 81, ha disciplinato lordinamento della professione di maestro di sci e in particolare: a) lart. 8 impartisce disposizioni in ordine al conseguimento, da parte dei maestri di sci, di specializzazioni e qualifiche, previo frequenza di corsi teorici e pratici e superamento di appositi esami organizzati dal Collegio regionale dei maestri di sci. La Giunta Regionale fissa lammontare delle spese a carico di ciascun partecipante; b) lart. 9 tratta dei corsi di aggiornamento professionale. Liscrizione allalbo professionale dei maestri di sci, che condizione per lesercizio della professione, ha validit triennale ed rinnovata previo frequenza di corsi di aggiornamento istituiti dalla Giunta Regionale, la quale ne definisce contenuti e modalit di attuazione. La Giunta Regionale istituisce i corsi di aggiornamento su proposta del Collegio regionale dei maestri di sci e si avvale, per lorganizzazione degli stessi, della collaborazione del Consiglio direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci e della Federazione italiana sport invernali (FISI) per le competenze di cui allart. 8 della legge n. 81/1991; per la parte tecnico-didattica dei corsi previsto limpiego di istruttori nazionali. Il Presidente del Collegio Regionale Maestri di Sci Regione Veneto, con nota in data 04/04/2012 prot. n. 192/2012 ha comunicato le date e le localit fissate per i corsi in programma nel quarto trimestre 2012 chiedendo alla Giunta Regionale di poter istituire, ai sensi degli artt. 8 e 9 della L. R. n. 2/2005, i corsi di seguito indicati: Corsi di aggiornamento professionale per maestri di sci per le tre discipline alpina, fondo e snowboard con una previsione di n. 200 partecipanti e un costo pro capite per la partecipazione a ciascuno dei corsi di 125,00.= (IVA inclusa) ed articolati come segue: n. 3 corsi di aggiornamento professionale per la disciplina alpina, della durata di 3 giorni ciascuno, che si terranno a: - Asiago dal 17 al 19 dicembre 2012; - Alleghe dal 10 al 12 dicembre 2012; - Cortina dAmpezzo dal 13 al 15 dicembre 2012. n. 2 corsi di aggiornamento professionale per la disciplina fondo, della durata di 3 giorni, che si terranno a: - Cortina dAmpezzo / Falcade dal 10 al 12 dicembre 2012; - Asiago dal 17 al 19 dicembre 2012. n. 1 corso di aggiornamento professionale per la disciplina snowboard, della durata di 3 giorni, che si terr ad: - Alleghe dal 10 al 12 dicembre 2012. I costi di partecipazione a tutti i su elencati corsi per maestri di sci nelle diverse discipline si intendono IVA inclusa e al netto di spese di vitto, alloggio e trasferimenti che resteranno a carico dei partecipanti. Considerato che i corsi in parola consentono ai maestri frequentanti di migliorare la propria qualificazione professionale, si propone di istituire i corsi richiesti, affidare il loro svolgimento al Collegio Regionale Maestri di Sci Regione Veneto e fissare le quote di partecipazione nella misura sopra evidenziata. Il Collegio Regionale Maestri di Sci Regione Veneto si riserva di effettuare i corsi di specializzazione e qualificazione in base al numero di partecipanti, che comunque dovr essere non inferiore a 10 persone per corso. In funzione della situazione dinnevamento o di organizzazione interna, le sedi e le date potranno inoltre subire variazioni, che verranno tempestivamente comunicate a cura del Collegio stesso. Gli iscritti, in funzione del livello tecnico riscontrato dagli istruttori, potranno essere suddivisi in gruppi. Si d atto che, la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellart. 53, quarto comma dello statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione statale e regionale; Vista la L. R. n. 2/2005 ed in particolare gli artt. 8 e 9 che definiscono la competenza della Giunta regionale in merito all istituzione di corsi di aggiornamento professionale, specializzazione e qualifica per i maestri di sci.

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1. di istituire il corso di aggiornamento professionale, nelle discipline alpino, fondo e snowboard, per i maestri di sci come indicato in premessa e di approvarne il relativo programma. 2. di fissare come segue le quote pro capite di partecipazione ai nuovi corsi di aggiornamento professionale, specializzazione e qualifica proposti, che i partecipanti verseranno direttamente al Collegio Regionale Maestri di Sci Regione Veneto: - 125,00.= per i corsi di aggiornamento nelle discipline alpino, fondo e snowboard; 3. di dare atto che i suddetti costi si intendono IVA inclusa e al netto di spese di vitto, alloggio e trasferimenti che resteranno a carico dei partecipanti. 4. di affidare al Collegio Regionale Maestri di Sci Regione Veneto, che operer avvalendosi degli istruttori federali e secondo i criteri e i metodi previsti dalla FISI ed in accordo con la competente struttura regionale, il compito di espletare il corso di cui al punto 1), nel rispetto di quanto previsto dagli artt. 8 e 9 della L. R. 2/2005. Il Collegio si riserva di effettuare il corso di aggiornamento in base al numero di partecipanti, che comunque dovr essere non inferiore a 10 persone per corso. In funzione della situazione dinnevamento o di organizzazione interna, le sedi e le date potranno subire variazioni, che verranno di volta in volta tempestivamente comunicate dal Collegio stesso il quale, a conclusione dei corsi riferir in merito allo svolgimento dei medesimi risultati conseguiti. 5. di incaricare il Dirigente della Direzione lavori Pubblici allesecuzione del presente atto, nonch ad autorizzare eventuali modifiche di dettaglio non comportanti aumento di spesa. 6. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale. 7. di notificare il presente provvedimento al Collegio Regionale Maestri di sci. 8. di pubblicare il presente provvedimento sul bollettino ufficiale della Regione del Veneto (BUR). 9. di informare che avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) o, in alternativa, ricorso straordinario al Capo dello Stato rispettivamente entro 60 e 120 giorni dalla notifica.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2088 del 17 ottobre 2012 Concertazione e consultazione Variante parziale PTRC adottato con attribuzione della valenza paesaggistica - Acquisizione servizio per il mantenimento e aggiornamento del sito web www.ptrc.it. [Urbanistica] Note per la trasparenza: La Regione intende procedere allacquisizione del servizio di mantenimento annuo del sito web e relativi aggiornamenti ordinari indispensabile per informare sullattivit e gli strumenti di pianificazione territoriale anche al fine di coinvolgere le comunit territoriali (enti, cittadini, soggetti interessati) nel processo di redazione della variante di aggiornamento al PTRC con attribuzione della valenza paesaggistica (D.Lgs 152/2006). Il Vicepresidente Marino Zorzato, riferisce quanto segue. La Giunta Regionale ha avviato la predisposizione della Variante parziale al Piano Territoriale Regionale di Coordinamento del Veneto (adottato con DGR 372 /2009). Detta variante parziale finalizzata allattribuzione della valenza paesaggistica al Piano, nonch a un aggiornamento dei suoi contenuti territoriali. Laggiornamento del PTRC adottato rappresenta una preziosa occasione per configurare nuovi scenari di sviluppo territoriale per il Veneto del futuro, soprattutto in relazione alla tematica del paesaggio e alle mutate condizioni dei comparti delleconomia, della produttivit, dei servizi di eccellenza, della mobilit, della sicurezza idraulica, ma anche delle nuove esigenze di federalismo, intervenute negli ultimi anni. Per rendere il disegno di piano maggiormente aderente alle esigenze provenienti dal territorio, e rispondere in tal modo a quanto richiesto dalla legislazione vigente, di fondamentale importanza condurre il processo di redazione della variante parziale al PTRC adottato mantenendo un costante confronto e ascolto con il territorio. La ricerca del confronto con il territorio, come previsto dalla L.R. 11/04 allart. 5, deriva dalla constatazione che solo una visione condivisa pu fare del PTRC uno strumento efficace per la realizzazione piena degli obiettivi prefissati. Ne consegue che uno strumento come il sito internet si rivela elemento indispensabile per garantire unefficace operazione di informazione di tutti gli operatori coinvolti e dei cittadini interessati, che attraverso questo mezzo possono contribuire a fornire proposte, osservazioni, integrazioni e /o modifiche al disegno formulato e che potranno intervenire nel dibattito di approfondimento delle tematiche e delle questioni riguardanti lo strumento del PTRC e del Piano Paesaggistico e, pi in generale, lattivit di pianificazione e valorizzazione del territorio. Si precisa a questo proposito che linserimento on line di tutte le informazioni riguardanti la progressione del lavoro di elaborazione del piano e di tutti gli eventi e le news relative allattivit di pianificazione (piani di area, progetti strategici, tavolo di coordinamento interprovinciale e interregionale, best practice, iniziative di valorizzazione e promozione del territorio, pianificazione paesaggistica, ecc.) ha consentito di facilitare lattivit di concertazione con le istituzioni e gli stakeholders necessaria per giungere ad uno strumento condiviso di governo del territorio. Il mantenimento del portale www.ptrc.it per lanno 2012-2013 finalizzato a supportare attraverso il web il percorso disciplinare legato allaggiornamento del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, di difficile realizzazione con le attuali modalit di archiviazione dati consentite dal sito istituzionale. Lacquisizione del servizio consentir di dare seguito al mantenimento di un blog on line finalizzato all ascolto degli enti locali e dei soggetti competenti, che, in quanto attori locali sono chiamati ad esprimersi per una progressiva definizione condivisa delle politiche paesaggistiche. Non dimentichiamo che la Convenzione Europea del Paesaggio introduce tra le misure da adottare per lattuazione delle politiche paesaggistiche la sensibilizzazione locale delle popolazioni, innanzitutto ai fini del rilevamento della percezione sociale del paesaggio, nonch della definizione degli obiettivi di qualit paesaggistica locali corrispondenti alle aspirazioni delle comunit che vi abitano. Si fa presente, a questo proposito, che il portale ospita larchivio degli atti documentali relativi ai beni paesaggistici ex art. 136 di tutto il territorio regionale, che non solo una importante banca dati consultabile da qualsiasi utente, sia esso pubblico o privato, tecnico e non, ma un canale di comunicazione diretta attraverso cui tutti gli utenti possono fare presenti le proprie motivate considerazioni sulla documentazione presente in archivio. Al fine di garantire una corretta e completa informazione a livello istituzionale e laggiornamento sistematico di un moderno strumento di dialogo con tutti gli utenti interessati si incarica la Direzione Pianificazione Territoriale e Strategica di provvedere allindividuazione di un operatore esterno, al quale affidare il servizio di mantenimento e aggiornamento in questione, mediante le procedure di cui alla DGR 354/2012. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione, ai sensi dellart. 53, 4 comma, dello Statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione statale e regionale; Visto il D.Lgs. 12.4.2006 n. 163 e s.m.i. Codice dei contratti relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE;

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Visto il D.P.R. 5.10.2010, n. 207 e s.m.i. Regolamento di esecuzione ed attuazione del D.Lgs. 12.4.2006 n. 163 e s.m.i. Codice dei contratti relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE; Vista la L.R. 23.04.2004 n. 11 e s.m.i Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio; Vista la L.R. 7.01.2011, n. 1 Modifica della L.R. 30.01.1997, n. 5 Trattamento indennitario dei consiglieri regionali e disposizioni sulla riduzione dei costi degli apparati politici ed amministrativi; Vista la DGR n. 354 del 6.03.2012 Disciplina delle procedure di acquisizione di servizi, forniture e lavori in economia da disporsi a cura delle strutture della Regione del Veneto - Giunta Regionale (L.R. 6/1980, art. 43 bis, c. 2; L.R. 27/2003, art. 29; D.Lgs 163/2006 art. 125; DPR 207/2010, artt. Da 173 a 177, art. 267, artt. Da 329 a 338); Vista il D.lgs n. 42/04 Codice dei Beni culturali e del Paesaggio delibera 1. di dare atto che le premesse formano parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; 2. di approvare per le motivazioni di cui in premessa, lacquisizione del servizio di mantenimento e aggiornamento del sito web www.ptrc.it, incaricando il Dirigente della Direzione Pianificazione Territoriale e Strategica allindividuazione delloperatore economico per laffidamento del servizio in questione ai sensi dellart. 125 del D.Lgs 163/2006 e s.m.i., del D.P.R. 207/2010 e delle disposizioni impartite con DGR 354/2012; 3. di determinare in 10.000,00 (oltre imposte di legge) limporto massimo delle obbligazioni di spesa alla cui assunzione provveder con propri atti il Dirigente della Direzione Pianificazione Territoriale e Strategica disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo n. 7006 Spese per studi, ricerche e indagini per laggiornamento del piano territoriale regionale di coordinamento (p.t.r.c.) e per le stampe relative allo stesso ed agli altri piani territoriali e per altre iniziative in materia di pianificazione territoriale del bilancio annuale di previsione che presenta sufficiente disponibilit; 4. di dare atto che la spesa di cui si dispone limpegno con il presente atto non rientra nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della L.R. 1/2011; 5. di incaricare la Direzione Pianificazione Territoriale e Strategica allesecuzione del presente atto; 6. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2089 del 17 ottobre 2012 Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (S.F.M.R.) nellarea metropolitana diffusa centrale veneta (finanziamenti della Legge 211/92). Procedure propedeutiche allappalto di opere relative ad interventi della prima fase di attuazione. Tratte Padova-Castelfranco e Salzano-Castelfranco. [Trasporti e viabilit] Note per la trasparenza: Il provvedimento ha ad oggetto lavvio delle procedure propedeutiche allappalto di alcuni interventi relativi al Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale con lutilizzo di finanziamenti statali reiscritti al bilancio regionale 2012. LAssessore Renato Chisso riferisce quanto segue. Con Decreto dirigenziale n. 815/211 del 20/10/1999 il Ministero dei Trasporti e della Navigazione ha approvato in linea tecnica ed economica il progetto del I stralcio del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR) per larea centrale veneta, gi approvato in Conferenza dei Servizi del 30/01/1999, ed ha reso disponibile il contributo statale di cui alla Legge n. 211/92, pari al 50% dellimporto approvato pari a Euro 303.663.623,67. Con lettera prot. 922/211VE del 12/10/2000 e allegato decreto n. 1143(TIF5)/211VE del 9/10/2000, il Ministero dei Trasporti e della Navigazione ha poi comunicato che la percentuale di contributo statale per il progetto SFMR stata incrementata al 60% dellimporto approvato, di cui al. citato decreto n. 815/211 del 20/10/1999, che ha portato la quota di finanziamento statale a Euro 182.198.174,20. La Regione del Veneto con Decreti n. 108/32400 e 109/32400, entrambi del 23 giugno 2000, ha poi approvato i progetti esecutivi rispettivamente dei lotti A (tratta Padova-Castelfranco) e B (tratta Salzano-Castelfranco) della prima fase di attuazione del S.F.M.R.; gli interventi ricompresi nei suddetti Lotti sono stati successivamente appaltati ed i lavori consegnati in data 18/07/2001. Alcuni degli interventi progettati sono stati tuttavia stralciati in quanto la loro realizzazione per svariati motivi (indisponibilit delle aree, difficolt a trovare una soluzione progettuale condivisa dagli Enti territoriali interessati, ecc.) sarebbe stata incompatibile con la tempistica degli appalti; le somme alluopo impegnate sono nel frattempo andate in perenzione. Altri interventi di soppressione di passaggi a livello, rientranti tra quelli relativi alla prima fase di attuazione e approvati dal Ministero, sono stati oggetto di accordi di cofinanziamento con altre Amministrazioni interessate che si sono fatte carico dellappalto delle opere; alcuni di questi interventi per, per la complessit delle progettazioni e delle procedure approvative, non sono stati ancora appaltati e hanno visto i relativi finanziamenti andare in perenzione; il riferimento va in particolare allAccordo di Programma tra la Regione del Veneto, la Provincia di Treviso, il Comune di Resana ed RFI del 22/12/2003, aggiornato il 27/05/2008 e ratificato con DGR n. 3269 del 4/11/2008, per il coordinamento dei progetti relativi alleliminazione del PL al Km 27+358 della linea ferroviaria Mestre-Castelfranco (sottopasso ciclopedonale - 6.34 e sottopasso variante SP 19 - 6.34 bis). Si riporta quindi lelenco degli interventi i cui fondi sono andati in perenzione per i motivi sopra illustrati: Intervento 4.01 4.02 4.15 4.24 6.19 6.23 6.28 6.35 6.36 6.34 6.34 bis Padova Comune Toponomastica Via Ponte Vigodarzere Lotto A A A A B B B B B Descrizione Raddoppio della linea tratto Padova-Vigodarzere (Ponte fiume Brenta) Eliminazione P.L. km 46+160 Eliminazione P.L. km 32+328 e km 31+265 Eliminazione P.L. km 3+750 Eliminazione P.L. km 14+550 Eliminazione P.L. km 17+093 Eliminazione P.L. km 22+894 Eliminazione P.L. km 28+294 Eliminazione P.L. km 30+517

Padova Via A. da Bassano San Giorgio delle Pertiche Via Roma Loreggia Via Sanguettara Noale Noale Piombino Dese Resana Castelfranco Resana Via Ongari Via Cason Via Albere (SS 245) Via Brigola Via De Amicis SP 19

Intervento Eliminazione P.L. km 27+358 cofinanziato

Con la Legge Regionale di Bilancio 2012 n. 14 del 6/04/2012 parte dei fondi, andati in perenzione per la realizzazione delle suddette opere, sono stati reiscritti nel competente capitolo di bilancio regionale; infatti tra le reiscrizioni derivanti da economie su stanziamenti di spesa finanziati da assegnazioni con vincolo di destinazione, previste dalla succitata Legge di Bilancio 2012, sono stati assegnati Euro 18.750.334,97 sul capitolo 45785 Finanziamento statale degli interventi relativi al settore dei sistemi di trasporto rapido di massa. pertanto possibile impiegare detti fondi per la realizzazione di alcuni dei sopra riportati interventi.

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Si ritiene quindi, in considerazione della somma resasi disponibile e della importanza e della utilit delle opere su elencate, di attivare le procedure propedeutiche per lappalto dei seguenti interventi, ricordando che per lintervento 6.34 e 6.34 bis lAmministrazione procedente la Provincia di Treviso: Intervento 4.15 6.19 6.36 6.34 6.34 bis Comune Toponomastica Lotto A B B intervento cofinanziato Descrizione Eliminazione P.L. km 32+328 e km 31+265 Eliminazione P.L. km 14+550 Eliminazione P.L. km 30+517 Eliminazione P.L. km 27+358

San Giorgio delle Pertiche Via Roma Noale Via Ongari Castelfranco Via De Amicis Resana SP 19

Tenuto conto di quanto innanzi espresso si propone di incaricare la competente Direzione Infrastrutture, con il Dirigente quale responsabile del procedimento, dellavvio tutte le procedure propedeutiche allappalto delle suddette opere, tra cui laggiornamento dei progetti, il reimpegno delle somme relative per lintervento in cofinanziamento, e leventuale affidamento dei compiti di supporto allattivit del responsabile del procedimento ai sensi di quanto previsto dagli artt. 10 del D.Lgs 163/2006 e 10 del D.P.R. 207/2010, qualora sussistano le condizioni di cui agli articoli medesimi. Il relatore, conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellart. 53, quarto comma, dello Statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione statale e regionale; Vista La Legge n. 211/92; Vista La Legge Regionale n. 14 del 6/04/2012; delibera 1. di incaricare la competente Direzione Infrastrutture dellavvio e dello svolgimento di tutte le procedure propedeutiche allappalto, ivi compreso laggiornamento dei progetti e ladozione dei necessari impegni di spesa, delle opere relative agli interventi dei Lotti A e B del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale meglio descritti in premessa ed indicati come int. 4.15; 6.19; 6.36; 2. di autorizzare la Direzione Infrastrutture a reimpegnare a favore della Provincia di Treviso le somme eliminate dalla contabilit e destinate al cofinanziamento dellintervento indicato come int. 6.34-6.34 bis; 3. di autorizzare la Direzione Infrastrutture alleventuale affidamento dellincarico di supporto allattivit del Responsabile Unico del Procedimento ai sensi dellart. 10 del D.Lgs 163/2006 e 10 del D.P.R. 207/2010, qualora sussistano le condizioni di cui agli articoli medesimi; 4. di determinare in euro 18.750.334,97 limporto massimo delle obbligazioni di spesa alla cui assunzione provveder con propri atti il Dirigente regionale della Direzione Infrastrutture disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo n. 45785 denominato Finanziamento statale degli interventi relativi al settore dei sistemi di trasporto rapido di massa del bilancio regionale di previsione ; 5. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2090 del 17 ottobre 2012 Interventi per il disinquinamento della Laguna di Venezia in attuazione del Piano Direttore 2000. Approvazione dello schema di Accordo di Programma tra Regione del Veneto e Magistrato alle Acque di Venezia, regolante le modalit di attuazione degli interventi di Messa in sicurezza della botte a sifone sottopassante il fiume Brenta in localit Conche di Codevigo. Realizzazione impianto idrovoro Altipiano. DCR n. 11/2009 e DGR n. 1270/2009. [Venezia, salvaguardia] Note per la trasparenza: Si approva lo schema di Accordo di Programma tra la Regione del Veneto e il Magistrato alle Acque di Venezia per la realizzazione del nuovo impianto idrovoro in sinistra idraulica del Canale Altipiano, intervento connesso allattuazione delle opere di messa in sicurezza della botte a sifone sottopassante il fiume Brenta in localit Conche di Codevigo (PD), anche al fine di mitigare il rischio idraulico del Bacino Sesta Presa. LAssessore Renato Chisso, di concerto con lAssessore Maurizio Conte, riferisce quanto segue. La Legislazione Speciale per Venezia ha come principale finalit la salvaguardia ambientale, storico-artistica e culturale della citt di Venezia e della sua Laguna, definendo gli obiettivi strategici, le procedure per realizzarli e le attribuzioni ai diversi soggetti competenti: lo Stato, la Regione e gli Enti Locali. Allo Stato, tramite il Magistrato alle Acque di Venezia, sono riservate le azioni volte alla salvaguardia fisica e ambientale della Laguna di Venezia ed alla difesa dalle acque alte. Alla Regione Veneto sono demandati i compiti relativi al disinquinamento delle acque, al risanamento ambientale ed alla gestione del Bacino Scolante nella Laguna di Venezia. In tale contesto, il Magistrato alle Acque di Venezia, nellambito delle proprie competenze per la salvaguardia della Laguna, ha in corso di esecuzione alcuni interventi volti al risanamento dei manufatti idraulici in corrispondenza dellimmissione dei corsi dacqua del Bacino Scolante nella Laguna di Venezia, al fine di controllare gli afflussi di acqua dolce e garantire la qualit dellecosistema lagunare. Rientra tra questi interventi, una serie di opere atte alla regolazione delle acque di bonifica scolanti in Laguna attraverso la Botte a sifone in localit Conche di Codevigo (PD), sottopassante il fiume Brenta. La Botte di Conche ha una lunghezza di 135 metri: la sua parte di valle, della lunghezza di circa 35 m, costituita da unantica opera in muratura di mattoni costruita dalla Repubblica Veneta, mentre la parte a monte, di circa 100 metri, stata costruita nel 1889, allepoca dellultima inalveazione del fiume Brenta. Attraverso questo manufatto idraulico, si attua lo sversamento delle acque di bonifica nel Canale Montalbano, che proseguono poi nel Taglio Nuovissimo, fino a riversarsi in Laguna. La sezione delle canne della Botte, realizzata circa 400 anni fa, non attualmente in grado di smaltire adeguatamente i deflussi provenienti dal territorio circostante, Infatti, i deflussi che transitano attraverso la Botte sono relativi a circa 6.500 ettari di territorio ricadente nel Bacino Sesta Presa, nel comprensorio di pertinenza del Consorzio di Bonifica Bacchiglione, con portate che possono raggiungere fino ad un massimo di 25 mc/sec e che di frequente determinano condizioni di criticit del bacino idraulico sotteso alla botte. Per risolvere questa situazione, con DGR n. 3968 del 9 novembre 1999, stato approvato lo schema di Protocollo di Intesa tra Regione del Veneto e Magistrato alle Acque di Venezia per i progetti di intervento sui manufatti degradati di alcuni nodi idraulici del Bacino Scolante nella Laguna di Venezia, tra cui la stessa Botte di Conche. Tale Protocollo si era reso necessario proprio per coordinare una serie di interventi presso i sopracitati manufatti idraulici, il cui stato di generale degrado influenzava negativamente sia la sicurezza dei bacini idraulici sottesi, sia la possibilit di governo degli stessi, con particolare riguardo alle manovre utili per la riduzione dei carichi inquinanti sversati nella Laguna di Venezia. La DGR n. 3968/1999 per la realizzazione dellintervento presso la Botte di Conche, dellimporto complessivo di 4.131.655,19, disponeva che la quota a carico della Regione del Veneto fosse pari a 1.032.913,80 e trovasse copertura a valere sui fondi della Legge Speciale per Venezia. Lintervento prevedeva la stabilizzazione della botte, il restauro interno delle canne, il restauro esterno dei prospetti e la stabilizzazione dellalveo del fiume Brenta, a valle della botte. Tale finanziamento stato quindi inserito nel programma degli interventi per il disinquinamento della Laguna di Venezia (Riparto 6^ fase) approvato dal Consiglio Regionale con Deliberazione n. 23 del 1 marzo 2000. Nel corso delle successive fasi progettuali, il costo complessivo dellintervento aumentato ad 9.100.000,00, per cui si reso necessario integrare il finanziamento regionale con un ulteriore stanziamento di 1.242.086,21, per assicurare la copertura della quota a carico della Regione, nel rispetto delle percentuali di finanziamento stabilite dalla DGR n. 3968/1999 (25% a carico della Regione Veneto e 75% a carico del Magistrato alle Acque di Venezia). Tale ulteriore finanziamento stato cos inserito nel programma degli interventi per il disinquinamento della Laguna di Venezia (Riparto 8^ fase), approvato dal Consiglio Regionale con Deliberazione n. 24 del 4 maggio 2004. Limporto complessivo di 2.274.913,80 stato quindi impegnato con Decreto del Dirigente della Direzione Progetto Venezia n. 43 del 1 giugno 2007, sulla scorta del parere favorevole, con prescrizioni, della Commissione Tecnica Regionale - Sezione Opere Pubbliche. Alla data del 31 dicembre 2011, limporto complessivo delle erogazioni su stati avanzamento lavori per lintervento sopra descritto, ammonta a complessivi 1.825.704,76, pari all80% della quota impegnata con il Decreto n. 43/2007.

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In tale contesto, si inserisce lulteriore intervento, oggetto del presente provvedimento: infatti, per risolvere definitivamente i problemi di sicurezza idraulica del territorio sotteso alla Botte a sifone di Conche, sottopassante il fiume Brenta, il Magistrato alle Acque di Venezia propone di realizzare, contemporaneamente ai lavori di ristrutturazione della Botte sopra descritti, ad opera del Magistrato stesso, un nuovo impianto idrovoro, denominato Altipiano. Tale impianto idrovoro prevede una derivazione in sinistra idraulica del Canale Altipiano e sar posizionato a circa 1900 ml a monte della botte a sifone di Conche, con scarico nel fiume Brenta e portata, nella sua configurazione finale, pari a circa 11 mc/sec. La localizzazione dellimpianto stata scelta dove il Canale Altipiano e il fiume Brenta presentano la minima distanza tra i rispettivi argini, in localit Volpara. Il progetto mira a risolvere la sofferenza idraulica del bacino Sesta Presa, situato nellarea orientale del comprensorio del Consorzio di Bonifica Bacchiglione e che si estende per una superficie complessiva di oltre 26.000 ettari, le cui acque di scolo, per mezzo della rete di canali, vengono recapitate nella Laguna di Venezia, attraverso due botti a sifone che sotto passano il Brenta a Corte di Piove di Sacco e a Conche di Codevigo. Vale la pena ricordare che, a favore della realizzazione di tale intervento, si sono espressi anche i Comuni di Brugine, Arzegrande, Pontelongo, Bovolenta e Correzzola, che, nelle rispettive note, indirizzate alla Presidenza della Regione del Veneto ed al Magistrato alle Acque di Venezia, hanno sottolineato limportanza dellintervento ai fini della riduzione del rischio idraulico nei loro territori. La realizzazione di tale manufatto consentir, infatti, sia di alleggerire il carico di portata che dal Canale Altipiano confluisce alla botte a sifone, sia di gestire in maniera flessibile gli invasi e le modalit di recapito finale delle acque, con particolare attenzione alle finalit ambientali: sar cos possibile prevedere la diversione della acque dalla Laguna quando si verificano condizioni di piena, o quando le condizioni trofiche della Laguna lo richiedono, o in caso di sversamenti accidentali di sostanze inquinanti nella rete di bonifica. Inoltre, la realizzazione dellimpianto idrovoro Altipiano consentir la sicurezza dei lavori di ristrutturazione interna delle canne della botte a sifone, senza esporre il cantiere ai rischi di frequenti allagamenti e senza aumentare il rischio idraulico sotteso dalla botte per tutta la durata dei lavori di ristrutturazione delle canne. Il collegamento tra il Canale Altipiano e il fiume Brenta effettuato attraverso la realizzazione di un canale di imbocco allimpianto, realizzato incidendo largine sinistro del Canale Altipiano a partire dallattuale quota dellargine (pari a 2,31 m ss.m.m.), per una profondit di 3,24 m con una quota di fondo pari a -0,93 m s.m.m. Il canale va allargandosi verso il tratto terminale, determinando un bacino di smorzamento, in prossimit della vasca di carico, dove sono previste le pompe di sollevamento. Il progetto dellimpianto di sollevamento prevede vengano realizzate una serie di opere civili. Tra queste la vasca di accumulo in cemento armato, di dimensioni planimetriche nette pari a 12,90 x 15,60 ml., suddivisa in 5 comparti, uno per ogni pompa idrovora. inoltre prevista la realizzazione di un edificio di servizio allimpianto, costituito dal solo piano terra con tetto a capanna, lungo 15,40 ml e largo 11,10 ml. Lintervento prevede infine le complementari opere elettriche, meccaniche ed elettromeccaniche. Lattuazione dellintervento comporta inoltre ladeguamento e il ripristino della rete viaria esistente (soprattutto in sommit arginale del fiume Brenta), interrotta durante i lavori. Per la realizzazione dei lavori, la fase di cantiere previsto abbia una durata pari a 24 mesi; per le opere relative alla sola realizzazione dellidrovora, stata prevista una durata di 18 mesi. La realizzazione dellopera suddivisa in due stralci: nel primo verranno realizzate tutte le opere civili ed elettriche ed installata una parte dei gruppi pompa (due gruppi pompa da 1 mc/sec ed un gruppo pompa da 3 mc/sec), mentre nel secondo stralcio si prevede linstallazione degli altri gruppi pompa (ulteriori 2 gruppi pompa da 3 mc/sec). Il finanziamento complessivo a disposizione, pari a 3.500.000,00, garantisce la copertura finanziaria del primo stralcio, Alla spesa complessiva del primo stralcio concorrono il Magistrato alle Acque di Venezia, con 1.000.000,00, e la Regione del Veneto, con un cofinanziamento pari a 2.500.000,0 a valere sui fondi della Legge Speciale per Venezia ripartiti con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 11 del 5 marzo 2009 (Riparto 9^ fase). Per realizzare il progetto in argomento, il Magistrato alle Acque di Venezia, in data 12 febbraio 2009, ha presentato domanda di procedura di Valutazione d Impatto Ambientale e di approvazione del progetto, ai sensi degli artt. 11 e 23 della L.R. n. 10/1999. La Commissione Regionale VIA, con parere n. 292 datato 8 giugno 2010, rilasciava giudizio positivo di compatibilit ambientale, subordinatamente al rispetto di alcune prescrizioni e raccomandazioni. La Commissione Regionale VIA, sempre con il medesimo parere n. 292/2010 approvava e contestualmente autorizzava il progetto in argomento, salvo precisare che il provvedimento della Giunta Regionale di recepimento del parere stesso, sarebbe stato rilasciato ad avvenuta acquisizione del parere della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna. La Soprintendenza, esaminata la documentazione, evidenziava la necessit di integrazioni progettuali, nonch di effettuare un sopralluogo, allo scopo di verificare lo stato dei luoghi dove si ubica lintervento. La Soprintendenza ha quindi espresso, con nota prot. n. 1172/34.14.04/8.13 del 26/01/2012, il proprio parere favorevole alla realizzazione dellopera, subordinandolo al rispetto di alcune prescrizioni. Ricevuto il sopracitato parere, con la Deliberazione n. 252/2012, la Giunta Regionale ha recepito, facendolo proprio, il parere della Commissione Regionale VIA n. 292/2010. Con il medesimo provvedimento, la Giunta ha espresso il giudizio favorevole di compatibilit ambientale ed ha approvato contestualmente il progetto, recependo le prescrizioni della Soprintendenza, di cui al parere prot. n. 1172/34.14.04/8.13 del 26 gennaio 2012. In relazione a quanto sopra, stato predisposto uno schema di Accordo di Programma tra la Regione del Veneto e il Magistrato alle Acque di Venezia (Allegato A), che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento), al fine di precisare le attivit da svolgere per la realizzazione dellintervento in argomento, le competenze dei soggetti interessati, nonch le relative partecipazioni finanziarie dei soggetti sottoscrittori.

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Il Magistrato alle Acque di Venezia, con nota prot. n. 3850 del 3 aprile 2012, ha comunicato che, nelle more della definizione dellAccordo di Programma con la Regione Veneto, ha gi incaricato il proprio Concessionario, (il Consorzio Venezia Nuova), allo sviluppo della progettazione esecutiva dellintervento. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellart. 53, IV comma dello Statuto, il quale d atto che la struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale; Visto il provvedimento del Consiglio Regionale 1 marzo 2000, n. 24, con il quale stato approvato il Piano per la prevenzione dellinquinamento ed il risanamento delle acque del bacino immediatamente sversante nella Laguna di Venezia Piano Direttore 2000; Viste le Leggi n. 171 del 16 aprile 1973, n. 798 del 29 novembre 1984, n. 360 del 8 novembre 1991 e n. 139 del 5 febbraio 1992; Viste le Leggi n. 448/1998 Es. 1999/2000/2001, n. 388/2000 e 448/2001 e n. 296/2006; Vista la Legge Regionale n. 17 del 27 febbraio 1990; Vista la Deliberazione della Giunta Regionale n. 3968 del 9 novembre 1999; Viste le Deliberazioni del Consiglio Regionale: - n. 23 del 1 marzo 2000 (Riparto 6^ fase); - n. 24 del 4 maggio 2004 (Riparto 8^ fase); - n. 11 del 5 marzo 2009 (Riparto 9^ fase); Viste le Deliberazioni della Giunta Regionale: - n. 1834 del 23 giugno 2000 (Riparto 6^ fase); - n. 3094 del 1 ottobre 2004 (Riparto 4^ fase); - n. 1270 del 5 maggio 2009 (Riparto 9^ fase); Visto il Decreto del Dirigente Regionale della Direzione Progetto Venezia n. 43 del 1 giugno 2007; Vista la Deliberazione della Giunta Regionale n. 252 del 22 febbraio 2012; Vista la nota della Direzione Regionale Difesa del Suolo prot. n. 140480 del 23 marzo 2012; Vista la nota del Magistrato alle Acque di Venezia prot. n. 3850 del 3 aprile 2012; delibera 1. Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento. 2. Di approvare lo schema di Accordo di Programma tra la Regione del Veneto e il Magistrato alle Acque di Venezia, regolante le modalit di attuazione degli interventi di Messa in sicurezza della botte a sifone sottopassante il fiume Brenta in localit Conche di Codevigo. Realizzazione impianto idrovoro Altipiano- I stralcio (Allegato A), dellimporto complessivo di 3.500.000,00, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento. 3. Di dare atto che il Presidente della Giunta Regionale, o suo delegato, provveder alla sottoscrizione della Convenzione, in rappresentanza della Regione Veneto. 4. Di individuare quale Soggetto Attuatore degli interventi in argomento il Magistrato alle Acque di Venezia. 5. Di dare atto che la Regione del Veneto concorrer agli oneri finanziari di detti interventi, per un importo di 2.500.000,00, come previsto dalla D.C.R. n. 11/2009, relativa al riparto dei fondi della Legge Speciale per Venezia, 9^ fase (Legge 296/2006 codice scheda B/5). 6. Di dare atto che il Magistrato alle Acque di Venezia concorrer agli oneri finanziari per la realizzazione delle opere in argomento, garantendo la copertura finanziaria della quota rimanente, per un importo di 1.000.000,00. 7. Di incaricare la Direzione Progetto Venezia, di concerto con la Direzione Regionale Difesa del Suolo, dellesecuzione del presente atto. 8. Di determinare in 2.500.000,00 limporto massimo delle obbligazioni di spesa alla cui assunzione provveder con propri atti la Direzione Progetto Venezia, disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo n. 101204 del bilancio 2012 Trasferimenti alle amministrazioni pubbliche per interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna - nona fase. 9. Di demandare al Dirigente della Direzione Regionale Progetto Venezia ladozione del provvedimento di impegno di spesa, ad avvenuto perfezionamento dellAccordo di Programma. 10. Di dare atto che la spesa di cui si prevede limpegno con il presente atto non rientra nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della L.R. 1/2011. 11. Di trasmettere il presente provvedimento al Magistrato alle Acque di Venezia. 12. Di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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giunta regionale 9^ legislatura

ALLEGATOA alla Dgr n.

ACCORDO DI PROGRAMMA REGOLANTE LE MODALITA DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA BOTTE A SIFONE SOTTOPASSANTE IL FIUME BRENTA IN LOCALIT CONCHE DI CODEVIGO - REALIZZAZIONE DELLIMPIANTO IDROVORO ALTIPIANO, FINANZIATI CON I FONDI DELLA LEGGE SPECIALE PER VENEZIA (Legge n. 296/2006 - 9^ FASE),

TRA La Regione del Veneto con sede a Venezia, Dorsoduro 3901, C.F. 80007580279, rappresentata da ., il quale interviene nel presente atto in rappresentanza della Giunta Regionale del Veneto, di seguito denominata Regione, E Il Magistrato alle Acque di Venezia, con sede in Venezia, San Polo n. 19, C.F 80010060277, rappresentato per la firma del presente atto da .., il quale interviene in qualit di ; PREMESSO CHE la Regione del Veneto e il Magistrato alle Acque, nellambito delle rispettive competenze, provvedono alla salvaguardia della laguna di Venezia e del bacino in essa scolante, ai sensi di quanto previsto dalla vigente Legislazione Speciale per Venezia; il Magistrato alle Acque di Venezia, nellambito degli interventi per la salvaguardia della Laguna, ha in corso di esecuzione quelli volti al risanamento dei manufatti idraulici presenti in corrispondenza delle immissioni dei corsi dacqua del Bacino Scolante nella Laguna di Venezia per il controllo degli afflussi di acqua dolce, al fine di garantire la qualit dellecosistema lagunare; tali manufatti, attraverso cui fluisce in Laguna una considerevole quota degli apporti di acqua dolce del Bacino Scolante e quindi anche dellinquinamento da essi veicolato, si trovano spesso in condizioni di precariet, da un punto di vista della funzionalit idraulica;

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ALLEGATOA alla Dgr n 2090 del 17


nellambito di tali interventi sono compresi quelli, gi avviati, volti alla messa in sicurezza della Botte a sifone sottopassante il Fiume Brenta, in localit Conche di Codevigo (PD), giusta Deliberazione della Giunta Regionale n. 3968 del 9 novembre 1999; lintervento in titolo, volto alla Messa in sicurezza della botte a sifone sottopassante il Fiume Brenta in localit Conche di Codevigo (PD) attraverso la realizzazione dellimpianto idrovoro Altipiano, rientra in tale tipologia di opere, stante la stretta interdipendenza tra le condizioni di efficienza e sicurezza idraulica dellopera in questione e la salvaguardia dellarea lagunare; lintervento oggetto del presente Accordo di Programma, oltre a consentire il controllo degli afflussi di acqua dolce per garantire una migliore conservazione dellambiente lagunare, rende parimenti possibile una migliore gestione delle acque nella rete di bonifica del territorio tributario a monte del manufatto stesso; in considerazione delle finalit complessive perseguite dallintervento previsto dal Magistrato alle Acque di Venezia, la Regione del Veneto, sulla scorta della Deliberazione del Consiglio Regionale n. 11 del 5 marzo 2009, relativa al riparto dei fondi della Legge Speciale per Venezia per il triennio 2007-2009, ha approvato, con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1270 del 5 maggio 2009, lo stanziamento per la copertura di quota parte del primo stralcio dellintervento in questione, assegnando allo stesso Magistrato alle Acque di Venezia limporto di 2.500.000,00; le parti, pertanto, mediante il presente Accordo di Programma, intendono definire le modalit di attuazione dellopera e le relative partecipazioni finanziarie; VISTI la Deliberazione della Giunta Regionale ndel ; le Leggi n. 171/1973, n. 798/1984, n. 139/1992, n. 539/1995, n. 515/1996, n. 345/1997, n. 448/1998, 488/1999, n. 388/2000 e n. 448/2001, n. 296/2006; la L.R. 27 febbraio 1990, n. 17, la L.R. 24 gennaio 1992, n. 8, la L.R. 7 novembre 2003, n. 27 e ss.mm.ii.; il D. Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 e ss.mm.ii., il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207; il Piano per la prevenzione dellinquinamento ed il risanamento delle acque del bacino immediatamente sversante nella Laguna di Venezia Piano Direttore 2000; la Deliberazione del Consiglio Regionale n. 11 del 5 marzo 2009; la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1270 del 5 maggio 2009;

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ALLEGATOA alla Dgr n 2090 del 17

TUTTO CIO' PREMESSO E CONSIDERATO SI PATTUISCE QUANTO SEGUE

ART. 1 Le premesse fanno parte integrante e sostanziale del presente atto.

