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SUBCONSCIO E SUPER-IO
5-77 Il subconscio rappresenta i nove decimi della nostra identit, cio la parte pi grande di noi stessi. Possiamo paragonarlo a un vecchio un po' pigro che non vuole esser disturbato. Il vecchio signore legge il giornale, fuma forse la pipa, coi piedi nelle pantofole. E' stanco di rumore, di agitazione; anni di esperienza gli hanno insegnato a proteggersi da tutte le interruzioni e distrazioni superflue. Il subconscio, come un vecchio un po' sordo, non sente, quando lo si chiama per la prima volta. La seconda volta fa il sordo perch non vuol sentire, perch non vuol essere disturbato. La terza, si irrita perch l'intruso gli d fastidio, mentre avrebbe voglia di leggere i risultati delle corse, e rifiuta ogni sforzo. Insistete, ripetete la vostra fede e finalmente il 'vecchio' sussulter e, allorch la vostra affermazione sar radicata nel vostro subconscio, avrete la fede automatica. In Oriente, ci sono i mantra. Una persona ripete un certo testo, il mantra, instancabilmente. Pu essere che la persona non capisca neppure quel che dice letteralmente il mantra! Poco importa, perch i fondatori di quella religione hanno composto i testi in modo tale che le vibrazioni provocate dalla ripetizione del mantra inseriscano nel subconscio la cosa desiderata. Ben presto, bench la persona non capisca quel che ripete, il mantra diventa parte integrante del suo subconscio, e la fede diventa automatica. Se ripetete delle preghiere, finirete per crederci. Si tratta di obbligare il vostro subconscio a capire e a cooperare e, una volta che avrete la fede, non dovrete pi preoccuparvi, perch il vostro subconscio vi ricorder che voi avete fede, come pure che potrete fare certe cose. Ripetetevi senza posa che avete visto un'aura, che diventerete capace di telepatia, che potrete fare una cosa o l'altra, a seconda dei vostri desideri. Col tempo, lo potrete realmente. 5-140 Esamineremo ora da vicino il nostro vecchio amico, il subconscio, perch i rapporti fra lo spirito cosciente e il subconscio permettono di spiegare l'ipnotismo. In realt siamo due esseri in uno solo. La prima di queste entit una piccola persona che rappresenta solo un nono del tutto, una piccola persona attiva che ama immischiarsi di tutto, controllare e regolare. La seconda entit, il subconscio, pu esser paragonata a un gentile gigante incapace di ragionare, perch, se il cosciente dotato di ragione e di logica, ma non di memoria, il subconscio, illogico, la trappola della memoria. Tutti gli avvenimenti dell'esistenza, anche quelli avvenuti prima della nascita, sono registrati e conservati dal subconscio e, sotto alcune forme di ipnosi, questi ricordi possono essere estirpati per essere esaminati da altri. Lo spirito cosciente dotato di ragione (e pu anche ragionare in maniera falsa!) ed capace di una certa forma di logica, ma non ha memoria. Pu invece stimolare il subconscio, affinch quest'ultimo gli porti le informazioni classificate nelle cellule della memoria. Fra il cosciente e il subconscio si profila ci che si potrebbe chiamare uno schermo, che blocca le informazioni portate al cosciente. Questo significa che lo spirito cosciente non pu frugare a suo piacere nel subconscio e questa una fortuna, perch l'uno rischierebbe di contaminare l'altro. E' evidente che, se la memoria si associasse alla ragione, alcune faccette di informazioni sarebbero deformate, perch il subconscio, se fosse capace di ragionare, potrebbe, oso dirlo, alzare le spalle e brontolare: "E' grottesco! Non possibile! Non devo aver capito i fatti, e bisogna che modifichi e sistemi un poco gli schedari della mia memoria". Per evitare ci, il subconscio non ha razionalit, e il cosciente non ha memoria. 5-141 Dobbiamo ricordarci queste due regole: l. Lo spirito subconscio non dotato di razionalit, e di conseguenza non pu che reagire ai suggerimenti che gli vengono dati. Non pu far altro che conservare nella memoria tutto ci che ascolta o che vede, che sia vero o falso, perch incapace di decidere della veridicit o della falsit di quell'informazione. 2. Lo spirito cosciente pu concentrarsi solo su un'idea alla volta. Riceviamo ad ogni istante impressioni, ci formiamo opinioni, vediamo cose, ascoltiamo, tocchiamo e, se il

subconscio non fosse protetto, registrerebbe tutto senza discernimento e la nostra memoria sarebbe invasa da informazioni futili, inutili e spesso erronee. Lo schermo che separa il cosciente dal subcosciente serve allora da setaccio, e non lascia filtrare che i problemi gi presi in considerazione dal cosciente, per farli passare al subconscio, che li registra e li classifica. Lo spirito cosciente, essendo capace di considerare solo un pensiero, un problema per volta, sceglie quello che gli sembra pi importante, lo esamina, lo accetta o lo rifiuta secondo quel che gli detta la ragione o la logica. 5-117 Se vogliamo progredire, dobbiamo coltivare la regolarit di umore, equilibrare le nostre emozioni in modo tale da non esser mai troppo entusiasti n troppo depressi. Dobbiamo assicurarci che le nostre onde cerebrali non abbiano n cime acute n valli profonde. Il corpo umano destinato a funzionare in un certo modo. Gli urti ai quali lo sottomette la civilt moderna non possono fargli che male. 5-154 Il lavoro una forma di disciplina, di esercizio. Come abbiamo gi fatto osservare, la disciplina indispensabile, essa d forza agli eserciti, essa forma buoni cittadini, e fa un uomo di un mascalzone che, senza disciplina, non penserebbe ad altro che a far sciocchezze. Nei monasteri dei lama, al contrario, la regola vuole che tutti lavorino e non era cosa rara, prima dell'invasione comunista, vedere un gran priore strofinare il pavimento, o portar via la spazzatura deposta dai novizi. Questo aveva per fine di insegnare al priore che sulla Terra le cose sono temporali, e che il mendicante di oggi pu essere il principe di domani, cos come il re di oggi pu essere il poveraccio di domani. Il lavoro, di qualunque natura, sia manuale o intellettuale, sempre nobilitante, e non mai degradante, mai avvilente, quando compiuto con motivi puri, e con l'intenzione di 'servire', cio di render servizio agli altri. 2-142 In Cina i funerali vengono veramente presi molto sul serio. Era considerato della massima importanza avere il giusto numero di necrofori a seconda della posizione sociale del defunto. A me sembrava tutta una cosa sciocca, perch sapevo bene che, una volta che lo spirito ha lasciato il corpo, non importa assolutamente nulla di ci che accade al corpo. Noi nel Tibet non facevamo complimenti per i nostri corpi fuori uso; li facevamo semplicemente raccogliere dagli Smembratori di Cadaveri, i quali li facevano a pezzi e li davano in pasto agli uccelli. 1-94 Per noi il corpo era semplicemente un involucro, animato dal pi grande Io, il Super-Io, che predomina nel sonno o allorch si abbandona questa vita. Noi riteniamo che l'uomo sia posto nel corpo fisico, debole e imperfetto, per poter imparare e progredire. Durante il sonno, l'uomo ritorna a un diverso piano di esistenza. Si corica per riposare e lo spirito si libera dal corpo e scivola via, allorch giunge il sonno. Lo spirito rimane in contatto con il corpo mediante una 'corda d'argento', che esiste fino al momento della morte. I sogni che si fanno sono esperienze vissute sul piano spirituale del sonno. Quando lo spirito ritorna nel corpo, lo choc del risveglio deforma il ricordo del sogno, a meno che non si sia stati particolarmente addestrati, ragione per cui il 'sogno' pu sembrare estremamente improbabile a chi desto. 2-82 Non occorre avere paura della morte. Non bisogna avere paura del passaggio da questa vita in quella Superiore. Non c' necessit di temere l'inferno, perch un posto del genere non esiste, non esiste una cosa come il Giorno del Giudizio. L'uomo giudica se stesso, e non c' giudice pi severo dell'uomo riguardo alle proprie debolezze, alla propria fiacchezza, quando lascia l'esistenza terrena, quando i veli dei falsi valori gli cadono dagli occhi e quando riesce a scorgere la Verit. Tutti voi che temete la morte, ve lo dice uno che ha oltrepassato la soglia della morte ed tornato. Non c' niente di spaventoso. Non c' Giorno del Giudizio, tranne quello che emettete voi stessi. Non c' inferno. Chiunque, a prescindere da chi sia e da che cosa abbia fatto, ha una possibilit. Nessuno viene mai distrutto. Nessuno mai tanto malvagio che gli si neghi un'altra possibilit. Noi temiamo la morte degli altri, in quanto essa

ci sottrae la loro amata compagnia, in quanto siamo egoisti e abbiamo paura della nostra stessa morte, poich un viaggio nell'Ignoto e temiamo quello che non comprendiamo, quello che non conosciamo. No, la morte non esiste, esiste soltanto la nascita in un'Esistenza Superiore. Fin dal sorgere di tutte le religioni si insegnava questo: la morte non esiste, esiste soltanto la nascita in un'Esistenza Superiore. Attraverso innumerevoli generazioni di sacerdoti il vero insegnamento si modificato, si corrotto, fino al punto che essi minacciano con la paura, con lo zolfo e con le chiacchiere sull'inferno. Fanno tutto questo per aumentare il proprio potere, dicendo: "Noi siamo i sacerdoti e possediamo le chiavi del paradiso. Ubbiditeci altrimenti andrete all'inferno". Ma io ho varcato la soglia della morte e sono tornato, come hanno fatto molti lama. Noi conosciamo la verit. Noi sappiamo che c' sempre speranza. Non importa ci che uno abbia commesso, non importa quanto si senta colpevole, si deve sempre lottare perch c' sempre speranza. 1-131 I tibetani che hanno studiato i veri insegnamenti del Buddha non chiedono mai, nelle loro preghiere, commiserazione o grazie; chiedono soltanto di poter avere giustizia dall'uomo. Un Essere Supremo, in quanto essenza della giustizia, non pu dimostrarsi pietoso con l'uno e non con l'altro, poich ci equivarrebbe a una negazione della giustizia. Noi siamo spiriti immortali. La nostra preghiera: "Om mani pad-me Hum!" viene spesso tradotta letteralmente "Salute al Gioiello nel Loto". Noi che abbiamo studiato un po' pi in profondit, sappiamo come il suo vero significato sia: "Salute al Super-Io dell'Uomo". La morte non esiste. Come ci si spoglia dei propri abiti al termine della giornata, cos l'anima si spoglia del corpo, quando quest'ultimo dorme. Come gli abiti vengono gettati via quando sono troppo logori, cos l'anima rinuncia al corpo quando quest'ultimo consumato o lacero. La morte nascita. Morire semplicemente l'atto di nascere su un altro piano dell'esistenza. L'uomo, o lo spirito dell'uomo, eterno. Il corpo solo la veste temporanea che avvolge lo spirito e che viene prescelta a seconda del compito cui si destinati sulla Terra. Le apparenze esteriori non contano; conta l'anima interiore. Un grande profeta pu scendere sulla Terra sotto le spoglie di un povero - come si pu meglio giudicare la carit dell'uomo con l'uomo! - mentre chi ha peccato in una vita precedente pu rinascere ricco, e ci per accertare se commetter errori anche quando non sar trascinato a ci dalla miseria. 'La ruota della vita', cos noi chiamiamo il nascere, il vivere in qualche mondo, il morire, il tornare allo stato di spirito e, con il tempo, il rinascere in circostanze e condizioni diverse. Un uomo pu molto soffrire in una delle sue esistenze, ma ci non significa necessariamente che abbia peccato in una vita precedente; pu darsi che questo sia il migliore e il pi rapido modo di imparare determinate cose. L'esperienza pratica un insegnamento migliore del sentito dire! Chi si toglie la vita pu rinascere per vivere gli anni sottratti all'esistenza precedente, ma non ne consegue che tutti coloro i quali muoiono giovani o da bambini si siano uccisi. La ruota della vita vale per tutti, mendicanti e re, uomini e donne, gente di colore e bianchi. La Ruota non che un simbolo, naturalmente, ma un simbolo tale da chiarire le cose a coloro che non hanno il tempo di dedicare lunghi studi all'argomento. Non possibile spiegare la religione tibetana in uno o due paragrafi; il Katigyur - o le Scritture tibetane - composto da oltre cento volumi e anche in essi il problema non completamente trattato. Esistono molti libri nascosti in remote lamaserie e visibili solo agli iniziati. 1-78 Era questa la ragione per la quale mi ero reincarnato, anche se in quel momento non ricordavo pi quali fossero le cose che dovevo nuovamente imparare. Noi tibetani crediamo fermamente nella reincarnazione. Riteniamo che l'individuo, una volta raggiunto un determinato stadio progredito dell'evoluzione, possa scegliere se portarsi su un altro piano dell'esistenza, o fare ritorno sulla Terra per imparare di pi o essere di aiuto agli altri. Pu accadere che un uomo savio abbia avuto una determinata missione nella vita, ma sia morto prima di poter completare la propria opera. In tal caso, cos crediamo, pu tornare sulla Terra per portare a termine il suo compito, purch il risultato sia di beneficio agli altri. Solo nel caso di pochissime persone era possibile ricostruire le incarnazioni precedenti; dovevano esservi determinati segni e lo

