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LITALIA DOPO LUNITA (1861-1876) LA DESTRA STORICA Il nuovo governo dellItalia unita si trov subito a dover affrontare i problemi

relativi alle differenze tra le varie parti del paese. Gli uomini che composero la nuova classe di governo (la Destra storica), subito dopo lunit dItalia, si erano formati alla scuola cavouriana ed erano per lo pi di origine piemontese, per questo motivo estranei alle diverse realt che il territorio italiano presentava. Cera inoltre una forte distanza tra il paese legale e il paese reale, le classi dirigenti (compresa la Sinistra storica) erano molto ristrette e rappresentavano solo una piccola parte della popolazione, soprattutto a causa della legge elettorale piemontese, estesa a tutto il territorio, che dava il diritto di voto agli uomini che avessero compiuto 25 anni, sapessero leggere e scrivere e pagassero unimposta annuale di almeno 40 lire. Non esistevano inoltre dei veri e propri partiti, la politica era legata alla singola persona e alla sua capacit di esercitare influenza. Il nuovo stato che il nuovo governo era chiamato a formare, doveva essere liberale, laico, moderato e liberista, secondo quella che era stata la politica di Cavour. Doveva essere dotato di un apparato amministrativo e burocratico e doveva essere inserito in una economia di mercato. Per ottenere questi risultati, i governi attuarono una politica di accentramento, con una forte impronta statalista, deludendo le aspettative di autonomia soprattutto del meridione. Tale politica fu dettata anche dalla paura di spinte autonomistiche di stampo democratico, che sfaldassero lunit territoriale appena conquistata. La nuova organizzazione dello stato non fu quindi frutto di una riflessione sulle reali esigenze del paese, ma venne attuata attraverso lestensione dellorganizzazione dello Stato sabaudo a tutto il resto dItalia. Lunificazione politica e amministrativa avvenne attraverso lestensione dello Statuto albertino a tutto il territorio. Un altro passo nel percorso di unificazione del paese fu la Legge Casati, che istituiva listruzione obbligatoria fino al primo biennio della scuola elementare scuola elementare e regolamentava il sistema scolastico. In politica estera il nuovo stato si mosse per ottenere il Veneto (1866) e lo Stato pontificio (1870) e trasfer la capitale da Firenze a Roma. A causa di questultima annessione territoriale, il nuovo governo italiano entr in conflitto con la Chiesa, la quale viet ai cattolici di partecipare alla vita politica del paese ( Non expedit di Pio IX), nonostante lo Stato italiano garantisse alla Chiesa una serie di libert sancite dalla legge delle guarentigie (1871): libero svolgimento delle funzioni spirituali, libert di avere delle forze armate, extraterritorialit dei palazzi del Vaticano e del Laterano, libert di comunicazioni telegrafiche e postali etc. In politica economica fu realizzata lunificazione monetaria e tributaria. Fu adottata una politica di stampo liberista, con labbattimento delle barriere doganali per agevolare i commerci. Venne avviato lo sviluppo industriale anche grazie alla costruzione di nuove infrastrutture (strade, ponti, ferrovie). Uno degli obiettivi principali era anche quello del pareggio del bilancio, che si raggiunse nel 1875 attraverso una forte politica fiscale che culmin con la tassa sul macinato, che andava a colpire anche le fasce pi povere della popolazione e che per questo provoc un malessere diffuso contro la nuova classe di governo. La questione meridionale Fu il primo grande problema che il nuovo governo dovette affrontare. Nellex Regno delle due Sicilie, la liberazione dal regime borbonico era stata vista come liberazione 1