ART. 2 Attese le finalit dellintervento per la messa in sicurezza della botte a sifone in localit Conche sottopassante il Fiume Brenta, previsto dal Magistrato alle Acque di Venezia nellambito delle opere volte alla salvaguardia di Venezia e della sua Laguna, considerate altres le finalit di gestione idraulica del territorio perseguite dalla Regione del Veneto nella propria programmazione e rilevata linterdipendenza di funzioni e finalit che suggerisce unazione congiunta e simultanea delle due Amministrazioni nellattuazione delle opere in parola, si conviene che il Magistrato alle Acque di Venezia provveda, sotto lAlta Vigilanza dellUfficio Salvaguardia di Venezia, per il tramite del proprio Concessionario Consorzio Venezia Nuova, a: eseguire la progettazione esecutiva dellImpianto Idrovoro Altipiano; completare la progettazione esecutiva, delle opere di messa in sicurezza della botte a sifone sottopassante il fiume Brenta, in localit Conche di Codevigo (PD), oggetto del presente Accordo; svolgere listruttoria dei progetti e lacquisizione di tutti i pareri necessari; procedere alla realizzazione dei lavori, alla direzione e contabilizzazione degli stessi e a quantaltro necessario per il completamento delle opere; La Regione del Veneto, per il tramite della Direzione Difesa del Suolo, proceder allistruttoria di competenza sul progetto esecutivo predisposto dal MAV, rilasciando i necessari pareri prescritti dalle vigenti disposizioni di legge in materia di difesa del suolo.

ART. 3 Il progetto esecutivo degli interventi di Messa in sicurezza della botte a sifone sottopassante il Fiume Brenta in localit Conche di Codevigo (PD) - Realizzazione dellimpianto idrovoro Altipiano I stralcio, prevede opere per un importo complessivo pari a 3.500.000,00.

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Agli oneri finanziari connessi alla redazione del progetto esecutivo ed alla realizzazione delle opere, la Regione del Veneto concorrer con un importo di 2.500.000,00, mediante finanziamento concesso nellambito del riparto 2007/2009 dei fondi della Legge Speciale per Venezia, approvato dal Consiglio Regionale con Deliberazione n. 11 del 5 marzo 2009 e recepito dalla Giunta Regionale con Deliberazione n. 1270 del 5 maggio 2009 (Scheda intervento B/5). Il Magistrato alle Acque di Venezia garantir la copertura finanziaria dellintervento per la quota parte rimanente, pari a 1.000.000,00.

ART. 4 Secondo quanto disposto dal presente Accordo di Programma, viene individuato nel Presidente del Magistrato alle Acque di Venezia il funzionario delegato allattuazione degli interventi, ex art. 8 del D.P.R. 20/04/1994, n. 367. La Regione del Veneto provveder ad accreditare, su apposito conto corrente indicato dal Magistrato alle Acque di Venezia, le somme corrispondenti agli importi degli stati di avanzamento e delle altre spese, su richiesta dal Magistrato alle Acque stesso, previa presentazione di idonea documentazione attestante le spese effettivamente sostenute, secondo quanto stabilito dalla L.R. n. 27/2003 e ss.mm.ii. La liquidazione dei fondi da parte della Regione del Veneto regolata dalla L.R. 27/11/2003, n. 27 e ss.mm.ii. e dalle altre leggi di settore. Laccredito delle somme dovute in base alla contabilit di cui ai precedenti commi dovr avvenire tempestivamente, per quanto compatibile con le procedure amministrative e contabili, con particolare riferimento ai limiti imposti dal c.d. Patto di Stabilit, a seguito della presentazione della documentazione anzidetta. Le spese ammissibili a contributo sono quelle previste dallart. 51 della n. L.R. 27/2003 e ss.mm. ed ii., ossia: a) lavori, servizi e forniture per la realizzazione e lattivazione dellopera; b) acquisizione di immobili e relativi oneri accessori; c) indennit connesse alla realizzazione dellopera; d) imprevisti fino ad un massimo del 10% dellimporto di cui alla lettera a); e) documentate spese tecniche per la progettazione, la direzione lavori, la redazione del piano di sicurezza, la contabilizzazione, lassistenza lavori, il collaudo dei lavori, il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, nonch attivit propedeutiche allespropriazione per pubblica utilit, rilievi, consulenze specialistiche, indagini preliminari e per gli studi ambientali strettamente necessari alla redazione ed allapprovazione del progetto, nonch le spese indispensabili per le comunicazioni dirette alla cittadinanza in merito allattuazione dei lavori. f) I.V.A., nella misura prevista dalla legge ove costituisca effettivo onere per lEnte.

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ALLEGATOA alla Dgr n 2090 del 17


Lerogazione del saldo disposta previa acquisizione del provvedimento esecutivo con il quale il Magistrato alle Acque di Venezia approva gli atti di contabilit finale, il certificato di collaudo e la spesa effettivamente sostenuta, come previsto dalla L.R. n. 27/2003 e ss.mm.ii.

ART.5 Al Magistrato alle Acque di Venezia compete la nomina della Commissione di collaudo delle opere oggetto del presente Atto, che sar composta da tre membri, di cui uno designato dalla Regione del Veneto.

ART. 6 Le parti convengono che, qualora sia necessario introdurre, in corso dopera, variazioni

qualitative/quantitative al progetto originario, il Magistrato alle Acque di Venezia provveder alla relativa istruttoria tecnica, sottoponendo gli elaborati allAmministrazione Regionale Direzione Difesa del Suolo, che dovr esprimere il proprio parere in merito sia alla scelta tecnica, sia allentit economica delle eventuali modifiche. La copertura di ulteriori costi, nonch degli eventuali aumenti degli stessi che, per qualunque motivo, dovessero evidenziarsi nel corso dellesecuzione dei lavori verr preventivamente definita con apposito accordo tra le parti. Le economie di spesa saranno accantonate e potranno essere eventualmente utilizzate nellambito dellintervento in argomento, solo su espressa e preventiva autorizzazione delle parti. In caso di mancato utilizzo delle suddette economie, queste andranno ripartite a conclusione dellintervento in proporzione al rispettivo impegno finanziario.

ART. 7 Il presente Atto diverr esecutivo una volta approvato e sottoscritto dalle parti e avr durata di 5 anni. Le parti, nel caso di motivate esigenze, si riservano la possibilit di prorogare consensualmente la durata del presente Accordo.

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ART. 8 Il Magistrato alle Acque di Venezia si impegna a trasmettere, alle Direzioni Regionali Progetto Venezia e Difesa del Suolo, incaricate di svolgere le attivit tecnico amministrative e contabili del progetto in parola, una nota di aggiornamento, con cadenza semestrale, sullandamento delle varie fasi dellintervento.

ART. 9 Le parti concordano di definire in via bonaria qualsiasi controversia che dovesse sorgere dalla interpretazione o applicazione del presente Accordo; in caso contrario, si proceder ai sensi della vigente normativa in materia. Foro competente quello di Venezia.

ART. 10 Il presente Accordo pu essere risolto in ogni momento, qualora sopraggiunga in capo ad una delle parti limpossibilit di attendere o proseguire gli impegni assunti per ragioni ad essa non imputabili, qualora una delle stesse incorra in gravi inadempienze alle disposizione del medesimo Accordo, oppure in caso di modifiche dellassetto istituzionale.

ART. 11 Il presente atto, esente dallimposta di bollo in base allart. 16 della Tab. All. B del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 e successive modificazioni, sar soggetto allimposta di registro solo in caso duso, ai sensi dellart. 5, comma 2 del D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131, e successive modificazioni. Il presente Accordo, che si compone di 11 articoli, letto ed approvato specificatamente articolo per articolo con le premesse, viene sottoscritto dalle parti.

Venezia, l

Per la Regione del Veneto ..

Per il Magistrato alle Acque di Venezia ..

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2091 del 17 ottobre 2012 Approvazione Accordo quadro interregionale tra la Regione Lombardia, la Regione del Veneto, la Provincia Autonoma di Trento e la Comunit del Garda. [Trasporti e viabilit] Note per la trasparenza: Il presente provvedimento approva un Accordo quadro interregionale, nel quale si attribuiscono e meglio specificano, i compiti di Segreteria e di sintesi politico-amministrativa in capo alla Comunit del Garda, nellambito di tematiche ritenute prioritarie e strategiche. LAssessore Renato Chisso, di concerto con gli Assessori Marino Zorzato e Maurizio Conte, riferisce quanto segue. Le comunit locali, tramite la Comunit del Garda hanno posto in evidenza la necessit di dare maggior evidenza ai compiti attribuiti allEnte in parola dallattuale quadro normativo, nonch di meglio specificare le tematiche oggetto dellattivit di coordinamento in capo alla Comunit stessa. Con il presente provvedimento intendimento sottoporre allapprovazione un Accordo quadro interregionale allinterno del quale possano trovare definizione gli specifici argomenti di interesse dellarea gardesana, sui quali anche la Comunit del Garda possa svolgere le necessarie funzioni di segreteria e di coordinamento. Come noto, LR 52/1989, cos come modificata dalla LR 2/2002, in relazione alla disciplina del demanio lacuale e della navigazione sul lago di Garda, ha istituito un Comitato permanente dintesa fra gli Enti preposti, per lattuazione della normativa in materia, nonch per lo studio e lelaborazione dei suoi eventuali aggiornamenti. Nello stesso provvedimento veniva di fatto confermato, fino allistituzione del Comitato permanente dintesa, il compito di segreteria per il funzionamento dellAutorit Interregionale del Garda, alla Comunit del Garda. Gi con DGR 1350/INF del 17/8/1984, infatti, era stato approvato il protocollo dintesa nel quale veniva espressa la concorde volont dei firmatari (Regione del Veneto, Regione Lombardia e Provincia di Trento) di considerare la Comunit del Garda quale costate punto di riferimento per lo studio dei problemi e quale centro unitario di consulenza e proposta. Peraltro, nellatto istitutivo dellAutorit Interregionale per il Garda, sottoscritto ad Arco il 26 marzo 1988, veniva ribadito il compito attribuito alla Comunit del Garda quale centro unitario di consulenza e di proposta per i problemi concernenti larea benacense nonch costituita la segreteria permanente dellAutorit interregionale stessa, presso gli Uffici della Comunit del Garda. In tale contesto inoltre, viene ravvisata la necessit di evidenziare i compiti specificati nellaccordo quadro in allegato, da attribuire alla Comunit del Garda, al fine di proseguire nellanalisi dei procedimenti utili ad individuare eventuali disomogeneit nellapplicazione della normativa vigente (soprattutto in aree come quella gardesana ove insistono diverse autorit regionali/provinciali); tale iniziativa, ben si inserisce nel gi avviato programma di semplificazione amministrativa di cui alle DDGGRR n. 1599 del 11 ottobre 2011 e n. 1419 del 31 luglio 2012. NellAllegato A, che costituisce parte integrante del presente provvedimento, riportato lAccordo quadro interregionale da sottoporre alla approvazione degli altri Enti firmatari, in cui sono definiti i settori di intervento ritenuti prioritari e strategici, utili a perseguire le finalit sopraindicate. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale - Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellarticolo 53, 4 comma, dello Statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale; - Visto il D.Lgs. n. 112 del 31.03.1998; - Vista la L.R. 1 dicembre 1989, n. 52; - Vista la L.R. 17 gennaio 2002, n. 2; - Vista la DGR 1350/INF del 17/8/1984; - Viste le DDGGRR n. 1599 del 11 ottobre 2011 e n. 1419 del 31 luglio 2012 delibera 1. di considerare le premesse parte integrante del presente provvedimento; 2. di approvare lAccordo quadro interregionale (Allegato A), da sottoporre alla approvazione degli altri Enti firmatari (Regione Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Comunit del Garda) 3. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 4. di dare atto che la Direzione Regionale Mobilit incaricata dellesecuzione del presente atto; 5. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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giunta regionale 9^ legislatura

ALLEGATOA alla Dgr n.


ACCORDO QUADRO INTERREGIONALE tra la Regione Lombardia, la Regione Veneto, la Provincia Autonoma di Trento e la Comunit del Garda Premesso che le Regioni, per le attivit ed i servizi che interessano i territori finitimi, possono addivenire ad intese e costituire uffici o gestioni comuni, anche in forma consortile e che le attivit ed i servizi predetti devono formare oggetto di specifiche intese come recita lart. 8 del DPR 616/1977; che le regioni stesse intendono valutare le soluzioni pi adeguate e meglio rispondere ad una visione unitaria e coerente dei problemi dellarea gardesana attinenti alla tutela, alla valorizzazione ed allo sviluppo del comune patrimonio naturale, ambientale e culturale e concordare le conseguenti iniziative sul piano amministrativo e, occorrendo, legislativo, atte a realizzare le soluzioni, come previsto dallatto del 26.3.1988; che condivisa la necessit di porsi come obiettivo di fondo larmonizzazione delle scelte politiche concernenti il bacino lacuale nel suo insieme nellintento di ridurre al minimo i riflessi negativi derivanti dalla frammentazione istituzionale del territorio gardesano e di assicurare una visione unitaria dei problemi generali dellarea; che la Comunit del Garda da oltre cinquantanni riunisce i comuni gardesani ed altri enti pubblici per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo del territorio, nella sua veste statutaria di Ente territoriale interregionale, ed ha nella sua storia rappresentato lunitaria visione e gestione dei problemi gardesani, come espresso anche nel protocollo di intesa interregionale del 2.7.1984 tra i Presidenti della Regione Lombardia, Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e della Comunit del Garda; che tra la Comunit del Garda, il Ministero dellInterno, i sindaci dei comuni rivieraschi, le Prefetture e le Regioni il 20.3.2009, rinnovato l8.7.2011 stato stipulato il Patto per la sicurezza dellarea del lago di Garda; i Presidenti della Regione Lombardia, Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e la Comunit del Garda concordano 1. Di voler armonizzare le scelte politiche e amministrative riguardanti larea del Garda cos come definito dallo Statuto della Comunit del Garda, adottando il metodo delle consultazioni periodiche programmate con la Comunit, con la partecipazione dei responsabili politici di Giunta competenti per materia e con la riunione dei Presidenti o da loro nominati delegati per la valutazione dei generali problemi darea. Ed anche con riunioni di dirigenti e tecnici per il preliminare lavoro istruttorio. Ci al fine di avviare un nuovo metodo operativo in sintonia con i processi istituzionali in atto, al fine di una comune definizione delle linee politiche interregionali riguardanti larea del Garda; 2. La Comunit sar luogo di naturale riferimento e sintesi per liniziativa politicoamministrativa delle Regioni e della Provincia Autonoma di Trento, per quanto attiene alle

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ALLEGATOA alla Dgr n 2091 del 17


suddette problematiche interregionali di tutta larea e svolger la Segreteria per lattuazione dellaccordo; 3. Ai fini predetti vengono concordemente ritenuti prioritari e strategici i seguenti settori di intervento, per loro caratteristica di valenza e dimensione interregionale: a) Tutela dellambiente e del paesaggio b) Qualit delle acque, sicurezza idraulica e regolazione dei livelli c) Mobilit, infrastrutture di area, navigazione pubblica e privata d) Sicurezza della navigazione delle acque del lago e) Tutela e valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico, culturale dellarea gardesana f) Predisposizione di un disegno coordinato sulla pianificazione territoriale dellarea del Garda. 4. Il presente accordo sar sottoposto allapprovazione dei rispettivi organi deliberanti.

Gardone Riviera, .. Il Presidente della Regione Lombardia Il Presidente della Regione Veneto Il Presidente della Provincia Autonoma di Trento Il Presidente della Comunit del Garda

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2092 del 17 ottobre 2012 L.R. 26.10.2007, n. 30 - Interventi regionali a favore dei Comuni ricadenti nelle aree svantaggiate di montagna e nellarea del Veneto Orientale nel quadriennio 2007 - 2010. Modifica termini di rendicontazione. [Enti locali] Note per la trasparenza: Il provvedimento dispone di modificare, a beneficio dei comuni assegnatari, i termini previsti per la rendicontazione dei progetti/interventi finanziati in conto capitale ai sensi della normativa in oggetto dal 2007 al 2010 con i provvedimenti della Giunta Regionale nn. 2398/08, 1066/09, 869/10, 685/11 (Comuni aree svantaggiate di montagna) nonch nn. 1723/08, 2613/08, 3333/08, 2913/09 e 3252/10 (Comuni area del Veneto Orientale). LAssessore Roberto Ciambetti, riferisce quanto segue. Con Legge Regionale n. 30 del 26.10.2007: Interventi regionali a favore dei Comuni ricadenti nelle aree svantaggiate di montagna e nellarea del Veneto Orientale e sue successive modificazioni e/o integrazioni, la Regione del Veneto ha inteso promuovere interventi a favore dei Comuni ricadenti nelle aree svantaggiate di montagna, dando mandato alla Giunta Regionale di determinare con propri provvedimenti e previo parere della competente Commissione Consiliare, procedure, termini e modalit per lattuazione degli interventi medesimi. A partire dallanno 2007 la Giunta Regionale ha pertanto provveduto ad ammettere a finanziamento spese di investimento finalizzate al miglioramento dei servizi e della qualit della vita dei cittadini residenti nei 171 Comuni montani individuati quali destinatari dei contributi ed elencati secondo lordine decrescente di una graduatoria di svantaggio socio-economico determinata in base alle priorit ed ai criteri individuati dalla norma medesima, con la preferenza a parit di punteggio per i Comuni con minor numero di abitanti, e provvedendo altres ad assegnare, fino allesaurimento delle somme a tal fine stanziate per gli esercizi di riferimento e con riguardo ad un limite massimo contributivo assegnabile per singolo Comune di volta in volta individuato, i contributi economici spettanti a ciascun Ente, demandandone la relativa liquidazione al Dirigente responsabile della Direzione Regionale Enti Locali, Persone Giuridiche e Controllo Atti previa specifica rendicontazione da parte di ciascun Ente assegnatario di contributo delle spese sostenute per la realizzazione dei progetti/interventi oggetto del finanziamento medesimo. Allo stesso scopo, ed in presenza di specifico stanziamento in sede di bilancio, gli interventi regionali in argomento hanno inteso finanziare anche spese di gestione e di funzionamento in determinati settori: servizi sociali; trasporto scolastico; gestione, manutenzione e sgombero neve dalle strade comunali; riscaldamento stabili comunali e scuole. Complessivamente, nel quinquennio 2007 - 2008 - 2009 - 2010 e 2011, mediante apposite deliberazioni di assegnazione per ciascun anno di riferimento (rispettivamente nn.: 2398/08.08.2008, 1066/21.04.2009, 869/15.03.2010, 685/24.05.2011 e 1720/26.10.2011) la Giunta Regionale, in attuazione della L.R. 30/07 in oggetto, ha prodotto i seguenti risultati: A spese di investimento (cap. 101023) Comuni contributo fondi Comuni che hanno domande di progetti / progetti / massimo Comuni stanziati destina- presentato contributo interventi interventi assegnabile finanz.ti (euro) tari domanda di presentate presentati finanziati (euro) contributo 9.000.000 200.000 171 127 143 207 47 94 8.352.500 135.000 171 128 134 160 65 79 9.000.000 135.000 171 123 135 157 71 91 5.000.000 90.000 171 135 142 170 56 68 31.352.500 513 554 694 239 332 B spese di gestione e funzionamento (cap. 101064) contributo fondi Comuni Comuni massimo stanziati destina- finanz. assegna(euro) tari ti bile (euro) 0 237.500 237.500 200.000 200.000 875.000 0 20.000 20.000 20.000 20.000 0 14 14 14 14 0 14 14 14 14 56

2007 2008 2009 2010 2011

La L.R. 30/07 ha promosso altres interventi regionali mirati a finanziare le spese di investimento per lesercizio di funzioni e servizi comunali volte al miglioramento dei servizi e della qualit della vita dei cittadini residenti nei Comuni ricadenti nellarea del Veneto Orientale, nonch nei Comuni della Provincia di Treviso con meno di cinquemila abitanti, confinanti con la Regione Friuli Venezia - Giulia, ad esclusione dei Comuni che fanno parte delle Comunit Montane (art. 1, c. 1, L.R. 30/2007, cos come integrato dallart. 81, c. 1, L.R. 1/2008). A partire dallanno 2007 e fino al 2010, previa definizione dei criteri e delle modalit operative per lattuazione della L.R. 30/2007, la Giunta Regionale ha pertanto disposto annualmente il finanziamento degli interventi presentati dai 24 Comuni interessati dalla sopracitata normativa ed inerenti alle finalit previste dalla medesima. Con i provvedimenti suddetti, la Giunta Regionale ha altres stabilito, con riferimento alle sole spese di investimento e con riguardo a ciascun anno di riferimento, un termine di anni quattro per linoltro della rendicontazione delle spese sostenute dai Comuni assegnatari delle aree svantaggiate di montagna per la realizzazione di ciascun progetto/intervento finanziato, prevedendo invece, per ciascun anno di riferimento, un termine di tre anni (compreso lesercizio 2009) per la rendicontazione delle spese sostenute

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dai Comuni dellarea del Veneto Orientale per la realizzazione di ciascun progetto/intervento finanziato, aumentato a quattro anni nellanno 2010 in analogia a quanto disposto per i Comuni delle aree svantaggiate di montagna. In sintesi, i termini originari per la rendicontazioni delle spese sostenute ai sensi della L.R. 30/07 in oggetto, risultano essere: SPESE DI INVESTIMENTO COMUNI AREE SVANTAGGIATE DI MONTAGNA COMUNI AREA DEL VENETO ORIENTALE PROVVEDIMENTO PROVVEDIMENTO TERMINE PER LA TERMINE PER LA DI ASSEGNAZIONE DI ASSEGNAZIONE RENDICONTAZIONE RENDICONTAZIONE CONTRIBUTI CONTRIBUTI 2398/2008 31/12/2011 1723/2008 31/12/2011 2613/2008 31/12/2011 1066/2009 31/12/2012 3333/2008 869/2010 31/12/2013 2913/2009 31/12/2012 685/2011 31/12/2014 3252/2010 31/12/2014

ANNO 2007 2008 2009 2010

Con provvedimento n. 1428 del 31.07.2012, la Giunta Regionale ha inoltre approvato i criteri e le modalit per lautorizzazione di modifiche ai progetti/interventi ammessi a contributo regionale ai sensi della medesima legge regionale per le sole spese di investimento nel quadriennio 2007 - 2010 e con riferimento ai Comuni delle aree svantaggiate di montagna ed ai Comuni area del Veneto Orientale nonch nei Comuni della Provincia di Treviso con meno di cinquemila abitanti, confinanti con la Regione Friuli Venezia - Giulia, ad esclusione dei Comuni che fanno parte delle Comunit Montane, stabilendo, tra laltro, che i termini di rendicontazione degli interventi oggetto di modifica dovessero rispettare la tempistica prevista per la rendicontazione individuata originariamente per lanno di riferimento dal rispettivo provvedimento di individuazione dei criteri e modalit operative, o, in alternativa e su richiesta adeguatamente motivata, uneventuale proroga massima di un anno rispetto al termine previsto originariamente per la rendicontazione medesima. A partire dallanno 2011 ad oggi, nellapprossimarsi di alcune scadenze previste dalle deliberazioni di cui sopra e con riguardo alle sole spese di investimento, sono pervenute alla competente Direzione Enti Locali, Persone Giuridiche e Controllo Atti, da parte soprattutto di alcuni degli Enti assegnatari di contributo per lanno 2007 nonch (in misura minore) per lanno 2008, numerose istanze tese ad ottenere proroghe dei termini di rendicontazione previsti e di cui sopra. Tali istanze, non riferibili alle eventuali modifiche autorizzabili rispetto ai progetti/interventi ammessi a suo tempo a beneficio regionale e di cui alla citata D.G.R. n. 1428/12, risultano principalmente riconducibili alle seguenti categorie: sospensioni dei lavori derivanti dal peggioramento delle condizioni meteorologiche proprie della stagione invernale: alluvioni, smottamenti, frane, abbondanti nevicate, gelate, ecc.; peggioramento dei tetti di spesa previsti dal Patto di Stabilit Interno, connesso al processo generalizzato di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica conseguente alla crisi economica mondiale ed europea; procedure espropriative particolarmente complesse; lungaggini derivanti dal rilascio di autorizzazioni da parte di Enti statali. In conseguenza di ci, nel ritenere che tali proroghe non pregiudichino le condizioni poste alla base dei finanziamenti sin qui assegnati o le finalit per le quali i medesimi sono stati in origine accordati, e reputando altres che tali circostanze possano manifestarsi anche con riferimento ai contributi assegnati nei successivi anni 2009 e 2010, si ritiene opportuno modificare i termini per le rendicontazioni di cui sopra allungando i medesimi dai quattro anni previsti (per i Comuni aree svantaggiate di montagna) e dai tre anni principalmente previsti (per i Comuni area del Veneto Orientale: esercizi 2007 - 2008 -2009) ad un massimo di sei anni per tutti i Comuni assegnatari di contributo ai sensi della legge regionale in oggetto. Ci, poich si ritiene che tale arco temporale massimo di sei anni per la rendicontazione dei progetti/interventi finanziati sia pi congruo nel caso dei suddetti ritardi nella realizzazione dei medesimi e collochi i nuovi termini di rendicontazione in prossimit di quelli stabiliti dalla norma, per ciascun anno di riferimento, per il mantenimento a bilancio dei residui passivi relativi a spese di investimento (art. 51, c. 2, lettera b - L. R. 29 novembre 2001, n. 39: Ordinamento del Bilancio e della Contabilit della Regione). Sulla base pertanto di quanto sopra espresso e con particolare riguardo alle relative graduatorie di assegnazione in argomento, ed a parziale modifica delle deliberazioni della Giunta Regionale nn. 2398/08, 1066/09, 869/10 e 685/11 (Comuni aree svantaggiate di montagna) e nn. 1723/08, 2613/08, 3333/08, 2913/09 e 3252/10 (Comuni area del Veneto Orientale) nonch della D.G.R. n. 1428/12 di cui sopra, si propone, previa apposita istanza adeguatamente motivata da parte degli Enti risultati assegnatari di contributo per spese di investimento nel periodo considerato (quadriennio 2007/2010), di individuare nelle date sotto specificate i termini massimi inderogabili per la trasmissione della rendicontazione delle spese sostenute per la realizzazione di ciascun progetto/intervento finanziato ai sensi della L.R. 30/2007 in oggetto, mantenendo cos del tutto inalterate le condizioni e le priorit che, relativamente ai Comuni ricadenti nelle aree svantaggiate di montagna, hanno caratterizzato lindividuazione dei n. 332 progetti/interventi ammessi a contributo ai sensi della normativa in oggetto. Lo stesso dicasi per i progetti/interventi ammessi a contributo relativi ai Comuni ricadenti nellarea del Veneto Orientale nonch nei Comuni della Provincia di Treviso con meno di cinquemila abitanti, confinanti con la Regione Friuli Venezia - Giulia, ad esclusione dei Comuni che fanno parte delle Comunit Montane.

Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 Termini massimi inderogabili proposti:

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ANNO 2007 2008 2009 2010

SPESE DI INVESTIMENTO COMUNI AREE SVANTAGGIATE DI MONTAGNA COMUNI AREA DEL VENETO ORIENTALE TERMINE MASSIMO TERMINE MASSIMO PROVVEDIMENTO PROVVEDIMENTO INDEROGABILE INDEROGABILE DI ASSEGNAZIONE DI ASSEGNAZIONE PER LA PER LA CONTRIBUTI CONTRIBUTI RENDICONTAZIONE RENDICONTAZIONE 2398/2008 31/12/2013 1723/2008 31/12/2013 2613/2008 1066/2009 31/12/2014 31/12/2014 3333/2008 869/2010 31/12/2015 2913/2009 31/12/2015 685/2011 31/12/2016 3252/2010 31/12/2016

Ci premesso, si propone infine di demandare lautorizzazione ai Comuni richiedenti le eventuali proroghe de quo al Dirigente della Direzione Enti Locali, Persone Giuridiche e Controllo Atti. Decorsi tali termini massimi inderogabili senza che i Comuni assegnatari nel quadriennio 2007 - 2010 dei finanziamenti regionali ai sensi della L.R. 30/07 abbiano ottemperato allinvio della rendicontazione delle spese sostenute per la realizzazione dei progetti/interventi ammessi a finanziamento, si propone altres di demandare al Dirigente della Direzione Enti Locali, Persone Giuridiche e Controllo Atti di provvedere, con proprio atto ed in attuazione di quanto disposto nei rispettivi provvedimenti di assegnazione pi volte richiamati, a proporre la revoca dei contributi assegnati. Per quanto non espressamente previsto dal presente provvedimento, si richiamano le disposizioni, per ciascun anno di riferimento, contenute nei relativi provvedimenti di assegnazione di contributo sopra citati. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellarticolo 53, quarto comma, dello Statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale; Vista la L.R. 39/2001 e successive modifiche ed integrazioni; Vista la L.R. 7/11/2003, n. 27 e successive modifiche ed integrazioni; Vista la L.R. 26/10/2007 n. 30; Visti i seguenti provvedimenti: DGR n. 2398/2008, DGR n. 1066/2009, DGR n. 869/2010 e DGR n. 685/2011 (Comuni aree svantaggiate di montagna) nonch DGR n. 1723/08, DGR n. 2613/08, DGR n. 3333/08, DGR n. 2913/09 e 3252/10 (Comuni area del Veneto Orientale), oltre che DGR n. 1428/12. delibera 1. di individuare nelle date sotto specificate, per le motivazioni in premessa illustrate che qui si intendono integralmente riportate ed a parziale modifica delle deliberazioni della Giunta Regionale nn. 2398/08, 1066/09, 869/10 e 685/11 (Comuni aree svantaggiate di montagna) e nn. 1723/08, 2613/08, 3333/08, 2913/09 e 3252/10 (Comuni area del Veneto Orientale) oltre che della deliberazione della Giunta Regionale n. 1428/12, i termini massimi inderogabili per la trasmissione della rendicontazione, da parte degli Enti assegnatari di contributo ai sensi della L.R. 30/07 nel quadriennio 2007 - 2010, delle spese di investimento sostenute per la realizzazione di ciascun progetto/intervento ammesso a finanziamento: SPESE DI INVESTIMENTO COMUNI AREE SVANTAGGIATE DI MONTAGNA COMUNI AREA DEL VENETO ORIENTALE TERMINE MASSIMO TERMINE MASSIMO PROVVEDIMENTO PROVVEDIMENTO INDEROGABILE INDEROGABILE ANNO DI ASSEGNAZIONE DI ASSEGNAZIONE PER LA PER LA CONTRIBUTI CONTRIBUTI RENDICONTAZIONE RENDICONTAZIONE 2007 2398/2008 31/12/2013 1723/2008 31/12/2013 2613/2008 31/12/2014 2008 1066/2009 31/12/2014 3333/2008 2009 869/2010 31/12/2015 2913/2009 31/12/2015 2010 685/2011 31/12/2016 3252/2010 31/12/2016

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2. di incaricare, per le motivazioni in premessa illustrate che qui si intendono integralmente riportate, il Dirigente della Direzione Enti Locali, Persone Giuridiche e Controllo Atti di ogni ulteriore adempimento conseguente alla presente deliberazione, ivi compresa lautorizzazione alle eventuali proroghe dei termini di rendicontazione di cui sopra oltre alladozione di appositi provvedimenti di revoca dei contributi assegnati agli Enti che non ottemperino, entro i termini perentori specificati nel precedente punto 1. del dispositivo, alla trasmissione della rendicontazione delle spese sostenute per la realizzazione di ciascun progetto/intervento ammesso a contributo negli esercizi di riferimento; 3. di richiamare, per quanto non espressamente stabilito dal presente provvedimento, le disposizioni riportate nei provvedimenti originari di assegnazione, per ciascun anno di riferimento, specificati nella tabella di cui al precedente punto 1. del dispositivo; 4. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 5. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2094 del 17 ottobre 2012 Assemblea straordinaria ed ordinaria dei Soci della Autovie Venete S.p.A. del 22 ottobre 2012 alle ore 14.30. [Enti regionali o a partecipazione regionale]

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Note per la trasparenza: Partecipazione allassemblea straordinaria ed ordinaria della Autovie Venete S.p.A. del 22 ottobre 2012 alle ore 14.30 avente allordine del giorno la modifica di due articoli dello statuto, lapprovazione del bilancio di esercizio al 30 giugno 2012, il rinnovo del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, il conferimento dellincarico della revisione legale dei conti e la determinazione dei rispettivi compensi. LAssessore Roberto Ciambetti, di concerto con lAssessore Renato Chisso, riferisce quanto segue. Con nota n. prot. U/37084 del 27 settembre 2012 la Societ ha comunicato la convocazione dellAssemblea straordinaria ed ordinaria dei Soci di Autovie Venete S.p.A., di cui la Regione del Veneto detiene una partecipazione pari al 4,83% del capitale sociale, presso la Sala Convegni Friulia - via Locchi n. 21/B, a Trieste, per il giorno 22 ottobre 2012 alle ore 14.30 per discutere e deliberare sul seguente: ORDINE DEL GIORNO Parte straordinaria 1) Modifiche agli articoli 17 e 25 dello Statuto Sociale. Parte ordinaria 1) Esame del bilancio desercizio al 30/06/2012, della relazione degli Amministratori sulla gestione, della relazione del Collegio Sindacale e della relazione della Societ di Revisione e determinazioni conseguenti; 2) Determinazione del numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione; 3) Nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione per gli esercizi 2012/2013, 2013/2014, 2014/2015; 4) Nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione; 5) Determinazione del compenso dei componenti del Consiglio di Amministrazione. 6) Conferimento dellincarico della revisione legale dei conti per gli esercizi 2012/2013, 2013/2014, 2014/2015 e determinazione del compenso. 7) Nomina dei componenti del Collegio Sindacale per gli esercizi 2012/2013, 2013/2014, 2014/2015 e determinazione del compenso. Per quanto riguarda la parte straordinaria la Societ ha trasmesso un testo sinottico contenente lo statuto attualmente vigente e le modifiche proposte agli articoli 17 e 25 dello Statuto (Allegato A). In merito al primo dei due articoli, che tratta del Consiglio di Amministrazione, viene proposto di ridurre il numero dei componenti dellorgano addivenendo ad una composizione variabile da cinque a sette membri e non pi come il testo vigente da sette a dodici. Viene inoltre previsto che alle sedute del Consiglio di Amministrazione possa partecipare in qualit di uditore il Direttore di Friulia S.p.A. od un suo delegato comunque dipendente di tale Societ. Il testo vigente prevede invece che lassemblea possa nominare tra gli amministratori anche il soggetto che ricopre la carica di Presidente o Amministratore Delegato in Friulia S.p.A.. Tale passo stato appunto eliminato dalla nuova versione dellarticolo. La modifica allart. 25 recepisce la nuova denominazione di revisione legale dei conti arrecata dallart. 37 del D.Lgs 39/2010 sostituendola a quella di controllo contabile. Considerata la natura delle modifiche proposte, tenuto conto che la stessa Giunta regionale con propria deliberazione n. 2495/2007 aveva fornito dei criteri alle societ partecipate dalla Regione del Veneto volti alla riduzione del numero dei componenti, si propone di approvare le modifiche proposte agli artt. 17 e 25 dello statuto di Autovie Venete S.p.A. come illustrate nellAllegato A. In relazione al primo punto allordine del giorno della parte ordinaria, dalla documentazione trasmessa dalla Societ, che si compone del bilancio al 30/06/2012 e relativa nota integrativa, della relazione degli Amministratori sulla gestione, della relazione del Collegio Sindacale e della relazione della Societ di revisione (Allegato B), si evince che Autovie Venete S.p.A. ha chiuso lesercizio con un Utile di 22.417.316,00, registrando un incremento del 36,72% rispetto allesercizio precedente (utile desercizio 2011 pari a 16.395.416,00). Da unanalisi dei prospetti di bilancio si evidenzia che il Valore della produzione ha raggiunto nellanno 2012 la somma di 169.481.790,00, in crescita rispetto al 2011 del 10,41%; tale variazione va individuata principalmente nellincremento dei proventi da pedaggio, per effetto dellincremento tariffario con decorrenza primo gennaio 2012, e, al maggior sovrapprezzo tariffario, denominato Integrazione al canone di concessione. Anche i Costi della Produzione, pari ad 150.603.463,00, sono complessivamente aumentati rispetto allesercizio precedente del 18,67%: in particolare, si evidenziano incrementi nei Costi per servizi passati da 27,4 mln. a 28,3 mln. , nei Costi del personale passati a 44,3 mln. , negli Ammortamenti e svalutazioni ammontanti a 47,2 mln. e negli Oneri diversi di gestione che assommano ad 25,7 mln. . La differenza tra Valore e costi della produzione al 30/06/2012 risultata pertanto di 18.878.327,00. Il Patrimonio Netto si attestato a 456.528.970,00, in aumento rispetto al 2011 del 4,18%, quando lo stesso era pari a 438.210.504,00.