impedivano il costo e il tempo necessari. Coloro che, come me, possedevano questi segni, venivano denominati 'Incarnazioni Viventi' o 'Incarnati'. Da giovani - come era accaduto a me - venivano assoggettati al trattamento pi severo che si potesse concepire, ma erano poi fatti oggetto di reverenza nell'et adulta. 1-164 (Quando si ha un caso di possibile reincarnazione riconoscibile, nel corpo di un bambino) Pu darsi che un gruppo di lama riesca a riconoscerlo (come accadde nel mio caso) e, in tale eventualit, saranno disponibili alcuni oggetti da lui posseduti nell'altra vita. Questi oggetti, insieme ad altri dall'aspetto identico, vengono mostrati al ragazzo, ed egli deve riconoscere tutti quelli, magari anche nove, che gli appartenevano nella precedente esistenza. Dovrebbe essere in grado di far ci sin dall'et di tre anni. Si ritiene che a tre anni il bambino sia troppo giovane per poter essere influenzato dalla descrizione degli oggetti che gli stata fatta dai genitori. Se il bambino ancor pi piccolo, tanto meglio. In realt, se anche i genitori tentano di suggerirgli come deve comportarsi, la cosa non ha alcuna importanza. Essi non sono presenti al momento della scelta, il bambino deve scegliere anche nove oggetti su trenta. Bastano due errori a far s che la prova venga considerata fallita. Se il bambino riesce, viene allevato allora come incarnato e la sua educazione viene accelerata. Quando compie sette anni, si leggono le predizioni sul suo avvenire e, a quell'et, lo si ritiene perfettamente in grado di capire ci che viene detto e sottinteso. Basandomi sulla mia esperienza, posso affermare che capisce senz'altro! 2-43 Una cosa che non ho mai toccato, nonostante tutte le esortazioni di coloro che non conoscono il Tibet, sono i liquori che ubriacano. Mai, in senso assoluto. Nella nostra fede, non esiste cosa peggiore di queste bevande inebrianti, nulla di peggio dell'ubriachezza. La consideriamo il peccato pi depravato di tutti, dato che, quando il corpo gonfio per eccesso di alcol, il veicolo astrale - la parte pi spirituale di ciascuno - viene scacciato dal corpo fisico e lo deve abbandonare alla merc di qualsiasi entit che si aggira in cerca di preda. Questa non l'unica forma di esistenza; il corpo fisico semplicemente una particolare manifestazione, quella pi bassa, e pi si beve pi si nuoce al corpo su altri piani dell'esistenza. Si sa bene che gli ubriaconi vedono 'elefanti rosa' e cose strane che non trovano riscontro nel mondo fisico. Noi crediamo che si tratti di manifestazioni di qualche entit diabolica che cerca di arrecare danno al corpo fisico. 5-94 Diciamo, per esempio, che un ciclo di esistenza umana di 72.000 anni. Durante questo ciclo, la persona ritorna continuamente, rinasce in nuovi modi, in corpi differenti. Questi 72.000 anni rappresentano dunque la durata della nostra 'frequenza scolastica'. 5-133 Possiamo chiederci perch veniamo su questa Terra se per morire, ma il motivo semplice; la morte ci innalza, la sofferenza ci innalza, a condizione che essa non sia troppo viva, ed bene ricordarsi che, nella maggior parte dei casi (naturalmente vi sono eccezioni), nessun essere deve subire sofferenze pi grandi di quante sono richieste per il suo miglioramento spirituale. 5-104 Le sole cose che importano sono quelle che apprendiamo; porteremo con noi il sapere che avremo acquisito durante il nostro soggiorno sulla Terra e abbandoneremo il nostro patrimonio, se ne abbiamo uno, in mano di altri, che lo dilapideranno. Dovremo, di conseguenza, concentrare il nostro spirito e portare tutti i nostri sforzi sulle sole cose che ci appartengano in proprio, realmente, ... le cognizioni. 5-70 mai nessun uomo ha potuto portar con s un centesimo, una spilla o un fiammifero bruciato oltre il Fiume della Morte. Tutto ci che possiamo portar con noi la somma delle nostre conoscenze, la nostra esperienza, buona o cattiva, generosa o avara, che saranno distillate perch non ne rimanga pi che l'essenza. E l'uomo che ha vissuto per se stesso sulla Terra sar, nell'aldil, un povero spirito, anche se fu miliardario. In poche parole, non possiamo progredire, se non aiutiamo il nostro prossimo. non dimenticate che occorre 'donare per ricevere'. 5-135 "Regole di Buona Vita". Sono regole fondamentali, assolutamente indispensabili.

l. Fate agli altri ci che vorreste fosse fatto a voi stessi. 2.Non giudicate il vostro prossimo. 3.Siate puntuale in tutto ci che fate. 4.Non discutete di religione e non prendete in giro le credenze altrui. 5.Osservate con fedelt la vostra religione e date prova della pi perfetta tolleranza per le religioni altrui. 6.Astenetevi dal mischiarvi alla 'magia'. 7.Osservate l'astinenza, non prendete n alcol n droghe. 5-154 in nessun modo, e in nessun momento, dovete tentare di imporre le vostre opinioni e i vostri gusti agli altri. E' desolante constatare che i vegetariani e i naturisti tentano di imporre le loro opinioni, spesso estremiste, come se, per mezzo della violenza stessa dei loro argomenti, volessero convincere se stessi. E' profondamente cattivo usare la persuasione per obbligare una persona a cambiare strada. I vegetariani affermano che non dobbiamo sopprimere la vita. Presto detto, perch un cavolo un organismo vivente, e se strappiamo un cavolo dalla terra per mangiarlo, distruggiamo una vita che siamo incapaci di ricreare. Allora, ancora una volta, cerchiamo di esser ragionevoli, e mangiamo ci di cui il nostro corpo ha bisogno, cio la carne, poich l'uomo un animale carnivoro. Si pretende spesso che un buon buddista non mangi carne, ma si dimentica che la ragione semplice: non c' modo di comperarla! Il Buddismo la religione dei paesi estremamente sottosviluppati. Nel Tibet, per esempio, la carne un lusso che possono permettersi solo i pi ricchi tra i ricchi. Il popolo si nutre di legumi e di tsampa, e quei legumi stessi sono un lusso! I monaci vivono di tsampa, non mangiano altro, ma, perch questa brodaglia sembrasse migliore, i fondatori della religione hanno decretato che era un peccato mangiar carne. Cos il popolo, che non ha i mezzi di procurarsi la carne, si sente pi virtuoso in una forzata astinenza! A parere nostro, molte sciocchezze sono state scritte a questo proposito. Al mangiatore di carne piace il suo arrosto o la sua cotoletta; libero lui. Se piace al vegetariano sgranocchiare un gambo di sedano, libero di farlo, a condizione che non cerchi di imporre il suo punto di vista agli altri. Se vi si domanda la vostra opinione, datela, ma non tentate di imporla a un altro; dopo aver dato la vostra opinione, non insistete e non parlatene pi, poich ignorate come l'altro abbia organizzato la sua vita. 5-125 Avete certo sentito parlare della 'legge del Karma'. Il sanscrito un linguaggio conosciuto dagli occultisti del mondo intero e, infatti, se uno si serve della parola 'karma', l'altro pensa immediatamente alla "legge di sottomissione alla concatenazione delle cause". Il karma non niente di misterioso, n di pauroso. un atto mentale o fisico che genera il bene e il male. Conoscete il vecchio proverbio: "Chi semina vento raccoglie tempesta". Significa proprio questo. Se seminate cattive azioni, raccoglierete un cattivo avvenire, in questa vita e nell'altra, o nella seguente, o in un'altra ancora. Se, nel corso della vostra vita, seminate il bene, se date prova di bont e di compassione verso gli infelici, allora, quando verr il vostro turno di essere infelice, qualcuno, da qualche parte, avr per voi bont e compassione. 5-128 Il karma dunque il processo attraverso il quale contraiamo debiti e li rimborsiamo. 5-127 Esistono persone esenti dalla legge del karma . Le pi alte entit (che chiamiamo 'Avatar') scendono sulla terra per compiere determinate missioni. Questo Avatar, o Essere Avanzato, verr spesso a vivere quaggi per dare un esempio di povert, per dimostrare come si debba esser pietosi, malgrado un'apparente immunit dalla sofferenza. Niente potrebbe esser pi falso di quest'immunit, perch l'Avatar, essendo di un'essenza pi pura, soffre ancor pi intensamente. L'Avatar non nato perch deve esistere, e non viene al mondo in modo da poter vivere il suo karma. Egli viene sulla Terra come un'anima incarnata, la sua nascita avviene per libera scelta; talvolta anche non nasce, ma adotta il corpo di qualcun altro. 5-128 Il Cristo non ha mai insegnato la sofferenza, la dannazione eterna. Il Cristo ripeteva che, se una persona si pentiva e voleva emendarsi, sarebbe stata salvata, e avrebbe avuto una nuova opportunit di riscattarsi, e poi ancora un'altra. L'uomo, la donna, il bambino, devono

pagare tutto sulla Terra; solo l'Avatar esente dalle leggi del karma. Di conseguenza, coloro che non sono Avatar farebbero bene a sorvegliarsi ed a condurre una buona vita per accorciare il loro soggiorno sulla Terra, poich ci sono delle possibilit di vita assai migliori su altri pianeti e altri livelli di esistenza. 5-43 E' stato provato che due oggetti non possono occupare il medesimo spazio. Questo esatto se si considerano dei mattoni, dei metalli, dei pezzi di legno, ma, se gli oggetti hanno vibrazioni differenti, o se lo spazio fra i loro atomi, i loro neutroni e i loro protoni abbastanza largo, un altro oggetto pu occupare con facilit quello spazio libero. 5-44 Il corpo umano, formato di molecole, contiene anche altri corpi sottili, spirituali, che chiamiamo corpi astrali. La loro composizione la stessa di quella del corpo fisico, nel senso che essi sono formati da molecole. Esse sono, per, molto meno dense, cosicch perfettamente possibile, per un corpo astrale, situarsi in un corpo fisico, senza che uno dei due occupi lo spazio necessario all'altro. Non possiamo qui entrare troppo in dettagli, accorrerebbero dei volumi, ma importante far osservare che esiste un certo numero di 'corpi spirituali'. In questo momento, ci occupiamo del corpo di carne e del corpo astrale. Nella nostra attuale forma di evoluzione, esistono nove corpi, ognuno dei quali legato all'altro dalla corda d'argento L'uomo , dunque, uno spirito rinchiuso provvisoriamente in un corpo di carne e ossa, per poter scoprire e vivere esperienze impossibili a uno spirito senza corpo. L'uomo carnale governato dal Super-Io. Alcuni preferiscono parlare d'anima, ma noi useremo il termine Super-Io, perch l'anima un'altra cosa, ed situata a un livello molto pi alto. Il Super-Io il controllore e il manovratore del corpo. Il cervello umano un relais, un centralino telefonico, un'officina perfettamente automatizzata, se preferite. Esso riceve i messaggi del Super-Io e trasforma i suoi comandamenti in azioni chimiche o fisiche che mantengono il meccanismo in stato di movimento (il corpo in vita), facendo funzionare i muscoli e il processo mentale. Rinvia anche al Super-Io i messaggi e le impressioni raccolte dal corpo. 1-229 Esistono tre corpi fondamentali: il corpo fisico, nel quale lo spirito pu imparare le dure lezioni della vita, il corpo etereo, o "corpo magnetico", formato da ciascuno di noi con le nostre lussurie, con i nostri desideri sfrenati e con le violente passioni di vario genere e infine il terzo corpo, quello spirituale, l'"anima immortale". Cos crede la nostra religione lamaistica; ma non necessariamente l'ortodossa religione buddistica. L'individuo, morendo, deve passare attraverso tre stadi: il suo corpo fisico va eliminato, il doppio etereo va dissolto, e lo spirito va aiutato a percorrere la via fino al mondo dello spirito. Anche gli antichi egiziani credevano nel doppio etereo, nelle guide dei morti e nel mondo dello spirito. Nel Tibet noi aiutavamo gli individui prima della morte. L'adepto non ha alcuna necessit di tale assistenza, ma l'uomo o la donna comuni, o i trappa (cio i novizi), debbono essere guidati lungo l'intera via. 1-227 (Quando si muore) a poco a poco lo spirito si ritrae e si esteriorizza fuori del corpo fisico. Lo spirito assume esattamente la stessa forma dei "veicolo" e appare in modo assai limpido al chiaroveggente. Nel momento della morte, il legame che unisce le entit fisica e spirituale (la "Corda d'Argento" della Bibbia) si assottiglia e si stacca, e lo spirito si allontana. La morte allora avvenuta. Ma avvenuta anche la nascita in una nuova vita, poich la "corda" simile al cordone ombelicale che viene tagliato per dare inizio all'esistenza indipendente di un neonato. Nel momento della morte il bagliore della forza vitale si estingue intorno al capo. Anche questo bagliore e visibile a un chiaroveggente, e la Bibbia cristiana lo denomina "la Coppa d'Oro". Non essendo io cristiano, la Bibbia non mi familiare, ma ritengo che contenga queste parole: "Affinch la Corda d'Argento non venga troncata e la Coppa d'Oro non vada in pezzi". Tre giorni, noi crediamo, sono il periodo di tempo necessario affinch un corpo muoia, affinch ogni attivit fisica cessi, e lo spirito - o anima, o Io - si liberi completamente dell'involucro materiale. Riteniamo che esista un "doppio" etereo, formatosi

durante la vita del corpo. Questo "doppio" pu divenire un fantasma. Probabilmente, accaduto a tutti di fissare una luce intensa, di distogliere lo sguardo e di continuare a vedere, in apparenza, la luce. Noi pensiamo che la vita sia elettricit, un campo di forza, e che il doppio etereo, il quale rimane dopo la morte, sia analogo alla luce che si continua a vedere dopo aver fissato un'intensa sorgente luminosa, vale a dire, in termini di elettricit, simile a un intenso campo magnetico residuo. Se il corpo ha valide ragioni per avvinghiarsi alla vita, si ha, allora, un intenso doppio etereo che d luogo a un fantasma e appare insistentemente negli ambienti a esso familiari. L'avaro pu essere talmente attaccato ai sacchetti del suo denaro, da concentrarsi esclusivamente su di essi. Morendo, con ogni probabilit, sar posseduto soltanto dal terrore per quanto concerne la sorte del denaro e pertanto, nel momento del trapasso, il suo doppio etereo diverr pi intenso. Il fortunato erede dei sacchetti colmi di denaro pu provare una certa inquietudine nelle ore piccole della notte. Pu avere l'impressione che il "vecchio tal dei tali" stia "dando di nuovo la caccia al suo denaro". S, ha ragione: il vecchio tal dei tali, o meglio il suo fantasma, , con ogni probabilit, molto irritato, non potendo afferrare le monete con le mani (immateriali)! 4-26 Signore!, dissi alla mia Guida quando fummo soli, perch questo il Mondo dellIllusione Mi guard, sorridendo. Ebbene, rispose, che cosa esiste realmente? Tu tocchi questo muro e il tuo dito viene fermato dalla pietra. Perci, secondo il tuo ragionamento, il muro una cosa solida, impenetrabile. Dalle finestre vedi le catene montuose dellHimalaya, salde come la spina dorsale della Terra. Eppure uno spettro, o tu stesso nella tua forma astrale, potete muovervi liberamente attraverso la roccia delle montagne, come nellaria. 4-27 Questo il Mondo dellIllusione disse la mia Guida ed per questo che chiediamo alle anime di ascoltarci, perch solo esse sono nel Mondo della Realt. Diciamo, come ben sai, 'Ascoltate le Voci delle nostre Anime', non diciamo 'Ascoltate le nostre Voci Fisiche'. Come ti spiegher pi tardi, le persone che non hanno raggiunto uno stadio devoluzione sufficiente devono, prima di tutto avere una fede che le sostenga, che faccia loro sentire di essere sotto la protezione di un Padre o di una Madre benevoli. Soltanto quando si raggiunto un grado devoluzione appropriato si pu accettare quello che sto per spiegarti. Noi siamo creature dello Spirito, disse siamo come delle cariche elettriche dotate dintelligenza. Questo mondo, questa vita, linferno, il luogo di prova dove il nostro Spirito viene purificato, per mezzo della sofferenza che ci costa limparare a controllare il nostro corpo materiale grossolano. Come una marionetta controllata da corde manipolate dal burattinaio, cos il nostro corpo materiale controllato dalle corde di una forza elettrica dal nostro Iosuperiore, il nostro Spirito. Un bravo burattinaio riesce a dare lillusione che le marionette di legno siano vive, che agiscano per loro volont propria. Nello stesso modo noi, fino a quando non veniamo a saperne di pi, pensiamo che il nostro corpo materiale sia lunica cosa che abbia importanza. Nellatmosfera della Terra, che tende a soffocare lo spirito, dimentichiamo lAnima che ci controlla veramente, pensiamo di agire per nostra libera volont e di dover rendere conto solo alla coscienza. Cos, Lobsang, abbiamo la prima Illusione, lillusione che la marionetta, il corpo materiale, sia lunico che conta. Signore! dissi dove sono i fili della mia forza elettrica? Non riesco a vedere niente, che mi colleghi allIo-superiore!. Si mise a ridere e mi rispose: Hai dimenticato la Corda dArgento, quel fascio di forza elettrica che collega te - come sei qui - con la tua anima? Veramente, Lobsang, tu sei nel Mondo dellIllusione!. Mi sentii arrossire. Naturalmente sapevo cosa fosse il Cordone dArgento, quel cordone di luce azzurrognola che collega il corpo materiale al corpo spirituale. Molte volte, durante i viaggi astrali, avevo visto il Cordone, che scintillava e pulsava di luce e di vita. Era come il cordone ombelicale che unisce la madre al neonato, soltanto che il bambino, che era il corpo fisico, non avrebbe potuto esistere neanche per un