dalloppressione, dalla corruzione, dai privilegi che le classi pi deboli erano state costrette a subire da secoli. I contadini speravano infatti in forme di autogoverno e di distribuzione delle terre, ma videro rimanere la situazione uguale a quella di prima con la differenza che adesso erano governati dai piemontesi. I grandi signori rimasero al loro posto e in pi venne aumentata la pressione fiscale e venne imposto il servizio militare obbligatorio che sottraeva braccia al lavoro dei campi. La conseguenza di questo malessere diffuso fu linsurrezione dei contadini e laggravarsi di un fenomeno gi presente nel sud Italia: la presenza di vere e proprie bande armate, al servizio dei baroni, che utilizzavano la forza per il controllo del territorio in assenza di un forte potere centrale. Tali bande di briganti divennero lo sfogo per tanti contadini impoveriti, determinando lingrandimento e linasprimento di tale fenomeno che divenne una vera e propria piaga del sud. Il nuovo governo, probabilmente non comprendendo le reali cause del fenomeno e vedendovi solamente un rischio di ritorno del regime borbonico, istitu lo stato di guerra (con la legge Pica del 1863) e invi lesercito a reprimete il brigantaggio, che come fenomeno venne debellato nel giro di due anni. Il sud, sconfitto nella sua componente democratica, rimase caratterizzato dalla presenza di una forte aristocrazia che ne controllava il territorio. LA SINISTRA STORICA Lultimo governo della destra fu messo in minoranza nel 1876 in seguito alla questione della nazionalizzazione dalle ferrovie. Il re affid il nuovo governo ad Agostino Depretis esponente dello schieramento di sinistra. Ebbe inizio cos il primo governo della Sinistra storica. La nuova classe politica aveva una composizione diversa dalla precedente, aveva una base sociale pi ampia ed era espressione di ceti medio-borghesi e comprendeva anche operai e artigiani. Nei primi anni dellunit diItalia port avanti rivendicazioni democratiche quali il suffragio universale e il decentramento amministrativo. Quando divenne schieramento di governo tuttavia aveva perso un po della sua componente democratica e si era spostata su posizioni pi moderate. Nonostante questo riusc a esprimere il desiderio di democratizzazione della societ e a soddisfare le esigenze di una borghesia in crescita. Ecco alcune riforme attuate nei primi governi di sinistra di Depretis: - Aumento dellobbligo scolastico fino a nove anni (legge Coppino 1887) - Ampliamento della base elettorale: diritto di voto a 21 anni, pagamento dellimposta di 20 lire, alfabetizzazione minima. (con questa legge poteva votare il 7% della popolazione) Dopo lattuazione di queste riforme la politica della Sinistra prese una piega pi moderata, per paura del diffondersi di tendenze estremiste. Ha inizio una pratica politica detta trasformismo attraverso accordi elettorali tra esponenti di sinistra (Depretis) e di destra (Minghetti) che portarono alla creazione di un governo che non era pi n destra n sinistra ma si poneva al centro tra i due schieramenti. In politica economica venne diminuita la pressione fiscale (abolizione della tassa sul macinato) che insieme ad una spesa pubblica in aumento provoc un deficit nel bilancio statale. Per favorire il decollo industriale e la ripresa dellagricoltura venne attuata una politica protezionistica mettendo al riparo leconomia dalla concorrenza straniera. In politica estera la Sinistra stipul nel 1882 la Triplice Alleanza, con la Germania e con lAustria-Ungheria per uscire da una situazione di isolazionismo, rinunciando quindi alla 2

conquista delle terre irredente, Trentino e Venezia Giulia. Nel frattempo si inserisce nella politica imperialista che stava caratterizzando lEuropa e tenta loccupazione dellEtiopia ma viene sconfitta a Dogali. Nel 1892 veniva fondato il Partito Socialista italiano quale espressione della classe operaia che si cominciava a presentare come soggetto politico. Nel frattempo si andava formando anche un movimento cattolico, lOpera dei congressi, il cui programma rimaneva comunque ostile al nuovo governo. Nellultimo ventennio dell800 il governo venne affidato ad un uomo politico di origine siciliana, Francesco Crispi, che govern dal 1887 al 1896, con una interruzione di un anno (primo governo Giolitti). Crispi attu quella che venne definita democrazia autoritaria: vennero emanati alcuni provvedimenti come leleggibilit dei sindaci, il diritto di sciopero, labolizione della pena di morte ma contemporaneamente veniva portata avanti una politica repressiva e accentratrice attraverso una forte riorganizzazione dellapparato statale. In politica estera voleva riaffermare il valore dellItalia come potenza coloniale. Venne fondata la Colonia Eritrea e si posero le basi per loccupazione della Somalia. Nel 1892 cade il governo Crispi proprio a causa della sua politica coloniale. Abbiamo il primo governo di Giovanni Giolitti, che sar protagonista della storia dItalia nei primi decenni del 900. Giolitti propone un programma molto avanzato, in particolare era contrario alla repressione del movimento operaio e dei Fasci siciliani, le organizzazioni di contadini siciliani che si opponevano alla pesante tassazione e al malgoverno locale, ma non riusc a portare avanti il suo programma a causa di uno scandalo finanziario in cui rimase coinvolto (scandalo della Banca di Roma). Secondo governo Crispi (1893): - Istituzione della Banca dItalia con funzioni di controllo del sistema bancario e finanziario. - Proclamazione delle stato dassedio in Sicilia per reprimere i Fasci siciliani ed emanazione delle leggi antisocialiste, il Partito socialista fu dichiarato fuori legge. - Ripresa della politica coloniale, secondo tentativo di conquista dellEtiopia che si concluse con la sconfitta di Adua (1896). Crispi usc dalla scena politica italiana. Il governo fu affidato ad Antonio di Rudin che si affrett a stipulare la pace con lEtiopia.