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012

Per quanto concerne il complesso delle Attivit patrimoniali, pari ad 633.258.718,00, si registra un incremento del 7,98 % rispetto allanno precedente. In merito alle attivit svolte dalla societ Autovie Venete S.p.a. nellesercizio 2011/2012, si rinvia a quanto indicato nella relazione degli Amministratori sulla gestione. Per ogni ulteriore dettaglio, si rinvia alla documentazione allegata. Ci considerato, si propone di approvare il bilancio di esercizio al 30/06/2012, destinandone lutile, pari a 22.417.315,95, per limporto di 1.120.865,80 alla Riserva legale, per limporto di 17.100.604,37 alla Riserva straordinaria, per limporto di 790.700,00 alla Riserva straordinaria vincolata per ritardi investimenti P.F. 2009, e per limporto di 3.405.145,78 allerogazione di un dividendo, in misura di 0,00560686 per ciascuna azione in circolazione, come da proposta del Consiglio di Amministrazione della Societ. Per quanto riguarda i punti da due a quattro dellordine del giorno della parte ordinaria si rappresenta che la partecipazione alquanto minoritaria della Regione non d la possibilit di indicare una lista di candidati immediatamente eleggibili e che il socio Friulia S.p.A., societ finanziaria regionale del Friuli Venezia Giulia, detiene una partecipazione pari all86,52% del capitale sociale. Si propone pertanto in relazione ai punti 2. e 3. e 4. di votare in assemblea per la lista che presenter lazionista di maggioranza Friulia S.p.A. e per il nominativo che lo stesso indicher alla carica di Presidente, previa verifica del possesso dei requisiti da parte delle persone da nominare. In relazione al punto 5. si rappresenta che gli attuali compensi al Consiglio di Amministrazione sono strutturati nel seguente modo: - al Presidente spetta una indennit annua lorda pari ad 30.000,00, come da deliberazione assembleare, pi unindennit annua lorda di 105.000,00 per le deleghe ricevute in sede di Consiglio di Amministrazione; - al Vice Presidente Vicario una indennit annua lorda di 16.200,00, come da deliberazione assembleare, pi una indennit annua lorda di 25.000,00 per le deleghe ricevute in sede di Consiglio di Amministrazione; - al Vice Presidente una indennit annua lorda di 16.200,00, come da deliberazione assembleare, pi una indennit annua lorda di 10.000,00 per le deleghe ricevute in sede di Consiglio di Amministrazione; - a ciascun altro consigliere una indennit annua lorda di 16.200,00 come da deliberazione assembleare. A tutti i consiglieri inoltre riconosciuta una diaria pari ad 60,00 lordi per spostamenti allinterno della regione di propria residenza ed 135,00 per gli spostamenti al di fuori di questa. Tenuto conto che la previsione di cui alla DGR 2951/2010, lett. F-II, per la societ Autovie Venete S.p.A., considerata la percentuale di partecipazione regionale al capitale sociale, da intendersi solo quale utile suggerimento, e che la riduzione del numero dei componenti dellorgano porter comunque ad una riduzione dei costi, si propone di votare secondo quanto emerger in sede assembleare. Per quanto riguarda il punto 6. allordine del giorno, la Societ non ha trasmesso alcuna informazione, ed in particolare la proposta motivata che dovrebbe presentare il Collegio Sindacale, ai sensi di quanto previsto dallart. 13 del D.Lgs. 39/2010, per cui si propone di astenersi sul punto. In merito al punto 7, si rappresenta che il Collegio Sindacale composto da cinque componenti effettivi e due supplenti. Il Presidente nominato dal Ministero dellEconomia e delle finanze, un altro componente effettivo dallANAS Spa e tutti gli altri componenti dallassemblea. In merito al compenso, si rappresenta che attualmente attribuito nella misura minima prevista dalla Tariffa dei Dottori Commercialisti, con la precisazione che il compenso complessivo di ciascun sindaco effettivo, compreso quello del presidente, assoggettato al limite massimo annuo di euro 41.316,55 per ciascun esercizio. Per ogni spostamento dalla residenza al luogo in cui il sindaco svolge la propria funzione sono rimborsate inoltre le spese di vitto e alloggio sostenute ed previsto un rimborso spese viaggio con mezzo di propriet in base alle tariffe ACI in vigore parametrate al limite massimo di 160 Kw. Dalla nota integrativa al bilancio al 30/6/2012 risulta che per lintero organo il compenso stato pari ad 219.779,00. Si propone, pertanto, di prendere atto delle nomine riservate al Ministero e allANAS e, relativamente a quelle riservate allassemblea, di uniformarsi a quanto verr proposto dalla maggioranza espressa in sede assembleare, previa verifica del possesso dei requisiti da parte delle persone da nominare. Si propone, inoltre, tenuto conto di quanto precedentemente rappresentato in merito alla DGR 2951/2010, di conformarsi a quanto emerger in sede assembleare a condizione che non venga eliminato o aumentato il tetto previsto al compenso di ciascun sindaco effettivo. Tutto ci premesso il relatore conclude la relazione sottoponendo allapprovazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellart. 53, 4 comma dello Statuto, il quale d atto che la struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione statale e regionale; Vista la Legge Regionale 29 aprile 1985, n. 35; Visto lo Statuto di Autovie Venete S.p.A.; Vista la nota n. prot. U/37084 del 27 settembre 2012 di convocazione dellassemblea di Autovie Venete S.p.A.; Considerato che ai sensi dellarticolo 61, comma 3 dello Statuto del Veneto, il Presidente della Giunta Regionale o suo delegato, parteciper allassemblea; Vista la DGR 2951/2010; Viste le proposte di modifica allo statuto presentate dalla Societ (Allegato A); Visto il bilancio di Autovie Venete al 30 giugno 2012 (Allegato B);

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1. in relazione alla parte straordinaria, di approvare le modifiche proposte agli artt. 17 e 25 dello statuto di Autovie Venete S.p.A. come illustrate nellAllegato A; 2. in relazione al punto 1. allordine del giorno dellassemblea ordinaria, di approvare il bilancio di esercizio di Autovie Venete S.p.A. chiuso al 30.6.2012 e la proposta di destinazione degli utili formulata dal Consiglio di Amministrazione della Societ (Allegato B), secondo quanto indicato in premessa; 3. in relazione ai punti 2. e 3. e 4. di votare in assemblea per la lista che presenter lazionista di maggioranza Friulia S.p.A. e per il nominativo che lo stesso indicher alla carica di Presidente, previa verifica del possesso dei requisiti da parte delle persone da nominare; 4. in relazione al punto 5., per le motivazioni indicate in premessa, di votare secondo quanto emerger in sede assembleare; 5. in relazione al punto 6. di astenersi sul punto; 6. in relazione al punto 7., di prendere atto delle nomine riservate al Ministero e allANAS e, relativamente a quelle riservate allassemblea, di uniformarsi a quanto verr proposto dalla maggioranza espressa in sede assembleare, previa verifica del possesso dei requisiti da parte delle persone da nominare; 7. ancora in relazione al punto 7., in merito alla determinazione del compenso allorgano di controllo, di conformarsi a quanto emerger in sede assembleare a condizione che non venga eliminato o aumentato il tetto previsto al compenso di ciascun sindaco effettivo; 8. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 9. di pubblicare la presente deliberazione ad eccezione dei suoi allegati nel Bollettino Ufficiale Regionale e nel sito internet della Regione del Veneto.

Allegato (omissis)

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2097 del 17 ottobre 2012 Presa datto delle risultanze dellanno 2011 derivanti dalla rendicontazione del SIRFAC, del Fondo Regionale per le attivit trasfusionali (FRAT) e del parere della V^ Commissione consiliare n. PAGR/209 del 17/4/2012. L.R. n. 5/2001, art. 41. CR/146 del 29 dicembre 2011. [Sanit e igiene pubblica] Note per la trasparenza: Presa datto delle risultanze dellanno 2011 derivanti dalla rendicontazione del SIRFAC, del Fondo Regionale per le attivit trasfusionali (FRAT) e del parere della V^ Commissione consiliare n. PAGR/209 del 17/4/2012. LAssessore Luca Coletto riferisce quanto segue. La Deliberazione della Giunta Regionale n. 4051 del 11/12/2007, la quale ha istituito il Fondo regionale per i farmaci oncologici ad alto costo erogati in regime ambulatoriale ed il correlato Sistema informativo regionale, ha stabilito che il citato fondo rientri tra le risorse statali stanziate annualmente per lerogazione dei LEA, assoggettando lo stesso, per gli anni successivi, a rivalutazione annuale sulla base dei dati ricavati dal Sistema Informativo Regionale e dellinserimento di nuovi farmaci. In attuazione del sopracitato atto n. 4051/2007, con deliberazione della Giunta Regionale n. 951 del 5/07/2011 sono state ripartite a titolo di acconto le risorse per il Fondo farmaci oncologici dellanno 2011. Successivamente e prima della chiusura dellesercizio 2011, sulla base degli aggiornamenti inseriti dalle aziende sanitarie nellapplicativo software regionale appositamente approntato (SIRFAC), la competente struttura regionale ha provveduto a destinare con decreto n. 62 del 28/12/2011, in via prudenziale, unulteriore quota a copertura dei maggiori oneri preventivati, impegnando la somma di Euro 11.223.080,51=, (impegno n. 4686/2011) al capitolo di spesa n. 101177 Quota del fabbisogno di parte corrente per lerogazione dei LEA da parte delle aziende sanitarie del Veneto (art. 51, L.23/12/1978, n. 833 - art. 12, c. 5, D.Lgs. 30/12/1992, n. 502, art. 52, L.R. 16/02/2010, n. 11) del Bilancio Regionale di Previsione 2011. Sulla base delle risultanze a consuntivo della predetta procedura regionale SIRFAC, la competente struttura regionale, ha provveduto a saldare con decreto n. 9 del 4/04/2012 gli importi di spettanza alle singole aziende per lesercizio 2011 per Euro 5.695.841,00=, stabilendo altres di destinare la quota rimanente gi impegnata con il precitato decreto n. 62/2011 pari ad Euro 5.527.239,51 a titolo di acconto per la copertura dei maggiori costi correlati allerogazione dei LEA per lanno di riferimento. Con le Deliberazioni della Giunta Regionale n. 4303/2004, n. 362/2005, n. 1423/2007 e n. 3910/2007, sono stati istituiti e regolamentati i Dipartimenti Interaziendali di Medicina Trasfusionale (DIMT), ed stato costituito il Fondo Regionale per le Attivit Trasfusionali (FRAT), corrisposto ai vari Dipartimenti Interaziendali di Medicina Trasfusionale (DIMT), in relazione al rispetto degli obiettivi annuali a loro assegnati, prevedendone le disposizioni applicative ed i criteri per lassegnazione del FRAT ai singoli DIMT. Per lanno 2011, lammontare complessivo assegnato al FRAT con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 951 del 5/07/2011, risulta pari ad euro 85.759.000,00=, cos come indicato nellAllegato B, pag. 29, Tabella 17 Assegnazione per il Fondo Regionale per le Attivit Trasfusionali della medesima deliberazione. Sulla base delle comunicazioni del Centro Regionale per le Attivit Trasfusionali (CRAT), prot. n. 91/2012/V del 31/01/2012 e prot. n. 198/2012/V del 19/03/2012, la competente struttura regionale ha preso atto, con decreto n. 6 del 26/03/2012, delle risultanze a consuntivo della spesa per attivit trasfusionali relative allanno 2011 e delle conseguenti compensazioni da effettuare rispetto alle somme attribuite con deliberazione n. 951/2011, stabilendo altres di destinare il saldo tra le somme da erogare e da trattenere pari a Euro 4.383.972,43 a titolo di acconto per la copertura dei maggiori costi correlati allerogazione dei LEA per lanno di riferimento. In relazione alla proposta di deliberazione 146/CR del 29/12/2011, la V^ Commissione consiliare, nella seduta del 5 aprile 2012, ha espresso parere favorevole, subordinatamente ad alcune indicazioni di carattere organizzativo. Con il presente provvedimento, pertanto, si dispone di prendere atto di tale parere. Alla luce di quanto sopra esposto, si prende altres atto della comunicazione della Direzione Attuazione Programmazione Sanitaria prot. n. 431249 del 19 Settembre 2011, con allegata la nota del Coordinamento Regionale per lEmergenza ed Urgenza (CREU) ad oggetto Sviluppo rete emergenza, nonch della comunicazione del Dirigente regionale della Direzione Attuazione Programmazione Sanitaria prot. n. CREU 38/2012 del 27/07/12. Di conseguenza, le somme preventivamente impegnate con decreto n. 66 del 29/12/2011 (impegno n. 4871/2011) devono ora essere riattribuite a titolo di anticipazione finanziaria per la copertura dei maggiori costi correlati allerogazione dei LEA per lanno 2011, come da decreto n. 17 del 21/05/2012 della competente struttura regionale. Per quanto sopra esposto, si ritiene di prendere atto di quanto riportato nei sopracitati decreti (Decreti nn. 6/2012, 9/2012 e 17/2012 della U.P. Programmazione Risorse Finanziarie SSR), disponendo la destinazione a copertura dei maggiori costi correlati allerogazione dei LEA per lanno 2011 delle somme ivi evidenziate a seguito delle rimodulazioni operate, rinviando a successivo provvedimento della Giunta Regionale di ripiano perdite 2011 leffettiva attribuzione delle predette somme alle Aziende Sanitarie beneficiarie. Il Relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.

Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 La Giunta regionale

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Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellart. 53, 4 comma dello Statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale; Viste le Deliberazioni della Giunta Regionale n. 4303/2004, n. 362/2005, n. 1423/2007 e n. 3910/2007; Vista la Deliberazione della Giunta Regionale n. 4051 del 11/12/2007; Vista la Deliberazione della Giunta Regionale n. 951 del 5/07/2011; Visto il decreto della U.P. Programmazione Risorse Finanziarie SSR n. 62 del 28/12/2011; Visto il decreto della U.P. Programmazione Risorse Finanziarie SSR n. 66 del 29/12/2011; Visto il decreto della U.P. Programmazione Risorse Finanziarie SSR n. 6 del 25/03/2012; Visto il decreto della U.P. Programmazione Risorse Finanziarie SSR n 9 del 4/04/2012; Visto il decreto della U.P. Programmazione Risorse Finanziarie SSR n. 17 del 21/05/2012; Vista la comunicazione del CRAT prot. n. 91/2012/V del 31/01/2012 integrata dalla nota prot. n. 198/2012/V del 19/03/2012; Visto il parere della V^ Commissione consiliare n. PAGR/209 del 17/4/2012; delibera 1. di prendere atto, per quanto riportato nelle premesse del presente provvedimento che qui si intendono integralmente riportate, dei decreti n. 6/2012 (FRAT) e n. 9/2012 (SIRFAC) dellU.P. Programmazione Risorse Finanziarie SSR, disponendo la destinazione a copertura dei maggiori costi correlati allerogazione dei LEA per lanno 2011 delle somme ivi evidenziate a seguito delle rimodulazioni operate, rinviando a successivo provvedimento della Giunta Regionale di ripiano perdite 2011 leffettiva attribuzione delle predette somme alle Aziende Sanitarie beneficiarie; 2. di prendere atto di quanto stabilito dalla Quinta Commissione consiliare nella seduta del 5 aprile 2012 (Pagr. n. 209 del 17/04/2012); 3. di prendere atto della comunicazione della Direzione Attuazione Programmazione Sanitaria prot. n. 431249 del 19 Settembre 2011, con allegata la nota del Coordinamento Regionale per lEmergenza ed Urgenza (CREU) ad oggetto Sviluppo rete emergenza, nonch della comunicazione del Dirigente regionale della Direzione Attuazione Programmazione Sanitaria prot. n. CREU 38/2012 del 27/07/12; 4. di riassegnare a titolo di anticipazione finanziaria a copertura dei maggiori costi correlati allerogazione dei LEA per lanno 2011 la somma complessivamente pari ad euro 5.700.000,00, gi impegnata con decreto n. 66/2011 dellU.P. Programmazione Risorse Finanziarie SSR al capitolo 101177 del bilancio regionale di previsione 2011 ed assegnata a titolo di acconto del ripiano perdite con decreto n. 17/2012 dellU.P. Programmazione Risorse Finanziarie SSR, rinviando a successivo provvedimento della Giunta Regionale di ripiano perdite 2011 leffettiva attribuzione delle predette somme alle Aziende Sanitarie beneficiarie; 5. di approvare le disposizioni e i principi contenuti in premessa, non richiamati espressamente nel presente dispositivo; 6. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 7. di incaricare lU.P. Programmazione Risorse Finanziarie SSR dellesecuzione del presente atto; 8. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

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Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2098 del 17 ottobre 2012 Proroga della convenzione 2005-2006 con la Ditta Kedrion S.p.A. per il servizio relativo al ritiro, trasferimento nello stabilimento di lavorazione, trasformazione del plasma conferito dalle strutture trasfusionali dellAccordo Interregionale per la Plasmaderivazione (AIP), nonch produzione, stoccaggio e consegna di emoderivati. Periodo 01.01.2013-30.06.2013. [Sanit e igiene pubblica] Note per la trasparenza: Proroga semestrale, per il periodo dal 01.01.2013 al 30.06.2013, della convenzione in essere tra la Ditta Kedrion S.p.A. e lAIP per il servizio di plasmaderivazione. LAssessore Luca Coletto riferisce quanto segue. Il Veneto ha, com noto, promosso sin dal 1998 un progetto di collaborazione interregionale per affrontare in termini di autosufficienza, qualit ed economicit di gestione, la raccolta del plasma e la produzione di emoderivati, progetto che stato poi formalizzato con lAccordo Interregionale per la Plasmaderivazione (AIP, recepito dalla Regione del Veneto con la DGR n. 3305 del 15 settembre 1998). Larea organizzata in ambito AIP coinvolge attualmente 11 realt territoriali per un totale di quasi venti milioni di abitanti: Veneto, Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Province Autonome di Bolzano e Trento, Valle dAosta (dal 01.01.2000), Toscana (dal 01.01.2001), Basilicata e Liguria (dal 01.01.2002), Umbria (dal 01.01.2005). Il servizio di cui trattasi prevede il ritiro ed il trasferimento nello stabilimento di lavorazione del plasma raccolto dalle strutture trasfusionali delle Regioni e Province Autonome aderenti, al fine della produzione - quale risultato finale della lavorazione in comune del plasma - delle seguenti specialit medicinali: Albumina, Gammaglobuline e.v., Fattore VIII, Fattore IX, Complesso Protrombinico, Antitrombina III. In attuazione del sopra citato Accordo, il Veneto, in qualit di Regione Capofila, ha stipulato con lallora Ditta Farma Biagini (poi Kedrion S.p.A.), anche a nome e per conto delle altre Regioni e Province Autonome, una convenzione unica, di durata biennale (1999/2000), per il servizio di lavorazione plasma e produzione di plasmaderivati, in seguito rinnovata per gli anni 2001/2002 (DGR n. 407/01). Successivamente, per il biennio 2003/2004, stata indetta nuova gara di appalto (DGR n. 978/03) e stipulato un nuovo contratto con la ditta risultata aggiudicataria, la Kedrion S.p.A., registrato a Venezia in data 8 luglio 2003 al n. 2754 - Atti Privati. Tale rapporto convenzionale stato quindi rinnovato per il biennio 2005/2006 (DDGR n. 4305/04 e n. 752/05). Con successive DDGR nn. 2051/06 e 735/07, 3815/07 e 840/08 la suddetta convenzione stata prorogata rispettivamente per i periodi 1 gennaio 2007 - 31 dicembre 2007 e 1 gennaio 2008 - 31 dicembre 2008 sulla base di quanto disposto dalle Leggi n. 219/05 e n. 296/06 (Finanziaria 2007), intervenuta questultima in modo significativo rispetto alla normativa vigente: il comma 822, in particolare, ha modificato larticolo 15, comma 6, della citata Legge n. 219/05 stabilendo che le nuove convenzioni si stipulano decorso un anno dalla data di entrata in vigore del decreto con il quale il Ministero individua tra i centri e le aziende di frazionamento e di produzione di plasmaderivati quelli autorizzati alla stipula delle convenzioni. In assenza di aggiornamenti normativi, con successive DDGR nn. 2189/08 e 748/09, 2330/09 e 853/10, 1619/10, la convenzione stata prorogata rispettivamente per i periodi 1 gennaio 2009 - 31 dicembre 2009, 1 gennaio 2010 - 31 dicembre 2010 e 1 gennaio 2011 - 31 dicembre 2011, nelle more dellemanazione dei decreti attuativi delle Leggi n. 219/05 e n. 96/10. Questultima (Legge Comunitaria 2009) ha delineato uno scenario di apertura per lindizione di nuove gare per la plasmaderivazione regionale, individuando i requisiti che dovranno possedere le Industrie di frazionamento con le quali le Regioni e Province Autonome potranno stipulare le convenzioni. In previsione della scadenza del contratto in essere (31.12.2011), la Regione del Veneto, quale Capofila dellAIP, per il tramite del CRAT (DDGR nn. 1610/02, 2420/03 e 4166/07), si attivata per la verifica dello status della normativa in materia, nellottica di garanzia della continuit del servizio di plasmaderivazione: con DGR n. 1579 del 4.10.11 stata quindi prorogata la convenzione in essere per il periodo 01.01.12-30.06.12 e con DGR n. 510 del 3.04.12 per il periodo 01.07.12-31.12.12. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26 giugno 2012 dei decreti attuativi delle Leggi nn. 219/05, 96/10 e 10/11 si avvia concretamente il percorso per lindizione delle nuove gare della plasmaderivazione che deve tenere conto della tempistica necessaria, definita nei decreti, relativamente alla presentazione delle istanze da parte delle Aziende di frazionamento interessate alla lavorazione del plasma nazionale, allesame della documentazione da parte di AIFA ed alla successiva produzione da parte del Ministero della salute del decreto che individua le Aziende di frazionamento con le quali le Regioni e Province Autonome potranno stipulare la convenzione, nonch della necessit, come previsto dal comma 6 dellart. 15 della Legge n. 219/05, che la stipula della convenzione stessa avvenga non prima che siano decorsi 12 mesi dalla pubblicazione di tale decreto. Posto quanto sopra riportato, si ritenuto ragionevole proporre la proroga della convenzione per un ulteriore semestre, fino al 30.06.13, come condiviso con il Gruppo di Coordinamento AIP nella riunione del 10.05.12. La Regione del Veneto, quale controparte giuridica del rapporto contrattuale in essere, ha pertanto chiesto alla Ditta Kedrion S.p.A., con nota prot. n. 99 del 12.07.2012, agli atti, la disponibilit alla proroga del contratto per il periodo dal 1 gennaio 2013 al 30 giugno 2013, nel rispetto di quanto previsto dal Capitolato Speciale del servizio in oggetto. Da parte sua la Ditta, in riscontro a tale richiesta, con nota del 24.07.2012, parimenti agli atti, ha espresso la propria disponibilit a prorogare il servizio nei termini presentati, ossia sino al 30 giugno 2013. La Ditta Kedrion S.p.A. inoltre, sulla base di quanto previsto dallart. 15 del Capitolato Speciale circa la revisione dei prezzi secondo lindice ISTAT rilevato al 31 dicembre 2011 ed al 31 dicembre 2012, comunicher i nuovi valori economici della convenzione non appena tale variazione sar pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Sar cura della Regione Capofila, previa verifica delle modalit di applicazione della variazione dellindice ISTAT nel periodo indicato, procedere al relativo accoglimento con una seconda deliberazione della Giunta Regionale. In tale occasione si proceder inoltre alla relativa quantificazione degli oneri a carico del Bilancio Regionale per il 2013 sul cap. 60037. Il Relatore conclude la propria relazione e sottopone allapprovazione della Giunta Regionale il presente provvedimento.

Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 La Giunta regionale

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Udito il relatore incaricato dellistruzione dellargomento in questione, ai sensi dellart. 53, 4 comma dello Statuto, il quale d atto che la struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la legislazione regionale e statale; Vista la Legge n. 219/2005; Vista la Legge n. 296/2006; Vista la Legge n. 96/2010; Vista la Legge n. 10/2011; Visti i DD.MM. 12 aprile 2012 pubblicati sulla GURI n. 147 del 26 giugno 2012; Viste le proprie deliberazioni n. 3305/98, n. 407/01, n. 1610/02, n. 2420/03, n. 978/03, n. 2420/03, n. 4305/04, n. 752/05, n. 2051/06, n. 735/07, n. 3815/07, n. 4166/07, n. 840/08, n. 2189/08, n. 748/09, n. 2330/09, n. 853/10 n. 1619/10, n. 1579/11, n. 510/12 e 606/12; Visto il contratto in essere con la Ditta Kedrion S.p.A.; Viste le note citate in premessa, agli atti; delibera 1. di prorogare dal 01.01.2013 al 30.06.2013, la convenzione in essere con la Ditta Kedrion S.p.A. per il servizio relativo al ritiro, trasferimento nello stabilimento di lavorazione, trasformazione del plasma prodotto dalle strutture trasfusionali delle Regioni e Province Autonome dellAIP, nonch produzione, stoccaggio e consegna di plasmaderivati; 2. di rinviare, per le ragioni esposte in premessa, ad un successivo atto giuntale la quantificazione degli oneri derivanti dalla modifica dei prezzi dellappalto di cui al precedente punto 1, rapportati alla variazione dei prezzi rilevata dal 31 dicembre 2011 al 31 dicembre 2012 secondo lindice ISTAT che verr pubblicata sulla G.U. della Repubblica Italiana; 3. di incaricare agli adempimenti derivanti da quanto sopra attraverso appositi decreti, il Dirigente Regionale dellU.P. Programmazione Risorse Finanziarie SSR, per lassunzione degli impegni contabili nel bilancio regionale dellesercizio finanziario 2013; 4. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 5. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2099 del 17 ottobre 2012 Accademia Internazionale per la formazione dei Professionisti della Salute GEIE - EWIV: sostituzione ed integrazione rappresentanti regionali. [Designazioni, elezioni e nomine] Note per la trasparenza: Con questo provvedimento si provvede a designare nuovi rappresentanti regionali nellAssemblea dei Membri dellAccademia Internazionale per la Formazione dei Professionisti della Salute - GEIE EWIV. LAssessore Luca Coletto, riferisce quanto segue: Con provvedimento n. 2535 del 4.8.2009 la Regione del Veneto stata autorizzata a partecipare, come membro, al Gruppo Europeo di Interesse Economico, denominato Accademia Internazionale per la Formazione dei Professionisti della Salute GEIE - EWIV, con sede in Villach, Carinzia, Austria, ai sensi ed in conformit a quanto disposto dallart. 2, I comma, della Legge Regionale del 12.7.2007 n. 14. Con il medesimo provvedimento si altres provveduto, secondo la disciplina contenuta nellatto costitutivo ed in conformit a quanto stabilito dallart. 3 della L.R. 14/2007 il quale recita testualmente: La Giunta Regionale provvede ad individuare i rappresentanti della Regione negli organi dellAccademia, secondo la disciplina contenuta nellatto costitutivo, alla designazione dei rappresentanti della Regione negli organi dellAccademia, e, con successivi provvedimenti n. 341 del 29 marzo 2011 e n. 1098 del 26.7.2011, si proceduto, per le motivazioni ivi riportate, alla sostituzione di alcuni rappresentati designati. Considerato che a seguito delle modifiche dellAtto Costitutivo e del fondo di dotazione, in correlazione allingresso di nuovi partner, i componenti dellAssemblea dei Membri devono essere, per ciascuna parte contrattuale, pari a n. 5 membri effettivi e n. 5 membri supplenti, si rende necessario integrare la composizione della rappresentanza della Regione del Veneto con le seguenti professionalit, atteso che i componenti designati risultano essere numericamente inferiori a quelli richiesti: Dr. Claudio Costa Dirigente Amm.vo in distacco presso la Segreteria Regionale per la Sanit Componente effettivo Dr.ssa Patrizia Simionato Dirigente Amm.vo in distacco presso la Segreteria Regionale per la Sanit Componente supplente Dr.ssa Maria Laura Chiozza Dirigente Medico - Azienda Ospedaliera di Padova Componente effettivo Dr. Alberto Costa Dirigente Amm.vo - Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona Componente supplente. Inoltre a seguito della nomina del nuovo responsabile del Servizio per le Relazioni, atteso che con decreto del Commissario Straordinario dellA.R.S.S. n. 55 del 2.7.2012 si preso atto della conclusione anticipata del distacco a tempo parziale del Dirigente del Servizio per le Relazioni Socio Sanitarie Avv.to Amleto Cattarin- con decorrenza 10.4.2012 - e dellassegnazione del medesimo incarico al Dr. Massimo Mirandola - Dirigente Psicologo in distacco presso la Segreteria Regionale per la Sanit, a decorrere dal 2.1.2012, si rende necessario procedere alla formalizzazione della suddetta sostituzione presso lAssemblea dei Membri come segue: Dr. Massimo Mirandola in sostituzione dellAvv.to Amleto Cattarin quale componente effettivo. Per quanto concerne le altre designazioni si conferma quanto disposto con i sopraccitati provvedimenti regionali. Sulla base di quanto sopra esposto sono, quindi, designati quali rappresentanti della Regione del Veneto presso lAssemblea dei Membri dellAccademia Internazionale per Formazione dei Professionisti della Salute le sottoindicate professionalit: Dr. Domenico Mantoan Dr. Massimo Mirandola Dr. Luigi Cazzola Dr. Claudio Costa Dr.ssa Maria Laura Chiozza Dr.ssa Maria Teresa Manoni Dr.ssa Patrizia Ceolin Avv.to Gianluigi Barausse Dr.ssa Patrizia Simionato Dr. Alberto Costa componente effettivo componente effettivo componente effettivo componente effettivo componente effettivo componente supplente componente supplente componente supplente componente supplente componente supplente.

Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 91 del 6 novembre 2012 Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale

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Udito il Relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellart. dellart. 53, 4 comma, dello Statuto, il quale d atto che la struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione statale e regionale; Visto il Regolamento CEE n. 2137 del Consiglio delle Comunit Europee del 25.7.1985 relativo allistituzione di un gruppo europeo di interesse economico (G.E.I.E.); Visto il Decreto Legislativo 23 luglio 1991 n. 240 recante Norme per lapplicazione del regolamento n. 85/2137/CEE relativo allistituzione di un Gruppo europeo di interesse economico - G.E.I.E., ai sensi dellart.17 della Legge 29 dicembre 1990 n. 428; Vista la Legge Regionale 12 luglio 2007 n. 14 Partecipazione della Regione del Veneto allAccademia Internazionale per la formazione dei Professionisti della Salute GEIE - EWIV; Visto il Contratto Costitutivo del Gruppo Europeo di Interesse Economico - G.E.I.E - denominato Accademia Internazionale per la formazione dei professionisti della Salute G.E.I.E.- E.W.I.V. e s.m.i., Visti i propri provvedimenti n. 2535 del 4.8.2009, n. 341 del 29 marzo 2011 e n. 1098 del 26.7.2011; Visto il decreto del Commissario Straordinario dellA.R.S.S. n. 55 del 2.7.2012; Vista la nota del Segretario regionale per la Sanit del 30.01.2012, prot. n. 44109; delibera 1. sono designati, per le motivazioni di cui in premessa, quali rappresentanti della Regione del Veneto presso lAssemblea dei Membri dell Accademia Internazionale per la Formazione dei Professionisti della Salute GEIE - EWIV, le sottoindicate professionalit: Dr. Domenico Mantoan Dr. Massimo Mirandola Dr. Luigi Cazzola Dr. Claudio Costa Dr.ssa Maria Laura Chiozza Dr.ssa Maria Teresa Manoni Dr.ssa Patrizia Ceolin Avv.to Gianluigi Barausse Dr.ssa Patrizia Simionato Dr. Alberto Costa componente effettivo componente effettivo componente effettivo componente effettivo componente effettivo componente supplente componente supplente componente supplente componente supplente componente supplente.

2. si d atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 3. la presente deliberazione sar pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto in versione telematica ai sensi della Legge Regionale 27 dicembre 2011, n. 29.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2100 del 17 ottobre 2012 Impegno di spesa per il finanziamento dei Lavori di messa in sicurezza dello scolo Liona in localit Pila in Comune di Grancona (VI) e ripristino infrastrutture idrauliche - 12_LF_137 a favore del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. [Difesa del suolo] Note per la trasparenza: Con il presente provvedimento si impegna la somma di 80.000,00 sul cap. n. 10665 Piano straordinario di interventi a seguito dellemergenza alluvionale del novembre 2010 (art. 12, LR 06/04/2012, n. 13) a favore del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta per lesecuzione di lavori urgenti. LAssessore Maurizio Conte riferisce quanto segue. Come ben noto gli eccezionali eventi meteorologici dellautunno 2010 hanno messo a dura prova lintera rete idraulica del territorio del Veneto, in particolar modo nellambito del bacino idrografico dei fiumi Brenta - Bacchiglione. Le notevoli precipitazioni affluite hanno provocato, alle numerose opere idrauliche presenti, sollecitazioni tali da compromettere, in alcuni casi, i requisiti minimi di sicurezza. Questo il caso dello scolo Liona, nel tratto in localit Pila in Comune di Grancona (VI), dove si sono verificate importanti erosioni al piede delle sponde che hanno contribuito al collasso della struttura di attraversamento che presenta le fondazioni completamente erose e scalzate con parte delle pietre, costituenti il coronamento, cadute allinterno dellalveo. In considerazione della situazione il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta ha provveduto a redigere il progetto denominato Lavori di messa in sicurezza dello scolo Liona in localit Pila in Comune di Grancona (VI) e ripristino infrastrutture idrauliche - 12_LF_137 dellimporto complessivo di 80.000,00. Successivamente, con Deliberazione n. 105 del 20/06/2012 del CdA del suddetto Consorzio di Bonifica, stato approvato il progetto definitivo. Purtroppo le condizioni di stabilit delle sponde e dellinfrastruttura idraulica posta sullo scolo Liona, in localit Pila, si sono notevolmente aggravate a causa del notevole abbassamento della falda verificatosi durante la scorsa stagione estiva, che ha prodotto un evidente cedimento delle spalle del ponte e di conseguenza lallargamento delle fessure gi presenti sul volto ad arco in mattoni. Considerato che in condizioni di piena un collasso delle sponde e delle infrastrutture idrauliche pertinenti comporterebbe la completa ostruzione del corso dacqua con conseguente tracimazione e allagamento delle aree circostanti, lintervento sopra specificato riveste carattere di Urgenza, ai sensi dellart. 175 del DPR 207/2010, cos come dichiarato dal Presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta con nota prot. n. 408515 del 11/09/2012. Pertanto, vista la disponibilit di risorse nel capitolo del bilancio annuale di previsione dellesercizio finanziario corrente n. 101665 ad oggetto Piano straordinario di interventi a seguito dellemergenza alluvionale del novembre 2010 (art. 12, LR 06/04/2012, n. 13), si propone di impegnare, a favore del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, la somma complessiva di 80.000,00 necessaria a finanziare la messa in opera del progetto Lavori di messa in sicurezza dello scolo Liona in localit Pila in Comune di Grancona (VI) e ripristino infrastrutture idrauliche - 12_LF_137. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellarticolo 53, quarto comma dello Statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale. Visto il DPR 327/2001 e s.m.i. Vista la LR 39/2001 e s.m.i. Vista la LR 27/2003 e s.m.i. Visto il D.Lgs 42/2004 e s.m.i. Visto il D.Lgs 163/2006 e s.m.i. Visto il DPR 207/2010 e s.m.i. delibera 1. di impegnare a favore del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta la spesa di 80.000,00 sul capitolo n. 101665 ad oggetto Piano straordinario di interventi a seguito dellemergenza alluvionale del novembre 2010 (art. 12, LR 06/04/2012, n. 13) del bilancio annuale di previsione dellesercizio finanziario corrente che presenta sufficiente disponibilit; 2. di dare atto che la spesa di cui si dispone limpegno con il presente atto non rientra nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della LR 1/2011; 3. di dare mandato al Dirigente pro tempore della Direzione Difesa del Suolo per lemissione di tutti gli ulteriori atti necessari a dare attuazione al presente provvedimento; 4. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2101 del 17 ottobre 2012 Ditta Cava Leoni s.r.l. Autorizzazione a coltivare la cava di calcare da taglio denominata GORGUSELLO, sita in Comune di Fumane (VR) (L.R. 44/82). Note per la trasparenza: Si tratta del rilascio dellautorizzazione ad ampliare la cava di calcare da taglio denominata GORGUSELLO, sita in Comune di Fumane (VR). [Geologia, cave e miglioramenti fondiari] Note per la trasparenza: Si tratta del rilascio dellautorizzazione ad ampliare la cava di calcare da taglio denominata GORGUSELLO, sita in Comune di Fumane (VR). La Giunta regionale (omissis) delibera 1) di prendere atto e fare proprio il parere favorevole della C.T.R.A.E. con le relative prescrizioni (allegato A); 2) di autorizzare, per i motivi in premessa esposti, alla ditta Cava Leoni s.r.l. - P.IVA - 03240880231 - con sede in Negrar (VR) loc. S. Maria via Strada Nuova n. 22, la coltivazione in ampliamento della cava di calcare da taglio denominata GORGUSELLO, sita in Comune di Fumane (VR), di cui alla domanda pervenuta in Regione il 26.06.2006 e assunta al prot. n. 382594, allinterno dellarea individuata con retinatura rossa e blu nellallegato n. 1 Riferimenti cartografici - Carta della Viabilit a scala 1:2.000, facente parte della documentazione allegata alla domanda di ampliamento assunta al prot. n. 296612/57.02 del 23.05.2007, secondo gli elaborati prodotti e acquisiti agli atti dufficio, modificati e integrati dalle condizioni e prescrizioni sotto elencate. La documentazione di progetto, cos come autorizzato, costituita dai seguenti elaborati: - RIFERIMENTI CARTOGRAFICI E VIABILIT (allegato n. 1) (scale varie) (prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007); - RELAZIONE GEOLOGICA IDROGEOLOGICA E GEOTECNICA (allegato n. 2) (prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007); - STATO ATTUALE - PLANIMETRIA (allegato n. 3) (scala 1:500) (prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007); - STATO ATTUALE - SEZIONI (allegato n. 3/a) (scala 1:500) (prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007); - STATO DI PROGETTO - PLANIMETRIA (allegato n. 4) (scala 1:500) (prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007); - STATO DI PROGETTO - SEZIONI (allegato n. 4/a) (scala 1:500) (prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007); - RICOMPOSIZIONE AMBIENTALE - PLANIMETRIA (allegato n. 5 - integrazione e sostituzione) (scala 1:500) (prot. n. 241306 del 19.05.2011); - RICOMPOSIZIONE AMBIENTALE - SEZIONI (allegato n. 5/a - integrazione e sostituzione) (1:500) (prot. n. 241306 del 19.05.2011); - DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA (allegato n. 6) (prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007); - RELAZIONE TECNICA (allegato n. 7) (prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007); - RELAZIONE DI COMPATIBILIT AMBIENTALE (allegato n. 8) (prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007); - FASI ESECUTIVE (allegato n. 12) (scala 1:2000) (prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007); - DATI METRICI (allegato n. 13 - integrazione e sostituzione) (prot. n. 241306 del 19.05.2011); - RELAZIONE PAESAGGISTICA (allegato n. 14 integrazione e sostituzione) (prot. n. 301345 del 29.06.,2012); - ALLEGATO A alla Relazione Paesaggistica (prot. n. 301345 del 29.06.2012); - ALLEGATO B alla Relazione Paesaggistica (prot. n. 301345 del 29.06.2012); - ALLEGATO C alla Relazione Paesaggistica (prot. n. 301345 del 29.06.2012); - ALLEGATO C (bis) alla Relazione Paesaggistica (prot. n. 301345 del 29.06.2012); - ALLEGATO D alla Relazione Paesaggistica (prot. n. 301345 del 29.06.2012); - ALLEGATO E alla Relazione Paesaggistica (prot. n. 301345 del 29.06.2012); - UBICAZIONE PLANIMETRICA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLE ACQUE METEORICHE (scale varie) (prot. n. 241306 del 19.05.2011); - COMPUTO METRICO ESTIMATIVO (allegato n. 16) (prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007); - SCREENING DI INCIDENZA AMBIENTALE (prot. n. 604585 del 28.12.2011); - RELAZIONE AGRONOMICO-FORESTALE, PIANO DI RIPRISTINO AMBIENTALE E ELABORATI CARTOGRAFICI E FOTOGRAFICI (prot. n. 26317/57.02 del 16.01.2008); - MONOGRAFIA DEI CAPISALDI (allegato n. 19) (prot. n. 26317/57.02 del 16.01.2008); - CARTOGRAFIA (allegato n. 20) (scale varie) (prot. n. 26317/57.02 del 16.01.2008); - SIMULAZIONE FOTOGRAFICA (prot. n. 351225 del 25.07.2011) (C.T.R.A.E. del 22/07/2010); - RELAZIONE CARTA DI RISCHIO ARCHEOLOGICO (prot. n. 301345 del 29.06.2012); 3) di autorizzare, con le condizioni e prescrizioni sotto indicate, la coltivazione della cava di cui al punto 2) sotto il profilo del vincolo idrogeologico (R.D.L. 30.12.1923, n. 3267) e del vincolo paesaggistico (D.lgs. 42/2004) esistenti sullarea della cava, dando atto che il presente provvedimento viene rilasciato con il titolo unico di cui allart. 16 della L.R. 44/1982; 4) di stabilire che, ai sensi del D.lgs. 42/2004, lautorizzazione ambientale paesaggistica di cui al precedente punto efficace per un periodo di 5 anni dalla data del presente provvedimento;