momento, se il Cordone dArgento fosse stato reciso. Alzai lo sguardo, la mia Guida era pronta a continuare dopo linterruzione. Quando siamo nel mondo materiale, siamo portati a pensare che solo il mondo materiale sia importante. Questo uno dei meccanismi di sicurezza che lIo-superiore mette in atto: se ci ricordassimo del Mondo dello Spirito con la sua felicit riusciremmo a rimanere qui soltanto per uno sforzo di volont fortissimo. Se ci ricordassimo delle vite passate, quando, forse, siamo stati pi importanti che in questa vita, non avremmo lumilt necessaria ). 4-61 siamo come marionette, marionette, fatte di molecole vibranti circondate da una carica elettrica. Il nostro Io-superiore vibra a una velocit di molto superiore e ha una carica elettrica molto pi grande. Vi un preciso rapporto tra le due velocit di vibrazione. Il processo di comunicazione tra ognuno di noi sulla Terra e il suo Io-superiore, ovunque si trovi, pu essere paragonato al processo di trasmissione delle onde radio attraverso gli oceani e i continenti, per cui una persona che si trova in un paese pu comunicare con unaltra persona in un paese distante. Il nostro cervello assomiglia a un ricevitore radio, in quanto riceve i messaggi, gli ordini e le istruzioni dellIo-superiore ad alta frequenza e li trasforma in impulsi a bassa frequenza che controllano le nostre azioni. Il cervello il sistema elettromeccanico-chimico che ci rende utili sulla Terra. Delle reazioni chimiche, bloccando forse una parte del messaggio, fanno funzionare il nostro cervello in maniera imperfetta, perch raramente, sulla Terra, riceviamo il messaggio esatto trasmesso dallIo-superiore. La Mente ha una capacit dazione limitata, senza lapporto dellIo-superiore. La Mente riesce ad accettare certe responsabilit, a formare certe opinioni, e tenta di stabilire un collegamento tra le condizioni ideali dellIo-superiore e le difficili condizioni esistenti sulla Terra. 5-14 Il cervello non altro che un ricevitore dei messaggi del Super-Io, come pure un'emittente capace a sua volta di trasmettere dei messaggi al Super-Io, come se avesse imparato delle lezioni. Questi messaggi vengono emessi tramite la 'corda d'argento', cio una massa di molecole ad alta frequenza che vibrano e gravitano a gran velocit, per mettere in contatto il corpo umano col Super-Io. Il corpo che vive sulla Terra , in un certo senso, un veicolo teleguidato. Il Super-Io funziona da conducente. Noi siamo simili a quelle macchinette che un bambino fa avanzare, retrocedere e girare premendo un bottone, all'estremit di un filo; infatti il Super-Io, che non pu scendere sulla Terra, vi manda il suo corpo. Tutto ci che viviamo, tutto ci che facciamo o pensiamo, tutto ci che impariamo, viene inviato l sopra, per essere immagazzinato nella memoria del Super-Io. Gli esseri molto intelligenti, che sono 'ispirati', ricevono spesso un messaggio diretto - cosciente - del Super-Io, per mezzo della corda d'argento. Leonardo da Vinci fu uno di quelli che rimasero continuamente a contatto del Super-Io, e fu infatti un genio, in tutto ci che intraprese. I grandi artisti, i grandi musicisti, comunicano col loro Super-Io e compongono poi, per 'ispirazione', della musica o dei quadri che sono stati loro pi o meno dettati dalle Potenze che ci governano. La corda d'argento ci lega al nostro Super-Io come il cordone ombelicale lega il bambino alla madre. Questo cordone estremamente complesso, ma, paragonato alla corda d'argento, non che un pezzo di spago. La corda una massa di molecole che gravitano su frequenze molto alte e molto varie; essa intangibile e le sue molecole son troppo distanziate per poter esser viste dall'occhio umano. Molti animali le vedono le bestie possono vedere la corda d'argento e l'aura, perch esse vibrano a una frequenza che la vista degli animali pu percepire. Con un po' di esercizio, sarebbe facile, per un uomo, allargare il suo raggio di ricettivit, allo stesso modo come un essere debole pu, a forza di esercizi, riuscire a sollevare un peso che supera le sue normali capacit fisiche. La corda d'argento una massa di molecole, di vibrazioni assai simili a quelle della fascia d'onde che, rimbalzando sulla superficie del nostro satellite, ha permesso agli scienziati di misurare la distanza tra la Terra e la Luna. Con questo stesso sistema, il Super-Io comunica col corpo sulla Terra. Niente di ci che facciamo ignorato dal Super-Io. Gli individui, se sono sulla 'dritta via', si sforzano di spiritualizzarsi. Aspirando alla spiritualit, essi cercano di accrescere il loro tasso di vibrazioni sulla Terra e, per mezzo della

corda d'argento, di accrescere quelle del Super-Io. Il Super-Io fa scendere una parte di s nel corpo umano, per consentirgli di apprendere. Ogni buona azione accresce il nostro tasso di vibrazioni astrale e terrestre, ma se facciamo un torto a qualcuno, le nostre vibrazioni spirituali diminuiscono. Cosicch ogni cattiva azione ci fa scendere di uno scalino nella nostra evoluzione, come ogni buona azione ci fa progredire. Molta gente non riesce a capire perch incapace di comunicare coscientemente col suo Super-Io. Questo molto difficile, e richiede un lungo esercizio. 5-74 Se dormite su un problema, esso verr di nuovo sottoposto al vostro Super-Io, che molto pi comprensivo di voi, perch il Super-Io un entit immensa, che sta accanto al corpo umano. Se il vostro Super-Io, o anche semplicemente il vostro subconscio, ha la possibilit di studiare il problema e trova una soluzione, essa sar trasmessa al vostro cosciente, registrata dalla memoria, cosicch, al vostro risveglio, sarete stupefatto e incantato di aver le chiavi del problema, e la soluzione di ci che vi turbava. 3-125 "Nella maggior parte delle religioni si crede che ciascuna persona abbia un angelo custode o qualcuno che la sorvegli. Anche questo vero, ma l'angelo custode siamo noi stessi, l'alterego, l'alter-ego che si trova sulla parte opposta della vita. Pochissime persone possono vedere questo angelo, questo loro custode, mentre stanno sulla Terra, ma coloro che possono sono in grado di descriverlo dettagliatamente. Questo custode (dobbiamo dargli un nome, quindi chiamiamolo custode) non ha un corpo fisico, come lo abbiamo noi sulla Terra. Ha un'apparenza spettrale; a volte un chiaroveggente lo vedr come una scintillante figura azzurra, pi grande del normale e collegata con il corpo fisico da quella che nota come Corda d'Argento, quella Corda che palpita e luccica di vita, mentre trasmette messaggi dall'uno all'altro. Questo custode non possiede corpo, come quello esistente sulla Terra, eppure sempre in grado di compiere ci che il corpo terrestre pu fare, senza contare che esso pu fare molte pi cose ancora, che il corpo terrestre non riesce a fare. Per esempio, il custode pu recarsi in un baleno in qualsiasi parte del mondo. E' il custode che viaggia nella sfera astrale e ritrasmette al corpo attraverso la Corda d'Argento quanto occorre. Quando pregate, vi rivolgete a voi stessi, al vostro alter-ego, al vostro Super-Io. Se sapessimo esattamente come pregare, invieremmo quella preghiera attraverso la Corda d'Argento, perch la linea telefonica di cui ci serviamo davvero una specie di strumento molto difettoso, e noi dobbiamo ripeterci, allo scopo di assicurarci che il messaggio giunga a destinazione. Sicch, quando pregate, fatelo come parlereste tramite una linea interurbana molto distante, parlate con assoluta chiarezza e pensate effettivamente a quanto state dicendo. Il difetto, debbo aggiungere, sta qui con noi su questo mondo, sta con il corpo imperfetto che possediamo su questo mondo, la colpa non del nostro custode. Pregate usando un linguaggio semplice, assicurandovi che le vostre richieste siano sempre positive e mai negative. Avendo concepito che la vostra preghiera sia assolutamente positiva e assolutamente esente da qualsiasi eventualit di fraintendimento, ripetete quella preghiera almeno tre volte. Facciamo un esempio: supponendo che abbiate una persona che malata e che soffra, e che vogliate farci qualcosa; dovete pregare per il sollievo delle sofferenze di quella persona. Dovete pregare tre volte, ogni volta pronunciando esattamente la stessa cosa. Dovete raffigurarvi quella figura indistinta, quella figura inconsistente, che, di fatto, si reca nella casa dell'altra persona, seguendo il percorso che voi stessi seguireste, entrando nella casa, poggiando le mani su quella persona ed effettuando cos una guarigione. ripetete questo quante volte necessario e, se credete veramente, ci sar allora un miglioramento. Per quanto riguarda una guarigione completa, ebbene, se una persona subisce l'amputazione di una gamba, nessuna preghiera gliela restituir. Ma se una persona affetta da cancro o da una grave malattia, questa pu essere arrestata. E' logico che, minore la gravit del disturbo, pi facile effettuare la guarigione. Tutti sono a conoscenza dei documenti che parlano di guarigioni miracolose avutesi in tutto il corso della storia del mondo. Lourdes e molti altri luoghi sono celebri per le loro guarigioni, guarigioni che sono state compiute dall'alter-ego, dal custode della persona

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interessata, in concomitanza con la fama della localit. Per esempio, Lourdes nota in tutto il mondo come un luogo di guarigioni miracolose, perci la gente vi si reca avendo piena fiducia che sar guarita, e spesso quella fiducia viene trasmessa al custode di quella persona, motivo per cui una guarigione si effettua con estrema facilit. Alcuni sono convinti che sia un angelo o un santo, oppure qualche antica reliquia di un santo, a compiere la guarigione, mentre in realt ciascuno cura se stesso e, qualora un guaritore si metta in contatto con una persona malata con l'intento di guarirla, allora una guarigione viene effettuata soltanto attraverso il custode di quella persona malata. 3-127 Allora pregate, appartandovi nella vostra stanza riservata, ad esempio nella vostra camera da letto. Dovete mettervi nella posizione pi rilassata che riuscite a trovare, preferibilmente con i piedi uniti e le dita allacciate, non nel consueto atteggiamento della preghiera, bens con le dita concatenate. In quel modo mantenete e ampliate il circuito magnetico del corpo, mentre l'aura diviene pi forte e la Corda d'Argento in grado di trasmettere messaggi con maggior precisione. Allora, avendo assunto la posizione giusta e la giusta disposizione d'animo, dovete pregare. Poi, per qualche istante, rimanete nella vostra posizione rilassata e raffiguratevi voi stessi avvolti nella sagoma indistinta del vostro corpo. Ripeto, se credete, otterrete dei risultati. Permettete tuttavia che vi dia un avvertimento molto importante. In questo modo non potete accrescere le vostre ricchezze. Nelle scienze occulte esiste un'antichissima legge che impedisce a una persona di trarre profitto dalle preghiere per guadagno personale. Non potete farlo per voi stessi, a meno che non serva per aiutare gli altri e a meno che non siate sinceramente convinti che servir per aiutare gli altri. Io vi dico che, se usate il potere della preghiera nel modo giusto, senza pensare di approfittarne, senza pensare ad autoesaltarvi, allora voi avrete messo sotto controllo uno dei pi grandi poteri della Terra, una forza talmente grande che, nel caso in cui solo poche persone sincere si raccogliessero insieme e pregassero per la pace, allora la pace verrebbe, mentre le guerre e le intenzioni di fare le guerre sparirebbero. 5-131 Ma ci che viene chiamato 'morte' non permette pi alcuna comunicazione. Senza dubbio voi pensate che 'i morti' siano fuori dalla nostra portata. Come vi sbagliate! Noi siamo in grado di rivelarvi che esistono attualmente scienziati, nei vari rami scientifici del mondo, che lavorano per mettere a punto uno strumento che possa permetterei di comunicare con quelli che chiameremo, in mancanza di un vocabolo pi adatto, 'spiriti disincarnati'. Questo non un sogno, n una favola, ma un'informazione che ha cominciato a divulgarsi gi parecchi anni fa e, secondo i pi recenti rapporti scientifici, si pu sperare che la notizia venga presto resa di pubblico dominio e lo strumento sia messo a disposizione di tutti. (da quando stato scritto il libro, lo strumento rimasto, per caso, un'esclusiva dei servizi segreti e/o dei militari?) Dopo la morte del cervello, gli altri organi, privati dei comandi e delle direttive del cervello, cessano a loro volta di funzionare, e diventano simili a una macchina abbandonata dal suo conducente. Dopo circa tre giorni, il corpo astrale avr infine lasciato definitivamente il corpo fisico. La corda d'argento, che funziona in qualche modo da ancora con il corpo fisico, si avvizzisce, si dissecca, proprio come il cordone ombelicale di un bambino, dopo che stato tagliato per separare il bambino dalla madre. Per tre giorni, il corpo astrale rimane pi o meno in contatto col corpo fisico, che gi si decompone. 5-132 nel momento stesso della morte un chiaroveggente pu vedere un'ombra emergere dal veicolo fisico e galleggiare, come una bruma argentea, fino a venire ad allungarsi proprio al di sopra del morto. Durante i tre giorni che seguono, la corda d'argento, che lega i due corpi diventa scura, poi diventa nera nel punto dove penetra nel corpo fisico. Si ha allora l'impressione di vedere una polvere nera intorno a quella parte della corda. Essa si stacca, infine, e la forma astrale libera di elevarsi, per nascere alla sua vita nell'astrale. Ma, prima di tutto, deve contemplare il corpo nel quale abitava. Spesso, la forma astrale accompagna il carro funebre al cimitero e assiste al funerale. Non ne prova nessun dolore e non ne rimarr