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5) di stabilire, per le motivazioni di cui in premessa e ai fini dello snellimento e della semplificazione dellazione amministrativa, che il presente atto, fintanto efficace, assorbe, modifica e sostituisce la precedente D.G.R. n. 1540 del 14.06.2002 di autorizzazione alla coltivazione della cava; 6) di stabilire che i lavori di coltivazione (estrazione e sistemazione) devono essere ultimati entro 16 anni dalla data del presente provvedimento. La ditta dovr attivarsi congruamente ai fini del completamento dei lavori di coltivazione nellarco di temporalit assegnato, rilasciando agli enti preposti alla vigilanza opportune dichiarazioni di ultimazione e regolare esecuzione dei lavori da parte del Direttore dei Lavori di cava; 7) di rinviare a successivo separato provvedimento del Dirigente della Direzione Geologia e Georisorse, lapprovazione, ai sensi del D.lgs. n. 117 del 30.05.2008, del Piano di gestione dei rifiuti di estrazione presentato dalla ditta Leoni Immobiliare s.r.l. e pervenuto in Regione il 17.05.2011 al prot. n. 241306 del 19.05.2011, fermo restando che la coltivazione della cava potr essere avviata soltanto dopo lavvenuta approvazione del Piano medesimo; 8) di fare obbligo alla ditta di osservare le seguenti condizioni e prescrizioni: a) recintare, entro tre mesi dalla data di consegna del provvedimento autorizzativo, con rete metallica per una altezza non inferiore a 1,5 metri, larea della cava come indicata con retinatura rossa e blu nellallegato n. 1 Riferimenti cartografici - Carta della Viabilit a scala 1:2.000, facente parte della documentazione allegata alla domanda di ampliamento assunta al prot. n. 296612/57.02 del 28.05.2007, apponendo, fin dallinizio dei lavori di coltivazione, lungo il perimetro della medesima, cartelli ammonitori di pericolo; b) delimitare, entro tre mesi dalla data di consegna o notifica del provvedimento autorizzativo, larea di cava, previo accordo con il Servizio Forestale Regionale di Verona, con termini lapidei numerati progressivamente e posti ai vertici o in corrispondenza a punti di riferimento facilmente individuabili sul terreno; c) porre in opera, entro tre mesi dalla data di consegna del provvedimento autorizzativo, almeno tre punti di riferimento fissi con quota assegnata e riferibili alle quote del progetto di coltivazione, costituiti da piastre in ferro o cemento al fine di consentire un agevole e preciso controllo dello stato di avanzamento dei lavori di coltivazione; d) effettuare le operazioni di accumulo dei materiali di scarto ed associati, allinterno dellarea di cava ed utilizzarli per la sistemazione ambientale. Lalienazione dallarea di cava delleventuale esubero di materiale associato rispetto a quello necessario per la ricomposizione ambientale, cos come prevista dal piano di ricomposizione ambientale prescritto, verr autorizzata con apposito provvedimento a seguito di esplicita richiesta, accompagnata da rilievi giustificativi; e) accantonare il terreno vegetale di scopertura del giacimento solo allinterno dellarea autorizzata e riutilizzarlo solo per i previsti lavori di sistemazione ambientale, a condizione che trattasi di terra non inquinata e cio che le concentrazioni in esso presenti siano inferiori ai limiti di cui alla colonna A tabella 1 Allegato 5 parte IV D.lgs.152/2006; f) procedere, nei lavori di ricomposizione ambientale, per quanto possibile, parallelamente ai lavori di estrazione, fatta eccezione per le aree atte a garantire la sicurezza e la corretta operativit del cantiere, sotto lattento controllo delle autorit di vigilanza, secondo la seguente metodologia: - riportare nello scasso di cava, a fine lavori di estrazione, prima il materiale di grossa pezzatura e successivamente quello minuto in modo tale da dare al versante un andamento che riprenda i caratteri morfologici originari; - provvedere allo spianamento e, quindi, al riporto del terreno vegetale con successiva concimazione; - provvedere alla ricostituzione del prato e del bosco; g) attuare sistematicamente tutti gli opportuni accorgimenti per limitare limpatto dei fronti di scavo che risultano a vista durante il tempo di coltivazione che intercorre tra il termine della fase di scopertura delle diverse fasi estrattive e la successiva fase di ripristino finale, al fine di mitigare limpatto visivo anche mediante il trattamento con pigmenti ossidanti e, comunque, estendendo ed eseguendo tali trattamenti secondo le prescrizioni che potranno essere impartite dallautorit di vigilanza durante la prosecuzione dei lavori. I prodotti utilizzati dovranno essere assolutamente non inquinanti; h) definire, prima dellinizio dei lavori di coltivazione dellarea in ampliamento, lubicazione planimetrica e le caratteristiche dimensionali del sistema di gestione delle acque meteoriche e mantenerlo in efficienza nonch definire gli eventuali interventi integrativi da adottare al sistema di trattamento delle acque attuale, con particolare riferimento alla presenza del Vajo Sengia Canala, del Vajo Valcesara ed alle acque di infiltrazione ed alimentazione alla sorgente Veraghi; i) non interessare con lescavazione una superficie superiore a 2/3 dellintera area di scavo prevista in progetto prima che sia stata ricomposta morfologicamente almeno 1/3 della citata intera area. Lavvenuta sistemazione ambientale di 1/3 dellintera area di scavo dovr essere attestata dal Direttore dei Lavori per mezzo di opportuno rilievo topografico. Tale attestazione dovr essere comunicata a Comune, Provincia e Regione; j) provvedere alla ricomposizione ambientale del fronte di cava posto a Sud-Ovest della cava mediante mascheramento completo dello stesso, realizzando un versante di neo formazione con inclinazione non superiore a 25 in coerenza con le statuizioni ricompositive proposte e relative agli altri fronti di cava; k) mettere in atto tutti gli accorgimenti utili ed indispensabili a contenere lemissione di polveri e rumori, al fine di tutelare il pi ampio contesto circostante; l) assicurare il corretto smaltimento delle acque superficiali, sia durante che al termine dei lavori di coltivazione, anche con la ricalibratura o neoformazione di elementi di scolo circostanti larea di cava soprattutto in relazione alla necessit di evitare eventuali infiltrazioni delle medesime; m) pulire, con asporto del materiale associato (fini, sfridi etc.), il banco utile dopo la rimozione dello strato squadrato nonch stuccare accuratamente le fratture beanti sul banco utile in coltivazione con bentonite, al fine di contenere fenomeni di dilavazione e percolazione dei fini di segagione del banco stesso sullintera area di cava, compresa quella originariamente autorizzata;

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n) eseguire i lavori di ricomposizione ambientale della cava nel rispetto di quanto previsto dallart. 14 della L.R. 44/82 ossia ricostruire sullarea un assetto finale dei luoghi mirato al riuso del suolo ad uso agricolo originariamente esistente, nella fattispecie parte a prato e parte a bosco, ricostruendo sostanzialmente, quanto pi possibile, anche i caratteri morfologici originari. Potr essere valutato un assetto finale dei luoghi che comporti destinazioni duso anche non agricolo purch ci sia previsto da strumenti urbanistici o da specifici piani di carattere ambientale e paesaggistico e, in ogni caso, su esplicito interesse del Comune e/o di altri enti; o) utilizzare, per i lavori di recupero, sistemazione ambientale e rimodellamento delle scarpate, il materiale associato e i sottoprodotti provenienti dalla selezione e lavorazione dei materiali di cava, nel rispetto delle vigenti normative in materia e purch le concentrazioni in essi presenti siano inferiori ai limiti di cui alla colonna A tabella 1 Allegato 5 parte IV D.lgs.152/2006. Potranno essere altres utilizzate terre e rocce di scavo nel rispetto di quanto stabilito dalla D.G.R. n. 761/2010 e dal D.lgs. n. 117/08 a condizione che le concentrazioni esse presenti siano inferiori ai limiti di cui alla colonna A tabella 1 Allegato 5 parte IV D.lgs.152/2006. Non consentito luso di materiali diversi da quelli espressamente autorizzati n di sostanze ritenute pericolose per lambiente e, comunque, tutto ci nel rispetto di quanto statuito dal decreto legislativo n. 152/06 e dalle norme in vigore al momento dellutilizzo. p) prevedere, ove necessario, durante i lavori, la protezione dei fronti e delle scarpate, anche con la eventuale posa di reti metalliche di contenimento o altre tecniche di consolidamento ai fini della sicurezza in riscontro ai dispositivi contenuti nel D.lgs. n. 624 del 25.11.1996; q) regolamentare leventuale utilizzo degli esplosivi con modalit compatibili con il contesto di zona, secondo le indicazioni impartite dalla Provincia competente in materia di polizia mineraria; r) presentare, prima della consegna del provvedimento autorizzativo, a garanzia del rispetto degli obblighi derivanti dallautorizzazione e tenuto conto delle connotazioni della medesima, degli obblighi di cui al D.lgs. 117/2008 e D.G.R. 761/2010, un deposito cauzionale in numerario o in titoli di stato al valore corrente di euro 1.700.000,00 (unmilionesettecentomila/00), oppure, sempre per lo stesso importo, copia originale di polizza fideiussoria bancaria o di altro ente autorizzato. La Giunta regionale, con apposito provvedimento, deliberer lo svincolo del suddetto deposito cauzionale previo accertamento dellosservanza, da parte della ditta autorizzata, degli obblighi derivanti dallautorizzazione, mentre, in caso di inosservanza degli obblighi stessi, la Giunta regionale provveder ad incamerare limporto corrispondente alle garanzie presentate; s) stipulare, entro 30 giorni dalla data di consegna o notifica del provvedimento di autorizzazione, con il Comune di Fumane, la convenzione di cui allart. 20 della L. R. 44/82 in conformit alle direttive di cui alla D.G.R. n. 2734 del 29.07.1997 e trasmetterla alla Regione ovvero, decorso inutilmente tale termine, stipulare entro i successivi 15 giorni latto unilaterale dobbligo sostitutivo della convenzione, predisposto secondo lo schema allegato al presente provvedimento (allegato B) e trasmetterlo al Comune e alla Regione t) non iniziare i lavori di coltivazione prima dellavvenuta presentazione alla Regione della convenzione ovvero dellatto unilaterale dobbligo; u) regolamentare gli aspetti viabilistici e la circolazione dei mezzi pesanti da e per la cava, allinterno del territorio comunale, con disciplinare da concordare con lAmministrazione Comunale. La viabilit da realizzarsi nellambito di cava e di connessione con la frazione di Gorgusello di Sopra dovr essere concordata, nella larghezza, con lamministrazione comunale ed essere percorribile a doppio senso. A fine lavori la viabilit potr essere soggetta a servit di pubblico transito a favore del Comune qualora il medesimo lo preveda nel disciplinare; v) rispettare la normativa sulla sicurezza di cui al D.Lgs. 25.11.1996 n. 624 ed in particolare al D.P.R. 09.04.1959 n. 128. Le funzioni di Polizia Mineraria e le relative competenze sono poste in capo alla Provincia; w) effettuare la ricostituzione del bosco nel sito di cava come da progetto e sotto il controllo dei funzionari del Servizio Forestale Regionale, anche in relazione alla scelta delle specie arboree da mettere a dimora; x) trasmettere, contemporaneamente alla domanda di cui allart. 25 della L.R. 44/82, una dichiarazione del Servizio Forestale Regionale relativa alla corretta messa a dimora delle specie arboree; 9) di fare obbligo al direttore dei lavori di verificare e monitorare il rispetto della prescrizione di cui al punto 8) lettera m), relazionando annualmente al Comune e alla Provincia, anche a tutela della sorgente Veraghi che dovr parimenti essere monitorata con le modalit precedentemente indicate; 10) di stabilire che la mancata presentazione e adeguamento del deposito cauzionale costituisce presupposto per la pronuncia di decadenza dellautorizzazione e la Direzione Regionale competente potr attivarsi in tal senso qualora la ditta non provveda; 11) di svincolare, con decorrenza dalla data di effettuazione del deposito cauzionale di cui al punto 7 lettera q), il deposito cauzionale per limporto complessivo di Euro 375.344,25 (trecentosettantacinquemila-trecentoquarantaquattro/25) (deposito n. 241684130 della Assicurazioni Generali s.p.a., bolletta n. 0700080 del 29.03.2007 di 338.00,00, bolletta n. 0801478 del 31.07.2008 di 12.506,00, bolletta n. 0024932 del 25.11.2010 di 8.526 e deposito non costituito di 18.927,32), presentato dalla ditta Leoni Imobiliare s.r.l in favore della Regione Veneto, a garanzia degli obblighi derivanti dalla n. 1540 del 14.06.2002, nonch di restituire alla ditta medesima i relativi atti di fidejussione, imputando la relativa spesa al capitolo n. 92040 Restituzione depositi cauzionali diversi; 12) di stabilire espressamente che, fino allavvenuta dichiarazione di estinzione della cava, la Direzione Regionale Geologia e Georisorse potr prescrivere lesecuzione di tutti quegli adeguamenti operativi, metodologici e formali alla coltivazione della cava che, tenuto conto dei caratteri sostanziali ovvero delle dimensioni progettuali e della struttura ricompositiva finale, ne consentano ladeguamento allevoluzione della situazione presente sullarea ovvero a intervenute esigenze ambientali e di sicurezza, anche disponendo, se del caso, lutilizzo in sito del materiale associato per la prescritta ricomposizione; 13) di stabilire che la Regione Veneto si riserva, ai sensi dellart. 16, 4 comma, della L.R. 44/1982, ai sensi dellart. 152 del D.Lgs. 22.01.2004, n. 42, e in tutti i casi per il raggiungimento dei fini di cui allart. 1 della L.R. 44/1982, la facolt di prescrivere le distanze, le misure e le varianti ai progetti in corso di esecuzione, le quali, tenendo in debito conto lutilit economica delle opere

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gi realizzate, valgano ad evitare pregiudizio allambiente nelle sue componenti fisiche, pedologiche, paesaggistiche e monumentali. Parimenti la Regione Veneto si riserva espressamente la facolt di stabilire e prescrivere, anche ai fini della tutela dellinteresse ambientale, del contenimento degli impatti nellambito considerato e della razionale coltivazione delle risorse, la realizzazione di servizi, accessi, strutture e percorsi comuni sia per la cava in oggetto che per la coltivazione di eventuali giacimenti adiacenti; 14) di fare obbligo alla ditta titolare dellautorizzazione di cava di condurre i lavori di coltivazione in modo da non produrre danni a terzi e di risarcire gli eventuali danni comunque prodotti dallattivit di coltivazione; 15) di dare atto e precisare che il materiale utile espressamente autorizzato alla coltivazione in via principale ai sensi della D.G.R. n. 652 del 20.03.2007 costituito da calcare lucidabile (marmo) e di applicare espressamente, in via generale e per la specifica fattispecie di cava, quanto stabilito dalla citata D.G.R. n. 652/2007 che si intende qui richiamata e trascritta; 16) di fare obbligo alla ditta di rispettare le statuizioni di cui al D.lgs. 117/08, dando atto che il deposito cauzionale stabilito a garanzia di tutti gli obblighi derivanti dallattivit di coltivazione, compresi quelli di cui al D.lgs. 117/08; 17) di comunicare la presente autorizzazione alla Sopraintendenza per i Beni Ambientali per quanto di competenza; 18) di informare che avverso il presente provvedimento pu essere proposto ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) del Veneto o, in alternativa, ricorso straordinario al Capo dello Stato rispettivamente entro 60 e 120 giorni dalla data di comunicazione del provvedimento medesimo; 19) di rilasciare il presente provvedimento fatti salvi ed impregiudicati gli eventuali diritti di terzi; 20) di stabilire limporto per le spese di istruttoria della domanda in euro 400,00 (quattrocento/00) e, conseguentemente, di imporre alla ditta Cava Leoni s.r.l. il versamento alla Tesoreria Regionale, prima della consegna o notifica del presente provvedimento, della somma a conguaglio di euro 297,00 (duecentonovantasette/00) a titolo di conguaglio, tramite il c/c postale n. 10264307 intestato a Regione Veneto -Rimborsi ed introiti diversi- Servizio di Tesoreria, 30122 Venezia; 21) di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 22) di incaricare la Direzione Regionale Geologia e Georisorse allesecuzione del presente atto; 23) di disporre la pubblicazione del presente provvedimento, per estratto, sul B.U.R. del Veneto. Allegato (omissis)

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2102 del 17 ottobre 2012 Programma Operativo Regionale obiettivo Competitivit Regionale e Occupazione parte FESR 2007-2013 - Asse 6, Azione 2A611 Programmazione, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo. Assistenza tecnica per lAzione 2A113 Contributi per lutilizzo da parte delle imprese di strutture qualificate per lattivit di ricerca: individuazione e nomina dei componenti della Commissione di valutazione tecnico-scientifica ed approvazione delle modalit di funzionamento della stessa. (Codice SMUPR 14022). [Programmi e progetti (comunitari, nazionali e regionali)] Note per la trasparenza: Individuazione e nomina dei componenti della Commissione di valutazione tecnico-scientifica di cui alla DGR del 20 dicembre 2011, n. 2237, (Azione 2A113 - Misura I) ed approvazione delle modalit di funzionamento della stessa. Lassessore Marialuisa Coppola, di concerto con lAssessore Roberto Ciambetti, riferisce quanto segue. Con Decisione (CE) del 7 settembre 2007 stato approvato il Programma Operativo Regionale (POR) parte FESR 2007 - 2013 della Regione del Veneto. Il POR suddiviso in 6 Assi prioritari, tra i quali riveste particolare importanza strategica lAsse 1 Innovazione ed economia della conoscenza. Tra gli obiettivi operativi dellAsse 1, vi quello di potenziare le attivit di ricerca, innovazione e sviluppo: strumenti necessari per sostenere e rivitalizzare la competitivit del sistema economico locale, ancor pi se si tiene conto della particolare congiuntura economica. Al fine di valorizzare tale obiettivo sono state gi avviate le Azioni 1.1.1 Supporto ad attivit di ricerca, processi e reti di innovazione e alla creazione di imprese in settori a elevato contenuto tecnologico, 1.1.2 Contributi a favore dei processi di trasferimento tecnologico e allo sviluppo di strutture di ricerca interne alle imprese e 1.1.4 Diffusione di servizi di consulenza esterna a sostegno delle PMI finalizzati al processo evolutivo aziendale e alla continuit dimpresa; azioni che prevedono forme di finanziamento a favore di centri di ricerca ed imprese. Da ultimo stata avviata anche lAzione 1.1.3 Contributi per lutilizzo da parte delle imprese di strutture qualificate per lattivit di ricerca il cui bando stato approvato con deliberazione della Giunta regionale 31 luglio 2012, n. 1555. Il bando prevede due Misure, la Misura I Contributi alle imprese per il ricorso a strutture qualificate di ricerca e la Misura II Contributi per linserimento nelle imprese di personale qualificato di ricerca. Nellambito della Misura I, possono essere finanziati progetti che prevedono laffidamento da parte di imprese a strutture qualificate di ricerca di una commessa con oggetto attivit di ricerca industriale o sviluppo sperimentale o di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, combinati tra loro. La selezione delle domande di contributo per la Misura I avverr in due fasi: 1) verifica dei requisiti formali; 2) valutazione tecnico-scientifica del progetto. A seguito della domanda di erogazione del contributo, la Commissione, dopo aver ricevuto la relazione di Veneto Innovazione s.p.a. in merito alla relativa istruttoria, valuta la rispondenza del progetto realizzato rispetto a quello ammesso a contributo. A tal riguardo, la Giunta regionale, con propria deliberazione 20 dicembre 2011, n. 2237, ha provveduto ad affidare a Veneto Innovazione s.p.a. lattivit di assistenza tecnica, con esclusione della valutazione tecnico-scientifica dei progetti. Con il medesimo provvedimento, la Giunta regionale ha costituito la Commissione di valutazione tecnico-scientifica (dora in avanti Commissione), rinviando a successivi provvedimenti amministrativi lindividuazione e la conseguente nomina dei componenti, oltre alle modalit di funzionamento della stessa, impegnando, per lattivit di valutazione tecnico-scientifica dei progetti svolta dalla Commissione, limporto di euro 144.000,00, IVA inclusa, sul capitolo n. 100916 ad oggetto Fondo di rotazione per lulteriore finanziamento di programmi comunitari negli anni 2007-2013 (art. 41, L.r. 05/02/1996, n. 6), del bilancio annuale di previsione dellesercizio finanziario 2011, escludendo qualsiasi gettone, onere o indennit per i componenti interni. La costituzione di tale Commissione motivata dalla volont dellAmministrazione regionale di trattenere la funzione di valutazione tecnico-scientifica dei progetti ritenuti ammissibili a seguito della valutazione formale di Veneto Innovazione s.p.a., stabilendo che tale valutazione tecnico-scientifica sia realizzata direttamente dalla Regione con lobiettivo di garantire un miglior livello di efficienza economica nella gestione dellazione del POR da parte dellAmministrazione. Al risparmio di spesa si accompagna, infatti, linteresse dellAmministrazione di ottenere competenze gestionali in materia, che unesperienza di questo tipo consente di maturare in capo alle risorse interne, anche al fine di una maggiore professionalit nella verifica delle attivit di pari contenuto affidate a terzi. La Commissione composta da: 1) un dirigente appartenente al settore dello sviluppo economico, ricerca e innovazione con funzione di presidente; 2) un dipendente appartenente alla qualifica D con funzioni di segretario; 3) esperti esterni indipendenti. Gli esperti esterni indipendenti, giusto quanto previsto dallarticolo 15 della legge regionale 18 maggio 2007, n. 9, e assunto dalla Giunta regionale con la citata deliberazione 2237/2011, sono individuati tra gli iscritti agli albi dei valutatori del Ministero dellUniversit e della Ricerca (di seguito MIUR) o tra i componenti delle Commissioni di valutazione e controllo istituite con provvedimenti regionali. Affinch i componenti svolgano la propria attivit in modo autonomo e indipendente rispetto ai proponenti dei progetti sottoposti alla loro valutazione, la Giunta regionale ha previsto che non possano essere affidati incarichi di valutazione a soggetti che abbiano avuto nellultimo biennio rapporti di lavoro o di consulenza con i proponenti dei progetti sottoposti alla

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loro valutazione. Ha inoltre previsto che i soggetti a cui sono stati affidati incarichi di valutazione non possano intraprendere, nel biennio successivo alla conclusione dellattivit di valutazione medesima, rapporti di lavoro o di consulenza con i proponenti dei progetti sottoposti alla loro valutazione. Si propone altres unulteriore causa di incompatibilit qualora i soggetti a cui sono stati affidati incarichi di valutazione abbiano rapporti di parentela entro il secondo grado con i proponenti dei progetti sottoposti alla loro valutazione. La Commissione effettua la valutazione tecnico-scientifica nel rispetto dei criteri stabiliti dal bando approvato con la citata deliberazione 1555/2012. Con riferimento a quanto sopra esposto, si intende ora procedere allindividuazione e alla conseguente nomina dei componenti della Commissione, nonch allapprovazione delle modalit di funzionamento della stessa. A questo fine, in considerazione delle esigenze poste dalla molteplicit dei macrosettori e delle specifiche aree tematiche sui quali potranno essere presentati i progetti oggetto di valutazione e dellarticolazione degli albi degli esperti del MIUR, lUnit di Progetto Ricerca e Innovazione ha acquisito la disponibilit dei seguenti soggetti i cui requisiti, specifiche competenze e consolidate esperienze sono testimoniati dai rispettivi curricula: - Francesco BIRAL (C.F. BRL FNC 72B02 L407F) professore Associato presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Strutturale dellUniversit di Trento; - Marina BRUSTOLON (C.F. BRS MNR 43E44 L407T) professore Ordinario presso il Dipartimento di Scienze Chimiche dellUniversit di Padova. - Emanuele CARPANZANO (C.F. CRP MNL 70L25 Z112F) ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR); - Sandro CENTRO (C.F. CNT SDR 41B28 H223W) professore Ordinario di Fisica Sperimentale presso il Dipartimento di Fisica dellUniversit di Padova in quiescenza; - Agostino CORTESI (C.F. CRT GTN 63A11 G224H) professore Ordinario di Informatica presso lUniversit CaFoscari di Venezia; - Vito DI NOTO (C.F. DNT VTI 60B06 G543H) professore Associato presso il Dipartimento di Scienze Chimiche dellUniversit di Padova; - Gino MARIOTTO (C.F. MRT GNI 50L27 A374M) professore Ordinario di Fisica Sperimentale presso lUniversit di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali di Verona; - Cesare MONTECUCCO (C.F. MNT CSR 47S01 L378S) professore Ordinario presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dellUniversit di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali di Padova; - Gian Domenico SORAR (C.F. SRR GDM 55R06 E281Q) professore Ordinario di Scienza e Tecnologia dei materiali presso il Dipartimento di Ingegneria dei materiali e tecnologie industriali dellUniversit di Trento. In considerazione di quanto previsto dalla gi citata deliberazione 2237/2011 in ordine alla composizione della Commissione, si propone di conferire lincarico di componente a: - Caterina De Pietro, dirigente responsabile pro tempore dellUnit di Progetto Ricerca e Innovazione, con funzione di presidente; - Roberta Campolonghi, funzionario, appartenente alla qualifica D, dellUnit di Progetto Ricerca e Innovazione, con funzione di segretario; - Francesco BIRAL (C.F. BRL FNC 72B02 L407F) professore Associato presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Strutturale dellUniversit di Trento, in qualit di esperto esterno indipendente; - Marina BRUSTOLON (C.F. BRS MNR 43E44 L407T) professore Ordinario presso il Dipartimento di Scienze Chimiche dellUniversit di Padova, in qualit di esperto esterno indipendente; - Emanuele CARPANZANO (C.F. CRP MNL 70L25 Z112F) ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), in qualit di esperto esterno indipendente; - Sandro CENTRO (C.F. CNT SDR 41B28 H223W) professore Ordinario di Fisica Sperimentale presso il Dipartimento di Fisica dellUniversit di Padova in quiescenza, in qualit di esperto esterno indipendente; - Agostino CORTESI (C.F. CRT GTN 63A11 G224H) professore Ordinario di Informatica presso lUniversit CaFoscari di Venezia, in qualit di esperto esterno indipendente; - Vito DI NOTO (C.F. DNT VTI 60B06 G543H) professore Associato presso il Dipartimento di Scienze Chimiche dellUniversit di Padova, in qualit di esperto esterno indipendente; - Gino MARIOTTO (C.F. MRT GNI 50L27 A374M) professore Ordinario di Fisica Sperimentale presso lUniversit di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali di Verona, in qualit di esperto esterno indipendente; - Cesare MONTECUCCO (C.F. MNT CSR 47S01 L378S) professore Ordinario presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dellUniversit di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali di Padova, in qualit di esperto esterno indipendente; - Gian Domenico SORAR (C.F. SRR GDM 55R06 E281Q) professore Ordinario di Scienza e Tecnologia dei materiali presso il Dipartimento di Ingegneria dei materiali e tecnologie industriali dellUniversit di Trento, in qualit di esperto esterno indipendente. Si propone altres che, nel rispetto di quanto stabilito per lindividuazione degli esperti esterni indipendenti, la Commissione possa essere integrata da ulteriori esperti, qualora se ne presenti la necessit in corrispondenza al numero e alla tipologia dei progetti da valutare. Il conferimento dellincarico, come sopra evidenziato, subordinato allassenza di condizioni ostative o di conflitto di interesse, la cui insussistenza deve formare oggetto di una specifica dichiarazione sottoscritta degli esperti esterni sopra individuati, conformemente allAllegato A.

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Con riferimento allattivit di valutazione tecnico-scientifica svolta dalla Commissione, la Giunta regionale, con deliberazione 2237/2011, ha impegnato la somma di euro 144.000,00 quale importo massimo, prevedendo 360 valutazioni (nello specifico circa 180 progetti da esaminare in due distinte fasi, quella relativa alla presentazione e quella relativa alla rendicontazione), salva la possibile riduzione in base alleffettivo lavoro svolto dalla stessa, precisando che ai componenti interni non spetta alcun gettone o indennit. In questo quadro, il compenso per ciascuno dei componenti esterni della Commissione stabilito nellimporto massimo iniziale di euro 12.000,00 lordi, omnicomprensivi (iva ed ogni onere inclusi). Si propone inoltre che il funzionamento della Commissione sia regolato secondo lAllegato B Modalit di funzionamento della Commissione tecnico-scientifica per la valutazione didoneit delle proposte progettuali a valere sul POR CRO - parte FESR 20072013 - Bando Azione 1.1.3 - Misura I. Alla liquidazione del compenso ai componenti esterni provvede il Dirigente regionale dellUnit di Progetto Ricerca e Innovazione con le seguenti tempistiche: - 50% del compenso al termine della valutazione dei progetti in fase di presentazione; - 50 % (saldo) del compenso al termine della valutazione dei progetti in fase di rendicontazione. Il relatore conclude la propria relazione e sottopone allapprovazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione, ai sensi dellart. 53, 4 comma dello Statuto, il quale d atto che la struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale; Visto il POR parte FESR 2007-2013, obiettivo Competitivit regionale e occupazione, approvato con Decisione CE (2007) 4247 del 7 settembre 2007; Visto il Regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006; Visto il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio del 11 luglio 2006; Visto il Regolamento (CE) n. 1828/2006 della Commissione del 8 dicembre 2006; Vista la propria deliberazione 20 dicembre 2011, n. 2237; Vista la propria deliberazione 31 luglio 2012, n. 1555; Vista la legge regionale 5 febbraio 1996, n. 6, art. 41; Vista la legge regionale 18 maggio 2007, n. 9; delibera 1. che le premesse sono parte integrante del presente provvedimento; 2. di conferire, per le motivazioni indicate in premessa, lincarico di componente della Commissione di valutazione tecnicoscientifica di cui alla propria deliberazione 20 dicembre 2011, n. 2237, ai soggetti sottoelencati: - Caterina De Pietro, dirigente responsabile pro tempore dellUnit di Progetto Ricerca e Innovazione, con funzione di presidente; - Roberta Campolonghi, funzionario, appartenente alla qualifica D, dellUnit di Progetto Ricerca e Innovazione, con funzione di segretario; - Francesco BIRAL (C.F. BRL FNC 72B02 L407F) professore Associato presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Strutturale dellUniversit di Trento, in qualit di esperto esterno indipendente; - Marina BRUSTOLON (C.F. BRS MNR 43E44 L407T) professore Ordinario presso il Dipartimento di Scienze Chimiche dellUniversit di Padova, in qualit di esperto esterno indipendente; - Emanuele CARPANZANO (C.F. CRP MNL 70L25 Z112F) ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), in qualit di esperto esterno indipendente; - Sandro CENTRO (C.F. CNT SDR 41B28 H223W) professore Ordinario di Fisica Sperimentale presso il Dipartimento di Fisica dellUniversit di Padova in quiescenza, in qualit di esperto esterno indipendente; - Agostino CORTESI (C.F. CRT GTN 63A11 G224H) professore Ordinario di Informatica presso lUniversit CaFoscari di Venezia, in qualit di esperto esterno indipendente; - Vito DI NOTO (C.F. DNT VTI 60B06 G543H) professore Associato presso il Dipartimento di Scienze Chimiche dellUniversit di Padova, in qualit di esperto esterno indipendente; - Gino MARIOTTO (C.F. MRT GNI 50L27 A374M) professore Ordinario di Fisica Sperimentale presso lUniversit di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali di Verona, in qualit di esperto esterno indipendente; - Cesare MONTECUCCO (C.F. MNT CSR 47S01 L378S) professore Ordinario presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dellUniversit di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali di Padova, in qualit di esperto esterno indipendente; - Gian Domenico SORAR (C.F. SRR GDM 55R06 E281Q) professore Ordinario di Scienza e Tecnologia dei materiali presso il Dipartimento di Ingegneria dei materiali e tecnologie industriali dellUniversit di Trento, in qualit di esperto esterno indipendente, riservandosi la possibilit di integrare la Commissione con ulteriori esperti esterni indipendenti, qualora se ne presenti la necessit in corrispondenza al numero e alla tipologia dei progetti da valutare; 3. di subordinare la nomina dei suddetti esperti esterni indipendenti allassenza di condizioni ostative o di conflitto di interesse; 4. di approvare lo schema di lettera di incarico ai suddetti esperti, di cui allAllegato A al presente provvedimento; 5. di approvare le Modalit di funzionamento della Commissione tecnico-scientifica per la valutazione didoneit delle proposte progettuali a valere sul POR CRO - parte FESR 2007-2013 - Bando Azione 1.1.3 - Misura I, di cui allAllegato B al presente provvedimento;

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6. di demandare al Dirigente dellUnit di Progetto Ricerca e Innovazione laffidamento dellincarico agli esperti esterni indipendenti della Commissione di valutazione tecnico-scientifica di cui alla propria deliberazione 20 dicembre 2011, n. 2237, previa acquisizione dellautorizzazione prevista dallart. 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, mediante sottoscrizione della lettera dincarico di cui al precedente punto 4; 7. di stabilire che il contratto avr durata fino al termine delle valutazioni oggetto dellincarico cos come descritte nelle premesse e comunque non oltre il 31/12/2015, fatta salva la possibilit di eventuali proroghe del medesimo termine; 8. di determinare limporto massimo iniziale di euro 12.000,00 lordi, omnicomprensivi (iva ed ogni onere inclusi) per ciascuno degli esperti esterni indipendenti di cui al precedente punto 1, quale compenso per le attivit di valutazione dei progetti presentati a seguito del bando approvato con propria deliberazione 31 luglio 2012, n. 1555, nellambito della Misura I, nonch della relativa rendicontazione; 9. di assegnare, previa sottoscrizione della lettera dincarico, ad ogni esperto esterno indipendente la somma di euro 12.000,00 lordi, omnicomprensivi (iva ed ogni onere inclusi); 10. di dare atto che la somma di cui al precedente punto gi stata impegnata con la propria deliberazione 20 dicembre 2011, n. 2237 sul capitolo n. 100916 ad oggetto Fondo di rotazione per lulteriore finanziamento di programmi comunitari negli anni 20072013 (art. 41, L.r. 05/02/1996, n. 6), del bilancio annuale di previsione dellesercizio finanziario 2011, a valere sullazione 2A611 dellassistenza tecnica (codice SMUPR 14022); 11. di dare atto che alla liquidazione dei compensi ai componenti esterni provvede il Dirigente regionale dellUnit di Progetto Ricerca e Innovazione con le seguenti tempistiche: - 50% del compenso al termine della valutazione dei progetti in fase di presentazione; - 50 % (saldo) del compenso al termine della valutazione dei progetti in fase di rendicontazione; 12. di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

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giunta regionale 9^ legislatura

ALLEGATOA alla Dgr n.


Lettera di incarico Commissione di valutazione tecnico scientifica di cui alla deliberazione della Giunta regionale 20 dicembre 2011, n. 2237.

Alla cortese attenzione Prof. ___________

Con Deliberazione della Giunta regionale n. ____ del __________, che si trasmette in allegato, la S.V. stata individuata quale componente esterno della Commissione di cui alloggetto. Mi cosa gradita conferirLe lincarico di componente di detta Commissione la cui durata decorre dalla sottoscrizione della presente per accettazione fino al termine delle valutazioni oggetto dellincarico e comunque non oltre il 31/12/2015, fatta salva la possibilit di eventuali proroghe del medesimo termine. Il compenso, stabilito dal provvedimento, pari ad euro 12.000,00 lordi, omnicomprensivi (iva ed ogni onere inclusi), prevedendo circa 360 valutazioni, e verr liquidato con le seguenti tempistiche: - 50% del compenso al termine della valutazione dei progetti in fase di presentazione; - 50 % (saldo) del compenso al termine della valutazione dei progetti in fase di rendicontazione; Tale compenso potr essere ridotto in considerazione delleffettivo lavoro svolto. Il presente incarico subordinato allacquisizione dellautorizzazione prevista dallarticolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e alla dichiarazione di assenza di condizioni ostative o di conflitto di interessi, che si allega alla presente. Con la sottoscrizione della presente si accettano le Modalita di funzionamento della Commissione tecnico-scientifica per la valutazione didoneita delle proposte progettuali a valere sul POR CRO - parte Fesr 2007-2013 Bando Azione 1.1.3 Misura I, allegate alla presente di cui costituiscono parte integrante. Infine, la verifica sulle attivit oggetto del presente incarico, sar svolta dalla sottoscritta Dirigente regionale dellUnit di Progetto Ricerca e Innovazione. Nellattesa di quanto sopra colgo loccasione per porgere cordiali saluti. IL DIRIGENTE REGIONALE Dott.ssa Caterina DE PIETRO

Venezia, Per accettazione

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ALLEGATOA alla Dgr n 2102 del 17


Alla Regione del Veneto Unit di Progetto Ricerca e Innovazione Fondamenta S. Lucia Cannaregio, n. 23 30121 VENEZIA

Oggetto: Commissione di valutazione tecnico scientifica di cui alla deliberazione della Giunta regionale 20 dicembre 2011, n. 2237. Il sottoscritto (cognome) .(nome) . nato a .................. il residente in ... Via tel. ...... Fax .e-mail. C.F. P.IVA .. con la presente DICHIARA Che svolger il suddetto incarico di consulenza in assenza di condizioni ostative o di conflitto di interessi di cui allarticolo 8 delle Modalit di funzionamento della Commissione tecnico-scientifica per la valutazione didoneit delle proposte progettuali a valere sul POR CRO - parte FESR 2007-2013 Bando Azione 1.1.3 Misura I ed in particolare di non avere alcun interesse di natura patrimoniale e non patrimoniale idoneo ad alterare il compimento dellattivit di controllo e di valutazione demandata alla Commissione. Che qualora dovessero sopravvenire nello svolgimento dellincarico condizioni ostative o situazioni di conflitto di interessi ovvero ricorrere gravi ragioni di convenienza, dar comunicazione preventiva allamministrazione, ove possibile, o, in caso contrario, entro 10 giorni dallinsorgere del fatto impeditivo. Il sottoscritto dichiara di essere consapevole di quanto prescritto dallarticolo 76 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445, sulle responsabilit penali in caso di dichiarazioni mendaci. Si allega: Copia documento di identit in corso di validit.

Data ________________ Firma _________________________

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giunta regionale 9^ legislatura

ALLEGATOB alla Dgr n.


MODALITA DI FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE TECNICO-SCIENTIFICA PER LA VALUTAZIONE DIDONEITA DELLE PROPOSTE PROGETTUALI A VALERE SUL POR CRO - PARTE FESR 2007-2013 Bando Azione 1.1.3 Misura I Articolo 1 Oggetto Le presenti modalit di funzionamento disciplinano la composizione, il funzionamento e lorganizzazione dei lavori della Commissione di valutazione tecnico-scientifica, di cui alla deliberazione della Giunta regionale 20 dicembre 2011, n. 2237, (dora in avanti Commissione) per la valutazione didoneit delle proposte progettuali presentate a valere sul bando 2012 dellAzione 1.1.3 Misura I, del P.O.R. C.R.O. parte FESR 2007-2013, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 1555 del 31 luglio 2012 (dora in avanti bando). Articolo 2 Attivit 1. La Commissione esamina e valuta sotto il profilo tecnico-scientifico i progetti allegati alle domande di contributo che hanno superato la verifica dei requisiti formali da parte di Veneto Innovazione s.p.a., ai sensi di quanto previsto dal bando. La valutazione adottata collegialmente dalla Commissione previa istruttoria svolta dallesperto esterno indipendente (dora in avanti esperto esterno) individuato secondo il criterio ratione materiae. Gli esiti della valutazione tecnico-scientifica devono essere trasmessi allUnit di Progetto Ricerca e Innovazione corredati da una scheda sintetica di valutazione per ogni singolo progetto valutato. 2. A seguito della domanda di erogazione del contributo, la Commissione, successivamente al ricevimento della relazione effettuata da Veneto Innovazione s.p.a. in merito alla relativa istruttoria, valuta la rispondenza del progetto realizzato rispetto a quello ammesso a contributo. 3. A seguito dellanalisi di cui ai precedenti commi 1 e 2, la Commissione provvede alla valutazione finale, esprimendosi circa lidoneit e non idoneit dei progetti e indicando sinteticamente le motivazioni ed eventuali prescrizioni. Articolo 3 Organizzazione e funzionamento 1. La Commissione convocata dal Presidente, o un suo delegato, con atto trasmesso via fax, o via e-mail, ai recapiti indicati da ciascun esperto esterno incaricato della valutazione progettuale. Allatto di convocazione allegato lordine del giorno della seduta. 2. La convocazione disposta in funzione delle esigenze operative della fase istruttoria, tenuto conto dei tempi e scadenze stabilite dal bando per la relativa conclusione. 3. Per la validit delle sedute, richiesta la presenza dei due terzi dei suoi componenti, a tal fine ammesso anche il collegamento a mezzo videoconferenza in caso di impossibilit a riunirsi fisicamente. 4. Le decisioni sono assunte a maggioranza dei presenti. In caso di parit, prevale il voto del Presidente. Al Segretario verbalizzante non spetta il diritto di voto. Le votazioni avvengono per appello nominale.