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sconvolta, perch l'astrale, per una persona che non sia preparata, uno stato di choc. Il corpo astrale seguir allora la bara un po' come l'aquilone segue il ragazzo che ne tiene il filo. Ben presto, per, il filo si rompe; la corda d'argento - che non pi d'argento - ricade, e il corpo astrale infine libero di salire, di elevarsi e di prepararsi a una seconda morte. Questa seconda morte indolore, assolutamente indolore. Prima della seconda morte, la persona deve andare nella Sala della Memoria e vedere tutto ci che le accaduto durante la vita. Si viene giudicati da se stessi, e non c' giudice pi severo. Quando ci si vede spogliati di tutte le piccole vanit meschine, di tutti i falsi valori che ci erano cari sulla Terra, ci si accorge spesso che, malgrado tutti i denari che si son lasciati alle proprie spalle, malgrado i titoli e le posizioni importanti, non si era poi cos grandi, dopo tutto. Molto spesso il pi umile, il pi povero di denaro si giudica molto pi favorevolmente. Dopo esservi visto nella Sala della Memoria, passate in quella parte dell' 'altro mondo' che sembra pi adatta a voi. Credeteci, non andrete all'inferno, vi stiamo dicendo che l'inferno sulla terra, e che la nostra scuola! Se si piangono troppo coloro che son passati nell'aldil, si causano loro delle sofferenze, perch essi si sentono attratti a forza verso la Terra. 5-133 Consideriamo ora l'OM. Se siamo capaci di pronunciare le parole 'Om Mani Padme Hum' in un certo modo e di ripeterle per qualche minuto, possiamo scatenare una vibrazione di una forza fantastica. Ricordatevi, allora, che i nomi posseggono una grande potenza, e che coloro che sono passati nell'aldil non devono esser chiamati a casaccio, il loro nome non deve esser pronunciato nel dolore, perch con che diritto dobbiamo farli soffrire col nostro dispiacere? Hanno gi sofferto abbastanza! 3-65 All'esterno della caserma sostavano tre carri per il trasporto di truppe. Non ci crederete, ma quaranta soldati, e io con loro, ci ammassammo in uno di essi; i rimanenti si arrampicarono a bordo degli altri due veicoli e partimmo, sobbalzando pericolosamente lungo la strada che portava alla stazione. Stavamo talmente pigiati che a malapena riuscivo a respirare. L'autista del nostro carro sembrava ammattito, nel sorpassare di molto gli altri due. Guidava come se tutti i diavoli del comunismo gli fossero alle calcagna. Nella parte posteriore ondeggiavamo e venivamo sballottati, obbligati a stare tutti in piedi perch non c'era spazio per sederci. Carambolammo gi per la strada a velocit pazzesca, si ud lo stridio acuto dei freni schiacciati troppo bruscamente e il carro slitt di sbieco. Il fianco di fronte a me si squarci in una pioggia di scintille, nell'attimo in cui entravamo in collisione con un massiccio muro di pietra. Grida, urla e bestemmie, un vero e proprio mare di sangue, poi mi trovai a volare attraverso l'aria. Volai e riuscii a vedere sotto di me il carro fracassato, ormai in preda alla furia del fuoco. Una sensazione di caduta, uno schianto rovinoso e il buio. "Lobsang!" chiam una voce prediletta, la voce della mia Guida, il Lama Mingyar Dondup "Stai molto male, Lobsang, il tuo corpo ancora sulla Terra, ma sei qui con noi in un mondo al di l di quello astrale. Stiamo cercando di aiutarti, perch il tuo compito sulla Terra non finito". Mingyar Dondup? Assurdo! Era stato ucciso a tradimento dai comunisti quando stava tentando di negoziare un accomodamento pacifico nel Tibet. Avevo visto le spaventose ferite infertegli quando fu pugnalato alla schiena. Beninteso lo avevo incontrato diverse volte, da quando era partito per i Campi Celesti. La luce colp i miei occhi chiusi. Credetti di essere di nuovo di fronte a quella parete della Lubianka e che i soldati mi colpissero di nuovo in mezzo alle spalle con le canne dei loro fucili. Ma questa luce era diversa, non faceva male agli occhi; doveva essersi trattato di una associazione di idee, pensai stupidamente. "Lobsang, apri gli occhi e guardami!" La voce gentile della mia Guida mi riemp di calore e trasmise un brivido di piacere in tutto il mio essere. Aprii gli occhi e mi guardai intorno. Scorsi il Lama chino su di me. Aveva un aspetto migliore di quello che gli avevo mai visto sulla Terra. Il suo volto sembrava senza et, la sua aura presentava i colori pi puri, senza traccia delle passioni degli abitanti della Terra. La sua veste color zafferano era fatta di una materia che non apparteneva alla Terra, rifulgeva concretamente come se fosse pervasa di vita propria. Mi sorrise e disse:

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"Mio povero Lobsang, la crudelt dell'uomo verso i suoi simili nel tuo caso stata veramente esemplificata, poich tu sei sopravvissuto a ci che avrebbe ucciso chiunque altro svariate volte. Tu sei qui per riposarti, Lobsang. Per riposarti in quella che chiamano la 'Terra della Luce Dorata'. Qui ci troviamo al di l della fase della reincarnazione. Qui operiamo per aiutare gli abitanti di molti altri mondi, non solamente di quello chiamato Terra. La tua anima contusa e il tuo corpo gravemente danneggiato. Dobbiamo rappezzarti, Lobsang, perch il compito deve essere portato a termine e non c' nessuno che ti potrebbe sostituire. Diedi un'occhiata intorno a me e constatai che mi trovavo in quello che in apparenza era un ospedale. Dal punto in cui ero potevo scorgere fuori un terreno erboso con zone alberate, potevo vedere da lontano animali che pascolavano o che si trastullavano. A quanto pareva c'erano daini e leoni, e tutti quegli animali che sulla Terra non potevano vivere pacificamente insieme, l erano amici, che facevano capriole come membri di un'unica famiglia. Una lingua ruvida mi lecc la mano destra, che pendeva inerte dal bordo del letto. Girati gli occhi, vidi Sha-Lu, l'enorme gatto guardiano del Chakpori, uno dei miei primi amici. Mi strizz l'occhio e sentii che mi veniva la pelle d'oca dappertutto, mentre mi diceva: "Lobsang, amico mio, sono lieto di vederti di nuovo, anche se per poco. Tu dovrai tornare sulla Terra per un po', dopo che sarai andato via di qui, poi, nel giro di pochi anni, tornerai fra noi per sempre. Un gatto parlante? Il linguaggio telepatico del gatto lo conoscevo bene e lo capivo in pieno, ma questo gatto qui proferiva veramente le parole, non trasmetteva semplicemente dei messaggi telepatici. Un rumore di risa soffocate mi fece alzare gli occhi verso la mia Guida, il Lama Mingyar Dondup. Si stava divertendo sul serio - alle mie spalle - pensai. Avvertii di nuovo un formicolio alla testa; Sha-lu stava dritto sulle zampe posteriori, con i gomiti appoggiati a fianco a me. Lui e il Lama guardarono verso di me, poi tra di loro; ridendo entrambi. Ridevano entrambi, lo giuro! "Lobsang," disse la mia Guida "tu sai che la morte non esiste, tu sai che al momento di lasciare la Terra, a seguito della cosiddetta 'morte', l'Io si dirige verso quel livello in cui lui o lei riposano per un po', prima di reincarnarsi in un corpo che offrir le occasioni per apprendere altre lezioni e per progredire sempre di pi in alto. Qui ci troviamo a un livello da cui non c' reincarnazione. Noi viviamo qui, come tu ora ci vedi, in armonia, in pace e con la facolt di recarci ovunque e in qualunque momento per mezzo di quello che tu definiresti 'viaggio super-astrale'. Qui gli animali e gli esseri umani, nonch altre specie, discorrono per mezzo sia della favella che della telepatia. Ci serviamo della parola da vicino, della telepatia da lontano". Potevo sentire a distanza una musica dolce, una musica che riuscivo a capire perfino io. Da una parte all'altra i luminosi colori del cielo passavano veloci e fluttuavano come per accompagnare la musica. Qui, in questo magnifico paesaggio, il verde era pi verde e l'acqua pi azzurra. Qui nessuna malattia contorceva gli alberi, n le foglie appassivano per il carbonchio. Qui c'era soltanto la perfezione. Perfezione? Allora, che ci stavo a fare qui? Ero penosamente molto lungi dall'essere perfetto, come ben sapevo. "Hai combattuto una bella battaglia, Lobsang, e ti trovi qui in vacanza e per ricevere incoraggiamento, avendone diritto per via dei risultati ottenuti". La mia Guida, mentre parlava, sorrideva con benevolenza. Mi appoggia all'indietro, poi saltai in piedi per lo spavento: "Il mio corpo, dove il mio corpo terrestre?" "Calma, Lobsang, calma." rispose il Lama "Riposati e ti faremo vedere di pi quando avrai pi forza". Lentamente la luce della stanza si affievol, da un color oro in una nebbia violacea riposante. Avvertii una mano fresca e forte sulla mia fronte e una zampa morbida e pelosa appoggiata sulla palma della mia mano destra, poi pi nulla. Sognai che ero di nuovo sulla Terra. Guardai in basso, privo di emozioni, mentre i soldati russi setacciavano attentamente fra i rottami dell'autocarro, estraendo cadaveri bruciati e mutilati. Vidi un uomo guardare in alto e puntare il dito. Le teste si alzarono, in risposta ai suoi cenni, e mi misi a guardare anch'io. Era il mio corpo fracassato, pencolante sulla sommit di un alto muro. Il sangue mi scorreva dalla bocca e dal naso. Osservai, mentre il mio corpo veniva rimosso dal muro e messo in un'ambulanza. Mentre l'autovettura si dirigeva verso l'ospedale, mi librai in alto e vidi tutto. La mia Corda d'Argento

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era intatta, notai; splendeva come le nebbie azzurre del mattino nelle valli. I portaferiti russi tirarono fuori la barella senza una particolare attenzione. Procedendo a sobbalzi, la portarono dentro una sala operatoria e fecero ruzzolare il mio corpo su un tavolo. Le infermiere tagliarono via i miei vestiti macchiati di sangue e li gettarono nel bidone dei rifiuti. Fecero le fotografie con un apparecchio radiografico e vidi che avevo tre costole rotte, una delle quali mi aveva perforato il polmone sinistro. Il mio braccio sinistro era rotto in due punti, mentre la mia gamba sinistra si era rotta di nuovo al ginocchio e alla caviglia. La punta spezzata della baionetta di un soldato mi era penetrata nella spalla sinistra, mancando per un pelo un'arteria vitale. Le chirurghe sospirarono rumorosamente, non sapendo dove cominciare. Mi sembrava di galleggiare sopra il tavolo operatorio, osservando, chiedendomi se la loro abilit sarebbe stata all'altezza di rattopparmi. Un leggero strattone alla mia Corda d'Argento e mi trovai a librarmi attraverso il soffitto, a vedere, passando, i degenti nei loro letti, nelle corsie soprastanti. Mi spostai lentamente in alto e via, fuori nello spazio, fuori fra le stelle infinite, al di l dell'astrale, attraverso un livello eterico dietro l'altro, finch non giunsi di nuovo alla 'Terra della Luce Dorata'. Sussultai, cercando di scrutare attraverso la nebbia color porpora. "E' tornato." disse una voce gentile e le nebbie si dissolsero, facendo di nuovo posto alla magnifica Luce. La mia Guida, il Lama Mingyar Dondup, era in piedi accanto a me, guardando in basso. Sha-lu era sdraiato sul letto accanto a me, ronfando sommessamente. Nella stanza c'erano altri due Nobili Personaggi. Quando li vidi, stavano guardando fuori dalla finestra la gente che andava e veniva parecchi metri pi sotto. Essendo restato senza fiato per la sorpresa, si voltarono e mi sorrisero: "Sei stato male cos gravemente" disse uno "che temevamo che il tuo corpo non avrebbe resistito". L'altro, che io conoscevo bene, nonostante la posizione elevata che aveva occupato sulla Terra, prese le mie mani fra le sue: "Tu hai sofferto troppo, Lobsang. Il mondo stato troppo crudele con te. Ne abbiamo discusso e abbiamo l'impressione che forse ti piacerebbe ritirarti. Se tu proseguissi, per te ci sarebbe molta pi sofferenza. Puoi abbandonare il tuo corpo in questo istante e rimanere qui per l'eternit. Preferiresti fare cos?" Il cuore mi balz nel petto. La pace dopo tutte le mie sofferenze. Sofferenze che, se non fosse stato per il mio addestramento duro e particolare, avrebbero posto fine alla mia vita da diversi anni. Un addestramento speciale. S, a quale scopo? Affinch potessi vedere l'aura della gente, affinch potessi ispirare l'idea di indirizzare la ricerca nel campo dell'aura. Se invece mi arrendevo, chi avrebbe continuato il compito? "Il mondo stato troppo crudele con te. Non ti sar addossata nessuna responsabilit, se rinunci". Dovevo rifletterci bene. Nessuna responsabilit, da parte degli altri, ma per tutta l'eternit avrei dovuto vivere con la mia coscienza. Che cosa era la vita? Appena alcuni anni di infelicit. Ancora qualche anno di patimenti, di sofferenze, di incomprensione, poi, sempre che avessi compiuto tutto ci che era nelle mie possibilit, la mia coscienza sarebbe stata in pace. Per l'eternit. "Onorevole Signore," risposi "tu mi hai dato facolt di scelta. Svolger l'incarico fintantoch il mio corpo rester tutto d'un pezzo. In questo momento molto instabile." aggiunsi. Sorrisi felici di approvazione furono scambiati fra gli uomini riuniti. Shalu ronf sonoramente e, in segno di affetto, mi mordicchi per scherzo. "Il tuo corpo terrestre, come dici, in uno stato deplorevole, per via di ci che ha patito." disse l'Insigne Uomo. "Prima che tu prenda una decisione definitiva, dobbiamo dirtelo. Abbiamo individuato un corpo in Inghilterra, il cui possessore impaziente di abbandonarlo. La sua aura possiede un'armonica fondamentale della tua. Pi tardi, se le circostanze lo renderanno necessario, puoi subentrare nel suo corpo". Per poco non caddi dal letto, preso dall'orrore. Io subentrare in un altro corpo? La mia Guida rise: "Via, Lobsang, dove finito tutto il tuo addestramento? E' semplice come indossare la veste di un altro. Poi, allo scadere di sette anni, il corpo sarebbe tuo, tuo molecola per molecola, con le stesse identiche cicatrici cui sei tanto affezionato. Da principio sarebbe una cosa un po' insolita, come quando hai indossato per la prima volta abiti occidentali. Me lo ricordo bene, Lobsang." L'insigne Uomo intervenne di nuovo: "Tu hai facolt di scelta, mio caro Lobsang. Tu puoi abbandonare il tuo corpo in questo momento, con