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5. Il componente che, con riguardo ad una singola convocazione, si trovi in una delle situazioni di incompatibilit di cui allarticolo 8 delle presenti modalit di funzionamento, ha lobbligo di astenersi dal partecipare alla relativa votazione, previa comunicazione al Presidente della Commissione. 6. Le riunioni non sono pubbliche e si tengono di norma presso la sede dellUnit di Progetto Ricerca e Innovazione Fondamenta Santa Lucia Cannaregio, 23 30121 Venezia. 7. La Commissione: a) acquisisce agli atti il parere rilasciato da Veneto Innovazione s.p.a., in merito allistruttoria dalla stessa effettuata sulla domanda di contributo, e la relazione dettagliata di Veneto Innovazione Spa, in merito allistruttoria della rendicontazione; b) definisce i chiarimenti da richiedere ai proponenti riguardo a dubbi o quesiti sorti. 8. Per le riunioni della Commissione presso la sede di cui al comma 6 del presente articolo, non spetta ai suoi componenti alcun gettone, onere o indennit, ritenendo il compenso pattuito omnicomprensivo (iva ed ogni onere inclusi) di ogni onere aggiuntivo da sostenere da parte dei singoli componenti per il funzionamento della stessa Commissione. 9. La Commissione opera con il coordinamento dellUnit di Progetto Ricerca e Innovazione in quanto Struttura Regionale Responsabile dellAzione, coadiuvata dallufficio di cui allarticolo 12 delle presenti modalit di funzionamento. Art. 4 Il Segretario Il Segretario: a) assiste e coadiuva il Presidente nellorganizzazione dei lavori della Commissione; b) tiene aggiornato il calendario dei lavori e convoca, su richiesta del Presidente, i componenti della Commissione; c) verifica la composizione della Commissione, la validit delle decisioni dalla stessa assunte e il risultato delle eventuali votazioni; d) redige verbale, per ogni seduta, avendo cura di riportare su di esso gli identificativi delle domande e dei progetti esaminati, gli interventi dei componenti e i pareri conclusivi. Al verbale sono allegate le schede di valutazione dei singoli progetti e un riepilogo della spesa ammessa e del relativo contributo per ogni progetto. Il verbale approvato, di norma, nella seduta successiva e viene sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. Art. 5 Metodo di lavoro 1. Entro i tempi stabiliti dalla stessa Commissione in occasione della sua prima riunione, il Presidente rende disponibili alla Commissione i progetti e la relativa documentazione, assegnando agli esperti esterni, secondo il criterio ratione materiae, i singoli progetti per la pre-valutazione che dovr essere resa entro un termine di massima fissato dal Presidente stesso. 2. Ricevuto lesito di un congruo numero distruttorie, il Presidente, entro i 15 giorni successivi, convoca la Commissione per la valutazione finale e ladozione della relativa decisione. 3. Al momento dellassegnazione, linteressato dichiarer sotto la propria responsabilit di essere nelle condizioni previste per la relativa nomina e di non incorrere in nessuna delle condizioni di incompatibilit.

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Articolo 6 Consultazioni 1. La consultazione dei componenti della Commissione pu essere attivata dal Presidente, qualora particolari esigenze istruttorie/circostanze lo richiedano, anche ai fini di poter rispettare le scadenze stabilite dal bando. 2. A seguito della conclusione della consultazione, il Presidente informa tutti i componenti della Commissione circa le decisioni assunte. Articolo 7 Obblighi e valutazioni degli esperti esterni 1. Gli esperti esterni sono tenuti a garantire la propria partecipazione alle sessioni di valutazione, dando disponibilit a svolgere lincarico allinterno della Commissione nei tempi e luoghi stabiliti dalle presenti modalit di funzionamento. 2. Lassenza ingiustificata o lirregolare e/o ritardata presentazione dei lavori eseguiti entro le date preventivamente concordate pu costituire causa di estromissione dellesperto esterno dalla Commissione a discrezione del Presidente mediante semplice comunicazione scritta di questultimo e di proposta alla Giunta regionale di sostituzione con altro esperto esterno avente i medesimi requisiti professionali. Articolo 8 Incompatibilit degli esperti esterni 1. Costituiscono condizioni di incompatibilit degli esperti esterni: a) avere rapporti di parentela entro il secondo grado con soggetti che presentino progetti a valere sul P.O.R. C.R.O. parte FESR 2007-2013 Asse I Azione 1.1.3 - Bando 2012 Misura I, approvato con DGR n. 1555 del 31 luglio 2012; b) intrattenere rapporti di lavoro o di consulenza con i proponenti dei progetti sottoposti alla loro valutazione nel biennio precedente alla data di nomina come componente della Commissione e nel biennio successivo alla conclusione dell'attivit di valutazione. 2. Qualora una delle condizioni di incompatibilit dovesse rendersi nota successivamente alla nomina degli esperti esterni, questi ultimi sono tenuti darne comunicazione preventiva allamministrazione, ove possibile, o, in caso contrario, entro 10 giorni dallinsorgere del fatto impeditivo. Articolo 9 Codice etico 1. La condotta ed il contegno degli esperti esterni dovr fare riferimento ai seguenti criteri di etica professionale: a) non compiere azioni lesive, di qualsiasi natura, nei confronti dellimmagine e/o degli interessi dellAmministrazione regionale, nonch nei confronti dei soggetti ammessi alla fase di valutazione; b) operare con autonomia ed obiettivit nello svolgimento dellincarico affidato e condurre la valutazione in maniera totalmente indipendente, senza tener conto di pressioni ed influenze di qualsiasi provenienza o natura; c) non accettare incarichi per i quali non si qualificati; d) soddisfare tutti gli impegni presi con lincarico; e) mantenere sempre e comunque un comportamento irreprensibile in ragione dellimportanza dellincarico ricevuto; f) adoperarsi per il buon funzionamento e lefficienza della Commissione;

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g) garantire la riservatezza su tutte le informazioni riguardanti lattivit di soggetti per i quali si effettuer la valutazione, le quali dovranno considerarsi coperte da segreto professionale, nonch sulle modalit operative inerenti le fasi di valutazione; h) non utilizzare le predette informazioni a vantaggio proprio e/o di terzi; i) riferire al Presidente della Commissione riguardo a qualsiasi criticit che possa intralciare il normale corso delle attivit di valutazione. 2. LAmministrazione regionale ha la propriet, anche materiale, delle elaborazioni e di ogni documento di valutazione. I documenti, pertanto, non potranno essere in nessun modo utilizzati se non previa autorizzazione della stessa Amministrazione. Art. 10 Rinuncia allincarico 1. Gli esperti esterni della Commissione possono rinunciare allincarico ma, dopo aver accettato, non possono interrompere il lavoro iniziato, tranne che per eccezionali e giustificati motivi, pena la risoluzione unilaterale del rapporto da parte della Regione del Veneto e la mancata corresponsione del compenso. 2. La cessazione dellincarico per qualsiasi causa che sia intervenuta antecedentemente alla conclusione dellistruttoria dei progetti in fase di presentazione non d diritto ad alcun compenso mentre la cessazione dellincarico per qualsiasi causa che sia intervenuta successivamente a tale momento da diritto ad un compenso rapportato alleffettivo lavoro svolto che si ritiene essere pari al 50% delloggetto dellincarico. Art. 11 Trattamento dei dati personali 1. Tutti i dati personali di cui lAmministrazione regionale venga in possesso in occasione dellespletamento del presente procedimento verranno trattati nel rispetto del d.lgs. n. 196/03 Codice in materia di protezione dei dati personali. I dati personali saranno trattati per le seguenti finalit: a) registrare i dati relativi agli esperti esterni; b) realizzare attivit di istruttoria sulle domande pervenute; c) realizzare attivit di verifica e controllo previste dalle normative vigenti in materia; d) inviare comunicazioni agli interessati nellambito dellattivit di cui alle presenti modalit di funzionamento. 2. Il titolare del trattamento dei dati personali forniti dallinteressato lUnit di Progetto Ricerca e Innovazione della Regione del Veneto, con sede in Fondamenta S. Lucia, Cannaregio 23, 30121 Venezia, e il responsabile dei medesimi dati il Dirigente pro tempore dellUnit di Progetto Ricerca e Innovazione della Regione del Veneto. Articolo 12 Compiti dellufficio presso lUnit di Progetto Ricerca e Innovazione Presso lUnit di Progetto Ricerca e Innovazione individuato un ufficio il quale provvede: a) alla conservazione dei documenti attinenti lattivit della Commissione; b) a consentire la consultazione degli stessi da parte dei componenti della Commissione e degli altri soggetti aventi titolo; c) alla trasmissione delle convocazioni della Commissione; d) a tutti gli altri adempimenti necessari a garantire lo svolgimento dei lavori della Commissione indicati nelle presenti modalit di funzionamento.

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Art. 13 Disposizioni di chiusura 1. Le presenti modalit di funzionamento, approvate con deliberazione della Giunta regionale, possono da questultima essere modificate sulla base di apposita decisione della Commissione, in funzione di specifiche esigenze rilevate. 2. Per quanto non espressamente previsto dalle presenti modalit di funzionamento, ai fini dellattivit della Commissione e dellapprovazione degli elenchi dei Progetti idonei e di quelli non idonei, viene fatto riferimento alle disposizioni del POR CRO FESR 2007-2013 approvato con Decisione della Commissione CE (2007) 4247 del 7 settembre 2007 ed eventuali successive modifiche ed integrazioni, nonch al quadro complessivo delle norme stabilite dai regolamenti e dai correlati atti comunitari, nazionali e regionali in materia di ricerca, sviluppo e innovazione.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2105 del 17 ottobre 2012 Interventi regionali in materia di impiantistica sportiva. Provvedimenti. L.R. 7 novembre 2003, n. 27, art. 53, comma 7; L.R. 3 febbraio 2006, n. 2, art. 28. [Opere e lavori pubblici] Note per la trasparenza: Il provvedimento prende favorevolmente atto di alcune modifiche richieste da beneficiari di contributi in materia di impiantistica sportiva assegnati con provvedimenti di Giunta vari. LAssessore Elena Donazzan riferisce quanto segue. La Giunta regionale, sulla base di specifiche norme, dispone annualmente il finanziamento di interventi in materia di impiantistica sportiva. In tale contesto, si ravvisa lopportunit di accordare alcune variazioni alle condizioni di assegnazione dei contributi sotto elencati. COMUNE DI SAN FIOR (TV) Con DGR n. 3300 del 21.12.2010 stato assegnato al Comune di San Fior (TV), ai sensi della L.R. 07.11.2003, n. 27, art. 53, comma 7, un contributo in conto capitale di Euro 200.000,00 per lavori di ripristino delle opere di controsoffittatura e copertura della palestra presso la scuola media di via Isidoro Mel, a fronte di una spesa ammissibile di Euro 240.000,00. Col medesimo provvedimento, la relativa spesa stata impegnata a valere sulla disponibilit del capitolo n. 44021 Trasferimenti alle Amministrazioni Pubbliche per interventi in materia di edilizia pubblica (D.Lgs. 31.03.1998, n. 112, artt. 89 - 94) del bilancio regionale di previsione per lesercizio finanziario 2010 (impegno n. 5573). Come previsto dal suddetto provvedimento, il Comune ha presentato la documentazione necessaria alla conferma del contributo, tra cui la convenzione sottoscritta regolante i rapporti Regione - Comune, gli elaborati significativi del progetto ed il relativo provvedimento comunale di approvazione. Il decreto di conferma da parte della Direzione LL. PP. reca il n. 1477 del 17.10.2011. Da una successiva verifica dei documenti forniti dal Comune, stato tuttavia rilevato che lintervento oggetto di finanziamento regionale, anzich il controsoffitto della palestra, riguardava la realizzazione della copertura delladiacente campetto di gioco polivalente. Al ripristino del controsoffitto della palestra, nelle more dellassegnazione regionale, si era infatti provveduto con risorse comunali, per una spesa sensibilmente inferiore a quella prevista. Nel riscontrare la richiesta di chiarimenti inviata dalla struttura regionale competente in data 28.06.2012 prot. n. 298802, il Comune, con nota in data 09.07.2012 prot. n. 8769, precisa ora che lintervento per la realizzazione della copertura del campetto polivalente si resa urgente e indispensabile per mettere a disposizione dei cittadini un nuovo impianto sportivo pienamente conforme alla vigenti norme in materia di sicurezza, proprio per consentire la pratica di discipline sportive quali il calcetto e pallamano, prima esercitate nella palestra scolastica, spazio in particolare non adeguato per laltezza interna ridotta. Il beneficiario conferma pertanto lesigenza prioritaria che il contributo regionale di che trattasi possa essere considerato riferibile ad entrambi gli interventi secondo il seguente quadro di spesa: ripristino opere di controsoffittatura e copertura della palestra: realizzazione nuova copertura campetto polivalente: SPESA TOTALE Euro Euro Euro 110.000,00 267.500,00 377.500,00

Considerato che permane comunque la validit delle ragioni che hanno portato alla concessione del contributo regionale di cui alla D.G.R. n. 3300 del 21.12.2010, si ritiene di confermarne lassegnazione con riferimento allintervento complessivo sopra descritto. comunque fatto salvo limpegno di spesa n. 5573 assunto con DGR 3300/2010 sul capitolo 44021 del bilancio 2010, nonch i termini temporali perentori, stabiliti improrogabilmente al 21.12.2015, per la presentazione alla Regione della rendicontazione finale delle spese sostenute per lintervento di cui trattasi. Dovr inoltre essere adeguatamente modificata la convenzione regolante i rapporti tra Regione e Comune sottoscritta in data 12.04.2011. COMUNE DI CAMPOSAMPIERO (PD) Con DGR n. 4229 del 29.12.2009 stato assegnato al Comune di Camposampiero (PD), ai sensi della L.R. 07.11.2003, n. 27, art. 53, comma 7, un contributo in conto capitale di Euro 200.000,00 per lavori di riqualificazione della palestra in frazione di Rustega a fronte di una spesa ammissibile per lavori, oneri sicurezza ed IVA di Euro 500.000,00. Col medesimo provvedimento, la relativa spesa stata impegnata a valere sulla disponibilit del capitolo n. 44021 Trasferimenti alle Amministrazioni Pubbliche per interventi in materia di edilizia pubblica (D.Lgs. 31.03.1998, n. 112, artt. 89 - 94) del bilancio regionale di previsione per lesercizio finanziario 2009 (impegno n. 6814). Il Comune ha regolarmente sottoscritto in data 25.08.2010 la convenzione regolante i rapporti Regione - Comune e presentato in data 29.06.2011 la documentazione progettuale, unitamente ai relativi atti di assenso da parte della Giunta Comunale e del comitato provinciale di Padova del CONI.

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Anche in questo caso, da un verifica condotta sui predetti atti emersa unincongruenza tra la richiesta di contributo avanzata dal Comune che esponeva una spesa complessiva sullintero quadro economico pari ad Euro 500.000,00 ed il provvedimento di assegnazione del contributo che invece teneva impropriamente conto di una spesa ammissibile di Euro 500.000,00 attribuibile ai soli lavori, oneri sicurezza ed IVA. Si rilevato inoltre che il progetto esecutivo prevede, oltre alle opere relative alla palestra, anche interventi sullattiguo campo da calcio. Considerata la natura dei lavori previsti nel progetto presentato dal Comune che, pur variando parzialmente la tipologia di intervento, comunque non altera le finalit perseguite dal contributo regionale di cui trattasi, appare corretto considerare la spesa ammissibile di Euro 500.000,00 attribuita allintero quadro economico, come peraltro richiesto dal Comune e riferita alle opere come evidenziate nel progetto medesimo. comunque fatto salvo limpegno di spesa n. 6814 assunto con DGR 4229/2009 sul capitolo 44021 del bilancio 2009, nonch i termini temporali perentori, stabiliti improrogabilmente al 29.12.2014, per la presentazione alla Regione della rendicontazione finale delle spese sostenute per lintervento di cui trattasi. Dovr inoltre essere adeguatamente modificata la convenzione regolante i rapporti tra Regione e Comune sottoscritta in data 25.08.2010. COMUNE DI NEGRAR (VR) Con D.G.R. n. 938 del 23.03.2010 stato assegnato al Comune di Negrar (VR), ai sensi della L.R. 07.11.2003, n. 27, art. 53, comma 7, un contributo in conto capitale di Euro 45.000,00 per la realizzazione di un campo sportivo nella frazione di San Vito, a fronte di una spesa ritenuta ammissibile di Euro 88.033,91. Col medesimo provvedimento la relativa spesa stata impegnata a valere sulla disponibilit del capitolo n. 44021 Trasferimenti alle Amministrazioni Pubbliche per interventi in materia di edilizia pubblica (D.Lgs. 31.03.1998, n. 112, artt. 89 - 94) del bilancio regionale di previsione per lesercizio finanziario 2010 (impegno n. 1097). Il termine per la presentazione della documentazione necessaria alla conferma del contributo, su specifiche richieste da parte del beneficiario, stato prorogato al 31.12.2010 e successivamente al 31.08.2012. Ora, con nota in data 12.07.2012, il Comune ha chiesto unulteriore proroga al predetto termine motivata da ritardi nellapprovazione del progetto esecutivo e nel conseguente finanziamento della quota parte a carico del Comune medesimo, il tutto correlato ai limiti imposti dal patto di stabilit interno. Le proiezioni temporali ipotizzate sono cos articolate: - approvazione progetto esecutivo: 30.04.2013; - inizio lavori: 30.06.2013; - fine lavori: 31.10.2013. Le motivazioni esposte dal beneficiario risultano accettabili ed appare pertanto possibile aderire alla richiesta concedendo un proroga per la presentazione della documentazione necessaria alla conferma del contributo in argomento a tutto il 30.06.2013. Tale termine si intende perentorio ed improrogabile e pertanto, in caso di suo inutile decorso, il dirigente della Direzione LL. PP. sin dora autorizzato a disporre la revoca del contributo applicando le procedure di cui alla legge n. 241 del 7.08.1990 e successive modifiche ed integrazioni. comunque fatto salvo limpegno di spesa n. 1095 assunto con DGR 938/2010 sul capitolo 44021 del bilancio 2010, nonch i termini temporali perentori, stabiliti improrogabilmente al 23.03.2015, per la presentazione alla Regione della rendicontazione finale delle spese sostenute per lintervento di cui trattasi. A.S.D. GEMINI BASKETBALL SAN GIOVANNI LUPATOTO (VR) Con DGR n. 1829 del 8.11.2011, stato assegnato allA.S.D. Gemini Basketball di San Giovanni Lupatoto (VR), ai sensi della L.R. 07.11.2003, n. 27, art. 53, comma 7, un contributo in conto capitale di Euro 140.000,00 per lavori di ampliamento della palestra presso la scuola elementare Guglielmo Marconi in localit Pozzo, a fronte di una spesa ammissibile di Euro 157.396,38 e di un importo minimo da rendicontare pari ad Euro 175.000,00. Col medesimo provvedimento, la relativa spesa stata impegnata a valere sulla disponibilit del capitolo n. 100628 Interventi regionali in materia di edilizia pubblica (D.Lgs. 31.03.1998, n. 112, artt. 89 - 94) del bilancio regionale di previsione per lesercizio finanziario 2011 (impegno n. 3070). Con il presente provvedimento, si ritiene opportuno procedere anche alla rettifica di un dato erroneamente riportato nellAllegato B (soggetti privati) alla predetta DGR n. 1829 del 8.11.2011, con la quale stato approvato il secondo piano di riparto 2011 dei finanziamenti per lavori di particolare interesse od urgenza, ai sensi della L.R. n. 27/2003, art. 53, comma 7. In particolare, deve essere rettificato, come di seguito evidenziato, il seguente valore della colonna Importo minimo da rendicontare: - N. 11 - A.S.D. Gemini Basketball di San Giovanni Lupatoto (VR): importo corretto Euro 157.396,38 anzich Euro 175.000,00. Oltre allesigenza di omogeneit in ordine a quanto disposto relativamente agli altri interventi oggetto di contributo, tale rettifica risponde al requisito fondamentale secondo cui limporto minimo rendicontabile non pu essere superiore alla spesa ammessa a contributo. comunque fatto salvo limpegno di spesa n. 3070 assunto con DGR 1829/2011 sul capitolo 100628 del bilancio 2011, nonch i termini temporali perentori, stabiliti improrogabilmente al 08.11.2016, per la presentazione alla Regione della rendicontazione finale delle spese sostenute per lintervento di cui trattasi. Dovr inoltre essere adeguatamente modificata la convenzione regolante i rapporti tra Regione e A.S.D. sottoscritta in data 06.03.2012.

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COMUNE DI MOGLIANO (TV) Con D.G.R. n. 566 del 2.03.2010, avvalendosi delle disposizioni di cui allart. 53, comma 7 della L.R. 27/2003, stato assegnato al Comune di Mogliano Veneto (TV) ai sensi della L.R. 3 febbraio 2006, n. 2, art. 28, un contributo in conto capitale di Euro 1.500.000,00, su una somma per lavori ritenuta ammissibile di Euro 2.647.900,00, per la realizzazione, presso gli impianti sportivi di via Colelli - stadio Maurizio Quaggia, del complesso denominato Accademia del rugby costituito da spogliatoi, copertura tribuna esistente, foresteria atleti, campi di allenamento, relativi impianti ed opere di completamento. Con D.G.R. n. 1142 del 26.07.2011 stata ridestinata al Comune di Mogliano Veneto, nella misura ridotta ad 1.000.000,00, quota parte del contributo di 1.500.000,00 gi assegnato al medesimo Comune con DGR n. 566 del 2.03.2010 ai sensi dellart. 53, comma 7 della L.R. 27/2003, per lintervento di realizzazione parziale del predetto complesso sportivo, del costo complessivo di 1.000.000,00. Infine con DGR n. 1694 del 7.08.2012 sono state autorizzate delle modifiche alle condizioni poste alla base del contributo assegnato al Comune, comportanti la parziale variazione nella tipologia di opere da eseguire, come evidenziato nel medesimo provvedimento. Nelle premesse e nel punto 1 del dispositivo di tale DGR, per mero errore materiale, stata tuttavia indicata la data 02.03.2009, anzich 02.03.2010, quale data di adozione del provvedimento di assegnazione del contributo di cui trattasi al Comune di Mogliano Veneto. Con la presente deliberazione si intende pertanto porre rimedio pure al sopra citato errore materiale, confermando il 02.03.2010 quale data di adozione della DGR n. 566/2010. comunque fatto salvo limpegno di spesa n. 477 assunto con DGR 566/2010 sul capitolo 100794 del bilancio 2010 e ridotto sul medesimo capitolo con DGR 1142/2011, nonch i termini temporali perentori, stabiliti improrogabilmente al 02.03.2015, per la presentazione alla Regione della rendicontazione finale delle spese sostenute per lintervento di cui trattasi. Per quanto sopra evidenziato si d atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, il quale d atto che la struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione statale e regionale; Vista la L.R. 7 novembre 2003, n. 27, art. 53, comma 7; Vista la L.R. 3 febbraio 2006, n. 2, art. 28; Viste le deliberazioni di Giunta Regionale n. 3300 del 21.12.2010, n. 4229 del 29.12.2009, n. 938 del 23.03.2010, n. 1829 del 8.11.2011, n. 566 del 2.03.2010 e n. 1694 del 7.08.2012; delibera 1. di autorizzare il Comune di S. Fior (TV) a far valere il contributo in conto capitale di Euro 200.000,00, originariamente assegnato con DGR n. 3300 del 21.12.2010, ai sensi della L.R. 07.11.2003, n. 27, art. 53, comma 7, esclusivamente per il ripristino delle opere di controsoffittatura e copertura della palestra presso la scuola media di via Isidoro Mel, anche per un nuovo e diverso progetto che prevede la realizzazione di una nuova copertura del campetto polivalente, attiguo alla palestra, sempre nellambito dello stesso plesso scolastico, fermi restando gli importi del contributo e della spesa ammissibile. comunque fatto salvo limpegno di spesa n. 5573 assunto con DGR 3300/2010 sul capitolo 44021 del bilancio 2010, nonch i termini temporali perentori, stabiliti improrogabilmente al 21.12.2015, per la presentazione alla Regione della rendicontazione finale delle spese sostenute per lintervento di cui trattasi. Dovr inoltre essere adeguatamente modificata la convenzione regolante i rapporti tra Regione e Comune sottoscritta in data 12.04.2011; 2. di autorizzare il Comune di Camposampiero (PD) ad eseguire le opere modificate come risulta dal progetto definitivo / esecutivo presentato alla Direzione Lavori Pubblici, come descritto in narrativa, e di considerare la spesa ammissibile di Euro 500.000,00 attribuita alle spese dellintero quadro economico, diversamente da quanto invece impropriamente stabilito nel provvedimento di assegnazione del contributo, nel quale la spesa veniva attribuita ai soli lavori, oneri sicurezza ed IVA, fermo restando limporto del contributo assegnato. comunque fatto salvo limpegno di spesa n. 6814 assunto con DGR 4229/2009 sul capitolo 44021 del bilancio 2009, nonch i termini temporali perentori, stabiliti improrogabilmente al 29.12.2014, per la presentazione alla Regione della rendicontazione finale delle spese sostenute per lintervento di cui trattasi. Dovr inoltre essere adeguatamente modificata la convenzione regolante i rapporti tra Regione e Comune sottoscritta in data 25.08.2010; 3. di concedere al Comune di Negrar una proroga al termine per la presentazione della documentazione necessaria alla conferma del contributo a tutto il 30.06.2013, fatto comunque fatto salvo limpegno di spesa n. 1095 assunto con DGR 938/2010 sul capitolo 44021 del bilancio 2010, nonch i termini temporali perentori, stabiliti improrogabilmente al 23.03.2015, per la presentazione alla Regione della rendicontazione finale delle spese sostenute per lintervento di cui trattasi; 4. di rettificare, per le motivazioni di cui alle premesse, i valori della colonna Importo minimo da rendicontare riportati nellAllegato B alla DGR n. 1829 del 8.11.2011, con la quale stato approvato il secondo piano di riparto 2011 dei finanziamenti per lavori di particolare interesse od urgenza, come di seguito evidenziato: N. 11 - A.S.D. Gemini Basketball di San Giovanni Lupatoto (VR): importo corretto Euro 157.396,38, anzich Euro 175.000,00.

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comunque fatto salvo limpegno di spesa n. 3070 assunto con DGR 1829/2011 sul capitolo 100628 del bilancio 2011, nonch i termini temporali, perentori stabiliti improrogabilmente al 08.11.2016, per la presentazione alla Regione della rendicontazione finale delle spese sostenute per lintervento di cui trattasi. Dovr inoltre essere adeguatamente modificata la convenzione regolante i rapporti tra Regione e A.S.D. sottoscritta in data 06.03.2012; 5. di dare atto, a parziale variazione di quanto indicato nelle premesse e al punto 1 del dispositivo della DGR n. 1694 del 7.08.2012, per quanto concerne il Comune di Mogliano Veneto (TV) che la data di adozione del provvedimento di impegno delle spesa per la realizzazione di impianti sportivi a supporto dell Accademia del Rugby corrisponde al 02.03.2010. comunque fatto salvo limpegno di spesa n. 477 assunto con DGR 566/2010 sul capitolo 100794 del bilancio 2010 e ridotto sul medesimo capitolo con DGR 1142/2011, nonch i termini temporali perentori, stabiliti improrogabilmente al 02.03.2015, per la presentazione alla Regione della rendicontazione finale delle spese sostenute per lintervento di cui trattasi; 6. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 7. di incaricare il Dirigente della Direzione Lavori Pubblici dellesecuzione del presente atto; 8. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2106 del 17 ottobre 2012 Ditta La Ti Esse S.r.l - Autorizzazione unica alla costruzione e lesercizio di un impianto di cogenerazione costituito da un sistema di combustione a biomasse vegetali naturali per la produzione di energia elettrica della potenza di 995 kW elettrici lordi e 4.100 kW termici da realizzarsi nel comune di Cimadolmo (TV). D.Lgs 387/2003; D.Lgs 152/2006. [Energia e industria] Note per la trasparenza: Autorizzazione ad installare ed esercire un impianto per la produzione di energia elettrica e termica attraverso la combustione di fonti rinnovabili. LAssessore Elena Donazzan riferisce quanto segue. La societ La Ti Esse S.r.l. con sede legale in via Garibaldi n. 53, in comune di Cimadolmo (TV), in data 12.01.2012 ha presentato istanza, ai sensi del D.Lgs 387/2003, alla Regione del Veneto per il rilascio dellautorizzazione alla costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica alimentato a fonte rinnovabile. Limpianto utilizzer come combustibile biomasse vegetali naturali e verr realizzato presso il sito produttivo della ditta in comune di Cimadolmo (TV) a servizio della societ medesima. Lo stesso dimensionato per essere in grado di erogare una potenza elettrica netta pari a 875 kW che saranno interamente ceduti alla rete. Lenergia termica recuperabile dal circuito di raffreddamento del condensatore della turbina ORC sotto forma di acqua calda pari a 4.100 kW. Giova ricordare che la legge regionale 13 aprile 2001 n. 11, allart. 42 comma 2 bis, ha stabilito che di competenza regionale il rilascio dellautorizzazione allinstallazione ed esercizio di impianti di produzione di energia elettrica inferiori a 300 MW. Le emissioni dellimpianto di cui trattasi rientrano tra quelle normate dalla parte V del D. Lgs 152/2006 per le quali la Giunta regionale con deliberazione n. 2166 del 11.07.2006 ha fornito i primi indirizzi per la sua corretta applicazione, prevedendo che lautorizzazione allinstallazione ed esercizio di un impianto con emissioni in atmosfera, venga rilasciata ricorrendo allo strumento della Conferenza di Servizi come disciplinata dalla L. 241/1990 e sue successive modifiche ed integrazioni. In conformit alla deliberazione di Giunta regionale n. 1192 del 5.05.2009, il parere espresso dalla Commissione Tecnica Regionale sezione Ambiente (CTRA nel seguito) sullargomento, viene riportato quale posizione dellAmministrazione in seno alla Conferenza di Servizi dal rappresentante regionale che opera allinterno della stessa. In accordo con quanto sopra espresso in data 23.04.2012 si svolta presso la sede regionale di palazzo Linetti in Venezia, una prima conferenza di servizi istruttoria con la partecipazione - previa convocazione degli Enti competenti - dei rappresentanti del Comune di Cimadolmo, della provincia di Treviso, dellArpav, della Ditta proponente con i propri progettisti, oltre i rappresentanti dellUnit Complessa Tutela Atmosfera. In detta circostanza, alla Ditta che ha illustrato liniziativa, sono state chieste precisazioni ed ulteriori documenti ad integrazione di quanto gi presentato. Contestualmente sono stati resi noti i seguenti pareri: - Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto - Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso la quale con nota del 8.02.2012 prot. n. 3549, relativamente alla verifica della sussistenza di procedimenti di tutela relativa ai casi in cui limpianto non ricada in zona sottoposta a tutela ai sensi del Dlgs 42/2004 ha comunicato che esaminata la documentazione dalla quale si evince che lintervento ricade sul mappale n. 1140, foglio 8 del comune di Cimadolmo (TV), la scrivente Soprintendenza, per quanto di competenza, comunica linsussistenza su detti mappali di procedimenti di tutela ai sensi del Dlgs 42/2004 in itinere alla data di presentazione dellistanza. - Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto - Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso la quale con nota del 24/04/2012 prot. n. 11206, ha comunicato che . considerato che lambito oggetto di intervento caratterizzato da un forte grado di antropizzazione e che le opere in progetto non altererebbero le relazioni paesaggistiche che gli edifici industriali presenti, gi istituiscono con il contesto, ritenuto compatibile il suddetto intervento con i valori paesaggistici dellarea soggetta a tutela; visto lesisto dellistruttoria per quanto di competenza della Soprintendenza B.A.P; viste le valutazioni espresse dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto con nota prot. n. 5041 del 20/04/2012 che costituisce parte integrante del presente provvedimento, si esprime parere favorevole alla realizzazione dellintervento in oggetto, ai sensi e per gli effetti dellart. 17 comma 3 lettera n) del D.P.R. n. 233/07 e s.m.i., alle seguenti prescrizioni: per una migliore mitigazione e compensazione dellopera, venga realizzato, a nord dello stabilimento un nuovo elemento di confine alto almeno sei metri, per tutto lo sviluppo lungo via San Michele che con le tecniche del giardino verticale nasconda limpianto dalla via di pubblica fruizione. Si richiama il richiedente al rispetto di quanto disposto in materia di rinvenimenti archeologici dallart. 90 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Contestualmente allega la nota della soprintendenza per i beni archeologici del Veneto del 20/04/2012 prot. n. 0005041 con la quale comunica:in riferimento alla delega della superiore Direzione Regionale prot. 7245 del 4.04.2012, acquisita agli atti con prot. n. 4853 del 17.4.2012 si comunica, per quanto di competenza, parere favorevole ai lavori in oggetto, richiamando il richiedente al rispetto di quanto disposto in materia di rinvenimenti archeologici dallart. 90 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Sulla scorta delle integrazioni presentate dalla Ditta, assunte al protocollo dellU.C. Tutela Atmosfera n. 26673/63.01.05 in data 16.06.2012, il progetto stato quindi esaminato dalla CTRA, di cui allart. 11 della L.R. 33/1985, nella seduta del 6.08.2012, la quale con parere n. 3820 si espressa favorevolmente con prescrizioni. Tale parere costituisce parte integrante del presente atto col nome di allegato A. A garanzia degli interventi di dismissione, la Giunta Regionale del Veneto con propria deliberazione n. 453 del 2.03.2010, ha stabilito il deposito di una fideiussione bancaria o assicurativa di importo pari alla previsione tecnico - economica di tali opere da presentare prima dellinizio dei lavori.

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Tale obbligo stato successivamente disciplinato dal Decreto 10 settembre 2010 linee guida per lautorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili precisando che la garanzia stabilita in favore dellamministrazione che sar tenuta ad eseguire le opere di rimessa in pristino. Con deliberazione n. 253 del 22.02.2012 la Giunta regionale ha definito nel dettaglio la disciplina delle garanzie per la rimessa in pristino, approvando nel contempo un modello unico di contratto di garanzia. Il progetto trattato include la previsione tecnico-economica delle opere di messa in pristino dello stato dei luoghi interessati alla realizzazione dellimpianto pari a 25.314,86 obbligo previsto dal D.Lgs 387/2003 art. 12 comma 4, a carico del soggetto titolare dellautorizzazione a seguito della dismissione dellimpianto stesso. La garanzia sar quindi determinata dal costo stimato in 25.314,86 oltre il 10% per oneri fiscali e di spese tecniche per un importo complessivo di 27.846,35 In data 27 settembre 2012 si svolta, presso gli uffici regionali di Rio Tre Ponti, Dorsoduro 3494, in Venezia, la Conferenza di Servizi conclusiva alla quale, convocate le Amministrazioni competenti, hanno preso parte i rappresentanti del comune di Cimadolmo, della provincia di Treviso, della soc. Enel Distribuzione S.p.A., della Ditta proponente con i propri progettisti, oltre i rappresentanti dellUnit Complessa Tutela Atmosfera. Nel corso dellincontro sono stati resi noti i seguenti pareri: - Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto - Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso la quale con nota prot. 27141 del 25/09/2012 ha comunicato quanto segue considerato il parere favorevole precedentemente rilasciato con prot. 11206 24/04/2012 e gi ribadito con prot. 19198 del 6/07/2012 in quanto lambito oggetto di intervento caratterizzato da un forte grado di antropizzazione e le opere in progetto non altererebbero le relazioni paesaggistiche che gli edifici industriali presenti, gi istituiscono con il contesto, anche tenendo conto degli elaborati di adeguamento ricevuti in data 19/06/2012 (acquisiti agli atti con prot. 18003 del 25/06/2012) che prevedono una mitigazione con elementi arborei di alto fusto, intervallati con quelli gi esistenti; ritenuto compatibile, il suddetto intervento con i valori paesaggistici dellarea soggetta a tutela; visto lesito dellistruttoria per quanto di competenza della Soprintendenza B.A.P.; viste le valutazioni espresse dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto con nota prot. n. 5041 del 20.04.2012 che si allega al presente provvedimento, tenuto conto che la richiamata delega del Direttore regionale stata conferita, ai sensi e per gli effetti dellart. 17 comma 3 lettera n) del D.P.R. n. 233/07 e s.m.i., nel presupposto che sussista la competenza di due o pi Soprintendenze, avendo verificato che sullarea di intervento non sussistono provvedimenti di tutela archeologica ai sensi della parte II del D.Lgs 42/2004, la stessa delega si intende priva di effetti. Si richiama il richiedente al rispetto di quanto disposto in materia di rinvenimenti archeologici dallart. 90 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Contestualmente ha allegato la nota della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto - Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto del 21.02.2012 prot. 0002280 la quale comunica che:nellarea oggetto di intervento non sussistono procedimenti in itinere, n procedure di accertamento della sussistenza di beni archeologici. Si esprime pertanto, per quanto di competenza, parere favorevole ai lavori in argomento. Si richiama comunque codesta ditta al rispetto di quanto disposto in materia di rinvenimenti archeologici dallart. 90 decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42. - Arpav la quale con nota del 26.09.2012 prot. 108985 ha trasmesso alcune osservazioni formulate dallUnit Operativa Fisica Ambientale in merito alle emissioni in atmosfera di ossidi di azoto e allinquinamento acustico. Nel corso della riunione hanno espresso parere: - Societ Enel distribuzione S.p.A. la quale esprime parere favorevole precisando che il progetto presentato dalla ditta conforme alla soluzione tecnica; - comune di Cimadolmo il quale precisa che la ditta ha ottemperato a quanto richiesto dallamministrazione comunale relativamente ai monitoraggi sulle emissioni, pertanto esprime parere favorevole; - la Provincia di Treviso la quale ha espresso parere favorevole per quanto di competenza ai sensi della L.R. 06/09/1991, n. 24 alla realizzazione delle opere per la connessione alla rete elettrica a media tensione esistente da parte della ditta secondo quanto indicato negli elaborati progettuali allegati allistanza e parere favorevole allesercizio delle stesse da parte di Enel Distribuzione S.p.A., con le seguenti prescrizioni: - le opere vanno collaudate secondo le procedure di cui allart. 14 della L.R. 24/91; - per una fascia di due metri nellinterno della cabina, non possibile linstallazione di strutture/locali con permanenza di persone per periodi superiori alle quattro ore; - in caso di dismissione dellimpianto di produzione, la ditta non deve mettere in pristino limpianto di rete per la connessione; - Enel distribuzione S.p.A. resta obbligata ad eseguire durante lesercizio della linea elettrica tutte le opere nuove o modifiche che si rendessero necessarie a norma di legge per la tutela dei pubblici o privati interessi entro i termini che saranno alluopo stabiliti, con le comminatorie di legge in caso di inadempienza. - per lo scarico delle acque meteoriche la ditta dovr predisporre e presentare un piano di adeguamento per lo scarico delle acque meteoriche entro l8/12/2012 ai sensi dellart. 39 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regionale Tutela Acque. Contestualmente esprime quanto richiesto dagli uffici provinciali che si occupano di gestione dei rifiuti: Essendo limpianto di cogenerazione inserito presso un sito che effettua anche la gestione di rifiuti legnosi, la ditta deve provvedere a dividere in modo evidente e documentato, presso lo stabilimento di produzione di pellet, il flusso di lavorazione del rifiuto dal flusso di lavorazione del sottoprodotto, nonch dal flusso della biomassa destinata allimpianto di cogenerazione. La ditta deve provvedere ad aggiornare, se necessario, presso lAmministrazione della Provincia di Treviso, gli elaborati tecnici di cui allart. 9, lettera a) del D.D.P. n. 669 del 19/12/2011. A conclusione della seduta, sulla scorta del progetto e della documentazione presentata dalla ditta e tenuto conto: - dei pareri favorevoli degli Enti coinvolti; - delle osservazioni proposte dallArpav le quali sono state oggetto di valutazione da parte degli esperti nella seduta della CTRA del 6.08.2012;

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della richiesta della provincia di Treviso in merito alla separazione evidente e documentata del flusso di lavorazione del rifiuto dal flusso del sottoprodotto; - dellart. 8 comma 4 del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 6 luglio 2012 il quale prevede che lautorizzazione riporti le tipologie biomasse che alimentano limpianto, si precisa che delle biomasse della tipologia di cui alla lettera a) (prodotti di origine biologica) del comma 4 dellart. 8 con una percentuale in peso non superiore al 30% e di quella prevista alla lettera b) (sottoprodotto di origine biologica di cui alla Tabella 1-A) del medesimo comma 4 dellart. 8 ammissibile lutilizzo esclusivamente di quelle previste nel progetto; la Conferenza ha approvato la realizzazione dellimpianto proposto, con le prescrizioni riportate nel summenzionato parere della CTRA n. 3820 del 6.08.2012, di cui allallegato A. Il relatore, conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione statale e regionale; Vista la Legge 241 del 7.08.1990; Visto il Decreto Legislativo 387 del 29.12.2003; Visto il Decreto Legislativo 152 del 3.04.2006; Visto il Decreto 10 settembre 2010 del Ministero dello Sviluppo Economico; Vista la Legge regionale 33 del 16.04.1985; Vista la Legge regionale 11 del 13.04.2001; Vista la DGRV n. 2166 del 11.07.2006; Vista la DGRV n. 1192 del 5.05.2009; Vista la DGRV n. 453 del 2.03.2010; Vista la DGRV n. 253 del 22.02.2012; Visto il Parere n. 3820 espresso dalla CTRA (Commissione Tecnica Regionale Ambiente) nella seduta del 6.08.2012; delibera 1. di dare atto che le premesse costituiscono parte integrante del presente provvedimento; 2. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 3. di rilasciare alla ditta La Ti Esse S.r.l. . con sede legale in via Garibaldi n. 53, in comune di Cimadolmo (TV) lautorizzazione alla realizzazione ed esercizio di un impianto di cogenerazione costituito da un sistema di combustione biomasse vegetali naturali con turbina ORC per la produzione di energia elettrica della potenza di 995 kW elettrici lordi e di potenza termica recuperata pari a 4.100 kW e di potenza termica immessa pari a 5.900 kW, da realizzarsi in comune di Cimadolmo (TV), in conformit alla documentazione progettuale agli atti della struttura regionale competente e nel rispetto delle prescrizioni espresse nel parere della CTRA n. 3820/2012 (allegato A), nonch delle determinazioni della conferenza di servizi del 27.09.2012; 4. di dare atto che in conformit di quanto stabilito dallart. 8 comma 4 del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 6 luglio 2012, per lalimentazione dellimpianto in parola delle biomasse della tipologia di cui alla lettera a) (prodotti di origine biologica) del comma 4 dellart. 8 con una percentuale in peso non superiore al 30% e di quella prevista alla lettera b) (sottoprodotto di origine biologica di cui alla Tabella 1-A) del medesimo comma 4 dellart. 8, ammissibile lutilizzo esclusivamente di quelle previste nel progetto; 5. di autorizzare la ditta La Ti Esse S.r.l. alla costruzione dellimpianto di connessione alla rete elettrica il quale entrer a far parte della rete di distribuzione di propriet del gestore di rete, con obbligo di connessione di terzi e quindi non dovr essere rimosso con leventuale cessazione dellimpianto di produzione di energia elettrica; 6. di autorizzare Enel Distribuzione S.p.A., allesercizio dellimpianto di connessione alla rete elettrica di distribuzione; 7. di stabilire in 36 mesi, dal rilascio dellautorizzazione, i termini di inizio lavori. altres obbligo dare comunicazione di inizio e fine lavori alla Regione del Veneto - U. C. Tutela Atmosfera e al Comune di Cimadolmo (TV); 8. di dichiarare che in capo al titolare della presente autorizzazione lobbligo alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi a seguito della dismissione dellimpianto e che a tal fine la Ditta, ai sensi di quanto indicato nella deliberazione della Giunta regionale n. 253 del 22.02.2012, dovr depositare, prima dellinizio lavori, presso la Regione Veneto idonea fidejussione bancaria o assicurativa dellimporto di 27.846,35; 9. di prescrivere alla ditta di trasmettere annualmente alla Regione Veneto - Unit di Progetto Energia, entro il 31 gennaio dellanno successivo a quello dellesercizio, ai fini del monitoraggio previsto dallart. 8 bis della legge n. 13 del 27.02.09, una relazione con i dati di produzione annua di energia elettrica e termica prodotta e utilizzata con ripartizione mensile; 10. di incaricare la Direzione Tutela Ambiente - Unit Complessa Tutela Atmosfera dellesecuzione del presente atto; 11. di pubblicare il presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto e di trasmetterne copia alla ditta La Ti Esse S.r.l., al Comune di Cimadolmo (TV), alla Provincia di Treviso, allARPAV, allEnel Distribuzione S.p.A., alla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto, alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, allAgenzia delle Dogane - U.T.F. competente per territorio.