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coscienza tranquilla e rimanere qui. Se per ritorni sulla Terra, non ancora il momento per il cambiamento dei corpi. Prima che tu prenda una decisione, ti dir che, se tu ritorni, tornerai fra la sofferenza, l'incomprensione, lo scetticismo e l'odio effettivo, in quanto esiste una forza del male che cerca di impedire tutto ci che valido, in relazione all'evoluzione dell'uomo. Dovrai rivaleggiare con le forze del male". "La mia decisione presa." Risposi "Mi avete consentito di scegliere. Continuer finch il mio incarico non compiuto, e se dovr assumere un altro corpo, ebbene, cos sia". 3-122 (Di nuovo nella Terra della Luce Dorata:)" Il tuo corpo attuale prossimo alla fine della sua esistenza utile, e quanto abbiamo predisposto, in vista di questo evento, deve realizzarsi. Questo un incontro importante," disse "perch dobbiamo programmare il tuo avvenire. Dobbiamo vedere in che modo si pu dare impulso alla ricerca sull'aura umana, in quanto abbiamo notato che, sulla Terra, quando si accenna all'aura, la maggior parte della gente cerca di cambiare argomento". Avanzammo lungo il sentiero finch non scorgemmo di fronte a noi un Palazzo di una bellezza cos incomparabile che involontariamente mi fermai senza fiato per il piacere. Sembrava che i muri fossero fatti di cristallo purissimo, con delicate gradazioni color pastello e tinte tenui che cambiavano quando le si guardava. Il sentiero era soffice sotto i piedi e la mia Guida non ebbe bisogno di sollecitarmi per convincermi a entrare. Entrammo e fu come se ci trovassimo in un grande Tempio, un Tempio senza zone d'ombra, incontaminato, con un'atmosfera che induceva semplicemente a pensare che quella era la Vita. Attraversammo il corpo principale dell'edificio, finch non giungemmo fino a quella che sulla Terra avrei definito 'la stanza dell'Abate'. Qui regnava una semplicit confortevole, c'era un'unica raffigurazione della Grande Realt. Qua e l lungo le pareti c'erano piante viventi e, dalle ampie finestre, era possibile spingere lo sguardo su una splendida distesa erbosa, con zone alberate. Ci sedemmo su cuscini disposti sul pavimento, come si usava nel Tibet. Mi sentivo a casa mia, quasi soddisfatto. Ero sempre turbato dai ricordi del mio corpo lasciato sulla Terra, in quanto, fintantoch la Corda d'Argento si manteneva intatta, sarei dovuto ritornare. L'Abate - lo chiamer cos anche se il suo grado era molto pi elevato - si guard intorno e poi parl: "Da qui abbiamo seguito tutto ci che ti accaduto sulla Terra. Vogliamo innanzi tutto ricordarti che tu non soffri per effetto del Karma, ma, al contrario, tu stai agendo come uno strumento della nostra indagine. Il tuo corpo attuale ha troppo sofferto ed sul punto di non funzionare pi. Abbiamo stabilito un contatto con l'Inghilterra. Questa persona desidera lasciare il suo corpo. L'abbiamo fatta venire sul piano astrale e abbiamo discusso insieme dell'argomento. E' molto impaziente di andarsene e far tutto quello che chiediamo. Su nostro ordine ha cambiato il suo nome in uno pi adatto per te. La sua esistenza non stata felice: ha interrotto di sua volont i rapporti con i parenti. Non si mai fatto degli amici. E' su una tua armonica. Per il momento non parliamone, in quanto pi tardi, prima che tu prenda il suo corpo, vedrai appena qualcosa della sua vita. Presentemente il tuo compito di riportate il tuo corpo nel Tibet affinch possa essere conservato. Grazie ai tuoi sforzi e ai tuoi sacrifici hai accumulato del denaro; te ne occorrer un po' di pi per pagarti le spese di viaggio. Te lo guadagnerai grazie alle tue continue fatiche. Ma per il momento sufficiente. Per un giorno goditi la tua permanenza qui, prima di ritornare nel tuo corpo". 3-133 Le giornate immediatamente successive furono convulse, per ottenere i visti di transito, per compiere gli ultimi preparativi, per imballare e rispedire le mie cose agli amici di Shanghai. Impacchettai accuratamente la mia sfera di cristallo e la rimandai l per usarla in futuro, come feci con i miei documenti cinesi che, tra parentesi, un certo numero di persone responsabili hanno ormai visto. 3-135 Fui contento di andarmene da Kalimpong e di entrare nel mio paese, il Tibet. Mi aspettavano e venni accolto da un gruppo di alti lama, travestiti da monaci mendicanti e da mercanti. La mia salute stava peggiorando rapidamente, ebbi perci frequentemente bisogno di fare sosta e di riposarmi. Finalmente, dopo una decina di settimane, arrivammo in una lamaseria isolata in

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alto sull'Himalaya, che dominava la valle di Lhasa, una lamaseria talmente piccola e inaccessibile che i comunisti cinesi non se ne preoccupavano. Per qualche giorno mi riposai, cercando di riacquistare le mie forze, mi riposai e meditai. Ero di nuovo a casa e felice per la prima volta in tanti anni. Sembrava che gli inganni e i tradimenti degli Occidentali non fossero altro che un incubo malefico. Ogni giorno gruppetti di uomini venivano da me, per riferirmi gli avvenimenti del Tibet e per ascoltarmi quando descrivevo loro lo strano mondo sgradevole, fuori dei nostri confini. Assistevo a tutti i servizi di culto, trovando conforto e sollievo negli atti rituali che ben conoscevo. Eppure ero un uomo speciale, un uomo che era sul punto di morire e di tornare a vivere. Un uomo che era in procinto di affrontare una delle esperienze pi strane che possa capitare in sorte a una creatura vivente. Ma era una cosa tanto strana? Molti degli Adepti pi insigni lo facevano, passando da un'esistenza all'altra. Il Dalai Lama in persona lo faceva, insediandosi di volta in volta nel corpo di un neonato. Ma nel mio caso la differenza consisteva nel fatto che io stavo per subentrare nel corpo di un adulto e per plasmare il suo corpo nel mio, mutando non soltanto l'Io ma tutto intero il corpo, molecola per molecola. Quantunque non fossi cristiano, per gli studi compiuti a Lhasa avevo dovuto leggere la Bibbia cristiana e seguire le lezioni sull'argomento. Sapevo che nella Bibbia si afferma che il corpo di Ges, il figlio di Maria e di Giuseppe, fu adottato dallo 'Spirito del Figlio di Dio' e divenne Cristo. Sapevo anche che, nell'anno 60 D.C., i sacerdoti cristiani si erano accordati per bandire determinati insegnamenti di Cristo. Fu interdetta la reincarnazione, fu interdetta l'adozione del corpo degli altri, insieme a molti altri argomenti insegnati da Cristo. 3-138 appoggiandosi a un bastone entr nella mia stanza. Il suo volto era segnato da molta sofferenza, le sue ossa sporgenti erano coperte soltanto da una pelle tesa come la pergamena avvizzita. Mi accorsi che era cieco e mi alzai per prendergli il braccio. Le sue orbite mandavano rossi bagliori di rabbia e i suoi movimenti erano insicuri, come coloro che hanno perduto la vista da poco. Lo feci sedere accanto a me e gli tenni la mano con delicatezza, pensando che, in quella terra invasa, non avevamo ormai nulla con cui alleviare la sua sofferenza e attenuare il dolore delle sue orbite infiammate. Sorrise mestamente e disse: "Tu ti stai chiedendo, Fratello, che ne stato dei miei occhi. Mi trovavo sulla Via Santa, prosternandomi davanti a un santuario. Alzandomi in piedi fissai il Potala e, per sfortuna, un ufficiale cinese si trovava nella mia linea visiva. Mi ha accusato che lo stavo fissando con arroganza, che lo guardavo in modo offensivo. Mi hanno legato con una corda alla parte posteriore della sua macchina e mi hanno trascinato sul terreno della piazza. Sono stati radunati degli spettatori, poi di fronte a loro mi hanno cavato gli occhi e me li hanno gettati. Il mio corpo, come tu di certo puoi vedere, presenta molte ferite mezze guarite. Sono stato portato qui da altri e adesso sono contento di salutarti". Appena si apr la veste rimasi senza fiato per l'orrore, in quanto il suo corpo era un'informe massa rossa, dopo essere stato trascinato per la strada. Conoscevo bene quell'uomo. Sotto di lui, in qualit di accolito, avevo studiato argomenti relativi allo spirito. Lo avevo conosciuto quando divenni un lama, poich, era stato uno dei miei mallevadori. Egli era stato uno dei lama quando ero sceso gi sotto il Potala per affrontare la Cerimonia della Piccola Morte. Ora sedeva accanto a me e io sapevo che la sua morte non era lontana. "Tu hai viaggiato molto, hai visto e sopportato molte cose." disse "Adesso il mio ultimo compito, nella presente Incarnazione, di aiutarti a ottenere, per mezzo della Cronaca dell'Akasha, qualche idea dell'esistenza di un certo inglese, il quale molto ansioso di separarsi dal suo corpo, dove probabilmente tu subentrerai. Tu avrai soltanto qualche vaga traccia, in quanto ci vuole molta energia e noi siamo entrambi gi di forze". Fece una pausa, poi, con un debole sorriso, prosegu: "Lo sforzo far cessare questa mia esistenza presente, ma sono felice di avere questa occasione di acquistare merito grazie a quest'ultimo incarico. Grazie a te, Fratello, per avermene data la possibilit. Quando tornerai qui dal Viaggio Astrale, io sar morto al tuo fianco".

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3-141 "Fratello, vogliamo andare?" Ci sedemmo insieme nella posizione del loto e meditammo su quanto ci accingevamo a compiere. Con lo strattone tutt'altro che spiacevole che sovente accompagna questi momenti di liberazione, il lama cieco - adesso non pi cieco - e io ci liberammo dei nostri corpi terreni, nella libert di un altro piano. "E' bello vedere di nuovo," disse il lama "infatti la vista si apprezza soltanto quando la si perduta". Continuammo a galleggiare insieme, lungo il sentiero ben noto, fino al posto che chiamavamo il Palazzo dei Ricordi. Entrando in silenzio, vedemmo che altri erano intenti a fare ricerche per mezzo della Cronaca dell'Akasha, ma ci che essi vedevano era invisibile per noi, come le nostre visioni lo sarebbero state per loro. "Da dove incominciamo, Fratello?" disse il vecchio lama. "Non occorre essere indiscreti," risposi "ma dovremmo accertare che tipo d'uomo costui, con il quale abbiamo a che fare". Per un po' fra noi cadde il silenzio, mentre si formavano immagini nitide e chiare, affinch le esaminassimo. "Ehi!" esclamai facendo un salto per lo spavento. "E' sposato. Come devo comportarmi? lo sono un monaco celibe! Io mi ritiro". Mi voltai assai allarmato e mi fermai alla vista del vecchio, letteralmente rosso dalle risate. Per un certo tempo la sua ilarit fu cos grande che gli impediva semplicemente di parlare." Vedi, Fratello coloro che ci guidano e ci assistono ci avevano pensato. Tu e la signora potete vivere insieme in una condizione di cameratismo, del resto i nostri monaci e le nostre monache non vivono talvolta sotto lo stesso tetto? Non andiamo a cercare difficolt dove non esistono. Proseguiamo con la Cronaca". Vidi l'uomo il cui corpo si sperava che avrei preso. Con interesse crescente lo osservai mentre stava preparando un'apparecchiatura chirurgica. Con mia grande gioia, era evidente che certamente sapeva ci che stava facendo, era un tecnico competente e feci involontariamente un cenno di approvazione mentre lo guardavo occuparsi di un caso dopo l'altro. La scena si spost e fummo in grado di vedere la citt di Londra, in Inghilterra, proprio come se fossimo in mezzo alla folla. Gli enormi autobus rossi rumoreggiavano per le vie, infilandosi nel traffico, emergendone e trasportando parecchie persone. A un tratto si ud un urlo infernale e lamentoso e vedemmo la gente che si precipitava a ripararsi in strane costruzioni di pietra erette nelle vie. Ci furono le incessanti esplosioni dei proiettili antiaerei e i caccia attraversarono il cielo rombando. Istintivamente ci abbassammo, mentre le bombe cadevano fischiando da uno degli aerei. Per un attimo ci fu un silenzio di quiete, poi uno scoppio tremendo. Gli edifici saltarono in aria e ricaddero ridotti in polvere e macerie. Gi nei profondi sottopassaggi della ferrovia sotterranea la gente viveva una strana esistenza trogloditica, andando nei rifugi di notte e uscendone al mattino, come talpe. A quanto sembrava vi abitavano intere famiglie, dormendo su cuccette improvvisate e cercando di ottenere un po' di riserbo, appendendo coperte a qualsiasi sporgenza si presentasse nelle pareti lisce, rivestite di mattonelle. Mi sembrava di stare su una piattaforma di ferro che dominava le cime dei tetti di Londra, con una chiara veduta dell'edificio che la gente chiama il 'Palazzo'. Un aeroplano isolato si tuff dalle nubi e tre bombe caddero velocemente sulla dimora del re d'Inghilterra. Mi guardai intorno. Una persona, quando vede attraverso la Cronaca dell'Akasha, vede nella veste del personaggio principale, sicch il vecchio lama e io vedevamo entrambi come se fossimo tutti e due il protagonista. Mi parve di essere su una scala antincendio, che si protendeva attraverso tutti i tetti di Londra. In precedenza avevo visto cose del genere, ma dovetti spiegarne l'uso al mio compagno. Poi cominciai a capire: lui - la figura che stavo osservando - era addetto alla ricognizione aerea, allo scopo di dare l'allarme a quelli di sotto in caso di minaccia di un imminente pericolo. Suonarono di nuovo le sirene per il cessato allarme e vidi che l'uomo scendeva, togliendosi l'elmetto d'acciaio delle squadre della protezione antiaerea. Il vecchio lama si rivolse a me con un sorriso: "Questo molto interessante, non mi sono occupato dei fatti avvenuti in Occidente, mi sono limitato a quelli del nostro paese. Adesso capisco che cosa vuoi dire quando affermi che 'una sola immagine vale mille parole'. Dobbiamo guardare di nuovo". Tornando a guardare la Cronaca, vedemmo le vie di Londra sotto l'oscuramento, percorse da automobili con le luci anteriori schermate. La gente andava a sbattere contro i pali e si urtava.

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Sui treni della sotterranea, prima che uscissero all'aperto, le luci normali venivano spente e si accendevano delle lugubri lampadine azzurre. I fasci di luce dei riflettori frugavano il cielo notturno, illuminando a volte i fianchi scuri dei palloni di sbarramento. Vedemmo l'uomo scendere dal treno e camminare nelle vie immerse nel buio, finch non giunse a una grossa costruzione piena di appartamenti. Lo vedemmo entrare, ma non entrammo con lui, osservammo invece la scena animata che si svolgeva all'interno. Le case erano distrutte dalle bombe e gli uomini scavavano ancora, allo scopo di recuperare vivi e morti. Il lamento delle sirene interruppe le operazioni di soccorso. In alto nel cielo i bombardieri nemici furono intercettati dai riflettori incrociati, come tignole che svolazzano alla luce di una lampada. Uno scintillio da uno dei bombardieri richiam il nostro sguardo curioso, poi ci rendemmo conto che era emesso dalle bombe mentre precipitavano. Una cadde, esplodendo nel fianco della grossa costruzione adibita ad appartamenti. Ci fu un lampo abbagliante e una pioggia di mura che crollavano a pezzi. La gente si rivers fuori dall'edificio, uscendo nell'incerta sicurezza delle vie. "Vogliamo spostarci un po' in avanti nel tempo?" chiese il mio compagno "Non occorre che guardiamo tutto, poich siamo entrambi debilitati". Acconsentii con la massima prontezza. Avevo bisogno semplicemente di conoscere quale tipo di persona fosse quella da cui stavo per prendere le consegne. Per me non c'era alcun interesse a ficcare il naso negli affari di un altro. Ci spostammo lungo la Cronaca, ci fermammo a titolo di prova, poi ci spostammo ancora. La luce del mattino era offuscata dal fumo di diversi incendi. Le ore notturne erano state un inferno. Sembrava che mezza Londra fosse in fiamme. L'uomo scendeva per la via ingombra di macerie, una via che aveva subito un pesante bombardamento. Davanti a una barricata provvisoria un poliziotto della riserva lo ferm: "Non potete andare oltre, signore, gli edifici sono pericolanti". Vedemmo arrivare l'amministratore delegato e parlare con l'uomo, la cui esistenza stavamo osservando. Detta una parola al poliziotto, si abbassarono per superare la corda di recinzione e si avviarono insieme verso il fabbricato in rovina. L'acqua schizzava su tutto, uscendo dai tubi rotti. L'impianto idraulico e i fili elettrici erano inestricabilmente aggrovigliati, come una matassa di lana con cui si sia divertito un gattino. Una cassaforte si reggeva in precario equilibrio, ancora tentennante, proprio sull'orlo di una grande buca. Cenci fradici sbattevano squallidamente al vento, mentre dagli edifici contigui scendevano frammenti di carta bruciata, che sembravano fiocchi di neve nera come il carbone. Io che avevo visto la guerra e la sofferenza pi di quanto ne sapesse la maggior parte, ero ancora nauseato dalla distruzione insensata. La Cronaca prosegu... La disoccupazione, a Londra durante la guerra! L'uomo cerc di arruolarsi come poliziotto della riserva. Inutilmente. Sui suoi documenti sanitari era assegnato alla quarta categoria, non idoneo a prestare servizio. Adesso, sfumato il suo impiego, a causa della caduta della bomba, percorse a piedi le vie in cerca di lavoro. Tutte le ditte si rifiutarono di assumerlo. Sembrava che non ci fosse speranza, nulla che illuminasse il buio dei suoi momenti difficili. Alla fine, capitato per caso in una scuola per corrispondenza con la quale aveva studiato - e dove aveva lasciato un'impressione favorevole per la sua prontezza mentale e per il suo spirito di iniziativa, gli venne offerto un impiego presso i loro uffici del periodo bellico, fuori Londra. "E' un bel posto." disse l'uomo che aveva fatto l'offerta. "Per andarci prendi l'autobus della linea verde. Parla con Joe, dovrebbe essere l verso l'una, altrimenti gli altri penseranno a te. Portati tua moglie e fate una gita. Io stesso ho cercato di farmici mandare". In realt il villaggio era un letamaio! Di sicuro non il 'bel posto' che gli avevano fatto credere. L si costruivano aeroplani, venivano collaudati e mandati in altre parti del paese. La vita, in un istituto per corrispondenza, era veramente noiosa. A quanto vedevamo, osservando la Cronaca dell'Akasha, essa consisteva nel leggere moduli e lettere inviate dalla gente e poi consigliare quale corso per corrispondenza dovesse scegliere. Udimmo uno strano rumore, simile a un motore difettoso di motocicletta. Mentre stavamo a guardare, comparve uno strano aeroplano, senza pilota n equipaggio. Tossicchi convulsamente, il motore si arrest e l'aeroplano si tuff ed esplose proprio a fior di terra. "Quello era

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l'aeroplano automatico tedesco." dissi al vecchio lama. "Sembra che i V.1 e i V.2 siano state cose sgradevoli". Un altro aeroplano senza pilota arriv quasi sopra la casa dove abitavano l'uomo e sua moglie. Sfond le finestre su un lato della casa e le fece saltare via sull'altro, spaccando un muro. "Non sembra che abbiano molti amici." disse il vecchio lama. "Ritengo che posseggano facolt mentali che l'osservatore superficiale potrebbe lasciarsi sfuggire. Mi sembra che vivano insieme pi come fratello e sorella che come marito e moglie. Questo dovrebbe consolarti Fratello!" disse il vecchio ridendo sotto i baffi. La Cronaca dell'Akasha prosegu, facendo il ritratto della vita di un uomo alla velocit del pensiero. Tuttavia riuscimmo a spostarci da un settore all'altro, ignorando determinate parti o vedendo, di volta in volta, altri episodi. L'uomo si accorse che una serie di coincidenze avevano fatto indirizzare i suoi pensieri sempre pi verso l'Oriente. I 'sogni' gli avevano fatto vedere la vita del Tibet, sogni che in realt erano viaggi astrali compiuti sotto il controllo del vecchio lama. "Una delle nostre difficolt di importanza molto secondaria" mi disse il vecchio "era dovuta al fatto che egli voleva usare la parola 'maestro' ogni volta che parlava con uno di noi". "Beh," risposi " questo uno degli errori comuni degli Occidentali, a loro piace adoperare qualsiasi nome che implichi potere sopra gli altri. Che cosa gli hai detto?" Il vecchio sorrise e disse: "Gli ho fatto un discorsetto, ho cercato anche di fargli fare meno domande. Ti dir cosa ho detto, perch utile per dedurre il suo intimo carattere. Ho detto: Questo un termine che assai odioso a me e a tutti gli abitanti dell'Oriente. La parola 'maestro' presuppone che si in cerca del dominio sugli altri, che si in cerca della supremazia su coloro che non hanno diritto di usare il titolo di 'maestro'. Il maestro di scuola si sforza di inculcare il sapere nei suoi alunni. Per noi 'maestro' significa Maestro di Conoscenza, una fonte della conoscenza, ovvero uno che ha dominato le tentazioni della carne. Noi - gli ho detto - preferiamo la parola Guru, o Adepto. Infatti nessun Maestro, nel senso che noi diamo alla parola, cercherebbe mai di influenzare uno studente, n di imporgli le sue opinioni personali. Nell'Occidente esistono determinati gruppetti e culti, che ritengono di possedere essi soltanto la chiave per entrare nei Campi Celesti. Alcune religioni ricorrono alla tortura, allo scopo di aggiudicarsi convertiti. Gli ho ricordato una scritta scolpita su una delle nostre lamaserie: 'Mille monaci, mille religioni'. "Sembrava che seguisse il mio discorso molto bene," disse il vecchio lama "cos gli offrii qualcosa di pi, con l'idea di battere il ferro finch caldo. Gli dissi: In India, in Cina e nell'antico Giappone, l'aspirante studente si siede ai piedi del suo Guru, in cerca di informazioni, senza porre domande, poich lo studente saggio non fa mai domande, per paura di essere mandato via. Fare una domanda, per il Guru, la prova inequivocabile che lo studente non ancora pronto a ricevere le risposte alle sue domande. Alcuni studenti hanno atteso fino a sette anni per ottenere informazioni, per ottenere la risposta a una domanda non formulata. Durante questo periodo lo studente si occupa delle esigenze fisiche del Guru, bada ai suoi vestiti, al suo cibo e alle poche altre necessit che egli ha. Per tutto il tempo drizza le orecchie per avere informazioni, perch, ricevendo informazioni, ascoltando forse quelle che vengono date ad altre persone, l'accorto studente pu dedurre, pu trarre conclusioni, e quando il Guru, nella sua saggezza, vede che lo studente progredisce, quel Guru, nel suo momento buono personale, nella sua maniera adatta personale, interroga lo studente e, se si accorge che una parte della conoscenza immagazzinata dallo studente difettosa o incompleta, allora il Guru, sempre nel suo momento opportuno, pone riparo alle omissioni e alle lacune." In Occidente la gente dice: "Adesso dimmi questo. Madame Blavatsky ha detto... Il vescovo Ledbetter dice... Billy Graham dice... Tu che dici? ... Credo che tu abbia torto!". Gli Occidentali fanno domande per il gusto di parlare, non sapendo quello che vogliono dire, ma, quando capita che un Guru risponda cortesemente a una domanda, immediatamente lo studente discute e dice: "Oh, gi, ho sentito il tal dei tali dire questo o quello", o qualche altra cosa. Se lo studente pone una domanda al Guru, ci deve sottintendere che lo studente non conosce la risposta, ma ritiene che la conosca il Guru e, se lo studente mette immediatamente in discussione la risposta del Guru, ci dimostra che lo studente ignorante e ha delle idee

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preconcette e assolutamente errate in fatto di correttezza e di comuni regole del vivere civile. Io ti dico che l'unico modo per ottenere risposta alle tue domande consiste nel far s che le tue domande siano spontanee e nel raccogliere informazioni, nel dedurre e inferire, poi, a tempo debito, purch tu abbia il cuore puro, sarai in grado di effettuare il viaggio astrale e le forme pi esoteriche di meditazione, e ti sar cos consentito di consultare la Cronaca dell'Akasha, che non pu mentire, non pu rispondere fuori del contesto, non pu fornire un'opinione o informazioni distorte da prevenzioni personali. Qual l'unico modo per progredire? Consiste nell'attendere e nel guardare. Non c' altro modo, non c' modo di forzare il tuo sviluppo, tranne che su invito espresso di un Guru, il quale ti conosca bene, e quel Guru, conoscendoti bene, accetterebbe il tuo sviluppo se te ne ritenesse degno. "Questo interessante." disse il vecchio lama, richiamando la mia attenzione su una scena della Cronaca "Questo ha richiesto molta preparazione, ma quando si reso conto della sua desiderabilit, non ha fatto alcuna obiezione". Osservai la scena con una certa perplessit, poi le idee mi si chiarirono. Gi! Quello era l'ufficio di un procuratore legale. Quel foglio era un atto unilaterale per il cambio del nome. S, era giusto, me ne ricordavo, aveva cambiato il suo nome, perch quello precedente aveva le vibrazioni sbagliate, come indicato dalla nostra Scienza dei Numeri. Lessi con interesse il documento e mi accorsi che non era del tutto esatto, sebbene fosse abbastanza fedele. Di sofferenza ce n'era molta. La visita fattagli da un dentista provoc molto danno, che lo obblig a ricoverarsi in una clinica per sottoporsi a un'operazione. A parte l'interesse tecnico, osservai il procedimento con molta attenzione. Egli - cio l'uomo la cui vita stavamo osservando - ebbe l'impressione che il suo datore di lavoro fosse uno sconsiderato. Noi, che lo stavamo a guardare, avemmo la stessa sensazione e, tanto il vecchio lama che io, fummo contenti che l'uomo notificasse la cessazione del suo rapporto di lavoro con la scuola per corrispondenza. Il mobilio venne caricato su un furgone, una parte di esso fu venduta, e l'uomo e sua moglie lasciarono la zona, per trasferirsi in un distretto del tutto nuovo. Per un certo periodo abitarono nella casa di una strana vecchia, che 'prediceva la fortuna' e che aveva un concetto sbalorditivo della propria importanza. L'uomo tent pi volte di ottenere un lavoro, qualsiasi cosa gli desse la possibilit di guadagnare denaro onestamente. Il vecchio lama disse: "Ora ci avviciniamo al punto cruciale. Come noterai, egli inveisce continuamente contro il destino. Non ha pazienza e temo che morir in modo violento, se non ci affrettiamo". "Che cosa vuoi che faccia?" domandai "Tu sei il pi autorevole," disse il vecchio "ma vorrei che tu lo incontrassi sul piano astrale e vedere cosa ne pensi". "Certamente," fu la mia risposta "andremo insieme". Per un attimo mi immersi nei miei pensieri, poi dissi: "A Lhasa sono le due del mattino. In Inghilterra saranno le otto di sera, perch il loro tempo resta indietro rispetto al nostro. Aspetteremo e ci riposeremo tre ore, poi lo porteremo su, fino al piano astrale". "S." disse il vecchio lama "Dorme in una camera da solo, cos possiamo farlo. Per ora riposiamoci, perch siamo stanchi". Ritornammo nei nostri corpi, seduti fianco a fianco, nella tenue luce delle stelle. Il vecchio lama rise sommessamente e disse: "Quanto mi sembra strano che quelli che stanno fuori del nostro paese non riescano a capire il viaggio astrale! Quanto strano che lo pensino frutto di fantasia. Non si potrebbe dir loro che anche la sostituzione del corpo di una persona con quello di un'altra somiglia semplicemente a un guidatore che cambia un'automobile con un'altra? Sembra inconcepibile che gente che ha raggiunto il loro progresso tecnico sia tanto cieca nei riguardi delle cose dello spirito". Avendo molta esperienza del mondo Occidentale, risposi: "Ma gli Occidentali, tranne una ristrettissima minoranza, non hanno inclinazione per le cose dello spirito. Tutto quello che vogliono sono la guerra, il sesso, il sadismo e il diritto di ficcare il naso negli affari degli altri". Giudicai che in Inghilterra dovessero essere circa le undici. Scossi gentilmente il vecchio lama che si era un po' assopito: "E' l'ora per il viaggio astrale." dissi. "Per me sar l'ultima volta," rispose "perch non torner di nuovo nel mio corpo". Lentamente, senza affrettarci affatto, entrammo nello stato astrale. Giungemmo tranquillamente in quella casa in Inghilterra. L'uomo dormiva, un po' agitato, con