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2108 del 17 ottobre 2012 Approvazione della Convenzione tra la Regione del Veneto e la Regione Emilia-Romagna, per la realizzazione del Progetto Sperimentale volto alla creazione e implementazione di un sistema informativo nazionale sui servizi socio-educativi per la prima infanzia denominato S.I.N.S.E. e sua integrazione con la rilevazione ISTAT sulle unit dofferta. [Servizi sociali] Note per la trasparenza: il presente provvedimento approva la convenzione tra la Regione Emilia-Romagna - Direzione Generale Sanit e Politiche Sociali e la Regione del Veneto - Direzione Servizi Sociali, per la realizzazione ed implementazione del progetto sperimentale S.I.N.S.E. - Sistema Informativo Nazionale sui Servizi Socio-Educativi per la prima infanzia e sua integrazione con la rilevazione ISTAT sulle unit dofferta. LAssessore Remo Sernagiotto riferisce quanto segue. Il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, lISTAT e la Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno avviato i lavori per la costruzione di un sistema informativo nazionale sui servizi socio-educativi per la prima infanzia con lo scopo di disporre di informazioni sulle prestazioni erogate dalle singole unit dofferta pubbliche e private presenti sul territorio, in osservanza di quanto disposto dalla L. 328/2000, art. 21. A tale scopo stato stipulato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in data 21.12.2011, un protocollo dintesa con lISTAT e la Regione Emilia-Romagna, quale capofila della ricerca e responsabile della conduzione del progetto volto alla creazione ed implementazione di un sistema informativo nazionale sui servizi socio-educativi per la prima infanzia (di seguito denominato S.I.N.S.E.) e sua integrazione con la rilevazione ISTAT; successivamente la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Politiche per la Famiglia ha stipulato in data 22.05.2012 con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, lISTAT e la Regione Emilia-Romagna, apposito protocollo dintesa. A seguito di tale protocollo dintesa stato istituito il Comitato di Coordinamento del S.I.N.S.E., il quale ha approvato nella riunione del 27.06.2012 il progetto esecutivo, proposto dalla Regione Emilia-Romagna quale Unit Operativa Capo-Progetto. Tale progetto prevede lavvio delle attivit in data 1 luglio 2012 e conclusione al 31.12.2013, con eventuali proroghe motivate, e dispone inoltre la ripartizione del finanziamento tra le Regioni e le Provincie Autonome aderenti, con stipula di apposita convenzione con le singole Amministrazioni pubbliche coinvolte nella realizzazione del progetto. Alla Regione del Veneto sono stati assegnati 18.500,00, che saranno erogati secondo le modalit stabilite dallart. 4 della convenzione di cui allAllegato A del presente provvedimento. Con il presente atto si ritiene di proporre lapprovazione dello schema di convenzione allegata (Allegato A) che disciplina i rapporti di collaborazione fra la Regione Emilia-Romagna - Direzione Regionale Sanit e Politiche Sociali e la Regione del Veneto - Direzione Servizi Sociali, per lo sviluppo e la gestione del Progetto Sperimentale S.I.N.S.E., secondo il piano di lavoro indicato nel progetto esecutivo sopra richiamato. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale - Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellarticolo 53, 4 comma, dello Statuto, il quale d atto che la struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale; - Vista la L. n. 328/2000; - Vista la L.R. n. 32/1990; - Vista la L. n. 448/2001; - Vista la L.R. n. 11/2001; - Vista la L.R. n. 39/2001; - Vista la L.R. n. 22/2002; - Vista la L.R. n. 14 del 6.4.2012, che approva il Bilancio di previsione 2012; - Visti i protocolli dintesa sottoscritti tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Dipartimento Politiche per la Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Emilia-Romagna e lISTAT; - Vista la DGR n. 1218 del 6.08.2012 della Regione Emilia-Romagna; delibera 1. di approvare lo schema di Convenzione tra la Regione Emilia-Romagna e la Regione del Veneto per lattuazione del Progetto Sperimentale volto alla creazione e implementazione di un sistema informativo nazionale sui servizi socio-educativi per la prima infanzia denominato S.I.N.S.E., allegato al presente atto (Allegato A); 2. di dare atto che la Convenzione di cui sopra verr sottoscritta, per conto della Regione del Veneto, dal Dirigente Regionale della Direzione per i Servizi Sociali;

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3. di provvedere allinvio immediato del presente provvedimento approvato dalla Giunta Regionale del Veneto, alla Regione Emilia-Romagna - Direzione Generale Sanit e Politiche Sociali, secondo quanto stabilito dal Comitato di Coordinamento nella riunione del 27.06.2012, in ordine alla realizzazione del progetto sperimentale S.I.N.S.E., al fine della stipula dellaccordo bilaterale richiesto e del conseguente trasferimento delle risorse assegnate alla Regione del Veneto per un totale spettante di 18.500,00; 4. di informare che avverso la presente deliberazione ammesso ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale o ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 60 e 120 giorni dalla notifica; 5. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 6. di pubblicare la presente deliberazione nel bollettino ufficiale della Regione Veneto.

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giunta regionale 9^ legislatura

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CONVENZIONE

per la realizzazione del Progetto sperimentale volto alla creazione e implementazione di un sistema informativo nazionale sui servizi socio-educativi per la prima infanzia (S.I.N.S.E) La Regione Emilia-Romagna Direzione Generale Sanit e Politiche Sociali, con sede in Bologna, Viale A. Moro, 21 - C.F. 80062590379 (di seguito nominata anche "DGSPS-RER"), nella persona del Responsabile del Servizio politiche familiari, infanzia e adolescenza, Dott. Gino Passarini, domiciliato - per la carica in Viale A. Moro, 21 Bologna sulla base di quanto disposto dalla delibera della Giunta Regionale n. 1218 del 6 agosto 2012 La Regione del Veneto Giunta Regionale (C.F. 80007580279), con sede in Venezia, Palazzo Balbi, Dorsoduro 3901, rappresentata dal Dirigente Regionale della Direzione Servizi Sociali, dott. Mario Modolo, domiciliato per la carica in Venezia, Dorsoduro, Rio Novo 3493, (di seguito denominata anche Unit Operativa e/o UO) PREMESSO QUANTO SEGUE: larticolo 117 della Costituzione della Repubblica Italiana, come modificato dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, attribuisce alla Stato la competenza in materia di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; larticolo 21 della Legge 328 del 2000 dispone che Lo Stato, le regioni, le province i comuni istituiscono un sistema informativo dei servizi sociali per assicurare una compiuta conoscenza dei bisogni sociali, del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali e poter disporre tempestivamente di dati ed informazioni necessari alla programmazione, alla gestione ed alla valutazione delle politiche sociali, per la promozione e lattivazione di progetti europei, per il coordinamento con le strutture sanitarie, formative, con le politiche del lavoro e delloccupazione; lart. 3 comma 2 lettera b) del D.P.R. n. 103 del 2007, che modifica la Legge 23 dicembre 1997, n. 451, prevede, tra i compiti del Centro nazionale di documentazione e analisi per linfanzia e ladolescenza, quello di realizzare, sulla base delle indicazioni che pervengono dalle Regioni, la mappa annualmente aggiornata dei servizi pubblici, privati e del E TRA

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privato sociale, compresi quelli assistenziali e sanitari, e delle risorse destinate allinfanzia a livello nazionale, regionale e locale; il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale, lISTAT, e la Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno ritenuto necessario avviare i lavori per la costruzione di un sistema informativo nazionale sui servizi socio-educativi per la prima infanzia con lobiettivo di disporre di informazioni sulle prestazioni erogate dalle singole unit di offerta, pubbliche e private, presenti sul territorio in materia di servizi socioeducativi per la prima infanzia; restano ferme lautonomia dei sistemi informativi regionali e la possibilit per le Regioni e Province autonome di individuare ulteriori indicatori e raccogliere informazioni aggiuntive rispetto a quelle che costituiranno il sistema informativo nazionale; il coordinamento tecnico interregionale presso la Commissione degli Assessori alle Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, nella riunione del 9 novembre 2011 ha individuato la Regione Emilia-Romagna quale Capofila per il coordinamento dei propri lavori per la realizzazione del sistema informativo redatto sulla base del progetto condiviso in quella sede denominato Progetto sperimentale volto alla creazione e implementazione di un sistema informativo nazionale sui servizi socio-educativi per la prima infanzia (S.I.N.S.E.) e sua integrazione con la rilevazione ISTAT sulle unit di offerta; il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale ha stipulato con lISTAT e la Regione Emilia-Romagna, in qualit di Capofila della ricerca e responsabile della conduzione del progetto, apposito Protocollo dIntesa, di cui alla Delibera di Giunta regionale n. 1913/2011; la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento politiche per la Famiglia ha stipulato con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale, lISTAT e la Regione EmiliaRomagna, in qualit di Capofila della ricerca e responsabile della conduzione del progetto, apposito Protocollo dIntesa, di cui alla Delibera di Giunta regionale n. 664/2012; con decreto direttoriale n. 35/2012 stato formalmente istituito il Comitato di Coordinamento del SINSE previsto dallart. 3 del predetto Protocollo dIntesa tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale, lISTAT e la Regione Emilia-Romagna del 22 maggio 2012; i predetti Protocolli dIntesa scadono alla data del 31 dicembre 2013 salvo proroga concessa dal Ministero del Lavoro e

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delle Politiche Sociale e dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri; il decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003 stabilisce la normativa in materia di protezione dei dati personali; la legge n. 241 del 7 agosto 1990 prevede la possibilit di stipulare accordi tra pubbliche amministrazioni le attivit per la realizzazione del Progetto sperimentale volto alla creazione e implementazione di un sistema informativo nazionale sui servizi socio-educativi per la prima infanzia (S.I.N.S.E) e sua integrazione con la rilevazione ISTAT sulle unit di offerta, sono riportate in dettaglio nel Progetto Esecutivo (Allegato parte integrante 2 alla presente convenzione)approvato dal Comitato di Coordinamento del SINSE nella riunione del 27 giugno 2012; lavvio delle attivit progettuali avvenuto in data 1^ luglio 2012; la presente convenzione disciplina, pertanto, i rapporti di collaborazione fra la DGSPS-RER e lUnit Operativa, al fine della buona conduzione del progetto, anche per mezzo di una razionale e semplificata procedura per la raccolta dei dati tecnici e la utilizzazione dei fondi assegnati; SI CONVIENE E STIPULA QUANTO SEGUE: Articolo 1 (Oggetto)

1.Le parti condividono ed accettano il contenuto del Progetto sperimentale volto alla creazione e implementazione di un sistema informativo nazionale sui servizi socio-educativi per la prima infanzia (S.I.N.S.E) e sua integrazione con la rilevazione ISTAT sulle unit di offerta al quale, ai sensi dellart. 11 della Legge n.3/2003, il Codice Unico di Progetto attribuito il 23/07/2012 dalla competente struttura ministeriale il n. E55J12000030001; 2.LUO si impegna a realizzare, sotto la diretta supervisione della DGSPS-RER, le attivit di competenza indicate nel Progetto Esecutivo di cui allAllegato parte integrante 2 alla presente convenzione;

3. LUO, nel dare esecuzione alla presente convenzione, potr avvalersi della collaborazione di Enti e/o Associazioni pubbliche e/o private. Articolo 2 (Durata)

1. La presente sottoscrizione e

convenzione ha validit dalla data scade contestualmente alla scadenza

di del

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Protocollo dIntesa tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, lISTAT e la Regione Emilia-Romagna sottoscritto in data 21 dicembre 2011 e del Protocollo dIntesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento delle Politiche della Famiglia, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, lISTAT e la Regione Emilia-Romagna, sottoscritto in data 22 maggio 2012, con termine, per entrambi, e per effetto del Protocollo dIntesa sottoscritto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla data del 31/12/2013, salvo proroga concessa dal Ministero e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Articolo 3 (Verifiche e relazioni sullattivit)

1. LUO, per effetto di quanto stabilito nei richiamati protocolli dIntesa, si impegna a:

- portare a termine entro la data di scadenza del progetto la realizzazione delle attivit progettuali oggetto della presente convenzione, cos come descritte in dettaglio nel Progetto Esecutivo approvato dal Comitato di Coordinamento del SINSE; - trasmettere alla DGSPS-RER, entro 15 giorni dalla scadenza di ogni semestre di attivit, un rapporto finanziario e un conseguente rapporto tecnico;

- trasmettere alla DGSPS-RER, entro 30 giorni dallo scadere della presente convenzione, un rapporto tecnico ed un rapporto finanziario finali su tutta lattivit svolta nel periodo di vigenza della convenzione stessa.

I rapporti finanziari di cui ai precedenti alinea dovranno essere redatti nel rispetto delle voci di spesa indicate nel progetto esecutivo di cui al citato Allegato 2. 2. Il Referente della UO per la realizzazione delle attivit oggetto della presente convenzione potr essere convocato, singolarmente o in riunione plenaria, dal Responsabile delle attivit della DGSPS-RER, in relazione ad opportune verifiche sullo stato di attuazione dei lavori e/o differenti problematiche emergenti nel corso degli stessi. 3. La DGSPS-RER si impegna a informare tempestivamente lUO sulle richieste di adattamenti delle attivit progettuali oggetto della presente convenzione, avanzate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento politiche per la Famiglia, in base ai risultati conseguiti in corso dopera, concordandole con lUO, senza che ci costituisca motivo di modifica del finanziamento di cui allart. 4. 4. Nel caso in cui la presentazione dei rapporti sulle attivit svolte non possa avvenire nei tempi prestabiliti, la UO si impegna a darne tempestiva e motivata comunicazione alla DGSPS-RER in

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quanto facolt del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Politiche della Famiglia, concedere unapposita proroga, previa formale e motivata richiesta da parte della DGSPSRER medesima. 5. La concessione della proroga, che sar subordinata alla riconosciuta sussistenza di ragioni di necessit ed opportunit, non costituisce, comunque, motivo di maggiorazione del finanziamento di cui allart.4. Articolo 4 (Finanziamento)

1. Per l'esecuzione delle attivit progettuali di cui allart. 1 la DGSPS-RER si impegna a corrispondere alla Unit Operativa la somma di 18.500,00, comprensiva di qualsiasi spesa e oneri, quale quota del finanziamento statale di sua spettanza a titolo di rimborso parziale delle spese.

LUnit operativa dichiara che le attivit di cui alla presente convenzione non sono soggette ad IVA ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972 in quanto si tratta di attivit rientranti nei propri compiti istituzionali.

2. La somma di cui al precedente comma sar erogata alla Unit Operativa subordinatamente all'effettivo introito del finanziamento statale nelle casse regionali, secondo quanto di seguito riportato: - 40% del finanziamento totale ad avvenuta sottoscrizione della presente convenzione unitamente alla dichiarazione di conservazione della documentazione di spesa;

- 40% del finanziamento totale, in corso dopera, alla scadenza del 1 anno di attivit del Progetto, previa presentazione di Relazione tecnica e di rendicontazione analitica delle spese sostenute, che dovr attestare lavvenuto impegno e/o pagamento di somme per un importo almeno pari al 75% dellintero importo finanziato;

- 20% del finanziamento totale, alla conclusione delle attivit progettuali previa presentazione - entro e non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine della ricerca - di Relazione tecnica finale e rendicontazione analitica delle spese complessivamente sostenute, allegando tutta la relativa documentazione amministrativo-contabile. 3. L'eventuale mancato o ritardato invio della documentazione di cui allart. 3 comporter ripercussioni negative sull'erogazione dei relativi fondi, in relazione alle corrispondenti determinazioni che saranno assunte al riguardo dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento politiche per la Famiglia.

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4. In ogni caso la sospensione, la revoca o il ritardo dellerogazione dei finanziamenti ministeriali determiner, correlativamente allesonero, temporaneo o definitivo, della DGSPS-RER dallobbligo di liquidazione degli importi previsti per la Unit Operativa.

5. Qualora il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali unitamente al Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso unapposita commissione, non valutassero positivamente le relazioni di cui al punto 2 che precede, lUnit Operativa si impegna a restituire alla Regione Emilia-Romagna le somme eventualmente corrisposte in eccesso, secondo le modalit ed i tempi che saranno comunicati per iscritto dalla Regione stessa. Articolo 5 (Risoluzione)

1. E espressamente convenuto che la presente convenzione si risolve qualora il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le Politiche della Famiglia e/o la DGSPS-RER accertino che lo svolgimento delle attivit di cui allart. 1 non avvenga, per qualsiasi causa, secondo i tempi e le modalit dellaccordo. Articolo 6 (Controversie)

1. Qualsiasi divergenza sull'interpretazione o sull'esecuzione della presente convenzione sar devoluta al giudizio di un arbitro scelto di comune accordo tra le parti o, in caso di dissenso, da un consiglio arbitrale costituito da arbitri scelti dalle parti in numero di uno per parte e da un terzo scelto di comune accordo fra le parti. L'arbitro od il consiglio arbitrale decider senza formalit e secondo equit, avendo sede presso la DGSPS-RER. Articolo 7 (Registrazione)

1. La presente convenzione sar registrata solo in caso d'uso a cura della parte che avr avuto interesse alla registrazione. La convenzione stessa esente da bollo, ai sensi del DPR 26.10.72, n.642 e successive modificazioni. Articolo 8 (Obblighi dellUnit Operativa)

1. AllUnit Operativa compete ladempimento degli eventuali obblighi di tracciabilit dei flussi finanziari di cui alla Legge 13 agosto 2010, n.136. 2. AllUnit Operativa compete, altres, ladempimento ove dovuto degli obblighi discendenti dalle disposizioni normative vigenti per linvio dei provvedimenti alla Corte dei Conti.

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Articolo 9 (Tutela della riservatezza e segreto statistico)

1. Il trattamento delle informazioni elaborate nellambito del presente accordo vincolato al rispetto dei principi e dei criteri stabiliti dal d.lgs. n. 196/03, dagli artt. 8, 9 e 10 del d.lgs. n. 322/89 in materia rispettivamente di segreto dufficio, di segreto statistico e di accesso ai dati statistici, nonch del codice deontologico per il trattamento di dati a scopi statistici pubblicato in G.U. n. 230 del 1 ottobre 2002. 2. A tal fine, le Parti si impegnano ad attuare le misure di tutela della riservatezza previste dalla normativa sopra richiamata, con particolare attenzione ai profili della sicurezza, anche mediante procedure idonee ad identificare e registrare gli operatori e le operazioni effettuate. Articolo 10 (Propriet e utilizzazione dei risultati)

1. I dati e le informazioni raccolte ai sensi del presente protocollo potranno essere pienamente utilizzati per le proprie finalit istituzionali dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche della famiglia, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dallIstat e, limitatamente al proprio ambito territoriale, potranno essere utilizzati dalle Regioni e Province Autonome partecipanti. 2. Gli studi, le elaborazioni e gli altri risultati prodotti nellambito del presente protocollo, in ottemperanza ai dettami della normativa sul segreto statistico, saranno comunicati e diffusi dal Dipartimento e dal Ministero e potranno essere pienamente utilizzati dallISTAT e dalla Regione Emilia-Romagna e dalle altre Regioni e Province Autonome partecipanti. Si fa rinvio, per tutto quanto non espressamente previsto nella presente convenzione, alle disposizioni contenute

- nel Protocollo dIntesa tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, lISTAT e la Regione Emilia-Romagna sottoscritto in data 21 dicembre 2011; - nel del Protocollo dIntesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento delle Politiche della Famiglia, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, lISTAT e la Regione EmiliaRomagna, sottoscritto in data 22 maggio 2012 - nel Progetto esecutivo (allegato 2) - nota della Regione Emilia-Romagna, Servizio politiche familiari, Infanzia e Adolescenza, prot. n. PG/2012/176085 del 17/07/2012, di ripartizione del finanziamento alle Unit Operative.

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La presente convenzione si compone di 10 articoli e viene redatta in due copie originali. Per la Regione Emilia-Romagna Il Responsabile del Servizio Politiche Familiari, Infanzia e Adolescenza Dott. Gino Passarini

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Per la Regione del Veneto Il Dirigente Regionale della Direzione Servizi Sociali Dott. Mario Modolo _______________________

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2127 del 23 ottobre 2012 Adozione delle linee di indirizzo per la gestione integrata in emergenza del paziente con neurolesione grave. [Sanit e igiene pubblica] Note per la trasparenza: Viene proposta ladozione di un documento relativo alle linee di indirizzo per la gestione integrata in emergenza del paziente con neurolesione grave. LAssessore, Luca Coletto, riferisce quanto segue. Il trauma cranico ed il trauma vertebro-midollare presentano nella Regione Veneto unelevata incidenza legata principalmente ad alti tassi di infortunistica stradale, e comportano unelevata frequenza di esiti mortali o invalidanti, in particolare nelle fasce det giovanili; mentre nel contempo le patologie cerebrali acute di origine vascolare sono responsabili di decessi ed esiti invalidanti nelle fasce det pi avanzate. Un percorso diagnostico-terapeutico ottimale per qualit e tempistica delle prestazioni fondamentale ai fini della riduzione degli esiti mortali ed invalidanti di tale patologie, risulta essere pertanto indispensabile garantire a tutti gli utenti un accesso in tempi adeguati a tutte le prestazioni specialistiche necessarie per la specifica patologia. Nellambito di questa tematica, con deliberazione n. 1713 del 18.06.2004, la Giunta regionale del Veneto approvava, allinterno dei progetti Health Optimum (ottimizzazione dei Servizi Sanitari attraverso la telemedicina), il progetto di sperimentazione del teleconsulto neurochirurgico, finalizzato a consentire una rapida attivazione del percorso clinico ottimale del paziente con neurolesione. Successivamente, con deliberazione n. 1197 del 24.04.2007, la Giunta regionale del Veneto assegnava allAzienda Ulss n. 9 di Treviso la realizzazione del progetto europeo Health Optimum e disponeva di completare, attraverso tale progetto, la rete veneta di teleconsulto neurochirurgico/neuroradiologico. Vista lopportunit di sviluppare, analogamente alle altre patologie ad alta criticit, quali linfarto miocardico acuto e lictus, oltre allaspetto tecnologico, un percorso organizzativo uniforme su base regionale per la presa in carico e la gestione del paziente con neurolesione grave, il Dirigente regionale della Direzione per i Servizi Sanitari (ora Direzione Attuazione Programmazione Sanitaria) ha istituito, con decreto n. 88 del 17.06.2010, un apposito gruppo di lavoro costituito dai soggetti che hanno avuto parte attiva nella sperimentazione del progetto di teleconsulto neurochirurgico e dagli specialisti darea. Il gruppo di lavoro ha elaborato un documento tecnico che definisce le modalit di gestione dei pazienti con neurolesione grave sulla base del grado di urgenza del trattamento clinico ed individua i percorsi pi adeguati per i pazienti e le attribuzioni dei diversi nodi della rete ospedaliera. Il Coordinatore del Coordinamento Regionale Emergenza Urgenza, che ha presieduto il gruppo di lavoro, ha successivamente sottoposto il documento alla valutazione dei Direttori delle UU.OO. SUEM, Pronto Soccorso e Terapia Intensiva delle Aziende sanitarie della Regione. Si propone quindi ora di approvare il documento Linee di indirizzo per la gestione integrata in emergenza del paziente con neurolesione grave, di cui allallegato A parte integrante del presente provvedimento. Il Relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il Relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellart. 53, 4 comma, dello Statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione regionale e statale; Visto il DPR del 27.3.1992 Atto dindirizzo e coordinamento alle regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza; Viste le proprie deliberazioni n. 1179 del 28.03.2000, n. 1713 del 18.06.2004, n. 1197 del 24.04.2007; delibera di approvare il documento Linee di Indirizzo per la gestione integrata in emergenza del paziente con neurolesione grave, di cui allAllegato A, parte integrante del presente provvedimento; di approvare le disposizioni e i principi contenuti in premessa, non richiamati espressamente nel presente dispositivo; di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; di pubblicare la presente deliberazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

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giunta regionale 9^ legislatura

ALLEGATOA alla Dgr n. 2127 del 23 ottobre 2012


Linee di indirizzo per la gestione integrata in emergenza del paziente con neurolesione grave
Estremi del documento Cronistoria Campo di applicazione Premessa

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Questo protocollo nasce dall'esigenza di migliorare la gestione del paziente con neurolesione grave attraverso una revisione delle procedure attualmente in uso, con l'obiettivo di: rafforzare l'integrazione in rete degli ospedali, definendo capacit e ruoli di ciascuno di essi; ottimizzare l'impiego di tutte le risorse; garantire a tutti i pazienti un trattamento adeguato per qualit e tempistica; definire percorsi specifici e standard di trattamento omogenei per i diversi quadri clinici, rafforzando il riferimento a linee guida ed evidenze scientifiche. In particolare le procedure adottate sono finalizzate a: garantire il trasporto primario del paziente all'ospedale pi idoneo in tutti i casi in cui le condizioni operative del SUEM lo consentono; per i pazienti gi ospedalizzati, identificare precocemente le necessit di terapie specialistiche e la relativa tempistica e garantire il trasferimento in tempi adeguati; garantire un adeguato turn-over delle degenze intensive specialistiche, riservando le risorse ad alta specializzazione ai pazienti che ne hanno effettiva necessit e solo per il tempo in cui tale necessit perdura. Autori Il presente documento stato realizzato da un gruppo di lavoro, istituito con decreto n. 88 del 17.06.2010 del Dirigente regionale della Direzione per i Servizi Sanitari (ora Direzione Attuazione Programmazione Sanitaria), cos composto: - dr. Claudio Pilerci, Dirigente U.O. Assistenza Ospedaliera della Direzione Attuazione Programmazione Sanitaria; - dr. Paolo Rosi, coordinatore del CREU; - dr. Salvatore Barra, Direttore Sanitario dell'Azienda ULSS 12 di Venezia; - dr.ssa Mariagrazia Carraro, Direttore dell'Ospedale dell'Azienda ULSS 7 di Pieve di Soligo, - prof. Renato Scienza, Direttore U.O. Neurochirurgia, Azienda Ospedaliera di Padova; - dr. Vittorio Baratto, Dirigente Medico U.O. Neurochirurgia, Ospedale di Treviso; - prof. Francesco Procaccio, Direttore U.O. di Neuroanestesia e T.I., Azienda Ospedaliera di Verona; - prof. Pasquale Piccinni, Direttore Dipartimento Anestesia e Rianimazione, Ospedale San Bortolo di Vicenza; - dr. Francesco Di Paola, Direttore U.O. Neuroradiologia, Ospedale di Treviso; - dr. Mariano Belloni, Dirigente Medico Pronto Soccorso Ospedale Borgo Trento di Verona; - dr. Giorgio Zanardo, Direttore Dipartimento di Area Critica, Azienda ULSS 8 di Asolo; - dr. Vincenzo Riboni, Direttore Dipartimento Emergenza Urgenza, Ospedale San Bortolo di Vicenza; - dr. Giuseppe Marinaro, Direttore U.O. Pronto Soccorso, Ospedale di Camposampiero;

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- dr.ssa Luisa Borella, Dirigente Medico U.O. Pronto Soccorso, Ospedale di Treviso; - dr. Giulio Belvederi, Direttore f.f. U.O. Centrale Operativa SUEM, Azienda ULSS 12 di Venezia; - dr. Marco Sommacampagna, Direttore U.O. Centrale Operativa SUEM, Azienda ULSS 18 di Rovigo. Campo di applicazione Il presente documento si applica: - per il soccorso primario ai pazienti con trauma cranico e con patologie cerebrali acute non traumatiche; - per la gestione del paziente con trauma cranico grave e con patologie cerebrali acute gravi non traumatiche gi accolto in un ospedale di rete. Il presente protocollo non si applica: - per la gestione del paziente con ictus con indicazioni alla trombolisi sistemica; - per la gestione del trauma cranico minore. Glossario Esclusivamente ai fini del presente documento si applicano le seguenti definizioni: CO: Centrale Operativa del SUEM GCS: Glasgow Coma Scale NCH: Neurochirurgia/neurochirurgico PS: Pronto Soccorso SUEM: Servizio Urgenza Emergenza Medica TI: Terapia Intensiva generale TI NCH: Terapia Intensiva di riferimento della NCH (monospecialistica o generale) UU.OO.: Unit Operative

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Parte I Soccorso Primario

1.1 Soccorso Primario 1.1.1 1.1.2 I pazienti con patologie di interesse neurochirurgico devono sempre, quando le condizioni operative del SUEM lo consentono, essere centralizzati presso un centro neurochirurgico. Il trasporto primario di TUTTI i pazienti che necessitano di centralizzazione deve essere diretto verso il centro di riferimento per il territorio in cui si verificato levento, cos come individuato dalla normative regionali, indipendentemente dalla disponibilit attuale di posti letto in area critica. Sono ammesse eccezioni a questa regola solo in casi straordinari nei quali larea critica dellospedale competente sia impegnata nel trattamento di un numero di emergenze che travalica la capacit di accoglimento e vi sia la possibilit di raggiungere destinazioni alternative. Le indicazioni per la definizione dei criteri per la centralizzazione dei pazienti sono descritti al punto 1.2. Qualora il paziente rientri nei criteri per la centralizzazione e questa non sia possibile dovr comunque afferire ad un ospedale dotato di TI, salvo il caso in cui sia necessario farlo afferire allospedale pi vicino perch non possibile unadeguata stabilizzazione delle funzioni vitali sul territorio. Per quanto non previsto dal presente documento si applicano le disposizioni regionali in materia di afferenza dei pazienti critici ai centri di riferimento. Salvo diversi accordi in sede locale, il paziente viene accolto nel PS dellospedale di destinazione.

1.1.3

1.1.4 1.1.5

1.1.6 1.1.7

1.2 Criteri di centralizzazione 1.2.1 I criteri sotto riportati rappresentano le indicazioni di massima vincolanti per i centri di riferimento. Ciascuna Centrale Operativa dovr predisporre, in accordo con le UU.OO. di Pronto Soccorso, di Anestesia e Rianimazione e di Neurochirurgia, un protocollo operativo con i criteri applicabili allambito territoriale di riferimento, tenendo conto della specificit della rete ospedaliera. Patologia traumatica - GCS < 9 - GCS 9 con agitazione psicomotoria e/o segni neurologici - Frattura cranica esposta o lesione penetrante - Affossamento cranico evidente - Trauma vertebrale mielico (Tetra/Paraparesi, Tetra/Paraplegia, Trauma vertebrale con parestesie) Patologia non traumatica - Alterazione della coscienza con sintomi di ipertensione endocranica - Ictus con GCS < 9 Casi in cui NON indicata la centralizzazione - Trauma cranico commotivo con ripristino della coscienza ed assenza di segni neurologici

1.2.2

1.2.3

1.2.4

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- Ictus con indicazione alla trombolisi sistemica (deficit neurologico senza grave alterazione dello stato di coscienza) - Attacco ischemico transitorio - Alterazione della coscienza da cause metaboliche o tossiche

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Parte II Paziente accolto in Pronto Soccorso dellOspedale di rete

2.1 Criteri generali 2.1.1 La centralizzazione del paziente indicata quando: - necessaria una prestazione neurochirurgica (intervento od osservazione) - necessario un trattamento intensivo specialistico - necessario un approfondimento diagnostico non eseguibile altrimenti. La richiesta di consulenza va rivolta in prima battuta al neurochirurgo, utilizzando sempre il sistema di teleconsulto, quando disponibile. Quando il paziente presenti anche lesioni extracraniche che hanno priorit di trattamento queste devono essere trattate in loco prima del trasferimento; se lospedale non dispone di risorse adeguate al trattamento il trasferimento del paziente dovr essere indirizzato in prima battuta al reparto specialistico competente per la patologia dell'ospedale dotato di NCH. Se il neurochirurgo pone indicazioni allintervento o al ricovero del paziente in ambiente neurochirurgico (in degenza ordinaria o intensiva) provvede ad identificare la priorit del trasferimento sulla base di quanto previsto al successivo punto 2.2. Qualora non vi siano indicazioni allintervento neurochirurgico deve essere consultato lintensivista della TI NCH per verificare lopportunit di un ricovero in terapia intensiva con funzione specialistica. Se lintensivista della TI NCH pone indicazioni al ricovero del paziente in TI NCH provvede anche ad identificare la priorit del trasferimento sulla base di quanto previsto al successivo punto 2.2. Qualora il quadro clinico del paziente indichi comunque la necessit di trasferimento in NCH ma siano necessari ulteriori approfondimenti diagnostici al fine di definire l'iter terapeutico, questi dovranno essere eseguiti nel centro NCH, di norma senza transitare per il PS. Quando il neurochirurgo di riferimento classifica un paziente in codice rosso o giallo e vi la necessit di far afferire il paziente ad un altro centro la prima classificazione vincolante e non pu essere messa in discussione dagli altri neurochirurghi eventualmente consultati.

2.1.2 2.1.3

2.1.4

2.1.5

2.1.6 2.1.7

2.1.8

2.2 Priorit di trattamento Sulla base della storia clinica, delle condizioni del paziente, del tipo di lesione e della possibile lesione il neurochirurgo del centro di riferimento provvede obbligatoriamente a classificare il paziente in una delle seguenti categorie: 2.2.1 Rosso - Necessit di intervento neurochirurgico da effettuarsi prima possibile (patologia tempodipendente) Giallo - necessit di diagnostica neurologica specialistica - necessit di monitoraggio neurologico invasivo - probabile necessit di intervento NCH

2.2.2

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2.2.3

Verde - rischio di evolutivit - necessit di assistenza intensiva specialistica - non escludibile necessit di intervento NCH Bianco - necessit di assistenza intensiva non specialistica - non necessario intervento NCH - non escludibile evolutivit

2.2.4

2.3 Destinazione e tempistica 2.3.1 Rosso - Sala operatoria NCH libera pi vicina indipendentemente dalla disponibilit di posto letto in TI NCH. Giallo - Ricovero in TI NCH con posto letto disponibile entro 60 dalla richiesta - Se non disponibile in altri ospedali alcun posto letto in questi tempi il paziente viene comunque accolto nella TI NCH di riferimento territoriale Verde - TI NCH di riferimento appena il posto letto disponibile - Nel frattempo monitoraggio in TI Bianco - Ricovero in TI in ospedale con: adeguate potenzialit diagnostico-terapeutiche possibilit di consulenza NCH tempi di trasporto compatibili con la possibile evoluzione clinica, determinati anche considerando la situazione ambientale specifica

2.3.2

2.3.3

2.3.4

2.4 Modalit di gestione della richiesta 2.4.1 Il medico che ha in carico il paziente contatta il neurochirurgo della NCH di riferimento territoriale (direttamente o tramite la CO del SUEM, in accordo a quanto previsto dalle procedure vigenti nellarea vasta) ed attiva il teleconsulto. Se il paziente richiede intervento NCH con codice rosso: - il neurochirurgo verifica la disponibilit della sala operatoria; - se la sala operatoria disponibile approva il trasferimento ed avvisa lintensivista della TI NCH e la CO del SUEM del proprio ospedale; - il paziente viene accolto in SO NCH anche se non vi sono posti letto disponibili in TI; in questo caso lintensivista della TI NCH verifica la possibilit di trasferire un paziente in altra TI; - se la sala operatoria non disponibile in tempi compatibili con la patologia il neurochirurgo avvisa il SUEM; - se il SUEM non in grado di reperire una sala operatoria libera nel centro di afferenza secondaria il paziente viene comunque accolto nella NCH di riferimento territoriale.

2.4.2

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2.4.3

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Se il paziente richiede intervento NCH con codice giallo: - il neurochirurgo verifica la disponibilit della TI NCH e delle eventuali altre TI dello stesso ospedale; - se disponibile il posto letto approva il trasferimento ed avvisa lintensivista della TI NCH e la CO del SUEM del proprio ospedale; - se non disponibile il posto letto avvisa il SUEM; - se il SUEM non in grado di reperire un posto letto in altro centro NCH raggiungibile in tempi compatibili il paziente viene comunque accolto nella NCH di riferimento territoriale. Se il paziente non richiede intervento NCH: - il neurochirurgo mette in comunicazione il chiamante con lintensivista della TI NCH. Se il paziente richiede ricovero in TI NCH con codice giallo: - se disponibile il posto letto lintensivista della TI NCH approva il trasferimento ed avvisa la CO del SUEM del proprio ospedale; - se non disponibile il posto letto avvisa il SUEM; - se il SUEM non in grado di reperire un posto letto in altro centro NCH con tempi compatibili per la patologia il paziente viene comunque accolto nella NCH di riferimento territoriale. Se il paziente richiede ricovero in TI NCH con codice verde: - lintensivista della TI NCH concorda con il medico che ha in carico il paziente i tempi del traferimento; - se il posto letto non sar disponibile in tempi adeguati il medico che ha in carico il paziente avvisa il SUEM; - se il SUEM non in grado di reperire un posto letto in altro centro NCH lintensivista della TI NCH concorda con il medico che ha in carico il paziente il percorso pi opportuno. Se il paziente richiede ricovero in TI con codice bianco: - se lospedale dove si trova il paziente idoneo il paziente viene accolto in TI; - se lospedale non idoneo il paziente viene trasferito in altra TI; il medico che ha in carico il paziente pu eventualmente contattare il SUEM per la ricerca del posto letto. In tutte le comunicazioni tra neurochirurgo, intensivista della TI NCH, medico che ha in carico il paziente e medico del SUEM deve essere riferito il codice colore di priorit.