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un'espressione di estremo scontento sul suo viso. La sua forma astrale avvolgeva il suo corpo fisico, senza dar segno di volersene ancora separare. "Vieni?" domandai stando nel piano astrale "Vieni?" ripet il vecchio lama. Adagio, quasi con riluttanza, la forma astrale dell'uomo si sollev al disopra del suo corpo fisico. Si alz e vi galleggi sopra, mettendosi con la testa in corrispondenza dei piedi del corpo fisico, come si fa. Il corpo astrale oscillava e si muoveva a scatti. L'improvviso fragore di un treno lanciato in velocit per poco non lo rimand nel suo corpo fisico. Poi, come per una improvvisa decisione, la sua forma astrale si inclin verticalmente e stette dritta davanti a noi. Stropicciandosi gli occhi come uno che si desta, ci fiss. "Allora vuoi lasciare il tuo corpo?" domandai. "S, detesto stare qui!" esclam con impeto. Ci guardammo reciprocamente. A me sembrava un uomo molto incompreso. Un uomo che, in Inghilterra, non avrebbe avuto successo, ma che nel Tibet non se ne sarebbe lasciata sfuggire l'occasione. Rise con irritazione: "Sicch tu vuoi il mio corpo! Bene, ti accorgerai dello sbaglio. In Inghilterra non conta quello che sai, conta chi conosci. Non riesco ad avere un lavoro, non riesco a ottenere neanche il sussidio di disoccupazione. Vedi tu se puoi far meglio!" "Calmati, amico," disse il vecchio lama "tu non sai con chi stai parlando. Pu darsi che sia stata la tua aggressivit a impedirti di trovare un impiego". "Dovrai farti crescere la barba," dissi "perch, se occupo il tuo corpo, il mio gli sar presto sostituito e io devo portare la barba per nascondere le ferite alle mie mascelle. Puoi fartela crescere?" "S, signore," rispose "mi far crescere la barba". "Benissimo." dissi "Torner qui tra un mese e assumer il tuo corpo, dandoti la libert, in modo che il mio corpo possa in seguito rimpiazzare quello che prender. Dimmi," domandai "come sei stato avvicinato la prima volta dalla mia gente?" "Da molto tempo, signore," disse "detesto la vita in Inghilterra, la sua ingiustizia, i suoi favoritismi. Per tutta la vita mi sono interessato al Tibet e ai paesi dell'Estremo Oriente. Per tutta la vita ho fatto 'sogni' in cui vedevo, o mi sembrava di vedere, il Tibet, la Cina e altri paesi che non riconoscevo. Qualche tempo fa fui spinto da un impulso a cambiare il nome con un atto giuridico, cosa che ho fatto". "S." osservai "So tutto al riguardo, ma in che modo sei stato avvicinato recentemente, e che cosa hai visto?" Ci pens un po', poi disse: "Per raccontarvelo dovrei farlo a modo mio, e qualche informazione che posseggo sembra che sia errata, se si tiene conto di quanto ho appreso ultimamente". "Benissimo," risposi " dimmelo a modo tuo e dopo potremmo correggere eventuali idee sbagliate. Devo arrivare a conoscerti meglio, qualora debba prendere il tuo corpo, e questo uno dei modi per farlo". "Forse posso cominciare dal primo 'contatto' effettivo. Cos riesco meglio a raccogliere le mie idee. Rose Croft a Thames Ditton" incominci "era un posticino veramente grazioso. Era una casa arretrata rispetto alla strada, con un giardino sul davanti, un giardinetto, e uno molto pi grande sul retro. Sul lato posteriore della casa c'era un terrazzo, da cui si godeva una bella vista da una parte all'altra della campagna. Di solito trascorrevo un sacco di tempo nel giardino, specie in quello sul davanti, perch era trascurato da un po' di tempo e io stavo cercando di metterlo in ordine. Si era lasciata crescere l'erba, tanto che era alta diversi piedi e quello di estirparla era diventato il problema principale. Ne avevo tagliato gi la met con un vecchio coltello indiano dei Gurkha. Era un lavoro faticoso, perch dovevo mettermi sulle mani e sulle ginocchia, colpire l'erba con forza e affilare la lama su una pietra dopo qualche colpo. Mi interessavo anche di fotografia e da qualche tempo stavo cercando di riprendere un gufo che viveva su un vecchio abete l vicino, un abete tutto rivestito di edera rampicante. La mia attenzione venne distratta da qualcosa che svolazzava su un ramo, non molto lontano dalla mia testa. Guardai su ed ebbi la grata sorpresa di scorgere un giovane gufo, che si agitava qua e l, avvinghiato al ramo e accecato dalla viva luce del sole. Senza far rumore posai il coltello che stavo usando e entrai in casa per andare a prendere una macchina fotografica. Con quella in mano e con l'otturatore pronto, tornai verso l'albero in silenzio; facendo pi piano possibile, mi arrampicai sul ramo. Mi muovevo lentamente, con circospezione. L'uccello, incapace di vedermi in piena luce, ma avvertendo la mia presenza, si allontan ancora di pi verso l'estremit del ramo. Io, senza pensare assolutamente al rischio,

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mi spostai sempre pi in avanti e, a ogni mio movimento, l'uccello si allontanava sempre pi, finch non arriv quasi alla fine del ramo, che ormai si stava curvando troppo pericolosamente sotto il mio peso. Tutto a un tratto feci un movimento brusco, si ud uno schianto secco e la fragranza del legno ridotto in polvere. Il ramo era marcio e cedette sotto di me. Venni scaraventato a faccia in avanti verso terra. Mi parve di metterci un'eternit a cadere da quei pochi metri d'altezza. Mi ricordo che mai l'erba mi apparve pi verde, sembrava pi grande del naturale, riuscivo a scorgerne ogni singolo filo con i suoi piccoli insetti. Mi ricordo perfino che una piccola coccinella scapp via spaventata al mio arrivo, poi sopravvenne una luce colorata e poi divenne tutto nero. Non so quanto tempo rimasi sotto i rami del vecchio abete, come una massa informe e senza vita, ma in un attimo mi resi conto che stavo guardando le cose con una percezione maggiore di quella che avevo avuto in precedenza. I colori erano nuovi e vivi in modo sbalorditivo. Mi alzai in piedi circospetto e mi guardai intorno. Stupefatto dall'orrore vidi che il mio corpo giaceva a terra. Non si vedeva sangue, c'era di sicuro la dimostrazione di un brutto bernoccolo proprio sopra la tempia destra. Ero pi che sconvolto, in quanto il corpo respirava rumorosamente e mostrava segni di grande sofferenza. 'La morte.' pensai 'Sono morto; ormai non torner pi indietro'. Vidi una corda sottile come un filo di fumo, che saliva dal corpo, dalla testa del corpo fino a me. La corda non si muoveva, non palpitava e mi sentii sopraffare dal panico. Mi chiesi cosa dovessi fare. Mi sembrava di aver messo le radici in quel punto per la paura, o forse per qualche altra ragione. Poi un movimento improvviso, l'unico movimento in quel mio strano mondo, attrasse il mio sguardo e per poco non urlai, o mi sarei messo a urlare se avessi avuto la voce. Camminando in mezzo all'erba mi si stava avvicinando la figura di un lama tibetano, che indossava la veste color zafferano dell'Ordine Superiore. I suoi piedi erano a diversi pollici dal terreno e tuttavia veniva verso di me con calma. Lo guardai al colmo dello stupore. Venne verso di me con la mano tesa e sorridendo. Disse: 'Non hai nulla da temere. Qui non c' niente di cui preoccuparti'. Ebbi l'impressione che le sue parole appartenessero a una lingua diversa dalla mia, forse era tibetano, ma lo capivo, eppure non avevo udito alcun suono. Non c'era assolutamente alcun rumore. Non riuscivo a udire neanche il canto degli uccelli o il sibilo del vento fra gli alberi. 'S,' disse, indovinando i miei pensieri 'noi non usiamo la lingua parlata, bens la telepatia. Io ti sto parlando per mezzo della telepatia'. Ci guardammo l'un l'altro contemporaneamente e poi il corpo che giaceva a terra fra di noi. Il tibetano alz di nuovo lo sguardo su di me, sorrise e disse: 'Sei sorpreso della mia presenza? Sono qui perch sono stato attirato verso di te. Ho lasciato il mio corpo in questo particolare istante e sono stato attirato a te perch le tue particolari vibrazioni vitali sono un'armonica fondamentale di una persona per conto della quale agisco. Ecco perch sono venuto, sono venuto perch voglio il tuo corpo per una persona che deve continuare a vivere nel mondo Occidentale, in quanto ha da svolgere un compito che non tollera interferenze'. Lo guardai sbalordito. L'uomo era matto, dicendo che voleva il mio corpo! Anch'io lo volevo, era il mio corpo. Non avrei permesso a nessuno di togliermi la mia propriet a quel modo. Ero stato scacciato dal veicolo fisico contro la mia volont e volevo tornarvi. Ma evidentemente il tibetano capt i miei pensieri. Disse: 'Quali prospettive hai? Disoccupazione, malattia, infelicit, un'esistenza mediocre in un ambiente mediocre, poi, in un futuro non tanto lontano, la morte e il dover ricominciare tutto daccapo. Hai fatto niente nella vita? Hai fatto niente da esserne orgoglioso? Riflettici'. Ci pensai bene, pensai al passato, alle frustrazioni alle incomprensioni, all'infelicit. Egli si intromise: 'Vorresti avere la soddisfazione di sapere che il tuo Karma stato cancellato, che tu hai contribuito a un'operazione di sommo vantaggio per l'umanit?' Dissi: 'Veramente, non ne so nulla; l'umanit non stata troppo buona nei miei riguardi. Perch dovrei preoccuparmene?' Lui disse: 'No, su questa Terra tu sei accecato nei riguardi della realt. Tu non sai quello che dici, ma, con il trascorrere del tempo e in una sfera diversa, ti renderai conto delle occasioni che hai perduto. Voglio il tuo corpo per un altro'. Dissi: 'Beh, che cosa dovrei fare in questo caso? Non posso andarmene eternamente a zonzo come un fantasma, n possiamo avere tutti e

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due lo stesso corpo'. Vedete, io presi tutto questo assolutamente alla lettera. C'era in quell'uomo qualcosa che imponeva rispetto, qualcosa di assolutamente sincero. Io non misi in dubbio neanche per un momento che egli potesse prendere il mio corpo e lasciarmi andare in qualche altra parte, ma volevo saperne di pi, volevo conoscere ci che stavo per fare. Mi sorrise e, in tono rassicurante, disse: 'Tu, amico mio, avrai la tua ricompensa, tu ti sottrarrai al tuo Karma, tu andrai in una diversa sfera di attivit e i tuoi peccati saranno cancellati a causa di quanto stai facendo. Ma il tuo corpo non pu essere preso senza il tuo consenso'. Veramente l'idea non mi piaceva affatto. Avevo avuto il mio corpo per circa quarant'anni e mi ci sentivo abbastanza attaccato. Non mi piaceva l'idea che qualcuno prendesse il mio corpo e se lo portasse via. Inoltre, che avrebbe detto mia moglie, vivendo con un estraneo e non sapendone niente? Mi guard di nuovo e disse: 'Non hai alcun pensiero per l'umanit? Non sei desideroso di fare qualcosa per riscattare i tuoi errori, per dare uno scopo alla tua mediocre esistenza? Chi ci guadagna sarai tu. La persona per la quale agisco subentrer in questa tua difficile esistenza'. Mi guardai intorno, guardai il corpo che stava fra noi e pensai: 'Bene, che mi importa? E' stata una vita dura. Ne esco bene'. Allora dissi: 'Sta bene, fammi vedere in che posto andr, e se mi piace dir di s'. Istantaneamente ebbi una visione splendida, talmente splendida che non ci sono parole per descriverla. Ero pienamente soddisfatto e dissi che sarei stato disposto, molto disposto, ad avere la mia liberazione e ad andarmene il pi presto possibile". Il vecchio lama si fece una risatina e disse: "Dovevamo dirgli che non si trattava di una cosa rapida a quel punto, che tu saresti dovuto venire di persona prima di prendere una decisione definitiva. Dopo tutto, per lui si trattava di una piacevole liberazione, per te di sofferenze". Li guardai entrambi: "Benissimo," osservai alla fine "torner fra un mese. Se a quell'epoca avrai la barba, e se sei sicuro, al di l di qualsiasi dubbio, di volere andare sino in fondo, io ti liberer e ti far continuare il tuo viaggio". Sospir soddisfatto e un'espressione beata gli si diffuse sul volto, mentre si ritirava lentamente nel corpo fisico. Il vecchio lama e io ci sollevammo e tornammo nel Tibet. I messaggeri si addentrarono negli alti territori di montagna, diretti alla Nuova Dimora per portare la mia conferma scritta che avrei svolto il compito come veniva richiesto. Il tempo passava. Mi riposai molto, pi di quanto avessi mai fatto in precedenza nella vita. Poi, poco prima che il mese terminasse, poco prima che dovessi andare in Inghilterra, fui di nuovo convocato d'urgenza nella Terra della Luce Dorata. Seduto di fronte a tutti quegli Alti Personaggi, mi venne l'idea alquanto irriverente di trovarmi in una sala operativa come durante i giorni di guerra! Il mio pensiero venne captato dagli altri e uno di loro, sorridendo, disse: "Certo, sono istruzioni. E qual il nemico? La Potenza del Male, che vuole impedire che il nostro compito sia portato a termine". "Incontrerai molta opposizione e molta diffamazione." disse uno "Durante il passaggio i tuoi poteri metapsichici non saranno n alterati n perduti in nessun modo." disse un altro. "Questa la tua ultima Incarnazione." disse la mia amata Guida, il Lama Mingyar Dondup "Quando giungerai al termine di questa esistenza che stai adottando, tornerai allora a casa, da noi". Era tipico della mia Guida, pensai, concludere con una nota ottimistica. Proseguirono dicendomi che cosa stava per accadermi. Tre lama mi avrebbero accompagnato in Inghilterra in viaggio astrale e avrebbero eseguito praticamente l'operazione di separare l'uno dalla Corda d'Argento e di attaccarci l'altro io! La difficolt stava nel fatto che il mio corpo, tuttora nel Tibet (conservato in una bara di pietra), doveva rimanere collegato, poich volevo che le 'molecole della mia carne' venissero successivamente trasferite. Cos tornai sul mondo e, insieme a tre compagni, mi diressi verso l'Inghilterra in stato astrale. L'uomo stava aspettando: "Sono deciso ad andare fino in fondo." disse. 8-127 (Parla l'uomo nel cui corpo lo spirito di Lobsang Rampa subentrato:) "Una sera fui avvicinato da un gruppo di uomini. Con uno strattone mi tirarono fuori dal mio corpo e mi parlarono. Mi chiesero se volevo ancora uscire dal mio corpo per entrare in quello che allora ritenevo fosse il paradiso. Credo che sia il paradiso, ma quelle persone lo chiamavano 'mondo astrale'. Li rassicurai confermando che volevo uscirne anche pi di prima, al che mi dissero

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che il giorno seguente dovevo immancabilmente rimanere a casa. Un uomo, tutto avvolto in una veste gialla, mi condusse fino alla finestra e mi indic un punto. 'Vedi quell'albero?' disse 'Devi andare fino a quell'albero e mettere le mani su quel ramo, tirarti su e poi lasciarti andare'. Mi disse l'ora esatta in cui dovevo farlo, aggiungendo che era di vitale importanza che seguissi le istruzioni alla lettera, altrimenti avrei provato molto dolore e altrettanto ne avrei arrecato ad altre persone. Ma, cosa peggiore per me, sarei rimasto sulla Terra. Il giorno seguente mia moglie credette che fossi impazzito, o qualcosa del genere, perch non uscii come al solito, limitandomi a lavoricchiare qua e l. Poi, un paio di minuti prima del tempo stabilito, uscii in giardino e mi diressi verso l'albero. Mi aggrappai a un tralcio d'edera, o quale che sia quello che ha l'edera, e alzai le braccia fino a toccare il ramo, come mi avevano detto di fare. E allora ebbi la sensazione di essere stato colpito dal fulmine. Non ebbi bisogno di fingere di cadere, caddi gi, privo di forze. Caddi e poi, buon Dio, vidi una corda d'argento sporgere dalla mia persona. Feci per afferrarla, per vedere di che si trattasse, ma le mie mani vennero delicatamente discostate. Giacevo l a terra, in preda a una terribile paura. C'erano due persone in piedi presso la corda d'argento, a cui stavano facendo qualcosa, mentre una terza teneva in mano un'altra corda d'argento e, al colmo dell'orrore, riuscivo a vedere attraverso tutto il loro gruppo. Mi chiesi perci se tutto questo lo stavo vedendo, oppure se mi aveva dato di volta il cervello, tanta era la stranezza di tutta la situazione. Da ultimo si ud una specie di gorgoglio e un tonfo, poi, con mia grande gioia, mi accorsi di fluttuare liberamente in un mondo di grande bellezza, il che vuol dire che fino a questo punto ho assolto la mia parte del contratto, ho riferito tutto quello che riguarda la mia vita passata, e adesso sto per tornare alla mia parte del mondo astrale ...". Sono Lobsang Rampa e ho finito di trascrivere tutto ci che con tanta riluttanza e scortesia mi stato riferito dalla persona, nel cui corpo sono subentrato. Continuer ora partendo dal punto in cui si interrotto il suo racconto. Il suo corpo stava a terra, in preda a leggere contrazioni. Anch'io, lo ammetto senza troppo vergognarmene, avevo degli spasmi, causati per dalla paura. Non mi piaceva l'aspetto di quel corpo steso l davanti a me, ma un lama del Tibet ubbidisce agli ordini, graditi o no che siano. Perci stetti l vicino, mentre due miei fratelli lama armeggiavano con la Corda d'Argento di quell'uomo. Dovevano collegare la mia, prima che la sua fosse del tutto staccata. Per fortuna il poveraccio era in un terribile stato di stordimento e se ne stava inattivo. Da ultimo, dopo un tempo che mi parve di ore, ma che in realt fu un quinto di secondo, collegarono la mia Corda d'Argento e staccarono la sua. Presto lo condussero via e osservai il corpo a cui ero ormai unito e rabbrividii. Ma poi, ubbidendo agli ordini, lasciai che la mia forma astrale calasse in quel corpo, che stava per diventare mio. Il primo contatto fu terribile, dandomi una sensazione fredda e appiccicosa. Pieno di spavento, emersi di nuovo in cerca di aria. Due lama si fecero avanti per tenermi fermo e, a poco a poco, affondai di nuovo. Stabilii di nuovo il contatto e rabbrividii dall'orrore e dalla ripugnanza. Stavolta fu davvero un'esperienza incredibile, sconvolgente, una di quelle esperienze a cui non vorrei mai pi sottopormi. Sembrava che io fossi troppo grande, o che il corpo fosse troppo piccolo. Avevo l'impressione di avere i crampi, di essere spremuto a morte, e poi l'odore! Che differenza! Il mio vecchio corpo era molto malconcio e stava morendo, ma almeno era stato il mio corpo. Adesso mi avevano appioppato questa cosa estranea che non mi piaceva neanche un po'. In un modo o nell'altro - e questo non riesco a spiegarlo - andai a tentoni all'interno, cercando di impadronirmi dei nervi motori del cervello. Come facevo a far funzionare questa cosa senza capo n coda? Per un po' rimasi l impotente, proprio come se fossi paralizzato. Il corpo non voleva funzionare. Mi sembrava di brancolare come un guidatore inesperto alle prese con un'automobile complicata. Ma infine, con l'aiuto dei miei fratelli astrali, presi il controllo di me stesso e riuscii a far funzionare il corpo. Mi alzai in piedi vacillando e per poco non urlai dall'orrore, accorgendomi che stavo camminando all'indietro anzich in avanti. Barcollai e caddi di nuovo. Fu davvero un'esperienza spaventosa. Questo corpo mi dava veramente la nausea e temevo che non sarei stato capace di

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manovrarlo. Giacevo con la faccia a terra e non potevo neanche muovermi, quando, con la coda dell'occhio, vidi vicino a me due lama, che apparivano assai preoccupati per le difficolt che stavo incontrando. "Bene, provateci voi stessi." brontolai "Vedete se vi riesce di far fare a questa cosa abominevole ci che le dite di fare!" "Lobsang!" disse improvvisamente uno dei lama "Le dita della tua mano si contraggono, adesso prova a farlo con i piedi". Feci cos e mi resi conto che c'era una differenza sbalorditiva tra i corpi orientali e quelli occidentali. Mi sembra chiaro, dissi tra me, che devo ricominciare tutto da capo. Cos mantenni la calma e scivolai fuori del corpo, che mi misi a esaminare attentamente dall'esterno. Pi lo guardavo e meno mi piaceva, ma poi, pensai, non c'era altro da fare che riprovarci. Cos tornai ad introdurmi a forza e stentatamente in quella cosa vischiosa e fredda che era un corpo occidentale. Con uno sforzo immenso cercai di alzarmi, ma ricaddi, finch, poi, riuscii in qualche modo a tirarmi su, aiutandomi con le mani e con i piedi, appoggiandomi con la schiena a quell'albero rassicurante. Si ud un rumore improvviso proveniente dalla casa, una porta si spalanc e ne usc di corsa una donna. "Oh" disse "che hai combinato adesso? Vieni dentro e mettiti sdraiato". Ne rimasi molto colpito. Pensai a quei due lama che erano con me e temetti che la donna potesse avere un attacco di nervi alla loro vista, ma evidentemente le erano completamente invisibili. Questa fu un'altra delle cose sorprendenti della mia vita. Ero sempre in grado di vedere le persone che venivano a trovarmi dalla dimensione astrale, ma se parlavo con loro e poi arrivava qualcun altro? Beh, l'altro avrebbe creduto che parlassi da solo e non volevo certo crearmi la fama di essere pazzo da legare. La donna venne verso di me e, appena mi guard, un'espressione sbigottita le attravers la faccia. Pensai sul serio che avrebbe avuto un attacco isterico, ma, in un modo o nell'altro, si controll e mi mise un braccio attorno alle spalle. In silenzio pensai a come controllare il corpo e poi, molto lentamente, riflettendo a ogni passo che facevo, mi diressi verso la casa, salii le scale e piombai su quello che evidentemente era il mio letto. Per tre giorni e tre notti rimasi in quella stanza, adducendo a pretesto uno stato di indisposizione, mentre mi esercitavo a costringere il corpo a fare ci che volevo che facesse e cercando di trattenermi, in quanto questa era veramente l'esperienza pi spaventosa che avessi avuto in vita mia. Avevo sopportato tormenti di ogni genere in Cina, nel Tibet e in Giappone, ma questa era un'esperienza nuova e assolutamente disgustosa, l'esperienza di essere imprigionato nel corpo di un'altra persona e di doverlo controllare. Pensai a ci che mi era stato insegnato tanti anni prima, talmente tanti che, a dire il vero, mi sembrava fosse un'altra vita. "Lobsang" mi avevano detto "in tempi remotissimi, i Grandi Esseri provenienti da molto lontano al di l di questo sistema, e gli Esseri che non avevano forma umana, dovevano visitare questa Terra per scopi particolari. Ora, se fossero venuti sotto il loro aspetto consueto, avrebbero attirato troppo l'attenzione. Perci avevano sempre pronti dei corpi, in cui poter entrare e che controllavano, facendosi passare per nativi del luogo. In futuro" mi dissero "avrai un'esperienza del genere e la troverai assolutamente emozionante". Io l'ho avuta! 8-131 Purtroppo, quando si subentra in un corpo si presentano gravissimi svantaggi. Subito dopo essere entrato nel mio nuovo corpo, mi sono reso conto di non sapere scrivere il sanscrito, di non sapere scrivere il cinese. S, certo, conoscevo la lingua, conoscevo ci che avrei dovuto scrivere ma ... ma il corpo in cui mi trovavo non aveva la 'marcia ingranata' per fare quegli scarabocchi che formano il sanscrito o il cinese. Era soltanto in grado di scrivere, per esempio, in inglese, francese, tedesco o spagnolo. Tutto dipende dal controllo muscolare. La stessa cosa capita a voi, in occidente, quando vi accorgete che un tedesco pi istruito della maggior parte degli inglesi, diciamo, non riesce a pronunciare l'inglese come i nativi. Non riesce a 'rigirare la lingua' intorno ai suoni. All'atto del trasferimento in un corpo diverso, si possono emettere tutti i suoni, dato che il corpo produce i suoni ai quali abituato (in inglese, in francese o in spagnolo, per esempio). Ma quando occorre scrivere, tutta un'altra faccenda. L'entit in questione pu comunicare a viva voce e pu darsi che sappia tutto ci che si potrebbe fare per iscritto, ma non sa pi scrivere in quella che era la sua lingua originale,

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come il sanscrito, o il cinese, o il giapponese, perch ci vogliono anni di applicazione, e i suoi tentativi sono talmente maldestri, talmente rozzi, che gli ideogrammi non hanno alcun significato intelligibile. Un'altra difficolt costituita dal fatto che l'entit orientale e il corpo, o veicolo, occidentale. Se vi sembra strano, permettetemi di dirvi che, se foste in Inghilterra, guidereste una macchina con i comandi a destra, in modo da poter andare lungo il lato sinistro della strada. Se per vi trovate in America, guidereste un'automobile con lo sterzo a sinistra e vi manterreste sul lato destro della strada. Bene, prendete un povero sventurato d'autista Tutti i suoi riflessi innati, educati probabilmente da decine di anni, protesterebbero, dovendo essere improvvisamente invertiti e, in caso di emergenza, si metterebbe immediatamente a guidare sul lato sbagliato della strada, provocando, cos, l'incidente che stava cercando di evitare. Quindi la trasmigrazione non si addice ai profani. In tutta sincerit, dico che si potrebbe fare molto nel campo della trasmigrazione, qualora la gente potesse acquisire la giusta conoscenza. Sono inoltre stupito che ai russi, i quali in tante cose sono in netto vantaggio, non sia venuta ancora l'idea della trasmigrazione. E' facile, basta sapere come si fa. E' facile, se sapete prendere le dovute precauzioni. Un altro punto da considerare consiste nell'ottenere un veicolo, o corpo, adeguato, in quanto non possibile infilarsi semplicemente in un corpo qualsiasi e subentrarci, come un ladro che si intrufola in una macchina ferma a un semaforo. Dovete trovare un corpo che sia in armonia con il vostro, che da qualche parte abbia un suono armonico, e ci non significa che il possessore del corpo debba essere buono o cattivo, questo non c'entra niente; tutta questione della frequenza vibratoria di quel corpo. Thames Ditton era considerata zona 'elegante' e alcune voci che potevo udire dalla finestra aperta erano fin troppo 'eleganti', a giudicare dal fatto che mi era davvero difficile capire quelle dall'accento marcato. Inoltre avevo alcune difficolt nel parlare. Prima di emettere un suono dovevo riflettere e poi visualizzare la forma del suono che stavo per pronunciare. Molte persone parlano con naturalezza. Potete seguitare a chiacchierare senza alcuna difficolt, senza troppo pensarci, ma non quando siete un orientale che subentrato nel corpo di un occidentale. Perfino oggi debbo pensare a ci che sto per dire, il che fa sembrare il mio modo di parlare un po' lento e a volte esitante. Se si rileva un corpo, per un anno o due quest'ultimo fondamentalmente il corpo dell'ospitante, quello cio in cui si subentra. Ma, nel corso del tempo, la frequenza del corpo cambia e alla fine diventa uguale a quella del proprio corpo originale e appaiono le proprie cicatrici originali. Come ho gi detto, il procedimento somiglia alla galvanostegia e alla galvanotipia, in quanto molecola si cambia con molecola. Non dovrebbe essere difficile crederci, perch se vi fate un taglio e il taglio guarisce, allora si sono avute delle molecole di rimpiazzo, non siete d'accordo? Non sono le stesse molecole che c'erano al momento del taglio, ma si tratta di nuove cellule cresciute per sostituire quelle tagliate. Lo stesso avviene nella trasmigrazione. Il corpo cessa di essere il corpo estraneo, in cui si subentrati e, molecola per molecola, diventa il proprio corpo, quello cio in cui si era nati. Un'ultima cosa. La trasmigrazione fa diventare 'differenti'. Alle persone che convivono d una strana sensazione. Se un trasmigrato tocca un'altra persona, senza che questa se lo aspetti, pu darsi che la persona toccata strilli per la violenta emozione e dica: "Mi hai fatto venire la pelle d'oca!" Perci, se avete intenzione di mettere in pratica la trasmigrazione, dovrete considerarne sia i vantaggi sia gli svantaggi. 8-142 Giunsi alla conclusione che, dal momento che il corpo che ora occupavo viveva 'fuori tempo', per esso non esistevano occasioni. Secondo la Cronaca dell'Akasha, l'ex occupante del corpo era stato sul serio ed effettivamente sul punto di suicidarsi, il che avrebbe segnato la fine di tutte le circostanze favorevoli in cui si sarebbe trovato il suo veicolo, cio il suo corpo. In tal modo, per quanto ci provassi, non potevo mai assumere un lavoro che un'altra persona era in grado di svolgere. L'unico impiego cui potevo accedere sarebbe stato quello che avrei prodotto per conto mio.

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