2.4.4 2.4.5

2.4.6

2.4.7

2.4.8

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Parte III Back Transport

3.1 Principi generali 3.1.1 In considerazione della necessit di garantire equit di trattamento a tutta la popolazione i pazienti degenti in TI NCH devono essere trasferiti ad una TI generale non appena cessano le necessit di assistenza intensiva specialistica. Se il quadro clinico del paziente lo consente, il trasferimento pu avvenire anche qualora i pazienti necessitino di prestazioni quali ad esempio il monitoraggio della PIC o il controllo della DVE, purch la TI di destinazione sia idonea allo scopo ed abbia a disposizione una consulenza neurochirurgica in loco. I pazienti saranno di norma trasferiti alla TI dell'ospedale pi vicino al territorio di residenza o in subordine di uno degli ospedali dell'ULSS di residenza. In caso di necessit non altrimenti gestibili i pazienti degenti in TI NCH potranno essere anche trasferiti alla TI di un altro ospedale della provincia. La TI di riferimento territoriale per la localit di residenza del paziente, quando preallertata secondo quanto previsto al successivo punto 3.2.2, ha lobbligo di accogliere il paziente proveniente dalla TI specialistica non appena ha la disponibilit di posto letto; laccoglimento ha la priorit sui ricoveri elettivi. Quando vi la necessit di liberare un posto nella TI specialistica per laccoglimento di un paziente codice rosso o giallo le TI degli ospedali di rete dellarea vasta di riferimento che dispongano di un posto letto libero hanno lobbligo di accogliere un paziente trasferito dalla TI specialistica, indipendentemente dalla localit di residenza dello stesso. La neurochirurgia e la TI neurochirurgica di riferimento concorderanno con le TI generali del proprio bacino dutenza i criteri di trasferimento ed i protocolli di gestione dei pazienti ritrasferiti agli ospedali di rete, che identificheranno anche per ciascuna TI il livello assistenziale che pu esservi garantito.

3.1.2

3.1.3 3.1.4 3.1.5

3.1.6

3.1.7

3.2 Organizzazione del trasferimento 3.2.1 3.2.2 Di norma il trasferimento avviene sulla base di accordi tra lintensivista della TI NCH e lintensivista della TI di destinazione. E' opportuno che il contatto tra lintensivista della TI NCH e lintensivista della TI generale non si verifichi nel momento in cui il paziente trasferibile, ma avvenga non appena l'iter clinico consente di prevedere una data probabile in cui cesseranno le esigenze di cura specialistica. In caso di necessit immediata di liberare il posto letto a causa dell'accoglimento di un paziente lintensivista della TI NCH pu richiedere al SUEM di individuare la TI disponibile all'accoglimento del paziente.

3.2.3

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Parte IV Disposizioni finali e transitorie

4.1 Audit e gestione della rete 4.1.1 Il Direttore della Centrale Operativa del SUEM dovr elaborare con cadenza semestrale un audit dellattivit svolta. I dati da sottoporre a monitoraggio sono i seguenti: Pazienti con neurolesione grave soccorsi dal SUEM e trasferiti dal PS a centro Hub Pazienti sottoposti a teleconsulto e rimasti presso lospedale di prima accoglienza Pazienti sottoposti a teleconsulto trasferiti ad un centro Hub diverso da quello competente per territorio 4.1.2 Presso lUnit Complessa Assistenza Ospedaliera Pubblica e Privata, afferente alla Direzione Attuazione Programmazione Sanitaria della Regione del Veneto, verr inoltre istituita, con decreto del Dirigente dellunit sopra citata, una commissione di indirizzo per la rete per il trattamento per la neurolesione grave, che si riunir con cadenza annuale per valutare i risultati degli audit condotti a livello di aree vaste e proporre modifiche ed integrazioni del presente documento.

4.2 Adeguamenti tecnologici 4.2.1 4.2.2 La possibilit di attivare il teleconsulto neurochirurgico dovr essere disponibile per tutti i pazienti degenti in Pronto Soccorso ed in Terapia intensiva. Le immagini del teleconsulto e la consulenza del neurochirurgo dovranno essere consultabili anche da parte del intensivista della TI NCH e del medico del SUEM in caso di ricerca del posto letto, nonch del neurochirurgo/intensivista della TI NCH del centro individuato dal SUEM come destinazione alternativa.

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5 Tavole riassuntive ROSSO GIALLO VERDE INTERVENTO NCH TEMPO DIPENDENTE diagnostica neurologica specialistica monitoraggio neurologico invasivo intervento NCH probabile rischio di evolutivit assistenza intensiva specialistica intervento NCH non escludibile assistenza intensiva non specialistica intervento chirurgico non necessario evolutivit non escludibile

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BIANCO

SALA OPERATORIA NCH LIBERA PIU VICINA - NTI libera in 60' se non possibile: - NTI di riferimento - NTI appena disponibile nel frattempo: - TI non specialistica - TI non specialistica in ospedale con: - adeguate potenzialit terapeutiche - disponibilit consulenza NCH - tempi trasporto compatibili con possibile evolutivit

CONSULTAZIONE NCH NECESSARIO INTERVENTO NCH? SI NO CONSULTAZIONE INTENSIVISTA DELLA TI NCH NECESSITA RICOVERO TI NCH? SI ROSSO S.O. NCH GIALLO VERDE GIALLO TI NCH VERDE NO BIANCO TI LOCALE

PRIORIT?

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2130 del 23 ottobre 2012 Zonizzazione e classificazione del territorio regionale ai sensi degli artt 3 e 4 del D. Lgs 13.08.2010 n. 155. Deliberazione n. 74/CR del 17.07.2012. Approvazione. [Ambiente e beni ambientali] Note per la trasparenza: Approvazione della nuova suddivisione del territorio regionale in zone e agglomerati relativamente alla qualit dellaria LAssessore Maurizio Conte riferisce quanto segue. Con al deliberazione di Giunta regionale n. 799 del 28.03.2003 recante lIndividuazione preliminare delle zone a rischio di inquinamento atmosferico ai sensi degli artt. 7 - 8 - 9 del D. Lgs 4.08.1999, n. 351 si erano individuate le zone e gli agglomerati del territorio veneto dove i livelli di uno o pi inquinanti potevano comportare il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie dallarme e quelli dove i livelli degli inquinanti risultavano inferiori ai valori limite e tali da non comportare il rischio di superamento degli stessi. Con lapprovazione del Piano di Tutela e Risanamento dellAtmosfera avvenuta con deliberazione del Consiglio regionale n. 57 del 11.11.2004 era stata quindi approvata in via definitiva la zonizzazione sopra indicata. Il decreto legislativo del 13.08.2010 n. 155 recante Recepimento della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualit dellaria ambiente e per unaria pi pulita in Europa, prevede, tra laltro, il riesame della zonizzazione del territorio regionale, in quanto costituisce parte della zonizzazione dellintero territorio nazionale, che a sua volta risulta essere il presupposto su cui si organizza lattivit di valutazione della stessa qualit dellaria ambiente. Ai sensi del citato decreto la zonizzazione del territorio richiede la previa individuazione degli agglomerati sulla base dellassetto urbanistico, della popolazione residente e della densit abitativa e la successiva individuazione delle altre zone sulla base del carico emissivo, delle caratteristiche orografiche, delle caratteristiche meteo-climatiche e del grado di urbanizzazione del territorio. Tale analisi ha lo scopo di individuare le aree in cui uno o pi di tali aspetti sono predominanti nel determinare i livelli degli inquinanti e di accorpare tali aree in zone contraddistinte dallomogeneit degli aspetti predominanti. NellAppendice I del D. Lgs 155/2010 sono riportati i criteri per la zonizzazione del territorio, tenendo presente che lagglomerato viene definito dallo stesso decreto come: - zona costituita da unarea urbana o da un insieme di aree urbane che distano tra loro non pi di qualche chilometro oppure da unarea urbana principale e dallinsieme delle aree urbane minori che dipendono da quella principale sul piano demografico, dei servizi e dei flussi di persone e merci, avente: 1) una popolazione superiore a 250.000 abitanti oppure: 2) una popolazione inferiore a 250.000 abitanti e una densit di popolazione per kmq superiore a 3.000 abitanti. Il progetto di riesame della zonizzazione della Regione Veneto stato redatto da ARPAV - Servizio Osservatorio Aria in accordo con lUnit Complessa Tutela Atmosfera. La metodologia utilizzata per la zonizzazione del territorio ha visto la previa individuazione degli agglomerati e la successiva individuazione delle altre zone. Come indicato dal D. Lgs 155/2010 ciascun agglomerato corrisponde ad una zona con popolazione residente superiore a 250.000 abitanti, ed costituito da unarea urbana principale e dallinsieme delle aree urbane minori che dipendono da quella principale sul piano demografico, dei servizi e dei flussi di persone e merci. Per gli inquinanti primari, la zonizzazione stata effettuata sulla base del carico emissivo. Per gli inquinanti con prevalente o totale natura secondaria, sono state individuate altre zone sulla base di aspetti quali le caratteristiche orografiche e meteo-climatiche, il carico emissivo, il grado di urbanizzazione del territorio. Le zone risultano costituite anche da aree tra loro non contigue, ma omogenee sotto il profilo delle caratteristiche predominanti. Le zonizzazioni effettuate in relazione ai diversi inquinanti sono state tra loro integrate in modo tale che, laddove siano state identificate per un inquinante zone pi ampie e per uno o altri inquinanti zone pi ridotte, le zone pi ampie coincidano con laccorpamento di quelle pi ridotte. Gli approcci utilizzati per la definizione delle zone nella Regione Veneto seguono entrambe le indicazioni riportate nellAppendice I del citato decreto, che contemplano lindividuazione di zone coincidenti con i confini delle unit amministrative (limiti comunali) e di zone non coincidenti con i confini delle unit amministrative, da individuarsi mediante apposite mappe. In particolare, nellarea montuosa del Veneto, una specifica zona di fondovalle stata individuata mediante delimitazione con una linea di demarcazione identificata sulla base delle caratteristiche orografiche del territorio, piuttosto che utilizzare i confini amministrativi. Tale linea attraversa alcuni territori amministrativi comunali, per cui i medesimi Comuni ricadono, per parti sostanziali, in zona montana ed in zona di valle. A seguito della zonizzazione del territorio, ciascuna zona o agglomerato stata successivamente classificata allo scopo di individuare le modalit di valutazione mediante misurazioni. La zonizzazione risulta quindi ricavata in base alla valutazione della qualit dellaria con riferimento alla salute umana. Per alcune zone, in corrispondenza di alcune stazioni di fondo rurale, stata inoltre effettuata la valutazione della qualit dellaria con riferimento alla vegetazione ed agli ecosistemi. AllAllegato A del presente provvedimento, del quale costituisce parte integrante, riportata la relazione del Progetto di riesame della zonizzazione della Regione Veneto in adeguamento alle disposizioni del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 nella quale, per quanto sopra indicato, vengono individuati i seguenti 5 agglomerati:

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Agglomerato Venezia: oltre al Comune Capoluogo di provincia, include i Comuni contermini; Agglomerato Treviso: oltre al Comune Capoluogo di provincia, include i Comuni contermini; Agglomerato Padova: oltre al Comune Capoluogo di provincia, comprende i Comuni inclusi nel Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (PATI) della Comunit Metropolitana di Padova; - Agglomerato Vicenza: oltre al Comune Capoluogo di provincia, include i Comuni della Valle del Chiampo, caratterizzati dallomonimo distretto industriale della concia delle pelli; - Agglomerato Verona: oltre al Comune Capoluogo di provincia, comprende i Comuni inclusi nellarea metropolitana definita dal Documento Preliminare al Piano di Assetto del Territorio (PAT). La relazione prosegue con lindividuazione delle zonizzazione regionale. In particolare per gli inquinanti primari la zonizzazione stata effettuata in funzione del carico emissivo distinguendo tra: - Zona A: caratterizzata da maggiore carico emissivo (Comuni con emissione > 95 percentile); - Zona B: zona caratterizzata da minore carico emissivo (Comuni con emissione < 95 percentile). Per gli inquinanti con prevalente o totale natura secondaria, quali il PM10, il PM2.5, gli ossidi di azoto, lozono, le zone sono state individuate sulla base di altri aspetti come le caratteristiche orografiche e meteo-climatiche, il carico emissivo, il grado di urbanizzazione del territorio. Tali zone, possono essere costituite anche da aree tra loro non contigue, ma omogenee sotto il profilo delle caratteristiche predominanti. Inoltre sulla base degli studi realizzati da ARPAV inerenti la meteorologia e climatologia tipiche dellarea montuosa della regione e utilizzando la base dati costituita dalle emissioni comunali dei principali inquinanti atmosferici, stimate dallinventario INEMAR riferito allanno 2005, elaborato dallOsservatorio Regionale Aria, sono state individuate le zone denominate: - Prealpi e Alpi; - Val Belluna; - Pianura e Capoluogo Bassa Pianura; - Bassa Pianura e Colli. Invece nellelaborato di cui allAllegato B del presente provvedimento, di cui costituisce parte integrante, sono individuati gli agglomerati e successivamente le altre zone, con definizione dei Comuni ad esse appartenenti. La zonizzazione regionale rappresentata in forma integrata per inquinanti primari e secondari nellelaborato di cui allAllegato C del presente provvedimento, di cui costituisce parte integrante. Si deve inoltre dar conto che nella relazione di cui allAllegato A, al paragrafo 5 riportata la tabella 3 ove, al fine di ottemperare alle indicazioni sullo scambio di dati e metadati a livello comunitario, sulla base del Decreto del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 23 febbraio 2011, a ciascuna zona come sopra individuata, stato attribuito un codice. Nella stessa tabella, per completezza, sono stati riportati i dati sulla popolazione e sulla superficie delle diverse zone. Sempre ai sensi del sopra citato DM 23.02.2011, al paragrafo 6 del Progetto di riesame della zonizzazione della Regione Veneto, riportata una valutazione della qualit dellaria con riferimento al quinquennio 2005-2009. Il Progetto di riesame della zonizzazione della Regione Veneto stato trasmesso al Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare e allISPRA i quali hanno valutato la conformit alle disposizioni del D. Lgs 155/2010 e agli indirizzi espressi dal Coordinamento costituito da rappresentanti dei Ministeri dellAmbiente e della Salute, delle Regioni e delle Province Autonome, dellUPI, dellANCI, dellISPRA, dellENEA, del CNR, dellISS, nonch di rappresentanti delle ARPA e delle APPA. Considerato quindi che come pi sopra indicato il vigente Piano Regionale di Tutela e Risanamento dellAtmosfera riporta una zonizzazione del territorio veneto relativamente alla qualit dellaria, giova ricordare che lart. 19 comma 6 della legge regionale 16 aprile 1985 n. 33 prevede che le varianti agli strumenti di pianificazione di carattere ambientale che non incidono sui criteri informatori e sulle caratteristiche essenziali del piano, cos come individuate nel piano medesimo, sono deliberate dalla Giunta regionale, sentiti gli enti locali interessati e la competente Commissione consiliare che si esprime entro trenta giorni dal ricevimento delle proposte, trascorsi i quali si prescinde dal parere. Con il provvedimento n. 74/CR del 17.07.2012 stato chiesto alla VII Commissione Consiliare competente per la materia della Tutela dellAmbiente di esprimere un proprio parere sul Progetto di riesame della zonizzazione della Regione Veneto in adeguamento alle disposizioni del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 la quale, nella seduta del 11.10.2012 con proprio parere n. 276 si espressa, allunanimit dei presenti, favorevolmente a quanto proposto. Si propone pertanto di approvare il Progetto di riesame della zonizzazione della Regione Veneto in adeguamento alle disposizioni del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 di cui allAllegato A del presente provvedimento completo degli elaborati di cui allAllegato B e allAllegato C, che avr effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. Il relatore, conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta regionale il seguente provvedimento. La Giunta regionale Udito il relatore, incaricato dellistruzione dellargomento in questione ai sensi dellart. 53, quarto comma, dello Statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione statale e regionale; Visto il Decreto Legislativo n. 155 del 13.08.2010; Visto il Decreto del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 23 febbraio 2011; Vista la deliberazione del Consiglio regionale n. 57 del 11.11.2004; Vista la deliberazione di Giunta regionale n. 799 del 28.03.2003; Vista la deliberazione di Giunta regionale n. 74/CR del 17.07.2012; Visto il parere espresso dalla VII Commissione Consiliare l11.10.2012 n. 276

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1. di dare atto che le premesse costituiscono parte integrante del presente provvedimento; 2. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale; 3. di dare atto del parere favorevole n. 276 espresso dalla VII Commissione Consiliare in data 11.10.2012; 4. di approvare il Progetto di riesame della zonizzazione della Regione Veneto in adeguamento alle disposizioni del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 di cui allAllegato A del presente provvedimento che avr effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013; 5. di prendere atto che nel progetto di cui al punto precedente vengono individuati i seguenti 5 agglomerati: - Agglomerato Venezia: oltre al Comune Capoluogo di provincia, include i Comuni contermini; - Agglomerato Treviso: oltre al Comune Capoluogo di provincia, include i Comuni contermini; - Agglomerato Padova: oltre al Comune Capoluogo di provincia, comprende i Comuni inclusi nel Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (PATI) della Comunit Metropolitana di Padova; - Agglomerato Vicenza: oltre al Comune Capoluogo di provincia, include i Comuni della Valle del Chiampo, caratterizzati dallomonimo distretto industriale della concia delle pelli; - Agglomerato Verona: oltre al Comune Capoluogo di provincia, comprende i Comuni inclusi nellarea metropolitana definita dal Documento Preliminare al Piano di Assetto del Territorio (PAT); 6. di prendere atto che allAllegato B riportato lelenco degli agglomerati e delle altre zone, con definizione dei Comuni ad esse appartenenti; 7. di prendere atto che allAllegato C rappresentata in forma integrata la zonizzazione regionale per inquinanti primari e secondari; 8. di prendere atto che, ai sensi del DM 23.02.2011, il Progetto di riesame della zonizzazione della Regione Veneto di cui allAllegato A, al paragrafo 5 riporta la tabella 3 ove a ciascuna zona stato attribuito un codice e i dati relativi della popolazione e della superficie e che al paragrafo 6 viene riportata una valutazione della qualit dellaria con riferimento al quinquennio 20052009; 9. di demandare al Dirigente della Direzione Tutela Ambiente - Unit Complessa Tutela Atmosfera la gestione di tutti gli adempimenti necessari e conseguenti per lattuazione del presente provvedimento; 10. avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) oppure in via alternativa al Presidente della Repubblica nei termini e nelle modalit previste dal Decreto Legislativo n 104/2010; 11. di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto (BUR).

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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2154 del 23 ottobre 2012 Regimi sperimentali di prelievo venatorio alla specie cinghiale (Sus scrofa) (DGR 2088 del 3.8.2010). Stagione venatoria 2012/2013. Provincia di Verona. Autorizzazione (art. 16, c.1 L.R. 50/93). [Caccia e pesca] Note per la trasparenza: In applicazione degli indirizzi regionali per la gestione del cinghiale emanati con DGR 2088 del 3 agosto 2010 e facendo seguito al secondo anno di gestione venatoria sperimentale attivata con DGR 1690 del 18.10.2011, si provvede ad autorizzare, ad integrazione del calendario venatorio regionale approvato con DGR 1130 del 12.06.2012, la prosecuzione per la stagione 2012/2013 del regime venatorio sperimentale in una parte del territorio della Provincia di Verona, che ne ha fatto richiesta. LAssessore Daniele Stival riferisce quanto segue. Con Delibera n. 1130 del 12 giugno 2012 la Giunta regionale ha provveduto allapprovazione del calendario regionale per lesercizio venatorio nella stagione 2012/2013, che stabilisce, tra laltro, le specie cacciabili e i relativi periodi. Al punto 5. del suddetto provvedimento di Giunta, si dispone La gestione, anche a fini venatori, della specie Cinghiale (Sus scrofa) disciplinata dalla DGR n. 2088 del 3.08.2010 e successive modifiche ed integrazioni.. Con deliberazione di Giunta regionale n. 2088 del 3 agosto 2010 sono stati infatti approvati i primi indirizzi per la gestione del cinghiale nel Veneto, che stabiliscono gli assunti base nonch i criteri generali per una pianificazione a livello territoriale di detta gestione secondo Unit gestionali e per la regolamentazione dellattivit venatoria (ove prevista), unitamente ad indirizzi temporali concernenti la prevista fase sperimentale ed il conseguimento di un assetto pianificatorio definitivo. A questultimo riguardo, il suddetto provvedimento prevede che la pianificazione territoriale definitiva entrer a regime con il nuovo Piano faunistico venatorio regionale, con possibilit da parte delle Province di sperimentare gi a partire dal 2010 una regolamentazione gestionale che comprenda anche regimi venatori da porre in essere in unit gestionali ancora non necessariamente definitive e comunque sulla base dei richiamati indirizzi regionali. Allemanazione della suddetta DGR 2088/2010 hanno fatto seguito incontri tecnici con i competenti Uffici provinciali al fine di confrontarsi sugli aspetti tecnici contemplati da detto provvedimento regionale e sulle istanze provenenti dal territorio, in un contesto innovativo caratterizzato dalladozione, da parte della Giunta Regionale, di un approccio alla materia che non esclude a priori ogni forma di attivit venatoria che abbia per oggetto la specie cinghiale. stata quindi formalizzata, da parte della Provincia di Verona, una proposta di prima individuazione provvisoria di Unit gestionali per la specie cinghiale, coerente con gli indirizzi della pi volte citata DGR 2088/2010, comprensiva di una proposta di regime venatorio sperimentale articolata sulle stagioni venatorie 2010/2011 e 2011/2012 nellambito di specifica Unit gestionale, proposta acquisita agli atti dellUnit di Progetto Caccia e Pesca con prot. 529168 del 8 ottobre 2010. Detta proposta complessiva stata istruita dalla competente Struttura regionale e sottoposta al parere dellIstituto Nazionale di riferimento (ISPRA), che ha dato riscontro favorevole (con richiesta di limitate modifiche/integrazioni, puntualmente recepite) con nota prot. 37154 del 5.11.2010. Si quindi provveduto, con riferimento alle passate stagioni venatorie 2010/2011 e 2011/2012, alla formale approvazione, con DGR 2763 del 16.11.2010 e DGR n. 1690 del 18.10.2011, delle conseguenti integrazioni dei calendari venatori regionali per le stagioni 2010/2011 e 2011/2012, approvati con DGR n. 1730 del 29 giugno 2010, e DGR n. 1041 del 12 luglio 2011 al fine di consentire la realizzazione del regime venatorio sperimentale proposto. La Giunta provinciale di Verona ha successivamente provveduto con deliberazione n. 266 del 25 novembre 2010 e successive modifiche ed integrazioni ad emanare, come disposto dalle suddette DGR n. 2763 del 16.11.2010 e n. 1690 del 18.11.2011 specifiche direttive concernenti i diversi aspetti organizzativi ed autorizzativi cui subordinata leffettuazione dei prelievi, quali la suddivisione dei piani di prelievo tra le diverse Unit amministrative, lassegnazione dei capi, le modalit di riconoscimento delle abilitazioni, ecc., nonch gli aspetti attinenti alla tecnica venatoria della girata con particolare riguardo ai profili concernenti la pertinente abilitazione e la sicurezza. Con nota del 2 luglio 2012 prot. n. 71547 la Provincia di Verona ha formalizzato la proposta di proroga del regime sperimentale di prelievo venatorio della specie cinghiale (Sus scrofa) anche per la stagione venatoria 2012/2013. Tutto ci premesso, considerato il parere positivo espresso dallISPRA con nota prot. n. 27442 del 24.07.2012, facente parte integrante del presente provvedimento quale Allegato A alla proposta di cui sopra, con il presente provvedimento si provvede a prorogare il regime venatorio sperimentale di cui trattasi alla stagione venatoria 2012/2013 autorizzando, ad integrazione del calendario venatorio regionale approvato con DGR n. 1130 del 12 giugno 2012, il prelievo venatorio alla specie cinghiale (Sus scrofa) in provincia di Verona nei limiti e secondo le disposizioni di cui allAllegato B facente parte integrante della presente deliberazione. Il relatore conclude la propria relazione e propone allapprovazione della Giunta regionale il seguente provvedimento La Giunta regionale Udito il relatore incaricato dellistruttoria sullargomento in questione ai sensi dellarticolo 53, 4 comma dello Statuto, il quale d atto che la Struttura competente ha attestato lavvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilit con la vigente legislazione statale e regionale; Visto larticolo 18 della Legge 11 febbraio 1992, n. 157; Visto lart. 16 della legge regionale 50/1993, commi 1 e 4;

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Vista la Delibera della Giunta regionale n. 1130 del 12 giugno 2012; Vista la Delibera della Giunta regionale n. 2088 del 3 agosto 2010; Vista la Delibera della Giunta regionale n. 2763 del 16 novembre 2010; Vista la Delibera della Giunta regionale n. 1690 del 18 ottobre 2011; Vista la Delibera della Giunta regionale n. 2560 del 16 settembre 2008 nonch la Delibera della Giunta regionale n. 2305 del 28 luglio 2009; Vista la richiesta di piano di gestione venatoria del cinghiale per la stagione 2012/2013, trasmesso dalla Provincia di Verona con nota prot. 71547 del 2.07.2012 e acquisito agli atti con prot. 311.593 del 5.07.2012; Visto il parere positivo dellISPRA reso con nota prot. 27442 del 24.07.2012, facente parte integrante del presente provvedimento quale Allegato A; Riassunte le valutazioni di cui alla premessa, facente parte integrante del presente provvedimento, delibera 1. di prorogare sino a tutta la stagione venatoria 2012/2013 il regime venatorio sperimentale avente per oggetto il prelievo venatorio in provincia di Verona di soggetti appartenenti alla specie cinghiale (Sus scrofa) gi oggetto di approvazione con DGR n. 2763 del 16.11.2010 per la stagione venatoria 2010/2011 e DGR n. 1690 del 18.10.2011 per la stagione 2011/2012; 2. di approvare lallegata pertinente proposta gestionale predisposta dalla Provincia di Verona per la stagione venatoria 2012/2013, facente parte del presente provvedimento quale Allegato B; 3. di autorizzare per la stagione venatoria 2012/2013, ad integrazione di quanto disposto dal calendario venatorio regionale approvato con DGR n. 1130 del 12 giugno 2012 e in applicazione della DGR n. 2088 del 3.8.2010, il prelievo venatorio alla specie cinghiale (Sus scrofa) in provincia di Verona nei limiti e secondo le disposizioni di cui al medesimo Allegato B; 4. di disporre la trasmissione del presente provvedimento alla Provincia di Verona per gli adempimenti di competenza, nonch alle altre Amministrazioni provinciali del Veneto, alle Associazioni venatorie riconosciute ed al Comando regionale del Corpo Forestale dello Stato; 5. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spese a carico del bilancio regionale; 6. di incaricare lUnit di Progetto Caccia e Pesca dellesecuzione del presente provvedimento; 7. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

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Servizio tutela faunistico ambientale

PROVINCIA DI VERONA

LA GESTIONE DEL CINGHIALE IN PROVINCIA DI VERONA Stagione venatoria 2012/2013

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STATUS DEL CINGHIALE E PROBLEMATICHE CONNESSE


1. Presenza del cinghiale in provincia di Verona
Il cinghiale (Sus scrofa) era presente in provincia di Verona probabilmente sino al XVIII secolo nella fascia dei querceti termofili della Vallagarina (Valle dellAdige), oltre che gi nel XIV secolo in Valpolicella (Lessinia). Nel XIX secolo tuttavia il cinghiale non viene pi indicato tra le specie del territorio veronese, almeno sino alla prima met degli anni 90 del secolo scorso a partire dalla Lessinia occidentale, con particolare riferimento alla Vallagarina (comune di Dolc).

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Solo a partire dal 1996 iniziarono, tuttavia, i primi abbattimenti nel comune Dolc, da parte del personale della Polizia provinciale. In particolare nel 1996 vennero abbattuti 2 esemplari, 6 nel 1997, 7 nel 2000, successivamente gli abbattimenti vennero interrotti sino al 2006. La specie dalla Vallagarina andata via via espandendosi anche nella Lessinia centrale, e successivamente in quella orientale, fino alla base della fascia pedemontana, anche grazie alla fuga pi o meno accidentale di esemplari allevati localmente. Da 2-3 anni la presenza del cinghiale segnalata anche nellalta Lessinia, allinterno del Parco naturale regionale della Lessinia. Lincremento della sua popolazione ha reso pertanto necessaria la riattivazione del piano di controllo, che nel periodo 2006-2010 ha portato allabbattimento complessivo di 183 capi, di cui 2 nel 2006, 50 nel 2007, 88 nel 2008, nessuno nel 2009 (il piano stato sospeso dallagosto 2008 al febbraio 2010), 43 nel 2010 e 67 nel 2011. Se la presenza del cinghiale in Lessinia assestata da anni ed in continua espansione, sul Baldo invece risulta ancora del tutto occasionale e di fatto limitata al fondovalle. Nel 1999 sono stati comunque effettuati 4 abbattimenti di cinghiale (di cui 3 incroci) nel comune di San Zeno di Montagna sul Baldo. Nel 2009 stato inoltre denunciato un incidente stradale causato da un cinghiale in loc. Piovezzano tra gli abitati di Sona e di Affi, nella fascia morenica del lago di Garda, a conferma della diffusione della specie anche in tali territori, come confermato dalle attuali segnalazioni sul Baldo (dalla Val d'Adige sino a quote superiori a 1.000 m s.l.m.) e e nelle colline moreniche del Garda, dove tra l'altro nel 2012 sono stati effettuati degli abbattimenti in girata ai fini della rimozione di tali nuclei.

2. Danni causati alle colture agricole


Per quanto riguarda i danni arrecati dal cinghiale alle colture agricole viene rilevato un loro continuo incremento a partire dallanno 2000. Da rilevare il fatto che gli importi stimati non rappresentano la situazione reale, in quanto condizionati dal fatto che le denunce risultano comunque ancora limitate. In particolare nel 2011 sono stati stimati circa 93.000 euro di danni, contro i 78.000 euro del 2010, i circa 25.000 euro del 2009 e i circa 32.000 euro del 2008, con una spesa per la prevenzione pari, nel 2011 pari a 20.000 euro nel 2011, 5.000 euro nel 2010 e a 17.000 euro nel 2009. Ad essere interessate sono risultate

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prevalentemente le coltivazioni ad uva, ma anche quelle prative (distruzione del cotico erboso) e a mais: nel caso della vite va rilevato il fatto che le colture in Valpolicella risultano costituite da piante basse e quindi facilmente predabili dal cinghiale. Da segnalare inoltre danni da cinghiale ad impianti di irrigazione. Nel 2009, ma ancor pi nel 2010 e 2011, si assistito ad una implementazione dei sistemi di prevenzione, che nel caso specifico sono rappresentati dalla recinzione elettrica permanente degli appezzamenti coltivati, in quanto la stessa, fino ad ora, sembra aver dato i migliori risultati in termini di rapporto costi/benefici. Essa composta di due file elettrificati posti rispettivamente a 25 e 50 cm dal suolo e fissati a paletti di supporto in plastica, fibra di vetro o legno. La recinzione elettrifica risulta vantaggiosa per appezzamenti di dimensioni limitate a colture di pregio e pertanto si presta bene per la realt territoriale della Lessinia (fascia montana e pedemontana) caratterizzata appunto da una variegata frammentazione delle colture. Per quanto riguarda gli altri metodi ecologici di prevenzione dei danni, rappresentati da repellenti di tipo chimico e acustico, nonch dall'alimentazione complementare al di fuori delle zone coltivate, non si in possesso di dati oggettivi circa il loro utilizzo e i risultati ottenuti: si ritiene tuttavia essere estremamente limitato. Indubbiamente sarebbe opportuno investire risorse, oltre che per la recinzione elettrica degli appezzamenti di maggiore pregio, anche per un potenziamento della pratica del foraggiamento complementare con l'obiettivo di riproporre ai cinghiali condizioni di elevata produttivit del bosco il quale, offrendo anche protezione e rifugio, diventa un habitat frequentato in maniera pressoch esclusiva. Interessante sarebbe inoltre valutare l'efficacia dei repellenti acustici di ultima generazione, gi utilizzati con successo in altre province dell'Italia settentrionale e centrale, che hanno un raggio di azione di circa un ettaro e una attivazione automatica, con un costo relativamente basso (attorno ai 200 euro).

3. Incidenti stradali causati dal cinghiale


Le prime denunce incidenti stradali causati dal cinghiale risalgono all'anno 2006 ed hanno sinora interessato la Lessinia, inclusa la fascia dell'alta pianura ad est di Verona. Complessivamente si assiste ad un continuo incremento degli stessi. Si riassumono di dati relativi ai sinistri sinora avvenuti:

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anno 2006: n. 1; anno 2007: n. 1; anno 2008: n. 7; anno 2009: n. 4; anno 2010: n. 11; anno 2011: n. 7.

Gli incidenti causati dal cinghiale risultano in incremento ed interessano attualmente anche la fascia montana, oltre a quella pedemontana, sino a quote di 700-800 m, e ci in considerazione della diffusione della specie in tutte le aree ad essa vocate. Ad essere interessata stata inoltre interessata la fascia dell'alta pianura ad est di Verona (comuni di Lavagno e di San Martino Buon Albergo): le quote inferiori sono frequentate durante il periodo invernale, quelle superiori in primavera-estate. Da segnalare, infine, la segnalazione di una collisione con un cinghiale nel 2009 tra le localit di Affi e Sona nella fascia delle colline moreniche del lago di Garda. Grazie al contributo regionale di 20.000,00 la Provincia di Verona ha acquistato numerosi segnali stradali di pericolo selvaggina vagante, che sono stati collocati nell'autunno 2010 lungo tutte le strade provinciali del Baldo, ma soprattutto della Lessinia.

4. Metodologie di prelievo in provincia di Verona


Il cinghiale oggetto di prelievo, nella forma del controllo, a partire dal 1996. Nel periodo 1996-1999 gli abbattimenti sono stati effettuati esclusivamente dal personale del Corpo di Polizia Provinciale con la tecnica dell'aspetto con carabina. Successivamente nel periodo 2000-2001 gli abbattimenti sono stati svolti da cacciatori all'uopo autorizzati dalla Provincia con il metodo della braccata. A partire dall'anno 2006 il prelievo stato effettuato all'aspetto da altana e con la girata da parte del personale della Polizia provinciale e dei coadiutori abilitati, sulla base del parere dell'I.S.P.R.A. In ordine alla proposta di eradicazione della specie formulata dall'Amministrazione provinciale. Il piano approvato nel 2006 (per essere sospeso nell'agosto 2008 a causa di indagini da parte della Procura di Verona in ordine alla destinazione delle carcasse) prevedeva il prelievo alla cerca di notte con faro, all'aspetto da altana e con la girata, con successiva

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destinazione dei capi abbattuti per il 50% al coadiutore e per il restante 50% al titolare del fondo agricolo danneggiato. Trattandosi di attivit di controllo, e non di caccia, il prelievo stato affidato (a partire dal 2006) a personale abilitato, denominato coadiutore nel controllo del cinghiale, a seguito della frequenza di apposito corso di formazione e del superamento della relativa prova d'esame a quiz: con lo stesso corso stata rilasciata l'abilitazione anche di cacciatore di cinghiale. Complessivamente sono stati organizzati pi di 20 corsi che hanno consentito l'abilitazione di oltre 1.500 coadiutori/cacciatori di cinghiale. Con l'entrata in vigore della nuova normativa regionale in materia di controlli sanitari per le carni di selvaggina selvatica abbattuta (deliberazione della Giunta della Regione del Veneto n. 2305 del 28/07/2009) stato definito in modo dettagliato il percorso necessario per la destinazione delle carni, per la messa in funzione dei centri di raccolta e di lavorazione della selvaggina, per l'organizzazione delle operazioni post-abbattimento e relativa modulistica da utilizzare a seguito dell'abbattimento, conformemente a quanto previsto dai Regolamenti (CE) n. 853/2004 e 854/2004 costituenti il Pacchetto igiene. In particolare la sopraccitata deliberazione ha ribadito che le carni degli animali selvatici abbattuti in attivit di controllo attuata dalle Amministrazioni Provinciali e dagli Enti di Gestione dei Parchi () devono essere destinate esclusivamente alla commercializzazione previo invio ad un centro di lavorazione della selvaggina () per essere sottoposte ad ispezione sanitaria () e, se ritenute sane, sottoposte a bollatura sanitaria. La Provincia di Verona con deliberazione della Giunta n. 279 del 10 dicembre 2009 ha pertanto dovuto adeguare il proprio piano di controllo del cinghiale prevedendo l'obbligo della destinazione dei capi ad un centro di lavorazione (attualmente attivo solo un centro nel comune di Fumane nella Lessinia occidentale) mediante apposito contratto di vendita: in particolare stato previsto che il centro di lavorazione acquisisca le carcasse di cinghiale ad un prezzo di 1,50/kg di animale eviscerato e in pelle (da versare alla Provincia), destinando un quantitativo di carne pari al 10% del peso della carcassa al coadiutore che ha abbattuto il capo a titolo di rimborso spese. Le somme introitate dalla vendita dei cinghiali verranno destinate dalla Provincia per il 30% ai Comprensori alpini e Ambiti territoriali di caccia coinvolti per il sostegno dell'attivit di controllo e per il 70% alle imprese agricole per il risarcimento dei danni subiti ad integrazione della quota assegnata dalla Regione Veneto.

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Il piano di controllo del cinghiale stato pertanto riattivato a partire dal mese di marzo 2010, consentendo il prelievo in Lessinia (unica unit di gestione interessata) di 43 capi con la sola tecnica dell'aspetto da altana. Non sono state invece organizzate girate e neppure stato attivato il prelievo alla cerca notturna; gli abbattimenti, effettuati esclusivamente dai coadiutori in parte dei Comprensori alpini della Lessinia e dall'A.T.C. n. 1 (interessato marginalmente dalla presenza del cinghiale), sono stati sospesi dalla Polizia provinciale a partire dal 15 agosto 2010 per ragioni di pubblica sicurezza, fino all'approvazione del nuovo piano di controllo. Con deliberazione della Giunta provinciale n. 80 in data 19 maggio 2011 sono state approvate le nuove disposizioni tecnico-operative in ordine al piano di controllo del cinghiale per il periodo 2011-2015. Rispetto al precedente piano sono state apportate le seguente modifiche: 1. determinazione degli obiettivi gestionali, riassumibili in eradicazione, controllo e gestione venatoria + controllo: l'eradicazione stata prevista nella fascia della pianura, sul Baldo e nella fascia delle colline moreniche del lago di Garda. Nella Lessinia al di sopra dei 900 m s.l.m. stato previsto il solo controllo, mentre al di sotto di tale quota il controllo stato associato al prelievo venatorio da attuarsi nei mesi di novembre-gennaio su autorizzazione regionale sentito l'I.S.P.R.A.. 2. prelievo consentito solo all'appostamento da altana, con la girata e con i chiusini E' stato invece bandito il prelievo alla cerca in ragione della sua pericolosit; 3. ampliamento degli orari per il prelievo da altana, considerando che il cinghiale possiede abitudini prettamente notturne; 4. migliore regolamentazione del prelievo con la girata, analogamente che per il prelievo venatorio. Sono state dettagliate tutte le procedure per l'organizzazione e lo svolgimento delle necessarie operazioni, con particolare riferimento a quelle relative alle misure di sicurezza da adottare e le necessarie abilitazioni (conduttore e cane limiere) da possedere; 5. rimodulazione de prezzo di vendita delle carcasse (da 1,5 euro a 1,2 euro/kg di peso) e della percentuale (da 10% a 25%) da assegnare al soggetto abbattitore, a titolo di rimborso spese; 6. diversa ripartizione delle somme introitate dalla Provincia per la vendita delle carcasse al Centro di lavorazione.

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Le nuove disposizioni hanno determinato un maggior interesse verso il controllo di questa specie ed hanno consentito nel 2011 il prelievo di 67 cinghiali, conferiti poi al Centro di lavorazione per la successiva commercializzazione. L'ISPRA ha formulato parere favorevole alla proposta di piano di controllo predisposta dalla Provincia per il periodo 2011-2015. A partire dalla stagione venatoria 2010/2011 stato dato inizio al prelievo venatorio del cinghiale nella provincia di Verona, ed in particolare nella Lessinia a valle dei 900 m s.l.m.. La Provincia di Verona ha elaborato un proprio piano di gestione sulla base degli indirizzi preventivamente approvati dalla Regione, che stato sottoposto favorevolmente all'I.S.P.R.A. per essere successivamente condiviso e approvato dalla Regione con apposita deliberazione. Complessivamente nel periodo dicembre-gennaio 2011 sono stati abbattuti n. 122 cinghiali, contro i 347 capi della stagione venatoria successiva 2011/2012 (rispetto agli 800 assegnati): i dati relativi al prelievo sono riassunti nella relazione allegata. Emerge un incremento significativo degli abbattimenti, quale risultanza di un maggior interesse dei cacciatori verso questa specie nonch di una migliore organizzazione delle squadre di girata. Da rilevare il fatto che il cinghiale in provincia di Verona specie cacciabile da solo due anni e quindi evidente la mancanza di una specifica tradizione venatoria soprattutto per quanto riguarda le fome di caccia collettiva, nella fattispecie rappresentate dalla sola girata. Con l'apertura della caccia del cinghiale vi stato indubbiamente un forte imput nella formazione e nel rilascio delle specifiche abilitazioni, sia quale cacciatore di cinghiale che conduttore di cane limiere. Proprio sul fronte della formazione la Provincia sin da subito ha previsto l'obbligatoriet del la formazione per poter accedere al prelievo del cinghiale in ogni sua forma, all'aspetto e con la girata. In questa direzione si intende, naturalmente, proseguire anche in futuro, soprattutto attraverso la sensibilizzazione delle associazioni venatorie affinch venga abilitato un maggior numero di cani limiere.

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PROPOSTA GESTIONALE PER LA STAGIONE VENATORIA 2012/2013


Per la stagione venatoria 2012/2013 il prelievo del cinghiale verr effettuato secondo le modalit gi previste per le due passate stagioni 2010/2011 e 2011/2012 nelle more dell'approvazione del nuovo Piano faunistico venatorio regionale, che conterr appunto contenere il piano di gestione di questa specie. In particolare vengono confermati gli obiettivi gestionali, le zone interessate al prelievo (Unit di gestione Lessinia), le modalit di prelievo (all'aspetto da appostamento e con la girata), i tempi e orari e il piano di abbattimento (n. 800 capi complessivi, distinti per sesso e classe d'et, da ripartire tra i vari ATC, Comprensori alpini e Aziende faunistico-venatorie). Il precedente piano di gestione aveva ricevuto il parere tecnico favorevole dell'ISPRA. Nella precedente stagione venatoria il piano di gestione del cinghiale predisposto dalla Provincia di Verona stato approvato con deliberazione della Giunta n. 183 in data 13 ottobre 2011, che ha modificato la precedente n. 266 del 25 novembre 2010.

1. Criteri per lindividuazione delle Unit di gestione provvisorie


La deliberazione regionale n. 2088 del 3 agosto 2010 che approva i primi indirizzi per la gestione del cinghiale nel Veneto stabilisce i criteri fondamentali per lindividuazione, da parte delle Province, delle Unit di gestione della specie. In particolare individua 3 tipologie di territorio che, in considerazione delle densit sostenibili dal contesto ambientale in relazione all'impatto che la specie pu avere sia sull'ambiente naturale, sia sulle attivit antropiche, vengono distinte in:

Aree A: dove il cinghiale non presente o dove il cinghiale non in alcun modo compatibile con il contesto (agricoltura intensiva e specializzata/di pregio, viabilit, biocenosi vulnerabili oggetto di protezione). Obiettivo gestionale: ERADICAZIONE (tolleranza zero);

Aree B: dove il cinghiale presente e:

aree B1: la presenza del cinghiale consolidata (non pi perseguibile leradicazione) ma causa comunque problemi di danni allagricoltura/impatti

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negativi. Obiettivo gestionale: mantenimento di densit di popolazione al di sotto di una soglia di tolleranza, definita sulla base della dannosit. In queste aree lattivit venatoria incompatibile (fortemente sconsigliata) dal momento che lapertura della caccia tende a far massimizzare le densit;

aree B2: la presenza del cinghiale consolidata ed , entro certi limiti, compatibile con la realt territoriale (agricoltura-biocenosi-viabilit); pu rappresentare una risorsa faunistica. Obiettivo gestionale: mantenimento nel tempo delle condizioni ritenute compatibili, sia in termini di estensione dellarea (non deve aumentare) sia di livello di danni. Pu essere ammessa lattivit venatoria.

Fig. 1 Individuazione della fascia montana (zona Alpi) e pedemontana per la gestione del cinghiale.

Tutto il territorio di pianura (con lesclusione della fascia pedemontana) individuato a priori, sulla base dellanalisi del territorio (presenza continua di aree agricole ed urbanizzate) come Area A e quindi con lobiettivo gestionale delleradicazione.

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La fascia pedemontana viene qui individuata grossolanamente, lasciando alle Province il compito di delimitarla puntualmente, lungo confini naturali o amministrativi ben definiti, in un buffer di massimo 3 km dalla linea tracciata nella cartografia allegata. Sulla base dei criteri sopraccitati e dei dati relativi alla presenza, consistenza, prelievi sinora effettuati, tipologie colturali e danni prodotti e agli aspetti naturalistici del territorio si ritiene di suddividere, anche per la stagione venatoria 2012/2013 (analogamente che per le due precedenti stagioni), nelle more dell'approvazione del nuovo Piano faunistico-venatorio regionale, la zona alpina e pedemontana della provincia di Verona in due distinte Unit di gestione, la prima denominata Baldo, la seconda Lessinia, analogamente a quanto previsto nella passata stagione venatoria. Entrambe le Unit di gestione appartenengono per la quasi totalit alla Zona faunistica delle Alpi, fatto salvo che per una fascia collinare, per lo pi appartenente alla Lessinia, comprensiva di parte del territorio dellAmbito territoriale di caccia n. 1 del Garda e dellAmbito territoriale di caccia n. 2 dei Colli.

2. Unit di gestione Monte Baldo Area A


Come evidenziato nel capitolo relativo alla status della popolazione, il cinghiale presente in modo consolidato solo in Lessinia, mentre sul Baldo vi sono solo sporadiche segnalazioni del suo insediamento in particolare nei comuni di fondovalle di Rivoli Veronese e di Caprino Veronese. Questo comporta naturalmente un diverso approccio gestionale, che non pu non tener conto del fatto che comunque il cinghiale comunque una specie alloctona in grado di determinare significativi impatti sia alle biocenosi naturali che alle colture agricole locali. Se da una parte, risulta ormai impossibile eradicare il cinghiale in Lessinia, dallaltra parte si ritiene invece assolutamente necessario evitare che questa specie possa affermarsi sul Baldo ove la componente faunistica e floristica risulta di notevole pregio. Alla luce di quanto sopra per lUnit di gestione Baldo si intende perseguire lobiettivo delleradicazione, classificando pertanto tale territorio quale Area A. La recente deliberazione della Giunta provinciale n. 80/2011 ha previsto proprio per il Baldo l'eradicazione della specie.

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I Comprensori alpini del Baldo, a formare lUnit di gestione Baldo, sono pertanto tutti classificabili Area A, dove il cinghiale presente in modo sporadico (per non dire raro) e comunque la sua presenza non in alcun modo compatibile con le biocenosi presenti, e almeno per quanto riguarda il fondovalle e il versante verso il lago di Garda, con lagricoltura intensiva e specializzata e di pregio (mais, vite, olivo). Appartengono a questa Unit di gestione i Comprensori alpini di: 1) Brentino Belluno, 2) Rivoli Veronese, 3) Caprino Veronese, 4) San Zeno di Montagna, 5) Costermano, 6) Torri del Benaco, 7) Brenzone, 8) Malcesine, 9) Ferrara di Monte Baldo. I Comprensori alpini sono stati istituiti sui confini dei relativi Comuni amministrativi, salvo che per Costermano, Rivoli Veronese e Caprino Veronese, i cui confini inferiori corrispondono comunque alla linea della Zona Alpi approvata con la legge regionale n. 1/2007 Piano faunisticovenatorio regionale 2007-2010. AllUnit di gestione Baldo appartengono anche le porzioni dellA.T.C. n. 1 ricomprese nella fascia pedemontana (comuni di Garda, Bardolino, Affi) potenzialmente interessabili dal cinghiale in caso di espansione verso valle, conformemente a quanto previsto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 2088 del 3 agosto 2010.

COMUNE Affi Bardolino Trentino Belluno Brenzone Caprino Veronese Costernano Ferrara Monte Baldo Garda Malcesine Rivoli Veronese S. Zeno di Montagna TOTALE

Superficie ha 984 5428 2597 5011 4735 1691 2690 1610 6814 1842 2827 36229

s.a.s.p. ha 400* 100* 2554 4504 4014 1036 1080 800* 6132 1547 2656 24823

Zona Alpi

Fascia pedemontana X X X X X X

X X X X X X X X

* la s.a.s.p. quella relativa alla porzione ricompresa nella fascia pedemontana ai sensi della deliberazione regionale n. 2088/2010.

3. Unit di gestione Lessinia

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3.1. Inquadramento ambientale

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I Lessini si presentano come altopiano che degrada dolcemente da nord verso sud immergendosi sotto i materiali fluviali e fluvioglaciali che, riempiendo il fondo sottostante, hanno costituito la Pianura Padana. Laltopiano sembra un grande ventaglio che si apre nella Vallagarina (valle formata dal fiume Adige) fino a quella del Chiampo e del Logra. Le dorsali che scendono nella pianura sono come le dita di una mano: attaccate al palmo, costituito dagli alti Lessini, palmo che troncato dalla valle dei Ronchi, la quale scende dal gruppo del Carega fino ad Ala (Tn). Gli alti Lessini corrispondono alla fascia dei boschi maturi di conifere e latifoglie mesofile (tra i 1.300 e i 1700 m) e quella dei pascoli e di altitudine e degli arbusti contorti che si estende al di sopra dei 1.700 m. E questa la fascia dei pascoli e delle malghe e quindi dellalpeggio dei bovini; povera di boschi e di acque superficiali e ricca di fenomeni carsici. La zona, inserita per la sua quasi totalit allinterno del Parco naturale regionale della Lessinia, non si presta pertanto al cinghiale, anche se comunque viene frequentata dallo stesso durante il periodo estivo. I medi Lessini costituiscono una fascia che si estende indicativamente da 850-900 m a 1.300 m ed caratterizzata dalla presenza di boschi di latifoglie sciafile, come il rovere (Quercus rubor) e il faggio (Fagus sylvestris), inframmezzate talvolta da formazioni naturali irregolari e continue di pino silvestre (Pinus sylvestris) o da aree rimboscate artificialmente con pino nero (Pinus nigra). In Lessinia la faggeta compare solitamente sopra la quota di 1.000 m in zone caratterizzate da una piovosit media annua superiore a 1.000 mm e da una temperatura media annua compresa tra 5 e 12 C. E questa la fascia dei centri abitati principali, come Bosco Chiesanuova, Velo Veronese, Erbezzo e SantAnna dAlfaedo, dei prati e delle poche coltivazioni ancora praticate. La morfologia alquanto mossa: i corsi dacqua formatisi pi in alto hanno scavato i vaj, che sono assimilabili ai pi famosi canyons. Le pareti dei vaj sono generalmente ripide e coperte di boschi e tanto strette, che luomo non vi ha costruito neppure le strade, che invece corrono sulle dorsali, tra i prati ben coltivati e le poche piante da frutto. I bassi Lessini costituiscono la zona collinare che si estende dalla pianura (60-70 m s.l.m.) sino a 850-900 m, caratterizzata dalla presenza boschi di castagno (Castanea sativa), tra i 400 e gli 850-900 m di altitudine, associato a volte con la roverella (Quercus pubescens), il pioppo tremulo (Populus tremula) e la betulla argentata (Betula pendula), e alle quote inferiori dalla tipica vegetazione pedemontana termofile, rappresentata dalla roverella,

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carpino nero (Ostrya carpinifolia) e orniello (Fraxinus ornus). Accanto a queste specie tipicamente termofile ve ne sono altre con temperamento pi mesofilo che scendono talora a quote pi basse fin sul fondo dei vaj, rappresentate dal carpino bianco (Carpinus betulus), il cerro (Quercus cerris) e il castagno; nelle zone pi fresche il sottobosco comprende inoltre il nocciolo (Corylus avellana), lacero montano (Acer platanoides), il tasso (Taxus baccata) e il sorbo montano (Sorbus aria). Estese sono inoltre le macchie di leccio (Quercus ilex) sul Monte Pastello (Lessinia occidentale). Nella fascia collinare pedemontana troviamo inoltre ampie coltivazioni di ulivo e di vite che dal fondovalle si estendono ormai sino a quote variabili tra i 400 e i 500 m, intervallate da boschetti termofili, ove proprio i cinghiali trovano le condizioni trofiche ottimali. La Lessinia caratterizzata da spiccati fenomeni carsici che fanno si che il territorio risulti molto scarso di acque superficiali. I pochi progni esistenti sono infatti quasi sempre in secca il quanto lacqua scorre in subalveo per riemergere nellalta pianura veronese (fascia delle risorgive). La fascia dellalta pianura occupata invece da coltivazioni di vite e di alberi da frutto (in primis ciliegio), questi ultimi soprattutto nel settore orientale (Val dAlpone). E questa unarea fortemente antropizzata con bassa vocazione per la specie. 3.2. Delimitazione geografica dellUnit di gestione LUnit di gestione Lessinia comprende tutti i Comprensori alpini (n. 14) inclusi dal Piano faunistico venatorio nella macroarea Lessinia (distinta dalla macroarea Baldo dal Piano faunistico venatorio provinciale), nonch da una parte, corrispondente alla fascia pedemontana (territori estranei alla Zona faunistica delle Alpi), dellAmbito territoriale di caccia n. 1 del Garda (parte del comune di Verona, Negrar, SantAmbrogio di Valpolicella, Marano di Valpolicella e San Pietro Incariano) e dellAmbito territoriale di caccia n. 2 dei Colli (comuni di Grezzana, Tregnago, San Giovanni Ilarione, parte di San Mauro di Saline, Vestenanova, Mezzane di Sotto, Illasi, Cazzano di Tramigna, Montecchia di Crosara, Ronc, Soave, Monteforte dAlpone, Lavagno e San Martino Buon Albergo). L'Unit di gestione proposta corrisponde a quella istituita nelle due precedenti stagioni venatorie. LUnit di gestione Lessinia comprende pertanto:

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1. Parco naturale regionale della Lessinia, estraneo alla gestione venatoria (caccia e controllo) ma comunque ricompreso nella macrozona Lessinia dal punto di vista geografico. In quanto parco naturale viene comunque escluso dallUnit di gestione Lessinia; 2. Zona faunistica delle Alpi comprendente dei seguenti 14 Comprensori alpini (o parti di essi) e delimitata inferiormente dal Piano faunistico venatorio regionale 2007-2012: Dolc, SantAmbrogio di Valpolicella, SantAnna dAlfaedo, Erbezzo Bosco Chiesanuova, Rover Veronese, Selva di Progno, Velo Veronese, Fumane, Negrar, Cerro Veronese, Marano di Valpolicella, Badia Calavena, San Mauro di Saline. La s.a.s.p. complessiva (considerando che i confini dei Comprensori non corrispondono sempre a quelli comunali) risulta pari a: 30.177 ha; 3. fascia pedemontana (come individuata dalla Regione Veneto e integrata con la presente proposta) rappresentata ai seguenti comuni o parte di essi Marano di Valpolicella, Negrar, Verona, Grezzana, Tregnago, Vestenanova (fascia montana), San Giovanni Ilarione, San Mauro di Saline, Mezzane di Sotto, Cazzano di Tramigna, Montecchia di Crosara, Ronc. Il limite superiore rappresentato dalla linea della Zona Alpi mentre quello inferiore, procedendo da ovest verso est, dal confine inferiore dei Comprensori alpini di SantAmbrogio di Valpolicella e di Fumane, dal confine superiore del comune di San Pietro Incariano, dalla strada statale n. 12 per quanto riguarda il comune di Verona, dal confine inferiore dei comuni di Mezzane di Sotto, Tregnago, Cazzano di Tramigna e Montecchia di Crosara. La s.a.s.p.complessiva di questa fascia pari a circa 30.700 ha; 4. fascia dellalta pianura: a valle della fascia pedemontana esclusivamente nel settore orientale della Provincia (ad est di Verona) dal limite inferiore della fascia pedemontana alla strada statale n. 11. Tale area non rientra nel buffer di 3 km dal limite inferiore della fascia pedemontana previsto dalla deliberazione regionale n. 2088/2010. La s.a.s.p. complessiva di questa area pari a circa 8.400 ha, ancorch la sua quasi totalit non risulti vocata al cinghiale. Qui di seguito vengono riassunti i dati relativi alle superfici totali dei singoli comuni interessati e agro-silvo-pastorali. Superficie ha Fascia pedemontan a Fascia alta pianura

COMUNE

s.a.s.p. ha

Zona Alpi

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Dolc S. Anna dAlfaedo S. Ambrogio V.lla San Pietro Incariano Erbezzo Bosco Chiesanuova Selva di Progno Velo Veronese Cerro Veronese Rover Veronese Fumane San Mauro di Saline Marano di Valp. Badia Calavena Negrar Verona Grezzana Tregnago Vestenanova San Giovanni Ilarione S. M. Buon Albergo Illasi Colognola ai Colli Montec. di Corsara Mezzane di Sotto Cazzano di Tramigna Ronc Lavagno Soave Monteforte dAlpone

3086 4365 2350 2025 3186 6471 4121 1907 1017 4633 3428 1111 1863 2687 4039 19908 4963 3743 2393 2432 3486 2504 2083 2106 1959 1227 1824 1464 2267 2040

2267 3667 1770 1427 3071 3490 3471 1602 747 2523 3126 1026 1739 2059 3638 9570 4502 2679 1640 2130 2928 2112 1608 1544 1773 1108 1670 1100 1797 1728

X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X

X X

X X X X X X X X X

3.3. Istituti di protezione e privati presenti La parte superiore dei Lessini, confinante con le province di Trento e di Vicenza, interessata dal Parco naturale regionale della Lessinia che, per quanto riguarda la provincia di Verona, si estende per una superficie di 10.201,00 ettari sui comuni di Bosco Chiesanuova, Erbezzo, Dolc, Fumane, Grezzana, Marano di Valpolicella, Ronc, Rover Veronese, San Giovanni Ilarione, Velo Veronese, Selva di Progno e Vestenanova. Da rilevare il fatto che il parco risulta costituito da un corpo unico situato nella parte superiore

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dei comuni di Dolc, SantAnna dAlfaedo, Erbezzo, Bosco Chiesanuova e Selva di Progno, che si prolunga nella parte superiore dei relativi vaj, e da una serie di zone sparse sul territorio dellalta e media Lessinia (vedesi cartografia allegata) di interesse naturalistico e/o geologico. Appartengono al Parco isole di diversa estensione, individuate come aree da sottoporre a regime di protezione per la presenza di emergenze naturalistiche e paesaggistiche di elevato valore. LUnit di gestione inoltre caratterizzata dalla presenza di n. 2 foreste demaniali, entrambe in Vallagarina nel comune di Dolc e di n. 13 zone di ripopolamento e cattura, di cui comunque solo 6 collocate nella fascia montana e pedemontana (comuni di Grezzana, Badia Calavena e Tregnago); tutte le altre infatti si trovano nel fondovalle, comunque al di sopra della strada statale n. 11. Da segnalare inoltre lesistenza, allinterno dellUnit di gestione Lessinia, di n. 2 oasi (vajo Galina-Torricelle nel comune di Verona e Musella nel comune di San Martino Buon Albergo). Nel Comprensorio alpino di Bosco Chiesanuova vi inoltre una azienda agro-turisticovenatoria; vi sono inoltre 3aziende faunistico venatorie, rispettivamente nei comuni di Tregnago/Illasi/Cazzano di Tramigna, di Verona (loc. Cancello-Trezzolano) e di Negrar. 3.4. Classificazione delle Aree di gestione Per quanto riguarda la Lessinia, a differenza del Baldo, si propone una gestione del cinghiale diversificata che preveda nelle zone superiori (al di sopra dei 900 m di altitudine) il solo prelievo in forma di controllo (Area B1), mentre alle quote inferiori a 900 m (limite superiore del fascia a castagno e roverella) il prelievo in forma di caccia associato al prelievo in forma di controllo da massimizzare durante il periodo primaverile-estivo con le tecniche di minor impatto, al fine di prevenire i danni alle colture agricole di maggior pregio o al fine del raggiungimento del piano di abbattimento assegnato (Area B2). Viene altres individuata unulteriore area, classificata Area A (obiettivo eradicazione) nelle zone di bassa collina e pianeggianti a valle dellArea B2, esclusivamente nel settore orientale della Provincia (ad est di Verona) dal limite inferiore della fascia pedemontana alla strada statale n. 11. Tale area non rientra nel buffer di 3 km dal limite inferiore della fascia pedemontana previsto dalla deliberazione regionale n. 2088/2010. In tale zona si rende necessaria leradicazione anche in ragione dellelevato grado di antropizzazione del territorio, ancorch trattasi di un territorio non propriamente vocato alla specie ma

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comunque potenzialmente frequentabili con i conseguenti problemi in ordine alla pubblica sicurezza (oltre che in ordine ai danni arrecabili alle colture agricole di pregio). Per quanto riguarda, invece, lalta Lessinia essa risulta interessata dalla presenza del Parco naturale regionale della Lessinia, ove leventuale gestione (controllo) del cinghiale dovr essere programmata dallente gestore. A tal proposito si evidenzia il fatto che la Provincia di Verona ha sollecitato il Parco ad intervenire nel controllo del cinghiale. Si ritiene di classificare la fascia superiore ai 900 m di altitudine quale Area B1 e non Area A in quanto appare assolutamente improbabile lobiettivo delleradicazione della specie in considerazione dellesistenza di rapporti di continuit con i territori sottostanti destinati alla gestione venatoria della specie: nello stesso tempo, tuttavia, si ritiene necessario intervenire in tale contesto con lattivit di controllo con lobiettivo di contenere al massimo la densit animale. Al di l della diversa classificazione resta il fatto che le metodiche adottate (controllo e non caccia) sono le stesse. Il fatto di aver inserito, infine, anche le zone collinari e di fondovalle interessate dallattivit agricola a vite, olivo e alberi da frutto (quote inferiori a 500 m), allinterno dellArea B2, motivato dalla necessit di evitare una frammentazione nella gestione della specie. Il territorio dei bassi Lessini non possiede infatti caratteristiche di omogeneit ma piuttosto risulta costituito da una variegata alternanza di colture arboree (vite, olivo, ciliegio, piante da frutto) inframmezzate da boschetti termofili, che costituiscono lambiente ottimale per il cinghiale, soprattutto durante i mesi invernali quando consentito il prelievo venatorio. Risulterebbe infatti tecnicamente impossibile distinguere le zone coltivate da quelle a bosco in quanto fra loro non esiste una separazione netta che consenta lindividuazione di aree ben distinte e di superficie tale da consentire una differenziazione della gestione del cinghiale.

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Fig. 2 Fasce altitudinali della Lessinia

La collocazione del limite tra la zona B1 e la zona B2 ad una quota altimetrica, rispetto che a un confine amministrativo o fisico, non determina alcun problema alla programmazione e controllo del prelievo venatorio in quanto comunque gli interventi, sia quelli allaspetto che con la girata, verranno autorizzati dallistituto di gestione pubblico o privato, che avr pertanto modo di valutare di volta in volta il possesso dei requisiti altitudinali stabiliti dal relativo piano di gestione del cinghiale. Il posizionamento del confine inferiore dellUnit di gestione con le strade statali n. 11 e 12, se da una parte consente linclusione nella zona interessata dal prelievo venatorio di porzioni di territorio di pianura (seppure in modo limitato) non propriamente vocate al cinghiale, dallaltra tuttavia consente di stabilire confini certi ed insindacabili. In tali aree comunque in caso di presenza occasionale di cinghiali si proceder con il loro prelievo in attivit di controllo (eradicazione) come stabilito dalla delibera regionale n. 2088/2010.

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Legenda: NERO = Parco della Lessinia, GRIGIO SCURO = Area B1, GRIGIO CHIARO Fig. 3 Suddivisione dellUnit di gestione nelle diverse Aree soggette a prelievo venatorio e/o caccia.

In sintesi si propone la seguente classificazione per lUnit di gestione Lessinia: 1. Area B1 controllo: aree situate a quote superiori a 900 m s.l.m. Comprensori e Comuni interessati: Dolc, Fumane, Bosco Chiesanuova, SantAnna dAlfaedo, Erbezzo, Rover Veronese, Velo Veronese, Selva di Progno. Larea B1 limitata superiormente dal confine del Parco naturale regionale della Lessinia, che si estende mediamente al di sopra dei 1.100-1.200 m s.l.m. Questarea costituisce una fascia cuscinetto dellestensione di qualche chiolometro nei confronti del Parco della Lessinia; 2. Area B2 prelievo venatorio e controllo: aree situate a quote inferiori a 900 m e con limite inferiore rappresentato dai seguenti confini: fiume Adige ad ovest, a sud, procedendo da ovest verso est, confine inferiore dei Comprensori alpini di SantAmbrogio di Valpolicella e di Fumane, confine inferiore dei Comuni amministrativi di Marano di Valpolicella e Negrar, strada statale n. 12 (comune di

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Verona), confine inferiore dei comuni di Mezzane di Sotto, Tregnago, Cazzano di Tramigna, Montecchia di Crosara, ad est confine con la provincia di Vicenza; 3. Area A - eradicazione: in cui la Provincia intende perseguire l'obiettivo di eradicazione della specie mediante attivit di controllo con le modalit dalla stessa stabilite e conformemente al parere dell'ISPRA. Ricadono in quest'area i territorio a valle dell'Area B2.

4. Piani di prelievo
4.1. Unita di gestione Baldo NellUnit gestionale Baldo lobiettivo gestionale rappresentato dalleradicazione del cinghiale in quanto la specie presente in modo occasionale e comunque non in alcun modo compatibile con il contesto ambientale e faunistico presente, analogamente che per le zone di pianura, ai sensi della deliberazione regionale n. 2088/2010. Ogni esemplare avvistato, a prescindere dal sesso e dalla classe det, dovr pertanto essere abbattuto in modo da evitare che la specie possa attecchire. Gli interventi interesseranno anche la fascia morenica che caratterizza il basso lago di Garda, ove recentemente stata segnalata la presenza del cinghiale, nonch soprattutto la Val dAdige, con particolare riferimento ai Comprensori di Rivoli Veronese e di Brentino Belluno. Gli abbattimenti, infine, potranno interessare in estate anche le zone alle quote maggiori ove occasionalmente viene segnalata la presenza di esemplari, spesso frutto di ibridazioni con maiali. 4.2. Unit di gestione Lessinia LUnit di gestione Lessinia prevede al suo interno la possibilit di praticare lesercizio venatorio al cinghiale, associato al controllo da svolgersi con lobiettivo della riduzione dei danni alle attivit agricole e allimpatto alle biocenosi presenti. LUnit stata suddivisa in 3 aree a diversa gestione: la prima, quella superiore (Area B1), si sviluppa al di sopra dei 900 m (850-900 m s.l.m.) sino al confine inferiore del Parco naturale regionale della Lessinia, limite superiore della fascia del castagno e della roverella, la seconda, ove possibile solo il controllo, la seconda, quella principale (Area B2), estesa fino al limite della fascia pedemontana (collinare) con quella dellalta pianura, ove consentita la caccia assieme al controllo, la terza area, di limitata estensione,

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interessa la fascia di pianura fino alla strada statale n. 11 (e autostrada A4 MilanoVenezia), quale limite fisico insormontabile per il cinghiale, ove possibile solo leradicazione. Va innanzitutto premessa la mancanza di dati di presenza della specie desunti da censimenti; la consistenza della specie nelle diverse aree infatti attualmente stimata sulla base della consistenza degli abbattimenti effettuati per unit di sforzo (le uscite tuttavia non sono equamente ripartite in quanto legate alla disponibilit degli operatori), dei danni stimati alle attivit agricole e dellincidenza dei sinistri stradali. Sono stati altres utilizzate le informazioni, in ordine alla presenza, consistenza e distribuzione del cinghiale sul territorio, fornite agli uffici dal personale del Corpo di Polizia provinciale, dai Comprensori alpini e A.T.C. interessati e da singoli cacciatori Sulla base di quanto sopra possibile stimare indicativamente le seguenti densit venatorie (in assenza di stime precise sulle attuali consistenza animali sono state utilizzate le stime di densit dello scorso anno). Il piano di gestione proposto, nelle more dell'approvazione del nuovo Piano faunistico-venatorio regionale prevista entro il 31 gennaio 2013, risulta uguale (sia in termini qualitativi che quantitativi) a quello previsto nelle due passate stagioni venatorie e che era stato strutturato sulla base delle indicazioni tecniche dell'I.S.P.R.A. Da rilevare il fatto che ad oggi non stato ancora organizzato il censimento di questa specie a livello di macroarea, mentre invece sono state effettuati conteggi in siti circoscritti in presenza di governe e utilizzando fototrappola. In ogni caso si segnala un incremento diffuso della specie, ritenendo pertanto le stime di densit indicate sicuramente inferiori alla situazione reale (soprattutto nell'Area B2). A titolo prudenziale, alla luce anche della difficolt di completare i piani assegnati (nella passata stagione stato abbattuto circa il 40% del contingente assegnato), tuttavia, vengono considerate, ai fini della programmazione del prelievo venatorio, le seguenti densit medie:

Area B1 quote comprese tra 900 e 1.100/1.200 m s.l.m.: densit bassa pari a 1-2 capi/100 ha; Area B2 quote inferiori a 900 m: densit media pari a 2-4 capi/100 ha (valore medio pari a 3 capi/100 ha). A titolo prudenziale, in assenza di censimenti, si ritenuto opportuno considerare un valore di densit piuttosto basso, bench localmente esso risulta maggiore e sicuramente non inferiore a 7-8 capi/100 ha.

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Considerando che lArea B1 ha uno sviluppo di circa 11.250 ha, rispetto ai circa 49.700 ha dellArea B possibile stimare una consistenza animale, suddivisa per zona, pari a: Area B1 (solo controllo): n. 112 225 capi; Area B2 (caccia e controllo): n. 1.000 2.000 capi. In relazione agli obiettivi gestionali stabiliti possibile stimare le seguenti % di prelievo:

75-80 %: area a gestione controllo (in essa bandito il prelievo venatorio); 40-70 %: area a gestione venatoria.

NellArea B1, in presenza di basse densit animali, ma nello stesso tempo in presenza di un territorio poco adatto alla specie (obiettivo: mantenimento di densit di popolazione al di sotto di una soglia di tolleranza, definita sulla base della dannosit), si ritiene di adottare un piano di abbattimento non inferiore al 70-80% della consistenza della popolazione. Da precisare che nell'Area B1 non consentito comunque il prelievo venatorio. Per quanto riguarda lArea B2 (ove sar consentito anche il prelievo venatorio, oltre che il controllo) viene previsto in particolare un piano in attivit di caccia pari al 40% della consistenza della popolazione, da incrementare, eventualmente, fino al 70% della consistenza stimata con il prelievo in controllo, nelle zone maggiormente interessate da danni alle attivit agricole, e comunque a seguito del monitoraggio della popolazione. Sulla base delle stime delle densit di cinghiali presenti si evincono pertanto i seguenti quantitativi di prelievo: Area B1: minimo n. 170 capi/anno Area B2: n. 800 capi/anno. Il contingente assegnato suddiviso per classi d'et con un prelievo a carico delle classi giovani (rossi e striati) pari al 50% del piano complessivo e il restante 50% a carico delle classi adulte (20% maschi e 30% femmine). Ricapitolando:

striati e rossi:(0-12 mesi): 50% del piano complessivo; adulti (>12 mesi): 50% del piano complessivo (20% maschi e 30% femmine). Area B1: non meno di 85 tra striati e rossi e non meno di 85 adulti (20% maschi e 30% femmine), per un totale di 170 capi;

Quindi:

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Area B2: n. 400 tra striati e rossi + n. 160 maschi + n. 240 femmine, per un totale di 800 capi.

Il contingente, distinto per sesso e classe det, verr successivamente ripartito tra i Comprensori, Ambiti territoriali di caccia n. 1 e 2 e aziende faunistico venatorie, in modo da mantenere le proporzioni tra classi di et e di sesso per ciascuna sub-unit gestionale. La ripartizione dei capi tra i vari istituti di gestione risulta indispensabile ai fini della programmazione, attuazione e monitoraggio del prelievo, sia esso nella forma della caccia che del controllo, che sono demandate agli stessi con il coordinamento provinciale. Per ogni capo abbattuto (sia nella forma del prelievo venatorio che del controllo) verranno rilevati i dati biologici e biometrici (sesso, et, peso), come da scheda allegata alla presente proposta, per la ricostruzione delle dinamiche di popolazione ai fini delle pianificazioni successive. Sar inoltre conservata la mandibola per la successiva valutazione della classe d'et.

5. Regolamentazione del prelievo


La deliberazione regionale n. 2088/2010 in ordine alla regolamentazione dellattivit venatoria, prevede quanto segue:

va fatta sulla base di piani di prelievo selettivi (adulti, subadulti/rossi, striati); periodo di caccia da calendario: dal 1 novembre al 31 gennaio; eventualmente possono essere autorizzati periodi diversi, ai sensi della normativa vigente in materia di prelievo selettivo degli ungulati, previo parere ISPRA;

metodi di caccia ammessi: vagantiva senza cane o allaspetto (da altana); vietata in ogni modo ogni forma di caccia collettiva (braccata o battuta), con leccezione della girata, eseguita in base a disposizioni regionali;

(.);

Per la stagione venatoria 2012/2013 viene riproposta la stessa regolamentazione applicata nelle due passate stagioni venatorie 2010/2011 e 2011/2012. Il prelievo venatorio verr effettuato nel seguente modo: 1. con il sistema dellaspetto da un'ora prima dell'alba ad un'ora dopo il tramonto (come per la caccia di selezione agli ungulati); 2. prelievo con il metodo della girata, attuata con un unico cane, portato al guinzaglio da un conduttore abilitato, nonch da un numero limitato di poste (fino

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ad un massimo di 12), collocate presso i punti di passaggio dei cinghiali. E' consentito l'utilizzo di un solo cane limiere appartenente alle razze comunemente utilizzate e specificatamente riconosciute dall'ENCI, ancorch non necessariamente ancora in possesso del relativo brevetto, in attesa di poter abilitare un numero sufficiente di cani. A partire dalla stagione 2013/2014 tutti i cani dovranno essere invece abilitati quali cani da limiere; 3. non si intende invece ricorrere all'utilizzo del metodo della cerca in quanto ritenuta troppo pericolosa per l'incolumit degli operatori impegnati e dei possibili fruitori del territorio interessato dagli interventi. Lassegnazione dei cinghiali da abbattere e le procedure di registrazione delle uscite e dei capi abbattuti saranno le medesime gi previste per la caccia di selezione agli ungulati, dove preponderante risulta il ruolo delle Riserve alpine, A.T.C. e concessionari di aziende faunistico venatorie nellorganizzazione e attuazione delle uscite (incluse quelle relative alla girata): agli stessi istituti (inclusi quelli privati) spetteranno i compiti della rendicontazione del prelievo. Per quanto riguarda l'attivit venatoria al cinghiale valgono le seguenti disposizioni: contingente prelavabile: il numero di capi prelevabili, distinto per sesso e classe d'et, stabilito dalla Provincia sulla base di piani di prelievo selettivi (adulti, rossi, striati) sottoposto a parere dell'I.S.P.R.A.; periodo di caccia: dal 1 novembre al 31 gennaio 2012; giornate di caccia: come da calendario venatorio regionale, integrato dalle direttive per il prelievo del cinghiale approvate dalla Provincia di Verona; orario di caccia: da un'ora prima del sorgere del sole ad unora dopo il tramonto ai sensi dellarticolo 18, comma 7, della legge n. 157/1992; metodi di caccia ammessi: allaspetto da appostamento e in girata. Sono vietate tutte le altre forme di prelievo, quali la cerca, la battuta e la braccata. Le disposizioni specifiche in ordine alle modalit di organizzazione (in capo agli AATTC, Comprensori alpini o AFV) e di svolgimento (con particolare riferimento all'assegnazione dei capi da abbattere, autorizzazione e registrazione delle uscite e dei capi abbattuti, analogamente che per il prelievo selettivo dei Cervidi e Bovidi, saranno quelle gi stabilite dalla Provincia di Verona con deliberazione della Giunta provinciale n. 183 del 13 ottobre 2011, allegata alla presente;

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soggetti titolati al prelievo: esclusivamente cacciatori in possesso della abilitazione alla caccia al cinghiale rilasciata dallAmministrazione provinciale a seguito di apposita formazione (corso di 18 ore minime) e del superamento della relativa prova desame, o da altre Amministrazioni, previo riconoscimento da parte della Provincia di Verona secondo criteri dalla stessa previsti, ammessi allesercizio venatorio a qualunque titolo (socio o ospite) nei Comprensori alpini, A.T.C. o Aziende faunistico venatorie ove viene praticato il prelievo. Nel caso della girata obbligatorio che sia il conduttore sia in possesso della relativa e specifica abilitazione riconosciuta dalla Provincia, nonch, ai fini di garantire la massima sicurezza durante le attivit, che sia assicurata una formazione specifica dei cacciatori alle poste. Per la stagione venatoria 2012/2013 in via eccezionale consentito l'utilizzo di un cane ancorch non ancora abilitato, purch appartenente alle razze comunemente utilizzate quale limiere e/o da traccia; anche nella passata stagione venatoria si resa necessaria tale deroga in quanto sull'intero territorio provinciale non vi era nessuno cane limiere ancora abilitato. Da rilevare comunque il fatto che, nel 2011 e nel 2012, sono stati abilitati un certo numero di cani, bench sicuramente non sufficiente a garantire una efficace gestione delle specie (sia ai fini venatori che di controllo). La stessa deroga stata prevista nel piano di controllo recentemente approvato; mezzi consentiti: quelli previsti dall'articolo 13 della legge n. 157/92. La Provincia, in relazione ai diversi metodi di caccia praticati, anche al fine di assicurare la massima sicurezza degli operatori e non, pu stabilire specifiche disposizioni pi restrittive; ulteriori disposizioni: ogni capo abbattuto con la tecnica dell'aspetto va segnato sul tesserino venatorio nell'apposito spazio. La segnatura dei capi abbattuti nellambito delle girate viene fatta sul tesserino di chi ha materialmente abbattuto il capo, oltre che sulla scheda di girata che andr compilata secondo le direttive provinciali. Per ogni capo abbattuto dovranno essere altres rilevati i principali dati biologici e biometrici su apposita scheda e secondo le disposizioni di cui alle direttive provinciali, per la ricostruzione delle dinamiche di popolazione ai fini della pianificazione successiva. Risulta inoltre obbligatoria la preparazione delle mandibole per la successiva valutazione dell'et da parte della Provincia (pratica questa gi attivata nella passata stagione venatoria). Gli istituti pubblici e privati

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(Aziende faunistico-venatorie) di gestione faunistico-venatoria attuano il prelievo venatorio secondo le stesse modalit degli istituti venatori pubblici. Ulteriori e specifiche disposizioni, anche con riferimento alla sicurezza, verranno stabilite dalla Provincia con apposito provvedimento (vedesi deliberazione della Giunta provinciale n. 183/2011 con la quale sono state approvate le direttive per il prelievo venatorio del cinghiale, valevoli anche per la prossima stagione venatoria).

6. Trattamento e destinazione delle carcasse


Il trattamento delle carcasse di cinghiale deve obbedire alle disposizioni di cui alle DGR n. 2560 del 16 settembre 2008 e n. 2305 del 28 luglio 2009 relative ai controlli sanitari per le carni di selvaggina selvatica abbattuta (ivi compresi i controlli per la ricerca delle Trichine). Per quanto concerne la destinazione delle carcasse, i capi prelevati nell'ambito dei piani di controllo appartengono all'Amministrazione provinciale di Verona, che ne dispone (vendita) previo invio al Centro di lavorazione della selvaggina per essere sottoposte ad ispezione sanitaria con le modalit previste dal Regolamento (CE) 854/2004 e, se riconosciute sane, sottoposte a bollatura sanitaria ai sensi della DGR 2305/2009. I capi prelevati nellambito dellattivit venatoria appartengono a chi li ha cacciati, che pu disporne quanto segue: autoconsumo, senza lobbligo di conferimento ad un centro di lavorazione; cessione (di un solo capo/anno) a terzi, senza obbligo di passaggio per un centro di lavorazione autorizzato (ma obbligatorio il controllo trichinoscopico); cessione anche a titolo oneroso (vendita) a terzi, previo controllo in un centro di lavorazione autorizzato.